L'ORA
CONFORTATRICE AL CUORE ADDOLORATO DI MARIA
Premessa - Per
facilitare una più attiva partecipazione all'ORA CONFORTATRICE, si è pensato
di assegnare le varie parti a cinque Lettori. Questo incontra soprattutto
l'interesse dei fanciulli i quali sono i più sensibili al dolore della
Madonna: non per nulla a Fatima si è rivolta a loro. Chi dirige l'Ora può
aumentarne il numero nella recita dei singoli Misteri del Rosario e delle
Coroncine.
1. Dirige l'Ora, intona i canti e fa le
letture; 2. Il Cuore di Maria; 3. L’anima; 4. Recita il Rosario; 5. Recita le
Coroncine
PRIMA
ORA CONFORTATRICE
Gesù
lo vuole: «II Cuore di mia Madre ha diritto al titolo di Addolorato e lo lo
voglio anteposto a quello di Immacolato, perché il primo se lo acquistò Ella
Stessa.
La
Chiesa ha riconosciuto nella Madre mia quello che lo ho operato in Lei: la sua
Concezione Immacolata. È tempo, ora, e Io lo voglio, che sia compreso e
riconosciuto il diritto che mia Madre ha ad un titolo di giustizia, titolo che
Ella si è meritato con la sua identificazione a tutti i miei dolori, con le sue
sofferenze, i suoi sacrifici e con la sua immolazione sul Calvario, accettati
con piena corrispondenza alla mia Grazia, e sopportati per la salvezza
dell'umanità.
È
in questa corredenzione che mia Madre fu soprattutto grande; ed è per questo
che Io domando che la giaculatoria, quale lo l'ho dettata, sia approvata e
propagata in tutta la Chiesa, allo stesso modo di quella del mio Cuore, e che
essa sia recitata da tutti i miei sacerdoti dopo il sacrificio della Messa.
Essa
ha già ottenuto molte grazie; e ne otterrà ancora di più, in attesa che, con
la Consacrazione al Cuore Addolorato e Immacolato della Madre mia, la Chiesa sia
risollevata e il mondo rinnovato.
Questa
devozione al Cuore Addolorato e Immacolato di Maria rianimerà la fede e la
fiducia nei cuori affranti e nelle famiglie distrutte; aiuterà a riparare le
rovine e mitigherà tanti dolori. Sarà una nuova sorgente di forza per la mia
Chiesa, portando le anime, non solo alla fiducia nel mio Cuore, ma anche
all'abbandono nel cuore Addolorato di mia Madre».
CANTO
INIZIALE
Melodia:
Immacolata, Vergine bella Addolorata, o Madre buona, vogliamo intesser filial
corona di belle rose al tuo amore, toglier le spine dal tuo Cuore. Addolorata,
siam figli tuoi, fa' che ti amiamo come Tu vuoi. O Madre cara, il mondo ingrato
ti fa soffrire col suo peccato: Tu piangi sangue, perdono implori dal Figlio tuo
ai peccatori. Addolorata, siam figli tuoi, fa' che ti amiamo come Tu vuoi.
Vivere Cristo nel suo dolore ci insegna, o Madre, con tanto amore: Tu sempre
madre a noi ti mostra, vita, dolcezza, speranza nostra. Addolorata, siam figli
tuoi, fa' che ti amiamo come Tu vuoi. Sul tuo bel viso si terga il pianto e
sulla terra risuoni il canto: con te il Signore magnifichiamo e sempre in Dio
con te esultiamo. Addolorata, siam figli tuoi, fa' che ti amiamo come Tu vuoi.
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
1.
In ginocchio
LA
CONDANNA DI GESÙ
2.
II Cuore di Maria: Anima cara, redenta dal Sangue del mio Figlio divino,
figlia mia amatissima, grazie che sei venuta a farmi compagnia in quest'ORA di
dolore... Voglio farti parteciparèall'infinita grazia della redenzione, per
amore della mia Maternità universale di cui è giunto il tempo benedetto.
Disponiti piamente con me al doloroso Sacrificio del Calvario, di cui la S.
Messa è la continuazione perenne e l'applicazione misericordiosa. Insieme
saliremo il Monte del dolore... Ti ho chiamata vicina a me perché ho bisogno
del tuo conforto filiale e perché desidero comunicarti più abbondantemente
quella vita divina che insieme a Gesù ti ho meritata sul Calvario.
3.
L'anima: Come potrò io,
Mamma addolorata, degnamente ringraziarti del grandissimo dono che Tu mi fai col
chiamarmi vicina a Te per quest'ORA di compagnia al tuo Cuore afflittissimo? E
tu mi inviti ad esserti filialmente vicina in quella che fu l'ora del tuo
massimo amore per me, l'ora del tuo più grande dolore, l'ora che mi procurò
l'eterna salvezza... Oh! sì, comprendo: è questo un segno di grande bontà, di
vera predilezione... Ti supplico, Madre mia, per l'amore che porti a Gesù, di
darmi sentimenti di sincera pietà, di filiale compassione per il tuo dolore,
affinchè possa passare devotamente quest'ORA in tua compagnia, a sollievo del
tuo Cuore tanto amareggiato dall'umana ingratitudine..., a vantaggio mio e di
tutte le anime redente dal Sangue prezioso del mio Dio. Amen.
4.
In unione e a conforto del Cuore Addolorato di Maria, e secondo tutte le sue
intenzioni, meditiamo devotamente i cinque misteri dolorosi, nel primo dei quali
si pensa a Gesù che suda sangue nell'orto del Getsémani.
La
mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con Me. (Mt, 26, 38)
2.
II Cuore di Maria: Anima cara, neppure gli Apostoli, tanto amati da Gesù,
seppero comprendere la sua mortale tristezza nell'orto del Getsémani e
l'infinito valore del suo patire... Solo in me, Madre sua immacolata, il divino
Martire trovò perfetta unione alla sua passione...; e solo le anime che
restarono a me vicine, seppero essergli fedeli fino al Calvario. Unisciti
pregando al mio Cuore Addolorato.
Breve
preghiera in silenzio
In
ginocchio
Canto: melodia "Il tredici maggio apparve Maria..."
1.
Ti vedo, o Madre, in tanto dolor, insieme al tuo Figlio, Gesù Redentor! Voglio,
Madre, Te confortare e con Gesù per sempre amare.
4.
Padre nostro, dieci Ave, Gloria - o Gesù, perdona le nostre
colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente
le più bisognose della tua misericordia.
