NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE
La
Festa di Nostra Signora del Sacro Cuore è l’ultimo sabato di maggio
PRESENTAZIONE
"Volendo
Dio misericordiosissimo e sapientissimo compiere la redenzione del mondo,
‘quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo Figliuolo, fatto da
donna... affiché ricevessimo l'adozione in figliuoli’ (Gal 4, 4-S). Egli per
noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo si incarnò per opera
dello Spirito Santo da Maria Vergine.
Questo
divino mistero di salvezza ci è rivelato ed è continuato nella Chiesa, che il
Signore ha costituita quale suo Corpo e nella quale i fedeli che aderiscono a
Cristo Capo e sono in comunione con tutti i suoi santi, devono pure venerare la
memoria innanzi tutto della gloriosa e sempre Vergine Maria, Madre del Dio e
Signore Gesù Cristo" (LG S2).
E'
questo l'inizio del capitolo VIII della Costituzione "Lumen Gentium";
intitolato "La Beata Vergine Maria, Madre di Dio, nel mistero di Cristo e
della Chiesa".
Un po' più avanti, il Concilio
Vaticano II ci spiega la natura e il fondamento che deve avere il culto a Maria:
"Maria, perché Madre santissima di Dio, che prese parte ai misteri di
Cristo, per grazia di Dio esaltata, dopo il Figlio, sopra tutti gli angeli e gli
uomini, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale. Già fin dai
tempi più antichi infatti la Beata Vergine è venerata col titolo di 'Madre di
Dio' sotto il cui presidio i fedeli imploranti si rifugiano in tutti i pericoli
e necessità. Soprattutto a partire dal Concilio di Efeso il culto del popolo di
Dio verso Maria crebbe mirabilmente in venerazione e amore, in preghiera e
imitazione, secondo le di Lei profetiche parole: “Tutte le generazioni mi
chiameranno beata, perché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente” (LG 66).
Questa
crescita di venerazione e amore ha creato "varie forme di devozione verso
la Madre di Dio, che la Chiesa ha approvato entro i limiti della sana e
ortodossa dottrina e secondo le circostanze di tempo e di luogo e l'indole e
carattere proprio dei fedeli" (LG 66).
Così, nel corso dei secoli, sono
fioriti, in onore di Maria, tanti e tanti appellativi diversi: una vera corona
di gloria e di amore, con la quale il popolo cristiano presenta a Lei filiale
omaggio.
Anche noi Missionari del Sacro Cuore siamo molto devoti di Maria. Nella nostra Regola è scritto: "Poiché Maria è intimamente unita al mistero del Cuore di suo Figlio, noi La invochiamo con il nome di NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE. Essa, infatti, ha conosciuto le insondabili ricchezze di Cristo; è stata ricolmata del suo amore; essa ci conduce al Cuore del Figlio che è la manifestazione dell'ineffabile benignità di Dio verso tutti gli uomini e la fonte inesauribile di un amore che fa nascere un mondo nuovo".
E
dal cuore di un umile e ardente sacerdote di Francia, il P. Giulio Chevalier,
Fondatore della nostra Congregazione religiosa, che ha avuto origine questo
titolo in onore di Maria.
L'opuscolo che presentiamo, vuole essere innanzitutto atto di gratitudine e di fedeltà a Maria SS.ma. Esso è destinato agli innumerevoli fedeli che, in ogni parte d'Italia, amano onorarLa con il nome di Nostra Signora del S. Cuore e a quanti ancora - che speriamo altrettanto numerosi - desiderano conoscere la storia e il significato di questo titolo.
Giulio
Chevalier
15
marzo 1824: a Richelieu,
nella Tóuraine, in Francia, da povera famiglia, nasce Giulio Chevalier.
29
maggio 1836: Giulio, dopo
aver fatto la Prima Comunione, chiede ai genitori di entrare in seminario. La
risposta è che la famiglia non ha alcuna possibilità di pagargli gli studi.
"Ebbene, prenderò un mestiere qualsiasi, giacché è necessario; ma
quando avrò messo da parte qualcosa, andrò a bussare alla porta di qualche
convento. Chiederò di accogliermi per studiare e così realizzerò la
vocazione.
Per
cinque anni la bottega del signor Poirier, calzolaio di Richelieu, ha tra i
garzoni un giovane che lavora intorno alle suole e alle tomaie dei suoi
concittadini, ma ha la mente e il cuore rivolti ad un grande ideale.
1841:
un signore offre al papà di Giulio un posto di guardiaboschi e dà la
possibilità al giovane di entrare in seminario. E' il Seminario minore della
diocesi di Bourges.
1846:
superati gli studi necessari, Giulio Chevalier entra nel Seminario maggiore. Il
seminarista, seriamente impegnato nella sua formazione è colpito dal pensiero
dei mali spirituali e temporali del suo tempo. La Francia, infatti, risentiva
ancora dell'indifferenza religiosa seminata dalla Rivoluzione francese.
Un
professore di teologia parla ai seminaristi del Cuore di Gesù. "Questa
dottrina mi andò dritta al cuore. Più io me ne compenetravo, più ne
gustavo". Il "male moderno" - come lo chiamava Giulio Chevalier -
aveva, dunque, il rimedio. Fu questa la sua grande scoperta spirituale.
Bisognava
andare nel mondo, essere missionari dell'Amore di Cristo. Perché non creare,
per raggiungere questo scopo, un'opera di missionari? Ma era questa la volontà
di Dio? "Il mio spirito ritornava sempre su questo pensiero. Una voce,
dalla quale non riuscivo a difendermi, mi diceva senza posa: Tu riuscirai, un
giorno! Dio vuole quest'opera!..." Due seminaristi condividono, in quel
momento, i suoi sogni. Maugenest e Piperon.
14
giugno 1853: con grande
gaudio spirituale Giulio Chevalier riceve dal suo Vescovo l'ordinazione
sacerdotale. "Celebrai la prima Messa nella cappellina dedicata alla
Vergine. Al momento della consacrazione, la grandezza del mistero e il pensiero
della mia indegnità mi penetrarono talmente che scoppiai in lacrime. Furono
necessari gli incoraggiamenti del buon prete che mi assisteva per terminare il
Santo Sacrificio".
1854:
dopo la permanenza in alcune parrocchie della diocesi, il giovane sacerdote
riceve una nuova obbedienza dal suo Vescovo: coadiutore a Issoudun. Giuntovi,
egli vi trova un altro giovane coadiutore: è l'amico Maugenest. E' un segno che
viene da parte di Dio?
I
due amici si confidano. Si ritorna a parlare di un grande ideale. "E'
necessario che ci siano dei sacerdoti che si dedichino a questo grande scopo:
far conoscere il Cuore di Gesù agli uomini. Essi saranno dei missionari: I
MISSIONARI DEL SACRO CUORE.
