UN’ORA
CON IL SACRO CUORE
Cuore divino di Gesù, io ti offro per
mezzo del Cuore immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al
Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di
questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli
uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.
L'ora Santa ha sempre avuto una grande
importanza nella devozione al Cuore di Gesù. Il papa Pio XII l'ha lodata e
raccomandata nella Enciclica "Miserentissimus Redemptor".
L'origine di
questa pratica deriva dal desiderio espresso da Gesù a S. Margherita M.
Alacoque, quando, nella cosiddetta terza apparizione (1674) le domandò che
tutte le notti tra il giovedì e il venerdì dalle 23 alle 24, prostrata per
terra, partecipasse alla sua agonia nell'orto degli ulivi, per placare l'ira di
Dio e implorare misericordia per i peccatori e per consolare lui nel dolore
provato per l'abbandono dei discepoli.
Può essere
praticata in pubblico o in privato; nel primo caso in Chiesa, nel secondo caso
invece non importa dove.
Sempre è
prescritto che si impieghi un'ora intera e continua.
Il modo è
fondamentalmente basato sulla meditazione dell'agonia e passione di Gesù e
anche sul suo grande amore nell'istituire
l'Eucaristia; le preghiere saranno conseguenza di tale meditazione, come
quelle che esprimeranno a Gesù la propria partecipazione alle sue pene, la
riconoscenza per il suo dono, il desiderio di riparare per tante ingratitudini
che Egli riceve, sopratutto nella Eucaristia, da parte degli uomini.
La meditazione dettata da Gesù a
Maria Valtorta nel 1944 ci sembra perfetta per passare un'ora di intimità con
il Cuore di Gesù.
Per questo la
proponiamo.
UN'ORA CON GESU' (Dettata da Gesù a Maria
Valtorta)
I. "Se non ti laverò non avrai parte nel
mio Regno".
II. "Uno di voi Mi tradirà".
III. "Amatevi l'un l'altro come Io vi ho amato".
IV. "Se rimanete in Me e
rimane in voi la mia Dottrina, vi sarà dato quel che chiedete".
14 giugno 1944. Ora santa di Gesù.
I.
"Se
non ti laverò non avrai parte nel mio Regno".
Anima che amo, e voi tutti che amo, udite. Io sono
che vi parlo, perché voglio passare con voi quest'ora.
Io, Gesù, non vi allontano dal mio altare anche se
ad esso venite con l'anima lesa da piaghe e malattie o avvolta in liane di
passioni che vi mortificano nella vostra libertà spirituale, dandovi legati in
potere della carne e del suo re: Lucifero.
Io sono sempre Gesù, il Rabbi di Galilea, quello che
i lebbrosi, i paralitici, i ciechi, gli ossessi, gli epilettici chiamavano a
gran voce dicendo: "Figlio di Davide, abbi pietà di me". Io sono
sempre Gesù, il Rabbi che tende la mano a colui che affoga e gli dice:
"Perché dubiti di Me?". Io sono sempre Gesù, il Rabbi che dice ai
morti: "Alzati e vivi. Lo voglio. Esci dal tuo sonno di morte, dal tuo
sepolcro, e cammina" e vi rendo a chi vi ama.
E chi vi ama, o miei diletti? Chi vi ama di amore
vero, non egoista, non mutabile? Chi vi ama di un amore non interessato, non
avaro, ma unica sua mèta è quella di darvi ciò che per voi ha accumulato e
dirvi: "Prendi. È tutto tuo. Tutto questo l'ho fatto per te, perché sia
tuo e tu ne goda"? Chi? L'eterno Dio. Ed Io a Lui vi rendo. A Lui che vi
ama.
Io non vi allontano dal mio altare. Perché quell'altare
è la mia cattedra, è il mio trono, è la dimora del Medico che guarisce ogni
male. Da qui Io vi insegno ad avere fede. Da qui, Re di Vita, vi dono la Vita.
Da qui mi curvo sulle vostre malattie e le risano con l'alito del mio amore.
Faccio più ancora, o figli. Scendo da questo altare
e vi vengo incontro. Eccomi che mi faccio alla soglia di queste mie case dove
troppo pochi entrano e in meno ancora vi entrano con fede sicura. Eccomi che,
figura di pace, mi affaccio sulle vostre vie dove passate accasciati,
avvelenati, arsi dal dolore, dall'interesse, dall'odio. Ecco che vi tendo le
mani, perché vi vedo vacillare stanchi sotto il peso di macigni che vi siete
imposti e che hanno preso il posto di quella croce che lo vi avevo data in
mano perché vi fosse sostegno come lo è il bordone per il pellegrino. Ecco
che vi dico: "Entra. Riposa. Bevi", perché vi vedo esausti, assetati.
