COLEI
CHE PIANGE IN GIAPPONE
Apparizioni e messaggi ad Akita della MadonnaTratto
da: “Le ultime apparizioni della Madonna nel mondo
di Pietro Mantero - Edizioni Segno - 1990
Nell'anno 1975, per mezzo della stampa, della radio e della televisione, i 115 milioni di giapponesi (120 milioni oggi) hanno tutti sentito parlare dei fenomeni straordinari della Vergine d'Akita.
In
seguito, a più riprese, molti li hanno anche visti sul piccolo schermo. Si
tratta di una statua della Vergine Maria, in legno scolpito, di circa un metro e
mezzo di altezza, dal piedistallo fino alla cima della croce, come l'Immacolata
Maria della medaglia miracolosa che si trova a Parigi, al 140 della rue du Bac
(a cento metri dal seminario delle Missioni straniere di Parigi, la mia cara
Casa Madre).
Questa
statua rappresenta dunque Maria, in piedi, i piedi nudi sul globo, le due
braccia aperte e tese verso il basso...
Ma
con questa differenza, che qui, l'Immacolata si tiene davanti la croce che la
sorpassa leggermente solidamente eretta sul globo.
È
la rappresentazione dell'immagine stessa della "Signora di tutti i popoli"
di Amsterdam: "Maria, Associata di Gesù, la Corredentrice, la Mediatrice,
l'Avvocata" dritta, ai piedi della croce piantata sulla terra.
Le
sorelle, di cui noi parleremo, avevano semplicemente dato una piccola immagine
della Signora di tutti i popoli allo scultore, chiedendogli di farne una statua
di legno.
I
diversi fenomeni sopravvenuti a questa statua sono veramente sorprendenti e
straordinari, senza alcuna spiegazione naturale possibile. Senza volere
certamente precedere il giudizio della Chiesa, alla quale io mi sottometto in
anticipo, uscirà la parola "miracolo" per insufficienza di
linguaggio, mancando termini più precisi.
Per
me personalmente, è una statua miracolosa: che sanguina, che traspira, che
emette degli odori soavi, che diventa luminosa, che parla, che piange, e chi la
sente parlare di più è la sorella assolutamente sorda.
È
dunque ad una serie di miracoli accumulati intorno ad una statua che noi
assistiamo nel modo più naturale.
Se
io presento questi fatti come indubitabili e senza riserve, è perché
l'ordinario del luogo con la maggioranza del suo secondo Comitato d'inchiesta
canonica li presentano anche come tali nel dossier inviato a Roma, che io ho
avuto il privilegio e la gioia di tradurre in francese.
Inoltre,
sono andato io stesso una quindicina di volte sui luoghi delle apparizioni.
Perché ci sono anche apparizioni dell'Angelo Custode. E nel mese di agosto
dell'anno 1982, il vescovo del luogo, mons. Jean Jtò mi ha domandato lui stesso
di venire a predicare il ritiro annuale alle sorelle di questo piccolo convento
che si chiama Istituto delle Serve dell'Eucarestia.
Tutto
questo per dirvi che per me fu un'eccellente occasione per ccnoscere meglio la
Comunità e particolarmente la sua profonda vita interiore tutta rivolta all'Eucarestia.
In
effetti, la preghiera, il breviario in comune, l'adorazione e l'ora santa dopo
la Santa Messa, due rosari recitati in comune, e altri esercizi di pietà, tutto
si svolge davanti al Santissimo esposto almeno un'ora ogn mattina. Il tempo
lasciato serve a ricevere i visitatori pellegrini, a preparare loro un pranzo
e un alloggio se rimangono uno o più giorni, serve anche ai lavori di casa,
dei campi, alla visita ai malati, alle lezioni di catechismo, alla spesa in città
ecc.
Questo
piccolo convento è come un alveare, silenzioso, fervente, laborioso,
pacifico, che rassomiglia in tutto a Nazareth.
Per
primo, per una migliore comprensione, lasciate che vi presenti sommariamente il
Giappone, che si chiama ancora Nippon, basandosi sulla pronuncia dei due
caratteri cinesi che compongono questa parola, e del quale il primo significa:
giorno o sole ed il secondo: origine. In altre parole, origine del sole, ossia
il paese del "Levante"; per questo la sua bandiera nazionale sarà un
bel sole rosso su di un fondo bianco immacolato. Due colori che amo molto perché
ci vedo già il simbolo del cuore sacro e misericordioso di Gesù, e quello del
cuore immacolato e materno di Maria uniti nello Spirito Santo.
Dopo
questo piccolo cenno sul Giappone, che in generale è poco conosciuto, vado
ora a raccontarvi piuttosto brevemente i fenomeni straordinari avvenuti in
questo piccolo convento di Akita, perduto nelle montagne, a nord-ovest
dell'isola più grande (Honshu) del Giappone, di fronte al mare del Giappone,
alla grande e fredda Siberia e alla Manciuria.
Ho
percorso molto spesso tutto l'arcipelago giapponese durante i miei 33 anni di
missione trascorsi in questo paese incantevole.
Ho
visitato diversi conventi per tenere dei ritiri, delle conferenze spirituali o
semplicemente per fare da interprete, da Hokkaido, la grande isola a nord del
Giappone, fino all'isola di Nyako, nei pressi di Formosa, dove sorse l'8
dicembre 1981, la settima trappa del Giappone - o 7° Convento di Frati
Trappisti - (già 7 trappe in Giappone per una popolazione cattolica di
400.000 persone). Ma devo dire che non ho mai visto un convento così povero
come quello di Akita, nascosto per quattro o cinque mesi sotto la neve, privo di
tutte le comodità della città.
Il
padre cappellano Yasuda, ha dovuto organizzare il suo presbiterio in un antico
pollaio, arricchito però da uno scenario naturale e da una semplicità
evangelica.
La
religiosa che riceve i messaggi dalla Santa Vergine si chiama Agnese Sasagawa
Katsuko. Prima di entrare in convento era catechista nel quartiere della città
di Joetsu, della diocesi di Nigata, il cui Vescovo è mons. Jtò. Quest'ultimo
è ugualmente il fondatore di questo Istituto diocesano. Gli avvenimenti
straordinari accaduti a Juzawadai, questo è il nome della frazione di Akita,
cominciarono nel giugno del 1973. Il 12-13-14 giugno, per 3 giorni, suor Agnese
vide dei raggi luminosi che provenivano dal tabernacolo...
Quindi
tutto comincia intorno al tabernacolo. Ciò è molto significativo. Viviamo in
un'epoca in cui quasi tutti i tabernacoli del mondo sono sempre più trascurati.
Gesù è abbandonato, solo nel grande sacramento del suo Amore. Quale pietà!
...
E
poiché non vi sono più adoratori, per paura dei ladri, le chiese sono
chiuse, come delle prigioni... Le visite al Santissimo Sacramento son quindi
proibite o si cerca di impedirle... Il Tabernacolo è diventato come un
frigorifero... in cui Gesù soffre per la freddezza dei "suoi" e per
l'indifferenza della moltitudine.
Ed
ecco che Dio stesso attira l'attenzione sul tabernacolo per far sì che gli
uomini si occupino finalmente di Lui.
Desidera
degli adoratori e delle adoratrici che lo consolino nella sua solitudine, che
pensino a Lui, che l'amino veramente al punto di essere felici di restare lì,
accanto a Lui e di dedicare il proprio tempo a nessun altro che a Lui.
Domenica
24 giugno, giorno del Corpus Domini, i raggi luminosi erano ancora più
splendenti di luce...
Dove
sono ora queste processioni del Corpus Domini, dove Gesù-Ostia passava
solennemente nelle vie di città e villaggi, decorato con paramenti, cosparso
di fiori e di ricchi motivi eucaristici, nel mezzo delle acclamazioni gioiose di
una folla amante e riconoscente? Gesù non soffrirà proprio in questo giorno
della festa del Santissimo Sacramento per la mancanza d'onori, di amore e di
fratellanza?
Il
28 di giugno, vigilia della festa del Sacro Cuore, una ferita a forma di croce,
lunga 3 cm. e larga 2 cm., si forma nel palmo della mano sinistra di suor
Agnese Sasagawa Katsuko, causandole un dolore fortissimo.