5.
Prima coroncina
V/. Cuore Addolorato di Maria, noi desideriamo
R/. Asciugare tutte le tue lacrime (dieci volte)
V/. Madre del Crocifisso
R/. Prega per noi.
4.
Nel secondo mistero doloroso si pensa a Gesù crudelmente flagellato.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo
fece flagellare (Gv. 19,1)
2.
Il Cuore di Maria:
Anima cara, quando Gesù fu condannato dai capi dei Giudei, mi avviai ansiosa
verso Gerusalemme... Seguii tutte le vicende dolorose della sua condanna...
Sentii i flagelli lacerargli le carni innocenti e i suoi gemiti lamentosi...
Unisciti pregando al mio Cuore Addolorato. Breve preghiera in silenzio
1.
Ti vedo, o Madre, in tanto dolor, insieme al tuo Figlio, Gesù Redentor! Voglio,
Madre, Te confortare
e
con Gesù per sempre amare.
4.
Padre nostro, dieci Ave, Gloria - o Gesù, perdona le nostre
colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente
le più bisognose della tua misericordia.
5.
Seconda coroncina
V/.
Cuore Addolorato di Maria, noi ti vogliamo amare
R/.
Anche per quelli che non ti amano (dieci volte)
V/.
Madre del Crocifisso
R/.
Prega per noi.
4.
Nel terzo mistero doloroso si pensa a Gesù coronato di pungentissime spine.
Intrecciata
una corona di spine, gliela posero sul capo (Mt. 27,29).
2.
Il Cuore di Maria:
Anima cara, tutte le spine di quella tremenda corona s'infissero profondamente
nel mio Cuore materno e sempre le portai con me... Tutte le sofferenze di Gesù
furono anche mie... Unisciti pregando al mio Cuore Addolorato.
Breve
preghiera in silenzio
In
ginocchio
1. Ti vedo, o Madre, in tanto
dolor, insieme al tuo Figlio, Gesù Redentor! Voglio, Madre, Te confortare e con
Gesù per sempre amare.
4.
Padre nostro, dieci Ave, Gloria - o Gesù, perdona le nostre
colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente
le più bisognose della tua misericordia.
5.
Terza coroncina
V/.
Cuore Addolorato di Maria, noi ti promettiamo
R/.
Di non farti più soffrire col peccato (dieci volte)
V/.
Madre del Crocifisso
R/.
Prega per noi.
3.
L'anima:
Mamma mia Addolorata, con tutta la mia compassione mi unisco a Te, che
accompagni Gesù al Calvario, per confortare la sua morte... Concedimi un'intima
partecipazione ai tuoi dolori: voglio darti tutto il mio filiale conforto.
4. Nel quarto mistero doloroso si pensa
a Gesù che porta la croce al Calvario.
Portando
la sua croce, si avviò verso il luogo detto Calva rio (Gv. 19,17)
2.
Il Cuore di Maria:
Anima cara, il tuo amore ti fa intuire come avvenne il mio incontro con Gesù
sulla via del Calvario... Confusa tra la folla, trattenendo ansiosamente il
respiro, ascoltai la sentenza di Pilato che condannava a morte il mio Gesù:
Sia crocifisso!... Fu la lanciata mortale al mio Cuore di Madre! Percorrendo le
vie meno affollate, mi affrettai sulla via del Calvario per incontrarvi il mio
Figlio divino e confortare con la mia presenza il suo cammino doloroso...
Nell'abbraccio d'incontro parlarono soltanto i nostri cuori... Piangendo
proseguii verso il luogo del supplizio. Unisciti pregando al mio Cuore
Addolorato.
Breve
preghiera in silenzio
In
ginocchio
1. Ti vedo, o Madre, in tanto
dolor, insieme al tuo Figlio, Gesù Redentor! Voglio, Madre, Te confortare e con
Gesù per sempre amare.
4.
Padre nostro, dieci Ave, Gloria - o Gesù, perdona le nostre
colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente
le più bisognose della tua misericordia.
5.
Quarta coroncina
V/.
Cuore Addolorato di Maria, noi ti chiediamo
R/.
Di insegnarci a soffrire con amore (dieci volte)
V/.
Madre del Crocifisso
R/.
Prega per noi.
4.
Nel quinto mistero doloroso si pensa a Gesù che muore sulla croce.
Gesù
disse: tutto è compiuto! E, chinato il capo, spirò. (Gv. 19,30)
2.
II Cuore di Maria:
Anima cara che con tanto amore hai seguito la tua Madre addolorata fino al
Calvario, resta qui, vicina a me, con tutto il tuo affetto, in quest'ORA
suprema... Insieme assisteremo alla morte di Gesù... Pensa al dolore d'una
mamma che vede uccidere sotto i suoi occhi il proprio figlio... E il Figlio
mio è Dio!... li mio cuore è immerso in un mare di sconforto... Solo
l'onnipotenza divina e l'amore della tua salvezza mi può sostenere in tanta
amarezza... Quanto sento il bisogno del tuo conforto!... Dimmi tutte le parole
buone del tuo cuore... Unisciti pregando al mio Cuore Addolorato.
In
ginocchio
1.
Ti vedo, o Madre, in tanto dolor, insieme al tuo Figlio, Gesù Redentor! Voglio,
Madre, Te confortare e con Gesù per sempre amare.
4.
Padre nostro, dieci Ave, Gloria - o Gesù, perdona le nostre
colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente
le più bisognose della tua misericordia.
5.
Quinta coroncina
V/.
Cuore Addolorato di Maria, noi ti preghiamo
R/.
Di salvare tutti i poveri peccatori (dieci volte).
V/.
Madre del Crocifisso,
R/.
Prega per noi.
Salve,
o Regina...
SEQUENZA
Si recita a cori alternati divisi in due gruppi
Addolorata,
in pianto la Madre sta presso la Croce da cui pende il Figlio. Immersa in
angoscia mortale geme nell'intimo del cuore trafitto da spada.
Quanto
grande è il dolore della benedetta fra le donne, Madre dell'Unigenito! Piange
la Madre pietosa contemplando le piaghe del divino suo Figlio.
Chi
può trattenersi dal pianto davanti alla Madre di Cristo in tanto tormento?
Chi
può non provare dolore davanti alla Madre che porta la morte del Figlio? Per i
peccati del popolo suo ella vede Gesù nei tormenti del duro supplizio.
