DOMENICHE SANTIFICATE

Don Giuseppe Tomaselli

Pro unione Chiese separate

Per richieste: Opera caritativa salesiana Don Giuseppe Tomaselli – Viale Regina Margherita 27 – 98121 Messina – c.c.p.: 12047981

 

INTRODUZIONE

Gesù è Fonte viva, zampillante acqua sino alla vita eterna. Tutti i tesori di grazia vengono a noi per i meriti del Figlio di Dio.

Come il cervo assetato corre alla fonte e poi riprende con lena la corsa, così è necessa­rio che le anime si accostino alla Fonte Divi­na per attingervi forza nel cammino della vita mortale.

Fissiamo i nostri sguardi sul Cuore di Gesù, Fonte di vita e di santità! Egli vuole riversare in noi tutta la sua tenerezza, tutte le più delicate effusioni del suo Cuore.

Con l'acqua della fonte Gesù si è chinato a lavare i piedi dei suoi Apostoli; ed ora si china a lavare l'anima nostra nel Sacramento della Penitenza e dell'Eucaristia. Si è chi­nato sotto il peso della Croce; ed ora si china ogni giorno nel Sacrificio della Messa.

L'acqua è indispensabile al corpo per­ché disseta; ma per essere più sostanza ci vuole del vino, il quale fortifica e letifica il cuore dell'uomo. Gesù nella sua Passione dalla ferita del Costato ha versato Acqua e Sangue; nell'Eucaristia presenta a coloro che si comunicano questa Celeste Fonte, per deliziarli della sua ebbrezza divina.

Il dovere fondamentale di ogni anima è certamente quello di orientare verso Dio se stessa e la propria vita; quindi bisogna volgersi generosamente a Dio riconoscendo­ne la Suprema Maestà, accettando con sot­tomissione le verità divinamente rivelate, osservandone le leggi e facendo convergere verso di Lui ogni palpito del cuore.

Ma perché ci si possa orientare verso Dio ed avere la forza di osservare i suoi Coman­damenti, è necessario accostarsi con fre­quenza alla Fonte Divina, a Gesù Eucari­stico, ricevendolo sacramentalmente.

La Comunione di Pasqua, una volta l'anno, non è sufficiente a vivere da buoni Cristiani. Il corpo per crescere, rafforzarsi e sostenere il peso quotidiano, ha bisogno di frequente ed ordinata nutrizione; così l'ani­ma per crescere nell'amore di Dio, potere resistere alle tentazioni e osservare bene la legge divina, ha bisogno di nutrirsi con fre­quenza e con ordine del Pane dei Forti, che è la Santissima Eucaristia.

Sono lodevoli tutte le pratiche che spin­gono alla frequente Comunione. Ma il Con­cilio di Trento dichiarò che è desiderio della Chiesa che ogni qual volta i fedeli assistono alla Messa, si accostino alla Comunione. D'ordinario i fedeli vanno a Messa tutte le domeniche; dunque si consiglia di comuni­carsi tutte le domeniche. Basta volerlo, quantunque non si sia obbligati, si potrebbe riuscire a comunicarsi cinquantadue volte l'anno.

Quest'atto di ossequio a Gesù Sacramen­tato dai volenterosi potrebbe prestarsi sem­pre; ma che « almeno una volta nella vita per un anno intiero i fedeli santifichino tut­te le domeniche con l'accostarsi alla Comu­nione ».

 

I frutti di questa pratica sono:

1°) Si soddisfa al desiderio di Gesù. Nella Messa infatti Egli dice: Prendete e mangiate tutti! - In quante Messe domeni­cali, pur assistendovi masse di fedeli, non si vedono che pochissimi a ricevere Gesù Sacramentato! Talvolta sono due o tre ani­me a comunicarsi e talvolta nessuna. Quan­ta gioia si darebbe a Gesù, se ogni domenica i fedeli si accostassero molto numerosi alla Mensa Eucaristica!

 

2°) Si partecipa attivamente al Divin Sa­crificio. Chi infatti assiste alla Messa e non si comunica, partecipa meno perfettamente alla rinnovazione del Sacrificio della Croce e ne gode solo di qualche frutto; mentre chi si comunica si unisce intimamente alla Vit­tima Divina, immolandosi con Essa al Divin Padre in un trasporto di amore e di com­pleta dedizione.

 

3°) Si santifica il giorno del Signore. Il terzo Comandamento « Ricordati di santifi­care le feste » ordina direttamente di aste­nersi dal lavoro materiale e di assistere alla Messa; e tutto ciò sotto pena di peccato mortale, se non c'è una vera grave causa scusante. Ma indirettamente consiglia di compiere delle opere buone, per rendere alla Divina Maestà atti di ossequio e di ado­razione, quali sarebbero: le preghiere, l'as­sistere alla Benedizione Eucaristica ed alla predica, il visitare gli ammalati, ecc. Ma l'atto di culto più eccellente, dopo la Messa, è di certo la Comunione. Chi dunque la do­menica riceve Gesù Sacramentato, rende a Dio un grandissimo atto di culto e propria­mente santifica il giorno del Signore.

 

4°) Si attinge la forza per vivere cristia­namente durante la settimana. Quanta forza si richiede per tenere a freno le passioni, per resistere agli assalti diabolici, per vivere nel mondo senza lasciarsi travolgere dalla corrente degli scandali, per rassegnarsi nel dolore... ? La forza maggiore viene all'ani­ma da Gesù Sacramentato, che è il Pane dei Forti ed il Vino che germina i vergini. Co­municandosi la domenica, la forza divina pervade la debolezza umana e più facilmen­te si può vivere in grazia di Dio.

Se tanti non vivono cristianamente e con facilità cadono nel grave peccato, è perché non si nutrono con frequenza delle Carni Immacolate del Figlio di Dio.

 

CROCIATA SPIRITUALE

Per essere invogliati a compiere con fer­vore questa pratica, ognuno metta un'inten­zione particolare, ad esempio: Riparare i peccati che si commettono nel mondo la do­menica ... riparare i propri peccati e quelli della famiglia ... ottenere la grazia della buona morte a sé ed ai propri familiari ... impetrare la conversione di qualche pecca­tore ostinato ... liberare dal Purgatorio per­sone care ... essere assistiti nelle prove della vita in modo particolare ... ottenere una virtù che sta più a cuore ... abbracciare lo stato della vita in conformità alla volontà di Dio ... fare una buona scelta del compa­gno o della compagna della vita ... riuscire in qualche affare importante.

Il Concilio Vaticano Secondo discusse molti problemi religiosi, ma uno dei proble­mi più assillanti fu quello delle Chiese Sepa­rate. La pratica delle Domeniche Santificate si faccia per affrettare l'unione di queste Chiese con la Chiesa Cattolica.

Nessun cattolico resti indifferente! « Le anime zelanti diffondano a voce e per scrit­to i vantaggi di questa nobile Crociata e muovano i tiepidi e gl'indifferenti. Ogni anima trovi almeno una diecina di persone da disporre alla Comunione Domenicale ».

 

NORME PRATICHE

Si danno le norme per attuare la devota pratica:

1°) Comunicarsi per un anno iutiero ogni domenica.

La pratica potrebbe iniziarsi la prima do­menica di gennaio, specialmente se volesse compiersi solennemente nelle Parrocchie, nelle Rettórie e negl'Istituti Religiosi. Po­trebbe anche cominciarsi in qualunque domenica dell'anno, purché le domeniche rag­giungano il numero annuale.

 

2°) Chi fosse impedito a comunicarsi la domenica, potrebbe supplire in altro giorno della settimana.

 

3°) Gli ammalati cronici e coloro che per gravi motivi non potessero comunicarsi ogni domenica, basta che ricevano la Santa Co­munione cinque volte durante l'anno, in os­sequio alle cinque Piaghe di Gesù Crocifis­so, ed offrano le loro sofferenze: per la pace del mondo, per l'aumento e la santificazione del Sacerdozio Cattolico e per la conver­sione e la salvezza di tutte le anime.

 

4°) L'essenza della pia pratica è la Comu­nione Domenicale. Il resto si lascia alla ge­nerosità dei singoli, come sarebbe: offrire tutte le opere buone della domenica a van­taggio della Chiesa Cattolica, fare qualche mortificazione particolare, fare celebrare qualche Messa, ecc.

 

5°) Si consiglia di seguire le direttive di questo libretto, affinché la Crociata sia più fruttuosa.

 

1a DOMENICA

LEZIONE. - Uno degli avvenimenti più importanti in seno alla Chiesa Cattolica è l'attuazione di un Concilio Ecumenico o Universale. È un avvenimento che tocca a fondo la vita della Chiesa.

Il Sommo Pontefice, da Pastore Supremo, raduna i Pastori delle anime sparse per il mondo, a fine di trattare con loro i più alti problemi religiosi.

In circa venti secoli di Cristianesimo la storia ecclesiastica registra venti Concili. Papa Giovanni XXIII, divinamente ispi­rato, nel breve periodo del suo Pontificato indisse il ventunesimo Concilio, detto « Va­ticano Secondo ». Dopo la prima Sessione egli fu chiamato da Dio al premio eterno.

Il suo successore, Sua Santità Paolo VI, assunse il compito di proseguire il lavoro

conciliare e diede inizio alla seconda Ses­sione.

Era imponente la navata centrale della Ba­silica di San Pietro in Roma! Due immense alate di seggi davano posto ad eminenti Ec­clesiastici; presso l'Altare della Confessione, sotto la cupola, vicino alla tomba di San Pietro, stava a presiedere il Papa; in luogo adatto nella navata laterale sinistra era espo­sto il libro del Vangelo, che i Conciliari ba­ciavano prima di cominciare le sedute.

Nel primo Tempio della Cristianità s'in­trattenne a discutere in diverse riprese la parte più eletta della Chiesa di Gesù Cristo. Fu necessaria l'opera dello Spirito Santo, af­finché il Concilio apportasse i suoi frutti.

PREGHIERA. - O Divin Gesù, Capo della Chiesa, sii glorificato!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Po­tendo, ascoltare qualche S. Messa durante la settimana.

 

2a DOMENICA

LEZIONE. - Mentre a Roma la S. Chiesa era raccolta a studiare ed a discutere i problemi religiosi, i fedeli erano invitati a prendervi parte indiretta col venire in aiuto ai Padri Conciliari. Tale aiuto poté dar­si per mezzo della comunione dei Santi, of­frendo cioè opere buone per il bene della Chiesa.

Il Papa allora disse: « Il popolo cristiano impetri da Dio abbondanti frutti special­mente con la preghiera e con la penitenza. Tutto ciò che umanamente si può fare è doveroso compierlo.

« L'esortazione nostra raggiunga tutti co­loro che sono angosciati dal dolore per pene di corpo o di animo. Approfittino costoro dell'occasione che si offre loro di offrire a Dio le loro pene ed i loro dolori. Tali soffe­renze, sopportate con animo cristiano, sono gradini per il Cielo, riparazione dei peccati del mondo ed affrettano il rinnovamento del costume cristiano, che ardentemente è desiderato ».

PREGHIERA. - Grazie infinite siano rese a Te, o Gesù, per averci data la Chiesa, tua diletta Sposa, nostra amorevole Madre, che ci educa e guida al monte altissimo del­la santità!

Suscita anime generose, disposte a sacri­ficarsi per il bene della Chiesa.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Offri­re le quotidiane sofferenze, piccole o grandi, a vantaggio della Chiesa Cattolica.

 

3a DOMENICA

LEZIONE. - La dottrina rivelata da Dio, riguardante la fede ed i costumi, resta invariabile per tutti i secoli. Il patrimonio della rivelazione è affidato alla Chiesa, la quale lo custodisce gelosamente.

La Chiesa, quantunque di origine divina, essendo una società visibile, ha bisogno di un complesso di norme pratiche, dette « Di­sciplina Ecclesiastica ». Il Capo Supremo della Chiesa può modificare tali norme, quando ciò sia richiesto dai bisogni dei tem­pi, dei luoghi e delle circostanze particolari.

Al presente la società umana è in una grande svolta della storia, dovuta al pro­gresso della scienza. Si hanno quindi biso­gni ed esigenze che prima neppure si pensa­vano. La facilità delle comunicazioni, le at­tività febbrili dei singoli e delle masse, il di­lagare del materialismo con la conseguente rilassatezza dei costumi, l'urgenza di met­tere argine all'ignoranza religiosa, il perico­lo di vedere falsati i principi del Vangelo ... tutto ciò preoccupa la Chiesa di Dio.

PREGHIERA. - Accorda, o Gesù, nuo­vi conforti e nuove grazie al Sommo Ge­rarca della Chiesa. Circonda di più fulgida aureola il suo Capo Augusto e fa' che la sua parola sia ascoltata e custodita da tutti!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Non lamentarsi di nulla, né di persone e né di avvenimenti.

 

4a DOMENICA

LEZIONE. - Nel Concilio Ecumenico il tema principale riguardava la Chiesa stessa.

I Conciliari esplorarono l'intima essenza della Chiesa di Gesù Cristo, per darne la definizione che meglio istruisca sulla sua reale e fondamentale costituzione.

Tra gli studi di questo tema, il primo fu rivolto a ciò che riguarda i Vescovi.

