ATTINGIAMO ALLE SORGENTI DELL'AMORE

A cura di don Domenico Labellarte Editrice E.S.D.M. 2000

Vivere nella Divina Misericordia

INTRODUZIONE A

ttingiamo largamente al Cuore di Gesù, come sorgente della divina Misericordia

"Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva... Come dice la Scrittura (cfr Sal 104,41; cfr 1 Cor 10, 4), fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno" (Gv 7,3738).

Ma dove e come attingere a questi fiumi d'acqua viva? Gesù stesso ci dà la risposta: "dal suo seno " (ibid v. 38). L'evangelista Giovanni c'invita a "volgere lo sguardo a colui che hanno trafitto " (Gv 19,37; cfr Zc 12,10), a guardare, cioè, quel fianco aperto dalla lancia di uno dei soldati romani. Attraverso quella porta possiamo far penetrare lo sguardo fino al Cuore di Gesù squarciato per noi.

Potremo, così, attingere con gioia ed abbondanza, come ci conferma il profeta Isaia: "Attingerete con gioia alle sorgenti della salvezza" (Is 12,3); ed altrove: "Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni; succhierete con delizia all'abbondanza del suo seno" (Is 66,11).

Per comprendere bene che la Divina Misericordia sgorga in pienezza dalla sorgente dell'Amoredivino (Amore per eccellenza e per essenza: lo Spirito Santo), dall'amore umanospirituale e dall'amore umanosensibile (sgorganti dall'Umanità di Gesù), dobbiamo penetrare quel Cuore divinoumano di Gesù, ferito ed aperto dalla lancia, e lì sostare in soave contemplazione, fino a sentirci investiti e rivestiti degli stessi sentimenti di Gesù (cfr Fil 2,5), che sono di pietà e di tenerezza (cfr Sal 110,4; 1 Tm 3,16).

Ma per essere sempre più convinti della grandezza di questo tenero e misericordioso Amore e per lasciarci coinvolgere da esso più profondamente, è bene conoscere gli insegnamenti e le esperienze mistiche di tre grandi santi, autentici pionieri, discepoli ed apostoli del Cuore di Gesù, fonte dell'Amore divinoumano: Giovanni Eudes, Claudio La Colombière, Margherita M. Alacoque.

 

SAN GIOVANNI EUDES

Vita

Giovanni Eudes nacque in Francia a Ri, Diocesi di Séez, il 14 novembre 1601, morì a Caen il 19 agosto 1680.

Frutto di un voto fatto dai genitori a N. Signora della Recouvrance, fin dalla più tenera età diede prova di virtù eroica.

Scolaro dei Padri Gesuiti, si distinse per la saggezza della sua condotta e per il fervore della sua pietà, tanto da essere chiamato dai suoi compagni il "devoto Eudes". E devoto lo era veramente verso N. Signore nell'Eucaristia e verso la SS.ma Vergine.

Come sacerdote divenne, con la sua santità eminente, con le sue predicazioni apostoliche e con le sue istituzioni, una delle glorie della Chiesa di Francia. Il Fondatore della Società di S. Sulpizio (Olier) lo chiamava "rarità del suo secolo".

Da missionario evangelizzò la Normandia e una parte della Bretagna, la regione di Chartres, la Borgogna, la Piccardia, la Champagna, la Brie e l'Isola di Francia, annunciando la Parola di Dio nelle campagne e nelle grandi città (Parigi Rouen Autun Châlons Le Mans Rennes Caen ecc.). Sessant'anni della sua vita vennero spesi nelle fatiche delle missioni.

Istituì, dopo vent'anni passati nell'Oratorio del P. de Bérulle, la Congregazione di Gesù e Maria, soprattutto per la formazione dei Chierici (l'evangelizzazione dei popoli fu assegnata come secondo fine). A Caen, Coutances, Lisieux, Rouen, Evreux, Rennes stabilì dei seminari che furono altrettante accademie di santità. Per circa quarant'anni poté preparare ministri degni alla Chiesa di Dio.

Con la fondazione dell'Ordine di N. Signora della Carità aprì asili come rifugio e sostegno delle anime penitenti; un ramo di quest'opera è l'Istituto di N. Signora della Carità del Buon Pastore d'Angers.

Stabilì per le persone desiderose di praticare la perfezione evangelica, la Società del Cuore Ammirabile della Madre di Dio. Tenne testa risolutamente alla setta giansenista e si attirò per il suo zelo nel combatterla le più crudeli persecuzioni.

"Ma ciò che lo portò al culmine della sua gloria e dei suoi servizi verso la Chiesa dice il decreto di beatificazione (25041909) è l'amore singolare di cui avvampò per i Sacri Cuori di Gesù e di Maria; è il pensiero che egli ebbe per primo, non senza qualche ispirazione divina, di stabilire un culto liturgico in loro onore.

Così bisogna considerarlo il Padre di questa devozione così soave, perché fin dall'istituzione della sua congregazione di sacerdoti, egli ebbe cura di far celebrare in mezzo ai suoi figli le feste di questi divini Cuori; come il Dottore, perché compose in loro onore degli uffici propri con messe; infine come l'Apostolo, perché si sforzò con tutto il suo cuore di spandere in ogni luogo questo culto salutare".

 

Opere

"Il Cuore Ammirabile della Madre di Dio" è considerata la sua grande opera con la quale contribuì alla diffusione del culto ai Sacri Cuori, meritando di essere considerato il primo teologo.

Da quest'opera è stato estratto l'opuscolo "Il Cuore di Gesù, fornace d'amore".

Ha composto un gran numero di altre opere di cui le più conosciute sono:

"La Vita e il Regno di Gesù nel cuore dei cristiani" 'Il contratto dell'uomo con Dio per mezzo del santo Battesimo " "Le Meditazioni sull'umiltà " "I colloqui dell'uomo cristiano con il suo Dio " "Il buon Confessore " "Il Predicatore apostolico " "L'Infanzia ammirabile della Sacratissima Madre di Dio "

Fermiamo, ora, la nostra attenzione su alcuni brani tratti da "Il Cuore di Gesù, fornace d'amore" e dal trattato "L'ammirabile Cuore di Gesù"

 

Brani tratti dall'opuscolo

"IL CUORE DI GESù, FORNACE D'AMORE"

Il divin Cuore di Gesù è la corona di gloria del Sacratissimo Cuore di Maria

"... Iddio ha unito col più forte ed inscindibile legame... il Cuore di Gesù... e il Cuore di Maria...

Due cuori in un sol cuore... L'unione intima di questi due cuori è tale che il Cuore di Gesù è il principio del Cuore di Maria come il Creatore rispetto alla creatura, e il Cuore di Maria è l'origine del Cuore di Gesù come la madre nei confronti del proprio figlio.

Tra questi due Cuori si realizza un circuito e un processo di derivazione reciproca: il Cuore di Gesù è l'anima, lo spirito e la vita del Cuore di Maria, e il Cuore di Maria è la sorgente della vita del Cuore di Gesù dimorante nelle sue viscere benedette. Infine il Cuore adorabile di Gesù è la corona e la gloria... di Maria Regina dei Santi... e il Cuore di Maria è la gloria e la corona del Cuore di Gesù, perché esso gli rende più onore e gloria che tutti i cuori del Paradiso riuniti insieme".

 

Il divin Cuore di Gesù è una fornace ardentissima d'amore agli occhi dell'Eterno Padre

"... Il Cuore ammirabile di Gesù è una fornace d'amore agli occhi di Dio suo Padre, agli occhi della sua Santissima Madre, a quelli della Chiesa trionfante, militante e purgante, agli occhi di ciascuno di noi...

è un figlio infinitamente amante che ama un Padre infinitamente amabile; è un Dio che ama un Dio.... E poiché non c'è un amore più grande che quello di donare la vita per colui che si ama, il Figlio di Dio ama tanto il Padre che sarebbe pronto a sacrificare ancora la sua vita... Gesù ha voluto, nell'eccesso di un'incomparabile bontà, essere il nostro capo associandoci al suo corpo mistico... Ci ha anche associati a Lui nell'amore che ci porta e ci ha dato il potere di amare il Padre dello stesso amore di cui Egli ama...: l'amore del Figlio di Dio per il Padre suo non passa mai, ... esso è stabile e permanente; ... questo amore è in noi e nei nostri cuori, poiché riempie tutto per la sua immensità; ... questo amore è nostro avendoci l'Eterno Padre donato tutto col donarci suo Figlio... Quindi io posso amare l'Eterno Padre insieme al mio Salvatore Gesù e con lo stesso amore con cui Egli lo ama, ... eterno, immenso, infinito".

 

L'amore infinito di Gesù per la sua SS.ma Madre riempiva il suo Cuore di dolori amarissimi alla vista di quelli che trapassarono il Cuore verginale di Maria al tempo della Passione

"... Il nostro Salvatore soffrì nel vedere la sua Santissima Madre immersa in un mare di tribolazioni al tempo della sua Passione... Dal giorno in cui la Vergine Beatissima divenne madre del divin Redentore, ella ebbe nel suo cuore un continuo combattimento d'amore...

L'amore incomparabile di Madre... le causava dolori indicibili vedendo i tormenti che Egli avrebbe sofferto per riscattare il mondo...

Il loro perfettissimo amore e la loro completa conformità alla divina volontà non permettevano, inoltre, che vi fosse imperfezione alcuna nei loro sentimenti... Ella offrì il suo Cuore e Gesù donò il suo Corpo affinché ognuno soffrisse ciò che Dio aveva comandato...

Da un lato, Ella desiderava che l'Eterno Padre addolcisse i rigori del supplizio (del Figlio) e, d'altra parte, Ella desiderava conformarsi interamente a tutte le disposizioni di questo Padre adorabile. E così il divino Amore suscitava nel suo cuore una lotta di desideri e di sentimenti opposti che le causavano inesprimibili tormenti... Sono capaci di soffrire tale dolore solo questi due Cuori del Figlio e della Madre che si amavano in maniera perfetta: solo in questo mutuo amore è la misura del dolore... è un effetto della perfetta carità... il risentire vivamente l 'altrui dolore ed avere più facilità nel sopportarlo che nel vederlo addossato ad altri.

Ciò ha fatto il nostro Salvatore nel corso della sua vita e particolarmente il giorno della sua Passione. Sapendo che Giuda l'aveva venduto, Egli testimoniò più grande afflizione per la sua dannazione... che per i tormenti causati dal suo tradimento. Alle pie donne... fece vedere quanto fosse più addolorato per le loro future tribolazioni e per quelle della città di Gerusalemme che per quello che Egli soffriva... Inchiodato sulla croce... Egli mostrò che... gli erano più penosi a sopportare i dolori dei peccatori che i propri, allorquando pregò il Padre di perdonarli...

Il Figlio... desiderando rendere (la Madre) simile a Lui stesso ed essendo l'amore la prima e principale causa delle sue sofferenze e della sua morte, volle pure che il loro reciproco amore fosse la causa del martirio del suo cuore... I dolori della Madre e i tormenti del Figlio

si risolvono in grazie, in benedizioni e in favori immensi per i peccatori".

 

Il divin Cuore di Gesù è una fornace d'amore nei confronti della Chiesa trionfante, militante e purgante

"... Se eleviamo i nostri occhi verso la Chiesa trionfante, vediamo una legione innumerevole di Santi, di Patriarchi, di Profeti, di Apostoli, di Martiri, di Confessori, di Vergini e di Beati. Essi sono tante fiamme della fornace immensa del Cuore del Santo dei Santi. è la bontà e l'amore di questo Cuore amabilissimo che li ha fatti nascere...

Se si celebrano durante il corso dell'anno tante feste in onore di questi stessi Santi, quale solennità merita questo divin Cuore, principio di tutto ciò che vi è di nobile e di glorioso in tutti i Santi!

Discendiamo sulla terra e vediamo ciò che vi è di più grande nella Chiesa militante. Sono i Sacramenti... Tutti i Sacramenti sono tante fonti inesauribili di grazia e di santità, che hanno la loro sorgente nell'oceano immenso del Cuore del nostro Salvatore...; ma ... la divina Eucaristia... è un riassunto di tutte le meraviglie della potenza, della sapienza e della bontà di Dio...

Se dunque si celebra nella Chiesa una festa così grande in onore di questo divino Sacramento, con quale solennità dobbiamo celebrare quella in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, che è l'origine di tutto ciò che vi è di grande, di sacro e di prezioso in questo augusto Sacramento?

Andiamo nel Purgatorio, nella Chiesa Purgante, ... la più piccola pena che vi si soffre sorpassa tutte le sofferenze di questo mondo... è, infatti, verità di fede che nulla di immondo entra in cielo... In conseguenza, se un'anima avesse un solo peccato veniale all'atto della separazione dal suo corpo, non entrerebbe mai in Paradiso se la Misericordia del Salvatore non avesse creato il Purgatorio per purificarla. Il Purgatorio è dunque un effetto della bontà e della misericordia del Cuore così buono del nostro Redentore.

... L'inferno è il luogo di tormenti,... è un luogo di vendetta e di collera del nostro grande Iddio; ma la bontà infinita del Cuore tanto caritatevole e misericordioso del nostro amabilissimo Redentore vi trova ancora qualche posto... Grazie alla misericordia divina, i miserabili dannati non sono puniti quanto meriterebbero.

Il peccato, essendo un'offesa commessa contro un Dio... merita un castigo infinito, non soltanto estensivamente quanto alla durata, ma anche intensivamente quanto al grado ed alla quantità delle pene. Ora... esse sono limitate in intensità. Nostro Signore potrebbe giustamente aumentarle di più, ma non lo fa per la bontà ineffabile del suo Cuore... La giustizia ha creato un inferno per castigarvi i cattivi... e la misericordia lo ha non meno creato... per ispirare ai buoni il timore di Dio, per condurli ad operare la loro salvezza... con timore e tremore...

La bontà del nostro Salvatore si serve del fuoco dell'inferno per accendere nei nostri cuori il fuoco del divino amore".

 

Il divin Cuore di Gesù è una fornace d'amore per ciascuno di noi

"... Consideriamo gli effetti della bontà incomprensibile e dell'amore indicibile di questo Cuore così amabile al nostro riguardo... Eccone i principali ...: Egli ci ha liberati da un abisso di mali nei quali il peccato ci aveva gettati...; il peccato ... è il male dei mali, la sola causa di tutti gli altri mali della terra e dell'inferno... Tutte le forze umane, tutte le potenze della terra e del cielo non sarebbero capaci di liberarcene. E tuttavia noi, per un dono incomprensibile, ne siamo affrancati...

è per la bontà immensa, la misericordia infinita e l'amore incomparabile di questo Cuore divino che Egli ci ha liberati da tanti mali... E stato per un amore purissimo che Egli ci ha onorati di un tal favore. E per procurarci un così gran bene Egli ha tutto sofferto... Noi eravamo condannati, per i nostri delitti, al supplizio eterno dell'inferno; l'unigenito Figlio di Dio... soffre una morte atrocissima e ignominiosissima per affrancarcene...

Ma non gli è bastato... Egli vuole farci del bene inconcepibile... Essere elevati fino al Cielo, essere cittadini del Paradiso... Essere associati agli Angeli... Essere al rango dei figli di Dio, gli eredi di Dio e coeredi del Figlio di Dio... Essere re di una realtà eterna, possedere lo stesso regno che il Padre... ha dato al Figlio... Mangiare alla mensa del Re del Cielo... Essere rivestiti dell'abito regale e glorioso del Re dei re... Possedere tutti i beni che Dio possiede... Essere tutti trasformati in Dio, ossia essere rivestiti, riempiti, penetrati di tutte le perfezioni di Dio... Non essere che una sola cosa con Dio... Essere, mediante la grazia e la partecipazione, ciò che Dio è per natura e per essenza!

Apriamo le orecchie ... alle voci del nostro Salvatore ... perché tutti i mali da cui ci ha liberati e i beni innumerevoli di cui ci ha colmati, sono altrettante voci che ci gridano: così Gesù ci ha amati... E perché non ameremmo noi un Dio che è ... tutto cuore e tutto amore per noi?".

 

Il divin Cuore di Gesù è una fornace d'amore per noi nel Santissimo Sacramento

"... Se apriamo gli occhi della fede..., vedremo otto fiamme d'amore uscire da questa fornace ammirabile (l'Eucaristia).

La prima fiamma consiste nell'amore inconcepibile del divin Cuore di Gesù, che l'ha condotto a rinchiudersi in questo Sacramento e a dimostrarci notte e giorno, senza uscirne mai ... che è sempre con noi fino alla consumazione dei secoli...

La seconda fiamma... è l'amore del Cuore adorabile del nostro Salvatore..., poiché Egli è lì, adorante, lodante e glorificante incessantemente il Padre suo per noi..., è lì, a rendere continuamente grazie..., ad amare il Padre suo per noi..., ad offrire i suoi meriti alla giustizia del Padre suo...

La terza fiamma... è l'amore infinito del nostro Redentore, che porta la sua onnipotenza a compiere per noi molti prodigi in questo adorabile Sacramento, cambiando il pane nel suo Corpo e il vino nel suo Sangue...

La quarta fiamma è rimarcata in queste divine parole del Principe degli Apostoli...: "Iddio ci ha mandato il Figlio suo per benedirci"...

è principalmente per mezzo di questo divin Sacramento che Egli ricolma di benedizioni quelli che non vi mettono impedimento.

La quinta fiamma è il suo immenso amore per noi che l'obbliga ad avere con sé tutti i tesori di grazia e di santità che ha acquistato sulla terra per poterceli donare...

La sesta fiamma è l'amore ardentissimo che lo tiene sempre nella disposizione... di donarsi interamente a noi per mezzo della Santa Comunione..., tutto ciò che Egli ha e tutto ciò che Egli è come Dio e come uomo...

La settima fiamma è l'amore indicibile che porta questo buon Salvatore a sacrificarsi qui continuamente per noi; amore che sorpassa in qualche modo quello con il quale Egli si è immolato sull'altare della Croce... Qui si sacrifica in tutti i luoghi per mezzo della Santa Eucaristia... Qui si sacrifica un milione di volte al giorno...

L'ottava fiamma... consiste nell'amore che il nostro Redentore ci manifesta, quando dona agli uomini tutte queste testimonianze della sua bontà, al tempo stesso in cui riceve da molta parte manifestazioni dell'odio più furioso che si possa immaginare...

O mio Salvatore, tu non hai che pensieri di pace, di carità e di bontà per gli uomini; ed essi non hanno che pensieri di malizia e di crudeltà contro di te. Tu non pensi che a trovare i mezzi per salvarli; ed essi non pensano che a trovare i mezzi per perderti...".

 

Il Cuore divino di Gesù è una fornace d'amore per noi nella sua Passione

"... Si possono ben contare le piaghe del suo Corpo, ma quelle del suo Cuore sono innumerevoli.

Ve ne sono di due specie, che procedono da due cause differenti.

La prima causa delle piaghe... sono tutti i nostri peccati... Contate, se potete, tutti i peccati degli uomini, che sono in numero maggiore alle gocce d'acqua del mare, e voi conterete le piaghe di questo amabile Cuore di Gesù.

La seconda causa di queste piaghe è l'amore infinito di cui questo Cuore è infiammato per tutti i suoi figli, e la vista che Egli ha di tutte le pene e di tutte le afflizioni che dovranno raggiungere loro...

Poiché tutte le nostre pene, tutti i nostri dolori erano sempre presenti ai suoi occhi ed Egli li vedeva chiaramente e distintamente; queste pene e questi dolori erano tante piaghe sanguinanti per il suo Cuore paterno...

Grandi sono i nostri obblighi di onorare questo Cuore... Grandi ragioni abbiamo per temere di commettere nuovi peccati che gli suscitano questo lamento: "Essi mi hanno aggiunto piaghe su piaghe e dolori su dolori!"... ".

 

Il Cuore di Gesù è una sola cosa col Cuore del Padre e dello Spirito Santo; e il Cuore adorabile di queste tre divine Persone è una fornace d'amore per noi

"... Vi sono tre Persone nel mistero adorabile della Santissima Trinità; tre Persone che hanno una stessa divinità, una stessa potenza, una stessa sapienza, una stessa bontà, uno stesso spirito, una stessa volontà, uno stesso cuore...

è per questo che adorare il Cuore di Gesù è adorare il Cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; è adorare un Cuore che è una fornace ardentissima di amore per noi. è in questa fornace che bisogna tuffarsi e inabissarsi ora, per bruciarvi eternamente...

Vediamo che cosa è questo amore del Padre...: "Egli non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha sacrificato per tutti noi"... Prima di mandarlo, Egli sapeva molto bene in quale maniera lo avremmo trattato...

O Padre adorabile, tuttavia non esiti a mandarci il tuo Figlio prediletto. Chi ti obbliga a questo? L'amore del tuo Cuore paterno per noi, amore così incomprensibile che sembra tu ami noi più che il Figlio tuo...

Se vogliamo conoscere l'amore del divin Cuore del Figlio di Dio...: "Io vi ho amato come il Padre mio mi ha amato"...

O mio Salvatore, io posso ben dirti col tuo servo fedele S. Bonaventura: "Tu mi ami tanto che sembra tu ti odii per me"

Veniamo all'amore dello Spirito Santo, che è il Cuore del Padre e del Figlio. Quando questo divino Spirito ha formato l'UomoDio nelle viscere sacre della Beatissima Vergine per donarcelo, sapeva bene ciò che noi ne avremmo fatto?... Sì, Egli lo sapeva; e tuttavia Egli non lo ha lasciato di formarlo nel seno verginale di Maria, di farlo nascere per noi...

O Spirito d'amore... sembra che tu abbia più amore per l'uomo peccatore e criminale che per l'UomoDio, che è il Santo dei Santi.

... Noi adoriamo un Dio che non domanda da noi cose tanto strane. Egli chiede senza dubbio il nostro cuore... Gli basta che gliene doniamo i sentimenti, specialmente i due principali che son l'amore e l'odio: l'amore per amarlo con tutte le nostre forze e al di sopra di tutte le cose, l'odio per non odiare nient'altro che il peccato".

 

Il divin Cuore di Gesù è un tesoro immenso che è nostro; santo uso che noi ne dobbiamo fare

"... Il Cuore divino di Gesù è un tesoro inestimabile, che racchiude in sé tutte le ricchezze meravigliose che sono in cielo e in terra, nella natura, nella grazia e nella gloria...

è un preziosissimo tesoro, che contiene tutti i meriti della vita del Salvatore... Ora questo tesoro meraviglioso è per noi tutti, e per ciascuno di noi, poiché Egli non tenderà che a noi, affinché ne prendiamo possesso. Questo tesoro è nostro. A titolo e per diritto di donazione... Ma a che cosa servirebbe ad un uomo il possedere il ricco tesoro, se egli si lascia morire di fame, di sete e di freddo accanto al suo tesoro, e se, per non pagare i suoi debiti, egli si lascia trascinare e marcire in prigione?

A che servirà inoltre questo grande tesoro, se noi non ne facciamo uso?... Noi dobbiamo al Creatore cinque grandi cose: 1) Adorazione, onore, gloria e lodi; 2) amore; 3) rendimento di grazie per tutti i benefici che riceviamo da Lui incessantemente; 4) soddisfazione per tutti i nostri peccati; 5) dono di noi stessi, perché noi gli apparteniamo per una infinità di titoli.

Aggiungete a ciò la preghiera... perché noi siamo un nulla e non abbiamo niente da noi stessi;... che la sua bontà infinita ci doni una disposizione infinita a ricolmarci dei suoi beni ... Per pagare tutti questi debiti, ecco ciò che bisogna fare:

In primo luogo è necessario essere in grazia di Dio. In secondo luogo, celebrando la Santa Messa... o assistendovi ..., ricordatevi che voi avete il divin Cuore di Gesù nel vostro seno e che là sono altresì le tre Persone divine, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; e, rivolgendovi al Padre..., parlategli in questi termini...:

"Padre Santo, io ti devo onore, gloria, amore, lode, adorazione, azioni di grazie e riparazioni infinite e io devo tutto me stesso a te per un'infinità di ragioni.

Io non ho nulla da me stesso e non so di che pagare tutti questi debiti, non avendo niente e non essendo niente. Ma ecco il Cuore del tuo Figlio prediletto che tu mi hai donato: io te l'offro per adempiere agli obblighi che io ho di adorarti, di onorarti, di lodarti, di glorificarti, di amarti, di renderti grazie, di soddisfare alla tua giustizia per i miei peccati, di donarmi a te e per pregarti, per questo stesso Cuore, di accordarmi tutte le grazie di cui ho bisogno.

Questo Cuore è il mio tesoro che tu mi hai donato nell'eccesso della tua bontà; ricevilo, ti prego, o Padre delle misericordie, e gradisci di pagarti con le tue mani, prendendo in questo sacro tesoro ciò che può soddisfare pienamente tutti i miei debiti".

Parlate pure al Figlio di Dio, offrendogli questo stesso tesoro, ossia il suo Cuore, come pure quello della sua Santissima Madre, che è uno in qualche modo con il suo... Fate lo stesso nei riguardi dello Spirito Santo.

In seguito ricordatevi dei vostri obblighi infiniti verso la Madre di Dio... e offritele l'amabile Cuore del Figlio suo prediletto...

Offritele anche questo stesso Cuore in riparazione e in supplemento di tutte le vostre negligenze, ingratitudini e infedeltà verso di Lei.

... Considerate, inoltre, che voi siete grandemente obbligati al vostro buon Angelo Custode, a tutti gli altri Angeli, ai vostri Santi Patroni e a tutti gli altri Santi per le preghiere che essi fanno secondo le vostre intenzioni e per l'assistenza che essi vi hanno parecchie volte donata; offrite loro... il vostro grande tesoro, in rendimento di grazie, come riparazione delle vostre mancanze verso di essi, per l'aumento della loro gloria accidentale.

Pensate ancora che voi siete obbligati col vostro prossimo. Voi dovete la carità a tutti ed anche ai vostri nemici; l'assistenza ai poveri, secondo le vostre possibilità, il rispetto, l'obbedienza ai vostri superiori...

Offrite al nostro Signore il suo divin Cuore, in riparazione delle mancanze che voi avete commesse; pregatelo di ripararle per voi, e di darvi tutte le grazie di cui avete bisogno per soddisfare perfettamente in avvenire a tutti i vostri obblighi verso il prossimo...".

 

Conclusione

Il nostro amabile Gesù ci ama come il Padre suo l'ama: ciò che noi dobbiamo fare per amarlo

"... «Io vi amo come il Padre mio mi ama: io vi amo con lo stesso cuore e con lo stesso amore con cui sono amato dal Padre mio»...

è un amore che possiede quattro grandi qualità.

In primo luogo, l'amore del Padre per il Figlio suo è un amore infinito, ossia senza confini, senza limiti, senza misura...

In secondo luogo, l'amore del Padre per il Figlio suo è un amore eterno, che riempie tutti gli spazi dell'eternità. Egli non è stato mai senza amarlo, Egli lo ama continuamente e senza interruzione, Egli l'amerà eternamente...

In terzo luogo, l'amore del Padre per il Figlio è un amore immenso che riempie il cielo e la terra e lo stesso inferno; il cielo, perché Egli l'ama per il cuore di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; la terra, perché Egli l'ama per i cuori che sono suoi sulla terra; l'inferno, perché Egli l'ama ovunque Egli è...

In quarto luogo, l'amore del Padre per il Figlio è un amore essenziale, perché Egli l'ama con tutto ciò che Egli è... Tutto ciò che è, tutto ciò che ha, tutto ciò che può è impiegato per amarci...

Non vuoi amare colui che è tutto cuore per te, e che vuol metterti in possesso di un impero eterno, se tu amerai?

Ecco tutto ciò che Egli domanda: "Dimorate nel mio amore; se voi osservate i miei comandamenti, voi dimorate nel mio amore come io, osservando i comandamenti del Padre mio, ho dimorato nel suo amore»...".

 

Dal trattato

"L'AMMIRABILE CUORE DI GESù"

"... Pensa, ti prego, che nostro Signore Gesù Cristo è il tuo vero capo, e che fai parte delle sue membra. Egli ti appartiene come il capo al corpo. Tutto ciò che è suo, è tuo: il suo spirito, il suo cuore, il suo corpo, la sua anima, e tutte le sue facoltà. Tu ne devi usare come di cose tue per servire, lodare, amare e glorificare Dio.

Tu gli appartieni come le membra al loro capo. Parimenti Egli desidera usare, come cosa che gli appartenga, tutto ciò che è tuo, per indirizzarlo al servizio e alla gloria del Padre suo. Non solamente egli ti appartiene, ma vuole essere in te, vivendo e dominando in te come il capo vive e regna nelle sue membra.

Egli vuole che tutto ciò che è in lui viva e domini in te: il suo spirito nel tuo spirito, il suo cuore nel tuo cuore, tutte le facoltà della sua anima nelle facoltà della tua anima, perché anche in te si adempiano queste divine parole: "Glorificate Dio nel vostro corpo " (1 Cor 6,20) e perché la vita di Gesù si manifesti in te. E non basta che tu appartenga al Figlio di Dio, ma devi essere in lui, come le membra sono nel loro capo. Tutto ciò che è in te deve essere incorporato in lui e da lui ricevere vita e guida.

Non c'è vera vita per te se non in lui solo, che è la fonte esclusiva della vera vita. Fuori di lui per te non c'è che morte e perdizione. Egli deve essere il solo criterio delle tue iniziative, delle tue azioni, delle tue energie e della tua vita. Tu non devi vivere che di lui e per lui seguendo queste divine parole: "Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è tornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi" (Rm 14,79).

Dunque tu sei una sola cosa con questo stesso Gesù, come le membra sono una sola cosa con il loro capo. Perciò devi avere con Lui uno stesso spirito, una stessa anima, una stessa vita, una stessa volontà, uno stesso sentimento, uno stesso cuore. E lui stesso deve essere il tuo spirito, il tuo cuore, il tuo amore, la tua vita e il tuo tutto.

Ora queste grandi verità traggono origine nel cristiano dal Battesimo, vengono accresciute e rafforzate dal sacramento della Confermazione e dal buon uso delle altre grazie partecipate da Dio, e ricevono il loro supremo perfezionamento dalla santa Eucaristia ".

 

SAN CLAUDIO LA COLOMBIERE

Date e avvenimenti principali della sua vita

S. Claudio La Colombière nacque il 2 febbraio 1641 a Sinforiano d'Ozon (Delfinato) da Beltrando (notaio) e da Margherita Coindat, terzo di sette figli.

Nel 1650 con la famiglia andò ad abitare a Vienne, dove ricevette la sua prima educazione scolastica, che completò poi presso i Gesuiti a Lione con lo studio della retorica e della filosofia. è in questo periodo che si sentì chiamato alla vita religiosa nella Compagnia di Gesù.

Il 25 ottobre 1658 entrò nel noviziato degli stessi padri gesuiti ad Avignone. Qui, nel 1660, terminato il noviziato ed emessi i primi voti religiosi, condusse a termine gli studi di filosofia.

Il tre agosto 1661 gli morì la madre. Nell'ottobre del 1666 venne mandato a Parigi per compiere gli studi di teologia. Contemporaneamente fu destinato ad essere precettore dei figli di Colbert, ministro delle finanze del re Luigi XIV, il famoso Re Sole.

Il 6 aprile 1670 tornò a Lione per insegnare retorica e per dedicarsi completamente alla preghiera e alla direzione della Congregazione Mariana.

L'anno 1674 fu decisivo nella vita di S. Claudio. Fece la terza Probazione nella "Casa S. Giuseppe" di Lione e, durante il mese di Esercizi che solitamente si praticano, il Signore lo andò preparando per la missione che gli aveva destinato.

Il primo novembre dello stesso anno fece voto di osservare tutte le Costituzioni e Regole della Compagnia, con lo scopo essenziale di riprodurre quel vivido ideale di apostolo descritto da S. Ignazio. E poiché questo ideale gli apparve magnifico, lo adottò come programma di santità. Che ciò rispondesse ad un invito dello stesso Gesù Cristo, è provato dal conseguente sentimento di liberazione che sperimentò, insieme con l'aumentata ampiezza degli orizzonti apostolici, come egli stesso testimonia nel suo diario spirituale.

Il 2 febbraio 1675 pronunziò la sua Professione solenne e, subito dopo, fu nominato Rettore del Collegio di ParayleMonial.

A ParayleMonial, nel Monastero della Visitazione, viveva un'umile religiosa, Margherita Maria Alacoque, alla quale il Signore andava rivelando i misteri del suo Cuore.

Costei si trovava in un'angosciosa incertezza ed aspettava che lo stesso Signore adempisse la promessa fattale di inviare un suo "servo fedele e amico perfetto", che l'avrebbe aiutata a realizzare la missione alla quale la destinava: manifestare al mondo le ricchezze imperscrutabili del suo amore.

Una volta giunto nella sua nuova destinazione, San Claudio, nei primi di marzo dello stesso anno, s'incontrò con Margherita Maria, che aprì il suo animo al Padre.

Il colloquio fu positivo, tanto che il nostro Santo rassicurò la Superiora, Mad.de Saumaise, sul buono spirito di Margherita Maria e sulla veridicità delle rivelazioni, basandosi sui seguenti principi:

a/ la sete di nascondimento della stessa religiosa;

b/ l'amore irrefragabile all'obbedienza messa prima e al di sopra delle stesse richieste di Gesù;

c/ il grande desiderio di umiliazioni, soprattutto dopo le rivelazioni soprannaturali.

Il Padre suggerì alla religiosa di mettere per iscritto tutto ciò che passava nella sua anima, orientandola e sostenendola nell'adempimento della missione ricevuta.

Quando poi egli si fu assicurato bene che tutto procedeva dall'Alto, grazie alla luce divina manifestatasi nella preghiera e nel discernimento, il giorno della prima festa del S. Cuore di Gesù, il 21 giugno 1675, si consacrò al Cuore Sacratissimo di Gesù. Ed altrettanto fece Margherita Maria nel coro del Monastero. Da quel momento il nostro Santo si dedicò totalmente al culto del S. Cuore, come primo ed autentico apostolo, secondo l'espressa volontà di Gesù.

Il 15 luglio 1676 gli moriva il padre.