Ma
è veramente questo, quello che Dio vuole? I due giovani sacerdoti si
raccomandano a Maria SS.ma con la promessa di onorarla in un modo
particolarissimo nella futura Congregazione. Si inizia una novena. L'8 dicembre
1854, al termine della novena, qualcuno offre una bella somma, affinché si
inizi un'opera per il bene spirituale dei fedeli della diocesi e delle diocesi
vicine. E' la risposta: è il natale della Congregazione dei Missionari del
Sacro Cuore.
8
settembre 1855: Chevalier e
Maugenest lasciano la casa parrocchiale e vanno ad abitare in una povera
casetta. Hanno il permesso e la benedizione dell'Arcivescovo di Bourges. Così
ha inizio il grande cammino... Poco dopo si unisce ai due anche Piperon.
Maggio
1857: P. Chevalier annuncia
ai due Confratelli che nella loro Congregazione onoreranno Maria con il titolo
di NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE! "Umile e nascosta nel principio, questa
devozione rimase sconosciuta per diversi anni...", come dice lo stesso
Chevalier, ma era destinata a diffondersi in tutto il mondo. Bastò
semplicemente farla conoscere. Nostra Signora del S. Cuore precedette e
accompagnò i Missionari del S. Cuore ovunque.
1866:
inizia la pubblicazione della rivista che è chiamata: "ANNALES DE
NOTRE-DAME DU SACRE-COEUR". Oggi si pubblica in diverse lingue, in varie
parti del mondo. La rivista diffonde la devozione al Sacro Cuore e a Nostra
Signora del S. Cuore. Fa conoscere la vita e l'apostolato dei Missionari del S.
Cuore. In Italia, gli "ANNALI" saranno stampati per la prima volta ad
Osimo, nel 1872.
25
marzo 1866: P. Giulio
Chevalier e il P. Giovanni M. Vandel, un santo sacerdote che da poco era entrato
a far parte della Congregazione, depongono sull'altare della loro Messa il primo
abbozzo di regolamento della PICCOLA OPERA DEL S. CUORE. Ideata dal P. Vandel,
questa istituzione è stata madre di tante vocazioni. In essa la maggior parte
dei Missionari del S. Cuore sono cresciuti nell'amore di Dio e delle anime.
30
agosto 1874: Il P. Chevalier
fonda la Congregazione delle Figlie di N. Signora del S. Cuore. Nel futuro esse
saranno collaboratrici, piene di dedizione e di sacrificio, dei Missionari del
S. Cuore ed avranno un gran numero di opere autonome in tutte le parti del
mondo.
16
aprile 1881: questa è una
grande data per la piccola Congregazione. P. Chevalier, con grande coraggio, che
è soltanto speranza in Dio, accetta la proposta fatta dalla S. Sede che offre
l'apostolato missionario in Oceania, nei Vicariati apostolici, detti allora
della Melanesia e della Micronesia. Per quelle terre, lontane e sconosciute,
partono, il primo settembre di quell'anno, tre Padri e due Fratelli coadiutori.
1°
luglio 1885: P. Enrico
Verjus e i due Fratelli italiani Nicola Marconi e Salvatore Gasbarra mettono
piede sulla Nuova Guinea. Ha inizio una grande stagione missionaria per la
Chiesa e per i Missionari del S. Cuore.
3
ottobre 1901: Il P.
Chevalier ha superato i 75 anni e non sta bene in salute. Egli lascia la carica
di Superiore Generale a un suo confratello più giovane. Intanto, in Francia, si
scatena la persecuzione antireligiosa. I Missionari del S. Cuore devono lasciare
la Francia. P. Chevalier con alcuni pochi altri rimane a Issoudun, in quanto
Arciprete.
21
gennaio 1907: la polizia
forza la porta della casa parrocchiale di Issoudun e costringe P. Chevalier a
lasciare la residenza. Il vecchio religioso viene portato a braccia nella casa
di un devoto parrocchiano. Tutto intorno, la folla indignata grida:
"Abbasso i ladri! Viva P. Chevalier!".
21
ottobre 1907: a Issoudun,
dopo così crudeli persecuzioni, confortato dagli ultimi sacramenti e circondato
da amici e confratelli, P. Chevalier benedice per l'ultima volta su questa terra
la sua Congregazione e affida la sua vita a Dio, dal cui Amore egli sempre si
era lasciato guidare. La sua giornata terrena è conclusa. La sua opera, il suo
cuore continuano nei suoi figli, per mezzo dei suoi figli.
Ritorniamo,
ora, indietro nel tempo fino ai primi anni della nostra Congregazione, e
precisamente al maggio 1857. Ci è stata conservata la cronaca - una
testimonianza - di quel pomeriggio in cui P. Chevalier, per la prima volta, aprì
il suo cuore ai Confratelli sul modo che aveva scelto per adempiere il voto
fatto a Maria nel dicembre 1854.
Ecco
quello che si può ricavare dal racconto del P. Piperon - il fedele compagno del
P. Chevalier e suo primo biografo -: "Spesso, nella bella stagione - la
primavera e l'estate del 1857 -, seduti all'ombra dei quattro tigli del
giardino, durante il tempo di ricreazione, il P. Chevalier tracciava sulla
sabbia la pianta della Chiesa che egli sognava. La fantasia correva a briglia
sciolta"...
Un
pomeriggio, dopo un po' di silenzio e con aria molto seria, egli esclamò:
"Fra qualche anno, vedrete qui una grande chiesa e i fedeli che verranno da
ogni paese".
"Oh!
- rispose un confratello (proprio il P. Piperon che ricorda l'episodio) ridendo
di cuore - quando vedrò questo, griderò al miracolo e La chiamerò
profeta!".
"Ebbene,
tu lo vedrai: puoi esserne sicuro!". Qualche giorno dopo i Padri erano a
ricreazione, all'ombra dei tigli, insieme ad alcuni sacerdoti diocesani.
P.
Chevalier si sentiva ormai pronto a svelare il segreto che, da quasi due anni,
portava in cuore. In questo tempo egli aveva studiato, meditato e soprattutto
pregato.
Nel
suo spirito c'era ormai il profondo convincimento che il titolo di Nostra
Signora del S. Cuore, da lui "scoperto", nulla contenesse che fosse
contrario alla fede e che, anzi, proprio per questo titolo, Maria SS.ma avrebbe
ricevuto nuova gloria e avrebbe portato gli uomini al Cuore di Gesù.
Perciò,
in quel pomeriggio, del quale non conosciamo la data precisa, egli aprì
finalmente il discorso, con una domanda che sembrava piuttosto accademica:
"Quando
sarà costruita la nuova chiesa, non vi mancherà una cappella dedicata a Maria
SS.ma. E con quale titolo la invocheremo?".
Ognuno
disse la sua: l'Immacolata, la Madonna del Rosario, il Cuore di Maria ecc. ...
"No!
- riprese il P. Chevalier – noi dedicheremo la cappella a NOSTRA SIGNORA DEL
SACRO CUORE!».
