AMORE e DOLORE
Il
contenuto di questo libretto, ispirato dallo Spirito Santo, offre spunti di
riflessione sull'Amore e sul Dolore.
Esso è spesso ripetitivo perché ha lo scopo di dire, ribadire, confermare e far conoscere sempre più all'uomo l'Amore che Dio ha per lui, nella sua intensità e nelle sue varie e delicate sfumature.
La
meditazione porta l'uomo ad avvicinarsi a Dio con il suo spirito, scintilla
divina posta in lui da Dio stesso, per interiorizzare e portare al centro del
suo cuore ciò che è spirituale e trascende l'ambito della vita umana vissuta
solo materialmente.
Chi
intraprende questo faticoso cammino deve capire per credere, comprendere con
umiltà di cuore ed infine, fare il proprio atto di profonda fede, disponendosi
ad affrontare le lotte interiori che lo attendono per rifarsi nuovo e vivere
unito al suo Dio che lo ha creato a sua Immagine e Somiglianza e lo vuole per
sempre con Sè nel Suo Regno di Pace e di Amore.
Questo
è l'invito: TORNATE TUTTI A DIO!R.C.
1
° - Amore e Dolore si vivono insieme nella vita
La
vera Sapienza proviene dall'Amore e dal Dolore.
Il
dolore accettato con amore rende l'uomo meritevole di doni e l'Amore Divino è
il primo dono che gli viene offerto dal Padre per aiutarlo a vivere secondo il
suo Volere.
L'uomo
che è nel dolore è privilegiato da Dio il Quale gli è vicino, molto vicino.
A
Dio è gradito colui che tutto accetta con amore e offre con amore. Per fare
questo è necessario compiere un particolare cammino: un cammino di luce, di
lode, di preghiera e di totale sottomissione, abbandonandosi nelle Mani di Gesù
in modo tale da lasciarLo agire nel proprio cuore senza ostacolare l'azione
della Grazia Santificante che viene elargita in sovrabbondanza dove trova
accoglienza e in misura diversa a seconda delle disposizioni dell'anima che la
riceve. Perseverando in questo atteggiamento interiore, l'abbandono in Dio
diviene sempre più spontaneo e totale.
Gesù
ci unisce intimamente a Sè, al suo Amore ed anche alla sua Passione di Croce,
perché l'amore ed il dolore sono due strade che non si possono separare.
L'uomo
non può percorrerne una abbandonando l'altra perché la dimensione dell'amore
diviene sempre più ampia nella misura in cui ognuno di noi sa accogliere e
vivere il dolore nella propria vita.
Il
Signore agisce potentemente con la sua Grazia se non Lo ostacoliamo.
L'accettazione
della Croce da parte di Gesù, l'UOMO-DIO, ha ottenuto per ogni uomo che viene
in questo mondo, la Salvezza Eterna, la Vita Eterna.
Gesù
ci ha redento lavandoci e purificandoci con l'Acqua ed il Sangue sgorgati dal
suo Sacro Cuore squarciato mentre era sulla Croce.
Gesù
è l'Uomo dell'Amore e del Dolore. "Ecco l'Uomo" a noi presentato
nella sua Umanità di Sofferente e di Offerente che tutto soffre e tutto si
dona per il riscatto dell'umanità intera.
Gesù
sulla Croce dice solo poche Parole, ma tutto parla, anzi, grida in Lui. E' il
grido dell'Amore che mai si è arreso, che è andato oltre ogni limite per
annientare il peccato e la morte.
Gesù
sulla Croce è l'evidenza dell'Amore, inconfutabile, totale ed irreversibile di
Dio per l'umanità, che si pone innanzi ad ogni uomo perché faccia la sua
scelta: scelta di Vita Eterna seguendo la via tracciata e percorsa da Gesù
stesso quando era sulla terra; scelta di morte eterna nel regno di Satana
rifiutando deliberatamente e fino all'ultimo istante di aprirsi ad accogliere
l'Amore di Gesù, Salvatore e Redentore dell'umanità.
2°
- Come si manifesta l'amore in noi
L'amore
ed il dolore fanno parte integrante della nostra vita. Atteggiamenti e
comportamenti esteriori rendono visibile agli occhi di chi incontriamo ciò che
abbiamo dentro di noi.
Il
contenuto di un amore vero si riflette sempre in un atteggiamento sincero,
spontaneo, autentico nel vivere un rapporto serio e costruttivo.
L'amore
attinge a una forza interiore più che evidente e suscita in noi energie
rigenerative, portandoci a godere anche fisicamente di un certo benessere. Alle
volte rimaniamo stupiti e meravigliati di noi stessi nel constatare di saperci
rapportare con gli altri in forme nuove e diverse.
Tutto
questo è possibile se dentro di noi coltiviamo l'amore non solo come
sentimento del cuore, ma come dono di Dio che valorizza e potenzia questa nostra
sconosciuta, spirituale e profonda ricchezza che pure esiste in ogni cuore.
L'amore
viene meno ed è mortificato da un atteggiamento negativo ed egoistico quando
non ci curiamo di avvalerci di Dio per parteciparlo all'altro, così che esso
si possa diffondere silenziosamente, ma efficacemente, nelle anime con le quali
veniamo a contatto e, da queste, ad altre anime, così sempre di più.
L'amore
è vero solo quando viene purificato, quando viene liberato da ogni sentimento
sterile ed egoistico.
L'uomo
ha bisogno di essere amato, accolto ed ascoltato.
Nelle
pagine del nostro cuore Dio ha inciso l'Amore suo offerto ad ogni uomo per la
Vera Vita, la Vita dello Spirito.
Nulla
a Dio è impossibile di ciò che a noi sembra impossibile. Dio lo rende
possibile attraverso l'umiltà, la sapienza, il perdono e la sua Infinita
Misericordia.
L'impossibile
sta nel Divino, il possibile nell'umano. E' possibile per l'uomo amato da Dio,
amare e donare ciò che Lui gli ha dato nel concedergli la vita.
Il
soffio vitale di Dio ha animato la mia vita rendendola possibile, vera e
partecipe del suo Progetto Divino.
3°
- Amore Divino e amore umano
L'
amore è sacro, è dono, è forza, è coraggio.
L'amore
è gratuito e ci viene dato per poterlo donare agli altri con i quali il
rapporto diventa puro nella misura in cui è disinteressato. L'amore agisce nel
cuore dell'altro se è autentico e, talvolta, suscita momenti di intensa
comunione.
Questo
avviene quando nella dimensione umana dell'amore si inserisce ciò che è
nella dimensione Divina dell'Amore che ci viene donato da Dio attraverso la
Grazia Santificante.
La
sola dimensione umana dell'amore è sempre difettosa e povera di contenuto, da
sola non regge, prima o poi decade. Non così avviene per la dimensione Divina
dell'Amore che invece si fortifica e nelle difficoltà si consolida, divenendo
speranza certa e gioiosa fiducia l'uno per l'altro.
L'amore
di Dio ci fa comprendere come il solo amore umano è normalmente un inganno e
si riduce ad un atteggiamento interessato puntando al soddisfacimento di sè;
amore egoistico, dunque, e non più Sacro.
Il
dono dell'Amore è autentico quando è vissuto nella sua semplicità e profondità,
conformemente al comando di Dio: "come Io vi ho amato, così amatevi
anche fra di voi". E' un'esortazione che ci deve rendere attenti e
solleciti perché si tratta di partecipare al suo Progetto Divino.
L'amore
comporta sacrificio e dono di se e si può comunicare agli altri nella misura in
cui noi diamo spazio a Dio nella nostra esistenza. Lasciamo che Egli sia il
Tutto della nostra vita, per mezzo della nostra sottomissione ed amorosa
ubbidienza a Lui che è il nostro Creatore, il nostro Padre Buono e
Misericordioso.
Noi
apparteniamo a Dio e dobbiamo renderci disponibili a ricevere la sua Grazia che
è Vita Eterna, nella misura che Egli, l'Onnipotente, l'Eterno, l'Altissimo ha
stabilito per ognuno di noi, suoi figli amatissimi.
Allora
l'uomo, consapevole della sua nullità, l'uomo umile, può comprendere l'Amore
Divino e spalancare le porte del suo cuore per accogliere definitivamente ed
irrevocabilmente questo Amore. Ricchezza o povertà, salute o malattia ed ogni
altro dono hanno senso solo se noi ci rendiamo conto che tutto quanto
costituisce la nostra vita ha origine da Dio, solo da Dio.
Il
Mansueto Agnello, il Figlio di Dio, mandato nel mondo dal Padre perché si
offrisse in Sacrificio per noi uomini peccatori, ci fa comprendere come
l'Amore di Dio sia disposto a tutto pur di realizzare in noi il suo Progetto di
Salvezza.
VIVO
L'AMORE, DONO AMORE, MI SACRIFICO PER AMORE!
4°
- Il significato dell'amore e del dolore
L'amore
ed il dolore sono due realtà che ogni uomo incontra nella sua vita.
L'amore
comporta gioia, entusiasmo, fiducia, mentre il dolore genera sofferenza,
disagio, smarrimento.
Ma
l'uno è complementare all'altro.
L'amore
dovrebbe sublimare il dolore e ciò avviene nella misura in cui ognuno di noi
accetta il dolore, lo prende fra le sue manie lo vive nella propria vita
ricavandone frutti benefici per la propria crescita spirituale.
L'amore
gratifica, il dolore umilia; ma entrambi hanno una forza e una funzione
trasformante che lentamente, ma costantemente, agiscono nel nostro spirito e
ci rendono conformi ai desideri di Dio. Da questa interazione fra amore e dolore
ha origine una forza rigeneratrice che ci spinge sempre più a donarci.
E
quale è questa forza se non la purezza dell'amore, il disinteresse e la gratuità?
Spendo
il mio tempo per gli altri, lo faccio fruttificare per gli altri, lo sacrifico
per gli altri, ponendo tutta la mia attenzione a non trascurare nulla.
Ecco
allora che il bisogno del fratello viene colmato da quel gesto di attenzione, di
carità vera che è autentico amore che sgorga da un cuore che veramente sa
amare.
Allora
non sono più in azione solo la ragione e l'intelletto, ma lo è soprattutto il
cuore nella sua capacità di amare, più o meno sviluppata, più o meno
perfetta.
Questa
azione, se è equilibrata, è normalmente rispettata ed accolta, ed ha effetti
rigeneranti in colui che la riceve.
Ma
dobbiamo vigilare su noi stessi per non vanificare la nostra azione. Questo
avviene se il nostro cuore si impoverisce, se l'impegno non è costante e
sincero, se la purezza del nostro cuore si offusca. In tal caso si rischia,
prima o poi, di fallire e di far soffrire.
L'amore
vero, puro, è Sacro e proviene da Dio che lo dona al nostro cuore e nessuno lo
può distruggere. L'amore così vissuto è dono gratuito, è pienezza che si
riversa nell'altro, portando gioia, serenità e giustizia.
L'ingiustizia
è mancanza d'amore e la mancanza d'amore provoca sofferenza, dolore ed
emarginazione.
Rispondiamo
alla chiamata che oggi più che mai ci viene rivolta, perché è una chiamata
speciale d'amore.
Tutta
l'umanità, come ogni singolo uomo, non può fare a meno dell'amore che
costruisce là dove vi è distruzione, cancellando l'arroganza e la superbia
dell'uomo.
La
chiamata del povero è la chiamata di Dio, è il grido di Dio, grido di Gesù
sulla Croce: "Ho sete"; grido che scuote, che fa vibrare ogni cuore:
SETE D'AMORE?
In
ognuno di noi può risuonare in modo diverso, ma quel grido oggi più che mai si
fa sentire.
L'amore,
solo l'amore vince e ci fa resistere alla tentazione del male. L'amore, solo
l'amore consola, lenisce e guarisce.
5°
- L'amore, segno di guarigione
Forza,
luce e speranza sono nel cuore di chi vive nell'amore. L' amore è fonte di
dolcezza e di tenerezza, di autentica carità che ci porta a compiere il bene,
solo il bene.
L'amore
non dà dolore, mentre il dolore è portatore di sofferenza che, tuttavia, si può
tradurre in amore nella misura in cui lo si accoglie come un valore e lo si
offre a Dio.
Allora
l'amore con il dolore si trasformano in forza, in luce, in coraggio; così
l'uomo sapiente e ben disposto compie il Volere del Signore.
Ognuno
di noi è chiamato a sottomettersi ad un Progetto Divino che ci coinvolge
personalmente e sta scritto nel nostro cuore; sta a noi scoprirlo per attuarlo
nella nostra vita.
L'
uomo è spesso nel dolore, nella malattia, nella sofferenza e non si rende conto
che sta vivendo nel Progetto dell'Amore di Dio. L'amore vive, è presente in
ogni situazione della nostra vita ed agisce in noi nella misura in cui ci
accorgiamo di esserne avvolti e compenetrati. Ecco che allora l'amore porta
verso la guarigione interiore. L'amore lenisce e guarisce il cuore dell'uomo.
L'amore
è una forza grande, potente che nessuno può nè potrà mai misurare.
L'uomo
ha in sè questa componente essenziale della vita, questa risorsa che lo aiuta
a vivere ed a proseguire verso un cammino non solo materiale, ma soprattutto
spirituale.
Tuttavia
l'uomo non sempre sa cogliere in pienezza il Dono d'Amore che gli viene da Dio
anche attraverso il dolore e cerca di sfuggirlo rinunciando così a vivere in
modo positivo ed equilibrato il suo rapporto con Dio e con il prossimo.
Chi
di noi è aperto ad accogliere l'Amore Divino? Quanti si rifiutano di
sperimentarlo!
Necessita
la Grazia, ma per averla occorre che l'uomo si renda consapevole di essere
figlio di Dio e di appartenerGli. Allora, e solo allora, riuscirà a fare
spazio nel suo cuore all'Amore Divino, indispensabile supporto all'amore umano
che, per sua natura, è incostante ed inquinato dall'egoismo se non si unisce
e si sublima nell'Amore Divino che è ETERNO.
6°
- L'Amore è dono gratuito di Dio
L'amore
è un dono grande ed insostituibile. Chi può amare veramente senza
riconoscere che tale capacità è dono vitale che proviene da Dio?
