Considerazioni e preghiere per la visita mensile al Grande Piccino di Praga.
Il 25 di ogni mese i religiosi Carmelitani Scalzi e popolo restano uniti e preganti innanzi a Gesù Sacramentato, meditando il Mistero dell'Incarnazione e le glorie del S. Bambino di Praga.
Perché,
dunque, non avere tra le mani un'Ora Santa scritta a tale scopo?
Fu
così che affidammo il lavoro alla devozione e alla penna del Rev.mo Mons.
Michele Samarelli, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Bari, nostro amato
Terziario Carmelitano, affiliato all'Ordine Nostro.
Questa
pia pratica sia raccolta da tutti i devoti del Santo Bambino di Praga e da
quanti ne zelano il culto e la gloria.
E
poiché i nostri cari terziari dovrebbero praticare il ritiro mensile
consigliamo l'uso del presente libretto.
A
te, dunque, o terziario, a te, o fedele, adiamo questo opuscolo, fidenti che
l'Ora ai piedi del Santo Bambino di Praga riuscirà di consolazione e conforto
alla tua anima, e si avveri anche per te la promessa di Gesù fatta al
Venerabile Padre Cirillo: Più voi mi onorerete, più io vi favorirò.
P.
Alessandro di S. Francesco Delegato provinciale del Terz'ordine Carmelitano
Teresiano.
Disse
Gesù: "Così Dio ha amato il mondo, fino a dare il suo Figliolo
Unigenito!" (Gv.3,14)
Ammirabili, grandiosi, ineffabili sono i tesori d'infinita sapienza, di onnipotenza, di amore a noi manifestati in tutta la creazione.
Dagli splendori e magnificenze e immensità dei cieli, dalle sublimi altezze dei monti, dalla bellezza e ricchezza della natura, fino all'umile giglio del campo, Tu sei grande, o Dio, sei buono. Ma fra tutte le tue opere, il capolavoro è l'Incarnazione. Il Verbo Eterno, consustanziale, vita e luce del mondo, si fece carne, ed abitò fra noi, pieno di grazia e di verità.
Quali
profondi, ammirabili misteri di sapienza, di giustizia, di bontà, di
misericordia si compendiano in queste semplici parole! Quali sublimi arcani
nell'essenza, negli effetti, nello scopo, nelle cause dell'Incarnazione. E' il
trionfo della sapienza che concilia ciò che sembrava inconciliabile: la natura
e la Persona del Figliolo di Dio, con le miserie dell'umana natura.
E'
il trionfo della potenza che unisce in una sola Persona l'infinita Grandezza e
l'infinita umiliazione; il trionfo della giustizia, che esige la dovuta
riparazione; il trionfo della misericordia che perdona; il trionfo della bontà,
che sacrifica il Figlio per redimere il servo; il trionfo della prudenza che,
mostrando agli uomini ciò che costa a un Dio l'espiazione del peccato, insegna
ad astenersene.
O
beatissima, santissima Trinità, siate sempre benedetta e adorata!
Carità
è il Padre; Grazia è il Figlio;
Comunione
è lo Spirito Santo, o beata Trinità!
Ma
perché, o buon Gesù, non preferisti venire sulla terra nella perfetta età di
uomo adulto, nella maestà regale che come Figlio di Dio ti era dovuta?... e
preferisti, invece, discendere fino all'ultimo grado della nostra natura?
Perché
volesti, anche tu, rimanere nascosto per nove mesi nel seno di una donna,
povera, umile, sconosciuta? Perché nascere in una stalla? Perché volesti
provare la debolezza di piccolo bambino? Perché volesti così presto spargere
le primizie del tuo prezioso sangue nella circoncisione, come i figli del
peccato?
E
perché preferisti sottrarti con la fuga nell'Egitto alle insidie del geloso re
Erode? E perché, avendo manifestata a dodici anni la tua sapienza e il tuo zelo
nella disputa coi dottori nel tempio, non continuasti ad essere il Maestro della
verità?
Perché
non ti manifestasti subito al mondo che ti aspettava? Perché volere aspettare a
compiere il primo miracolo a trent'anni? Perché fin da fanciullo scegliesti la
condizione di un semplice garzone di bottega? E poi di operaio, di fabbro?
Perché
preferire un apostolato di tre anni soli, penoso, duro laborioso apostolato? E
non sapevi che saresti stato poi, perseguitato dalla calunnia, dal disprezzo,
dall'odio, sino ad essere chiamato indemoniato, un alleato di Belzebù; fino ad
essere trattato e condannato come un malfattore, peggiore di Barabba - ladro e
assassino - peggiore dei ladroni e crocifisso in mezzo ad essi?
O
amore, o mistero di amore! Ecco la sola risposta: Così Dio ha amato il mondo!..
Ci hai amato anche troppo, dice S. Paolo: Per il troppo amore con il quale ci ha
amato.
