ORA SANTA_4
Preparazione
Poniti
o anima fedele, alla presenza di Dio, e seguendo in ispirito Gesù Cristo
nell'Orto di Getsemani ti raffigura che per favore specialissimo Egli ti
scelga, come i suoi tre cari discepoli, per essere testimone degli acerbi
dolori del suo Cuore in quella notte. tremenda, e per associarti alla preghiera
tremenda, fervente che Egli diresse all'eterno Padre. Perciò rivolta a Gesù,
che così ti onora, farai la seguente preghiera, ma più collo spirito che colle
labbra, riflettendo posatamente sopra i sentimenti che vi sono contenuti.
Qual
favore, o mio Gesù, è questo mai per me ! Voi mi chiamate ad essere testimone
della vostra agonia, dei vostri acerbi dolori, anzi a consolare il vostro Cuore
in questi affanni medesimi, a confortarvi in questa agonia, ad unirmi alla
vostra preghiera e al vostro sacrifizio.
Io
vi seguo ben di cuore, o Gesù; ma chi sono io perchè vi degnate richiedere
la mia compagnia e il mio conforto?
Mi
comandate di vegliare insieme con Voi in quest'ora tremenda, ed io lo desidero
ardentemente, o mio Salvatore; ma Voi conoscete la estrema debolezza, che si
smarrisce nelle opere più sante, e sapete che se lo spirito è pronto la carne
purtroppo è inferma e mancante.
Volete
che io preghi con Voi per non cader in tentazione, ed io, o Signore, lo
propongo fermamente per la vostra grazia; ma Voi stesso insegnatemi a pregare,
sostenetemi nel pregare. Si, o Gesù, aiutatemi a stare con Voi in quest'ora
suprema, e così vi sarò fedel compagno nelle vostre pene; raccoglierò
divotamente i vostri sospiri, i vostri sudori, il vostro sangue prezioso, e
stamperò nel mio cuore i divini esempi che mi lasciaste in quella orrenda
agonia. Fatemi grazia perciò di tenere sveglio il mio cuore medesimo, onde in
quest'ora vi possa dar gusto e piacere, e non abbia anch' io ad incorrere nel
giusto rimprovero che faceste ai sonnacchiosi discepoli...
E
Voi, o eterno Padre, accettate sin d'ora l'offerta che io vi faccio delle pene
e dell'agonia del vostro divin Figliuolo, per soddisfare alla vostra
giustizia, per piangere i miei peccati e quelli di tutto il mondo, per implorare
la vostra misericordia... Accettate la mia orazione non perchè mia, ma perchè
unita a quella del mio caro Gesù.
Per
ottenere la grazia di compiere bene quest'Ora Santa si recitino tre Gloria Patri
al Cuore agonizzante di Gesù.
Non
appena Gesù Cristo è entrato nel Getsemani, che ad un tratto vien sopraffatto
da timori, da tedii, da tristezze: coepit contristari et moestus esse. Prima
che vengano i suoi nemici a tormentarlo, egli stesso lascia l'anima sua in
balia di tortura sì fiera, che, nessun altro potrebbe mai farlo.
Anima
mia, chi è quest'uomo che così si attrista ? Ah! è il tuo Salvatore... Miralo
tutto pallido, tremante, angosciato. L'anima sua è abbattuta, agitata, piena
di orrori, di terrori e di guai: Repleta est malis anima mea. E perchè mai ? Sa
egli pur troppo esser decreto del Padre che abbia a soffrire passione e morte;
ed essendo venuto il tempo dell'esecuzione, Gesù intima a se stesso siffatto
decreto, onde 1' umanità vi si sottometta e 1' accetti.
