ARMONIA
D’ANIME
Nlhil
obstat q. i. Mediolani, die 6 Augusti 1951 Can. J. Maino C. E.
IMPRIMATUR
in Curia Arch. Medioloni die 6-8-1951 + D. BERNAREGGI
II
matrimonio non fu istituito nè restaurato dagli uomini, ma da Dio, autore
della natura, e da Gesù Cristo, Redentore della natura, fu presidiato di leggi
e confermato e nobilitato: le quali leggi perciò non possono andar soggette a
verun giudizio umano e a veruna contraria convenzione nemmeno degli stessi
coniugi. Questa
è la dottrina della Sacra Scrittura, questa la costante e universale
tradizione della Chiesa, questa la solenne definizione del Concilio Tridentino
che proclama e conferma con le stesse parole della Sacra Scrittura, l'origine da
Dio, Creatore della perpetuità e indissolubilità del matrimonio, e la sua
stabilità ed unità. PIO
XI
«
Amor mi mosse che mi fà parlare ».
II
qrande lombardo, Alessandro Manzoni, passeggiando con la sposa Enrichetta
Blondel, che (dice lui nella dedica di un'opera sua rimasta celebre) con le
gioie coniugali conservò sempre un animo angelico » scorse in fondo al viale
del giardino un cespuglio: erano precisamente due tronchi di biancospino che
s'intrecciavano, si appoggiavano l'uno all'altro, esponendo tutta la dovizia dei
loro fiori e la ricchezza dei profumi. « Tu ed io » disse rivolto alla sposa
fissandola negli occhi.
Simbolismo
più bello di queIl’amore che sarà comandato e si chiamerà santo non poteva
trovare.
E
perchè? Pèrchè, a mio avviso, l'amore vero lega, sostiene, compenetra e dona
fiori a profusione.
Fu
detto e si blatera ancora da certi spiriti sedicenti forti, che il matrimonio è
la tomba dell'amore. Sì, se l'amore vuol dire capriccio; ma l'amore è una
missione, una vocazione.
II
matrimonio è la tomba dell'amore se l'amore significasse prestito, volgare
prestito, ma l'amore è invece dono: donazione sublime, eterna!
E'
la voce stessa della Chiesa, imperativa ed inderogabile: « Quos Deus coniunxit,
homo non separet ». Dove non è Dio che congiunge, ma solo il capriccio, o la
passione, o l'interesse, non ci sono i due tronchi che si intrecciano e donano
fiori, ma due linee parallele destinate a non incontrarsi mai. « Come le acque
(è proprio D'Annunzio, testimonio non sospetto, a dircelo) vanno al mare, così
ogni voluttà finisce nell'amarezza ».
Ho
voluto, proprio per dirvi tutta la mia trepida ansia, tutto il mio augurio
profumato di speranze, mettervi nelle mani questo volumetto « Armonia d'anime
» perchè tornando nelle vostre mani e sfogliato con tranquillità nelle
giornate future, risusciti le gioie di questo « giorno d'allegrezza pieno »
e di promesse sante.
Aiutatevi
a vicenda a essere buoni. I tronchi del biancospino, perdonate se ritorno
all'immagine, per sostenersi si affaticano reciprocamente. In due sarete a
portare i pesi, a superare le difficoltà, a piangere e a sorridere insieme. E
poi fiori e fiori belli e tutti profumati. II Signore v'accompagni nel lungo
viaggio!
Come
contratto sociale il Matrimonio non è altro che l'unione legittima dell'uomo
con la donna per generare ed educare la prole; se invece consideriamo questa
unione, elevata e trasfigurata dal soffio dello Spirito Santo, si definisce:
Sacramento che santifica l'unione legittima dell'uomo e della donna e dona
loro la grazia di vivere insieme cristianamente e di santamente allevare i loro
figlioli.
Mistero
d'amore infinito! Iddio Creatore si china nella polvere a cercare dei
cooperatori per la sua opera grandiosa, e dal profondo dei secoli, mentre semina
di mondi l'universo, e si lascia sfuggire di mano tante creature che esaltano la
sua Onnipotenza, sembra guardare nel futuro per dire agli sposi: « Anche voi sarete
con me costruttori di quella meraviglia che è l'uomo, sarete partecipi della
mia paternità! ».
Sacramento
grande, sublime, di un valore universale, destinato a donare figli alla società
e santi al Paradiso!
Se
non fosse così, non ci sarebbe più nel mondo il miracolo di una infanzia
innocente, nè la gioia della paternità e della maternità. Dio s'è come
legate le mani, non crea più la vita umana senza la collaborazione dell'uomo;
anzi, solo quando gli sposi, obbedienti alla legge di lui, che santifica e
sublima l'amore, accettano di essere gli strumenti meravigliosi, Egli crea
l'anima immortale, destinata a divenire per la Grazia del Battesimo,
tabernacolo della SS. Trinità, partecipe della vita divina, quindi figlia di
Dio ed erede del Paradiso!
»«
Mariti, amate le vostre mogli come Cristo ama la sua Chiesa... ». L'Apostolo
Paolo non poteva esprimere con maggiore tenerezza i legami soprannaturali che
stringono affettuosamente. due cuori per sempre.
II
Matrimonio, come Sacramento, produce nell'anima degli Sposi, che devono già
essere in grazia di Dio, un aumento di Grazia santificante, cioè di vita
divina. Vita divina che il cristiano, appunto perché cristiano, deve possedere
sempre e riacquistare coi Sacramenti ogniqualvolta l'avesse perduta.
Produce
ancora la Grazia sacramentale, il cui risultato è di stabilire in una mutua
affezione, di render loro più facili i nuovi doveri e specialmente di
aiutarli a portare insieme serenamente e cristianamente i pesi del Matrimonio.
Questa
grazia segue gli Sposi nel corso della loro vita e li aiuta ad essere sposi e
genitori cristiani.
Produce
inoltre, il Sacramento del Matrimonio, una specie di Carattere (segno
spirituale ed indelebile) nel senso che il legame coniugale permane finchè
vivono i due sposi. «Non divida l'uomo ciò che Dio ha congiunto! » (Vangelo
di S. Matteo, XIX, 6) e intendeva Gesù chiaramente significare che solo la
morte può sciogliere il sacro vincolo.
Eccezione
significativa: nel Matrimonio il Ministro non è il Sacerdote, ma sono gli
stessi Sposi, in quanto col loro consenso offrono sè stessi l'uno all'altro e
accettano la vicendevole offerta. E' questo scambio di vite che avviene tra
figli di Dio, ai fini grandiosi della procreazione e conservazione del genere
umano, che attira sopra la loro unione lo sguardo e la benedizione di Dio.
Anche nel Battesimo può essere Ministro, nei casi d'urgenza, chi non è
Sacerdote, ma qui, nel Matrimonio, diventa la regola ed è uno dei raggi di
quell'aureola che circonda il capo degli sposi cristiani.
la
corona di figli e di nipoti, che rallegrano certe famiglie patriarcali, quante
benedizioni del Signore suppone, quanti meriti dinanzi a lui ed alla società!
