VENERABILE
PIERINA DE MICHELI E IL «VOLTO SANTO»
Nella
vita di Madre Pierina accaddero tante cose che sanno dell'incredibile; se da un
lato si registra un'attività usuale, intensa e impegnativa, dall'altro i
fenomeni mistici raccontati nel suo Diario ci portano in un clima che
superando la normalità documentano fatti che sfuggono al controllo.
In sintesi sotto l'apparenza di vita e prassi normali si cela un'anima che si dona a Cristo nella eroica partecipazione alla sua passione ed agonia.
Vorrei ora ricordare la devozione di Madre Pierina al Santo Volto di Cristo. Ella ha raccontato che nella prima giovinezza trovandosi in chiesa per le «tre ore di agonia», quando i fedeli si accostarono all'altare per baciare i piedi del Cristo morto, sentì una voce che le diceva: «Baciami sul volto». Essa così fece suscitando la meraviglia dei presenti. Alla distanza di anni, quando ormai era già suora nell'Istituto delle Suore Figlie dell'Immacolata Concezione di B.A. sempre guidata da una forza interiore decise di propagare questa devozione. Fu proprio la Madonna che in una visione interiore le fece vedere una duplice immagine: da un lato il «Volto Santo», dall'altro un cerchio con dentro iscritte le lettere «I H S»; non potendo resistere a questa forza misteriosa decise di mettere in pratica il suggerimento imprimendo la duplice immagine in una medaglia. Nei primi mesi del 1939 ne fece il disegno e lo inviò alla Curia di Milano per l'approvazione. Si pensava a resistenze da parte dell'Officiale: era una suora senza titoli e senza presentazioni. Invece tutto andò bene.
Nei
mesi tra l'estate e l'autunno del 1940 sempre a Milano furono presi gli accordi
con la ditta Johnson per la coniazione della medaglia. In questo frattempo
accaddero due fatti: la Venerabile, sprovvista del denaro, trovò sul comodino
della sua stanza una busta con dentro tutta la somma dovuta alla fonderia;
quando poi le medaglie arrivarono nel monastero, nella notte si udirono dei
forti rumori che svegliarono ed allarmarono le suore; al mattino le medaglie
furono trovate sparse per la stanza ed il corridoio. La Madre Pierina non si
scoraggiò per questo, ma venuta a Roma alla fine del 1940, pregava e pensava al
modo di come affermare e propagandare la devozione.
Il
Signore la soccorse facendole incontrare persone qualificate che l'aiutarono
nell'impresa, Pio XII e l’Abbate Ildebrando Gregori. Per tramite la valida
presentazione di Mons. Spirito Chiapetta, Pio XII più volte la ricevette in
privata udienza, incoraggiò e benedisse l'iniziativa.
Non
si può neppure dimenticare il molteplice aiuto che ella incontrò nella persona
di Ildebrando Gregori. Questo religioso Silvestrino morto in concetto di
santità nel novembre 1985 fu per lei non solo confessore e padre spirituale ma
guida e sostegno in questa iniziativa di devozione e di apostolato. La
nostra madre Pierina mise nelle di lui mani la direzione dell'anima sua,
chiedendo sempre consiglio per tutte le iniziative d'ordine conventuale,
scolastico e religioso. La De Micheli pur nelle prove più dure e dolorose sotto
la guida di tanto maestro si sentiva sicura e rasserenata. Evidentemente, come
capita in simili casi, a sua volta il P. Ildebrando restò influenzato dall'alta
spiritualità della Madre ed in particolare fece tesoro di questa devozione al
Volto Santo di Gesù Cristo, quando infatti diede inizio ad una nuova
congregazione di anime consacrate, la nominò Suore «Riparatrici del Santo
Volto di N. S. G. C. ».
Quando
la Madre Pierina operò e soffrì per affermare e propagare la devozione al S.
Volto di Gesù è documentato in questo fascicolo; l'ardore del suo cuore si
evidenzia dalle righe di cronaca che scrisse il 25-11-1941: «Martedì di quinquagesima.