Ma voi non mi vedete. Mi passate accosto, mi urtate,
talora per malanimo, talora per offuscamento di vista spirituale, mi guardate
delle volte. Ma sapete di esser sozzi e non osate accostarvi al mio candore di
Ostia divina. Ma questo Candore vi sa compatire. Conoscetemi, uomini, che di Me
diffidate perché non mi conoscete.
Udite. Io ho voluto lasciare la Libertà e la
Purezza che sono l'atmosfera del Cielo e scendere in questo vostro carcere, in
quest'aria impura, per aiutarvi, perché vi amo. Più ancora ho fatto: mi sono
privato della mia libertà di Dio e mi sono reso schiavo di una carne, l'Infinità
serrata in un pugno di muscoli e ossa, soggetta a sentire le voci di questa
carne a cui è pena il freddo e il sole, la fame, la sete, la fatica. Tutto
potevo ignorare. Ho voluto conoscere le torture dell'uomo decaduto dal trono
di innocente per amarvi di più.
Non mi è bastato ancora. Ho voluto - poiché per
compatire bisogna patire ciò che patisce chi si compatisce - ho voluto
sentire l'assalto di tutti i sentimenti per sentire le vostre lotte, per
capire quale astuta tirannide vi pone nel sangue Satana, per comprendere come è
facile rimanere ipnotizzati dal Serpente se si abbassano un solo momento gli
occhi sul suo sguardo fascinatore, dimenticando di vivere nella luce. Perché
nella luce non vive il serpe. Va nei recessi ombrosi che paiono riposanti e
sono unicamente insidiosi. Per voi queste ombre hanno nome: donna, denaro,
potere, egoismo, senso, ambizione. Vi eclissano la Luce che è Dio. In mezzo
ad esse è il Serpente: Satana. Pare un monile. È la corda per il vostro
strangolamento. Ho voluto conoscere ciò perché vi amo.
Non mi è bastato ancora. A Me sarebbe bastato. Ma la
Giustizia del Padre poteva dire alla sua Carne: "Tu hai trionfato dell'insidia.
L'uomo-carne come Te ora, non sa trionfare, e perciò sia punito perché Io non
posso perdonare a chi è sozzo". Ho preso su Me le vostre sozzure. Quelle
passate, quelle del momento e quelle future. Tutte. Più di Giobbe immerso in
un letamaio putrido per fare velo alle sue piaghe Io fui, quando sommerso dal
peccato di tutto un mondo non osavo neppur più alzare gli occhi a cercare il
Cielo, e gemevo sentendo pesare su Me il corruccio del Padre accumulato da
secoli, cosciente delle colpe avvenire. Un diluvio di colpe sulla Terra, dalla
sua alba alla sua notte. Un diluvio di maledizioni sul Colpevole. Sull'Ostia
del Peccato.
O uomini! Più innocente di un pargolo che la madre
bacia al ritorno dal suo battesimo Io ero. E di Me inorridì l'Altissimo perché
ero il Peccato, avendo preso su Me tutto il peccato del mondo. Ho sudato di
ribrezzo. Sangue ho sudato per il ribrezzo di questa lebbra su Me che ero
l'Innocente. Il sangue m'ha rotto le vene nello schifo di questo fetido stagno
in cui ero sommerso. E a compiere questa tortura, a spremere dal cuore il mio
sangue, si è unito l'amaro di esser maledetto, perché non ero in quell'ora il
Verbo di Dio: ero l'Uomo. L'Uomo. Il Colpevole.
Posso, Io che ho provato, non comprendere il vostro
avvilimento e non amarvi perché siete avviliti? Vi amo per questo. Non ho che
ricordare quell'ora per amarvi e chiamarvi: "Fratelli!". Ma
chiamarvi così non basta perché il Padre vi possa chiamare: "Figli".
Ed Io voglio che così vi chiami. Che fratello sarei se non vi volessi meco
nella Casa paterna?
Ecco allora che vi dico: "Venite, che Io vi
lavi". Nessuno è tanto lurido che il mio lavacro non lo deterga. Nessuno
è tanto puro da non aver bisogno del mio bagno. Venite. Non è acqua questa. Vi
sono fonti di miracolo che sanano le piaghe e i morbi della carne. Ma questa è
più di esse. Questa fonte sgorga dal mio petto.
