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VANGELO COMMENTATO DEL 5/2/2012

(Marco1,29-39) La suocera di Pietro e altri infermi guariti.

Appena usciti dalla Si­nagoga, si diressero ver­so la casa di Simone e di Andrea, insieme a Giacomo e Giovanni. Ora, la suocera di Si­mone era a letto con la febbre e subito gli par­larono di lei. Egli, av­vicinatosi, la fece alzare, prendendola per la ma­no; e la febbre la lasciò, ed ella li serviva. Venuta la sera e tramontato il sole, gli portarono tutti quei che erano malati e i posse­duti dal demonio. In­tanto tutta la città s'e­ra affollata davanti alla porta. Egli ne guarì molti che erano afflitti da varie malattie, e cac­ciò molti demoni, ma non permetteva loro di parlare, perché essi lo conoscevano. Poi la mattina, avanti giorno, si alzò, uscì e si recò in un luogo deserto, e là si mise a pregare. Ma Simone, con quei che e­rano con lui, ne andò in cerca, e, trovatolo, gli dissero: « Tutti ti cerca­no ». Ma egli disse lo­ro: « Andiamo altrove, nei villaggi vicini, affin­ché predichi anche là, poiché per questo io so­no venuto (nel mon­do) ». E se ne andò predicando nelle loro si­nagoghe, per tutta la Galilea, scacciando pure i demoni.  (Tradotto dal greco 1946 – Ed Paoline)  

COMMENTO -  Il Vangelo della domenica odierna ci introduce nella vi­ta quotidiana di Gesù, permettendoci di conoscere con­cretamente lo svolgimento delle attività in una delle sue abituali giornate apostoliche. Gli episodi descritti sono ricchi di insegnamenti. Tra questi, uno dei più signifi­cativi è quello sulla preghiera. Dopo una giornata di intenso lavoro apostolico, Gesù si raccoglie nella soli­tudine e prega il Padre, riversando in Lui tutta la tene­rezza del suo amore divino. Se Gesù, pur essendo sempre unito al Padre, avverte il bisogno di dedicare alla preghiera un lungo periodo di tempo, quanto più noi, povere creature?  (Tratto da: “La mia Messa” - Casa Mariana Editrice 2/2012)

