ORA SANTA CON DON GIUSEPPE TOMASELLI_6 – UBBIDIENZA EUCARISTICA 

1° quarto d’ora

« Et erat subditus illis! »

Sono qui, nel Tabernacolo ... realmente presente, Amico delle anime, delizia del Pa­radiso!

Sembro dormire, come nella notte pro­cellosa sul mare di Genezaret, ma il mio Cuore veglia e trepida per voi.

Sono qui nell'Ostia Consacrata e prego come un giorno pregavo sul patibolo insan­guinato della Croce, con gemiti inenarrabili.

Son qui nella Prigione d'amore e vi ri­volgo arcani inviti: Venite tutti a me! ... Credete a me, che sono via, verità e vita! ...

Sono il Divin Maestro ed ancora parlo ed insegno cogli esempi luminosi della Vita Eucaristica. Ascoltate una grande lezione: la lezione dell'ubbidienza! Invocate intanto l'assistenza di Maria, «Virgo fidelis », e del­l'Angelo Custode, affinché da questo collo­quio possiate uscirne trasformati e sempre più conformi a me, vostro Divino Modello. Ripetete con cuore umiliato: Cuore di Gesù, fatto ubbidiente sino alla morte, abbiate pie­tà di me!

Il mio Evangelista San Luca riassume ben trent'anni della mia vita con una frase quanto semplice, altrettanto eloquentissima:

« Et erat subditus illis » ... Ed era soggetto ad essi.

Si può dire che tutta la mia vita fu un miracolo di ubbidienza.

A chi ubbidivo? ... È subito detto: a tutti!

Ero soggetto a Maria ed a Giuseppe. Molto espressivo in proposito l'Inno Litur­gico Ambrosiano sulla Sacra Famiglia, dove è detto che il sole, nel suo radioso meriggio, nulla mai vide di più commovente, mentre gli Angeli mai si stancavano di aleggiare intorno alla casetta di Nazaret e di ammi­rarvi l'insigne portento dell'Unigenito del Padre, intento per ben trent'anni al mio umile mestiere, sotto la direzione di Maria e di Giuseppe, nell'officina-stamberga, non certo destinata a produzioni artistiche.

Io, Sapienza Increata, che mi lascio re­golare nel lavoro, nel cibo, nel riposo, nel sollievo, in ogni mia occupazione giornalie­ra, da due mie povere, per quanto sante, creature! . . . E quanto amore in tale ubbi­dienza!

Preghiera

O Gesù, sono qui, dinanzi al tuo Tro­no Eucaristico. L'Altare mi ricorda il Cal­vario; sul Calvario eri innalzato in Croce, come ora sei elevato sull'Altare nell'Osten­sorio. Quanti nemici erano attorno a te! I Sacerdoti ebrei, la plebaglia giudaica, i be­stemmiatori, i crocifissori. Come essi dovet­tero amareggiare gli ultimi istanti della tua agonia! O Gesù, tu ti immolavi per la loro salvezza; essi t'insultavano e ti odiavano. Anche ora, Gesù, molti tuoi nemici so­no attorno alle tue Chiese, ai tuoi Altari, dove ancora t'immoli per la salvezza dell'u­manità. Come i Giudei negavano la tua Di­vinità, così c'è ora chi nega la tua reale pre­senza nella SS. Eucaristía; c'è chi pecca, ser­vendosi degli stessi doni elargiti dalla tua li­beralità divina; c'è chi abusa dei Sacramen­ti; e si ripete così l'infamia dei tuoi crocifis­sori, che intrisi nel tuo Sangue prezioso con­tinuano ancora ad insultarti!

Sul Calvario sentisti il bisogno di essere consolato e la presenza della tua Madre San­tissima, dell'Apostolo Giovanni, della Mad­dalena e delle pie donne, mitigò il dolore che ti cagionavano gl'insulti. I tuoi occhi moren­ti cercarono gli occhi immacolati della Ver­gine Madre, gli occhi verginali dell'Apostolo prediletto, gli occhi penitenti della Madda­lena, gli occhi affettuosi delle pie donne e quegli occhi ti fecero conoscere i loro cuori, che ti amavano tanto e compensavano l'odio dei tuoi nemici.

Anch'io, o Gesù, ti amo tanto! Guardami dal tuo Altare e leggi nei miei occhi il mio cuore, che è tutto per te! I miei occhi purtroppo non sono più puri e innocenti, ma sono affettuosi come quelli delle . pie donne e penitenti come quelli della Mad­dalena. È vero che sono una povera anima peccatrice, ma ora sono tanto pentita e ti amo tanto!

Ti amo per tanti che non ti amano e ti odiano e t'insultano! Poveri illusi! Non vo­gliono ubbidire alla tua legge, che è d'amo­re! Piega la loro volontà ribelle al tuo dolce gioco e fa' provare anche a queste infelici creature la pace di chi ti ama! Amen!