Si festeggiò nella preghiera di riparazione davanti a Gesù esposto, nel
silenzio e nel raccogliemento, il S. Volto! Furono ore di dolce unione a Gesù
nella comteplazione del Suo Santo Volto, riflesso dell'amore e del dolore del
Suo Cuore per gli uomini che rigettano le Sue grazie... Oh, Gesù cerca
anime che lo consolino, anime generose che gli diano libertà di agire, anime
che condividano le sue pene!... possa trovare in ciascuna di noi una di queste
anime!... cancelli con l'amore le nostre miserie e ci trasformi in Lui!
Che
il S. Volto sia onorato, che le anime si salvino!»
Nel
giugno del 1945 Pierina De Micheli, da Roma si reca a Milano e poi a Centonara d
Artò per rivedere le sue figlie spirituali, restate separate per la guerra. Ai
primi del mese di luglio si ammala gravemente e il 15 non può assistere alla
professione delle giovani novizie. Il male avanza inesorabile e il mattino del
26 benedice con lo sguardo le Suore accorse al suo capezzale, poi fissa gli
occhi all'immagine del Volto Santo, appesa alla parete e serena spira.
Si
adempie così la promessa riservata ai devoti del Volto Santo «avranno una
morte serena sotto lo sguardo di Gesù». P.
Germano Ceratogli
LETTERA
DI MADRE PIERINA A PIO XIILa Venerabile potè consegnare di persona questa lettera al Santo Padre in una udienza privata, procuratale da Mons. Spirito M. Chiapetta. Nel suo Diario alla data 31-5-1943 così ne parla: Il 14 maggio ebbi udienza del S. Padre. Quali momenti passai, Gesù solo lo sa.
Parlare
al Vicario di Cristo! mai come in quel momento sentii tutta la grandezza e la
sublimità del Sacerdozio.
Presentai l'obolo spirituale per l'Istituto in occasione del Suo giubileo, poi Gli parlai della devozione del Santo Volto e lasciai un pro-memoria, che mi disse - leggerò molto volentieri - Amo tanto il Papa e darei volentieri la vita per Lui.
E'
da precisare che già nel novembre del 1940 la Madre aveva inviato uno scritto
più breve a Pio XII sullo stesso argomento.
Ecco
il testo della lettera pro-memoria: Beatissimo Padre,
Prostrata
al bacio del Sacro Piede, qual umile figlia che tutto rimette al Vicario di
Cristo, mi permetto esporle quanto segue: Umilmente confesso di sentire una
forte devozione al S. Volto di Gesù, devozione che a me pare datami da Gesù
stesso. Avevo dodici anni quando il Venerdi Santo, attendevo nella mia Parrocchia
il mio turno di baciare il Crocifisso, quando una voce distinta dice: Nessuno
mi dâ un bacio d'amore in Volto, per riparare il bacio di Giuda? Credetti
nella mia innocenza di bimba, che la voce fosse da tutti udita e provavo gran
pena vedendo che si continuava il bacio alle piaghe, e nessuno pensava
baciarlo in Volto. Te lodo io, Gesù il bacio d'amore, abbi pazienza, e giunto
il momento Gli stampai un forte bacio in Volto con tutto l'ardore del mio
cuore. Ero felice, credendo che Gesù ormai contento non avrebbe più avuto
quella pena. Da quel giorno il primo bacio al Crocifisso era al Santo Suo Volto
e parecchie volte le labbra avevano difficoltà a staccarsi perché mi
tratteneva. Col crescere degli anni, cresceva in me questa devozione e mi
sentivo potentemente attirata in vari modi e con tante grazie. Nella notte dal
Giovedì al Venerdì Santo del 1915, mentre pregavo avanti al Crocifisso, nella
Cappella del mio Noviziato, sentii dirmi: baciami. Lo feci e le mie labbra invece
di posare su di un volto di gesso, sentivano il contatto di Gesù. Che passò!
mi è impossibile dirlo. Quando la Superiora mi chiamò era mattina, il cuore
pieno delle pene e dei desideri di Gesù; riparare le offese che ricevette il
Suo Santissimo Volto nella Sua Passione, e riceve nel Santissimo Sacramento.