 DEVOZIONE - IL BUONDI’ E L’ADDIO DELLA SERA A GESU’ SACRAMENTATO

Della Serva di Dio Luisa Piccarreta

IL BUONDÌ A GESÙ

Oh mio Gesù, dolce Prigioniero d'amore eccomi a Te di nuovo, Ti lasciai col dirti addio, ora ritorno col dirti buondì. Mi bruciava l'ansia di rivederti in questo carcere d'amore per darti i miei anelanti ossequi, i miei palpiti affettuosi, i miei respiri infuocati, i miei desideri ardenti e tutta me stessa, per trasfondermi tutta in Te e lasciarmi in Te in perpetuo ricordo e pegno del mio amore costante verso di Te. Oh! Mio sempre amabile Amore Sacramentato sai, mentre son venuto per darti tutto me stesso, son venuto pure per ricevere da Te tutto Te stesso. Io non posso stare senza una vita per vivere e perciò voglio la tua, a chi tutto dona, tutta si dona, non è vero Gesù? Quindi oggi amerò col tuo palpito, d'amante appassionato, respirerò col tuo respiro affannoso in cerca di anime, desidererò coi tuoi desideri immensurabili la gloria tua ed il bene delle anime. Nel tuo palpito Divino scorreranno tutti i palpiti delle creature, li afferreremo tutti e li salveremo, non faremo sfuggire nessuno, a costo di qualunque sacrificio, sia pure che ne portassi tutta la pena. Se Tu mi caccerai mi getterò più dentro, griderò più forte per perorare insieme con Te la salvezza dei tuoi figli e dei miei fratelli. Oh! Mio Gesù, mia vita e mio tutto, quante cose mi dice questa tua volontaria prigionia? Ma l'emblema con cui ti vedo tutto suggellato e le catene poi che tutto avvincono forte forte l'amore, le parole anime e amore, pare che Ti fanno sorridere, Ti debilitano e Ti costringono a cedere a tutto, ed io ponderando bene questi tuoi eccessi amorosi, starò sempre intorno a Te ed insieme con Te coi miei soliti ritornelli: anime ed amore.Perciò voglio tutto Te stesso questo oggi, sempre insieme con me nella preghiera, nel lavoro, nei piaceri e dispiaceri, nel cibo, nei passi, nel sonno in tutto e son certa che non potendo nulla da me ottenere, con Te otterrò tutto e tutto ciò che faremo servirà a lenirti ogni dolore e raddolcirti ogni amarezza e ripararti qualunque offesa e compensarti di tutto e ad impetrare qualunque conversione, sia pure difficile e disperata. Andremo mendicando un po' d'amore da tutti i cuori per renderti più contento e più felice, non è buono così o Gesù? Oh! Caro Prigioniero d'amore, legami con le tue catene, suggellami col tuo amore. Deh! Fammi vedere il tuo bel volto. Oh Gesù quanto sei bello! 1 tuoi biondi capelli riannodano e santificano tutti i miei pensieri, la tua fronte calma, anche in mezzo a tanti affronti mi rappacifica e mi mette nella perfetta calma, anche in mezzo alle più grandi tempeste alle tue stesse privazioni, ai tuoi "picei" che mi fanno costar la vita. Ah! Tu lo sai ma passo innanzi, questo Te lo dice il cuore che Te lo sa dire meglio di me. Oh! Amore, i tuoi begli occhi cerulei sfavillanti di luce Divina mi rapiscono al cielo e mi fanno dimenticare la terra, ma ahimé, con mio sommo dolore, il mio esilio si prolunga ancora. Presto, presto, oh Gesù sei bello oh Gesù mi par di vederti in quel Tabernacolo d'amore, la beltà e maestà del tuo volto m'innamora e mi fa vivere in cielo, la tua bocca graziosa mi sfiora i suoi baci cocenti ad ogni istante. La tua voce soave mi chiama ed invita ad amarti ogni momento, le tue ginocchia mi sostengono, le tue braccia mi stringono con legame indissolubile ed io a mille a mille stamperò i miei baci cocenti sul tuo volto adorabile. Gesù, Gesù, sia uno il nostro volere, uno l'amore, unico il nostro contento, non lasciarmi mai solo che sono un nulla ed un nulla non può stare senza del tutto. Me lo prometti o Gesù? Pare che mi dici di sì. Ed ora, benedici Me, benedici tutti ed in compagnia degli angeli e dei santi, e della dolce Mamma e di tutte le creature, ti dirò: Buondì o Gesù, buondì.

L'ADDIO DELLA SERA A GESÙ SACRAMENTATO

Oh! Mio Gesù, Prigioniero Celeste, già il sole è al tramonto e le tenebre invadono la terra, e Tu resti solo nel Tabernacolo d'amore. Parmi di vederti atteggiato a mestizia per la sola solitudine della notte, non avendo attorno a Te la corona dei tuoi figli e delle tue tenere spose; che almeno Ti facciano compagnia alla tua volontaria prigionia. Oh! Mio Divin Prigioniero, anch'io mi sento stringere il cuore, nel dovermi allontanare da Te, e sono costretto a dirti addio, ma che dico oh Gesù, mai più addio, non ho il coraggio di lasciarti solo, addio con le labbra, ma non col cuore, anzi il mio cuore lo lascio con Te nel Tabernacolo, conterò i tuoi palpiti e vi corrisponderò con un mio palpito d'amore, numererò i tuoi affannosi sospiri e per rinfrancarti Ti farò riposare nelle mie braccia, Ti farò da vigile sentinella, starò tanto attenta a guardare se qualche cosa T'affligge e T'addolora non solo per non lasciarti mai solo, ma per prendere parte a tutte le tue pene. Oh Cuore del mio cuore, oh Amore del mio amore, lascia quest'aria di mestizia, consolati, non mi dà il cuore di vederti afflitto, mentre con le labbra Ti dico addio, Ti lascio i miei respiri, i miei affetti, i miei pensieri, i miei desideri e tutti i miei movimenti che inanellando tra loro continui atti d'amore, unito al tuo, Ti formeranno corona e, Ti ameranno per tutti, non sei contento o Gesù? Pare che mi dici di sì, non è vero? Addio o Amante prigioniero, ma non ho finito ancora, prima che io parta, voglio lasciare anche il mio corpo innanzi a Te, intendo delle mie carni e delle mie ossa fare tanti minutissimi pezzi per formare tante lampade per quanti tabernacoli esistono nel mondo, e del mio sangue tante fiammelle, per accendere queste lampade, ed in ogni Tabernacolo intendo mettere la mia lampada, che unendosi alla lampada del Tabernacolo che Ti rischiara la notte, Ti dirà Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti riparo e Ti ringrazio per me e per tutti. Addio oh Gesù, ma senti un'altra parola ancora, patteggiamo ed il patto sia che ci ameremo di più, mi darai più amore, mi chiuderai nel tuo amore, mi farai vivere d'amore, e mi seppellirai nel tuo amore stringiamo più forte il vincolo dell'amore. Sarò contenta se mi darai il tuo amore per poterti amare davvero. Addio o Gesù, benedici me, benedici tutti, stringimi al tuo cuore, imprigionami nell'amor tuo con lo scoccarti un bacio sul cuore, addio, addio.  