Sia lodato e ringraziato ogni momento! Il Santissimo e Divinissimo Sacramento! Pater - Ave - Gloria. - Una lode.

 

2° quarto d’ora

Soggetto a tutti

Fui ubbidiente alle autorità politiche, tutt'altro che raccomandabili ai miei tempi! Ed ecco, io il Re dei re, pagare le tasse come l'ultimo dei sudditi, operando all'uopo anche dei prodigi. Proclamai solennemente: « Rendete a Cesare ciò che è di Cesare! » E quando fui interpellato su di una questione di eredità da parte di alcuni parenti, tra loro in contesa, risposi: Rivolgetevi ai giudici costituiti! -

Fui soggetto alle autorità religiose, no­nostante ne riconoscessi l'indegnità e la vita subdola e perversa.

Mi sottomisi alle cerimonie prescritte: della circoncisione, della presentazione al Tempio, della purificazione; ed ai lebbrosi miracolosamente risanati imposi di presentar­si ai Sacerdoti, per la legale constatazione ed il permesso di rientrare in famiglia.

Ma in modo particolarissimo praticai la ubbidienza più assoluta al Padre mio. Perciò ripetutamente protestavo: Io faccio sempre tutto ciò che piace al Padre!... Non sono venuto per compiere la mia volontà, ma quella del Padre! -

Dodicenne, nel Tempio di Gerusalemme, mandai tali sprazzi di sapienza celeste da far meravigliare i Dottori, consumati nello studio della legge. Eppure, non mi diedi su­bito alla conquista del mondo, avvolto nelle tenebre di ignoranza e di errori; volli ub­bidire al Padre mio, che mi aveva ordinato altri diciotto anni di attesa.

Quando scoccò l'ora segnata dal Padre, intrapresi la sublime missione ed anche al­lora mi dimostrai ubbidiente, non varcando i confini della Palestina; protestai un giorno: Il Padre mi ha inviato alle pecorelle smar­rite della casa d'Israele! - Roma, cuore del­l'impero universale, ed Atene, cervello del mondo antico, non ebbero la sorte di ve­dermi ed ascoltarmi.

Perfino nell'operare i miracoli dimostrai l'ubbidienza al Padre, chiedendone spesso licenza a Lui, quasi io non fossi pure onni­potente, al pari del Padre e dello Spirito Santo.

E dopo di essermi fatto ubbidiente sino alla morte di Croce, anche dopo morto, con­tinuo la mia lezione! Eccomi nel Sacramento Eucaristico soggetto in tutto e per tutto, quasi cosa inanimata, al beneplacito dei miei Sacerdoti! Qui in particolar modo la mia pazienza assurge ad altezze vertiginose, toc­ca quasi i limiti dell'incredibile!... Mi pren­dono e mi mettono qui; ed io ci sto. Mi mettono là, ed io vi rimango... Il Sacer­dote pronunzia le parole della Consacrazio­ne; ed io scendo docile dal Cielo sull'Al­tare!

Ed anche quando il mio Ministro, dimen­tico della sua dignità, s'accosta all'Altare per tradirmi, ed anche quando dal Sacerdote vengo posto su labbra sacrileghe, io non mi sottraggo all'impuro contatto; ancora e sem­pre, sia pure che il mio Cuore sanguini, ub­bidisco!

Preghiera

O benignissimo mio Gesù, sulla portici­na del tuo Tabernacolo, più ancora che sulla casetta di Nazaret, io veggo sfavillare a luce di sole il motto: « Et erat subditus illis! ». Quale sublime, ammirabile esempio! Col cuore commosso sino alle lacrime, mi prostro ai tuoi piedi e cogli Angeli profondamente ti adoro!

Tre Pater - Ave - Gloria. - Una lode.

 

3° quarto d’ora

Pregio dell'ubbidienza

In che cosa ubbidivo? ... Anche nelle più piccole cose!

Io, Figlio del Dio altissimo, che coman­do agli Angeli e fo' tremare le stesse poten­ze infernali, che con una sola parola cavo dall'abisso del nulla miriadi di astri lumi­nosi, che guido il corso dell'universo... do­cile al comando di Maria e di Giuseppe, impugnavo la pialla ed il martello, aiutavo ad accudire alla casa, a preparare i pasti, a lavare le stoviglie ed eseguivo tutte le com­missioni, insegnando così l'immenso pregio della virtù dell'ubbidienza, tanto disprezzata dal mondo!

L'ubbidienza dunque è sempre grande davanti ai miei occhi, poiché per essa, sulla volontà dei superiori quasi come su mistico altare, voi ponete la vostra volontà quale vittima per immolarla al Padre mio.

Io non guardo tanto all'entità dell'atto né all'esecuzione materiale dell'ubbidienza, quanto all'intenzione. Ad ogni piccolo ordine eseguito per amor mio, sale sempre la gloria a me.