A
proposito di questa ferita a forma di croce, ricevuta nell'incavo della mano,
un fenomeno difficile a spiegarsi naturalmente, si rinnova ogni settimana,
fenomeno di cui è stato testimone mons. Jtò stesso, occorre sapere:
-
il giovedì sera la ferita è ancora asciutta, ma comincia a gonfiarsi, con
delle smagliature che solcano la pelle;
-
venerdì mattina il sangue cola, macchiando le medicazioni di garza;
-
ìl sabato mattina il sangue si ferma, lasciando la ferita nuovamente asciutta.
Questo
fenomeno durerà per quasi tutto il mese di luglio. La ferita fu causa di dolori
fortissimi alla suora. Secondo una sua espressione era come "una punta che
le trapassava la mano".
È
l'invito a riparare. Gesù desidera non solo delle anime consolatrici, ma anche
delle anime riparatrici, perché sono le anime riparatrici che lo consolano
maggiormente.
Venerdì
29 giugno, durante la festa del Sacro Cuore, degli Angeli apparvero intorno
all'altare cantando il "Sanctus": "Santo, Santo, Santo - il
Signore dell'Universo - il cielo e la terra sono pieni della tua
gloria...".
Gesù
è lì presente al suo appuntamento d'amore con gli uomini, ma gli uomini sono
assenti... mentre gli Angeli sono sempre lì dove si trova l'Eucarestia per
celebrare e cantare la grandezza della sua santità e l'immensità del suo
Amore.
Il
5 luglio i dolori della ferita nell'incavo della mano di suor Agnese diventarono
violentissimi, le sue compagne le consigliarono di riposarsi un po'; ciò non
le impedì di continuare a lavorare e ad occuparsi della cappella, poiché
ella era stata incaricata di occuparsi della sacrestia.
Da
quando i fenomeni miracolosi accaddero intorno al tabernacolo, il cuore di suor
Agnese vola senza posa vicino a Gesù-Eucarestia e i suoi desideri infiammati
d'amore, conducono naturalmente i suoi passi presso il suo Diletto, dove la
sua anima si unisce a quella di Gesù.
Il
venerdì 6 luglio 1973, verso le tre del mattino, una donna le apparve e le
disse: "Non temere, sono colei che sta presso di te e ti custodisce -
Seguimi". La suora credette di avere a che fare con la sua sorella
maggiore, deceduta qualche tempo prima, dopo aver ricevuto la grazia del
Battesimo. Comprenderà più tardi che il suo Angelo custode aveva semplicemente
preso la forma di sua sorella. Delicatezza divina per farle comprendere che
con il Battesimo ricevuto prima di morire, ella era già in cielo...
La
donna, cioè l'Angelo, continuò a parlare: "Non avere paura, ma prega per
i tuoi peccati, ma non solo, anche in riparazione per tutti gli uomini. Il mondo
attuale ferisce il Santissimo Cuore di Gesù con la sua ingratitudine ed i suoi
oltraggi. La ferita della mano della Santissima Vergine Maria è molto più
profonda della tua. Ora andiamo insieme in cappella..."
LA
FERITA
Suor
Agnese comprende quindi che una ferita si è ugualmente formata nel palmo
della mano della Vergine Maria, una ferita ancor più profonda della sua. La
madre di Gesù, la corredentrice, vorrebbe dunque iniziare la sua figlia alla
corredenzione?...
Tutta
timorosa, ella seguì l'Angelo lungo lo stretto corridoio che conduce alla
cappella.
Notate
la rassomiglianza con l'Angelo che condusse Chaterine Labourè alla cappella
della Medaglia Miracolosa a Parigi.
Arrivata
alla cappella, l'Angelo scomparve. Suor Agnese si raccolse dapprima davanti
all'altare, di fronte al Tabernacolo, in una profonda adorazione. Poi si diresse
verso la statua della Vergine Maria all'angolo dell'altare, sulla destra per
verificare lo stato della ferita alla mano. Appena si avvicinò ad essa una
voce dolce e misteriosa provenne dalla statua di legno.
Stupefatta,
suor Agnese cadde in ginocchio. Poi si prostrò a terra non potendo più
sollevare la testa. Una voce meravigliosa, celeste, risuonava melodiosamente
nelle sue orecchie sorde.
Fu
allora che suor Agnese ricevette il primo messaggio. L'atmosfera somiglia a
quella della rue du Bac, a Parigi, dove Maria parlò durante il primo incontro,
solamente di cose che riguardavano Catherine Labourè.
È
il colloquio familiare, intimo, di una mamma con la figlia: "Figlia mia,
novizia mia, mi hai bene obbedito distaccandoti da tutto. (Aveva appena
abbandonato tutto per entrare in convento) - L'infermità della tua sordità ti
fà soffrire? (è il cuore di una madre che parla, che soffre per la sofferenza
della sua figlia, desiderando consolarla e riconfortarla) - Tu guarirai
certamente. Sii paziente. È1'ultima prova. La ferita della mano ti fa male?
(l'Amorevolissima non potrà lasciare soffrire una figlia tutta sola - dopo
questo primo colloquio suor Agnese potrà constatare con i suoi occhi la
profonda ferita formatasi ugualmente nella mano della statua di Mamma Maria) -
Prega in riparazione di tutti gli uomini (è il richiamo all'espiazione
riparatrice...) - Tutte le fanciulle che sono qui, prese una per una sono per me
preziose come la pupilla degli occhi (parola molto dolce e consolante per
ciascuna delle suore della piccola comunità) - Reciti con tutto il cuore la
preghiera delle serve dell'Eucarestia? - Se tu vuoi recitiamo insieme...
(immaginatevi la scena... Mamma Maria che recita con sua figlia la preghiera
rivolta al Cuore Eucaristico di Gesù... Preghiera composta dal vescovo stesso e
che è molto bella. Maria, la Madre della Chiesa, la Madre dell'Eucarestia
desidera che il Cuore Eucaristico, realmente presente nell'ostia santa e bianca,
palpitante di vita, ardente d'amore, sia onorato, lodato, glorificato, esaltato,
consolato, ringraziato e soprattutto amato... poi Maria si felicita con sua
figlia per la sua preghiera giornaliera per il Papa ed i consacrati e l'incoraggia
a continuare...).
-
Prega molto per il Papa, i vescovi ed i preti. Dal giorno del tuo Battesimo
sino ad oggi, tu hai pregato molto per loro. Sì, senza dimenticarlo mai, hai
perseverato nella preghiera al loro riguardo. D'ora in avanti continua a pregare
ancora molto...
(e
affinché il sigillo della Chiesa sia apposto a questo primo messaggio termina
dicendo)
-
Parla al tuo Superiore di ciò che ti ho detto oggi e fai ciò che ti dirà. Il
tuo Superiore in questo momento chiede di pregare con fervore".
Ecco
i termini del primo messaggio che riguarda suor Agnese Sasagawa Katsuko.
Quello
stesso giorno (6 luglio 1973), come le aveva preannunciato l'Angelo custode,
una ferita a forma di croce, molto simile a quella di suor Agnese, apparve nella
mano destra della statua della Santa Vergine ed il sangue cominciò a colare.
Il
25 luglio seguente mons. Jtò si recò al convento.
Potè
verificare egli stesso che la ferita nella mano della statua di Maria era in
tutto simile a quella di suor Agnese.
Il
giorno dopo, giovedì 26 luglio, festa di Sant'Anna, la mano della Santa Vergine
sanguina nuovamente.
Oggi
il sangue è più abbondante e più scuro. Ciò sembra doloroso e veramente
penoso da sopportare... Quel giorno suor Agnese avvertì delle fitte lancinanti
al palmo della mano, così acute che ella era madida di sudore. Il dolore era
così violento da diventare insopportabile. Il giorno dopo, venerdi 27 luglio,
l'Angelo le dice: "I tuoi dolori finiranno oggi - Conserva gelosamente il
ricordo del sangue di Maria e scolpiscilo nel tuo cuore - Lo scorrimento del
sangue di Maria ha un significato importante –
E
versato:
-
per ottenere la vostra conversione
-
per implorare la pace
-
per riparare le ingratitudini e gli oltraggi verso Dio.
Con
la devozione al Sacro Cuore di Gesù, abbi in grande stima la devozione al suo
preziosissimo Sangue - La Santissima Vergine Maria desidera dunque,
insistentemente, la devozione al prezioso Sangue di Gesù. È questo Divin Cuore
che arde d'amore per i peccatori che la spingerà a versare sino all'ultima
goccia del suo sangue per la loro salvezza e la loro santificazione".