La
frase provocò, lì per lì, silenzio e perplessità generale. Nessuno aveva mai
udito, tra i presenti, questo nome dato alla Madonna.
"Ah!
Ho capito - fece infine il P. Piperon - è un modo per dire: la Madonna che è
onorata nella chiesa del Sacro Cuore".
"No!
E' qualche cosa di più. Noi chiameremo così Maria perchè, come Madre di Dio,
essa ha un grande potere sul Cuore di Gesù e per essa noi possiamo andare a
questo divin Cuore".
"Ma
è una novità! Non è lecito fare questo!". "Novità! Meno di quanto
voi pensiate...".
Ne
venne fuori una grossa discussione e P. Chevalier cercò di spiegare a tutti
quello che egli intendeva. L'ora della ricreazione stava per terminare e P.
Chevalier chiuse l'animata conversazione volgendosi scherzosamente al P.
Piperon, il quale più degli altri si era mostrato, dubbioso: "Per
penitenza scriverai intorno a questa statua dell'Immacolata (una statuetta che
era nel giardino): Nostra Signora del S. Cuore, prega per noi!".
Il
giovane sacerdote obbedì con gioia. E fu il primo omaggio esterno reso, con
quel titolo, alla Vergine Immacolata.
Che
cosa intendeva, il P. Chevalier, con il titolo che aveva "inventato"?
Voleva soltanto aggiungere alla corona di Maria un abbellimento puramente
esteriore, o il termine "Nostra Signora del S. Cuore" aveva un
contenuto, un significato più profondo?
La
risposta dobbiamo averla soprattutto da lui. Ed ecco che cosa si può leggere in
un articolo apparso sugli Annali francesi tanti anni fa: "Pronunciando il
nome di N. Signora del S. Cuore, noi ringrazieremo e glorificheremo Dio di avere
scelta Maria, tra tutte le creature, per formare nel suo grembo verginale il
Cuore adorabile di Gesù.
Noi
onoreremo specialmente i sentimenti di amore, di umile sottomissione, di
rispetto filiale che Gesù ha portato nel suo Cuore per sua Madre.
Noi
riconosceremo per mezzo di questo titolo speciale che riassume in qualche modo
tutti gli altri titoli, il potere ineffabile che il Salvatore ha dato a Lei sul
suo Cuore adorabile.
Noi
supplicheremo questa Vergine compassionevole di guidarci al Cuore di Gesù; di
rivelarci i misteri di misericordia e di amore che questo Cuore racchiude in sè;
di aprire per noi i tesori di grazie di cui è la sorgente, di far discendere le
ricchezze del Figlio su tutti quelli che La invocano e che si raccomandano alla
sua potente intercessione.
Inoltre
noi ci uniremo alla Madre nostra per glorificare il Cuore di Gesù e riparare
con Lei le offese che questo divin Cuore riceve dai peccatori.
E
infine, poiché il potere di intercessione di Maria è veramente grande, noi
confideremo a Lei il buon esito delle cause più difficili, delle cause
disperate, sia nell'ordine spirituale che nell'ordine temporale.
Tutto
questo possiamo e vogliamo dire quando ripetiamo l'invocazione: "Nostra
Signora del S. Cuore, prega per noi".
Quando,
dopo lunghe riflessioni e preghiere, aveva avuto l'intuizione del nuovo nome da
dare a Maria, il P. Chevalier non aveva pensato sul momento se fosse possibile
esprimere questo nome con una particolare immagine. Ma, in un secondo tempo,
egli si preoccupò anche di questo.
La
prima effigie di N. Signora del S. Cuore risale al 1891 ed è impressa su una
vetrata della chiesa del S. Cuore a Issoudun. La chiesa era stata costruita in
poco tempo per lo zelo del P. Chevalier e con l'aiuto di tanti benefattori.
L'immagine prescelta era l'Immacolata (così come appariva nella "Medaglia
miracolosa" di Caterina Labouré); ma - ecco la novità - in piedi, davanti
a Maria, è Gesù, in età di fanciullo, mentre mostra il suo Cuore con la
sinistra e con la destra indica la Madre sua. E Maria apre le braccia
accoglienti, quasi per stringere a sé in un unico abbraccio il Figlio suo Gesù
e tutti gli uomini.
Nel
pensiero del P. Chevalier, quest'immagine simboleggiava, in maniera plastica e
visibile, il potere ineffabile che Maria ha sul Cuore di Gesù. Gesù pare che
dica: "Se volete le grazie di cui il mio Cuore è la sorgente, rivolgetevi
a mia Madre, essa ne è la tesoriera".
Si
pensò, allora, di stampare delle immaginette con la scritta: "Nostra
Signora del Sacro Cuore, prega per noi!" e se ne iniziò la diffusione. Ne
fu spedito un certo numero nelle varie Diocesi, altre furono diffuse
personalmente dal P. Piperon, in un grande giro di predicazione.
Un
vero bombardamento di domande si rovesciò sugli infaticabili Missionari:
"Che significa Nostra Signora del S. Cuore? Ove si trova il santuario a Lei
dedicato? Quali sono le pratiche di questa devozione? C'é un'Associazione che
abbia questo titolo?" ecc. ... ecc. ...
Era
ormai venuta l'ora di spiegare per iscritto quanto era richiesto dalla pia
curiosità di tanti fedeli. Fu preparato, perciò, un umile opuscoletto dal
titolo "Nostra Signora del S. Cuore" pubblicato nel novembre 1862.
Alla
diffusione di queste prime notizie concorse anche il numero del maggio 1863 del
"Messager du Sacré-Coeur" dei PP. Gesuiti. Era stato il P. Ramière,
Direttore dell'Apostolato della Preghiera e della rivista, a chiedere di poter
pubblicare quanto il P. Chevalier aveva scritto.
L'entusiasmo
fu grande. La fama della nuova devozione corse ovunque per la Francia e ne superò
presto i confini.
E'
qui da notare che l'immagine fu poi cambiata - nel 1874 e per desiderio di Pio
IX - in quella che oggi è da tutti conosciuta e amata: Maria, cioè, con il
Bambino Gesù in braccio, nell'atto di svelarne il Cuore ai fedeli, mentre il
Figlio indica ad essi la Madre. In questo duplice gesto è mantenuta intatta
l'idea fondamentale concepita dal P. Chevalier e già espressa dal tipo più
antico, rimasto a Issoudun e in Italia - per quello che ne sappiamo - soltanto
ad Osimo.
A
Issoudun cominciavano ad arrivare dalla Francia i pellegrini, attratti dalla
nuova devozione a Maria. L'affluenza sempre crescente di questi devoti rese
necessaria la collocazione di una piccola statua: non si poteva pretendere che
essi continuassero a pregare Nostra Signora davanti a una vetrata! Fu poi
necessaria la costruzione di una grande cappella.
