Padre
Ángel Peña O.A.R.
traduzione di Sara Pagliaroli
Edizioni Villadiseriane
Nihil obstat
P. Agostino Lira Chiok
Vicario provinciale del Perù
Agostino Recoleto
Imprimatur
Mons. José Carmelo Martínez
Vescovo di Cajamarca (Perù)
© Edizioni Villadiseriane
via Locatelli 1, 24020 Villa di Serio (BG)
finito di stampare nel mese di novembre 2006
presso Tecnoprint - Romano di Lombardia (BG)
Distribuzione
Mescat - Milano
Attraverso
le pagine di questo libro desideriamo far comprendere quanto sia importante
l'amicizia con i nostri angeli custodi e, in generale, con tutti gli angeli,
poiché gli angeli sono reali quanto l'aria che respiriamo. Loro ci amano e si
curano di noi. Sono forti e belli, più lucenti del sole. Sono puri e ricolmi
d'amore. Per questo dovremmo essere orgogliosi di stringere amicizia con loro.
Nel
libro "Il tuo amico l'angelo" ho già affrontato questo argomento, ma
è talmente grande la mia passione per loro che ho deciso di approfondire la
tematica nella speranza che ci siano sempre più cattolici amici degli angeli.
Qualche volta li abbiamo ringraziati per il loro aiuto e la loro protezione? Ci
ricordiamo qualche volta di invocarli o di chiedere loro aiuto in momenti
difficili della vita? Ci ricordiamo di salutare e amare gli angeli delle persone
che ci sono vicine? Molte sono le domande che potremmo porre. Voglia il cielo
che noi siamo coscienti dell'importanza degli angeli e dell'efficacia di essere
loro amici!
Caro
lettore, il mio desiderio è che tu sia in amicizia con tutti gli angeli,
specialmente con il tuo angelo custode. Vale la pena di accettare l'amicizia che
ci offrono e di offrire loro parimenti la nostra. Gli angeli son sempre vigili e
pronti ad aiutare. Non sono mai oziosi, ma aspettano la tua chiamata per entrare
in azione aiutandoti. Per questo ti auguro un buon viaggio attraverso la vita in
compagnia degli angeli.
Gli
angeli sono esseri personali, spirituali, servitori e messaggeri di Dio (Cat
329). Sono creautre personali e immortali e superano in perfezione tutte le
creature visibili (Cat 330). Per questo motivo, è davvero triste vedere che
molta gente ha una considerazione totalmente sbagliata degli angeli e che mai
cercheranno la loro amicizia perché non credono che siano persone; anzi
arrivano a confonderle con energie o forze impersonali, incapaci di pensare o di
agire da se stessi come individui.
Purtroppo
se una persona si reca in libreria troverà diversi libri relativi agli angeli,
che offrono fortuna e denaro, o aiutano ad ottenere un buon successo. Questa
sembra l'unica cosa che interessa ad alcune persone.
Altre
persone considerano gli angeli alla stregua di schiavi degli uomini, come se
tutto ciò che loro chiedono debba venir automaticamente esaudito. Secondo
costoro gli angeli possono rispondere a qualunque domanda riguardante ogni tipo
di argomento o possono intercedere in qualunque evento, come se fossero robot, e
quindi, per loro gli angeli agiscono senza intelligenza e senza libertà. Tutto
ciò è quanto mai lontano dalla realtà. Gli angeli sono buoni, ma non schiavi.
Loro obbediscono a Dio e sono a sua disposizione per aiutarci.
Taluni
confondono gli angeli con i propri sentimenti. Parlano di angeli interiori ed
esteriori. Inoltre impongono loro i nomi più disparati possibili. Alcuni dicono
che vi siano angeli legati ai segni zodiacali, o ai giorni della settimana o ai
mesi o legati all'anno, o, persino, angeli legati ai colori o ai sentimenti.
Sono
tutte idee totalmente sbagliate, quanto mai lontane dalla dottrina cattolica.
Non
mancano coloro che tengono corsi e conferenze per insegnare a comunicare con gli
angeli, cosicché solo gli iniziati possono farsi capire e aiutare da loro.
Alcuni
sostengono che si debbano mettere sei candele e sei vasi al cui interno sono
inserite sei richieste e attendere una determinata ora affinché gli angeli
giungano in nostro aiuto.
Nel
libro Giocando con gli angeli di Hania Czajkowski, si suggerisce
il miglior modo per ottener consigli dagli angeli e intessere una buona
comunicazione con loro. Nel libro si spiega un gioco magico per cui, combinando
due serie distinte di carte (che in totale sono 104), si arriva a dialogare con
gli angeli e ad ottenere risposte ai nostri problemi.
In
questo stesso libro è inclusa una Cassetta di primo soccorso angelico, utile
per curare tutte le ferite dell'anima con considerevoli dosi d'affetto e
tenerezza angelica. Sembrerebbe che, in questo caso concreto, si possa ottenere
qualunque cosa attraverso le carte, le quali contengono oracoli con tutte le
risposte alle nostre domande e necessità.
Altri
sostengono che il dialogo con gli angeli possa realizzarsi attraverso i sogni o
le meditazioni trascendentali o, ancora, alcune preghiere speciali. Propongono
di svolgere alcuni riti per migliorare il dialogo: come mettersi particolari
vestiti, giacché ciascun colore attrae un certo tipo di angelo. Alcuni parlano
pure di cristalli angelici, i quali sono ricolmi di energia angelica e servono
per comunicare con loro. Chiaramente questi cristalli e altri oggetti di
contatto costano parecchio e non sono di certo per i poveri.
Si
vendono anche talismani e oggetti pieni di energia angelica per difendersi dai
propri nemici. In alcune botteghe si vendono essenze di angeli e liquidi di
distinti colori per comunicare con differenti categorie di angeli.
Taluni,
che si ritengono esperti dell'argomento, affermano che il colore rosa sia adatto
per comunicare con l'angelo custode; l'azzurro per entrare in contatto con gli
angeli che guariscono; il rosso per comunicare con i serafini... Secondo costoro
ci sono angeli specialisti nel trovar marito o nel guarire dal cancro o
dall'aids o dai problemi alla gola o allo stomaco. Altri sono specialisti
nell'insegnare a guadagnare facilmente del denaro e ad ottenere un lavoro. Ogni
angelo è associato ad un mestiere. Angeli per gli architetti o gli ingegneri o
gli avvocati, i medici, etc.
Normalmente
questi sapienti, o meglio questi saputelli, su temi concernenti gli angeli
accettano la reincarnazione e credono che vi siano angeli per gli uomini in
questa vita e per le successive vite che seguiranno. Parlano di angeli e di
reincarnazione! Quanto di più contradditorio per un cristiano! I seguaci della
Nuova Era affermano che non ci sono angeli caduti o demoni. Tutti sono buoni;
sostengono che i demoni non sono malvagi. Mescolano gli angeli con l'occultismo
e, a volte, affermano che gli angeli sono extraterrestri o la reincarnazione di
uomini superiori, che già passarono per questo mondo... Per quanto riguarda le
opinioni, sembra che tutte abbiano lo stesso valore. Ma noi, noi non possiamo
credere a tali barbarie, che possono portarci alla confusione o alla negazione
dell'esistenza di questi esseri così puri e così belli, nostri compagni di
cammino, che Dio ci ha dato come amici per aiutarci nelle nostre lotte e nelle
difficoltà della vita.
Per questo si selezionino i libri che si decide di leggere, si abbia la prudenza di non assistere a corsi o conferenze sugli angeli tenuti dalle sette o dai gruppi non cattolici e, soprattutto, si conosca ciò che afferma la Chiesa nel Catechismo e che ribadiscono i santi che hanno vissuto in intima comunione con gli angeli e sono quindi un esempio per noi.
Senza
dubbio i demoni esistono e sono tantissimi. Sono angeli caduti che si
ribellarono a Dio. Nel mio libro La vita è una lotta contro il male, ho
affrontato proprio questo argomento. Contro di loro dobbiamo lottare ad
oltranza, giacché, come ci dice san Paolo: "Non lottiamo contro una natura
umana mortale, ma contro i principi, contro le potenze, contro dominatori di
questo mondo oscuro, contro gli spiriti maligni delle regioni celesti" (Ef
6, 12).
I
demoni lottano per allontanarci da Dio e inglobarci nel loro regno di malvagità
e portarci a vivere con loro all'inferno, per sempre. Ma con l'aiuto di Dio
possiamo vincerli.
Padre Giovanni Salerno, missionario sull'altopiano andino nel sud del Perù, racconta che, una volta, gli si presentò una povera donna, decisa a lasciargli suo figlio, supplicandolo con le lacrime agli occhi affinché cercasse qualcuno che lo adottasse in Europa, e se ne andò.
"Questa
povera donna era una "schiava". La sua padrona, una maestra, era la
padrona del suo villaggio, padrona delle mucche, padrona di tutto: una vera
tiranna; e quando seppe il fatto, scatenò un inferno contro di me, costringendo
la mamma del bambino a cercarmi affinché glielo restituissi. Ma non potevo
ridarlo perché l'avevo già mandato dal giudice di pace di Cotabambas. Quella
despota seminò calunnie contro di me per tutto il villaggio...
Forte
del fatto che il giudice di pace aveva affidato a me quel bambino, e quindi,
secondo la legge, il bambino era mio, decisi di andare al villaggio (per
appianare la questione). Ma giunto all'ingresso del villaggio, il cavallo non
era in grado di fare un altro passo. Con la testa faceva grandi sforzi per
avanzare; ma inutilmente, sembrava che ci fosse dinnanzi a lui una muraglia
insuperabile.
Quindi
scesi da cavallo, recitai una preghiera di liberazione dal maligno e aspersi il
cavallo con acqua benedetta. Fatto ciò il cavallo si mise immediatamente a
galoppare. Tutti quanti si attendevano accadesse una strage da un momento
all'altro, invece no: quel bambino lasciato libero dalla padrona corse tra le
mie braccia. Oggi è un giovane che vive in Italia, adottato da una meravigliosa
coppia di sposi(1).
Potrei narrare molti aneddoti sul demonio. Per esempio, Satana si infuriò contro di me e iniziò a inquietare e tormentare il mio animo con terribili paure e angosce, tant'è che cominciai ad avere disturbi al cuore e nessuna medicina poteva restituirmi la serenità e la salute, a tal punto che, solo con grandi sforzi e senza uscire dalla mia stanza, riuscivo a celebrare la santa messa.
Però pregavo la Vergine Maria, la pregavo, la pregavo... Pregavo e non mi stancavo di recitare rosario dopo rosario, tutto il giorno. Ma, quando la situazione peggiorò, chiesi a Alipio, l'autista della Missione, di portarmi a Cuzco e da lì a Lima. A metà del cammino verso Cuzco, ci fermammo per riposarci un poco. Fu allora, mentre scendevo dalla macchina, che sentii una forza misteriosa lasciare il mio corpo; sentii che qualcosa, come un essere, usciva dal mio corpo e allo stesso tempo ritornavano in me le forze e la voglia di vivere"(2).
Ricordo
che un sacerdote andò a benedire una casa e, arrivando dinnanzi ad una certa
stanza, nella quale si erano praticati riti magici e divinazioni, non riusciva
ad entrare per benedirla, era come se vi fosse una forza potente ad
impedirglielo. Invocò Gesù e Maria e riuscì ad entrare, trovando in uno dei
cassetti della stanza alcune figure diaboliche, che erano state usate nelle
sedute magiche. Per questo è importante benedire le case e le macchine per far
scendere su di esse la protezione di Dio. Soprattutto, bisogna benedire i luoghi
dove sono state fatte magie o fatture e bruciare gli oggetti che sono stati
usati. Si può pronunciare la seguente orazione, aspergendo acqua benedetta:
"Signore, scendi in questa stanza, allontana da essa tutte le insidie del
nemico, che i tuoi santi angeli abitino in essa e ci conservino nella tua pace.
Amen".
Teniamo
bene a mente che il Demonio è potente, ma Dio è più potente. E ogni angelo può
placare il potere di tutti i diavoli malefici radunati, poiché agisce per conto
di Dio. Questo stesso potere è stato dato a noi da Gesù, se agiamo con fede:
"Nel mio nome scacceranno i demoni". (Mc 16, 17).
Quanti
incidenti si eviterebbero e da quanti mali saremmo liberati se invocassimo con
fede l'aiuto del nostro angelo!
Gli angeli sono buoni e sono fedeli a Dio. Ci sono milioni di angeli che adorano Dio dinnanzi al suo trono. Così riporta l'Apocalisse: "Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era di miriadi e migliaia di migliaia..." (Ap 5, 11).
"...Giorno
e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo il Signore Dio,
l'Onnipotente ... E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore
e grazia a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i
ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e
adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone
davanti al trono dicendo: Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la
gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua
volontà furono create e sussistono". (Ap 4, 8-11).
Gli
angeli saranno felici che ci uniamo a loro per adorare il nostro Dio e Signore.
Per questo, quando andiamo in una chiesa, mentre adoriamo l'Ostia Santa,
pensiamo che ci sono milioni di angeli, e uniamoci a loro nell'adorazione del
nostro Dio.
Secondo
tutti gli autori, ci sono nove cori di angeli:
1 -
ANGELI, che compaiono in molti testi biblici (Ap 5, 11; Dn
7, 10);
2 -
ARCANGELI, specialmente san Michele, Gabriele e Raffaele (1 Ts 4, 16);
3 - PRINCIPATI (Ef 6, 12; Col 1, 16; Rm 8, 38; 1 Col 15, 24; Ef 1, 21; Col 2, 15; Col 2, 10; Ef 3, 10);
4
- VIRTÙ (Ef 1, 21; 1 Pt);
5 -
POTESTÀ (Stessi testi dei Principati);
6 -
DOMINAZIONI (Col 1, 16; Ef 1, 21);
7 -
TRONI (Col 1, 16);
8 -
CHERUBINI (Ez 10, 1-20; Gn 3, 24);
9 -
SERAFINI (Is 6, 2-6).
In
base alla rivelazione fatta da Dio alla mistica tedesca Mechtilde Thaller
(1868-1919), ai Principati è affidata la cura delle parrocchie e di
tutti i loro fedeli. Sono sempre in adorazione di Gesù Sacramentato, giorno e
notte, e pregano per i fedeli della parrocchia. Nessun sacerdote dovrebbe
scordarsi di salutare l'angelo della sua parrocchia e gli angeli che circondano
e adorano Gesù dinnanzi all'altare della parrocchia.
Gli
angeli Virtù sospingono verso le virtù e le incarnano in diversi modi.
Alcuni di questi angeli si distinguono in modo particolare in alcune virtù, per
esempio: nella purezza, nella fedeltà, nella generosità, nella pazienza,
nell'allegria, nella speranza. Per questo, sarà più che opportuno chiedere
all'angelo Purezza questa virtù, o all'angelo Allegria, che ci doni l'allegria
necessaria per liberarci dalla tristezza. E allo stesso modo possiamo
comportarci con altre virtù; soprattutto con quelle di cui maggiormente
abbisogniamo.
Gli
angeli Potestà accompagnano i loro sacerdoti nelle funzioni religiose,
soprattutto, quando celebrano la messa e si confessano...
Gli
angeli Dominazioni sono angeli che proteggono specialmente i missionari
per la gloria e l'ampliamento del regno di Dio. Sono gli angeli
dell'insegnamento, anche nelle università, nella direzione spirituale...
I
Troni sono angeli della categoria regia, poiché sono angeli che aiutano
e assistono i re e i loro alti dignitari.
I
Cherubini sono le spade di Dio, spade di fuoco e stanno dinnanzi al trono
del Papa e dinnanzi a certi santuari per proteggerli.
I
Serafini sono gli angeli-amore, che stanno al servizio dell'amore. Senza
sosta adorano e amano la Santissima Trinità. Sono stati creati per amare e
adorare Dio. Sono gli angeli più spirituali, i più amorevoli: sono pieni del
fuoco dell'amore di Dio.
Forse
queste idee di Mechtilde Thaller sono opinabili, ma ciò che è certo è che ci
sono cori di angeli diversi, che mantengono missioni distinte e con ciascuno di
questi cori sarebbe bello stringere amicizia affinché ci aiutino nel corso
della nostra vita.
Dal
canto mio, di volta in volta, quando celebro la messa, invito in maniera
personale uno dei cori angelici, affinché, in giorni diversi, possa tenermi la
sua speciale compagnia e, normalmente, li invito tutti a starmi accanto mentre
celebro la messa(3).
1.
STORIE BIBLICHE
1.
L'ANGELO DEL DESERTO
Nella
storia di Agar, schiava di Sara, la moglie di Abramo, si racconta che Agar fuggì
nel deserto perché Sara la maltrattava. Un
angelo di Dio le si mostrò vicino ad una fonte d'acqua. E l'angelo le consigliò
di tornarsene indietro (Gn 16). Ma quando nacque Ismaele, figlio di Abramo, Sara
divenne gelosa e ordinò che Agar se ne andasse. Lei vagò per il deserto,
disperata, alla ricerca di acqua, perché suo figlio stava morendo di sete e
continuava a piangere. Allora l'angelo tornò ad apparirle di nuovo e le disse:
"Non temere, perché Dio ha ascoltato la voce del fanciullo là dove si
trova... Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a
riempire l'otre e fece bere il fanciullo" (Gn 21, 17-19).
Gli
angeli possono apparirci per intercessione di Dio per salvarci dal deserto della
solitudine o dell'incomprensione. Altre volte gli angeli possono ispirare
qualcuno che venga da noi per offrirci aiuto, e, proprio come un angelo, risolva
il nostro problema. Gli angeli nobilitano il nostro animo e ci aiutano a
superare le difficoltà per compiere la nostra missione.
2.
L'ANGELO DEI NOSTRI SOGNI
A volte Dio può permettere ad un angelo di comunicarci messaggi per mezzo di un sogno, come fece con Giuseppe al quale venne detto: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo... Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore" (Mt 1, 20-24).
In
un'altra occasione, l'angelo di Dio gli disse in sogno: "Alzati, prendi con
te il bambino e sua madre e fuggì in Egitto e resta là finché non ti avvertirò"
(Mt 2, 13).
Morto
Erode, di nuovo si presenta in sogno l'angelo e gli dice: "Alzati, prendi
con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele" (Mt 2, 20).
Anche
Giacobbe, mentre dormiva, fece un sogno: "Una scala poggiava sulla terra,
mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e
scendevano su di essa... Ecco il Signore gli stava davanti... Allora Giacobbe si
svegliò dal sonno e disse: ... Quanto è terribile questo luogo! Questa è
proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo!" (Gn 28, 12-17).
Gli angeli vigilano sui nostri sogni, salgono al cielo, discendono sulla terra, potremmo dire che agiscono così per portare a Dio le nostre preghiere e le nostre azioni.