Il
1° venerdì 3 agosto 1973 vi fu il secondo messaggio per suor Agnese.
Contiene una risposta a delle precise domande che il vescovo le aveva chiesto di
porre, dalla prima visita del cielo.
Da
sapere:
-
Dio desidera la sopravvivenza dell'Istituto delle serve dell'Eucarestia?
-
Se Egli lo desidera, è nella forma attuale?
-
Anche per un istituto secolare è necessaria la contemplazione? Questo secondo
messaggio contiene un insegnamento personale per preparare la giovane novizia ai
suoi voti temporanei.
Contiene
anche, per la prima volta, una parte di carattere pubblico.
Verso
le due del pomeriggio, suor Agnese recitava il suo rosario, in compagnia del suo
Angelo custode, quando la voce misteriosa, meravigliosamente bella ed
indescrivibile, e già sentita, scaturì dalla statua della Santissima Vergine
Maria.
"-
Figlia mia, mia novizia, ami tu il Signore? -
(domanda
fondamentale. Fu la domanda riproposta per tre volte da Gesù a Pietro, dopo il
suo triplo rinnegamento. Fu la domanda di Papa Giovanni Paolo II alla sua figlia
maggiore, la Francia: "Mi ami tu? Che ne hai fatto del tuo Battesimo?"
È la prima domanda di Maria a sua figlia).
-
Se ami il Signore, ascoltami bene. Ciò che sto per dirti è importante e tu lo
trasmetterai al tuo Superiore. Molte persone nel mondo affliggono il Signore.
Desidero dei consolatori per Lui. Mio Figlio ed Io, desideriamo delle anime
che riparino con le loro sofferenze e le loro povertà per i peccatori e per gli
ingrati, per placare la collera del Padre Celeste.
Per
far comprendere quanto sia irritato contro questo mondo, il Padre si prepara a
far cadere un grande castigo su tutta l'umanità.
A
più riprese, con mio Figlio, mi sono sforzata di placare la collera del Padre.
Ho potuto fermare questa collera con le sofferenze della croce di Suo Figlio;
mostrandogli il suo sangue, ed offrendogli la schiera di vittime, anime molto
amanti, che consolano il Padre. La preghiera, la mortificazione, la povertà,
gli atti che esigono sacrificio e coraggio, possono placare la collera del
Padre. Desidero tutto ciò anche dalla tua Comunità. Onora la povertà.
Mantenendoti nella povertà, convertiti.
(È
sorprendente vedere Maria insistere sulla povertà, in un convento già così
povero... Che lezione!... Sono dunque la sete delle ricchezze, la corsa ai beni
materiali, il conforto, il lusso, la frenesia disordinata per l'appagamento
delle passioni, delle cupidigie e delle degradanti concupiscenze carnali
esaltate ora dalla nostra società di liberalismo e consumismo, uno dei più
grandi ostacoli alla conversione).
-
Prega in riparazione delle ingratitudini e delle offese di una moltitudine di
uomini. Recita con tutto il tuo cuore la preghiera delle Serve dell'Eucarestia.
Mettila in pratica e offrila per la Redenzione.
(La
Santissima Vergine dimostra nuovamente una predilezione per questa preghiera
al Cuore Eucaristico di Gesù...)
-
Che ciascuna si sforzi, secondo le proprie capacità e secondo il proprio
(impiego) ruolo di offrirsi a Dio con tutto ciò che possiede. Anche in un
istituto secolare, la preghiera è necessaria. Ci sono delle anime che
desiderano pregare, già riunite qui. Senza fermarvi troppo alla forma
esteriore pregate costantemente, con fervore, per consolare il Signore.
(È
la risposta alle domande del vescovo) Dopo una piccola pausa...: - Ciò che
pensi nel tuo cuore è vero? Sei pronta a diventare una "pietra
scartata" tu, novizia mia che desideri diventare la sposa del Signore? (Di
fatto, suor Agnese, al di fuori della comunità che la sosterrà sempre, sarà
ben presto come una "pietra scartata", esposta ad ogni sorta di
contrarietà, cattiverie e di odiose calunnie da parte dei membri del primo
Comitato d'inchiesta il cui scopo non sarà quello di indagare seriamente, ma
di negare a priori ogni carattere soprannaturale degli avvenimenti. Ed in
seguito ad un falso rapporto emesso dal presidente di questo primo comitato,
suor Agnese ed il cappellano saranno messi al banco dell'opinione ecclesiastica
e religiosa come coloro che hanno "la testa malata").
-
Affinché la sposa sia degna del suo Sposo, pronuncia i tuoi voti con intenzione
di essere fissata alla croce con tre chiodi. Sono i tre chiodi:
-
della povertà
-
della purezza
-
dell'obbedienza
Tra
questi tre l'obbedienza è il fondamentale. Con una totale sottomissione,
obbedisci al tuo Superiore. Egli si mostrerà benevolo e comprensivo e ti
dirigerà".
Ecco
il contenuto del secondo messaggio. Molte persone mi hanno espresso il desiderio
di possedere la traduzione di questa "preghiera al Cuore Eucaristico di Gesù"
cosi cara a Maria.
Ogni
traduzione rischia di essere inadeguata o poco scorrevole per la preoccupazione
dell'esattezza. Vogliate scusarmene e se è possibile vi domando di supplire
alla mia deficienza epistolare.
Ecco
questa:
O
Santissimo Cuore di Gesù, realmente presente nell'Ostia santa,
il
mio cuore si unisce al Vostro Cuore Eucaristico,
O
Gesù, che vi immolate ad ogni istante, su tutti gli altari del mondo, lodando
il Padre ed implorando insistentemente la venuta del suo Regno.
Vi
affido e vi consacro interamente e per sempre la mia anima ed il mio corpo.
Degnatevi
di accettare favorevolmente l'umile offerta di me stessa e disponetene a vostro
buon per la gloria del Padre e la salvezza delle anime.
O
Beata Madre di Dio, non permettete che mi separi giammai dal Vostro Divin
Figlio. Custoditemi saldamente come vostro bene e vostra proprietà. Amen.
Sia
benedetto il Sacro Cuore di Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento
dell'altare! Per sempre nei secoli. Amen.
Sabato
29 settembre 1973, nella festa del glorioso Arcangelo Michele, patrono del
Giappone, i miracoli della statua raffigurante la Santissima Vergine Maria, si
moltiplicarono.
Dopo
il pranzo di mezzogiorno, quando suor Agnese recitava la preghiera del Rosario
con un'altra sorella, la statua risplendeva di raggi luminosi illuminando la
Vergine Maria di una luce bianchissima. Dopo aver terminato il Rosario, suor
Agnese notò che la ferita nella mano della statua era completamente
scomparsa. Ciò che la sorprese ancor di più è che aveva ritrovato la
perfezione tre mesi più tardi.
Mentre
la piaga, il sangue ed il dolore della mano di suor Agnese erano spariti
improvvisamente in capo ad un mese circa, il segno della ferita nella mano della
Santa Vergine durò tre mesi, come a significare che non si dovevano dimenticare
cosi presto i dolori del Cuore Immacolato e trapassato di Maria e soprattutto ciò
che era la causa.
Sempre
durante la festa dell'Arcangelo Michele, nell'ora in cui l'ufficio della sera
stava per finire, il fenomeno del mattino si rinnovò alla presenza delle altre
suore: la statua della Signora di tutti i popoli si mise nuovamente a
risplendere, inondata di luce e di candore...
Dopo
il Tabernacolo, come di dovere, viene la statua della Santissima Vergine Maria,
il primissimo Tabernacolo vivente di Gesù, che è circondato dai raggi
luminosi... Non è Lei la trasparenza stessa della bellezza e della luce del
Dio Uno e Trino? Quale condiscendenza divina!...
Vi
si aggiunge però un nuovo fenomeno. Dalla statua sgorgava un liquido che
somigliava al "sudore". L'Angelo custode, apparendo al fianco di suor
Agnese, le disse: "La Santissima Vergine Maria è ancora più triste di
quando versava sangue. Vuoi asciugare il suo "sudore'?".
Allora
suor Agnese e quattro sue compagne andarono immediatamente a cercare del cotone
assorbente, nuovissimo, per asciugare il sudore che sgorgava ovunque.
Sorpresa!... Per quanto asciugassero le gocce continuavano a scaturire,
succedendosi le une alle altre...
Il
sudore colava senza posa, unto, spesso, proveniva soprattuto dalla fronte e dal
collo, ma sgocciolando, anche dalle spalle, dal petto, da tutta la Persona.
