ORA SANTA_1
Sacerdote
Giuseppe Muzzatti. Anno 1933.
PENSIERO.
Mistero
dei Getsemani!
Oh!
come l'anima riparatrice sa vederlo e contemplarlo nel Mistero dell'Altare e del
Tabernacolo!
Essa penetra nel Cuore di Gesù-Ostia e
vi trova il Cuore del divino Agonizzante del Getsemani...: vi trova tutto il
mistero della sua tristezza mortale, tutto il mistero del suo ineffabile
abbandono, tutto il mistero del Divin Maestro tradito da un « amico »...
Onde, nel trasporto della più viva compassione, a Lui si unisce nella oblazione
di se stessa, a Lui offre il suo cuore, affinchè vi trovi riposo e gioia come
in un tabernacolo d'amore...
ELEVAZIONE
Mio
diletto Gesù! nell'accostarmi al tuo Tabernacolo, sento che il tuo Cuore mi
attende... Mi attende per ripetermi le divine parole e le divine promesse
del Cenacolo... Per comunicarmi le tue grazie d'amore, per attirarmi
all'intima unione della tua Vita Eucaristica, fino alla Comunione...
Ma
sento pure che mi attende per dirmi ancora le sue pene e le sue tristezze...
Ancora, o Gesù ?... Nuove tristezze, dopo aver veduto sedere a mensa con Te il
traditore?... Ah, sì, Dopo le tristezze del Cenacolo, quelle del Getsemani !...
Avevi
mostrato nel Cenacolo l'eccesso del tuo amore nel dono dell'Eucaristia :
dello stesso amore dovevi ancor dare tutte le prove nello spasimo infinito del
Cuore e della carne... Di quel sangue stesso che avevi fatto bere
misteriosamente ai Discepoli nel Cenacolo, dovevi imporporare il terreno del
Monte Oliveto nell'agonia del Getsemani... Colui che aveva profanato il
Cenacolo, doveva consumare il suo delitto al Getsemani...
E
così, dal Cenacolo passasti al Getsemani !
E
così ora il tuo Cuore mi attende per dirmi le pene del Getsemani e per avere le
umili consolazioni di un cuore che vorrebbe vivere solo per amarti e per
immolarsi per Te...
Ed
è presso il Tabernacolo che mi attende, perchè dal Cenacolo si va al Getsemani...:
Getsemani di ieri, Getsemani di oggi!...
Dal
Cenacolo al Getsemani !... Niente di così dolorosamente e di così amorosamente
legato nella tua vita, o Gesù!...
E
così pure l'Altare è divenuto il tuo nuovo e perenne Getsemani della tua vita
Eucaristica!
Lo
stesso mistero del Getsemani circonda ed avvolge l'Altare e il Tabernacolo:
mistero di tristezza mortale, di sommo abbandono del tuo Cuore, di lagrimevoli
tradimenti di « amici » !
Ah
! mio diletto Signore! voglio capire e dividere le tue tristezze..... voglio
essere con Te nei tuoi abbandoni... voglio amarti con amore fedelissimo per
chi Ti tradisce!...
In
questa « ora » Tu « mi prendi con Te, » (') come i tre prediletti discepoli
al Getsemani... mi prendi quasi in disparte, per avermi vicino, vicino al tuo
Cuore... ; e mi separi non solo « dalla folla », ma mi scegli anche tra anime
a Te care, come scegliesti i « tre » fra i discepoli che amavi tutti.
Deh
! ch' io sappia corrispondere alle aspettative del tuo Cuore...
1.
Mistero di tristezza mortale!
Il
Getsemani e il Tabernacolo.
Io Ti contemplo, Gesù, in quella triste notte del Getsemani, prostrato nella orazione e nello spasimo del cuore... sotto la infinita pressione del peccato da riparare e dell' ira tremenda ed inesorabile del Padre da placare... tra le visioni della imminente Passione, con tutto lo scempio che sarà fatto di Te... tra i fremiti della tua Anima per la inutilità della effusione del tuo sangue per tanta parte dell'umanità...
Sento
la tua Anima - nella mestizia, nel tedio, nella paura, nella tristezza mortale -
elevare tre volte al Padre il suo grido supremo: Padre! Se è possibile, passi
da me questo calice! – e sento insieme tre volte la voce della « Vittima »
che vuole ! vuole ! vuole la immolazione per cui è venuta nel mondo: Aerò,
Padre, non si faccia la mia, ma la tua volontà In questa lotta è la tua «
agonia » e Tu cadi per terra e un sudore misterioso ti ricopre tutto...:
sudore d'agonia ?... Ahimè! ben più: sudore di sangue! e le gocce forman
rivi che scorrono per terra...
