ANCORA LACRIME E SANGUE? MA FINO A QUANDO…?

 (RAVENNA”

L. Ferrari

INTRODUZIONE

Scrivere un libretto sui fenomeni di Ravenna non è difficile; ma non è facile e non è il tempo di darne un giudizio definitivo, in quanto è in corso il Processo­ Canonico ed è doveroso attenderne l'esito

Nella stesura di queste pagine mi so­no servito del materiale pubblicato già su giornali, riviste periodici, ciclostilati e;di notizie apprese a viva voce, non che del volume "Le lacrime della Madonna" -di Emma Bona.

Qui esporrò i fatti, che ormai sano a conoscenza di molti. Ad essi si è tenuti a dare soltanto la fede umana.

A conclusione presenterò le mie rifles­sioni.

Che titolo dare allo scritto? Credo sia intonato questo: "Ancora; Lacrime e sangtue?... Ma fino a quando?...".

PICCOLA RUSSIA ITALIANA

Il comunismo, col suo programma di ateismo e di capovolgimento dell'ordine sociale, è come un grosso serpente che tenta di stringere tra le sue spire la mol­titudine dei popoli.

La Regina del Cielo, nel 1917, anno in cui cominciò la rivoluzione russa, pro­prio in quell'anno si manifestò a Fatima ai tre Veggenti, preannunziando il male che avrebbe prodotto nel mondo il comu­nismo e suggerendo il modo di salvaguardarsi dalle sue false dottrine.

L'umanità, se non tutta, ma certo in gran maggioranza, non ha data la do­vuta importanza agli allarmi preannun­ziati dalla Madonna con i celebri Mes­saggi, che sono compendiati nei così detti "I tre segreti di Fatima".

In conseguenza di ciò, il mondo ha aperto le porte al comunismo, il quale si avanza sempre più minaccioso.

I proseliti del comunismo si moltipli­cano ovunque.

L'Italia, nazione prediletta da Dio per­ché centro del mondo cattolico, è il pae­se più aderente alla corrente atea comu­nista, cosicché, dopo che in Russia, il più grande comunismo del mondo è in Italia.

Tutte le regioni italiane hanno l'im­pronta comunista; ma una regione, Emi­lia-Romagna, tiene il primato; infatti questa regione è detta "La piccola Rus­sia italiana".

LA REGINA DEL CIELO

I cattivi sogliono essere sordi e ciechi per tutto ciò che riguarda lo spirituale. La Madonna, Madre comune, Corre­dentrice del genere umano, sempre pre­murosa del bene dei suoi figli, redenti col Sangue di Gesù, non si è contentata dei Messaggi dì Fatìma, ma ha continuato e continua ancora a dare Messaggi.

Si rifletta: gli ulteriori Messaggi non sono più di semplici parole come a Fa­tima, ma sono silenziosi e più eloquenti, perchè sono Messaggi di pianto, di abbondanti lacrime e di prolungati sangui­nazioni!

In questo ventennio in tutto il mondo, in tante regioni, si sono viste immagini della Madonna, quadri e statue, raffigu­ranti il Cuore Immacolato di Maria, ver­sare abbondanza di lacrime e di sangue. Ma più che tutto, testimone di queste prodigiose lacrimazioni. è stata ed è l'Ita­lia:

In Sicilia: Siracusa, Niscemi, Gela e Catania.

In Calabria: Maròpati e Cinquefrondi.

Nel Salernitano: Castel S. Lorenzo.

Nel Napoletano: Angri e Pianura.

Nel Piceno: Scheggia, e Porziano d Assisi.

In Toscana: Porto Santo Stefano e Fi­renze.

Nel Veneto: Lendinara.

In Lombardia: Trenzano e Cosserano.

In Piemonte: Craveggia.

Nel Lazio, e precisamente a Roma, le ripetute apparizioni a Bruno Cornacchio­la alla Grotta delle Tre Fontane.

Bruno Cornacchiola, ex comunista militante, ha ricevuto dalla Vergine della Rivelazione dei grandi Messaggi ormai pubblicati, mentre soltanto uno è ancora segreto ed è in possesso del Papa.

E la "Piccola Russia italiana", Emilia e Romagna, è stata forse dimenticata. dalla Vergine Santissima? No!... Anche qui ci sono i suoi figli, i più numerosi: ed - i più bisognosi della Divina Misericordia. La Madonna ha pianto a Rocca Corneta (Bologna). Non è bastata questa. manifestazione ed allora ha scelto anche Ravenna.

La lacrimazione della Regina del Cielo a Ravenna ha un'importanza, speciale, perchè, mentre nelle altre lacrimazioni e sanguinazioni il prodigio è avvenuto in famiglie, private o in qualche Cappella, a Ravenna il fenomeno mistico si è veri­fìcato in pubblica Chiesa, in una grande Parrocchia, alla presenza dei fedeli e del­l'Autorità Ecclesiastica.

RAVENNA

Ravenna, illustre città per le sue bene­merenze storiche, oggi è un centro biso­gnissimo di aiuti spirituali, perchè vi do­mina il comunismo.

Si può asserire che in questa città ci sono anime veramente buone, profonda­mente religiose; ma il loro numero è assai ridotto. La grande maggioranza dei Ravennati è indifferente di Religione, o atea, o apertamente avversa ai sentimen­ti religiosi; vi si rileva "il coniglismo", cioè la paura del controllo dei comunisti.

Questo triste stato morale e religioso è frutto delle perverse dottrine comuni­ste.

La misericordia di Dio, che tutto di­spone con fortezza e soavità, ha voluto venire incontro agli urgenti bisogni dei Ravennati con fatti prodigiosi, atti a sve­gliare la fede.

Veniamo alla storia.

TEMPIO S. PIER DAMIANO

Nel 1958 fu inaugurato a Ravenna un grande Tempio, dedicato a San Pier Da­miano. E' sito nella zona più popolare della città, verso la periferia, nel Quar­tiere Dàrsena. La vicina ampia piazza è dedicata a Papa Giovanni XXIII.

Il Tempio ha un'architettura imponen­te, di forma ottagonale. Nell'interno a sinistra dì chi entra, sta una cappellina dedicata alla Madonna di Fatima.

Sull'altare è collocata una statua di gesso, poco più alta di un metro, raffigu­rante il Cuore Immacolato di Maria, cioè, la Madonna di Fatima.

La statua è una delle comuni, acqui­stata a Milano. Chi avrebbe mai pensata che un giorno la Regina del Cielo si sa­rebbe servita di essa per manifestare il suo cordoglio al mondo in generale ed a Ravenna in particolare versando lacri­me e sangue?

Oggi questa statua, dopo quanto è av­venuto, attira folle di fedeli, destando :meraviglia, in taluni curiosità ed in ge­nerale fervore di preghiere.

PREAVVISO

A San Damiano Piacentino dimora una signora, certa Mamma Rosa Quat­trini. E' una donna che merita di essere studiata. Dall'Italia e dall'estero si or­ganizzano pellegrinaggi per incontrarsi con lei e per pregare davanti alla bella statua della Madonna, esposta in un re­cinto attiguo alla sua abitazione.

Non è proposito dell'autore dare un giudizio sulla celebre Rosa Quattrini. E' uscito al riguardo un grosso volume, pub­blicato nella Svizzera da Jean Gabriel e tradotto in italiano da Renata Galli. Al­tri scrittori si sono interessati della Quat­trini... e no pochi!