Dopo appena diciotto mesi di permanenza a ParayleMonial, P. La Colombière venne mandato a Londra come "predicatore" delle duchessa di York, Maria Beatrice d'Este. Era un incarico delicatissimo, considerati gli avvenimenti che in quel tempo agitavano l'Inghilterra. Alla sua partenza la nostra Santa gli fece recapitare un biglietto, che diventerà l'oggetto delle sue riflessioni durante gli Esercizi Spirituali di Londra.

Nel messaggio che vi era scritto, venivano indicati i seguenti punti:

1/ Il carisma del P. La Colombière è quello di condurre le anime a Dio. Per questo i demoni lo ostacoleranno in tutte le maniere.

Persino persone a Dio consacrate lo faranno soffrire e non approveranno ciò che egli dirà nelle sue prediche per condurle al Signore. Ma la bontà di Dio gli sarà di sostegno nelle sue croci in proporzione alla fiducia che egli porrà in lui.

2/ Deve trattare i peccatori con una dolcezza e compassione del tutto particolari e non usi mai la forza, se non nei casi che il Signore gli indicherà.

3/ Stia molto attento a non togliere il bene dalla sua sorgente.

Questo avviso, anche se breve, conteneva molte cose e Dio gliele avrebbe fatte comprendere secondo l'attenzione che egli vi avrebbe posto.

Gli Esercizi di Londra si svolsero dal 31 gennaio all' 8 febbraio 1677. Oltre ai sermoni pronunciati nella cappella del palazzo di St. James e alla costante direzione spirituale, sia orale che scritta, P. La Colombière poté dedicarsi ad una solida istruzione nella vera fede di non poche persone che avevano abbandonato la Chiesa Romana. E, anche se tra grandi pericoli, ebbe la consolazione di constatare molte conversioni, al punto che, dopo un anno, poteva affermare: "Potrei scrivere un libro sulla misericordia di cui Dio mi ha fatto testimone da quando sono qui".

Tutto questo intenso lavoro apostolico non poteva piacere al demonio.

Ed ecco che nell'agosto del 1678 scoppiò il cosiddetto "complotto papista" contro Carlo II. Il 24 novembre dello stesso anno il nostro Padre venne ingiustamente accusato e, dopo due giorni, arrestato e trasferito nell'orribile carcere di King's Bench, dove restò per alcune settimane, sottoposto a gravi privazioni, finché, per decreto del parlamento, fu espulso dall'Inghilterra.

Tutte queste sofferenze minarono molto la sua salute che, con alterne vicende, andò peggiorando fino al suo rientro in Francia, il 29 dicembre 1678.

Dal 1679 al 1681 a Lione ricevette l'incarico della direzione spirituale dei giovani studenti di filosofia, tra i quali si distinse il futuro Padre Giuseppe Gallifet, che diventerà un grande storico e teologo della devozione al S. Cuore.

Nell'estate del 1681, essendosi aggravato molto, fu rimandato a ParayleMonial. Il 7 febbraio 1682 lo assalì una febbre violenta e il 15 mori. Aveva 41 anni.

Il 16 giugno 1929 P. Claudio La Colombière venne beatificato dal Papa Pio XI.

Il 31 maggio 1992 venne canonizzato dal Papa Giovanni Paolo II.

 

Vita interiore e missione di S. Claudio La Colombière

Pochi santi hanno avuto il privilegio di essere "canonizzati" da vivi da Gesù stesso e la grande e singolare grazia di essere nominati "servi fedeli e perfetti amici". Questo è avvenuto per il Padre La Colombière.

Nel monastero della Visitazione, Sr Margherita Maria Alacoque, per nascita e per cultura inferiore a tutte le altre quaranta suore, da quattro anni era entrata nel 1671 metteva in subbuglio la comunità con le sue "visioni".

Giudicata visionaria da "prudenti" e "saggi" religiosi, s'era persuasa, essa stessa, che le sue visioni erano effettivamente opera del demonio.

Gesù, è vero, la rassicurava, ma le incomprensioni continuavano, tanto che con la nuova Superiora, Madre Francesca de Saumaise, si parlava di licenziare la novizia o almeno di ritardarne i voti.

Quando poi, nel 1673, cominciarono le grandi rivelazioni, la Superiora non ci capì più nulla; obbligò la suora a mettere per iscritto ciò che le capitava e chiese consiglio a persone dotte di ParayleMonial. Il parere fu unanime contro Sr Margherita: era soltanto una visionaria.

Fu allora che, lamentandosi la Santa col Signore, questi le promise che le avrebbe mandato il suo "servo fedele e perfetto amico", che le avrebbe insegnato a conoscerlo e ad abbandonarsi a Lui totalmente.

Questa promessa le veniva fatta mentre il Santo si trovava in terza probazione e si dava al Signore senza riserve.

Il P. La Colombière, da poco nominato Superiore del Collegio dei gesuiti di ParayleMonial, alla fine di febbraio del 1675, venne invitato dalla Superiora del monastero della Visitazione a tenere una esortazione alla comunità.

Una voce interna suggerì a Sr Margherita Maria: "Ecco colui che ti mando".

Vennero le "tempora" della quaresima e P. Claudio fu chiamato ancora una volta dalla medesima Superiora, e questa volta come confessore straordinario delle suore.

L'incontro tra i due santi durò un'ora e mezza e fu sufficiente per diradare ogni dubbio e far trionfare la verità.

La nostra santa finalmente godette di un po' di serenità di spirito e continuò con sincerità ad aprirsi e a farsi guidare dal nostro santo, che sempre più confermava la suora sulla sua strada tracciata dal Signore.

Ed anche per il nostro Padre si prospettava chiaramente la sua specifica elezione. Fu esattamente nella grande rivelazione del 13 giugno 1675 che gli venne affidata la missione vera e propria di apostolo del Cuore di Gesù.

Il Signore, mostrando il suo Cuore alla Santa, usciva in quelle famose parole: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e in contraccambio non riceve che ingratitudine, disprezzo, irriverenze, sacrilegi e freddezza che hanno per me in questo sacramento d'amore".

Poi il Cuore di Gesù domandava:

1/ L'istituzione di una festa particolare, pubblica per onorare il suo Cuore;

2/ la comunione riparatrice ogni primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi;

3/ un'ammenda onorevole per riparare le colpe commesse specialmente contro l'Eucaristia;

4/ di far conoscere al mondo la devozione al suo Cuore. Dinanzi a queste esplicite richieste, Margherita Maria fece umilmente presente a Gesù le difficoltà pratiche che avrebbe incontrato: come poteva, da persona peccatrice quale sinceramente si considerava e da suora di clausura, portare a termine una così importante missione?

E il Signore prontamente le rispose di rivolgersi al suo fedele servo, il P. La Colombière, e di dirgli, da parte sua, di fare il possibile per propagare tale devozione, facendo così un grande piacere al suo Cuore divino. Il Padre non doveva scoraggiarsi per gli ostacoli che avrebbe incontrato, tenendo bene a mente "che è onnipotente colui che diffida interamente di se stesso, per confidare unicamente in lui, Gesù".

Con questo messaggio divino, i cuori dei due eletti si tranquillizzarono e si donarono totalmente alla missione, alla quale Gesù stesso li aveva da tempo destinati e ben preparati. La consacrazione del Padre, fatta il 21 giugno 1675, fu l'inizio di un nuovo slancio della sua vita, protesa tutta a rendere "piacere", da "perfetto amico", a Gesù.

Direttore di anime e predicatore fervoroso, non si lasciò sfuggire occasione per diffondere la devozione al Cuore di Gesù, per far conoscere a tutti l'amore di Dio e i desideri del suo Cuore.

Questo ministero lo continuò a Londra, per tutto il tempo in cui restò nel palazzo St. James, soprattutto durante gli Esercizi spirituali che tenne dal 31 gennaio all' 8 febbraio 1677.

S. Margherita Maria il 15 settembre 1689 scriveva al P. Croiset: "è stato questo apostolato del P. La Colombière che l'ha reso molto più potente in cielo e l'ha innalzato nella gloria più di quanto avrebbe potuto compiere per tutto il resto della sua vita".

A proposito della sua direzione spirituale, ciò che colpiva maggiormente le persone da lui dirette erano le sue qualità squisitamente umane e le sue virtù spiccatamente soprannaturali.

La sua profonda penetrazione psicologica gli serviva per intuire rapidamente lo stato del discepolo e suggerirgli i mezzi e i modi per condurlo a Dio.

La sua amabilità e dolcezza, la sua scienza umana e teologica facevano il resto.

Egli era talmente persuaso che la santità è opera soltanto di Dio, che si accostava alle anime con sommo rispetto (cfr 2Cor 5,16) e con estrema umiltà.

Leggendo poi attentamente i suoi scritti, in particolare le sue lettere, scopriamo che una delle sue maggiori preoccupazioni era quella di rendere le anime attente alle mozioni dello Spirito Santo, e non esitava nel proporre, con schiettezza, il distacco dal mondo, il rinnegamento di se stessi, l'amore alla croce, la fedeltà ai doveri del proprio stato e senza riserve la donazione di sé a Dio. Per questo insisteva, senza timore di ripetersi, sulla necessità di vivere alla presenza di Dio, sulla preghiera incessante, sull'amore all'Eucaristia per entrare sempre più in sintonia con i palpiti d'amore del Sacro Cuore di Gesù.

Abbiamo scritto che il Signore già da tempo preparava i due Santi alla grande missione di essere gli apostoli scelti e privilegiati della devozione al Cuore Sacratissimo di Gesù e al suo Amore. E questo in particolare avvenne al nostro San Claudio durante il tempo della terza Probazione, soprattutto durante gli Esercizi spirituali dei trenta giorni. Lo comprendiamo leggendo ciò che scrive nel secondo giorno della terza settimana, quando considera la disposizione d'animo di Gesù nei riguardi di Giuda che stava per tradirlo, degli Apostoli che stavano per abbandonarlo, dei sacerdoti e degli altri che lo stavano perseguitando.

Così il Santo: "Niente riuscì ad eccitare in Lui il minimo risentimento di odio e di sdegno; niente riuscì a diminuire anche minimamente l'amore che portava ai suoi discepoli e persecutori. Provò invece un sommo e sincero dolore per il male che tutti loro facevano a se medesimi.

Poi, rivolgendomi a Maria per domandare la grazia di mettere il mio cuore nelle medesime disposizioni, mi sono accorto che il suo è pienamente conforme a quello del Figlio, che, pur immerso nel dolore, agisce con nobiltà e, in quella tanto terribile circostanza, non perde la serenità, non desidera alcun male per i carnefici del Figlio, anzi li ama e tutto offre per loro.

Devo confessare che questo spettacolo mi rapisce, m'innamora incredibilmente per le virtù e mi causa il più grande piacere che possa provare.

O Cuori, degni veramente di possedere tutti i cuori e degli angeli e degli uomini.

D'ora in poi sarete i miei modelli e cercherò, in simili occasioni, di fare miei i vostri sentimenti. Voglio che d'ora in poi il mio cuore non stia che nei Cuori di Gesù e di Maria e che quelli di Gesù e di Maria siiano nel mio, perché gli trasmettano i loro sentimenti e non si agiti o non si muova se non in conformità dei loro cuori".

Nella quarta settimana degli stessi Esercizi spirituali egli si sofferma in particolare sull'Amore di Dio e così scrive: "Nella contemplazione dell'Amore di Dio mi ha molto commosso la vista dei doni che ho ricevuto dal Signore dal primo istante della mia vita fino ad ora. Quanta bontà, quanta cura, quanta provvidenza per il mio corpo e per la mia anima! Quanta pazienza e quanta dolcezza! Non ho esitato un istante a darmi tutto a Lui o almeno a desiderare di tutto cuore di essere tutto suo.

La verità è che mi reputerei il più ingrato ed insieme il più infelice degli uomini se riservassi qualcosa per me, perché ho la sensazione di avere assoluto bisogno di essere tutto suo e di non poter acconsentire in nessun modo alla più piccola divisione del mio cuore.

Sono terribilmente debole ed è impossibile che ce la faccia con le sole mie forze.

Questa per me è una verità palpabile. Se perciò, mio Dio, ce la farò a rimanerti fedele, la gloria sarà tutta tua; nel caso che io mi attribuissi qualche merito, allora sarà il segno che ho perduto il ben dell'intelletto ". "Meditando sulle parole di S. Ignazio: "Dammi soltanto il tuo amore e la tua grazia; questo mi basta", mi sento disposto a fare a meno, per tutta la vita, di ogni consolazione anche spirituale. Mi contento di servire il Signore con grande fedeltà, anche nelle aridità e perfino nelle tentazioni.

Di conseguenza mi radicherò sempre più nella dolce certezza che, quanto mi è accaduto fino ad oggi, mi è capitato per una specialissima provvidenza di Dio ".

Per concludere, riportiamo l'offerta che S. Ignazio aveva fatto di se stesso al Signore:

"Prendi, Signore, accetta ogni mia libertà, la mia memoria, la mia intelligenza, tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e posseggo.

Tu me lo hai dato; a te, Signore, lo riconsegno.

Tutto è tuo; disponi di essi secondo tutta la tua santa volontà.

Dammi soltanto il tuo amore e la tua grazia; questo mi basta".

Anche P. Claudio fece l'offerta di se stesso al S. Cuore di Gesù. Leggiamo ora, oltre al fine per cui fece tale offerta, una sua preziosa riflessione sui sentimenti di Gesù, per farli suoi, condividerli e farsi da essi investire e coinvolgere (cfr Rm 13,14; Fil 2,5): "Il fine di quest'offerta è quello di onorare il divin Cuore, sede di tutte le virtù, sorgente di ogni favore celeste, rifugio di tutte le anime sante.

Le virtù che principalmente vogliamo onorare in Lui sono: in primo luogo l'amore ardentissimo per il suo divin Padre, congiunto al più profondo rispetto e alla più sincera umiltà, che sia mai esistita al mondo.

Secondo: l'infinita, serena fortezza nelle sofferenze, il pentimento e il dolore per i peccati degli uomini, di cui si è fatto carico; la confidenza del più amoroso dei figli, unita alla vergogna del più colpevole dei peccatori.

Terzo: la tenerissima compassione per le nostre miserie e, nonostante queste, un immenso amore per noi. Intendiamo inoltre onorare la sua serenità, la quale, in mezzo a fortissimi sentimenti, rimaneva inalterata, perché ancorata ad una perfettissima conformità alla volontà di Dio, che gli faceva superare ogni avvenimento contrario al suo zelo, alla sua umiltà, al suo amore e ad ogni altra disposizione del suo Cuore.

Questo Cuore nutre ancora inalterati gli stessi sentimenti verso di noi, ma soprattutto il suo amore ardente, amore permanentemente disposto a versare su di noi ogni sorta di grazie e favori celesti, impietosito sempre dai nostri mali, continuamente sollecitato dal desiderio di farci partecipi dei suoi tesori e di donarsi a noi, disposto in ogni caso ad accoglierci ed a servirci da rifugio, da dimora, da paradiso fin da questa vita.

E, nonostante tutto, nel cuore di noi uomini non trova che freddezza, dimenticanza, disprezzo e ingratitudine. Ama e non è amato e, peggio, il suo amore non è nemmeno conosciuto, perché non ci degniamo di accogliere i suoi doni, con i quali vorrebbe testimoniarci il suo amore, né intendiamo ascoltare le tenere e segrete dichiarazioni di amore, che vorrebbe fare al nostro cuore ".

Ed ora trascriviamo l'offerta del suo cuore al S. Cuore di Gesù Cristo: "Adorabile e amabile Cuore di Gesù, in riparazione di tanti peccati e ingratitudini e per evitare che io cada in simile disgrazia, ti offro il mio cuore con tutti i sentimenti di cui è capace e mi dono tutto a te.

Da questo momento, con la massima sincerità, desidero dimenticare me stesso e tutto ciò che può avere rapporto con me, per rimuovere ogni ostacolo che mi possa impedire di entrare nel tuo divin Cuore, che hai avuto la bontà di aprirmi e nel quale mi auguro di entrare per vivere e morire, insieme ai tuoi più fedeli servi, penetrato ed acceso del tuo amore.

Offro a questo Cuore tutti i meriti, tutte le soddisfazioni che acquisterò con le Messe, le preghiere, le azioni, le mortificazioni, le pratiche religiose, le opere di zelo, di umiltà, di obbedienza e di tutte le altre virtù, che compirò fino al termine dei miei giorni.

E non solo intendo che tutto sia diretto a onorare il Cuore di Gesù e le sue ammirabili virtù, ma ti prego di accettare l'intera donazione e di disporre nel modo che vorrai, a vantaggio di chi più ti piacerà.

E benché io abbia già ceduto alle anime sante del Purgatorio tutto ciò che c'è di valido per soddisfare la divina giustizia, tuttavia desidero che tutto sia loro distribuito secondo l'arbitrio del Cuore di Gesù.

Tutto ciò non m'impedirà di soddisfare ai miei obblighi, di applicare cioè delle Messe e pregare secondo certe intenzioni prescrittemi dall'obbedienza; di celebrare delle Messe per la povera gente, per i miei fratelli ed amici, quando me ne faranno richiesta.

Siccome, però, allora disporrei di un bene che non mi appartiene più, intendo che l'obbedienza, la carità e le altre virtù, che eserciterò in quelle occasioni, siano tutte del Cuore di Gesù, perché, dato che da Lui ricevo la facoltà di compierle, è giusto che appartengano a Lui senza riserva.

Sacro Cuore di Gesù, insegnami a dimenticare completamente me stesso, perché questa è l'unica strada per poter entrare in te. E poiché ciò che farò per l'avvenire sarà tuo, fa' in modo che non compia mai nulla che non sia degno di te.

Insegnami ciò che devo fare per giungere alla purezza del tuo amore, del quale mi hai ispirato tanto desiderio.

Trovo in me una gran voglia di piacerti, ma, nello stesso tempo, mi sento nell'impossibilità di raggiungere lo scopo senza una particolare luce ed aiuto, che posso aspettare solo da te. Compi in me, anche mio malgrado, la tua volontà.

Tocca a te, Cuore divino di Gesù, di fare tutto in me; così tu solo, se mi farò santo, avrai la gloria della mia santificazione.

Questo, per me, è più chiaro della luce del giorno, ma sarà per te una grande gloria.

Soltanto per questo desidero la perfezione. Amen ".

 

S. MARGHERITA MARIA ALACOQUE

Quadro cronologico della sua vita

1647 22 luglio, lunedì: Margherita nasce a Lauthecourt, quintogenita di Claudio Alacoque e di Filiberta Lamyn. Viene battezzata giovedì 25 luglio.

1651 Va a vivere presso la madrina, la signora de Faurtières, nel castello di Corcheval. Qui pronuncia il voto di castità; impara a leggere, a scrivere e la dottrina cristiana.

1655 L'11 dicembre le muore il babbo (all'età di 40 anni). Torna a casa.

1656 è messa a pensione presso le clarisse di Charolles. Prima comunione.

1657 Si ammala e torna a casa. Guarisce per un voto fatto alla Vergine. Con la mamma, in casa propria, è "ridotta alla più dura schiavitù". Malattia e guarigione della mamma.

1669 (verso il primo settembre) a Vérosvres, a 22 anni, riceve la Cresima e aggiunge `Maria' al nome di Margherita.

1670 Giubileo straordinario indetto da Clemente X.

1671 25 maggio: primi contatti con Paray 19 giugno fa testamento 20 giugno, a 24 anni entra nel monastero di ParayLeMonial 25 agosto: Vestizione. Ammessa come suora corista Il Fidanzamento con Cristo. Incomprensioni da parte della superiora e consorelle.

1672 2 giugno, Madre Maria Francesca de Saumaise è eletta superiora. Si parla di licenziare la novizia o almeno di ritardarne i voti, ma il 6 novembre è ammessa alla professione. La sposa del Tabor.

1673 Maggio. Madre de Saumaise le ordina di scrivere quanto accade nel suo interno e di consegnarle gli scritti (quelli che attualmente abbiamo) è scelta come aiutoinfermiera della piuttosto autoritaria suor Marest. 27 dicembre, festa di S. Giovanni Evangelista: PRIMA RIVELAZIONE.

1674 Maestra delle "sorelle del piccolo abito".

Ogni primo venerdì del mese Gesù la favorisce con la visione del suo Cuore In uno di questi venerdì avviene la SECONDA RIVELAZIONE.

è giudicata visionaria da "persone di dottrina". La santa si lamenta col Signore e questi le promette di mandarle il suo "servo fedele e perfetto amico", Padre La Colombière.

1675 13 giugno: festa del Corpus Domini. In un giorno dell'ottava (1420 giugno) la TERZA GRANDE RIVELAZIONE. 27 luglio: le muore la madre.

1677 20 novembre. Gesù le chiede di offrirsi "vittima" per la sua comunità. Notte d'agonia.

1678 21 maggio: diventa superiora di Paray Madre PeronneRosalie Greyfié (16781684). 31 dicembre: Testamento in favore di Cristo. La superiora fa da notaio; Gesù la costituisce erede dei tesori del suo Cuore.

1679 Febbraio Marzo. P. La Colombière passa per Paray e rassicura la nuova superiora sulla santità di Margherita e sulla veridicità delle rivelazioni.

1680 Durante il 1679 o nel 1680 ha di nuovo l'incarico di maestra delle "suore del piccolo abito". La corona di spine.

1684 13 maggio: è eletta superiora Madre Maria Cristina Melin.

La nuova superiora elegge sr: Margherita Maria sua assistente A refettorio viene letto il diario degli Esercizi di Londra del P. La Colombière, nel quale viene riportata la Grande Rivelazione del 1675. La comunità riconosce nel racconto Margherita Maria e cambia il giudizio su di essa Verso la fine dell'anno viene eletta Maestra delle novizie, ufficio che terrà fino al gennaio del 1687.

1685 Il Padre Rolin, nell'autunno del 1685 le ordina di scrivere l'Autobiografia. La Santa obbedisce, ma appena il P. Rolin lascia Paray, nell'autunno del 1686, smette di scrivere. 20 luglio: festa di S. Margherita. Primi omaggi tributati dalle sue novizie al Sacro Cuore. L'atto è biasimato dalla comunità.

1686 21 giugno. Per iniziativa di sr. des Escures si espone, nel coro della cappella, l'immagine del S. Cuore 31 ottobre: voto di perfezione.

1687 1° gennaio: lascia la carica di Maestra delle novizie. Maggio: è nuovamente eletta Assistente, ufficio che coprirà fino alla morte.

1688 Maggio. In una lettera a Madre de Saumaise rende nota la Grande Promessa. 2 luglio: festa della Visitazione. Ha una visione nella quale le viene mostrata la missione delle Visitandine e dei Gesuiti per la diffusione del culto del Sacro Cuore.

1689 Agosto. La Santa riceve da Gesù un messaggio per Luigi XIV.

1690 17 gennaio: ultima visione: Il Cuore di Gesù: "Brucio dal desiderio di essere amato".

Festa dell'Ascensione: è eletta superiora Madre Caterina Antonietta de LévyChâteaumorand 22 luglio: comincia il ritiro di 40 giorni in preparazione alla morte.

8 ottobre: si mette a letto. 17 ottobre ore 19.00, morte della Santa

1864 18 settembre: Pio IX proclama Beata suor Margherita Maria.

1920 13 Maggio: Benedetto XV la dichiara Santa.

 

Gli Scritti

Santa Margherita M. Alacoque non era una donna di cultura. I suoi studi si riducono ai pochi anni passati da bambina presso la madrina e ai due anni presso le suore di Charolles. In monastero la sua formazione si basò sugli scritti di San Francesco di Sales e Santa Francesca Giovanna Frémiot de Chantal, sull'Imitazione di Cristo, su S. Agostino e soprattutto sulla Scrittura, sulla Liturgia delle Ore e sui testi liturgici.

I suoi scritti (Autobiografia Scritti autobiografici Frammenti Ritiri spirituali Lettere) esistono solo grazie agli ordini che le furono impartiti da coloro che la guidavano (la superiora M. de Saumaise e i Direttori spirituali, P. La Colombière e P. Rolin). Margherita scriveva soltanto per obbedienza e per dovere; non rileggeva mai lo scritto perché glielo avevano proibito. Quando ricevette l'ordine dal P. La Colombière, credendo, in buonafede, di poter conciliare l'obbedienza con l'estrema ripugnanza di parlare di se stessa, scriveva e poi bruciava. Al Padre rimasero soltanto il resoconto della terza grande rivelazione, da lui trascritta in fondo ai suoi `Esercizi Spirituali ' di Londra, alcune note (fogli o estratti di lettere) pubblicate poi sotto il nome di `Frammenti ' e gli appunti di alcuni `Ritiri Spirituali' sfuggiti alle fiamme. Fu P. Rolin, subentrato al P. La Colombière nella direzione spirituale di Margherita Maria, che ingiungendole di scrivere la sua vita, le ordinò di non distruggere nulla senza il suo consenso.

Questi scritti sono raccolti da P. Filosomi SI, Ed. ADP, in tre volumetti con il titolo: "Autobiografia" "Scritti autobiografici" "Scritti spirituali'.

 

«AUTOBIOGRAFIA»

L'Autobiografia la dobbiamo ad un ordine di P. Rolin, suo direttore spirituale dopo P. La Colombière. Egli le ingiunse di scrivere la sua vita, ma, ammaestrato dalle precedenti esperienze, le ordinò di non distruggere alcuno scritto, se prima non l'avesse sottoposto al suo esame. Questa Autobiografia, anche se non terminata, ha un valore eccezionale, non solo perché è lo specchio fedele della bellezza spirituale di Margherita Maria, ma soprattutto perché è un documento di capitale importanza per il culto del Sacro Cuore (ciò vale anche per gli altri suoi scritti).

Il Signore non si è limitato a volerli questi scritti, ma ha istruito direttamente, diremmo con "lezioni private", la sua discepola e ha sparso in essi "l 'unzione della sua grazia .

"Quando scrivo, confessava la Santa al P. Croiset, dopo essermi messa in ginocchio, come un discepolo davanti al Maestro, scrivo secondo che Egli mi detta, senza preoccuparmi e senza pensare a ciò che scrivo" (lett. 132).

 

Brani tratti dalla "Autobiografia"

Voto di castità

"... Mio unico Amore! Quanto mi devo sentire debitrice a te per avermi prevenuta fin dalla mia tenera età, prendendo dominio e possesso del mio cuore, benché tu ben conoscessi la resistenza che esso ti avrebbe opposta. Appena ebbi l'uso della ragione, tu hai fatto percepire al mio animo la bruttezza del peccato...

Senza sapere il perché, mi sentivo continuamente spinta a pronunciare queste parole: Mio Dio, ti consacro la mia purezza e ti faccio voto di castità perpetua... Non comprendevo il mio atto, né cosa volessero significare le parole "voto", tanto meno "castità" ...".

 

Mi rivolgevo sempre a Lei

"... La Santissima Vergine si è sempre presa molta cura di me; accorrevo a Lei per ogni mia necessità ed Essa mi ha sempre salvato da grandi pericoli... Mi indirizzavo sempre a Lei, offrendole la corona del rosario, stando con le ginocchia nude per terra; oppure facendo tante genuflessioni e baciando il suolo a ogni Ave Maria che recitavo".

 

Prima Comunione

"... A nove anni circa... fui ammessa alla prima Comunione. Questa versò tanta amarezza su tutti i miei piccoli piaceri e divertimenti, che non riuscivo più a trovar gusto in nessuno di essi anche se li andavo cercando ancora ansiosamente. E ogni volta che desideravo divertirmi con le mie compagne, sentivo sempre come un qualcosa che mi attirava e mi spingeva in qualche angolo e non mi dava tregua finché non avessi seguita quella inclinazione... Avevo una grande voglia di imitare tutto ciò che vedevo fare alle suore, da me ritenute tutte sante... Fui presa da uno struggente desiderio di essere religiosa e non vivevo più che per questo...".

 

Guarita dalla Vergine

"... Nel frattempo mi ammalai; il mio stato era tanto penoso, che mi fece stare quasi quattro anni senza poter camminare... Poiché non si trovava nessun rimedio al mio male, i miei fecero un voto alla Santa Vergine promettendole che, se mi avesse guarita, sarei divenuta, un giorno, una delle sue figlie. Il voto era stato appena da me formulato (evidentemente accettato e condiviso dalla stessa Margherita), che fui subito guarita; ... Diventò la padrona del mio cuore e, considerandomi come sua, mi guidava come se fossi a Lei consacrata, correggendomi negli sbagli e insegnandomi a fare la volontà di Dio".

 

Portata, per natura, al piacere

"... Adesso, che avevo ritrovato la salute, non pensavo ad altro che a divertirmi e a godermi la mia libertà, senza più preoccuparmi di mantenere la promessa. Mio Dio..., avendomi il tuo sacro Cuore generata con tanta immane sofferenza sul Calvario, la vita, che tu mi avevi data, non poteva pascersi che della Croce, mio delizioso alimento.

...Appena cominciai ad assaporare la salute, fui attratta dalla vanità e dall'affetto delle persone... Ma tu, mio Dio, mi facesti vedere quanto mi fossi allontanata dal mio interesse assecondando la mia inclinazione, portata, per natura, al piacere e scostandomi dai tuoi disegni, ben diversi dai miei".

 

Persecuzione in casa

"... Mia madre, in casa propria, si era spogliata di ogni autorità e l'aveva passata ad altri, che ne approfittavano a tal punto che lei ed io ci trovavamo ridotte alla più dura schiavitù.

Con quello che sto per dire, non intendo biasimare quelle persone, né tanto meno pensare che facessero male a farmi soffrire (il Signore non mi permetteva di pensarlo); voglio solo considerarle come strumenti, di cui Dio si serviva per compiere la sua volontà... Era una lotta continua, tutto era chiuso a chiave, cosicché spesso mi trovavo in condizioni tali da non avere di che indossare per andare alla santa Messa e dovevo chiedere in prestito cuffia e vestiti. Cominciai allora a risentire del mio stato di prigionia... che non riuscivo a far niente, nemmeno a uscire, senza il consenso di tre persone.

Fu allora che ogni mio affetto fu rivolto al Santo Sacramento dell'altare, in cui cercavo conforto e gioia... ...Non sapevo più dove rifugiarmi, mi andavo a nascondere in qualche angolo del giardino o della stalla o in qualche luogo appartato, dove mi fosse possibile inginocchiarmi e aprire il mio cuore a Dio e lì mi sfogavo piangendo e implorando l'intercessione della santissima Vergine, mia buona Madre, in cui avevo riposto assoluta fiducia. Restavo così per giornate intere...

Trascorrevo poi le notti nella stessa afflizione del giorno, versando lacrime copiose ai piedi del Crocifisso, il quale mi rivelò, senza che io ne capissi molto, che voleva divenire il Padrone assoluto del mio cuore e voleva rendermi in tutto conforme alla sua vita sofferente. Per questo intendeva farsi mio Maestro e rendersi presente nel mio animo, per farmi vivere come Lui che aveva agito tra immani sofferenze, che, come mi fece vedere, aveva sofferto per amor mio".

 

Amore delle sofferenze

"... Da allora... Egli fu sempre presente sotto le sembianze di un Crocifisso o di un "Ecce Homo", che portava la Croce; tutto questo suscitava nel mio cuore compassione per Lui e tanto amore per le sofferenze che tutte le mie pene mi apparvero leggere a confronto di quelle che desideravo patire per conformarmi al mio Gesù sofferente... Mi sentivo continuamente spinta a rendere tutti i servizi possibili a queste vere amiche della mia anima, pronta a sacrificarmi con entusiasmo per loro, non avendo altra gioia che quella di far del bene e dirne tutto il meglio che potevo... A fare tutto ciò... non ero io, ma il mio supremo Maestro, il quale si era impossessato della mia volontà e non mi permetteva nemmeno di emettere un lamento, manifestare un risentimento contro quelle persone...".

 

Ripugnanza a scrivere la sua vita

"... Devo farmi estrema violenza per scrivere tutte queste cose... In tanta ripugnanza mi lamentai con lui, ma Egli mi fece udire...: «Scrivi tutto... io ti detterò e ti prometto di consacrare questo lavoro con l'unzione della mia grazia, affinché io ne sia glorificato. Voglio questo da te, primo, per farti vedere che mi diverto a rendere inutili tutti i tuoi sforzi per nascondere l'abbondanza delle grazie... In secondo luogo, per farti sapere che non hai nessun diritto né di appropriarti di queste grazie, né di essere avara nel distribuirle agli altri, poiché ho voluto servirmi del tuo cuore come di un canale per distribuirle, secondo i miei piani, agli uomini che così saranno allontanati dall'abisso della perdizione... In terzo luogo, infine, perché si sappia che io sono la Verità eterna, la quale non può mai ingannare; sono fedele alle promesse; e le grazie che ti ho dato possono sostenere ogni sorta di esame e di prove»... ".

 

Malattia di sua madre

"... La più dura di tutte le croci era quella di non poter alleviare le sofferenze di mia madre..., per una mortale risipola alla testa, d'una grossezza, durezza e d'un rossore spaventosi... Non sapendo a chi ricorrere, mi rivolsi ai miei soliti amici, la Santa Vergine e il mio supremo Maestro, l'unico a cui potevo manifestare l'angoscia in cui ero sommersa, mentre in casa non ricevevo che beffe... Essendo andata a Messa... per chiedergli di essere Lui il medico..., Egli mi esaudì con infinita misericordia, tanto che al ritorno, trovai la guancia di mia madre aperta... Fu così che guarì in pochi giorni contro ogni umana aspettativa... Il divino Maestro mi consolava e mi sosteneva con una perfetta sottomissione alla sua santissima volontà...".

 

Attrattiva per la preghiera

"... Fra tutte queste sofferenze, mi sentivo fortemente attratta dalla preghiera e soffrivo molto perché non sapevo né potevo imparare a farla, non avendo alcun contatto con persone spirituali. Non conoscevo altro che la parola "preghiera", che (da sola) mandava in estasi il mio cuore. Mi rivolsi allora al mio supremo Maestro ed Egli m'insegnò come desiderava che la facessi; la sua lezione mi è stata utile per il resto dei miei giorni. Mi faceva genuflettere umilmente davanti a Lui, per domandargli perdono di tutti i miei peccati; dopo l'adorazione gli offrivo la mia preghiera, ma non sapevo bene come proseguire. In seguito mi si presentava in qualche mistero della sua vita, in cui voleva che lo contemplassi e vi applicava tanto fortemente il mio spirito, tenendo la mia anima e ogni mia facoltà sommerse in Lui, da non aver nessuna distrazione. Il mio cuore allora era come consumato dal desiderio di amarlo e ciò mi causava un insaziabile desiderio della sofferenza e della santa Comunione.

