ORA
SANTA CON DON GIUSEPPE TOMASELLI_15
NEL
GETSEMANI
Gesù, mio Signore e mio Dio, ti adoro! Consapevole della mia indegnità, oso presentarmi a te, poiché so che non respingerai un cuore contrito ed umiliato. Voglio passare con te quest'ora notturna, per adorarti assieme agli Angeli ed ai Santi del Cielo; per ringraziarti di tutte le grazie che mi hai elargite e di tutti gl'insegnamenti che mi hai dati, specialmente nella tua Passione; per riparare le ingiurie che ricevesti da parte mia e di tutto il mondo.
Infine
ti chiedo di essermi in quest'ora Maestro di ogni virtù e di darmi la forza di
seguirti sempre ed ovunque, anche nel sacrificio.
Madre
mia Addolorata, presentami al tuo Figlio Gesù perché mi accolga misericordioso!
Voi tutti Angeli del Cielo, permettetemi di adorare con voi il vostro e mio Re
Gesù!
1°
Umiliazioni
Anima
riparatrice, mediterai in questo primo quarto d'ora come nella notte del
Getsemani io dovetti sottopormi a delle profonde umiliazioni.
Sono
venuto umiliato nella mia onnipotenza. Dal momento in cui gli sgherri mi
mettevano le mani addosso, io sembravo come spogliato della mia onnipotenza,
sino al momento della mia morte in Croce. Una sola parola era bastata per
gettare a terra quei ribaldi, ma poi io ho lasciato fare di me qualunque
scempio.
Eppure
sono il Verbo di Dio, che ho tratto dal nulla tutte le cose e con la mia potente
virtù reggo il mondo!
E
come nel Getsemani, io nascondo pure la mia onnipotenza nell'Eucaristia. Le parole
della Consacrazione mi legano alla Sacra Specie e, socchiuso nel Tabernacolo,
sono portato via per le strade e dato in Comunione ai buoni e ai cattivi.
L'empio
stende la sua mano sacrilega, mi asporta dal Sacro Ciborio, mi calpesta, ed io
non mi vendico... L'amore per l'uomo ha legato la mia onnipotenza, mi ha
strappato dalle mani i fulmini della mia giusta ira! L'unico potere che mi
rimane è quello di tacere, di amare, di perdonare...
Sono
stato ferito in quella notte nel mio onore, nella mia santità. Io, il Santo dei
Santi, sono messo in mano a degli sgherri rozzi... Io, il Re dei secoli, sono
divenuto il ludibrio della canaglia... Io, che un giorno verrò glorioso tra
le nubi del cielo per giudicare i vivi ed i morti, sono trascinato dinanzi al
tribunale di uomini ingiusti, pieni d'invidia e di spirito di vendetta;
vengo denunciato a Pilato come sobillatore del popolo, come bestemmiatore che
si arroga il diritto di essere Figlio di Dio, il Messia aspettato da secoli...
Erode
mi deride con tutti i suoi cortigiani come un povero mentecatto; il popolo mi
vede passare attraverso le strade, mi segna col dito e fa su di me i suoi
giudizi maliziosi ... I soldati nella flagellazione mi trattano come vile
schiavo, mi coronano di spine, mi bendano gli occhi e fra le grasse risate mi
percuotono con schiaffi e m'imbrattano, orribile a dirsi, d'infami sputi quel
volto che forma le delizie dei miei eletti in Cielo!
Ma
non basta! In quella visione terribile nella notte del Getsemani, io vedo che
dovrò essere bersagliato di tanti insulti anche nella mia vita Eucaristica, nel
Sacramento del mio amore, ed il mio Cuore si spezza di dolore. Ma più che tutto
io mi vedevo profondamente umiliato nel mio amore.
Mi
vedevo abbandonato dai miei discepoli, che un giorno erano stati fieri di appartenere
al mio seguito! Eppure li avevo trattati con tanto amore come amici intimi,
rivelando a loro tutti i segreti del mio Divin Cuore!