La
forza dell'amore di Dio fa superare ogni difficoltà, ogni paura, ogni dubbio.
L'amore
umile vince ogni presunzione che è in noi perché ci rende simili a Gesù che,
con profonda umiltà e perfetta carità, ha donato la sua Vita per noi morendo
sulla Croce e liberandoci dalla condanna eterna.
Abbandonarsi
all'amore vuol dire legare il nostro cuore al Cuore del Signore così che si
assoggetti ad una radicale trasformazione che lo renderà idoneo a compiere la
volontà di Dio.
Come
poteva il Figlio Unigenito di Dio renderci simili a Sè se non legava, se non
univa il suo Sacro Cuore al nostro povero cuore? Come poteva liberarci dal
peccato se non caricandoselo sulle spalle, crocifiggendolo ed annullandolo in Se
stesso per mezzo del Sacrificio della Croce?
Solo
l'Amore Divino è Vero, Puro, Autentico, Disinteressato.
Noi
andiamo alla ricerca di noi stessi per quello che siamo, non alla ricerca di Dio
per quello che dovremmo essere o divenire nel suo Progetto.
Quando
ci apriamo a Dio, la Luce Divina ci illumina ed allora comprendiamo ciò che
siamo: una nullità!
Nasce
allora in noi il piccolo fiore dell'umiltà che permette al Buon Dio di
trasformare il nostro cuore, di renderlo puro, semplice, sincero e possa
riflettere l'Immagine di Dio.
Gustiamo,
assaporiamo in noi questo Amore Divino con cuore aperto ed attento: Esso ci
attira, ci chiama verso un particolare cammino interiore di grazia, di luce, di
pace, di bontà e di misericordia. E' invito amoroso da non ignorare, esso ci
porta verso la perfezione dell'Amore che è sommo gaudio, eterna felicità.
Gesù
a detto: "Siate perfetti come è Perfetto il Padre vostro che è nei
cieli!"
Perfetti
ed intrepidi, perfetti e santi, perfetti ed immacolati al cospetto di Dio che
ci giudicherà sulla carità esercitata durante la nostra vita terrena verso i
nostri fratelli.
L'
amore, solo l'amore ci unisce a Dio e ci fa comprendere ogni giorno il suo
Messaggio Divino: "Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi!"
Unità,
compendio d'amore per poterci unire a Lui nell'Eternità.
7°
- Nessuno può fare a meno dell'Amore
Ogni
uomo si realizza nell'amore. Nulla può fare l'uomo di buono, di bello, di puro
e di santo se nel suo cuore non alberga l'amore inteso come emanazione
dell'Amore di Dio.
La
capacità di amare, che è insita nel cuore di ogni uomo, si completa, si
perfeziona ed è valida per un'azione buona e costruttiva solo quando il cuore
ha attinto alla Sorgente Viva dello Spirito Santo. Questo determina una
razionalità nell'agire che è efficace e raggiunge il suo scopo.
Nulla
può compiere l'uomo di valido se non sotto l'azione dello Spirito Santo.
Lo
Spirito Santo è anche il Consolatore che asciuga le lacrime di chi è nel
pianto, fortifica, incoraggia, ma soprattutto risana l'anima trasformandola
col Fuoco del Divino Amore. Nulla è impossibile a Dio.
L'uomo
viene così purificato e santificato ed è allora che diviene il servo di Dio,
si mette di sua volontà nelle Mani di Dio e compie tutto quello che l'Amore lo
spinge ad operare nella carità, non più isolata e fine a se stessa, ma offerta
nella duplice realtà umana e Divina.
Il
cuore dell'uomo bisognoso soffre ed è umiliato quando riceve non con amore, non
con purezza di intenzione, non con sincerità di atteggiamenti da parte di chi
è chiamato a beneficiarlo.
Ogni
uomo è creato da Dio ed a Lui appartiene, quindi ogni uomo è chiamato a vivere
per Dio e in Dio, lavorando ed operando con amore nell'esercizio della carità
verso il suo prossimo.
L'Amore
di Dio si manifesta nell'uomo attraverso la gratuità, la generosità, la
solidarietà, la tolleranza e la benevolenza verso ogni essere vivente.
L'uomo
che appartiene a Dio compie volentieri la Volontà di Dio perché DIO è AMORE e
MISERICORDIA sempre.
Diamo
Gloria a Dio che è l'Onnipotente, l'Eterno, il Santo dei Santi, l'Altissimo.
Beato
l'uomo che a Lui si affida ed in Lui confida.
8°
- Disponibilità ad essere di Dio
Gesù
poi a tutti diceva: "Se qualcuno vuol venire dietro di Me, rinneghi se
stesso, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua" (Lc. 9,23).
L'uomo
si allontana dall'Amore di Dio quando non rinnega se stesso, cioè lascia che
predomini in lui il proprio "io". Se questa tendenza non viene
combattuta con la preghiera, la mortificazione e la buona volontà, essa tende
a dilatarsi corrompendo il cuore dell'uomo che diventa superbo, altero, violento
ed egoista.
Da
ciò hanno origine i sentimenti di rancore, di odio, di vendetta che
collettivamente sfociano poi nelle guerre di potere, in soprusi sfrenati non
più controllabili.
L'uomo
è creatura voluta e creata da Dio a sua Immagine e Somiglianza, plasmata e
formata dal suo Amore nel corso della sua vita sulla terra.
Dio,
nella sua Onnipotenza d'Amore, ha creato l'uomo per renderlo partecipe della sua
Vita Divina, per mezzo dello Spirito Santo che effonde nell'uomo l'Amore Divino.
Ma,
fin dal principio, cosa ha compreso l'uomo di tutto questo? Nulla ha compreso
perché ha rifiutato la Vita Eterna in Dio commettendo il peccato originale
che lo ha separato da Dio rendendolo schiavo di Satana.
Dio
Padre, mandando il suo Unigenito Figlio sulla terra per redimere l'umanità,
ha ridonato all'uomo la possibilità di salvarsi. L'uomo, purtroppo, ancora si
allontana da Dio con il peccato.
L'uomo
lontano da Dio non può amare, non può salvarsi perché in sè sviluppa il male
che è causa di perdizione.
Solo
l'Amore di Dio, che si manifesta nell'amore verso il prossimo, può ricondurre
ogni uomo alla Casa del Padre e ridonargli quella Somiglianza Divina che il male
gli ha fatto perdere.
Quando
siamo raggiunti dalla Potenza della Grazia Divina, Dio coabita in noi e possiamo
sperimentare ciò che Lui vuole donarci giorno per giorno.
Dio
ci ama infinitamente, ma ci chiede fedeltà, ubbidienza, rispondenza alla
Grazia che ci elargisce per poter dirigere il nostro cuore verso l'Eternità
Beata.
L'uomo
è di Dio, a Lui appartiene.
9°
- Riscoprire in noi l'Amore di Dio
L'Amore,
solo l'Amore convince l'uomo a cambiare, a rinnovare il suo cuore. Come può
l'uomo rinnovarsi se non si risveglia quel germe d'amore posto nel suo cuore
da Dio? Come può l'uomo acconsentire al Progetto di Dio su di lui se non ne
prende coscienza?
Quel
germe assopito nel profondo del suo cuore, l'uomo lo deve risvegliare, lo deve
far fruttificare.
E'
l'Amore sublime di Dio che vuol agire in lui ed espandersi, al di fuori di lui
verso gli altri uomini, richiamandoli con la testimonianza, perché si
realizzi in ogni creatura umana il Progetto Divino. Questo progetto è la
salvezza eterna dell'uomo peccatore che deve rientrare nella Casa del Padre
lasciando che agisca in lui la Potenza Divina del suo Amore.
Le
strade di Dio sono infinite ed infinita è anche la sua Misericordia verso ogni
uomo che sa accoglierla con spirito umile e sottomesso. L'uomo è chiamato da
Dio a percorrere la sua vita, giorno per giorno, con la sua mano nella Mano di
Dio.
Da
solo l'uomo nulla può compiere, ma con Dio tutto può perché tutto quello di
cui abbisogna Dio glielo dona e nulla gli fa mancare. Ogni uomo è chiamato a
lavorare nella vigna del Signore. Molto vi è da fare, da operare... e con
fatica. Si deve arare e seminare per poter raccogliere.
Ma
è lo Spirito di Dio che dirige ogni cosa, che plasma ogni cuore che si apre a
Lui e, sapientemente, lo attira verso la salvezza. Occorre lasciarsi guidare dal
Signore in totale ed umile abbandono. "Padre nostro... venga il tuo Regno,
sia fatta la tua Volontà...". E' la preghiera completa e perfetta che deve
sgorgare da ogni cuore e tradursi in azioni concrete e conformi al Volere
Santo del Signore.
La
vigna allora darà molto frutto; grandi e succosi saranno i suoi grappoli che
daranno vino buono ed abbondante per tutti. Sarà il frutto della fatica, del
sacrificio, dell'amore degli uomini sublimato dall'Amore di Dio.
Pane
e vino rappresentano l'offerta universale che il Sacerdote fa sull'Altare a
Dio quando celebra la S. Messa e che nella transustanziazione, operata dallo
Spirito Santo, si fa Corpo e Sangue del Signore, Nutrimento Spirituale per la
salvezza eterna delle nostre anime.
10°
- L'uomo e l'amore
Solo
l'amore vero dovrebbe guidare il nostro cuore, liberandolo da ogni insana
passione.
L'uomo
ha bisogno di amore, non può farne a meno.
L'amore
resiste ai superbi e vince ogni battaglia, portando gioia e pace.
Come
l'acqua disseta e il pane sfama, così l'amore è indispensabile per nutrire il
nostro cuore. Altrimenti diventiamo infelici, tristi e la nostra vita spirituale
non fiorisce in noi.
L'uomo
senza amore muore dentro e percorre le vie del dolore cupo, senza scampo, senza
speranza, senza luce, che lo fa disperare. L'uomo si rende schiavo del dolore
quando nel suo cuore non fa spazio all'amore umano e all'Amore Divino. La
sofferenza diventa fatica insopportabile che lo spinge verso risoluzioni
estreme.
Ogni
uomo è chiamato dal Signore a vivere l'amore vero ed a dispensarlo nella
gratuità, nella gioia e in tutta la sua bellezza. L'uomo è chiamato a
fecondare l'anima, a farla vivere nell'amore verso Dio e verso i fratelli.
Dio
non ha creato il dolore, che è conseguenza del peccato, ma il dolore
sopravviene nella vita e va vissuto con amore in modo tale da portare l'uomo a
conoscere la sola via da percorrere per abbracciare il dolore nell'amore.
I
sentimenti di egoismo non sono altro che chiusura all'amore. Come possiamo
evitare di vivere in modo così sterile il dolore se non nel ricercare e nel
praticare l'amore vero?
Quanto
dolore provoca l'uomo! Guerre, violenze, odii, divisioni sono il segno del
"non amore", ma del dolore provocato dalla disperazione, dal male
che vi è nel cuore dell'uomo. Questo tipo di dolore va sconfitto e superato
solo con l'amore che deve trovare spazio ed alimento nel cuore dell'uomo.
Ogni
sofferenza va vissuta ed offerta a Dio per essere così sublimata e diventare
un valore, un grande valore.
L'uomo
oggi più che mai ha bisogno d'amore; deve viverlo, sperimentarlo, gustarlo in
tutta la sua bellezza, ampiezza e profondità. Ma necessita umiltà, grande
umiltà per rendersi conto che siamo creature fatte per amare e non per odiare.
L'uomo,
nella sua capacità di amare, rende vivibile e serena la sua vita su questa
terra e col suo esempio può aiutare il fratello a fare altrettanto.
Dio
ha posto l'uomo sulla terra quale pellegrino di passaggio, per renderGli
testimonianza, testimonianza dell'Amore di Dio, che è Vero Amore, Puro Amore,
Incommensurabile Amore.
11
° - I frutti dell'amore
La
capacità di amare è insita in ogni cuore; l'uomo deve solo riscoprire
l'amore che è in lui per poterlo donare.
Il
dono più grande che Gesù ci ha fatto è il suo Amore.
Gesù,
dopo la Resurrezione, è trasfigurato, raggiante di Luce ed appare agli
Apostoli nel Cenacolo pronunciando queste Parole: “Pace a voi”.
I
frutti dell'amore sono la pace, la concordia, la serenità interiore. Non vi è
dubbio nel cuore che porta amore e non vi è timore nel volerlo donare.
L'uomo
è egocentrico per natura e sa amare solo per se stesso; ma se con buona volontà
apre il suo cuore a Dio, la sua capacità di amare aumenta e si perfeziona,
realizzandosi sempre più nella gratuità e nel sapersi veramente donare.
L'amore
è anzitutto dono di Dio, è sorgente di pace e di gioia. Nulla Dio fa mancare
all'uomo perché con la sua Grazia, con questa linfa vitale, lo sorregge, lo
alimenta e rigenera in lui energie nuove, insospettate e sorprendenti.
Tale
è l'azione positiva dell'amore che rinnova l'uomo e gli fa comprendere quanto
sia grande il dono che ha ricevuto. Si tratta di una forza rigeneratrice che
abbellisce e personalizza l'uomo nell'essere fiducioso ed ottimista.
Allora
l'amore produce benessere, sia fisico che spirituale.
Molti
mali fisici e psichici diventano cronici per mancanza di vero amore, perché
l'uomo spesso allontana, emargina e alla fine abbandona il suo simile che
perde fiducia e si sconforta.
Noi
constatiamo che l'uomo manca d'amore quando nel mondo vi è molto dolore.
Questo
dolore non può convivere con l'amore se l'amore stesso non lo assimila
sublimandolo nell'Amore di Dio.
12°
- La logica dell'amore
Solo
l'amore salva e redime l'uomo. L'amore è fonte di luce, di gioia e di pace.
Oggi
l'uomo non vive nella pace perché nel suo cuore l'amore è sopito, se non
addirittura negato, avendo lasciato prevalere l'amore di sé, cioé l'egoismo.
L'uomo
deve prima di tutto riconoscere in sé questa tendenza, combatterla
individuando i motivi che non gli permettono di dilatare il suo cuore nell'amore
a Dio ed ai fratelli.