E
un Angelo è là a confortarti !... Quest'angelo, Gesù, Tu vuoi che sia pur io
presso il Tabernacolo delle tue agonie, e aspetti da me i desiderati conforti
!
Ah!
Tu sei ancor Oggi il nostro Divino Agonizzante...
Senza
distrarre il mio cuore dal Getsemani di Palestina, io Ti ricerco, Gesù, nel
chiuso Tabernacolo, tra i veli della Divina Ostia, e vi ritrovo il tuo Cuore e
insieme il peccato che lo circonda, lo preme, lo penetra, lo trafigge : ritrovo
dunque il Getsemani con la sua agonia, con la sua mortale tristezza...
Da
parte degli uomini, o Gesù, non sono mai cessate le cause di quella tua mortale
tristezza! Sempre davanti alla tua Anima è la visione della massa infinita
dei peccati che si sono moltiplicati e continuamente si moltiplicano sulla
terra ! Sempre grandissimo è il numero delle anime che vanno in perdizione,
non ostante la ua dolorosa Passione e la tua Morte di Croce! non ostante le
grazie infinite derivate dal tuo Cuore su tutta 1' umanità !
Onde
nel Mistero Eucaristico Tu sembri, o diletto Gesù, avere ancora l'anima tutta
invasa da ineffabile tristezza e penetrata da profonda mestizia... e dirlo
penosamente alle anime che sanno ascoltare la tua voce: L'anima mia è triste
sino alla morte.... e tenerti davanti al Padre tuo, come al Getsemani, prostrato
nella mistica umiliazione della tua Sacra Umanità, tutto cosparso del tuo
Sangue Eucaristico, pregando incessantemente pei peccatori, e per essi
offrendoti Vittima perenne alla volontà del Padre !
Oh
! come il mistero del Getsemani, o Gesù, è il mistero di tutti i secoli!... E'
il mistero di oggi!... E quanto io stesso ho contribuito a renderlo
dolorosamente presente al tuo Cuore !... Donami, o Gesù-Ostia, particolarmente
quando sono ai tuoi piedi, di essere penetrato di questa verità così triste,
affinchè possa aver parte a quella divina contrizione che per me ebbe il tuo
Cuore al Getsemani, e mi sappia sacrificare ed immolare alla Divina Volontà,
con Te amorosamente !
Il
« gemito » e il « fiat » dell' anima.
Dei
re della terra, o Gesù, si è potuto scrivere questa parola : « Quando il re
sospira, tutto il mondo geme » ! Oh Quali non dovrebbero essere i gemiti del
mondo, quando sospira il suo Re d'Amore ? !... Ma - ahimè! - il mondo non ode,
non conosce, non può capire i tuoi sospiri e i gemiti tuoi, o Gesù, nelle
misteriose tristezze del Tabernacolo!... E tra le anime cristiane?... Le cure
e gli affanni della vita, I' egoismo e la sensualità, le rendono in grande,
maggioranza incapaci di percepire le voci della tua Anima... E' solo il piccolo
numero che sa accostarsi al tuo Cuore e udirne i sospiri e farvi eco gemendo.
Deh
! che in questo piccolo numero sia pur io, Gesù, che bramo offrirti conforti
con tutti i sentimenti del mio cuore, come in tutti i moti del mio animo e in
tutte le azioni della mia vita !
Sì,
mio agonizzante Signore ! non soli gemiti e sospiri del cuore voglio darti a piè
del Tabernacolo, nè sole lagrime, che spesso non sono che la povera nostra «
acqua torbida »....
ma
voglio offrirti i gemiti della mia natura nelle reali immolazioni della vita, e
non di solo affetto a piè degli Altari... Così il tuo « fiat » del Getsemani
e del Tabernacolo troverà - con la tua grazia - un' eco reale nell' anima
mia, ripetendolo nelle piccole agonie del mio cuore e della mia natura...
offrendomi ogni volta per Te, per le anime, a gloria del Padre !
Quale
gioia sarà per il tuo Cuore, o Gesù, se avrò così reso « utile » il tuo
Sangue a qualche anima per cui agonizzasti al Getsemani e agonizzi nei
Tabernacoli !...
Q
mistero del Getsemani ! Concedimi, o Gesù, di . comprenderlo più
intimamente, e di parteciparvi, di viverlo, con più sincero amore! - Amen.
2.
Mistero di abbandono.
Ma
ciò che più sensibilmente ferisce il mio cuore, o Gesù, nel contemplarti nel
mistero del Getsemani, è l'universale abbandono, è l'estrema e spaventevole
solitudine in cui fu allora lasciata la tua Santa Umanità!