Mentre
dormiamo, gli angeli pregano per noi e ci offrono a Dio. Quanto prega il nostro
angelo per noi! Abbiamo pensato di ringraziarlo? E se chiedessimo preghiere agli
angeli dei nostri familiari o amici? E a coloro che stanno adorando Gesù nel
tabernacolo?
Chiediamo
orazioni per noi agli angeli. Loro vigilano sui nostri sogni.
3.
L'ANGELO DELLA BENEDIZIONE
Gli
angeli ci benedicono spesso nel nome di Dio. Per questo è bello ciò che dice
Giacobbe, quando benedice suo figlio Giuseppe e i suoi nipoti Efraim e Manasse:
"l'Angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi giovinetti"
(Gn 48, 16).
Chiediamo
la benedizione di Dio al nostro angelo, prima di coricarci, e, quando ci
prepariamo a realizzare qualcosa di importante per noi, domandiamo la
benedizione, come se la chiedessimo ai nostri genitori quando stiamo per
partire, o come fanno i bambini quando vanno a dormire.
4.
L'ANGELO DELLA PREGHIERA
Un angelo di Dio apparve a colei che sarebbe divenuta la madre di Sansone, che era sterile. Le disse che avrebbe concepito un figlio, il quale doveva essere "nazareno", consacrato a Dio sin dalla nascita. Egli non avrebbe dovuto bere vino né bevanda fermentata. Neppure avrebbe dovuto mangiar nulla di impuro, né lasciarsi accorciare i capelli. In una seconda occasione l'angelo apparve anche al padre, chiamato Manoach, e questi gli chiese il suo nome. L'angelo gli rispose: "Perché mi chiedi il nome? Esso è misterioso. Manoach prese il capretto e l'offerta e li bruciò sulla pietra al Signore, che opera cose misteriose. ... Mentre la fiamma saliva dall'altare al cielo, l'angelo del Signore salì con la fiamma dell'altare" (Gdc 13, 16-20).
L'angelo
comunica ai genitori di Sansone la notizia che stanno per avere un figlio e che,
secondo i piani di Dio, debba essergli consacrato sin dalla nascita. E, quando
Manoach e sua moglie sacrificano a Dio un capretto, l'angelo ascende al cielo
con la fiamma, come a mostrare che gli angeli offrono a Dio i nostri sacrifici e
le nostre preghiere.
L'arcangelo
san Raffaele è tra coloro che presentano le nostre preghiere a Dio. Infatti
dice: "Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad
entrare alla presenza della maestà di Dio... Quando tu e Sara eravate in
preghiera io presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria
del Signore" (Tb 12, 12-15).
5.
L'ANGELO DELLA GUARIGIONE
Tutti
conosciamo la bellissima storia dell'arcangelo san Raffaele, descritta nel libro
di Tobia.
Tobia cercava una persona che lo accompagnasse nel lungo viaggio verso Media, perché in quei tempi spostarsi era molto pericoloso. "...Si trovò davanti l'angelo Raffaele... non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio" (Tb 5, 4).
Prima
della partenza il padre di Tobia benedisse suo figlio: "Fa' dunque il
viaggio con mio figlio e poi ti darò ancora di più". (Tb 5, 15).
E
quando la madre di Tobia scoppiò in lacrime sconsolata, perché suo figlio era
in partenza e non sapeva se sarebbe tornato, il padre le disse: "Un buon
angelo infatti lo accompagnerà, riuscirà bene il suo viaggio e tornerà sano e
salvo" (Tb 5, 22).
Quando
tornarono dal lungo viaggio, dopo che Tobia si sposò con Sara, Raffaele disse a
Tobia: "Io so che i suoi occhi si apriranno. Spalma il fiele del pesce sui
suoi occhi; il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche
dai suoi occhi, così tuo padre riavrà la vista e vedrà la luce ... Spalmò il
farmaco che operò come un morso, poi distaccò con le mani le scaglie bianche
dai margini degli occhi ...Tobia gli si buttò al collo e pianse dicendo: ti
rivedo, o figlio, luce dei miei occhi!" (Tb 11, 7-13).
San
Raffaele arcangelo è considerato medicina di Dio, come se fosse un medico
specialista di tutte le malattie. Faremmo bene ad invocarlo per tutte le
malattie, al fine di ottenere la guarigione per sua intercessione.
6.
L'ANGELO DEL FUOCO
Quando
i tre giovani ebrei Mesàch, Sadràch e Abdènego furono gettati nella fornace a
Babilonia per ordine del re Nabu-codonosor, il fuoco non li bruciò ed essi
passeggiavano in mez-zo alle fiamme lodando e benedicendo il Signore. Tra le
fiamme si videro infatti quattro individui. Per questo il re domandò ai suoi
consiglieri: Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco? ...
Ecco io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco senza
subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dèi
...
E
Nabucodonosor esclamò: Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il
quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui;
hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire
e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio" (Dn 3, 24-28).
L'angelo
li liberò dal fuoco e passeggiava con loro, cantando e lodando Dio. In caso di
catastrofi naturali, incendi o disgrazie di qualunque tipo, Dio ci può aiutare
e salvare attraverso il nostro angelo. Ci può soccorrere anche dagli animali
feroci come fece con Daniele quando lo salvò dalla fossa dei leoni. (Dn 14).
7.
L'ANGELO DELLA PROVVIDENZA
Una
volta il profeta Elia si trovava in pieno deserto, dopo esser fuggito da
Gezabele e, affamato e assetato, voleva morire. "... Desideroso di morire
... si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò
e gli disse: Alzati e mangia! Egli guardò e vide vicino alla sua testa una
focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi
tornò a coricarsi. Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse:
Levati e mangia, perché è troppo lungo per te il cammino. Si levò, mangiò e
bevve: Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e
quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb". (1 Re 19, 4-8)..
Così
come l'angelo diede da mangiare e da bere ad Elia, anche noi, quando siamo in
momenti d'angoscia, possiamo ricevere da mangiare o da bere attraverso il nostro
angelo. Può accadere con un miracolo o tramite l'aiuto di altre persone che
dividono il loro cibo o il loro pane con noi. Per questo Gesù nel Vangelo dice:
"Date loro voi stessi da mangiare" (Mt 14, 16).
Noi
stessi possiamo essere come degli angeli della provvidenza per coloro che si
trovano in difficoltà.
8.
L'ANGELO PROTETTORE
Dio
ci dice nel Salmo 91: "Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua
destra; ma nulla ti potrà colpire... Non ti potrà colpire la sventura, nessun
colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in
tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella
pietra il tuo piede. Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e
draghi".
In
mezzo alle peggiori difficoltà, persino in piena guerra, quando le pallottole
sibilano tutt'intorno a noi o la peste si avvicina, Dio può salvarci tramite i
suoi angeli.
"Accesasi
una lotta durissima, apparvero dal cielo ai nemici cinque uomini splendidi su
cavalli dalle briglie d'oro, che guidavano i Giudei. Essi presero in mezzo il
Maccabeo e, riparandolo con le loro armature, lo rendevano invulnerabile; contro
gli avversari invece scagliavano dardi e folgori ed essi, confusi e accecati, si
dispersero in preda al disordine" (2 Mc 10, 29-30).
9.
L'ANGELO POTENTE
San
Michele è il principe degli angeli e la sua potenza difende dagli attacchi del
nemico delle anime: il demonio. Si racconta nell'Apocalisse: "Scoppiò
quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il
drago. Il drago combatteva con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più
posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamano
diavolo o satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con
lui furono precipitati anche i suoi angeli" (Ap 12, 7-9).
È
evidente che l'arcangelo san Michele detiene un potere speciale contro il
demonio, che sempre ci attacca, volendo se-pararci dall'amore di Dio.
Un giorno di dicembre del 1884 o di gennaio 1885, Papa Leone XIII, dopo aver sentito una messa nella sua cappella privata, in Vaticano, ne ascoltò una seconda. Verso la fine della celebrazione, di colpo sollevò la testa e guardò con intensità verso l'altare, in cima al tabernacolo. Il volto del Papa impallidì e i suoi lineamenti divennero tesi. Finita la messa, Leone XIII si alzò e ancora sotto l'effetto di un'intensa emozione si recò presso il suo studio. Un prelato, di quelli a lui più vicini, gli chiese: Santo Padre si sente stanco? Ha bisogno di qualcosa?
Leone
XIII rispose: No, non ho bisogno di nulla. Il Papa si chiuse nel suo studio.
Mezz'ora più tardi fece chiamare il segretario della Congregazione dei Riti.
Gli diede uno scritto e gli chiese di pubblicarlo e di inviarlo ai vescovi di
tutto il mondo.
Cosa
conteneva questo scritto? Era un preghiera all'arcangelo san Michele, composta
dallo stesso Leone XIII.
Una
preghiera che i sacerdoti dovevano recitare dopo la celebrazione di ogni messa,
ai piedi dell'altare, dopo il Salve Regina già prescritto da Pio IX.
Leone
XIII confessò qualche tempo dopo ad uno dei suoi segretari, monsignor Rinaldo
Angeh, di aver visto una nube di demoni che si lanciava aggressiva contro la
Chiesa. Da qui la sua decisione di mobilitare san Michele arcangelo e le milizie
del cielo per difendere la Chiesa contro Satana e i suoi eserciti.
Invochiamo
san Michele per questa lotta senza quartiere, che durerà tutta la vita e
recitiamo questa preghiera: "San Michele Arcangelo difendici dal nemico e
proteggici da tutte le insidie del maligno. Che Dio ti reprima, spirito maligno,
e tu, principe della milizia celeste, con il tuo divino potere scaglia Satana
nel punto più profondo dell'inferno e lo stesso accada per gli altri spiriti
immondi che vagano per la terra, cercando di portare alla perdizione le
anime".
10.
L'ANGELO DELLA NASCITA
Gabriele
è il messaggero di Dio per eccellenza, dato che ebbe lui l'incarico di portare
a Maria il grande annuncio che presto sarebbe divenuta madre di Gesù (Lc 1).
Alcuni
critici hanno ritenuto che Gabriele fosse l'angelo del-le nascite, ovvero che
avesse un potere speciale grazie al quale le mamme possono dare alla luce i
figli senza difficoltà. Basterà invocarlo assieme all'angelo del nascituro e
all'angelo del padre e della madre affinché si verifichi un parto sereno.
11.
L'ANGELO DELLA GIOIA
Quella
notte di Natale un angelo apparve ai pastori e co-municò loro la grande
notizia: era nato il Salvatore. L'angelo era talmente contento che si mise a
cantare e a lodare Dio con una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio
e diceva: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che
egli ama" (Lc 2, 13-14).
Quando
siamo particolarmente allegri, uniamoci agli angeli per cantare e lodare Dio con
loro e ringraziarlo per tutte le grazie ricevute. Non dimentichiamoci che gli
angeli annunciarono a Maria Maddalena e alle donne con lei la grande gioia della
resurrezione (Mt 28, 1-8; Mc 16, 1-8; Lc 24, 1-10; Gv 20, 1-10). Ricordiamoci ciò
che disse Gesù: "C'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo
peccatore che si converte" (Lc 15, 10). Perciò sforziamoci di migliorare
la nostra vita e amare ogni giorno di più Dio e recitiamo con il Salmo: "A
te voglio cantare davanti agli angeli" (Sal 138, 1).
12.
GLI ANGELI SERVITORI
Gli
angeli ci aiutano, sono stati inviati da Dio per servirci e soccorrerci in tutti
i nostri bisogni. Così fecero con Gesù: "Subito dopo lo Spirito lo
sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con
le fiere e gli angeli lo servivano" (Mc 1, 13). Quante volte il nostro
angelo ci avrà servito nelle cose più piccole della giornata o avrà fatto sì
che qualcuno ci servisse per renderci felici? Gli chiediamo aiuto spesso? Se non
lo invochiamo, rinunciamo a molte benedizioni che Dio solo ci darà attraverso
l'angelo, che ha messo al nostro fianco, non per fargli prender nota di tutto ciò
che facciamo o diciamo, ma per aiutarci a camminare lungo il sentiero della
nostra vita.
13.
L'ANGELO DELLA CONSOLAZIONE
Quando
Gesù si trovava nel Getsemani pieno d'angoscia e sudava sangue "gli
apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo" (Lc 22, 43). Anche noi
abbiamo bisogno di conforto nei momenti difficili e tristi della vita. Il nostro
angelo sarà il nostro consolatore. E possiamo invocare anche noi l'angelo della
consolazione, il quale confortò Gesù nel Getsemani.
D'altra
parte non dimentichiamoci di essere, anche noi, come angeli consolatori per gli
altri.
14.
L'ANGELO LIBERATORE
"...
Fatti arrestare gli apostoli, li fecero gettare nella prigione pubblica. Ma
durante la notte un angelo del Signore aprì le porte della prigione" (At
5, 18-19). Così anche san Pietro si trovava in carcere e gli si presentò un
angelo del Signore. La cella si riempì di luce e l'angelo svegliò Pietro, al
quale disse: "Mettiti la cintura e legati i sandali". Così fece.
L'angelo disse: "Avvolgiti il mantello e seguimi". Pietro uscì e
prese a seguirlo.... Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si
dileguò da lui" (At 12, 7-10).
L'angelo
lo liberò dalle catene e anche noi possiamo esser liberati dalle catene della
droga, dell'alcool, della pornografia o di qualunque altro vizio. Chiediamo
aiuto a Dio e al nostro angelo, senza dimenticare Maria, che è nostra madre.
15.
L'ANGELO CHE CI PORTA IN CIELO
Racconta
Gesù, nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (Lc 16, 19-31):
quando il povero Lazzaro morì "fu portato dagli angeli nel seno di
Abramo". Il nostro angelo custode ci accompagnerà dopo la morte, persino
durante il tempo passato in purgatorio e non ci lascerà soli fino al momento in
cui noi ci presenteremo totalmente puri dinnanzi a Dio e avremo accesso al
cielo. Ringraziamo il nostro angelo per tutto ciò che fa per noi e per tutto
l'aiuto che ci dona.
16.
L'ANGELO DELLA PREDICAZIONE
Il
profeta Isaia visse un'esperienza che gli cambiò la vita. La racconta così:
"Nell'anno della morte del re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono
alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui
stavano dei serafini... Uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un
carbone ardente. ... Egli mi toccò la bocca e mi disse: Ecco questo ha toccato
le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è
espiato. Poi io udii la voce del Signore che diceva: Chi manderò e chi andrà
per noi? E io risposi: Eccomi, manda me!" (Is 6, 1-8).
Un
serafino, uno di quelli che stava adorando Dio dinnanzi al suo trono, toccò le
labbra di Isaia con fuoco divino affinché le sue parole fossero pure,
purificandole da tutti i suoi precedenti peccati. E allora, Dio stesso gli
domanda se è disposto a partire per evangelizzare. Isaia si mette a
disposizione di Dio ed è benedetto da Dio come profeta e evangelizzatore.
Anche
noi abbiamo bisogno di purificare la nostra bocca da tutte le parole malevoli
pronunciate, attraverso la confessione, e di chiedere a Dio che il fuoco dello
Spirito Santo ci purifichi, affinché tutte le nostre parole siano pure e
possano arrivare al cuore dei nostri fratelli. Tutti siamo chiamati ad essere
missionari e a portare la buona novella. Sei disposto, tu, a metterti al
servizio di Dio per questa grande missione? Dio vuole purificarti. Tu sei più
che il carbone di Isaia e tu puoi essere strumento di Dio per purificare e
santificare la vita degli altri.
2.
MISSIONE DEGLI ANGELI
Gli
angeli sono amici inseparabili, nostre guide e maestri in tutti i momenti della
vita quotidiana. L'angelo guardiano è per ciascuno: compagnia, sollievo,
ispirazione, gioia. È intelligente e non può ingannarci. È sempre attento a
tutti i nostri bisogni e pronto a liberarci da tutti i pericoli. L'angelo è uno
dei doni migliori che Dio ci ha dato per accompagnarci lungo il cammino della
vita. Quanto importanti siamo per lui! Egli ha il compito di condurci al cielo e
per questo, quando ci allontaniamo da Dio, si sente triste. Il nostro angelo è
buono e ci ama. Ricambiamo il suo amore e chiediamogli con tutto il cuore che ci
insegni ad amare Gesù e Maria ogni giorno di più.
Quale
miglior gioia possiamo dargli se non quella di amare sempre di più Gesù e
Maria? Amiamo con l'angelo Maria, e con Maria e tutti gli angeli e i santi
amiamo Gesù, che ci attende nell'Eucaristia.
Hai
mai pensato di offrire fiori agli angeli? Non puoi offrire solo messe in suo
onore, comunioni e orazioni. Puoi anche donargli baci sulle immaginette o
mangiar qualcosa che non ti piace o mangiare una porzione più piccola di
qualcosa che ti piace. O compiere un'opera di carità per suo amore. E loro
offriranno fiori a Gesù attraverso Maria. Non dimentichiamoci che sono
intermediari. La loro missione è di portarci a Gesù tramite Maria.
Ti
raccomando: quando ti alzi la mattina, ricordati del tuo angelo che si è preso
cura di te tutta la notte e tutta la notte ha pregato per te. Digli
"Buongiorno" con un sorriso. Quando ti corichi rivolgigli il tuo
grazie per il giorno trascorso e chiedigli di vegliare sul tuo sonno. E
soprattutto evita sguardi sconvenienti per la strada, distrazioni in chiesa,
scene sconce in televisione, discorsi impertinenti, e evita di parlar male di
altri.
Fai
per amore del tuo angelo molti piccoli sacrifici. Egli sarà contento di queste
inezie e si sentirà orgoglioso di te. Inoltre, stai pur certo che sarà
imbattibile in generosità e ti donerà molte benedizioni con gioia, ti farà
molti regali spirituali e molte benedizioni; molto più di ciò che puoi pensare
o immaginare.
Ricorda
sempre che non solo esiste il tuo angelo custode, ma che ci sono milioni di
angeli da tutte le parti e che anche quelli sono tuoi fratelli maggiori, anche
loro ti amano e ti vogliono aiutare. Manifesta pure a loro il tuo amore, benché
tu lo faccia anche solo con un semplice saluto o invocandoli di tanto in tanto.
Puoi dar baci a tutti gli angeli dell'universo.
È
bello dare gioia agli angeli! Ti immagini il sorriso degli angeli? Qualche volta
hai sentito cantare gli angeli? Conosco una suora che una volta li sentì
cantare. Cadde quasi in estasi tanto era melodioso quel suono. Allora, pensa che
un giorno sorriderai con loro e canterai con loro nei cieli.