Papa Paolo VI disse ai Vescovi radunati a Concilio: « La dottrina sull'Episcopato of­frirà certamente a Noi stessi i criteri dot­trinali e pratici, per cui il Nostro apostolico ufficio, quantunque dotato da Cristo della pienezza e della sufficienza di potestà, che voi conoscete, possa essere meglio assistito e confortato, nei modi da stabilire, da una più valida e più responsabile collaborazione dei Nostri diletti e venerati Fratelli nell'E­piscopato ».

Il Papa esplica la sua grande missione coa­diuvato dai Vescovi, come San Pietro era coadiuvato dagli altri Apostoli.

PREGHIERA. - O Gesù, il tuo Cuore Divino è l'unico e vero mio nido, è il dolce e sicuro mio riposo. La tua Chiesa, granellino di senapa dive­nuto albero, chiama gli uccelli dell'aria a de­porre i loro nidi sopra i suoi rami. Sono i tuoi Vescovi, o Gesù, i rami dell'Albero Ecclesiastico. Santificali, affinché possano santificare, e benedicili!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fare una Santa Comunione per la santificazione dei Vescovi.

 

5a DOMENICA

LEZIONE. - Nel Concilio si studiò ciò che possa riguardare il Clero Cattolico. Come il Sommo Pontefice si serve dei Ve­scovi, così costoro si servono dei Sacerdoti. È grande la missione dei Sacerdoti! Essi sono a contatto diretto con i fedeli, più che i Pastori stessi. È necessario che stiano all'altezza del loro compito, per illuminare con la dottrina del Vangelo e per muovere le anime al bene con il loro esempio. Date le esigenze dei tempi, devono avere un buon corredo di scienza, specie di quella sociale, per andare incontro ai bisogni del popolo.

Essendo troppo sfacciata l'immoralità del mondo, essendo ormai molteplici i pericoli della virtù, il Sacerdote deve poter stare tra il fango del mondo senza imbrattarsi.

PREGHIERA. - Concedi, o Signore, alla tua Chiesa santi Sacerdoti! Fa' che siano modelli di candore, di carità e d'umiltà!

Deh, concedimi che anche in me germo­glino i candidi gigli della purità, le vermiglie rose dell'amore e le modeste violette del­l'umiltà.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fare un'Ora Santa Eucaristica, o almeno recitare qualche Rosario, per la santificazione dei Sacerdoti.

 

6a DOMENICA

LEZIONE. - La Chiesa Cattolica è un mistico giardino, ove fioriscono tante aiuole, ché sono gli Ordini Religiosi di ambo i sessi. Quanti, Frati e Suore, lasciata la famiglia, vivono in comunità per attendere meglio al loro perfezionamento spirituale e per dedi­carsi alle opere caritative!

La loro vita di comunità è regolata dalle Costituzioni dei singoli Ordini e dalle norme del Diritto Canonico.

Oggi si hanno anche gl'Istituti Secolari, cioè ci sono tanti, uomini e donne, legati dai Voti di Povertà, Castità ed Ubbidienza, i quali in abito borghese vivono nella so­cietà, esercitando la loro professione e com­piendo la missione particolare del proprio istituto.

La differenza tra gli Ordini Religiosi e gl'Istituti Secolari è questa, che i loro membri vivono: i primi in comunità ed i se­condi restano liberi nel secolo.

Ci sono quindi uomini che tengono cattedre d'insegnamento, o che dirigono ditte, o che lavorano da semplici operai; ci sono signorine che dirigono scuole statali, o Case per la Protezione della Giovane, o che lavo­rano negli ospedali, o che gestiscono labo­ratori con Scuole di Taglio, . ecc.

Costoro all'esterno non dimostrano nulla di Frate o di Suora, eppure sono persone consacrate.

PREGHIERA. - Rinnova, o Gesù dol­cissimo, lo spirito religioso nelle anime a Te consacrate. Proteggi il candore delle vergini ed accendi nei loro cuori la fiamma del tuo amore.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Abi­tuarsi a dare il saluto cristiano: Sia lodato Gesù Cristo! - oppure: Cristo regni!

 

7a DOMENICA

LEZIONE. - Il Concilio si occupò non solo dei Vescovi, dei Sacerdoti e dei Reli­giosi, ma anche dei fedeli, che formano la massa numerica più imponente del gregge di Gesù Cristo.

Il Papa disse: « Il Concilio vuole essere un primaverile risveglio d'immense energie spirituali e mo­rali, quasi latenti nel seno della Chiesa. Il Concilio cercherà di lanciare un ponte verso il mondo contemporaneo.

« Singolare fenomeno! Mentre la Chiesa, cercando di animare la sua interiore vitalità dello spirito del Signore, si distingue e si stacca dalla società profana, in cui è im­mersa, viene al tempo stesso qualificandosi come fermento vivificante e strumento di salvezza del mondo medesimo ...

« Il presente Concilio è caratterizzato dal­l'amore, dall'amore più largo e più urgente, dall'amore che pensa agli altri ancor prima che a sé, dall'amore universale di Cristo!

« Quest'amore ora ci sostiene, perché volgendo il nostro sguardo sulla scena della vita umana contemporanea, Noi dovremmo essere spaventati, piuttosto che confortati; addolorati, piuttosto che rallegrati ».

PREGHIERA. - Gesù, mio Salvatore e Redentore, guarda con occhio di miseri­cordia il mondo contemporaneo! Centinaia di milioni di tue creature sono assillate dal pensiero degli affari terreni. La loro mente non si volge a Te, ma solo al denaro, al pia­cere, alla vanità, a quanto può apportare una goccia di gioia. Quante anime vivono dimen­tiche di Te, quasi Tu non avessi fatto nulla per loro o quasi Tu non esistessi!

Deh, concedi a quest'anima mia che elevi a Te i pensieri, con amore e frequenza, per riparare la noncuranza di molti!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire ogni giorno tre Ave Maria per i popoli che sono sotto il Comunismo.

 

8a DOMENICA

LEZIONE. - Il programma del Concilio spaziò in immensi campi e non trascurò il tema della Sacra Liturgia.

Si fecero quindi delle modificazioni, non essenziali ma accidentali, su quanto ri­guarda le sacre cerimonie della Messa e delle varie funzioni religiose.

Gli stessi Sacramenti hanno avuto qualche modificazione nel rito dell'amministrazione o nella denominazione. Ad esempio, l'E­strema Unzione è chiamata il Sacramento degl'infermi; e questo per togliere in taluni l'impressione che chi riceve questo Sacra­mento abbia presto a morire.

Da quanto si è detto appare il grande la­voro che ogni giorno si svolse nella Basilica di San Pietro. Il frutto di tante discussioni fu anche proporzionato all'aiuto spirituale che diedero i fedeli.

Il bene che apportò il Concilio non è solo per questa generazione, ma si protrarrà chi sa per quanti secoli.

PREGHIERA. - Adoro, Gesù, in que­sto tuo Cuore dolcissimo le arti ineffabili della tua Divina Carità! E quel che è più, Tu mi hai lasciato il vanto glorioso di poter penetrare nel tuo Cuore amatissimo e di ri­manervi per sempre. Il mio desiderio inces­sante che a Te mi avvicina è questo: anelare di riposarmi nel tuo Cuore Divino!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: O Gesù amabilissimo, mi chiudo nel tuo Cuore!

 

9a DOMENICA

LEZIONE. - Sono tutti importanti i problemi del Concilio, ma non è di certo ultimo quello delle Chiese separate. Per la soluzione di questo problema si compie la pratica delle Domeniche Santificate.

Gesù, parlando della Chiesa, disse: Ci sa­rà un solo ovile ed un solo Pastore. - Intanto, dando uno sguardo al Cristianesimo che vige nel mondo, vi constatiamo delle scissure; il grande albero della Chiesa ha dei rami staccati, perché ci sono gli Scisma­tici d'Oriente, i così detti Ortodossi ed i Protestanti. Costoro credono in Dio, in Gesù Cristo, nella Sacra Scrittura, ma non fanno parte della Chiesa Cattolica.

Le scissure ebbero origine da diverse cau­se, per divergenze dommatiche o per motivi storici. Se le Chiese Cristiane sono diverse, vuol dire che la promessa di Gesù Cristo non si è ancora verificata, perché l'ovile an­cora non è uno e neppure il Pastore è uno.

Il Sommo Pontefice, bramando quest'u­nione, disse: « Uno degli scopi che interessa il Concilio e ne costituisce il suo dramma spirituale, è quello dei Fratelli separati... È un Concilio d'invito, di attesa, di fiducia, che tende all'ecumenicità. Oggi nella speranza, perché sia domani nella realtà... Qui il Nostro discorso si rivolge con riverenza ai rappresentanti delle denominazioni cristia­ne separate dalla Chiesa Cattolica, i quali però sono stati da esse inviati per assistere,

in qualità di Osservatori, a questa solenne assemblea. Noi li ringraziamo di questo loro intervento. La Nostra voce trema, il Nostro cuore palpita, perché tanto la loro odierna vicinanza è per Noi ineffabile consolazione e dolcissima speranza, quanto la loro per­sistente separazione profondamente ci ad­dolora... In questo Concilio abbiamo gravi e complicate questioni obiettive da studia­re, da trattare e da risolvere ».

PREGHIERA. - Q Gesù, che desideri ci sia un solo ovile ed un solo Pastore, illu­mina, sostieni, santifica la Chiesa per i me­riti del tuo stesso Cuore! Con Te ed in Te, con la Chiesa ed in essa, vogliamo vivere e morire!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fare qualche Comunione per i fratelli delle Chie­se separate.

 

l0a DOMENICA

LEZIONE. - Gesù fondò la Chiesa e le diede un capo visibile, che fu San Pietro. Questi scelse per sede Roma, capitale del­l'impero romano.

Dopo alcuni secoli di Papato, l'impero romano fu diviso in due parti: impero d'Oc­cidente, con Roma capitale, ed impero d'O­riente, con capitale Costantinopoli. Questa divisione contribuì allo scisma tra Oriente ed Occidente.

Lo scisma non avvenne subito e solo per questo; intervennero in seguito altre vicende politico-religiose, quali il riversarsi dei Bar­bari d'Oriente in Occidente e la sanguinosa lotta degli Iconoclasti.

Quando gli animi degli Orientali si erano abbastanza alienati da tutto ciò che sapesse d'Occidente, il Patriarca di Costantinopoli, Michele Cerulario, nel 1054 tagliò i ponti con Roma.

Da allora la Chiesa scismatica continua a svolgere la sua attività religiosa nel lontano Oriente, non riconoscendo l'autorità supre­ma del Romano Pontefice.

In questo stato di cose, la Chiesa di Gesù Cristo avrebbe diversi capi, il che non è am­missibile. Il corpo umano infatti ha un solo capo; ogni famiglia, popolo o società ha pure un solo capo; così la Chiesa di Gesù Cristo deve avere un solo capo, una sola mente direttiva.

Il Romano Pontefice è il legittimo Suc­cessore di San Pietro nella sede di Roma; come era il capo della Cristianità prima dello scisma d'Oriente, tale rimane e rimarrà per tutti i secoli. Chi si stacca dal Successore di San Pietro, è un fratello separato.

È doveroso pregare, affinché questo gran­de ramo della Chiesa scismatica si riunisca al tronco.

PREGHIERA. - Gesù dolcissimo, men­tre la Chiesa tua Sposa, da te assistita, mol­tiplica le sue vittorie, anch'io unendomi a lei ti esalto e profondamente ti adoro!

Gesù, che sei Uno con il Padre Celeste, unifica i membri della tua Chiesa e distruggi ogni scissura.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Stare in pace con tutti, sopportando paziente­mente i difetti altrui.

 

11a DOMENICA

LEZIONE. - La Chiesa scismatica di Costantinopoli, o Chiesa Bizantina, porta in sé sin dal principio il germe del disgrega­mento, perché si basa sul principio della Chiesa di Stato. Infatti il famoso Canone 28° del Concilio di Calcedonia fondava la posizione di predominio di Costantinopoli sull'importanza politica della capitale.

Man mano che sorgevano nuovi imperi e nuovi regni, si pretendevano nuove Chiese nazionali, indipendenti.

Sorsero così le Chiese Slave, cioè la Bul­gara, la Serba e la Russa. Le due prime non tardarono molto a staccarsi dalla Chiesa di Costantinopoli; la Russa invece ebbe un le­game più duraturo, ma alla fine si staccò del tutto.

La Chiesa Russa Ortodossa oggi svolge la sua azione, oltre che nelle Repubbliche Sovietiche, anche nei Paesi Balcani; però è costretta ad agire sotto le direttive del Go­verno Sovietico.

Ha qualche accidentale modificazione del­la morale cattolica; ha pure qualche diver­genza dottrinale, ad esempio, riguardo all'e­sposizione dommatica della « spirazione » della Terza Persona della Santissima Trinità.

PREGHIERA. - O amabile Signore, sorridi al nostro atto di solenne riparazione, che in questa Domenica ti offriamo; ed ac­corda sollecito il trionfo della tua Chiesa.

La luce dello Spirito Santo illumini la mente degli Ortodossi!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire con frequenza: Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo!

 

12a DOMENICA

LEZIONE. - Nel corso dei secoli in grembo alla Chiesa sono sorte delle eresie. Il Papa ha dovuto condannare ogni eresia e per conseguenza gli eresiarchi impenitenti. I principali corifei delle eresie sono: Valdo, Lutero, Calvino, Zuinglio.