Egli
si rappresenta quindi minutamente tutta la serie della sua atrocissima
passione; vede 1e catene, i flagelli, le spine, i pugni, gli schiaffi, gli urtoni
crudeli; vede la sua sacra persona fatta segno alle derisioni, alle beffe, agli
scherni, alle ironie, ai sarcasmi, alle calunnie, agli affronti, alle villanie
più ingiuriose; vede il suo corpo flagellato, percosso, pesto, illividito, lacerato,
coperto di piaghe, grondante di sangue, trafitto ed esanime cadavere sulla
croce; vede gl'insulti dei nemici, l'abbandono degli amici, la negazione di
Pietro, il tradimento di Giuda, la fuga dei discepoli, l'abbandono del Padre...
O Dio, che ambascia! O Dio qual profonda tristezza !...
Ah!
mio dolcissimo Salvatore, che è mai ciò che io veggo? l'anima ve stra pur
gloriosa soggiacere a tristezze, a timori, a rincrescimenti, a tedii? So bene
che siete Voi stesso che vi prendete sì sensibili pene; ma, Gesù mio caro, e
non è già troppa la passione cui prevedete, senza aggravarvi di tante
anticipate angoscie ? Oh bontà, oh carità infinita! quando si tratta di patire
per me nulla a Voi pare troppo...
Penetra,
o anima, colla fede e coll’affetto più che puoi nel Cuore afflittissimo di
Gesù... Considera come prendi tu le afflizioni che Dio ti manda, nè ti
lamentare delle tribolazioni che provi; uniscile alla tristezza di Gesù,
riponile nel suo Cuore, e sfoga il tuo dolore con Gesù soltanto.., Soffrire con
Gesù e tacere, che grande acquisto!...
Intanto,
in mezzo a sì travagliose afflizioni che fa il Redentore divino ? Prosteso
colla faccia per terra, con dinanzi allo spirito sì amarissimo calice, si
rivolge all'Eterno Genitore,per avere, almeno da lui conforto e aiuto in sì
orrendo trambasciamento... Mira, o anima fedele, che vuoi essere compagna di Gesù
nella sua orazione, mira con qual profonda umiltà, con quale acceso fervore,
con quale mortificato atteggiamento, il tuo Redentore innalza la sua
preghiera! « Deh ! Padre mio, dic'egli, se pur è possibile, si allontani da
me questo calice amaro; tuttavia si faccia, non la mia, ma la tua volontà »...
Ah ! mio Salvatore, l’amarezza è eccessiva, 1' ambascia è mortale, la natura
protesta; ma la vostra volontà, tutta propensa per me si sottomette, si
sacrifica, si perde per me dinanzi all' adorabile giustizia del Padre: Non mea
voluntas sed tua fiat...
Viene,
è vero, l'angelo a confortarlo; ma qual conforto è egli mai questo, che
sebben reale, pure non diminuisce anzi cresce l' afflizione, giacchè lo
conforta non col sottrargli 1' amarezza del calice, dice S. Bonaventura, ma col
mostrargli i preziosi frutti di questa amarezza? O Dio, qual conforto?
Considera, o anima fedele, tutto esser prodigioso nella Passione di Gesù, ed è
miracolo ancor questo, che egli riceva vero conforto dal messagero celeste
senza punto alleggerirsegli la interna tristezza; anzi subito dopo il conforto,
gli si accresce in modo l'affanno, che giunge Gesù fino ad agonizzare, fino
a trasudare sangue misterioso (Luc. XXII, 43, 44). Ma capisci tu bene, o
cristiano, che è mai questa agonia del Redentore ? Nel dirsi che agonizzò,
s'ha da intendere che Ei si ridusse propriamente a quello stato angoscioso e
compassionevole, in cui si trovano gli agonizzanti, i quali penano e ansano
assai già vicini a morte.
E
non provasti mai quale travaglio ti susciti nel petto un pensiero profondamente
afflittivo e intensamente triste? Or pensa quale ambascia si suscitasse in Gesù
per la previsione di tanti peccati, per la considerazione di tanti mali?... O
Dio, che agonia di morte! che penare atroce è mai . codesto di Gesù!... II
senso non vorrebbe patire, la mente è piena delle più spaventose certezze
avvenire, lo spirito è affogato da mille immagini di amarezza, il cuore è
oppresso da eccessivi timori, e la natura più non regge a peso si enorme.