... Non avevo altro tempo che la notte, di cui usavo il più possibile... Mi sentivo ininterrottamente spinta a pregare, promettendo al Signore che, se me l'avesse insegnata, vi avrei dedicato tutto il mio tempo".

 

Desiderio della Comunione

"... La sua bontà mi teneva così occupata in ciò che ho appena descritto, che le preghiere vocali mi vennero presto a noia, non potendole fare davanti al S. Sacramento, presso il quale invece mi sentivo tanto presa da non potermene staccare. Vi avrei trascorso giorni e notti intere, senza né bere né mangiare..., se non consumarmi in sua presenza come un cero ardente per rendergli amore per amore... ".

 

è chiesta in sposa

"... Le mie croci, man mano che crescevo, aumentavano sempre più, perché il diavolo per non farmi mantenere il voto (di castità) da me pronunciato, mi faceva capitare vari buoni partiti di matrimonio... Da un lato ero spinta verso il mondo dai miei parenti, soprattutto da mia madre...; d'altra parte Dio perseguitava tanto vivamente il mio cuore da non darmi tregua; avevo sempre davanti agli occhi il voto fatto e i tormenti che avrei sofferti, se non vi avessi tenuto fede.

Il demonio si serviva dell'affetto e della tenera amicizia che nutrivo per mia madre, col mettermi continuamente davanti agli occhi le sue lacrime e insinuandomi che se mi fossi fatta religiosa, essa sarebbe morta di dolore... D'altro canto ero spronata dal desiderio di farmi religiosa e dall'orrore che provavo per l'impurità. In questo conflitto soffrivo una specie di martirio e non riuscivo a riposare...; non avevo nessuno a chi rivolgermi per chiedere consiglio... Infine l'affetto per mia madre cominciò ad avere il sopravvento; mi andavo ripetendo che ero troppo bambina quando avevo fatto il voto...".

 

Il mondo l'attira

"... Cominciai, dunque a frequentare la società ed abbigliarmi con intento di piacere... Ma tu, mio Dio, eri l'unico testimone della terribile lotta che si svolgeva dentro di me. E sarei caduta mille volte senza l'aiuto straordinario della tua Bontà misericordiosa, che aveva disegni ben diversi da quelli che io andavo accarezzando. Così facesti vedere al mio cuore... che sarebbe stato duro e difficile ostinarmi a combattere lo stimolo potente del tuo Amore...

In mezzo alle compagnie e ai divertimenti, il tuo Amore mi lanciava degli strali così ardenti che trapassavano e consumavano interamente il mio cuore, lasciandomi poi tramortita dal dolore... Alla fine ero costretta a seguire colui che mi chiamava in qualche luogo appartato, dove mi rivolgeva dei severi rimproveri, poiché era geloso del mio povero cuore, che soffriva combattimenti spaventosi.

... Ma poi riprendevo ad agire come prima, con le mie ripulse e vanità.

... Mi si presentava il mio supremo Maestro, tutto sfigurato, come era durante la sua flagellazione... dicendomi che erano state le mie vanità a ridurlo in quello stato e io stavo perdendo del tempo prezioso... E nonostante che mi avesse dato tanto grandi prove del suo Amore e manifestato il suo vivo desiderio di rendermi in tutto conforme a Lui, io lo tradivo e lo perseguitavo. Ciò s'imprimeva dentro di me, procurando al mio cuore dolorose ferite; piangevo amaramente e mi sarebbe difficile esprimere a parole ciò che pativo dentro di me".

 

Desiderio della vita religiosa

"... Raddoppiandosi le mie afflizioni e le lotte interiori, io ... raddoppiavo le mie penitenze. Egli allora mutò tattica. Prese a mostrarmi la bellezza delle virtù e soprattutto dei tre voti di povertà, castità e obbedienza e mi suggeriva che, con la pratica di esse, si diventa santi... Il mio divino Maestro aveva suscitato in me il timore di seguire la mia volontà; ero convinta che avrebbe gradito solo ciò che veniva fatto per amore e obbedienza. Bramavo di amarlo e di agire in obbedienza totale, ma non sapevo come metterlo in pratica...".

 

L'unguento della Provvidenza

"... Chiesi al Signore di insegnarmi ad agire in maniera atta a piacergli e di dirmi come amarlo. Egli allora inculcò in me un profondo amore per i poveri; desideravo parlare solo con loro. Mi ispirò una così tenera compassione per le miserie altrui che, se fosse stato in mio potere, non mi sarebbe rimasto niente di mio. Ogni volta che avevo del denaro lo davo ai bambini poveri per invogliarli a venire da me ad apprendere il catechismo e a pregare Dio... Davo soltanto ciò che era strettamente mio e mai senza permesso dell'obbedienza...

Ritenevo di dover sottomettermi a coloro per i quali sentivo più ripugnanza, di dover loro obbedienza per verificare così la mia possibilità di diventare suora. Tutti questi permessi... fecero di me una prigioniera, sottoposta a continui rimproveri e accentuò tanto la già eccessiva autorità delle mie "benefattrici", da non poter esserci religiosa più sottomessa di me. Ma l'ardente desiderio che io sentivo di amare Dio mi faceva sormontare tutte le difficoltà ......

 

"Un compendio del mio amore e della mia misericordia"

"... Sembra che Egli avesse deciso di perseguitarmi, di metter continuamente a confronto la sua bontà con la mia malizia, il suo amore con la mia ingratitudine...

Una volta che ero immersa nel più grande stupore nel constatare che i miei difetti e tutte le mie infedeltà non riuscivano a disgustarlo, Egli mi rispose: «è soltanto perché voglio fare di te un compendio del mio amore e della mia misericordia... Ti ho scelta come sposa e ci siamo promessi fedeltà dal momento in cui hai fatto voto di castità. Ero io che ti spingevo a farlo prima che altri entrassero nel tuo cuore; e perché volevo che fosse puro, rimanesse immacolato e non fosse corrotto da affetti terreni, ho privato la tua volontà di ogni malizia»...".

 

Sotto il manto della Vergine

"... «In seguito ti ho affidata alle cure della mia santa Madre, affinché ti plasmasse secondo i miei disegni». Essa è sempre stata per me una sollecita madre; non mi ha mai rifiutato il suo aiuto...; mi pareva di non aver niente da temere sotto il manto della sua materna protezione...

Mi consacrai a Lei per essere sempre sua schiava, supplicandola di non ricusare questo mio titolo".

 

Il più bello di tutti i fidanzati

"... Una volta dopo la Comunione... mi fece vedere che Egli era il più bello, il più ricco, il più potente, il più perfetto di tutti i fidanzati; e si meravigliava che dopo tanti anni che io ero promessa a Lui, lo volessi lasciare per un altro.

«Ricordati, mi diceva, se mi resti fedele, non ti lascerò e sarò la tua vittoria contro tutti i tuoi nemici. Scuso la tua ignoranza, non conoscendomi ancora; ma, se mi sei fedele e mi segui, ti insegnerò a conoscermi e mi manifesterò a te».

Queste parole ristabilirono in me una grande calma e il mio animo si trovò come a navigare in una beata pace. Decisi allora di morire piuttosto di cambiare ancora. Ebbi l'impressione che le mie catene si fossero spezzate e che ora non ci fosse più niente da temere...".

 

Per timore che gli sfuggissi di nuovo

"... Il divino Sposo della mia anima, per timore che gli sfuggissi di nuovo, mi chiese di permettergli... di impadronirsi della mia libertà e di diventare la mia guida. Detti l'assenso... e, da allora... diventò tanto padrone del mio cuore, che rinnovai il voto, che ora cominciavo a comprendere...".

 

L'immagine sofferente

"... Il mio divin Maestro mi faceva tali pressioni perché abbandonassi tutto per seguirlo, che non mi dava più pace. Mi infondeva tale ardente desiderio di conformarmi alla sua vita di dolori, che tutto ciò che pativo mi sembrava niente e perciò raddoppiavo le penitenze. Talvolta gettandomi ai piedi del Crocifisso, supplicavo: "Caro Salvatore, come sarei felice se tu scolpissi in me la tua immagine sofferente". Ed Egli rispondeva: «è ciò che voglio, purché tu non mi opponga resistenza e vi contribuisca»...".

 

L'essere più felice della terra

"... Nel lasciare il mondo, avrei avuto la gioia di comunicarmi spesso... Sarei stata l'essere più felice della terra se avessi potuto comunicarmi spesso e mi fosse stato possibile trascorrere notti intere davanti al Santo Sacramento, perché lì mi sentivo pervadere da un senso di grande sicurezza... Alla vigilia della comunione... mi sentivo immersa in un profondo silenzio, rompere il quale significava per me usarmi violenza. Fatta la comunione... ero tutta pervasa da un senso di grande e consolante pace. Mi nascondevo più che potevo, per imparare ad amare il mio supremo Bene, che mi invitava a rendergli amore per amore. Ritenevo perciò che non avrei mai saputo amarlo se non avessi imparato a pregare; quel poco che sapevo mi era stato insegnato da Lui stesso, e consisteva nell'abbandonarmi alle sue sante mozioni ogni qualvolta riuscivo ad appartarmi con Lui in qualche angoletto...

Mi lamentavo ripetutamente con il mio divino Maestro temendo di non piacergli abbastanza in tutto ciò che facevo, tanto più che nelle mortificazioni che sceglievo vi entrava troppo la mia volontà; giudicavo invece meritevoli solo quelle compiute per obbedienza. "Oh, mio Signore, dicevo, dammi qualcuno che mi guidi a te". «Non ti basto io?» rispondeva. «Che cosa temi? Può una bambina tanto amata come sei, perire nelle braccia di un Padre tanto onnipotente?» ... ".

 

Il giubileo del 1671 (Indetto nel 1670 da Clemente X per l'inizio del suo pontificato e nel 1671 esteso al mondo)

"... Non sapevo affatto che significasse "direzione spirituale"; avevo soltanto un gran desiderio di obbedire, quando la bontà di Dio permise che nel periodo del Giubileo, un religioso francescano venisse ad alloggiare da noi per le nostre confessioni generali... Questa confessione mi diede una grande pace... Mi sembrava proprio che la vanità fosse il movente di ogni mia azione, incapace, com'ero allora, di discernere il sentire dall'acconsentire...".

 

La cara ParayleMonial

"... Appena messo piede nel parlatorio (del monastero di Paray) risuonarono dentro di me queste parole: "è qui che ti voglio"... Mi pareva di essere rinata a vita nuova, tanto mi sentivo contenta e in pace... Ero contenta di appartenere tutta al mio supremo Bene, il quale... mi ammoniva dolcemente: «Non troverai mai un padre tanto amante della sua unica figlia, che si sia preso tanta cura di lei, che le abbia dato tanta affettuosa testimonianza di amore, quanta io te ne ho data e te ne darò per l'avvenire. Questo amore ha usato tanta pazienza nel coltivarti e plasmarti a modo mio fin dalla tua tenera età; ti ha aspettato sempre dolcemente, senza sentirsi offeso di tutte le tue infedeltà. Ricordati perciò che, se venissi a dimenticare la riconoscenza che mi devi e non riferissi a me la gloria di ogni cosa, faresti inaridire questa sorgente inesauribile di ogni Bene»... ".

 

Dio mi vuole qui

"... Appena però mi fu chiaro che il "Signore aveva rotto il mio sacco di prigioniera per rivestirmi del suo manto di letizia", fui trasportata da tanta gioia da gridare: "Dio mi vuole qui", il mio spirito avvertì subito che quella casa di Dio era un luogo santo e... che bisognava essere sante ad ogni costo; che bisognava buttarsi a corpo morto e sacrificarsi in tutto, senza alcuna riserva...

... Riferivo tutto alla mia Maestra delle novizie. Consideravo lei e la mia superiora come se fossero Gesù Cristo in terra. Non avendo mai avuto fino allora una guida o una condotta da seguire, mi era facile adeguarmi e ubbidire. Ogni loro parola mi sembrava un oracolo e non avevo più nulla da temere, ora che facevo tutto per obbedienza".

 

Tela in attesa del pittore

"... Pregavo la Maestra di insegnarmi a fare l'orazione di cui avevo immenso desiderio... Mi disse: "Mettiti davanti al Signore come una tela in attesa del pittore".

Avrei desiderato che essa mi spiegasse meglio..., ma non osavo chiedere spiegazioni. Sentii allora una voce dentro di me: «Vieni, te la insegnerò io». Così, appena mi trovai a fare l'orazione, il mio sovrano Maestro mi fece intendere che la mia anima era quella tela in attesa, sulla quale Egli voleva dipingere tutti i tratti della sua vita dolorosa, trascorsa nell'amore e nella privazione, nel silenzio e nel sacrificio fino alla consumazione. Avrebbe compiuto questa pittura, ma dopo aver purificato la tela da tutte le scorie ancora presenti, dall'attaccamento alle cose terrene e dall'amore di me stessa e degli altri, verso cui ero ancora tanto attratta...

Egli mi stava sempre accanto e non mi lasciava altro spazio che quello di pensare come crocifiggermi ed amarlo. La sua bontà nei miei riguardi è stata tanto grande che mi ha sempre fornito i mezzi per appagare questo mio desiderio".

 

Il pilastro principale

"... Benché non nascondessi nulla alla mia Maestra, avevo tuttavia concepito un piano per inasprire e prolungare, al di là delle sue intenzioni, le penitenze che mi aveva permesso di fare..., quando il mio santo Fondatore (San Francesco di Sales) mi rimproverò aspramente...: "Ma come puoi pensare, figlia mia, di piacere a Dio, oltrepassando i limiti dell'obbedienza? Sappi che essa, e non l'austerità, è il pilastro principale di questa congregazione"... ".

 

La vestizione

"... Rivestita del santo abito, il mio divin Maestro mi fece intendere che era giunto il tempo del nostro fidanzamento, che, mentre a Lui dava il diritto a un nuovo potere su di me, impegnava me ad amarlo con amore di preferenza. Poi mi fece capire che, alla maniera dei più appassionati amanti, Egli mi avrebbe fatto gustare, durante questo periodo, tutto ciò che c'è di dolce e di soave, attraverso le carezze del suo amore. In effetti, esse furono tanto eccessive da mandarmi in estasi e da rendermi incapace di agire...

Fui rimproverata per questo (si suppone dalla Superiora e dalla Maestra delle novizie) e mi si diede a intendere che non era questo lo spirito delle figlie di "Santa Maria"... ".

 

Sul sentiero comune

"... Mi sforzai... di ritirarmi da quella via, ma invano... Non riuscivo a seguire i metodi prescritti, perché mi ritrovavo sempre sotto l'immediata direzione del mio divin Maestro, anche se facevo di tutto per dimenticarlo e allontanarmi da Lui; la Maestra mi affidò a una ufficiale (una religiosa).

Questa mi faceva lavorare durante il tempo dell'orazione; e quando andavo dalla Maestra per chiederle il permesso di poterla fare in un altro momento libero, essa mi redarguiva con durezza, ordinandomi di pregare mentre lavoravo, tra un esercizio e l'altro del noviziato. E così facevo, senza che la dolce gioia e consolazione... fossero minimamente intaccate...".

 

"Signore, vieni in mio aiuto"

"... «Devi ammettere che non puoi nulla senza di me, ma non ti lesinerò mai il mio aiuto a condizione che il tuo nulla e la tua debolezza vengano a sprofondarsi nella mia forza»...".

 

Il Signore si divertiva

"... Ciò di cui io parlo è qualcosa che ha destato sempre naturale ripugnanza a tutti i membri della mia famiglia, tanto che mio fratello, nello stipulare gli accordi per la mia ammissione, si era fatto assicurare che non mi si forzasse mai su questo punto (ripugnanza estrema al formaggio)... Invece fu proprio lì che mi si attaccò tanto violentemente da ogni parte che dovetti cedere, non sapendo più cosa fare. Mi sembrava mille volte più facile sacrificare la vita; e se non avessi amato la mia vocazione più della stessa vita, l'avrei abbandonata subito, piuttosto che accettare quanto si richiedeva da me; ma era perfettamente inutile opporre resistenza, perché era lo stesso Signore che voleva da me tale sacrificio...

Ma il Signore spingeva fino in fondo per vedere fino a che punto la mia fedeltà verso di Lui fosse completa e si divertiva nel vedere la sua indegna schiava dimenarsi fra l'amore divino e le ripugnanze naturali. Alla fine fu Lui il vincitore, perché, senza altra consolazione e senza altre armi che queste parole: "Non bisogna mai fare delle riserve nell'amore"... Finalmente ci riuscii, anche se non avevo mai provato tanta ripugnanza; ripugnanza che ricominciava ogni volta che dovevo ripetere l'azione e che durò per circa otto anni".

 

Torrente di gioia

"... Dopo questo primo grande sacrificio, tutte le grazie e favori del Signore si raddoppiarono, inondando la mia anima di... estatica gioia... Ometto qui le innumerevoli sue gentilezze e la descrizione dell'effusione del suo immacolato amore...".

 

"Sarò io il tuo garante"

"... Vicina ormai alla professione... mi si diceva che non ero adatta a vivere lo spirito della Visitazione, la quale non ama le strade che possono portare all'inganno e all'illusione... "Come, o Signore, sarai proprio tu la causa delle mie dimissioni?". Ed Egli: «Di' alla tua Superiora che non esiti a riceverti perché io risponderò per te; se essa mi giudica solvibile, sarò io il tuo garante»...

La Maestra mi ordinò... di rendermi utile alla santa religione attraverso la pratica esatta di tutte le sue osservanze... «Ebbene, figlia mia, ti concedo tutto e ti renderò più utile alla religione di quanto essa possa pensare, ma il modo per ora è noto solo a me. D'ora in poi le mie grazie saranno più conformi allo spirito della regola, alla volontà delle tue superiore e alla tua debolezza. Dovrai sempre diffidare di ciò che ti allontana dalla pratica esatta della regola, che voglio che tu preferisca a tutto il resto. Inoltre sarò lieto che tu anteponga la volontà delle tue superiore alla mia, quando ti impediranno di fare ciò che ti avrò ordinato. Lascia far loro tutto ciò che vogliono da te; saprò trovare io il mezzo per compiere i miei disegni, anche se i modi sembreranno talvolta opposti e contrari. Per me riservo soltanto la condotta del tuo intimo, soprattutto del tuo cuore, che non cederò mai ad altri, avendovi stabilito l'impero del mio puro amore»...".

 

"Il gingillo del mio amore"

"... Giunto finalmente il giorno tanto auspicato della santa professione, il mio divino Maestro si compiacque di ricevermi come sua sposa... Mi disse: «Lasciami fare ogni cosa a suo tempo. Ora voglio che tu sia il gingillo del mio amore, che desidera trastullarsi con te, come fanno i bambini con i loro giocattoli. Bisogna che tu ti abbandoni a me senza mire proprie e senza resistenze, pensando solo ad accontentarmi. Vedrai che non avrai nulla da perdere». Mi promise di non lasciarmi mai e disse: «Sii sempre pronta e disposta a ricevermi, poiché voglio dimorare in te per conversare e intrattenermi con te» ...".

 

Misteriosa presenza di Cristo

"... D'allora in poi mi fece dono della sua divina presenza in una maniera che non avevo ancora sperimentato... lo vedevo, lo sentivo accanto a me; lo udivo meglio che con i sensi del corpo con i quali ci si può distrarre ponendo l'attenzione altrove. Non c'era in tutto questo nessuna mia partecipazione; avveniva tutto senza che io potessi impedirlo...".

 

Le due Santità: di Amore e di Giustizia

"... A volte mi onorava intrattenendosi con me, come un amico o come il più innamorato degli sposi, o, ancora, come un padre affettuoso tutto tenerezza per la sua unica figlia e in mille altri modi... Parlerò soltanto delle due santità, tutte e due altissime: una di amore e l'altra di giustizia, che mi fece vedere in Lui e che verrebbero esercitate continuamente su di me.

La prima mi avrebbe fatto soffrire una specie di Purgatorio dolorosissimo per sollevare le anime sante che vi erano detenute e alle quali Egli avrebbe permesso di rivolgersi a me. Della santità di giustizia, così terribile e spaventosa per chi si trova in peccato, Egli mi avrebbe fatto percepire il peso del suo giusto rigore, facendomi soffrire per i peccatori e in particolare, aggiunse, «per le anime che mi sono consacrate»...".

 

"Vedremo chi uscirà vincitore"

"... Perché, mio supremo Maestro, non mi lasci seguire la via comune delle figlie di "Santa Maria?... Non voglio altro che il tuo Amore e la tua Croce, questo mi basta per essere una buona religiosa; questo è tutto ciò che desidero. Ed Egli mi rispose: «Lottiamo, figlia mia; io ne sono contento; ma vedremo chi uscirà vincitore, il Creatore o la sua creatura, la forza o la debolezza, l'onnipotenza o l'impotenza; chi però sarà vittorioso, lo sarà per sempre... Sappi che non mi sento affatto offeso da tutte queste contraddizioni e lotte che sostieni per obbedienza, per la quale io ho sacrificato la vita! Ricordati però che sono il Padrone assoluto dei miei doni e delle mie creature e nulla può impedire che i miei disegni si compiano. Per questo esigo che non solo tu esegua ciò che le tue superiore ti ordinano, ma anche che tu non faccia nulla di ciò che io ti ordino senza il loro consenso, perché amo l'obbedienza e senza di essa nessuno può piacermi»...".

 

Fiori e spine

" ... «Ecco il letto delle mie caste spose, dove ti farò consumare le delizie del mio puro Amore. Poco a poco i fiori cadranno e non resteranno che le spine, ora nascoste, in cosiderazione della tua debolezza. Esse ti pungeranno con tanta forza che avrai bisogno di tutto il mio Amore per sopportarne il dolore».

... La sofferenza maggiore era quella di non soffrire abbastanza, poiché il suo Amore non mi abbandonava mai, né giorno, né notte... Non potevo vivere un attimo senza sofferenza; più soffrivo più davo soddisfazione a quella santità di Amore che aveva acceso nel mio cuore tre desideri, che mi tormentavano incessantemente: il primo di soffrire, il secondo di amare e comunicarmi, e il terzo di morire per potermi unire a Lui".

 

L'asina e il puledro

"... La verifica la ebbi durante il ritiro della mia professione, quando fui mandata nell'orto a custodire un'asina e il suo puledro. Essi mi procurarono un bel da fare, perché non avendo il permesso di legarli ed essendomi assegnato un piccolo appezzamento di terreno, dal quale non dovevano allontanarsi per evitare che arrecassero danno alle colture, ero costretta a correre in continuazione per tenerli a bada... Il mio Signore mi teneva fedele compagnia, e tutte le corse che mi toccava fare, non mi allontanavano da Lui.

Fu anzi in quell'occasione che ricevetti grazie immense, che fino allora non avevo mai sperimentato, parlo specialmente di tutto quello che mi rivelò sul mistero della sua santa Passione e Morte... Quella cognizione mi ispirò un tanto grande amore per la Croce, che io non posso più vivere un solo istante senza soffrire, in silenzio, priva di ogni consolazione, di ogni sollievo o compassione, per morire con il Sovrano della mia anima, accasciata sotto il peso della Croce fatta di vergogne, di dolori, di umiliazioni, di dimenticanza e di disprezzo!".

 

Un Maestro santo che insegna la santità

"... Avendo io commessa una certa mancanza, il mio divino Maestro mi diede questa lezione: «Ricordati che sono un Maestro santo che insegna la santità. Sono puro e non sopporto perciò la minima macchia. Per questo devi agire in semplicità di cuore, con l'intenzione pura e retta in mia presenza, perché non sopporto il minimo inganno. Ti farò conoscere che soltanto l'eccesso del mio Amore mi ha portato ad essere il tuo Maestro, per insegnarti a modellarti a modo mio e secondo i miei disegni, che non sopporto le anime tiepide e pigre; che, se sono comprensivo verso le tue debolezze, sono anche severo e pronto a punire le tue infedeltà»...".

 

L'obbedienza ai superiori e alle regole

"... Motivo del suo biasimo più severo erano le mancanze di rispetto e d'attenzione davanti al Santissimo Sacramento, soprattutto durante l'Ufficio e l'orazione, le intenzioni poco rette e pure, la vana curiosità. I suoi occhi puri e divini riescono a vedere i minimi difetti contro la carità e l'umiltà, i quali vengono da Lui fortemente disapprovati, mai però come le mancanze contro l'obbedienza ai superiori e alle regole. La più piccola risposta che in un'anima religiosa risenta di intolleranza verso i superiori è per Lui insopportabile.

«Ti sbagli... se pensi di riuscirmi gradita con delle azioni e mortificazioni scelte dalla tua volontà, e volte a piegare piuttosto che a dipendere da quella delle superiore. Sappi che respingo tutto ciò come frutto corrotto della propria volontà, che mi fa orrore in un'anima religiosa. Preferirei che essa usufruisse, per obbedienza, di tutte le possibili comodità, piuttosto che sottoporsi a vita austera e a digiuni ispirati dal proprio volere»...

Una volta, avendo io terminato un'Ave Maris stella di disciplina, come mi era stato imposto, mi disse: «Ecco la mia parte». E siccome continuavo, aggiunse: «ed ecco quella del demonio».

A tali parole smisi immediatamente. Un'altra volta facendo io la disciplina per le anime sante del Purgatorio e andando io oltre il tempo che mi era stato permesso, le anime mi circondavano, lamentandosi perché le percuotevo... Presi allora la santa risoluzione di morire piuttosto che oltrepassare anche minimamente i limiti dell'obbedienza... «Ti farò capire in seguito che sono un saggio e sapiente Direttore, che sa condurre le anime senza pericolo quando queste si abbandonano a me, dimenticando se stesse» ...".

 

LA PRIMA RIVELAZIONE (27 dicembre 1673, festa di San Giovanni Evangelista)

"... Una volta, mentre ero davanti al Santissimo Sacramento... mi trovai tutta investita della sua divina presenza e con tanta forza da farmi dimenticare me stessa e il luogo in cui mi trovavo. Mi abbandonai al suo divino Spirito e, affidando il mio cuore alla potenza del suo amore, mi fece riposare a lungo sul suo divin petto e mi scoprì le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore, che mi aveva tenuti nascosti fino a quel momento, nel quale me lo aprì per la prima volta. E lo fece in modo così reale e sensibile da non permettermi ombra di dubbio, dati gli effetti che questa grazia ha prodotto in me, anche se temo sempre di illudermi in tutto ciò che mi riguarda...

Mi disse: «Il mio divin Cuore è tanto appassionato d'amore per gli uomini e per te in particolare, che, non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente Amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono le grazie santificanti e, in ordine alla salvezza, necessarie per ritrarli dal precipizio della perdizione.

Per portare a compimento questo mio grande disegno ho scelto te, abisso d'indegnità e di ignoranza, affinché appaia chiaro che tutto si compie per mezzo mio».

Poi mi domandò il cuore e io lo supplicai di prenderlo. Lo prese e lo mise nel suo Cuore adorabile, nel quale me lo fece vedere come un piccolo atomo, che si consumava in quella fornace ardente. In un secondo tempo lo ritirò come fiamma incandescente in forma di cuore e lo rimise dove l'aveva preso, dicendomi: «Eccoti, mia diletta, un prezioso pegno del mio amore che racchiude nel tuo costato una piccola scintilla delle sue fiamme più vive, affinché ti serva da cuore e ti consumi fino all'ultimo istante della tua vita» ...".

 

La discepola prediletta del suo Cuore

"... «E in segno che la grande grazia che ti ho concessa non è frutto di fantasia, ma il fondamento di tutte le altre grazie che ti farò, il dolore della ferita del tuo costato, benché io l'abbia già richiusa, durerà per tutta la tua vita e se finora hai preso soltanto il nome di mia schiava, ora voglio regalarti quello di discepola prediletta del mio Sacro Cuore»...".

 

LA SECONDA RIVELAZIONE (2 luglio 1674, festa della Visitazione)

"... Il dolore del costato... si rinnovava ogni primo venerdì del mese in questo modo: il Sacro Cuore mi si presentava come un sole sfolgorante di vivissima luce, i cui raggi infocati cadevano a piombo sul mio cuore, che subito si accendeva di fuoco tanto ardente che sembrava dovesse ridurmi in cenere. In quell'occasione il divino Maestro mi manifestava ciò che desiderava da me e mi svelava i segreti del suo dolce Cuore.

Una volta..., mentre era esposto il Santo Sacramento..., Gesù Cristo, mio dolce Maestro, si presentò a me tutto splendente di gloria con le sue cinque piaghe sfolgoranti come cinque soli. Da ogni parte di quella sacra Umanità si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal suo adorabile petto, che somigliava a una fornace ardente. Dopo averlo scoperto, mi mostrò il suo amante e amabilissimo Cuore, sorgente viva di quelle fiamme.

Fu allora che mi svelò le meraviglie inesplicabili del suo puro Amore e fino a quale eccesso questo lo avesse spinto ad amare gli uomini, dai quali poi non riceveva in cambio che ingratitudini e indifferenza.

«Questo, mi disse, mi fa soffrire più di tutto ciò che ho patito nella mia Passione, mentre se, in cambio, mi rendessero almeno un po' d'amore, stimerei poco ciò che ho fatto per loro e vorrei, se fosse possibile, fare ancora di più. Invece non ho dagli uomini che freddezze e ripulse alle infinite premure che mi prendo per far loro del bene»...".

 

"Almeno tu dammi la gioia"

"... «Ma almeno tu dammi la gioia di compensare, per quanto è possibile, la loro ingratitudine». Confessando io la mia incapacità, mi rispose: «Tieni, eccoti con che supplire alla tua pochezza».

Il divin Cuore si aprì e ne uscì una fiamma così ardente, che temetti di esserne consumata... «Sarò io la tua forza, non temere; ma presta sempre attenzione alla mia voce e a ciò che ti chiedo, per portare a termine i miei disegni»...".

 

Primi venerdì e ora santa

"... «Prima di tutto mi riceverai nella comunione tutte le volte che l'obbedienza te lo permetterà, anche se te ne verranno mortificazioni e umiliazioni, che tu accetterai come pegno del mio amore. Inoltre ti comunicherai il primo venerdì di ogni mese e infine, tutte le notti che vanno dal giovedì al venerdì, ti farò partecipare di quella mortale tristezza che ho provato nell'orto degli ulivi. Sarà un'amarezza che ti porterà, senza che tu possa comprenderlo, ad una specie d'agonia più dura della stessa morte. Per tenermi compagnia in quell'umile preghiera che allora, in mezzo alle mie angosce, presentai al Padre, ti alzerai fra le undici e mezzanotte per prostrarti con la faccia a terra, insieme a me, per un'ora. E questo sia per placare la divina collera, col chiedere misericordia per i peccatori, sia per addolcire in qualche modo l'amarezza che provai per l'abbandono dei miei Apostoli, che mi obbligò a rimproverarli di non essere stati capaci di vegliare un'ora insieme a me. Ascoltami bene, figlia mia, non credere tanto facilmente e non fidarti di qualsiasi spirito, perché Satana smania d'ingannarti. Per questo non devi far niente senza l'approvazione di coloro che ti guidano; perché, quando sei autorizzata dall'obbedienza, il demonio non ti può nuocere, non avendo nessun potere su quelli che obbediscono»...".

 

Tre giovani vestiti di bianco

', ... Tra le tante grazie... ne ricevetti una davvero straordinaria...

(... Mi apparvero tre giovani vestiti di bianco, luminosissimi, di identica età, grandezza e avvenenza).

Mi sembrò di vedere davanti a me le tre Persone dell'adorabile Trinità che riempirono d'immensa gioia il mio animo. Non riesco a descrivere ciò che accadde; mi parve... che l'Eterno Padre, presentandomi una grande Croce irta di spine, insieme agli altri strumenti della Passione, mi dicesse: «Tieni, figlia mia, ti faccio lo stesso dono che ho fatto al mio diletto Figlio». Il Signore Gesù Cristo mi disse: «E io ti ci crocifiggerò, come sono stato crocifisso io e ti farò compagnia». La terza di queste adorabili Persone mi disse a sua volta che, non essendo altro che Amore, mi avrebbe consumata, purificandomi".

 

Il suo ritratto

"... Una volta mi lasciai andare a un moto di vanità nel parlare di me stessa... Egli... mi rimproverò: «Che cosa hai tu da gloriarti, polvere e cenere? Di tutto non possiedi altro che nulla e miseria. Non lo devi mai dimenticare, come non devi mai uscire dall'abisso del tuo nulla. E affinché l'immensità dei miei doni non ti faccia dimenticare ciò che tu sei, ti porrò davanti il tuo ritratto»... Ne fui tanto sorpresa e concepii tanto orrore di me stessa, che se Egli non mi avesse sostenuta, sarei svenuta dal dolore...

La visione del mio ritratto era il supplizio con il quale puniva ogni mio moto di vanità... è ciò che mi fece capire nella festa di tutti i Santi, quando udii con chiarezza queste parole: «Nulla di impuro nell'innocenza; nulla si perde nella Potenza Niente passa in quel soggiorno beato là tutto nell'Amore è consumato».

Le spiegazioni date a queste parole mi hanno tenuta impegnata per molto tempo. «Nulla d'impuro nell'innocenza»: non devo cioé tollerare le macchie, né nella mia anima, né nel mio cuore. «Nulla si perde nella Potenza»: dovevo dare e abbandonare tutto a Lui, che è la Potenza stessa; perché a dargli tutto, non si perde nulla. Gli ultimi due concetti si riferivano al Paradiso dove nulla passa, tutto è eterno e si consuma nell'Amore".

 

Un cuore contrito e umiliato

'... Mentre ero intenta a preparare la mia confessione annuale, nella ricerca ansiosa dei miei peccati, il divino Maestro mi disse: «Perché ti tormenti? Fa' ciò che puoi, al resto ci penso io. In questo sacramento non domando altro che un cuore contrito e umiliato, il quale, desiderando sinceramente di non più dispiacermi, si accusa con sincerità. Allora io perdono subito e ne segue, da parte dell'uomo, una perfetta conversione»...".