In
quelle ore di suprema amarezza e di ineffabili sofferenze, che furono il più
grande martirio del tuo Cuore, e che oppressero la tua Umanità fino ad
un'Agonia di sangue... non un sol cuore fu con Te, o Gesù. ...
Neppure
fra i più intimi - gli Apostoli - che conoscevano imminente il tradimento...
e sapevano esser fra di essi il traditore!... Neppure il cuore di Giovanni - il
prediletto ! - che sapeva perfino « chi » ti avrebbe tradito !... Ed avevi
pur loro fatto quasi sentire in Te il bisogno della loro compagnia, il bisogno
di saperli con Te : Trattenetevi qui, finchè vado più in là a pregare... Anzi
ne avevi presi tre con Te - Pietro, Giacomo e Giovanni - perchè ti fossero più
vicini !... E a questi avevi anche manifestata la pena mortale che ti affliggeva:
L'anima mia è triste fino alla morte !... aggiungendo: Restate qui e vegliate
con me!
Ah
! Tu sentivi il bisogno di tra vare in loro un conforto !... Ma lo cercasti
invano per ben tre volte... I tuoi più intimi, i preferiti, «dormivano »
!... Non seppero vegliare una sola ora con Te !... e ai tuoi miti lamenti, non
sapevano che cosa risponderti...
Tu
agonizzavi, o Gesù! e tutto il tuo corpo si coprì di sangue fino ad inzupparne
la terra... Ma essi dormivano !...
Il
Padre tuo ebbe compassione di Te, e mandò un Angelo dal Cielo per confortarti!
Ma essi dormivano.....
Ma
ecco venire il momento supremo. Giuda è là : e con un bacio ti consegna
nelle mani dei peccatori ! Che faranno gli Apostoli, stanchi e terrorizzati
?.... Avranno, sì, un momento di zelo impulsivo per cui vorrebbero
difenderti con la spada... ; ma infine, al vederti trascinare come un malfattore
dai giudici, tutti ti abbandonano e fuggono : tutti!...
Oh!
mistero di Getsemani ! mistero di totale abbandono!...
E
non è pur questo il doloroso mistero che avvolge la tua Vita Eucaristica, o
Gesù?... Vi son forse poche persone così dimenticate ed abbandonate quanto
lo sei Tu, o Gesù-Ostia, in tanti Tabernacoli della terra!...
Nel
tuo Cuore - è l'agonia del Getsemani... : ma intorno a Te è l'oblio e il
sonno della indifferenza!...
Tu
cerchi ed aspetti dei cuori che entrino a parte della tua tristezza..... ma
quante volte, o Gesù, non ve n'è pur uno !... Tu cerchi dei consolatori... ma
quante volte non ne trovi... e non ti si dà che solitudine, abbandono, indifferenza
!.
Presso
quanti Tabernacoli, Gesù, non vi sono che gli Angeli per confortarti, come al
Getsemani l... Ma i tuoi intimi, anche i preferiti... sono assenti o
indifferenti !...
Sì,
o Gesù! Quello che più ferisce il tuo Cuore ed il cuore di coloro che ti
amano, non è l'assenza e t' indifferenza delle infinite anime che poco o
malamente ti conoscono, ma di gran parte di quelle che per tanti titoli hanno
le apparenze di esserti più familiari e più intime! Queste anime Tu sembri
additarmi nello sconforto del tuo Cuore: così come il mistero dei Getsemani mi
fa particolarmente pensare all'abbandono da Te subìto da parte dei tuoi amati
Apostoli...
Oh
! certamente, ripensando alle ore del Getsemani, io devo domandarmi dov' erano
tutti gli altri discepoli !... dove le innumerevoli anime da Te divinamente
soccorse, anche con miracoli !... dove le turbe che in altri giorni ti avevano
seguito financo digiune per non separarsi da Te!... Ma quello che più
profondamente impressiona e addolora si è il vedere gli Apostoli diletti -
poco prima nutriti del tuo Corpo e del tuo Sangue al Cenacolo... consci del
pericolo che ti sovrasta col tradimento imminente... consci delle pene del
tuo Cuore... - dormire : mentre Tu agonizzi ! e fuggir tutti : mentre il loro
Maestro, per tradimento di uno di essi, è dato nelle mani dei suoi nemici
!...
E
così è nella tua vita Eucaristica, o Gesù ! Si cercherà invano ai tuoi piedi
quella massa di cristiani che sono talmente presi dalle cure terrene da uon
sembrar nati che per la terra...: dimentichi, indifferenti, perfino ignari (oh
! ce ne sono !...) della tua presenza sacramentale!... e come questo addolora
ineffabilmente il tuo Cuore, o Cesù ! e come crucia l'animo dei tuoi veri
amici! Ma l'abbandono che ti viene da anime che diconsi devote, da cristiani
praticanti, da cuori per tanti titoli a Te più cari... oh ! è tal cosa da
farne lagrimare gli Angeli !...