E
mi feriva il modo di comportarsi del mio popolo nell'ora della mia Passione. Per
ben tre anni io avevo parlato agli Ebrei, spargendo il seme della mia divina
parola, avevo operato in mezzo ad essi i più grandi prodigi ed ora questo
stesso popolo chiede la mia morte! ...
Che
cosa dovevano pensare i miei nemici? ... Ma potevo essere Figlio di Dio, il
Messia, io, che dopo tre anni di vita pubblica ero abbandonato non solo dal
mio popolo, ma anche dai miei più intimi, che venivo tradito da uno dei
miei discepoli? Sembrava un completo fallimento di tutte le fatiche il
restare così solo, alla fine di una vita tutta spesa per la verità e per
l'amore!
O
Gesù, al vederti sì profondamente umiliato nel tuo onore, nella tua onnipotenza,
nel tuo amore, non posso più lamentarmi se capita qualche cosa di simile a
me, che sono una misera anima peccatrice! E se non ci fosse altro motivo,
accetterò d'ora innanzi volentieri tutte le umiliazioni, perché mi rendono
simile a te, o Maestro Divino! So che tante volte tu poni le tue grazie, specialmente
nell'apostolato, al di là del sacrificio, dell'umiliazione; ed io accetto,
purché tu sia glorificato e amato, purché siano salve le anime, per le quali
tu subisti tante umiliazioni e tanto martirio!
E
dall'abisso del mio nulla ti adoro, o Gesù, Re dei secoli, vero Dio e vero Uomo,
umiliato nell'ora della tua agonia nell'orto!
O
Gesù Cristo, io ti riconosco per Re dell'universo. Tutto ciò che è stato
fatto, fu creato per te! Esercita sopra di me tutti i tuoi diritti.
Io
rinnovo le mie promesse del Battesimo, rinunziando a Satana, alle sue pompe ed
alle sue opere, e promettendo di vivere da buon cristiano. E soprattutto
m'impegno per far trionfare, con tutti i mezzi a me possibili, i diritti di Dio
e della tua Chiesa. Divin Cuore di Gesù, io ti offro le mie povere azioni, per
ottenere che tutti i cuori riconoscano la tua sacra Regalità e che così il
regno della tua pace si stabilisca in tutto il mondo. Amen!
Pater - Ave - Gloria - Una lode.
2°
Riflessione
Mentre
mi umilio nella mia orazione nell'Orto, i tre prediletti fra i miei Apostoli si
stancano a dover assistere a questa scena sì dolorosa.
Lo
avevo predetto io nell'ultima Cena: In questa notte voi tutti vi scandalizzerete
di me! -
E
difatti nella loro fede sì languida perdono il coraggio di fronte a me in
agonia e si disperdono, mentre gli sgherri mi ammanettano.
Pietro,
accompagnato da Giovanni, mi segue da lontano, ma si espone nella sua
presunzione al pericolo del peccato e mi rinnega vilmente ...
Mentre
tu, o anima, deplori la viltà dei miei discepoli, devi pensare a te stessa!
Forse trovandoti in quelle condizioni, avresti fatto peggio di loro.
Rifletti:
Chi sei tu? Sei la mia creatura, che non hai nulla di proprio, all'infuori del
peccato ... Mediante la mia grazia santificante, dono inestimabile, hai
ricevuto la figliolanza divina. Ma quante volte hai dimenticato questa tua
dignità!
Chi
saresti tu, se io non ti avessi compatito, se io non ti avessi ricolmato dei
miei doni, dei miei aiuti, se io non ti avessi risparmiate tante tentazioni?
Saresti sicuramente caduta in gravi colpe! Mi avresti tradito ...
Chi
potresti essere tu, se avessi corrisposto fedelmente alle mie grazie, alle
mire amorose chiamate? Potresti essere un'anima santa, una apostola nel mondo!
Se hanno raggiunto la santità tante altre anime, avresti potuto raggiungerla
anche tu! Ed invece hai tanti difetti e sei sì mancante. di generosità e di
fervore ...