Gli angeli sono puri e belli e vogliono che anche noi diventiamo come loro per la gloria di Dio. Soprattutto devono essere puri coloro che si avvicinano all'altare, perché la purezza dell'altare deve essere totale. Il vino deve esser limpido, le candele di cera vergine, i corporali e i manti bianchi e puliti, e l'ostia deve esser bianca e sacra per ricevere il re delle vergini e della purezza infinita: Cristo Gesù. Ma soprattutto deve essere pura l'anima del sacerdote e dei fedeli che assistono al sacrificio sull'altare.
Non
vi è nulla di più bello di un'anima pura! Un'anima pura è gioia per la
Santissima Trinità, che crea la sua dimora in essa. Quanto ama Iddio le anime
pure! In questo mondo così pieno di impurità, deve brillare in noi la purezza.
Su questo punto siamo esigenti con noi stessi, affinché un giorno possiamo
assomigliare agli angeli.
Per
arrivare alla purezza dell'anima può essere molto utile stipulare un patto con
gli angeli. Un patto di mutuo aiuto per tutta la vita. Un patto di amicizia e di
reciproco amore.
Sembra
che santa Teresina del Bambin Gesù abbia fatto questo patto con il suo angelo,
così come era consono fare nella Associazione degli angeli alla quale
apparteneva. Così racconta: "Subito dopo il mio ingresso in convento, fui
ricevuta nell'Associazione dei santi angeli. Le pratiche che l'Associazione mi
impose mi risultarono molto gradite, poiché sentivo una particolare
inclinazione nell'invocare i benevoli spiriti del cielo, soprattutto colui che
Dio mi ha donato come compagno nella solitudine" (MA fol 40).
Così,
se lei lo fece e le fu d'aiuto nel suo cammino verso la santità, così anche a
noi può esser utile. Ricordiamoci il vecchio motto: Dimmi con chi vai e ti dirò
chi sei. Se camminiamo mano nella mano con gli angeli, specialmente con il
nostro angelo custode, qualcosa del suo modo di essere alla fin fine ci contagerà.
Siamo puri e limpidi di pensieri, sentimenti, desideri, parole e opere. Siamo
puri di testa per non mentire mai.
Manteniamo
gli occhi puri per vedere se qualcosa viene a sporcare il nostro animo.
Conduciamo una vita retta, sempre rispettosi, sinceri, responsabili, autentici e
trasparenti, nel senso più vero del termine.
Chiediamo
al nostro angelo la grazia di essere puri affinché la luce di Dio brilli con più
forza nei nostri occhi, nei nostri cuori, nella nostra vita. Che la nostra vita
risplenda con la purezza degli angeli! E gli angeli saranno contenti di esserci
accanto in amicizia.
3.
ANGELI DI PACE
Tutti
gli angeli sono puri e vorrebbero costruire pace intorno a loro. Ma in questo
mondo, nel quale vi è così tanta violenza, è importante che li invochiamo per
chiedere loro la pace, per noi, per la nostra famiglia e per il mondo intero.
Magari abbiamo offeso qualcuno, senza neppure rendercene conto, e questi non vuole perdonarci, ci serba rancore e non ci vuole parlare. In questo, come in molti altri casi, è importante chiedere all'angelo della persona che nutre rancore, che prepari il suo cuore alla pace e alla riconciliazione. È evidente che per quanto malvagia sia la persona che ci ha offeso, il suo angelo è buono. Perciò, invocare il suo angelo può aiutare a sistemare le cose. Questo può attuarsi quando dobbiamo sistemare una questione importante con altre persone e dobbiamo giungere ad un accordo decisivo. In questi casi è molto efficace chiedere agli angeli che preparino le menti e i cuori di tutti al fine di raggiungere un compromesso equo, senza inganni né menzogne.
A
volte può capitare che ci offendano insensatamente, che ci trattino male o che
ci puniscano senza motivo. In tutti questi casi è opportuno chiedere aiuto al
nostro angelo affinché ci aiuti a perdonare più facilmente, benché ci sembri
tanto complicato.
Pensiamo
a tante famiglie divise. Tanti coniugi che non si parlano, non si amano, o che
si ingannano reciprocamente, tante famiglie dove si vive in un clima di violenza
continuo e dove i bambini soffrono l'indicibile. Quanto bene può portare
invocare gli angeli! Però, molte volte manca la fede e loro non possono agire,
sono come intrappolati e guardano con tristezza le tante disgregazioni e le
tante violenze familiari.
Che
amarezza quando si ricorre ai veggenti, agli stregoni, o ai miliardi per
ottenere la sistemazione delle cose. Questi spesso le fanno peggiorare e alcuni
esigono compensi. Chiediamo ai nostri angeli che facciano scendere pace sulle
nostre famiglie.
E
diventiamo noi stessi per gli altri, angeli di pace.
Gli
angeli sono forti e potenti. Loro hanno come compito importante quello di
difenderci dai pericoli e soprattutto dalle tentazioni dell'anima. Per questo
quando ci sentiamo vulnerabili dinnanzi alle malizie del maligno, affidiamoci a
loro.
Quando siamo nei pericoli, in mezzo alla natura o tra gli uomini o tra gli animali, invochiamoli. Quando siamo in viaggio. invochiamo l'aiuto degli angeli di coloro che sono in viaggio con noi. Quando dobbiamo sottoporci ad un intervento chirurgico, invochiamo gli angeli del dottore, degli infermieri o del personale che ci assiste. Quando andiamo a messa uniamoci all'angelo del sacerdote e degli altri fedeli. Se raccontiamo una fandonia, chiediamo aiuto all'angelo di coloro che ci ascoltano. Se abbiamo un amico che si trova lontano e potrebbe aver bisogno d'aiuto perché malato o in pericolo, inviamogli il nostro angelo custode affinché lo curi e lo protegga, o semplicemente affinché lo saluti e lo benedica in nostro nome.
Gli
angeli vedono i pericoli, anche se noi li ignoriamo. Non invocarli sarebbe come
lasciarli in disparte e impedire il loro aiuto, almeno in parte. Quante
benedizioni perdono le persone perché non credono agli angeli e non li
invocano! Gli angeli non temono nulla. I demoni fuggono dinnanzi a loro. Di
fatto non dobbiamo dimenticare che gli angeli eseguono gli ordini impartiti da
Dio. Perciò se talvolta ci accade qualcosa di sgradevole non pensiamo: Dove era
il mio angelo? Era forse in vacanza? Dio può permettere molte cose sgradevoli
per il nostro bene e dobbiamo accettarle perché decise dalla volontà di Dio,
per quanto non ci sia dato di capire il senso di certi accadimenti. Ciò che
dobbiamo pensare è che "tutto concorre al bene di coloro che amano
Dio" (Rm 8, 28). Ma dice Gesù: "Chiedi e ti sarà dato" e
otterremo molte benedizioni se le chiederemo con fede.
Santa Faustina Kowalska, la messaggera del Signore della Misericordia, racconta come Dio la protesse in una precisa situazione: "Appena mi sono resa conto di quanto sia pericoloso stare in portineria ai giorni nostri, e ciò a causa dei tumulti rivoluzionari, e quanto odio la gente malvagia nutra per i conventi, sono andata a parlare col Signore e gli ho chiesto di disporre le cose in modo che nessun malintenzionato osi avvicinarsi alla porta. Ed allora ho udito queste parole: "Figlia mia, dal momento in cui sei andata in portineria, ho messo un cherubino sulla porta perché la sorvegli, sta' tranquilla". Quando sono tornata dal colloquio avuto con il Signore, ho visto una nuvoletta bianca e in essa un cherubino con le braccia conserte. Il suo sguardo era lampeggiante; ho capito che il fuoco dell'Amore di Dio ardeva in quello sguardo..." (IV Quaderno, giorno 10-9-1937).
C'è
una canzone che dice: Voglio avere un milione di amici.
Noi potremmo avere milioni di amici tra gli angeli.
Ti
immagini i milioni di angeli che ci sono nella chiesa e adorano Gesù
Eucaristia? E tutti coloro che sono intorno a te, tutte le persone che incontri
nel corso della giornata, tutti quelli che vedi in televisione e tutte le
persone che vivono nella tua città o nel tuo paese? Perché non inizi a
salutare gli angeli che incontri per la strada? Perché non sorridi loro? Vedrai
come migliorerai e quanto sarai una persona più amabile e gradevole.
Dirai
che è facile dimenticarsi degli angeli quando si è immersi nei problemi e con
tante preoccupazioni a cui pensare. Certo, ma continuando ad averli presenti e a
chiedere il loro aiuto si possono trovare soluzioni migliori ai problemi. Non
dimenticarti che gli angeli sono miriadi e miliardi di miliardi (Ap 5, 11).
Sentirti appoggiato da loro ti darà molta sicurezza personale.
Per
di più pensa che gli angeli sono imbattibili in generosità e divideranno con
te molte benedizioni divine. Puoi chiedere loro favori del tipo: Porta un bel
ramo di fiori celestiali a mia mamma in questo momento. Dai un bacio affettuoso
a questa persona. Aiuta il medico a scoprire la diagnosi di mio fratello.
Assisti questa persona malata nel momento dell'operazione. Visita un mio amico e
digli che gli voglio tanto bene. E così moltissime altre cose che gli angeli
eseguiranno efficacemente.
Gli
angeli ci amano, ci sorridono, ci accudiscono. Siamo loro grati. E quando
dobbiamo fare un piacere a una persona, non pensiamo se se lo merita o no,
pensiamo che il suo angelo è buono e facciamolo per lui. Cerchiamo di aiutare
gli altri senza nutrire né risentimenti né rancori, e recitiamo spesso la
preghiera: Angelo custode, dolce compagnia, non ti allontanare né di notte né
di giorno, non mi lasciare solo, altrimenti mi perderei.
È meraviglioso celebrare la messa circondato da milioni di angeli. Io ho parecchia esperienza in questo, perché tutti i giorni, quando celebro la messa, invito tutti i milioni di angeli dell'universo a starmi accanto.
Questo
lo dovrebbero fare tutti i sacerdoti e anche i fedeli, sapendo che intorno
all'altare ci sono milioni di angeli, benché invisibili. Ancora più, in ogni
tabernacolo ci sono milioni di angeli, in adorazione di Gesù.
San
Giovanni Crisostomo († 407) riporta frasi molto belle riguardo alla presenza
di angeli durante la celebrazione della messa. Afferma: "Gli angeli sono
tutti intorno a questo altare(4). Quando vedi che si levano i veli, pensa che in
quel momento (nel momento della consacrazione) il cielo si apre e scendono gli
angeli(5). Nella messa sei unito con gli angeli: con loro tu canti, con loro
intoni inni"(6). Nel tempo della messa gli angeli circondano il sacerdote,
e tutto l'altare e tutto il luogo del sacrificio si riempie di autorità celesti
per onorare Dio, che è lì presente. E, per credere questo, bisogna
semplicemente considerare gli avvenimenti che ivi si compiono in quel momento.
Udii riferire ciò da un tale che lo aveva sentito da un anziano venerabile, che
soleva ricevere rivelazioni, ed una volta gli fu concesso di avere una
rivelazione riguardo a queste cose. Vide, per un istante solo, nel momento del
sacrificio, una moltitudine di angeli: portavano vesti luminose, circondavano
l'altare e chinavano i loro capi come se fossero soldati in presenza del loro
imperatore. Non ho difficoltà a credere tutto questo. E un altro mi raccontò,
ma non lo seppe da una terza persona, bensì ebbe la fortuna di vederlo egli
stesso: a coloro che stanno per lasciare questo mondo, se con puro cuore
parteciparono ai divini misteri, gli angeli fanno la guardia e, una volta che
sono spirati, per reverenza di Colui che ricevettero nel Sacramento, lo portano
dalla terra al cielo(7).
Nel
famoso "Cherubikon" delle liturgie bizantine si recitava: Eccelso
Signore Iddio, tu che hai ordinato nei cieli gli ordini degli angeli e degli
arcangeli per la liturgia della tua gloria, fa che insieme a noi entrino i tuoi
santi angeli per celebrare con noi la liturgia e glorificare con noi la tua bontà(8).
San
Gregorio Magno afferma: Chi tra i credenti può dubitare che nel momento della
consacrazione della messa, alle parole del sacerdote, i cieli non si aprano e i
cori angelici non vengano a presenziare al mistero di Gesù Cristo? Sull'altare,
il più basso si congiunge al più sublime, la terra con il cielo, il visibile
con l'invisibile (Dialoghi IV, 58; PL 77; 425 D).
Proprio
per questo, tutta la purezza è poca per restare in presenza degli angeli e di
Gesù. I fedeli che assistono alla Messa devono esser ben vestiti, ben in ordine
e soprattutto con l'animo limpido per poter ricevere Gesù in presenza degli
angeli.
È pure molto bello invitare gli angeli dei nostri familiari e dei nostri cari affinché assistano con noi alla messa. È il momento di maggior intimità con Gesù e dobbiamo essere uniti anche con le persone più care. Personalmente chiedo a molte persone con cui sono in confidenza di mandarmi i loro angeli nell'ora in cui celebro l'Eucaristia, di modo che, attraverso di loro, ricevano molte benedizioni da Dio. Questa stessa richiesta la chiedeva anche santa Teresina. In una lettera al suo padre spirituale, Padre Roulland, scrive il 1° novembre 1896 : Il 25 dicembre non mancherò di inviarvi il mio angelo perché depositi le mie intenzioni vicino all'ostia che voi consacrerete(9).
Potete
inviarmi i vostri angeli tutti i giorni all'ora della Messa. Così saremo più
uniti a Dio attraverso i nostri angeli.
Quando
ci apprestiamo a ricevere Gesù nell'Eucaristia, dobbiamo farlo con la massima
preparazione e purezza possibile. Per questo sarà opportuno ripetere ciò che
faceva santa Teresina del Bambino Gesù: Immagino la mia anima come un terreno
libero e chiedo alla Santissima Vergine che lo liberi dagli ingombri che
potrebbero impedirgli di essere libero. Subito dopo la supplico che lei stessa
elevi un'ampia tenda degna del cielo, e che l'arricchisca con personali
ornamenti. Dopodiché invito tutti i santi e angeli che vengano a suonare un
magnifico concerto. Credo che quando Gesù scende nel mio cuore sia contento di
essere ben accolto e io stessa ne sono contenta(10).
È
poi molto importante invocare Maria e i santi, ma senza dimenticarci del nostro
angelo e degli angeli di tutti coloro che ci circondano, affinché ci aiutino in
quei momenti tanto sublimi a unirci con Gesù nella comunione. Sant'Angela della
Croce diceva: Mi sforzavo quanto più mi era possibile di comunicarmi con
fervore. Chiesi alla Santissima Vergine che mi coprisse col suo manto per
comunicarmi. Rinnovai i voti. Chiesi al santo patriarca (san Giuseppe) che mi
conducesse per mano a comunicarmi, e mio padre san Francesco che mi tenesse la
mano sinistra; il mio santo angelo custode che venisse al mio fianco e gli altri
santi protettori che mi accompagnassero pure loro. E con tutta questa comitiva
mi recai a comunicarmi(11).
San
Giovanni Crisostomo diceva: Coloro che si comunicano col sangue di Cristo stanno
con gli angeli e con gli arcangeli e con le potenze del cielo, avvolti nello
stesso manto regale di Cristo(12).
Per
questo comunichiamoci con la massima devozione possibile in unione con Maria e
con tutti i santi e gli angeli.
Che sensazione sarà ascoltare milioni di angeli cantare al Signore? Come avranno cantato gli angeli in quella notte di Natale? Ci dice il profeta Isaia: Vidi il Signore seduto su un trono. Dei serafini stavano davanti a lui; ognuno di essi aveva sei ali... Gli uni agli altri gridavano reciprocamente dicendo: Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della tua gloria. (Is 6, 1-3). Il libro dell'Apocalisse dice più o meno lo stesso: Davanti al trono... e tutt'intorno ad esso v'erano quattro esseri viventi... hanno ciascuno sei ali ... giorno e notte non cessano di ripetere: "Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è, che viene!" (Ap 4, 6-8).
Noi
dobbiamo associarci a loro così come diciamo al termine del prefazio della
Messa, immediatamente prima del Santo: Per questo con gli angeli e gli arcangeli
e con tutti i cori celesti cantiamo l'inno della tua gloria.
Nelle
liturgie orientali sono più espliciti, dicono infatti: Con migliaia di migliaia
e miliardi di eserciti di angeli e arcangeli, cantiamo l'inno della tua Gloria.
Santa
Faustina Kowalska racconta: All'improvviso vidi uno spirito che era di una
grande bellezza, che mi disse queste parole: "Non piangere, dice il
Signore". Dopo un attimo domandai: "Tu chi sei?" Ed egli mi
rispose: "Sono uno dei sette spiriti che stanno giorno e notte davanti al
trono di Dio e l'adorano senza posa". [...] Il giorno dopo, durante la S.
Messa, prima dell'elevazione, quello spirito cominciò a cantare queste parole:
Santo Santo Santo. La sua voce era come se equivalesse a migliaia di voci,
impossibile descriverla(13).
Santa
Brigida ci racconta la sua esperienza: Una volta mentre ero a messa prima della
consacrazione, un numero infinito di cherubini cantava e faceva vibrare l'aria
con suoni e canti ineffabili. Dopo che il sacerdote ebbe pronunciato le parole
dell'Eucarestia, vidi l'ostia che si tramutava in un bianco e mistico agnello...
La sua folgorante apparizione era scortata dalla Vergine e dalle gioiose
ghirlande dei serafini, gli amori del cielo(14).
Anche
san Giovanni Crisostomo racconta: Gli angeli sono intorno al sacerdote durante
la messa e tutto l'esercito celeste canta(15).
La
beata Rosa Gattorno narra: Oggi ho ascoltato musica di angeli... e vidi la
chiesa tutta illuminata, risplendente di luce e un'infinità di angeli che
adoravano il loro Dio... Mi avvicinai all'altare, e lì stava una moltitudine di
angeli(16).
Per
questo, ogni volta che assistiamo alla messa dobbiamo cantare con gli angeli,
specie nel momento del Gloria, come nel giorno di Natale: Gloria a Dio nel cielo
e pace in terra agli uomini di buona volontà (Lc 2, 14); e cantando con i
serafini e con tutti gli angeli e gli arcangeli l'inno della sua gloria: il
Santo.
4.
I SANTI E GLI ANGELI
SAN BASILIO nel IV secolo scrisse: Ci sono angeli che proteggono nazioni intere. Così ci insegnano Mosè e i profeti tutti(17).
SAN
CIRILLO D'ALESSANDRIA
sempre nel IV secolo in una preghiera eucaristica si esprime così: Abbi pietà,
Signore, dei fedeli qui presenti, e, in virtù della tua santa croce e
attraverso la protezione degli angeli, liberali da ogni pericolo e da qualsiasi
necessità: incendi, inondazioni, freddi, furfanti, serpenti, animali selvaggi,
attacchi, tentazioni demoniache e malanni(18).