Ecco il Cuore squarciato da cui zampilla l'acqua
che lava. Il mio Sangue è la più limpida acqua che sia nel creato. In esso si
annullano infermità e imperfezioni. E bianca e integra torna la vostra anima,
degna del Regno. Venite. Lasciate che Io vi dica: "Io ti assolvo!".
Apritemi il vostro cuore. In esso sono le radici dei vostri mali. Lasciate che
lo entri. Lasciate che Io sleghi le vostre bende. Vi fanno ribrezzo le vostre
piaghe? Viste alla mia luce vi appaiono qual sono: brulicanti di vermi
schifosi. Non le guardate. Guardate le mie. Lasciatemi fare. Ho mano leggera.
Non sentirete che una carezza... e tutto sarà guarito. Non sentirete che un
bacio e una lacrima. E tutto sarà mondato.
O come belli sarete, allora, intorno al mio altare!
Angeli fra gli angeli del Ciborio. E grande gioia ne avrà il mio Cuore. Perché
sono il Salvatore e non disprezzo nessuno. Ma sono anche l'Agnello che si pasce
fra i gigli, e d'esser circondato di candore mi beo perché per farvi candidi
ho preso vita e ho dato vita.
O come vedo sorridervi il Padre e sfolgorarvi dei
suoi fulgori l'Amore, perché non siete più macchiati di peccato!
Venite alla fonte del Salvatore. Il mio Sangue
scenda sull'animo contrito e una voce, in cui è la mia, dica: "Io ti
assolvo nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo".
II.
"Uno
di voi mi tradirà".
Uno di voi! Sì, nella proporzione di uno a dodici,
uno di voi mi tradisce. Ogni tradimento è più penoso di una lanciata. Guardate
l'Umanità del vostro Redentore. Dalla testa ai piedi è tutta una ferita. La
flagellazione fa inorridire chi la medita e agonizzare chi la prova. Ma fu
strazio di un'ora. Voi che mi tradite mi flagellate il Cuore. Sono secoli che lo
fate.
Io vi ho amato. Io vi amo. Io vi compatisco. Io vi
perdono. Io vi lavo, levandomi il Sangue per farvene bagno purificatore. E voi
mi tradite.
Sono il Verbo di Dio. Sono glorioso in Cielo. Ma in
questo Cielo vi sono non solo come Spirito. Vi sono anche come Carne. La carne
ha sentimenti e affetti. Perché volete rinnovare a Me, continuamente, quel
corrodente fuoco che è la vicinanza di un traditore? Il Cielo è lontano? No,
figli che mi tradite. Io sono vicino a voi. Sono fra voi. E voi mi bruciate
con la vampa del vostro tradire.
Guardo, cercando un conforto, fra le diverse classi
di persone. Ed in ognuna incontro sguardi e sguardi di traditori. Perché mi tradite?
Io sto fra voi per farvi del bene. Perché mi volete fare del male? Io vi porto
i miei doni. Perché voi mi gettate contro mordenti aspidi? Io vi chiamo:
"Amici". Perché voi mi rispondete : "Maledetto"? Che vi ho
fatto? Quale uomo conoscete che sia paziente e buono più di Me?
Guardate. Quando siete felici nessuno vi abbandona.
Ma se piangete, ma se la ricchezza vi abbandona, ma se una malattia vi fa
contagiosi, ecco che tutti si allontanano da voi. Io resto. Anzi Io vi accolgo
proprio allora, perché allora venite. Non avete più nessuno con cui piangere
e parlare, e allora vi ricordate di Me. Ed Io non vi dico: "Va via, ché
non ti conosco". Lo potrei dire perché, infatti, non siete mai venuti a
dirmi, mentre eravate ricchi, sani e felici: "Lo sono e te ne dico grazie".
Ma no. Non pretendo neppure questo da chi non è già
gigante d'amore. Il "grazie" non lo pretendo. Mi basterebbe mi
diceste: "Sono felice". Dirmelo. Non considerarmi estraneo a voi.
Ricordatevi che ci sono anche Io. Avere un pensiero per questo Gesù. Il
"grazie" lo direi Io per voi a Dio: Padre mio e vostro. Invece non
venite mai. E potrei dire: "Non vi conosco". Invece, ecco che vi
apro le braccia e dico: "Vieni, ché piangiamo insieme".
Guardate. Sono nelle carceri, nelle celle piccole e
avvilenti, seduto sullo stesso tavolaccio del forzato, e gli parlo di una
libertà più vera di quella che è oltre quelle quattro mura, di una libertà
che non teme più d'essere lesa da colpe che vanno punite. Eppure quel carcerato
è uno che mi ha tradito, offendendo la mia legge d'amore. Forse ha ucciso.