Per
noi ella vede morire il dolce suo Figlio, solo, nell'ultima ora.
O
Madre, sorgente di amore, fa' ch'io viva il tuo martirio, fa' ch'io pianga le
tue lacrime. Fa' che arda il mio cuore nell'amare il Cristo-Dio, per essergli
gradito.
Ti
prego, Madre santa: siano impresse nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio.
Uniscimi al tuo dolore per il Figlio tuo divino che per me ha voluto patire. Con
te lascia ch'io pianga il Cristo crocifisso finché avrò vita. Restarti sempre
vicino piangendo sotto la croce: questo desidero.
O
Vergine santa tra le vergini, non respingere la mia preghiera, e accogli il mio
pianto di figlio. Fammi portare la morte di Cristo, partecipare ai suoi
patimenti, adorare le sue piaghe sante.
Ferisci
il mio cuore con le sue ferite, stringimi alla sua croce, inèbriami del suo
sangue. Nel suo ritorno glorioso rimani, o Madre, al mio fianco, salvami
dall'eterno abbandono. O Cristo, nell'ora del mio passaggio fa' che, per mano a
tua Madre,
io
giunga alla mèta gloriosa.
Quando
la morte dissolve il mio corpo aprimi, Signore, le porte del cielo, accoglimi
nel tuo regno di gloria. Amen.
RIFLESSIONE
1.
Prima di morire sulla croce, Gesù ha voluto farci il suo ultimo, grande dono:
ci ha dato la sua Mamma! Levangelista S. Giovanni, l'apostolo prediletto di Gesù,
presente sul Calvario, ci ha descritto questa scena commovente:
«Stavano
presso la croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Clèofa e
Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la Madre e lì accanto a lei il
discepolo cbe egli amava, disse alla Madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».
Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!». E da quel momento il discepolo
la prese nella sua casa"(Gv 19, 25-27).
Maria
è la nostra Mamma divina, perché ci genera figli di Dio e figli suoi facendo
vivere in noi Gesù: l'ha fatto nascere nelle nostre anime al Battesimo ed è
presente in noi per proteggerlo, nutrirlo, farlo crescere fino alla
perfezione.
L'apostolo
Giovanni, il primo figlio della sua Maternità di Grazia, dopo la morte di Gesù,
ha preso Maria con sé, nella sua casa, e l'ha amata come mamma, con tutto il
suo più tenero e grande amore.
Imitiamolo. La Mamma di Gesù é sempre con noi! Giorno e notte: non ci lascia mai soli. La sua presenza ci deve essere motivo continuo di gioia, di riconoscenza e di fiducia. Non facciamo mai nulla che le possa dispiacere. Invochiamola con fede, imitiamola con amore, facciamoci da lei consigliare e guidare, offriamole con generosità la nostra vita. In questo modo Ella potrà compiere lietamente in noi la sua opera materna e farci vivere Gesù.
Potremo
così dire di noi quello che S. Paolo diceva di sé: "Non sono più io che
vivo, ma è Cristo che vive in me" (Ga 2, 20). Più diventeremo simili a
Gesù e più Maria ci farà sentire il suo amore di Mamma.
Breve
preghiera in silenzio
In
piedi
Melodia
"Immacolata, Vergine Bella" Addolorata, o Madre buona, vogliamo
intesser filial corona di belle rose al tuo amore, togliere le spine dal tuo
Cuore. Addolorata, siam figli tuoi, fa' che ti amiamo come tu vuoi. Sul tuo bel
viso si terga il pianto e sulla terra risuoni il canto: con te il Signore
magnifichiamo e sempre in Dio con te esultiamo. Addolorata, siam figli tuoi, fa'
che ti amiamo come tu vuoi.
L'anima
mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché
ha guardato l'umiltà della sua serva.
D
ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di
generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo
temono.
Ha
spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro
cuore, ha rovesciafo i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato
di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele,
suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri
padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre. Come era
nel principio.
2.
Il Cuore di Maria: Anima
cara, con tanta pietà filiale mi sei stata vicina nel mio dolore; ed io sarò
vicina a te nelle tue pene. Ho tanto sofferto nella mia vita... La tua
compassione mi è di vero conforto. Chiamami dunque, nell'ora dell'amarezza!
Sentirai quanto ti ama il Cuore della tua Mamma! Non scoraggiarti, se non
sempre ti libererò dalle tue pene. Ti darò la grazia per ben soffrire. Il
dolore è un grande tesoro: merita il Cielo. Oh, quanto benedirai le tue
sofferenze! Potessi io ritornare sulla terra, verrei ancora per patire: niente
è più ricco d'amore che il dolore accettato bene. Condivisi con Gesù tutte le
sue pene e maternamente condivido tutte le tue. Fa' coraggio! Tutto finisce...
Sarai con me, per sempre, in Paradiso!
3.
L'anima:
Madre mia Addolorata, la mia ORA è terminata. Vado, ma non ti lascio sola sul
Calvario: resta il mio cuore vicino a te. Grazie che mi hai chiamata a farti
compagnia. Ti prometto che ritornerò fedelmente a questo incontro col tuo
Cuore, sofferente per mio amore; ti prometto anche che condurrò a te altri
tuoi figli, perché tutti comprendano quanto ci hai amati e quanto desideri la
nostra compagnia.
Mamma
mia, benedicimi: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
LETTURE
MARIANE
(da
farsi alla fine dell'ORA CONFORTATRICE o in privato)
(Bernadot
O. P.)
PRIMA
LETTURA
Maria,
Madre del nostro Salvatore
Illuminato da una fede profetica, Giovanni Battista riconosceva in Gesù il Redentore, colui che doveva morire per espiare i peccati degli uomini: `Ecco l’Agnello di Dio - egli disse - ecco colui che porta su di sé i peccati del mondo':
Quanto
più questa verità doveva apparire chiara agli occhi della Madonna! La sua
perfetta intelligenza delle divine Scritture sarebbe bastata a rivelarle la
spaventosa Passione verso la quale si incamminava suo Figlio. Non leggeva Ella
forse in Isaia questa chiarissima profezia: 'T’abbiamo veduto: egli non ha
apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. Disprezzato e reietto dagli
uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale
ci si copre la faccia?"(Is. 53, 2-3).
Queste
profezie e altre Maria le leggeva, le meditava, sapeva che dovevano adempiersi
in Gesù. Senza dubbio Egli ne parlava frequentemente con Lei, come pure della
missione, che dovevano compiere insieme. Se volle a più riprese annunciare ai
suoi discepoli la sua Passione e la sua morte a Gerusalemme, come mai avrebbe
potuto tacere con sua Madre, la quale doveva prendervi tanta parte?