Il
cotone e le garze ne erano completamente imbevuti. Le povere sorelle,
rattristate, erano occupate ad accusarsi ciascuna personalmente. Nonostante
fossero affaccendate per il lavoro, pregavano: "Santa Vergine, perdono...
Sono desolata di causarvi tante sofferenze... Risparmiate i vostri figli
infedeli ed ingrati... proteggeteci, soccorreteci, ve ne supplichiamo..."
E
così pregando asciugavano la statua dolorosa, mettendovi tutto il loro cuore.
Suor Agnese dirà ella stessa: "Il cotone che avevo nella mano era cosi
inumidito che si poteva strizzare".
Dopo
cena, quando suor Agnese si recò in cappella, la statua era di nuovo tutta
grondante di sudore.
Il
cuore delle sorelle era tutto addolorato come quello della Madre dei dolori.
Esse si rimisero ad asciugare quel sudore pregando la Vergine Maria ad alta
voce, domandandole perdono e misericordia per tutti i dispiaceri ed i dolori
immensi causati dagli innumerevoli peccati degli uomini. Ma il sudore sgorgava
continuo, come se la Madre di Dio fosse inconsolabile...
Tuttavia,
una volta seccato, sia la statua che i pezzi di cotone inzuppati di sudore,
esalarono un profumo ineffabile che sapeva di rosa, giglio o violetta o di
tutti questi fiori mescolati. Un profumo di una delicatezza ineffabile!
Un'essenza
meravigliosa che non trova eguale in alcun profumo di questo mondo... Tutta la
cappella fu ben presto pregna di questo odore soave. È veramente commovente
vedere come la Santissima Vergine Maria, da buona Mamma d'amore abbia voluto
manifestare a tutte queste piccole Veroniche giapponesi, addolorate e
ammirevoli, come Ella apprezzasse e gradisse ogni consolazione che Le
procuravano con i loro gesti di dedizione con le loro preghiere di riparazione e
di supplica, con le loro ardenti orazioni giaculatorie che sgorgavano
spontaneamente dal loro cuore, contrito, umiliato e amante.
Mamma
Maria risponde alla delicatezza delle sue figlie con una delicatezza in più
nei loro riguardi.
L'indomani,
30 settembre, domenica mattina, festa di santa Giovanna d'Arco, tutte le suore
sono nuovamente sorprese entrando nella cappella. Un'essenza di una soavità
inspiegabile provenendo dalla statua della Santissima Vergine Maria fluttuava
nell'atmosfera...
Suor
Agnese racconta:
-
Nessuna essenza al mondo può esser paragonata. Era un odore celeste.
Contrariamente alla tristezza della sera precedente, i visi delle suore si
illuminarono, colmi di una gioia e di una pace straordinarie che veramente
contrastarono con le lacrime e i dispiaceri del giorno precedente. Era come la
conseguenza di questa essenza che inondava semplicemente la cappella".
Questo
profumo proveniente dal cielo continua ad impregnare l'atmosfera durante tutta
la prima quindicina del mese di ottobre, il mese benedetto del Santissimo
Rosario di Maria.
Occorre
notare che il 1 ottobre, nella festa del "piccolo fiore" santa Teresa
del Bambin Gesù, così come il 15 ottobre, questo profumo che somigliava a rose
venute dal cielo, si intensificò ancora di più. Le "due" santa
Teresa la grande e la Piccola ebbero diritto ad un favore speciale.
Da
notare anche il 7 ottobre 1973. Durante la festa del Santissimo Rosario di
Maria, il Cielo si compiacque di manifestare la sua preferenza per questa
devozione e per colei che ne è la Regina e perciò anche per tutti gli
innamorati del Rosario. Fin dal mattino, la cappella fu inondata, per tutto il
giorno, da un'essenza sia meravigliosa che misteriosa, ma lasciamo la parola a
suor Agnese:
-
"Il 7 ottobre, poiché è la festa del S. Rosario, pregavo con un fervore
particolare, mettendo tutto il mio cuore in ogni grano della corona. Quel
giorno, l'essenza profumata riempiva la cappella in un tale modo che ero come
avvolta dall'amore della Santissima Vergine Maria e inebriata dall'amore del
Cristo. Proprio nel momento in cui domandai per quanto tempo questa essenza
sarebbe rimasta e sperando che sarebbe durata per tutto il mese del Rosario,
l'Angelo custode apparve e scrollò il capo. Disse sorridendo: "Rimarrà
fino al 15 ottobre. Non sentirete mai più questa essenza nel mondo.
Ricordandovi di questa essenza dovete diventare virtuose. Se vi sforzerete a
fare ciò vi riuscirete mantenendovi sotto la protezione della Santissima
Vergine Maria". Poi scomparve".
Come
l'Angelo aveva predetto, il 16 ottobre, il misterioso profumo che riempiva tutta
la cappella dalla festa del grande S. Michele Arcangelo, scomparve
improvvisamente. Tutti furono sorpresi questa volta dall'odore banale, comune,
ordinario e completamente differente.
Mamma
Maria, la consolatrice degli afflitti, nella sua tenerezza materna, aveva
voluto mettere un balsamo sui cuori rattristati e straziati delle sue povere
figlie, per consolarle momentaneamente e confortarle in vista delle prove
future che dovevano ancora affrontare.
Il
sabato 13 ottobre 1973, ricorre l'anniversario dell'ultima apparizione della
Santissima Vergine ai bambini di Fatima. È anche il giorno del terzo messaggio
della Vergine ad Akita con l'annuncio di una terribile punizione.
La
Regina del cielo e della terra tiene a dimostrare la strettissima relazione
degli avvenimenti e dei messaggi di Akita con quelli di Fatima. Le apparizioni
ed i messaggi della Madre di Dio si uniscono e si completano sempre. Non c'è
che una sola Vergine Maria, unica Madre di Dio, della Chiesa e di tutti i popoli
che compongono l'umanità. È la stessa Vergine Maria che già da oltre 150 anni
si degna di visitare la terra a Parigi, a Lourdes, a Pellevoisin, a Pontmain, a
Fatima, a Garabandal, a San Damiano... e ancora altri posti e che attualmente
appare tutti i giorni a Medjugorje in Jugoslavia. È la Vergine pellegrina,
l'Immacolata Regina dell'Universo che scende sulla terra ove satana fa tante
rovine per schiacciargli subito la testa orgogliosa e trionfante e salvare la
Chiesa ed il mondo sottomesso sempre di più alla sua crudele tirannia.
Alzatesi
di buon'ora come d'abitudine, quel giorno, come tutti gli altri giorni, le
religiose della piccola comunità delle serve dell'Eucarestia, dopo le lodi,
l'adorazione, la meditazione silenziosa del mattino cominciarono la recitazione
in comune del primo rosario della giornata.
Iniziato
il rosario, una luce misteriosa cominciò a riempire la cappella. E più
ancora che d'abitudine, in questo 13 ottobre, un'essenza indicibile emanava
dalla statua dell'Immacolata, come se Ella volesse consolare ed incoraggiare con
la sua presenza tutta la piccola comunità in preghiera.
Poiché
in quel giorno non vi erano messe al convento, dopo la prima colazione suor
Agnese si ritirò nella sua camera, ma non riusciva a concentrarsi sul suo
lavoro. Si sentiva talmente turbata da tutti questi ultimi avvenimenti che non
poteva più concentrare la sua attenzione. Allora, non potendo far nulla ritornò
da sola alla piccola cappella. La Santissima Vergine Maria l'attendeva lì.
Suor Agnese aveva appena fatto il segno della croce per continuare il rosario
cominciato il mattino, quando la voce soave della statua si fece udire
nuovamente per emettere il terzo ed ultimo messaggio ed il più importante:
-
"Figlia mia diletta, ascolta bene ciò che sto per dirti adesso, e trasmettilo
al tuo Superiore... (dopo un silenzio)... Come ti ho già annunciato in
precedenza, se gli uomini non si convertiranno, il Padre lascerà cadere su
tutta la razza umana un grande castigo. Senza alcun dubbio, sarà una punizione
terribile, più grande del diluvio, tale che ancora non si è mai vista.
Il
fuoco cadrà dal cielo. A causa di questo castigo una grande parte dell'umanítà
sarà annientata. I preti moriranno come i fedeli. Gli uomini che saranno
risparmiati conosceranno tali sofferenze che invidieranno i morti. Allora la
sola arma che resterà sarà: il rosario e il Segno lasciato dal Figlio.