Nella
S. Messa speciale per gli Sposi la Chiesa, che sempre si ricorda di essere
Madre e nutre profonda venerazione per la maternità, ha riunito quanto di più
soave e delicato fu dettato dallo Spirito Santo, per descrivere le relazioni
che contraggono due creature, mediante il Santo Matrimonio.
Stupende
le invocazioni con le quali la Chiesa implora sopra i due che da poco si sono
giurato eterno amore, le virtù dall'Alto, l'esenzione dal vizio, riservando
espressioni di tenerezza infinita per la sposa soprattutto, che vuole « amabile
come Rebecca, sapiente come Rachele, fedele come Sara,... rimanga ferma nella
fede e nei Comandamenti,... sia grave nella verecondia, venerabile nel pudore,
istruita nella celeste dottrina, feconda nella figliolanza... ». Così Gesù
e Colei che lo rappresenta nel mondo sanno benedire e santificare il più
nobile dei sentimenti umani, circondando di rispetto sommo e di profonda
venerazione il sacro mistero della vita e le sue legittime sorgenti, quasi
riversando la ricchezza della rugiada celeste.
Ma
oggi una piaga terribile contamina e profana questo Sacramento. Il piano
divino è rovesciato e là dove dovrebbe fiorire la vita, il demonio diffonde
il suo gelido alito di morte. Ed ecco l'angoscioso spettacolo delle famiglie
senza bimbi: sembrano ricoveri di vecchi. Ecco la tragedia mondiale delle culle
vuote, l'uragano dell'infecondità volontaria, provocata con i mezzi più
ripugnanti, a dispetto della ragione e della fede, così che brutture e
delitti riempiono il nido domestico, che cessa di essere un Santuario per
divenire una tana maledetta da Dio.
Un
tempo due che si sposavano toglievano ai genitori tante angustie e
preoccupazioni. Non dice S. Alfonso, profondo conoscitore dei suoi tempi, che
per solito una fanciulla quando termina il fidanzamento entra definitivamente
nella via buona?
Oggi
il profumo della Grazia, che santifica l'unione forse per un giorno solo, lascia
il posto non di raro e troppo presto, al più infame dei delitti, e si
perpetua così la strage degli innocenti, l'obbrobrio di una umanità che corre
al suicidio.
Quando
non è proprio un patto anticipato (nel qual caso il contratto matrimoniale
sarebbe nullo e sacrilego) è sempre una satanica diplomazia che si mette in
movimento - a base di consigli medici, di esortazioni paterne, di sarcasmi e
sghignazzamenti - per arrivare a concludere un concordato infernale: « Perseguiteremo
ogni sintomo di nuove vite, decapiteremo in radice i germi maledetti che ci
impedirebbero di godere e di scapricciarci a talento, imponendoci degli oneri
insopportabili; sopprimeremo i testimoni della nostra sfrenata lussuria...
semineremo di cadaveri d'innocenti il nostro cammino... ».
II
suicidio dell'umanità! L'omicidio anticipato, come affermava Tertulliano,
divenuto programma e sistema di vita.
Potrà
Dio, che ha nobilitato così l'amore da renderlo Sacramento, Dio, che ha elevato
l'uomo a Suo diretto collaboratore nell'opera della creazione, benedire a chi
odia la vita per esaltare l'egoismo e il piacere?
Riflettiamo:
dal caos era uscita la vita; quando non si vuole la vita si ritorna nel caos.
Sono
dense di tanti significati le preghiere liturgiche e le pur brevi cerimonie
della celebrazione del Matrimonio. Rileggiamole e assaporiamone il profumo.
Agli
sposi, che stanno avanti all'altare, assistiti da due testimoni, il Parroco
rivolge separatamente la domanda:
N. N.... volete prendere la qui presente (o il qui presente) N. N.... per vostra legittima sposa (o legittimo sposo) secondo il rito di Santa Madre Chiesa? ».
Alla
risposta di ciascuno: « Sì! », il Sacerdote invita gli sposi a unire la loro
mano destra, segno di lealtà e fedeltà, e dice: «Io
vi congiungo in matrimonio, in nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo. Così sia ».
Poi
li asperge con l'acqua benedetta.
L'anello,
segno del vincolo matrimoniale, ricorda agli sposi che la loro unione è sacra
e indissolubile. Viene così benedetto.
Orazione:
Benedite, Signore, questo anello che noi in tuo nome benediciamo, affinché
colei che lo porterà, conservando al suo sposo una fedeltà integra, perseveri
nella pace e nell'adempimento della vostra volontà e viva sempre in
vicendevole amore. Per Cristo nostro Signore.
II sacerdote benedice poi con l'acqua benedetta l'anello e lo consegna allo sposo che lo mette in dito alla sposa mentre il Sacerdote fa un segno di croce e dice: « Nel nome del Padre e del Figliuolo e dello. Spirito Santo. Così sia ». E continua con la seguente orazione.
Orazione:
Guardate, o Signore, a questi vostri servi, e benigno
assistete a questo matrimonio istituito e ordinato alla propagazione del
genere umano, affìnchè l'unione contratta per opera vostra, sia col vostro
aiuto conservata. Per Cristo Nostro Signore.
Per
il Concordato dell'11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e il Regno d'Italia, art.
34, lo Stato italiano riconosce al Sacramento del Matrimonio, disciplinato dal
diritto canonico, gli effetti civili. Il Parroco perciò, dopo la celebrazione
del Matrimonio, rivolge ai coniugi la seguente dichiarazione:
•
Col consenso ora manifestato dinanzi a me ed ai testimoni voi avete contratto il
matrimonio secondo il rito di Santa Romana Chiesa, matrimonio elevato alla
dignità di Sacramento da Nostro Signore Gesù Cristo.
Questo stesso matrimonio, oltre la grazia divina e gli effetti sanzionati dai sacri canoni, tra cui principalmente l'obbligo della mutua assistenza e quello dell'educazione religiosa, morale e fisica della prole, produce anche gli effetti civili secondo le leggi dello Stato che voi siete ugualmente tenuti a rispettare ed osservare.
Vi
dà lettura degli articoli del Codice Civile riguardanti i diritti ed i doveri
dei coniugi. Articolo 143
« II matrimonio impone ai coniugi l'obbligazione reciproca della coabitazione, della fedeltà e della assistenza.
«
II marito è capo della famiglia; la moglie segue la condizione civile di lui,
ne assume il cognome ed è obbligata ad accompagnarlo dovunque egli creda
opportuno di fissare la sua residenza.
«
II marito ha il dovere di proteggere la moglie, di tenerla presso di se e
somministrarle tutto ciò che è necessario ai bisogni della vita in proporzione
delle sue sostanze.
«
La moglie deve contribuire al manteni mento del marito se questi non ha mezzi
sufficienti ».