Gliene
parlava affinché Ella vivesse con Lui nel pensiero del sacrificio e con Lui
potesse ripetere: "Devo essere battezzata, con un battesimo di sangue"
(Cfr Lc 12, 50).
Che
cosa dovette essere per la Madonna il pensiero di questa spaventosa Passione, e
il presentimento di questa croce, sempre presente agli occhi dell'anima sua?
Pensate all'agonia di una madre che conosce anticipatamente le torture a cui
dovrà soggiacere il suo figlio e avrete una pallida idea del martirio
interiore di Maria, quando leggeva nella Scrittura versetti come questi: Egli è
stato schiacciato per le nostre iniquità... Era come agnello condotto al
macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori e non aprì la sua bocca...
Il Signore volle prostrarlo con dolori... Fu contato nel numero degli
scellerati" (Is 53).
Riflessione:
la Madonna insieme a Gesù ha tanto sofferto per la nostra anima: impariamo e
facciamoci aiutare da Loro ad accettare con amore i sacrifici della nostra
vita quotidiana.
SECONDA
LETTURA
Maria
ha dato il suo Figlio per noi
La
beata Angela da Foligno diceva di Gesù: “Egli abitò nel dolore”. Lo si può
dire ugualmente della Madonna, che ad ogni anno ed ogni giorno che passava
sentiva avvicinarsi quell'ora terribile nella quale suo Figlio sarebbe dato in
preda alla malvagità umana.
Per
amore nostro Ella accettava in anticipo questo martirio; la stessa profezia che
le annunciava la profondità delle sofferenze del Figlio, gliene svelava anche
lo scopo, la salvezza degli uomini: Egli è stato trafitto per i nostri
delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza
si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti... Quando
offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si
compirà per mezzo suo la volontà del Signore" (Is 53).
La
Vergine santa entrava nei disegni di Dio ed accettava in anticipo questo
sacrificio che avrebbe aperto le fonti della vita divina. Benché il suo cuore
ne fosse trafitto, Essa anelava, come Gesù, a questa ora che doveva rendere a
Dio i figli perduti, dando a suo Figlio e a Lei "una grande
discendenza".
Quando
l'ora tremenda giunse, Maria era pronta, e la si vide in piedi, accanto al
Figlio: Ai piedi della croce stava in piedi la Madre di Gesù':
"In
piedi", come un sacerdote, Essa offriva la vittima, liberamente,
volontariamente. Nessuna creatura potrà mai farsi un'idea del suo dolore in
quelle ore terribili, dolore reso veramente estremo dall'ineffabile tenerezza
del suo cuore, come pure dalla sua perfettissima sensibilità, ma soprattutto
dalla luce soprannaturale che le era propria, poiché Ella era madre unita al
Figlio da un privilegio unico di perfezione e di santità.
Riflessione:
impariamo dalla Mamma celeste a non aver paura del dolore, ma a saperlo
accettare nella volontà di Dio che sempre lo dispone per il nostro bene e per
grandi fini soprannaturali; sicuri che nell'ora della prova Egli non ci priverà
mai, se lo pregheremo, del suo aiuto di Padre.
TERZA
LETTURA
Sul
Calvario Maria offri se stessa insieme a Gesù
Non
dobbiamo immaginarci la Madonna sul Calvario accasciata, quasi sul punto di
venir meno,sostenuta dalle pie donne: no! Stabat, in piedi, come il sacerdote
all'altare, assolutamente padrona dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti,
della sua volontà. Non si limitava a rassegnarsi alle esigenze della giustizia
divina, ma entrava in pieno nei piani dell'eterno Padre, sacrificando il suo
unico Figlio per la salvezza del mondo.
Essa
completava così il consenso dato nella Presentazione di Gesù al tempio e
rinnovato lungo il corso di tutta la vita: dava suo Figlio per noi.
Il
pensiero che dominava allora nell'animo suo era appunto la nostra redenzione.
"Quando con il suo sguardo materno, Essa fissava le piaghe del Figlio suo,
dice S. Ambrogio, ciò che la occupava non era la morte di questo Figlio
diletto, ma la salvezza del mondo".
Se
anche fosse stato in suo potere di staccare Gesù dalla croce e risparmiargli
il supplizio, non lo avrebbe fatto, così come lo stesso Gesù non volle
sottrarsi in nessun modo ai carnefici. Essa diceva in cuor suo: "Non devo
forse bere il calice che il Padre mi ha dato?" (Gv 18,11).
Se
in tutta la sua vita è stata unita al Figlio nel volere tutto ciò che Egli
voleva, mai tale unione fu più completa che nell'ora in cui Cristo compì la
sua missione. La volontà di Cristo e quella di Maria formavano una sola cosa,
similmente i loro due olocausti ne formano uno solo. Gesù e Maria offrivano
in maniera simile il loro sacrificio a Dio: Gesù nel sangue della sua carne,
Maria nel sangue del suo Cuore.
Ora
comprendiamo perché la Madonna stava ritta, ai piedi della croce in
atteggiamento sacerdotale, immolando suo Figlio per dare a noi la vita.
Ma
insieme a Cristo offriva se stessa, col suo cuore straziato, la sua anima
desolata, col suo dolore "immenso come il mare".
Riflessione:
la vita della Grazia che abbiamo ricevuto nel Battesimo è costata tanto
dolore a Gesù e alla Madonna! Il peccato mortale uccide in noi questa vita
divina: confessiamoci sovente ed evitiamo con orrore il peccato. Diciamo con S.
Domenico Savio: "La morte ma non il peccato!".
QUARTA
LETTURA
La
Madonna è la mia Mamma
La
Madonna è diventata Madre due volte: la prima a Betlemme, quando
nell'inesprimibile dolcezza di una gioia suprema ha dato alla luce il Verbo
incarnato: la seconda sul Calvario, allorché attraverso un'angoscia indicibile
l'umanità intera ricevette la vita divina.
È
madre colei che ci dà la vita; ebbene, io sono nato alla vita della Grazia
(che è la vita di Dio in me) per mezzo suo, dunque la Madonna è veramente
mia Madre.
Né
devo intendere questo bel nome nel senso figurato ma nel senso proprio e reale.