Forse ha rubato. Ma ora mi chiama. Eccomi da lui. Il mondo lo sprezza. Io lo
amo. Ho chiamato "amico" colui che uccideva Me e mi derubava della
vita. Posso
chiamare "amico" questo infelice che mi
ritorna. Sono, fiamma d'amore, presso i malati. Le loro febbri conoscono la mia
carezza, il loro sudore il mio sudario, i loro languori il mio braccio che li
sostiene, le loro angosce la mia parola. Eppure molti sono malati per avermi
tradito nella mia legge. Hanno servito la carne. E la carne, pazza belva, si è
perduta e li perde, ora, anche nella vita. Pure eccomi che Io sono l'unico che
non mi stanco del loro male e veglio con loro, e soffro con loro, e sorrido alle
loro speranze e, se appena il Padre lo vuole, le muto in realtà. Ma se vedo che
il decreto è di morte, ecco che prendo questo mio fratello, che trema davanti
al mistero della morte e che mi chiama, e gli dico: "Non temere. Credi sia
tenebra: è luce. Credi sia dolore: è gioia. Dàmmi la tua mano. Conosco la
morte. L'ho conosciuta prima di te. So che è un attimo e che Dio soprannaturalmente
sovviene ad attuire il sensorio per non accasciare l'anima nella lotta estrema.
Fidati. Guarda Me. Me solo... Ecco! Vedi? Hai passato la soglia. Vieni con Me,
ora, dal Padre. Non temere neppure ora. Io sono con te. Il Padre ama chi
amo".
Sono nelle case deserte. Prima erano liete di voci.
È passata la morte o la miseria. Il superstite si aggira solo. Gli amici, fuggiti.
Gli amati, lontani per lavoro o per morte. Vi è il sole nel cielo, ma al superstite
tutto è tenebra. Vi è pace nell'aria notturna, ma per il superstite non c'è
riposo. Eppure molte volte in quella casa mi si è tradito, facendo delle
creature degli dèi. Si è amato idolatramente le creature tradendo la mia
legge. Ma Io entro e vengo a mettere un raggio nelle tenebre, a infondere una
pace dove è tempesta. Quel superstite mi ha chiamato... Forse soprappensiero...
forse senza vera volontà di avermi. Ma Io vado senza ritardo.
Ho! che non chiedo che di esser con voi! Ogni ricordo
cade, di passato errore, quando mi chiamate: "Gesù".
Ma non mi flagellate il Cuore! È già aperto e svenato.
Non invelenite la sua ferita. E a quelli che mi hanno
capito nel mio dolore di tradito, dico: "Uno di voi mi tradirà. Datemi il
vostro amore fedele per balsamo". E lo dico a tutti. Ai santi, i prediletti
miei come Dio. Ai peccatori, i prediletti miei come Gesù. Perché anche i
peccatori, per cui divenni Gesù, possono medicarmi questa ferita.
Siete samaritani? Lo so. Ma la mia parabola parla di
un samaritano buono che medica le ferite non medicate dai figli della Legge che
passano oltre, assorti nella fretta di servire Dio. Non sanno che Dio si serve
più amando che facendo pratiche.
Io sono il Ferito languente sulle vostre vie. I
predoni mi hanno assalito e spogliato. I predoni: coloro che indegnamente
fruiscono del mio sacrificio di Dio che si fa carne. Mi spogliano: negandomi con
le loro eresie molteplici i miei attributi. Spogliano la Verità, perché quella
veste fa loro gola perché è splendente. Ma non sanno che splende perché è
indossata da chi è Sole, e in mano a loro, che la coprono della bava della loro
mente superba, diviene straccio qualunque.
La Verità è verità, e di questa luce illumina ogni
cosa quando è vista unita a Dio. Divisa, diviene linguaggio babelico. Perché
la Verità è Scienza e Sapienza. Ma avulsa da Dio diviene caos.
Voi medicatemi, anche se samaritani. Datemi il vostro
olio e vino: l'olio, l'amore; il vino, la contrizione del vostro io. Medicatemi.
Non vi sdegno. La peccatrice che ristora i miei piedi stanchi vi parli e dica se
Io sprezzo il peccatore.
Ma non mi tradite mai più. Andate e non peccate più.
Tutto vi perdono se tutto in voi mi ama. Datemi un
bacio sincero. La mia guancia brucia per il bacio dei traditori. Medicatela col
bacio della fedeltà.
III.
"Amatevi
l'un l'altro come Io vi ho amato".
Dalla cuna alla croce. Da Betlem al monte Oliveto, vi
ho amati.