Si è fatto cenno di Mamma Rosa al principio di questo scritto, perchè c'è un piccolo episodio che tocca lei.

Nel 1968 andò un gruppo di Ravennati a fare visita a questa donna, la quale è nello stato mistico. Ella così parlò: En­tro il 1972 a Ravenna, nella Chiesa di San Pier Damiano, avverrà un prodi­gio. -

Data la stima e la fiducia che hanno pellegrini che vanno a trovarla, l'an­nunzio profetico fu tenuto in considera­zione. Avvenuto nel 1972 il fenomeno, della lacrimazione, i Ravennati sparsero, la notizia dell'annunzio precursore.

Il Pubblicista Sante Venturi in un ar­ticolo su "Romagna" dice: Abbiamo voluto controllare questa vo­ce circolante a Ravenna; dopo molte ri­cerche abbiamo individuata un'anziana. signora, che faceva parte della comitiva, Dina Borasi, che abita poco distante dal­la Chiesa del prodigio. Ci ha ricevuto nel­la sua abitazione, confermandoci l'an­nunzio che udì nel 1968 nella visita fatta a Rosa Quattrini.

Questo piccolo episodio potrebbe fare apprezzare di più i fatti meravigliosi, che hanno avuto inizio precisamente nel 1972.

IL 12 SETTEMBRE

Si è constatato che, quando la Madon­na si manifesta, suole scegliere una data particolare, cioè un giorno a Lei sacro. Difatti, le lacrimazioni e le sanguinazio­ni che si sono verificate in tanti luoghi, come a Maròpati, a Cinquefrondi, a Porto Santo Stefano, ecc..., si sono effettua­te in qualche giorno, che la Sacra, Litur­gia dedica alla Madonna.

Il 12 settembre, giorno dedicato al No­une di Maria, nel 1972, il Tempio di San Pier Damiano era aperto al pubblico. Vér­so le ore 10,30 vi erano pochi fedeli, es­sendo finita la celebrazione delle Messe. Due ragazzetti sugli undici anni en­trarono in Chiesa, di certo spinti da san­ta ispirazione.

La Madonna per prima volle manife­starsi ad essi, poiché i piccoli, simbolo di semplicità, sogliono esserle tanto cari, come dimostrò nelle apparizioni della Sa­lette, di Lourdes, di Fatima, ecc...

In quel tempo la statua del Cuore Im­macolato di Maria era collocata in bas­so, presso la balaustrata della cappellina. I due fanciulli, mentre recitavano qual­che preghiera, com'è naturale, guardava­no il volto della Madonnina e si accor­sero che gli occhi della statua man ma­no si gonfiavano e lasciavano venire giù delle lacrime. I fanciulli seguivano il mo­vimento del liquido misterioso, che scen­deva trasparente dalle gote e si racco­glieva sul mento; frattanto pensavano: Perchè queste lacrime?

Istintivamente, e diciamo pure prov­videnzialmente, con semplicità infantile rivolsero alla Madonna la domanda: Per­chè piangi?

La Vergine rispose alla domanda. Ci si chiede: Come rispose?

Nei fenomeni mistici la Madonna può parlare con voce naturale, umana; in tal caso la voce è percepita dagli orecchi. Può anche manifestare il suo pensiero in­teriormente, facendo pervenire non ne­gli orecchi, ma nella mente e nel cuore­ quanto vuole esprimere. In tal caso si ha la così detta, "locuzione interiore", come si verifica d'ordinario nelle visioni e nel­le estasi.

Tutte le parole che si percepiscono nel­le locuzioni interiori, restano impresse inalterate in modo meraviglioso. Hanno spiegato questo fenomeno tanti mistici, tra cui Giuseppina Grisotti, Sergio Mic­cinesi, Bruno Cornacchiola, ecc... Affer­ma il Cornacchiola:

Quando mi apparve la Madonna la pri­ma volta alla Grotta delle Tre Fontane, a Roma, mi parlò per un'ora e venti mi­nuti. Quante cose mi manifestò! Dopo giorni e settimane tutte le parole della Vergine erano impresse inalterate nella mia mente ed io me le sentivo ripetere nella mente, come se avessi in testa un disco parlante. -

Dunque, alla domanda dei due fanciul­li: Perchè piangi? - la Madonna rispo­se con la locuzione interiore:

« Verso lacrime, perchè gli uomini so­no diventati troppo cattivi. Si sono al­lontanati da Dio e dalla Chiesa, non os­servano la Legge Divina e vivono nell'im­purità. Verso lacrime per richiamare tut­ti alla penitenza, alla Confessione, alla Comunione e ad una vita più cristiana. Se non ci sarà il ravvedimento, ci saran­no castighi imminenti e gli uomini si uc­cideranno a vicenda ».

   Dopo di ciò i due fanciulli, non poten­do contenere l'emozione, esclamarono ad alta voce: La Madonna piange! -

Erano in Chiesa altre cinque persone un Reverendo, un Frate e tre donne. Co­storo andarono a guardare la Madon­nina e constatarono la lacrimazione.

Diceva un sacro oratore: Volendo Ge­sù far conoscere a Gerusalemme che era veramente risorto, per prima apparve ad una donna, alla Maddalena, sicuro che una donna sarebbe stata efficace più di un giornale di oggi; difatti Gerusalemme si mise subito in fermento. -

Aveva assistito alla lacrimazione, non una sola donna, ma tre ed anche due ra­gazzi, per tacere dei due Religiosi. Tempestivamente la notizia fu portata fuori della Chiesa ed i testimoni del prodigio erano così convinti ed entusiasmati, da invogliare gli altri ad andare a vedere.

La notizia volava da bocca a bocca ed in breve la Chiesa Parrocchiale di San Pier Damiano si popolò.

E' più da immaginare che da descri­vere la voglia di vedere lacrimare il sa­cro volto della Vergine! La massa dei fe­deli sostó a lungo nel Tempio, in preda alla commozione.

Quante preghiere e suppliche e quale fervore e risveglio di fede davanti a quel­la prima lacrimazione! Tutti i convenuti ebbero agio di constatare il commovente fenomeno.

I Padri Francescani, dai quali è offi­ciata la Chiesa, subito informarono l'Au­torità Ecclesiastica di quanto stava av­venendo. Ed infatti, verso mezzogiorno andò sul posto il Vicario Vescovile, Mon­signor Cesare Zanelli, il quale constatò il fatto.

Nel pomeriggio; alle ore 15,30, andò al piedi della Madonna Piangente l'Arcive­scovo, Sua Eccellenza Monsignor Salvatore Baldassari, che sostò in preghiera.

E' diritto e dovere dell'Autorità Eccle­siastica esaminare i fatti prodigiosi e le loro eventuali circostanze. In base a ciò, furono rintracciati i due fanciulli; essi, interrogati, esposero all'Arcivescovo ed al suo Vicario il fatto nei particolari.

LA STAMPA

La Pubblicità "Stampa", che suole interessarsi specialmente dei fatti emozio­nanti, non poteva mostrarsi estranea al fatto di Ravenna.