SAN
ROBERTO BELARMINO
afferma: Gli angeli custodi proteggono gli uomini da pericoli fisici e morali.
Nulla di ciò che riguarda gli uomini può smettere di interessarli. Tutto ciò
che, in un modo o nell'altro, riguarda il nostro destino eterno, li riguarda: lo
scatenarsi dalle forze della natura, attacchi animali, passioni, intrighi,
cospirazioni, guerre, tutto può esser oggetto di un intervento deciso
dell'angelo, nel momento in cui è in gioco il destino eterno degli amici di
Dio.
Nei
fioretti di SAN FRANCESCO si legge che un giorno si presentò un angelo
nella portineria del monastero per parlare con frate Elia.
Ma
la superbia aveva reso fra Elia indegno di parlare con l'angelo. In quel momento
tornò dal bosco san Francesco, che rimproverò duramente fratello Elia con
queste parole:
-
Fai male, orgoglioso frate Elia, ad allontanare da noi i santi angeli che
vengono ad istruirci. In verità, temo molto che questa tua superbia finisca per
farti uscire dal nostro Ordine"
E
così accadde, come san Francesco aveva predetto, poiché fra Elia morì fuori
dall'Ordine.
In quello stesso giorno e nella stessa ora in cui l'angelo se ne andò dal monastero, lo stesso angelo apparve nello stesso modo a fra Bernardo che tornava da Santiago e si trovava sulla riva di un grande fiume. Lo salutò nella sua lingua:
-
Dio ti dia pace, mio buon frate!
Fra
Bernardo non riusciva a trattenere il suo stupore vedendo il garbo di questo
giovane dall'aspetto festoso e sentendolo parlare nella sua lingua con un saluto
di pace.
-
Da dove vieni buon giovane? - chiese Bernardo.
- Vengo dalla casa dove si trova san Francesco. Sono andato per parlar con lui; ma non ho potuto, perché si trovava nel bosco assorto in contemplazione delle cose divine. E non ho voluto disturbarlo. Nella stessa casa si trovano i frati Maseo, Gil ed Elia.
Quindi
l'angelo disse a fra Bernardo:
-
Perché non passi dall'altra parte?
-
Ho paura, perché vedo che l'acqua è molto profonda.
-
Passiamo insieme, non avere paura -, disse l'angelo.
E prendendolo per mano, in un istante equivalente ad un batter di palpebre, lo portò sull'altra sponda del fiume. Allora fra Bernardo si rese conto che quello era un angelo di Dio ed esclamò con candore e gioia:
- O
angelo benedetto di Dio, dimmi qual è il tuo nome?
-
Perché chiedi il mio nome, che è meraviglioso?"
Detto
questo scomparve, lasciando fra Bernardo colmo di consolazione tanto che fece
tutto quel viaggio pieno di gioia(19).
Nella
vita di SAN FELIPE BENICIO (1233-1285), priore generale dell'ordine dei
Servi di Maria, si racconta che il 2 giugno 1259, mentre stava celebrando la sua
prima messa, nel momento dell'elevazione del corpo di Cristo, tutti i presenti
udirono un canto tanto bello e sublime che furono profondamente scossi
dall'emozione, poiché sembrava che un coro invisibile di angeli intonasse il
Santo, Santo, Santo...
In
questo modo il cielo avallava la decisione presa dai suoi superiori di ordinarlo
sacerdote, nonostante le riserve di taluni che lo ritenevano alquanto
insignificante, umanamente parlando, per diventare sacerdote.
SANT'ANGELA
DA FOLIGNO
(1248-1300) nutriva un profondo amore per il suo angelo custode. Scrisse: Il
giorno della festa d'Ognissanti ero malata, costretta a letto, e desideravo
molto ricevere la comunione, ma non c'era nessuno che me la potesse portare sino
a casa. Improvvisamente udii la lode che gli angeli rivolgono a Dio e l'aiuto
che danno agli uomini. Mi si presentò una moltitudine di angeli che mi
condussero spiritualmente all'altare di una chiesa e mi dissero: "Questo è
l'altare degli angeli".
Dall'altare potei apprezzare le lodi che rivolgevano a Gesù Sacramentato. E mi dissero: "Preparati a riceverlo. Tu sei sua sposa. Ora Gesù vuole stringere con te una nuova e più profonda unione". Non posso esprimere la gioia che provai in quel momento(20).
SANTA
FRANCESCA ROMANA
(1384-1440) vedeva continuamente il suo angelo. Lo vedeva alla sua destra. Se
qualcuno agiva in malo modo in sua presenza, Francesca vedeva l'angelo coprirsi
il volto con le mani. A volte attenuava il suo splendore in modo che potesse
contemplarlo e Francesca lo guardava con tenerezza e non aveva timore a posare
la mano sulla testa del suo celestiale compagno.
SAN FRANCESCO DE REGIS (1597-1640) era molto devoto agli angeli e, in particolare, al suo angelo custode, al quale affidava tutte le sue buone opere affinché le presentasse a Dio. Non passava mai vicino ad una chiesa senza invocare l'angelo custode della chiesa stessa o della parrocchia e gli angeli dei suoi abitanti. Allo stesso modo, quando passava vicino ad un cimitero, si affidava a tutti i defunti lì sepolti e pregava per loro, mandando loro la sua benedizione sacerdotale.
Un
giorno, mentre passava per una via, sentì che una mano invisibile lo tratteneva
e non riusciva più a camminare. In quel momento dalla finestra di una casa
vicina si levarono delle grida affinché salisse, poiché vi era una persona
moribonda. Egli entrò nella casa ed ascoltò la confessione di questo moribondo
e gli impartì gli ultimi sacramenti. Egli non dubitò mai che a trattenerlo
fosse stato il suo angelo custode, di modo che potesse aiutare quell'uomo
infermo a morire bene.
Di
SANTA ROSA DE LIMA
(1586-1617), si dice che talvolta inviava il suo angelo a farle commissioni, ed
egli le eseguiva fedelmente. Un giorno sua madre era ammalata e santa Rosa andò
a trovarla.
Sua
madre, vedendola un po "sciupata" comandò a un'impiegata di colore di
andare a comperare un reale di panetti di cioccolato e mezzo reale di zucchero
per darlo a sua figlia. Ma Rosa le disse: "No, madre mia, non datele questi
soldi: essi sarebbero sprecati, perché donna Maria de Uzátegui mi invierà
queste cose".
Di
lì a poco bussarono alla porta che dava sulla strada, poiché era già molto
tardi. Andarono ad aprire ed entrò un servitore negro di donna Maria de Uzátegui,
con una chicchera di cioccolato e la consegnò da parte di detta signora...
Di
quanto era successo lasciò ammirata questa testimonianza e chiese con garbo a
sua figlia Rosa: - Come sapevi che ti avrebbero inviato quel cioccolato?
Lei
le rispose: Guardate, madre mia, quando vi è una necessità così impellente
come questa che avevo ora, come ben sapeva vostra grazia, basta dirlo all'angelo
custode; così l'ha fatto il mio angelo custode, come ha fatto in diverse altre
occasioni".
Di
ciò questa testimone restò ammirata e spaventata di vedere quanto era
successo. Ciò risponde al vero e dichiara davanti a detto giudice e sotto detto
giuramento che questo è vero, ed entrambi lo firmarono, il baccelliere Luis
Fajardo Maria de Oliv, davanti a me, Jaime Blanco, pubblico notaio(21).
La
venerabile SUOR MARIA DEL GESÙ DI AGREDA (1602-1665) scrive nel suo
famoso libro La mistica città di Dio: Una volta per volere divino mi apparve
una moltitudine di angeli, di tutti i cori e di tutte le gerarchie, bellissimi e
appartenenti ad ogni gerarchia e mi dissero: "L'Altissimo comanda e dispone
che tu sia nostra compagna, che il tuo comportamento e il tuo discorrere avvenga
con noi e tu devi assimilare la nostra natura, imitandoci in quello che
facciamo. Tu devi imitare tutti i cori e le gerarchie, osservando le nostre
azioni: talune le devi imitare nell'amore fervente, altre nella sapienza che
abbiamo ricevuto... Ci devi imitare nel riverire, nell'amare, nell'adorare e nel
rendere il culto che rivolgiamo a Dio; e nel lavorare con le anime devi imitare
gli angeli della gerarchia inferiore che le custodiscono. Dopo tutto ciò sentii
che mi stavano presentando dinnanzi al trono della Santissima Trinità... Il
Padre Eterno comandò gli angeli affinché mi facessero divenire loro compagna e
a me che io lo fossi e operassi come loro(22).
Vidi
anche una moltitudine di angeli della prima gerarchia che mi dicevano:
"Compagna e amica nostra, vieni con noi".
-
Dove andate?
-
A intercedere per le anime che ci sono affidate, delle quali siamo custodi.
Siamo custodi e aiutanti fedelissimi. Le assistiamo in tutti i loro lavori, le
liberiamo dai pericoli. Più volte le allontaniamo dai demoni, comunichiamo loro
pensieri santi. Se vediamo che si stanno mettendo in pericolo di peccare, le
ammoniamo di allontanarsi. Molte volte dormono e ci disprezzano non invocandoci
mentre noi stiamo procurando loro dei benefici(23).
SANTA
MARGHERITA MARIA DI ALACOQUE
racconta: Una volta, mentre stavo svolgendo il tradizionale lavoro di cardare la
lana, mi ritirai in un piccolo cortile che stava accanto al tabernacolo del
Santissimo Sacramento, dove, lavorando inginocchiata, mi sentii in un istante
totalmente raccolta interiormente ed esteriormente e mi si presentò
improvvisamente l'adorabile Cuore del mio adorabile Gesù, più brillante del
sole. Si trovava attorniato dalle fiamme del suo puro amore, circondato dai
serafini che cantavano in coro ammirabile: "L'amore trionfa, gioisce
l'amore, gioia diffonde, il suo Cuore".
Questi
spiriti beati mi invitarono ad unirmi a loro nel lodare il Sacro Cuore dicendomi
che erano venuti ad unirsi a me con l'intento di tributargli un omaggio continuo
d'amore, di adorazione e di lode e a questo scopo avrebbero fatto le mie veci
dinnanzi al Santissimo Sacramento affinché io potessi, per mezzo loro, amarlo
senza sosta ed essi, a loro volta, partecipare al mio amore soffrendo nella mia
persona come io avrei goduto nella loro.
Sottoscrissero
contemporaneamente questo legame nel Sacro
Cuore di Gesù con lettere d'oro e con i caratteri indelebili dell'amore(24).
Il
BEATO BERNARDO HOYOS
(1711-1735) scrive: mentre facevo la comunione, la vigilia del Corpus Domini, mi
parve di esser circondato da spiriti angelici, che facevano compagnia al loro re
presente nel Sacramento. Sentii in particolar modo l'amorevole presenza del mio
angelo custode e di san Giovanni Evangelista, che continuamente mi assistono.
Poi ricevetti una luce speciale per comprendere la magnificenza del Santissimo
Sacramento dell'amore.
SANT'ANTONIO
MARIA DE CLARET (1807-1870)
scrive nella sua autobiografia: L'inferno esercitava su di me una grande
persecuzione, ma era molto più grande la protezione che ricevevo dal cielo.
Avvertivo
sensibilmente la protezione della Santissima Vergine, degli angeli e dei santi.
La Santissima Vergine e i suoi angeli mi guidarono su sentieri sconosciuti, mi
liberarono da ladroni e assassini, mi conducevano verso un porto sicuro senza
che io ne sapessi il modo(25).
La
BEATA ANNA CATARINA EMMERICK
(1774-1824) nelle sue visioni e rivelazioni dice: L'angelo mi esortava a offrire
tutti i miei sacrifici e le mie privazioni per le anime benedette del
purgatorio, le quali non possono aiutarsi da sé e sono crudelmente dimenticate
e abbandonate dagli uomini. Molte volte ho inviato il mio angelo custode dagli
angeli di coloro che vedevo soffrire perché
lui li smuovesse a offrire le loro sofferenze per le anime sante. Ciò che
facciamo per loro, subito si trasforma in conforto e sollievo per esse. Sono così
felici e rimangono tanto riconoscenti!(26)
Una volta, dovendo attraversare un ponte molto stretto, guardavo con gran terrore la profondità delle acque che sotto vi scorrevano; ma il mio angelo custode mi guidò tranquillamente dall'altra parte del ponte. Sulla riva vi era una trappola per topi e intorno ad essa salterellava un topolino; subito fu indotto a mordere l'esca che vedeva e fu preso nella trappola.
"Oh
sventurato" esclamai "che per un boccone sacrifichi la vita e la
libertà".
Il
mio angelo mi disse: "Così operano gli uomini, quando per un breve piacere
mettono in pericolo l'anima e la salvezza eterna"(27).
Nella
vita della BEATA MARIAM (1846-1878), si racconta che un giorno alla
piccola araba, carmelitana scalza, si avvicinò un giovane molto bello per le
strade di Gerusalemme. Aveva quindici anni. Il giovane le parlava con fervore
della castità perfetta per amore di Dio. Alcuni giorni dopo tornò ad
incontrarlo e le disse di chiamarsi Gian Giorgio e la invitò ad andare al Santo
Sepolcro. Lei gli disse che voleva fare lì il suo voto di castità perpetua, se
lo faceva anche lui. I due fecero il voto di castità perfetta per sempre. Prima
di allontanarsi, Gian Giorgio parlò a Mariam delle grandi mete che avrebbe
raggiunto nella sua vita futura.
Due
anni più tardi si incontrarono di nuovo a Mangalore, in India, poco prima della
sua professione perpetua come religosa carmelitana scalza. Allora ella comprese
che Gian Giorgio era un angelo di Dio, come lo fu Raffaele per Tobia(28).
Sulla
vita di SAN GIOVANNI BOSCO si racconta che il 31 agosto 1844 la moglie
dell'ambasciatore del Portogallo doveva andare da Torino a Chieti; ma prima di
intraprendere il viaggio andò a confessarsi da San Giovanni Bosco il quale le
disse di recitare tre volte la preghiera dell'angelo custode prima di partire
affinché il suo angelo l'assistesse nei pericoli.
Ad
un certo punto del percorso i cavalli cominciarono ostinatamente a disobbedire
al cocchiere, finché la diligenza e i passeggeri furono coinvolti in una caduta
tremenda.
Mentre
le signore gridavano, un portello della carrozza s'aprì, le ruote cozzarono
contro un mucchio di pietrisco, la carrozza s'impennò e ribaltò quanti erano
al suo interno e la porticina aperta si ridusse in pezzi. Il conducente saltò
giù dal suo sedile, le passeggere rischiarono di restare schiacciate, la
signora cadde per terra con le mani e la testa mentre i cavalli continuavano a
correre a perdifiato. A questo punto la signora si rivolse ancora una volta al
suo angelo...
Riassumendo,
le passeggere dovettero solo riassestarsi i vestiti, e il conducente ammansire i
cavalli. Tutti proseguirono a piedi, commentando vivacemente quanto era
accaduto(29).
SANTA
TERESINA DEL BAMBIN GESÙ
diceva a sua sorella Celina il 26 aprile del 1894: Gesù ha posto accanto a te
un angelo celeste che sempre veglia su di te. Egli ti porta sulle sue braccia
per paura che il tuo piede inciampi contro le pietre. Tu non lo vedi, ma senza
dubbio è lui che per venticinque anni ha conservato la tua anima e il tuo
candore verginale; è lui che ti allontana dalle occasioni di peccato... Fu lui
che ti si mostrò nel sogno misterioso che hai fatto durante la tua infanzia:
vedevi un angelo che portava una torcia, camminando dinnanzi al nostro amato
padre. Senza dubbio voleva farti conoscere la missione che avresti intrapreso più
tardi...
Celina,
non temere i tormenti della terra... Il tuo angelo custode ti ricopre con le sue
ali e nel tuo cuore riposa Gesù; purezza delle vergini. Gesù dorme e l'angelo
resta avvolto nel suo misterioso silenzio. Senza dubbio, essi sono qui con Maria
che ti nasconde egualmente sotto il suo manto(30).
MARIA
LATASTE
(1822-1847) fu una grande mistica francese. Così scrive: Esiste un'intima
unione tra gli uomini e gli angeli, e dev'essere un'unione eterna. Dio ha creato
l'uomo e l'ha affidato alla custodia degli angeli. Gli angeli restano al suo
fianco. Tutti gli uomini hanno un loro angelo custode per volontà del Padre
celeste.
Gli
angeli allontanano da noi i mali del corpo e dell'anima, lottano contro i nostri
nemici, ci incitano a compiere il bene, portano le nostre preghiere a Dio e
scrivono le nostre buone azioni nel libro della vita. Pregano per noi e ci
accompagnano fino alla nostra morte e dopo la morte sino in cielo.
Il
nostro angelo ci seguirà sempre dappertutto ogni giorno della nostra vita, e ci
presenterà dinnanzi a Dio alla fine del nostro pellegrinaggio terreno(31).
La
BEATA ANIELA SALAWA
era un'umile impiegata a servizio presso una famiglia polacca. Negli ultimi mesi
prima della morte, avvenuta il 2 marzo 1922, ricevette molto conforto dal suo
angelo custode. Lei era molto devota a Gesù Eucaristia, e ogni momento libero
lo utilizzava per andare a trovare Gesù nella chiesa più vicina. Nel
pomeriggio del 15 giugno 1921, andò alla chiesa di san Nicola, ma il sacrestano
stava già chiudendo la chiesa. Lui le disse di affrettarsi perché doveva
chiudere. Lei si rifugiò in un angolo appartato: nella cappella di Sant'Anna.
Quando il sagrista andò per dirle che era ora di uscire, non la vide da nessuna
parte; cercò per bene in tutta la chiesa, ma non la trovò. Pensando che se ne
fosse andata chiuse la porta e se ne tornò a casa.
La
mattina seguente, il sagrista riferì: Guardai bene se vi era qualcuno nella
chiesa, prima di aprire e non vidi nessuno. Quando andai ad aprire la sacrestia
trovai Aniela inginocchiata dinnanzi al Santissimo Sacramento vicina
all'immagine di san Giuseppe. Era radiosa e pareva in estasi. Io mi domandai da
dove fosse entrata(32).
Aniela
scrisse nel suo Diario (scritto per obbedire al suo direttore spirituale) ciò
che accadde quella notte. Aveva semplicemente chiesto al suo angelo custode di
renderla invisibile affinché potesse trascorrere tutta la notte in adorazione
di Gesù Eucarestia. E l'angelo l'aveva resa invisibile agli occhi del sagrista.