 

La veste dell'innocenza

"... Feci pertanto la confessione annuale..., ebbi la sensazione di esser come spogliata e poi rivestita di una bianca veste...: «Ecco la veste dell'innocenza con la quale rivesto la tua anima, affinché d'ora in poi tu possa vivere esclusivamente la vita dell'UomoDio; voglio dire che tu devi vivere come se non vivessi più tu, ma permettendo che io viva in te. Sono io la tua vita e tu non vivrai che in me e per me. Desidero che tu agisca come se non agissi più, lasciandomi agire e operare in te e per te, di modo che io mi prenda cura di tutto il tuo essere. Devi comportarti come se non avessi più una volontà propria, lasciando che io decida per te in tutto e per tutto»...".

 

Satana ottiene permesso di provarla

"... Un giorno Dio mi avvertì che Satana gli aveva chiesto e ottenuto di mettermi alla prova nel crogiolo delle contraddizioni e delle umiliazioni, delle tentazioni e dello scoraggiamento, come si fa con l'oro in una fornace. Gli aveva tutto permesso a eccezione delle tentazioni contro la purezza, sulla quale non voleva che mi desse molestia alcuna, perché l'abborriva sì fortemente che non aveva mai permesso che fossi tentata nemmeno in cose lievi.

... Bisognava ora che stessi in guardia, soprattutto in fatto di orgoglio, di sfiducia e di golosità per la quale avevo più orrore che per la morte... Egli sarebbe stato dentro di me come una fortezza inespugnabile; avrebbe combattuto per me e sarebbe stato il premio delle mie vittorie... lo avrei dovuto vegliare all'esterno, mentre Egli si sarebbe preso cura del mio interno...".

 

Posseduta dal demonio?

"... In casa cominciarono a credere che fossi posseduta dal demonio. Mi spruzzavano addosso acqua benedetta con segni di croce e altre preghiere per scacciare lo spirito maligno; ma colui, dal quale mi sentivo veramente posseduta, non intendeva affatto andarsene e anzi mi stringeva più forte a sé, dicendo: "Amo l'acqua benedetta e amo tanto teneramente la croce, che non posso fare a meno di unirmi strettamente a coloro che la portano con me e per amor mio".

 

"Che cosa hai da temere?"

"... Avevo sempre dubitato e temuto di essere ingannata e di ingannare a mia volta gli altri, anche se contro mia volontà. Piangevo in continuazione non riuscendo in alcun modo a sottrarmi alla potenza di quello Spirito sovrumano che agiva in me... Ma il Signore rideva di tutto ciò e mi dava tanta sicurezza da dissipare d'un tratto tutte le mie paure col dirmi: «Che cosa hai da temere nelle braccia dell'Onnipotente? Posso io lasciarti soccombere, abbandonarti ai tuoi nemici, dopo essere stato tuo Padre, tuo Maestro e tua Guida fin dalla più tenera età e dopo averti dato continue prove dell'amorosa tenerezza del mio Cuore, nel quale ho anche fissato la tua dimora adesso e per sempre?

Per rassicurarti ulteriormente, dimmi quale altra prova tu vuoi del mio Amore ed io te la darò. Ma perché combatti proprio contro di me che sono il tuo unico e vero Amico?» ...".

 

Un martirio scrivere queste memorie

"... Ecco, dunque, che io continuo per obbedienza, mio Dio, senza desiderare altro che di accontentarti, sottoponendomi a questa specie di martirio che è lo scrivere queste memorie, di cui ogni parola è per me un sacrificio; possa tu esserne glorificato in eterno...

...Essendo sempre stata incline ad amare il Signore soltanto per amore di Lui solo e non desiderando che Lui solo, non mi sono mai attaccata ai suoi doni, per grandi che fossero e li ho accettati unicamente perché mi venivano da Lui. Vi facevo perciò poco caso, nel desiderio di dimenticarmi di tutto per ricordare solo Lui, fuori del quale tutto il resto per me è niente...".

 

"Ecco colui che ti ho mandato"

"... Poco dopo la mia professione religiosa, il mio supremo Maestro mi aveva assicurato che mi avrebbe inviato un suo Servo, al quale avrei dovuto palesare, secondo l'intelligenza che mi avrebbe concessa, tutti i tesori e i segreti che mi aveva confidato sul suo Cuore...

Quando questo santo uomo venne da noi la prima volta, mentre parlava alla comunità,

sentii dentro di me queste parole: «Ecco colui che ti ho mandato»...".

 

Padre La Colombière la rassicura

"... Il Padre mi tranquillizzò, assicurandomi che la condotta dello Spirito, che mi guidava, non doveva ispirarmi alcun timore, perché non mi allontanava dall'obbedienza. Dovevo quindi seguire le sue mozioni, affidandogli tutto il mio essere, sacrificandomi e immolandomi, come mi chiedeva. Ammirava la grande bontà di Dio, che non si era stancato di tutte le mie riluttanze; mi insegnò a stimare i doni di Dio, a ricevere con rispetto e umiltà le frequenti comunicazioni e i colloqui intimi di cui Egli mi favoriva; doni che mi dovevano tenere in un continuo grazie per così grande bontà...".

 

La visione dei tre cuori

"... Un giorno nel quale il Padre era venuto a celebrare la santa Messa nella nostra chiesa, Nostro Signore fece grandi grazie a lui e a me. Nel momento in cui stavo per accostarmi a riceverlo nella santa comunione, mi mostrò il suo Sacro Cuore come una fornace ardente e altri due cuori, che andavano a unirsi e inabissarsi nel suo e mi disse: «In questa maniera il mio puro Amore unisce questi tre cuori per sempre».

... Questa unione veniva compiuta interamente per la gloria del suo Sacro Cuore, i cui tesori Egli voleva che io scoprissi al Padre, affinché li facesse conoscere e ne rendesse pubblici i vantaggi e l'utilità...

Gli riferii che il Signore mi concedeva le sue grazie soltanto per essere glorificato in tutte quelle anime alle quali, a voce o per iscritto, le avrei rivelate, secondo quanto Egli stesso mi avrebbe fatto conoscere. Non dovevo perciò preoccuparmi di ciò che avrei detto o scritto perché Egli stesso avrebbe sparso l'unzione della sua grazia per ottenere gli effetti desiderati in coloro che avessero bene accolto il suo messaggio... ".

 

Tutto viene dal Signore

"... Voleva che accettassi ogni cosa dalla sua mano, senza procurarmi nulla da me; dovevo lasciar fare tutto a Lui, senza disporre di nulla; ringraziarlo di tutte le gioie e di tutti i dolori; nelle circostanze più dolorose e umilianti dovevo mettermi bene in mente che meritavo quello e ben altro e offrire la sofferenza per le persone che me la procuravano.

Dovevo inoltre parlare di Lui sempre con grande rispetto; del prossimo con stima e compassione e non parlar mai di me stessa, se non brevemente e con disprezzo... Così dovevo attribuire alla sua suprema grandezza tutto il bene e la gloria; a me, invece, tutto il male.

Non dovevo cercare consolazioni fuori di Lui, tuttavia, ricevuta la consolazione, dovevo sacrificargliela rinunciandovi. Non dovevo inoltre attaccarmi a nulla; dovevo invece spogliarmi e svuotarmi di tutto; non amare altri che Lui, in Lui e per amore di Lui; in tutte le cose non dovevo vedere che Lui e gli interessi della sua gloria nella totale dimenticanza di me stessa.

Quantunque le mie azioni non dovessero avere altro scopo che Lui, tuttavia dovevo fare in modo che in ognuna di esse ci fosse sempre qualcosa di direttamente rivolta al suo Sacro Cuore... Mi proibiva inoltre di giudicare, accusare, condannare alcuno all'infuori di me stessa... Mi disse di non temere niente, perché egli era un Maestro tanto potente da farmi mettere in pratica ciò che mi indicava e tanto sapiente da saper ben insegnare e guidare...".

 

LA GRANDE RIVELAZIONE (1675, tanto importante da essere citata nei documenti pontifici)

"... Una volta mentre ero davanti al SS.mo Sacramento (era un giorno dell'ottava del `Corpus Domini'), ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo Amore; mi sentii spinta dal desiderio di ricambiarlo e di rendergli amore per amore. Egli mi rivolse queste parole: «Tu non puoi mostrarmi amore più grande che facendo ciò che tante volte ti ho domandato».

Allora scoprendo il suo divin Cuore mi disse: «Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo amore. In segno di riconoscenza, però, non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudini per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi e per le freddezze e i disprezzi che essi mi usano in questo Sacramento d'amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così.

Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del `Corpus Domini', sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa comunione e facendo un'ammenda d'onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari.

Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino Amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri»...".

 

Rivolgiti al Padre La Colombière

"... Obiettando io che non sapevo come fare per attuare ciò che mi chiedeva, mi rispose di rivolgermi al suo servo (Padre La Colombière) che mi aveva inviato, per mettere in esecuzione questo suo progetto... Quando il Signore lo allontanò da questa città..., accettai il dolore con la totale sommissione alla volontà di Dio...; ma quando Gesù mi sorprese a riflettere su quella perdita, mi rivolse questo rimprovero: «Non ti basto, dunque, io che sono il tuo principio e la tua fine?» ... ".

 

"Lo farei per amor tuo"

"... Se avessi potuto comunicarmi spesso, il mio cuore sarebbe stato felice... «Figlia mia, ho udito i tuoi lamenti; i desideri del tuo cuore mi sono talmente graditi che, se non avessi già istituito il mio divino Sacramento d'Amore, lo farei per amor tuo, per aver la gioia di dimorare nella tua anima e prendere riposo amorosamente nel tuo cuore».

Fui penetrata di così vivo ardore che la mia anima ne fu rapita...: "O Amore! O infinito Amore di un Dio verso una creatura tanto miserabile!" ...".

 

"Cancellami dal libro della vita"

"... Un giorno il Signore mi mostrò i castighi che avrebbe inflitto ad alcune anime; mi gettai subito ai suoi piedi, esclamando: "O mio Salvatore! Scarica su di me tutta la tua collera, cancellami dal libro della vita, ma salva queste anime che ti sono tanto costate". Ed Egli: «Ma esse non ti amano e non smetteranno di tormentarti».

"Non importa, Signore; purché amino te, non cesserò mai di pregarti di concedere loro il perdono". «Lasciami fare! Non le sopporto più!». Abbracciandolo con più forza, ribadivo: "No, Signore, non ti lascerò finché non li avrai perdonati". E Lui: «Bene, basta che tu risponda per loro». E io: "Sì, mio Dio, ma pagherò con i tuoi stessi Beni, che sono i tesori del tuo Sacro Cuore". Rimase allora soddisfatto".

 

I miei divini colleghi

"... Un'altra volta mentre lavoravo alla canapa..., mi appartai in un cortiletto contiguo al Santo Sacramento... Si fece in me un profondo raccoglimento interiore ed esteriore e mi apparve l'amabile Cuore del mio Gesù più splendente del sole. Era in mezzo alle fiamme del suo puro Amore, circondato da Serafini che cantavano una dolcissima melodia: «L'Amore trionfa, l'Amore gode, l'Amore del Sacro Cuore dà gioia!».

Questi Spiriti beati mi esortavano a unirmi a loro nelle lodi del divin Cuore, ma non osavo farlo. Mi ripresero e mi dissero di esser venuti espressámente per "associarsi a me nel perenne omaggio d'amore, di adorazione e di lodi. Per questo essi si sarebbero messi al posto mio davanti al Santo Sacramento, perché, tramite loro io potessi amarlo ininterrottamente; allo stesso tempo, avrebbero partecipato al mio amore, soffrendo le mie pene e facendomi godere delle loro gioie"... E nello stesso tempo scrissero questa nostra associazione nel Sacro Cuore in lettere d'oro e con caratteri indelebili d'amore... Da allora, nelle mie preghiere, li chiamavo sempre i miei divini colleghi...".

 

Il nome di Gesù sul cuore

"... Una volta, ardevo dal desiderio di andare in ritiro e, per prepararmici..., volli imprimere per la seconda volta il nome di Gesù sul mio cuore. Ma fui così maldestra da farmi delle piaghe... Avendo riferito la cosa alla Superiora, essa mi disse che, per guarire bisognava che mi sottoponessi a delle applicazioni locali... Nel frattempo, mi aveva inviato un biglietto, con il quale mi ingiungeva di mostrare la piaga alla suora... Essendo ormai guarita, pensai di essere esonerata dall'obbedienza, almeno fino a quando non avessi visto la Madre. Andai subito a trovarla spiegandole che non avevo seguito l'ordine del biglietto, perché nel frattempo ero guarita. Mio Dio!

Per questo ritardo nell'obbedienza con quale severità fui trattata dalla superiora e dal mio sovrano Maestro... Avrei accettato volentieri qualunque tormento per il dolore che provavo nell'aver dato un dispiacere al Signore. Egli, dopo avermi fatto vedere quanto lo irritava la minima infrazione all'obbedienza da parte di una religiosa, e dopo avermene fatto sentire il dispiacere, venne personalmente... ad asciugarmi le lacrime e a ridarmi vita... Mi fece comprendere così bene che cosa significasse l'obbedienza per una religiosa...

In punizione della mia colpa, il Signore mi disse che quel Sacro Nome..., non solo verrebbe cancellato, ma sarebbe scomparso anche il precedente, che era ancora ben visibile...".

 

"Ero come in Paradiso"

"... Non avevo mai passato un ritiro fra tante gioie e consolazioni; ero come in Paradiso, tante furono le carezze e le familiarità col Signore Gesù Cristo, la sua santa Madre, il mio santo Angelo e il beato Padre san Francesco di Sales... Dirò solo che l'amabile mio Direttore, per consolarmi del dolore sofferto per la cancellazione del suo sacro e adorabile Nome..., volle Lui stesso imprimerlo dentro e scriverlo all'esterno con il sigillo e il bulino (scalpello) infiammato del suo puro Amore... E ora mi mancava la croce..., perché le mie gioie consistevano tutte nel vedermi conforme a Gesù sofferente...

Stavo per iniziare una penitenza il cui rigore mi attirava..., quando il mio supremo Maestro mi proibì di metterla in atto... Gli sarebbe stato perciò più gradito il sacrificio del mio desiderio che la sua esecuzione, perché essendo Egli Spirito, gradiva di più dei sacrifici spirituali".

 

Una corona di spine

"... Una volta, mentre ricevevo la santa comunione, la santa ostia mi apparve splendente come un sole... Nostro Signore, al centro, portava una corona di spine che... depose sul mio capo dicendomi: «Accetta, figlia mia, questa corona, come segno dell'altra, che ti sarà ben presto data per renderti a me conforme».

...Confesso però che mi sento molto più debitrice verso il Signore per questa corona di spine, che se mi avesse regalato tutti i diademi dei più grandi monarchi della terra... Egli voleva che domandassi a Dio, Padre suo, la conversione dei peccatori e l'umiltà per quei superbi, la cui arroganza lo addolora e l'offende".

 

Porta la Croce insieme a N. Signore

"... Fu nel periodo di carnevale... che mi apparve di nuovo, subito dopo la santa comunione, nell'aspetto di un "Ecce homo" carico della Croce, ricoperto di piaghe e lividi, con il sangue che gli colava da tutte le parti; mi disse con voce triste: «Non c'è, dunque, nessuno che abbia pietà di me e che voglia partecipare al mio dolore, nel pietoso stato in cui, specie in questi giorni, mi riducono i peccatori?»... Mi caricai sulle spalle la pesante Croce irta di chiodi e... cominciai a comprendere meglio la gravità e la malizia del peccato, che in cuor mio detestavo...

 

"O peccato maledetto, sospiravo, quanto sei detestabile, tu che oltraggi il mio supremo Bene".

Questi mi fece intendere che prendersi il carico della Croce non era tutto, bisognava inchiodarvisi con Lui, facendogli fedele compagnia, partecipando al suo dolore, accettando il disprezzo e l'ignominia e altri indegni tormenti da Lui subiti.

... Il Signore mi ha mostrato l'orribile aspetto di un'anima in peccato mortale e la gravità del peccato che gli è estremamente ingiurioso, perché colpisce la sua bontà infinitamente amabile...".

 

Un saggio ed esperto Direttore

"... Prima di gravarmi di un'altra croce, il Signore mi ci predisponeva con tale abbondanza di carezze e di tanti grandi piaceri dello spirito... Dicevo allora: "Unico mio Amore, ti faccio il sacrificio di tutti questi piaceri; riservali per le anime veramente sante che ti glorificheranno molto meglio di me. Io voglio te solo, nudo sulla Croce, dove voglio amarti esclusivamente per te stesso. Toglimi dunque tutto il resto, affinché possa amarti per puro amore, senza che vi si mescolino interessi o piaceri".

... Come un saggio ed esperto Direttore, si compiaceva, a volte, di contrariarmi, col farmi godere quando volevo soffrire.

Confesso però che tutto, gioia e dolori, veniva da Lui e ogni bene, che da Lui ho ricevuto, mi è stato dato per sua pura misericordia...".

 

La severa presenza di Dio

"... Ma per quanto gravi siano le mie colpe, il mio unico Bene non mi priva mai della sua presenza, esattamente come mi ha promesso. Ma quando per una ragione o l'altra, l'ho addolorato, me la rende tanto terribile che qualsiasi tormento mi sarebbe dolce e volentieri mi sottoporrei adesso, pur di non dover sopportare questa divina presenza e affrontare, con l'anima macchiata, la Santità di Dio.

... Conservo sempre, però, la pace imperturbabile del cuore, che niente, mi sembra, riesce a turbare. La parte inferiore, invece, è spesso agitata sia dalle passioni, sia dal mio nemico, che si è sempre adoperato a tal fine, ben sapendo che il suo più grosso guadagno suole farlo in un'anima turbata e inquieta".

 

 

«SCRITTI AUTOBIOGRAFICI»

Il volume (Ed. ADP) che porta questo titolo comprende: gli «Scritti autobiografici» redatti per ordine di Madre de Saumaise, i «Frammenti», i «Ritiri spirituali» e le «Lettere al P. Croiset».

La prima sezione degli Scritti autobiografici sono proprio le esperienze mistiche che la Santa redasse per ordine della Madre de Saumaise che fu la prima ad ordinarle di scrivere. Queste memorie furono compilate a più riprese. Ci sono state tramandate perché la Madre de Saumaise portò con sé le note (dopo aver terminato il suo mandato a Paray).

Il documento è di capitale importanza non solo perché è il primo scritto in ordine di tempo, ma soprattutto perché ha un valore autobiografico di alto livello, tanto che alcuni lo chiamano una seconda Autobiografia.

I Frammenti possono essere estratti di lettere, oppure fogli scampati alle fiamme, che Margherita aveva redatto per ordine delle sue superiore e direttori spirituali (del P. La Colombière, per esempio). La Santa stessa confessa di averne bruciati e distrutti molti.

I Ritiri spirituali. Le religiose della Visitazione, una volta l'anno, in privato e per lo spazio di dieci giorni, sogliono fare un corso di Esercizi spirituali, detto comunemente Ritiro spirituale, che esse però chiamano "solitudine ". Sr. Alacoque parla spesso nei suoi scritti di questi ritiri; soltanto di sei di essi possediamo gli appunti.

Le Lettere al P. Croiset. Sono scritte al sacerdote gesuita che fu conquistato alla causa del Sacro Cuore da S. Margherita Maria, con la quale il Sacerdote inizia,

con il permesso del suo Rettore, una corrispondenza epistolare. Queste lettere, fotografandoci quasi gli ultimi due anni della vita della Santa, possono considerarsi come il seguito dell'Autobiografia.

 

Brani tratti dagli «Scritti autobiografici»

Il Signore non gradisce un cuore diviso

"... Erano già trascorsi alcuni mesi del mio noviziato e non ero ancora riuscita a staccarmi da alcuni affetti particolari che erano di non poco ostacolo all'amore che il mio Amato esigeva da me. Dopo avermi più volte interiormente ripresa senza che io dessi segno di emendazione, una sera, durante la preghiera, mi rimproverò e mi disse che non gradiva un cuore diviso e che, se non mi fossi distaccata dalle creature, Egli si sarebbe distaccato da me ...".

 

Nella piaga del Costato

"... Una volta che sentivo una forte ripugnanza per una mortificazione, mi fece vedere interiormente il suo Corpo coperto di piaghe e, mostrandomi quanto aveva fatto per me, mi rimproverò del l'ingratitudine che gli avevo dimostrata nel non sapermi superare per amor suo. "Mio Dio, cosa vuoi che io faccia dal momento che la mia volontà è più forte di me?". Mi rispose che se l'avessi posta nella piaga del suo sacro Costato, non avrei più provata tanta fatica a vincermi...".

 

Ristabilire la carità

"... All'orazione gli chiesi di farmi conoscere il mezzo per soddisfare il desiderio che avevo di amarlo. Mi spiegò che non potevo dimostrare meglio l'amore per Lui, che amando il prossimo per amor suo. Perciò dovevo adoperarmi, con la preghiera e con ogni azione ben compiuta con l'aiuto di Dio, per la salvezza degli altri, dimenticando i miei interessi... Ciò che desiderava era che si ristabilisse la carità nella comunità...".

 

Quando Dio sceglie un'anima per sua dimora

"... Durante il ritiro il divino Gesù mi fece conoscere che dietro tutte le mie inquietudini, si nascondeva il mio amor proprio, specialmente la mia troppa curiosità che mi metteva in pericolo di perderlo. «Quando Dio sceglie un'anima per sua dimora", mi disse, "vuole una disponibilità a capire, ma senza eccessiva curiosità; desidera una mente che si astenga dal giudicare e dal criticare e un cuore che non abbia altri palpiti, che quelli del suo Amore»...".

 

Un Dio crocifisso, colui che vuoi sposare

" ... Davanti al Santo Sacramento cercavo di fare onorevole ammenda dell'abuso delle sue grazie, sia nell'uso dei sacramenti come nella preghiera... Ed Egli: "Ricordati che è un Dio crocifisso colui che vuoi sposare; per questo è necessario che ti renda simile a Lui, dicendo addio a tutti i piaceri della vita, poiché per te, d'ora innanzi, saranno sempre segnati dalla croce»...".

 

Il sole e l'atomo

"... Chiesi a Gesù di accontentare l'unica mia aspirazione: quella di unire il mio cuore al suo. Pur domandandomi come fosse possibile unire il niente al tutto, dissi: "So che ciò può avvenire soltanto per il tuo Amore". Attraverso la suprema cima dell'intelletto mi fece vedere questo bel Cuore più fulgido di un sole, di una grandezza infinita e un punto, piccolo come un atomo, tutto nero e deforme che faceva, però, ogni possibile sforzo per avvicinarsi a quella viva luce. Tutti i tentativi sarebbero stati vani se questo amoroso Cuore non l'avesse attirato a sé dicendo: «Inabissati nella mia grandezza e sta' attenta a non uscirne mai più, perché se ne uscirai non potrai più rientrarvi»...

Talvolta, sembrandomi che fosse il demonio a suscitare in me questi pensieri, dicevo a Dio: "Fammi conoscere l'astuzia del demonio, affinché possa evitarla". Ma il mio Amore mi spiegò che il demonio non può conoscere l'intimo se non attraverso segni esteriori; e che inoltre non poteva dare la pace del cuore".

 

Nell'intimità del divino Maestro

"... Il mio spirito cercava soltanto Gesù, che spesso mi chiedeva se lo amassi... Mi ripeteva spesso che desiderava rimanere solo nel mio cuore; voleva che in esso gli tenessi fedele compagnia; mi avrebbe insegnato ad amarlo. E, sinceramente, per me non esisteva altro piacere fuori di quel piccolo recesso del mio cuore, dove trovavo sempre il mio Sposo.

Le occupazioni esterne non riuscivano ad interrompere questi soavi colloqui, nei quali continuava a dirmi di rinunciare a ogni altro piacere, perché Lui era più che sufficiente...".

 

Durante la mia preghiera

"... Quando mi sveglio, mi sembra di trovare presente il mio Dio. Il mio cuore allora si unisce a Lui come al suo solo principio e alla sola sua pienezza. Questo crea in me una sete tanto ardente di andare a mettermi davanti al santo Sacramento, che i momenti che passo a vestirmi mi sembrano ore... Rimango ai suoi piedi come una vittima vivente, arsa solamente dal desiderio di immolarsi e di sacrificarsi a Lui, per consumarmi come olocausto nella pura fiamma del suo Amore, nel quale sento il mio cuore dissolversi come in una fornace ardente... Allora adopero tutte le forze che ho per abbracciare il mio Amato, non con le braccia del corpo, naturalmente, ma con quelle dello spirito, che sono le facoltà dell'anima...".

 

Totale abbandono in Dio

"... A volte, però, la mia natura e il mio amor proprio scatenano contro di me dei furiosi assalti; e mi danno a intendere che sto perdendo il mio tempo e che mi trovo a percorrere la via della perdizione... Egli, per cacciare da me l'inquietudine, mi dà la gioia della pace e la dolcezza della sua divina presenza, che ristabilisce in me una grande fiducia, con queste semplici parole che spesso mi ripete: «Un figlio non perirà mai finché è nelle braccia di un Padre onnipotente».

Allora mi abbandono totalmente alla sua divina volontà perché agisca in me secondo il suo desiderio, senza tener conto delle mie soddisfazioni...

Voglio sottomettermi ciecamente a Lui, anche in quelle cose per me poco comprensibili, come, per esempio, il vedere un Dio tanto grande e potente concedere tante grazie a me che sono una miserabile creatura, incapace di farne buon uso".

 

Trasformami tutta in te

"... La mia più grande gioia è quella di stare davanti al Santissimo, dove il mio cuore è come nel suo vero centro. Gli dico: "Gesù, Amore mio, prendi tutto quello che ho e tutto ciò che sono; prendi possesso di me come tu vuoi, perché tutto ciò che è mio ti appartiene senza riserva. Trasformami tutta in te, affinché non riesca più a separarmi un solo istante da te e non possa più agire se non attraverso le mozioni del tuo puro amore".

 

Lettura e preghiere vocali: un supplizio

"... La lettura benché abbia sempre rappresentato per me uno dei più grandi piaceri, adesso mi è diventata un supplizio...; riesco soltanto a raccogliermi in Dio che vedo dappertutto e solo Lui in tutti i suoi misteri. Se mi metto a meditare su qualche altro argomento, non riesco a soffermarmici a lungo, perché basta Dio solo al mio cuore e al mio spirito, il quale non vorrebbe altro che stare semplicemente alla sua santa presenza, senza fare altro che atti d'amore. Questo è il modo in cui sono solita trascorrere le giornate, mai abbastanza lunghe per amare Dio, che è la vita della mia anima. Il mio unico desiderio sarebbe quello di restare tutto il tempo in silenzio o almeno di parlare solo di Dio, perché solo in Lui la mia anima trova tanta gioia, che non si stancherebbe mai. Devo ammettere che ogni altra conversazione mi è diventata una specie di martirio, perché, da grande chiacchierona che ero, sono diventata ora tanto ignorante da non saper più nulla e godo tanto di questa mia ignoranza che non desidero altro che Gesù Crocifisso.

... Il mio cuore... è diventato impenetrabile e insensibile alla gioia e alla tristezza, da quando è stato lacerato da quella particolare piaga, che si rinnova sempre e che mi dà l'impressione che il cuore sia come attraversato da un ferro infuocato...".

 

Una luce divina in forma di Bambino

"... Alla vigilia della Visitazione..., al Mattutino, ... stavo a braccia conserte, quando su di esse venne a posarsi una luce divina in forma di Bambino, o meglio, di sole sfavillante... «Vengo a chiederti, figlia mia, per quale ragione mi vai ripetendo tanto spesso che non debbo avvicinarmi a te».

"Tu solo sai bene, mio Sovrano, che non sono degna di accostarmi a te e, tanto meno, di toccarti"... «Ricordati che, quanto più ti umilierai nel tuo nulla, tanto più la mia grandezza si abbasserà verso di te» ...".

 

Un'immagine dell'Amore crocifisso

"... A proposito delle sofferenze, di cui ho parlato, trovo che esse siano la cosa più vantaggiosa per un'anima. Posso assicurare che essa cresce nella perfezione più in un mese, o anche in una settimana di pene e di sofferenze accettate dalla volontà di Dio, che in un anno intero di dolcezze e consolazioni. Infatti le pene interiori, se accolte con amore, sono come un fuoco purificatore, che consuma a poco a poco tutto ciò che, nella nostra anima, dispiace allo Sposo divino. Per questo sono sicura che coloro che ne faranno prova, dovranno ammettere che, per mezzo della sofferenza, si fa molta strada senza accorgersene.

Se uno potesse scegliere, non dovrebbe avere un attimo di dubbio, ma dovrebbe abbracciare subito questa cara croce, anche se non ci dovesse dare altro vantaggio che la rassomiglianza a Nostro Signore crocifisso. E posso assicurare che, per quanto poco si ami Dio, si soffre più nelle consolazioni, che nel vedersi a Lui conformi e nel sentirsi vicino a colui, che, per nostro amore, si è caricato di ignominie e di sofferenze... Il vero amore non sopporta di vedersi dissimile da colui che ama e non si dà pace finché non ha reso l'amante conforme al suo Amato; altrimenti, finché non ci sarà questa conformità, non potrà mai regnare una vera unione tra i due amanti.

Dio mi aveva fatto capire che dovevo impegnarmi a diventare un'immagine vivente del suo Amore crocifisso e che, per realizzare questo disegno, i miei sforzi dovevano essere diretti a distruggere tutto il mio essere, cancellare in me la figura del vecchio Adamo, per stamparvi la sua. Così mi avrebbe fatto vivere una vita crocifissa, nemica di qualsiasi soddisfazione terrena e umana, e che, soltanto quando la mia immagine sarebbe diventata conforme alla sua, solo allora sarebbe stata inchiodata alla croce...".

 

San Francesco di Sales: carità e umiltà

'... Un po' prima della festa del nostro santo Fondatore, Egli mi fece capire che le virtù che aveva sempre desiderato per le sue Figlie erano... la carità e l'umiltà...

Quanto alla carità verso Dio, quando noi, nelle nostre azioni, ci interessiamo soltanto degli altri e della loro approvazione..., diventiamo odori nauseabondi davanti a Dio...

Quanto alla carità verso il prossimo mi diceva che le amicizie particolari distruggono il silenzio e la carità nella comunità. Quanto poi all'umiltà, invece di badare a se stesse ed esaminare i propri difetti, (le sue Figlie) ... giudicano le intenzioni del prossimo.

"Ciò che mi addolora molto... è di constatare che esse resistono alla grazia e a tutti mezzi che Dio mette a loro disposizione per correggersi" ...".

 

Lo squarcio del sacro Costato

"... Mi si presentò coperto di piaghe, chiedendomi di guardare lo squarcio del suo sacro Costato: un abisso senza fondo, scavato da una freccia smisurata, quella dell'Amore. Se volevo evitare l'abisso, di cui non mi rendevo conto, bisognava che mi lasciassi inghiottire da quest'abisso d'Amore che mi avrebbe fatto evitare tutti gli altri. Esso era la dimora di tutti coloro che lo amano... L'anima vi si santifica e il cuore vi si consuma; ma siccome l'ingresso è piccolo, è necessario, per entrarvi, farsi piccoli e spogliarsi di tutto".

 

Ingratitudine del "popolo eletto" (i religiosi e in particolare le religiose della sua congregazione)

"... All'apertura del giubileo, Gesù... mi comunicò: «Un'anima giusta... può ottenere il perdono per mille peccatori... Il mio Sangue non cessa di piangere e di sospirare perché viene versato inutilmente su tante anime, che ne fanno sì grave abuso durante questo tempo di indulgenze. Esse si contentano di strappare le cattive erbe cresciute nei loro cuori, senza voler estirparne le radici»... ".

 

"Il tuo cuore è un altare"

"... Nostro Signore onorandomi di una delle sue visite mi chiese: «Figlia mia, vuoi darmi il tuo cuore per far riposare il mio Amore sofferente e da tutti disprezzato?».

"O Signore, sai bene che ti appartengo, fa' tutto ciò che desideri". Ed Egli: «Sai perché ti concedo le mie grazie in tanta abbondanza? Per renderti come un santuario, in cui il fuoco del mio amore possa ardere perennemente. Il tuo cuore è come un sacro altare, che niente di impuro può sfiorare, poiché l'ho scelto per offrire al Padre ardenti sacrifici, per placare la sua giustizia e dargli infinita gloria con l'offerta che tu gli farai di me e unendo il sacrificio di tutto il tuo essere al mio»...".

 

Il Maestro dell'Amore

"... Il Signore mi si presentò e mi mostrò il suo Cuore amoroso dicendomi: «Ecco il Maestro che ti dò; ti insegnerà tutto ciò che dovrai fare per amor mio. Per questo sarai la sua discepola prediletta»... Mi abbandono con tanta fiducia a questo divino Maestro dell'Amore da non riuscire a ricorrere ad altri nelle mie necessità e difficoltà, grandi e piccole che siano...".

 

Far bene la comunione

"... «Vedi, figlia mia, come vengo trattato da quest'anima, che mi ha appena ricevuto. Essa ha rinnovato tutti i dolori della mia Passione!... Desidero che ogni volta che ti metterò a conoscenza del cattivo trattamento ricevuto da quell'anima, tu, dopo avermi ricevuto, ti prostri ai miei piedi per fare onorevole ammenda al mio Amore e offra a mio Padre il sacrificio cruento della Croce e insieme offra te stessa per rendermi omaggio e per riparare l'ignominia che ricevo da quel cuore... Non è che essa abbia commesso già il peccato ma ha tutta la volontà di farlo, anche se questa volontà non è ancora uscita dal suo cuore. E questo l'aborro più dello stesso atto del peccato, perché è come se uno, per disprezzo versasse il mio Sangue su di una carogna in via di decomposizione. Infatti la volontà incline al male è la radice di ogni corruzione e rende incapace di ricevere qualsiasi buon effetto dalla comunione»...".

 

Orrore per la comunione sacrilega

"... Quando poi mi mostrò il maltrattamento che riceveva da un'anima e lo vidi legato, calpestato, disprezzato, con voce triste mormorò: «Ecco come mi trattano i peccatori!». Un'altra volta mi fece vedere come si trovava in un cuore che faceva resistenza al suo Amore. Stava con le mani sulle orecchie, gli occhi chiusi, sussurrando: «Non ascolterò ciò che dice, né guarderò la sua miseria, affinché il mio Cuore non possa esserne commosso e resti indifferente nei suoi riguardi, come il suo cuore è nei miei» ...".