Costoro, dopo tanti secoli di Cristiane­simo, si proposero di modificare la fede ed i costumi, basandosi su principi morali per­sonali o su false interpretazioni della Sacra Scrittura.

I principali errori dei Protestanti sono:

1°) Credere solo quanto è detto nella Sa­cra Scrittura. Ciò è errato, perché nel Van­gelo non c'è tutto. Difatti l'Evangelista San Giovanni dice: Ci sono molte altre cose fat­te da Gesù, le quali se si dovessero scrivere una ad una, credo che il mondo non potrebbe contenerne i libri: (Giov. XXI-25). Alla parola di Dio scritta deve anche unirsi quella tramandata a viva voce, per mezzo dell'autentica Tradizione della Chiesa.

2°) Non ammettere che nella Chiesa ci sia un capo. Anche ciò è errato, perché Ge­sù stesso diede un capo alla Chiesa nascen­te, dicendo a San Pietro: Ti darò le chiavi del regno dei Cieli ... Pasci i miei agnelli; pasci le mie pecore.

3°) Non accettare che ci sia sulla terra un Pastore Supremo, il Papa, che abbia il compito di guidare le anime e d'interpretare la Sacra Scrittura, poiché lo Spirito Santo illumina direttamente ogni anima.

Se ciò fosse vero, essendo tutti i singo­li Protestanti illuminati dallo stesso Spirito Santo, dovrebbero tutti credere le stesse verità divine; invece si hanno più di tre­cento Chiese Protestanti ognuna discordan­te dall'altra.

PREGHIERA. - Signore Gesù, tu sei il pegno, la sicurezza ed il mezzo di salvez­za. Salvaci!

Vedi quanti fratelli vivono nelle tene­bre dell'errore. Salva anche loro, illuminan­doli e rimettendoli sotto la guida del tuo Vicario in terra!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Maria, Sede di Sapienza, ottieni la Luce Di­vina ai Fratelli separati!

 

13a DOMENICA

LEZIONE. - È celebre la Chiesa Angli­cana. La sua dottrina è molto diffusa in In­ghilterra e nelle sue colonie. L'occasione de­terminante la separazione fu il giusto rifiu­to fatto dal Papa Clemente VII ad Enrico VIII, re d'Inghilterra.

Questo governante si rivolse al Papa per avere il permesso di lasciare la legittima sposa, Caterina d'Aragona, e prendere Anna Bolena.

Il Papa rispose di non poterlo acconten­tare, poiché il matrimonio è indossolubile. Enrico VIII, ferito nell'orgoglio, si ribel­lò al Papa, lasciò la moglie e ne prese altre sei; inoltre fece uccidere 985 tra Vescovi e Sacerdoti, i quali non volevano aderire alla sua ribellione religiosa. Staccò il suo popolo dalla Chiesa Cattolica e formò la Chiesa na­zionale, detta Anglicana.

D'allora in poi la Chiesa Anglicana vive; ha conservate in genere le verità rivelate, ma ha diversi punti divergenti dalla dottri­na della Chiesa Cattolica.

Schiere di Anglicani già da tempo sono ritornate alla Fede Cattolica, non esclusi tanti Pastori; si spera presto nel ritorno a massa.

Quando S. Giovanni Bosco riferì a Pio IX la visione avuta dal giovanetto Domeni­co.Savio riguardante il ritorno dell'Inghil­terra al Cattolicesimo, il Sommo Pontefice rispose: Questo mi conferma nel mio pro­posito di lavorare energicamente a favore dell'Inghilterra, cui ho rivolto già le mie più vive sollecitudini.

Al presente le relazioni della Casa Reale inglese con la S. Sede sono assai confortan­ti; persino l'attuale regina è stata a far vi­sita al Papa.

PREGHIERA. - O vanto, o gloria, o sorte felice! ... Io non mi stancherò, o Ge­sù, di renderti il mio dovuto ringraziamento per tutti i favori che fai a me ed ai miei fratelli! Salva le Chiese separate unendole alla Cattedra di San Pietro.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Nella recita quotidiana del Rosario pregare per la conversione dell'Inghilterra al Cattolicesi­mo.

 

14a DOMENICA

LEZIONE. - L'amarezza che prova il Cuore di Gesù di fronte all'ingratitudine umana, è profonda e terribile.

Egli stesso se n'è lamentato più volte per mezzo dei suoi Profeti: Io vi ho amato, dice il Signore, e voi mi avete detto: In che cosa ci hai tu amato? Non ci siamo accorti del tuo amore! -

Questo pietoso lamento Gesù lo farà intendere più volte nel decorso dei secoli, fin­ché discoprendo lo stesso suo Cuore, Para­diso d'amore, dirà: Ecco quel Cuore, che ha tanto amato gli uomini ed in ricambio non ne riceve che ingratitudine e disprezzo! ... Sì, senza alcun motivo mi hanno odiato!

Quale mistero di perfidia! Lo intendi tu, anima fedele? Sai tu penetrare nelle ineffa­bili amarezze del tuo Dio? Sai tu far proprio il gemito angoscioso delle anime amanti: L'amore non è amato! ... ?

Non rimaniamo indifferenti alle pene di Gesù! - Sì, mio Gesù, senza motivo il mondo ti odia, senza motivo ti disprezza, senza motivo ti perseguita!

PREGHIERA. - O Gesù, Padre mio, accetto il tuo dolce e paterno invito e vengo a Te! Tu nell'Eucaristia sei qui presente, vi­vo e vero, come lo eri fra le turbe della Pa­lestina, che si affollavano attorno a Te.

Ebbene, come Tu, attraversando quelle contrade, facevi del bene e sanavi tutti gli ammalati, così io voglio che Tu ora faccia del bene anche a me e guarisca le piaghe del­l'anima mia.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Gesù, ti amo e ti benedico per coloro che non ti amano e non ti benedicono!

 

15a DOMENICA

LEZIONE. - Gesù è amore ed ha dato all'umanità la legge d'amore.

Se avesse dato la sua legge tra il vivido balenare dei fulmini, tra il fragore dei tuoni, il mondo non avrebbe ardito disprezzarlo. Gesù invece ha voluto attrarre le anime con i dolci legami della bontà; ha dato una legge non di terrore, con tanti doni di compas­sione, di tenerezza, di misericordia; si è pre­sentato come Re d'amore ... Per questo il mondo lo odia!

Egli si è fatto debole, indigente, soffe­rente, per essere amato; ha nascosto la Maestà e si è abbassato per essere accolto dal­l'umanità. Ma il mondo ha preso ardire con­tro di Lui e lo ha disprezzato.

La creatura miserabile, rispondendo con sì nera ingratitudine al Figlio di Dio, cagiona al suo delicato Cuore un'amarezza ineffabile.

Gesù ha tanti nemici sulla terra, ma ha pure tanti amanti, che si sforzano di rispon­dere ai suoi inviti d'amore. Questi veri se­guaci lo riparino per i cattivi e gl'indiffe­renti! Osservino bene la legge divina, per ri­parare il male di coloro che la calpestano. Lodino Gesù, per riparare le sataniche be­stemmie contro il suo santo nome. Mettano balsamo sulle ferite di Gesù, cagionate dai sacrilegi, dall'irreligiosità, dai delitti e dagli scandali.

PREGHIERA. - Benedetto Gesù, Pa­dre mio, parla al mio cuore come parlavi alle turbe della Galilea. Si, parla, poiché non il mondo, ma Tu solo hai parole di vita eterna!

Con questa Comunione, o Gesù, intendo riparare l'amarezza che ti procurano i tuoi figli ingrati, per i quali sei morto in Croce. Attira al tuo amore i cuori più freddi! Pater-Ave-Gloria per l'unione' delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Trova­re l'occasione per narrare agli altri qualche episodio del Santo Vangelo.

 

16a DOMENICA

LEZIONE. - Quale dolcezza divina si ha nelle parole di Gesù! Chi bene le com­prende e le considera, troverà in esse il Pa­radiso. Sì, perché l'amore di Gesù è Para­diso; e la certezza di quest'amore è certez­za di Paradiso.

La parola con cui un uomo si professa amico, può essere menzognera; ma la parola di Gesù è vera in eterno.

Gesù, per dimostrarci che ci ritiene vera­mente per: amici, dichiara di sentire in sé il soave mistero d'amore. Tutti i suoi più ge­losi segreti Egli li ha deposti e li depone con fiducia in noi, perché vuole che il cuor no­stro sia una cosa sola con il suo.

Gesù può ripeterci: I miei segreti non li tradisco e non li espongo ad essere violati; perché, rivelandoli a voi, so di non metterli fuori del mio Cuore, poiché voi tutti siete nel mio Cuore, anzi voi siete il mio stesso Cuore.

Gesù ci considera suoi intimi amici e noi dobbiamo coltivare verso di Lui le relazioni della vera amicizia. Gli amici si amano, si scambiano dei doni, condividono le gioie ed i dolori ed evitano quelle indelicatezze che possono raffreddare l'amore.

Sforziamoci di corrispondere alle divine delicatezze, risparmiando a Gesù anche i pic­coli dispiaceri. Saremo delicati, se faremo di tutto per evitare qualsiasi piccola colpa vo­lontaria.

PREGHIERA. - O Gesù, voglio conso­larti come l'amico consola l'amico afflitto. Voglio evitare ogni colpa, vivendo in grande delicatezza di coscienza.

Tu consola anche me, piangete, nelle amarezze della vita e ripeti a me quella dolce promessa che facesti sul monte: Beati quelli che piangono perché saranno consolati!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fare attenzione per non commettere peccati ve­niali.

 

17a DOMENICA

LEZIONE. - Chi potrà mai compren­dere la finezza e la delicatezza dell'amore che Gesù ci porta?

Se a Gesù l'amore fa sembrare che il no­stro cuore sia una cosa sola con il suo, non sarà giusto, molto più giusto, che a noi l'a­more faccia ritenere il Cuore di Gesù come il Cuore del nostro cuore? E se Gesù si de­gna deporre con tanta fiducia nei nostri mi­seri cuori tutti i suoi segreti d'amore, non sarà molto più giusto che noi deponiamo nel Cuore di questo nostro Celeste Amico tutti i nostri segreti?

Perciò nelle ore burrascose, nei momenti di tentazione, nelle prove della vita, quando il demonio suscita in noi sentimenti di ab­battimento e di diffidenza, ricordiamoci che Gesù è sempre il nostro vero Amico, pronto a darci la mano per non farci annegare ed a darci la forza per non cedere alla tentazione; ravviviamo la fiducia in Lui, invocandolo con amore, persuasi ch'Egli permette le pro­ve per darci la corona della vittoria.

Nel dolore si cerca qualche amico per ri­ceverne conforto. Quando il nostro debole cuore è sotto il peso della tribolazione, cor­riamo ai piedi di Gesù, davanti al Taberna­colo; a Lui confidiamo i nostri segreti di do­lore e ne riceveremo balsamo di forza.

Venite a me voi tutti, che siete stanchi e sotto il peso della tribolazione, ed io vi ri­storerò!

PREGHIERA. - Eterno Divin Figlio, Gesù, ti ringrazio della benevolenza che hai verso di me! Sana le piaghe dell'anima mia, perché ho tante infermità spirituali e sono sotto il peso delle mie colpe.

Ripeti a me le parole che rivolgesti al pa­ralitico di Cafarnao: Confida, figliuolo; ti sono rimessi i tuoi peccati!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Ripe­tere: Gesù, confido in Te! Sana le piaghe dell'anima mia!

 

18a DOMENICA

LEZIONE. - Dare la vita per l'amico è l'atto più sicuro dell'amicizia. Qualunque altra cosa potrebbe dare spospetto d'inte­resse; ma dare la vita stessa, questo no, non può essere un atto d'interesse.

Ma come mai, o mio Gesù, hai potuto ri­tenere la nostra miserabile vita più preziosa della tua vita stessa?

Eppure di nessun'altra cosa noi siamo so­liti dubitare, quanto dell'amore di Gesù! . . . Facilmente crediamo all'amore di una per­sona che ci dona un sorriso, una parola ca-

rezzevole, uno sguardo espressivo ... ed in­vece dubitiamo dell'amore di Colui che ci ha dato il suo Sangue, la sua vita divina, tutto se stesso! ... Quale incredibile cecità!

O Gesù adorato, io credo al tuo amore per me! Il tuo amore è sicuro, perché sug­gellato col tuo Sangue! Il tuo amore è vero, perché è suggellato con la morte! Il tuo amore è l'amore supremo!

Gesù ha fatto tanto per noi. E noi cosa facciamo per dimostrargli il nostro amore e la nostra riconoscenza? Se Egli è morto per noi, procuriamo di morire per Lui, sforzan­doci di sentire il bisogno di morire a noi stessi, mortíficando la nostra volontà, il no­stro orgoglio e le nostre passioni corporali.

PREGHIERA. - Eterno Padre, ti rin­grazio che mi permetti di trascorrere questa Domenica, da Te santificata, ai piedi del tuo Altare!

Lascia che l'anima mia ti parli libera­mente, come figliuola al padre! Tu ascolta le mie preghiere e fammi pienamente con­tenta.

O Benedetto Gesù, Tu mi hai dimostrato il tuo immenso amore morendo in Croce per me ed io sono così indolente, senza slanci di generosità ed indietreggio davanti al sa­crificio! Gesù abbi pietà di me!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Non uscire mai dai pasti senza aver fatta qualche piccola mortificazione di gola, per amore di Gesù.