Signore,
ti ringrazio della misericordia che hai usato a me, ingrata creatura! Ed in
segno di gratitudine ti prometto che non condannerò mai il prossimo mio quando
lo vedrò peccare; ma al contrario, cercherò di scusarlo e lo aiuterò affinché
si rialzi dal suo fallo.
Ti
prometto che in avvenire sarò più riconoscente alle tue grazie, sarò più
diffidente di me, più vigilante, consapevole della mia miseria, che è
capace di tutto.
Voglio amarti con tutto il fervore, di cui è capace il mio cuore, per ricompensarti degli anni in cui ti ho amato troppo poco.
Signore,
tu sai tutto; tu sai che io ti amo! Deh, compatisci anche in avvenire la tua
povera creatura! Pater - Ave - Gloria - Una lode
3°
Il
trionfo del male
Mentre
i discepoli miei dormono, i miei nemici lavorano febbrilmente, per raggiungere
i loro loschi fini. E difatti li raggiungono.
Trionfa
Giuda, perchè gli riesce la cattura, ed ora egli riceve il tanto sospirato
gruzzolo di denari. Ma, ohimé! Questa tua gloria, o Giuda, si cambia ben presto
in amarezza! Quelle monete, il cui luccichìo ti aveva tanto abbagliato, ti
bruciano le mani; hai raggiunto quanto volevi; ora sei infelice e finisci con la
disperazione! ...
Quante
volte anche tu, o anima, sei corsa dietro ai piaceri di questo mondo, hai
cercato l'onore ... le ricchezze... il piacere ... dimenticandomi e forse
tradendomi, e poi ti sei trovata così male, così delusa ed hai capito il
grande torto che mi hai fatto, preferendo una creatura al Creatore, un bene
passeggero al Sommo Bene! ... Ed io ti ho perdonato sempre!
Ascolta
ancora! Trionfavano in quella notte i Farisei ed i Sacerdoti degli Ebrei. Non
sembrava loro neppur vero che tutto procedesse così liscio.
Mi
condannano nel Sinedrio e nessuno si oppone alla loro sentenza; mi trascinano
attraverso le strade di Gerusalemme e nessuno della folla si fa avanti per
difendermi! Riescono a strappare a Pilato la mia condanna a morte, per godere
lo spettacolo di vedermi spirare in Croce!
Sembrò
tin trionfo completo dei miei nemici. Però, anche questo trionfo durò poco.
All'alba del terzo giorno, dopo la mia morte, i Farisei si sentono riferire
dalle guardie del sepolcro che io ero risorto. Cercano con tutti i mezzi
d'impedire la predica dei miei Apostoli, ma Io trionfo risorto e conquisto il
mondo!
Tante
volte nella storia della mia Chiesa si assiste a simili trionfi appariscenti dei
miei nemici. Sembra che io dorma nella burrasca, ma invece io veglio sopra la
mia Chiesa ed è sicura la vittoria finale.
Anime
fedeli, non scoraggiatevi perciò nel momento della lotta, ma confidate in me,
Divin
Condottiero! Ricordate che io ho predette queste lotte alla mia Chiesa. Abbiate
certezza di trovarvi nella vera Chiesa, fondata da Cristo che vi parla!
Ma
con tutto ciò, non vogliate rimanere inerti, anche se avete assicurata la
vittoria. lo voglio che lavoriate indefessamente, per strappare ai miei nemici
le anime, per le quali sono morto in Croce. Ed è appunto al pensiero delle
numerose anime, che periscono in tutte le persecuzioni della Chiesa, che io
soffrì immensamente nell'Orto degli Ulivi!
O
Gesù, per tutte le anime che ti tradiscono e ti abbandonano nel momento della
prova voglio consolarti! Voglio pregare, soffrire e lavorare perché siano
distrutti i piani infernali dei tuoi nemici, i quali vogliono strapparti i tuoi
fedeli, i tuoi innocenti; voglio adoperarmi in tutti i modi, perché tu abbia a
trionfare nella tua Chiesa e nelle singole anime, con la tua grazia e con il tuo
amore! Pater - Ave - Gloria. - Una lode.