Nel
1920, il 12 Aprile, mi trovavo a Casa Madre in Buenos Aires. Avevo una grande
amarezza in cuore. Mi portai in Chiesa e ruppi in pianto, lamentando con Gesù
la mia pena. Mi si presentò col Volto insanguinato e con tale espressione di
dolore da commuovere chiunque. Con una tenerezza che mai dimenticherò mi
disse: E lo che cosa ho fatto? Compresi... e da quel giorno il Volto di Gesù,
divenne il mio libro di meditazione, la porta d'entrata del Suo Cuore. Il Suo
sguardo era tutto per me. Ci guardavamo sempre e facevamo delle gare d'amore. Io
Gli dicevo: Gesù, oggi io ti ho guardato di più, e Lui, provamelo se puoi. Io
Gli facevo ricordare le tante volte che lo guardavo senza sentirlo, ma vinceva
sempre Lui. Di tanto in tanto negli anni che seguirono mi appariva or triste,
or sanguinante, comunicandomi le Sue pene e chiedendomi riparazione e sofferenza
e chiamandomi ad immolarmi nel nascondimento per la salvezza delle anime.
Nel
1936 Gesù incominciò a mostrarmi il desiderio che il Suo Volto fosse più
onorato. Nell'adorazione notturna del primo Venerdì di Quaresima, dopo avermi
partecipato i dolori della Sua agonia spirituale del Getzemani, col Volto
velato da profonda tristezza mi disse: Voglio che il mio Volto, che riflette
le intime pene dell'animo mio, il dolore, e l'amore del mio Cuore sia più
onorato. Chi mi contempla mi consola.
Il
Martedi di Passione: Ogni volta che si contempla la mia faccia, verserò
l'amor mio nei cuori. Per mezzo del mio S. Volto otterrò la salvezza di tante
anime.
Il
primo Martedì dell'anno 1937 mentre pregavo nella mia Cappellina, dopo avermi
istruito su la devozione al Suo Santo Volto così disse: Potrebbe essere che
alcune anime temino che la devozione e il culto al mio Santo Volto diminuisca
quello del mio cuore; di loro che sarà un aumento, un complemento. Contemplando
il mio Volto parteciperanno alle mie pene e sentiranno il bisogno di amare e
riparare, e non è forse questa la vera devozione al mio cuore!
Queste
manifestazioni da parte di Gesù si facevano più pressanti. Dicevo tutto al
Padre Gesuita che dirigeva allora l'anima mia e nell'ubbidienza, nella
preghiera, nel sacrificio mi offersi a tutto soffrire nel nascondimento, per il
compimento del Divino Volere.
Il
31 Maggio 1938 mentre pregavo nella Cappellina del mio Noviziato, una bella
Signora si presentò a me: teneva in mano uno scapolare formato da due
flanelline bianche, unite da un cordone. Una flanellina portava l'immagine del
S. Volto di Gesù, l'altra un'Ostia circondata da raggera. Si portò vicina
e mi disse: Ascolta bene e riferisci tutto esattamente al Padre. Questo
scapolare è un'arna di difesa, uno scudo di fortezza, un pegno d'amore e di
misericordia che Gesù vuol dare al mondo in questi tempi di sensualità e di
odio contro Dio e la Chiesa. Si tendono reti diaboliche, per strappare la fede
dai cuori, il male dilaga, i veri Apostoli sono pochi, è necessario un rimedio
divino, e questo rimedio è il S. Volto di Gesù. Tutti quelli che
indosseranno uno scapolare come questo e faranno potendo ogni Martedì una
visita al Santissimo Sacramento per riparare gli oltraggi che ricevette il Suo
Santo Volto durante la Sua Passione, e riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico,
verranno fortificati nella fede, pronti a difenderla e a superare tutte le
difficoltà interne ed esterne, di più faranno una morte serena sotto lo
sguardo amabile del mio Divin Figlio.
Il
comando della Madonna si faceva sentire fortemente al mio cuore, ma non era in
mio potere effettuarlo. Intanto il Padre si adoperava per diffondere questa
devozione in anime pie, che a loro volta lavorassero a questo scopo.