 

La scienza dell'Amore

"... E, scoprendomi il suo sacro Cuore, mi fece leggere queste parole: «Il mio Amore regna nella sofferenza, trionfa nell'umiltà e gioisce nell'unità»...".

 

Minacce contro il "popolo eletto"

"... Un'altra volta mi si presentò... coperto di piaghe, il Corpo sanguinante, il Cuore straziato da dolori ed esausto... Mi disse: «Ecco come mi riduce il popolo che io avevo scelto e destinato a placare la mia Giustizia. Mi perseguita segretamente. Se non si corregge lo punirò severamente. Prima allontanerò le persone sante, poi immolerò le rimanenti alla mia giusta collera che le travolgerà».

... Gli presentai allora il suo Amore sofferente, perché sapevo che bastava un solo sguardo a questo Amore per placare il suo sdegno".

 

Un'aiuola deliziosa

"... Una volta... il Signore mi onorò... con questo invito: alieni, figlia mia, in quest'aiuola deliziosa che ravviverà la tua anima sfinita». Vidi che parlava del suo sacro Cuore, la cui varietà di fiori era tanto armonica che la loro bellezza era meravigliosa.

... Mi disse: «Ne puoi cogliere a tuo piacere»...

"O mio divino Amore, esclamai, non voglio che te. Tu sei un mazzetto di mirra, che io voglio portare sempre tra le braccia del mio affetto".

«Hai scelto bene, rispose; tutti gli altri fiori, infatti, sono caduchi e non possono durare a lungo, senza appassire, in questa vita mortale. Solo la mirra, che tu hai preferito, conserva il suo profumo e la sua bellezza; questa vita è la sua stagione e non si trova nell'eternità, perché lì cambia nome»...".

 

L'olio e lo stoppino

"... Pregavo Nostro Signore che il mio cuore non uscisse mai dalla sua presenza... Mi disse: «Tu allora te ne vai senza il cuore, perché esso non uscirà più di qui; lo riempirò di un balsamo prezioso, che manterrà sempre vivo il fuoco del mio Amore. La buona volontà deve essere lo stoppino, che non deve mai finire. Tutto ciò che, con la mia grazia, potrai fare e soffrire, lo devi mettere nel mio Cuore per essere trasformato in balsamo, che dovrà essere come l'olio di questa lampada, affinché tutto si consumi nelfuoco del mio Amore divino»...

«Figlia mia, mi disse ancora, provo tanta gioia nel contemplare il tuo cuore, che voglio mettermi al suo posto e servirti da cuore»...

«Nel donarmi tutto, ci hai forse perduto nel cambio? Bada a riempire sempre la tua lampada e io vi accenderò il fuoco»...".

 

Una corona per la Vergine Assunta

"... La santa Vergine..., il giorno della sua trionfale Assunzione, mi fece vedere una corona composta di tutte le sue sante Figlie... però..., al momento di salire al Cielo, questi fiori, di cui si era ornata il capo, non riuscirono a staccarsi dalla terra; soltanto quindici La seguirono, di cui cinque furono accolte come spose del suo Figlio. Mi insegnò così quanto sia importante per una religiosa staccarsi da tutto, perfino da se stessa, per fare in modo che la sua patria sia nei cieli".

 

La garanzia più preziosa del mio amore

"... Mentre lo contemplavo sull'albero della Croce, Egli mi teneva stretta a sé, dicendomi amorosamente: «Ricevi, figlia mia, la croce che ti dò e piantala nel tuo cuore; abbila sempre davanti agli occhi e portala tra le tue braccia...

Aver la croce dentro il tuo cuore, mi spiegò, significa che tutto ti deve essere crocifisso; averla davanti agli occhi vuol dire che dovrai esser crocifissa in tutte le cose, portarla tra le braccia, significa abbracciarla con amore tutte le volte che si presenterà, come la garanzia più preziosa del mio Amore, che io possa donarti in questa vita»...".

 

Le disposizioni della Vergine

"... (Gesù) mi insegnò le tre disposizioni che avrei dovuto avere nelle mie tre più importanti pratiche spirituali. La prima, la santa Messa: dovevo parteciparvi con le stesse disposizioni che ebbe la santa Vergine ai piedi della Croce...

Per la santa Comunione...: le disposizioni che Essa

ebbe al momento dell'Incarnazione... ripetendo con Lei: "Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la sua parola".

Per l'orazione...: le disposizioni che ebbe la Vergine quando fu presentata al Tempio".

 

Il "Mezzo" più efficace

"... Il giorno di san Francesco di Sales... mi parve di udire il beato Padre, accompagnato dalla nostra degna Madre de Chantal, dirmi ...: "... Ho visitato i cuori delle superiore, nei quali sono racchiusi i cuori delle figlie della Visitazione. Buone o cattive che siano, le superiore rappresentano la persona di Gesù Cristo; perciò tutte coloro, che sono da esse separate, saranno separate anche da Lui..."

La degna Madre de Chantal si espresse: "Quando io ero in mezzo a loro... provavo un grande dolore nel vedere una figlia della Visitazione priva di semplicità... Tutte le superiore dovranno fare il possibile per ristabilire questa cara virtù, insieme all'umiltà... Il mezzo più efficace per rialzarsi dalle nostre cadute è il sacro Cuore di Nostro Signor Gesù Cristo...

... L'umiltà e... la semplicità. Queste due virtù sono il fondamento dell'edificio che Satana cerca di rovesciare, ma non potrà farlo perché c'è il sacro Cuore che lo difende e lo sostiene".

 

Uno dei sette Spiriti

"... «Mia cara figlia, non affliggerti; ti darò un fedele custode che ti accompagnerà dappertutto e ti assisterà nelle tue necessità spirituali...».

... Il mio custode... una volta mi disse: "Voglio dirti chi sono..., affinché tu sappia quanto amore ha per te il

tuo Sposo. Sono uno dei sette Spiriti più vicini al trono di Dio e fra quelli che partecipano maggiormente all'ardore del Sacro Cuore di Gesù Cristo, ardore che, nei disegni di Dio, ti sarà comunicato nella misura in cui sarai capace di riceverlo".

Un'altra volta mi disse che nulla, quanto le visioni, andava più soggetto a illusioni e inganni; proprio attraverso esse il demonio aveva sedotto molti, camuffandosi da angelo di luce, per procurare loro mille false dolcezze..."

In altra circostanza mi disse ancora: 'Fa' attenzione: nessuna grazia o carezza ricevute da Dio ti facciano dimenticare chi è Lui e chi sei tu ...".

... Il mio custode è sempre stato disposto e non mi ha mai rifiutato nulla di ciò che gli ho domandato...".

 

Una religiosa in purgatorio

"... Una volta mi apparve in sogno una religiosa deceduta da molto, che mi disse di soffrire molto in Purgatorio... Mi supplicava incessantemente: "Prega Dio per me. Offrigli le tue sofferenze e uniscile a quelle di Gesù Cristo, per alleviare le mie. Donami tutto ciò che farai fino al primo venerdì di maggio, nel quale farai la comunione per me... Pensa a me, coricata in un letto di fiamme fra tormenti insopportabili"... Mi spiegò che aveva meritato quel castigo per la sua pigrizia e negligenza nell'osservanza delle regole e per la sua infedeltà a Dio. "Il dolore più crudele lo subisce il cuore, che viene straziato da pettini di ferro infuocati, per scontare i pensieri di mormorazione e di disapprovazione, nei quali mi sono fermata contro le superiore; la mia lingua poi è mangiata dai vermi per tutte le parole dette contro la carità. E per aver osservato così poco il silenzio, ecco la mia bocca tutta ulcerata... Un giorno di assoluto silenzio da parte di tutta la comunità, potrebbe guarire la mia bocca piagata. Un altro giorno trascorso nella pratica della carità, senza commettere alcuna mancanza contro di essa, guarirebbe la mia lingua e infine un terzo giorno passato nell'evitare qualsiasi mormorazione contro la superiora, guarirebbe il mio cuore straziato" ...".

 

San Francesco d'Assisi amico del sacro Cuore

"... Nel giorno di San Francesco, durante l'orazione, Nostro Signore mi fece vedere questo grande Santo rivestito di una luce e di uno splendore incomparabili, innalzato ad un altissimo ed eminente grado di gloria, al di sopra di tutti gli altri Santi; gloria dovuta alla sua conformità alla vita sofferente del nostro divino Salvatore... e all'amore che aveva portato alla sua santa Passione. Questo suo amore aveva fatto sì che il divino Amante crocifisso imprimesse su di lui i segni delle sue sacre Piaghe; ciò l'aveva reso uno degli amici preferiti del suo sacro Cuore... Il divino Sposo della mia anima me lo dette come guida...".

 

L'agonia nel giardino degli ulivi

"... Durante una delle mie orazioni, contemplando il Salvatore nel giardino degli ulivi, immerso nella tristezza e nell'agonia di dolore permeato d'amore, desiderai fortemente di partecipare alle sue dolorose angosce. Egli, allora, mi parlò amorosamente: «Qui ho sofferto più di tutto il resto della mia Passione vedendomi abbandonato dal Cielo e dalla terra, caricato di tutti i peccati dell'umanità. Stavo davanti alla Santità di Dio che, senza riguardo della mia innocenza, nel suo furore mi ha schiacciato; mi ha fatto bere il calice, che conteneva tutto ilfiele e l'amarezza della sua giusta indignazione, come se avesse dimenticato il nome di Padre per sacrificarmi alla sua giusta collera. Nessuno al mondo può comprendere l'intensità dei dolori che allora ho sofferto. E lo stesso dolore che prova l'anima in peccato, quando si presenta davanti al tribunale della Santità divina, la quale si appesantisce su di lei, la schiaccia, l'opprime e la sprofonda nell'abisso del suo giusto rigore...

... Tu allora dovrai, con preghiere e opere buone, elevare il cuore e le mani al cielo e offrirmi continuamente al Padre mio quale vittima di amore, immolata e offerta per il peccato del mondo» ..."

.

Il Cuore di Gesù e quello di Margherita

"... Un venerdì... Nostro Signore mi disse: "Oggi, figlia mia, ti ho fatto una grazia così grande che soltanto in punto di morte ne potrai capire la portata".

... Una luce, che usciva dalla piaga del suo adorabile Costato, veniva a proiettarsi nel mio cuore. Fui pervasa da un intenso ardore e l'udii esclamare: "Allo stesso modo il mio Amore fluisce continuamente nel tuo cuore, il quale, a sua volta, fa rifluire ogni bene alla sua sorgente; grazia questa, che ti sarà data in continuazione"...".

 

L'associazione dei Serafini

"... Vidi una moltitudine di Spiriti beati ed ascoltai che dicevano di essere destinati ad onorare Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento. Mi invitarono a far parte della loro associazione; mi avrebbero volentieri ricevuta, purché cominciassi a vivere la loro vita. Avevano tutto il potere di aiutarmi a sopperire alla mia incapacità di rendere quell'omaggio d'amore da Lui desiderato; in cambio io avrei dovuto supplire alla loro impossibilità di soffrire. In questo modo avremmo unito l'amore sofferente all'amore gioioso. Mi fecero vedere la nostra associazione scritta nel sacro Cuore di Gesù Cristo".

 

"Tutta per te"

"... Un giorno, tormentata dal desiderio di ricevere Nostro Signore, gli dissi: "Insegnami ciò che vuoi che ti dica!" Rispose: «Nient'altro che queste parole: Mio Dio, mio Unico e mio Tutto; tu sei tutto per me e io sono tutta per te. Queste parole ti difenderanno da qualsiasi tentazione; suppliranno a tutti gli atti che vorresti fare e ti serviranno come preparazione a ogni tua azione» . . . ".

 

"Un cielo per riposarmi sulla terra"

"... Il giorno dell'Ascensione... l'amabile Gesù... mi disse: «Figlia mia, ho scelto la tua anima perché mi sia un cielo per riposarmi sulla terra, mentre il tuo cuore sarà un trono di delizie per il mio amore»...".

 

Il nostro cuore è fatto per Iddio

"... Ecco, anima mia, come puoi onorare il tuo Dio: rinunziando a te stessa, annientandoti con Gesù Cristo. Troverai la vita nella morte; la dolcezza nell'amarezza e Dio nel nulla; perché bisogna abbandonare tutto per trovarlo...

Il nostro cuore è fatto per Iddio; infelice perciò colui che si contenta di quanto è meno di Dio e chi si lascia bruciare da altro fuoco che non sia quello del suo puro Amore".

 

Alcuni brani tratti dai «Frammenti»

Una vera figlia della Visitazione

"... Il giorno di san Francesco di Sales chiesi a Nostro Signore, per l'intercessione di questo grande Santo, le grazie di cui aveva bisogno il nostro Istituto..., la carità e l'unione... Mi rispose: «Ti prometto di esaudirti, purché si faccia ciò che ti ordino: ognuna faccia un profondo esame di coscienza per individuare ciò che può essere di ostacolo alla mia grazia; per esempio una certa qual gelosia e invidia reciproca e una segreta freddezza, che distrugge la carità e rende inutili le mie grazie».

Il Santo Fondatore mi disse che una vera figlia della Visitazione deve essere, a imitazione di Gesù Cristo, una vittima vivente, immolata ai disegni divini, sacrificata dalle superiore e dalle sofferenze di tutti i giorni...".

 

Una "malata" desiderosa di guarire (l'Istituto della Visitazione)

"... Il giorno della Visitazione, mi trovavo davanti al Santo Sacramento e domandavo a Dio di concedere qualche grazia particolare al nostro Istituto...

Mi disse: «Non me ne parlare più, perché fanno le sorde alla mia voce e stanno distruggendo le fondamenta stesse dell'edificio...».

Ma la santissima Vergine, che prende a cuore i nostri interessi... si presentò davanti al Figlio con queste tenere parole: «Scarica su di me il tuo sdegno; esse sono, in fondo, le figlie del mio Cuore e sarò per loro un mantello di protezione, pronta a ricevere i colpi che vorresti loro infliggere».

Il divino Salvatore allora, con viso dolce e sereno, le disse: «Madre, hai tutti i poteri di distribuire le mie grazie a tuo piacere. Sono disposto, per amor tuo, a sopportare il cattivo uso che esse ne fanno, disprezzando il mio spirito di umiltà e di semplicità...

Io sono il loro Amore crocifisso, che esse perseguitano con il loro spirito di orgoglio, il quale ha spezzato i vincoli della carità e ha diviso ciò che io avevo unito. Se i loro interessi ti stanno più a cuore dei miei, puoi benissimo arrestare il corso della mia giustizia».

Ma questa Regina di Bontà, colma di amore più che materno, rispose: «Ti domando solo di aspettare fino alla mia festa della Presentazione. Durante questo tempo farò di tutto, non risparmiando cure e pene, affinché le tue grazie trionfino e i piani di Satana vadano distrutti, togliendogli la preda che già crede di avere in mano».

... Questa Madre dell'Amore riportò vittoria avendo ottenuto tutto ciò che aveva domandato per noi...".

 

Infedeltà del "popolo eletto"

"... Facendomi vedere il suo Cuore amoroso, dilaniato e trafitto dai colpi, mi disse: «Guarda le ferite che mi vengono inferte dal mio "popolo eletto".

Gli altri si contentano di colpire il corpo, ma queste attaccano il mio Cuore, che non ha mai cessato di amarle. Tuttavia, il mio Amore finirà col cedere alla mia giusta collera per punire queste orgogliose, troppo attaccate alle cose di questa terra, che mi disprezzano, si affezionano a tutto ciò che è a me contrario, mi abbandonanoper amare le creature; fuggono l'umiltà per non cercare che la stima di se stesse e hanno il cuore privo di carità. Di religioso non hanno che il nome»...".

 

I religiosi disobbedienti

"... «Tutti i religiosi separati e in contrasto con i loro superiori si devono considerare come dei vasi di riprovazione...

Queste anime sono rifiutate dal mio Cuore; e più esse cercano di avvicinarsi a me per mezzo dei sacramenti, della preghiera e di altre pratiche spirituali, più io mi allontano da loro con orrore. Si muoveranno da un inferno all'altro, perché è proprio questo contrasto con i superiori che ha perduto e continuerà a perdere tanti religiosi; ogni superiore, infatti, per buono o cattivo che sia, tiene il mio posto. Per questo il suddito che crede di colpire il superiore, ferisce mortalmente se stesso e, alla fine, busserà invano alla porta della Misericordia, perché non sarà esaudito, io infatti ascolto solo la voce del superiore» ...".

 

I segni che Egli stesso mi ha fornito

"... Ecco allora i segni che Egli stesso mi ha fornito per discernere ciò che viene da Lui da quello che viene da Satana, dall'amor proprio o da qualche altro movimento della natura.

a) In primo luogo, i suoi favori e le sue grazie particolari saranno sempre accompagnati in me da umiliazioni, contrarietà, disprezzi, che mi verranno dagli altri.

b) In secondo luogo, dopo aver ricevuto alcuni di questi favori o comunicazioni divine, di cui sono tanto indegna, mi dovrò sentire sempre immersa in un abisso di annientamento e di vergogna interiore.

Questo stato mi farà provare tanto dolore per la mia indegnità e nello stesso tempo tanta gioia nel godere dei meriti e della libertà del Signore, il quale, con questo sistema, spegnerà in me ogni vana compiacenza e stima di me e ogni vanità.

c) ... Queste grazie e rivelazioni... non dovranno mai produrre in me pensieri di disistima degli altri, per quanto grandi possano farmi scorgere le loro miserie. Al contrario esse dovranno suscitare in me sentimenti di compassione e di carità. Nel desiderio di offrire tutto l'aiuto che mi sarà possibile.

d) Queste grazie non mi impediranno mai di osservare le mie regole e di obbedire. Esse sono così strettamente legate all'obbedienza, che, se mi allontanassi da essa, anche il Signore si allontanerebbe da me con i suoi favori.

e) ... Questo Spirito che mi conduce... si è talmente impossessato di me, da poter affermare che regna nel mio intimo come gli piace, e che mi sento incapace di opporgli resistenza, perché è diventato la Vita della mia vita. Mi innalza e mi abbassa, mi consola e mi affligge, senza che io possa fare altro che adorarlo, amarlo e abbandonarmi a Lui.

Tutto ciò che pretende da me è che io ami, agisca e soffra in silenzio. Mi fa godere di una pace inalterabile alimentando questi tre desideri...: amarlo, soffrire per suo amore e infine morire...

f) Una fame insaziabile di comunicarmi, di essere umiliata, di vivere povera, sconosciuta, disprezzata, per morire infine schiacciata dal peso di ogni sorta di miserie".

 

Niente senza il consenso della superiora

"... Dire una vita vissuta senza amore di Dio, è dire il colmo dei mali che si possa immaginare.

Anche se il sacro Cuore di Gesù s'è fatto mio Maestro e mio Direttore, ciò non vuole dire che io faccia qualcosa, di quello che mi ordina, senza il consenso della superiora, alla quale vuole che obbedisca più esattamente che a Lui. Questo m'insegna a diffidare di me stessa come del più crudele e potente nemico; a mettere tutta la mia fiducia in Lui, il quale, in cambio, mi difenderà; a non preoccuparmi di niente in qualsiasi circostanza, perché tutto dipende dalla sua santa provvidenza e volontà che, se vuole, può dirigere tutto a sua gloria ".

 

Alcuni brani tratti dai «Ritiri spirituali»

Ritiro della professione: 1672

I propositi

'... Egli mi disse: «Ecco la piaga del mio Costato, dove dovrai dimorare ora e sempre. Qui potrai conservare la veste dell'innocenza, di cui ho rivestito la tua anima...

... è necessario che le tue facoltà spirituali e i tuoi sensi siano come seppelliti in me, in modo che tu sia come sorda, muta, cieca e insensibile a tutte le cose terrene; devi volere come se non volessi più; senza giudicare, desiderare, amare o volere altro che non sia la mia volontà.

Nulla devi cercare fuori di me, se non vuoi offendere la mia potenza e me stesso, che voglio essere tutto per te.

Sii sempre disposta a ricevermi, io sarò sempre pronto a donarmi a te, perché sarai spesso preda del furore dei tuoi nemici. Ma non temere; ti circonderò della mia potenza e sarò il premio delle tue vittorie. Sta' attenta a non aprire mai gli occhi per considerarti fuo

ri di me; la tua massima deve essere: amare e soffrire ciecamente; un solo Cuore, un solo Amore, un solo Dio»...".

"... Io, indegno e miserabile nulla, protesto al mio Dio di sottopormi e di sacrificarmi a tutto ciò che desidera da me; di immolare completamente il mio cuore, affinché si compia la sua volontà, senza altro interesse che la sua maggior gloria e il suo puro Amore, al quale consacro e abbandono tutto il mio essere e ogni istante della mia vita.

Sono per sempre del mio Amore: la sua schiava, la sua serva e la sua creatura, perché Egli è tutto mio e io sono la sua indegna sposa.

Suor Margherita Maria, morta al mondo Tutto da Dio e niente da me

Tutto di Dio e niente di me

Tutto per Iddio e niente per me".

 

Un secondo ritiro

Tutta la mia gloria: portare bene la croce

"... Tutta la mia gloria sarà portare bene la mia croce, sulla quale voglio vivere povera, disprezzata, sconosciuta, maltrattata e dimenticata, non desiderando altro che apparire umiliata, incolpata e contrariata... Cercherò sempre di seppellirmi nella cenere delle umiliazioni e nell'amore della mia abiezione.

Voglio imparare dal Cuore di Gesù a soffrire tutto in silenzio senza lamentarmi di nulla...

Non curioserò mai sulle colpe dagli altri; e quando sarò obbligata a parlarne, lo farò con la carità del Sacro Cuore; mi metterò al loro posto e mi domanderò che cosa proverei io, qualora si facesse o si dicesse la stessa cosa nei miei confronti. Quando vedrò commettere una colpa contro la carità, l'umiltà o altre virtù, per ripararla, offrirò all'Eterno Padre la virtù del Sacro Cuore opposta a quella colpa, affinché la colpevole possa emendarsi e io non giudichi mai male le azioni degli altri. Dio possa concedermi questa grazia ".

 

"Sarai padrona dei tesori del mio Cuore"

" ... «Non dimenticarti mai del tuo nulla e di essere vittima del mio Cuore, disposta sempre a essere immolata per la carità. Per questo il mio amore non resterà mai ozioso in te; ti farà sempre agire o patire. Non devi mai pretendere che qualcosa torni a tuo interesse, perché un'opera non appartiene mai allo strumento, di cui si è servito l'artista per produrla.

Tuttavia, come ti ho promesso, in cambio sarai padrona dei tesori del mio Cuore... E non fare l'avara perché sono infiniti.

Per piacermi non hai che camminare, senza far deviazioni e con fedele costanza, sulla strada delle regole, perché le minime infrazioni ad esse sono per me gravi colpe. Il religioso, che crede di trovarmi su una strada che si discosti dall'esatta osservanza della regola, si sbaglia di grosso e si allontana da me» ...".

"Coloro che avranno fiducia nelle tue preghiere" "... «Conserva nella purezza il tempio del Signore, perché dovunque si troverà vi abiterà la mia speciale presenza di protezione e d'amore. Sono io la tua Guida... Sarà mia cura ricompensare, ma anche vendicare, il bene o il male che riceverai. Penserò anche a coloro che avranno fiducia nelle tue preghiere, affinché possa occuparti unicamente del mio Amore...

Ho stabilito nella tua anima il mio regno di pace che nessuno potrà turbare e il regno del mio Amore nel tuo cuore, che ti darà una gioia, che nessuno potrà toglierti»...".

 

Sposò la mia anima

"... Gesù, nell'eccesso del suo Amore, sposò la mia anima e la unì a sé con tale unione, che non riesco a spiegare: mutò il mio cuore in una fiamma di fuoco divoratore del suo puro Amore per consumare tutti gli affetti terreni, che vi si fossero avvicinati... Dovevo immolargli continuamente me stessa in amore di adorazione, d'annientamento e di conformità con la vita di morte, che Egli conduce nella santa Eucaristia".

 

I voti religiosi

"... Anche i miei voti dovevano essere vissuti secondo questo sacro Modello che, nell'Eucaristia, vive in tale spogliamento di tutto, che lo mette in condizione di ricevere dagli uomini soltanto ciò che essi vorranno dare e offrire. Col mio voto di povertà, continuò a spiegarmi, si intendeva non soltanto lo spogliarsi dei beni e delle comodità della vita, ma anche di tutti i piaceri, di tutte le consolazioni, desideri ed egoismi, lasciando agli altri la completa facoltà di togliermi o darmi, come se fossi morta e insensibile a qualsiasi cosa.

Che cosa può stare alla pari dell'ubbidienza del mio Gesù nella santa Eucaristia? Nello stesso momento in cui le parole sacramentali vengono pronunziate, il sacerdote, buono o cattivo che sia, può fare di Lui qualsiasi uso, accettando anche di essere introdotto in cuori macchiati di peccato, di cui Gesù ha tanto orrore.

Perciò, a sua imitazione, avrei dovuto mettermi nelle mani delle mie superiore, non importava quali, affinché avessero potuto disporre di me, come loro piaceva, senza mostrare la benché minima ripugnanza per qualsiasi decisione, anche se contraria alle mie inclinazioni... Il mio Gesù è stato obbediente fino alla morte di Croce. Voglio, perciò, ubbidire fino al mio ultimo respiro per render omaggio all'obbedienza di Gesù nell'Ostia.

Il suo candore sta ad indicarmi che... bisogna che io sia una vittima pura; per possederlo è necessario che io viva senza peccato, pura di corpo, di cuore, di intenzioni e di affetti; per trasformarmi, poi, tutta in Lui è necessario che conduca una vita senza singolarità, ma piena di amore e di privazioni; felice nel vedermi disprezzata e dimenticata, unico modo per riparare le dimenticanze e il disprezzo che il mio Gesù riceve nell'Eucaristia ".

 

L'offerta delle azioni al Cuore di Gesù

"... Il mio silenzio interiore ed esteriore servirà per onorare il suo. Quando dovrò parlare, sarà solo per rendere omaggio alla Parola del Padre, che è questo Verbo divino nascosto nell'Ostia.

Quando andrò a prendere la refezione, la unirò a quel divino alimento, col quale ci nutre nella santa Eucaristia e chiederò che ogni boccone sia come una comunione spirituale che unisce a Lui e in Lui mi trasforma.

Il mio riposo servirà ad onorare quello che Gesù si prende nell'Ostia; le mie sofferenze e le mie mortificazioni le offrirò per riparare gli oltraggi che riceve nell'Eucaristia.

Unirò tutte le mie preghiere a quelle che il sacro Cuore di Gesù offre per noi nell'Ostia; ugualmente farò dell'Ufficio divino: l'unirò alle lodi che l'adorabile Cuore tributa a suo Padre... A ogni mio atto di sofferenza, entrerò in questo sacro Cuore per coglierne le intenzioni, per unirmi a Lui e chiedergli soccorso.

Offrirò tutte le mie azioni a questo divino Cuore per riparare tutti i miei difetti, quelli innanzitutto delle mie preghiere.

Quando avrò commesso delle colpe, dopo averle punite con le penitenze, offrirò all'Eterno Padre una delle virtù di questo divino Cuore, per riparare l'oltraggio che gli ho recato, per saldare a poco a poco il mio debito.

La sera deporrò in questo adorabile Cuore tutto ciò che ho compiuto durante il giorno, affinché Egli purifichi le impurità e le imperfezioni delle mie opere, le renda degne di farle sue e possa riporle nel suo divino tesoro...

Mi riserverò soltanto il compito di amarlo e di accontentarlo...".

 

Il voto di perfezione

"... Il voto... deve servire a legarmi più strettamente al S. Cuore di Gesù e a vincolarmi indissolubilmente a ciò che Egli desidera da me. Ma provo tanto fortemente la mia incostanza e la mia debolezza, che non oserei formulare alcuna promessa, se non potessi appoggiarmi alla misericordia e all'amore infinito di questo amabile Cuore.

Lo faccio unicamente per amor suo; non per scrupolo e costrizione, ma perché mi rende più fedele al mio supremo Maestro...

 

Voto emesso la vigilia di Tutti i Santi...

Al tuo Sacro Cuore... prometto di non rifiutare niente, di non risparmiare nulla per farlo conoscere, amare, onorare e glorificare...

Non trascurerò, né ometterò mai alcun esercizio e osservanza della regola, se non per carità, per vera necessità e per obbedienza, che antepongo a tutte le mie promesse.

Cercherò di rallegrarmi nel vedere le altre onorate, trattate bene, amate e stimate, ritenendo che tutto questo è loro dovuto. A me, invece, spetta soltanto di essere annientata nel Sacro Cuore di Gesù Cristo e di gloriarmi di portare la croce, di vivere povera, sconosciuta e disprezzata...

Voglio soffrire in silenzio, senza lamentarmi, qualsiasi trattamento possa ricevere.

Non eviterò alcuna sofferenza, sia fisica che spirituale...

Non andrò in cerca, né mi procurerò alcuna consolazione, piacere o soddisfazione...

Non mi procurerò sollievi di sorta...

Lascerò piena libertà alla mia superiora di disporre di me come meglio crede, accettando con umiltà e indifferenza i compiti che mi vengono dall'obbedienza... Agirò così anche per le visite in parlatorio o per lo scrivere lettere...

Non sarò mai curiosa di conoscere le mancanze del prossimo e, se sarò costretta a parlarne, lo farò con la carità del Sacro Cuore di Nostro Signore, pensando a quello che desidererei che le altre dicessero o facessero nei miei riguardi.

Considererò tutti quelli che mi affliggono o parlano

male di me, come i miei migliori amici e sarà mia premura rendere loro tutto il bene e tutti i servigi possibili. Starò bene attenta a non parlare di me, oppure a farlo in maniera concisa e mai per lodarmi o giustificarmi.

Non cercherò l'amicizia di nessuna persona, se non quando me lo ispirerà il Sacro Cuore di Gesù Cristo per portarla al suo Amore.

Non mi fermerò volontariamente su nessun pensiero, non dico cattivo, ma semplicemente inutile.

Avrò cura di far sì che tutte le mie azioni e parole siano per la gloria di Dio, edifichino il prossimo e servano alla mia salvezza...

Mi sforzerò... di non fare nulla per rispetto umano o per piacere agli altri.

In conclusione, voglio vivere senza nulla decidere e nulla desiderare, ripetendo a ogni evenienza: "Sia fatta la tua volontà".

Accorgendomi della molteplicità di questi impegni, fui assalita dal timore di non poterli osservare... «Che cosa temi, quando sai che io... mi sono fatto il tuo garante? L'unità del mio puro amore servirà a fermare la tua attenzione sulla molteplicità di questi impegni e ti prometto che questo amore penserà sia a riparare le colpe che potrai commettere, sia a punirti»...".

 

Tenere i conti in regola

"... è necessario che, per non aver sorprese, tenga i miei conti sempre in regola, perché è terribile, in punto di morte, cadere nelle mani di un Dio vivente, dopo che da vivi ci siamo allontanati, con il peccato, dalle braccia di un Dio morente.

Ho deciso pertanto... di fare un ritiro intimo nel Sacro Cuore di Gesù Cristo, dal quale aspetto con fiducia quei soccorsi di grazia e di misericordia necessari per farlo... La sua eccessiva bontà non mi mette mai alla porta quando mi rivolgo a Lui; al contrario, sembra soddisfatto di aver trovato un essere tanto miserabile, povero, meschino e bisognoso come me, per colmare la mia indigenza con la sua infinita ricchezza...".

 

In prigione, ma nel tuo Cuore

'... Non privarmi, mio Dio, della possibilità di amarti in eterno, in cambio di non averti amato nel tempo. Per il resto, fa' di me tutto ciò che vuoi. Ciò che sono, lo devo tutto a te...

Lo sai bene che non posso pagare; mettimi allora in prigione, te lo concedo, a patto però, che essa si trovi nel tuo Sacro Cuore. Lì tienimi prigioniera, incatenata con le catene del tuo amore, fino a che non abbia pagato tutto ciò che ti devo. E siccome non lo potrò mai fare, per questo desidero di non uscirne mai più".

 

Alcuni brani tratti da «Lettere al P. Croiset»

I primi passi della devozione al Sacro Cuore

"... Eppure il desiderio del Cuore adorabile del nostro divin Maestro di essere conosciuto, amato e onorato... dovette rimanere nascosto... fino a che la sua indegna schiava... fu chiamata a dirigere nove o dieci giovani novizie.

Queste, avendone sentito parlare, si misero con grande fervore a onorare questo divin Cuore, del quale io avevo loro donato un'immagine tracciata con una penna

su di un pezzetto di carta. Ciò fece loro compiere, in breve tempo, molto progresso nella perfezione. E benché il fatto avesse attirato su di loro molte umiliazioni, non si scoraggiarono affatto, anzi si animarono ancora di più a rendere onore a questo divin Cuore...

E siccome nessuno osava parlarne se non in segreto, perché qualcosa era già trapelata all'esterno e qualche gran servo di Dio s'opponeva fortemente a questa devozione, tutto ricadeva addosso a me.

... Dopo due o tre anni, Egli cambiò talmente i cuori degli avversari, che, nel recinto del nostro monastero, fu eretta in suo onore una bellissima cappella, nella quale venne posto un grande e bel quadro del Sacro Cuore e tutte le suore si prestarono a contribuire a quest'opera con tanto fervore che fu presto terminata e quella del Sacro Cuore è ora la prima delle devozioni della nostra comunità...".

 

Uno degli ultimi sforzi del suo Amore

"... Questa devozione è uno degli ultimi sforzi del suo amore per gli uomini affinché... Egli possa mettere al sicuro la loro salvezza, non permettendo che si perda nulla di tutto ciò che gli verrà consacrato.

Il Signore, infatti, ha un immenso desiderio di essere conosciuto e onorato dagli uomini, affinché possa appagare, in qualche maniera, l'ardente desiderio del suo amore di diffondersi e di distribuire loro con abbondanza le grazie santificanti e quelle in ordine alla salvezza. Così potrà essere per loro un sicuro rifugio nell'ora della morte per accoglierli e difenderli dai loro nemici. Per ottenere questo, però, bisognerà vivere secondo le sue sante leggi".