(Qual'è
questo segno? La Santa Vergine non l'ha specificato. Io penso che sia la croce
piantata sul globo ai piedi della quale Maria è ritta. La croce è il segno
della vittoria: "Con questo segno vincerai". È la croce che è
eretta sul Monte Krizevac a Medjugorje in Jugoslavia e che si circonda a volte
di luce... È la croce gloriosa - che è apparsa più volte, sull'alta collina
di Dozulè, in Normandia, ad una trentina di chilometri da Lisieux, dove pregava
la piccola Santa Teresa il secolo scorso... Madaleine, la veggente, una madre
di famiglia con cinque figli, la descrive così: "I bracci e l'altezza
sono uguali. La croce è immensa, diritta, impressionante, meravigliosa,
abbagliante, ma dolce da guardare e rischiara tutto l'orizzonte...").
-
Ogni giorno recitate la preghiera del rosario. Con questa preghiera pregate per
il vescovo e per i sacerdoti. L'azione del demonio è penetrata sin dentro la
Chiesa. I cardinali si scagliano contro i cardinali e i vescovi contro i
vescovi.
(Questa
frase fece tremare il vescovo del luogo. Sarà il primo a sperimentarne la
veridicità).
-
I Sacerdoti che mi onoreranno, saranno disprezzati, vilipesi, combattuti dai
loro confratelli.
(Questo
è facile da constatare. I sacerdoti che onorano specialmente la Madre di Dio,
la Santa Eucarestia ed il Santo Padre, sono bersaglio di calunnie, di
persecuzioni, palesi o nascoste, di ritiri forzati, di riduzione all'inattività,
o semplicemente di esilio).
-
L'altare, la Chiesa saranno saccheggiati. La Chiesa sarà riempita di persone
compromesse.
(Compromesse
con il mondo, con il potere, con Mammona...ri - lettura marxista del Vangelo).
-
Per azione del demonio, molti sacerdoti e religiosi abbandoneranno la loro
vocazione. Il demonio si accanirà specialmente contro quelli che si saranno
offerti al Padre. La perdita di molte anime è la causa del mio dolore. Se i
peccati continuano ad essere commessi e oltrepassano l'attuale misura, anche
il perdono dei peccati finirà per scomparire.
(Parola
terrificante. Sicuro: per ogni peccato misericordia. Per ogni peccato per cui si
ha pentimento... Non ci può essere perdono senza contrizione).
-
Con coraggio trasmetti questo messaggio al tuo Superiore. - Allora la suora
chiese:
-
E chi è il mio superiore? La risposta fu:
-
Il tuo Superiore è il tuo vescovo, che dirige anche la tua comunità. (Tutto
questo perché il sigillo della Chiesa fosse posto ai messaggi di Maria,
l'inviata del Padre Celeste in un ultimo tentativo di salvezza). La voce
aggiunge familiarmente:
-
Desideri chiedermi ancora qualche cosa? È oggi l'ultima volta che tu mi ascolti
parlarti a viva voce. Ormai tu obbedirai al mio inviato (l'Angelo custode) e
al tuo Superiore. Recitate molti rosari. Io sola posso ancora salvarvi dalle
disgrazie che si annunciano. Chiunque avrà fiducia in me sarà salvato".
Quest'ultima
parte del messaggio ha indisposto alcuni teologi del Giappone. Ma è molto
semplice. Non si tratta di prendere il posto di Cristo, come essi comprendono,
si tratta solamente di riconoscere la mediazione molto potente di Maria,
voluta dal Cielo.
E
un messaggio grave, severo, di portata universale, ma quanto confortante per i
figli e le figlie di Maria.
Il
6 luglio 1973, la voce uscita dalla statua aveva detto a suor Agnese nel primo
messaggio: "L'infermità della tua sordità, ti fa soffrire? Guarirai
certamente..." Tutta la credibilità dei messaggi poggerà infine sulla
realizzazione di questa promessa.
Il
13 ottobre 1974, durante il saluto del SS. Sacramento, suor Agnese fu
istantaneamente guarita dalla sua sordità. La sera stessa telefonò a mons. 1tò
e gli parlò come una persona normalissima.
L'indomani
la diagnosi del medico fu perentoria: "Facoltà dell'udito normale".
Eppure suor Agnese quando aveva cominciato a provare difficoltà nell'udito,
il medico aveva diagnosticato che non avrebbe sentito più, poiché non vi era
alcuna possibilità di guarigione.
Fece
anche delle pratiche presso il Governo per farle ottenere una pensione come
persona handicappata a vita. Spinse la sua delicatezza fino ad iniziare ad
insegnarle l'arte di leggere le altrui parole sulle labbra.
Per
lui il ristabilimento della facoltà dell'udito era clinicamente impossibile.
Non poteva credere ad una guarigione puramente naturale. Il ritrovamento
dell'udito durò sei mesi e di nuovo suor Agnese divenne sorda come prima. Il
Buon Dio le chiedeva ancora di fare l'offerta del suo sacrificio.
Allora
che dire della promessa della Santa Vergine: "Tu guarirai certamente?"
La Santa Vergine non saprebbe mentire. Questo non era che un acconto. Soltanto
nove anni più tardi guarirà definitivamente, per un miracolo dell'Eucarestia,
l'ultima domenica del mese di maggio 1982, il giorno di Pentecoste, durante la
benedizione del Santissimo Sacramento. Mamma Maria aveva mantenuto la sua
promessa.
Come
per la prima volta è con la benedizione di Gesù-Ostia che suor Agnese sarà
completamente guarita. Maria conduce sempre all'Eucarestia.
-
Perché aver atteso tanto tempo? - si dirà ancora.
Bisognava
autentificare, col sigillo del cielo, cioè con un miracolo eclatante, la
veracità dei fenomeni straordinari già avvenuti e diversi altri, non meno
sorprendenti, che dovevano ancora prodursi. La pedagogia del cielo supera quella
degli uomini.
In
effetti, tutti i fenomeni menzionati sopra, e inspiegabili naturalmente, furono
presto, non eclissati, ma superati da un fenomeno molto più frequente e
sempre molto doloroso, a partire dal 4 gennaio 1975: il fenomeno della
lacrimazione.
Il
4 gennaio 1975 era il primo sabato del mese e dell'Anno Santo. Era anche il
giorno di chiusura di un ritiro per una ventina di suore della congregazione.
Dopo la Santa Messa e le preghiere del mattino, le suore ripresero i loro
lavori quotidiani come al solito. Verso le 9 e 30 la suora sacrestana notò
che lo zoccolo della statua di Maria era bagnato. Alzato lo sguardo, vide delle
lacrime scendere dagli occhi. Interessata, osservò attentamente la statua...
Senza alcun dubbio le lacrime comparivano dalle palpebre e scendevano lungo il
viso.
Qualcuna
cadeva dal mento sullo zoccolo... Fu lo stupore generale. In questo primo sabato
del mese, le sante lacrime della Vergine Maria scesero tre volte nella
giornata: il mattino alle 9 e 30, il pomeriggio alle 13 e 30, la sera alle 18 e
45.
Avvertito
del fenomeno, mons. Itò si recò immediatamente sul luogo. Giunse alla sera,
giusto per la terza lacrimazione.
È
necessario un viaggio in treno rapido di 4-5 ore per venire dalla città di
Niigata, sua residenza episcopale, ad Akita, dove poi bisogna prendere il taxi
per arrivare alla "montagna" di Juzawadai.
Monsignor
Itò mi raccontò lui stesso in termini commoventi questa prima visione delle
sante lacrime di Maria. Sin dal suo arrivo entrando nella cappella
improvvisamente le lacrime sgorgarono in tale abbondanza che ne fu scosso. Lo
ero anch'io ascoltandolo, non sapendo ancora che la stessa sconvolgente
esperienza stava per essermi riservata, quattro volte, come a lui, di cui una
insieme a lui.
Dopo
la benedizione del Santissimo Sacramento, l'Angelo apparve a suor Agnese e le
disse:
-
"Non siate stupiti di vedere la Santissima Vergine Maria piangere. Una sola
anima che si converte è preziosa al suo Cuore. Essa manifesta il suo dolore per
ravvivare la vostra fede, così incline ad affievolirsi. Adesso che avete
visto le sue preziose lacrime, per consolarla parlatene con coraggio. Diffondete
questa devozione per la sua gloria e quella del suo Figlio".