Come
una donna mi ha dato la vita fisica, così Maria mi ha dato la vita dell'anima,
la grazia, che unisce l'anima a Dio. Essa mi ha amato ed ha sofferto per me; il
suo cuore si riversa sopra di me ed è un cuore traboccante di vita, cuore di
donna, cuore di madre.
Madre
perfetta: perché questa vita divina, della quale io devo vivere, Essa la
possiede in tutta la sua pienezza e può comunicarmela. La sua maternità è
fatta ad immagine della paternità di Dio; essa mi dà tutto, e con quale
dedizione e quale affetto! Poiché Iddio, che le affida l'incarico di
distribuirci i suoi doni, la impegna anche a farlo col suo amore. È la sua
missione: Essa non è fatta per insegnare o per giudicare; è Madre e donna.
Maria è talmente madre che, ovunque la vedo esercitare la sua maternità divina nei riguardi di Gesù, la vedo insieme esercitare la sua maternità di grazia verso di noi. Nella capanna di Betlemme, Essa genera Gesù e lo presenta ai Magi; nel Tempio, lo offre, ma per noi; sul Calvario assiste suo Figlio e lo immòla per la nostra salvezza ed è proprio nel momento in cui compie il suo ultimo ufficio materno verso Gesù che questi proclama la sua maternità sulle anime.
Riflessione:
Gesù ci ha dato la sua Mamma sul Calvario prima di morire sulla Croce: perciò
Maria porta nel suo Cuore tutto l'amore che ha avuto per Gesù e questo amore
Essa lo vuole riversare su tutti i suoi figli, su ciascuno di noi, su di me...
Crediamo al suo amore!
QUINTA
LETTURA
La
Madonna è la Madre della Chiesa
Il suo potere materno si estende alla Chiesa intera. Allorché Essa dette a Cristo il suo corpo materiale, la sua missione era soltanto iniziata: si tratta ora di formare il suo corpo spirituale (il Corpo mistico) e, come con il suo sangue e con il suo latte Essa formò il Corpo fisico di Gesù, così con il suo cuore, con il suo affetto sempre attivo, forma ora il suo Corpo mistico.
Gesù
è il primo dei suoi figli, ed Ella è come Eva "la madre dei
viventi". Maria cerca i predestinati per incorporarli a Cristo: tutti i
predestinati alla grazia sono anche predestinati ad essere suoi figli.
Essa
lavora all'unione e all'unità delle anime del Corpo mistico, atto precipuo
della sua maternità: come la madre forma le membra nel suo seno e le unisce in
un unico corpo, così Maria forma le singole membra mistiche di Gesù e le
unisce organicamente al Capo.
Dopo
l'Ascensione di Gesù, rimase sulla terra proprio per la Chiesa, compiendo per
essa tutto quello che aveva fatto prima per Gesù: veglia sulla sua culla. La
Scrittura ci ha conservato la prima visione della Chiesa: in un medesimo
spirito, nella preghiera, i fratelli di Gesù si sono raccolti attorno alla
Madre nel Cenacolo: avevano bisogno di Lei per custodire intatto lo spirito di
Gesù e per non cedere alla persecuzione che già si iniziava. I pericoli che
avevano circondato il Neonato di Betlemme circondavano ora il suo Corpo mistico:
bisogna che la Madre sia presente affinché, come ha salvato Gesù, vegli ora
sulla Chiesa nascente! Si rimane davvero colpiti quando si riflette che questo
mistero di Cristo, iniziatosi all'Incarnazione per mezzo di Maria, entra nella
sua pienezza, nel giorno di Pentecoste, ancora per la sua mediazione!
La
invochiamo ogni giorno come "Arca dell'Alleanza": ebbene, l'arca
dell'alleanza custodiva nel silenzio del Santo dei santi tutto il tesoro del
popolo fedele, era la sua protezione, era la sua speranza. La Madonna, sempre
nascosta nella sua attività, sta proprio alla sorgente della vita della Chiesa.
Come mamma, si nasconde nell'intimità del focolare, ma è Lei che
distribuisce la vita. Arca dell'alleanza della Chiesa, ne è la forza segreta,
è il cuore della sua santità.
Riflessione:
come la Madonna, insieme a S. Giuseppe, ha vegliato fin dall'inizio sulla
vita di Gesù, salvandolo dalla persecuzione di Erode; come poi ha vegliato
sulla Chiesa nascente e l'ha protetta nelle lotte contro tutti i nemici; così,
e più ancora che mai, Essa veglia sulla Chiesa di oggi per difenderla e
liberarla dalle insidie del serpente infernale che Ella, l'Immacolata, schiaccia
sotto i suoi piedi. Affidiamoci a Lei e non temiamo!
SESTA
LETTURA
Nel
seno di Maria
Quante volte S. Paolo ha spiegato ai primi cristiani che noi viviamo in Cristo: in Christo Jesu. Siamo incorporati a Cristo, immersi in Cristo, rivestiti di Cristo. Cristo è una specie di atmosfera da cui sono avvolte e nella quale vivono le membra del suo Corpo mistico.
Allo
stesso modo noi possiamo dire che viviamo nel seno di Maria. Questo potere
materno della Madonna non è infatti anch'esso una specie di atmosfera nella
quale vive la cristianità? Tutti gli eletti sono formati nel suo seno. La vita
della grazia non è in noi, fin dagli inizi, una vita perfetta; ha un suo sviluppo
progressivo, ha un'infanzia: insomma è una vita in formazione che richiede le
cure della mamma durante il tempo della sua debolezza e... questo periodo
dell'infanzia dura per noi tutta la vita terrena: finché siamo nella vita della
grazia, siamo nel periodo della nascita e della formazione. La grazia non è
infatti il germe della gloria? Anche i santi sono sempre fanciulli di fronte
ad essa.
Vedete
allora a quale grado di intimità con la Madonna possiamo aspirare, dal
momento che siamo formati nel suo seno?... Fino a quando il bambino vive nel
seno della madre, è una sola cosa con lei; così, fino al giorno in cui
nasciamo alla vita eterna, la Madonna ci porta nel calore del suo affetto; ci
nutre della grazia di cui possiede la pienezza. Con il sangue di Gesù forma
in sé il latte della grazia e lo adatta alla nostra età.