Fu beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 1991.
La
SERVA DI DIO MARIA DELLA PASSIONE TARALLO
(1866-1912) aveva molta familiarità con il suo angelo. Pregava con lei e
l'aiutava, soprattutto, quando a causa dei suoi malanni e delle stigmate non
poteva spostarsi e doveva partecipare all'Officio divino. Una religiosa della
sua Comunità scrisse: Una notte la serva di Dio andò nel coro per recitare le
lodi. Il corridoio e le scale erano molto buie. Ma io vidi una luce
straordinaria che la precedeva sino al coro. Le dissi: "Sorella, tu cammini
così nel buio della notte? Puoi cadere!"
Mi
rispose con semplicità: "Non aver paura, abbiamo al nostro fianco un
angelo custode che ci protegge".
Le dissi: "Cos'era quella luce che ti precedeva per il chiostro?" Lei si limitò a sorridere. Io mi convinsi che fosse il suo angelo custode, che la accompagnava e la aiutava in ogni momento(33).
La
VENERABILE SUOR ÁNGELES SORAZU
(1873-1921) afferma: Sin dalla mia infanzia nutrii una cordiale devozione verso
il mio angelo custode, al quale mi rivolgevo molte volte durante la giornata e
con molto fervore... Ebbi l'idea di imparentarmi con gli angeli, chiamandomi da
religiosa suor Maria degli angeli, come feci il giorno in cui mi diedero il
santo abito. Li amavo molto e mi entusiasmava il ricordarli... Li vedevo
estasiati d'amore e ammirazione, contemplando ora le perfezioni della Madonna
(la Vergine Maria), ora il suo rapporto con la grazia, ora le sue relazioni
divine con Dio e il suo Unigenito incarnato.
Poi,
avvicinandosi di più alla mia anima, mi si mostravano come modelli affinché mi
lasciassi ispirare da loro nel mio relazionarmi con Dio e con la Vergine, accesi
dal divino amore, mostrandomi nei loro atteggiamenti la profonda venerazione e
la stima infinita che nutrono per Dio e la sua "divina" Madre.
Inoltre, si mostravano compagni del mio destino e coadiutori nella grande
impresa di amare e glorificare i miei supremi amori, Gesù e Maria, nei misteri
della sua vita mortale e nella santa Eucaristia.
Ovunque
contemplassi Gesù e Maria, li vedevo sempre attorniati da una moltitudine
immensa di angeli... Varie volte, vidi o sperimentai la presenza del mio angelo
custode e di altri angeli nella mia cella: essi avevano potere sulla mia anima
come partecipi della santità e del potere di Dio, con tanta grandezza e maestà,
da apparire come "dei", ma allo stesso tempo umili e affabilissimi...
Nutrivo un rispetto e una venerazione tale verso di loro, che in loro presenza
volevo restare prostrata a terra in atto di "adorazione" e la loro
presenza scatenava nella mia anima effetti meravigliosi, giacché sentire la
presenza di un angelo e cadere in ginocchio, come abbracciata all'amore divino,
era tutt'uno. Sentivo una tale ansia di divenire santa e di glorificare Dio da
non sembrarmi vero che attraverso di lui Dio stesso si rivelasse alla mia povera
anima. Anelavo di esser come loro: santa, angelica, "divina", come
divino è l'oggetto nella cui contemplazione sono assorti e ebbri d'amore.
"Chi
sarà Dio?", mi domandavo spesso, quando si rivelava alla mia anima qualche
angelo, dati gli effetti che la sua presenza mi provocava; e mi persuadevo che
se questi angeli si lasciassero vedere dagli infedeli e dai peccatori che vivono
nel mondo, tutti si sentirebbero abbracciati nell'amore di Dio e la terra si
trasformerebbe nel cielo(34).
Nei
miei rapporti con Gesù e Maria avevo sempre presenti i santi angeli e in unione
con loro praticavo tutti gli atti virtuosi e comandati dalla religione... Quando
uscivo dal coro, lasciavo il mio cuore nel tabernacolo ai piedi di Gesù, che
supplicavo di tenere al suo fianco la mia anima. Così faceva il Signore, poiché,
ovunque fossi, sentivo l'influenza di Dio e comunicavo con lui attraverso le
pareti che ci separavano. C'era un filo invisibile e misterioso dal tabernacolo
alla mia anima, attraverso il quale comunicavo con Gesù e Maria e con i santi
angeli che lasciavo in chiesa.
Ogni
dieci o quindici minuti, mandavo messaggi attraverso il mio angelo custode, lo
supplicavo di recarsi presso il tabernacolo a nome suo e mio per far visita ai
miei due grandi amori (Gesù e Maria), e mi riportasse notizie su di loro e sui
nostri fratelli angeli; e inoltre dicesse loro quanto desideravo pormi al loro
fianco, e che mi dessero la loro benedizione...
Amavo
molto tutti gli angeli; ma prediligevo quelli che servono Gesù e lo
accompagnano nella santa Eucaristia: mi è sempre parso che mi unissero a loro
degli intimi legami. Quando ero nel coro, mi immaginavo di vedere il mio angelo
custode in mezzo a quelli che stavano sempre presso il tabernacolo.
Uscendo
dal coro mi congedavo da tutti, meno che dall'angelo tutelare, che mi immaginavo
venisse con me per accompagnarmi e aiutarmi a compiere i miei doveri. Lo
percepivo al mio fianco e dentro di me, molto contento e affabile, e apprezzavo
talmente il suo mistero da restare meravigliata. Capivo che mi diceva che il
Signore gli aveva affidato e raccomandato la mia anima con speciale e sommo
interesse, e per questo, giacché vedeva il diavolo pronto a sedurmi, dispiegava
le sue attenzioni verso di me, e mi vigilava e mi proteggeva con delicatezza.
La
conoscenza e l'esplicitarsi dell'amore del mio angelo, oltre che la sua accorata
cura mi entusiasmavano e accrescevano l'amore che nutrivo per lui, e da
innamorata del mio santo angelo esclamavo: è santo, santissimo il mio angelo!
Che bello, che eccelso, che amabile e buono!... Non smetterò di ripetere che il
mio angelo è eccezionale, è uno degli angeli più santi, più affabili e
caritatevoli delle schiere angeliche e, mi perdonino i suoi fratelli, i miei,
gli angeli del cielo se venissero offesi dall'affetto singolare che professo per
lui e dalla preferenza che ho per lui, in virtù della stima che nutro nei suoi
riguardi.
Dopo
aver compiuto i miei doveri, per i quali avevo lasciato il tabernacolo, quando
ritornavo presso di esso, mi pareva che gli angeli che si trovano alla corte di
Gesù nel nostro tabernacolo, raggianti di gioia, mi venissero incontro e,
prendendo la mia anima, la portassero nel tabernacolo con ineffabile
delicatezza, contenti di vedermi di nuovo in loro compagnia.
E
lì, nel fondo del tabernacolo, prostrata ai piedi di Gesù, lo adoravo e mi
faceva da testimone il mio angelo custode, gli angeli del tabernacolo e Maria
Immacolata, la mia madre eccelsa, e rendevo
partecipe Gesù di tutto quello che avevo realizzato o omesso fuori dal coro,
ringraziando per i favori e i soccorsi divini, che mi aveva concesso lo stesso
Signore. Mi comunicavo spiritualmente e rimanevo in chiesa, o meglio, nel centro
del tabernacolo, dove giaceva la mia anima prostrata ai piedi di Gesù, intenta
ad amarlo e a portargli tutta la gloria e gli onori possibili, in unione con
Maria, il mio angelo custode e gli angeli del tabernacolo(35).
Varie
volte vidi Gesù glorioso nel cielo, immerso in un'intima comunicazione con i
santi angeli, in mezzo a loro, e li trattava con infinito amore e tenerezza,
come dei figli, e mi richiese di entrare a far parte della loro natura angelica
e di partecipare dell'amore e della tenerezza che rivolge a loro(36).
La
beata ANNA SCHÄFFER
(1882-1925) a 18 anni subisce un incidente che la lascia paralizzata per tutta
la vita. I venticinque anni che seguono l'incidente saranno un continuo
martirio, ma saprà accettare la volontà di Dio e si offrirà come vittima per
la salvezza del mondo. Dal 1901 vede il suo angelo. Nel 1910 riceve la grazia
delle stigmate che la rendono partecipe della passione di Cristo. Nel 1914
consegue il matrimonio spirituale.
Quando
prendeva la comunione chiedeva sempre al suo angelo di aiutarla nella sua
debolezza, affinché potesse ricevere Cristo nel modo migliore. Amava
immensamente Gesù Eucaristia e riceveva sovente questa grazia: il suo angelo la
portava (fisicamente o spiritualmente) presso chiese lontane, dove si compivano
speciali atti d'adorazione o messe solenni per adorare Gesù Eucaristia.
Racconta a mo' di esempio: Il 31 agosto 1918 mi ritrovai di fronte ad una
grandissima chiesa dove era esposto il Santissimo Sacramento, dinnanzi al quale
erano collocati numerosi ceri accesi. Lì vide migliaia di angeli, adoranti Gesù
e due angeli, di spiccata maestà, si trovavano su ambo i lati del Santissimo,
inginocchiati in adorazione del Signore.
Un
testimone racconta quanto segue: Tutti i giorni andavo a casa di Anna. La
benedicevo con acqua benedetta e lei faceva il segno della croce. Verso le sette
meno un quarto di sera arrivava il sacerdote per darle la comunione. Lei si
trovava nel suo letto. Quando il sacerdote poneva l'ostia sulla sua lingua,
tutt'intorno al suo letto appariva una luce molto bella e indescrivibile. Io
chiesi a sua madre se questo accadeva sempre e lei mi rispose di sì(37).
Il
padre JEAN EDOUARD LAMY
(1853-1931) era un sacerdote di un piccolo villaggio francese. Il suo biografo,
il conte Paul Biver, scrisse in un libro riguardante la sua vita: Un giorno alle
dieci meno un quarto della notte mi avvicino alla casa e spengo la luce. Dopo
due o tre minuti sento le voci di un'animata discussione provenire dalla casa
dell'anziano sacerdote. E nel silenzio della notte odo voci maschili. Il padre
Lamy parlava con il suo angelo custode(38).
Il padre Lamy ripeteva spesso: Noi non diamo agli angeli l'importanza che meritano. Non li preghiamo a sufficienza. Essi ci guardano come i loro piccoli fratelli bisognosi. E ci proteggono con grande affetto. Lui aveva come speciale protettore l'arcangelo Gabriele. Aveva grossi problemi alla vista e in vecchiaia arrivò quasi a perderla totalmente. Ma l'angelo lo aiutava, quando usciva di notte a visitare i malati. Senza aiuto sarebbe caduto centinia di volte in quella strada scura e soprattutto con la neve nella stagione invernale. L'arcangelo, con altri angeli, l'accompagnava tenendo davanti a sé la luce necessaria affinché potesse vedere il cammino e, a volte, quando finiva di visitare i malati, essendo molto stanco, d'improvviso si ritrovava sulla soglia della casa parrocchiale, come se l'avessero trasportato miracolosamente, in un istante, degli angeli.
GABRIELA
BOSSIS
è una grande mistica francese, morta nel 1950, il cui diario, intitolato Lui ed
io, ha avuto più di 50 edizioni in diverse lingue. Il 7 luglio 1940 dice ad
un'amica: Invita i tuoi angeli e i tuoi santi perché ti accompagnino sul
cammino verso casa, pensa che sono lì per starti accanto in tutti i tuoi atti.
Sono i tuoi fratelli maggiori. Il 13 dicembre 1944 Gesù le dice: Io mi trovo
nel tabernacolo e ti chiedo di venire a tenermi compagnia insieme agli angeli
che mi attorniavano nell'orto degli ulivi. Erano lì per sostenere le mie forze.
Tu vieni per sostenermi nella mia solitudine. Come vedi non c'è nessuno in
chiesa. I miei visitatori sono pochi e le loro visite sono fugaci e frettolose.
Il
santo PADRE PIO DA PIETRELCINA
(1887-1968) scrisse in una lettera alla sua figlia spirituale: Cara Raffaellina,
che grande conforto quando, nel momento della morte, la tua anima vede l'angelo
tanto buono che ti ha accompagnato nel cammino della tua vita(39).
Una volta Padre Pio, vestito da soldato, dopo esser uscito dalla caserma dove era stato chiamato durante la prima guerra mondiale, arrivò in treno a Benevento, e volle arrivare sino a Pietrelcina, ma si rese conto di non avere denaro sufficiente per pagare il biglietto dell'autobus. Confidando nella provvidenza, salì sul bus, pensando che il controllore non l'avrebbe multato, e lui avrebbe risarcito il costo del biglietto una volta arrivato in paese. Ma con lui salì uno strano personaggio, vestito in modo molto elegante, e con una valigia nuova; costui si sedette di fianco a Padre Pio. Quando il controllore iniziò a chiedere i biglietti, e Padre Pio stava già sudando, il controllore disse: Qualcuno ha già pagato per voi. Guardò la persona accanto a lui, ma non disse nulla, perché non sapeva se era stato effettivamente lui. Arrivati in paese scese dall'autobus e guardò il suo compagno per salutarlo e allontanarsi, ma non c'era più. Era scomparso. Quanto accaduto lo raccontò più volte ai suoi fratelli religiosi, dando ad intendere che Dio l'aveva soccorso attraverso il suo angelo(40).
Padre
Alessio Parente, confidente e compagno di Padre Pio, racconta un episodio che
accadde personalmente a lui nel 1959. Quando Padre Pio celebrava la messa, lui,
con un altro religioso, dava la comunione ai fedeli, mentre Padre Pio restava in
sagrestia. Un giorno, nel dare la comunione, Padre Alessio terminò tutte le
ostie che erano nella sua pisside e andò all'altare per purificarla, mentre il
suo compagno continuava a distribuire la comunione. Quando ebbe purificato la
pisside e stava per chiuderla, vide un'ostia che volando si rimise nella
pisside, producendo un leggero suono. Restò esterrefatto. Dopo la messa lo
raccontò a Padre Pio e questi gli disse: Cerca di stare più attento, e non
distribuire la comunione tanto in fretta. Ringrazia il tuo angelo custode che
non ha permesso che Gesù cadesse per terra. Così comprese che l'angelo aveva
raccolto l'ostia che gli era caduta senza che se ne rendesse conto, evitando che
raggiungesse il suolo(41).
Per
questo, è importante chiedere agli angeli che ci proteggano quando diamo la
comunione perché non cadano al suolo le piccole particelle, ove si trova Gesù,
ma che le raccolgano e le riportino di nuovo nella pisside. E noi dobbiamo usare
più attenzione.
La
VENERABILE SUOR MONICA DI GESÙ
(m. 1964) racconta: La vigilia degli angeli, ai vespri, vidi tutti i
"fratelli maggiori" di ciascuna delle sorelle che si trovavano nel
coro. Mi diede molta gioia, ma provai anche pena, poiché tutti erano contenti,
ma non tutti gioiosi. Ne chiesi spiegazione al mio angelo e mi disse che
l'assenza di gioia era dovuta allo scarso fervore posto nella preghiera, fervore
che essi desideravano che le anime avessero(42).
Diverse volte il suo angelo le portava la comunione quando era malata. Così scrive al suo direttore spirituale: Stetti vari giorni a letto e al mattino l'angelo mi portò Gesù e il suo angelo e quello della Madre portavano ciascuno una candela che illuminava Gesù(43).
A
volte, giocava col suo angelo ad amare Gesù. Racconta: Oggi, giorno dei santi
patroni, ho battuto mio "fratello maggiore" (l'angelo) nel gioco di
amare Gesù. L'ho battuto sette volte(44).
La
domenica di Pasqua, di buon'ora, venne Gesù e con lui sette angeli delle anime
vittime e altri ancora e tutti cantavano contenti e gioiosi l'alleluia a più
voci, tanto che la cella pareva crollare. Cantarono a più voci e molto
bene(45).
Siamo
nella santa quaresima e mio fratello maggiore è tanto buono, come sempre. Mi
tiene due "prediche". La mattina, nell'ora in cui può, mi parla
dell'amore di Gesù Eucarestia. Nel pomeriggio e alla sera della Passione(46).
L'angelo
l'aiutava a salvare i peccatori per i quali pregava con animato fervore; e si
sentiva molto felice quando l'angelo le diceva che alcuni peccatori per i quali
lei pregava si erano già confessati. In certi casi l'angelo le dava immaginette
o medaglie affinché le portasse o le regalasse ad altre persone.
Dato che aveva creato un'associazione di anime vittime, in occasione delle feste giungevano gli angeli delle anime vittime e li spronava tutti ad amare Gesù e cantava con loro. Il suo angelo le faceva molti servizi quando era malata, e, naturalmente, le portava lettere alla posta, o le faceva arrivare direttamente; ma anche la richiamava seriamente se distratta in chiesa, o se mancava in carità con le sue sorelle, per quanto fosse cosa di poco conto. L'angelo era per lei il suo compagno che le insegnava ad amare Gesù e Maria e tutti i santi, specialmente quelli del suo Ordine, che amava con particolare affetto, poiché le apparivano ogni tanto. Lei da parte sua faceva celebrare delle messe in onore del suo angelo e per le sue intenzioni.
Affermava
il BEATO GIOVANNI XXIII:
L'angelo custode è un buon consigliere, intercede presso Dio in nostro favore,
ci aiuta nei momenti di bisogno, e ci preserva dai pericoli e dai malanni.
Desidero che i fedeli sentano tutta la grandezza e la protezione degli
angeli(47).
Ciascuno
di noi ha il proprio angelo custode che lo preserva dai pericoli. Con lui
possiamo parlare così come con gli angeli degli altri... Le mamme devono
insegnare ai propri figli a invocare l'angelo custode perché li protegga nei
pericoli, protegga la loro innocenza e ispiri loro pensieri buoni. Non
dimentichiamoci di chiedergli aiuto di ringraziarli della loro protezione(48).
SAN
GIUSEPPE MARIA ESCRIBÁ DI BALAGUER,
il fondatore dell'Opus Dei, aveva una fede immensa nel suo angelo custode.
Ricordiamoci che l'Opus Dei fu fondata il 2 ottobre del 1928, festa degli angeli
custodi. Una volta, era in una via e fu aggredito da uno sconosciuto in pieno
giorno. Lo sconosciuto lo afferrò al collo e quasi lo uccise, ma un giovane
sconosciuto lo liberò immediatamente prima che gli potesse provocare un danno
irreparabile. San Giuseppe Maria attribuì la violenza al diavolo e la
protezione che ricevette al suo angelo custode.
Era
così grande la familiarità col suo angelo che quando entrava in una qualunque
abitazione, cedeva prima il passo al suo angelo. E, quando salutava qualcuno,
salutava per primo il l'angelo custode di quella persona.