Mentre
gli sposi stanno in ginocchio davanti all'altare, il sacerdote recita la
seguente orazione:
Orazione:
O Dio che con la vostra onnipotenza avete creato tutte le cose dal nulla,
ma che, fin dal principio, volendo dare all'uomo fatto a vostra immagine e
somiglianza, una compagna e un aiuto, dall'uomo traeste il corpo della donna
perchè a nessuno fosse lecito separare quello che a voi piacque unire nella
stessa origine; o Dio che elevaste l'unione coniugale alla grandezza di
Sacramento, così ché divenisse simbolo dell'unione del Cristo con la Chiesa;
o Dio che avete voluto che la donna s'unisse all'uomo e che la prima cellula
della società venisse arricchita da una benedizione di fecondità che, sola,
non fu abolita per la pena del peccato originale, ne per la sentenza del
diluvio: volgete propizio lo sguardo su questa vostra ancella che diventando
sposa vuol essere confortata dalla vostra protezione. Senta pure il peso della
famiglia, ma sia peso d'amore e dì pace: fedele e casta si sposi secondo la
legge di Cristo, sia imitatrice delle donne sante; sia
amabile con lo sposo come Rachele, saggia come Rebecca, fedele e di molti anni
come Sara; il tentatore non abusi di nessuno dei suoi atti. Legata al vincolo
della fede e dei suoi doveri, si mantenga sempre fedele al suo marito, rifugga
da ogni relazione illecita, conforti la sua debolezza con la forza della disciplina.
Sia grave per la modestia, degna di rispetto per il pudore, sia istruita nelle
dottrine celesti, feconda di figli, sia d'esempio a tutti e noli faccia alcun
male, e veda i figli dei suoi figli fino alla terza e alla quarta generazione,
arrivi alla desiderata vecchiezza e, infine, al riposo dei beati e al regno dei
Cieli. Così sia per il Cristo nostro Signore.
II
Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe sia con voi e compia la sua
benedizione in voi, e così possiate vedere i figli dei vostri figli fino alla
terza e alla quarta generazione e poi abbiate il possesso della vita eterna,
con l'aiuto del nostro Signore Gesù Cristo.
La
benedizione di Dio Onnipotente, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
discenda su di voi e vi rimanga per sempre, Così sia.
Dev'essere
una santa ambizione per gli sposi tenere al posto d'onore nella loro casa l'immagine
del Sacro Cuore.
Sarà
un'ora di gioia grande quella in cui la famiglia si consacra al Cuore di Gesù.
Per gli sposi novelli soprattutto è lietamente augurale volere che sulla loro
casa e sul loro amore, che s'apre ai doveri nuovi ed alle nuove responsabilità,
vegli, garanzia di pace, di concordia, di bontà, lo sguardo di Gesù.
Preparate
la vostra consacrazione con solennità.
Chiamate
il Sacerdote, preferibilmente il vostro Parroco, a presiedere al rito. Nessuna
vanità nè chiasso sciupi l'intimità religiosa della vostra gioia, ma
piuttosto la vostra carità apra la via ai poveri: è il miglior modo di
celebrare le ore liete della famiglia.
Raccolti
intorno all'immagine del Sacro Cuore, che sarà posta nel luogo più distinto
della casa, il Capo della Famiglia legga l'atto di consacrazione, a cui il
Sacerdote potrà aggiungere una parola di circostanza e la Santa Benedizione.
Ogni
anno poi, nel giorno anniversario, si ripeta la cerimonia, sia pure senza il
Sacerdote ma con uguale solennità.
O
Cuore Sacratissimo di Gesù, Tu hai rivelato a S. Margherita Maria il
desiderio di regnare sulle famiglie cristiane: eccoci dunque qui raccolti
oggi, lieti di farTi piacere, per proclamare la Tua piena sovranità sulla
nostra famiglia. Vogliamo vivere d'ora innanzi la Tua stessa vita, vogliamo
far fiorire in seno alla nostra famiglia le virtù alle quali hai promesso la
pace quaggiù in terra, vogliamo tener lontano da noi lo spirito del mondo, che
Tu hai condannato. Tu solo regnerai nella nostra fede, regnerai nel nostro
cuore con quell'esclusivo amore per Te di cui arderanno i nostri palpiti, e di
cui terremo costantemente viva la fiamma con l'accostarci di frequente alla S.
Comunione. Degnati, o Cuore divino, di presiedere le nostre riunioni, di
benedire i nostri interessi spirituali e temporali, di tener lontano ogni
disgrazia, di santificare le nostre gioie, e di consolare le nostre pene. Se
talora mai avvenisse che qualcuno di noi per somma disgrazia Ti dovesse
offendere, ricordagli, o Cuore di Gesù, che Tu sei tutto pieno di bontà e di
misericordia per il peccatore che si pente. E quando risuonerà l'ora della
dipartita e la morte introdurrà nella nostra casa le gramaglie di qualche
lutto, fa' che tutti noi, e quei che partono e quei che restano, pieghiamo
docilmente il capo ai Tuoi eterni
decreti. Allora sarà per noi di conforto il pensare che
verrà
finalmente il lieto giorno nel quale tutta la nostra famiglia, riunita in
Cielo, potrà cantare in eterno la Tua gloria e i Tuoi benefici. Si degni il
Cuore Immacolato di Maria ed il glorioso Patriarca S. Giuseppe di offrirTi
questa nostra consacrazione e di conservarne sempre viva la memoria nei
nostri cuori per tutti i giorni della nostra vita.
II Cuore di Gesù, non potrà dimenticare le sue promesse proprio in favore delle famiglie dove è onorato e servito come in un santuario, dove gli sposi sono i Sacerdoti che offrono il Sacrificio della loro fatica quotidiana e i figlioli fanno corona, belli e buoni come gli Angeli.
O
Gesù, Redentore nostro amabilissimo, che venuto ad illuminare il mondo con la
dottrina e con l'esempio voleste passare la maggior parte della vostra vita,
umile e soggetto a Maria ed a Giuseppe nella povera casa di Nazareth,
santificando quella
Famiglia,
che doveva essere l'esemplare di tutte le famiglie cristiane, accogliete
benigno la nostra, che ora a Voi si dedica e si consacra.
Voi
proteggetela, custoditela, e stabilite in essa il Santo timor Vostro, la pace e
la concordia e la cristiana carità, affìnchè uniformansi al divino
modello della Vostra Famiglia, possa conseguire tutta intiera, nessuno
escluso, l'eterna beatitudine.
Maria,
Madre di Gesù e Madre nostra, rendete accetta a Gesù questa umile offerta,
ed otteneteci le sue grazie e benedizioni!
O Giuseppe, Custode SS. di Gesù e di Maria, sovveniteci in ogni spirituale e temporale necessità; sicchè possiamo con Maria e con voi eternamente benedire il divin Nostro Redentore Gesù.
Vi
siete incontrati sul sentiero della vita. Le vostre anime si sono riguardate. Si
è destata un'arcana corrente, una mutua inclinazione che ha attirato l'uno
verso l'altra.
II
giovane rappresenta la forza, la figliola la debolezza; egli la maestà, ella la
grazia; egli l'autorità, ella la tenerezza; egli la ragione, ella il
sentimento; egli è ardente e gagliardo come il sole, ella mite e dolce come la
luna.
Queste
doti diverse, questi pregi, per non rimanere incompleti ed isolati, Dio li ha
uniti, in modo da essere a vicenda l'uno compimento dell'altra.
Ai
piedi dell'altare, trepidando di gioia, pronunciaste in faccia al Sacerdote,
rappresentante di Dio, un « sì » irrevocabile. E Dio benedì la vostra
unione.