Subito vi accorsero i giornalisti e co­minciarono i primi articoli. Quanti gior­nali e riviste se ne interessarono e tra questi: "Gente", "Eva", "Settimana Extra", "Gazzetta di Ferrara", ecc... Ec­co i titoli di alcuni articoli: "Un prodigio sta sconvolgendo la Romagna"; "Una Parrocchia tra i comunisti"; "Lacrima la statua della Madonna a Ravenna"; "Te­stimonianze del prodigio".

Molti, e specialmente i giornalisti, vo­levano vedere ed interrogare i due ra­gazzi, che per primi avevano visto le la­crime della Vergine. Ma per evitare con­tinue seccature alle loro famiglie e per misure di prudenza, per qualche tempo furono tenuti nascosti.

Appena iniziata la campagna giorna­listica, fu un continuo accorrere di gen­te alla Chiesa del prodigio. I fedeli as­siepavano il grande Tempio a migliaia. Per dare comodità ai frequenti nuovi ar­rivati, la Chiesa si apriva al mattino e si chiudeva verso la mezzanotte e questo per diversi giorni.

Il fin qui detto riguarda la prima la­crimazione, alla quale hanno fatto segui­to tante e tante altre.

FESTA DELL'ADDOLORATA

La data del 12 settembre, Nome di Ma­ria, fu scelta dalla Regina del Cielo per manifestarsi la prima volta. A breve di­stanza, il 15 settembre, si ha un'altra da­ta assai cara alla Madonna, perchè la Sa­cra Liturgia onora i suoi Sette Dolori. E' la festa dell'Addolorata.

In tale giorno si sarebbe manifestata ancora la Santissima Vergine? Forse nes­suno se l'aspettava. Eppure la Madonna volle rinnovare la lacrimazione proprio quel giorno, per ricordare ai suoi figli i dolori sofferti assieme a Gesù per coo­perare alla redenzione umana.

La mattina di quel giorno, alle ore 6,30, si aprì la porta della Chiesa, per dare ai fedeli la comodità di assistere alla Messa delle ore 7. I convenuti, essendo di buon mattino, non erano molti. Dopo quanto era avvenuto nei giorni precedenti, si sentivano attratti ad andare alla cappel­lina della Madonna e pregare davanti al la sua sacra immagine. Subito notarono diverse lacrime sul volto della statua.

Si rinnovò allora l'entusiasmo della prima lacrimazione. Gli occhi dei pre­senti erano fissi sul volto della Madonnina. Una donna si permise, d'intingere il dito nelle lacrime sgorganti dagli oc­chi ed, assaggiando il liquido con la lin­gua, esclamò: Ha il sapore caratteristico delle lacrime! -

Frattanto sopraggiunsero il Parroco, il Vice Parroco ed il sacrista, i quali verifi­carono il fatto. Man mano sopraggiun­geva altra gente e tutti poterono vedere.

Si avverti telefonicamente l'Autorità Ecclesiastica, affinché mandasse qualcu­no a controllare ufficialmente; ma nes­suno andó per il sopraluogo. Fu per in­differenza?... Fu per prudenza?... Non possiamo giudicare.

IL 7 OTTOBRE

Il Rosario è il distintivo dei devoti di Maria e delle famiglie cristiane. La sua recita è di grande gradimento alla Ma­donna, la quale nelle apparizioni suole raccomandarla caldamente.

Anche a Ravenna la Vergine rinnovò l'invito al Rosario, rinnovando la lacri­mazione il 7 ottobre, festa liturgica della Madonna del Rosario.

Nella serata di sabato, 7 ottobre, alle ore 17, la Madonna si vide piangere ed il suo volto si rigò di grosse lacrime.

Al solito, i fedeli fecero corona alla sa­cra statua, assieme ad alcuni Padri Fran­cescani addetti al Tempio.

L'indomani, domenica, si ripetè la la­crimazione, ma con una circostanza par­ticolare, perchè alle ore 14 si trovavano in Chiesa circa 150 bambini.

I piccoli sono innocenti ed alla loro pre­senza la Madonna iniziò il versamento delle lacrime, forse per dimostrare il suo dolore per molti bambini che non vanno in Chiesa ad apprendere l'istruzione reli­giosa per colpa dei genitori comunisti e per noncuranza degli indifferenti.

Appena dato l'allarme della lacrima­zione, i bambini lasciarono i banchi e si precipitarono clamorosamente attorno alla Madonna. Tutti guardavano il volto piangente e per qualche momento rima­sero quieti e muti; ma presto intonarono dei canti mariani e quelle voci argen­tine innalzarono alla Regina del Cielo inni di amore spontaneo e filiale.

E' da immaginare quale propaganda abbiano poi fatta quei bambini nelle lo­ro famiglie ed altrove!

FESTA DI TUTTI I SANTI

Nel 1972 le lacrimazioni avvennero cin­que volte; se ne sono ricordate quattro. Si dà ora un accenno alla quinta, che presentò la maggiore abbondanza di la­crime.

La festa di Tutti i Santi è tenuta dai fedeli in particolare stima, forse perchè è legata alla prossima Commemorazione dei Defunti; in quel giorno infatti i cimi­teri cominciano a popolarsi di visitatori oranti.

Per Tutti i Santi nella Chiesa di San Pier Damiano furono celebrate le sei Messe festive ad orario fisso; la prima fu alle ore 7,15 e l'ultima alle ore 18,30.

Le Messe festive sogliono essere popolate e la Madonna in quel giorno versò copiosissime lacrime.

I fedeli poterono mirare a lungo ed as­sistere comodamente al pietoso spetta­colo; molti per ore ed ore si fermarono lì in devota preghiera.

Finite le Messe della mattinata, si chiu­se la porta della Chiesa.

I Padri Francescani, più volte testi­moni del prodigio ed interessati del ca­so più dei semplici fedeli, nel primo po­meriggio, finito il pranzo, si raccolsero in Chiesa per stabilire il da fare.

La Chiesa era chiusa e la Madonna. aveva interrotto il pianto; nella matti­nata si era mostrata piangente alla mas­sa del popolo, per dire a tutti: Ravvede­tevi, o Ravennati! Pregate! Riflettete sulle mie lacrime!

Nel momento in cui si pose la statua sulla mensa dell'altare, erano in Chiesa soltanto i Padri Francescani. Anche a lo­ro la Madonna volle parlare col pianto e ripigliò la lacrimazione.

La Vergine Santissima piangeva da­vanti a quei Sacerdoti, esclusivamente per loro, che rappresentavano in quel momento il Clero Regolare e Secolare.

Com'è disastrosa l'ora presente nei ri­guardi del Clero!

Ci sono Sacerdoti santi e ferventi, al­tri un poco rilassati ed altri, purtroppo in numero rilevante, hanno voltato le spalle a Gesù Cristo per vivere come gli altri uomini e non da consacrati.

La Madonna, che tanti Messaggi ha mandato in questi tempi ai Sacerdoti per mezzo di anime mistiche, chiamandoli « Miei Prediletti », con le lacrime versate dentro il Tempio e solo davanti a Sacer­doti, avrà voluto significare: Sacerdoti, continuatori dell'opera del mio Figlio Gesù, a voi é affidata la sal­vezza delle anime! Siete chiamati "Pa­dri" e tali dovete essere, interessandovi del bene spirituale vostro e del prossimo.

Dio vi ha scelti, dandovi poteri divini. Ricordate che a chi più è stato dato, più sarà domandato.