Dopo
questo 4 gennaio 1975, che segue l'inizio delle lacrimazioni mariane ad Akita,
fino al 15 settembre 1981, festa di nostra Signora dei sette Dolori, che
sembra significarne la fine, dunque per circa sette anni, la Santissima Vergine
Maria ha pianto 101 volte, davanti a circa duemila testimoni oculari, che si
trovavano là provvidenzialmente, senza cercarla, perché mons. Jtò aveva
proibito ogni pubblicità.
Conservo
gelosamente l'elenco delle 101 lacrimazioni, con data, giorno, ora, compreso
il numero dei testimoni che erano presenti ogni volta. Personalmente sono stato
testimone della 23ma lacrimazione il 24 gennaio 1979. L'ho anche fotografata,
una fotografia è come una reliquia, perché queste sono le vere lacrime di
Maria. Inoltre, per una serie di circostanze impreviste e dunque veramente
provvidenziali, mi trovai presente anche per le tre ultime lacrimazioni, la
99ma, la 100ma e la 101ma. Dio e la sua Divina Madre ne siano benedetti...!
Ad
ogni lacrimazione, quando ero presente, padre Tomas Jasuda, cappellano e
direttore spirituale di suor Agnese, ha sempre fatto recitare la corona dei
misteri dolorosi. Alla fine asciugava il viso di Maria e raccoglieva con cura
le lacrime emesse dalla statua... È lui il testimone più qualificato per
parlare degli avvenimenti di Akita e per pronunciare un giudizio oggettivo sulle
cose e le persone che li riguardano.
Con
il consenso di mons. Jtò, presentò i tamponi imbevuti di sangue, di sudore e
di lacrime all'esame ufficiale della Medicina Legale dell'Università di Akita
e di Gifu. Il risultato dell'esperimento è stato determinante. Ha stabilito
che si tratta realmente di sudore, di lacrime umane e che il sangue appartiene
al gruppo sanguigno "O".
Considerando
tutte queste ragioni, è impossibile che un essere umano, chiunque sia, possa
estrarre sangue, sudore, lacrime - e in tale quantità - da questa semplice
statua di legno, tutta secca e con fessure in più punti. Si pone allora la
domanda: "Quale è l'origine di questi fenomeni?".
Con
una precisione irrefutabile, nella sua Apologia degli avvenimenti di Akita,
padre Jasuda dimostra che il fenomeno delle lacrime non può essere provocato:
-
né da una persona (in questo caso da suor Agnese) dotata di facoltà
ectoplasmatiche);
-
né per azione del demonio, a causa delle numerose guarigioni, grazie e favori
soprannaturali ottenuti.
Soltanto
per un intervento divino. Intervento soprannaturale che difende mons. Jtò nel
dossier che ha presentato a Roma nel 1982 per ottenere il riconoscimento
ufficiale degli avvenimenti soprannaturali di Akita.
Un'altra
domanda si pone: "Perché tanti fenomeni miracolosi?" La risposta è
molto semplice: per autenticare la veracità dei messaggi della Santa Vergine.
Certi
"spiriti forti" si credono molto intelligenti volendo ad ogni costo
dissociare i segni dal significato. Per essi, tutto ciò che è meraviglioso,
miracoloso, straordinario, è sospetto a priori. Essi temono che il "rivestimento
meraviglioso" venga a mascherare, a deformare il messaggio...
Senza
dubbio il meraviglioso attira le persone, una meraviglia è una meraviglia.
Soprattutto se viene dal Cielo. Allora perché non accoglierla con riconoscenza
ed amore, tanto più che il fine del meraviglioso che viene dal cielo, è
giustamente la messa in opera del messaggio che viene rischiarato, confortato,
autentificato.
Nella
misura in cui i frutti sono buoni - di cui la Chiesa è solo ed ultimo giudice
- diventa ingiusto e disonesto dire che il "meraviglioso" maschera e
deforma il messaggio mentre getta su di esso una lucentezza ancora più
rischiarante.
Al
limite la vita di Gesù presenta un problema dello stesso ordine. La sua vita
pubblica specialmente è piena di episodi e di un insieme dì fatti o di
avvenimenti straordinari, sensazionali, meravigliosi, miracolosi; di parole
che non si vuol più comprendere. Infatti:
-
A Cana Gesù cambia l'acqua in vino...
-
Con una frase calma la tempesta...
-
Con un gesto procura pesche miracolose...
-
Con una benedizione moltiplica pane e pesci...
-
Cammina sulle acque...
-
Con una parola, un gesto, un semplice tocco, guarisce ciechi, lebbrosi, chiunque
abbia fede...
-
Resuscita il figlio della vedova di Naim...
-
Resuscita il suo amico Lazzaro... ecc.
Che
cosa di più "sensazionale", di più "meraviglioso", di più
"miracoloso"!
Questi
atti, questo rivestimento meraviglioso, sono destinati a "sfumare",
a "mascherare", a "deformare" il messaggio dottrinale di Gesù
e il carattere soprannaturale dei suoi interventi?
Mi
sembra che sia tutto il contrario. Con la Chiesa, bisogna dunque considerare che
il "meraviglioso" delle opere di Gesù è inseparabile dalle sue
parole e dal suo insegnamento.
Ugualmente,
attendendo il giudizio della Chiesa, non si può a priori o per principio
separare le apparizioni o interventi di Maria dal messaggio dato.
Se
i fenomeni miracolosi, apparizioni o interventi mariani, angelici o celesti sono
autentici, allora fanno parte del messaggio, come i segni dati da Gesù sono
inseparabili dalle sue parole. Non si può dissociare ciò che ha fatto da ciò
che ha insegnato.
Ce
n'è abbastanza per tutti quelli che hanno la fobia del meraviglioso, di tutto
ciò che è soprannaturale. Ora che cosa c'è di più meraviglioso che il
soprannaturale!...
Per
ritornare agli avvenimenti di Akita, tutti i fenomeni citati sopra, specialmente
il fenomeno delle lacrime di Maria, avvenuto così frequentemente, sono in
relazione diretta con i messaggi che ricevette suor Agnese, con la mediazione
di una voce celeste che usciva dalla statua di Nostra Signora di tutti i popoli.
Questi
messaggi sono importanti e gravi. Non bisogna prenderli alla leggera... Le
lacrime silenziose di Maria danno alle sue parole una eloquenza eccezionale
che non ha niente da vedere con gli artifici della saggezza umana.
Una
Mamma quando non la si ascolta, non parla più - Tace e piange. Contempliamo la
delicatezza d'amore e la profonda umiltà di Maria, la Madre di Dio, che piange
sui suoi poveri figli che troppo offendono il tanto amato Suo Figlio e che si
rendono così disgraziati. Debolezza dell'amore...
Umiltà
dell'amore materno...
Ma
questa debolezza, questa umiltà sono la sua più grande forza. Chi dirà la
potenza delle lacrime di una madre? La potenza delle sante lacrime della Madre
di Dio?
Non
so più quanti anni avevo, ma ricordo di aver fatto piangere mia madre al punto
di averla obbligata a prendere il bastone per correggermi... Era in realtà la
frusta che le spezzava il cuore prima di spezzare il mio troppo fiero orgoglio e
il mio terribile amor proprio. Povera mamma. Come dovevo farle pena!... Perché
mentre brandiva il bastone flessibile, vedevo la sua bella figura offuscata di
tristezza e i suoi begli occhi blu pieni di lacrime.... Non mi ricordo dei colpi
di bastone, è come se non li avessi sentiti, ma mi ricordo bene delle sue
grosse lacrime brillanti, più belle di tutte le perle del mondo, che
scendevano abbondantemente... e sentivo la profonda umiltà del suo amore che
la faceva piangere.
Dopo,
credo di non averla fatta più piangere, se non forse di gioia, anche quando non
aveva più lacrime per aver troppo pianto, al tempo della partenza in missione,
senza speranza di ritorno (all'epoca) dei suoi due figli missionari, nel 1949.
Se
le lacrime di una madre sono già così potenti nel cuore di un bimbo che
voleva fare di testa sua, che dire dell'onnipotenza delle sante lacrime
dell'umile ed Immacolata Madre di Dio sul cuore dei suoi grandi bambini,
peccatori, ribelli ed ingrati?
È
l'ultima supplica di un amore che dispera di essere amato. E più l'amore è
grande, più la sofferenza è amore.