Ora
il giovane non è più giovane ma uomo, per la sua responsabilità, la sua
maturità di riflessione e per la maschia virtù di cui si deve rivestire: uomo
per la coscienza della sua missione, che gli fà preferire al piacere il
dovere. Uomo pel rispetto e per l'amore al sacro deposito affidato alla sua
custodia, deposito delicato, che, è la sua sposa. Uomo perchè diventa capo
di una nuova famiglia, investito dell'autorità stessa di Dio. II sacrificio
perenne della sua libertà gli sarà compensato con la gioia inestimabile di
servirsi chiamato col dolce nome di « padre ».
La
giovane non è più giovane; ma donna - derivato da « domina » latino - cioè
Signora. L'aureola scende a cingere la sua fronte, che conserverà sempre
qualcosa della sua freschezza e del suo candore verginale; la preoccupazione
degli abbigliamenti cederà il posto alla cura, all'ordine, al governo della sua
casa, piccolo nido, ove si svolge la sua vita, caldo per la presenza della sua
dolce luce e del suo amore.
Formare
la felicità dello sposo, avere coscienza della sua missione, esercitare
l'apostolato domestico, ecco la più nobile delle sue ambizioni.
Vedrà
ricompensato il sacrificio di ciò che una donna non possiede che una volta sola
al mondo - il fiore delicato del suo pudore e il primo slancio virgineo del
suo cuore - coll'essere chiamata col nome dolcissimo di « mamma », nome in
cui s'aduna ogni bontà e tenerezza, così che anche a pronunciarlo appena,
stringiamo due volte il labbro, quasi a racchiudere i nostri affetti in due
fervidi baci: Mam - ma!
L'amore
è il vincolo della famiglia. Quando manca, tutta la poesia della vita a due
svanisce. Povere famiglie, dove la casa è ridotta ad una locanda, dove solo la
necessità e l'interesse tiene uniti i membri, senza che regni tra loro
l'affetto che addolcisce tutte le amarezze, che rende sopportabili anche le
croci più pesanti.
Quanta
tristezza in quelle case dove mille sono le comodità moderne, ma è venuta a
mancare l'armonia.
A
tavola con gli invitati, si sorridono, in camera si graffiano.
La
vita per certi sposi - perdonate il brusco richiamo che vale solo per quelli che
furono uniti dalla passione o dall'interesse - si può riassumere così: «
parolone prima, paroline durante, parolacce poi ». Poveretti! Si conobbero
tre giorni, si amarono tre mesi, si sopportarono tre anni, si odiarono trenta...
e ne venne una
meschina
Divina Commedia al rovescio: Paradiso, Purgatorio, Inferno...
Via,
lontano da voi questa brutta prospettiva!
Co!
vostro « sì » pronunciato col tremito delle labbra, ma con la gioia piena
del cuore, avete giurato dinanzi a Dio ed al mondo il vostro amore. Ora è
sacro.
Ecco
perchè il Catechismo, questo piccolo grande libro così dimenticato, che
varrebbe, se conosciuto, ad assestare questo povero mondo, dice che il
Matrimonio Sacramento dona la grazia di santamente convivere ed educare
cristianamente i figlioli.
Santamente
convivere! Persuadetevi che la vocazione alla santità non è riservata ai religiosi,
ma Dio creandoci e soprattutto chiamandoci alla fede, tutti vuole santi.
L'amore
non deve essere soltanto umano: l'amore che è solo ebbrezza di passione non
è degno di un cuore cristiano, nè può formare la gioia della famiglia. E' una
vampata che s'accende un istante, ma quando il fascino dei sensi si attenua o
svanisce, cosa rimane?
Allora
è necessario un nuovo alimento alla fiamma, altrimenti l'affetto si spegne e la
compagine della famiglia è minacciata: non attesta tutto ciò una luttuosa
esperienza quotidiana? Divorzi che si moltiplicano, là dove una legge
anticristiana e antiumana li riconosce; divorzi dello spirito là dove il
tribunale umano non permette il divorzio legale! Ed ecco il disinganno dei
cuori che hanno bramato febbrilmente il piacere; ecco la sventura di innocenti
cha hanno succhiato dai genitori i germi della corruzione; ecco la povera casa
che si sfascia, il nido sconsacrato e i due che potevano essere felici, vivere
una vita errabonda. La ricerca spasmodica dell'ebbrezza senza mai trovarla è la
rivelazione più tragica che la folle speranza cede il passo alla nausea ed alla
disperazione.
L'alimento,
perchè l'affetto non si spenga, viene dalla Grazia, cioè dalla vita stessa di
Dio comunicata a noi dai Sacramenti, vissuta con la nostra corrispondenza, con
impegno di figli di Dio. « Nati non siam per viver come bruti - ma per seguir
virtude e conoscenza». (Inf. XXVI, 120).
Ma
come è possibile a noi che l'anima e il corpo ci siamo reciprocamente donato,
per un mirabile scopo, per una divina missione, è vero, ma pur sempre donato?
La
domanda esige una risposta, oggi soprattutto mentre pare che tutte le forze
siano coalizzate per svalutare la legge di Dio e sovvertire i diritti della
coscienza.
L'Apostolo
Paolo sintetizza così: « Alla moglie renda i l marito quello che le deve; e
parimenti la moglie al marito. Non vi defraudate l'un l'altro, se non di comune
accordo e per darvi all'orazione, e di nuovo riunitevi, perchè Satana non vi
tenti nella incontinenza ». Dalla quale dottrina risulta chiaramente:
1)
che l'uso del Matrimonio è uno dei principali doveri, a meno che intervenga
un mutuo accordo per un fine superiore;
2)
che, in virtù del contratto nuziale, i coniugi hanno scambievole diritto l'uno
dell'altro per ciò che si riferisce ai fini del matrimonio che sono due: dare a
Dio nuove creature che glorifichino il Suo regno, vincolino l'amore col frutto
dell'amore, dare agli uomini un rimedio alla concupiscenza, onde impedire che
senza dighe l'acqua limacciosa delle passioni straripi e semini strage, oltre i
limiti della famiglia;
3)
che non è lecito mai, per nessuna ragione stornare l'atto coniugale dal suo
fine, perchè ciò sarebbe contro natura.
L'egoismo
troppo spesso si nasconde sotto l'orpello delle difficoltà economiche e della
debolezza fisica.
Gesù
ha detto, per rispondere a tutte le obbiezioni: « Se avrete tanta fede, quanto
un granello di senape, potrete dire a questa montagna: levati di qui e gettati
in mare, e vi obbedirà ».
Non
dovete meravigliarvi se dopo la luna di miele incominciano a spuntare nelle
vostre relazioni delle spine. Ciascuno ha il suo carattere, i suoi difetti e
le sue virtù. Bisogna saper compatire, tacere, aspettare. Anche le giuste
osservazioni, vanno fatte a tempo e a modo, altrimenti ottengono l'effetto
contrario.
A
poco a poco - ci vuole il suo tempo - gli spigoli si smussano, le spine si
tolgono e si raggiunge una bella pace familiare.
Se
invece si vuole una felicità egoista a ogni costo, senza sacrificare nulla,
allora la casa diventa un continuo campo di battaglia perchè l'egoista
vuole tutto per sè. Non è più la casetta il nido felice che si è sognato, ma
un inferno anticipato.
