LA DEVOZIONE E
L'INTRONIZZAZIONE DEL SACRO CUORE DI GESU’ NELLE FAMIGLIE "Ecco questo Cuore che ha tanto amato
gli uomini e che non riceve dalla maggior parte che indifferenza e
disprezzo."
Nel 1917, un religioso del Cile, il R. Padre Matéo
Crawley, sofferente di una malattia incurabile in quel tempo, fu inviato, dall'
America in Europa, dai suoi superiori, perchè avesse la consolazione di morire
nella sua famiglia. Arrivato in Francia, si recò a Paray-le-Monial, non per
sollecitare la sua guarigione, ma per ottenere la grazia di morire santamente.
Però appena si inginocchiò nella cappella delle apparizioni si senti cambiato
in tutto il suo essere: fu guarito miracolosamente e nello stesso tempo fu
colpito da una ferita "tutta spirituale" - se si può dire così - che
consistette a far consacrare i focolari cristiani al S. Gore, tramite
l'intronizzazione del S Cuore.
Incoraggiato dai papi S. Pio X e da Benedetto XV
consacrò la sua vita a quest'opera ammirevole e seminò di miracoli e
conversioni il mondo intero, perchè come scrisse Pio XII: "La devozione al
S. Cuore è il riassunto della religione cattolica"!
In che cosa consiste questa devozione? Innanzi tutto
è una devozione essenzialmente RIPARATRICE. Infatti pochissime anime anche pie
e devote, rispondono veramente all'amore incommensurabile del Salvatore. Molte
anime lo offendono continuamente e vivono in una totale indifferenza nei suoi
confronti.
Nostro Signore se ne lamentò con S. Margherita Maria
Alacoque, la veggente di Paray-le-Monial, alla quale Gesù apparve nel XVII
secolo, affidandole la missione di diffondere la devozione al suo Sacro Cuore.
Egli chiese a tutti coloro che vorrebbero essere
suoi amici di compensare, col loro amore fervente, l'ingratitudine delle anime
tiepide e dei peccatori, le irriverenze e i sacrilegi con i quali è offeso nel
sacramento del suo amore, la Divina Eucaristia.
Così la devozione al S. Cuore ha essenzialmente un
carattere di riparazione, essa è "riparatrice". E' stato Nostro
Signore stesso che ha chiesto questa riparazione. Infatti Egli disse a S.
Margherita: "Per riconoscenza io non ricevo dalla maggior parte dei
cristiani che ingratitudini, per le freddezze e i disprezzi che hanno per me
nel sacramento del mio amore. Questo mi addolora più di tutto ciò che ho
sofferto nella mia Passione. Tu almeno supplisci a questa ingratitudine per
quanto ne sarai capace.... ". Nostro Signore chiese anche alla
santa di passare un'ora in preghiera nella notte da giovedì a venerdì,
"per pacificare la collera divina, chiedendo misericordia per i peccatori,
e per addolcire in qualche modo l'amarezza che io sentivo dall'abbandono dei
miei apostoli".
Nostro Signore chiese infine l'istituzione di una festa particolare per onorare il suo S.Cuore, e in altre circostanze, fece sapere alla santa che voleva essere onorato dal re Luigi XIV, con l'apposizione del suo Divin Cuore sugli stendardi del regno - richiesta che rifece a Claire Ferchaud due secoli più tardi.
E' una buona cosa ricordare le promesse che Gesù ha
fatto a coloro che risponderanno al suo appello, a coloro che avranno una devozione
speciale al suo Cuore.
La nostra natura umana è così fatta che ha bisogno
di essere stimolata dall'interesse e questa ricerca è legittima quando si
accorda con le esigenze dell' Amore Divino. I nostri interessi ben compresi
coincidono meravigliosamente col servizio di Dio.
Da qui originarono le dodici promesse seguenti di Gesù
in favore delle persone devote al suo Divin Cuore, promesse che vi domando di
meditare e di stampare nella vostra memoria:
1 ° Concederò ai miei devoti tutte le grazie
necessarie al loro stato.
2° Metterò la pace nelle loro famiglie.
3° Li consolerò in tutte le loro afflizioni.
4° Sarò il loro rifugio più sicuro in vita e
specialmente in punto di morte.
5° Spargerò copiose benedizioni su tutte le loro
imprese.
6° I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente
e l'oceano infinito della misericordia.
7° Le anime tiepide diventeranno ferventi. 8° Le
anime ferventi si innalzeranno a una grande perfezione.