 

19a DOMENICA

LEZIONE. - Nessuno ci può amare di amore più puro di quello di Gesù.

La purezza è come il profumo dell'amore; senza di essa l'amore non ha più nessun fa­scino, nessuna fragranza.

Per la purezza di cuore una persona ami­ca non ha più un palpito se non per l'og­getto del suo amore; di esso vive, di esso tripudia, in esso continuamente si compiace. Avremmo noi potuto pensare che ciò si sarebbe potuto verificare nel Cuore stesso del nostro Dio'? La vita stessa di quel Cuore adorabile non è più sua; è dei suoi amici. L'amore l'ha condotto alla morte; la sua vi­ta non è che la nostra vita; le sue gioie non sono che le nostre gioie; il suo Paradiso è il nostro Paradiso!

Se Gesù ci ama di amore puro e delicato, altrettanto deve essere il nostro amore per Lui. Il nostro cuore dev'essere custodito, af­finché i suoi palpiti non siano diretti a qual­che oggetto d'amore che dispiaccia a Gesù. Amare Dio e le creature per amore di Dio; ma quando qualche affetto è peccaminoso, bisogna troncarlo. Gesù nel nostro cuore de­ve tenere il primo posto e non un semplice cantuccio.

Per coltivare il puro amore occorre vigi­lanza e preghiera.

PREGHIERA. - O caro Gesù, io sento che tu in questo momento ripeti a me in questa Domenica il tenero rimprovero che rivolgesti nel Getsemani ai tuoi Apostoli: Perché non avete potuto vegliare con me?...

Vigilate e pregate per non cadere in tenta­zione!

O Gesù, io voglio vigilare sugli affetti del mio cuore. Mi costerà sacrificio il troncare una relazione pericolosa; ma con la pre­ghiera assidua otterrò da te la forza per vin­cere le cattive inclinazioni.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Tron­care subito le amicizie pericolose.

 

20a DOMENICA

LEZIONE. - Il Divin Maestro si eleva sempre più in alto nelle sue sublimi lezioni: l'amore è come un abisso inesplorato ed in­finito; non è possibile scandagliarlo, misu­rarlo tutto. Ma lo sguardo di Gesù tutto lo penetra e lo misura con un altro abisso: un abisso d'immolazione.

Immolazione! ... Quale splendida parola! Basterebbe da sé sola ad insegnare e conso-

lare ogni cuore, a riempire di giubilo im­menso ogni anima!

Rendere testimonianza ed amore a Gesù è l'onore e la grazia più grande che Egli pos­sa fare ad un'anima.

Volere amore a Gesù vuol dire dichiarare al mondo la bontà di Gesù, l'ineffabile sua bellezza, la sublime sua pazienza, la sua Di­vinità.

Volersi immolare dando anche testimo­nianza a Gesù, vuol dire segnare col sangue la nostra professione di fede nel suo amore, perché la parola « immolazione » vuol dire e corrisponde a quella di « martire ».

Quando i Martiri erano messi nell'occa­sione di versare il sangue per Gesù, rice­vevano una grazia straordinaria per dire il loro « sì! » ai carnefici e per avere la forza di sostenere le torture.

Non tutti siamo chiamati al martirio pro­priamente detto; ma tutti possiamo essere martiri con l'immolazione continua, lottando contro la tirannia delle passioni, soppor­tando per amore una malattia, convivendo pacificamente con persone ostili o incom­prensive ... Il tutto offerto a Gesù per amore è una specie di martirio. PREGHIERA. - Eterno Padre, Datore di ogni bene; o Divin Figlio, tanto compas­sionevole; o Santo Spirito, nostro Santifica­tore, io vi adoro nel Sacrificio di questa Santa Messa!

Vi offro l'immolazione che fece la Vergi­ne ai piedi della Croce e quella che vi fecero le schiere dei Martiri.

In virtù di queste immolazioni datemi la forza nelle pene della vita. Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - In ogni sofferenza, grande o piccola, dire: Ge­sù, l'offro a te come segno d'amore!

 

21a DOMENICA

LEZIONE. - Gesù disse ai suoi Apo­stoli: Voi mi rendete testimonianza! - cioé sarete martiri.

Gli Apostoli infatti furono testimoni di Gesù col perdere tutto per Lui: perdettero il loro onore, i loro beni, le loro famiglie, la loro vita per Lui.

Gesù ripete anche a tutti i suoi amici fe­deli: Voi sarete martiri!

Noi saremo martiri di Gesù se sapremo far eclissare le nostre piccole intelligenze per Lui, non volendo pensare né ragionare se non in Gesù, sopprimendo ogni pensie­ro, ogni ragionamento che fosse contrario ai santi indirizzi di chi parla in nome di Gesù, se sapremo far tacere il nostro cuore di fronte ai nemici che negano Gesù, soppri­mendo qualunque maldicenza contro i suoi Ministri.

Saremo martiri di Gesù se sapremo far sì che la nostra vita si spenga, sia pure quale tenue fiammella, in lenta ed occulta consu­mazione ed immolazione per Gesù.

Quante sofferenze ci sono nel mondo, nelle nostre famiglie, in ciascuno di noi! Ogni cuore suole avere il suo martirio, più o meno doloroso. Dato che bisogna soffrire, poiché con la Croce siamo stati redenti e con essa guadagneremo il Cielo, sforziamoci di considerarci come vittima consacrata sul­l'altare di Gesù. La vittima si offre. Chi sof­fre, deve offrire. Soffrire e non offrire signi­fica sprecare.

Le nostre sofferenze in tanto hanno valo­re, in quanto sono unite a quelle della Vit­tima Divina; ripetiamo allora nei momenti di dolore e di sconforto: Gesù, accetta il mio soffrire; uniscilo al dolore che pro­vasti sulla Croce; offrilo al Divin Padre per me e per le anime più bisognose!

PREGHIERA. - O Gesù, io adoro la tua Santissima Umanità! Adoro la tua Ani­ma, che supera tutti gli spiriti creati e ne ammiro anche i pensieri, gli affetti, i voleri, gli omaggi perfettissimi che rendi alla Mae­stà Divina; ammiro anche i tuoi stupendi disegni per la salute del mondo!

Tu che sei il Re dei Martiri, dammi la grazia e la forza di consumare la mia vita in olocausto a Te! Dégnati accettarmi tra le anime vittime.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Bacia­re con devozione ed amore le Piaghe di Ge­sù Crocifisso.

 

22a DOMENICA

LEZIONE. - Gesù prosegue nel suo su­blime insegnamento e, dopo di averci indi­cato Se stesso come « il vero amore », ci fa sollevare gli occhi al Celeste Vignaiolo. Gesù scopre la relazione ammirabile che il Padre Celeste ha con Lui e per mezzo di Lui con tutti gli uomini.

Il mondo, schiavo di Satana, crede che Dio non si prenda cura di noi, pensando: Noi siamo troppo piccoli; Egli è troppo grande; tra noi e Lui c'è un'infinita distan­za!

Più brutalmente il mondo materialistico moderno, preoccupato solo delle sterminate grandezze materiali che la scienza ha sco­perto nello studio degli astri, è venuto alla

conclusione: l'uomo non è che un piccolo atomo nel seno del gran tutto, soggetto non meno degli altri alle leggi cosmiche che go­vernano fatalmente l'universo.

Ma Dio castiga la superbia umana, che si ribella a Lui: l'uomo moderno non sente più la sua dignità e, dopo avere disconosciu­to Dio, non riconosce neppure se stesso.

Quanti insipienti, d'ambo i sessi, ci sono nel mondo! Dio ha dato loro l'intelligenza, anche in grado eminente, e non comprendo­no nulla di ciò che è spirituale. Vivono co­me i giumenti senza intelletto, non dandosi pensiero di Dio, delle verità che Egli ha ri­velato e di ciò che li attende dopo questa vita. Si cullano nell'illusione: Avvenuta la morte, tutto finirà!

È dovere dei credenti pregare per questi infelici, di cui taluni sono luminari della scienza umana, ma privi della luce divina.

PREGHIERA. - O mio Gesù, con la Comunione di questa Domenica intendo darti l'espressione del mio amore! Questo atto amoroso vuole essere riconoscenza ver-

so di te, perché oltre ad avermi redento, mi hai chiamato a far parte della tua Chiesa, dandomi la luce della vera fede.

Abbi pietà degl'increduli e degnati dar loro la tua luce!

I giorni declinano, le ombre si distendono e la notte della morte si avanza per tutti. Deh, Gesù, converti i non credenti almeno nell'ultima ora della loro giornata terrena!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Ogni mattina ed ogni sera dire: O Dio, credo in te e ti adoro per coloro che non credono e non ti adorano!

 

23a DOMENICA

LEZIONE. - Tutte le grandezze mate­riali sono un nulla di fronte alla grandezza di una sola anima umana. Questa vale più, infinitamente più di tutto l'universo mate­riale. Sulla bilancia di Dio pesa assai più un'anima sola, che tutti gli astri più folgo­ranti, diffusi a profusione nel cielo; che anzi tutte queste luci, tutte queste bellezze sono ordinate all'uomo.

Il Padre Celeste ha cura di noi, più di quanta possa averne l'agricoltore del suo or­ticello, oggetto dei suoi sudori e delle sue speranze.

Soavissimo pensiero! Sono coltivato dal Padre Celeste! ... Chi può dire quali senti­menti si déstino nell'anima pura a questo dolce e sublime pensiero? ...

t tanto preziosa l'anima mia, che essa è guardata con tenerezza da Gesù, è educata dallo stesso suo Cuore ed è abbellita dalle stesse sue mani.

Dobbiamo essere convinti che Dio ha cu­ra dell'anima nostra e che ci assiste conti­nuamente. In tutte le contrarietà dobbiamo sollevare gli occhi al Cielo e con lo sguardo della fede vedere la mano del Celeste Vigna­iolo.

PREGHIERA:: - O dolce Amante delle anime, io ti stancai con le mie ostinate infe­deltà, ti afflissi con i miei disordini, dispersi spesso le tue grazie, prevaricai più volte ed ora col cuore addolorato ti chiedo pietà e perdono!

Tu, o Gesù, per richiamarmi a te e stac­carmi dal male mi toccavi con la tua Croce. Avrei dovuto baciare la tua mano salvatrice ed adorarti ... ed invece io esclamavo: Dio non ha cura di me!

O Gesù, da ora innanzi, quando mi pre­senterai la Croce, bacerò la tua mano e ti rin­grazierò. La Croce non è abbandono, ma cu­ra amorosa.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Nelle contrarietà guardare tutto con gli occhi del­la fede, pensando che Dio agisce sempre con amore e per il nostro maggior bene.

 

24a DOMENICA

LEZIONE. - « Io sono la Vite vera ed il Padre mio è il Vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, Egli lo recide; e quello che porta frutto, lo rimonda affinché porti frutto più abbondante ... Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane unito alla vite, così nemmeno voi se non rimanete in me ».

Con queste parole Gesù descrive l'opera del Padre Celeste sulle anime; il primo atto di cui Egli parla è un taglio terribile, fatale; è il taglio della separazione.

Siamo su questa terra per fruttificare per il Cielo. Dio ci ha posti nel suo eletto giar­dino, ci ha uniti così strettamente a Gesù, affinché rechiamo frutti di santità e di san­tificazione.

Ogni altro pregio avesse il tralcio, non gioverebbe a nulla se non producesse frutto. Avessimo pure i doni più smaglianti agli oc­chi del mondo, senza le opere di carità e di grazia, questi doni esteriori non sarebbero che misere frasche. Il Padre reciderà ineso­rabilmente i tralci infruttuosi.

Che terribile verità! Quante povere ani­me, unite ancora a Gesù per la fede, per i vincoli santi della Religione, per il Sacerdo­zio, vengono stralciate dalla Vite Divina, sino a perdere la fede stessa ... la stessa one­stà naturale ed a perdere tutto! E perché? E’ inutile illudersi, è inutile cercare altre ra­gioni; l'unica e profonda ragione è quella se­gnata da Gesù: erano tralci infruttiferi; si pascevano di esteriorità e di apparenze.

PREGHIERA. - Eccomi ora, O Signo­re, dinanzi a Te supplichevole! In certi pe­riodi della mia vita ho dato pochi frutti spi­rituali; in altri periodi sono stata un'anima del tutto sterile, come il tralcio senza frutto.

Nel resto della vita voglio fruttificare di più per il Cielo, moltiplicando le opere buo­ne e specialmente gli atti di carità.

Tu intanto, o Gesù, sorridimi, dammi il bacio del tuo perdono, concedimi la letizia del tuo amore!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Com­piere degli atti di carità, spirituali e corpo­rali.

 

25a DOMENICA

LEZIONE. - Dio è scrutatore dei cuori; niente gli sfugge. Non si contenta delle sem­plici esteriorità, ma vuole la rettitudine d'intenzione, l'umiltà e l'amore.

Certe povere anime non attingono dal Cuore di Gesù l'acqua vitale della Grazia, necessaria a compiere opere soprannaturali informate alla vera carità; la loro unione con Gesù è più ufficiale che intima. Costoro sono tralci infruttiferi.

Oh, se tante anime che si credevano, e che erano anche illuminate, avessero saputo attingere dal Cuore di Gesù quella vera e profonda umiltà! ...

La superbia, l'amor proprio, la vana com­piacenza le hanno portate alla rovina.