Così
non deve essere, a costo di ogni sacrificio.
l'armonia
si ottiene usando principalmente i mezzi soprannaturali ma anche usando quelli
naturali. Voglio richiamare l'attenzione su di un tema troppo importante: il
risparmio.
Risparmiatrice
deve essere la donna nei giorni feriali, l'uomo nei festivi.
Se
la donna conosce l'arte di cucinare, speri de meno e accontenta di più. Se sa
lavare la biancheria, rimodernarla, riporla ben assestata negli armadi, se
invece di aver bisogno ogni momento della sarta sa come si tagliano gli abiti,
come si fanno i rammendi, come si smacchiano i vestiti, quale base di economia
assicura alla famiglia!
L'uomo
giorno per giorno tenga un suo bilancio, anche se piccolo, delle entrate e
delle uscite, proporzionando queste a quelle e subito si accorgerà che non sono
le spese straordinarie quelle che rovinano la famiglia e tanto meno le spese
normali, ma le spese minute e voluttuarie fatte ad ogni momento e senza bisogno.
Dopo
il lavoro è giusto e necessario il riposo fin dove è lecito e onesto, perchè
purtroppo vi sono anche divertimenti illeciti, dai quali la famiglia cristiana
deve astenersi.
Attenzione
innanzitutto al cinematografo. E' un mezzo per se stesso assai utile
all'istruzione, ma spesso diviene la sorgente di ogni male morale e fisico. Che
sollievo si trova, dopo il lavoro diurno, a chiudersi in un ambiente senz'aria?
Chi lavora e si affatica ha bisogno di aria pura e libera. Non parliamo delle
produzioni che senz'altro sono, per la maggior parte, in contrasto col buon
costume, con la decenza ed il pudore, o proiettati in ambienti per lo più
immorali. Se proprio non basta una buona gita a riposarvi e ridonarvi forza,
gioia, salute, frequentate solo quelle rappresentazioni che vi offrono le sale
dirette da persone che danno affidamento di serietà, o meglio ancora entrate
negli ambienti che ogni parrocchia ha allestito per fronteggiare il male.
La
gioventù, in generale, ama il ballo ed è felice quando può lanciarsi nel
vortice d'una danza, anche se lontano dalle pareti domestiche.
Col
ballo, ove con la promiscuità si respira la rovina, ove la compostezza e la
decenza fanno, a poco a poco, naufragio, l'anima ed il cuore si alterano, vivono
una vita di esaltazione che conduce alla morte morale.
Attenzione
alle letture. Un buon libro istruisce e diverte. Ma se la lettura di libri,
periodici, quotidiani buoni sono l'alimento sano per la mente e per lo
spirito, al contrario le cattive letture sono una rovina. Quante volte, di
fronte a certe cadute e smarrimenti di persone che pur davano affidamento, si è
costretti a dire: Galeotto fu il libro e chi lo scrisse.
Ogni
parrocchia ha la sua ben fornita biblioteca. Lì siamo sicuri di trovare un
buon amico nel libro, amico che ci eleva e ci aiuta a costruire ideali di
bellezza e di bontàl
A
conclusione di tutte queste raccomandazioni permettetemi che vi conduca, quasi
per mano, da Gesù, che ha ispirato quanto v'ho detto.
Bisogna
saldare i vincoli della compagine familiare proprio in Gesù.
II
Vangelo abbonda di scene ove compaiono innanzi a Gesù famiglie su cui è
passata la sventura, seminando a larga mano amarezze e dolori.
E'
un padre che ha un figlio epilettico e quando si rivolge a Gesù, Egli compie il
miracolo. E' una povera donna straniera che con le lacrime supplica di
guarirle la figlia inferma e Gesù l'esaudisce. E' un ufficiale regio che si
vede svanire tutta la felicità presente ed i sogni dell'avvenire per la mortale
malattia del figlio e quando ricorre a Gesù ottiene la duplice grazia: la
guarigione e la fede.
Anche
dove la morte è passata seminando la desolazione, appare la dolce figura di Gesù
a portare speranza e gaudio. « Non piangere dice alla Vedova di Naim, e
richiama il figlio a vita quando già lo portavano a seppellire. « Fanciulla,
alzati » dice alla figlia di Giairo e le lacrime del padre si convertono in
gaudio perchè riabbraccia la figlia già morta. « Lazzaro, vieni fuori! », e
dopo quattro giorni che era nel sepolcro, l'amico di Gesù è ridonato alla
dolce intimità della famiglia di Betania.
II
Gesù del Vangelo è ancor vivo in mezzo a noi. II suo braccio è sempre
onnipotente. II Suo Cuore palpita per l'umanità che ha ricomprato col Suo
Sangue.
Fidatevi
di lui, soprattutto voi Sposi che nel giorno del vostro amore benedetto avete
avuto l'assicurazione del Suo aiuto, quando ha trasformato la vostra casa in
un piccolo santuario e voi ha reso ministri della Sua onnipotenza.
Anche
dopo la tomba sarà Gesù a rinsaldare i vincoli familiari, perchè nel S.
Sacrificio della Messa e nella S. Comunione offerta in suffragio dei nostri
defunti, troviamo il coraggio di riempire i vuoti che la morte va aprendo ogni
giorno, perchè le pene divengono più lievi, nella certezza di ritrovarci con
lui in Paradiso.
Alla
parola del Catechismo che definisce il Matrimonio « Sacramento che dona la
grazia di cristianamente educare i figli », risponde la liturgia con una
stupenda immagine tolta dai libri santi: « La tua sposa sia come vite fruttifera
che allieti la tua casa e i tuoi figli come piccoli virgulti d'olivo intorno
alla mensa... ».
Conosciamo
l'ordine del Creatore: « Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra ».
Queste parole hanno creato il focolare domestico. E' da secoli che si attua e
secondo viene osservata o trascurata questa legge, cresce o si perde la
famiglia, fiorisce o vien meno la Patria, si nobilita o decade il genere umano.
«
Una famiglia senza figli è come un cielo senza stelle » diceva S. Nicolao da
Flue, il grande patrono della Svizzera, che ne aveva dieci, e li considerava
come altrettanti cuori che il Signore gli aveva dato per amarlo meglio. Guai se
i coniugi, dominati dall'egoismo o dal calcolo umano, pongono freno a quella missione
a cui Dio li ha chiamati!
Una
gabbia senza uccellini va messa in soffitta. Una casa senza figli diviene una
desolata tomba.
E
i genitori che hanno la gioia e la benedizione dei figli, li crescano bene.
Ottima cosa preoccuparsi della salute del loro corpo, ma per carità, non
dimentichino che i figli hanno anche un'anima. Cerchino perciò di istruirli,
guidarli al bene, soprattutto precedendoli con il buon esempio.
Non
si tratta di formare dei galantuomini ma dei cittadini del cielo. L'uomo in
istato di pura natura non è mai esistito. Dio creandolo l'ha posto in un ordine
soprannaturale dotandolo della grazia. E' chiaro quindi che per avere l'uomo
completo bisogna formare il cristiano integrale. Bisogna educare con Gesù.