Per
liberarsi dall'egoismo non c'è che la preghiera che invoca l'aiuto di Dio, la
mortificazione e la buona volontà di cambiare, di rinnovare il proprio cuore.
Lo
spazio interiore deve essere riservato a Dio. Interiorità e Spiritualità si
sviluppano sotto l'Azione dello Spirito Santo che crea energie nuove o dà
vigore a quelle latenti.
Occorre
anche imparare a rallentare la corsa verso le cose materiali e solo terrene,
trovando così il tempo e la calma di fermarsi a riflettere sulla dimensione
spirituale della vita e sulla primaria importanza del proprio rapporto con
Dio, per percorrere un cammino sempre proteso verso la pace, la luce e la gioia.
La
chiusura del cuore è un male che fa soffrire, ci limita, ci impoverisce, ci
rende meschini e gretti nelle idee e nei comportamenti. E’ una forma di
schiavitù che ci aggredisce e ci imprigiona nel male e nel peccato.
Nel
nostro cammino spirituale, che non percorriamo da soli, ma con Dio al nostro
fianco, ci si deve a poco a poco liberare dall'egoismo. Non schiavi, ma liberi
dobbiamo essere, in Dio. Le schiavitù dell'uomo sono molteplici e dobbiamo
riconoscerle per evitarle: avarizia, ingordigia, rancori, invidie, gelosie.
La
necessità di ricondurre il nostro cuore verso la luce, la verità e la
giustizia si pone a noi come libera scelta. Allora agirà in noi la Forza del
Soprannaturale perché avremo fatto la scelta giusta e conforme alla Volontà
di Dio. Perseguire costantemente questo obiettivo porta verso la guarigione e la
liberazione interiore, per vivere finalmente nella Luce e nell'Amore di Dio
nostro Padre.
13°
- Gli effetti dell'amore
L'amore
prova e saggia il nostro cuore per portarlo sempre più verso una nuova e più
ricca dimensione spirituale, in modo da poter comprendere ciò che ancora non
si è compreso.
L'uomo
fa esperienza di Dio attraverso l'Amore al quale si deve abbandonare senza
resistenze, per lasciarsi trasformare e rinnovare, diventando una nuova
creatura.
Le
radici dell'amore affondano nel nostro cuore e la loro azione, seppur silenziosa
e nascosta, prende in noi forma viva e vitale che si evidenzia nel nostro
contatto con gli altri.
Ogni
azione, ogni gesto devono portare gioia, serenità e pace a chi ci è vicino ed
anche agli sconosciuti che incontriamo casualmente nel nostro cammino.
Il
dolore può essere causato dal peccato di "non amore"; infatti l'assenza
di amore provoca sofferenza e dolore perché l'uomo per vivere ha bisogno
d'amore in tutte le sue espressioni.
Chi
possiede l'amore può parteciparlo agli altri in tutti i modi; è una ricchezza
che si può moltiplicare e che si manifesta anche nello sguardo, nel sorriso,
nel tratto, nel comportamento e rende in qualche modo visibile l'invisibile
Immagine di Colui che ci ha creati a sua Immagine e Somiglianza. Ciò nella
misura in cui accogliamo da Dio il dono del suo Amore e lo facciamo fruttificare
in noi.
L'amore
ed il dolore sono due vie parallele che non si discostano l'una dall'altra.
Il
cammino per noi uomini in queste due dimensioni della vita è arduo e
faticoso, ma dobbiamo impegnarci a viverlo, a farlo conoscere, in modo
silenzioso, ma efficace, soprattutto con l'esempio.
L'amore
vero che viene da Dio penetra in noi ed è come un balsamo che guarisce e non
affligge, ma ristora, solleva e conforta.
14°
- Apertura del cuore all'amore
Ogni
cuore deve fare spazio all'amore. Se l'amore non c'è allora c'è sofferenza e
dolore perché i sentimenti di odio, di invidia, di gelosia hanno il sopravvento
e l'uomo non può agire secondo il Volere del Signore il Quale è Amore, solo
Amore.
Senza
l'amore non potremo avere la pace, la concordia, la fratellanza, ma nel mondo
ci saranno guerre, conflitti di ogni genere, violenze inaudite.
Quanto
Amore Gesù ci vuole donare! Ma se siamo ripiegati su noi stessi non possiamo
accoglierlo ed avere da Dio quelle grazie che ci portano a divenire veri figli
del Padre nostro Celeste che ad ogni costo ci vuole salvare.
Quando
il cuore umano si apre all'Amore di Dio, allora questo Amore diviene dono,
gioia, speranza perché solo l'amore sa sviluppare in noi sentimenti di pace,
di gioia, di carità fraterna.
L'amore
rasserena, infonde coraggio, fiducia, redime l'uomo rendendolo capace di
adeguarsi al Progetto di Dio che corrisponde alla sua perfetta felicità.
Siamo
tutti chiamati da Dio a praticare sempre il comandamento dell'amore:
"Amatevi gli uni gli altri come lo ho amato voi". L'imperativo di Dio
è: amatevi, sostenetevi, soccorretevi, aiutatevi! Ogni gesto sia accompagnato
dall'amore che ci è stato da Lui donato.
Il
Padre ha sacrificato il suo Divin Figlio per poter salvare tutti gli uomini, ma
chi non L'ha accolto, non Lo accoglie e non L'accoglierà avrà rifiutato
l'Amore Divino.
Dio
non si impone, ma ci lascia liberi di scegliere fra il bene e il male. L'uomo
spesse volte sceglie il male dal quale proviene il dolore per sé e per gli
altri.
L'uomo
è stato destinato al Regno di Dio per vivere la stessa Vita di Dio. Questa
unione fra Dio e l'uomo ci fa suoi figli per grazia, ci fa felici per sempre.
L'uomo
è chiamato da Dio per nome e, degnamente, Lo deve testimoniare, consapevole
che nel giorno in cui avrà termine la sua vita su questa terra, Dio Padre lo
giudicherà sull'amore.
Il
Padre Misericordioso parla al nostro cuore e ci dona la tenerezza del suo Amore.
15°
- L'Amore di Dio è insostituibile
Quando
l'Amore di Dio invade il cuore dell'uomo, lo guarisce, lo compenetra, lo
trasforma e lo modella come il vasaio modella il vaso che ha fra le mani.
L'Amore
di Dio appaga il cuore di chi lo cerca, di chi lo vuole. Ma non tutti gli uomini
lo accolgono, anzi molti lo respingono perché non vogliono convertirsi.
Dio
ha creato l'uomo libero e rispetta le sue scelte, non rinunciando tuttavia ad
operare nel suo cuore per mezzo dello Spirito Santo, perché la sua creatura
rinunci al peccato e ritorni a Lui.
La
Salvezza Eterna è già stata offerta all'uomo peccatore con la Redenzione
dell'umanità da parte del Figlio di Dio. Ma questa va accolta e perseguita ogni
giorno dall'uomo che deve sottoporsi alla Legge del Signore: i Dieci
Comandamenti.
Particolarmente
in questo tempo, gli uomini sembrano convinti di poter fare a meno di Dio ed
agiscono con superbia ed arroganza impadronendosi delle cose di Dio, della
vita e della morte, senza valutarne le terribili conseguenze. Essi vogliono
usare della scienza a loro piacimento, vogliono sostituirsi a Dio. La loro
temerarietà non ha confini!
Ma
è Dio che ci ha creati e noi a Lui apparteniamo. E' Dio che decide il nostro
nascere ed il nostro morire. Lui ci ha pensato, voluto e collocato come una
Sacra Immagine nella storia del creato.
L'uomo
ha bisogno più che mai di Dio e Dio lo avvicina a Sè attraverso il perdono,
la misericordia e la pace; gli ridona la Vita Soprannaturale e lo inserisce
nuovamente nel suo Progetto di Salvezza.
Lasciamoci
attrarre, possedere da Dio e serviamoLo fedelmente nel compiere bene il suo
Volere. Spendiamo bene il tempo che ci viene donato per Lui, non impieghiamolo
nelle molte futilità di questa nostra vita terrena!
Amiamoci
come Lui ci ha amato, aiutiamoci reciprocamente, testimoniando così la nostra
appartenenza a Dio che è Amore, solo Amore.
16°
- La necessità di possedere l'Amore di Dio
L'Amore
di Dio è presente in ognuno di noi; sta a noi scoprirlo, viverlo,
testimoniarlo. L'Amore di Dio si dona a noi particolarmente quando viviamo
secondo la sua Legge, i suoi Comandamenti.
L'uomo
ha bisogno dell'Amore di Dio, il suo cuore lo reclama, lo desidera, ma egli,
spesse volte, soffoca la voce del cuore e dell'anima e volge il suo sguardo
altrove. E' importante, è indispensabile conoscere l'Amore di Dio che è dentro
di noi. Dobbiamo attingere a questo suo Amore e farlo sapientemente fruttificare
per poterlo vivere, testimoniare e donare.
Ogni
uomo, ogni nostro fratello deve trovare l'Amore di Dio, ma ciò non è sempre
facile perché noi siamo spesso alla ricerca del piacere, delle cose terrene. Ci
affanniamo continuamente nel voler egoisticamente possedere.
Infine
nulla ci soddisfa più, ci stanchiamo di una vita senza scopo, il nostro cuore
si colma di amarezza e di solitudine, quando non si arriva alla disperazione.
Ma
dov'è l'amore se non ancora dentro l'uomo che deve saperlo riscoprire?
Vi
sono momenti tragici o dolorosi nella vita di ognuno, che sono come segni
visibili della Mano di Dio che ci vuole togliere da una situazione senza
speranza e darci la certezza che Lui veramente esiste e ci ama infinitamente.
Dio ci segue passo passo e non si stanca di continuare ad amarci anche quando
noi, suoi figli, ci allontaniamo sempre più da Lui.
Ma
l'uomo ha bisogno di Dio e Lo deve riscoprire dentro di sè e nel Progetto che
Dio ha su di lui. Un Progetto Divino, di bontà, di sollecitudine ed, infine,
di misericordia e di perdono. Il grande perdono di Dio verso il suo figliolo che
aveva abbandonato la Casa del Padre. Allora l'Amore Divino rinasce in lui e lo
rinnova inondando la sua anima di grazia, di luce, di gioia.
L'Amore
di Dio genera nell'uomo una nuova vita, una nuova forza. Quando l'uomo si fa
consapevole di appartenere a Lui, al suo Dio, l'Amore Divino che è in lui si
manifesterà, si sprigionerà, si riverbererà nel cuore del fratello
richiamandolo, ammaestrandolo, istruendolo.
Ecco
la vera testimonianza: dare all'altro ciò che si è ricevuto e riscoperto
come Buona Novella che viene dall'Alto.
Dio
ama, istruisce, ammaestra, ammonisce ogni suo figlio.
L'AMORE
DI DIO NON AVRA' MAI FINE!
17°
- L'Amore sconfigge il male
L'Amore,
solo l'Amore sconfigge il male.
Ma
che può fare l'uomo contro il dolore provocato dal male? Nulla se non
accoglierlo con amore!
Il
dolore provocato dal male può essere sublimato dall'amore che costituisce la
sola forza capace di vincerlo e di superarlo.
L'uomo
non è nato solo per lavorare, faticare e soffrire, ma è nato per amare;
l'amore è parte integrante della sua vita, della sua esistenza terrena.
Solo
l'amore può sconfiggere il male ed il dolore che dal male deriva, lenire le
sofferenze, sollevare da ogni afflizione.
Ma
che cos'è l'amore se non una forza interiore che viene da Dio perché si
armonizza con un Progetto non umano, ma Divino? L'amore ci abbellisce, ci
addolcisce, ci rende buoni, umili, generosi, comprensivi.
Bene
diceva Santa Teresa d'Avila: "Tutto passa, ma l'Amore non passerà
mai!"
L'uomo
ha bisogno di questo amore e la funzione dell'amore è vivificante come la
linfa che alimenta tutte le piante. L'uomo, senza l'amore che dà vita, è
spoglio, è nudo per se stesso e per gli altri. Quando Adamo ed Eva peccarono di
superbia verso Dio, peccando contro il suo Amore Infinito, subito si sentirono
nudi, spogliati, sporchi, si vergognarono l'uno dell'altro e davanti a Dio. E
Dio chiese ad Adamo: "Che hai fatto?".
Chiediamocelo
anche noi quando ci allontaniamo dall'Amore di Dio, abbandonandoLo e
calpestandoLo! Perché sarà terribile il giorno in cui chiederà anche a noi:
"Che hai fatto?".
Pensare
di poter vivere senza l'Amore di Dio è impossibile! Pensare di poterlo
trattenere come nostra proprietà è altrettanto impossibile!
Il
mare o l'oceano dell'Amore di Dio, nel quale Lui stesso ci immerge, ci
permette di donarlo a profusione, a piene mani, testimoniandolo con le buone
opere che siamo chiamati a compiere.
Quale
è stato il cammino dei Santi se non questo: testimoniare fedelmente l'Amore
di Dio donando se stessi, imitando Gesù Crocifisso.
L'Amore
di Dio è Sublime, è Santo, è Puro, è Infinito, è Eterno. L'Amore di Dio ci
porta a riscoprire le bellezze di una realtà meravigliosa verso la quale noi
siamo incamminati fin da quaggiù, in questo pellegrinaggio terreno che ha come
meta il Paradiso.
Fonte
d'Amore, Sorgente d'Amore è nostro Signore! A Lui volgiamo il nostro cuore, a
Lui protendiamo in preghiera le nostre mani e Lo supplichiamo con amore in un
inno incessante di ringraziamento e di lode, proclamando la sua Santità.
SANTO,
SANTO, SANTO SEI TU SIGNORE DIO DELL'UNIVERSO!
Allora
il nostro cuore trasale perché sente la Presenza del Signore; il Divino si
unisce alla nostra umanità; la sua Parola ci dichiara il suo Amore che
incessantemente arde.
18°
- L' uomo nell'Amore di Dio
Solo
l'amore vince il male ed il dolore che attanagliano il cuore dell'umanità in
una morsa crudele.
L'uomo
ha bisogno d'amore, deve sentirsi amato perché senza l'amore avvizzisce e
muore.