Guai a chi si contenta della superficialità nella vita spirituale! Guai a chi si lusinga di essere persona buona, perché forse è cre­duta tale o perché appartiene in qualche mo­do a quella Vite Benedetta, che l'Eterno Padre ha piantato per la santificazione del mondo! Quest'anima deve temere assai.

Tutti gli elogi e le approvazioni del mondo non le potranno risparmiare il taglio ineso­rabile e fatale del Padre Celeste.

Gesù mio Salvatore, non permettere che l'anima mia sia staccata da Te, Ceppo Di­vino! Ascolta il grido che esce vivo ed ar­dente dal fondo del mio cuore in questo mo­mento! Non permettere che io sia schian­tata da Te; piuttosto mi si schianti l'anima dal petto!

PREGHIERA. - O Signore, non mi ba­sta un'unione ufficiale... Io ho bisogno del tuo Cuore! Non voglio stare unita a Te con la sola fede, ma voglio ricevere da Te il ca­lore fecondo della carità, affinché fruttifichi per Te, per la tua Chiesa, per il Paradiso, per l'eternità: Ti prometto, o buon Gesù, con tutta l'ef­ficacia del mio spirito che voglio riparare al male fatto con una nuova condotta umile, mortificata, dedita a cercare la tua gloria ed a prestarti il mio filiale tributo d'amore.

Paíer-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se reparate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Stare uniti a Gesù, rivolgendogli spesso il pen­siero e recitando qualche giaculatoria.

 

26a DOMENICA

LEZIONE. - La parola di Gesù è parola di purezza e d'amore; è anche parola crea­trice.

Infatti gl'insegnamenti di Gesù sono luce e ci fanno intendere la vanità, la nullità, la futilità di quelle cose, alle quali tende attac­carsi il nostro cuore; ci fanno comprendere la sublime bellezza e la dignità dell'anima nostra e ci fanno apprezzare quei beni, per i quali essa è stata creata.

Gesù nella sua dottrina ci manifesta l'al­tissimo mistero dell'inabitazione di Dio nelle anime nostre; c'insegna che le nostre anime sono i templi vivi dello Spirito Santo, il san­tuario della Divinità; c'insegna ancora come i nostri corpi sono consacrati e divinizzati per il misterioso contatto delle sue Carni Adorabili nella Santa Comunione.

La parola di Gesù ci rivela la santa ed ineffabile unione ch'Egli ha creato tra i no­stri cuori ed il suo Cuore purissimo, tra le anime nostre e l'Anima sua incontaminata.

Beati i puri di cuore, dice Gesù, perché essi vedranno Dio!

Non si può piacere a Dio, non si può go­dere dell'intimità di Gesù, se non si colti­va il giglio della purezza: purezza nel pen­siero e negli affetti del cuore; purezza negli sguardi e nelle parole; purezza nel corpo, perché le membra umane sono fatte per il bene.

Il corpo puro è tempio dello Spirito Santo; il corpo che si pasce d'impudicizie è l'abitazione di Satana.

PREGHIERA. - Caro Gesù, amante delle anime pure, mi prostro davanti a Te co­me la Maddalena pentita! Con le lacrime voglio cancellare le mie miserie morali.

Custodirò gelosamente il giglio della mia purezza, preferendo la morte alla colpa. Non disprezzare il mio pentimento, Tu che sei benigno, e donami aiuto e soccorso!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Ri­spettare il proprio corpo, come si rispette­rebbe un vaso sacro, ad esempio, il Calice della Messa.

 

27a DOMENICA

LEZIONE. - La purezza è il Paradiso in terra; è la perla preziosa, di cui parla Gesù nella parabola, la quale trovata, un uomo vendette tutti i suoi beni per com­prarla.

Chi può esprimere le arcane gioie dell'a­nima pura? Essa gode quella pace che supe­ra ogni senso. Il sorriso dell'anima pura ri­flette gl'illibati candori degli Angeli; la sua serenità non può essere turbata da tutte le bufere di quaggiù; gusta l'intimo amplesso con l'Amore Increato e si prepara a quel Pa­radiso di luce e di letizia, riservato in eterno a coloro che formano la corona dell'Agnello Divino.

Quali sublimi misteri! Oh, se tutti si sforzassero di custodirla, come cambierebbe aspetto il mondo, come si popolerebbe di Beati il Cielo e come resterebbero deserti gli abissi infernali!

Ma la dolce parola di Gesù, invitante al­la purezza, da molti non è ascoltata. Si corre pazzamente dietro ai piaceri illeciti e, cre­dendo di trovarvi la felicità, vi si trova l'a­marezza e la morte.

Infatti chi calpesta la purezza, perde la pace; in lui si ottenebra o si eclissa del tut­to la fede. La violazione di questa virtù ap­porta discordie nelle famiglie, è causa di de­litti, spesso accelera la morte e dispone al fuoco eterno.

Chi semina nella corruzione della carne, mieterà nella corruzione della carne; chi se­mina nello spirito, mieterà i tesori dello spi­rito.

PREGHIERA. - O Gesù, il mondo non ascolta la tua voce; ama più le tenebre che la luce; le sue opere malvage sono in contrasto con la tua dottrina. Per questo Tu hai detto: Guai al mondo! ... Non prego per il mondo! ...

Anch'io talvolta mi son fatta trascinare dalla corrente mondana ed ho macchiato il giglio della purezza. Lava con il tuo Sangue le mie colpe. Io ti adoro Sacramentato dap­pertutto ove sei, esclamando: Sia lodato ed esaltato il Sangue di Gesù che ha redenta l'anima mia e l'ha purificata!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Quan­do si è tentati contro la purezza, pensare che Dio è presente e vede tutto, anche i pen­sieri.

 

28a DOMENICA

LEZIONE. - La parola di Gesù purifi­ca col suo misterioso calore, col suo fuoco celeste. Per custodire o comprendere questa parola, non basta che la mente sia illumina­ta a conoscerne i pregi incomparabili; è necessario soprattutto che il cuore sia infiam­mato d'amore.

L'amore divino è il più sublime degli amori. Se il cuore non arde di esso, è im­possibile che si capisca la parola di Dio. Ma quale parola è più potente ad accendere la viva fiamma d'amore, della parola di Gesù?

Non è parola fredda quella di Gesù; non è un'arida dimostrazione filosofica; è parola rovente. Egli è venuto a portare il fuoco sulla terra, fuoco prodigioso che brucia nel­le creature tutti gli affetti caduchi; fuoco divino che solleva potentemente lo spirito umano verso le grandi sfere supreme, verso quelle regioni incontaminate, dove sorri­dono le immortala bellezze, dove regnano gli amori eterni!

La meditazione assidua della parola di Gesù è il mezzo più efficace per conoscere i sentimenti adorabili del Cuore di Gesù; lo studio poi della mortificazione sarà una conseguenza necessaria ed assicura la purez­za dei nostri sentimenti ed affetti.

Studiando infatti i sentimenti elevati, no­bili, celestiali del Cuore di Gesù, apparirà Gesù stesso in tutte le nostre azioni e bril­lerà nel nostro stesso esteriore.

PREGHIERA. - Adoro, o Gesù, i tuoi diritti sulla mia vita, sulla mia sanità, su quanto posseggo! Ti voglio amare! Se è vero che non si può amare ciò che non si conosce, è anche vero che io ti amo poco, perché poco ti conosco. Tu rivivi nel Vangelo; ed è a questo libro divino che devo applicarmi, se vorrò amarti di più.

Quanti libri profani, spesso cattivi o vani, sono disseminati nel mondo! Ma il tuo Van­gelo è poco letto e pochissimo meditato. Per questo le masse delle anime sono fredde e non sentono amore per Te.

O Signore, voglio amare il Vangelo, leg­gerlo spesso e meditare i tuoi divini inse­gnamenti!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Tene­re in casa il libro del Vangelo ed ogni giorno leggerne qualche pagina.

 

29° DOMENICA

LEZIONE. - Chi non rimarrà in me, sa­rà gettato via come il tralcio inutile ed ina­ridirà.

Il legno della vite, dice Sant'Agostino, è tanto più spregevole se non rimane nella vi­te, quanto più è glorioso se ad essa è con­giunto. Per il tralcio non c'è via di mezzo: o la vite o il fuoco; se non è nella vite, sarà nel fuoco. Affinché dunque non si trovi nel fuoco, rimanga sempre nella vite.

Terribile dilemma, che Gesù ci presenta nella parabola della vite!

La prima punizione che Gesù ci presenta, riservata al tralcio che non riceve il succo vitale da Lui, è l'esserne schiantato per sem­pre. Questo è l'Inferno!

Gesù è bene infinito; l'essere separato da Lui è male infinito.

In questa terra fra le tenebre dell'igno­ranza e del peccato, quante misere anime non sanno intendere questa verità! Preghia­mo affinché si convertano. Ma preghiamo anche per noi, affinché almeno il timore del fuoco eterno ci trattenga dal piombare in co­sì orribile sventura.

Il ricco epulone, dedito ai piaceri della vita, non pensava all'Inferno; ma dopo mor­to vi precipitò.

PREGHIERA. - O Signore, che mi hai comandato di amarti, voglio servirti più per amore che per timore! Appartengo a Te in questa vita e voglio appartenerti anche nel­l'eternità!

Sii sempre lodato e ringraziato in tutti i momenti del vivere mio, nelle tribolazioni, nelle tentazioni e negli insuccessi. Tutto ri­ceverò con amore dalle tue mani, perché tut­to può e deve servire alla tua gloria. Voglio glorificarti in terra per maggiormente glori­ficarti in Cielo.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Reci­tare il Rosario per i peccatori che stanno sull'orlo dell'Inferno, affinché siano liberati dall'eterna dannazione.

 

30a DOMENICA

LEZIONE. - Tanti con facilità si ras­segnano a fare a meno di Gesù, contentan­dosi di qualche creatura; con facilità si lu­singano di poter trovare fuori di Gesù qual­che stilla di felicità passeggera.

Ma appena sarà scomparsa la scena di que­sto mondo, dovranno riconoscere la vanità di ogni cosa, dovranno comprendere come solo Gesù è sorriso di verità, di luce, di amore ...

Verrà giorno in cui tutti dovranno cono­scere come è ineffabile la bellezza del Figlio di Dio e che per rendere disperata un'aníma basta che Gesù si sottragga per sempre ai suoi sguardi.

Intanto uomini e donne nel breve viaggio di questa vita terrena disprezzano Gesù; ac­cecatí dalle passioni sensuali e dall'orgoglio, si lusingano di poter fare a meno di Lui. Co­sa diranno questi infelici quando, appena morti, compariranno davanti a Gesù, giusto Giudice e Re di tremenda Maestà?

Oh, se Dio permettesse ai dannati di ri­tornare per poco sulla terra, quante lezioni darebbero a coloro che vivono nel peccato! Ma per credere all'Inferno non è neces­sario che vengano a dircelo quelli di oltre tomba. Basta che sia venuto Gesù nel mon­do a confermarci questa terribile verità.

PREGHIERA. - O Gesù, credo che Tu sei l'unico Paradiso dei cuori! Cerchino i cat­tivi la loro felicità nei vani piaceri terreni; la mia felicità sei Tu!

Sii lodato e ringraziato di quanto ti degni darmi! Ti ringrazio di ogni felice successo che mi concedi, di tutte le consolazioni con cui ti piacerà confortarmi nel viaggio della vita. Sento, o Gesù, il bisogno delle tue con­solazioni e Tu, che sei tanto buono, non ne­garmele!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Gia­culatoria: Gesù, Paradiso dei cuori, salva i poveri peccatori!

 

31a DOMENICA

LEZIONE. - Sterilità significa non dare frutto. Spiritualmente parlando, è sterile chi non dà frutto per la vita eterna.

Nel secolo in cui viviamo tanti possono ancora apparire verdeggianti e si ammanta­no di fiori fittizi. Si professano benefattori dell'umanità, difensori dei poveri e degli op­pressi, ed intanto vanno contro la Chiesa, contro i suoi Ministri e contro il Concilio. Costoro si adornano di frutti apparenti, per­ché più che essere mossi dall'amore di Dio e del prossimo, sono mossi dall'orgoglio e dall'interesse personale. Queste anime sono tralci sterili, perché non ricevono il succo vi­tale da Gesù.

Il tralcio infruttuoso è punito col taglio e con l'allontanamento dalla vite. Anche alle anime sterili è riservata la punizione. Come al sottrarsi del sole scompare il sorriso di ogni colore, così nell'ultimo giorno della vi­ta, avvenuta la morte, il bel volto di Gesù si sottrarrà a questi cattivi e svanirà per loro tutto ciò ch'era bellezza e seduzione.

Sono tralci sterili, anzi guasti ed avvele­nati, tutti i nemici della Chiesa, i quali si propongono di togliere Dio dalle coscienze, di lottare contro i propagatori del Vangelo, di annullare gl'insegnamenti di Gesù e di negargli la sua Divinità.

Tali sono coloro che professano il comu­nismo, che danno il nome alla massoneria o ad altre società condannate dalla Chiesa.

PREGHIERA. - O Gesù, sii lodato e glorificato nella conversione dei peccatori, degli atei e di tutti gl'infedeli! Che tutti vengano ad assidersi alla Mensa, che nel­l'eccesso della tua carità ci hai imbandita! Convertili, affinché anche loro riconoscano la tua Divinità e ti lodino e ti esaltino. Non permettere che nel numero dei tuoi nemici ci sia qualcuno dei miei congiunti o degli amici o dei miei benefattori.