Quante
volte Gesù disse: « Lasciate che i piccoli vengano a me! ». Vuole circondarsi
di fiori d'innocenza. Prima che vostri, prima che della Patria, i figlioli sono
di Dio. Se manca questa persuasione, non formerete mai, ricordatelo, nè degli
uomini, nè dei cittadini; avrete invece degli esseri anormali, con la coscienza
sviata, con la volontà spezzata, con una onestà solo apparente, perchè non
hanno alla base il senso di Dio.
Quando
Madama di Boisy intese che Dio aveva esaudito le sue preghiere, un segreto
istinto le diceva che quel fanciullo sarebbe divenuto un gran Santo. Essendo
stata portata in quel tempo la S. Sindone ad Annecy, non lontano dal Castello di
Sales, la pia signora accorse a venerarla, desiderosa soprattutto di consacrare
a Dio il frutto che portava in seno.
E
spesso poi, nella S. Comunione, rinnovava l'offerta ispirata dalla fede, offerta
che Dio accolse dandole un figlio apostolo, vescovo e santo: S. Francesco di
Sales.
Vostra
premura sia quella di battezzare il bambino nei primi giorni dalla nascita. II
Battesimo ce li ridona figli di Dio, membri della Chiesa, eredi del Paradiso.
E' colpa grave ritardare senza motivo il Battesimo e dimostra mancanza di
fede.
So
di una mamma, di profonda intuizione cristiana, che non baciava i suoi piccoli
se non quando erano tornati dal fonte battesimale.
I
padrini sceglieteli tra persone di fede provata e di pratica cristiana, perchè
come non affidereste ad uno zotico l'istruzione del vostro piccolo, così a un
miscredente o grossolano non si affida la responsabilità di un'anima.
il
fiore si schiude
Quando
poi il bambino si aprirà ai primi raggi dell'intelligenza, prendetelo sulle
vostre ginocchia e parlategli di Gesù, della Madonna dell'Angelo Custode.
Sapeste quanta intuizione delle cose divine c'è in queste tenere anime!
Il
giorno della Prima S. Comunione e della S. Cresima non sia occasione di fare
bella mostra di vanità, ma giornata di festa, perchè Gesù è venuto a
rinsaldare i vincoli della famiglia innalzando un nuovo altare e tabernacolo
della Sua presenza reale.
E
quando nell'adolescenza, fantasie e aspirazioni nuove e pericolose faranno
capolino e alla ingenuità del fanciullo sottentra una curiosità morbosa a
cui i compagni guasti pongono sovente esca fatale, fate attenzione: è la crisi,
seguita troppe volte dalla rovina.
Sono
i momenti decisivi di tutta una esistenza. Leggete negli occhi ai vostri
figlioli, studiatene i movimenti, seguitene i passi, vigilate sulle compagnie,
impedite le letture pericolose e i divertimenti disonesti.
Fate
intendere ai vostri figlioli che il nostro corpo è cosa sacra e va trattato con
modestia e severità, perchè la ragione deve dominare i sensi e gli istinti
devono star soggetti all'anima per non distruggere il disegno di Dio ed equipararci
ai bruti.
Evitate
un duplice errore. C'è chi credendo ad una innocenza, che non esiste, vede
tutto roseo, dorme tranquillo, cullandosi nella stolta persuasione che il suo
figliolo è un angelo. E c'è chi usando modi aspri e brutali, mentre cede
all'eccesso della passione, avvilisce e deprime, destando nell'anima del
fanciullo istinti selvaggi e chiudendo - forse per sempre - il suo cuore alle
espansioni affettuose, sì da renderlo estraneo alla famiglia.
Fiori
chiusi ai baci del sole e già avvizziti al mattino della vita!
Nè
eccessivo rigore, nè mollezza: la pianticella tenera si piega facilmente
nella direzione della mano che la tratta. Tenuto calcolo delle cattive. tendenze
che sono in noi, fate che non abbiano a prevalere col crescere degli anni:
allora sarà moralmente impossibile estirparle.
Devono
i figlioli imparare a rinunciare ogni giorno a qualcosa, a donare, a privarsi
anche di quanto può essere lecito per rendere contento chi è più povero e
meno fortunato.
Quando
sentiste che le vostre forze sono impari, pensate che Gesù è vicino a voi e
può preservare i vostri figlioli dalla catastrofe.
La
stessa premura che avete della loro salute fisica, della loro formazione
intellettuale abbiatela per la formazione spirituale. In ogni parrocchia ci sono
i Sacerdoti che hanno questa missione: dare Gesù; ci sono istituzioni, come
Patronati, Oratori, Associazioni, che hanno questo compito: affiancare la
famiglia, sviluppare il senso dell'apostolato per formare l'uomo integrale, il
cristiano!
Pregate
per i vostri figlioli. Chissà perchè in tanti anni di Sacerdozio, pochissima
volte ho incontrato dei genitori che m'abbian detto: « Celebri la S. Messa
perché i nostri figlioli crescano bene! »
Ci
si ricorda dei morti, dei malati fisicamente, di tante altre pur belle
intenzioni... e per i vostri figlioli che sono il tesoro più prezioso affidatovi
da Dio, quando pregate?
Pregate
coi vostri figlioli.
Come
ricordo le preghiere dell'infanzia insieme ai genitori e fratelli, soprattutto
il Rosario della sera! Ci si ritrovava tutti nell'unica fede e nell'unica
invocazione al Signore e alla Madonna. I legami naturali venivano perfezionati
ed elevati in un affetto saprannaturale. Così era bello vivere in famiglia.
La
salute dei bambini nascituri dipende in parte dalle cure che la madre ha avuto
di sè durante la gestazione. E' necessario che le giovani spose non appena
hanno la certezza di albergare una nuova vita, si astengano dalle fatiche
eccessive, evitino le commozioni troppo violente ed i lunghi viaggi. Debbono
astenersi dalle bevande e dai cibi eccitanti. L'alimentazione dovrà essere
disciplinata dal medico o dall'ostetrica, essendo facili le sofferenze a
carico dello stomaco o dell'intestino.
Le
gestanti debbono curare il regolare funzionamento dell'intestino provvedendo
all'uopo con qualche blando purgante per bocca.
La
gestante deve evitare bagni troppo caldi generali o parziali ed in special modo
i pediluvi; dovrà tenere pulite le parti delicate con bagnoli tiepidi locali
e mantenere asciutte le parti con pezze o cotone.
L'apposita
camera dove si tiene il bambino, sia esposta se possibile a mezzogiorno, ove sole
e aria, aria pura e libera, fonte di salute, non manchino. Se il bambino è sano
la temperatura della camera non deve superare il 17°.
La
culla, non abbia inutili drappeggi, basterà sovrapporre una tendina di garza
finissima. per proteggere il neonato dalle mosche, dall'aria e dalla luce
troppo viva.
Non
si usino le culle a dondolo, perchè il bambino non deve mai essere cullato. E'
bene specie nei primi tempi, lasciare il bambino nella culla il più che sia
possibile, perchè resta più tranquillo e digerisce meglio. La culla va posta
distante dal muro in modo che l'aria vi circoli tutt'intorno, ma bisogna evitare
le correnti.
I
bimbi per essere belli non hanno bisogno di nulla, e sono tanto più belli e
graziosi quanto meno ricercati sono i vestiti, nè hanno bisogno di inutili
ninnoli d'oro, cipria, profumi. Acqua sempre, mattina, mezzogiorno, sera;
molta acqua, molti bagni, che rinforzano, puliscono, rinfrescano e niente
altro.