L'amore
è il suo alimento principale fin dalla nascita, anzi, fin dal concepimento
perché già da quel momento percepisce in modo misterioso l'amore della madre
che lo custodisce in sè, lo nutre e lo fa vivere.
L'amore
costituisce l'elemento primo capace di far sbocciare una nuova vita, una vita
pensata, voluta e già inserita nel Progetto di Dio.
Dio
si manifesta all'uomo richiamandolo ad essere se stesso nel vivere l'esperienza
del Divino.
L'uomo
non può misconoscere e rinnegare Dio che ha posto nel cuore umano il suo
sigillo d'Amore, la sua Immagine e Somiglianza, ma è chiamato a collaborare
al perfezionamento di questa Immagine nell'accettare di vivere secondo il
Progetto Divino.
L'uomo
è chiamato ad unirsi al suo Dio perché a Lui appartiene e Dio lo attira a Sè
perché dall'uomo vuole essere amato, servito e testimoniato. Il Progetto di Dio
per l'uomo si sviluppa, prende forma, si attua con la sua azione di forza
rigeneratrice, nella misura in cui l'uomo si abbandona a Dio in pienezza e
grazia.
La
grazia e la misericordia di Dio accompagnano l'uomo per tutta la sua vita e lo
rendono consapevole che Dio lo ama, lo segue e vuole per lui il Bene, solo il
Bene.
Si
dilatano allora la mente ed il cuore dell'uomo, tutto il suo essere diventa
ricettivo. L'uomo riscopre la Potenza dell'amore che Dio ha posto in lui, amore
che sa accogliere, perdonare, accettare l'altro così come è. Allora l'amore
umano sublimato dall'Amore di Dio si manifesta nell'uomo in ogni suo atto che
diventa dono sacro, dono gratuito e generoso.
L'uomo
ha bisogno di ritrovare se stesso in Dio, superando lo scoglio del proprio
egoismo, del proprio "io". Allora è afferrato nuovamente dalle Mani
di Dio, soprattutto quando è nel dolore e nel pericolo. Dio mai lo abbandona nè
mai lo abbandonerà.
L'uomo
è di Dio.
19°
- L'uomo, l'amore e Dio
L'aspirazione
di molti uomini di oggi è quella di avere, di possedere, di acquistare
prestigio e notorietà, senza darsi alcun pensiero della cosa più importante
della vita: imparare a vivere seriamente l'amore.
Il
cuore dell'uomo, fin dal suo concepimento, è fatto per amare e, sia pure
inconsciamente, vive e sperimenta questo amore ancor prima di nascere.
L'uomo
racchiude nel suo cuore questo tesoro prezioso, ma non sempre lo sa riscoprire e
valorizzare nella sua vita.
Spesse
volte si lascia tentare e sopraffare dal male, dall'egoismo, dal proprio
"io", sentimenti questi che soffocano ed umiliano ciò che dovrebbe
essere la sua parte migliore.
L'amore
è segno di forza e di potenza; che cosa vi è di più grande dell'amore? Eppure
da molti non viene vissuto, ma ignorato, perché i sentimenti negativi
prevalgono e tendono ad indirizzare in modo sbagliato la loro esistenza.
Non
è l'uomo che deve decidere di se stesso autonomamente, ma deve chiedere a Dio
di indirizzarlo sulle sue vie sante e sicure per ritrovarsi un giorno fra le
sue Braccia.
Purtroppo
succede che l'uomo, nella sua libera scelta, si lasci condurre dal male,
percorrendo vie di peccato che sono causa di dolore e di morte eterna.
L'uomo
è nato non per la morte, ma per la vita eterna ed il dono della vita si
identifica nel dono stesso dell'amore.
La
vita dunque è un dono d'amore; per questo va accolta e rispettata; essa è
sacra fin dal giorno del suo nascere. Ma l'uomo, nel suo estremo egoismo,
vuole sottrarre la vita, ucciderla, distruggerla... e questo lo porta a vivere
in una condizione di peccato, di gravissimo peccato.
Nell'uomo
peccatore non vi è più l'amore. E' un uomo che non comprende, che non vuole
comprendere che l'amore gli è stato dato da Dio insieme alla vita perché si
sviluppino armoniosamente portandolo al suo ultimo fine che è la gioia eterna
del Paradiso.
La
vita dell'uomo deve essere intrisa d'amore e questo l'uomo lo riscopre, se
vuole, man mano che si converte e ritorna a Dio, indirizzandosi verso la Luce
e non vivendo più nelle tenebre.
Allora
l'amore trasforma il cuore dell'uomo, sia nei suoi rapporti con Dio, sia nei
suoi rapporti con gli altri uomini che gli diventano fratelli entrando a far
parte della sua vita e quindi ad essere oggetto del suo amore.
E'
così che l'amore vince.
20°
- L'importanza dell'amore
Ogni
cuore ha bisogno d'amore perché è l'amore che salva, che redime, che conduce
tutti alla Casa del Padre.
Il
Padre, nel suo Infinito Amore, ci ha donato il suo Figlio Unigenito che è
venuto sulla terra per riscattarci dal peccato soffrendo e morendo per noi
sulla Croce.
Nessun
cuore umano può donare quanto ci ha donato l'Eterno Padre! Frutto di grazia e
di benedizione è la sua Bontà e la sua Infinita Misericordia.
Ogni
cuore che si lascia avvolgere dalla sua Misericordia sarà salvo!
L'uomo
non usa misericordia se ancora non ha sperimentato la Misericordia del Padre,
ma ogni uomo nasconde in se stesso la capacità di misericordia, quale dono del
Padre.
Spesso
questo dono rimane inerte, non si manifesta perché l'uomo è troppo impegnato
ed assorbito dalle cose del mondo che appartengono alla terra e non cede
all'impulso spirituale di riscoprire e valorizzare il dono della misericordia,
come vorrebbe il Padre.
L'uomo
è chiamato per vocazione ad amare; deve saper donare, deve sottoporsi anche con
sforzo e sacrificio al Volere del Padre.
Il
bene comune deriva proprio da questo orientamento che dovrebbe essere
universale.
L'uomo
buono non viene né mai verrà dimenticato da Dio, ma l'uomo cattivo, colmo di
vizi, di violenza e di passioni non può essere guardato con compiacenza da
Dio.
Per
questo Dio soffre, perché il suo Amore non è ricambiato, ma disprezzato.
L'uomo,
nella sua cattiva volontà e caparbietà, non vuole lasciarsi amare da Dio ed
a Lui sottomettersi. Il peccato mortale annulla il rapporto privilegiato tra
Dio e l'uomo che non ama.
L'ubbidienza
alla Legge di Dio, ai suoi Dieci Comandamenti, è molto importante per l'uomo
che si lascia da Lui condurre ed illuminare.
Passa
la scena di questo mondo, passano le cose del creato, passa anche l'uomo nella
sua vita sulla terra, ma l'Amore di Dio per sempre rimane.
E'
nel nostro cuore che dobbiamo viverlo e saperlo accogliere. L'uomo non può fare
a meno di Dio, della sua Presenza, della sua Vita che è in noi, che è stata
a noi donata, offerta e sacrificata sulla Croce.
L'uomo
ora non può dimenticarsi di Dio.
21°
- Il cammino dell'amore
Dio
da noi vuole il Bene, solo il Bene. Non lasciamoci affliggere dai mali interiori
che non ci portano la Pace e non ce la fanno conoscere.
Dio
si manifesta a noi con il suo Amore; ci nutre, ci risana, ci plasma e ci
converte.
Per
il cambiamento interiore necessita all'uomo un cammino di Pace e d'Amore nel
quale è Dio stesso che guida.
L'uomo
si deve sottomettere al Volere di Dio che è l'Onnipotente, l'Eterno ed il
Sapiente.
Dio
ci ammaestra, ma soprattutto ci educa a compiere fin da quaggiù il cammino che
ci porta alla salvezza eterna.
E'
il cammino dell'Amore, della Luce e della Pace; ogni uomo lo deve percorrere ed
attuare nella vita di ogni giorno, come impegno primario della sua esistenza.
Ma
purtroppo non è così.
L'uomo,
nella sua insipienza, volge lo sguardo verso le sue passioni dominanti, non
vuole cambiare strada, ma continua a peccare, a vivere come se Dio non
esistesse.
Tutto
è amore quando l'uomo si lascia coinvolgere nel Progetto sapiente del Padre,
ma tutto diventa dolore quando l'uomo rifugge, si allontana dall'Amore del
Padre.
In
questo caso amore e dolore non possono incontrarsi, non si possono unire in un
cammino comune.
Anzi,
l'uomo rischia di vivere solo nel suo dolore, arrivando a fare l'esperienza
della disperazione.
La
disperazione può sfociare in un atto estremo di rifiuto della vita e della
fede, travolgendo ogni sentimento d'amore perché l'uomo non è più sorretto
dalla speranza.
Non
vi è potere più grande del male se non quello di soggiogare, di rendere
schiavo l'uomo nel sedurlo a compiere ciò che è male.
22°
- Il cammino di conversione
L'uomo
non sempre convive a lungo con il dolore provocato dal peccato, ma, illuminato
da Dio, ad un certo punto vuole ritornare alla vita di grazia e collaborare
con il Bene.
La
conversione comporta un'inversione di rotta accompagnata da paure, ansie, timori
ed anche da continui ripensamenti.
La
grazia inizia ad agire anche per mezzo di fattori esterni e stimola l'uomo a
compiere un atto decisivo per togliersi dalla via del peccato. Dio gli è molto
vicino in questo cammino; lo aiuta, lo conforti e lo segue passo passo.
Dio,
nella sua Infinita Misericordia, fa capire all'uomo che cos'è il peccato e lo
attira a Sè con un forte richiamo. E' il richiamo di Dio che gli è Padre e che
ad ogni costo lo vuole convertire e salvare.
La
Voce di Dio penetra in profondità nel nostro cuore e ci aiuta a comprendere che
il Bene è Amore ed il male è dolore.
L'amore
e il dolore sono strade parallele, ma non sempre il dolore può convivere con
l'amore, soprattutto quando è provocato dal peccato.
L'amore
e il dolore sono compartecipi del Piano di Dio, ma il dolore deve essere segno
visibile di purificazione per sè e per gli altri. Comprendiamo allora che il
dolore non è fine a se stesso, ma, se vissuto attraverso la Croce del
Signore, ci porta alla Redenzione. Questo è il dolore accettato, voluto,
accolto dai Santi e dai Martiri. Gli umili ed i miti si sottomettono volentieri
all'azione salvifica del dolore sublimato dall'amore, voluta dallo Spirito Santo
che con la sua Luce inebria e dona nuova grazia e santità al nostro cuore.
Come
può l'uomo di Dio rifiutare il dolore? Non può perché il dolore diviene per
lui mistero insondabile d'amore che lo porta velocemente verso il Signore.
Comprendere
il dolore non è possibile se non nell'abbandono totale e definitivo all'Amore
di Dio.
Solo
l'amore unito al dolore sono una prova certa della Presenza del Signore in noi.
Noi
coabitiamo con l'amore e l'amore è anche nel dolore, insieme ci uniscono
spiritualmente e misticamente al Salvatore, facendoci fare intima e misteriosa
comunione con Lui.
23°
- La sapienza dell'Amore
L'Amore
Divino si comunica ad ogni cuore desideroso di possederlo. Nulla il Padre fa
mancare ad ogni suo figlio e, poiché lo ama teneramente, lo segue, lo
consiglia, lo prova nella purificazione... con Amore, con tanto Amore!
L'uomo
che ama Dio, anche quando è nel dolore, nella malattia e nella purificazione,
accoglie in sè la Volontà del Padre ed a questa Volontà si abbandona
fiduciosamente.
Allora
lo Spirito del Padre lo risana, lo trasforma e l'uomo, attraverso il
sacrificio e l'offerta sublimata di se stesso, diviene intimo amico di Dio.
E'
Dio che chiama l'uomo a questa intimità con Lui e l'uomo ne fa esperienza nel
suo cuore attraverso la preghiera e la lode.
L'uomo
in intimità con Dio, Lo chiama, Lo invoca come Padre: "Padre nostro che
sei nei Cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno..." Regno
d'Amore, di Luce, di Pace che è capace di sublimare l'amore dell'uomo nella
fecondità operosa dello Spirito Santo.
L'amore
è la forza vitale che ogni uomo deve saper donare attraverso un gesto, un
pensiero, uno sguardo attento e premuroso, un sorriso.
Anche
nella sua gestualità l'uomo esprime il suo pensiero, il suo sentimento e lo fa
vivere nell'altro portando serenità, pace e gioia. E' l'amore condiviso che
arricchisce un rapporto di solidarietà e di aiuto reciproco.
L'uomo
deve agire sempre verso il suo prossimo manifestando l'amore che ha ricevuto
da Dio stesso: "Amatevi gli uni gli altri come lo ho amato voi".
L'esperienza
dell'amore ricevuto e donato, vissuto nella realtà di ogni giorno, è
sapienza di vita sulla terra e gioia eterna in Paradiso.
24°
- Disponibilità verso l'Amore del Padre
L'amore
deve saper vincere ogni tentazione perché l'uomo deve capire che appartiene a
Dio e deve lottare contro il male, contro il peccato che è causa di tanto
dolore.
Prima
di commettere il peccato, l'uomo è tentato dal demonio. Egli deve allontanarsi
dalla tentazione, deve evitarla e questo è possibile se ogni giorno della sua
vita si accosta all'Amore di Dio che gli è Padre.
Il
Padre che è nei Cieli ha mandato nel mondo il suo Figlio Unigenito, a
soffrire ed a morire per sottrarci al male, al peccato.
L'uomo
deve evitare di peccare per essere totalmente di Dio, accogliendo il suo Amore
che libera e santifica.
Quante
volte ci chiama il Padre! Molte volte si rivolge a noi chiamandoci per nome.
E
noi ascoltiamo la sua voce? Sappiamo che non possiamo percepirla se non
vogliamo allontanarci dalla tentazione e dal peccato? Allora l'uomo vive nel
dolore, nella sofferenza e non si accorge che va verso la perdizione.
Il
Padre lo vorrebbe ad ogni costo salvare, redimere, convertire, assolvere,
benedire perché nulla a Lui è impossibile se l'uomo non Gli resiste
liberamente ed ostinatamente. In effetti interviene molte volte con la sua
misericordia, richiamandolo ed attirandolo a Sè, sempre però rispettando la
sua libertà.