`Gesù buono, esaudisci la mia preghiera!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Ascol­tare qualche Messa per i nemici della Chiesa. Non potendo fare ciò, recitare cinque Pater, Ave e Gloria in onore delle cinque Piaghe.

 

32a DOMENICA

LEZIONE. - Molto significativa è la parabola evangelica del fariseo e del pubbli­cano.

Quest'ultimo si ferma all'ingresso del Tempio, perché si sente indegno di stare al­la presenza del Signore, cosciente com'è dei suoi peccati. Al contrario il fariseo si sente del tutto sicuro ed è contento di sé ... Non dà forse a Dio tutto quello che gli è dovuto? Infatti prega molto, fa elemosina e digiuna.

Ma Gesù ci dice che il pubblicano è giu­stificato davanti a Dio, mentre il fariseo resta nei suoi peccati, perché è un tralcio senza frutto.

Non basta fare opere buone per essere anime fruttuose. È necessario fare il bene con retta intenzione, cioè per piacere a Dio e non agli uomini o a se stessi. Il fariseo che prega, fa carità e digiuna, non cerca altro che la stima umana e quindi le sue opere, vuote d'amor di Dio, sono pri­ve di merito.

Tali opere sono come i fiori artificiali, belli all'apparenza, ma senza profumo e senza vitalità.

Rende più frutto davanti a Dio un pec­catore che detesta i suoi peccati, che rico­nosce la sua miseria e che si stima indegno di alzare gli occhi al Cielo, anziché un'anima superba che compie molte opere buone per godere della stima altrui.

PREGHIERA. - O Signore, che sei glorificato nelle opere buone compiute per tuo amore, intendo glorificarti offrendoti gli atti delle virtù di tutti i fedeli tuoi amanti.

Sii lodato ed esaltato da tutti, special­mente dai miei congiunti, amici e benefat­tori..Dégnati esaudire la mia preghiera!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Com­piere le opere buone non per farsi vedere, ma per piacere a Dio, dicendo all'occasione: Tutto per Te, o Gesù!

 

33a DOMENICA

LEZIONE. - Il bambino quando nasce vagisce. Il suo pianto è la prima manifesta­zione della vita ed è un pianto salutare, per­ché fisiologicamente il bambino ha bisogno di piangere per dilatare i suoi piccoli polmo­ni. Guai se non piangesse!

Pianto e vita vanno insieme. E più cre­sce il bambino, più crescono le occasioni della sofferenza, la quale sarà salutare se sa­rà ordinata sapientemente a formare il suo carattere.

Ogni sofferenza può far nascere o cresce­re nell'anima una virtù, che è come una lampada, la quale alimenta la sua fiamma at­tingendo all'olio del sacrificio.

Crescono le sofferenze ed aumenta l'olio della mistica lampada; ma se il lucignolo non è acceso dall'amore di Dio, la lampada non rischiara il cammino; così le sofferenze sono improduttive di perfezione, se non so­no cristianamente sentite e vissute.

Chi non ha fede, considera il dolore co­me una grande disgrazia. Dai seguaci di Gesù il dolore deve considerarsi come un dono della Divina Bontà e Sapienza; infatti la sofferenza è data in discreta dose a tuttì, ma è donata da Dio a profusione, o a grande dose, alle anime più elette. Nessuno è di­chiarato Santo dalla Chiesa, se per amore di Dio e delle anime non avrà sostenuto grandi pene, sino all'eroismo.

PREGHIERA. - Signore Gesù, che con la Croce hai redento il mondo, aiutami ad apprezzare e ad amare la sofferenza! Se il patire non fosse stato tanto prezioso, Tu non saresti divenuto l'Uomo dei dolori. Vo­glio seguirti portando la mia croce.

Intanto, o buon Gesù, ti adoro nella soli­tudine del Calvario, ove, rimanendo abban­donato sulla Croce, più non ricevesti alcun conforto e tra le agonie più acerbe compisti l'opera della Redenzione.

Pate-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Reci­tare ogni giorno un Pater ed un'Ave Maria per coloro che non sanno sopportare le sof­ferenze e sono in pericolo di disperarsi.

 

34a DOMENICA

LEZIONE. - Nel mondo ordinaria­mente si fa di tutto per evitare i sacrifici; ma siccome tutta la vita è cosparsa di spine, più o meno acute, per questo si sta a di­sagio.

Più si vuole sfuggire dalla sofferenza, più essa segue e più se ne sente il peso. Al con­trario, più la si guarda con fede e si accetta per amor di Dio, e meno se ne sente il peso, anzi essa suole divenire fonte di gioia in­terna. Conviene dunque saper soffrire.

Ogni sofferenza accettata passivamente, perché non c'è la possibilità di evitarla o

perché il ribellarsi aggraverebbe le conse­guenze, è paragonabile ad un'aggiunta di olio in una lampada spenta.

Bisogna accettare le sofferenze per amore di Gesù ed offrirle per unirle alle sue e di­videre con Lui la gioia della Redenzione, ri­conoscenti di così alta missione.

Chiediamo alla nostra Madre Celeste la volontà di sempre offrire ogni sofferenza e di amarla con generosa carità. L'aiuto di Ma­ria Santissima non può mancarci, perché Lei, Madre di misericordia, vuole tutti i suoi fi­gli salvi e con le braccia aperte aspetta la no­stra partecipazione al sacrificio della Croce.

PREGHIERA. - O Gesù, che costitui­sti la tua Madre Regina dei Martiri, per sua intercessione dammi la forza nei dolori del­la vita!

Sii esaltato, o Gesù, nella glorificazione della tua Madre e fa' che noi possiamo can­tarle l'inno della riconoscenza nell'eterna gloria!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Reci­tare sette Ave in onore dei sette dolori del­la Vergine Addolorata.

 

35a DOMENICA

LEZIONE. - Nessuna persona Gesù ha amato più della Vergine Maria. Eppure nes­suno ha sofferto più di Maria, tanto che vie­ne chiamata l'Addolorata.

Ciò significa che non si è dimenticati da Gesù quando si soffre, quando si è amma­lati.

La malattia può essere un dono prezioso. Essa serve ad espiare le nostre colpe, che non si possono non espiare. Se non si espia­no in terra, si espiano nell'altra vita; il che è molto peggiore.

Inoltre la malattia serve ad acquistarci tanti meriti per il Cielo. Tali meriti sono ric­chezze che non periscono; costituiscono un capitale che dura per tutta l'eternità.

La malattia contiene un altro grandissimo valore. Serve a conquistare anime, a salvare

il nostro prossimo, a convertire i peccatori. Quanti ammalati ci sono nelle famiglie e negli ospedali! Quanti, pur attendendo alle necessarie fatiche giornaliere, soffrono disturbi fisici od acciacchi noiosa! Se tutti gli ammalati sapessero approfittare del loro stato provvidenziale, quanto Purgatorio sa­rebbe sottratto, quanti peccatori si salvereb­bero e quanta gloria ne avrebbe Dio!

PREGHIERA. - O buon Gesù, nella creazione Tu ci hai rivelata la tua potenza, nella Redenzione la tua generosa misericor­dia, nell'Incarnazione la tua sapienza, nella Santissima Eucaristia il tuo divino amore.

Quando visiti me con qualche malattia, Tu allora mi riveli la tua bontà, permet­tendo che iò soffra per distaccarmi dalle co­se del mondo e così santificarmi.

Non vorrò più impazientirmi o lamentar­mi, quando la croce dell'infermità peserà su di me o su qualcuno della mia famiglia.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Visi­tare qualche persona ammalata e dire la buo­na parola della rassegnazione cristiana.

 

36a DOMENICA

LEZIONE. - Per il mondo privo di fe­de l'ammalato è un peso inutile; non serve a nulla. Per chi ha la fede, la malattia è una fonte di grazia e di benedizione per tutta l'umanità. Essa offre a tanti l'occasione di esercitare quelle opere di misericordia, le quali costituiscono il vero passaporto che as­sicura l'entrata in Paradiso.

È più beneficato spiritualmente chi as­siste un infermo, che non chi è assistito. Molti hanno ottenuto per intercessione della Madonna e dei Santi la guarigione del corpo. Non è male pregare per guarire, pur­ché si sia sempre disposti a conformarsi alla volontà di Dio. Tuttavia non dimentichiamo che è gran dono il comprendere l'amore di Dio per noi, il riamarlo con tutte le nostre forze, lo sfruttare i dolori che nel suo amore permette che abbiamo a soffrire.

Domandiamo la grazia della conformità ai voleri divini e non si spenga mai sul nostro labbro l'ardente invocazione: Cuore Imma­colato ed Addolorato di Maria, salva le ani­me nostre, salva i peccatori, donaci la pace!

Per imparare a soffrire con fortezza, gio­va assai la meditazione dei dolori di Gesù e della Madonna.

PREGHIERA. - Signore Gesù, noi ti offriamo le nostre adorazioni in compenso degli oltraggi, che continuamente ricevi da coloro che si ribellano alla tua volontà nelle ore di dolore.

Usa misericordia a tutti; largisci il tuo ge­neroso perdono a tutti, affinché risparmiate le anime nostre dall'ira tua, trovino in Te la forza nel dolore, la vera pace e la salvezza.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Cuore Immacolato ed Addolorato di Ma­ria, salva le anime nostre, salva i peccatori, donaci la pace!

 

37a DOMENICA

LEZIONE. - Disse Gesù ai Giudei in­creduli, che se Egli non avesse fatto tra di loro opere tali che nessun altro fece, sareb­bero stati senza colpa.

Penetrando ora nel piccolo mondo del no­stro cuore, vediamo che le parole di Gesù hanno anche per noi un senso di verità non meno intimo e profondo.

Chi mai ha fatto nel nostro cuore tanti prodigi d'amore, quanti ne ha fatto Gesù? Egli ci ha dato la grande vita della Grazia, che è Paradiso in fiore. Egli ce l'ha ridonata forse più volte, mentre noi l'avevamo per­duta.

Forse l'anima nostra era come un cada­vere, perché morta alla Grazia Divina, e Ge­sù con la voce potente del suo amore l'ha ri­chiamata alla vita, come un giorno richiamò Lazzaro dal sepolcro.

Gesù compie in noi i suoi prodigi nel mo­do più disinteressato. Com'è raro nel mon­do il disinteresse! Gesù non si stanca mai di amarci e beneficarci; l'ingratitudine e la du­rezza dei nostri cuori, forse peggiore di quella degli Ebrei, non lo hanno stancato mai; le nostre resistenze non hanno affie­volito le ammirabili e sante ostinazioni del­l'amor suo; le nostre indelicatezze non han­no mutato l'incrollabile costanza del suo amore.

A ragione dice dunque Gesù, che se Egli non avesse compiuto opere tali che nessun altro seppe né saprà fare mai, noi non sa­remmo rei di colpa.

È nostro dovere ripensare spesso ai pro­digi di amore, che Gesù ha compiuto nel no­stro cuore, a fine di ringraziarlo e di umi­liarci per la nostra poca corrispondenza.

PREGHIERA.. - Tu, Gesù, usasti inse­gnare alle genti le tue sublimi verità traen­dole nella solitudine di un monte; ed ora parli ai tuoi figliuoli in quest'Opera delle Domeniche, Santificate mediante la Messa e la Comunione.

Grazie, o Gesù, ed aiutami a praticare i tuoi insegnamenti!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Chie­dere perdono a Gesù dei nostri peccati e della poca corrispondenza al suo amore.

 

38a DOMENICA

LEZIONE. - Gesù odia tutto ciò che è contrario a Dio; per questo il mondo lo odia.

Questo pensiero rivela il mistero di odio infame che circonda la sua Divina Persona ed invita a penetrare meglio in questo stesso mistero per ritrarne preziose lezioni per l'anima nostra.

Gesù ha dei nemici nelle parti intime e segrete del nostro cuore; sono nemici incon­ciliabili. È necessario che noi li conosciamo, affinché essi non possano indurci all'orribile delitto di odiare Gesù. È necessario che noi ci armiamo contro di essi con un odio, che sarà altrettanto più degno e santo, quanto più il nostro amore per Gesù sarà vivo ed ardente. Chiediamogli questa grazia!

Le opere di Gesù, quantunque ispirate ad un amore infinito, sono irriconciliabili con tutto ciò che vi ha di malvagio e di contrario a Dio.

Chi non sa odiare santamente, non sa amare, perché l'odio è una conseguenza del­l'amore. Gesù è il primo nell'amore e per conseguenza è il primo nell'odio contro tut­to ciò che è contrario alle leggi dell'amore. Quale divina lezione!

Non sapremo amare davvero, se non sa­premo santamente odiare. Pretendere di unire l'amore di Dio con l'amore al peccato, è stolta illusione. Molti vorrebbero amare, ma non sanno odiare il male; perciò il loro amore viene meno, resta soffocato ben pre­sto dai nemici del santo amore.

Le debolezze nell'odio al peccato sono fe­rite all'amore divino. Sia dunque deciso e generoso il nostro programma: con Gesù vo­gliamo amare; con Gesù vogliamo odiare. Il santo amore è battagliero. Felice battaglia, che è coronata del più splendido trionfo del­l'amore!