Per
il vestito del lattante si raccomanda di astenersi assolutamente dalla
fasciatura. completa che avviluppa e serra insieme le membra e il corpo; più
libertà ha il bambino, più egli diviene robusto e ben fatto. Che il bambino
cresca più diritto se fasciato, è una falsa credenza; molti illustri medici
hanno constatato che è più facile l'incurvatura delle tibie nei bambini
fasciati.
II
bambino deve essere vestito più o meno pesante secondo i paesi e le stagioni,
ma bisogna preservarlo con cura da ogni eccesso di freddo e di caldo, sia
fuori sia dentro la casa. Nei primi quindici giorni una leggera cuffietta
proteggerà la testa, ma si badi che il padiglione delle orecchie non prenda
pieghe viziose; le manine, nei primi giorni, se d'inverno, dovranno essere
protette da manopole di flanella. Per trasportare il bimbo nelle prime settimane
è opportuno adagiarlo su di un cuscino. II freddo è un gran nemico dei
neonati.
L'allattamento
materno è quello che più si confà alla natura del neonato; la privazione di
questo è la prima causa dei disturbi gastro-intestinali infantili.
Ogni
madre deve allattare il proprio figlio.
La
prima poppata si dà 12-24 ore dopo la nascita e bisogna subito regolare
l'orario e il numero dei pasti. Fra una poppata e l'altra ci deve essere un
intervallo di 3 ore nei primi giorni, e nel primo mese, tre ore e mezzo nel
secondo e di quattro ore in seguito, ed ogni poppata deve durare in media dai 15
ai 20 minuti. E' di somma importanza per un buon allattamento l'orario delle
poppate, le quali devono anche essere regolate in rapporto allo sviluppo del
bambino; nei prematuri, ad esempio, le poppate devono essere più avvicinate
che non nei bambini bene sviluppati. L'ultima poppata della giornata dovrebbe
essere alle ore 24 e la prima del giorno successivo alle 6 circa del mattino;
onde lasciar riposare l'apparato digerente del lattante ed anche perchè la
nutrice possa godere varie ore consecutive di riposo.
II
lattante deve essere tenuto a testa alta durante il succhiamento affinchè
rimanga libera la respirazione per il naso.
Durante
il periodo dell'allattamento la madre o la nutrice deve curare bene la
nutrizione, mantenere in buone condizioni le vie digerenti, evitare le
fatiche eccessive e le emozioni vive, dormire almeno sei ore. Se l'allattamento
non procura disturbi gli alimenti comuni e le vivande non devono essere
variate. La durata dell'allattamento puro materno o della nutrice deve andare
dai sette agli otto mesi e lo svezzamento deve essere fatto gradualmente,
sostituendo a qualche poppata pappe fatte con farine lattee o con tarine
speciali.
Verso
il decimo mese si possono dare alcune minestrine di pastina glutinata molto
diluite. Se si deve ricorrere all'allattamento della nutrice si cerchi allora
una nutrice sana e possibilmente se ne conosca la sua vita abituale e
l'ambiente familiare. Dovrà avere dai 20 ai 35 anni, possibilmente contadina più
che cittadina, nata in un paese sano e non malarico, meglio se pluripara che
primipara, maritata anzichè nubile per maggiore sicurezza di moralità e che
non allatti da molti mesi.
L'esame
della balia deve essere fatto dal medico. La scelta della balia deve essere
fatta con scrupolosa cura e non fidarsi della garanzia di una qualsiasi
mediatrice.
Esiste
una legge sul baliatico a difesa dei bimbi che si danno a balia e le madri si
debbono valere rigorosamente dei benefici che offre questa legge.
ALLATTAMENTO
MISTO
In
caso che la madre abbia secrezione lattea scarsa è necessario intraprendere
l'allattamento misto, cioè allattamento fatto in parte con latte naturale e
parte con latte vaccino.
E'
indispensabile che fino al sesto mese il, latte sia l'unico alimento del
bambino. In casi particolari potrà essere sostituito da speciali preparati, che
devono essere consigliati dal medico o dalla levatrice.
ALLATTAMENTO
ARTIFICIALE
Solo
in caso di assoluta necessità si deve ricorrere all'allattamento artificiale.
II latte di vacca è quello comunemente usato, però va corretto e
sterilizzato. l'allattamento artificiale si pratica con un apparecchio detto
poppatoio.
II
poppatoio dopo ogni poppata dev'essere accuratamente lavato con una soluzione
tiepida di bicarbonato di soda. Non bisogna mai dare al bambino il latte
residuato nella bottiglia, che nuocerebbe molto alla sua salute.
Non
si deve assolutamente far uso del latte non bollito anche se appena munto.
Non
si ponga mai a dormire il fanciullo nello stesso letto nel quale dorme la
madre o la nutrice, per il pericolo che durante il sonno rimanga soffocato, nè
lo si lasci dormire in braccio o nel seggiolone.
Sin
da principio il bambino deve essere abituato a dormire nella sua culla.
Nelle
prime settimane di vita il bambino sane deve poppare e dormire; non lo si deve
però adagiare sul letto supino, perchè se vomitasse potrebbe soffocarsi
entrando il latte nelle vie aeree; va messo di fianco, ora sul lato sinistro
ora su quello destro. II bambino da un anno a 4-5 deve dormire almeno 3 ore dopo
il secondo pasto, specialmente d'estate. Dai 6 ai 12 anni il sonno deve durare
almeno 10 ore, fino a 6 o 7 anni i bambini devono andare a letto' presto, non
abituarli a dormire col lume acceso.
li
peso del bambino è un criterio importantissimo per indicare se sta bene, se
continua a star bene, se si è ammalato, se è guarito.
I
bambini alla nascita pesano in media 3250 grammi; le bambine 3000 grammi.
Da
sette giorni a cinque mesi un fanciullo che ha buona costituzione, e cresce
regolarmente, aumenta da 20 a 25 grammi per giorno. Dai cinque mesi in avanti
aumenta ogni giorno di 15 grammi. A cinque mesi pesa il doppio di ciò che
pesava quando nacque. Ai sedici il doppio di 'quanto pesava ai cinque. Tale è
la tabella esatta; qualunque diminuzione di questo peso normale deve
richiamare l'attenzione dei genitori.
Conviene
vaccinare presto il neonato, cioè nelle prime settimane di vita ed in caso di epidemia
vaiolosa, nei primi giorni, in ogni modo, sempre prima della crisi dentaria,
cioè a 4 o 5 mesi.
E'
poi necessario e obbligatorio per legge rivaccinare prima che il fanciullo
compia il decimo anno. I genitori e quanti ne fanno le veci sono responsabili
dell'adempimento delle disposizioni di legge sulla vaccinazione e rivaccinazione.
Solitamente verso il quarto giorno dell'innesto si inizia la formazione della
pustola, la pelle nel punto dove è avvenuto l'innesto, se è positivo, si
eleva, diventa rosea e dà prurito, al settimo giorno è ben evidente e si
completa all'ottavo, al nono, al decimo giorno. Comincia ad essiccare al
dodicesimo giorno; distacco della crosta a tre o quattro settimane
dall'innesto.
l'eruzione
dentaria o dentizione si compie in due periodi. II primo periodo comprende l'eruzione
di 20 denti che diconsi denti temporanei o primi denti e si svolge tra i sei
mesi e i due anni e mezzo. Essi cadono naturalmente dal 7" al 12"
anno. II secondo periodo comprende l'eruzione dei denti permanenti e dura dai
6-7 anni ai 25.