L'uomo
è chiamato a vivere ciò che il Padre gli propone nel suo Progetto Universale
di Salvezza. Egli attende ogni suo figlio con pazienza instancabile.
25°
- La chiamata alla conversione
L'Amore
sublime di Dio bussa ad ogni cuore, ma non sempre l'uomo si accorge di questa
chiamata perché ancora non possiede il suo Amore, non lo cerca, ma si lascia
trascinare dalle cose del mondo.
Ma
l'uomo, quale figlio di Dio, ha bisogno del suo Amore e dopo il suo vagare ed il
suo disperdersi, ritornerebbe dal Padre del Quale sente l'attrazione.
Ciò
che lo spingerà a decidersi sarà l'esperienza del dolore che, prima o poi,
ogni uomo incontra sulla sua strada.
L'uomo
che si è allontanato da Dio, non si rivolge più al Padre, ma sa anche che il
Padre lo attende.
Ci
vorrà del tempo prima che la sua volontà lo spinga a cambiare strada per
ritrovare la pace e l'amore ed a ritornare, infine, verso la Luce che proviene
da Dio.
E'
il cammino iniziale della conversione.
Il
Padre non abbandona mai l'uomo, dal suo nascere al suo morire, perché è figlio
suo, confermato attraverso il battesimo.
L'
acqua benedetta versata sul capo lo laverà, lo salverà purificandolo dal
peccato originale e da ogni altro peccato personale se adulto.
Quale
grazia incommensurabile riceviamo da Dio con il Battesimo!
L'uomo
è di Dio è suo per sempre e si incammina così verso l'eternità.
L'uomo
deve compiere il Volere di Dio perché Gli appartiene ed è coinvolto nel suo
grandioso Progetto di Salvezza che abbraccia tutti gli uomini.
26°
- Alla ricerca dell'amore
L'Amore
del Padre è inalterabile, non subisce variazioni come le subisce l'amore
umano.
L'intensità
del suo Amore è così grande che non si può misurare, ma possiamo almeno un
poco sperimentarlo in Lui.
S.
Paolo parlava della bellezza, dell'ampiezza, dell'altezza e della profondità di
questo Amore. Come può l'uomo vivere senza l'Amore di Dio?
L'uomo
non solo lo deve vivere, ma lo deve continuamente ricercare, lo deve possedere
e, una volta avutolo, lo deve donare agli altri.
E'
troppo poco quello che noi facciamo per avere il suo Amore; spesse volte lo
dimentichiamo. Invece molto, molto dobbiamo lavorare ed operare per
corrispondere all'Amore del Padre.
Ciò
non è facile! Il nostro orgoglio, il nostro egoismo intralciano questa
ricerca e molti sono i nostri sbagli.
Ma
noi ad ogni costo dobbiamo possedere questo Amore e pienamente viverlo, così
da poter dire come l'Apostolo Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è
Cristo che vive in me".
Gli
sforzi per arrivare a tanto sono molto faticosi perché si tratta di rinunciare
con determinazione al peccato: lo dobbiamo sconfiggere.
Il
peccato è causa di dolore ed infine di morte eterna. L'uomo non deve morire
alla grazia, non deve rendere vano per sè il Sacrificio di Gesù sulla Croce,
ma, attraverso la conversione e la Grazia Santificante che gli viene donata,
deve rivivere e ritornare ad essere più che mai figlio del Padre che ci ama
con Amore Paterno e Materno.
Questo
sta ad indicarci quale Amore Sublime ha per noi il Padre!
Avanziamo
verso di Lui tenendoci per mano. Dobbiamo aiutarci e sostenerci in questo
nostro cammino, amandoci scambievolmente come Lui ci ha esortato a fare.
Gesù
ha vissuto come noi, sperimentando come noi la sofferenza, il dolore e la morte,
ottenendo per tutti noi la Salvezza Eterna.
Quindi
il dolore deve essere sublimato nell'amore che ci porta Luce, Pace e Gioia.
Questo il Padre vuole da tutti noi. Sofferenza, dolore ed amore convivono l'uno
con l'altro, ma è l'amore che vince perché è stato sublimato dalla Croce di
Gesù.
27°
- Dio e l'uomo
L'Amore
di Dio non deve essere confuso con l'amore degli uomini. Tutti sappiamo di
appartenere a Dio, ma a volte, liberamente e consapevolmente, da Lui ci
allontaniamo e viviamo nel peccato.
Come
può Dio stare accanto a noi se non Lo vogliamo? Eppure Egli continua ad amarci
e si dà pena per noi perché è un Padre premuroso e generoso che si prodiga
per i suoi figli fino a quando riesce a ricondurli nuovamente al suo Amore.
Ma
noi siamo coscienti di questo agire affettuoso del Padre nei nostri confronti?
Sappiamo comprendere la sua sollecitudine, la sua dedizione così
incondizionata?
No,
perché mentre Lui non ci dimentica mai, noi spesse volte Lo dimentichiamo.
Viviamo
momenti di appagamento umano, di spensieratezza incoerente e piena di vanità,
rinnegando la vera gioia che solo chi è con Lui può sperimentare e gustare.
L'Amore
di Dio è fedele e costante, non fa preferenze tra l'una e l'altra creatura
umana.
Quanto
ci ama Dio, quanto ci ama!
Eppure
noi molte volte Lo trascuriamo, non ci accorgiamo di questo Amore perché siamo
chiusi in noi stessi e ci affatichiamo per soddisfare i nostri desideri, i
nostri piaceri, aspirando ad avere prestigio e benessere.
Dio
allora non si compiace di noi, non vuole vederci nel male, Lui che ci ha creato
a sua Immagine. La sua Volontà ci spinge a cambiare, a purificare il nostro
cuore attraverso il Sacramento della Riconciliazione che ci ridona la Grazia
Santificante, vivificandoci e riconducendoci sulle vie di Dio.
Ogni
uomo è chiamato alla Casa del Padre, ma prima di raggiungerla deve percorrere
velocemente la via della santità, la via dell'Alleanza continua con Dio,
l'Unico, Vero, Sommo Bene.
Accostiamoci
ogni giorno a Dio vivendo la dimensione spirituale della vita. Allora anche il
nostro vivere quaggiù avrà uno scopo, un senso, un significato più che mai
esaltante perché attento a vivere in Dio che è l'Onnipotente e l'Altissimo,
ma, soprattutto, il Padre Buono, Generoso e Clemente che ci aspetta per
accoglierci nella sua Casa.
28°
- L'amore unisce e non divide
L'Amore
di Dio Padre avvolge tutte le anime, le unisce a Sè, formandole e
trasformandole alla scuola dell'amore e donando loro la Grazia Santificante.
Non
basta amare solo umanamente, non basta sperimentare l'amore; ognuno può farne
esperienza come vuole, secondo i suoi istinti e la sua indole.
Bisogna
invece partecipare all'Amore di Dio perché tutti siamo chiamati a donare, a
vivere, a soffrire e ad offrire per tutti.
L'uomo,
nel suo vuoto interiore, è desideroso solo di avere per sè, escludendo gli
altri che gli sono accanto, che gli sono fratelli.
Nel
suo egoismo non comprende l'Amore di Dio che si estende a tutti gli uomini e,
nel suo vivere quotidiano, non fa che accumulare per se stesso.
L'avidità
dell'avere, del possedere, il desiderio di impossessarsi di quanto non è suo,
ma è del fratello, alimenta in lui la convinzione di essere nel giusto perché
il mondo è dei furbi e degli scaltri. Ma l'avidità dell'uomo senza scrupoli
provoca solo dolore e ingiustizia.
La
baldanza dell'uomo insipiente ed egoista sembra alcune volte non costituire un
danno immediato per l'altro perché, il più delle volte, anche l'altro pensa
allo stesso modo e diviene competitivo con il suo simile: avere per avere, dare
per ricevere!
Così
l'uomo diventa povero, misero ed inetto davanti a Dio.
Nulla
può fare Dio quando gli uomini si comportano così, se non attendere quei
figli sviati con pazienza e bontà, fino a quando saranno capaci di percepire il
richiamo di Dio.
Dio
nel suo Amore nulla tralascia per attirare a Sè i figli sviati che sono sue
creature, pensate e volute a sua Immagine. Lui non tradisce nè tradirà mai
l'uomo che porta in sè le sembianze di Dio.
L'uomo
deve capire, deve comprendere e speditamente deve camminare verso la Luce di
Dio; interiormente deve convertirsi e lasciarsi condurre alla Casa del Padre.
L'amore
diventa possibile nella misura in cui l'uomo diviene umile e docile; solo così
potrà dimorare nell'amore, vivere per amore, donare con amore.
Nulla
vi è di più grande che donare anche la propria vita per il proprio fratello.
L'abisso
che ancora ci separa da Dio è questa mancanza d'amore e la ferma volontà di
una totale donazione.
29°
- Uniti a Dio nell'amore
"Io
ed il Padre siamo una cosa sola": così si esprimeva Gesù. L'Amore
unificante del Padre ci porta ad essere tutti uniti a Lui. Per questo non
possiamo rifiutarLo, ma dobbiamo continuamente ricercarLo anche fra le
difficoltà, i problemi e le sofferenze che fanno parte della nostra vita
quotidiana.
Amare,
donare e perseverare stanno alla base di una solida e coraggiosa vita
interiore.
Questi
tre fondamentali valori interagiscono fra di loro e sono l'espressione
dell'autentica carità che traspare in tutta la sua verità dalla vita di chi
sa attuarla, quale compendio d'amore, di vero amore.
Come
esercitiamo noi la carità?
Molte
volte la deformiamo adattandola ai nostri sentimenti, alle nostre preferenze
per l'uno o per l'altro, oppure mettendo in evidenza noi stessi e non dando un
aiuto sincero e rispettoso, privo di ostentazione.
Necessita
autentica carità, nella misura e nel modo in cui ognuno è chiamato ad
esercitarla, cioé secondo la propria vocazione.
La
carità richiede sempre umiltà e discrezione, sollecitudine e comprensione
dei veri bisogni dell'altro.
Allora
potremo veramente attuare i due Comandamenti della Carità che abbiamo imparato
fin da piccoli: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con
tutta la tua anima, con tutte le tue forze. Amerai il prossimo tuo come te
stesso."
Si
tratta di vivere l'Amore di Dio per poterlo donare al prossimo.
Praticare
bene la carità ci distoglie dal peccato, dalle vie del dolore e della
disperazione. Verranno anche i momenti del dolore, ma saranno superati con
l'amore.
Così
la vita dell'uomo sarà proiettata verso la Pace, la Luce e la Gioia vera.
Benediciamo
e lodiamo ora e sempre il Signore, riconduciamoci a Lui, come canta il salmista
nel Salmo 92: "E' bello dar lode al Signore e cantare al tuo Nome, o
Altissimo, annunziare al mattino il tuo Amore, la tua fedeltà lungo la
notte..."
30°
- La perfezione dell'amore
Chi
ci potrà distaccare dall'Amore del Padre? La fame, la malattia, l'indigenza, la
guerra?
Nessuno
ci potrà allontanare dal suo Amore.
Noi
abbiamo valore davanti al Padre perchè siamo stati fatti a sua Immagine e
Somiglianza. Non solo per questo, ma tutto diventa puro, santo e vero nella
misura in cui noi viviamo e partecipiamo al suo Amore, donandolo.
Non
è forse vero che ogni uomo è un chiamato, un predestinato? Certo che è vero
perchè Dio ci ha fatti per essere conformi a Lui e nulla ha tralasciato affinchè
noi diventassimo perfetti in Lui.
Questa
perfezione non ci viene data così a buon mercato, ma dobbiamo conquistarla
nel compiere un cammino che può essere quello del buon cristiano. Tuttavia non
dobbiamo fermarci, ma andare oltre per scoprire in profondità l'Amore di Dio.
Alle
volte viviamo nella superficialità, ci accontentiamo di quel poco che facciamo
e non ci accorgiamo che siamo fermi, che non progrediamo perchè non vogliamo
impegnarci più di quel tanto. Coltiviamo quel piccolo nostro orticello senza
sconfinare, senza andare oltre per vivere pienamente, anche su questa terra,
l'Amore di Dio.
Dio
si dona totalmente, ma è anche esigente con noi, vuole sempre qualcosa di più.
Nel cammino che dobbiamo percorrere questo "di più" deve essere
attinto alla Fonte dell'Amore che è il suo Sacro Cuore: "Venite a Me voi
tutti che siete affaticati e oppressi ed lo vi ristorerò". È questo il
ristoro che l'anima incamminata verso il suo Dio deve cercare e trovare.
Possiamo
immaginare di poter vivere in un deserto senza avere acqua? No, non è
possibile! Arderemmo dalla sete, invocheremmo per pietà un poco di acqua dal
cielo.
Così
deve essere la nostra anima, nella continua sete di Dio. Arsa da questa sete,
l'anima Lo cerca, Lo vuole, Lo raggiunge dopo un cammino faticoso. Allora si
ristora, beve, beve a sazietà. Con quell'Acqua non avrà più sete, prenderà
vigore, colore, profumo; ritornerà a vivere!
L'uomo
ha bisogno di quest'Acqua, come ne aveva bisogno la samaritana che al pozzo
aveva incontrato Gesù, la Vera Acqua, la Vera Fonte della Grazia.
Per
capire questo Mistero d'Amore è necessario vivere in Lui ogni giorno,
cercarLo ed amarLo, ma nel contempo lasciarsi trovare da Lui perchè anche Gesù
ci cerca continuamente, vuole attirarci a Sè.
Beato
l'uomo che a Lui si affida ed in Lui confida.
Beato
l'uomo che si lascia immergere nella Sapienza Divina.
Gesù
è Fonte d'Amore, di Speranza, di Luce. Gesù è il Buon Pastore. Lasciamoci da
Lui trovare; non rinneghiamo il suo Amore di Padre.
31
° - La purezza dell'Amore di Dio
L'amore
di Dio Padre avvolge le anime, le compenetra, le porta vicino al suo Sacro
Cuore.
È
l'Amore ardente del Padre che ogni giorno ci nutre e ci fa scoprire e conoscere
le sue Meraviglie.