Crescendo
l'entusiasmo e per sollecitazione insistente degli stessi fedeli, P. Chevalier e
i confratelli decisero di chiedere a Papa Pio IX la grazia di poter solennemente
incoronare la statua di Nostra Signora. Fu una festa grandiosa. L'8 settembre
1869, ventimila pellegrini affluirono a Issoudun, guidati da trenta Vescovi e da
circa settecento sacerdoti e celebrarono il trionfo di N. Signora del S. Cuore.
Ma
la fama della nuova devozione aveva varcato molto presto i confini della Francia
e si era diffusa un po' dovunque in Europa ed anche oltre Oceano. Anche in
Italia, naturalmente. Nel 1872, già ben quarantacinque Vescovi italiani
l'avevano presentata e raccomandata ai fedeli delle loro Diocesi. Prima ancora
di Roma, Osimo divenne il centro principale di propaganda e fu la culla degli
"Annali" italiani.
Poi,
nel 1878, i Missionari del S. Cuore, richiesti anche da Leone XIII, acquistarono
la chiesa di S. Giacomo, in Piazza Navona, chiusa al culto da più di cinquant'anni
e così Nostra Signora del S. Cuore ebbe il suo Santuario in Roma, riconsacrato
il 7 dicembre 1881.
Ci
fermiamo a questo punto, anche perchè noi stessi non siamo a conoscenza dei
tanti luoghi d'Italia ove è arrivata la devozione a Nostra Signora. Quante
volte abbiamo avuto la lieta sorpresa di trovarne (immagine in città, paesi,
chiese, dove noi, Missionari del Sacro Cuore, non eravamo mai stati!
1.
Il Cuore di Gesù
La
devozione al Cuore di Gesù ha avuto il suo grande sviluppo nel secolo scorso e
nella prima metà di questo secolo. Negli ultimi venticinquetrenta anni, a
questo sviluppo è subentrata come una pausa. Pausa che, però, è stata di
riflessione e di nuovo approfondimento, al seguito della Enciclica "Haurietis
aquas" di Pio XII (1956).
Si
deve dire che la diffusione "popolare" di questa devozione è, senza
dubbio, legata alle rivelazioni che ebbe S. Margherita Maria Alacoque e, nello
stesso tempo, all'attività di tanti zelatori, soprattutto dei PP. Gesuiti,
iniziatore il P. Claudio de la Colombière, direttore spirituale di S.
Margherita Maria. Tuttavia, la sua "radice", il suo fondamento, è
antico, antico quanto il Vangelo, anzi - potremmo dire - antico quanto è antico
Dio. Perché essa ci porta a riconoscere il primato eterno dell'amore di Dio su
tutte le cose e per l'uomo, reso visibile nella persona di Cristo. Di questo
amore il Cuore di Gesù è la sorgente. Ciò di cui ci ha voluto avvertire
Giovanni, richiamandoci alla scoperta del "cuore trafitto" (Gv 19,
31-37 e Zc 12, 10).
Infatti
il gesto del soldato, sul piano della cronaca, appare una circostanza di
importanza molto relativa. Ma l’evangelista, illuminato dallo Spirito, vi
legge invece un simbolismo profondo, vi scorge come il culmine del mistero della
redenzione. Così, per la guida della testimonianza di Giovanni, questo evento
diventa oggetto di contemplazione e motivo di risposta.
Il
Salvatore dal cuore trafitto e dal cui costato sgorgano sangue ed acqua, è
veramente la suprema manifestazione dell'amore redentore, l'atto con cui il
Cristo, attraverso il dono totale di sé al Padre, compie la nuova alleanza
nell'effusione del suo sangue..., e insieme è la suprema manifestazione della
volontà salvifica, ossia dell'amore misericordioso di Dio che, nel suo
unigenito, attira a sé i credenti, perché anch'essi, per il dono dello
Spirito, diventino "uno" nella carità. E così il mondo creda.
Dopo
un lungo periodo di tempo, in cui lo sguardo contemplativo verso il vuore di Gesù
è stato riservato alla "élite" spirituale della Chiesa (ricordiamo -
tanto per fare qualche nome tra i più illustri - S. Bernardo, S. Bonaventura,
S. Matilde, S. Gertrude...), questa devozione ha fatto come irruzione tra i
comuni fedeli. Questo è avvenuto dopo che, in seguito alle rivelazioni a S.
Magherita Maria, la Chiesa ha ritenuto possibile ed utile farne partecipi
anch'essi.
Da
allora, la devozione al Cuore di Gesù ha contribuito sensibilmente ad
avvicinare i cristiani ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia, in
definitiva a Gesù e al suo Vangelo. Oggi, però, si cerca - in un piano di
rinnovamento pastorale - di mettere in seconda linea tutte quelle forme della
devozione che appaiono più emotive e sentimentali, per ritrovare soprattutto i
grandi valori che sono in realtà richiamati e proposti dalla spiritualità del
Cuore di Cristo. Valori che - come afferma Pio XII nella sua enciclica - si
trovano eminentemente nella Scrittura, nei commenti dei Padri della Chiesa,
nella vita liturgica del Popolo di Dio, più che nelle rivelazioni private. Si
ritorna, così, alla centralità della persona di Cristo, il "Salvatore dal
cuore trafitto".
Più
che di devozione al "Sacro Cuore", perciò, si dovrebbe parlare di
culto, di amorosa dedizione al Signore Gesù, il cui cuore ferito è simbolo e
manifestazione di un amore eterno che ci cerca e realizza per noi opere
meravigliose fino a una morte sulla Croce.
Si
tratta, insomma, come abbiamo detto sin dall'inizio, di riconoscere ovunque il
primato dell'amore, dell'amore di Dio, di cui il Cuore di Cristo è
manifestazione e insieme - per quello che riguarda l'opera della redenzione - la
sorgente. Orientando la propria vita su questa contemplazione di Cristo,
considerato nel mistero del suo amore redentore e santificatore, diventa facile
leggere tutto l'amore infinito, gratuito di Dio che, nel Cristo si rivela e si
dona a noi. E diventa facile leggere tutta la vita cristiana come vocazione e
impegno di rispondere a questa "misericordia" amando Dio e i fratelli.
Il
Cuore di Gesù trafitto è la "strada" che ci porta a queste scoperte,
è la sorgente che ci dona lo Spirito Santo, il quale ci rende possibile
realizzarle poi nella nostra vita.
2.
Fondamento della devozione a Nostra Signora del S. Cuore
Paolo
VI, a chiusura del terzo periodo del Concilio, nel proclamare Maria "Madre
della Chiesa", ebbe a dire: "Soprattutto desideriamo che sia posto
chiaramente in luce come Maria, umile serva del Signore, è tutta relativa a Dio
e a Cristo, unico Mediatore e Redentore nostro... La devozione a Maria, lungi
dall'essere fine a se stessa, è mezzo invece essenzialmente ordinato ad
orientare le anime a Cristo e così congiungerle al Padre, nell'amore dello
Spirito Santo".