Troppo!
Troppo! A noi resta di adorare in silenzio, nel raccoglimento devoto dell'anima;
ammirare, lodare, benedire così augusto mistero.
Davanti
al Dio Bambino la ragione si confonde, l'intelligenza si umilia, il cuore è
commosso e le lacrime sgorgano spontanee, nella soavità della contemplazione.
Ma
non bastò al Cuore di Gesù averci amato tanto, nel sublime mistero dell'Incarnazione.
C'è ancora di più. Le meraviglie e i prodigi del suo amore continuano ancor
oggi e continueranno fino all'ultimo dei giorni, nel profondo e amabile mistero
dell'Eucaristia.
E
vi continuano, anzi, moltiplicati, spinti fino all'incredibile, sino alla...
follia, sino all'infinito.
Eccolo:
qui nascosto dietro i mistici veli delle Sacre Specie, Gesù è più umile, più
povero, più obbediente, più sacrificato che nel presepio, che nella casa di
Nazaret e nell'officina del fabbro Giuseppe.
1
° Più umile.
Nel
presepio, a Nazaret, o Gesù, si poteva almeno ammirare la tua incantevole
bellezza, le amabili attrattive dell'infanzia; si poteva godere l'incanto del
tuo soave infantile sorriso. Ma qui, invece, nulla, nulla! Noi non vediamo che
una piccola fragile ostia ...e attorno l'oscurità. Il silenzio, la solitudine,
l'abbandono. Eppure, qui c'è Dio, l'Emmanuele, Dio con noi.
2°
Più povero.
La
povertà della tua vita è sorpassata dalla povertà eucaristica. Qui hai voluto
avere bisogno di tutto: neppure la bianca veste che ti ricopre è tua: apparenza
senza sostanza, le sacre specie. E poi, spesso, quale squallore intorno a Te...
Forse
una misera cappellina, più squallida del presepio; una custodia di legno più
angusta della mangiatoia!
Poveri
lini, non sempre decorosi, non sempre mondi! ...
3°
Più obbediente.
Fanciullo,
non obbedivi che al Padre celeste e a due elette creature. Qui, invece,
obbedisci a tutti: ai buoni e ai cattivi ed anche - purtroppo! - ai novelli
Giuda!... E obbedisci con prontezza, senza condizioni e senza limiti: sempre
pronto a ricevere chi viene a Te: sempre pronto a recarti a chi soffre e a chi
muore: sempre disposto a perdonare, a sanare, a confortare, a beneficare, a
salvare.
4°
Più sacrificato.
E
il tabernacolo non è un continuo Getsemani?
E
l'altare non è una continua immolazione?
E
la Consacrazione non è una continua morte, una continua sepoltura?
Grazie,
grazie, o buon Gesù! Come potremmo ringraziarti degnamente?
Ma
che dico? Fosti tu stesso che prima di istituire questo SS. Sacramento, elevando
gli occhi al cielo, ringraziasti il Padre, perché ti concedeva di restare con
noi nei secoli per elevarci, per nobilitarci, per santificarci, per
divinizzarci: Perché l'uomo diventasse Dio.
Sicchè,
noi, pur tanto piccoli, pur tanto poveri, diventiamo tempio vivente di Dio,
membra tue, o nostro capo adorabile; tuoi amici, tuoi commensali, tuoi eredi,
emuli dei santi e degli Angeli.
Anzi,
incorporandoci a Te, in Te assimilandoci, le nostre opere diventano quasi le
tue, divino-umane e, perciò, di inestimabile valore, come se fossero fatte da
Te stesso. Oh, dunque, quanto valgono le mie fatiche, le mie lacrime, le mie
preghiere, i miei dolori! Sei Tu che lavori, che piangi, che soffri in me e con
me.
Quale
gloria a Dio negli altissimi Cieli! E quale pace agli uomini di buona volontà!
Parla
Gesù.
Figliolo,
hai dunque compreso le lezioni della mia infanzia, della mia fanciullezza,
della mia vita nascosta, povera, umile, sacrificata...
Era
così grande l'orgoglio umano, che erano necessarie lezioni così eloquenti e
persuasive.
E'
ben perciò che in questi ultimi tempi, in cui l'umana superbia ha creduto
stoltamente elevarsi sopra gli altri - come Lucifero - e dare la scalata a Dio,
cadendo poi vergognosamente nell'eresia e nel materialismo pagano, Io ho
voluto che nella glorificazione del Bambino di Praga, l'umanità ricordasse le
grandi lezioni della mia Infanzia.
Chi
più di me avrebbe potuto essere onorato, esaltato, lodato, ammirato fin da
bambino? Chi più di me avrebbe potuto godere di tutte le ricchezze e la gloria
dei regni della terra? Chi più di me avrebbe potuto e dovuto andare esente
dalla dura legge del dolore?...