Ora dopo avere scritto le dette preghiere, scritte qui sopra sotto l'influsso di Gesù, la notte nel venire Gesù mi faceva vedere che l'addio, ed il buondì, lo teneva conservato nel suo Cuore e mi ha detto: Figlia mia, sono uscite proprio. dal mio Cuore, chiunque le reciterà con la intenzione di starsi con Me, come sta espressa in queste preghiere lo la terrò con Me, od in Me a fare ciò che faccio Io e non solo lo riscalderò del mio amore, ma ogniqualvolta aumenterò l'amore verso dell'anima ammettendola all'unione della vita Divina e dei miei stessi desideri di salvare le anime.Vorrei Gesù nella mente, Gesù nelle labbra, Gesù nel cuore. Vorrei guardare solo Gesù, sentire solo Gesù, stringermi solo con Gesù. Voglio fare tutto insieme con Gesù, scherzare con Gesù, piangere con Gesù, scrivere con Gesù, e senza di Gesù, non voglio neppure tirare il respiro. Mi starò come una bambina piagnolusella senza far niente affinché Gesù venga a fare tutto insieme con me, contentandomi d'essere il suo trastullo abbandonandomi al suo amore, alle sue sferze, si suoi crucci ed ai suoi amorosi capricci, purché faccio tutto insieme con Gesù. Sai? O mio Gesù, questa è la mia volontà, e non mi sposterai. Hai sentito, sicché ora vieni a scrivere con me.

5-2 Festa BEATA ELISABETTA CANORI MORA

 scarica IL SANTO VANGELO tradotto dal greco - 1946 non modernista

  COMMENTO AL VANGELO DI P. GIULIO M. S.  

LEGGIAMO INSIEME LA SACRA BIBBIA  04-2-'12 lunedì

ATTENTI CROCIFISSO SATANICO!!  

LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMINE: Chi desiderasse portare, questo Sacramentale, prima "imposto" da un Sacerdote, può chiederlo a  richiestedipreghiere@preghiereagesuemaria.it  e leggi bene anche il pieghevole: http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/lo%20scapolare%20del%20carmelo%20in%20breve.htm

Le applicazioni del Vaticano II opposte alle intenzioni di Giovanni XXIII  scarica