Si
deve ben comprendere che cosa vuole dire il grande e indimenticabile Papa. Maria
non è, né può essere, per il popolo cristiano, un "assoluto". Solo
Dio lo è. E Gesù Cristo è l'unico Mediatore tra noi e Dio. Tuttavia, Maria ha
un posto del tutto particolare, singolare nella Chiesa, in quanto è "tutta
relativa a Dio e a Cristo".
Questo
vuole dire che la devozione alla Madonna è mezzo privilegiato, specialissimo,
per "orientare le anime a Cristo e così congiungerle al Padre nell'amore
dello Spirito Santo". La premessa ci permette di concludere che, come del
mistero di Cristo fa parte il mistero del suo Cuore, così nel mistero di Maria
rientra il fatto che Essa è mezzo privilegiato e specialissimo per orientare i
fedeli al Cuore del Figlio.
E
come il mistero del Cuore trafitto di Gesù è la manifestazione ultima e
massima dell'amore di Cristo per noi e dell'amore del Padre che ha donato il
Figlio per la nostra salvezza, così possiamo dire che Maria è il mezzo
particolarissimo voluto da Dio per farci conoscere - in tutta "l'ampiezza,
la lunghezza, l'altezza e la profondità" (cfr. Ef 3, 18) il mistero
dell'amore di Gesù e dell'amore di Dio per noi. Nessuno, infatti, meglio di
Maria, conosce ed ama il Cuore del Figlio: nessuno meglio di Maria, può
portarci a questa ricca fonte di grazia.
E'
proprio questo il fondamento della devozione a Nostra Signora del Sacro Cuore,
così come è stata intuita dal P. Chevalier. Egli, dunque, dando tale
appellativo a Maria, non intese trovare per Lei un nome nuovo e poi basta. Egli,
scavando nelle profondità del mistero del Cuore di Cristo, ebbe la grazia di
comprendere la parte mirabile che in Esso ha la Madre di Gesù. Il nome, il
titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore si deve considerare, anzi, la
conseguenza di questa scoperta.
Per
conoscere a fondo questa devozione è, perciò, necessario esaminare con
attenzione ed amore i vari aspetti del rapporto che lega Maria al Cuore di Gesù
e, naturalmente, a tutto quello di cui questo Cuore è simbolo.
3.
Legittimità di questa devozione
Se
si è ben capito il fondamento di questa devozione, non si ha alcun dubbio sulla
legittimità del suo valore dottrinale e del suo interesse pastorale. Perché è
nostro dovere chiederci: dopo tutte le precisazioni che dal Vaticano II prima e
dalla "Marialis cultus" (Esortazione di Paolo VI - 1974) dopo, sono
venute al popolo cristiano sulla vera devozione a Maria, è ancora permesso
onorarLa con il titolo di Nostra Signora del S. Cuore?
Ora,
la dottrina ben precisa che ci viene dal Vaticano II è che ogni vera devozione
a Maria deve essere fondata sulla relazione che c'è tra Maria e il Cristo.
"Le varie forme di devozione verso la Madre di Dio che la Chiesa ha
approvato... fanno sì che mentre è onorata la Madre di Dio, il Figlio, al
quale sono volte tutte le cose e nel quale ‘piacque all'Eterno Padre di far
risiedere tutta la pienezza’ (Col 1, 19), sia debitamente conosciuto, amato,
glorificato, e siano osservati i suoi comandamenti" (LG 66).
Ebbene,
la devozione a Nostra Signora del S. Cuore è tale - sia per il suo stesso nome
sia soprattutto per il suo contenuto - da unire sempre Maria a Cristo, al suo
Cuore, e da condurre a Lui, per mezzo di Lei, i fedeli.
Dal
canto suo, Paolo VI, nella "Marialis cultus", ci dà le
caratteristiche di un autentico culto mariano. Non potendoci qui dilungare a
verificarle una per una, ci limitiamo a riportare la conclusione di questa
esposizione del Papa, ritenendo che sia già sufficientemente esplicativa:
"Aggiungiamo che il culto alla Beata Vergine ha la sua ragione ultima
nell'insondabile e libera volontà di Dio, il quale, essendo eterna e divina
carità, tutto compie secondo un disegno di amore: egli l'amò e in lei operò
grandi cose, l'amò per se stesso e l'amò anche per noi la donò a se stesso e
la donò anche a noi" (MC 56).
Confrontando
queste parole con quello che è stato detto e con quello che ancora si dirà
nelle pagine seguenti ci sembra che si possa dire in tutta verità che la
devozione a Nostra Signora del Sacro Cuore non è "uno sterile e passeggero
sentimentalismo" oppure "una certa quale vana credulità", ma
al contrario illustra "rettamente gli uffici e i privilegi della beata
Vergine, i quali sempre hanno per fine Cristo, origine di tutta la verità, la
santità e la devozione" (cfr. LG 67).
La
devozione a Nostra Signora del Sacro Cuore appare attuale, solida, ricca di
valori cristiani fondamentali. Ci dobbiamo rallegrare e dobbiamo ringraziare Dio
di aver ispirato il P. Chevalier e di averci concesso così di poter invocare
sua Madre con questo titolo così teologicamente giusto, apportatore di speranza
e capace di orientare veramente e rinnovare la nostra vita, cristiana.
4.
Glorificazione di Dio e ringraziamento
Il
primo atto a cui siamo invitati, onorando Maria con il nome di Nostra Signora
del Sacro Cuore, è l'adorazione e la glorificazione di Dio che, nella sua bontà
infinita e nel suo disegno di salvezza, ha scelto Maria, nostra sorella, perchè
nel suo grembo, per opera di Spirito Santo, venisse formato il Cuore adorabile
di Gesù.
Questo
cuore di carne, di carne come il cuore di ogni uomo, era destinato a racchiudere
in sè tutto l'amore di Dio per noi e tutta la risposta di amore che Dio si
attende da noi; per questo amore doveva essere trafitto, come segno
incancellabile di redenzione e di misericordia.
Maria
fu prescelta da Dio, in vista e per i meriti del Figlio di Dio e Figlio suo; per
questo fu adornata di doni, tanto da poter essere chiamata la "piena di
grazia". Con il suo "sì" ha aderito totalmente alla volontà di
Dio, divenendo la Madre del Salvatore. Nel suo seno è stato "tessuto"
(cfr. Sal 138, 13) il corpo di Gesù, nel suo seno ha cominciato a battere il
Cuore di Cristo, destinato ad essere il Cuore del mondo.