Una
volta, gli si ruppe l'orologio e chiese al suo angelo che lo svegliasse all'ora
giusta. E l'angelo compì bene la sua missione. Per questo a volte lo chiamava
confidenzialmente "Il mio piccolo orologio". Tutti i martedì li
dedicava al suo angelo e a tutti gli angeli. Diceva: Abbi confidenza con il tuo
angelo custode. Trattalo come un intimo amico e lui ti rivolgerà mille servizi
nelle faccende ordinarie di ogni giorno. (Cammino n° 52).
5.
STORIE DI ANGELI
1.
L'ANGELO STUDENTE
Una madre di famiglia italiana che conosco personalmente, col permesso del suo direttore spirituale, mi scrisse: Quando avevo quindici anni ci trasferimmo da una città di provincia, dove abitavamo, a Milano perché io potessi studiare all'accademia. Io ero molto timida e avevo paura a viaggiare col tram, perché potevo sbagliare la fermata e perdermi. Mio padre tutte le mattine mi dava la benedizione e mi diceva che avrebbe pregato il mio angelo custode perché mi guidasse. Poco tempo dopo l'inizio delle lezioni, all'entrata e all'uscita dell'accademia, mi si avvicinava un misterioso compagno, vestito con pantaloni e cappotto, poiché era inverno e faceva freddo; aveva circa vent'anni, biondo e bello, dai lineamenti fini, occhi chiari, dolce e severo allo stesso tempo, pieno di luce. Non mi chiese mai il mio nome e io nemmeno chiesi il suo, tanto ero timida. Ma al suo fianco mi sentivo contenta e sicura. Mai mi corteggiò, né mi parlò d'amore. Prima di arrivare in accademia, entravamo sempre in una chiesa per pregare. Egli si inginocchiava profondamente e rimaneva così, benché vi fossero altre persone presenti. Io lo imitavo.
All'uscita
dall'accademia mi aspettava e mi accompagnava a casa. Mi parlava sempre con
dolcezza di Gesù, della vergine Maria, dei santi. Mi consigliava di comportarmi
bene, di evitare le cattive compagnie e di andare tutti i giorni a messa. Spesso
mi ripeteva: "Quando hai bisogno di aiuto o conforto, vai in chiesa
dinnanzi a Gesù Eucaristia e lui ti aiuterà insieme a Maria, perché Gesù ti
ama più degli altri. Per questo ringrazialo sempre per ciò che ti dà".
Questo
amico speciale mi disse, una volta, che mi sarei sposata un po' tardi e quale
sarebbe stato il nome del mio sposo. Verso la fine dell'anno scolastico il mio
amico scomparve ed io non lo vidi più. Mi preoccupai, pregai per lui, ma fu
inutile. Scomparve all'improvviso così come era apparso. Dal canto mio
proseguii i miei studi e mi diplomai, trovai lavoro; passarono gli anni e lo
dimenticai, ma non scordai mai i suoi buoni insegnamenti.
Mi
sposai a 39 anni e una notte sognai un angelo senza ali che mi disse di essere
l'amico della mia adolescenza, e mi ricordò di essermi sposata con un uomo di
cui lui aveva detto il nome. Quando lo raccontai a mio marito mi credette e si
sentì commosso. Dopo quel sogno ogni tanto torna ad apparirmi nei sogni,
talvolta lo vedo proprio. A volte sento solo la voce.
Quando
torna a trovarmi in sogno, preghiamo insieme il rosario e andiamo a pregare in
diversi santuari; lì vedo moltissimi angeli, i quali partecipano alla messa con
intensissima devozione. E mi lascia con una gioia tanto profonda da
accompagnarmi per diversi giorni. Quando si rende visibile, compare con una
lunga tunica, in tempo pasquale e d'avvento di color oro e bianca, ma senza ali.
Il suo aspetto è quello di un ragazzo di vent'anni, come lo vedevo quando avevo
quindici anni, di media statura, bello e luminoso.
Mi
ispira sentimenti di profonda adorazione verso Gesù. A volte mi ricorda cosa
debbo fare o dove devo andare, o non andare; ma se su qualcosa il mio direttore
spirituale manifesta un'altra opinione, mi dice di obbedire sempre al mio
direttore. L'obbedienza, mi dice, è necessaria. E mi sprona molto a pregare per
i peccatori, per i malati, per il Santo Padre, per i sacerdoti.
2.
L'ANGELO MECCANICO
Un
sacerdote mio amico, mi raccontò un fatto che lui conosceva molto bene, perché
raccontato proprio dal protagonista. Un giorno un sacerdote venezuelano e una
suora andarono in macchina a far visita ad una famiglia fuori città. Ad un
certo punto la macchina si fermò e non voleva saperne di ripartire. Era una
strada poco battuta. Pregarono chiedendo aiuto e invocarono i loro angeli. In
breve comparve sulla strada un'altra macchina. L'autista scese dare una mano.
Guardò il motore, mosse qualcosa e ricominciò a funzionare. Quando il
sacerdote mise in moto, guardò dall'altro lato e vide che l'altra macchina non
c'era più. Che era successo? Pensarono che il loro angelo fosse venuto ad
aiutarli.
3.
L'ANGELO POMPIERE
I testimoni nel processo di beatificazione della venerabile suor Monica del Gesù, agostiniana dell'Osservanza, raccontano riguardo alla sua vita: Nell'incendio che divampò nel convento della Maddalena nell'anno 1959 e che minacciava di distruggere il convento stesso (furono arse 400 casse di legna, che si trovavano nel deposito), le fiamme erano spaventose e impedivano completamente l'azione dei pompieri; le fiamme e il fumo infatti non permettevano di penetrare per poter immettere la manica che introducesse l'acqua necessaria per soffocare l'incendio, sempre più esteso. In questo frangente si presenta al convento un giovane di circa quindici anni con una camicia verde. Questo ragazzo si pose un fazzoletto sulla bocca e trascinò con sé la manica con la quale introdurre l'acqua necessaria. Tutte le persone che si trovavano lì, tanto religiose come secolari (arrivate lì per aiutare a soffocare l'incendio) possono testimoniare la presenza di questo ragazzo che non conoscevano e che in seguito non si vide più. Dopo qualche giorno mentre le religiose discutevano su chi potesse essere quel ragazzo, suor Monica ci disse che non avremmo mai saputo chi lui fosse. Tutte ci convincemmo che si trattasse di un fenomeno soprannaturale e che quel ragazzo fosse l'angelo custode di suor Monica(49).
4.
L'ANGELO MENDICO
San
Filippo Neri camminava un giorno per le strade di Roma e un povero gli si
avvicinò per chiedere l'elemosina. Il santo fece il gesto di dargli le poche
monete che aveva, quando l'altro, scusandosi e sorridendo, disse: "Volevo
solo vedere quello che sapevi fare" e scomparve. Più tardi raccontò ai
suoi amici sacerdoti che il mendico era il suo angelo custode, che gli era
apparso per fargli capire quanto è gradita a Dio e ai suoi angeli la carità
verso i poveri(50).
5.
L'ANGELO MISSIONARIO
La venerabile suor Maria di Gesù di Agreda (1602-1665) nel suo famoso libro Mistica città di Dio parla di come andava sovente ad evangelizzare gli indios del Messico benché non sapesse se fosse lei personalmente ad andare, oppure tramite il suo angelo. Racconta: In realtà, io vedevo i diversi regni e sapevo i loro nomi e questi mi si presentavano distintamente; vedevo le città, conoscevo le diverse terre, e che il carattere e la qualità erano differenti, più calorosa, i cibi più rozzi e si facevano luce con fiaccole. Io li ammonivo e illustravo tutti gli articoli della fede, li animavo e li catechizzavo e loro accettavano e facevano quasi delle genuflessioni. Una volta, mi pare, diedi a quegli indios dei rosari; li avevo con me e li distribuii e non vidi più i rosari. Il modo in cui giungevo lì, e mi pare il più probabile, era la comparsa di un angelo con le mie sembianze che predicava loro e li catechizzava; qua il Signore mi mostrava ciò che accadeva per effetto delle mie preghiere, perché gli indios mi videro laggiù certamente.
Sapevo anche delle guerre che combattevano con armi diverse da quelle utilizzate qua, con strumenti per tirare pietre con l'espediente della fionda, con balestre e con coltelli di legno... Potevano essere state cinquanta volte, e più di cinquanta, quelle in cui ebbi conoscenza di questi regni, per un verso o per l'altro, e le volte in cui ho operato, e in cui ho desiderato la loro conversione. Il come e il modo non è facile sapersi; siccome però gli indios dissero di avermi visto, o andai io, o qualche angelo con le mie sembianze.
Questo
del regno e gli avvenimenti esteriori durarono solo tre anni(51).
Che
bello se il nostro angelo potesse, con il permesso di Dio, assumere le nostre
sembianze e andasse a evangelizzare, benedire e dare affetto a tanta gente
bisognosa di Dio e d'amore!
6.
L'ANGELO SUPPLENTE
Nella vita di suor Monica di Gesù, della quale abbiamo parlato in precedenza, si racconta che almeno in cinque occasioni, ebbe il dono dell'ubiquità e andò a confortare i soldati spagnoli che lottavano in Marocco contro i mori. Il 2 ottobre 1921 fu ferita da una pallottola. Secondo il parere del censore vaticano, espresso durante il processo di beatificazione: pareva che fosse fisicamente lì, perché l'angelo si era offerto di supplirla in comunità e la seconda volta tornò con una grave ferita nella gamba sinistra(52).
L'angelo
la sostituiva, svolgendo per lei tutti i compiti in comunità finché le altre
non si resero conto che il suo angelo aveva assunto le sue sembianze. Lei stessa
racconta al suo direttore spirituale: Durante la Settimana Santa era il mio
turno di servire in refettorio. L'angelo mi disse, immediatamente, che, giacché
avevo paura, dato che sapevo che non avrei potuto accudire ai miei doveri
[restava in estasi durante la Settimana Santa] lui mi avrebbe sostituito e
nessuno se ne sarebbe accorto (lettera al Padre Cantera del 28 marzo 1926).
La madre generale, suor Dolores, racconta nelle sue testimonianze che il suo angelo la aiutava a salvare le anime e le persone che si trovavano nei pericoli, per incarico suo. Narra: Oggi 29 luglio 1919 mi ha detto che il suo "fratello maggiore" ha salvato un peccatore che stava affogando e un altro che era disperato e stava per cadere. Un altro era malato e ha impedito ad alcuni suoi amici viziosi e peccatori di entrare in sua casa(53).
7.
L'ANGELO AUTISTA
Padre Alessio Parente, intimo collaboratore di Padre Pio di Pietrelcina, racconta che, un giorno, un suo amico aveva viaggiato in macchina da Firenze a San Giovanni Rotondo per confessarsi con Padre Pio e sentire la messa. A metà strada si sentì stanco e si fermò in una stazione di rifornimento per prendere un caffè e riposarsi. Dopodiché decise di continuare, per quanto fosse già buio. Racconta il protagonista Piergiorgio Biavati: Ricordo solo di aver avviato il motore e di essermi messo alla guida, non ricordo altro. Non ricordo neppure un secondo delle tre ore trascorse con le mani strette al volante. Quando già mi trovavo di fronte alla chiesa di San Giovanni Rotondo qualcuno mi scosse e mi disse: "Ora prendi tu il mio posto".
Fu talmente sorpreso che dopo la messa celebrata da Padre Pio andò in sagrestia per parlare con lui. E Padre Pio gli disse: "Hai dormito durante tutto il viaggio e la stanchezza l'ha sostenuta il mio angelo, che ha guidato per te"(54).
Da
quanti incidenti ci avrà liberato il nostro angelo! Maria Simma, la nota
mistica austriaca, che aveva il carisma di vedere le anime del purgatorio, le
quali le chiedevano aiuto, scrive nel suo libro Fateci uscire da qui:
Oggi è fondamentale ritrovare la devozione per l'angelo custode, poiché gli
spiriti maligni sono dappertutto. Quanta più confidenza avrai col tuo angelo
custode più lui ti aiuterà. Molti incidenti sulla strada sono causati dal
demonio. Per questo dobbiamo invocare l'angelo dell'autista e dei passeggeri,
prima di partire, per esser protetti in qualsiasi difficoltà. È pure positivo
invocare gli angeli degli autisti delle altre macchine che incrociamo lungo la
strada. Se così ci comporteremo avverranno meno della metà degli incidenti che
oggi accadono(55).
8.
L'ANGELO MUSICO
Una
religiosa contemplativa mi scrisse in una lettera che un giorno stava suonando e
cantando la canzone dell'angelo che è trascritta nel mio libro Tu amigo el
ángel, e improvvisamente vide un angelo bellissimo con occhi puri e
amorevoli che pareva appena sceso dal cielo. Sembrava avere dodici anni, con ali
bellissime, e quando le muoveva, le facevano sentire tanto profondamente l'amore
di Dio che lei restava estasiata. Quel giorno l'angelo le cantò una canzone in
spagnolo. Lei non sapeva lo spagnolo. Ma lui voleva insegnargliela così. Fu
un'esperienza indimenticabile. Da allora le è apparso molte volte, soprattutto
nel momento di celebrare gli offici divini con le altre religiose della comunità.
9.
L'ANGELO MEDICO
San Gregorio di Tours racconta che, da bambino, suo padre cadde gravemente malato. Gregorio pregò con intenso fervore per la guarigione di suo padre. Una notte il suo angelo custode gli apparve in sogno e gli disse di scrivere il nome di Gesù su di un foglio e di metterlo sotto il cuscino di suo padre. Così fece e suo padre guarì con somma gioia di tutta la famiglia(56).
10.
L'ANGELO CHE PREGA
La beata Rosa Gattorno (1831-1900) racconta: Il 24 gennaio 1889 ero molto stanca e mi recai in cappella a pregare. Mi sentivo inquieta perché non trovavo quell'intimità che desideravo ed ero un po' timorosa, ma tranquilla. Mi apparve un bellissimo angelo che pregava accanto a me. Gli domandai perché faceva questo, ma non mi rispose. Piuttosto una voce interiore mi disse: prega per te. Fa ciò che tu non riesci a fare, ti supplisce. La tua stanchezza è molto gradita da Dio. Perciò, questo angelo Gabriele fa le tue veci. Rimasi molto contenta nel mio profondo, perché avevo assaporato ciò che l'intimità può far provare(57).
Il
santo curato di Ars
raccomandava: Quando non potete pregare incaricate il vostro angelo che lo
faccia al posto vostro.
Di
fatto il nostro angelo ha come compito principale quello di presentare le nostre
preghiere e di pregare per noi. Per questo padre Daniélou diceva che l'angelo
custode va chiamato l'angelo della preghiera.
Che bello sapere che il nostro angelo custode offre le nostre preghiere e prega per noi, soprattutto quando per malanni o stanchezza non riusciamo a farlo. E se non fosse uno, ma milioni che pregano per noi? Quante grazie riceveremmo da Dio? Per questo, stringiamo un patto con gli angeli, consacriamoci a loro come fratelli e amici, affinché loro stiano continuamente, ventiquattro ore al giorno, a pregare per noi, ad adorare Dio e ad amarlo a nome nostro.
11.
L'ANGELO LIBERATORE
Un missionario cinese raccontava questo episodio, pubblicato sulla rivista L'ange gardien de Lyon (Francia): Fra le conversioni dei pagani al cattolicesimo ne ho visto una molto confortante. Riguarda un ragazzo di ventun anni al quale Dio concesse il miracolo di san Pietro, liberato dal carcere dal suo angelo. Questo ragazzo decise segretamente di divenire cristiano, e si disfece dei propri idoli, ai quali diede fuoco. Ma suo fratello maggiore, resosi conto di quello che aveva fatto, si infuriò, lo punì con crudeltà e lo rinchiuse in una casa con le catene alle mani, ai piedi e al collo. Così trascorse due giorni e due notti, deciso a morire piuttosto che rinunciare alla sua nuova fede. La seconda notte, mentre dormiva, fu destato da uno sconosciuto che mostrandogli un'apertura nella parete gli disse "Alzati e esci da qui". All'istante caddero le catene e il ragazzo uscì senza pensarci due volte. Non appena fu nella via non vide più l'apertura nella parete né il suo liberatore. Senza esitazione andò presso i cristiani più vicini e poi cercò di contattare suo fratello per raccontargli ciò che era accaduto.
Io
l'ho battezzato e in poco tempo battezzai anche suo fratello, che in virtù di
questo miracolo si convertì(58).
12.
L'ANGELO GUARDIA DEL CORPO
Una religiosa contemplativa mi scrisse: Quando ero ragazza, un giorno, dovetti tornare a casa di notte dopo una riunione dell'Azione Cattolica in parrocchia. Ero sola e dovevo camminare per due chilometri nei campi. Avevo paura. Improvvisamente vedo un cane enorme che mi segue. All'inizio ebbi paura, ma i suoi occhi erano tanto dolci... Si fermava quando io mi fermavo e mi seguiva quando io camminavo. Inoltre muoveva la coda e questo mi dava molta tranquillità. Giunta quasi a casa sentii la voce di mia sorella che mi veniva incontro e il cane scomparve. Non l'avevo mai visto e mai più lo vidi, nonostante percorressi quella strada due volte al giorno e conoscessi bene tutti i cani dei vicini. Per questo penso dovesse essere il mio angelo custode che mi protesse come un guardaspalle.
Qualcosa
di simile accadeva anche a san Giovanni Bosco con un cane che lui
chiamava Grigio, il quale appariva quando andava a casa da solo nel bel mezzo
della notte. Mai lo vide mangiare e apparve per trent'anni, un tempo molto più
lungo della vita normale di un cane. Anche san Giovanni Bosco credeva che fosse
il suo angelo custode che appariva per difenderlo dai nemici, che in più
occasioni attentarono alla sua vita. Una volta il Grigio dovette affrontare dei
delinquenti che lo spiavano e che avrebbe strozzato se non fosse intervenuto in
loro favore lo stesso Don Bosco.
13.
GLI ANGELI ACCOLITI
Accadde a Barcellona (Spagna) nel 1651. In quell'anno si scatenò una terribile epidemia di peste bubbonica. Molta gente morì, anche tra i sacerdoti. Padre Antonio di san Matteo, carmelitano scalzo della parrocchia Santa Maria del Mare, si salvò per un pelo dalla morte, dedicandosi poi con tutte le sue forze a visitare i malati nelle proprie case. Sin dalla sua visita, mentre portava il Santissimo Sacramento per la comunione, trovò sulla porta della parrocchia due ragazzi forti, con i ceri accesi tra le mani, disposti ad accompagnarlo nei suoi giri fino al rientro in parrocchia. Questo si ripeté ogni giorno per circa sette mesi. Nessuno li conosceva, e si supponeva che nessuno avrebbe voluto compiere quel servizio per timore del contagio. Per questo si diffuse la voce che quei due sconosciuti fossero due angeli, che avevano voluto accompagnare la santissima ostia per le vie di Barcellona, volendo aiutare e dar conforto al sacerdote(59).