Se
la Madonna piange è perché il suo cuore è toccato nel vivo. Allora bisogna
fare di tutto per consolarla, per consolare il suo Cuore dolorante ed
immacolato di Madre.
La
Santissima Vergine Maria a Siracusa, in Sicilia, ha pianto solo tre giorni e
mezzo. In Giappone, ad Akita, ha pianto 101 volte per quasi sette anni. Questa
effusione sovabbondante di lacrime della Madre dei sette Dolori rivela la
sovrabbondanza dei peccati del mondo che ne sono la causa.
Le
sante lacrime di Maria sono il tesoro di Dio, ma sono versate per noi. Esse,
unite al prezioso Sangue di Gesù, sono la doppia effusione di uno stesso Cuore.
È tutto il mistero della Passione, della Redenzione e della co-Redenzione,
della Mediazione e dell'Intercessione dei due cuori uniti nello Spirito Santo,
che si perpetua nel mondo.
L'afflizione
del cuore immacolato di Maria, non è altro che l'afflizione del Sacro Cuore di
Gesù.
Il
sudore ed il sangue che colano dalla statua di Maria vogliono ricordare il
sudore ed il sangue di Gesù nell'orto dell'agonia e rinnovare la devozione al
prezioso Sangue inseparabile dalla devozione al cuore sano e misericordioso di
Gesù e al cuore doloroso e immacolato di Maria. Fortunati peccatori che siamo
ad avere una Madre onnipotente sul cuore di Dio, che piange con tanta
sollecitudine sui suoi figli ingrati e smarriti. Gli infelici figli di così
grandi lacrime e così profondo dolore non possono che essere salvati. Quando
Mamma Maria piange sui suoi figli, le sue lacrime sono una rugiada benefica, un
vero diluvio universale del Sangue divino di cui Ella è la dispensatrice
sovrana. Questa effusione è al tempo stesso la più perfetta di tutte le
offerte.
-
"O Madre tanto amante, perché piangete?... Su chi piangete?.. Oh? Lo so
fin troppo! Il mondo intero è consegnato al peccato e dunque sotto il dominio
di satana. Tuttavia senza il timore di sbagliare, io posso dire che le lacrime
cocenti della nostra Mamma del Cielo sono causate dai suoi stessi figli, che
oggi, in gran numero, vivono nell'oblìo totale di Dio, immersi nei falsi
piaceri del mondo e della carne, a dispregio dei Comandamenti di Dio e della
Chiesa e che corrono irrimediabilmente verso la loro perdizione.
E
noi sacerdoti, in questo popolo di Dio, non dobbiamo essere i primi a fare un
"mea maxima culpa" di ardente riparazione? Noi, i consacrati, la
pupilla dei suoi occhi, i novelli Giovani del suo Cuore, non siamo la causa
principale dei pianti della nostra Madre comune, divenuta specialmente
"la Madre del nostro Sacerdozio"? Non è su noi sacerdoti che piange
innanzitutto?
Oh,
si, nel profondo del mio cuore io lo so, io lo sento, il suo più grande dolore
è di vedere i suoi cari figli che le sono consacrati che non l'amano più,
che non ascoltano più le parole di suo Figlio, che non seguono più il Santo
Padre, che tradiscono il Vangelo per favorire il grande errore demoniaco del
marxismo e del modernismo, che ignorano Gesù presente nell'Eucarestia,
l'abbandonano solo nel Tabernacolo e l'offendono tropo spesso con sacrilegi
ripetuti e con troppo facili negligenze...
E
quello che ho sentito profondamente quando una suora della comunità mi ha
detto: "È la prima volta che la Vergine Maria mostra le sue lacrime ad un
sacerdote".
È
certo una grande grazia vedere le sante lacrime della Santissima Vergine... ma
quelle parole mi fecero prendere ancora più coscienza della mia responsabilità
e della mia solidarietà con tutti i miei fratelli sacerdoti... In questo
piccolo convento dedicato all'Eucarestia ho compreso che Gesù soffre
soprattutto per la freddezza, per l'indifferenza e gli oltraggi ricevuti dai
suoi prediletti, precisamente nel grande sacramento del suo Amore.
Già
a Caserta, in Italia, Teresa Musco richiamata a Dio nel 1976, aveva annunziato
da parte della Madonna che le sue lacrime si sarebbero viste anche in altre città
e in altre nazioni... E la Vergine Maria aggiungeva tristemente: "Quanti
miei figli prediletti, i sacerdoti, mi tradiscono e mi hanno messa fuori dal
loro cuore!".
Quale
dolore insondabile!... Tuttavia, in un sussulto d'amore il suo Cuore di madre
cercava di toccare ancora il cuore dei suoi figli con quest'ultima
dichiarazione: "Sarà sufficiente un po' di pentimento - diceva - ma io
sono la loro Mamma, io li amo più di prima".
Ma
anche questo "un po' di pentimento" la nostra dolce Mamma non lo trova
ed è perciò che piange cercando dei consolatori per suo Figlio e delle anime
riparatrici.
Come
Ella è la sola Madre secondo la natura che ha il diritto di adorare suo
Figlio Gesù, Ella è anche la sola Madre secondo la grazia, che ha il potere di
farlo adorare all'innumerevole moltitudine dei suoi altri figli, con la sola
virtù onnipotente delle sue sante lacrime.
Sul
Calvario dopo averci dato sua Madre attraverso la persona di S. Giovanni, Gesù
gridò: "Ho sete!" In quel momento bevve a grandi sorsi in quel
genuino calice della sua Passione che era il cuore trafitto dell'Immacolata...
La
Santissima Vergine Maria, durante tutta la sua vita, ma soprattutto alla Croce,
ha sofferto tutto ciò che il Cuore di Gesù ha sofferto.
Le
afflizioni, i dolori, le passioni sono unite in maniera indissolubile perché i
due cuori sono uniti nello Spirito Santo per l'ultimo sacrificio: Non è che una
passione che fa soffrire due cuori in una volta.
Vedere
il dolore di sua Madre che assisteva alla sua atroce agonia, ha abbreviato la
sua vita. Il suo Cuore di Figlio ha potuto resistere più alle sofferenze
fisiche che a questo indicibile strazio.
'Mamma"
- è stata la sua ultima parola, il "grande grido" col quale è
spirato sulla croce.
(La
Vergine ai suoi figli prediletti, i preti: 1° agosto 1973) "Consummatum
est".
Sì,
tutto era consumato. Gesù aveva bevuto a quel "Calice d'amore"
riempito di lacrime dalla sua Santa Madre, divenuta la nostra.
È
su questo oceano di lacrime dolorose ed amorose di Mamma-Maria che si leverà
presto, nel paese del Sol Levante, il vero sole: di giustizia, di luce e d'amore
che lo guarirà da ogni miseria.
Allora si realizzerà la promessa della Signora di tutti i popoli: "Il Giappone si convertirà" (21ma visione 15.2.1950).
(Prete
delle Missioni Straniere di Parigi)
Traduzione del testo francese pubblicato a Parigi nel 1985 con l'approvazione di mons. Dò, vescovo della diocesi di Niigata, dove si sono verificati questi avvenimenti di carattere soprannaturale.
P.S.:
Mentre ritrascrivevo questo racconto, ho ricevuto dal convento delle serve dell'Eucarestia,
la dichiarazione ufficiale del vescovo del luogo, mons. Jtò, che riconosceva
con tutta la sua autorità episcopale, il carattere soprannaturale degli
avvenimenti di Akita.
Il
vescovo si rivolge a tutti i suoi diocesani con un lungo messaggio, di cui
ordina lettura a tutte le Messe, la domenica di Pasqua 22 aprile 1984, che
chiude l'anno Santo.
Deo
gratias!... Sia lodato Gesù Crísto e la sua Divina Madre Immacolata!
Il
Card. Ratzinger, dopo aver studiato a fondo tutto il dossier relativo alle
apparizioni di Akita, avrebbe riconosciuto attendibili i messaggi della Vergine
valutando positivamente i frutti spiritualì di questa devozione ed invitando il
Vescovo a continuare ad informarlo sullo sviluppo dei pellegrinaggi, delle
conversioni e degli altri segni spirituali che lì si verificano. Ad Akita, in
Giappone, una statua della Madonna, secondo la testimonianza di oltre 500
persone, cristiani e non, tra cui il sindaco buddista della cittadina, ha
versato delle lacrime. Nel 1984, l'allora Ordinario mons. Jtò, che ora è
stato ricevuto dal Card. Ratzinger, aveva riconosciuto ufficialmente come
autentico l'accaduto, compresi i messaggi della Madonna che invitavano a
pregare e fare penitenza per il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti (da "30
giorni", ottobre 1988).