Qual'è
il cristiano che ha la sensazione di vivere e di crescere in un'atmosfera di
amor materno? "La Regina della grazia e della misericordia s'inchinò sui
suoi figli e sulle sue figlie, racconta la Beata Angela da Foligno, s'inchinò e
li benedisse con una benedizione immensa; poi, tirandoseli sul cuore, li
abbracciava con amorosa tenerezza. Sembrava la personificazione dell'amore con
le braccia tese. Era tutta luminosa ed era come li assorbisse dentro di sé in
una luce immensa. Non crediate che io vedessi delle braccia di carne: tutto in
lei era luce e luce mirabile; la Vergine, stringendo i suoi figli al Cuore, in
virtù di quell'amore che usciva dal profondo del suo essere, li assorbiva in
sé". Riflessione: questa unione filiale con la Mamma celeste si
ottiene mediante la consacrazione al suo Cuore Immacolato: desidera conoscerla
e praticarla con grandissimo amore.
SETTIMA
LETTURA
L'unione
della Madonna al sacrificio di Cristo
Gesù ha trascorso tutta la vita avendo sempre presente la croce; ha camminato sempre verso il Calvario (cfr Eb 10, 5-7; Lc 12, 49-50). Salvatore del mondo, l'idea del suo sacrificio non l'ha abbandonato neppure un istante; per comprendere perfettamente la sua vita, bisogna considerarla alla luce della sua morte. Entrando nel mondo aveva detto a Dio: "Non hai voluto sacrifici né oblazione, ma mi ha dato un corpo... eccomi". Questo sacrificio, offerto fin dal seno di Maria, si estenderà per la durata di trentatré anni, fino a che Gesù poté dire: "Tutto è compiuto!" (Gv 19, 30).
La
Madonna segue la vita di Gesù: come Lui è votata alla croce; la grazia della
maternità divina lo esigeva, come pure il suo impareggiabile amore. Come Madre
di Dio riceve una grazia singolare che supera, e di molto, tutti i doni
ricevuti dagli altri figli adottivi: una grazia di affinità che le permetterà
di "entrare nei confini della divinità" (teologo Gaetano), dove la
Madonna trova la sua croce; Ella somiglierà ormai quanto più è possibile al
Redentore; la sua grazia di prima figlia adottiva la modella su Gesù, e
particolarmente sopra la sua inclinazione per la croce: sarà così la prima
nella croce, perché è la prima nella grazia.
Aggiungiamo
anche: perché è la prima nell'amore! "Quando l'amore è senza limiti -
dice S. Alberto Magno - è senza limiti anche il dolore". Il suo martirio
proveniva dall'eccesso del suo amore.
Gesù
volle associarla al suo terribile segreto; non era possibile che Egli vivesse
nella dura previsione del Calvario, e che Maria conducesse, al suo fianco, una
vita tranquilla: l'amore che li univa esigeva tale partecipazione e fu per
amore che Gesù l'associò al suo doloroso destino.
Il suo sacrificio, la sua Passione erano il culmine della sua vita: l'amore esigeva che Egli vi attirasse anche la Madonna, la Madre sua; separata dal dolore, sarebbe diventata soltanto un semplice strumento. D'altra parte, se anche Gesù non l'avesse prevenuta, offrendole la partecipazione al suo sacrificio, Maria lo avrebbe chiesto, con un desiderio così umile e ardente che il suo amore lo avrebbe certamente ottenuto; se desiderava di seguire Gesù ovunque, desiderava soprattutto di seguirlo dove c'era da soffrire; voleva bere, come dirà Gesù, allo stesso calice.
Riflessione:
"Amare é imitare. È assimilare. È assorbire Gesù. Nei suoi
sentimenti, nella sua mentalità, nel suo modo di parlare, di agire. La
Consacrazione a Maria porta a questo vortice cristocentrico di vita d'amore.
Maria ti porta a Gesù. Fino alla fusione d'amore con lui. Fino alla identità
con lui" (Farano).
OTTAVA
LETTURA
L'unione
della Madonna al sacrificio di Cristo (continuazione)
Se si vuole comprendere la vita della Madonna, bisogna vederla come quella di Gesù, nella luce della croce. Illuminata fin dall'Incarnazione sul senso profondo delle profezie, e più tardi avvertita da Simeone, Ella visse nel pensiero del grande sacrificio futuro.
Dopo
il discorso del santo vecchio, sapeva di vivere con una vittima, che doveva
preparare per il sacrificio; ormai la Passione le sarebbe stata sempre presente;
tutto serviva a richiamare il presagio. Ella stessa dirà a santa Brigida:
"Tutte le volte che vedevo mio Figlio, tutte le volte che lo avvolgevo
nelle fasce, tutte le volte che consideravo le sue mani e i suoi piedi, la mia
anima era trapassata come da una nuova spada; mi sembrava di vederlo già
crocifisso".
"Qual
lungo martirio avete sofferto, dice l'abate Ruperto, avendo sempre sotto gli
occhi la previsione della morte straziante del vostro Figlio!" Ed egli fa
dire a Maria: "Badate bene di non limitare la vostra compassione per me
all'ora in cui vidi morire mio Figlio: la spada di Simeone mi ha straziata per
tutta la vita. Quando lo allattavo, già ne vedevo la morte; che lungo supplizio
ho sopportato!".
Quando
si avvicinava il giorno del sacrificio supremo, la Madonna giunse alla città
santa; anche lei avrebbe potuto, ripetere: "Devo essere battezzata con un
battesimo (di sangue), e quale angoscia provo finché non sia compiuto!':
Ella
sa che il sacrificio del Figlio sta per instaurare il regno di Dio e che il
Sangue di lui farà nascere i figli di Dio; sa che suo Figlio è "il chicco
di frumento caduto in terra (nel suo seno) e che se non muore rimane solo, ma se
muore porta molto frutto" :
Vede
tutti i predestinati che nasceranno dal sacrificio del Calvario, la moltitudine
dei figli che il dolore darà alla luce per il regno di Dio. Il suo amore la
sospinge e quando giunge l'ora eccola sul Calvario. Il suo immenso amore ve l'ha
trascinata, ed ora sta ritta ai piedi della croce, impavida davanti al dolore
perché è capace di dominarlo.
Con
lo spirito e col cuore partecipa a tutti i supplizi del Figlio. Gli è unita e
come identificata, tanta è la sua adesione a quella divina volontà, che
persegue con tutte le sue forze con una dedizione assoluta. Sacrifica il Figlio
per noi sulla croce, soprattutto, ci dà Gesù. Come il Padre, anche lei ci ha
amati al punto di dare il suo Figlio unigenito, per la nostra salvezza.