Il freddo e la miseria della prima mia notte nel
mondo non mi ha impedito di amarvi collo spirito mio e; annichilendo Me stesso
sino a non poter dirvi, Io Verbo: "Vi amo", vi ho detto quelle
parole con lo spirito mio, inscindibile da quello del Padre e con Esso operante
in una attività inesausta.
L'agonia della mia ultima notte sulla Terra non mi ha
impedito di amarvi. Anzi ha toccato le vette più alte dell'amore. Anzi ha arso
nell'incendio più vivo. Anzi ha consumato tutto quanto non era amore sino a
spremere, insieme al ribrezzo per il peccato e al dolore del paterno abbandono,
il sangue dalle mie vene.
Quale amore più grande di quello che sa amare
sapendosi odiato? Io vi ho amato così.
Il primo gesto delle mie mani, una carezza. L'ultimo,
una benedizione. E in mezzo a questi due gesti, nato il primo nel buio di una
notte d'inverno, l'ultimo nello splendore di un ardente mattino d'estate,
trentatré anni di gesti di amore, rispondenti ad altrettanti moti di amore.
Amore di miracoli, amore di carezze ai pargoli e agli amici, amore di maestro,
amore di benefattore, amore di amico, amore, amore, amore...
E amore più che umano nell'ultima Cena. Prima
d'essere legate e trafitte, queste mie mani hanno lavato i piedi degli apostoli,
anche di colui al quale avrei voluto lavare il cuore, ed hanno spezzato il pane.
E mi spezzavano il Cuore con quel pane. Quello vi davo. Perché sapevo prossimo
il mio ritorno al Cielo e non volevo lasciarvi soli. Perché sapevo come siete
facili a dimenticarvi e volevo vi vedeste, fratelli seduti ad un unico desco,
intorno alla mia mensa, per dirvi l'un l'altro: "Siamo di Gesù!".
Quale amore più grande di quello che sa amare chi lo
tortura? Eppure Io vi ho amato così. E per voi ho saputo pregare mentre morivo.
Amatevi come Io vi ho amato. L'odio estingue la luce.
Anche il semplice astio offusca la pace. Dio è pace, è luce, perché Dio è
amore. Ma se non amate, e amate come Io vi ho amato, non potrete avere Dio.
Come Io vi ho amato. Perciò senza superbie. Da questo
tabernacolo, da questa croce, da questo Cuore non escono che parole di umiltà.
Sono Dio e sono Servo vostro, e sto qui in attesa che
mi diciate: "Ho fame" per darmi Pane a voi. Sono Dio e mi espongo ai
vostri occhi su un legno che era patibolo infame, nudo e maledetto. Sono Dio e
vi prego di amare il mio Cuore. Vi prego. Per amore vostro, perché se mi amate
fate del bene a voi. Io sono Dio. Con o senza il vostro amore sono sempre Dio.
Ma voi no. Senza il mio amore siete nulla: polvere.
Io vi voglio con Me. Vi voglio qui. Voglio, della
vostra polvere, fare una luce di beatitudine. Voglio che non moriate. Ma
viviate, perché Io sono Vita e voglio che voi abbiate la Vita.
Amatevi senza egoismi. Sarebbe un amore impuro,
destinato a morire di malattia. Amatevi volendo per gli altri più bene di
quello che non augurate a voi. È molto difficile. Lo so. Ma vedete questo
eucaristico Pane? Esso ha fatto i martiri. Erano creature come voi: paurose,
deboli, viziose anche. Questo Pane ne ha fatto degli eroi.
Nel primo punto vi ho indicato il mio Sangue per
vostra purificazione. Al terzo punto, per fare di voi dei santi, vi indico
questa Mensa e questo Pane. Il Sangue da peccatori vi ha fatto giusti. Il Pane
da giusti vi fa santi. Un bagno monda ma non nutre. Rinfresca, ristora, ma
non si fa carne nella carne. Il cibo diviene sangue e carne, diviene voi stessi.
Il mio Cibo diviene voi stessi.
Oh! pensate! Guardate un piccolo bambino. Oggi mangia
il suo pane e domani ancora e poi domani, e domani, e domani. Eccolo che si fa
uomo: alto robusto, bello. È sua mamma che l'ha fatto così? No. Sua madre
l'ha concepito, portato, dato alla luce, allattato e amato, amato, amato.
Ma il piccolino, se dopo il latte non avesse avuto altro che bagni, baci e
amore, sarebbe perito di inedia. Quel piccolo si fa uomo per il cibo da adulto
che prende. Quell'uomo è tale perché prende giornalmente il suo cibo.