STORIA DELL'ORIGINE DELLA DEVOZIONE DELLA MADONNA DI AKITA IN KOREA
L'8
novembre 1983, il R.P. Jasuda di Akita, accolse il II gruppo di pellegrini
Koreani.
Il
gruppo, condotto dal R.P. Go Kisen che sa il giapponese, era di 39 persone. Tra
questi pellegrini c'era una signora di 58 anni, Cecilia Boku Teishin, guarita da
reumatismo cronico e da altre malattie. A mezzo dell'interprete P. Go, il R. P.
Jasuda tenne con detta signora la seguente intervista.
Nel
1980, una suora Koreana chiamata Albina, di ritorno da una visita in Giappone,
portò con sé un'immagine della Madonna delle lagrime di Akita ricevuta da
suore giapponesi in un convento di Myazaki nel suo convento in Korea, tale
immagine non fu gradita dalle consorelle, perciò pensò di darla a una sua
nipote, la quale le suggerì una persona più degna e così la regalò alla
signora Cecilia Boku dicendole: "Questa è un'immagine della Madonna di
Akita, nel Giappone, che ha versato molte lagrime, conservala con venerazione e
pregala con fervore". Cecilia la accettò lagrimando dalla commozione e
reputandosi indegna di ricevere questa sacra immagine la collocò sul suo
altarino famigliare per venerarla.
Cecilia
Boku era una povera donna che per vivere lavorava da molti anni cucendo vesti.
Giorno e notte lavorava con l'ago in mano e da 28 anni, accusava forti dolori
reumatici; mani e piedi le dolevano sino ad essere rattrappiti, il collo era
curvo in avanti e non poteva stare ritta; dagli orecchi le usciva
"pus" e pure la lingua le doleva fortemente. Inoltre, sopportando
molti altri dolori in tutto il corpo, poneva continuamente fiori dinanzi alla
Madonna e versando lagrime di devozione inalzava ferventi preghiere.
In
questo tempo la signora Cecilia Boku, recitando il credo e una preghiera
dell'angelo di Fatima, ottenne la salute di un giovane quindicenne non
cristiano e di una povera vecchietta cristiana, una certa Pia Shiro.
Il
13 febbraio 1981, dopo la messa serotina delle 6.30, secondo la sua
consuetudine, mentre pregava inginocchiata davanti alla Madonna di Lourdes nel
cortile della chìesa parrocchiale, si sentì chiamare tre volte per nome, da
una voce proveniente dalla statua della Madonna. Il marito e la sua madrina di
battesimo che pregavano inginocchiati assieme, si alzarono, guardarono attorno e
non videro nessuno. Udì la stessa voce che la chiamava ancora, invitandola a
salire la grotta: "Cecilia, Cecilia, vieni su, qui vicino a me".
Sentendosi indegna, rispose che non aveva il coraggio di avvicinarsi. "Sii
più obbediente" le fu risposto. Timidamente salì la grotta e
inginocchiata ai piedi della Madonna, recitò il credo e una preghiera di
Fatima, prima con la mano destra e poi con la mano sinistra potè toccare dalla
testa ai piedi la statua della Madonna, con facilità, come si fosse chinata
verso di lei.
"Con
ciò sei guarita completamente" la voce misteriosa le disse. Nello stesso
momento si sentì guarita da tutte le sue malattie. La Madonna continuò a
dirle: "Cecilia, tu hai offerto al Signore i tuoi grandi dolori ed hai
pianto con me. D'ora in poi continua ad accettare con gioia qualunque
sacrificio, e come tu mi hai sempre venerata nella mia immagine, così io
nell'ultimo giorno, ti porterò in braccio in Cielo".
Il
giorno seguente, dopo la Messa serale, Cecilia pregava dinanzi alla Madonna
della grotta di Lourdes e si sentì dire: "Guardami", alzò gli occhi
e vide illuminarsi la grotta e la statua della Madonna risplendere come
l'arcobaleno.
-
Osservi tu i 10 comandamenti? - le fu chiesto.
-
No, non li osservo perfettamente - fu la risposta di Cecilia.
-
Guarda il Cielo - le fu ingiunto. Nel Cielo vide il fuoco dell'inferno dilatarsi
come un mare.
-
Sono sette le porte che conducono all'inferno e queste sono i sette vizi
capitali. Chi osserva i comandamenti dell'amore verso Dio e il prossimo, sarà
benedetto dal Signore e come te riceverà la grazia della guarigione dalle
malattie spirituali e corporali.
Devi
annunciare a tutti questo messaggio - le disse la Madonna. Mentre un altro
giorno pregava con altre quattro persone ancora dinanzi alla grotta di
Lourdes, udì la solita voce dirle così:
-
Io nel Giappone, ho versato molte lagrime e non ho trovato che pochissime
persone che mi hanno consolato. Perciò, io sono venuta a trovare consolazione
in Korea; Cecilia, il segno che ti dò, per riconoscere che la Madonna di
Akita è venuta a visitare la Korea è, che quest'estate, gli oleandri del tuo
giardino che mai hanno fiorito, daranno una piena fioritura.
Infatti,
in quell'anno (1981), gli oleandri del suo giardino sbocciarono in una
splendida fioritura, tanto che i passanti si fermavano ad ammirarli. Nello
stesso anno in altra occasione, la Vergine Santa le affidò le seguenti
profezie:
-
Quando, in un prossimo avvenire, tu potrai fare un pellegrinaggio di
ringraziamento ad Akita, capirai meglio la grazia della tua guarigione. E
quando il Papa Giovanni Paolo II visiterà la Korea, in quella circostanza
innalzerà all'onore dei santi, 103 martiri Koreani. Inoltre, la preghiera del
Rosario ha la forza di bloccare persino una guerra nucleare.
Per
dimostrare, che questo messaggio veniva da Akita, la Madonna le insegnò una
canzone giapponese di bambini.
Cecilia,
che non sa il giapponese, registrò in un nastro magnetico questa canzone da
lei cantata e la spedì ad Akita; cantò questa canzone dinanzi alle suore e
cristiani di Akita, naturalmente con parecchie inesattezze nella pronuncia del
giapponese.
Ecco
la prima strofa di questo bel canto:
-
Andiamo insieme con le mani strette l'un l'altro, tutti gioviali, cantando
come uccellini, mentre le campane suonano... ecc. - La Madonna così le spiegò
il significato di questa canzone:
-
Esso, cantato dagli uomini del mondo intero, mentre si stringono le mani l'un
l'altro, è segno di amore fraterno tra i popoli e le campane che ovunque
suonano a festa sono simbolo di pace, tutti, anche gli adulti, diverranno come
bambini innocenti e con le loro preghiere apporteranno la pace a tutto il mondo.
Questa
intervista durò circa due ore, nella stanza di P. Jasuda, presenti molti
cristiani giapponesi di Akita.
Dopo
la celebrazione dell'Eucarestia (in Koreano), Cecilia e i pellegrini Koreani,
uniti a numerosi cristiani di Akita, nel prato della Madonna delle lagrime,
circostante la cappella e il conventino delle suore, fecero una processione,
recitando assieme, in koreano e giapponese, il Rosario. I cristiani giapponesi
di Akita, durante la processione, benchè pregassero nelle loro lingue
diverse, trasportati dallo stesso spirito di fede che li univano ai fratelli
della Korea, esperimentarono una gioia indicibile nel lodare il Signore Gesù e
la sua Madre divina. Durante la processione la signora Cecilia e il R.P.Go,
videro scendere dal Cielo una luce bianca come segno di benedizione della
Madonna, a conferma della sua profezia di due anni prima. Anche la signora Boku
Cecilia, pellegrina ad Akita fu fotografata con un gruppo di cristiani
giapponesi e la foto è conservata nell'album delle suore.
La
signora Boku è sui 60 anni, robusta, un po' tarchiata, ritta nel corpo, senza
un segno delle curvature del collo, e delle mani, della passata malattia.
Padre
Vittorio Luigi Gavasso Missionario in Giappone - St. Francis's Convent Mihara
machi 209-852 Nagasaki Japan (da "Il Cuore della Madre" n. 11,
dicembre '87)