Quanti
di noi possono dire di conoscere il Padre, di farne viva esperienza? Come per
noi questo può essere possibile?
Lasciamoci
coinvolgere dal suo Infinito Amore rispettando innanzi tutto la sua Legge e
mettendo in pratica la sua Parola.
Non
vi è catechismo più pratico e spicciolo per noi se non l'ubbidienza di figli
dovuta al Padre, al Padre che ci traccia la strada con i suoi Dieci Comandamenti
che ci portano alla Pace, alla Gioia e all'Amore. In questo modo noi vivremo con
Lui e per Lui che risana il nostro cuore dal peccato che è causa di dolore.
Fin
dalla disubbidienza dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, che ha trascinato
tutta l'umanità nel peccato originale, l'uomo non ha mai smesso di disubbidire
a Dio.
Ma
l'uomo deve sconfiggere in sè questo peccato, che è una somma di peccati,
con la consapevolezza che egli è del Signore e che a Lui appartiene. Certo,
costa fatica, ci vuole coraggio e decisione, ma nulla il Signore lascia di
intentato per noi pur di salvarci: il suo richiamo ci fa forti, ci rincuora e ci
sprona a vivere ogni giorno il suo Amore.
Gesù
non abbandona mai l'uomo, come alcuni sostengono, sopratutto quando è nel
dolore. Gesù non lo abbandona, ma lo salva.
Con
la sua ubbidienza al Padre, con la sua morte in Croce per ognuno di noi, ha
preso su di Sè i nostri dolori, i nostri peccati, pagando Lui il nostro debito
per trasformare la nostra condanna in salvezza, in gioia, in grazia, in perdono,
in Vita Eterna.
Questo
perdono sublime di un Dio che ci ha amato, ci ama e ci amerà sempre, che ci
fortifica, che ci toglie il dolore del peccato che porta alla morte! Solo il
peccato non rimesso ci porta alla morte, morte non di resurrezione, ma morte
eterna che rende vano per noi il Sacrificio di Gesù sulla Croce.
32°
- L'Amore è dono
L'Amore,
solo l'Amore salva e redime! Parole sante, parole vere, parole autentiche che
provengono dalla nostra fede.
Ma
cos'è l'amore? Un sentimento? Un'emozione?
L'
amore è partecipazione, è condivisione che si fa testimonianza dell'Unico
Vero Amore che è l'Amore di Dio.
L'amore
comporta in noi l'agire nel bene, solo nel bene, come un cuore buono sempre
suggerisce.
L'amore
vissuto solo per sè come sentimento non ha valore, non ha sostanza. Ma l'amore
come partecipazione e condivisione dell'Amore di Dio è l'amore sublimato.
L'amore
è vero, è autentico nella misura in cui lo sperimentiamo, lo doniamo
coinvolgendo il nostro simile, il nostro fratello.
L'amore
ci è stato donato insieme alla vita. Senza l'amore l'uomo non può vivere, non
può svilupparsi integralmente come persona.
Purtroppo
l'esperienza del dolore qualche volta tenta di cancellare in noi questo dono del
Signore ci inasprisce e ci fa volgere verso il male ed il peccato.
Il
dolore, così vissuto, distrugge in parte l'amore, ma non lo può sradicare
definitivamente dal nostro cuore.
Dio
lascia libero l'uomo di scegliere la sua via, ma continua a amarlo, a
seguirlo, ad attirarlo a sè. Così l'uomo toccato dalla grazia può ravvedersi
e ritornare a ricercare il suo Dio che sempre lo attende, lo aiuta lo conforta e
ancora una volta lo redime.
L'
amore vince sempre.
33°
- L'azione dell'Amore
L'amore
salva, redime e ci sostiene nel cammino verso il Padre.
L'amore
è gioia, è unità dei cuori, è cambiamento profondo della nostra vita.
Come
può l'uomo redimersi se non possiede l'amore? Come può l'uomo senza amore
conoscere il Padre?
Niente
si può realizzare se l'uomo non conosce l'Amore Santo del Padre.
Vivere
l'amore vuol dire esprimerlo in ogni forma, in ogni azione, in ogni occasione.
L'amore
sa portare pace; è la bellezza vera, pura del cuore.
L'amore
converte le anime ed è con l'Amore che Gesù le attira a sè.
L'amore,
solo l'amore non offende, non si chiude in se stesso, ma si apre benevolmente
agli altri spargendo intorno a sè un seme buono.
L'albero
dell'amore cresce rigoglioso, non si secca mai, produce molto frutto.
L'uomo
potrebbe essere paragonato a questo albero, dovrebbe esserlo per poter vivere
con gioia intensa la sua vita che si fa Vera Vita in Dio ed esaltante proposta
per i fratelli.
È
L'albero della Vita che succhia linfa dal Cuore di Dio, che di Lui si alimenta
diventando così più forte, più vigoroso, più umile e perseverante.
L'uomo
di buona volontà non perisce mai, ma è nell'abbondanza della Grazia di Dio,
compie il suo Volere e Dio continuamente lo irrora con il suo Amore.
Solo
Dio è il Vero, Puro Amore e solo Lui può trasformare il cuore dell'uomo.
L'uomo
invecchia, ma Dio no perchè è Eterno.
L'uomo
è soggetto alla caducità fino a che è su questa terra, ma a qualunque età
può essere trasformato da Dio in uomo nuovo, in creatura nuova perchè la sua
anima è immortale ed il suo corpo risorgerà.
34°
- L'uomo purificato dall'amore e dal dolore
L'amore
ed il dolore sono presenti nella vita di ogni uomo.
L'amore
vero supera il dolore quando soffriamo per essere purificati. L'uomo che accetta
il dolore con umiltà, trova la strada della conversione del cuore.
Il
dolore prodotto dal peccato, se non è accompagnato dal pentimento e dalla
conversione, porta invece alla sfiducia ed alla disperazione.
Con
il dolore accettato come purificazione, l'uomo rinnova il suo cuore con la
grazia che gli viene da Dio e, spontaneamente, ritorna al suo Signore che lo
perdona.
Come
l'uomo non può fare a meno dell'amore, così, essendo peccatore, deve
sperimentare il dolore che è purificazione.
Le
malattie, le sofferenze, le tribolazioni portano l'uomo a vivere una
dimensione più aperta verso Dio.
Ma
non sempre l'uomo accetta e sa sopportare con buona volontà il dolore, in
quanto non ha compreso che il dolore deriva dal peccato.
Ma,
come Dio ha mandato il suo Unigenito Figlio perchè con la sua Croce liberasse
l'umanità dal peccato, così ogni uomo dev'essere associato al dolore del
Crocifisso, imparando da Lui come si deve patire e morire.
L'uomo
peccatore - e tutti lo siamo - che soffre unito a Gesù Crocifisso, percorre
la stessa strada percorsa da Lui ed è associato dal Padre all'opera di
salvezza universale, la grande opera di ricupero dell'uomo peccatore per il
Regno di Dio.
35°
- Il progetto di Dio su ogni uomo
L'
amore del Padre ci coinvolge nel progetto che Dio ha su ognuno di noi e noi,
essendo sue creature, dobbiamo scoprire questo progetto e viverlo.
Non
può l'uomo vivere, pensare, lavorare come se fosse il padrone assoluto della
propria vita, chiuso nel proprio "io", nel proprio egoismo, come se
nulla esistesse al di fuori di lui.
L'anima,
lo spirito dell'uomo, tende al suo Dio sempre; è esaltante cercarLo e trovarLo
per vivere pienamente in Lui, secondo il suo Volere, il suo Amore e la sua
Infinita Misericordia.
Gesù
dice che come il Padre ama Lui, così Lui ama noi. E' l'amore che ci dà vita,
pace, gioia e consolazione.
Il
Padre nulla ci fa mancare, ci libera dal male, ci santifica attraverso il Figlio
suo Unigenito e lo Spirito Santo.
Dio
è Buono, vuole attirarci a Sè, ci vuole tutti con Lui in Paradiso, nella gioia
piena e perfetta.
Ma
quante volte noi lo deludiamo con i nostri atteggiamenti di distacco, di
freddezza, di indifferenza...
Quante
volte il Padre si manifesta a noi, ma noi non siamo attenti al suo dolce
richiamo, non ci accorgiamo delle sue premure e trascuriamo la sua attiva
Presenza in noi, per vivere superficialmente!
L'uomo
è stato creato da Dio al quale appartiene, è stato creato a sua Immagine, è
stato creato perchè glorificasse Dio con le sue opere e, infine, come dice il
catechismo, l'uomo è stato creato da Dio per conoscerLo, amarLo, servirLo in
questa vita e poi goderLo nell'altra in Paradiso.
La
SS. Trinità, per la Grazia Santificante che ci è stata elargita, è in noi,
vive in noi, coabita con noi, nel nostro spirito, perchè ci sia possibile
partecipare, mediante la fede, alla stessa Vita di Dio nel tempo e, in visione,
nell'eternità.
36°
- L'amore è la vocazione dell'uomo
Lo
Spirito di Dio è nel cuore di ogni uomo che Lo accoglie e gli dona pace,
gioia, perdono e misericordia.
L'uomo
non può compiere il bene senza avere Dio al suo fianco. Diversamente perde la
retta via ed entra nell'oscurità del male. L'uomo non può operare nel bene
senza Dio.
Non
può perchè Dio nella sua azione dona all'uomo la Grazia Santificante, oltre
ai doni particolari per compiere bene la sua missione sulla terra, che
corrisponde alla sua vocazione.
La
vocazione di ogni uomo, qualunque essa sia (sacerdotale, di speciale
consacrazione o coniugale) è una vocazione all'amore. L'uomo è comunque
chiamato all'amore.
L'amore
è segno di vita, è segno visibile del Padre che opera nel cuore dell'uomo.
L'amore,
quale compendio di vita eterna, si traduce in un rapporto continuo e intenso fra
il Padre e le sue creature fatte a sua Immagine.
Noi
tutti siamo stati chiamati ad essere figli di Dio attraverso l'Amore del suo
Unigenito Figlio che, per salvarci, si è fatto uomo tra gli uomini ed ha
sacrificato sulla Croce la sua Vita per noi.
La
salvezza degli uomini operata da Gesù Cristo in obbedienza al Volere del Padre,
ci fa consapevoli di essere stati pensati, voluti, creati e scelti da Lui per il
Progetto Divino di Redenzione dell'umanità.
L'uomo
si allontana dalla Vita Eterna ogni qualvolta rifiuta Dio ed il Suo Progetto
Salvifico.
L'uomo
appartiene a Dio ed in Lui deve vivere, sperare e confidare.
Dio
non ci abbandonerà mai.
37°
- Dio è sollecito nell'Amore
L'Amore
di Dio pervade il cuore dell'uomo, lo fa suo, lo conquista. Perchè mai l'uomo
molte volte tenta di sottrarsi all'Amore di Dio? Perchè Lo contrista nel
rifiutarsi di fare la sua Volontà?
L'uomo
è di Dio ed a Lui appartiene. Nulla egli può compiere di buono senza l'aiuto
di Dio.
Dio
ci segue passo passo, ci parla, ci illumina, ci sollecita togliendoci dal
nostro torpore e dal nostro quieto vivere.
Dio
agisce in noi, ci coinvolge nella sua azione di salvezza, ci prende per mano e
ci porta con Sè perchè vuole che non perdiamo tempo nell'attuare i suoi
Disegni Divini.
L'uomo
ha bisogno del suo Dio ed in Lui tutto deve riporre.
Ma
la malvagità dell'uomo nel suo vivere e convivere con il peccato, lo porta al
rifiuto di collaborare alla realizzazione del Piano Salvifico preparato da Dio.
Nella
sua prerogativa di uomo libero pensa di non aver bisogno di Dio, confida nelle
sue capacità e nel suo sapere.
Ma
Dio non si lascia sfidare dall'uomo e continua a richiamarlo ed arriva ad
interrompere, come e quando vuole, il suo cammino. Anche questo molte volte non
basta perchè l'uomo non si accorge dell'ammonimento che Dio gli rivolge.
Egli
continua ad aspirare a povere cose umane: alla ricchezza, al potere, al
prestigio.... e così l'uomo si perde non trova più la sua giusta dimensione e
si lascia attrarre dalla potente forza del male.
Dio
a ogni costo lo vuole convincere a cambiare strada, lo vuole fermare e
convertire. Quanto Gli preme aiutarlo, salvarlo, redimerlo!
L'Amore
di Dio si fa carico di questo uomo, lo assiste, lo cura come una madre cura il
suo bambino.
38°
- La sete di Dio da parte dell'uomo
L'Amore
di Dio vince e supera i limiti dell'uomo, ridonandogli la consapevolezza di
appartenere a Dio.
Dio
si china su di lui, lo riempie di grazie, lo fa oggetto della sua Bontà e della
sua Infinita misericordia.
A
Dio nulla è impossibile. Il suo Cuore arde d'Amore come un Fuoco; e come
vorrebbe che questo Fuoco fosse già acceso in ogni cuore, in ogni umile
cuore!
L'Amore
Divino viene donato a profusione a tutti coloro che desiderano ardentemente
farne esperienza.
L'anima
ha sete del suo Dio, ne è inebriata e prega così: "L'anima mia ha sete
del Dio vivente; quando verrò e vedrò il suo Volto?".
Il
Volto Santo di Dio si riflette nel volto dell'uomo che Lo ama, Lo ubbidisce e
non si dimentica mai della Presenza di Dio nel suo cuore... non può
dimenticarLo perchè vive per Lui, Lo brama, Lo desidera.
Allora
Dio, con la forza del suo Santo Spirito, si manifesta sempre più all'uomo che
crede, comprende e anela alla Bellezza di Dio, al suo sconfinato Amore.
L'Amore
salvifico di Dio dilata nell'uomo la capacità di amare, rigenera le sue
energie spirituali e lo rende definitivamente suo figlio, figlio per sempre.
39°
- Vivere nell'amore
L'Amore
di Dio rimane, non muore mai. Quando questo Amore lambisce il nostro cuore, la
sua azione rimane in noi: ci conforta, ci solleva, ci fortifica e ci incoraggia.