Maria
"piena di grazia" è per sempre un rendimento di grazie. Lo dice il
suo "Magnificat". Unendoci a tutte le generazioni che la proclameranno
beata, siamo invitati a contemplare nel silenzio e a conservare nel nostro cuore
le meraviglie compiute da Dio, con Maria adorandone i disegni misteriosi e
amabili, con Maria glorificando e ringraziando. "Come sono grandi le tue
opere, Signore: tutto hai fatto con sapienza e amore!". "Canterò
senza fine le grazie del Signore"...
5. Contemplazione e imitazione dei sentimenti che hanno unito i cuori del Figlio e della Madre
Quando
si parla di Maria come Madre di Gesù, non ci si può limitare a considerare
questa maternità come un puro fatto fisiologico, quasi che - dovendo il Figlio
di Dio, nascere da una donna per essere veramente nostro fratello - Dio fosse
costretto, per forza di cose, a sceglierne una, arricchendola di doni
soprannaturali per farla in qualche modo degna del compito che essa avrebbe
dovuto avere. Ma tutto qui: generato il figlio, tu per conto tuo e lui per conto
suo.
La
Maternità di Maria costituisce la causa e l'inizio di una serie di rapporti,
insieme umani e soprannaturali, tra Lei e il Figlio. Come ogni madre, Maria
trasfonde qualche cosa di se stessa a Gesù. A cominciare dai caratteri
cosiddetti ereditari. Possiamo, perciò, dire che il volto di Gesù aveva
rassomiglianza con il volto di Maria, che il sorriso di Gesù richiamava il
sorriso di Maria. E perché non dire che Maria ha dato la sua amabilità e
dolcezza all'umanità di Gesù? Che il Cuore di Gesù assomigliava al cuore di
Maria? Se il Figlio di Dio ha voluto in tutto essere simile agli uomini, perché
avrebbe dovuto escludere questi legami che immancabilmente uniscono ogni madre
al proprio figliolo?
Se
poi allarghiamo il nostro orizzonte fino ai rapporti di ordine spirituale e
soprannaturale, il nostro sguardo ha modo di intravvedere quanto la Madre e il
Figlio, il cuore di Maria e il cuore di Gesù, siano stati e siano uniti con
sentimenti reciproci, quali mai potranno stabilirsi tra qualsiasi altra creatura
umana.
Ebbene,
la dovozione a Nostra Signora del Sacro Cuore ci sollecita e ci incoraggia verso
questa conoscenza. Conoscenza che, naturalmente, non può derivare da
sentimentalismo o semplice studio intellettuale, ma che è dono dello Spirito e
quindi va chiesta nella preghiera e con il desiderio suscitato dalla fede.
OnorandoLa
come Nostra Signora del Sacro Cuore, apprenderemo allora quanto Maria ha
ricevuto in grazia e amore dal Figlio; ma anche tutta la ricchezza della sua
risposta: ha ricevuto tutto: ha dato tutto. E apprenderemo quanto Gesù ha
ricevuto di amore, di attenzione, di vigilanza dalla Madre sua e la totalità di
amore, rispetto, obbedienza con la quale Egli le ha corrisposto.
Ciò
ci spingerà a non fermarci qui. Sarà Maria stessa a far crescere nel nostro
cuore il desiderio e la forza di realizzare anche noi questi sentimenti, con un
impegno quotidiano. Nell'incontro con il nostro Dio e con il Cuore di Cristo,
nell'incontro con Maria e con i nostri fratelli, cercheremo di imitare quanto di
grande e di meraviglioso c'è stato tra la Madre e il Figlio.
6. Maria guida al Cuore di Gesù...
Nell'immagine
di Nostra Signora del Sacro Cuore, P. Chevalier ha voluto che Gesù con una mano
indicasse il proprio cuore e con l'altra la Madre. Ciò non è fatto a caso, ma
ha un suo preciso significato: il gesto di Gesù vuole esprimere tante cose. La
prima delle quali è questa: guardate il mio Cuore e guardate Maria; se volete
arrivare al mio cuore, la guida sicura è lei.
Possiamo
rifiutarci di guardare il Cuore di Gesù? Abbiamo già meditato che, se non
vogliamo lasciar cadere l'invito della Scrittura, dobbiamo guardare il
"cuore trafitto": "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno
trafitto". Le parole di Giovanni, che ripetono le parole del profeta
Zaccaria, sono predizione di un fatto che avverrà da quel momento in poi, ma
sono soprattutto un forte e pressante invito: ai non credenti perché possano
credere; ai credenti perché cresca, giorno per giorno, la loro fede e il loro
amore.
Dunque,
non possiamo ignorare questo invito che - per bocca di Zaccaria e di Giovanni -
ci viene da Dio. E' parola di Dio che vuole tradursi in operazione di
misericordia e di grazia. Ma quanti ostacoli si frappongono spesso tra noi e il
Cuore del Signore Gesù! Ostacoli di ogni genere: problemi e fatiche della vita,
difficoltà di ordine psicologico e spirituale, ecc. ...
Allora,
ci chiediamo: esiste una via che ci faciliti il cammino? Una
"scorciatoia" per la quale arrivare prima e meglio? Una persona a cui
"raccomandarsi" per ottenere di arrivare alla contemplazione del
"cuore" ricco di grazia per tutti gli uomini di questo mondo? La
risposta è affermativa: sì, c'è. E' Maria.
Chiamandola
Nostra Signora del Sacro Cuore, noi non facciamo che sottolinearlo e affermarlo
perché questo titolo ci ricorda la particolare missione di Maria di essere
infallibile guida al Cuore di Cristo. Con quanta gioia e amore assolverà questo
compito, Lei che, come nessun altro, può sapere quanto c'è, a nostra
disposizione, in questo "tesoro" inesauribile!
"Venite
- ci invita Nostra Signora del S. Cuore - attingerete acqua alle sorgenti della
salvezza" (Is 12, 3): l'acqua dello Spirito, l'acqua della grazia.
Veramente essa "brilla innanzi al peregrinante Popolo di Dio quale segno di
speranza e di consolazione" (LG 68). Intercedendo per noi presso il Figlio,
Essa ci conduce alla sorgente di acqua viva che scaturisce dal suo Cuore, che
sparge sul mondo la speranza, la salvezza, la giustizia e la pace...
7.
...perché il nostro cuore assomigli al Cuore di Gesù
La
contemplazione cristiana - quella vera che viene, come grazia, dallo Spirito -
si traduce sempre in coerente vita concreta. Non è mai alienazione, assopimento
di energie, dimenticanza dei doveri della vita. Tanto meno lo è la
contemplazione del Cuore di Cristo. Se Maria ci accompagna nella scoperta di
questo Cuore, è perchè nessuno come Lei desidera che i nostri cuori - di noi,
dei quali ai piedi della Croce, è divenuta madre - assomiglino al Cuore del
Figlio. E' come se Lei volesse generare in sé, come fu per Gesù, il nostro
cuore, il "cuore nuovo" promesso da Dio a tutti i credenti, per bocca
di Ezechiele e di Geremia.