Lo stesso è per il vostro io spirituale. Nutritelo
del Cibo vero che dal Cielo discende e che dal Cielo vi porta tutte le energie
per farvi virili nella Grazia. La virilità sana e forte è sempre buona.
Guardate come è più facile vedere uno, malazzato, essere aspro e senza
compatimento e pazienza. Il mio Cibo vi farà sani e forti nella virilità
dello spirito, e saprete amare gli altri più di voi stessi, come Io vi ho
amato.
Perché, guardate, figli, Io vi ho amato non come uno
ama se stesso. Ma più di Me stesso. Tanto che mi sono posto a morte per salvare
voi dalla morte. Se amerete così, conoscerete Dio.
Sapete cosa vuol dire conoscere Dio? Vuol dire sapere
il gusto della vera Gioia, della vera Pace, della vera Amicizia. Oh! L'Amicizia,
la Pace, la Gioia di Dio! È premio promesso ai beati. Ma esso è già dato a
chi ama sulla Terra con tutto se stesso.
L'amore, per essere vero, non è di parole. È di
fatti. Attivo come la sua fonte che è Dio. Né mai si stanca di operare neppure
per delusioni che vengono dai fratelli. Povero quell' amore che cade come
uccello dalle ali deboli quando un ostacolo lo ferisce!
Il vero amore, anche se ferito, sale. Con l'unghia e
col becco si arrampica, se più non può volare, per non giacere nell'ombra e
nel gelo, per essere nel sole, medicina di ogni male. E appena rinvigorito ecco
che riprende il volo. E va da Dio ai fratelli e da questi a Dio, angelica farfalla
che porta i pollini dei celesti giardini per fecondare i terrestri fiori, e
porta i profumi, rapiti ai più umili fiori, a Dio perché li accolga e li
benedica. Ma guai se si allontana dal sole. Il Sole è la mia Eucarestia, perché
in Essa è benedicente il Padre, amante lo Spirito, mentre Io, il Verbo, opero.
Venite e prendete. Questo è il Cibo che ardentemente
chiedo sia consumato da voi.
IV.
"Se
rimanete in Me e rimane in voi la mia Dottrina, vi sarà dato quel che
chiedete".
Io scendo in voi e mi faccio cibo vostro. Ma, come
Centro che Io sono, a Me vi aspiro. "Voi vi nutrite di Me, ma con più
ragione Io mi nutro di voi. Le due fami sono insaziabili e continue. La vite
nutre i suoi polloni. Ma sono i polloni che fanno la vite. l'acqua nutre i mari,
ma sono i mari che nutrono l'acqua, risalendo in evaporazione per scendere di
nuovo. Perciò voi dovete rimanere in Me come Io in voi. Divisi, non Io, ma
voi morreste.
Io sono cibo per lo spirito e cibo per il pensiero.
Lo spirito si nutre della Carne di un Dio. Essenza effusa da Dio, non può aver
cibo che da ciò che è la sua matrice. Il pensiero si nutre della mia Parola
che è il Pensiero di un Dio. Il vostro pensiero! L'intelligenza è quella che
vi fa somiglianti a Dio, perché nell'intelligenza è memoria, intelletto e
volontà, come nello spirito è somiglianza per essere spirito, libero,
immortale.
Il vostro pensiero, per esser capace di ricordare,
intelligere, volere ciò che è bene, deve esser nutrito della mia Dottrina.
Essa vi ricorda i benefici e le opere di Dio, chi è Dio, che si deve a Dio.
Essa vi fa comprendere il bene e discernerlo dal male. Essa vi fa volere
fare il bene. Senza la mia Dottrina divenite schiavi di altre che hanno nome
"dottrina", ma sono errori. E come navi senza bussola e timone voi andate
a naufragio. Uscite dalle rotte. E come potete allora dire: "Dio mi ha
abbandonato" quando siete voi che avete abbandonato Lui?
Rimanete in Me. Se non vi rimanete, è segno che mi
odiate. E il Padre mio odia chi mi odia, perché chi odia Me odia il Padre,
essendo Io uno col Padre. Rimanete in Me. Fate che il Padre non possa distinguere
il tralcio dalla vite, tanto il tralcio è uno con essa. Fate che il Padre non
possa capire dove finisco Io e cominciate voi, tanto la somiglianza è piena.