L'Amore
si dilata in noi, va oltre le nostre umane capacità e si inserisce
perfettamente nella nostra vita quotidiana.
Questo
amore si apre verso gli altri nell'attenzione, nella generosità,
nell'accoglienza e nel far rivivere ciò che il dolore molte volte può
spegnere.
Quando
l'uomo è nel dolore e lo accetta dalle Mani di Dio, geme e soffre sicuramente,
ma se ha in sé l'amore, riesce a vincere ed a superare quei momenti
difficili, anche i momenti drammatici o tragici della morte.
L'amore
porta l'uomo a capire che non è solo, ma che Dio cammina con Lui, anche in modo
misterioso, difficilmente esprimibile, perchè nell'uomo, inconsciamente, si
sviluppano energie nuove che lo rendono forte e capace di accettare il dolore
con amore e di offrirlo a Dio.
I
Santi hanno compiuto fino in fondo questo cammino, lo hanno vissuto e mai si
sono sottratti all'Amore Divino che li coinvolgeva nel Mistero Salvifico di Dio,
cioè nel Mistero della Vita Eterna.
Il
Mistero di Dio è coinvolgente per noi nella misura in cui noi vogliamo
veramente viverlo con intensità durante il nostro cammino terreno.
La
pienezza dell'Amore di Dio ci rende forti, coraggiosi e responsabili nelle
scelte che dobbiamo fare per vivere la nostra vita secondo il Progetto di Dio.
Senza
tutto questo le difficoltà ci pongono di fronte alla nostra incapacità e la
nostra esistenza si perde, si vanifica.
Vivere
nell'Ottica Divina ci permette di raggiungere ciò che è lo scopo della nostra
vita, il nostro fine ultimo: DIO.
Guarda
al Signore, anima mia, guarda al suo Amore!
Vivilo,
è tuo perchè il Signore te lo vuole donare!
Sono
i momenti migliori per un dialogo aperto con Lui che ci vuole ad ogni costo
salvare.
La
nostra vita in Dio ci porta a rimanere in Lui in ogni circostanza, per la sua
Grazia che ci santifica.
40°
- Ogni uomo deve conoscere l'Amore di Dio.
L'Amore
del Padre avvolge l'anima e la fa sua per sempre.
L'anima
è attratta dall'Amore del Padre e desidera conoscerLo ed amarLo.
Il
Padre si manifesta all'anima portandola a poco a poco alla sua intima
conoscenza ed alla sottomissione per amore al suo Volere.
L'anima
perseverante si incammina così, sulla via della santità; ma il suo cammino sarà
arduo e faticoso perchè solo nel sacrificio e nel rinnegamento di sé può
aprirsi sempre più al suo Dio.
Dio
attrae l'anima, la guida, la illumina, l'incoraggia e la fortifica; l'anima
desidera rimanere sempre con il suo Dio perchè ha sete di Lui: sete di Dio, del
suo Amore, della sua Bontà, della sua Infinita Misericordia.
Quanto
è buono Dio! Quanto ci ama!
Il
Figlio Unigenito del Padre, il suo Diletto e Prediletto, è stato mandato da
Dio su questa terra per salvarci, per liberarci dal peccato. Lui ci ha fatto
conoscere il Padre, il suo Amore, la sua tenerezza. È lo stesso Amore del
Figlio che stringendoci a Sé ci ha fatto sentire i palpiti del suo Sacro Cuore.
Momenti
brevi, ma intensi di intima comunione ci hanno fatto scoprire le Bellezze di
questo Amore che ci avvolge, edificandoci, rinnovandoci e portandoci sempre più
vicino al Cuore del Padre.
Con
la certezza che l'Amore di Dio e la sua Luce sempre ci accompagnano, possiamo
con Lui continuare il nostro cammino con gioiosa fiducia poichè nulla è
impossibile a Dio.
41°
- L'amore guarisce
L'Amore
non teme, nulla deve temere.
Chi
possiede l'amore ha accolto il Signore che ha bussato alla sua porta e ne ha
fatto vera esperienza.
Le
difficoltà del tempo presente, come dice l'Apostolo Paolo, sono un nulla a
confronto della gloria che ci attende.
Assaporare,
vedere, sperimentare l'azione dell'amore che è in noi, vuol dire viverlo in
tutte le sue dimensioni.
L'amore
sconfigge il dolore e guarisce le ferite che vi sono nel profondo del cuore.
L'amore
è dono del Signore ed è in questa consapevolezza che l'uomo deve agire ed
operare.
L'amore
ha il potere di guarire sia l'anima che il corpo.
Dio,
diffondendo il suo Amore lo fa agire in ogni cuore e l'uomo si deve saggiamente
ed umilmente assoggettare ad esso per trarne beneficio per sè e per gli
altri.
Il
conforto dell'amore penetra nel nostro cuore producendo frutti di pazienza, di
accettazione, di accoglienza, di consolazione. Questi frutti spirituali nascono
nel nostro cuore e si sviluppano sotto l'azione risanatrice dell'amore.
Queste
meraviglie del cuore devono comportare un'attenzione particolare verso chi è
nel dolore. Non dobbiamo mai trascurare chi soffre e chi è nel dolore, perchè
l'attenzione, la premura, la cura dell'altro producono guarigione, in
particolare la guarigione del cuore.
Il
sofferente deve essere al centro del nostro interesse, quindi va soccorso ed
amato come vuole il Signore.
La
parabola del Buon Samaritano ci fa comprendere la bellezza del vero amore di chi
si ferma a soccorrere, medicando e fasciando le ferite inferte dalla
cattiveria umana.
Ma
quante ferite oggi dobbiamo ancor più lenire e fasciare!
In
modo particolare quelle profonde ferite causate dalla mancanza d'amore, quando
il dolore sembra insopportabile. L' uomo diventa allora ancor più fragile,
ancor più debole.
Ma
il Signore ci convoca e ci invita ad essere responsabili del proprio fratello ed
a farcene carico.
L'amore
comporta responsabilità e capacità, in modo da tradurre in pratica ciò che
siamo, ciò che dobbiamo essere.
Siamo
Immagine di Dio e tali rimaniamo se facciamo splendere il suo Volto su di noi,
in ogni atteggiamento che si rivolge positivamente verso il fratello. Allora
le parole di Gesù:"AMATEVI COME IO HO AMATO VOI" si fanno vita e noi
portiamo fra le braccia il mondo.
42°
- L'amore vissuto
Ogni
uomo è chiamato a vivere l'amore vero, a superare se stesso, il suo innato
egoismo, facendo violenza alla sua volontà per giungere alla purezza
dell'amore, comformemente alla Legge del Signore. L'uomo non può distaccarsi da
questa Legge perchè in essa è il Vero, Puro Amore.
Dio
chiama l'uomo a continua conversione, lo chiama a rinnovare il suo cuore ed a
vivere con sapienza l'amore che Egli stesso gli vuole donare.
L'uomo
non può amare veramente se non vive la dimensione spirituale dell'amore
unitamente a quella umana, tanto spesso inquinata dall'egoismo.
Il
rischio di lasciarsi corrompere è grande perchè il cuore dell'uomo cade
facilmente nella tentazione.
L'uomo
senza il vero amore non può superare i momenti difficili della sua vita: egli
è chiamato a vivere la vocazione al vero amore nell'evolversi dei suoi anni e
nelle scelte che è chiamato a compiere.
Il
più importante compito che l'uomo ha nella vita è quello di amare il suo
simile come Dio lo ama, ed è solo Dio che può sublimare il nostro povero
amore rendendolo simile al suo.
Allora
ogni suo atto, ogni suo gesto, ogni sua azione acquisterà un vero e grande
valore perchè sgorgherà da un cuore che appartiene a Dio.
L'uomo
si deve costituire servo dell'amore rendendosi sempre disponibile alla sua
azione. Deve lasciare agire in lui l'Amore del Padre che lo vuole purificare e
santificare.
Le
sembianze umane di un uomo che vive l'amore sublimato da Dio, riflettono la Luce
dello Spirito di Dio che ha operato in lui.
43°
- La vera via è l'amore
L'umanità
ha bisogno dell'Amore del Signore. ogni uomo lo deve fare suo per produrre
frutti buoni.
Dall'albero
si vedono i frutti; se l'albero è ben radicato e le sue radici affondano in
terreno fertile, non potrà che dare frutti buoni e saporiti. Così noi dobbiamo
affondare le nostre radici nell'Amore Divino per trarne alimento, sostanza viva
ed attiva che rigenera tutto il nostro essere, tutta la nostra vita, nel
pensare e nell'agire secondo il Volere di Dio. Ecco che allora il nostro
pensiero si sottomette al pensiero di Dio, il nostro sguardo può riflettere lo
sguardo di Dio, non per scrutare, ma per osservare.
Dobbiamo
guardare l'altro con profondo amore, solo così non potremo giudicare o
condannare, ma solo amare, solo amare.
Le
possibilità che l'uomo ha di amare sono molte, ma l'unica vera possibilità
è quella di accogliere l'Amore del Padre con umiltà di cuore.
Che
si può fare senza l'Amore del Padre che ci vuole alla sua sequela? È solo
questo l'autentico Amore che deve guidarci e che molte volte si congiunge con il
dolore, come può essere quello di una grave malattia.
La
malattia ben accettata e accolta, può essere offerta e donata al Padre.
Allora l'amore ci introduce pian piano anche nel mistero del dolore. Spesso si
è tentati di rifiutarla o di non accettarla volentieri, se non comprendiamo che
il dolore accettato ed offerto a Dio per amore diventa un tesoro prezioso per
Dio e per noi.
C'è
anche il dolore provocato dal peccato, ma senza l'amore l'uomo non può
sconfiggerlo, non può sostenerlo e quindi accoglierlo perchè allora vive in se
stesso, si chiude, sperimentando alle volte la disperazione.
Ma
tutti dobbiamo sempre pensare che Dio è Amore, solo Amore e ad ogni costo lo
vuole a tutti noi donare, gratuitamente donare. Non separiamoci mai da Dio, ma
con Lui rimaniamo e viviamo con il desiderio sempre più ardente del nostro
definitivo incontro alla fine del nostro pellegrinaggio terreno.
44°
- Accorgersi di possedere l'amore
L'amore
è forza, luce, coraggio. Meditare sull'amore e sul dolore ci porta a vivere la
nostra vita non con rassegnazione, bensì a comprendere fino in fondo il
Volere del Signore.
Come
l'uomo ha bisogno del pane quotidiano per sostenersi, così il suo cuore, la sua
anima, la sua mente ed il suo spirito necessitano del Pane Vero dell'Amore,
quell'Amore che non avrà mai fine e ci farà ogni giorno di più sperimentare
la Presenza del Signore in noi, nel nostro cuore.
Quindi
non è possibile vivere senza l'Amore, ma occorre averLo, possederLo e gustarlo
in tutta la sua essenza ed anche in tutte le sue delicate, profonde sfumature.
Nulla
ci fa mancare il Signore, ma il nostro cuore si impoverisce, diventa sterile
quando non possiede il suo Amore e non può farne esperienza.
L'Amore
del Signore è Sacro, è Sublime, è Puro perchè disinteressato, è Eterno
perchè non viene né mai verrà meno.
Il
povero che chiede un pezzo di pane è il povero che chiede amore; non sarà
tanto il pezzo di pane che lo sfamerà materialmente, ma sarà il gesto colmo
d'amore che lo sazierà, quel gesto solidale pieno di comprensione.
Se
il povero sarà amato, si sentirà completamente sfamato perchè l'amore del
fratello non verrà mai meno ed egli sarà finalmente sazio.
Il
povero è nostro fratello, ma alle volte capita che il povero siamo noi perchè,
pur non avendo fame di cibo, abbiamo fame del PANE VERO, quello che solo Dio ci
può donare: il Pane Eucaristico, il Pane di Vita Eterna che è lì
sull'altare, che è il CUORE di DIO INCARNATO, che batte per noi.
Col
peccato, col grande peccato noi abbandoniamo Dio.
45°
- Il Padre ci richiama attraverso l'amore
L'Amore
di Dio Padre ci induce a comprendere la nostra miseria, il nostro peccato.
È
l'Amore del Padre che ci richiama ad essere suoi, a rinnovarci come Lui vuole.
Il
Padre non può abbandonare nessuno dei suoi figli, ma li vuole attirare tutti
a Sè, li vuole amare come Lui solo sa amare e li vuole proteggere dal male,
da ogni pericolo.
Come
può il Padre farci vivere il suo Amore se non donandolo a noi a piene mani,
attraverso vie misteriose e solo a Lui conosciute?
L'uomo
non deve ostacolare l'azione di Dio nel suo cuore, ma deve lasciare che l'Amore
del Padre agisca in lui liberamente.
Quando
il nostro corpo è ammalato, ricorriamo alle cure del medico per essere guariti;
così è per il nostro cuore, per la nostra anima, per il nostro spirito:
dobbiamo ricorrere alle cure mediche del Padre nel prendere la medicina
dell'amore.
Solo
l'amore risana, guarisce, solo l'amore ci porta consolazione nelle dure prove
della vita e ci solleva da qualsiasi afflizione.
Dobbiamo
portare così nel nostro cuore l'Amore del Padre, per poterlo donare, farlo
conoscere, farlo vivere e, se possibile, farlo ardere in ogni cuore.
Com'è
bella l'esclamazione evangelica di Gesù e come è attuale quando dice:
"Come vorrei che questa mia Fiamma fosse già accesa in ogni cuore!"
Allora
vuol dire che noi tutti facciamo resistenza al suo Amore, ci chiudiamo in noi
stessi quasi a voler vivere sempre nel nostro dolore, nel nostro peccàto.
L'amore
si schiude alla Luce, si apre alla Parola del Signore e ci conduce su vie
sante, nascoste, misteriose, ma colme della Presenza del Signore.
Non
è possibile vivere senza il suo Amore, non è possibile vivere sempre nel
peccato che ci è causa di dolore e di morte.
L'
amore è vita, è unione intima col Cuore del Padre e con quello del Figlio.
Come
sono belle le parole del salmista quando esclama: "Il Signore è il mio
Pastore, non manco di nulla!"
L'amore
vince, l'amore vive, l'amore, solo l'amore ci può guarire!