Padre
Coudere, gesuita, racconta
nella sua opera sulla vita di san Giovanni d'Avila che, nel 1530, avvisarono
Padre Centenares affinché portasse la comunione ad un malato in un posto
disperso nella Sierra Morena (sud della Spagna). Dato che non conosceva il
cammino si raccomandò a Dio e si incamminò con l'intenzione di domandare la
via ai viandanti. Ma uscendo dalla chiesa gli si presentarono due giovani molto
educati che si offrirono di accompagnarlo con candele accese e di indicargli il
cammino. Egli si rallegrò di tale compagnia, ma quando tornarono a casa
scomparvero senza lasciare traccia.
Padre
Centenares volle raccontare il fatto a san Giovanni d'Avila, ma prima ricevette
una sua lettera nella quale il santo scriveva: Non ti stupire di ciò che è
avvenuto. I due giovani che ti hanno accompagnato erano due angeli, inviati da
Dio per ricompensare il tuo zelo apostolico(60).
14.
ANGELI IN AZIONE
Ci
sono angeli cuochi, agricoltori, traduttori... Qualunque lavoro sviluppi
l'essere umano loro lo possono svolgere, quando Dio lo permette, soprattutto con
coloro che li invocano con fede.
Nella
vita di san Gerardo della Maiella si racconta che, essendo stato incaricato di
cucinare per la comunità, un giorno, dopo la comunione, andò in cappella e
rimase tanto estasiato che, avvicinandosi l'ora del pranzo, un confratello andò
a cercarlo per dirgli che ancora non era stato acceso il fuoco in cucina. Lui le
rispose: Gli angeli vegliano su di essa. Suonò la squilla del pranzo e
trovarono tutto pronto e a posto(61). Qualcosa di simile mi ha raccontato una
religiosa contemplativa italiana: Ci trovavamo io e la mia consorella Maria in
un villaggio di Valencia (Venezuela), per alcuni giorni nella casa parrocchiale,
poiché il paese non aveva un parroco e il vescovo ci aveva prestato la casa per
il tempo necessario a trovare un terreno sul quale costruire il monastero.
Suor
Maria era nella cappella e preparava le antifone della liturgia; io era intenta
a preparare il pranzo. Alle 10 della mattina mi chiamò perché ascoltassi la
sua composizione musicale. Il tempo trascorse senza rendermi conto e pensai alle
stoviglie che ancora non avevo lavato e all'acqua che stava ormai bollendo...
Erano le 11 e 30 e alle 12 avevamo la recita dell'ora sesta e poi il pranzo.
Quando tornai preoccupata in cucina, restai di stucco: le stoviglie erano pulite
e e le pietanze cotte al "punto giusto". Tutto pulito e le sgroglie
nel sacco della pattumiera, l'acqua in procinto di bollire... Restai stupita e
commossa. Chi fece questo mentre ero in cappella con la sorella Maria, se in
Comunità eravamo solo in due e nessuno aveva potuto entrare? Quanto ringraziai
il mio angelo che sempre invoco! Ero assolutamente certa che questa volta era
stato lui ad agire in cucina! Grazie angelo custode!
Sant'Isidoro
lavoratore andava a messa tutti i giorni e lasciava il campo e i buoi alla cura
degli angeli e, quando tornava, il lavoro era fatto. Sicché un giorno il suo
padrone andò a vedere cosa accadeva, poiché gli avevano detto che Isidoro
andava a messa tutti i giorni tralasciando il lavoro. Il padrone
"vide", secondo alcuni, due angeli lavorare con i buoi e rimase
ammirato.
San
Padre Pio da Pietrelcina
diceva: Se la missione degli angeli guardiani è grande, quella del mio è
certamente più grande, perché deve farmi da professore e spiegarmi altre
lingue(62).
Nel
caso di alcuni santi confessori, l'angelo ricordava loro i peccati dimenticati
dai penitenti, come è riportato nella vita di san Pio da Pietrelcina e del
santo Curato d'Ars.
Nella
vita di san Giovanni di Dio
e di altri santi si racconta che quando questi non potevano accudire ai loro
compiti ordinari perché in estasi, o dediti alla preghiera, o fuori casa, i
loro angeli assumevano le loro sembianze e li supplivano.
La
venerabile Maria di Gesù Crocifisso
afferma che, quando vedeva gli angeli delle consorelle della sua comunità, li
vedeva con le sembianze delle sorelle che custodivano. Avevano il loro volto, ma
con una grazia e una bellezza celestiale(63).
Gli
angeli ci possono fornire un'infinità di servizi e fanno molto di più di
quello che ci si immagina, benché non li vediamo e non ne siamo coscienti. Ad
alcuni santi, come santa Gemma Galgani, quando era malata, il suo angelo
porgeva una tazza di cioccolata o altro che la sollevasse, l'aiutava a vestirsi
e le portava le lettere in posta. Le piaceva giocare con il suo angelo a vedere
chi dei due pronunciava con più amore il nome di Gesù e lei
"vinceva" quasi sempre. Talvolta gli angeli agiscono, ispirati da
persone buone, e svolgono certi lavori che hanno loro commissionato.
Padre
José Julio Martínez
racconta due fatti storici che gli raccontò una signorina dell'Istituto
Teresiano, professoressa di un collegio di Castiglia (Spagna), il primo
personale, il secondo per testimonianza: Doveva viaggiare da Burgos a Madrid,
portando la valigia e due pacchetti di libri abbastanza pesanti. Siccome allora
i treni circolavano pieni di passeggeri, aveva un po' di paura a viaggiare con
quel bagaglio tanto pesante e con la preoccupazione di non trovare un posto
vuoto. Quindi pregò il suo angelo custode: "Va' in stazione, perché il
tempo stringe, e aiutami a trovare un posto libero". Quando arrivò alla
banchina, il treno era in partenza e pieno di passeggeri. Ma da un finestrino
uscì una voce soave che le disse "Signorina, avete molti bagagli. Ora
scendo per aiutarvi a portar su le sue cose".
Era
un signore piuttosto anziano, dallo sguardo trasparente e bonario, si avvicinò
a lei sorridente, come se l'avesse conosciuta da tanto tempo e la aiutò a
portar su i pacchetti, dopodiché le disse che aveva un compito per lei. Le
disse: "Io non parto con questo treno. Mi trovavo a passare su questa
panchina e mi saltò in testa l'idea che per caso sarebbe arrivata più tardi
una persona che non avrebbe trovato posto. Allora ebbi la buona idea di salire
sul treno e occupare un sedile. Così questo sedile ora è per voi. Addio,
signorina, e buon viaggio". Quell'anziano, col suo sorriso bonario e il suo
sguardo dolce, si congedò dalla teresiana e si perdette tra la gente. Lei riuscì
solo a dirgli: "Grazie, mio angelo custode".
Un'altra
mia compagna era professoressa in un collegio di Palma di Majorca e ricevette la
visita di suo padre. Tornando verso il battello per raggiungere la penisola,
l'uomo avvertì un malessere. La figlia lo raccomandò al suo angelo e
all'angelo custode di suo padre affinché lo proteggessero durante il viaggio.
Per questo si sentì molto felice quando pochi giorni dopo ricevette la lettera
di suo padre nella quale scriveva: "Figlia, quando presi posto sul
battello, mi sentii male. Un sudore freddo coprì la mia fronte ed ebbi paura di
essermi ammalato. In questo frangente mi si avvicinò un passeggero distinto e
amorevole che mi disse: "Mi pare che lei sia un po' malato. Non si
preoccupi sono un medico, vediamo il polso..."
Mi
curò magnificamente e mi fece una puntura efficace.
Quando
arrivammo al porto di Barcellona mi disse che non poteva prendere lo stesso
treno mio, ma mi presentò ad un suo amico che prendeva proprio il mio treno e
gli chiese di accompagnarmi. Questo amico era tanto nobile e generoso come il
medico, e non mi lasciò finché non entrai in casa. Ti racconto questo affinché
tu stia tranquilla e veda quante persone buone Dio ci pone sul cammino della
nostra vita.
Riassumendo,
gli angeli sono pronti a servirci, proteggerci e aiutarci nel nostro cammino di
vita. Affidiamoci a loro e tutto con il loro aiuto sarà più facile e celere.
Madre Angelica, nordamericana, nata nel 1923, fondatrice del convento di Adorazione Perpetua a Gesù Eucaristia, ha fondato la prima e principale catena di televisione cattolica via cavo nel mondo, ha fondato una casa editrice cattolica e la più grande radio privata ad onda corta.
Lei
ci racconta come, tramite il suo angelo custode, Dio le salvò la vita: Mai
dimenticherò un incidente che ebbe luogo quando avevo dieci-undici anni. Vivevo
ancora a Canton, nell'Ohio, e con il sole già al tramonto andai nella piazza
principale per svolgere alcune commissioni per mia madre... Mentre attraversavo
tranquillamente la strada, sentii d'improvviso alcune persone strillare, e
girando la testa vidi dei fari che mi si avvicinavano. Restai per un attimo
accecata, e allora sentii due mani che mi afferravano, aiutandomi a saltare sul
cancello di un parcheggio.
Quella
macchina aveva passato un semaforo col rosso e proseguiva a tutta velocità. A
poco a poco cominciai a capire ciò che era successo. Si avvicinò un sacco di
gente, domandandomi come avevo fatto a saltare sulla cancellata. Non ne avevo la
più pallida idea. Quando arrivai a casa mia madre era pallida e tremante. Aveva
sentito che ero in pericolo e si era messa in ginocchio a pregare Dio che mi
salvasse la vita. Era chiaro che fosse precisamente ciò che Dio aveva ordinato
al mio angelo di fare. Mai dimenticherò la strana sensazione di essere elevata,
letteralmente sollevata, da due mani che mi aiutarono ad afferrare la
cancellata... Da allora ho conservato un rapporto molto intimo con il mio
angelo. Lo chiamo Fidelis, che in latino vuol dire Fedele, e posso dire che lo
è sempre stato(65).
L'angelo è un nostro amico inseparabile... Se sei uno studente, chiedigli di aiutarti a concentrarti nel tuo prossimo esame.
Se
sei un rappresentante commerciale, chiedigli aiuto prima di visitare il tuo
prossimo importante cliente.
Se
sei padre, domanda all'angelo custode dei tuoi figli che li protegga nella loro
vita quotidiana...
Se
alcune volte ti senti solo, ricorda l'amico che Dio ti ha dato. È con te
sempre. Non sei mai solo.
Se ti è capitato di desiderare un amico che ti comprenda e ti accetti per come sei, se hai desiderato aver accanto qualcuno che non ti scoraggi per le tue incapacità o i tuoi peccati, se desideri qualcuno che preghi per te in qualunque circostanza, questo è il tuo angelo. Hai un angelo custode... Con milioni di angeli che pregano per te, e un angelo custode che si occupa in particolar modo di te, non devi mai aver paura(66).
Un
sacerdote che conosco di persona mi disse di avere una corrispondenza con una
religiosa contemplativa. Un giorno scrisse in una lettera a questa suora, che le
avrebbe spedito, attraverso il suo angelo, un mazzo di rose. E lei gli rispose:
Ricevetti la tua lettera, nella quale mi scrivevi che mi avresti mandato un
mazzo di fiori attraverso il tuo angelo. Due giorni più tardi, vigilia di una
grande festa, ero in cucina, quando mi mandarono a chiamare. La superiora mi
venne incontro con un bellissimo mazzo di fiori per me. Erano rose fresche, come
colte proprio in quel momento, e, tra loro, vi erano spighe di grano, alcune
mature, altre ancora no, come mi è sempre piaciuto. C'erano trentadue rose
estremamente belle. La Madre non sapeva chi le aveva mandate, ma intuitivamente
pensò fossero per me. Anche la consorella in portineria non sapeva chi le
avesse mandate perché erano state lasciate nel tornio con un biglietto. Io
dissi alla consorella di portarli in cappella per Gesù e presi il biglietto.
Non si leggeva molto bene e pensai che fosse di un seminarista, a cui davo
consigli perché divenisse un buon sacerdote; inoltre, la firma era illeggibile.
Ma di notte con maggior calma lessi bene e dissi: "Per mia sorella Maria" e sotto vi era la firma. Comparve la stessa firma presente nella tua lettera ed era esattamente la stessa. Anche la Madre le comparò e disse che erano esattamente le stesse. Mi convinsi allora che eri stato tu ad inviarmi le rose attraverso il tuo angelo. Qualche giorno più tardi domandai al mio angelo chi fosse stato a portare le rose e mi disse: "L'angelo del Padre".
Senza
dubbio gli angeli sono messaggeri fedeli. Per questo è mio costume inviare
saluti, fiori e benedizioni attraverso il mio angelo, perché so che è
efficiente e svolge bene gli incarichi.
Padre
Giovanni Salerno, grande
missionario sulle Ande nel sud del Perù e fondatore del Movimento dei Servi dei
Poveri del terzo mondo, ha grande devozione per l'angelo custode e così ne
parla ai figli spirituali: I bambini orfani o abbandonati non sono stati traditi
dai loro angeli custodi, che sono i nostri migliori alleati. Non dobbiamo
stancarci di insegnare ai bambini che è importante e bello stringere amicizia
col proprio angelo custode... Ogni volta che accogliamo in casa nostra un
bambino povero e abbandonato, dobbiamo accoglierlo ringraziando l'angelo custode
che ce lo porta. Quanto avrà lottato il suo angelo per portarlo sino a noi!(67)
Una
religiosa mi scriveva in una lettera quanto segue: Sin da piccola ho vissuto in
intimità con il mio piccolo amico: l'angelo. Conto sempre su di lui e posso
parlare con lui in qualunque momento e di qualunque cosa. Ha la pelle chiara,
dolcemente arrossata, gli occhi azzurro chiari, il volto bello, un'espressione
allegra e gioviale, con un sorriso accattivante. A volte è serio, ma mai freddo
o scostante. Ha i capelli biondi. Quando mi parla è delicatissimo ed
educatissimo. Le sue ali sono linde, grandi e con piume dolci e soffici. Quando
ero piccola sembrava avere un anno più di me. Ora sembra un giovanotto di 18-19
anni, alto dieci centimetri più di me. Ma mi è capitato di vederlo molto più
alto con le ali distese.
Risponde
sempre alle mie domande o mi dice di attendere la risposta. Altre volte mi
sorride, il che equivale a rispondermi "sì" a ciò che gli ho
domandato. Porta una tunica lunga sino ai piedi, di un colore azzurro chiaro. Le
maniche sono ampie. Il tessuto sembra essere fino e morbido. Quando cammina
sembra non toccare il suolo, e lo fa senza produrre il benché minimo rumore.
Il
giorno di Natale andavamo in processione per il convento, portando un'immagine
del Bambin Gesù e tenevamo delle candele nelle mani. Allora vidi gli angeli
delle consorelle che camminavano pure loro con le candele accese nelle mani. Il
mio angelo era al mio fianco e mi guardava teneramente. Rimasi molto commossa e
non riuscii a trattenere le lacrime. Tutti gli angeli avevano come un'aureola a
forma di anello intorno alla testa.
Una
religiosa contemplativa mi scriveva dalla Polonia: Ho verificato un miracolo del
mio angelo. Mi è sempre piaciuto dipingere e, come suora, ho un mio piccolo
studio per dipingere all'interno del convento. Il 9 marzo del 2004, alle 2 del
pomeriggio, mentre stavo dipingendo, accesi una piccola candela. Mi di menticai
di spegnerla e andai in cappella per l'adorazione del Santissimo, che abbiamo
tutti i giorni dalla mattina sino alla sera. Non tornai nello studio sino alle
9,30 della mattina dopo. Mi sorpresi di veder ancora accesa la candela, che si
trovava in mezzo a parecchia pittura ad olio. Quando presi la candela era alta 7
cm e larga 5. Quando la ritrovai era alta 1,5 cm. Credo che davvero sia stato un
miracolo. Credo che sia stato il mio angelo custode a proteggermi e ad evitare
l'incendio, perché mi raccomando sempre a lui prima di iniziare il lavoro.
Un'altra
religiosa mi scrisse: L'altro giorno chiesi un favore ad un mio amico e lo fece.
Ho due pappagalli e il mio compito è lavarli. Ma mi scapparono e scomparvero
per tutta la mattina. All'una del pomeriggio tornarono al nido. Le consorelle
dissero che questo fu un miracolo. Io non mi capacitavo del favore fattomi dal
mio angelo.
Vediamo
ora un episodio raccontato da un sacerdote italiano. In uno splendido giorno di
primavera, portava la comunione ad un malato, in bicicletta. Conosceva molto
bene la strada, ma improvvisamente si sente smarrito. E si domanda: Dove sono?
Che mi è successo? Come ho potuto perdermi su una strada che conosco tanto
bene? Mi volto per sincerarmi che non sia solo un sogno e vedo una casa di
campagna. Ne esce una donna che mi guarda con occhi sbigottiti. Vedendomi si
mette a gridare di gioia: Un sacerdote! Grazie angelo custode, per avermi
ascoltato e avermelo mandato! Si avvicina e mi dice: "Venga padre, mio
marito sta morendo e non smette di chiedere un sacerdote. Ero disperata perché
non potevo lasciarlo solo né tantomeno sapevo dove andare a cercare un
sacerdote. Avevo desiderato tanto che egli volesse un sacerdote, lui che lo
aveva sempre rifiutato. Ho detto al mio angelo che si assumesse l'incarico di
cercarlo. E subito è apparso lei, come piovuto dal cielo. Grazie, padre,
grazie".
Allora
capii che il mio angelo si era messo d'accordo col suo per guidarmi dove il mio
ministero era più urgente. Ma mi attendeva un'altra sorpresa: nell'aprire il
portaviatico per dare la comunione mi rendo conto, esterrefatto, che ci sono due
ostie, mentre io ero sicuro di averne posta una sola. Mi raccolgo in adorazione
al capezzale del moribondo, che pochi istanti dopo sale al cielo. Poi continuo
la mia pedalata verso la casa del malato che volevo
andare a visitare. Nei giorni successivi percepii in modo particolare la
presenza del mio angelo custode vicino a me, che sorridendomi e rimbrottandomi
dolcemente, mi ripeteva: "Non ti dimenticare di me. Io sono sempre con
te"(68).
