ORA
SANTA CON DON GIUSEPPE TOMASELLI_17
BELLEZZA
DELLA PREGHIERA NELL'ORTO
1°
Come
pregare
Durante
la mia vita mortale ho pregato molto; non solo durante la vita nascosta di
Nazaret, ma anche durante la vita pubblica. Ed era sì bella, sì santa la mia
preghiera, che un giorno gli Apostoli mi supplicarono: Insegnaci a pregare! - E
fu allora che insegnai il Padre Nostro.
La
preghiera ebbe per me sempre un fascino speciale, ma lo ebbe particolarmente
nelle ultime ore della mia vita.
Contemplate
ed ammirate oggi la bellezza della mia preghiera nell'Orto del Getsemani!
Insegnerò anche a voi a pregare! Voi, nella vostra miseria, non siete capaci di
formulare un solo pensiero santo, senza il mio aiuto.
Imparate
da me a pregare con umiltà, con fiducia, con sottomissione e con perseveranza!
Contemplami
nell'Orto mentre prego! Chi si prostrò in umile supplica?... Il Figlio di Dio,
Incarnato! Chi può scandagliare gli abissi del mio amore per il Padre? Chi
può comprendere la mia bellezza e la mia santità?
E
da quest'anima mia, da questo Tempio Santo di Dio, da questo Cuore infuocato di
amore, si sprigionò nell'Orto degli Ulivi una preghiera e s'innalzò verso il
Padre mio.
Oh,
quanto fu gradita questa preghiera, tanto più che essa veniva proferita non in
un momento di gioia e di conforto, ma nell'ora tenebrosa dell'agonia, alla
vigilia della mia Passione e morte!.
È
bello pregare, quando vi ricolmo di grazie e di favori; ma è generoso ed eroico
pregare quando vi sembra che tutto congiuri contro di voi, quando il Cielo vi
sembra chiuso, quando non vi faccio sentire il mio amore.
Io
pregavo in mezzo a mortale agonia, mentre la visione della Passione mi martoriava,
mentre i discepoli mi abbandonavano e Giuda mi tradiva.
Imparate
anche voi a pregare nelle ore buie della vostra vita! Nessun sconforto, nessuna
aridità, nessun insuccesso deve impedire la vostra preghiera. Anzi, imitando
il mio esempio, vogliate cercare forza e coraggio nella preghiera in tutte le
avversità che vi attendono.
Ed
affinché la vostra preghiera salga al Cielo più ccetta e più santa,
deponetela sempre nel mio Divin Cuore.
Io
sono il Capo, voi siete le membra. Unendovi a me mediante l'amore e la grazia,
faccio mie le vostre povere preghiere; così il Padre Celeste si degnerà di
accettarle e di esaudirle.
Pater
- Ave - Gloria - Una lode.
2°
-
Padre, se è possibile, passi da me questo calice; però non come voglio io, ma
come vuoi tu! -
Con
queste parole formulai un atto di adorazione.
Adorare
vuol dire riconoscere il Divin Padre come assoluto e supremo Padrone. Adorare
vuol dire quindi rinunziare alla propria volontà e rimetterla alla volontà
dell'Altissimo.
Ed
è appunto quello che io feci con la mia preghiera. Mi dichiarai pronto a sacrificare
la mia volontà ed a sottometterla a quella del Padre mio.
Anche
la vostra preghiera sia anzitutto adorazione. È così che pregherete in Cielo.
Adorerete Dio per tutti i secoli. È questo il fine per cui siete stati messi in
questo mondo, per lodare, per adorare il Padre ed il suo Unigenito Figlio!
L'atto
di adorazione lo compie, inconsapevolmente, tutta la natura; esalta ed adora
il suo Creatore!
Voi
pregate, ma quasi unicamente per ottenere grazie, dimenticando questo vostro
primo dovere di adorare la Divinità.
Tutta
l'umanità deve riconoscermi per Re universale. Tutto ciò che è stato fatto,
è stato fatto per me. Ho da esercitare su tutti i miei diritti.
La
mia preghiera nel Getsemani, oltre ad essere un atto di adorazione, fu ancora un
atto di amore riparatore. Esclamai: Non come voglio io, ma come tu vuoi, o Padre!
- Con queste parole mi dichiarai pronto ad offrirmi al Padre mio, quale
vittima di riparazione, per l'onore divino conculcato.
La
preghiera nel Getsemani fu l'Offertorio della grande Messa sanguinosa del Golgota.
Fu lì che io sottoscrissi col mio Sangue, che sprizzava violentemente da
tutti i pori, il contratto che l'indomani avrebbe dovuto essere ratificato in
Croce, con le parole: Consummatum est!
Alla
riparazione di valore infinito, che offrì al Padre nel Getsemani, unite ora le
vostre povere riparazioni! Amatemi con tutto il cuore! Amatemi per tutti
quelli che non mi amano! Amatemi, non solo a parole, ma con tutte le vostre
forze! Tutto vi ho dato per amore; tutto restituitemi con amore!
Pater
- Ave - Gloria - Una lode.
3°
Confidenza
Nell'Orto
pregai con fiducia: « Padre! ». Misi in questa parola tutta la mia fiducia
filiale. Era amaro il calice che dovevo bere; ma il pensiero che questo calice
mi veniva offerto dal Padre mio, me ne faceva dimenticare l'amarezza. Non dovrò
io bere il calice che il Padre mi dà?
Nei
miei discorsi avevo tante volte esaltato la bontà infinita del Padre mio. Nell'ora
delle tenebre mi rivolsi a Lui pieno di fiducia filiale.
Oh,
quanto è grande la carità divina per voi, che dovete chiamarvi e siete
realmente figli di Dio! Perché allora non parlate a Dio come il figlio parla al
padre?