Prevalendo nel combattimento la ragione e la divina volontà, il senso rimane da
indicibile violenza abbattuto: a Gesù si stringe il cuore nel petto, angustiato
da tanti timori, il sangue d'attorno al cuore medesimo gli si ritira, e per quel
vivo sforzo, onde si fa a superare cotanta violenza, trasuda dalla pena, ed il
suo sudore è sangue; e sangue tramandano tutte le porosità del benedetto suo
corpo, anzi con tanto impeto ne sgorga, che gli esce a grosse goccie fino a
scorrere per terra. O Dio che orrendo combattimento! Mira, o anima fedele, il
tuo Signore tutto bagnato di sangue: è tutto sangue da sè spremutosi dal
cuore, onde tu conosca la veemenza del suo amore per gli uomini... del suo amore
per te...
Ah!
Gesù mio, e
perchè volete soffrir pene di morte prima che ve la diano i vostri crudeli
nemici? perchè versate il vostro sangue innocente prima che con ferite
strazianti lo spargano spietati carnefici? Ah! ben l'intendo, o mio Gesù,
voi non pur la vostra passione, ma sì prevedete come ad onta di questa passione
medesima, tante anime andranno perdute; come il vostro sangue si verserà
inutilmente per loro; come la loro malizia le strapperà al vostro seno e le
condannerà all’inferno!... O Dio! che pensiero crudele pel Cuore
sensibilissimo di Gesù! E questo, sappilo bene, o anima fedele, è questo che
spinge fuori il sangue dal corpo di Lui... I tuoi peccati, le tue ingratitudini,
le tue disobbedienze sono i carnefici che spremono cotesto sangue dal cuore del
tuo Redentore!... Oh! quanto vi compatisco, Gesù mio, nella vostra angoscia! Vi
ringrazio di questo sangue versato per me, spinto fuori dal vostro cuore per
me. Che vi renderò, io in ricambio del vostro amore?
Gesù
per vincere la mortale tristezza si dà ad una preghiera fervente, ripetuta...
E tu, anima fedele, come usi la preghiera nelle tue afflizioni? Dove cerchi
allora la forza? Perchè non imiti Gesù che per tre volte nella sua agonia si
rivolse al Padre colla medesima preghiera? Nelle tue preghiere fa a te una
santa violenza per sottometterti alla volontà di Dio in tutto... Fiat
voluntas tua.
Riferisce
il Vangelo che Gesù levatosi dall'orazione e riavuto alquanto da sì mortale
agonia, se ne andò ai suoi tre discepoli che avea voluto compagni e testimoni
della sua misteriosa orazione, quasi per trovare nella loro compagnia e nella
loro vigilanza un dolce sollievo a tanta afflizione. Ma ahi! nuova afflizione
doveva amareggiare il Cuore del divino Maestro L.. Furono quei tre apostoli
scelti dal Salvatore, come più fervorosi degli altri : e perchè erano stati
testimoni della sua gloria sul Tabor, parea dovessero essere i più vigilanti
a prestargli assistenza nell' imminente travaglio di cui erano stati
avvisati. Eppur no; Ei li trova tutti sonnacchiosi, anzi affatto addormentati,
narra il Vangelo invenit dormientes... O anima fedele, dà un' altra occhiata
ali' amante Gesù, che da tutti abbandonato, va in cerca dei suoi discepoli, e
amorosamente svegliandoli dice loro: « O miei cari, così dunque non poteste
vegliar meco nemmeno un' ora ? mentre io sono sopraffatto da indicibili pene,
voi dormite ? mentre il mio Cuore trambascia di affanno, voi dormite? mente il
tradimento si appressa, voi dormite mentre la turba dei miei nemici sta per
assalirmi, voi dormite?... Ah! no; state su; vegliate e pregate onde non cadiate
nella tentazione; surgite, orate.. ». E tu, anima fedele, qual vigilanza
usi nel servizio di Gesù? qual compagnia gli tieni mai? quale preghiera
fervente gli rivolgi tu ? Provenisse la sonnolenza dei discepoli da naturale
fiacchezza o da diabolica tentazione, certo fu indizio di riprovevole accidia
l'abbandonarsi al sonno, quando all'amore di Gesù aveano da applicare il
pensiero. Se tu talvolta hai qualche poco di fervore, d'ordinario però oh !