Santificatevi e santificate le anime a voi affidate, per non avere alla fine del­la vostra vita la sorte del servo infedele, di cui si parla nel Vangelo.

Sono vostra Madre e vi richiamo al bene. Pregate, pregate molto, perchè ne avete tanto bisogno. Il mondo vi guarda e vuol vedere in voi il modello da imitare nella vita cristiana.

Piango, e piango amaramente, alla vi­sta dei novelli Giuda, che tradiscono il mio Figlio Gesù, Perla dell'amore, per correre ciecamente dietro ad altri amori: sensualità, denaro, divertimenti.

Questo, secondo l'autore, potrebbe es­sere il significato di quelle lacrime, ver­sate mentre il Tempio era chiuso, quale per senso di riserbo.

IL SANGUE

Quanto era avvenuto, avrebbe dovuto essere sufficiente per fare rinsavire tut­ti, uomini e donne. Ma purtroppo non fu così.

Fatta eccezione di parziali risvegli spi­rituali, la grande maggioranza dei Ra­vennati rimase nell'indifferenza o nel­l'errore. La Madonna, in attesa di ab­bondanti frutti e, si direbbe, rimasta de­lusa di quanto sperava, intensificò il suo doloroso messaggio:

« Non vi scuotono le mie lacrime?... Vi mostrerò il sangue! ».

Il fenomeno della sanguinazione av­venne il 3 novembre, l'indomani della Commemorazione dei Defunti.

Quel giorno l'immagine della Madon­na dimostrava una tristezza accentuata. I fedeli ed anche i Padri del Tempio di­cevano tra loro: La Madonna è triste, molto triste! Chi sa che non si rinnovi la lacrimazione! - E fu così!

Alle ore 13,30 ci si accorse che il Cuore della Madonna aveva una lucidità inso­lita. Non si sapeva come spiegare la cosa.

Il sacrista, semplice Fraticello, salì all'altezza della statua e constatò che il Cuore trasudava sangue. Toccò con tre dita e le ritrasse insanguinate.

Il sangue, per avere modo di farlo ana­lizzare, fu prelevati con cotone idrofilo. Appena constatata la sanguinazione, si telefonò al Vicario Vescovile, che andò a verificare. Fu anche informato l'Arci­vescovo.

Il sangue fu analizzato ed ecco il re­ferto delle analisi eseguite all'Università di Padova su alcune gocce di sangue: Si tratta di sangue appartenente alla spe­cie umana, ma non è del Gruppo "A" e neppure del Gruppo "B".

Se le lacrime sono espressione di do­lore, il sangue è di massimo cordoglio. E ben a ragione la Vergine Santissima ma­nifesta questo cordoglio, perchè l'uma­nità moltiplica le iniquità. Tutto ormai è divenuto lecito, anche l'illecito. Le a­nime, che d'ordinario vivono nell'inco­scienza, dimentiche di Dio e tuffate nei piaceri, corrono verso il precipizio della eterna perdizione ed allora... la dolce Ma­dre del Cristo mostra il suo sangue, in segno di angoscia e di misericordioso ri­chiamo.

LA MADONNA GRECA

Il messaggio di lacrime e di sangue era per tutta l'umanità in genere e per l'Italia in particolare; ma poiché la Ma­donna si manifestava a Ravenna, il do­loroso messaggio era rivolto in modo par­ticolarissimo a questa città, grande covo di comunisti. Ne è prova ciò che avvenne nel giorno della festa della Patrona del la città, la Madonna Greca.

Da sei mesi era cessata la lacrimazio­ne; poteva sembrare che ormai tutto fos­se finito. Ma il giorno della festa della Patrona, 29 aprile 1973, verso l'inizio della Messa delle ore 9,15, orario in cui la Chiesa suole essere più popolata, la Vergine Celeste riprese il pianto.

Era la Madre che piangeva davanti ai figli e proprio per loro, volendo signifi­care: Voi oggi mi festeggiate. Voi, qui pre­senti, siete i miei figli devoti, ma siete la minima parte dei Ravennati. La maggior parte dei cittadini non è sotto il mio man­to, bensì sotto la bandiera di Satana, al servizio del dragone rosso, vivendo nelle dimenticanza di Dio, profanando la san­tità della vita coniugale col divorzio, pro­pugnando la liceità dell'infanticidio e lot­tando contro gl'insegnamenti del Van­gelo. Piú che festeggiarmi tradizional­mente, riflettete sul mio pianto. Oggi per me, Madre del Cristo sofferente, non giorno di festa, ma di dolore!

Il mese di maggio, mese dei fiori, dal mondo cattolico è dedicato alla Madonna. Nel suo mese la Santissima Vergine rinnovò il pianto per tre volte, all'inizio del suo mese e verso il termine, cioè, il primo maggio, il 26 ed il 27.

Se ne dà breve notizia.

L'Arcivescovo aveva stabilito di ammi­nistrare la Cresima nella Chiesa di San Pier Damiano al principio del mese del­la Madonna; ma prevedendo che facil­mente i fedeli si sarebbero riversati nella cappellina della Madonna di Fatima ed in qualche modo avrebbero disturbata la funzione della Cresima, ordinò che vi si spegnessero le luci e si mettesse un provvisorio steccato presso l'altare per impedirne l'accesso. Così fu fatto.

Alle ore 10,30, finita l'amministrazione della Cresima e partito l'Arcivescovo, si riaccesero le luci alla Madonnina e si tol­se lo steccato.

In Chiesa ci fu molto movimento: i cre­simati, le loro famiglie, i padrini, i foto­grafi e, com'era da prevedersi, molti an­darono nella cappella della Madonna.

Mentre gli occhi dei presenti erano puntati sul volto della Madonnina, ap­parvero le lacrime. Fu un'esplosione di meraviglia, di gioia commovente e di emozione generale.

Nella devota circostanza della Cresima la Madonna col pianto avrà voluto lan­ciare un forte richiamo a tutti e specialmente ai cresimati, da poco divenuti "Soldati di Cristo": Siate forti` nella fe­de! Resistete alle suggestioni di Satana!" – Non seguite le false dottrine dei senza, Dio! Perseverate nel bene e non temete coloro chi possono uccidere il corpo; te­mete piuttosto Dìo, che può uccidere il corpo e mandare l'anima nel fuoco eter­no!

Allorché nel 1958 s'inaugurò la nuova, Parrocchia dei Padri Francescani, fu spostata la festa annua della Madonna di Fatima per l'ultima domenica di maggio.

Nel 1973, dopo quanto era avvenuto, questa festa acquistò una solennità par­ticolare, non solo il giorno proprio della festa, domenica, 27 maggio, ma anche il. giorno precedente. Le cose procedettero così:

La sera del sabato, 26 maggio, ebbe luogo la processione. Per l'occasione era­no andati ad onorare la Madonna nume­rose schiere di pellegrini, provenienti dalla Romagna, dalla Lombardia e da al­tre località; i più numerosi erano i milanesi, guidati dal Parroco della Chiesa San Nazaro.

Era imponente la Piazza Papa Giovan­ni con quell'ammasso di auto e di pull­mans!

Alle ore 20,15 cominciò la recita del Rosario, dentro la Chiesa, la quale era rigurgitante di popolo.

Non si sta qui a descrivere l'entusia­smo dei fedeli, allorché la statua si mos­se dal Tempio per attraversare le vie del quartiere. La processione fu una vera apoteosi e la Madonnina, sfarzosamente illuminata, dava l'idea di una scena di Paradiso.