Ma
no; prima che questa sovraeminente scienza la insegnassi nella mia predicazione
evangelica, volli praticarla Io stesso.
E
questa scienza celeste - che è la perpetua condanna del mondo - insegna che il
principio della vera gloria è nell'umiltà; che le vere ricchezze sono nella
povertà, che rende all'anima più facile l'acquisto del Regno dei Cieli; che il
principio della vera gioia è nell'abbandono filiale alla volontà del Padre.
Questa
vera scienza doveva sembrare stoltezza e follia ai superbi sapienti del mondo;
ma alle anime semplici ed umili sarebbe stata il principio della santità, il
segreto prezioso della pace.
Ed
ecco perché al Carmelo, inesauribile laboratorio e fucina di Santi, volli
affidare la devozione speciale della mia infanzia: al Carmelo di Praga, e poi al
Carmelo di Arenzano e in seguito a tutti i Carmeli. E nel Carmelo di Lisieux
ho suscitato la Piccola Teresa, che ha mostrato al mondo delle anime elette la
Piccola Via molto diritta e molto breve per salire il monte della perfezione.
Essa ha compreso e fatto comprendere ciò che insegnai: ...che bisogna farsi
piccoli per entrare nel regno dei Cieli: che chi si fa più piccolo sarà più
grande.. (Marco, 10,14)
Poiché
ai piccoli è più facile percorrere la via stretta e penetrare l'angusta porta.
A
Teresa ho svelato il gran segreto dello spirito d'infanzia e di abbandono, che
rende più sereno e lieto il ‘Cammino di perfezione’ attraverso la
‘notte oscura’ e la ‘salita alle cime del Monte Carmelo’. Ecco perché
ho operato tanti prodigi, ho concesso tante grazie per mezzo di questa devozione
al Santo Bambino di Praga. Ecco perché ripeto ciò che promisi al Padre
Cirillo, primo propagatore di questa devozione:
Più
voi mi onorerete e più io vi favorirò. Da questa piccola statuetta io ripeto e
ripeterò sempre: « Grazie, o Padre perché hai nascosto queste cose ai
sapienti e ai prudenti del mondo e le hai rivelate ai piccoli» (Mat. 11,25)
Perdono,
o buon Gesù, comprendo il tuo tacito rimprovero: «E' tanto tempo che io sono
con voi, e non mi conoscete?»
O
buon Gesù, come esulta l'anima mia a vedere sul tuo maestoso capo una ricca e
splendida corona reale. Anche Bambino, debole e inerme,
Tu
sei Re del Cielo e della terra.
Tu
Re della gloria, o Cristo,
Re
di eterna gloria!
Re
mansueto,
Re
pacifico,
Re
dei re;
Re
dei re e Signore dei dominatori.
Re
degli Angeli,
Re
degli Apostoli,
Re
de Martiri,
Re
dei Confessori,
Re
delle anime vergini.
Re
assoluto, per diritto di eredità,
Re
di conquista,
Re
di elezione,
tu
sei il più amabile dei re,
il
più potente dei re,
il
più generoso,
il
più mite,
il
più amabile,
il
più umile fra i re:
il
Re dell'amore,
il
Re dell'altare,
il
Re del Tabernacolo eucaristico.
Qui
hai fissato il tuo piccolo trono nei secoli,
qui
ricevi le adorazioni,
i
ringraziamenti,
le
riparazioni,
le
suppliche dei tuoi sudditi,
qui
dispensi i più ricchi tesori di grazie:
conforti,
incoraggi,
consoli,
illumini,
risani,
vivifichi,
santifichi,
perdoni,
elevi,
edifichi.
Qui
ci manifesti meglio il tuo amore infinito,
qui,
nella tua mano sinistra, reggi il mondo, con la destra ci benedici e sotto il
tuo largo manto reale ci inviti a rifugiarci.
O
Gesù, noi siamo felici di essere tuoi sudditi, tuoi servitori!
Noi
proclamiamo a fronte alta, con santa fierezza e con invitto coraggio i tuoi
diritti divini e reali.
Noi
vogliamo essere tuoi fedeli soldati: fedeli a Te per la vita e per la morte,
pronti a qualunque rinunzia, a qualsiasi lotta;
pronti
a morire per difendere il tuo onore,
il
tuo Regno sovrano.
A
Te, mio Piccolo, Grande Re, l'omaggio perenne della nostra fede,
a
te i palpiti più fervidi del nostro cuore;
a
te tutti i nostri pensieri, i nostri affetti,
per
te tutto il nostro essere,
le
nostre fatiche,
la
nostra vita,
il
nostro sangue.
O
Gesù, come sarebbe bella la vita se su tutte le anime,
su
tutte le famiglie,
su
tutte le nazioni, regnassi liberamente Tu,
Re
di amore,
Re
di pace!
Amen.