Quante
categorie di queste anime si presentano al mio spirito !... e vorrei non esservi
compreso anch' io nei tristi ricordi del mio passato o nelle mie freddezze
presenti...
L'anima
fedele.
O
mio abbandonato Gesù!... O Divino Agonizzante del Tabernacolo... Tu sei
proprio divenuto come straniero ai tuoi fratelli e ignoto ai figli della tua
Chiesa ! Onde una voce misteriosa sembra partirsi insistente dal fondo del
Tabernacolo, e ricercare ogni cuore attento e sinceramente a Te amico, e
ripetergli questo doloroso lamento: « Sono lungi da me i miei fratelli, e i
miei familiari si son ritirati da me quasi fossero estranei ! I miei parenti mi
han lasciato in abbandono, e chiunque mi conosceva si è scordato di me !
Quegli stessi che abitano nella mia casa mi han riguardato come uomo non più
veduto... E gli amici più cari mi han voltato le spalle!... »
Oh
! come queste parole penetrano il mio cuore, o Gesù !... E qual desiderio
creano in me di starsene amorosamente a piè del tuo Tabernacolo, di dove Tu
sembri dirmi con dolce insistenza, come agli Apostoli : . Trattieniti qui, e
veglia con me!...
E
come Tu hai voluto che le. anime santificassero un' ora della notte in memoria
dei tuoi abbandoni e delle tue agonie del Getsemani, così intenderò io
onorare le mistiche agonie del tuo Cuore Eucaristico ogni volta che mi sarà
dato di « vegliare un'ora con Te », o di passare sia pure un minuto ai tuoi
piedi !
Come
a Pietro, come a Giacomo, come a Giovanni, Tu non cessi ancor oggi, o Gesù, di
aprire il tuo Cuore ad ogni cuore amico e ripetergli dolorosamente: L' anima
mia è triste fino alla morte. ..
Ed
io, Gesù, racchiudendo nel mio cuore queste tue divine confidenze, sì ! voglio
amorosamente conoscere, compatire, e dividere teco le tue amarezze...: ed
offrirti così un piccolo compenso per l'abbandono che Tu soffri dalla più gran
parte dei cuori cristiani, e particolarmente da tanti che pur sono gl' intimi
tuoi... gli amici tuoi !...
E
se il dovere non mi permetterà di passare che brevi momenti a piè del
Tabernacolo, anche di lontano il mio cuore sarà sempre egualmente con Te, o mio
derelitto Signore : così com'era con Te di lontano il Cuore di Maria che,
secondo i divini disegni, non doveva trovarsi presente alle tue agonie del
Getsemani..., come non furono presenti le Pie Donne, che pure ti avevano seguito
dovunque, e che con la tua Santa Madre ti seguirono poi fino alla Croce !
A
piè del Tabernacolo, o dovunque io sia, o Gesù, voglio amarti così che Tu
possa riguardare il mio cuore come un tabernacolo di amore, in cui ogni tua
tristezza possa Tu sentire trasmutarsi in gioia !... - Così sia !
O
mio tradito Signore, che dal Getsemani passasti nelle mani de' tuoi nemici,
degli iniqui, dei crocifissori ; che nella tua vita Eucaristica non cessi dallo
sperimentare infamie a volte anche peggiori, e che forse in questa stessa ora
ti vedi minacciato da cuori di traditori e di nemici... deh! permettimi di
offrirti nell'anima mia un asilo di liberazione ! Vieni, o Gesù, chè voglio
abbracciarti e stringerti a me con dolci catene d'amore! voglio farti sentire
palpiti di un cuore di amico ! voglio coprirti di baci d' amore per ogni cuore
che non ti ama, per ogni finzione d'amicizia, per ogni bacio che ti tradisce !
voglio essere tua difesa e tua consolazione in memoria della tua Passione di
sangue ed in tutta la tua mistica passione Eucaristica! voglio innalzarti nel
mio cuore un trono di gloria e di amore, in luogo del trono d'ignominia che
t'innalzò l'odio sul Calvario e che non cessano di offrirti ancora oggi nel
Tabernacolo i peccatori...
Deh
! appaga, o Gesù, le brame di questa mia comunione d'amore! appagale più
perfettamente nella mia prossima Comunione Eucaristica, in cui Ti riceverò
sostanzialmente in me, o Divina Ostia del Tabernacolo, o Divina Vittima del
Getsemani !
Amen
!
(Dall'ottimo libro: L'animo - Ostia del Sac. Q. Perrone vol. 2, p. III, n. 35 edito dalla L.I.C.E. di Torino).