4°
L'ora
presente
Mentre
pregavo nel Getsemani e tremavo e sudavo Sangue, i miei nemici congiuravano
contro di me.
Mentre
tu, o anima riparatrice, ascolti le mie amorose lezioni e preghi, Satana ed i
suoi figli congiurano contro di me, per rovinare le anime a me tanto care.
Gli
Ebrei preferiscono le tenebre della notte per consumare il loro orribile delitto
sopra di me. Anche l'angelo delle tenebre, il demonio, lupo rapace, approfitta
della notte per azzannare tanti agnelli.
Quanti
peccati si commettono nelle ore notturne! Chi fa il rnale, odia la luce, affinché
non si vedano le sue opere malvagie.
Già
sin dal calare della sera i saloni dei teatri e cinema, semenzai d'immoralità,
rigurgitano di spettatori, che bevono a larghi sorsi il veleno dell'impurità,
dell'odio e dell'irreligiosità! ... Povere anime!... Non riflettono al
pericolo di dannarsi in cui si mettono! E dire che io ho sofferto per tutte loro
e per ciascuna di loro in particolare! Nelle sale da ballo, la musica lasciva,
le libertà di tratto, la moda invereconda... tutte queste provocazioni al male,
formano l'occupazione notturna di numerose schiere di anime, dimentiche di un
Dio, che tutto vede e controlla, anche i malvagi desideri più reconditi!
Quanto
sangue si sparge di notte tempo, nelle risse, nei conflitti, nelle rapine!
Di
quante impurità sono profanati i focolari domestici! ...
Tutta
questa marea di peccati si deve distruggere; si deve riparare l'onore che si
toglie alla mia Suprema Maestà.
O
anima diletta, che desideri consolare il tuo Gesù, fa' in quest'ora quanto
avresti voluto fare verso di me, se fossi stata presente nel Getsemani!
Offri
al mio Eterno Padre i dolori della mia agonia ed i dolori della Vergine Madre
sul Calvario!
Signore
Gesù, pietà di me e di
coloro che in quest'ora ti offendono!
Da'
a tutti la luce della tua grazia e richiama al bene con il santo rimorso tutti i
traviati!
Poiché, o Gesù, in quest'ora notturna mi unisco alla tua agonia nel Getsemani, ti chiedo con fiducia le tue grazie!
Anima
di Cristo,
santificami! Fammi alzare dal mio torpore, dalla mia debolezza ed infiammami
del tuo Divin Amore!
Corpo
di Cristo, immolato per me
sul Croce, salvami dal pericolo di offenderti; salva me ed i miei fratelli
dall'eterna dannazione!
Sangue
di Cristo,
che irrorasti le zolle del Getsemani e che sgorgasti dalle Piaghe Sacrosante,
inebriami di amore all'apostolato, al sacrificio; fammi un'anima vittima per
te!
Acqua
del Costato di Cristo, lavami
dalle mie mancanze e liberami dal mio eccessivo amor proprio!
Passione
di Cristo,
libro d'oro del Divino Amore, scuola di ogni santità, confortami nell'ora
delle prove, degli insuccessi, delle umiliazioni!
O
buon Gesù, esaudiscimi
in quest'ora di grazia! Che cosa potrai negarmi, se nulla hai trattenuto per te
e se tutto hai donato a me morendo in Croce?
Nelle
tue Piaghe nascondimi,
perché sia al sicuro dalle insidie del mondo, perché io non veda e non sospiri
altro che te!
Non
permettere che mi separi da te!
Quando mi vedi in pericolo, difendimi dal nemico maligno, per virtù del tuo
Sangue!
Nell'ora
della mia morte, chiamami,
ricordando che anche io ti ho assistito spiritualmente nella tua agonia,
passando con te delle ore notturne, e fa' ch'io venga a te, perché tu possa
donarti a me ed affinché coi Santi e con gli Angeli ti lodi per tutti i secoli.
Amen!
Pater - Ave - Gloria - Una lode.