Riflessione:
"Spirito d'Amore, Fuoco consumante, discendi in me affinché
nell'anima mia si faccia un'altra Incarnazione del Verbo: che io gli sia
un'umanità aggiunta nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero" (Sr
Elisabetta della Trinità). L'amore che Maria ha avuto per Gesù maternamente lo
estende all'anima consacrata, dando così vita e sviluppo al Corpo mistico di
Cristo.
NONA
LETTURA
La
Madonna ci unisce al sacrificio di Gesù mediante la Liturgia
È assolutamente necessario che ci uniamo al sacrificio di Cristo. Questo sacrificio ‘causa della nostra salvezza’; sarà per noi pienamente efficace soltanto se vi prendiamo parte attiva con il pensiero, con l'affetto, con l'opera. Mediante tale unione alla Passione, possiamo attuare la nostra vocazione cristiana, perché tutte le grazie vengono dalla croce.
Per
unirci alla Passione di Cristo abbiamo due mezzi principali: la Liturgia e
l'accettazione delle sofferenze nella nostra vita quotidiana.
Il
fedele che sa veramente partecipare alla Messa, vi trova una fonte ricchissima
di grazia. L'altare perpetua il sacrificio del Calvario.
Ma
come potremmo noi partecipare al sacrificio, senza ricorrere alla Madre del
Sommo Sacerdote e della Vittima? La Madonna ha partecipato troppo intimamente al
sacerdozio del Figlio durante la vita terrena per non essere legata ancor oggi
all'esercizio di tale sacerdozio.
Come
era presente sul Calvario, così è presente alla Messa, che ne è il
prolungamento: sulla croce assisteva il Figlio nell'offerta che Egli faceva di
sé al Padre; all'altare assiste la Chiesa che offre se stessa insieme col Capo,
di cui rinnova il sacrificio.
Impariamo
ad offrire Gesù per le mani della Madonna, ma ricordiamoci che Gesù non vuol
essere offerto solo: sacrificio di Cristo, la Messa è però anche sacrificio
della Chiesa; essa comporta essenzialmente l'offerta delle membra di Cristo,
immolate con lui nel medesimo sacrificio, con le stesse disposizioni di abbandono
e di completa sottomissione.
Quando
il sacerdote offre l'Ostia di Dio, deve offrire insieme l'anima nostra, il
nostro corpo, tutta la nostra vita, così come vuole san Paolo: "Offriamo i
nostri corpi come ostia viva, santa, gradita a Dio», e offriamoli per mezzo
della Madonna.
Bisogna
chiedere a Maria che susciti anime formate a questo spirito liturgico, anime
che sappiano sfruttare, a gloria di Dio gli immensi tesori della Liturgia, e
specialmente della Messa.
Il
valore della Messa è immenso in se stesso, ma occorre che i servi di Dio
sappiano servirsene presso di Lui. Agli inizi della Chiesa, quando la Madonna
era ancora sulla terra, Ella dava al sacrificio celebrato dagli Apostoli una
efficacia che noi possiamo misurare proporzionandola allo slancio della Chiesa
in quei tempi benedetti: nessuno più dei santi può rendere eloquente, dinnanzi
al Padre, il Sangue di Cristo presente sui nostri altari.
Riflessione:
amare e salvare anime significa realizzare la maternità di grazia di Maria,
frutto della Passione di Gesù (cfr Gv 19, 27). Sul Calvario Maria ha raggiunto
la pienezza della sua maternità, vivendo la Passione di Gesù: nella Messa Ella
comunica a noi questa pienezza materna, facendoci vivere con Lei il sacrificio
di Cristo.
L’unione di pensiero, di cuore e di preghiera, esige, per essere completa, l'offerta delle azioni che veniamo compiendo nella nostra vita quotidiana. S. Paolo scriveva ai Romani: "Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Siamo stati infatti sepolti insieme con lui per mezzo del Battesimo nella morte" (6, 3). E ai Corinti: “Il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui” (2 Cor). Ancora ai Galati: “Io sono stato confitto in croce con Cristo” (2, 19).
Tali
parole sono di una gravità eccezionale: bisogna dunque che esse diventino la
norma direttiva di tutta la nostra vita. La grazia del Battesimo ci ha
configurati al Salvatore, ci ha resi partecipi della sua morte; ma non è una
grazia isolata, bensì un seme che deve germogliare e produrre frutti.
Ogni
cristiano deve riprodurre in sé la Passione e, come S. Paolo, essere confitto
in croce: Anche voi considerateci come morti al peccato, ma viventi per Dio in
Gesù Cristo Signore nostro" (Rm 6, 11).
Del
resto Nostro Signore ce ne aveva avvertiti: "Se uno vuol venire dietro a
me, rinneghi se stesso e prenda la sua croce ogni giorno" (Mt 16, 24).
Amiamo
la croce sotto tutte le sue diverse forme: prove, lavoro, malattie,
umiliazioni; insomma: tutto ciò che la Provvidenza ci manda, può aiutarci a
realizzare in noi la somiglianza con Cristo. Bisognerà aggiungervi tutto
l'esercizio volontario della mortificazione e della penitenza: è un impegno che
consegue il nostro Battesimo e non ammette dispense.
Quando
verrà anche per noi l'ora della nostra unione al sacrificio, nulla ci sarà
tanto benefico quanto il pensare a Colei che ha tanto sofferto per noi: Ella ha
sofferto per tutta la vita; la legge del sacrificio l'avvolge tutta, il suo
dolore fu in un continuo crescendo, perché il dolore e l'amore avanzano di
pari passo nei predestinati. Ha sofferto nel corpo, ma specialmente nel cuore
e nell'anima: il suo martirio fu soprattutto interiore.
Verranno anche per noi dei giorni in cui la sofferenza corporale ci tormenterà; ebbene, allora ricordiamoci che siamo membra di Cristo e quindi chiamati a continuare la sua Passione. La Madonna ha percorso innanzi a noi questa via regale della croce; pensiamo al suo esilio, alla sua povertà, all'abbandono in cui venne a trovarsi...
Riflessione:
pensare alla Madonna in qualsiasi sofferenza, invocarne l'aiuto nella calma e
nella fiducia, significa partecipare a quelle disposizioni d'amore che Ella
aveva nel soffrire: i sentimenti che lo Spirito Santo dava a Lei, Maria desidera
oggi darli a noi.