quanta noia, quanta svogliatezza sentì nel meditare la Passione del
Redentore! Come ti mostri anche in quest' istante a raffigurarti la tristezza
di Gesù nell'Orto? come hai passato quest' ora con Lui?... O Dio! un soggetto
è questo di terrore per me il mio pensiero è languido, i miei affetti
addormentati, il mio cuore svogliato; non ho spirito per imitare Gesù,
nè
sentimento per compatirlo... Intanto, rivolto ai discepoli, Gesù loro dice «
Dormite pure oramai e riposate tranquilli, chè l'ora mia è già arrivata. Ma
sappiate che il discepolo traditore non dorme, no, nè dorme la turba de' miei
nemici; tutti son desti e vigilanti, .tutti pronti a scagliarsi sopra di me; già
preparano le catene, affilano le spade, annodano le funi, assottigliano i
flagelli, lavorano i chiodi, preparano la croce ». E in così dire, ormai si
sente lo strepito delle armi, già si appressa il traditore, ecco si mostrano i
suoi nemici tutti infiammati dall'odio, dall' invidia e dall' ira... Gesù, invece,
avvampante di amore per noi va loro incontro, si dà nelle loro mani, si
abbandona ai suoi nemici! Giuda avvicinatosi gli dà il bacio del tradimento;
quei manigoldi si scagliano come lupi affamati sopra 1' innocente Agnello di
Dio; ed oh! quale strazio ne fanno mai! Ognuno si rallegra e mena festa per tal
fatto; tutti cercano d'avventarglisi addosso, onde potere gloriarsi di avere
avuto mano alla cattura; lo percuotono coi pugni, coi bastoni, colle spade, lo
stramazzano per terra, lo calpestano, gli sputano in volto, lo incatenano, lo
stringono con funi crudeli... O Dio! che scempio! che spettacolo orrendo! Mira,
o anima fedele, il Salvatore divino tra tanti oltraggi, non resiste, non si
difende, non si risente; e se i Giudei si rallegrano per averlo in lor potere,
più l'amore fa rallegrare il Cuor di Lui che sia giunta l'ora dell' umano riscatto...
Così legato, in mezzo alle bestemmie più orrende, lo strappano alla compagnia
dei suoi cari discepoli, lo trascinano fuori dell'Orto, lo avviano ai
tribunali!... Ahi chi può reggere a sì doloroso spettacolo? chi resterà
insensibile alla scena lugubre di quella notte tremenda, scena compiuta nella
persona più santa, più cara, più amabile che mai si trovi? E tu o cristiano,
da quali sentimenti sei tu penetrato alla vista di sì inauditi strazi cagionati
da tanto amore? Rifletti alla crudeltà de' Giubei, considera l'amor di Gesù,
pensa ai tuoi peccati, e poi se ti regge il cuore, non versare più una lacrima,
sull'afflittissimo Redentore, sull' Uomo dei dolori, sul percosso dal Padre:
Virum dolorum, percussum a Deo et humiliatum.
Considera
quante volte anche tu lasciasti Gesù solo per la tua negligenza nel suo
servizio... quanta tiepidezza nell'orazione!... quanto bene trascurato per
sonnolenza spirituale... e quante volte hai dato Gesù in mano de' suoi nemici
per il peccato ! pensaci.
Qui,
o anima fedele, ti studia fervorosamente nella suddetta considerazione,
fermandoti via via a quei passi che più ti colpiranno, per cavarne compunzione
ed affetto nel cuore.