Imparate
questo spirito d'infanzia spirituale, il quale vede in me soltanto il Padre
amoroso, che non abbandono mai le mie creature!
Inoltre
la preghiera nel Getsemani fu di completa rassegnazione.
Sembrerebbe a prima vista che la rassegnazione sia l'opposto della fiducia. In realtà la rassegnazione è il più alto grado della fiducia. Un bambino nelle braccia della mamma si sente completamente sicuro; così un'anima, che si abbandona totalmente a me, si sente sicura nelle mie mani e questa è la più bella forma di fiducia da cui potete essere animati.
Mettetevi
nelle mie mani, perché io ne disponga come voglio; vi condurrò per quelle
vie che a me piacciono, anche se fossero contrarie al vostro modo di pensare; in
tutte le vicende della vostra vita dite: Fiat voluntas tua!... Fa' di
me, o Signore, ciò che vuoi, poiché io so che mi ami.
Mi
apporta gloria l'accettare dalle mie mani tutto e specialmente la morte. Ogni
anima reciti con compunzione la seguente preghiera: Prostrata ai tuoi piedi
inchiodati sulla Croce, o Gesù, io protesto di accettare di pieno volere la
morte, in sottomissione alla tua volontà ed in tuo omaggio, adorando il
giudizio che farai di me! Ti supplico, per i meriti della tua morte, di
rendermelo favorevole, acciocché io possa eternamente unirmi a te, perché
per grazia tua ti amo e desidero amarti più di tutte le cose del mondo, che ti
sacrifico con l'intera mia volontà! O Signore, mio Dio, fin d'ora accetto
dalle tue mani, con rassegnazione e volenterosamente, quel genere di morte che
a te piacerà mandarmi, con tutti i dolori, le pene, gli affanni che
l'accompagneranno!
Considerate
ancora la semplicità della mia preghiera nel Getsemani!
Quando
pregate, non abbondate di parole, come fanno i pagani! Il valore di una
preghiera non dipende principalmente dalla quantità delle parole, ma
dall'intensità dell'amore; e l'amore quando è grande e forte, non fa tante
parole ... uno sguardo amoroso verso di me, una protesta di amore, un godere
della mia presenza, un ascoltare i miei insegnamenti, un parlare di me... tutto
ciò è preghiera, semplice, ma vera preghiera.
Cinque
Pater. - Una lode.
4°
Perseveranza
Pregai
con perseveranza!
La
mia preghiera nell'Orto sembrava che fosse rimasta senza risposta dal Cielo; ma
non mi scoraggiai. Ripetei una seconda ed una terza volta il gemito, sino a che
il Padre mi mandò un Angelo a consolarmi. Quale lezione per voi, che tante
volte, con le vostre novene, mettete a Dio un termine per esaudirvi!
Ammirate
più che tutto l'umiltà della mia orazione!
Da
Figlio di Dio, Incarnato, giacevo per terra, come un povero verme, e toccavo con
la fronte, la polvere. Non osavo alzare lo sguardo al Cielo; non ricordavo al
Padre gli infiniti meriti miei, ma mi presentavo a Lui, schiacciato dal cumulo
dei vostri peccati; non pretendevo, ma chiedevo umilmente: « Padre, se è
possibile... - come se io non meritassi di essere esaudito!
Voi
invece le tante volte vi mettete in preghiera, così pieni di voi stessi, come
se per i vostri meriti aveste il diritto di pretendere la grazia che chiedete.
Quanta
cecità vi apporta il vostro amor proprio! Non dovrete quindi meravigliarvi se
tante vostre preghiere non siano state esaudite.
O
Dio, che resisti ai superbi e dài la grazia agli umili, concedici la vera virtù
della umiltà, di cui l'Unigenito tuo Figlio mostrò in sé ai fedeli il
modello, affinché non provochiamo mai con la nostra superbia il tuo sdegno, ma
piuttosto attiriamo con la nostra umiltà i doni della tua grazia.
O
Gesù, ti ringrazio di avermi rivelato la bellezza della tua preghiera nel Getsemani!
Insegnami a pregare, o Signore, specialmente nelle ore della tentazione e
dello sconforto! Quando sarò nell'angoscia, dirò con umiltà: Signore, sia
fatta la tua volontà! ...
Quante
anime, o Gesù, si ribellano alla divina volontà e ti offendono! In riparazione,
dirò spesso: Eterno Padre, vi offro l'atto di sottomissione che fece Gesù
nel Getsemani, per riparare le ribellioni delle creature al vostro volere!
Accetta,
o Gesù, questa mia ora di adorazione che ho voluto passare con te e fammi la
grazia di essere in avvenire il tuo Angelo consolatore.
Ti
voglio consolare, o Gesù!
Se
molti rendono inutile il tuo Sangue, io lo devo raccogliere e io devo offrire;
se molti t'insultano sulla Croce, io ti voglio benedire e voglio crocifiggermi
come te al sacro legno; se molti ti bestemmiano, io in riparazione bacio con
amore le tue Piaghe e specialmente quella del Costato; se molti ti tradiscono,
io mi stringo a te con una fedeltà a tutta prova, per compensarti delle
ingiurie degli uni, delle resistenze degli altri, dell'odio del mondo e della
freddezza del gran numero! Bisogna che un baluardo d'amore si drizzi tra
l'adorabile Trinità, tra la giustizia divina ed il cumulo dei delitti degli uomíni!
O
Santissima Trinità, che con la vostra grazia abitate nell'anima mia, fate che
vi ami sempre più e vi ripari generosamente. Amen!
Pater - Ave - Gloria. - Una lode.