Quelli che seguono lo spirito del mon­do, chiamano l'ubbidienza la virtù dei de­boli, dei vili e degli schiavi, mentre piut­tosto sono essi schiavi dei loro preconcetti e delle loro detestabili passioni. L'ubbidienza è la virtù dei grandi, è in­dice di nobiltà verace, perché vi libera dalla schiavitù del vostro orgoglio e del vostro egoismo.

Ha lasciato scritto un mio seguace, il Manzoni: L'uomo non è mai tanto grande, come quando s'inginocchia dinanzi a Dio! -

E l'ubbidienza vi mette appunto in gi­nocchio dinanzi a me, poiché essa è la virtù per cui, rinnegando la vostra volontà, voi abbracciate con cuore spedito quanto io stes­so vi impongo, attraverso il comando dei superiori.

Preghiera

Grazie, o Gesù, della lezione mirabile di ubbidienza che impartisci da Nazaret e con­tinui nella tua Vita Eucaristica! Oh, ne avessi sempre approfittato! Aiutami con la tua grazia a praticarla meglio in avvenire, così non suoni più menzogna sopra il mio labbro la preghiera che tu m'insegnasti: Sia fatta, o Padre, la tua volontà, come in Cielo così in terra!

Dolce Cuore del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più!

Tre Pater - Ave - Gloria. - Una lode.

 

4° quarto d’ora

Doti dell'ubbidienza

L'ubbidienza non sia fatta di servilismi e grette cortigianerie. Non so cosa farne del­la ubbidienza subdola e calcolata.

Il fine dell'ubbidienza dei miei amanti deve essere soprannaturale; non si agisca per piacere agli uomini.

Ubbidire sempre con disinteresse e sen­za tante distinzioni, purché non vi venga co­mandato l'illecito.

Ubbídite soprattutto, filialmente, al Pa­pa, al Confessore e al Direttore Spirituale; quando costoro parlano, rispondete con incondizionata adesione di mente e di cuore. Ubbidite a qualunque persona costitui­ta in autorità sopra di voi; non fate resisten­za, perché chi resiste all'autorità, resiste a me.

La vostra ubbidienza non sia tiepida, cioè non misurata col contagocce, non pura­mente meccanica, ma col pieno sacrificio del­l'intelletto e della volontà. Frenate i suggeri­menti dell'amor proprio: L'imposizione è ingiusta ... Il superiore sbaglia; non sa prendermi per il mio verso!

È vero che anche i superiori possono ta­lora sbagliare; ma chi ubbidisce non sbaglia mai, purché l'ordine non si presenti eviden­temente contrario alla mia volonà.

L'uomo ubbidiente canta sempre vitto­ria!

Ubbidite senza tergiversazioni e lamen­tele, ma con gioia e generosità, a passo ve­loce, poiché io amo l'allegro donatore e vo­glio essere servito con serena letizia.

L'ubbidienza giunga sino alla morte, cioè sino a morire alle vostre personali ve­dute, ai vostri gusti, sino ad incontrare sacrifici, a soffrire insulti, calunnie e la stessa morte fisica, anziché venir meno ad uno solo dei miei comandamenti di infrangere la di­sciplina della mia Chiesa. Così han fatto i Santi, i Martiri, così han fatto gli eroi della Spagna perseguitata, che suggellarono col sangue la loro fedeltà a me ed alla mia Chiesa.

Ma quanti battezzati sarebbero disposti, non dico a morire, ma ad affrontare anche lievi disagi per ubbidire a me, Padrone as­soluto, che parlo attraverso i miei comanda­menti?

Preghiera

O Gesù, nel numero di queste anime ri­belli e proterve sono purtroppo anch'io! Pensando ai numerosi e gravi peccati com­messi, io mi sento un miracolo della tua sop­portazione.

Strappa, o Dio misericordioso, dal mio cuore di pietra lacrime di sincera compun­zione, mentre io, prostrata ai tuoi piedi, ti rinnovo il giuramento dei Santi: D'ora in­nanzi, piuttosto la morte che il peccato!

Voglio ubbidire, non solo nelle cose pia­cevoli, ma e più che tutto nelle spiacevoli. Quando riceverò qualche ordine che richiede sacrificio, penserò, o Gesù, a te ubbidiente e dirò: Per amor tuo, o Gesù, quest'atto d'ubbidienza! -

Prometto che la lezione che oggi mi hai impartita, sia per me un orientamento de­cisivo verso la perfezione cristiana, e quin­di verso il bel Paradiso, da te promesso, o Gesù, a chi avrà ubbidito in vita alla volon­tà del Padre Celeste, memore delle tue paro­le evangeliche: Colui che farà la volontà del Padre mio, che sta nei Cieli, entrerà nel Re­gno dei Cieli!

O Gesù, d'amore acceso, Non ti avessi mai offeso! O mio dolce e buon Gesù, Non ti voglio offender più! Sacro Cuore di Maria, Siate la salvezza mia!

A voi dono il mio cuore,

Madre del mio Gesù, Madre d'amore!

Tre Pater - Avé - Gloria. - Una lode.