 

La santità di Dio: un fuoco che divora

"... Lui... mi fa dimenticare tutte le sue grazie, affinché mi occupi di Lui solo, che vale dieci milioni di volte più dei suoi doni... Mi ha fatto capire... che queste grazie mi sono concesse unicamente a beneficio degli altri, per la gloria del Sacro Cuore e che perciò non devo né farle mie, né appropriarmene.

Cosicché a me non resta che contemplare il mio niente di peccato, che ho sempre davanti agli occhi... Se sapesse quale tormento è per me vedermi tanto impura, davanti alla santità di un Dio, che non sopporta la minima colpa in un'anima che conversa con Lui! ...".

 

Il suo Cuore: "L'ultima invenzione del suo amore"

"... Con questa devozione Egli vuol dare ad essi attraverso questo Sacro Cuore un nuovo mezzo per amare Dio quanto desidera e merita e riparare così le loro ingratitudini.

Questo divin Cuore è il tesoro del cielo, il cui oro prezioso ci è stato in più maniere donato, per pagare i nostri debiti e comprare il Cielo. Esso è l'ultima invenzione del suo amore. Tocca a noi approfittarne. E guai a coloro che non lo faranno o non lo vorranno fare, perché Egli desidera che, facendoci santi, diamo gloria a questo Cuore, che è tutto amore e che ha sofferto più di tutto il resto della santa Umanità di nostro Signore Gesù Cristo. Dal momento dell'Incarnazione, infatti, questo Sacro Cuore è stato trasformato in un mare d'amarezza e ha cominciato a soffrire da quel primo istante fino all'ultimo sospiro sulla croce. Questo divin Cuore ha sempre vivamente sentito ciò che la sua Umanità ha interiormente sofferto nel crudele supplizio della croce. Per questo Dio vuole che sia celebrato con un onore tutto particolare, affinché gli uomini, con il loro amore e i loro omaggi, gli facciano gustare tanta gioia e tanto piacere quante sono le amarezze e le angosce che gli hanno fatto provare con le loro offese".

 

La missione della "Santa Compagnia di Gesù"

"... Non c'è niente di più dolce, niente di più soave e, nello stesso tempo, di più valido e di più efficace che la soave unzione dell'ardente amore di questo amabile Cuore per convertire le anime più refrattarie e penetrare i cuori più insensibili, attraverso la parola dei suoi predicatori e fedeli amici: parola che il Signore trasformerà in una spada di fuoco, capace di fondere nel suo amore i cuori più gelidi.

Questo vale in particolare per la santa Compagnia di Gesù...

Bisogna prima di tutto, con grande purezza d'amore e spogliati di ogni interesse personale, assecondare i suoi desideri e affaticarsi per farlo conoscere e amare. In secondo luogo il Signore vuole che ci rivolgiamo a Lui in tutte le nostre necessità con umile, rispettosa, ma sempre filiale confidenza; che ci abbandoniamo completamente alle sue amorose attenzioni come bambini nelle braccia del loro babbo... Terzo: Il Signore vuole che portiamo un grande amore per il prossimo...; uno degli effetti caratteristici di questa devozione è infatti riunire i cuori divisi e rappacificare gli animi.

Se poi uno è caduto in qualche peccato, bisogna ricorrere a questo divin Cuore per ritornare nella sua grazia, insieme a Dio Padre, al quale sarà necessario offrire una virtù opposta alla colpa commessa, per esempio l'umiltà

di Cristo al posto del nostro orgoglio, e così via. Compiendo tutto ciò con amore e seguendo le sue promesse, potremo soddisfare, con questo mezzo, i debiti contratti con la divina giustizia".

 

I tre canali che partono dal Cuore di Cristo

"... Questo Cuore divino è la sorgente inesauribile dalla quale partono, senza interruzione, tre canali.

Dal primo parte la misericordia per i peccatori, sui quali si riversa lo spirito di contrizione e di penitenza. Il secondo è il canale della carità, che si espande per andare in soccorso a tutti coloro che si trovano in qualche necessità e, in particolare, a quelli che tendono alla perfezione...

Dal terzo canale emanano amore e luce per i perfetti amici, che Egli desidera unire a sé per comunicare loro la sua scienza e la sua verità, affinché si consacrino interamente a Lui e, ciascuna a modo suo, gli diano gloria... Questo divin Cuore, inoltre, nell'ora della morte si farà rifugio e sicuro porto di tutti coloro che, durante la vita, gli avranno reso onore e li difenderà e proteggerà ".

 

Ancora Visitazione e Compagnia di Gesù

" ... Questo divin Cuore è come un bell'albero che ha gettato le sue profonde radici nell'Ordine della Visitazione... Ha scelto i Rev.di Padri Gesuiti con l'incarico di distribuirlo...

Questo divin Cuore è un abisso di bene, nel quale i poveri dovranno immergere le loro necessità; un abisso di gioia, nel quale affogare tutte le nostre tristezze, un abisso di umiliazione per il nostro orgoglio; un abisso di misericordia per gli infelici, un abisso di amore, nel quale tuffare tutte le nostre miserie...".

 

«SCRITTI SPIRITUALI»

Il volume ( Ed. ADP) che porta questo titolo comprende: le «Lettere» e i «Consigli».

Santa Margherita M. Alacoque non era una donna di cultura; il Gauthey, il suo più grande studioso, può affermare che i suoi scritti contengono parole di una grandezza divina e che a studiarla da vicino, può essere paragonata ai più grandi maestri di vita spirituale.

Ci troviamo dinanzi a una grande mistica, che ha imparato la scienza non soltanto sui libri, ma che l'ha ricevuta direttamente dal Signore. Difatti la stessa Margherita è costretta a confessare che, fin dall'infanzia, Gesù è stato il suo unico direttore spirituale, la sua guida, il suo Maestro di santità, di preghiera e di amore. Per vent'anni le ha manifestato "il libro della vita": il suo Cuore, dove è contenuta la scienza dell'Amore, e i suoi orecchi hanno udito "parole arcane dalla Bocca della Verità". Margherita ci assicura che i suoi scritti non solo li ha voluti Gesù, ma glieli ha addirittura dettati e ha infuso in essi "l'unzione della grazia".

La sua spiritualità ha come principio e fondamento la santità di Dio; santità che si rivela sotto due aspetti: la santità di Amore e la santità di Giustizia.

S. Margherita M., nei disegni di Dio, deve diventare "lo strumento per attirare i cuori a quello di Cristo " e, obbediente come sempre, "si rende tutta dedicata e sacrificata alla gloria di Cristo". La gloria di Dio è la sola che la induce a scrivere a tutti, perfino a Luigi XIV, perché l'aiutino a diffondere la devozione al Cuore di Gesù.

La Santa ha saputo unire insieme la vita mistica con la vita attiva; è ciò che rintracciamo nei prudenti consigli, nell'abilità e senso pratico col quale si adoperava per la propaganda della devozione al Sacro Cuore e nel suo interessamento per opere assistenziali e sociali, ad esempio, la fondazione dell'ospedale di Paray. Altra qualità di spicco manifestatasi in Margherita M. è la direzione delle coscienze. Lei, per se stessa dubbiosa, si dimostra con gli altri ricca di buon senso e di saggia fermezza. Le sue ex superiore, Madre de Saumaise e Madre Greyfié, suo fratello parroco, P. Croiset e mille altri si rivolgevano a lei per consigli e si affidavano fiduciosi alla sua direzione.

Le sue mirabili "Lettere ", le sue "Regole " per il discernimento dello Spirito di Dio, i suoi "Avvisi", le "Proposte e Istruzioni " fanno di lei un'autentica maestra di vita spirituale.

 

Alcuni brani tratti dalle «Lettere»

A Mà de Soudeilles

L'unico Tesoro dei poveri

(in "In Lui la vostra dimora ")

'... Dio è tanto buono da permettere di appropriarci del Tesoro dei veri poveri, che è il Sacro Cuore di Gesù. In tal modo l'abbondanza del cielo viene a compensare la nostra necessaria indigenza. La nostra comunione di beni deve trarre origine da questo Tesoro, dobbiamo depositare in questo Cuore quel po' di bene che, con la sua grazia, riusciamo ad operare, per poterlo scambiare con i suoi beni e offrirli così all'Eterno Padre al posto dei nostri... In questo adorabile Cuore deve essere fondata la nostra comunione; in Lui dobbiamo fissare la nostra dolce dimora, vivremo così al riparo di tutte le tempeste e avremo il modo di conoscerci...

è necessario, per entrarvi, un cuore puro, sgombrato da ogni desiderio e affetto, umile e completamente disponibile alla sua amorosa volontà; perché, ricordiamocelo, Egli vuole essere l'unico padrone del nostro cuore, per poterne disporre come meglio gli piace...".

 

L'unico vero amico dei nostri cuori

"... Non riesco proprio a capire come un cuore che cerca Dio e vuole amarlo sul serio, sia capace di assaporare qualche altro piacere fuori di Lui...

Per conto mio, in questa vita, non trovo altra felicità che quella di rimanere nascosta nel proprio nulla, soffrire e amare in silenzio e abbracciare le nostre croci, lodando e ringraziando colui che ce le porge".

 

All'unisono con la volontà di Dio (in "Solo in Lui la felicità')

"... Mi sembra di poter affermare che la felicità di un'anima sta tutta nell'agire all'unisono con l'adorabile volontà del Signore. In essa infatti il nostro cuore trova la pace e il nostro spirito la gioia e il riposo, perché "chi si unisce al Signore forma con Lui un solo spirito".

Anzi, io credo che questa sia la vera maniera per fare la nostra volontà, perché la sua amorosa bontà trova gusto nell'accontentare quelle volontà, nelle quali non trova resistenza. E, al contrario, a coloro che non gli sono docili il Signore manda a rovescio tutte le cose, fa il sordo alle loro richieste, li guarda senza compassione, e il suo Cuore si rende insensibile alle loro necessità... Il Signore vuole che noi cerchiamo solo in Lui la felicità...".

 

Si consacri a Lui

"... Se vuole vivere soltanto per il Signore e giungere a quella perfezione che da lei desidera, è necessario che faccia al suo Cuore un perfetto sacrificio di sé e di ciò che da lei dipende, senza eccezioni, in modo da giungere a non voler più niente che, con la volontà di questo amabile Cuore, ad amare solo con il suo amore, ad agire secondo il suo spirito, a nulla intraprendere senza aver mai prima chiesto il suo consiglio e il suo aiuto.

è necessario inoltre che attribuisca a Lui tutta la sua gloria, lo ringrazi nei successi e negli insuccessi e rimanga sempre serena senza turbarsi mai di nulla. A noi deve bastare che il divin Cuore sia contento, amato e glorificato".

 

Quando ci consacriamo al suo Cuore

"... Ho notato il suo desiderio di essere tutta del Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo. La ragione di questa mia gioia è che, con questa consacrazione, mettiamo al sicuro la nostra anima, esposta sempre al rischio di una vita tanto misera e piena di corruzione.

Quando, invece, ci consacriamo e ci diamo completamente al suo Cuore adorabile per amarlo e onorarlo quanto ci è possibile e ci abbandoniamo totalmente a Lui, allora Egli si prende cura di noi e ci fa giungere, anche se in mezzo a tante tempeste, al porto della salvezza".

 

Per fermentare l'amore (in "O tutto o niente')

"... Cara Madre, sono sicura che questo divin Cuore vuole essere il padrone assoluto del suo, e con un preciso scopo: che lei lo faccia onorare, amare e glorificare nella sua comunità. Con questo mezzo della devozione al S. Cuore, Egli intende... riversare su di esso, con maggiore abbondanza, grazie e benedizioni per fermentare l'amore e la fusione dei cuori e la santificazione delle vostre anime. Si ricordi che, proprio perché è fonte inesauribile di ogni bene, Egli tende a diffondersi e a comunicarsi ad altri, specie ad alcune anime fedeli, come sono quelle che formano la sua comunità.

Le confesso, inoltre, che non riuscirò mai a credere che vadano perdute o cadano, con il peccato mortale, sotto il dominio di Satana, le persone consacrate a questo Cuore. Mi spiego: ciò avverrà se, dopo essersi a Lui totalmente consacrate, s'impegneranno seriamente ad onorarlo, amarlo, rendergli gloria conformandosi in tutto alle sue sante leggi.

... Questo amabile Cuore ha tanto amato gli uomini, che si è completamente consumato sull'albero della croce per testimoniar loro il suo amore e continua a farlo nel santo sacramento dell'Eucaristia".

 

A Madre de Saumaise

Per evitare la divina Giustizia

"... Mi sembra che il Signore, per mezzo della devozione al S. Cuore, voglia strappare tante anime dalla perdizione eterna. Il divin Cuore è una fortezza e un sicuro asilo per coloro che cercano rifugio e vogliono evitare la divina giustizia, il cui giusto sdegno sterminerebbe altrimenti i peccatori con i loro peccati, dato che al presente se ne commettono tantissimi e provocano la divina collera di questo S. Cuore.

Questo Cuore inoltre è l'abisso di tutti i beni, nel quale bisogna sprofondare per perdere il gusto delle cose terrene".

 

Con dolcezza e soavità

"... Gesù, attraverso il suo amore, vuole insinuarsi nei cuori con dolcezza e soavità, come fa l'olio, o meglio, come un aroma prezioso, che emette il suo odore e si spande a poco a poco...

Amiamolo dunque questo Sacro Cuore, che dovrà diventare l'altare dei nostri sacrifici... Le preghiere fatte in comune hanno un gran potere sul Sacro Cuore, il quale con esse allontanerà i rigori della divina giustizia e si frapporrà tra essa e i peccatori, per ottenere loro misericordia".

 

Consacrazione al Sacro Cuore

"... Cara Madre,... farebbe cosa graditissima a Dio che lei si consacrasse e si offrisse a questo Sacro Cuore, a meno che non l'abbia già fatto. Si comunichi il primo venerdì del mese e, ricevuta la comunione, offra il sacrificio di se stessa e consacri tutto il suo essere per impiegarlo al suo servizio e per procurargli tutta la gloria, l'amore e la lode che sarà in suo potere.

Cara Madre, credo che questo sia un favore che il divin Cuore le domanda per portare a perfezione e a compimento l'opera della sua santificazione...".

 

Onorare il Cuore di Gesù

"... Se sapesse quanto merito e quanta gloria si guadagna nell'onorare questo amabile Cuore di Gesù e quale ricompensa il Signore ha preparato per coloro che, dopo essersi a Lui consacrati, si studiano, in tutti i modi, di onorarlo... ".

 

Mi ha fatto le seguenti promesse

"... Il Signore mi ha di nuovo confidato che prova un enorme piacere d'essere onorato dagli uomini e, come mi sembra, mi ha fatto le seguenti promesse:

Coloro che si consacreranno al suo Cuore, non si perderanno.

Essendo Lui la sorgente di tutte le grazie, le spanderà con abbondanza in tutti i luoghi, nei quali l'immagine del suo Cuore sarà esposta con l'intento che vi sia amato e onorato.

Con questo mezzo riunirà le famiglie divise e le assisterà e proteggerà quelle che verseranno in qualche necessità.

In tutte le comunità, nelle quali sarà onorata questa divina immagine, spanderà l'unzione soave del suo amore, stornerà da esse i colpi della giusta collera di Dio, e le rimetterà nella sua grazia nel caso che col peccato l'avessero perduta.

Concederà una grazia del tutto particolare, in ordine alla santificazione e alla salvezza, alla prima persona che gli procurerà il piacere di far eseguire questa santa immagine".

 

Prova gusto nel farci del bene (in "I veri tesori")

"... Con lei infatti non ho segreti e le racconto, con piacere tutto particolare, gli atti di bontà che il Signore continua a usare verso la più ingrata di tutti gli esseri creati... Il Signore si comporta con me come un babbo rapito da tenero affetto per il suo bambino... Durante il ritiro... sembrava che prendesse piacere a ricolmarmi delle sue dolcezze.

Eppure non so decidermi a gustarle in questa vita perché non so trovare altro piacere che in Lui, che prova gusto nel farci del bene".

 

Conformi a Gesù sofferente

"... è proprio vero che la croce, in questa vita, è appannaggio degli eletti...

Una cosa sola so: che il più gran bene, al quale dobbiamo tutti aspirare, è quello di essere conformi a Gesù sofferente; non dobbiamo perciò nutrire altro desiderio che quello di vivere per arrivare alla felicità di soffrire per amore. Nostro Signore, in questa vita, bisogna amarlo tanto fino a diventare con Lui una cosa sola, in modo da non poter più esserne separati. è ciò che chiedo con tutto il cuore".

 

Croce e amore

"... Dio mi sprona più che mai ad amarlo e a soffrire con totale abbandono in Lui; purtroppo, però, il mio cuore sembra insensibile a tutti i movimenti della grazia. Ciò che apprezzo, dopo Dio naturalmente, è il dono della sua preziosa croce... Se conoscessimo il suo valore, noi non la fuggiremmo, né la respingeremmo con tanta disinvoltura, al contrario, l'ameremmo con tanta voluttà da non trovar altro piacere e riposo che nella croce, da non avere altro desiderio che quello di morire tra le sue braccia, disprezzati e abbandonati da tutti. Ma per giungere a questo traguardo, è necessario che a sacrificare e a portare a perfezione i nostri cuori sia il puro amore come è avvenuto per quello del nostro Maestro...".

 

L'unico vero amico dei nostri cuori

"... Gesù Cristo è l'unico vero amico dei nostri cuori, creati soltanto per Lui; non per nulla solo in Lui riescono a trovare riposo, gioia e completa soddisfazione.

Amiamolo dunque con tutte le nostre forze, soffrendo tutto in silenzio per suo amore, perché è questo amore che rende dolci tutte le amarezze della vita e diventa tutta la nostra forza nei vari combattimenti, che dobbiamo continuamente sostenere contro i nostri nemici, il più agguerrito dei quali è il nostro io.

Quanto sono fortunati coloro che, dimentichi di se stessi, non hanno altro amore, altre attenzioni, altro pensiero che l'unico Amico dei loro cuori!".

 

Struggente desiderio di comunione

"... Il venerdì santo, sperimentando in me un acceso desiderio di ricevere Nostro Signore, gli dissi fra molte lacrime: "Amabile Gesù, voglio struggermi nel desiderio di te e non potendo oggi averti con me, non smetterò di desiderarti".

... «Figlia mia, il tuo desiderio è penetrato tanto a fondo nel mio Cuore, che se non avessi istituito questo sacramento d'amore, lo farei adesso per farmi tuo cibo. Provo tanto piacere nell'essere desiderato nella comunione che tutte le volte che un cuore emette tale desiderio, lo guardo con amore per attirarlo a me».

 

La presenza continua di Gesù

"... Il divino Amore... mi onora ininterrottamente della sua presenza, presenza che Lui stesso mi ha insegnato a descrivere.

Il Signore è simile a un potentissimo re che, desideroso di amare, si mette a osservare i suoi sudditi per scegliere (tra essi) il più povero, il più miserabile e privo di ogni bene.

Trovatolo, lo fa ricco con la caratteristica generosità dei re. La più grande liberalità, però, sta nel fatto che questo potente re, tutto splendente della sua porpora regale, si abbassa fino al punto di camminare a fianco di quel povero, portando una fiaccola.

In un secondo tempo fa sì che quella persona acquisti maggior confidenza, gli si avvicini, gli rivolga la parola e scambi affettuosità con Lui; prima si lascia vedere e poi nasconde la fiaccola nell'oscurità della notte. Nel frattempo ha tanta cura di lei da provvedere a tutte le sue necessità e a tutto ciò che concerne la sua persona...

è anche vero che la presenza divina provoca in me contrastanti reazioni; delle volte mi eleva al sommo di ogni bene..., altre volte invece mi fa toccare il fondo del mio niente, nel quale vengo a soffrire per la estrema vergogna che provo nel constatare l'abisso della mia miseria in confronto al suo abisso di ogni perfezione".

 

La missione delle visitandine e gesuiti

"... Il giorno della festa della Visitazione ho avuto la fortuna di trascorrerlo tutto davanti al S. Sacramento...

Mi fu mostrato un luogo molto elevato, spazioso e meraviglioso per la sua bellezza. Nel mezzo si ergeva un trono di fiamme, tra le quali si trovava l'amabile Cuore di Gesù con la sua piaga, dalla quale partivano raggi tanto infuocati e luminosi, che tutto l'ambiente ne era illuminato e riscaldato.

Da un lato si trovava la S. Vergine, dall'altro S. Francesco di Sales con S. Claudio la Colombière. Ogni figlia della Visitazione aveva accanto il proprio angelo custode, ognuno dei quali teneva un cuore in mano.

La S. Vergine ci invitava con queste parole: "Venite figlie carissime, avvicinatevi, perché vi voglio rendere depositarie di questo prezioso tesoro, che il divin Sole di giustizia ha formato nella terra verginale del mio cuore, dove, dopo essere stato nascosto per nove mesi, si è manifestato agli uomini. Questi però, non avendone conosciuto il valore, non l'hanno tenuto in nessun conto, perché l'hanno visto mescolato e avvolto della loro terra... Il mio Figlio però, nello spazio di trentatré anni, ha purificato questa terra con le fiamme del suo amore. Vedendo poi che gli uomini, invece di arricchirsi e di approfittare di un tesoro tanto prezioso, cercavano al contrario di ridurlo a nulla... l'Eterno Padre, nell'eccesso della sua misericordia, si è servito della loro stessa cattiveria, per rendere ancora più utile quest'oro prezioso. Con esso, infatti, attraverso i colpi che gli hanno inflitto durante la sua Passione, ha coniato una moneta di valore inestimabile e l'ha contrassegnata con il suggello della divinità, affinché essi potessero soddisfare i loro debiti e negoziare il grande affare della loro salvezza eterna.

... Questo è il Tesoro prezioso, che a voi viene manifestato, in modo del tutto particolare...

è necessario perciò che, di questo Tesoro non solo si arricchiscano esse, ma che distribuiscano questa preziosa moneta con profusione, quanto è loro possibile, cercando di arricchire tutti senza tema che venga a mancare, perché più esse ne attingeranno e più ne troveranno".

Il nostro S. Fondatore... disse loro: "Figlie carissime, venite ad attingere alla sorgente di ogni benedizione le acque della salvezza..."

Alla fine tutti gli angeli custodi si avvicinarono (al trono del S. Cuore) per offrirgli i cuori che tenevano in mano. Alcuni di essi, appena sfiorata la sacra ferita, diventarono belli e lucenti come stelle... Ce ne furono invece molto altri, i cui nomi rimasero scritti a lettere d'oro nel S. Cuore..., mentre Gesù esclamava: «Questo abisso d'amore è il vostro soggiorno e il vostro riposo per sempre». Erano i cuori di coloro che più si erano adoperati per farlo conoscere e amare...".

 

A sr. De la Barge

Il suo Direttore

"... L'affido alla direzione del Cuore del nostro Maestro, affinché sia il suo direttore e la sua guida. Il Signore è sapientissimo e se ci abbandoniamo completamente alla sua direzione e lo lasciamo fare, ci fa percorrere in poco tempo molta strada e non ce ne accorgeremo nemmeno se la sua grazia non desse continuamente battaglia alla nostra natura immortificata".

 

Getti in Lui ogni amarezza

"... Indirizzi tutto alla sua gloria e fissi la sua dimora in questo amabile Cuore di Gesù. Vi troverà una pace inalterata, e la forza di realizzare le aspirazioni, che le suggerisce e di non commettere colpe deliberate. Getti in Lui ogni pena ed amarezza perché, in questo Sacro Cuore, tutto viene mutato in dolcezza e amore.

Amiamolo dunque... con tutte le nostre forze e le nostre facoltà; doniamoci a Lui senza conservare nulla per noi, perché Egli vuole o tutto o niente. E una volta a Lui consacrate, non ci riprendiamo più nulla. Allora Egli avrà cura di farci santi, sempre in proporzione del nostro impegno per dargli gloria".

 

Sacrifici viventi

"... Lo lasci fare; si prefigga come sua prima occupazione l'amarlo; ponga ogni attenzione a non opporgli resistenza e a non cercare ostacoli ai suoi piani. Vedrà allora che in poco tempo e senza accorgersene, le farà percorrere molto cammino sulla via della perfezione.

E poi che paura ha di entrare nel S. Cuore? Vada pure; è Lui che la invita a prendervi il suo riposo. è Lui il trono della sua misericordia, dove la migliore accoglienza la trovano i più miseri, a condizione sempre che l'amore li presenti nell'abisso della loro misericordia. E se siamo ingenerosi, freddi, impuri e imperfetti, Egli è la fornace accesa dove dobbiamo recarci per diventare perfetti, puri come l'oro nel crogiolo e trasformarci in sacrifici viventi, immolati secondo i suoi adorabili disegni...".

 

Secondo le sue intenzioni

"... Quanto alla preoccupazione per il suo poco fervore nel servizio di Dio, ecco ciò che mi sembra di doverle rispondere. Non si crucci in nessun modo, ma per dare soddisfazione al Signore, cerchi di unirsi in ogni sua azione al Cuore di nostro Signore Gesù Cristo; prima di cominciarla, perché le serva come disposizione a farla bene, alla fine, perché tenga il posto della riparazione.

Un esempio: non riesce a combinare nulla nella preghiera? Si accontenti di unirsi alla preghiera, che il divin Salvatore fa per noi nell'Eucaristia e offra i suoi ardenti sentimenti in riparazione delle sue tiepidezze. E in ogni sua azione preghi così: "Mio Dio, compio questa azione e soffro questa pena in unione al Cuore del tuo divin Figlio; te l'offro secondo le sue sante intenzioni per riparare tutto ciò che di impuro e di imperfetto si mescola nelle mie". E così per tutto il resto.

E quando le capiterà qualche pena, qualche dolore o mortificazione, dica a se stessa: "Ricevi ciò che il Sacro Cuore di Gesù Cristo ti manda per unirti a Lui" ...".

 

Un cuore nuovo

"... E dopo aver abbandonato tra le fiamme (del Sacro Cuore) il nostro cuore corrotto, dobbiamo assumerne uno totalmente nuovo, che ci faccia vivere una vita interamente rinnovata, con un cuore nuovo, che generi pensieri, affetti e azioni del tutto nuovi per purezza e fervore.

Ciò vuol dire che il divin Cuore di Gesù deve subentrare in modo tale nella nostra vita, che non siamo più noi, ma Lui solo a vivere ed agire in noi e per noi; che la sua volontà riduca al nulla la nostra, di modo che non siamo più capaci di opporgli resistenza. Procuri soprattutto di conservare la pace del cuore, che vale più di tutti i tesori possibili e immaginabili. Il mezzo per conservarla è questo: non avere più volontà propria...

Insomma, dobbiamo fare in maniera che i suoi pensieri, affetti e desideri prendano il posto dei nostri e che soprattutto il suo amore si sostituisca al nostro, così che possa amare Se stesso in noi e per noi; mentre noi ci dovremo accontentare di sottometterci e di abbandonarci a Lui... E così, una volta che questo amabile Cuore sia diventato in noi tutto, in ogni cosa, noi possiamo affermare con S. Paolo: "Non siamo più noi che viviamo, ma è Lui che vive in noi". Questo amabile Cuore supplirà a tutte le sue deficienze...".

 

In quel Cuore un regno di pace

"... Per entrare nel suo Cuore adorabile è necessario che ci facciamo piccole piccole con l'umile riconoscimento del nostro niente, nel quale occorre tenerci sepolte.

è necessario, inoltre, che in quel Cuore ci formiamo un regno di pace. E ci riusciremo se uniremo la nostra alla sua volontà in questa maniera: 1) se ci rimetteremo in tutto al suo volere e non avremo altro pensiero che quello di togliere di mezzo tutto ciò che possa impedircelo; 2) se gli permetteremo di agire in noi, di noi e per noi come più gli piace, perché ci conduca alla perfezione a modo suo e ci forgi secondo i suoi gusti.

... Occorre di conseguenza educare piano piano questo nostro cuore a stimare sempre meno e a far cadere nel dimenticatoio tutto il resto...".

 

Dall'Eucaristia predica amore

"... Egli da lì non predica che amore; ha un solo desiderio: riempirci d'amore, affinché, per suo mezzo, possiamo ricambiare l'amore che da noi si aspetta; un amore forte che non si lascia abbattere; un amore sincero, che ama Lui solo e senza interesse alcuno; un amore crocifisso, che, per conformarsi a quello del suo Amato, trova la gioia soltanto nella sofferenza; un amore di preferenza, di dimenticanza di sé e di abbandono completo in Lui, in modo da lasciarlo fare e dargli facoltà di tagliare, bruciare, annientare tutto ciò che in noi gli dispiace, per seguirlo alla cieca; un amore che non perde tempo a voltarsi indietro, per badare a noi stessi e guardare a ciò che stiamo facendo".

 

Vita d'amore con Gesù Eucaristia

"... E infine cerchiamo di vivere la vita d'amore, la quale ci unirà a Lui il giorno che ci decideremo ad amare il disprezzo e l'annientamento di noi stessi, in modo da essere completamente simili allo stato di sacrificio, di abbandono e di amore, in cui Egli si trova nel sacramento dell'Eucaristia, nel quale l'amore lo tiene legato come una vittima sempre disposta ad essere immolata per la gloria di suo Padre e per la nostra salvezza".

 

Basta che sia contento di noi

"... Noi dovremmo respirare soltanto fiamme di puro amore; amore che deve crocifiggerci e offrirci in sacrificio al divino volere mediante una continua immolazione di noi stessi, affinché essa si compia perfettamente in noi. Noi ci dobbiamo accontentare di amarlo e di lasciarlo fare. Che il Signore ci umili o ci esalti, ci consoli o ci affligga, tutto per noi deve diventare indifferente; basta che Lui sia contento di noi. Amiamolo dunque questo nostro unico Amore, perché, per primo ci ha amati e ci ama ancora con tanto ardore da bruciare ininterrottamente nel SS.mo Sacramento dell'Eucaristia".

 

Per diventare santi

"... Per diventare santi è necessario amare il Santo dei Santi. Chi dunque ci impedirà di essere santi quando abbiamo un cuore per amare e un corpo per soffrire?

Si soffre quando si ama? ... Per chi ama ardentemente il Sacro Cuore del nostro amabile Gesù non c'è più sofferenza...; tutto ciò che c'è di amaro per la natura, dentro questo Cuore adorabile viene trasformato in amore...

Consegniamoci dunque al suo potere, fidiamoci di Lui, lasciamolo fare e ci accorgeremo che impiegherà immancabilmente tutti gli operai che saranno necessari alla nostra perfezione e l'opera sarà presto terminata, a condizione sempre che non frapponiamo ostacoli. Perché spesso, per voglia di strafare, sciupiamo tutto e lo costringiamo a lasciarci fare e a ritirarsi da noi disgustato".

 

Senza dolore non c'è amore

"... La croce è un balsamo prezioso che perde il suo aroma davanti a Dio quando piglia aria. Bisogna nasconderla e portarla in silenzio. Non perdiamo perciò nemmeno un momento di sofferenza, perché senza dolore non c'è amore.

E la croce è utile in ogni tempo e in ogni luogo. Abbracciamola perciò con amore... Ci basta sapere che niente ci unisce tanto strettamente al Sacro Cuore... quanto la croce, il pegno più prezioso del suo amore...

Io non trovo niente che renda dolce la lunghezza della vita quanto il soffrire sempre con amore... Consideriamo perduti i momenti vissuti senza sofferenze.

Non c'è bisogno di domandare la sofferenza, perché è più perfetto nulla chiedere e nulla rifiutare; occorre abbandonarsi al vero amore e lasciarsi crocifiggere e consumare in sacrificio secondo il volere del Signore... Non abbiamo tempo da perdere; pensiamo perciò al momento presente per impiegarlo bene, proprio come se fosse l'ultimo della nostra vita per poi renderne conto al tribunale della divina giustizia...".

 

Il legno della Croce

"... Non si può essere utili agli altri, se noi per primi non siamo convertiti... Che importa di quale legno sia fatta la nostra Croce! Basta che sia una croce e in essa ci tenga inchiodati l'amore di colui che è morto per nostro amore. La ritengo perciò fortunata per questa ragione: perché le sue mansioni gliene danno materia, facendola camminare in senso contrario alle sue naturali inclinazioni. Tutto questo è molto bello; deve invece allontanare l'angustia e il turbamento d'animo, perché il Signore prende la sua dimora soltanto nella pace di un'anima...".

 

Il cuore, tempio di Dio

"... Benedico Dio, che le dà prove tangibili del suo vero amore, conducendola per la via delle umiliazioni... Lo segua senza tante paure e riuscirà a mettere in pratica ciò che desidera da lei per stabilire nel suo cuore il suo Regno. Credo infatti che il Signore voglia eliminare da esso ogni altro amore per persone e perfino per se stessa. Per questo deve rallegrarsi quando dalla gente riceve disattenzione e poca stima e pensare che tutto ciò sia un monito per far fuori ogni affetto dal suo cuore.

Il nostro cuore, poi, è tanto piccolo che non riesce a contenere contemporaneamente due amori e, siccome è creato per quello divino, non trova pace quando vi si infiltra qualche altro amore.

... Concentri tutto il suo amore in Dio, che in esso abita, e io penso che il Signore le elargirà grazie straordinarie, se lei avrà il coraggio di seguirlo dimenticando completamente se stessa e abbandonandosi tutta alla sua Provvidenza, se avrà grande purezza d'intenzione, tenendola sempre unita a quello del Sacro Cuore di Nostro Signore, se l'amerà con il suo stesso amore e vorrà con la sua stessa volontà. Infine elegga questo Cuore come suo tempio, dove raccogliersi per fare le sue preghiere e meditazioni, affinché diventino gradite a Dio.

Mi sembra che uno dei migliori sistemi per avanzare sulla via della perfezione sia l'esame particolare sul difetto che abbiamo stabilito di eliminare e sulla virtù contraria che desideriamo acquistare e segnare su di un libricino le mancanze, per imporci qualche penitenza alla fine della giornata".

 

La via dell'umiltà (in "Il suo direttore')

"... Il Signore ha fretta di smantellare ciò che in lei vi è di terreno e di troppo umano, sempre a patto che lei lo lasci agire e segua le sue indicazioni e i suoi disegni adorabili... E siccome Gesù vuole diventare tutto per lei, allora permette che provi tante umiliazioni, quasi per dirle che l'aspetta nella parte più intima del suo cuore...