46°
- L'Amore di Dio è sconfinato
L'Amore
di Dio trasforma il cuore dell'uomo, lo rende umile e disponibile al Progetto
del Signore.
L'Amore
del Signore sconvolge i piani degli empi, difende i poveri ed i deboli; esso
converte le anime e le porta a pregustare la gioia eterna.
Molte
volte però l'uomo desidera l'amore, ma solo quello umano, lo vuole tutto per sè,
lo vuole possedere egoisticamente e, nella sua caparbietà e impudenza, vuole
usarlo per il suo piacere e la sua soddisfazione. Ma questo non è amore vero,
il suo nome è egoismo.
L'amore
esiste nel cuore dell'uomo con la sua componente umana, ma se l'amore umano non
è strettamente connesso con L'Amore Divino che viene dato da Dio e che ci rende
partecipi del suo Progetto Divino, è transitorio ed è destinato a finire ben
presto con dolore ed amarezza.
La
radice del nostro vero amore sta nella volontà di inserirci, con tutte le
nostre facoltà, nel Progetto che Dio ha su ognuno di noi. Dobbiamo fare la sua
Volontà abbandonandoci a Lui; vivere in Lui, per Lui e con Lui.
Necessita
da parte nostra una capacità forte e risoluta di avere contatto con il nostro
Dio, specialmente mediante la preghiera; occorre cercarLo, trovarLo e poi
cercarLo ancora fino a possederLo. Allora non potremo più opporci a Lui.
Allora
l'azione del suo Santo Spirito in noi ci aiuterà a comprendere l'Amore Divino e
finalmente a viverlo in tutte le sue dimensioni.
Entreremo
così a far parte del Progetto di Dio e Lui con noi, con la nostra volontà e
partecipazione, potrà totalmente rinnovarci.
Ma
senza il nostro consenso e la nostra collaborazione, rispettando la nostra liberà
volontà, Dio non potrà realizzare in noi il suo Progetto d'Amore.
L'Amore
di Dio si volge a noi con premura e grande attenzione; ci segue passo passo e
lascia in noi il segno tangibile della sua Presenza e della sua azione.
47°
- Attirati dall'Amore di Dio
L'Amore
di Dio avvolge pienamente l'uomo, lo redime e lo salva. Ma come poter parlare di
Dio all'uomo che di Dio non si cura?
L'uomo
deve conoscere Dio attraverso il suo Amore, attraverso la sua Misericordia ed il
suo Perdono.
Ma
l'uomo peccatore è attento alle sue cose e non a quelle di Dio. Tuttavia giunge
il tempo in cui Dio stesso lo distoglie dalle sue occupazioni terrene e lo
invita in vari modi a seguirLo.
Dio
è infinitamente paziente; il suo Amore dirige il cuore dell'uomo verso il suo
Cuore, verso il Cuore trafitto del suo Figlio Unigenito. Sta scritto nel
Vangelo: "Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a Me". Tutti
apparteniamo all'Unico Vero Dio, tutti siamo e viviamo in Lui per la Grazia del
Battesimo, tutti siamo orientati a Lui per giungere alla Salvezza Eterna.
Come
il Figliol Prodigo, dopo aver accarezzato il suo sogno terreno, si accorge che
senza il padre nulla può fare e ritorna a colui che con infinito amore lo
attende, così avviene per noi: il Padre Celeste ci vuole, ci attende e mai più
noi, suoi figli, ci separeremo da Lui che ci ha fatto sentire il suo richiamo e
ci ha perdonato.
Ma
cos'è che ci attira verso il Padre? L'Amore, solo l'Amore che quel Padre Buono
e Misericordioso sapientemente ci dona.
Allora
l'Alleluia Pasquale scaturirà dal nostro cuore perchè, da morti che eravamo,
con Gesù siamo risorti.
Ho
cantato al Signore, ho innalzato a Lui la mia lode, L'ho invocato con la mia
preghiera. E Tu, Signore, mi hai ascoltato allontanandomi dalla morte e
portandomi alla Resurrezione. Gloria a Te Cristo Signore mio Salvatore. Luce
delle genti Tu sei e sempre sarai. Amen.
48°
- Fedeltà all'amore
L'amore
non tradisce, ma rimane fedele e ubbidiente.
L'amore
ci addolcisce, ci rende docili, miti, mansueti e poveri di spirito.
L'amore
colma i nostri cuori e li redime, li trasforma da cuori di pietra in cuori di
carne; cuori che palpitano e desiderano finalmente amarsi.
È
impossibile all'uomo cambiare se stesso interiormente se non si lascia
cambiare da Dio che in lui può agire con la sua grazia, modificando
radicalmente ciò che di negativo e di impuro vi è nel suo cuore.
Abbiamo
allora bisogno di questo Dio, di questo suo balsamo che ci guarisce. Abbiamo
bisogno tutti di guarire e Dio Padre tutti ci vuole guarire.
Sottoponiamoci
a Lui, come l'ammalato si sottopone al medico, facendo cure anche dolorose pur
di guarire.
Ma
l'uomo è distratto, non si stupisce, non si stupisce ancora di fronte alla
sublimità di Dio. Eppure presto di dovrà stupire, si dovrà meravigliare e
comprenderà con gioia quanto sia stato amato da Dio e risanato da quelle
profonde ferite del cuore.
L'uomo
ha bisogno di Dio che è l'Onnipotente, l'Eterno, il Santo dei Santi.
Santifichiamoci
in Lui, nel suo Amore che inesauribilmente sgorga dal suo Sacro Cuore.
Abbeveriamoci
a questa Fonte d'Amore. Chi beve di quest'Acqua non avrà più sete ed avrà la
Vita Eterna.
Orientiamoci
verso l'Eterna Vita senza aspettare ulteriormente perchè potrebbe essere per
noi troppo tardi.
Ricordiamoci
che Dio ci vuole tutti salvi.
49°
- L'efficacia dell'Amore di Dio
Dio
opera in ogni cuore. Non dobbiamo resistere al suo Amore, ma aprirci totalmente
alla sua azione risanatrice. Unendoci al Padre, sperimenteremo la sua
clemenza, il suo perdono e la sua misericordia.
Dio
ci chiama per nome e ci rivolge la sua Parola d'Amore, di solo Amore.
Vuole
infondere in noi energie nuove perchè impariamo ad amare. Ci viene richiesta
questa capacità di ricevere l'amore e di fondere il nostro amore con quello del
Signore.
Ma
l'uomo non ha ancora compreso, non ha ancora ben chiaro nella sua mente il
Progetto di Dio, ha difficoltà a credere perchè non ha la volontà di
impegnarsi.
Il
male di questi tempi è l'indifferenza, è quello di vivere senza Dio e di non
essere interessati a conoscerLo.
La
tristezza nel cuore dell'uomo è grande e si manifesta nel peccato, nella
sofferenza e nel dolore che il peccato produce. Non vi è peccato, piccolo e
grande che non produca dolore all'anima.
Da
troppo tempo la nostra società vive per il denaro e per la ricchezza, non
ricordando più l'ammonimento di Gesù: "Nessuno può servire a due
padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà
l'altro: non potete servire a Dio ed a mammona". (Mt. 6,24)
Ma
non possiamo più vivere come viviamo ora, è giunto ormai il tempo di
riflettere sul nostro destino eterno di figli di Dio.
Le
cose del mondo passano, ogni giorno ci avvicina all'eternità che sarà felice
se nel tempo della vita terrena, nel tempo della prova, avremo cercato la Luce
di Cristo Risorto camminando per la via della salvezza.
50°
- L'esperienza dell'Amore di Dio
L'Amore
di Dio avvolge e travolge l'uomo che lo accoglie, rendendolo disponibile alla
sua chiamata che lo conduce su vie nuove, ancora sconosciute.
Inizia
così un rapporto più stretto fra l'uomo ed il suo Dio. Si tratta di
un'esperienza nuova che attrae il cuore dell'uomo che sperimenta così più
intimamente l'Amore di Dio.
Allora,
come un cieco appena guarito, vede la Luce. I suoi occhi si spalancano e
finalmente si rende conto di quanta misericordia e di quanto Amore Dio l'ha
circondato.
Il
nostro cuore, tutto il nostro essere ha bisogno di vivere questa esperienza di
Dio.
Dobbiamo
essere totalmente assorbiti in Lui, come coloro che sono stati rapiti in mistica
unione con Dio. Allora è il nostro Dio che a noi si rivela e ci fa sentire la
sua Presenza nel nostro cuore, vincendo ogni nostra resistenza o qualsiasi
nostra opposizione.
La
vita dei Santi è costellata di queste manifestazioni dell'Amore di Dio. Anche
nelle prove, nelle sofferenze, nel dolore i Santi vivono, sperimentando queste
particolari manifestazioni.
È
l'esperienza che ogni cristiano può vivere lasciandoci travolgere da questo
Amore per vivere in Lui, per Lui e con Lui in una fusione d'amore.
È
un cammino arduo, difficile da percorrere? Si, nella misura in cui noi ci
opponiamo alla sua iniziativa che richiede da parte nostra piena disponibilità;
ma nella misura in cui l'accettiamo e la desideriamo, pur con tante difficoltà,
è un cammino che possiamo santamente percorrere.
Inchiniamoci
davanti al Volere del Signore e lasciamoci da Lui usare.
La
vera sapienza del cuore è quella di chiedere a Dio l'umiltà, la mitezza e la
docilità perchè tutto il resto ci sarà dato in più.
Benediciamo,
lodiamo e glorifichiamo il Signore che nella sua infinita Bontà vuole compiere
in noi, povere creature, le meraviglie del suo Amore.
Per
questo dobbiamo far conoscere il Padre e testimoniarLo affinchè molte anime
si avvicinano a Lui e si lascino attrarre dal suo Incommensurabile Amore.
51
° - Il vero Amore
L'uomo
necessita dell'Amore del Padre, lo deve sperimentare, lo deve coltivare e far
crescere nel suo cuore, abbandonandosi totalmente ed umilmente a questo Amore.
Come
può l'uomo agire, lavorare, pensare, meditare e decidere se nel suo cuore non
vi è l'Amore Santo e Puro del Padre? Come può vivere in pace e portare pace?
L'uomo,
troppo spesso, confonde l'amore umano con quello Divino e ne fa triste
esperienza quando nel suo vivere umano non si accorge di abbandonare l'Amore
Divino.
L'uomo
da sè non può fare nulla, non è in grado di conoscere il Volere del Padre
nei suoi riguardi. Allora diventa materiale, superficiale, si lascia sedurre dal
male che lo fa peccare.
Il
bene dell'uomo è l'amore e la pace. Per questo Gesù si è lasciato
crocifiggere, perchè l'uomo potesse sperimentare la Vera Pace, il Vero Amore,
la Vera Compassione che provengono dal Cuore del Padre.
Se
l'uomo non si lascia convertire, se non vuole cambiare, cammina nella via del
male che lo porterà alla disperazione e alla perdizione eterna. Il male produce
la morte; l'Amore è sorgente di vita.
Dobbiamo
lasciarci attrarre dalla chiamata del Padre, dobbiamo lasciarci condurre da
Lui verso la Gioia, l'Amore e la Pace.
Questo
è il fine ultimo della nostra vita, il traguardo che ogni uomo deve
raggiungere.
Solo
l'Amore è Fonte di Grazia e di Benedizione ed è solo con l'Amore che
riusciremo a presentarci in Grazia davanti a Dio, l'Onnipotente, l'Eterno,
l'Altissimo.
Beato
l'uomo che vive e muore nel Signore. Lui lo accoglierà, lo farà sedere accanto
a sè. L'uomo, pur essendo servo inutile, si accorgerà che nell'avere posseduto
sin da quaggiù sulla terra l'Amore di Dio, è arrivato alla meta ed alla gioia
che non avrà mai fine.
52°
- L'Amore non si fa attendere
L'Amore
di Dio sprona l'uomo ad essere buono, mite, umile, desideroso di convertirsi
per corrispondere all'Amore di cui è fatto oggetto.
L'uomo
di Dio racchiude in se stesso grazie copiose e sante che Dio gli ha donato perchè
sapientemente ed umilmente Lo sappia testimoniare.
Dio
ama l'uomo, lo vuole per Sè perchè a Lui appartiene, ogni giorno lo attira
compiendo nel suo cuore le meraviglie del suo Amore.
Con
quanta Potenza e Sapienza il Signore opera nei nostri cuori! Ci vuole
ammaestrare indicandoci le vie dell'Amore e della Pace.
Dio
tutto vede ed a tutto provvede. Tutto compirà secondo il suo Volere. Il Bene
sconfiggerà il male.
Dobbiamo
chiedere di essere illuminati su ciò che Gesù vuole da noi per poter ubbidire
solo a Lui. Dio si compiace di coloro che a Lui si sottomettono e sono
ubbidienti. La sua Pazienza è inesauribile e sempre benevola.
Sta
però a noi non farLo troppo aspettare perchè in un qualsiasi momento del
giorno o della notte ci può convocare.
Teniamo
sempre le lampade accese e non allontaniamoci dal retto cammino, ma perseveriamo
ogni giorno nella fede, nella preghiera, nella speranza, nella carità, perchè
cosi vuole il Signore.
53°
- L'Amore nella misericordia di Dio
L'
Amore di Dio è Perfetto, Santo, Sublime, Puro e ci viene continuamente donato
perchè ci convertiamo e torniamo a Lui con tutto il cuore.
Noi
tutti abbiamo bisogno dell'Amore di Dio, ma l'uomo peccatore non sempre si
converte e, ostinandosi a rifiutare questo Amore, si allontana sempre più da
Dio.
La
salvezza è offerta da Dio all'uomo con la Redenzione ed implica nell'uomo una
corrispondenza d'amore forte, generosa e perseverante.
Siamo
chiamati a compenetrare questo Amore Divino nell'essere suoi, a non vivere più
nel peccato, ma nella sua Grazia, la Grazia Divina che ci rende tempio dello
Spirito Santo.
Dio
non ci dimentica, non ci lascia mai soli, ma vuole farci comprendere che per
essere suoi dobbiamo ubbidire al suo Volere e santificarci accogliendo la sua
Misericordia, il suo Perdono e la sua Pace.
Dobbiamo
osservare la sua Legge: I
DIECI COMANDAMENTI.