Al termine della processione la statua fu ricollocata in Chiesa, per la conclusio­ne della funzione mariana.

Avrebbe potuto chiedersi alla Vergi­ne: Madre del Redentore, siete contenta di questa grande manifestazione di fe­de?

Senza parlare, la Madonna rispose, ma col pianto; nuove lacrime le solcarono il volto.

- Ma come potete piangere, o Vergi­ne Celeste, se oggi vedete tanta festa at­torno a Voi? -

La Vergine avrebbe potuto rispondere: Anche attorno al mio Figlio Gesù, quando entrò a Gerusalemme, c'era il po­polo osannante! E proprio allora Gesù pianse, pensando: Questo popolo oggi grida "Osanna', fra quattro giorni, nel Pretorio di Pilato, griderà: Sia messo in Croce!

Pure pianse il mio Gesù guardando Ge­rusalemme ingrata e quel pianto fu an­nunzio della distruzione di quella città, come poi avvenne.

Io, Madre comune, piango guardando questa città, l'Italia ed il mondo intiero. Vorrei che il mio pianto non fosse an­nunzio di distruzione; ma... guardate ciò che sta avvenendo nel mondo: guerre, ar­mamenti, fermenti di popolo, pericolo di rivoluzione e di guerra mondiale. Il dra­gone rosso si avanza minaccioso e voi, Emilia e Romagna, gli aprite il passo! Non dimenticate il Messaggio che ho dato alla prima lacrimazione: Se non ci sa­rà il ravvedimento, ci saranno castighi imminenti e gli uomini si uccideranno a vicenda!

Per la triste situazione del mondo e specialmente dell'Italia, dovreste pian­gere voi... ed invece piango io, Madre Ad­dolorata, e piango non soltanto qui a Ra­venna, ma anche in tante altre regioni d'Italia!

I numerosi partecipanti alla grandiosa funzione mariana rimasero assai com­mossi davanti alla Vergine Piangente, la quale pure l'indomani, domenica, duran­te le Messe rinnovò la lacrimazione.

LACRIMAZIONE DI PREAVVISO

Nella storia evangelica spicca un per­sonaggio losco, tramandato ai secoli col titolo di "traditore". E' Giuda Iscariote che, accecato dalla cupidigia, per trenta denari tradì il Figlio di Dio con un bacio. La storia dei Giuda si ripete.

Un Sacerdote, spinto chi sa da quale passione, voltò le spalle a Gesù Cristo e così divenne traditore della sua missione sacerdotale. Ne gioirono i cattivi ed i ne­mici della fede. Nella campagna del "Re­ferendum" per il divorzio, i miscredenti di Ravenna invitarono questo spretato a tenere una conferenza a favore del divor­zio e la conferenza si tenne la sera del 4 marzo 1974. Stragrande fu il numero de­gli uditori.

Gesù Cristo, Maestro Divino, Legisla­tore Supremo e Giudice dell'umanità, parlando del divorzio, disse: L'uomo non :separi quello che Dio ha congiunto! -

Lo spretato, con i suoi falsi ragiona­menti, cercò di sfatare le parole del Fi­glio di Dio, concludendo essere lecito il divorzio... Il figlio delle tenebre fu ap­plaudito dagli altri figli delle tenebre.

E la Madonna cosa fece quel giorno? Nel pomeriggio, alcune ore prima della conferenza, pianse per la decima volta, per ricordare ai Ravennati: Non andate questa sera alla conferenza! Ascoltate gl'insegnamenti del mio, Figlio Gesù e non quelli di un infelice uomo!

Il fenomeno mistico avvenne così: Un giovane ed una giovane, provenien­ti da Forlì, pregavano davanti all'imma­gine taumaturga. Gli occhi della statua s'inumidirono e lasciarono scendere delle lacrime. Una di esse cadde sulla mano della Madonnina e pendeva da un dito. Fu avvisato il Parroco, che accorse per verificare e poi egli raccolse la lacrima pendente dal dito servendosi di una car­ta assorbente.

La lacrimazione fu pure controllata da tutti quelli ch'erano nel Tempio.

I Ravennati religiosi commentavano: Non è stata fortuita questa lacrimazio­ne. E' stata un richiamo, un forte allar­me per quanto si sarebbe svolto nella se­rata della conferenza.

NONA LACRIMAZIONE

Come si è detto innanzi, ogni anno, la ultima domenica di maggio, c'è la festa della Madonna di Fatima. In tale occasione, nel 1973, avvenne la nona lacri­orazione: -

L'anno seguente, 1974, riuscì impo­nente la processione del sabato sera; l'in­domani le Messe furono molto popolate.

La massa dei pellegrini lombardi, ve­nuta per l'occasione, prima di ripartire per Milano, volle fare un'ora di preghie­ra davanti alla Madonna.

La Vergine Santissima volle premiare la fede e la devozione di quei figli, ve­nuti da lontano per onorarla. Lasciò, scendere ancora una volta le lacrime dagli occhi tristi.

La commozione fu assai viva.

UN SACERDOTE E UN PRELATO

Il 18 luglio era andato a Ravenna il Sacerdote Don Paolo Rocca, professore del Seminario Vescovile di Alba (Cuneo); egli volle celebrare la Messa all'altare della Madonna.

Durante la celebrazione, sollevando lo sguardo verso la statua, notò sul volto delle lacrime. Volle assicurarsi bene; quando vide la realtà, chiamò i fedeli che assistevano alla Messa, affinché an­che loro potessero mirare quella mera­viglia. Finita la Messa, era quasi sera, montò all'altezza della statua e con un purifi­catoio asciugò le lacrime.

L'indomani si sentì in dovere di anda­re dall'Arcivescovo e deporre con giura­mento quanto aveva visto e verificato.

La Madonna dispose che, non solo un Sacerdote deponesse con giuramento la veridicità delle lacrimazioni, ma pure un Prelato di Rito Bizantino Cattolico. La dichiarazione è del seguente tenore: « Io sottoscritto, Archimandrita Greca Cattolico P. Stefano Joseph Salem, nati­vo di Nazareth, in Palestina, 1913, Re­sponsabile del Santuario di Nostra Si­gnora del Bass Lattàchia - Siria, confer­mo con giuramento davanti a Dio ed agli uomini di essere stato testimone oculare della lacrimazione della Madonna ». Fi­nisco col Santo Papa Giovanni XXIII:

« Scrutate i segni dei tempi ». Questa è l'ora di Maria ».

Tredici sono state le lacrimazioni e dì esse si è fatto breve cenno:

Cosa ne pensa l'Autorità Ecclesiastico di Ravenna? Ha di già iniziato il Proces­so Canonico per esaminare diligentemen­te i fatti. Sinora non ha dichiarato nul­la; dopo del Processo si pronunzierà. Fratanto raccomanda molta preghiera.

CAVILLI DEI MISCREDENTI

Avvenimenti di tanta portata hanno avuto ed hanno grande ripercussione nel­l'Italia e particolarmente nella Roma­gna.

E' bene dare certe notizie informative sulla veridicità del fenomeno della lacri­mazione.