Queste umiliazioni sono come tanti scalini per farla discendere fino all'abisso del suo nulla e lì godere insieme a Lui. Ritengo dunque la via dell'umiltà come l'unica e la più sicura per arrivare a Lui... Si lasci dunque condurre dal Signore e rifletta spesso che un bambino non può perdersi finché sta tra le braccia di un Padre onnipotente".

 

Affidarsi al Signore

"... Non c'è bisogno però che lei vada in cerca di queste occasioni (di umiliazioni); basta che faccia tesoro di tutte quelle che la divina Provvidenza le offrirà, senza perdere il tempo a ripiegarsi su se stessa, perché ciò dispiace al Signore. Per lei deve essere sufficiente affidarsi al Signore, perché quanto più si dimenticherà di sé, tanto più Lui si premurerà di portarla alla perfezione, di purificarla e di santificarla.

Il pensare eccessivamente a se stessi è un vero ostacolo ai disegni che Dio ha su di noi e su quanto ci riguarda. Ami e prediliga tutto ciò che potrà servire a renderla spregevole davanti a se stessa e agli altri...".

 

L'amore alla propria abiezione

(in "L'amicizia del S. Cuore: un ricostituente ")

"... L'amore alla propria abiezione: questa è per lei la via sicura. Penso che il Signore le stia facendo un favore del tutto particolare col dargliene le conoscenze e il desiderio, perché non c'è mezzo più sicuro di questo per entrare e perseverare nell'amicizia del S. Cuore. Questo mezzo è anche un ricostituente capace di dare alla sua anima la vita della grazia e quella dell'amore al suo cuore e a tutte le sue buone azioni. In breve: è la virtù del Cuore di Gesù, il quale dalla sua grandezza si abbassa verso di noi in proporzione dell'amore che abbiamo per il nostro niente.

E più questa santa virtù riuscirà a staccarle il cuore da tutto ciò che l'affascina e, al contrario, a farle apprezzare ed amare tutte le occasioni di umiliazioni che le potranno capitare, più Egli avrà premura di elevarla all'unione con Lui".

 

Le medicine più amare

"... Si faccia coraggio però, le medicine più specifiche per la salute sono quasi sempre le più amare al gusto. Finalmente, siccome Dio intende entrare in possesso di tutto il suo cuore... le rende amaro tutto ciò che è di quaggiù, affinché, priva di tutti questi affetti, mediante l'amore all'abiezione, vada a inabissarsi e a rimanere in Lui. L'amarezza, poi, che lei avverte, è per me fonte di gioia, perché è segno che per lei diventerà materia di una più grande vittoria".

 

Le nostre cadute

"... Cara amica, non si agiti per le sue debolezze e, quando cadrà in qualcuna di esse, si rivolga con estrema confidenza all'amabilissimo Cuore di Gesù: "Mio unico Amore, paga tu per la tua povera serva e ripara il male che ho commesso; fallo servire alla tua gloria, a edificazione del mio prossimo e a salvezza della mia anima".

In questa maniera le nostre cadute ci serviranno qualche volta per fare un bell'atto di umiltà, per dimostrarci ciò che siamo e quanto sia vantaggioso per noi nasconderci nell'abisso del nostro nulla.

L'amore di noi stessi invece, che vuol sempre mettersi in mostra e va in cerca di essere applaudito, amato e desiderato, non vuole ascoltare né comprendere questa lezione. Non dobbiamo perciò metterci a discutere con lui, perché esso si nutre e s'ingrassa soltanto di ragionamenti".

 

I dubbi contro la fede

"... Quanto ai dubbi contro la fede, cerchi soltanto di distrarsi e, per quanto le sarà possibile, faccia atti contrari; le serviranno a rendere più forte e più pura la sua fede".

 

... e troverà il Tutto

"... Il Signore non gradisce troppo il suo timore, accetterebbe invece di buon grado la sua filiale confidenza; Lui le vuol bene, una sola cosa deve temere: di non ricambiarlo con l'amore che Lui desidera; amore che, se non mi sbaglio, consiste nel perfetto abbandono in Lui e nella completa dimenticanza di sé.

Rinunci a se stessa e troverà il Tutto; dimentichi se stessa ed Egli avrà cura di lei; si immerga nel proprio niente e possederà il Signore...".

 

Al fratello parroco

Con molta franchezza

'... è consolante per me, carissimo fratello, che la bontà del S. Cuore di Gesù si sia degnato di conformare la sua alla nostra volontà, di mantenerti cioè ancora un po' quaggiù...; pur di ottenere la tua guarigione ho fatto al S. Cuore delle promesse, sicura che non mi avresti smentita e le avresti messe in pratica...

... Te lo dico con molta franchezza a che cosa ti ho obbligato con la mia promessa, avvalendomi della libertà che, nella tua lettera, mi avevi concesso e interpretando ciò che il Signore desiderava da te e con l'assicurazione di una persona molto favorita dei doni di Dio (la stessa Margherita), che ti ama tantissimo.

Mentre dunque questa persona supplicava N. Signore di concederti ancora qualche anno di vita..., crede di aver udito una simile risposta: «Sì, te lo concedo, alle condizioni però che tu stessa mi proponi. Vorrei farne un santo, a patto però che corrisponda ai miei disegni e alle grazie che, a tal fine, gli concederò»... ".

 

Troncare decisamente

"... Bisogna dunque che tu tronchi decisamente tre cose; prima: l'attaccamento ai beni di questa terra, soprattutto all'amore e al piacere dei sensi, gioco compreso; seconda: eliminare ogni ricercatezza nel vestire e in tutto ciò che concerne la tua personalità, distribuendo ciò che avanza ai poveri; terza: immischiarti il meno possibile negli affari del mondo e non lasciarti trasportare da impulsi volontari".

 

La consacrazione al S. Cuore

"... La consacrazione al S. Cuore è la scorciatoia per giungere alla perfezione, il sicuro mezzo per salvarsi e il modo migliore per tributargli quegli omaggi di amore, di onore e di lode, di cui siamo capaci...

Questi..., caro fratello, i punti del patto che ho concluso per te; io, da parte mia, per ottenere la tua salute, ho promesso di fare un anno di penitenza...

Vedi? Il S. Cuore di Gesù ha voluto unire in tale stretta e santa amicizia i nostri cuori da dimenticare i peccati di una vita colpevole... Ammira dunque la bontà di nostro Signore...".

 

Pieni poteri alla grazia

"... Dammi retta, se vuoi che io ti ami: amalo; perché ho deciso di amare soltanto coloro che Egli ama. Se tu riuscissi a comprendere quanto è bello amarlo ed essere da Lui amati! Sono sicura, infatti, che nessuno di coloro che gli sono devoti e consacrati, andrà perduto...

... Cerchiamo d'essere tutti di Dio, per Iddio e in Dio. Da te in particolare il Signore esige una vita esemplare, pura e irreprensibile. Se oggi ascoltiamo la voce del Signore, non induriamo i nostri cuori e non differiamo un solo attimo a concedere pieni poteri alla grazia.

... Ciò che chiedo al Cuore di N. Signore è che ci consumi tutti e due delle vive fiamme del suo vero amore, quell'amore che mi fa essere tutta sua".

 

Corrispondere ai disegni di Dio

"... Carissimo fratello,... mi sembra di essere pronta a non lasciare nulla di intentato per farti avanzare nel santo amore di Dio e per aiutarti a corrispondere in pieno ai disegni che il Signore ha su di te, i quali... mirano a farti pervenire a un'alta perfezione... Il Signore, per te, non si accontenterà di una virtù mediocre... Egli aspetta da te una vita che sia all'altezza della santità, che comporta il tuo ministero sacerdotale... Per arrivare a questo, dovrai farti grande violenza; ma soltanto alla vittoria sulle tue ripugnanze, talvolta tanto violente, alla privazione di tutti i beni effimeri, alla rinuncia di tutti quei falsi piaceri che ti lasciano mille rimorsi di coscienza e ti danno una gran voglia di concedertene sempre di nuovi, Dio ha legato il costo più alto della tua corona.

Se ti devo dir la verità, troverai pace e tranquillità soltanto quando avrai offerto tutto in sacrificio a Dio...".

 

Per raggiungere la santificazione

"... La verità è che entrambi dobbiamo darci da fare senza stancarci, perché, come sai bene, la corona della gloria sarà consegnata soltanto al vincitore che avrà perseverato fino alla fine.

... Caro fratello, per arrivare alla perfezione che Dio domanda da noi, bisogna che ci facciamo violenza, che è tanto più necessaria per te, dal quale il Signore esige tanta perfezione, perché vuol far di te un santo... a patto che tu corrisponda ai suoi disegni, seguendo le ispirazioni che ti manderà; e io spero che, proprio per questo scopo, non ti ricuserà le grazie necessarie".

 

Morire con le armi in pugno

"... è vero, costerà alla tua natura, che teme la propria rovina e la sofferenza, ma non c'è via di scampo, poiché in noi tutto si oppone alla grazia e non riusciremo a dar la morte alla nostra natura senza farla soffrire. Le nostre passioni, infatti, stanno in continua ribellione e provocano con facilità le nostre cadute.

Non per questo, però, ci dobbiamo preoccupare, abbatterci e scoraggiarci, dobbiamo, invece, farci violenza e approfittare delle nostre cadute per prendere coraggio a combattere, seguendo l'esempio dei santi... Come loro, dunque, bisogna fino alla fine combattere contro noi stessi e morire con le armi in pugno, perché la corona si consegna soltanto ai vincitori".

 

Vivere la nostra vocazione

"... T'accorgi bene, caro fratello, che il mio non è un invito a intraprendere grandi austerità, ma soltanto un'esortazione a una coraggiosa mortificazione delle passioni e cattive inclinazioni; a staccare il cuore e svuotarlo di tutto ciò che sa di terra; a essere caritatevole col prossimo e generoso con i poveri; a vivere, in tutto ciò che fai, alla presenza di Dio e cercarlo con sincerità, purezza e umiltà di cuore; a sforzarti di piacergli in tutto, ad attribuire a Lui tutta la gloria, senza tanto preoccuparti della stima e della reputazione degli altri.

... Dobbiamo cercare che la nostra vita non sia di disonore alla nostra santa vocazione, alla quale siamo stati chiamati e che domanda da noi una vita degna di creature integerrime".

 

In conformità alla tua vocazione

"... Tu mi regali una straordinaria consolazione nel farmi sapere che vivi in conformità al tuo stato, alla tua vocazione e alle promesse che hai fatto al Signore.

Pensaci spesso, caro fratello, non possiamo ricevere invano la grazia, perché è terribile cadere nelle mani di Dio vivente; mentre è dolce gettarsi tra le braccia di un Dio che sta morendo per nostro amore e non desidera altro che farci partecipi delle sue misericordie".

 

Veglia sul tuo piccolo gregge

"... Cerca, dunque, di vegliare con premura sul tuo piccolo gregge; sii per loro un padre amoroso, che sa provvedere a tutte le loro necessità spirituali; ma cerca soprattutto che per loro la tua vita sia un esempio e insieme profumo di virtù, e il Signore ti ricolmerà delle sue grazie... Non mostrare eccessivo interesse, né smodato attaccamento ai beni di questo mondo, ma, per quanto puoi, conserva il tuo cuore libero da ogni cosa.

Quando si tratta della gloria di Dio, non guardare in faccia nessuno. Sii mite e paziente con tutti, per ispirare a tutti, specie ai poveri, confidenza nel rivolgersi a te nelle loro necessità.

Per quanto puoi, abbi tutti per amici e nessuno per nemico, secondo la legge di Dio. Soprattutto, però, caro fratello, conserva la tua anima libera da ogni peccato e fuggi ogni pericolosa conversazione".

 

La malattia è per santificarlo

"... Non è volontà di Dio che guarisca (il Sig. Desholmes). Occorre... indurlo a far buon uso del male, perché io penso che Nostro Signore lo tiene in questo stato di dolore per santificarlo.

In simili casi bisogna stare sottomessi alla volontà di Dio, baciare la mano che ci colpisce e pensare che è mille volte meglio soffrire in questa vita che nell'altra, perché, come sai benissimo, un attimo di sofferenza, accettato per amor di Dio, vale il prezzo di un'eternità beata. Insomma, caro fratello, questa vita ci è data per soffrire, l'eternità invece per godere".

 

Al P. Croiset

Vorrei consumare tutta la vita

"... Il mio sogno è quello di consumarmi alla sua presenza come un cero acceso tutti i momenti della vita che mi restano...

Vorrei consumare tutta la mia vita nell'onorarlo e riuscire a comprendere la carità ardente, di cui ci dà testimonianza in questo ammirabile Sacramento, nel quale il suo amore lo tiene prigioniero fino alla fine dei secoli...".

 

Un veleno che guasta tutto

"... Questo maledetto amor proprio è il veleno che guasta tutto.

è vero, un tempo avevo tre desideri tanto ardenti, che ritenevo tre tiranni, che mi facevano soffrire un continuo martirio e non mi concedevano un attimo di riposo: amare il mio Dio, soffrire e morire di questo amore...

Chi ama, anche in mezzo alle più grandi sofferenze, non crede di soffrire; ma dovrà anche convenire che non si può amare senza soffrire e che l'amore del mio Dio è un tiranno inesorabile che non dice mai "basta". Eppure è meraviglioso vivere e morire sotto il suo volere".

 

Promette forti ricompense

"... La sua sovrana potenza... sceglie ciò che più le piace, adoperando anche degli strumenti che, a giudicare umanamente, possono... sembrare più di ostacolo che di utilità ai suoi progetti.

Proprio per questo mi considero come il fango che Gesù pose sugli occhi del cieco nato, che poteva anche sembrare un mezzo opposto al riacquisto della vista.

... Questa devozione ritrarrà molta gente dalla strada della perdizione per riportarla su quella della salvezza. è questo lo scopo che gli conferisce tanto ardente desiderio di essere conosciuto, amato e onorato dagli uomini e gli fa sognare di creare, con questa devozione, nei loro cuori, l'impero del suo amore.

Come contropartita promette forti ricompense a tutti coloro che si adopereranno a farlo regnare.

Soprattutto in punto di morte questo divin Cuore li riceverà amorosamente e metterà al sicuro la loro salvezza. Si prenderà poi cura della loro santificazione e di farli grandi davanti a suo Padre, in proporzione sempre dell'impegno usato nel dilatare il regno del suo amore nei cuori...".

 

Non si serve di persone influenti

"... Fin dal principio il divin Maestro fece sapere, alla sua indegna schiava, che aveva scelto uno spregevole strumento per far conoscere questa devozione e indurre gli uomini ad amare il suo adorabile Cuore...

E siccome gli prospettai che ero nell'impossibilità di portare avanti questo suo progetto, perché sarei stata più di ostacolo che di utilità, mi rispose: "Hai forse dimenticato che sono l'Onnipotente e posso fare ciò che voglio?". E aggiunse che, nel presente caso, non intendeva affatto servirsi di persone influenti, ma solo della dolcezza e della soavità del suo amore. lo poi non dovevo temere nulla, perché Egli avrebbe supplito a tutte le mie manchevolezze e avrebbe cercato un certo numero di veri amici, che mi avrebbe fatto conoscere a suo tempo...".

 

Un'illimitata confidenza in Dio

"... I mezzi di santificazione..., per farci giungere a quella grande santità..., mi sembrano questi: un'illimitata confidenza in Lui, un abbandono completo al suo amore e un'assoluta dimenticanza e diffidenza di noi stessi...

Venendo ai suoi turbamenti d'animo, penso davvero che c'entri il demonio..., I suoi intenti... sono di gettare il suo animo nell'agitazione e di impedire che il nostro divin Maestro faccia del suo cuore un trono di pace e possa stabilirvi il suo Regno d'amore...

1 suoi timori, invece, per ciò che le potrà capitare in futuro..., non piacciono al Signore, perché sono d'ostacolo ai suoi disegni e alla sua perfezione.

... Il frutto che il Signore vuole che lei tragga è questo: un perfetto e completo sacrificio di spirito, che le faccia abbracciare, fin d'ora, con amore e senza eccezioni quanto di spiacevole e di umiliante le si potrà presentare in avvenire, rinnovando la sua offerta tutte le volte che insorgeranno in lei questi timori.

In questa maniera umilierà il suo nemico e riceverà la medesima ricompensa, come se avesse davvero sofferto tutte quelle afflizioni...

Un cuore che ama accetta ugualmente l'azione e la sofferenza. Lasciamo dunque l'avvenire alla Provvidenza dell'amore di questo divin Cuore, che dal nostro chiede soltanto la fedeltà nell'ora presente.

Questi turbamenti sono provocati in lei anche per altri scopi: per insegnarle a morire continuamente a se stesso e a distaccarla da tutti i suoi interessi personali, affinché con una totale sfiducia in se stesso, riesca a rimanere sempre sprofondato e come perduto negli abissi del suo vero amore...".

 

"Brucio dal desiderio di essere amato"

(S. Margherita M. confida al P. Croiset le parole dettele da Gesù)

"... «Se tu sapessi quanto sono assetato dell'amore degli uomini, tu non risparmieresti nulla per accontentarmi... Ho sete; brucio dal desiderio di essere amato».

Il fatto mi ha talmente sconvolto che mi ha sciolto in lacrime perché non riuscivo ad accontentare il suo desiderio di amore".

 

Come l'oro nel crogiolo

(in "Per lei trovo subito libero ingresso')

"... Per portare a termine i disegni di Dio, che sono davvero grandi, dovrà aspettarsi di essere provato e purificato come l'oro nel crogiolo e avrà molto da soffrire da parte del demonio, degli uomini e di se stesso. E ciò che le riuscirà più arduo sopportare sarà l'impressione che anche Dio ci si metta a tormentarla. Lei, però, non deve temere nulla perché Dio l'ama in questa maniera...

Tutte le volte che la presento a questo Cuore adorabile, per lei trovo subito libero ingresso, mi accorgo che è sempre pronto a diffondere e ad aumentare in lei il divino tesoro del suo perfetto amore...".

 

Al suo direttore

Non si troverebbe un solo cristiano

"... Infiniti sono i tesori di benedizioni e di grazie, che questo Sacro Cuore contiene. Io non conosco, nella vita spirituale, un esercizio più efficace per portare, in poco tempo, un cristiano alla più alta perfezione e a fargli gustare le più autentiche dolcezze, che s'incontrano nel servire Gesù Cristo.

Sì, lo dico con assoluta certezza, se si conoscesse quanto questa devozione sia gradita a Gesù Cristo, non si troverebbe un solo cristiano che, per quanto poco ami questo amabile Salvatore, non l'abbracciasse immediatamente".

 

Grandi promesse

"... Le persone che vivono nel mondo troveranno in questa devozione tutti gli aiuti necessari al loro stato, vale a dire: la pace nelle loro famiglie, il sollievo nel loro lavoro, le benedizioni del cielo in tutte le loro iniziative, il conforto nei loro affanni e dolori. Sempre in questo Sacro Cuore esse troveranno un luogo dove rifugiarsi in vita e principalmente nell'ora della morte. è veramente dolce morire dopo aver nutrito un tenero e costante amore per il Cuore di Gesù Cristo.

Il divino Maestro m'ha fatto anche conoscere che coloro che si affaticano per la salvezza delle anime, se nutriranno una tenera devozione per il suo Sacro Cuore e si impegneranno a propagarla e stabilirla dove possono, la

voreranno con successo e impareranno l'arte di toccare i cuori più induriti... Chiunque avrà per Gesù Cristo un amore vero e riconoscente, potrà aspettarsi dal cielo ogni genere di aiuto".

 

A sr. Joly

Il segno sicuro

"... Non si stanchi dunque, ma consideri una grande fortuna quando l'aumento del lavoro le procurerà delle croci, cioè delle umiliazioni e mortificazioni, che sono poi il segno sicuro che il Signore gradisce il suo lavoro... Dobbiamo rimanere sempre contente e sottomesse alla sua divina volontà, sia quando le nostre imprese avranno esito negativo e tutto il nostro lavoro apparirà inutile, sia quando avverrà secondo le nostre aspettative. Al Signore, infatti, piace molto di più la nostra sottomissione e la conformità alla sua volontà, che mille imprese compiute senza la sua ispirazione...".

 

Amare senza soffrire è un inganno

"... Senza questo Sacro Cuore la vita mi apparirebbe un tormento insopportabile. Bisogna amarlo con tutte le nostre forze e facoltà, costi quel che costi, e dobbiamo essere contenti quando ci giudica degni di soffrire per amor suo...

Voler amare Dio senza soffrire è un inganno. D'altro canto non riesco a capire come si possa soffrire quando si ama veramente il Cuore di nostro Signore Gesù Cristo.

lo credo che tutto si cambia in amore, e un'anima, una volta accesa da questo fuoco sacro, non ha altro esercizio o altra occupazione che di amare soffrendo. Amiamo dunque il nostro sovrano Maestro pendente dalla croce, perché Lui gode quando trova un cuore che ama e soffre in silenzio".

 

Insensibile a tutto il resto

"... Le devo confessare che il mio cuore prova un'unica gioia: l'avanzamento della gloria di questo amabile Cuore... La mia felicità, la mia consolazione, i miei interessi e le mie aspirazioni stanno tutte qui e mi sembra di essere diventata insensibile a tutto il resto.

... Se riuscisse a comprendere quanto la ama, lei non metterebbe più limiti nel contraccambiarlo... L'adorabile Cuore di Gesù è deciso a stabilire il suo regno d'amore in tutti i cuori, a distruggere e a mandare in rovina quello di Satana...".

 

A sr. De Thelis

Persecuzione della grazia

'... Tra le tante notizie, per me la più rilevante è quella insistente persecuzione della grazia, che lei dice di avvertire in mezzo a tante ricadute, perché sottolinea l'immenso desiderio che Dio ha di salvare la sua anima. Si ricordi però che il Signore non opererà la nostra salvezza senza la nostra cooperazione. E non illudiamoci, perché se pensiamo di potere, in continuazione, opporre resistenza alla grazia, essa alla fine si stancherà di inseguirci e, un po' alla volta, si ritirerà da noi e diventeremo insensibili a tanto danno... Perciò, con una volontà robusta ed efficace di vincersi, è necessario che si faccia continua violenza per distaccarsi dall'amore di sé e dalle altre pietre d'inciampo che lei ben conosce".

 

A proposito di... propositi

"... Perché, poi, tanti ragionamenti e tante obiezioni per mettere in pratica dei propositi, che a me sembrano tanto utili alla sua perfezione, e che, non osservati, non le permetteranno di fare progressi consistenti nella virtù?

Mi risponderà: perché questi propositi scontentano e molestano la natura.

Una ragione di più, le rispondo, per metterli in pratica con maggiore generosità, perché natura e grazia non possono coabitare nello stesso cuore e, necessariamente, una delle due deve cedere il posto all'altra.

Cara sorella, a che serve prendere decisioni durante il ritiro, se poi, quando si presenta l'occasione, non le mettiamo in pratica? Questo si chiama sottoscrivere la propria condanna, che, nel giorno del giudizio, ci sarà mostrata con queste parole: questo è ciò che hai scritto e questo è ciò che hai fatto".

 

Non più colpe volontarie

"... Ma, se desidera rientrare nelle buone grazie di nostro Signore, non deve più commettere colpe volontarie, altrimenti, dopo, sarà perfettamente inutile cercarlo, perché il Signore si prenderà gioco di noi, come noi ci siamo presi gioco della sua grazia... Quale altro bene potrà possedere un'anima, che ha perduto Dio?

... A che serve il medico se non abbiamo intenzione di guarire o di usare le medicine che egli ci prescrive? O non vogliamo astenerci da ciò che ci fa male? Come una malattia che, una volta diagnosticata, è mezza guarita, così qui basta dire un bel "lo voglio", perché tutto vada per il meglio...".

 

La vera devozione al S. Cuore

"... Quando le parlai della devozione a questo Cuore, intendevo una devozione fatta non solo di preghiere, ma di perfetta conformità delle sue sante virtù...

Credo che farebbe un grosso piacere a nostro Signore se si recasse da Lui con le stesse disposizioni del figlio prodigo; in modo che il timore non le tolga la fiducia...".

 

Non mercanteggiare con il Signore

"... Vada avanti dunque, con coraggio, verso Dio, sulla strada che le ha tracciata e sia costante nell'abbracciare i mezzi che le presenta e, per quanto gravosi possano sembrare alla natura, non li cambi mai con altri di sua scelta. Si aggrappi fortemente a Dio con illimitata fiducia nella sua bontà; il Signore non abbandona mai coloro che confidano pienamente in Lui e diffidano di se stessi.

Senza l'ordine di coloro che la guidano, non interrompa mai un'opera buona cominciata...

Non si metta più a mercanteggiare con il Signore; gli consegni tutto e Lui le farà ritrovare tutto nel suo Cuore divino".

 

A Md. Greyfié

Mediatore tra Dio e gli uomini

"... Il Signore mi ha fatto capire che il suo Cuore è il Santo dei santi, il santo dell'amore; che vuole essere conosciuto oggi per poter farsi mediatore fra Dio e gli uomini, perché Egli può tutto per riconciliarli con Dio e nello stesso tempo stornare castighi dovuti ai nostri peccati e ottenerci misericordia".

 

I loro nomi scritti nel suo Cuore

"... Molti, per il desiderio che provano di onorarlo, hanno i loro nomi scritti nel suo Cuore, e sempre per la stessa ragione non permetterà mai che ne siano cancellati.

Non mi ha assicurato, però, che i suoi amici non soffriranno, perché vuole che essi facciano consistere la loro felicità nel gustare le sue amarezze. Ecco un cenno della bontà e della volontà del nostro sovrano Maestro".

 

A sr. M. Bernarda Paye11e

Per un cuore che ama

"... Siccome è soltanto l'amore a produrre in noi il desiderio di conformarci al nostro sovrano Maestro, per arrivare allo scopo, bisogna amarlo sopra tutte le cose e nello stesso tempo tenere in nessun conto tutto il resto, come ha fatto la sua vera e perfetta amante, la Maddalena. Per questo la prego di infiammare i nostri cuori di quel medesimo fuoco, che, ai piedi di Gesù, infiammò il suo, affinché il Signore, in tutte le sue decisioni, non abbia a trovare in noi ostacoli alla sua adorabile volontà.

Perché, per un cuore che ama, il dolore e la consolazione, la salute e la malattia sono la stessa cosa. A noi basta soltanto che Dio sia soddisfatto, perché vogliamo piacere solo a Lui.

Lei sa meglio di me, cara sorella, che siccome il Signore non può trovare niente di grande fuori di se stesso, allora prova gusto a scendere dalla propria grandezza fino alla nostra pochezza, per essere glorificato nelle nostre infermità... Non riesco a domandare che lei sia liberata dalla croce, perché la priverei, mi sembra, del più grande dono di questa vita: essere conforme a Gesù Cristo sofferente. E non oso nemmeno chiedergli di toglierle codesta ripugnanza che prova per la malattia, perché ritengo che è proprio essa che le dà il merito, poiché tanto meno c'è in noi 1`io", tanto più c'è Dio".

 

Alla Sig.na de Chamberland

Conosce tutte le pieghe del cuore

"... Non vedo come in un'anima, che dice di voler essere di Dio, possano andare d'accordo queste due cose: il commettere spesso mancanze volontarie contro la sincerità e la vera semplicità e, senza darlo a vedere, far uso di certi raggiri e finzioni negli atti e nelle parole. Così facendo, non segue certo la via maestra di coloro che, in tutto ciò che compiono, hanno di mira soltanto Dio e hanno come motto: mi comporterò alla stessa maniera da sola e davanti ad altri, perché Dio mi vede dovunque e conosce tutte le pieghe del mio cuore.

... Con questo difetto di semplicità, permetterà al nemico di fare di sé un giocattolo e di poterla ingannare a suo piacere. Esso infatti diventa forte solo quando gli promettiamo di tacere; al contrario niente lo umilia tanto e lo rende incapace di farci del male, quanto la sincera manifestazione a chi ci guida dei nostri errori e la schietta confessione del bene e del male che commettiamo... affinché coloro che ci guidano possano conoscerci e condurci alla perfezione che Dio richiede da noi. Tocca poi a noi ascoltare, con umiltà e sottomissione, quanto essi ci suggeriranno per passare all'esecuzione di tutto, eccetto l'offesa di Dio...".

 

A sr. Des Escures

Come un secondo mediatore

"... Il Signore... vuole che l'amore e gli omaggi degli uomini siano espressione di libera, amorosa e spontanea volontà senza ombra di costrizione e di finzione.

Il gran desiderio di vedere il suo Cuore onorato con un culto particolare, mi sembra che abbia lo scopo di rinnovare nel mondo gli effetti della Redenzione, facendo di questo Cuore come un secondo Mediatore tra Dio e gli uomini.

I loro peccati infatti si sono tanto moltiplicati che c'è bisogno di tutta l'estensione della sua onnipotenza per ottenere loro la misericordia e le grazie in ordine alla salvezza e alla santificazione; grazie che Gesù ha tanta voglia di dispensare con tutta l'abbondanza possibile".

 

A sr. Morant

Senza sofferenza non c'è amore

"... Il Sacro Cuore... è la sorgente eterna di misericordia che, per natura, tende a riversarsi nei cuori umili, svuotati di sé, non affezionati a nulla, sempre pronti al sacrificio pur di piacere a Lui, costi quel che costi alla natura, perché senza sofferenza non c'è amore.

Ce lo ha dimostrato chiaramente sulla Croce, dove si è sacrificato per nostro amore e continua a immolarsi tutti i giorni nel S. Sacramento dell'altare; da dove ci manifesta l'ardente desiderio che la nostra vita diventi simile alla sua, nascosta e fattasi niente agli occhi degli uomini. E siccome l'amore rende uguali coloro che si amano, se noi lo ameremo, modelleremo la nostra vita sulla sua. Questo chiedo per lei, perché la desidero tutta nell'amabile Cuore di Gesù, affinché possa vivere sempre in Lui, per Lui e con Lui".

 

Al fratello sindaco

Non intralciare il piano di Dio

"... Carissimo fratello, non potevi farmi cosa più gradita del darmi la bella notizia che il S. Cuore conserva ancora quei buoni sentimenti nel tuo cuore.

... Le devozioni, se non sono suscitate dalla grazia, non sono mai solidamente fondate e non dubito che la tua, che ha prodotto tanti santi propositi, non venga da Dio...

Ora vedo bene che è necessario che tu metta in atto i tuoi propositi e non torni più indietro... Ti scongiuro perciò d'essere irremovibile nel realizzare le ispirazioni che ti manda, per non intralciare il piano che Dio ha per te: quello di farti santo.

... Egli attende da te e da me una generosa corrispondenza per aver la sensibilità di contraccambiare il grande amore che ha per noi".

 

A Md. Dubuysson

Quando uno ama

"... Lei mi chiede qualche breve preghiera per esprimere al Signore il suo amore. Le rispondo: non conosco altra preghiera, né riesco a trovarne una migliore che lo stesso amore, perché quando uno ama, tutto in lui parla d'amore e anche le occupazioni più importanti diventano una testimonianza del nostro amore. Ami dunque e, come dice bene sant'Agostino, faccia ciò che vuole... Per un cuore che ama Dio e vuole essere da Lui amato, ogni croce diventa preziosa. Cerchiamo dunque di renderci copie fedeli dell'Amore crocifisso".

 

A una religiosa di S. Orsola

Il Signore non è contento

"... Cara sorella, ... il Signore non è per niente contento del suo modo di procedere e temo che prima o poi si stancherà del suo continuo rifiuto e che, dopo aver tentato invano di guadagnare il suo cuore, battendo incessantemente alla sua porta, senza poter entrare, se ne vada via, per sempre, abbandonandola ai suoi nemici. Lei sa benissimo che il Signore non ama un cuore diviso e, o lo possiede tutto o lo lascia completamente...

Bisogna dunque decidersi a cominciare... Colui che ci ha creati senza di noi, non ci salverà senza di noi.

... è mai possibile che lei abbia il coraggio di rifiutargli il cuore?... Basta un deciso "lo voglio" per darsi completamente a Dio, il quale ... non ci negherà mai la forza necessaria per vincere le nostre ripugnanze per il bene e superare le piccole debolezze che ci portano lontani da Lui e dai nostri obblighi religiosi.

Ricorra con fiducia alla sua amorosa bontà ed Egli non l'abbandonerà, perché desidera il suo bene ed è sempre pronto a riceverla...".

 

Brani tratti dai «Consigli»

(Non sono indicate le persone a cui sono indirizzati) Amore verso Dio

L'amore dà valore a tutto

"... Amiamoci nel Sacro Cuore di Gesù; amiamolo l'una per l'altra; amiamolo in tutti gli avvenimenti della vita e la nostra parola d'ordine diventi: "Sia fatta la tua volontà". Ami e faccia ciò che vuole, perché chi ha l'amore ha tutto.

Faccia tutto con amore, nell'amore e per amore, perché l'amore dà valore a tutto. L'amore non soffre un cuore diviso: vuole o tutto o niente. L'amore le renderà tutto facile. Gli renda, dunque, amore per amore e non si dimentichi mai di colui, che, per amore, è morto per lei.

Si ricordi, però, che il suo amore sarà misurato dalla sua capacità di soffrire in silenzio, di anteporre il Creatore alla creatura, l'eternità al tempo".

 

Imitiamo il cero acceso

"... Il suo cuore deve essere la cera bianca preparata per ardere e la sua volontà lo stoppino. Siccome questo non è mai composto di un solo filo, ma di tanti uniti insieme, così la sua volontà deve essere completamente bruciata dal fuoco dell'amore di Dio insieme a tutti gli affetti per le cose di questo mondo...".

 

Mescola il timore con l'amore

"... Abbia sempre, dunque, un timore amorosamente filiale, che le faccia operare il bene ed evitare il male e respinga tutti gli altri tipi di timore, che derivano dallo spirito delle tenebre. Anzi, faccia in modo che l'amore allontani a poco a poco questo timore, ripetendo all'inizio di ogni sua azione: "Mio Dio, la compio soltanto per il tuo Amore e respingo ogni altra intenzione". Rinnovi, poi, i suoi voti, ogni volta che si sente assalita da simili angustie...".

 

Amore del prossimo

Specie con le persone antipatiche

"... Ami costantemente il Cuore di Gesù Cristo... Cerchi di conformarsi il più possibile alla sua umiltà e alla sua dolcezza nei riguardi del prossimo, specie con le persone che le riescono più antipatiche, con le quali dovrà essere più buona e cordiale che con tutte le altre. Voglia bene a chi la umilia e la contraddice. Alla sua perfezione giovano più queste persone che quelle che le mostrano stima".