Padre
Gioacchino Hernando Calvo,
sacerdote clarettiano che conosco personalmente, visse un episodio straordinario
con il suo angelo. Si trovava a Lima quando ebbe disturbi di cuore e andò a
Barcellona a farsi operare. Era sotto i ferri quando il suo cuore smise di
pulsare e fu considerato clinicamente morto. I medici lo coprirono e lo
mandarono all'obitorio. Andò lì suo fratello, anche lui sacerdote clarettiano,
e vide che si muoveva. Chiamò subito i medici che lo riportarono in sala
operatoria e gli salvarono la vita. Ma egli racconta che nei momenti in cui era
considerato clinicamente morto, si sentì uscire dal proprio corpo e vide il suo
angelo che lo guardava con immenso amore e gli disse che ancora non era la sua
ora e che doveva tornare in vita per diffondere ovunque la devozione agli angeli
custodi. Era una missione speciale che Dio gli affidava. Di fatto, ha fondato
un'Associazione di Amici degli Angeli, presente in internet e che diffonde
dappertutto l'importanza della devozione agli angeli custodi.
Papa
Giovanni Paolo II scrisse:
Nutro una devozione speciale verso l'angelo custode. Da bambino, probabilmente
come tanti bimbi, ripetevo tante volte questa preghiera: "Angelo di Dio,
che sei il mio custode, illuminami, custodiscimi, proteggimi e governami".
Il mio angelo custode sa ciò che sto facendo. La mia fiducia in lui, nella sua
presenza protettrice, cresce in me continuamente. San Michele, san Gabriele, san
Raffaele sono arcangeli che invoco sovente quando prego. Ricordo pure il bel
trattato di san Tommaso sopra gli angeli, spiriti puri(69).
Era
il 16 dicembre del 1943: quel giorno il mio angelo era contento perché alle
otto della sera di quel giorno freddo e piovoso d'inverno, venni al mondo e lui
mi stava aspettando con amore. Sicuramente aiutò mia madre in quei momenti
affinché tutto procedesse secondo il piano di Dio. Mio padre gioì e volle
darmi il suo nome: Angelo. Chissà, forse per questo, non casualmente, sin da
piccolo ho nutrito una profonda devozione verso gli angeli.
Ricordo
che nella mia stanza c'era un'immagine grande di un angelo alato che proteggeva
due bambini intenti ad attraversare un ponte pericolante. È un'immagine molto
conosciuta e che a me, sin da bambino, fece amare il compagno della mia vita e
invocarlo con amore. La devozione all'angelo custode ha contraddistinto la mia
famiglia e mi ricordo bene che le mie sorelle non si dimenticano mai di pregare
l'angelo custode. A molte persone, quando scrivo loro, dico: Saluti dal mio
angelo.
Quando
ero un giovane seminarista, un giorno ci demmo alla macchia e, per una svista,
quasi mi cavo l'occhio con un chiodo, in una casa abbandonata nei campi. Credo
che il mio angelo fosse lì e mi protesse affinché non mi accadesse nulla. Il
mio angelo svolgeva ordini e vegliava per me come ha fatto poi lungo tutto il
corso della mia vita. Il piano di Dio era che divenissi sacerdote e, per questo,
mi protesse da tanti pericoli, corporei e spirituali. Quando ero in missione
nella Sierra peruviana, mi liberò dal pericolo di serpenti, da cadute da
cavallo, da malanni causati dal clima e da tante altre cose che conosce solo il
cielo. Per questo sono molto grato al mio angelo.
Quando
mi trovavo in Nord Africa come cappellano militare, ero spiritualmente
"sottotono"; stavo pensando di lasciare il sacerdozio e, in mezzo a
quei dubbi, sentii l'ispirazione del mio angelo (così sono solito dire) di
scrivere a quattro conventi dediti alla vita contemplativa per chiedere loro
aiuto. E credo che mi servì, perché decisi di non ritirarmi e ripresi con
maggior forza e fervore la mia vocazione, quando passò la crisi di fede.
Ad
Arequipa un giorno, nella sala della televisione, lui mi suggerì di scrivere a
molti conventi di vita contemplativa per chiedere preghiere, ritenendo che
sarebbe stato bello avere l'appoggio spirituale di tante buone e sante
religiose. Era il 5 dicembre del 1988 quando scrissi le prime lettere a suore di
clausura di distinti paesi, la cui amicizia dura tutt'ora. Credo che sia uno dei
maggiori benefici spirituali che ho ricevuto nella mia vita.
Una
volta, andai a celebrare la messa con altri due sacerdoti del mio Ordine e non
c'era nessuno in chiesa. I miei fratelli mi dicono: Andiamo a celebrare noi
soli? Risposi loro: No, la chiesa è piena di angeli. Sembrava non convincerli
molto questa cosa, ma a me pareva evidente che non fossimo soli. Infatti diceva
san Bernardo: Non sono mai meno solo di quando sto da solo. Siamo sempre
circondati da angeli che ci accompagnano dappertutto. Io sono convinto di
questo. Perciò saluto gli angeli di coloro che mi salutano e di coloro che mi
vengono intorno. Quando celebro la messa penso agli angeli dei presenti e chiedo
loro di venire sull'altare ad accompagnarmi, e chiedo la stessa cosa all'angelo
della chiesa, agli angeli del chierichetto e delle suore, a quelli a cui ho
chiesto che mi inviassero ogni giorno il loro angelo. Invito tutti gli angeli
dell'universo ad assistere alla messa.
Nella
nostra chiesa, a volte, cantiamo una canzone agli angeli, che comincia dicendo:
Ci sono angeli che volano in questo luogo. Questa canzone mi emoziona e mi fa
pensare alla loro presenza.
Qualche
tempo addietro, passeggiavo per un parco pubblico cantando a voce bassa una
canzone "inventata", quando vidi un bambino che giocava con il suo papà.
Mi avvicinai per salutarli, perché sono amico dei bambini, e mi rallegrai del
loro affetto. Pensai ai loro angeli e dissi loro di pregarli. Parlo spesso così
con i bambini grandicelli, perché non si dimentichino di pregare ogni giorno
l'angelo custode.
Ci
sono giorni nei quali quando incontro una persona le dico: Ti presto il mio
angelo finché non giungi a casa. Credo sia un gesto d'affetto, soprattutto per
sconfiggere la paura della notte o delle zone pericolose. Quando prego l'ufficio
divino o il rosario, chiedo al mio angelo di accompagnarmi nella mia preghiera.
Spesso gli chiedo di aiutarmi o di ispirarmi su ciò che devo scrivere, o ciò
che devo dire, specie durante la messa. A volte mi unisco a tutti gli angeli
degli altari del mondo e a tutti quelli che assistono alle messe per adorare con
loro l'Ostia santa. Quando visito i malati mi piace far loro ripetere la
preghiera dell'angelo e la raccomando a tutti coloro a cui riesco. Quando
viaggio invoco gli angeli dei miei compagni di strada e specialmente quello del
guidatore.
Il
mio angelo è per me un fratello, un amico, un padre che sempre veglia per me e
sta sempre con me. Che sarebbe la mia vita senza l'angelo? Dio me l'ha dato per
aiutarmi e, senza, mi priverei di molte grazie che Dio ha voluto donarmi
attraverso di lui. Per questo penso a coloro che non credono nell'angelo
custode, o non lo pregano mai o si dimenticano facilmente di lui. Quante
benedizioni perdono!
È
molto bello ricevere la comunione accompagnato dagli angeli! Il mio angelo mi
aiuta a compiere una buona comunione e, dopo la messa, mi accompagna a render
grazie al Signore per la funzione celebrata.
Il
mio angelo offre tutto quello che faccio al Signore e prega per me affinché
compia la missione di cui Dio mi ha investito in questo mondo. Vuole che io sia
un sacerdote santo e me lo ricorda spesso e esige da me, perché è molto
esigente, che sia fedele fino in fondo.
A
volte alcune persone mi hanno domandato se ho visto il mio angelo. Rispondo di
"NO", ma non serve vederlo per essere sicuri della sua esistenza o
della sua compagnia. Quella è la vita dei grandi santi, che li vedevano e ci
raccontano come gli angeli li aiutavano e li consolavano. Capitava che
portassero loro la comunione quando erano malati. Il mio angelo è amico dei
miei amici e i loro angeli sono anche miei amici e posso contare su di loro.
Sono
contento di essere amico di tutti gli angeli esistenti, e non dimentico i santi
e le anime del purgatorio. Durante la messa ho in mente tutti, soprattutto i
miei familiari e i miei antenati. E, giacché ho stipulato un patto con gli
angeli, sono felice di sapere che moltissime benedizioni, che ricevo da Dio, le
ricevo perché loro pregano per me e amano e lodano Dio a nome mio. Da parte
mia, offro talvolta delle messe in loro onore specie al mio angelo custode, e do
loro le mie benedizioni perché le distribuiscano a chi ne ha bisogno, perché
anche loro mi benedicano in nome di Dio. Che Dio sia benedetto coi suoi santi e
i suoi angeli! Amen.
Madre Amparo, fondatrice del convento delle clarisse di Cantalapiedra (Salamanca-Spagna) ci parla nella sua autobiografia che il 17 ottobre 1934, di notte, sognò santa Margherita Maria di Alacoque, la messaggera del Cuore di Gesù, di cui era molto devota, e racconta: Era tutta vestita di bianco e ci ha reso tutte socie della Società... È una società che abbiamo formato: la Società dei serafini. Già sapevo cosa ciò comportasse: essere serafini è compiere in terra lo stesso officio che loro compiono in cielo: amare Dio e lodarlo e glorificarlo in tutto, nella gioia come nel dolore, conformandoci sempre alla sua volontà.
Santa Margherita Maria di Alacoque apparteneva all'Associazione degli angeli adoratori di Gesù Eucaristia. Racconta nelle sue memorie scritte a Madre Saumaise: Vidi una moltitudine di angeli che mi dissero essere destinati ad onorare Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, che se volevo associarmi mi avrebbero accolto di buon grado, ma, era inteso, avrei dovuto cominciare a vivere come loro. Mi avrebbero aiutata e avrebbero supplito alle mie incapacità di rendere gli omaggi d'amore che Nostro Signore desidera da me. In cambio, io li avrei suppliti nella loro incapacità di soffrire e avremmo unito l'amore misericordioso all'amore gioioso. E mi fecero leggere il nostro patto, scritto nel Sacro Cuore di Gesù.
Non
vorresti appartenere anche tu all'Associazione degli Angeli adoratori di Gesù
Eucaristia e all'Associazione dei serafini e in generale appartenere
all'Associazione degli angeli per amare e adorare con loro e per loro il tuo Dio
e il tuo Signore? Perché non stringi un patto d'amore per divenire loro
fratello e amico? Loro, per quanto li riguarda, terranno il tuo nome scritto nel
cuore e pregheranno sempre per te e adoreranno e ameranno Dio con te e da parte
tua. Pensa: sarai un fratello dei serafini e dei cherubini, degli angeli e degli
arcangeli... Loro ti accetteranno come fratello e ti proteggeranno come un
figlio amato.
Recita
ora: Dio mio, Trinità che adoro, in unione dei
serafini e di tutti gli angeli dell'universo, ti adoro e ti amo. Mi consacro a
loro come fratello e mi associo a loro come un bambino piccolo, che ha bisogno
di aiuto e protezione.
Padre
mio, tramite Gesù e Maria, con il potere dello Spirito Santo unisci la mia vita
con la sua, il mio amore al suo, e fa' che, da questo momento, siamo
"uno" per sempre. Accogli questo patto d'amore nel Cuore di Gesù
attraverso Maria, siglato con il sangue di Gesù affinché si realizzi appieno.
Amen.
Angelo
custode, tu che sei un angelo del Signore, uno spirito puro, più saggio dei
saggi e più forte di tutti i potenti. Tu che contempli senza sosta il volto del
Padre celeste, tu che sei al mio fianco sin dall'infanzia e sei il mio
protettore e la mia guida lungo il cammino della vita. Ti rendo grazie per tutto
l'aiuto datomi, per avermi liberato da molte tentazioni e avermi consolato
quand'ero in difficoltà. Grazie, angelo mio. Ti voglio chiedere, proprio ora,
di presentare le mie preghiere e i miei patimenti dinnanzi all'altare di Dio per
la salvezza dei miei fratelli. Aiutami ad essere amico di tutti gli angeli
dell'universo, voglio essere fratello e amico di tutti loro.
Tu
che sei amico di tutti gli angeli, congiungimi con loro, saluta l'angelo dei
miei genitori, fratelli, amici e di tutti i miei familiari. Saluta anche
quotidianamente gli angeli di coloro che mi avvicinano; e fa sì che la mia
alleanza e il mio patto d'amore, stipulato un giorno con tutti gli angeli, si
realizzi. Voglio sentirmi serafino tra i serafini; cherubino con i cherubini e
angelo con ciascuno di loro. Voglio che gli angeli "virtù" fomentino
in me tutte le virtù e voglio unirmi, soprattutto, a tutti gli angeli che
adorano Gesù Eucaristia.
Angelo
mio, amico angelo, angelo di Dio, benedicimi e prega molto per me. Fa' in modo
che presso ogni altare del mondo vi sia almeno un angelo che ama, adora e prega
a nome mio. Che in tutte le messe via sia alcuno che mi rappresenti dinnanzi
all'altare di Dio; e quando qualcuno dei miei familiari o dei miei amici si
trova in difficoltà, va' ad aiutarlo da parte mia insieme agli altri angeli.
Signore Gesù, rendimi amico di tutti gli angeli di modo che tutti abbiano il mio nome scritto nel loro cuore e possano amarti e adorarti in nome mio, ora e sempre in unione con la Vergine Maria e tutti i santi. Amen.
Angeli
di Dio, spiriti puri e ministri del Signore, che presentate dinnanzi al suo
trono le mie preghiere e i miei patimenti, aiutatemi a presentarmi con purezza
dinnanzi al trono di Dio per celebrare degnamente il santo sacrificio. Angelo
custode, aiutami durante la messa a offrire il sacrificio della mia vita e del
mio amore verso il Signore onnipotente, in unione con tutti gli angeli e i
santi.
Arcangeli
santi, illustri condottieri dell'esercito celeste, aiutatemi a comprendere i
grandi misteri che stiamo per celebrare.
Principati
del cielo, datemi la grazia di vivere interamente per Dio, in salute o in
malattia, in povertà o nel benessere, affinché la mia vita sia tutta per Dio,
affinché io compia sempre la sua santa volontà.
Virtù
celesti, assistetemi affinché io migliori ogni giorno di più nell'esercizio
delle virtù, affinché sia degno di toccare con le mie mani e di ricevere nel
mio cuore Gesù, mio Signore e mio Dio.
Potestà
invincibili del Signore, liberatemi da tutti gli attacchi dei nemici dell'anima,
e allontanate da me tutti i demoni, durante questa celebrazione eucaristica
perché possa servire degnamente il mio Signore.
Dominazioni
potenti, datemi la libertà dei figli di Dio, perché non sia sottomesso ai
vizi, né agli appetiti carnali e possa amare liberamente e con tutto il mio
amore il mio Signore, Dio onnipotente.
Troni
sublimi e gloriosi, datemi la grazia di essere umile e sottomesso alla volontà
di Dio, per servirlo con tutto il mio cuore, e la mia anima possa esser degna
dimora della santa Trinità.
Cherubini
eccelsi e luminosi della gloria celeste, illuminate la mia anima perché possa
conoscere l'eccellenza sublime del sacrificio che stiamo per celebrare e possa
con voi lodare e glorificare ora e sempre il santo nome di Dio.
Serafini
amorosi, che state dinnanzi al trono di Dio, avvolgetemi col vostro fuoco divino
perché la mia anima sia una fiamma d'amore e possa unirmi a voi per amare con
fervore Dio per tutta l'eternità. Amen.
E
voi tutti i cori angelici accompagnatemi in questa celebrazione. Tutti gli
angeli dell'universo vengano a cantare con me le lodi al Signore. Amen.
Santo
angelo custode, compagno della mia vita, tu che non mi hai mai abbandonato, né
di notte né di giorno.
Benché
spirito invisibile, so che cammini al mio fianco, ascolti le mie preghiere e
conti i miei passi.
Nelle
ombre della notte, mi difendi dal demonio, ponendo sopra il mio petto le tue ali
di madreperla e oro.
Angelo
di Dio, che io ascolti il tuo messaggio e che lo segua, che cammini sempre con
te
verso
Dio, che ti donò a me.
Testimone
dell'invisibile, presenza celeste amica, grazie per la tua fedele cura, grazie
per la tua compagnia.
In
presenza degli angeli, salga al cielo il nostro canto: Gloria al Padre, Gloria
al Figlio, Gloria allo Spirito Santo. Amen. (Inno alla
Liturgia delle Ore)
Quando mi persi nella vita e lontano da casa camminavo senza sapere dove andavo, tu camminavi con me al ritmo dei miei sandali.
Quando
sperduto nella notte, sentivo freddo nel petto, tu camminavi con me fino
all'arrivo dell'alba.
Quando
scaraventato contro un muro e stretto in una gabbia, mi sentivo prigioniero
senza la libertà anelata, tu camminavi con me, disfacendo il filo spinato.
Sempre
fosti nella mia vita come il sole della mattina come la luna nella notte, come
il mare sulla spiaggia, fosti sempre al mio fianco, donandomi speranza.
Grazie
a te Gesù tornò ad essere il centro del mio cuore.
E,
per questo, ti rendo grazie, mio angioletto custode.
Dopo
aver parlato dell'importanza di intessere amicizia con gli angeli, ritengo una
buona scelta prendere con serietà questi nostri fratelli che tanto possono e
vogliono aiutarci. La loro amicizia non ci arrecherà danno, bensì il
contrario. Per questo dobbiamo cominciare a stipulare con loro un patto d'amore
e di mutuo aiuto, dopodiché, fare il proposito di pensare di più a loro, di
salutarli, di dare manifestazione del nostro affetto, offrendo loro fiori
spirituali. Si sentiranno così riconoscenti e ci risponderanno con il loro
amore e il loro soccorso molto più di quanto possiamo immaginare.
Dio ci ha donato un angelo buono che si prenda cura di noi. Dimenticarlo e non chiedergli aiuto è qualcosa che si scontra con la volontà di Dio. Guai a coloro che non credono nella loro esistenza o dubitano del loro potere. I santi ci parlano per loro esperienza diretta e personale, e io stesso posso testimoniare l'efficacia di questa realtà. Essi sono tanto reali quanto le cose che ci circondano. Ci sono più vicini dei nostri stessi familiari. Non ci abbandonano mai. E spesso, molto spesso, ci liberano dai pericoli senza che noi ce ne rendiamo conto.
Saluti
al mio angelo e saluti al tuo angelo.
Vostro
fratello e amico del Perù.
P.
Angelo Peña O.A.R.
Pueblo
Libre - Lima - Perù
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