In
molti bambini i denti spuntano facilmente senza dare altro disturbo che una
maggior salivazione, mentre in altri la dentizione è laboriosa, e può anche
dare un po' di febbre, od altri disturbi più gravi (vomito, diarrea, ecc.) ma
non esistono vere malattie prodotte dalla dentizione. Molte mamme credono di
facilitare la eruzione dentaria dando in mano ai loro bimbi piccoli strumenti di
osso e avorio che vengono costantemente messi in bocca. Questi oggetti
induriscono la gengiva ed inceppano la eruzione dentaria anzichè facilitarla;
debbono perciò essere assolutamente aboliti, ma si possono sostituire con gli
igienici anelli per dentizione in tutta gomma o galalite.
II
medico vedrà se è del caso incidere la gengiva per facilitare l'uscita del
dente, molte volte basta un leggero massaggio fatto con le dita disinfettate
per ottenere lo scopo.
E'
da tenersi presente che tante volte la dentizione è ritardata o stentata,
causa la deficenza di sali calcarei nell'organismo. E' bene in questi casi
invocare il parere del pediatra.
I
denti temporanei come i denti permanenti sono soggetti a cariarsi, i primi con
molta più facilità perchè meno resistenti. La carie dei denti è dovuta alla
mancata pulizia della bocca, e per evitarla i fanciulli devono abituarsi alla più
scrupolosa pulizia dei denti da farsi dopo ogni pasto e specialmente la sera
prima di andare a letto. II bambino deve lavarsl la bocca con liquidi
antisettici.
L'uso
dello spazzolino è. pure indicato per asportare i rimasugli di cibo e deve
essere passato su tutte le faccie dei denti e quindi anche sulla faccia
interna 'di essi; però non deve essere molto duro che altrimenti irriterebbe le
gengive.
Appena
che il bambino viene alla luce e prima che apra le palpebre è d'obbligo (e lo
deve fare l'ostetrica od il medico che assistono al parto) la lavatura degli
occhi con soluzione antisettica adatta e quindi I'instillazione di qualche
goccia di nitrato d'argento in soluzione, nel sacco congiuntivale. Ciò per
evitare lo svilupparsi di una speciale malattia detta oftalmia dei neonati,
infettiva in alto grado e capace di distruggere la superficie della cornea, di
dare la cecità. La maggior parte dei ciechi nati, devono a trascuranza di
questa pratica, la loro grande sventura.
Nei
periodi successivi alla nascita occorre giornalmente lavare gli occhi con
batuffoli di cotone pulitissimo intriso in semplice acqua bollita, allo scopo
di togliere le sostanze estranee, cispa che si accumula sul bordo palpebrale;
dando irritazione di questo, della congiuntiva e talora vera infiammazione.
Occorre
evitare ai bambini forti impressioni luminose, fare sl che la luce non giunga
loro troppo obliqua, il che può produrre strabismo, Non si lascino giuocare con
oggetti troppo piccoli e non si insegni troppo presto a leggere o scrivere.
La
pulizia va fatta al solito con batuffoli di garza arrotolata intorno al dito e
bagnati nell'acqua bollita tiepida. Così si può togliere il cerume ed il
sudiciume del condotto uditivo esterno in principio e dalle sinuosità del padiglione.
Non
si usino oggetti appuntiti per togliere quello che è in fondo, neppure con
strumenti si facciano tentativi per estrarre insetti o corpi estranei. Sé
questi sono penetrati nel condotto uditivo si ricorra al medico, tutt'al più
si faccia qualche irrigazione tiepida, fatta con la pera di gomma, moderando
assai la pressione. Gli insetti muoiono instillando qualche goccia d'olio o di
glicerina.
Non
si dovrebbero mai portare orecchini. Anche l'uso degli elastici e delle fettucce
per trattenere la cuffia od il cappello è spesso provocatore o aiutatore
degli eczemi retroauricolari.
Le
deformità della posizione del padiglione (orecchie ed ansa) si possono tentare
di correggere con apposite reticelle o con applicazioni di striscie di cerotto
adesivo.
Appena
si manifesta uscita di pus dal condotto uditivo, non si esiti a ricorrere al
medico. I suoni troppo acuti, stridenti, stonati, le vibrazioni dell'aria troppo
forti, devono essere risparmiati ai bambini, come anche le chiamate e le urla.
Pessimo scherzo è quello di gridar forte o zufolare all'orecchio del bambino;
si possono provocare disturbi nervosi gravi o peggio la rottura della membrana
timpanica.
dai
6 ai 12 anni Periodo d'incubazione - Siniomi
Difterite
(2-10
giorni) - Febbre in genere lieve, abbattimento, cefalea, non sempre il bambino
accusa male di gola.
Morbillo
(8-20
giorni) - Febbre remittente che si eleva fino a 39", tosse secca stizzosa,
starnuti, arrossamento degli occhi, lacrimazione, fotofobia. Piccole macchie
rosse sul palato e sulle guance, segue eruzione cutanea.
Rosolia
(18 giorni) - Febbre lieve, cui segue. eruzione morbilliforme.
Quarta
malattia
(4-6 giorni) - Febbre lieve, segue eruzione cutanea.
Scarlattina (3-7 giorni) - Febbre elevata a 39", vomito, dolor di gola, segue eruzione cutanea.
Varicella
(14-20 giorni) - Manca il periodo prodromico; modica febbre, eruzione cutanea.
Vaiolo
(8-12
giorni) - Malessere, febbre, rachialgia, vomiti, al 3" giorno insorgenza
di piccole macchie rosse sulla pelle, che si trasformano nei giorni
successivi in papule, vescicole e
pustule.
Pertosse
(7-14 giorni) - Starnuti, tosse che va aumentando ed è specialmente più
intensa di notte.
Orecchioni
(20
giorni) - Malessere, lieve febbre, vomito, senso di stiramento nella regione
pre-auricolare, tumefazione della regione paroditea.
Influenza
(1-5 giorni) - Febbre, cefalea, mial. gia, nevralgia, prostrazione.
Tifo
addominale
(21 giorni) - Malessere, cefa. lea, epistassi, febbre che va gradatamente
aumentando, all'8" giorno presenza di roseola sulla pelle.
Tifo
esantematico o petecchiale
(12-14 giorni) - Febbre, delirio seguito da stupore, comparsa di petecchie
sulla pelle.
Dissenteria
(8-15
giorni) - Dolori addominali, diarree, tenesmo molesto.
Colera
(1-3
giorni) - Diarrea premonitoria, cui segue diarrea risiforme con vomito,
contratture, ecc.
Menengite
cerebro-spinale epidernica
(10 giorni) - Stanchezza, svogliatezza, dolore al capo, vomito, rigidità
della nuca, febbre.
Eresipela
(12 giorni) - Arrossamento, tumefazione nettamente delimitata della pelle,
dolore e febbre alta.