Quando avviene un fattaccio, furto, se­questro, delitto ecc..., i giornali senza al­cuno scrupolo portano la notizia ai quat­tro venti. I lettori e coloro che seguono la pubblicità fanno i commenti sul fat­taccio, scrutandone i motivi reconditi e le circostanze dell'accaduto. Ma nessuno mette in dubbio il fatto e sarebbe consi­derato un matto chi volesse negare o mettere in dubbio un delitto avvenuto in pubblica piazza, davanti a centinaia di persone.

Quando invece la pubblicità parla di qualche fenomeno mistico, ad esempio, di una sacra immagine che versa lacri­me dagli occhi, non una sola ma ripe­tute volte, non in luogo recondito, ma in pubblica Chiesa, non davanti a pochi te­stimoni, ma alla presenza di migliaia di persone... allora si escogitano cavilli o per negare il fatto, o per metterlo in dub­bio, o per spiegarlo con la suggestione collettiva; se questi ripieghi sono inutili, ci si appiglia alla solita conclusione, che dice tutto... e dice niente: Ci sono in na­tura delle leggi, che la scienza per ora ignora; a suo tempo la scienza spiegherà come naturali quei fenomeni, che oggi i "creduloni chiamano "prodigiosi".

A tale conclusione si oppone l'assioma scientifico: "Natura non facit -sai us" - ­cioè la natura non agisce a sbalzi e non va mai contro se stessa.

Un esempio: Una piaga, larga, profonda e purulen­ta, in un attimo alla Grotta di Lourdes si risana, ritornando i tessuti normali e senza lasciare traccia di cicatrice.

La scienza attuale e la futura non po­trà mai spiegare questa guarigione come naturale, poiché la natura ha bisogno di tempo, più o meno lungo, per risanare perfettamente una qualsiasi ferita e la­scia sempre una qualche traccia .esterna, la cicatrice.

Di tali guarigioni, come si legge nella storia di certi Santi e nelle cronache di Lourdes, se ne sono verificate e poi sono state controllate dai migliori specialisti dei Comitati Medici.

Davanti a certi fenomeni, se si vuole essere intelligenti e retti, bisogna dire: Qui la natura si ferma. Qui c'è il dito dell'Onnipotente, di Dio Creatore!

Questo preludio serve a giudicare le affermazioni atee ed illogiche di tanti, che hanno voluto dare una spiegazione naturale alla lacrimazione della statua della Madonna di Fatima a Ravenna.

Ma, chi muove costoro a giudicare er­roneamente i fatti? E' il principio: Dio non esiste! Dio non può e non deve esi­stere!

Naturalmente nella Romagna, ove do­mina il comunismo col suo ateismo, il fenomeno delle lacrimazioni di Ravenna è assai antipatico. C'è chi ha esclamato: Ma finiamola con questa Madonna! Quel­le che gl'ignoranti chiamano lacrime, non sono lacrime! La statua di gesso as­sorbe l 'umidità e quando è satura di umido lo espelle! -

Che affermazione intelligente (???)! Si tenga presente innanzi tutto che il Tempio dei Padri Francescani di Raven­na non è soggetto all'umidità, come può constatarsi anche al presente.

E poi, è vero che una statua di gesso può assorbire l'umido dell'ambiente; può assorbirlo, ma non è facile che lo espella. Dovesse pure espellerlo, dovrebbe es­sere tutta la statua ad esternare il liqui­do. La statua della Madonna avrebbe do­vuto versare il liquido dai piedi, dal pet­to, dalla schiena e dalla testa. Invece il liquido è uscito solamente dagli occhi, perchè dagli occhi vengono le lacrime.

L'umore emanato da un blocco di ges­so, chi sa quale sapore potrebbe avere, dopo essere stato molto tempo a contat­to con le sostanze del gesso! Invece il li­quido, sgorgato dagli occhi della statua si è provato avere il sapore specifico del­le lacrime umane.

Ed il sangue emanato dal cuore della immagine, vero sangue umano, a quale causa potrebbe attribuirsi?

La Rivista "Gente" in un articolo di Renzo Allegri dice: Il fenomeno della lacrimazione si è ri­petuto parecchie volte ed è stato osser­vato da migliaia di persone. Non è quin­di possibile pensare a suggestione o im­brogli. Di fronte ai fatti che cosa si deve dire? Io le ho viste le lacrime, le ho toc­cate, le ho assaggiate ed erano salate, avevano cioè il sapore caratteristico di tutte le lacrime di questo mondo. Non posso perciò non credere.

RIVISTA "EVA"

Si riporta qualche brano della Rivista "Eva", per avere un'idea di quanto è av­venuto nell'ambiente cittadino; questo serve a dare maggiore. valore alla realtà dei fatti.

Dice l'articolista: La prima lacrimazione è avvenuta il 12 settembre. Trascorrono tre giorni ed ec­co la festa dell'Addolorata. La statua la­crima ancora. La gente accorre nella Chiesa, appende cori votivi in segno di grazie ricevute. Ecco un episodio: Un uo­mo subisce un gravissimo incidente stra­dale. Dopo averlo visitato ripetutamen­te, i medici sentenziano che la vista è ir­reparabilmente perduta. L'uomo è dispe­rato. Grida, si agita, non vuole accettare quel terribile verdetto medico, ma non può essere aiutato dalla scienza. Si rivol­ge allora alla Madonna ed improvvisamente riacquista la vista. Continua l'articolista: La notizia della Madonna che piange, da Ravenna fa rapidamente il giro di tutta la Romagna. Le discussioni politi­che, che si accendono in ogni caffè della calda Romagna, si acquietano. (Corrispondente: Fil Riceputi).

"SETTIMANA EXTRA"

La Rivista "Settimana Extra„, dopo avere riportato in un lungo articolo la storia delle varie lacrimazioni, conclude. Il fenomeno è stato osservato anche da uomini abituati ad un severo control­lo dei loro sentimenti, medici, ingegneri, studiosi. Anzi quelli che restano ancora più impressionabili, sono gli uomini di scienza. Un ingegnere famoso (...) si è convertito dopo trenta anni che non fre­quentava la Chiesa. -

RIVISTA "GENTE"

Più interessante e più ampio è l'arti­colo della Rivista "Gente", che qui si riporta in diversi brani: La zona della Parrocchia di San Pier Damiano è la più rossa di Ravenna. La gente qui fredda e controllata (...dai comunisti...). Non si lascia vincere da fa­cili entusiasmi, soprattutto in campo re­ligioso. Eppure molte persone non cre­denti, che hanno visto le lacrime della Madonna, sono rimaste impressionatis­sime e sono tornate alla fede. Ogni gior­no in questa Chiesa avvengono conver­sioni clamorose.

I miscredenti hanno detto che sono stati i Padri Francescani ad inventare il trucco delle lacrime per attirare la gen­te in Chiesa.

Queste notizie sono state comunicate da un Religioso del Tempio.

Non è difficile trovare a Ravenna per­sone che hanno visto la Madonna versa­re lacrime.

Mentre sono nel Tempio per prendere notizie, entrano dei devoti, che si ferma­no a pregare davanti all'altare della Ma­donna. Due ragazze portano un mazzo di rose con un biglietto, sul quale è scrit­to: « Per grazia ricevuta - una coppia di novelli sposi ».

- Chi ha ricevuto questa grazia? - domando io.

- Due nostri amici! - risponde la ra­gazza più alta.

- Come vi chiamate?