Chi ama finisce per prendere dell'amato inflessioni, intercalari e gesti. Io
voglio che voi siate altrettanti Gesù. E questo perché voglio che voi
abbiate quanto chiedete - fusi a Me, non potete chiedere che cose buone - e non
abbiate a conoscere ripulse. E questo perché Io voglio che abbiate più
ancora di quanto chiedete, perché il Padre effonde in un continuo flusso
d'amore i suoi tesori sul Figlio suo. E chi è nel Figlio fruisce di questa
infinita effusione, che è l'amore di Dio che si letifica nel suo Verbo e che
circola in Lui. Ora Io sono il Corpo e voi le membra, e perciò la Gioia che mi
inonda e viene dal Padre, la Potenza, la Pace, ogni altra perfezione che in Me
circola, si trasfonde in voi, miei fedeli che siete parte di Me, inscindibile
qui e oltre.
Venite e chiedete. Non abbiate paura di chiedere.
Tutto potete chiedere, perché Dio tutto può dare. Chiedete per voi e per
tutti. Io vi ho insegnato. Chiedete per i presenti e per gli assenti. Chiedete
per i passati, i presenti, i futuri. Chiedete per questa
vostra giornata e per la vostra eternità, e per questa
e quella di chi amate.
Chiedete, chiedete, chiedete. Per tutti. Per i
buoni perché Dio li benedica. Per i malvagi perché Dio li converta. Dite con
Me: "Padre, perdona loro". Chiedete: la salute, la pace in famiglia,
la pace nel mondo, la pace per l'eternità. Chiedete la santità. Sì, anche
questa. Dio è il Santo ed è il Padre. Chiedetegli, in un con la vita che vi
mantiene, la santità attraverso la Forza che viene da Lui.
Non abbiate paura di chiedere. Il pane quotidiano e
la benedizione quotidiana. Non siete tutto corpo, non siete ancora tutto
spirito. Chiedete per questo e quello, e vi sarà dato. Non temete di osare
troppo. Io per voi ho chiesto la mia stessa gloria, anzi ve l'ho data addirittura,
perché siate simili a Noi che vi amiamo e il mondo conosca che siete figli di
Dio.
Venite. In questo mio Cuore è il Padre vostro.
Entrate, ché Egli vi possa riconoscere e dire: "Si faccia gran festa nei
Cieli perché ho ritrovato un figlio che amavo".
"Ti ho accontentata" dice Gesù. "Ho
parlato sempre Io. Ho voluto parlasse la mia eucaristica Voce. Abbiatela per mio
regalo. Benedico te e tutti quelli che l'ascolteranno".
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici
Padre del cielo, Dio Abbi pietà di noi
Figlio, Redentore del mondo, Dio Abbi pietà di
noi
Santa
trinità, un solo Dio Abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù Figlio dell'Eterno Padre Abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Madre Abbi
pietà di noi
Cuore
di Gesù sostanzialmente unito al Verbo di Dio Abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tempio santo di Dio Abbi pietà di
noi
Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altissimo Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, dimora di Dio e porta del cielo Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, fornace ardente di carità Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di amore Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amore Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, oceano di tutte le virtù Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, degno di ogni lode Abbi pietà di
noi
Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui sono i tesori della sapienza e
della scienza Abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui il Padre ha riposto la Sua
compiacenza Abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, dalla cui ricchezza noi tutti
abbiamo ricevuto Abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, desiderio di tutte le genti Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, paziente e misericordioso Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, generoso per chi ti invoca Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, che hai espiato i nostri peccati Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, colmato di obbrobri Abbi pietà
di noi
Cuore di Gesù, annientato per le nostre colpe Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, trapassato dalla lancia Abbi pietà
di noi
Cuore di Gesù, fonte di ogni consolazione Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, vita e risurrezione nostra Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, vittima dei peccatori Abbi pietà
di noi
Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te Abbi
pietà di noi
Cuore di Gesù, delizia di tutti i santi Abbi pietà
di noi
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici
o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi
pietà di noi
Gesù, mite e umile dicuore, rendi il nostro cuore
simile al tuo.
Signore,
pietà.
Cristo,
pietà.
Signore,
pietà.
Cristo,
ascoltaci.
Cristo,
esaudiscici.
Padre
del cielo, che sei Dio, abbi pietà di noi.
Figlio,
Redentore del mondo, che sei Dio, abbi pietà di noi.
Spirito Santo, che sei Dio, abbi pietà
di noi.
Santa Trinità, unico Dio, abbi
pietà di noi.
Santa Maria, prega per noi.
Santa Madre di Dio, prega per noi.
Santa Vergine delle vergini, prega per
noi.
Madre di Cristo, prega per noi.
Madre
della Chiesa, prega per noi.
Madre della divina grazia, prega per
noi.
Madre purissima, prega per noi.
Madre castissima, prega per noi.
Madre sempre vergine, prega per noi.
Madre immacolata, prega per noi.