 

* (in "I pensieri di vanità")

"... Si ricordi di non criticare, accusare o giudicare nessuno fuorché se stessa, affinché la sua lingua, destinata alle lodi del Signore e sulla quale (con la comunione) si è posato tante volte, non diventi lo strumento con il quale Satana possa avvelenare la sua anima".

 

Un cuore che cerca Dio

"... Un cuore che cerca soltanto Dio, lo trova dappertutto.

La dolcezza verso il prossimo la deve rendere tollerante e buona con tutti; sempre gentile nel rendere loro dei piccoli servizi, propensa a scusare i loro difetti e a pregare per loro, anche se, avendo ricevuto da essi dei dispiaceri, dovrà superare una certa repulsione. è l'unica maniera per guadagnarsi la benevolenza del Cuore di Nostro Signore... Per sé conservi soltanto la voglia di piacergli e di amarlo, anche a costo di gravi sacrifici, perché Lui vuole o tutto o niente".

 

*(in "Come un bambino sul petto del Signore")

"... Sia umile con Dio e buona con il prossimo. Giudichi e accusi soltanto se stessa; trovi sempre scuse per gli altri.

Parli di Dio soltanto per lodarlo ed esaltarlo; del prossimo, con grande stima; di lei mai, né in bene né in male".

 

Un amore preferenziale

"... Abbia un amore preferenziale e stima per coloro che la umiliano e la mortificano e li consideri come i suoi più grandi benefattori e ripeta a se stessa: "Se la gente mi conoscesse, si accorgerebbe che merito questo ed altro"... Del resto, di quanti altri peccati, di cui non è stata mai accusata, si è resa colpevole? ...".

 

Amor proprio

Non ingrassi l'amor proprio

" ...Non conceda al suo cuore la libertà di pensare troppo e inutilmente su quanto la mortifica e la umilia, perché tutto questo non serve ad altro che a distruggere il buono spirito e a ingrassare il suo amor proprio... ".

 

I giudizi degli altri

"... Non tenga in nessun conto i giudizi degli altri; non dia minimamente retta ai suggerimenti dell'amor proprio, che ostacolano la sua vita interiore".

 

*(in "Mai in cerca della propria gloria")

"... Segua l'esempio del suo Sposo Crocifisso, che non e mai andato in cerca della propria gloria, ma sempre e in tutto di quella di suo Padre...".

 

Anima eucaristica

Con Lui e come Lui nell'Eucaristia

" ... Per onorare la sua vita nascosta nell'Eucaristia, è necessario che, come una morta, seppellisca se stessa tanto in fondo nel suo Cuore, da essere vista soltanto da Lui. Il suo più grande ideale perciò dovrà essere nascondere nel suo Cuore tutto il bene che compirà, perché non glielo rubi nessuno...

Il Signore le propone di rendere onore alla vita di sacrificio che conduce nell'Eucaristia. Desidera per questo che gli offra in sacrificio il piacere che prova nell'amore e nell'essere amata, applaudita e stimata.

Il Signore la invita ad onorare la sua vita di grazia. Bisogna perciò che eviti tutto ciò che potrebbe farle perdere questa grazia...

Il Signore l'ha scelta per onorare la sua vita di umiltà, che vive nel S. Sacramento. Si offra perciò come il nulla si offre al tutto...

... Per onorare la sua vita d'azione, deve farsi violenza per lavorare con dedizione al servizio del suo Maestro...

... Lo onori nella sua vita d'amore nel quale si consuma nel S. Sacramento. Si consideri perciò come un cero acceso... ".

 

Patto d'amore per onorare il divin Cuore di Gesù nell'Eucaristia

"... Considerando... che Egli si fa obbediente ai sacerdoti, buoni o cattivi che siano... Io, per conformarmi a Lui, mi renderò pronta all'obbedienza e... mi metterò nelle mani dei miei superiori, come sono, affinché... essi possano disporre di me a loro piacere...

La sua vita è totalmente nascosta agli occhi degli uomini, che riescono a scorgere soltanto le povere o umili apparenze del pane e del vino... Io mi terrò sempre celata sotto la cenere dell'umiltà, rifiutata e derisa da tutti... L'amore per il Sacro Cuore di Gesù mi obbliga a sopportare tutto senza lamentarmi e a dire che non è mai troppo.

Gesù è sempre solo nel S. Sacramento e conversa solo con Dio. Per uniformarmi a Lui, cercherò di essere sempre sola e di dialogare interiormente soltanto con Gesù...

Egli, rispetto alla vita dei sensi, sta lì come in stato di morte. è necessario dunque che anche il mio piacere consista nel non vivere la vita dei sensi...

Gesù nell'Eucaristia si fa povero, perché ci regala tutto ciò che possiede, senza serbare niente per sé, con lo scopo di possedere i nostri cuori e arricchirli di sé... è necessario che ... trascuri me stessa, mi tenga in poco conto, felice che gli altri facciano altrettanto.

Gesù nell'Eucaristia conserva un continuo silenzio. Voglio imitarlo conservando un silenzio interno ed esterno, parlando soltanto quando me lo permettono la regola e la carità. Quando avrò la felicità di riceverlo nella comunione, offrirò spesso all'Eterno Padre le sante disposizioni... della Vergine al momento dell'Incarnazione...

L'offrirò in ringraziamento, lode, adorazione e amore al suo Eterno Padre, e lo pregherò di riparare, in questa circostanza, tutti i difetti della mia vita passata, di portare a termine i suoi progetti e di compiere i suoi voleri nei miei riguardi...".

 

Combattimento e perseveranza

Il suo difetto più grosso

"... Bisogna essere perseveranti a qualsiasi costo, perché il S. Cuore è nemico di ogni tipo di incostanza; che poi, in fondo, è il suo difetto più grosso. Soltanto se si farà continua violenza (e sempre s'intende con la grazia di Dio) potrà porre rimedio a questa sua volubilità...

S'impegni, dunque, con passione perché, senza questa perseveranza, per lei, non c'è perfezione...".

 

Combattere fino all'ultimo sangue

"... Lei non combinerà nulla, se non combatterà fino all'ultimo sangue. Occorre cioé che si faccia forza ed entri nel numero di coloro che conquistano il cielo con la violenza.

... Si ricordi che il Signore le dà a conoscere i suoi difetti e le sue miserie, perché le vuol troppo bene e la vuol condurre a un'alta perfezione, a patto sempre che lei rinunci totalmente e perfettamente a tutti i beni della terra e a se stessa".

 

Scrivere il proprio nome nel Cuore di Gesù

"... Non vi fate illusioni: i vostri nomi sono scritti sì nel Cuore di Gesù, ma per ora soltanto con inchiostro. Ciò significa che la grazia ha cominciato a risplendere in mezzo alle vostre tenebre per aiutarvi a combattere e vincere le vostre imperfezioni, principalmente quell'orgoglioso amor proprio... Vi ho parlato, dall'inizio, del progresso e della perfezione della vostra vita; ricordate, però, che la corona non si consegna ai principianti né ai progrediti, ma soltanto ai vittoriosi, che hanno perseverato fino alla fine...".

 

Distacco

Niente senza sacrificio

"... Mentre stavo a pregare per lei, senta che m'è passato per la mente. Pensavo che mentre il S. Cuore desidera stabilire nel suo cuore il regno del suo amore, lei fa di tutto per distruggerlo e al suo posto vuol collocarci l'amore per le cose di questo mondo. Il Signore, però, non permetterà che lei trovi la vera pace se non nel totale distacco da tutte le cose create; distacco che conquisterà col fuggirle.

E si ricordi che arriverà alla vittoria soltanto combattendo. Resista, dunque, coraggiosamente a tutti gli attacchi, perché niente si ottiene senza sacrificio e il premio si consegna soltanto ai vincitori...".

 

Fedeltà alla grazia

Non si metta a discutere con la grazia

"... Deve tagliar corto a tutti i ragionamenti dettati dalla natura. Mi spiego: non si metta a discutere con la grazia, quando essa la spinge a seguire la virtù per farle compiere il bene ed evitare il male. Le buone ispirazioni della grazia bisogna assecondarle con decisione e non

dare retta a tutte le ripugnanze e opposizioni che nascono dalla natura.

Non la voglio ingannare: questa grazia che, al presente, la incalza con tanta foga, a poco a poco, potrebbe rallentare la sua spinta, stancarsi e ritirarsi definitivamente da lei, lasciandola fredda e insensibile alla sua disgrazia... Sia fedele a Dio, alle regole e a se stessa.

A Dio: donandogli tutto il suo amore e tutto il suo cuore senza serbare nulla per se stessa. Non sopporti che esso si affezioni troppo alla cose terrestri e umane, tanto meno alle persone. Sia fedele. Sia fedele alle regole. Dia loro la precedenza su tutto il resto e non trascuri nemmeno la più piccola. Sia fedele a se stessa. Faccia buon uso del tempo; impieghi ogni momento allo scopo al quale è destinato e con lo stesso amore, come se fosse l'ultimo della vita".

 

*(in "I giudizi degli altri")

"... La virtù non sta nel fare dei buoni propositi e nemmeno nel pronunciare belle parole, ma nel venire ai fatti e nel mettere in esecuzione ciò che abbiamo deciso. Senza la pratica le belle decisioni non le serviranno che per una più severa condanna".

 

Fiducia, abbandono

Lui solo può riempire il suo cuore

"... Deve porre tutta la sua fiducia nel Sacro Cuore di Gesù, per fare ricorso a Lui in ogni necessità e, dal momento che l'ha generata sulla croce, esporre a Lui tutti i suoi guai, come fa un bambino con il proprio babbo. E proprio perché l'ha generata, il Signore non l'abbando

nerà mai, a meno che non lo lasci lei per prima... Vuole, invece, che ponga tutto l'affetto in Lui, il solo che può riempire il suo cuore; e più svuoterà questo suo cuore dalle realtà terrene, più la renderà contenta e la riempirà di sé".

 

*(in "Mai in cerca della propria gloria")

"... Credo che lei farà contento il Cuore di nostro Signore Gesù Cristo il giorno in cui si abbandonerà a Lui con tale fiducia, da diventare per lei lo sguardo dei suoi occhi, l'udito degli orecchi, la luce della sua intelligenza, l'affetto della sua volontà, il ricordo della sua memoria e tutto l'amore del suo cuore".

 

Come una bambina sul Cuore del suo Padre

(S. Margherita M. insegna alla sua interlocutrice quanto segue)

"... Voglio vivere come una bambina spensierata sul Cuore di mio Padre, lasciandogli fare ciò che vuole, perché disponga di me come gli piace, senza altra preoccupazione che quella di abbandonarmi completamente alla sua amorosa Provvidenza".

 

Alla santità, ma a modo suo

"... Gli affidi il suo corpo e stia sempre preparata a prendere ed accettare indifferentemente malattia e salute, lavoro e riposo. Gli consegni il suo spirito, pronta ad amare l'aridità, l'insensibilità e la desolazione spirituale, accettandole con la stessa gratitudine con la quale riceverebbe le dolcezze e le consolazioni.

Si mantenga perciò nella pace; agisca in un purissimo spirito di fede...

Gli affidi, in terzo luogo, il suo cuore, sede dell'amore e della volontà... Non si procuri, perciò, né piaceri, né sofferenze, ma si tenga disposta ad accettare quanto di dolce o di amaro Egli le presenterà, perché l'uno o l'altro partono dallo stesso amore, che vuol portarla alla santità, ma a modo suo...".

 

Come un bambino sul petto del Signore

"... Riposi, come un bambino, sul petto del Signore, senza pensare a nulla; si prenderà cura di lei il suo Amore".

 

Obbedienza

Ad obbedire non si sbaglia mai

"... Il Signore intende, inoltre, farla ricca dei suoi tesori inesauribili ed eterni. Da lei il Signore desidera il sacrificio dello spirito e della volontà, piuttosto che le austerità e le penitenze corporali; vuole, cioè, che non faccia nulla senza il permesso delle sue superiore, alle quali, dopo aver loro manifestato il bene o il male che è in lei, deve sottomettersi e obbedire in tutto. Ad obbedire non si sbaglia mai".

 

*(in Come una bambina sul Cuore del suo Padre)

(S. Margherita M. insegna alla sua interlocutrice quanto segue) "...E quando mi si presenteranno delle umiliazioni o mortificazioni, le accetterò come pegno d'amore del S. Cuore e, in silenzio, gliele offrirò in sacrificio, guardandomi bene dal parlare del mio malcontento e dal giustificarmi, perché il Salvatore, benché innocente, non si è mai scusato e si è fatto obbediente fino alla morte di croce. Per rendere onore alla sua obbedienza, sono pronta ad obbedire fino all'ultimo respiro della mia vita, senza troppo pensarci, senza brontolare né disapprovare ciò che mi si ordina".

 

*(in "Sia sempre allegra")

"... Non nasconda nulla, né il bene, né il male a coloro che la guidano e il Signore la benedirà, perché Egli è nemico di ogni sotterfugio e di ogni ipocrisia...

Sempre pronta a soffrire e ad eseguire ogni ordine al minimo cenno dell'obbedienza di coloro che, in nome di Dio, la guidano.

In ogni congiuntura, sappia scorgere la volontà di Dio e non quella degli uomini. Questo atteggiamento la disporrà ad accogliere allo stesso modo, dalla sua adorabile mano, il dolce e l'amaro, la mortificazione e la consolazione e la indurrà a benedirlo di tutto...".

 

Pace del cuore

Sia sempre allegra

"... Le raccomando soprattutto di essere sempre allegra, di buon umore e contenta, perché questo è il vero segno dello spirito di Dio, il quale vuole essere servito nella pace e nella gioia. E, al contrario, non si mostri mai infastidita e scontenta, compia tutto con libertà di spirito, alla presenza di Dio, desiderosa soltanto di piacergli in tutto...".

 

*(in "Mai in cerca della propria gloria")

"... Conservi sempre la pace del cuore e non si turbi mai di nulla, nemmeno dei suoi difetti. Di questi bisogna soltanto umiliarsi ed emendarsi con serenità, senza mai scoraggiarsi e abbattersi, perché il Signore abita nella pace...".

 

*(in "Conservi il silenzio in se stessa")

"... Mantenga il suo animo nella pace e non si turbi... Eviti l'affanno; cerchi, invece, di modellare il suo interno e il suo esterno all'umile dolcezza dell'amoroso Cuore di Gesù, compiendo ogni azione nella calma, come se non avesse altro da fare, con la stessa purezza d'amore come se fosse l'ultima della sua vita e studiandosi di impiegare ogni attimo secondo lo scopo al quale è destinato. Fugga, inoltre, ogni curiosità, specialmente quando si tratta degli affari altrui".

 

Preghiera

Il dono della preghiera

"... Se vuole acquistare il dono della preghiera, come le auguro con tutto il cuore, sia sempre umilmente perseverante nel mortificare i sensi".

 

Qualche consiglio per la preghiera

"... Qualche consiglio per la preghiera. Mentre si avvia, pensi di accompagnare Nostro Signore all'orto degli Ulivi... Se, per caso, si troverà distratta, annoiata, e negligente, si faccia questo dolce rimprovero: "Ma come? Non riesci a stare così poco tempo con Gesù in preghiera?". Poi torni subito, con semplicità, alla sua orazione senza indagare sui motivi delle sue distrazioni.

Al termine, per riparare i difetti commessi nell'orazione, offra all'Eterno Padre la preghiera di suo Figlio e ne tragga, come frutto principale, l'amore all'umiltà e alla semplicità".

 

Come uno scolaro davanti al maestro

"... Le raccomando soprattutto di essere diligente nel conservare il santo raccoglimento, proibendo ai suoi occhi, alla sua lingua e ai suoi orecchi tutte le inopportune curiosità, sorgente, spesso, e materia di tutte le distrazioni durante la preghiera.

Sono contenta che Nostro Signore, durante la preghiera, la porti a proiettare la sua miseria nella grande misericordia del suo Cuore. Gli domandi che la eserciti su di lei, su tutti i peccatori...

Si metta nelle disposizioni, che deve avere uno scolaro davanti al proprio maestro, dal quale vuole imparare a compiere bene la sua volontà, rinunciando alla propria".

 

*(in "Una vera discepola del S. Cuore")

"... Il metodo migliore per far bene l'orazione e conservare il raccoglimento, è tenersi alla presenza di Dio, il quale così potrà cacciare ogni affetto dell'amor proprio e del rispetto umano, che sono indicatissimi veleni dell'amore di Dio".

 

Prove spirituali e sofferenze

Angustie spirituali

"... Lei si accora per le sue angustie spirituali; io invece l'assicuro che proprio da esse potrà trarre la più grande consolazione, a patto che le sopporti con pace, rassegnazione e completo abbandono al S. Cuore di Nostro Signore...

Mediante queste angustie il Signore intende prima di tutto purificarla dagli affetti umani, contrari alla perfezione del suo divino amore; in secondo luogo vuole in qualche modo farla partecipe delle amarezze sofferte durante la sua vita mortale e offrirle così l'occasione di meritare quella corona di gloria che le ha preparata. Anzi deve ritenersi fortunata, perché queste tribolazioni la rendono in tutti i casi a Lui somigliante.

Inoltre le consolazioni interiori produrrebbero in lei amarezze, perdita di tempo, inutili compiacenze e mai un amore perfetto e costante.

... Il Signore non domanda altre prove d'amore, ma solamente una profonda umiltà, la pace dell'animo e il desiderio di amarlo di tutto cuore... Si dia dunque tutta a Lui; perché Egli vuol essere, dentro di lei, come un germe di vita eterna; intende regnare in lei, dirigerla e vuol diventare il principio di tutte le sue azioni e l'oggetto di tutti i suoi affetti".

 

Nelle pene dello spirito

"... Nelle piccole pene dello spirito, con le quali al Signore piace provare la sua pazienza e il suo amore, non si demoralizzi e non cada nel pessimismo...

... Rimanga, perciò, serena e contenta, senza tanto agitarsi alla ricerca dei modi per uscirne; tanto non serve a nulla. Rimanga dove Dio la vuole; perché si tormenta tanto? Rimuova, invece, gli ostacoli che si frappongono al suo amore, perché il Signore desidera che lei viva nella completa rinuncia a tutto ciò che non è Lui e che può, in qualche modo, appagare le sue cattive inclinazioni e accaparrarsi i suoi affetti.

Più lei si vestirà di questi istinti e più Egli la spoglierà delle sue grazie...".

 

Non perda mai la serenità

"... Bisogna... offrire qualche soddisfazione alla divina giustizia. Come? Sopportando, con pazienza, umiltà e sottomissione di volontà, tutte le pene e le sofferenze che le capiteranno, di qualsiasi natura esse siano. Le sopporti, dunque, in spirito di penitenza, con pace e dolcezza; non perda mai la serenità e nutra sempre un'enorme confidenza nella misericordia di Nostro Signore.

... Questo camminare tra le tenebre e la desolazione è molto più giovevole e vantaggioso per la sua perfezione. Lei si ferma troppo a gustare le dolcezze, che guastano la purezza dell'amore di Dio. Si ricordi: "Chi dice vero amore, dice vera sofferenza"".

 

*(in "Imitiamo il cero acceso")

"...Non si affligga per le ripugnanze e le aridità che prova nel servirlo; il suo amore ne uscirà più puro e il suo sacrificio più gradito, perché il Signore vuole essere servito così, con fervore e costanza, senza altro sostegno che quello di una fede nuda e semplice".

 

*(in "Un amore preferenziale")

"... La fede dovrà essere per lei la lampada che la illumina, la rianima e le dà forza, affinché tutto ciò che fa e soffre sia soltanto secondo i piani di Dio. Il Signore, infatti, merita di esser servito, con pari dedizione, nella consolazione e nella desolazione".

 

S. Cuore di Gesù

Il bisogno che abbiamo del Cuore di Gesù

" a) Il S. Cuore di Gesù è un abisso d'amore, nel quale bisogna sommergere tutto l'amor proprio che è in noi...

b) Se siamo in un abisso di aridità e di desolazione,

questo Cuore divino è un abisso di consolazione, nel quale è necessario perdersi...

c) Se ci troviamo in un abisso... in contrasto e opposizione con la volontà di Dio, occorre che ci buttiamo nell'abisso della sottomissione e della conformità alla volontà di Dio, che è il Cuore di Nostro Signore...

d) Se stai in un abisso di aridità e di rilassatezza, va' a tuffarti nell'amabile Cuore di Gesù, che è in te un abisso di potenza...

e) Se sei in un abisso di povertà, privo di tutto, perfino di te stesso, corri a immergerti nel Sacro Cuore; ti farà certamente ricco e sarà molto lieto di rivestirti di tutto, sempre a patto che tu lo lasci fare.

f) Se riconosci di stare in un abisso di fragilità e cadi ogni momento, va' a sommergerti nella forza del Sacro Cuore, ti darà tanta energia e a ogni caduta ti rialzerà.

g) Se sei in un abisso di meschinità, affrettati a gettarle nell'abisso della misericordia, che è questo Cuore adorabile. Deposte in Lui le tue miserie, ti potrai considerare un aggregato delle sue misericordie.

h) Se scopri di essere un abisso di orgoglio e di sciocca stima di te stesso, sprofondati subito nell'abisso dell'umiltà del Sacro Cuore. In Lui, distrutta la causa della tua superbia, ti potrai rivestire, per amore della tua abiezione, del suo divino annientamento.

i) Se sei in un abisso di ignoranza, gettati nell'amabile Cuore di Gesù, che è un abisso di scienza; imparerai ad amarlo e a fare ciò che da te desidera.

1) Se ti trovi in un abisso di infedeltà e di incostanza, va' a tuffarti nel Sacro Cuore di Gesù... Ti insegnerà a essere fedele e perseverante, come è stato sempre Lui nei tuoi confronti.

m) Se riconosci di essere un abisso di indigenza, buttati nell'adorabile Cuore di Gesù, che è, in tutti i sensi, abisso di abbondanza e di ricchezza...

n) Se ti accorgi di essere un abisso di ingratitudine..., corri ad inabissarti nel divin Cuore, fonte della riconoscenza. Se lo pregherai di supplire per te, ti riempirà di gratitudine e ti fornirà Lui stesso ciò che gli devi.

o) Se ti trovi in un abisso di impazienza e di intolleranza, affrettati a immergerti nel Cuore amabile di Gesù, abisso di dolcezza, finché ti renda mite e umile come Lui.

p) Se sei immerso in un abisso di distrazione, spìcciati ad affogarle nell'abisso di tranquillità, che è il Sacro Cuore; ed Egli, se ti metterai di buona lena a combatterle, ti regalerà infallibilmente la vittoria.

q) Se ti trovi in un abisso di tenebre, va' a tuffarti nell'abisso di luce del divin Cuore; lì, deposte le tue tenebre, ti rivestirà della sua luce. Converrà, però, lasciarti condurre da Lui...

r) Quando ti troverai immerso in un abisso di tristezza, affrettati ad inabissarti nella divina gioia del Sacro Cuore. Troverai un tesoro capace di dissipare ogni tua tristezza e afflizione di spirito.

s) Quando navigherai nel turbamento e nell'inquietudine, immergiti nella pace di questo Cuore adorabile e nessuno te la potrà più togliere.

t) Se ti sentirai immerso in un abisso di timore, rifugiati nell'abisso di confidenza che è il Sacro Cuore e il timore cederà all'amore.

u) Se ti sentirai in un abisso di dispiaceri e scontentezza, immergiti nel Sacro Cuore; lì potrai depositarli e gustare quella gioia che Lui solo può darti.

v) Quando dimorerai in un abisso di amarezze e di sofferenze, immergiti nel Sacro Cuore per unire le tue alle sue. Troverai un tesoro di gioia, che ti disporrà ad accettare quanto Egli vorrà da te...

x) Tuffati spesso nell'amore di questo amabile Cuore; riuscirai a non compiere più nulla che leda, anche per poco, l'amore del prossimo e a non fare agli altri ciò che non vorresti fatto a te.

y) Puoi immergerti in Lui come in un abisso di purezza e di perfezione. Potrai purificare le tue intenzioni e bruciare i tuoi desideri, le tue esigenze, la tua vita di peccato e di imperfezione e troverai la vita della grazia, dell'amore e della perfezione, alla quale il Signore ti ha eletto.

z) E infine, perditi in questo sacro Abisso e non uscirne più. Avrai così il modo di ammorbidire il tuo cuore indurito e di renderlo disponibile alle sue grazie e al suo amore".

 

Tempio di Dio (l'anima)

Una "cappella" per il Cuore di Gesù

"... Credo che voi non potete dare (al Cuore di Gesù) una prova d'amore più sicura e più gradita che quella di ospitarlo nell'edificio del vostro cuore, che lui stesso si è costruito.

...E dopo aver estromesso tutti i nemici del S. Cuore da questa "cappella" (perché così è che bisogna chiamare i vostri cuori), la dovete pulire e purificare da ogni immondezza, eliminando ogni passione e inclinazione non ancora mortificate.

Fatto questo, stenderete il "tappeto" della purezza d'intenzione...

Quindi, attraverso una profonda umiltà, scaverete le fondamenta del suo "trono"... per far regnare il S. Cuore...

Gli "ornamenti" di questo trono devono esser ricchi e preziosi...

Il primo deve essere tutto d'oro, simbolo del santo amore...

Il secondo ornamento dovrà essere l'azzurro della dolcezza, che vi permetterà di colloquiare con Lui come un'amante col suo amato...

Il terzo ornamento sarà il nero di una vera mortificazione dei sensi...

Il quarto dovrà essere il verde della speranza e della fiducia nella sua amorosa bontà...

Il quinto sarà il viola del profondo silenzio... che vi permetterà di adorarlo in silenzio come vostro re...

Il "pavimento" di questa cappella dovrà essere l'amore delle umiliazioni.

La "lampada" o la "fiaccola"... è l'amore per questo divin Cuore, che voi alimenterete con lo stoppino e l'olio delle buone opere.

La " campana" sarà la generosa fedeltà...

Il "soffitto" sarà dipinto con l'azzurro di una santa serenità e pace interiore...

La "porta" della cappella sarà una croce, per sottolineare che tutti coloro che vi entreranno saranno crocifissi... I "cardini" che sosterranno la porta saranno fatti di sottomissione e d'obbedienza...

La "serratura" sarà: Voglio soffrire senza lamentarmi...

La "chiave" sarà la salda perseveranza nell'amore e nel servizio di questo amabile Cuore.

Il "portinaio" sarà la presenza di Dio...

Le "finestre" saranno munite del cristallo della vera e schietta semplicità... che vi farà cercare Dio soltanto... e a far risalire tutto alla maggior gloria del suo S. Cuore...

Questo il modo di costruire la santa cappella che il S. Cuore desidera che fabbrichiate in voi stesse".

 

Tentazioni

Nella considerazione della nostra pochezza

"... Se siamo veramente umili, le tentazioni serviranno ad innalzarci davanti a Dio tanto quanto ci saremo umiliati nella considerazione della nostra pochezza...

Ricorriamo, per questo, all'adorabile Cuore di Gesù. Baci, perciò, il suo Crocifisso, se è sola, altrimenti se lo stringa forte al petto e preghi così: "Mio Salvatore, ti assicuro che detesto e disapprovo tutto ciò che di contrario al tuo santo amore mi passa per la testa e sono pronta ad accettare mille volte la morte piuttosto che acconsentirvi volontariamente. Non lo permettere mai, mio Dio, fammi piuttosto morire. Sii tu la mia forza e combatti tu al mio posto. Non è che io voglia sottrarmi alla battaglia, basta, però, che tu sia la mia difesa, affinché non cada in peccato; io sono e voglio essere assolutamente tutta tua... E tutte le volte che bacerò la mia croce, lo farò, o Sommo Bene, per dichiararti che accetto di buon cuore ogni decisione che ti piacerà prendere a mio riguardo...".

 

Tentazioni e consolazioni spirituali

"... Si ricordi, però, di non fermarsi mai a riflettere

sulle sue tentazioni, né quando le sta soffrendo, né quando sono passate. Si fermi a pensarci il meno possibile, perché meno ci facciamo caso, fingendo di non averle viste o ascoltate, e meno avranno la capacità di nuocerci. Nei momenti più critici si rivolga a Nostro Signore con delle preghiere vocali e, se questo non sarà possibile, lo guardi con umile confidenza per manifestargli che aspetta tutto dalla sua bontà.

Non si affezioni troppo alle consolazioni spirituali, perché durano poco; cerchi, invece, Dio con fede, persuasa che Egli merita il nostro amore sia quando ci cagiona tristezza, sia quando ci manda la consolazione. E se le concede qualche dolcezza, pensi sempre che lo fa per disporla a bere qualche goccia di amarezza del suo calice.

Quando, poi, cadrà in qualche colpa, non si sgomenti, perché il turbamento, l'agitazione e la troppa apprensione ci allontanano da Dio e cacciano Gesù Cristo dal nostro cuore. Gli domandi piuttosto perdono e preghi il S. Cuore di rimetterla nell'amicizia della sua divina Maestà.

Faccia di tutto per non perdere nessuna comunione, perché non riusciremo a procurare maggior gioia al nostro nemico che con l'allontanarci da colui, che solo può strappargli il potere che ha su di noi".

 

I pensieri di vanità

"... Non faccia nessun caso ai pensieri di vanità e, se il demonio gliene suggerirà mentre compie qualche azione, gli rivolga queste parole: «Satana maledetto, rinuncio a te e ai tuoi suggerimenti; quest'azione non l'ho cominciata per te e non la porrò a termine per te» ...".

 

*(in "Sorda, cieca e muta")

"... Quando, poi, le viene voglia di scusarsi, dica tra sé: "Gesù che era innocente, accusato, taceva e io che sono una peccatrice mi dovrei giustificare?". Detto questo, stia zitta e offra con amore la sua sofferenza.

Non compia nulla per rispetto umano e quando questo l'assale, esclami: "No, mio Dio, io mi comporterò né più né meno come se gli altri non esistessero, perché desidero piacere solo a te e, dovunque mi trovi, essere giudicata soltanto da te"... ".

 

Umiltà e mitezza

Alla scuola del suo amore

"... Egli, infatti, prova un grande piacere quando si fa del bene ai poveri, s'insegna a coloro che desiderano trarre profitto dalla scuola del suo santo amore e ci esorta, senza posa, ad essere come Lui miti e umili di cuore...

Ma che sia la sua un'umiltà vera; un'umiltà che la renda sottomessa a chiunque, le insegni a soffrire in silenzio, con gioia e piacere, senza tante scuse e lamentele; le piccole mortificazioni e le eventuali umiliazioni... la facciano pronta a soffocare con coraggio i risentimenti di una natura refrattaria a ogni mortificazione...".

 

Buona con tutti

"... Se vuol piacere al Cuore di nostro Signore Gesù Cristo sia buona con tutti, perché a Lui piacciono soltanto le persone miti e umili di cuore".

 

Una vera discepola del S. Cuore

"... Se vuol diventare una vera discepola e figlia del S.

Cuore, deve uniformarsi ai suoi insegnamenti e rendersi mite e umile come era Lui.

Deve essere mite nel sopportare, senza offendersi e indispettirsi, le piccole noie, acidità e seccature del prossimo; al contrario, deve contraccambiarlo rendendogli di buon animo quei piccoli servizi che le capiteranno...

Deve essere mite e non inquietarsi né turbarsi non solo nelle avverse vicissitudini, ma anche nelle eventuali colpe che commetterà; e non deve mai scusarsi...

Non vada elemosinando dagli altri lodi e stima e allontani tutti i pensieri che, in materia, le si presenteranno.

Si rallegri quando sarà messa in un cantuccio o tenuta in poco conto. L'unico metodo, infatti, per far regnare l'amabile Cuore di Gesù nel suo, è questo: essere umili e, con serenità, accettare dagli altri le umiliazioni.

Tutte le volte che le sarà possibile, scelga sempre per sé le cose peggiori e le più ripugnanti alla natura, perché questa bisogna contrariarla il più possibile".

 

Verginità di mente e di cuore

Sorda, cieca e muta

"... Gli chieda che, d'ora innanzi, la faccia vivere come se fosse sorda, cieca e muta. Sorda nell'ascoltare le suggestioni dell'amor proprio e le mancanze alla carità; per dirlo in una parola: sorda a tutto ciò che può ferire la nostra anima o macchiare, in qualche modo, il nostro cuore, non soffermandoci mai volontariamente nemmeno in un pensiero ozioso, perché tutto questo ci impedisce di avvertire la voce del nostro Padre, che è nei cieli. Bisogna inoltre essere ciechi nel vedere i difetti degli altri, evitando così parole e giudizi sbagliati; ciechi pure nei nostri riguardi, lasciandoci condurre in tutto, senza tante discussioni e commenti, dalla santa obbedienza.

è necessario anche che sia muta per non parlar mai di sé, né per vantarsi, né per scusarsi, rammentandoci che, quando ci lodiamo, ci rendiamo, per Iddio e i suoi angeli, oggetto di nausea e di disprezzo.

 

*(in "Buona con tutti")

"... Se vuole che Dio abiti in lei, ecco come deve comportarsi. Deve considerare la sua anima come il suo tempio e fare perciò attenzione a non deturparlo con il peccato. Faccia, inoltre, del suo cuore il trono del suo amore e vi si rifugi per rimanervi con Lui in silenzio, per adorarlo ed amarlo con tutte le sue forze e con tutte le sue facoltà spirituali, allontanando, nel tempo stesso, i pensieri inutili, le non necessarie curiosità e i risentimenti dell'amor proprio, per avere così il modo di ascoltare, nel silenzio, ciò che ha da dire al suo cuore".

 

Conservi il silenzio in se stessa

"... Il silenzio che il Signore mantiene nei suoi riguardi, non mandandole delle buone ispirazioni, sta ad indicarle che, se non fa tacere in lei le voci che non parlano dell'amore del divino Amato (per esempio i ragionamenti dell'amor proprio), lei non percepirà mai la sua voce... Il Signore che, col suo amoroso silenzio, sembra non dirle nulla, le impartirà, invece, più insegnamenti che tutti gli uomini con la loro eloquenza. Conservi, dunque, il silenzio in se stessa; parli poco con la gente, molto invece con Dio, ma con le opere, soffrendo... e compiendole per amore".