UNDICESIMA
LETTURA
La
Madonna ci unisce alle sofferenze di Gesù nella vita quotidiana (continuazione)
Qualunque sia il nostro stato, foss'anche il più estremo e senza rimedio, guardiamo avanti a noi: vedremo sempre Gesù e la Madonna, che portano quella stessa croce ed altre ben più pesanti della nostra.
Le sofferenze del cuore sono assai più terribili, ma particolarmente benefiche. Quali profondità possono raggiungere le separazioni... Quanti strazi, quante tristezze fino all'agonia! Soprattutto allora bisogna guardare Maria: Ella soffrì assai più nel cuore che nel corpo; la profondità della sua unione con il Figlio accresceva il suo dolore in maniera inaudita; avrebbe certo sofferto di meno se avesse amato di meno.
Inoltre
soffrì sola: Colui che avrebbe potuto consolarla, l'unico che comprendesse il
suo dolore, era precisamente la causa principale di quell'agonia; dovette
soffrire senza trovare alcuna condivisione, ed è una cosa terribile!
Maria
ci insegna a soffrire per Gesù: "Sono confitto in croce con Cristo"
diceva S. Paolo: quanto è più vero per Maria! Associata all'opera della
Redenzione, la sua qualità di madre le valse di entrarvi come nessun altro al
mondo. È ben poca cosa affermare che Ella risentì per riflesso i dolori del
Figlio. Ella entrò in questo dolore e lo fece suo, se lo identificò. Per
essere esatti, dobbiamo dire che vi fu un'unica Passione subita insieme dal
Figlio e dalla Madre. La Madonna lo diceva infatti a Santa Brigida: "Nella
Passione il dolore di Gesù era il mio dolore, perché il suo cuore era nel
mio cuore".
Come
nell'incarnazione aveva affidato a Dio il suo corpo affinché il Verbo
prendesse nel suo seno l'umana natura, così sul Calvario offrì senza misura il
suo corpo, il suo cuore, l'anima sua per subire, insieme al Figlio, il martirio
che ci riscatta. Soffriva per stabilire il regno di Dio sulla terra; pensava a
noi: soffriva come madre, Madre di Gesù e insieme Madre dei fratelli di Gesù,
la Madre di misericordia, l'avvocata dei peccatori.
Non
arriviamo a scoprire in Lei il minimo segno di indignazione: suo Figlio si
abbandona alla giustizia di Dio, ma invoca il perdono su coloro che lo
crocifiggono; Maria fa lo stesso: i carnefici di Gesù li accetta come figli.
Cerchiamo di comprendere l'atrocità del suo dolore: il Figlio della sua carne
verginale, Gesù, messo a morte da coloro che, Ella concepiva nel suo cuore in
uno slancio di ineffabile tenerezza!
Riflessione:
come la Madonna si è idenficata nell'amore con Gesù, così desidera
identificare con se stessa a Lui ogni anima che a Lei si affida: chi vive in
unione filiale con Maria viene ben presto trasformato in Gesù.
DODICESIMA
LETTURA
La
Madonna ci unisce alle sofferenze di Gesù nella vita quotidiana (continuazione)
‘Non dimenticate i gemiti di vostra madre’; ci dice la Scrittura (Sir 7, 27). La Madonna vuole unirci alla Passione di suo Figlio; ebbene anche noi abbiamo portato il nostro contributo a quella Passione: nell'imolazione di Cristo non eravamo spettatori, ma attori; anzi, a dire il vero, carnefici. I nostri peccati sono stati la causa della morte di Gesù e dello straziante martirio di Maria.
La
Madonna vuole che ancor oggi partecipiamo alla Passione, ma per amore e, come
dice S. Paolo: “per completare nella nostra carne ciò che manca alla Passione
di Cristo” (cfr Col 1, 24). Dobbiamo dunque avere la nostra partecipazione ai
dolori del Redentore, partecipazione basata sopra l'unione nella fede e
nell'amore, attraverso l'azione della penitenza e del dolore: questa è la
condizione della nostra salvezza: "Siamo eredi di Dio, coerenti di
Cristo, a condizione che soffriamo con lui" (Rm 8, 17).
Bisogna
continuare l'opera redentrice di Cristo; la Chiesa vive del suo sacrificio:
esso si rinnova tutti i giorni sull'altare, ma si prolunga anche nelle membra
sofferenti di Gesù; la sofferenza dei cristiani è necessaria alla salvezza
del mondo, essa è fonte di vita, espia, redime, santifica.
Quando
Dio ci fa l'onore di chiamarci a soffrire, rallegriamoci: Gesù si comunica a
noi attraverso tutti i suoi misteri, ma in nessuno tanto quanto il mistero della
Croce; vi sono scambi d'amore che si fanno solo nel dolore, e fu proprio sul
Calvario che Gesù diede a Giovanni sua Madre. “Per mezzo di Cristo vi è stato
fatto il dono non solo di credere in lui, ma anche di patire per lui” (Fil 1,
29).
La
Madonna ci insegna a soffrire in silenzio, nel segreto; il silenzio è
l'atmosfera del dolore: sul Calvario si taceva. Quando ci si lamenta, si
raccontano le proprie pene o si cercano consolazioni, si perde quel che vi è
di più santificante nel dolore. Non dissipate dunque una grazia così preziosa.
Cercate
di capire l'unione di una simile anima con Dio: colui che vive nello spirito
di sacrificio, fa assai più che seguire Gesù, penetra addirittura nel cuore
del suo mistero e può dire come S. Paolo: "Vivo io, ma non sono più io,
Gesù vive veramente in me" (Ga 2, 20).
Gesù
disse un giorno alla beata Angela da Foligno: "Quelli che mi amano e
seguono la via che ho seguito, ossia la via dolorosa, sono i miei veri
fratelli; quelli il cui occhio è fisso sulla mia passione e morte, sulla mia
morte in quanto vita e salvezza del mondo, sulla mia morte e non altrove, questi
sono i miei veri fratelli, gli altri non lo sono".
Con la liturgia, chiediamo alla Madonna di darci questo spirito di sacrificio per essere immolati con il Figlio suo: "Ti prego, Madre santa: siano impresse nel mio cuore le piaghe del Crocifisso!" (Stabat Mater).
Riflessione:
Cuore addolorato di Maria, noi ti preghiamo di insegnarci a soffrire con
amore: il nostro cammino di santificazione si accompagna col dolore, capito,
amato e vissuto insieme a Gesù, alla scuola di Maria. Amare le pene significa
non sentirne più il peso e raccoglierne tutto il frutto prezioso.