Se
ci affidiamo a Maria - N. Signora del Sacro Cuore - la capacità di amore, di
dedizione, di obbedienza di Gesù inonderà il nostro cuore. Esso si riempirà
di mitezza e di umiltà, di coraggio e di fortezza, come ne era sovrabbondante
il Cuore di Cristo. Sperimenteremo in noi quanto l'obbedienza al Padre coincida
con l'amore per il Padre: in maniera tale che il nostro "sì" alla
volontà di Dio non sarà più un piegare il capo per una rassegnata
impossibilità di fare in altra maniera, ma sarà piuttosto un comprendere e un
abbracciare, con tutte le forze, l'amore misericordioso che vuole il bene di
tutti gli uomini.
E
il nostro incontro con i fratelli non sarà più impastato di egoismo, di volontà
di sopraffazione, di menzogna, di incomprensione o di ingiustizia. Al contrario,
in noi potrà rivelarsi per essi il buon Samaritano che si china, pieno di bontà
e di dimenticanza di sé, ad alleviare fatiche e dolori, a lenire e curare le
ferite che la crudeltà di tante situazioni loro infligge.
Come
il Cristo, saremo capaci di sollevare il "fardello quotidiano" nostro
e altrui, divenuto sulle nostre spalle, per sua grazia, "giogo leggero e
soave". Come il Buon Pastore, andremo alla ricerca della pecorella smarrita
e non avremo paura di donare la vita, perché la nostra fede sarà comunicativa,
sorgente di confidenza e di forza per noi stessi e per tutti coloro che ci sono
vicini.
8.
Con Maria lodiamo il Cuore di Cristo, ripariamo le offese che Gesù riceve
Gesù
é fratello tra i fratelli. Gesù è il "Signore". Egli è sommamente
amabile e adorabile. Noi dobbiamo trasformare la nostra preghiera in lode al
Cuore di Cristo. "Ave, o ammirabile Cuore di Gesù: noi ti lodiamo, ti
glorifichiamo, noi ti benediciamo...". I Missionari del S. Cuore - al
seguito del P. Chevalier - ripetono ogni giorno questa bella preghiera, ispirata
da un grande devoto del Cuore di Gesù, S. Giovanni Eudes.
Poiché
il Cuore di Cristo è manifestazione di tutto l'amore che Egli ha avuto per noi
e, in conseguenza, manifestazione dell'amore eterno di Dio, la contemplazione di
questo Cuore ci porta, ci deve portare, alla lode, alla glorificazione, a dirne
ogni bene. La devozione a N. Signora del S. Cuore ci invita a fare questo,
unendoci a Maria, alla sua lode. Come nel Cenacolo con gli Apostoli, Maria si
unisce a noi nella preghiera perché da questa preghiera scaturisca per noi una
nuova effusione dello Spirito.
Maria
ci chiede ancora di unirci a Lei nella riparazione. Ai piedi della Croce, Essa
offrì di nuovo se stessa e ancora ripeté: "Ecco la serva del Signore, si
faccia di me secondo la tua parola". Unì il suo "sì" al "sì"
di Gesù, suo Figlio. E questo non perché ce ne fosse bisogno per la salvezza
del mondo, ma perché Gesù, nella bontà misericordiosa del suo Cuore così
ha voluto, associando la Madre a ciò che compiva. La sua presenza accanto a Gesù
- sempre - è la sua missione. La sua accettazione libera e piena di amore della
volontà di Dio fa di lei la Vergine fedele. Fedele fino alla fine, di una
fedeltà silenziosa e forte, che ci interroga sulla nostra fedeltà: perché è
possibile che Dio domandi semplicemente questo anche a noi: essere là quando e
dove Egli vuole avere bisogno di noi.
Anche
noi, perciò, - pur nella nostra miseria - possiamo unire il nostro "sì"
a quello di Maria, perché il mondo si converta a Dio ritorni nelle vie di Dio,
attraverso la familiarità con il Cuore di Cristo. Anche noi siamo chiamati a
sostenere sofferenze e tribolazioni per completare in noi "ciò che manca
alla Passione di Cristo" (cfr. Col 1, 24). Che cosa potrà mai valere
questo nostro atto? Eppure è gradito al Cuore di Gesù, è gradito a Dio.
Gradito e richiesto. Tanto più lo sarà se sarà a Lui offerto dalle mani di
Maria, da colei che è N. Signora del S. Cuore.
9.
Il "potere ineffabile"
Ritorniamo
ancora una volta all'immagine di N. Signora del S. Cuore. Abbiamo considerato il
gesto delle mani di Gesù: ci presenta il suo Cuore e sua Madre. Ora osserviamo
che il Cuore di Gesù è nelle mani di Maria. "Poiché il potere di
intercessione di Maria è veramente grande - ci spiega il P. Chevalier - noi
confideremo a Lei il buon esito delle cause più difficili, delle cause
disperate, siano esse nell'ordine spirituale che nell'ordine temporale".
S.
Bernardo esclamava, meditanto questo mistero: "E chi più idonea di te, o
felice Maria, di parlare al cuore di Nostro Signore Gesù Cristo? Parla, o
Signora, perché il Figlio tuo ti ascolta!" E' la "onnipotenza
supplice" di Maria.
E
Dante, nella sua mirabile poesia: "Donna, se' tanto grande e tanto vali -
che qual vuol grazia ed a te non ricorre - sua disianza vuol volar sanz'ali -.
La tua benignità non pur soccorre - a chi domanda, ma molte fiate - liberamente
al dimandar precorre".
Bernardo
e Dante, come tanti e tanti altri, così esprimono la fede costante dei
cristiani nella forza dell'intercessione di Maria. Unico Mediatore tra Dio e gli
uomini, Gesù Cristo, nella sua bontà, ha voluto unire Maria alla sua
mediazione. Quando noi la invochiamo con il titolo di N. Signora del S. Cuore,
rinnoviamo la nostra fede in questo mistero, dando un particolare accento al
fatto che Maria ha un "potere ineffabile" sul Cuore del Figlio. Potere
a Lei concesso per volontà stessa del suo divin Figliolo.
Per
questo, la devozione a Nostra Signora è devozione di preghiera e di speranza.
Per questo, a Lei ci rivolgiamo, sicuri di non poter ricevere alcun rifiuto. La
supplicheremo per tutte le intenzioni che portiamo nel cuore (anche per grazie
di ordine temporale): una madre capisce meglio di chiunque altro le
preoccupazioni e le sofferenze che di tanto in tanto ci angustiano, ma non
dimentichiamo che N. Signora del S. Cuore vuole prima di tutto farci partecipi
del dono supremo che sgorga dal Cuore di Cristo: il suo Santo Spirito, che è
Vita, Luce, Amore... Questo dono supera tutti gli altri...