PREGHIERA. - O Gesù buono, noi ti offriamo le nostre adorazioni, in compenso degli oltraggi che continuamente ricevi dal­le anime indifferenti e disamorate. Dammi un grande odio al peccato! Voglio amare secondo la tua santa volontà.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Vede­re qual è il peccato, nel quale si cade con più facilità, e sforzarsi energicamente per evitarlo. Se qualche volta si cadesse, impor­si una qualche penitenza.

 

39a DOMENICA

LEZIONE. - Il mondo, l'eterno adora­tore della gran bestia, che è Satana, ha odiato e odierà sempre Gesù Cristo; ma il suo odio non è che l'urlo della bestia ferita.

Entriamo nel nostro cuore; vediamo se in esso pure si annidi questa belva feroce, nemica di Gesù. Ah, purtroppo, se anche noi non ci uniamo a Gesù nel combatterla e nel ferirla ogni giorno, avverrà che anche noi presto o tardi faremo nostri i suoi ge­miti, i suoi lamenti, i suoi fremiti contro Gesù, che inesorabilmente la percuote. Se noi non stiamo vigilanti a combattere que­sta belva, anche noi finiremo per odiare Gesù.

Quale spaventoso ed orribile pensiero! Voglio intendere, o Gesù, il mistero del tuo nome. È nome dolcissimo, ma è grido di guerra. Io voglio combattere; non ascol­terò i gridi di protesta che si elevano dal fondo della mia natura corrotta. Questa è la belva, che l'amore tuo, o Gesù, ha ferito. La voglio ferire con Te e per Te; così il can­tico dell'amore sarà perpetuo sulle mie lab­bra e l'ultima voce sarà un grido di vittoria contro gli aborriti nemici del tuo amore.

PREGHIERA. - O Gesù Benedetto, siano le tue Piaghe altrettante parole, che imprimano nella mia mente la più ferma fe­de alla tua Divinità.

Tu che hai abbattuto la forza di Satana, dammi la forza di superare i suoi assalti e di tenere a freno gl'istinti della mia corrotta natura.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fre­nare gl'istinti della superbia e le inclinazio­ni peccaminose del corpo.

 

40a DOMENICA

LEZIONE. - Chi odia Gesù, odia pure il Padre Celeste.

Com'è mai che il mondo odia Gesù? Se il mondo ama la bellezza, ama la bontà, ama la scienza, sembrerebbe che, almeno impli­citamente, dovesse amare Gesù che è l'in­carnazione di ogni bellezza, di ogni bontà, di ogni scienza.

Ma questa appunto è la condizione mise­rabile dei nemici di Dio! Gesù è odiato in nome della scienza. Si dice che la scienza ha distrutto la superstizione, che aveva elevato Gesù sugli Altari.

Gesù è odiato in nome della civiltà. Si di­ce che la civiltà moderna ha demolita la bar­barie della mortificazione cristiana, ispirata a Gesù Crocifisso.

Gesù è odiato in nome dell'evoluzione, del progresso, della libertà, in nome di tutto ciò che vi ha di vero, di bello, di buono nel mondo stesso.

Ma tutto ciò che nel mondo vi ha di vero, di bello, di buono non è che emanazione di Dio; e Gesù è il candore della Luce di Dio stesso, è il sorriso della bellezza di Dio stesso.

Quindi è impossibile che Gesù sia odiato, se non da chi non sa vedere tutto ciò. Biso­gna dunque detestare con tutto il cuore ogni sapienza ed ogni scienza che contraddice Gesù.

PREGH1ERA. - Gesù mio Crocifisso, i cattivi ti odiano; hai però molte anime che ti amano spassionatamente; per amor tuo esse combattono, soffrono e sono pronte a da­re la vita.

La tua Divinità e l'infinito amore, che ti fece morire in Croce, spingono molte anime all'eroismo dell'amore.

Sarò io indifferente a quanto hai fatto per me? Fa' che io sia una delle anime più gene­rose amanti di Te, pronta a soffrire tutto per Te!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Ripe­tere: Credo, Gesù Crocifisso, che Tu sei il Figlio di Dio! Ti amo per coloro che ti odiano!

 

41a DOMENICA

LEZIONE. - È certo che la creatura non può restare nella sua esistenza, se Dio non la sostiene; così non può operare, se Dio non la muove. Questo è evidente nell'ordine so­prannaturale.

La vita di Grazia è una comunicazione della vita di Gesù. Le opere della Grazia, le quali sole sono ordinate al premio eterno, non possono compiersi senza un continuo ed immediato influsso del Cuore di Cristo.

La creatura nell'ordine soprannaturale, in conseguenza della colpa originale, abbando­nata a se stessa, tende al peccato.

Risorgere dallo stato di colpa e d'infer­mità spirituale senza Gesù, è impossibile! Nutrire pensieri pudici, elevati, santi, fo­mentare affetti generosi, magnanimi, eroici, senza Gesù, è la suprema delle pazzie.

Ecco dunque che cosa noi siamo senza Gesù: siamo il nulla!

Senza di me, dice Gesù, non potete fare nulla.

PREGHIERA. - Caro Gesù, riconosco la mia miseria e la mia nullità! Tutto però spero dalla tua bontà. Tu che hai dato la vita per me, non negarmi l'assistenza della tua Grazia.

Voglio fare il bene e farne molto; Tu aiu­tami molto.

Non parta mai dall'anima mia questa dol­ce speranza, che mi animi a renderla operosa ed efficace. Aspiro alla vita eterna e vo­glio meritarla con le buone opere, che ho fi­ducia di compiere col tuo aiuto.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Allon­tanare subito dalla mente i pensieri pecca­minosi.

 

42a DOMENICA

LEZIONE. - I nostri giudizi sono con­trari a quelli di Gesù.

Noi stimiamo ciò che Gesù ha disprez­zato, cioè gli onori, le ricchezze, i piaceri; disprezziamo ciò che Gesù ha stimato, cioè l'umiliazione, la povertà, il sacrificio; chia­miamo male il bene e bene il male; ci lascia­mo trascinare dalle apparenze delle cose e non ne penetriamo la realtà; perciò i nostri giudizi sono tanto variabili e spesso così falsi.

Eppure, se vogliamo rimanere veramente in Gesù secondo la sua santa parola, è asso­lutamente necessario che ci abituiamo a for­mare in noi come una specie di consiglio tra Dio e noi: In questo caso ... come la penserebbe Gesù, come parlerebbe, come agirebbe?

Gli affetti di Gesù erano tutti costante­mente indirizzati alla glorificazione del suo Divin Padre; tutto il resto era nulla per Lui.

Per Gesù i sacrifici più ardui divenivano un bisogno istintivo del suo Cuore Divino, dal momento che erano richiesti per la glo­ria del suo Padre Celeste.

Ah, se potessi io fare miei gli affetti del Cuore di Gesù! Potessi ottenere quella bea­ta indivisione di cuore, che è il segreto del­la vera perfezione e della felicità!

PREGHIERA. - Gesù mio, sinora so­no stata tanto attaccata alle cose della terra. Gli affetti del mio cuore sono stati più per le creature che per Te.

Tutto dovrò lasciare un giorno non lon­tano, quando giungerà la morte. Mi reste­rai solo Tu e mi accompagneranno solo le buone opere che avrò fatte per tuo amore e per la tua gloria.

Per tuo amore da questo momento distac­co il mio cuore da tutte le cose di quaggiù. Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Se si ha qualche attacco disordinato, spezzarlo per amore di Gesù.

 

43a DOMENICA

LEZIONE. - Non si può amare senza credere; ma purtroppo si può credere sen­za amare. Impariamo perciò la dottrina in­tegrale e vera, tanto necessaria nella nostra vita.

Dobbiamo credere fortemente ed amare più fortemente ancora di come crediamo. La maggior parte dei naufragi, tra le anime bel­le, nobili e rette, deriva da questo dissidio tra la fede e la carità.

Sì, purtroppo si può credere senza amare! Vi sono infatti migliaia di Cristiani, battez­zati, istruiti nel Catechismo, proclivi ai prin­cipi dottrinali della Religione, credenti in Dio, in Gesù Cristo, affezionati alla Chiesa ed a tutta la legge ecclesiastica ... però essi non vivono e non praticano quanto credono; e tutto ciò fanno non per ignoranza, ma per mancanza d'amore divino.

Anche i tiepidi e gl'indifferenti praticano languidamente, amano, ma con un amore po­vero, che non merita nemmeno il nome di amore.

C: sia dunque l'equilibrio tra la fede e la pratica della vita cristiana. Crediamo che c'è i i Paradiso? Pensiamoci ed arricchiamoci di buone opere ... Crediamo che Dio è Padre, amoroso, sapiente, provvidente? Lasciamo­lo agire in noi ed intorno a noi, senza ribel­larci alla sua volontà, quando questa è cro­cifiggente ... Crediamo che il prossimo è immagine di Dio? Guardiamolo con fede, beneficandolo, confortandolo, sopportandolo e perdonandolo ...

La fede senza opere è morta. Anche i de­moni credono, eppure non amano e sono nel­l'Inferno.

PREGHIERA, - Gesù Benedetto, per l'avvenire voglio essere assolutamente tuo vero seguace. Voglio credere e vivere in con­formità alla mia fede. In particolare propon­go di esercitare bene la carità verso il pros­simo, che è la tua immagine. Il fiore della mia carità dovrà essere questo: perdonare e pregare per chi mi abbia offeso.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fare qualche favore a chi ci abbia fatto qualche sgarbo e pregare per i nemici.

 

44a DOMENICA

LEZIONE. - Nei Santi l'amore divino prende la forma di una lotta asprissima, di agonia, d'immolazione violenta sino all'eroi­smo. Quando essi giungono a questo punto, volano e toccano le vette del monte santo di Dio, cioé della perfezione cristiana.

Il vero amore di Dio non è un sentimen­to, una debolezza o un palpito di cuore; ma è ciò che vi ha di più forte, di più bello quaggiù. Amare Dio, è vivere divinamente. Gesù aspetta, dunque,, da parte nostra un amore fervente, un amore di spirito e di volontà, un amore operoso e battagliero.

Il più grande amore si dimostra a Dio nella lotta contro Satana, contro le attrat­tive del mondo e contro le cattive inclina­zioni.

L'amor proprio ferito domanda la ripara­zione. Resistiamo alla nostra superbia; accet­tiamo l'umiliazione.

Certi divertimenti moderni sono illeciti ed altri pericolosi; la tendenza al godere trasci­na con forza. Con forza maggiore diciamo « no ». Chi vuole amare Dio, non deve ama­re il male.

I sensi, vista, udito, tatto, reclamano di­ritti che non sono affatto diritti. Con fortez­za di volontà si resista.

Alla lotta seguirà la vittoria, poi la pace e la gioia dello spirito e in ultimo il premio eterno.

Beata l'anima che poteva fare il male e non lo fece!

PREGHIERA. - O Gesù benigno, dam­mi i tuoi lumi, dispensami la tua forza, con­cedimi il tuo amore, *affinché io resista con energia ai miei nemici!

Tu che sei stato la forza dei Martiri, sii anche la mia forza nei combattimenti spíri­tuali!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Pri­varsi di quei divertimenti mondani, ove c'è pericolo di offendere il Signore.

 

45a DOMENICA

LEZIONE. - Il Signore penetra nei no­stri cuori. Egli ne vede, ne accoglie, ne be­nedice e ne ricompensa i minimi palpiti che sono per Lui, anche se profondamente in­timi.

Le anime sappiano che un'opera non con­siste soltanto nell'atto esteriore, altrimenti molte anime sarebbero private dei meriti dell'apostolato, poiché molte cose belle ed ideali non sono realizzabili per tutti.

Ma potrebbe esserci proibito di desidera­re con un desiderio vero e sincero, questo ideale? Certamente no!

Abbiate le ali del desiderio e, con la vo­stra volontà, affermate l'amore di desi­derio, cioè vogliate realizzare, se fosse pos­sibile e dipendesse da voi, le grandi azioni che hanno realizzate i Santi.

Il Profeta Daniele fu lodato da Dio per i suoi desideri e la Sacra Scrittura lo chiama « l'uomo dei desideri ».

Santa Teresa del Bambino Gesù ebbe poca relazione con i Sacerdoti; eppure è considerata come la « madre spirituale » dei Sacerdoti. Essa non fu Missionaria; intanto la Chiesa l'ha costituita Patrona delle Mis­sioni Cattoliche. In lei dominava il deside­rio, l'ideale della salvezza delle anime; avrebbe voluto fare, ma non poteva, per­ché Suora di Clausura e per di più amma­lata.

L'anima amante di Dio, zelante del bene altrui, con i suoi santi desideri potrebbe dare a Dio la gloria che gli danno i Sacerdoti, i Predicatori, i Missionari, i Martiri. Basta unire al desiderio d'amore l'offerta della preghiera, del sacrificio e delle altre opere buone.

PREGHIERA. - Concedimi, o mio Ge­sù, che io ricordi sempre il tuo infinito amore!

Vorrei poterti amare senza misura, per me e per coloro che non ti amano. Ma data la mia miseria, ti offro l'amore della tua Ver­gine Madre, delle schiere degli Angeli, dei Beati del Cielo e di quelli che in terra ti amano d'immenso amore.

Pensando l'infinito amore che porti a me, voglio ricambiarlo come meglio so e posso. Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Cuore di Gesù, ardente d'amore per noi, in­fiamma il nostro cuore d'amore per Te!