Madre degna d’amore, prega per noi.
Madre ammirabile, prega per noi.
Madre del buon consiglio, prega
per noi.
Madre del Creatore, prega per noi.
Madre del Salvatore, prega per noi.
Madre di misericordia, prega per noi.
Vergine prudentissima, prega per noi.
Vergine degna di onore, prega per noi.
Vergine degna di lode, prega per noi.
Vergine potente, prega per noi.
Vergine clemente, prega per noi.
Vergine fedele, prega per noi.
Specchio della santità divina, prega
per noi.
Sede della Sapienza, prega per noi.
Causa della nostra letizia, prega per
noi.
Tempio dello Spirito Santo, prega
per noi.
Tabernacolo dell’eterna gloria, prega
per noi.
Dimora tutta consacrata a Dio, prega
per noi.
Rosa mistica, prega per noi.
Torre di Davide, prega per noi.
Torre d’avorio, prega per noi.
Casa d’oro, prega per noi.
Arca dell’alleanza, prega per noi.
Porta del cielo, prega per noi.
Stella del mattino, prega per noi.
Salute degli infermi, prega per noi.
Rifugio dei peccatori, prega per noi.
O mio Gesù, pensando alla bontà del tuo Cuore,
pieno di pietà e di dolcezza per i peccatori, mi sento colmare di fiducia per
essere da te bene accolto. Riconosco i peccati commessi. Come Pietro e come
Maddalena, li piango e li detesto, perché sono offesa per te sommo bene.
Ti prego di concedermi il tuo perdono; fà che io sia
pronto a morire piuttosto che offenderti ancora, e viva solo per amarti.
Gesù attirami a te! Dolce Cuore del mio Gesù fà
che io ti ami sempre più. Gloria al Padre...
Benedico, Gesù mio, l'umilissimo tuo Cuore, e ti ringrazio che, nel darmelo
come esempio, non solo mi inciti ad imitarlo, ma a costo pure di tante tue
umiliazioni, me ne additi e appiani la via.
Perdonami di non aver accolto il tuo invito e fa che
non segua più la superbia e la vanità, ma con cuore umile, mi sforzi di
imitare te per ottenere pace e l'eterna salvezza. Dammi forza e benedirò in
eterno il tuo Cuore.
Gesù attirami a te! Dolce Cuore del mio Gesù fà
che io ti ami sempre più. Gloria al Padre...
Ammiro, Gesù mio, il pazientissimo tuo Cuore, e ti ringrazio di tanti
meravigliosi esempi di sofferenza a noi lasciati. Essi mi rimproverano la mia
indelicatezza, insofferente di ogni piccola pena.
Gesù caro, infondi nel mio cuore un fervido e
costante amore alla croce, alla mortificazione e alla penitenza, affinché,
seguendoti al Calvario, giunga con te alla gloria, alla gioia del paradiso.
Gesù attirami a te! Dolce Cuore del mio Gesù fà
che io ti ami sempre più. Gloria al Padre...
Davanti al tuo cuore mansuetissimo, caro Gesù, mi vergogno del mio, così
diverso dal tuo. Purtroppo a un gesto, a una parola contraria, mi inquieto e
mi lamento.
Ti prego di perdonare i miei impulsi e di farmi la
grazia di imitare per l'avvenire, in qualunque occasione, la inalterabile tua
mansuetudine, e così godere perpetua e santa pace.
Gesù attirami a te! Dolce Cuore del mio Gesù fà
che io ti ami sempre più. Gloria al Padre...
Si cantino lodi, o Gesù, al generosissimo tuo Cuore, vincitore della
morte e dell'inferno. Io resto più che mai confuso nel vedere il mio povero
cuore così meschino che teme di qualunque diceria e rispetto umano; ma
non sarà più così.
Da
te imploro la forza coraggiosa di combattere e vincere in terra, per trionfare
poi lieto con te in cielo.
Gesù
attirami a te! Dolce Cuore del mio Gesù fà che io ti ami sempre più. Gloria
al Padre...
E ora a te mi rivolgo, o Madre mia Maria, perché mi ottenga vera e costante
devozione al S. Cuore di Gesù, tuo Figlio, così da non pensare, desiderare,
volere e amare, se non in lui e con lui a gloria del divin Padre.
Maria
attirami a te! Dolce Cuore del mio Gesù fà che io ti ami sempre più. Gloria
al Padre...
PREGHIAMO:
O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuore del tuo Figlio ci hai aperto i tesori
infiniti del tuo amore, fa che rendendogli l'omaggio della nostra fede
adempiamo anche al dovere di una giusta riparazione.