Nè poi è a tormentarti se trascorressi anche tutta l' ora nel meditare
e secondare cogli affetti un solo passo della tremenda scena nell' Orto di
Getsemani, chè val più un sol pensiero santamente e fruttuosamente meditato
che mille pagine di precipitosa lettura.
Altra
cosa che si raccomanda in questo santo esercizio si è di non farlo consistere
soltanto in una sterile considerazione dello spirito: ma molto più si cerchi
promuovere una grande effusione di cuore, abbandonandosi pure liberamente,
secondo il movimento della grazia, a produrre verso Gesù sentimenti di amore,
di compassione, di fiducia, di dolore dei peccati, di pazienza, di unione ed
altri tali. Specialmente poi si deve pregare molto in questo esercizio. Si,
prega o anima devota, per te, onde trarre il maggior frutto da quella tremenda
agonia; prega pei peccatori, la cui ingratitudine oppresse il Cuor di Gesù fino
a fargli sudar sangue; prega peri giusti, le cui sofferenze Gesù volle in sè
sperimentare in quell'ora tremenda; prega per tutti quanti ti stanno a cuore, i
cui bisogni particolari avea Gesù presenti in quell' orribile notte.
Finalmente
ricordati che la conseguenza pratica di questo santo esercizio dev'essere il
prendere qualche buona risoluzione, conformemente ai tuoi bisogni ed ai lumi
che Dio ti avrà dati nel tempo delle fatte considerazioni. Intanto ecco una
preghiera la quale contiene i principali affetti, che la considerazione
dell'agonia dell' Orto non mancherà certo di produrre nel cuore.
O
dolcissimo ed amantissimo Salvatore, e perchè mai vi veggo io sì profondamente
afflitto, sì grondante di sangue, sì agonizzante alla morte? Donde viene tutto
cotesto sangue, o divin Gesù ? lo non veggo nè flagelli, nè spine, nè
chiodi, nè lancia: chi dunque vi cavò dalle vene, o mio Salvatore, il vostro
sangue adorabile ? Ah! purtroppo lo so: sono stati i miei peccati, i miei
delitti, le mie ingratitudini. Maledetto peccato! Come ho potuto io
commetterlo -sì spesso, sì facilmente, con tanta baldanza ? come mai per un
piacere passeggero, per un'ambizione fugace, ho tanto spremuto il sangue del
Cuore del Redentore? Mio Gesù, ora sì mi pento dei miei falli, li detesto, li
abbomino, li maledico ; e se non sono abbastanza fortunato da cancellarli collo
spargimento del mio sangue deh! fate almeno che io ne abbia sempre un sì vivo
dolore che li lavi continuamente colle mie lacrime. lo non 'merito, no, di
essere da Voi perdonato dopo tante ingratitudini; ma ben lo merita cotesto
Sangue prezioso che spargeste nella vostra agonia, lo merita la vostra
preghiera; Io meritano le vostre amarezze, i vostri tedii, le vostre pene. Ecco,
o mio caro Redentore, ecco la mia speranza, il mio rifugio, la mia consolazione.
Voi mi avete troppo amato per volermi abbandonare; Voi mi amate tuttora per
esser pronto a spargere sopra di me nuove misericordie. Oh Gesù! la mia sorte
sta dunque nelle vostre mani, anzi sta nel vostro dolcissimo Cuore. Deh Cuore
adorabile del mio Gesù, quanto mai vi debbo esser grato per tanto amore! E
perchè amore con amor si paga, accendete oggi in me la bella fiamma del vostro
amore. O fuoco che ardi sempre e non ti estingui giammai, infiamma il mio povero
cuore, abbrucialo, consumalo, onde sia tutto amore e carità. Consumate in me,
o Gesù mio, tutti gli affetti disordinati del mio cuore, tutte le prave inclinazioni,
tutti i terreni sentimenti contrari al vostro amore, affinchè regniate solo in
me, nei miei pensieri, nei miei affetti, nei miei sentimenti. lo vi' offerisco
tutto quanto me stesso, vi dono me stesso, vi abbandono me stesso, non voglio più
vivere in me, ma in Voi, e in Voi solo, o mio Redentore. Per troppo lungo tempo
vissi lontano da Voi, senza di Voi, contro di Voi; ora sono tutto vostro senza
termine nè misura. O tenerissimo amico del mio cuore, non vi separate più da
me; la morte piuttosto che una tale separazione. lo voglio che siate talmente
padrone del mio cuore, che tutti i suoi battiti, tutti i suoi sentimenti,
desiderii e affetti sieno altrettanti atti di amore, di riconoscenza, di
donazione e di abbandono alla vostra volontà. O Cuore di Gesù, fate ch' io
non abbia più amore se non per Voi e in Voi, non più volontà che la vostra,
non più desideri che di piacervi !