LA MEDAGLIAIl
21 Novembre di quello stesso anno 1938, nell'Adorazione notturna misi presentò
Gesù col Volto grondante sangue e come esausto di forze: Vedi come soffro,
mi disse, eppure da pochissimi sono compreso, quanta ingratitudine anche da
parte di quelli che dicono di amarmi. Ho dato il mio cuore come oggetto
sensibile del mio grande amore per gli uomini e il mio Volto lo dò, come
oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini e voglio sia onorato
con una festa particolare il Martedì di Quinquagesima, festa preceduta da una
novena in cui tutti i fedeli uniti nella partecipazione al mio dolore con Me
riparino.
Il
Martedi di Quinquagesima del 1939 si fece per la prima volta nella nostra
Cappellina, in privato la festa del S. Volto, preceduta da una novena di
preghiera, di penitenza. Lo stesso Padre della Compagnia di Gesù benedisse il
quadro e fece un discorso sul S. Volto, e si incominciò a diffondere sempre
più la devozione, in modo particolare nel Martedi secondo il desiderio di
Nostro Signore. Si sentì allora il bisogno di far coniare una medaglia, copia
dello scapolare presentato dalla Madonna. L'ubbidienza concesse ben volontieri,
ma mancavano i mezzi. Un giorno spinta da un interno impulso dissi al Padre
Gesuita: Se veramente la Madonna vuole questo, la provvidenza ci penserà. Il
Padre mi disse decisamente: Sì, si faccia pure.
Scrissi
al fotografo Bruner per avere il permesso di usare la immagine del S. Volto da
lui riprodotto e l'ottenni. Presentai in Curia di Milano la domanda per il
permesso, che mi fu concesso il 9 Agosto 1940.
Incaricai
la ditta Johnson del lavoro, che fu lungo, perché Bruner voleva verificare
tutte le prove. Pochi giorni prima della consegna delle medaglie sul tavolino
della mia camera trovo una busta, osservo e vedo 11.200 lire. Il conto infatti
ammontava a quella precisa somma. Le medaglie furono distribuite tutte
gratuitamente, e si ripetè più volte la stessa provvidenza per altre
ordinazioni, e la medaglia si diffondeva operando segnalate grazie. Trasferita a
Roma, trovai provvidenzialmente in un momento di grande bisogno, perché priva
di aiuto essendo nuova del posto e non conoscendo nessuno, il Reverendo Padre
Generale dei Benedettini Silvestrini, vero Apostolo del Volto Santo, il
quale attende tutt'ora l'anima mia, e per mezzo suo questa devozione si
diffonde sempre più. Il nemico è rabbioso di questo e ha disturbato e disturba
in tanti modi. Più volte durante la notte ha buttato a terra pei corridori e
per le scale le medaglie, stracciato immagini, minacciando e calpestando. Un
giorno del mese di Febbraio di questo anno, il 7 rivolgendomi alla Madonna le
dissi: Vedi, io sono sempre in pena, perchè tu mi hai mostrato uno
scapolario e le tue promesse sono per chi indossalo scapolario, non la medaglia,
ed Essa mi rispose: Figlia mia sta tranquilla, che lo scapolario è supplito
dalla Medaglia, con le stesse promesse e favori, c'è solo da diffonderla
sempre più. Ora mi sta a cuore la festa del Volto del mio Divin Figlio. Dillo
al Papa che tanto mi preme. Mi benedisse e mi lasciò in cuore il Paradiso.
Beatissimo Padre, Vi ho detto brevemente quanto Gesù mi ha suggerito. Trionfi
questo Divino Volto in un risveglio di viva fede e di sani costumi, porti la
pace all'Umanità. Santo Padre permetta che questa povera figlia prostrata ai
vostri Piedi Vi chieda con tutto l'ardore di cui è capace, ma con
incondizionata obbedienza a tutte quante le disposizioni di Vostra Santità, di
dare al mondo questo dono della Misericordia Divina, pegno di grazie e di
benedizione. Beneditemi Padre Santo, e la Vostra benedizione mi renda meno
indegna di immolarmi per la Gloria di Dio e la salvezza delle anime, mentre
protesto il mio attaccamento filiale che vorrebbe tradursi in opere, felice se
il Signore accettasse la mia povera vita per il Papa. Umilissima e devotissima
figlia Suor Maria Pierina De Micheli
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