Così
certamente, la condiscendenza e la preghiera di Maria presso il Cuore di Gesù
si realizzeranno in grazie per noi. Grazia di ottenere ciò che chiediamo, se ciò
è per il nostro bene. Grazia di ottenere la forza per accettare e trasformare
in bene la nostra apparentemente inaccettabile situazione, se ciò che chiediamo
non possiamo ottenere perché ci allontanerebbe dalle vie di Dio. "Nostra
Signora del S. Cuore di Gesù, prega per noi!".
(NB.
Testo approvato dalla Congregazione dei Riti in data 20-12-1972)
ANTIFONA
D'INGRESSO
Ger 31, 3b-4a
Ti
ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà; tu sarai ricolma
di gioia, o Vergine d'Israele.
O Dio, che in Cristo hai rivelato le insondabili ricchezze della tua carità e al mistero del suo amore hai voluto associare la beata Vergine Maria, concedi, ti preghiamo, che anche noi nella Chiesa siamo partecipi e testimoni del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Voi
lo vedrete e gioirà il vostro cuore.
Dal
libro del profeta Isaia 66,
10-14
Rallegratevi
con Gerusalemme, esultate per essa quanti la amate. Sfavillate di gioia con essa
voi tutti che avete partecipato al suo lutto. Così succhierete al suo petto e
vi sazierete delle sue consolazioni; succhierete, deliziandovi, all'abbondanza
del suo seno.
Poiché
così dice il Signore: "Ecco, io farò scorrere verso di essa, come un
fiume, la prosperità; come un torrente in piena le ricchezze dei popoli; i suoi
bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati.
Come
una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete
consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saranno
rigogliose come erba fresca. La mano del Signore si farà manifesta ai suoi
servi".
Parola
di Dio Rendiamo grazie a Dio
R/In
te, Signore ho posto la mia gioia.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre al Re piacerà la tua bellezza.
Egli
è il tuo Signore: pròstrati a lui Rit.
La
Figlia del Re è tutta splendore, gemme e tessuto d'oro è il suo vestito. E
presentata al Re in preziosi ricami, con lei le vergini compagne a te sono
condotte. Rit.
Guidate
in gioia ed esultanza, entrano insieme nel palazzo del Re. Ai tuoi padri
succederanno i tuoi figli; li farai capi di tutta la terra. Rit.
Dio
inviò lo Spirito del Figlio suo.
Dalla
lettera di S. Paolo apostolo ai Galati 4, 4-7
Fratelli,
quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna,
nato sotto la legge, perché e poi all'altro che era stato crocifisso insieme
con lui. ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne é la prova il
fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del Figlio che grida: Abbà,
Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; se poi figlio, sei anche erede
per volontà di Dio.
Parola
di Dio Rendiamo grazie a Dio
CANTO
AL VANGELO
Lc 11, 28
Alleluia!
Alleluia!
Beati
coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano. Alleluia!
VANGELO
Ecco la Madre tua.
Dal Vangelo secondo Giovanni 19,25-37
In quell'ora, stavano presso la Croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cléofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la Madre e lì accanto a lei, il discepolo che egli amava, disse alla Madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua Madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Dopo
questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse, per
adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto:
posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela
accostarono alla bocca. E, dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto
è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne, quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo. Venuti poi da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua.
Chi
ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice
il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse
la Scrittura: "Non gli sarà spezzato alcun osso". E un altro passo
della Scrittura dice ancora: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno
trafitto".
Parola
del Signore Lode a Te, o Cristo
Nel
giorno della Solennità si dice il Credo
Accogli,
Signore, le preghiere e i doni che a te offriamo in onore della beata Vergine
Maria, affinché in virtù di questo santo scambio, possiamo anche noi, come
lei, avere i medesimi sentimenti del Figlio tuo Gesù Cristo,
Egli
vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
Prefazio
della beata Vergine Maria I (venerando Nostra Signora del Sacro Cuore) o II
ANTIFONA
ALLA COMUNIONE 1
Gv 4, 16b
Dio
è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Saziati
alle fonti del Salvatore in questa celebrazione della beata Vergine Maria, ti
supplichiamo, Signore: per questo segno di unità e di amore, rendici sempre
disposti a compiere ciò che a te piace e a servire i nostri fratelli.
Per
Cristo nostro Signore Amen
(Chi
desidera copie di questa Messa, in formato messale o in foglietti, può farne
richiesta al nostro indirizzo.) Direzione "ANNALI" Corso del
Rinascimento 23 - 00186 ROMA
Presentiamo due preghiere a Nostra Signora. La prima risale al nostro Fondatore; la seconda riprende i temi. fondamentali della prima, ma adattandoli al rinnovamento del culto mariano richiesto dal Concilio Vat. II.
Ricordatevi,
o Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, del potere ineffabile che il vostro
divin Figliolo vi ha dato sopra il suo Cuore adorabile.
Pieni
di fiducia nei vostri meriti, noi veniamo ad invocare la vostra protezione.
O
celeste Tesoriera del Cuore di Gesù, di quel Cuore che è la sorgente
inesauribile di tutte le grazie e che Voi potete aprire a vostro piacere, per
farne discendere sopra gli uomini tutti i tesori di amore e di misericordia, di
lume e di salute che Esso racchiude in sé.
Concedeteci,
ve ne scongiuriamo, i favori che vi domandiamo... No, noi non possiamo ricevere
da Voi alcun rifiuto, e poiché Voi siete la nostra Madre, o Nostra Signora del
Sacro Cuore di Gesù, accogliete benignamente le nostre preghiere e degnatevi
di esaudirle. Così sia.
Ci
rivolgiamo a Te, o Nostra Signora del Sacro Cuore, ricordando le meraviglie che
ha compiuto in te l'Onnipotente. Egli ti scelse per Madre, ti volle vicino alla
sua croce; ora ti rende partecipe della sua gloria e ascolta la tua preghiera.
offrigli tu la nostra lode e la nostra azione di grazie, presentagli le nostre
domande... Aiutaci a vivere come te nell'amore di tuo Figlio, perché venga il
suo Regno. Conduci tutti gli uomini alla sorgente d'acqua viva che scaturisce
dal suo Cuore e diffonde sul mondo la speranza e la salvezza, la giustizia e la
pace. Guarda alla nostra fiducia, rispondi alla nostra supplica e mostrati
sempre nostra Madre. Amen.
-
Recitare una volta la mattina e una volta la sera l'invocazione: "Nostra
Signora del S. Cuore di Gesù, prega per noi".
N.
B. - L'iscrizione è gratuita. Chi, però, desidera avere la pagellina è
pregato di fare una piccola offerta. Non si possono iscrivere persone defunte.
"ANNALI
DI N. SIGNORA DEL S. CUORE
E'
la rivista mensile edita dai Missionari del S. Cuore con lo scopo di diffondere
la devozione a N. Signora e di informare sulle attività missionarie
dell'Istituto. Per informazioni: Direzione "ANNALI" Corso del
Rinascimento 23 - 00186 ROMA