Questo
è il frutto che mi propongo di ricavarne; questa è la grazia che vi domando
istantemente. Così sia.
Se
non sia ancora terminata l'ora, aggiungasi un Pater, Ave e Gloria col Miserere
nostri, Domine, miserere nostri... infine si termini come segue
Già
1' ora vostra, o Gesù e Salvatore dolcissimo, è suonata ; già io vi veggo
nelle mani dei peccatori, fatto segno di obbrobrio degli uomini e rifiuto di una
vile plebaglia.... O Dio! eccovi, Gesù caro, in balìa dei vostri più crudeli
nemici, insultato, flagellato incoronato di spine, deriso e in mille guise
schernito!... E' pronta la croce... pronti i chiodi!... il fiele... la morte, e
qual morte!... Insulti dai nemici, abbandono dagli amici, derelitto dal Padre! O
Gesù, perchè mai tanti strazi, tanti tormenti, tanto sangue, tal morte?... Per
salvare la povera anima mia, per salvare gli uomini ingrati... Mille e mille
ringraziamenti vi rendano meco, o mio Salvatore, il cielo, la terra, gli
elementi, gli angeli, i santi, le creature tutte, ora e per tutta 1' eternità,
mentre con tutti gli amanti del vostro afflittissimo Cuore, io vi ripeto con
quanto mi date di amore per Voi « Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi,
quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. (Si ripeta tre volte)...
Ma,
o Gesù, io non mi leverò di qui, non lascerò i vostri santissimi piedi
senza chiedervi una grazia..... Sì, io vi chiedo che in tutto il tempo della
mia vita, mi sia presente il Getsemani, presente il Pretorio, presente il
Calvario, presente il sepolcro... Vi chiedo di ricordarmi dei vostri dolori
nelle mie afflizioni, dei vostri affanni nelle mie pene, della vostra morte
nelle mie allegrezze. E come potrò io dimenticarmi dei vostri dolori, cagione
di ogni mia felicità ? No, non sarà mai, colla vostra grazia.
Vergine
Addolorata fedele S. Giovanni, Maddalena, pregate per me, onde non mi scordi
mai dei patimenti del nostro Gesù, ma ne faccia sempre argomento delle mie
meditazioni e oggetto del mio amore, nè mai glieli accresca col maledetto
peccato.
Per
ultimo formisi una risoluzione particolare per il proprio avanzamento
spirituale, come è accennato disopra; si ringrazi Dio delle grazie che ci ha
dispensate in questa orazione fatta in compagnia di Gesù agonizzante nell'orto;
e gli si chieda quel che ci abbia fatto conoscere come utile o necessario
per l'anima nostra. Finalmente raccomandiamogli tutti i devoti del
Sacro
Cuore, specialmente le persone dedite a questo pio esercizio dell' Ora Santa; ne
sono da dimendicare i defunti, chiedendo a Gesù che una goccia del Sangue che
trasudò nel Getsemani scenda a refrigerare quelle anime poverelle. Si potrà
conchiudere l'esercizio colla recita di tre Pater, Ave e Gloria.
(Dal libretto: " L'Ora Santa con Gesù agonizzante edito dal: Messaggero del S. Cuore - Roma).