- Io sono Maria Franca Scorsone ed ho 15 anni; questa è la mia sorella Gae­tana ed ha 13 anni.

- Avete viste anche voi la lacrime della Madonna?

- Sì, parecchie volte. Quando si spar­geva la voce che la Madonna stava pian­gendo, accorrevamo. Una volta sono ve­nuta con il cannocchiale ed ho osservato attentamente il volto della Vergine. C'e­ra anche mio padre, mia madre, mia non­na e tutti abbiamo visto le lacrime del­la Madonna.

- Che cosa pensate di questo fenomeno?

- Fa una grande impressione. Sono convinta che quelle erano lacrime auten­tiche. Ho guardato bene con il cannocchiale la Madonna stava piangendo real­mente.

Luisa Mensoli, abitante a Ravenna in Via Perillo, interrogata ha detto: Io non ho visto la Madonna mentre piangeva, ma l'ha visto mio marito. E' un uomo religioso, ma non suggestiona­bile. Abbiamo parlato spesso di questo argomento ed è convinto che la Madon­na abbia pianto davvero. Io invece mi so­no accorta che ha cambiato espressione. Prima del 12 settembre dello scorso an­no il suo volto era sereno; ora è diven­tato malinconico e gli occhi sono sem­pre gonfi, come quelli di una donna, che ha appena finito di piangere. -

Davanti al sagrato della Chiesa di San Pier Damiano ci sono alcune bancherelle di venditori ambulanti.

Mi dice il Signor Celio Pigotto, che ha una bancherella di oggetti di plastica: Ogni volta che la Madonna si metteva a piangere, noi venditori eravamo i pri­mi ad accorrere. Io e mia moglie abbiamo assistito a tutte le manifestazioni di que­sto strano fatto. Io sono comunista, lo dico francamente: Non mi lascio da questi fatti, ma sono abituato a dire pane al pane e vino al vino. Quelle che ho viste sul volto di quella statua, erano autentiche lacrime e, sinceramente, mi hanno fatto una grande impressione. Abito nelle case popolari e spesso ho discusso di questo fatto con gli amici. C'è chi ci crede e chi no. Io non so che spiegazione dare, ma le lacrime le ho viste, le ho guardate bene, perché mi sembrava impossibile che una statua di gesso potesse mettersi a piangere. Sono e resto comunista, ma le lacrime della Madonna c'erano veramente.

La moglie di questo venditore, Celio Pigotto, dice: Io sono una donna e sono più facile a commuovermi. Però di fronte al feno­meno delle lacrime della Madonna, quelli che si sono maggiormente impressionati sono stati gli uomini. Mio marito aveva cambiato colore e quel signore laggiù, che vende frutta e verdura, quando è uscito dalla Chiesa dopo aver vista la Madonna piangente, si è fermato qui alla mia bancarella, appoggiandosi con le mani, perché si sentiva svenire. « Corrado, vieni a raccontare quello che hai visto! » - dice la donna rivolta verso, iauomo che mi ha indicato.

Corrado Boscarino, di 44. anni, robu­sto, alto, sembra un uomo molto deciso e sicuro di sé. Egli dice: Non sono cre­dente. Quando si è sparsa la voce che la Madonna piangeva, sono corso per cu­riosità. Lavoro qui di fronte e non mi co­stava niente entrare in Chiesa per ve­dere. Volevo constatare sino a qual pun­to le donne si lasciassero suggestionare. Ma quando sono stato di fronte a quel­la statua, tutto è cambiato. La Madonna piangeva davvero; non c'èrano dubbi. Ho provato un'emozione terribile, sconvol­gente. Da quel momento le mie idee sono cambiate. (Corrispondente: Renzo Allegri).

Si fa notare che il signor Boscarino due anni dopo la sua conversione si ammalò gravemente. Prevedendo la sua fi­ne, espresse il desiderio: I miei funerali siano fatti nella Chiesa, dove ho visto piangere la Madonna. - Munito dei Con­forti Religiosi, passò all'altra vita. Il suo cadavere fu trasportato nella Chiesa di San Pier Damiano.

Già fin dalle prime lacrimazioni, pre­vedendosi la lotta che avrebbero fatta i miscredenti, per sfatare il fenomeno o per sofisticarci sopra, si pensò di raccogliere testimonianze scritte.

Riportare qui tutte le testimonianze, non è il caso. Si fa notare che, la maggior parte delle relazioni ha la clausola: Dichiaro sotto giuramento!

SIGNIFICATO

Che la Madonna abbia versato lacrime a Ravenna, è un fatto; il negarlo, dopo quanto è stato esposto, sarebbe volere annullare artificiosamente la storia che sarebbe, più che ignoranza, aperta manifestazione d'irreligiosità e di mal­vagità.

Ora logicamente si chiede: Quale po­trebbe essere il motivo di queste lacri­mazioni?

Si risponde con le parole pronunziate dal Papa Pio XII, in un discorso tenuto dopo la lacrimazione dell'immagine del Cuore Immacolato di Maria a Siracusa:

« La Madonna, che è in Cielo, non vi rimane insensibile, anzi nutre sempre amore e pietà verso il misero genere umano, cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliuolo Gesù.

«Comprenderanno gli uomini l'arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le la­crime di Maria! Erano sul Golgota lacri­me di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo.

« Piange ancora Ella per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo Mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l'errore e la colpa hanno spento la vita della Grazia e che gravemente offendono la Maestà Divina? O sono lacrime di at­tesa per il ritorno di altri suoi figli, un giorno fedeli ed ora trascinati da falsi miraggi tra le schiere dei nemici di Dio? ». -

RIFLESSIONI

In quest'ultima parte dello scritto l'au­tore intende presentare le sue riflessioni sui fatti di Ravenna e, trarne le dovute conclusioni pratiche. Ma crede bene fare prima un breve preludio.

MESSAGGIO

Le anime, dette mistiche, sono quelle scelte direttamente da Gesù, per diveni­re parafulmini dell'umanità per mezzo di forti e molteplici sofferenze. Nel mon­do ce né tante! Per lo più sono anime che vivono nel nascondimento e soltanto poche sono messe da Gesù sul candela­bro della pubblicità.

Una di queste anime, di cui si tace il none per prudenza, un giorno si sentì ispirata ad andare a pregare davanti al­l'immagine miracolosa, di San Pier Da­miano. Durante la preghiera la Madon­na le si manifestò e le diede un messag­gio, che essa trascrisse fedelmente. Non si è tenuti a credere per fede divina a quanto il messaggio dice, ma è bene es­serne a conoscenza. Il lettore faccia poi le sue riflessioni:

« Figlia mia, qui ti ho chiamata, volu­ta, desiderata. Parla di me, delle mie la­crime e del mio sangue, fonti di grazie e di salvezza. Io desidero salvare le anime; lo desidero tanto!

Quanti richiami in questi ultimi tem­pi, attraverso testimonianze reali!

« Quante lacrime!... No, non bastano le lacrime; occorre il sangue!... Ma per­chè non sono creduta e perchè non sono ascoltata? Il mio dolore è di una Madre, che vede trascurati e negati i suoi avver­timenti. E' questa un'angoscia inimma­ginabile, perchè io fra poco non potrò più fare nulla ed i castighi divini non avranno più freno.