 

46a DOMENICA

LEZIONE. - Anime fedeli, desiderate, se fosse possibile, la Santa Comunione ad ogni ora. Desiderate questa e mille altre co­se sante e nobili; poiché voi servite un Dio che domanda soprattutto la volontà, cioè il cuore.

Un'anima piena di ardenti desideri gli dà molto più di un'altra, che fa più esterior­mente e desidera meno.

Chi vuol dare tutto, con volontà ferma e grande, ha dato tutto.

Se Gesù avesse messo limiti all'amore suo, avrebbe forse pensato alla Croce, all'Eu­caristia? Guardiamo nell'Ostia Divina; è la suprema follia d'amore. Gesù è tutto a tutti, in un dono totale, intimo, costante.

Nutriamo, dunque, santi desideri! Che i Sacerdoti si santifichino, che i peccatori osti­nati si convertano, che gli scandalosi abbia­no rimorso, che gli assassini si pentano e che i nemici della Chiesa ritornino all'ovile!

Questi desideri, che scaturiscono dal­l'amore divino, sono molto accetti a Gesù, il quale non li lascerà senza ricompensa. Tra tutti i desideri, il più divinamente ec­cellente è quello di ricevere nel cuore Gesù Sacramentato. Si rinnovi spesso e con amo­re, perché tale desiderio è già Comunione spirituale.

PREGHIERA. - Signore Gesù, Mae­stro Divino, nelle cui mani sono le sorti del­la tua Chiesa, dégnati appagare questo san­to desiderio!

Sveglia, proteggi e favorisci le nuove vo­cazioni sacerdotali e comunica a tutti i Sa­cerdoti lo zelo e l'ardore dei tuoi primi Apo­stoli!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Fare durante il giorno frequenti Comunioni spi­rituali, dicendo: Gesù, tu sei mio; io sono tua! Vieni spiritualmente nell'anima mia!

 

47a DOMENICA

LEZIONE. - La misericordia perfezio­na la giustizia.

Conviene osservare che per una conse­guenza della Redenzione, grazie alla soddi­sfazione che la Vittima del Calvario ha dato alla giustizia divina del Padre e grazie alla perpetua ed onnipotente mediazione che Ge­sù Ostia offre sui nostri Altari, la giustizia vendicatrice di Dio è quaggiù molto più ri­stretta e limitata della misericordia e del perdono.

Quaggiù, sul cammino che porta all'eter­nità, sotto la custodia della Croce e della Chiesa, mentre viviamo nella lotta, il Signo­re è mille volte più tenero e misericordioso anziché rigoroso; è il Dio Salvatore più che il Dio delle vendette; è il Padre più che il Giudice.

Noi abbiamo bisogno di tanta misericor­dia e dobbiamo essere grati a Dio che ce la dà in abbondanza.

Infelici coloro che disperano del perdono di Dio! Non ci sono peccati, per quanto enormi e numerosi, che la divina bontà non possa perdonare.

Altrettanto infelici coloro, che abusando della divina misericordia, cadono e ricado­no con facilità nelle gravi colpe. Chi abusa della misericordia, merita la divina giusti­zia.

PREGHIERA. - Gesù misericordioso, che per me sei morto in Croce, salva l'anima mia! Dove sarei a quest'ora, se la tua giu­stizia mi avesse colpita quando ero in tua di­sgrazia? ... È per tua misericordia che non sono perduta.

Signore Gesù, assicurami il tuo perdono e che io meriti di poi vivere eternamente nel tuo regno.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Reci­tare il Rosario per coloro che disperano del­la divina misericordia e per coloro che ne fanno abuso.

 

48a DOMENICA

LEZIONE. - In Dio sono tutte le per­fezioni, in grado infinito. La giustizia e la misericordia si armonizzano in Lui, come la luce ed il calore nel sole.

Anche tra noi non è forse vero che una madre, se è giusta, deve talvolta accarezzare un figliuolo oppure castigarlo con dolcezza?

In un certo senso, la pietà e la misericor­dia si appoggiano sulla giustizia e sull'equi­tà divina, la quale è la sola vera equità, che dà a ciascuno dolcezza o amarezza, secondo il merito che Dio solo può valutare.

Bisogna notare che quaggiù Dio non ci dà secondo il nostro merito, ma secondo la sovrabbondanza della Redenzione Divina.

Guai all'umanità, se Dio facesse subito giustizia ad ogni colpa! Cosa sarebbe dei be­stemmiatori, dei sacrileghi, dei nemici della Religione, degli assassini e dei ladri? Cosa avverrebbe dei seminatori di scandali, dei calunniatori e degl'impuri? ...

Con tante iniquità, di cui è pieno il mondo, Dio largheggia nella misericordia: fa risplendere il sole, fa fecondare la terra, protrae la vita dei peccatori per dare loro tempo di ravvedersi, perdona subito e gene­rosamente e dà tante gioie spirituali e corporali.

Dio vuole essere riconosciuto come Pa­dre, più che come Giudice.

PREGHIERA. - Ti ringrazio, o Gesù, della misericordia che mi hai usata e che continui ad usarmi! Perdonami gli abusi che ne ho fatto in passato.

Dammi la sorte felice di potere meritare la tua santa grazia e di poter compiere col tuo divino aiuto la tua santa volontà.

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­sI separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Ti ringrazio, Gesù, della misericordia che hai usata a me!

 

49a DOMENICA

LEZIONE. - Gli Apostoli tragittavano il mare verso Cafarnao. Cominciò un gran vento e le onde s'innalzavano. Per resistere alla furia della tempesta, remavano affanno­samente.

Gesù non era con gli Apostoli; ma Egli, visto il pericolo, camminando sulle acque andò loro in aiuto. Gli Apostoli a vederlo, credendo che fosse un fantasma, alzarono grida; ma Gesù disse: Sono io! Non temete!

Si rasserenarono e ritornò la calma nei loro cuori e sul mare.

Ineffabile parola! ... Sono io! Non teme­te! - Sì, perché Gesù è il Dio Salvatore, il Giudice misericordioso.

Noi, poveri ammalati spiritualmente, pos­siamo e dobbiamo avere una grande pace, fondata sulla misericordia di Gesù. Non si deve intendere con questo che dobbiamo in­gannarci sul valore della nostra giustizia e dei nostri meriti, credendoci giusti e confermati in grazia. Oh, no davvero!

Piuttosto dobbiamo vivere di pace, della pace che il Divin Salvatore offre a noi, conva­lescenti, feriti; dobbiamo vivere della pace fondata su di una fede immensa, sulla parola di Gesù, che è parola di tenerezza e di salute, fidandoci della sua misericordia, rimedio e ri­parazione di tutti i nostri mali.

PREGHIERA. - Sinora, o Signore, ti ho considerato come Giudice inesorabile; ora vo­glio pensarti come mio Salvatore

Tu che hai salvato gli Apostoli nella tem­pesta, salva anche me nelle tempeste spiritua­li. Se nel pericolo ricorrerò a Te, subito avrò il tuo soccorso. Ho fiducia che non mi ne­gherai la forza nella lotta.

La nostra fede, d'ordinario, è debole. Ma tu, o Gesù, infondi nei tuoi figli la fede viva ed ardente!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Nei pe­ricoli dire con fiducia: Gesù, vieni in mio aiuto!

 

50a DOMENICA

LEZIONE. - Siate perfetti com'è perfet­to il Padre vostro che è nei Cieli!

Queste parole di Gesù devono essere un programma di vita per tutti: tendere alla per­fezione cristiana, sempre, con fiducia, con te­nacia di volontà, evitando lo scoraggiamento e la vana presunzione.

Cosa potremmo fare noi spiritualmente nell'ascensione verso le altezze della perfe­zione senza questa forza maggiore di tutte, la forza della fiducia?

Abbiamo, dunque, fiducia! L'amore di con­fidenza è la più grande forza nella via della santità. Miseri che siamo! Pretendere di vo­lare senza avere le ali, sarebbe lo stesso che gettarci nell'abisso dello scoraggiamento.

Ci è necessaria la fiducia per potere salire e molto in alto. Con l'amore di fiducia noi ab­biamo la potenza di salire in Cielo, non più con i nostri piccoli piedi, ma con le grandi ali dell'amore ... tra le braccia e sul Cuore di Gesù.

L'anima confidente vede l'espressione del­la volontà divina in tutto ciò che le circo­stanze le domandano; non è attaccata che a provare a Dio la sua sottomissione ed il suo distacco da tutte le cose create, perché tutto affida al Signore.

Le anime che tendono alla perfezione, sal­gono come Gesù il loro Calvario; possono qualche volta cadere sotto il peso della croce; ma si rialzano con fiducia, proseguendo il cammino, per morire dopo avere compiuto quanto Dio chiede a loro. La perseveranza è frutto di grande fiducia.

Nella vita spirituale non abbattiamoci mai, ma andiamo avanti con umiltà e semplicità, diffidando di noi è confidando nell'aiuto di Dio.

PREGHIERA. - Il tuo dolce Cuore, o Gesù, Tu lo tieni per me preparato e chiuso, volendo che in esso io mi nasconda.

Si, voglio nascondermi in questo Divino Sacrario, per attingervi l'amore di confiden­za. Con tale amore certamente progredirò nel­la vita spirituale, perché Tu sarai la mia forza, la mia guida, la mia gioia. Tutto posso in Colui che mi conforta!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Non scoraggiarsi nelle cadute spirituali, ma rial­zarsi con fiducia.

 

51a DOMENICA

LEZIONE. - Dobbiamo avere quello ze­lo che fa vivere di Gesù, senza preoccupazioni personali. Conviene allargare i nostri cuori ed ingrandire l'orizzonte della santità. Entriamo nella grande dottrina del dolce Gesù! L'anima allora non soffoca, ma attinge tutto (la quel Cuore, che è la grande sorgente dcll'atrore misericordioso.

Gesù ci ama senza illusione, ci ama sebbe­ne siamo miserabili, perché, essendo Dio, co­nosce tutta l'estensione ed il numero delle nostre miserie; ci ama di più e ci perdona più

facilmente di qualunque creatura, perché ci conosce meglio e vede insieme alle nostre mi­serie il desiderio di amarlo.

Gesù ci ama e per sollevarci sino alle cime del Paradiso, è disceso nel seno di Maria, e di là alla mangiatoia e poi sull'Altare. Egli scende sempre! ... Per amore nostro si annienta, dopo essersi fatto nostro Fratello. Ecco la sua gloria ed anche la nostra!

Ricambiamo a Gesù il nostro amore, a­mando e praticando la sua dottrina, difenden­do i suoi diritti davanti ai cattivi, pensandolo spesso e con gioia, parlando di Lui, facendo molti atti d'amore. Chi ama davvero Gesù sente il bisogno di farlo amare.

PREGHIERA. - Io, o Gesù, desidero che Tu sii conosciuto in tutte le parti del mondo, che dappertutto si dilati il tuo Re­gno e che in tutti i luoghi s'innalzi gloriosa la tua Croce e campeggi sugli Altari l'Ostia Immacolata e Santa!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Gesù, grazie dell'amore che mi porti. Fa' che ti ami molto anch'io!

 

52a DOMENICA

LEZIONE. - Gesù ama tutti; però non sempre è riamato, anzi spesso è offeso.

Il mondo, come ai tempi di Noè, ha biso­gno anche ora di essere purificato delle sue sozzure. Ma non è più con un diluvio di ac­que che Gesù, Padre amoroso, vuole purifi­carlo, bensì con un diluvio di fuoco del suo divino amore, che divampa dal suo Cuore, tutto viscere di bontà e di misericordia.

Quanti infelici camminano per la via della perdizione, senza curarsi dell'abisso spaven­toso che sta per inghiottirli per sempre!

Sono forse anni ed anni che Gesù va die­tro a tanti peccatori per salvarli. La sua voce si è fatta rauca dal continuo gridare; ma essi non danno ascolto; gli voltano le spalle, gri­dandogli: Non abbiamo bisogno di te! ... Non ti conosciamo! ...

Eppure per questi peccatori Gesù è sceso dal Cielo; per essi è salito sul Calvario ed è morto in Croce; per essi rinnova ogni giorno ed ogni ora la sua immolazione incruenta sugli Altari!

Noi dobbiamo avere pietà di questi infeli­ci, che sono nostri fratelli e figli del Divin Sangue. Preghiamo per loro ed alla preghiera uniamo i sacrifici e le pene, sino a che la mi­sura della divina misericordia sia colma e trabocchi la grazia per salvarli.

Tante anime in questo stesso istante forse stanno per cadere nelle fiamme dell'Inferno; noi possiamo aiutarle ed ottenere misericor­dia prima che si presentino a Dio.

PREGHIERA. - Ricordati, o Gesù Cro­cifisso, che se è vero che l'abisso chiama l'a­bisso, l'abisso della miseria umana chiama l'abisso senza fondo della tua infinita mise­ricordia. Misericordia delle anime che sono sotto il dominio di Satana! Misericordia di quelle che stanno sull'orlo dell'Inferno! Mi­sericordia degl'indifferenti! Misericordia di tutti!

Pater-Ave-Gloria per l'unione delle Chie­se separate.

PENSIERO SETTIMANALE. - Dire: Gesù, Maria, metto nei vostri Sacri Cuori coloro che sono sotto la schiavitù di Satana!