AGLI ASSASSINI DELLA LITURGIA

Monsignor Dominici Celada

E da tempo che desidera­vo scrivervi, illustri as­sassini della nostra santa liturgia. Non già perch'io speri che le pie parole possono avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti ne­gli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce. Non illudetevi, signori! Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore. II vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro li­vore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la morte, una quindicina di anni fa, a quel grandissimo Pontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poi­ché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si era opposto con l'autorità del Triregno. Dopo quel famoso convegno di "liturgia pastorale", sul quale erano cadute, come una spada, le chiarissime parole di Papa Pio XII, voi lasciaste la mistica Assisi schiu­mando rabbia e veleno. Ora, ci siete riusciti. Per adesso, almeno. Avete creato il vostro "capolavoro": la nuova litur­gia. Che questa non sia opera di Dio è dimostrato, innanzittut­to, (prescindendo dalle implica­zioni dogmatiche) da un fatto molto semplice: è di una brut­tezza spaventosa! È il culto dell'ambiguità e dell'equivoco, non di rado il cul­to dell'indecenza. Basterebbe questo per capire che il vostro "capolavoro" non proviene da Dio, fonte di ogni bellezza, ma dall'antico sfregiatore delle opere di Dio. Sì, avete tolto ai fedeli cattoici le emozioni più pure, derivanti dalle cose sublimi di cui s'è sostanziata la li­turgia per millenni: la bellezza delle parole, dei gesti, delle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un campionario di brutture di "traduzioni" grottesche (com'è noto, il vostro padre, che sta laggiù, non pos­siede il senso dell'umorismo), di emozioni gastriche suscitate da miagolii delle chitarre elettriche, di gesti e di atteggiamenti a dir poco equivoci. Ma se non bastasse, c'è un altro segno che dimostra come il vostro "capolavoro" non viene da Dio. E so­no gli strumenti di cui vi siete serviti per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un Concilio avesse decretato la disparizione della lin­gua latina; l'archiviazione del patrimonio della musica­sacra, l'abolizione del Tabernacolo, il capovolgimen­to degli altari, il divieto di piegare le ginocchia din­nanzi a Nostro Signore presente nell'Eucaestia, e tut­te le altre vostre progressive tappe, facenti parte (di­rebbero i giuristi) di un unico atto criminoso. Voi sapevate benissimo che la "lex orandi" è anche la "lex credendi", e che perciò mutando l'una, avre­ste mutato l'altra. Voi sapete che puntando le vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa avreste praticamente ucciso l'unità della Fede. Voi sapevate che, decretando l'atto di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto intro­durre, a vostro piacimento, tutte le indecenze pseu­domusicali che dissacrarono il culto divino e gettano un'ombra equivoca sulle celebrazioni liturgiche. Voi sapevate che, distruggendo Tabernacoli, sosti­tuendo gli altari con le "tavole per la refezione eu­caristica", negando al fedele di piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve, avreste estinto la Fe­de nella Reale Presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra, perché sa­pevate di distruggere, con esso, la Chiesa. Siete giunti a portarci via la Santa Messa, strap­pando addirittura il cuore della liturgia cattolica. (Quella Santa Messa, in vista della quale noi fummo ordinati sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà mai proibire, perché nessuno può calpestare il diritto naturale). Lo so, ora potete ridere per quanto sto per dire. E ri­dete pure. Siete giunti a togliere dalle Litanie dei Santi l'invoca­zione "a flagello terremotus, libera nos Domine", e mai come ora la terra ha tremato in ogni latitudine. Avete tolto l'invocazione "a spiritu fornicationis, li­bera nos Domine", e mai come ora siamo coperti dal fango del'immoralità e della pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti. Avete abolito l'invocazione "ut inimicos sanctae Ecclesiae umi­liare digneris", e mai come ora i nemici della Chie­sa prosperano in tutte le istituzioni ecclesiastiche ad ogni livello. Ridete, ridete! Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini, palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete simili alle mucche che guardano il treno. A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d'oro al fanciullo, preferisco lo scippatore, preferisco il ra­pinatore con le armi in pugno, preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca di voi, che AVETE RAPINATO IL POPOLO DI DIO DI TUTTI I SUOI TESORI. In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo regno, "laddove è pianto e stri­dor di denti", voglio che voi sappiate della nostra in­crollabile certezza che quei tesori CI SARANNO RESTITUITI . E sarà una "restitutio in integrum"!  Voi avete dimenticato che Satana è l'eterno sconfitto!      

NO all'ABORTO

IL GRIDO SILENZIOSO vedi film - scarica film 32 MB

Ricordiamo che molte parti del video presentano immagini crude e impressionanti,
in quanto vengono mostrate le reali sequenze di un aborto effettuato in una clinica americana. 

LIBRO: Vivere o uccidere una vita - Testimonianza dettagliata di un aborto  scarica

  PROGETTO GEMMA http://www.bios.bologna.it/gemma.htm

 

Tutte le Catechesi sono tratte dalla Lista: DISCEPOLI DI GESU E MARIA   ISCRIVITI !   

   Se hai deciso di abortire, prima di procedere, guarda qui: http://digilander.libero.it/avemaria78/aborto__il_grido_silenzioso.htm


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QUESTO SITO E' CONSACRATO AI SACRATISSIMI CUORI DI GESU' E MARIA

Questo sito ha come unico scopo la maggior Gloria di Dio e la salvezza di tutte le anime attraverso la diffusione della Parola di Dio, degli Insegnamenti della Chiesa e dei suoi Santi e dei Messaggi della Madonna ai suoi veggenti, in totale obbedienza al Papa e alla Chiesa Cattolica