« Già nell'ombra si ordisce l'ultimo ed orribile insulto alla Legge Divina, l’in­fanticidio, ed il delitto diverrà legge de­gli uomini e maledizione al genere uma­no. Se non ci sarà una barriera di for­tezza, decisa e tenace ad evitare la nata­strofe, anche l'aborto diverrà legale, ma prima dell'omicidio dell'innocente perirà: la madre, che non sarà più tale, ma solo assassina.

Questa nube nera verrà ad oscurare gli spiriti già ottenebrati.

Fra poco il male si rivolterà contro se stesso, come mostro orrendo che in­consapevolmente si avvolge con uno dei suoi numerosi tentacoli e da se stesso si soffocherà.

Chiedo ai miei figli una piccola pre­ghiera notturna, fatta di tanti atti d'a­more e di brevi preghiere al Cuore di Ge­sù ed al mio Cuore Immacolato. « Il mondo sarà sconvolto e nel dolore il peccato avrà la sua riparazione.­

« Tu, figlia mia, prescelta da Dio a grandi cose, parla senza paura e di' che io chiamo, io benedico... io piango! »

- Il messaggio non abbisogna di com­menti. Si fa rilevare solo questa frase: « Il mondo sarà sconvolto e nel dolore il peccato avrà la sua riparazione ». Secondo l'autore e secondo la grande massa dei benpensanti, il mondo sarà sconvolto dal trionfo temporaneo del co­munismo.

Perchè il trionfo sarà temporaneo?... Quando Ponzio Pilato voleva liberare Gesù dalla morte, avendolo riconosciuto innocente, si appigliò ad una tradizione ebrea, in forza della quale in occasione della festa di Pasqua si rilasciava libero un carcerato, a scelta del popolo. Pilato fece venire a sé un assassino, di nome Barabba, e lo presentò al popolo a fianco di Gesù. Poi disse: Chi dei due volete che vi rilasci? -

I Giudei risposero a gran voce: Barab­ba!

Grande fu la gioia ed il trionfo dell'as­sassino Barabba!... Quella era l'ora di Barabba!... Ma poi non si parlò più di lui.

Invece Gesù Cristo, sebbene posposto a Barabba, condannato e crocifisso, risu­scitò gloriosamente e cominciò a stende­re il suo dominio nel mondo, sempre lot­tato e sempre vittorioso. Dio è Dio e l'uo­mo è uomo! Dio è Creatore; l'uomo mi­sera creatura! Dio trionfa sempre!

Il comunismo ha la sua ora di trionfo ed è l'attuale. E' l'ora di Barabba!

Sta apportando ed apporterà ancora sconvolgimento nel mondo e... quando Dio vorrà... ci sarà nel mondo quel che ci sarà!...

Ma poi, passata la tempesta, il mondo riavrà la pace, la Russia si convertirà ed il Cuore Immacolato di Maria trionferà.

Questa affermazione non è dell'autore, ma della Regina del Cielo, la quale la manifestò ai tre fanciulli di Fatima nel 1817, proprio nell'anno in cui cominciò la rivoluzione russa. Il famoso Terzo Se­greto di Fatima, che circola in tante lingue in tutto il mondo, parla espressa­mente del tempo attuale e di quello che avverrà nella seconda metà del secolo ventesimo.

LA SACRA EFFIGIE... PARLA !

Io, autore, mentre stendo questa pagi­na, ho davanti a me l'immagine della Madonna di Ravenna. Mirandola, faccio le mie considerazioni: Il volto della, Vergine è triste per i pec­cati del mondo.

E' triste perchè vede avanzare il co­munismo, apportatore di sconvolgimenti e d'irreligiosità. Vede i disastri morali e religiosi, che il dragone rosso ha prodot­to nei popoli schiavi del comunismo e pre­vede la stessa sciagura per l'Italía.

E' triste e piange proprio a Ravenna, capoluogo della Romagna rossa e rocca­forte.del comunismo italiano.

La mano destra della Madonnina è protesa in alto, quasi per dire: Trattene­te, la corrente diabolica rossa!

Alle mani le pende la corona del Rosario e pare che dica: Ecco, figli miei, l'unico mezzo di sal­vezza! Questa corona, che io tengo sem­pre tra le mani, è quella stessa che volli porre in evidenza al mondo intiero, quan­do mi mostrai ai tre fanciulli di Fatima! Figli miei, non tutti conoscono la gravità del momento. L'ora è grave, non solo per l'Italia, ma per tutto il mondo.  «E' 'inutile nascondere il mio dolore, che ormai ha raggiunto misure impon­derabili. Le mie manifestazioni si molti­placano e, malgrado ciò, l'umanità non sa frenare la sua corsa pazza e sfrenata nel precipizio del peccato.

« Non ho più lacrime da versare. Le mie pupille sono arrossate a tal punto da non potere più rivolgere il mio sguardo al mio Gesù. Il mio manto è inzuppa­to di lacrime ed intriso del sangue del mio Cuore.

« Ho bisogno di anime riparatrici, di anime Vittime di anime olocausto, per mitigare, la Giustizia Divina. «Desidero tanto che l'umanità abbia a conoscere la gravità: del momento.. ed abbia a comprendere la calata inesora­bile della Giustizia dell'Eterno Padre.

« Desidero che l'umanità abbia a rav­vedersi e che non abbia a precipitare. nel fuoco eterno. L'innumerevole quantità di anime, che quotidianamente precipitano nella rete di Satana, nel fuoco eterno.

Questa è l'ennesima testimonianza che dò: al mondo: lacrime e sangue!;..

« Ditemi, figli miei: Volete ancora la­crime e sangue?... Ma fino a quando?...

FRUTTO PRATICO

Cosa fare per rispondere al messaggio della Vergine Piangente?

1° - Vivere in grazia di Dio e ricordare che tutti dovranno un giorno dare conto a Dio del bene e del male operato in vita.

2° - Accrescere la Fede Eucaristica, con la Comunione frequente, devota e frut­tuosa, il cui frutto deve manifestarsi nel­l'esercizio della carità.

3° - Recitare il Rosario nella famiglia, devotamente, scegliendo l'ora più adatta al raccoglimento.

4° - Recitare giornalmente sette Ave Maria, in onore dei Sette Dolori della Vergine Addolorata.

5° - Pregare affinché il comunismo non dilaghi più, specialmente nella perico­lante Italia. Pregare per i comunisti atei, affinché si convertano, e per i comunisti accecati, che credono di potere essere re­ligiosi e comunisti contemporaneamente, cioè credere in Dio e seguire la corrente dei senza-Dio. Nessuno può servire a due padroni, a Dio ed a Satana.

Per la conversione dei comunisti si facciano crociate di preghiere ed offerte di sacrifici.

6° - In ogni famiglia cristiana si esponga l'immagine del Cuore Immacolato di Maria e se ne faccia la Consacrazione della famiglia.

Una grande battaglia si sta combat­tendo nel mondo tra Satana e la Madon­na. Però trionferà, a battaglia finita il Cuore Immacolato di Maria.

Che la Regina del Cielo abbia a Ra­venna un trono di gloria e che da tutto il mondo vengano qui i fedeli ad onorar­la nel suo Santuario.

Che Ravenna, la Romagna e, l'Italia tutta sia sotto il manto della Vergine e non sotto la bandiera del dragone rosso.

Questo è l'augurio di chi ha scritte queste pagine e questo sia pure l’augurio di coloro che vorranno leggerle!

F I N E