9° Benedirò le case nelle quali l'immagine del mio
Cuore sarà esposta ed onorata.
10° Darò a coloro che lavorano alla salvezza delle
anime il talento di toccare i cuori più induriti.
11° Le persone che diffonderanno questa devozione
avranno i loro nomi scritti nel mio Cuore e non ne saranno mai cancellati.
12° Il mio Cuore accorderà la grazia della
perseveranza finale a coloro che si comunicheranno nei Primi Nove Venerdì di
ogni mese, per nove mesi consecutivi. Queste sono le magnifiche promesse del
Sacro Cuore a coloro che vorranno rispondere bene ai suoi appelli: cioè
amarlo e in spirito di riparazione eseguire le pratiche che Gesù stesso
ci ha indicate.
Tuttavia questa devozione deve essere ben compresa
non facciamo come quella signora della Martinica, che mancava regolarmente la
messa di domenica, ma assisteva a quella del primo venerdì del mese!
L'ubbidienza alle leggi divine e la fedeltà nel
compimento del proprio dovere di stato sono i segni infallibili di una vera
devozione; i
fedeli che non presentano questi segni sono nell'illusione qualunque siano
le loro pratiche di pietà. Infatti Nostro Signore ha dichiarato: "Se voi
mi amate, osservate i miei comandamenti", e "Coloro che mi amano
sono quelli che fanno la volontà del mio Padre Celeste". La stessa S.
Vergine non è grande agli occhi di Gesù perchè lo portò e l'allattò, ma
perchè ascoltò e mise in pratica la parola di Dio.
Dove siamo noi con la devozione al Sacro Cuore? La
devozione al Primo Venerdi del mese sembra che sia stata abbastanza seguita, ma l'ora
santa che segue è stata molto meno praticata, è un peccato! E' la stessa
cosa per una pratica indicata nella nona promessa di Paray-le-Monial:
"Benedirò le case dove l'immagine del mio Cuore sarà esposta ed
onorata". E' l'ultima di queste parole che dà alla pratica indicata tutto
il suo valore.
Per realizzare le condizioni di questa nona promessa il papa Benedetto XV incoraggiò vivamente la pratica della INTRONIZZAZIONE DEL S. CUORE NELLE FAMIGLIE, che fu suscitata così bene dal Padre Mattéo Crawley. Concludo con un appello e innanzi tutto con un ricordo. Nel mezzo del XIX secolo vi era nella repubblica dell'Equatore, in America del Sud, un capo di Stato che era un fervente cattolico, Garcia Moreno, fedele alla S. Messa quotidiana. Egli attirò l'odio dei massoni e fu assassinato nel 1785, come egli stesso aveva previsto. La sua ultima parola fu: "Dio non muore!".
Qualsiasi siano i giorni oscuri che noi attraversiamo
o che attraverseremo un giorno o l'altro, non dimentichiamo che Dio avrà l'ultima
parola e che giudicherà ognuno di noi. dobbiamo dunque essere più fedeli e più
ferventi senza attendere!
Ricordiamoci di questa frase di Nostro Signore:
"Regnerò nonostante i miei nemici". Che regni dunque nella nostra
anima, nella nostra famiglia non per la sua giustizia, ma per la sua
misericordia e il suo amore.
Ecco l'appello del Cuore di Gesù che vi do per
concludere: "Si quis sitit... Se qualcuno ha sete venga a me e beva".
Beviamo dunque alla fontana sacra del Cuore di Gesù:
che trasformi i nostri cuori mediocri, tiepidi e indifferenti in cuori ferventi
pieni dei due Cuori uniti di Gesù e di Maria.
SPIEGAZIONE DELL'INTRONIZZAZIONE DEL SACRO CUORE DI GESU' NELLE FAMIGLIE
Intronizzare il S. Cuore significa mettere su un trono, al posto d'onore del focolare, l'immagine o la statua del S. Cuore e proclamare davanti a questa immagine che il Cuore di Gesù è il Re della famiglia che si consacra a Lui senza riserve. Per fare bene questa pratica e trarne molti frutti non basta considerare la sola cerimonia esteriore, ma occorre comprenderne il significato simbolico e impegnarsi seriamente a realizzarlo a poco a poco ... Occorre conoscere la portata soprannaturale e profonda di questo omaggio pubblico di fede e di amore alla Regalità del Cuore di Gesù.
L'Intronizzazione del S. Cuore di Gesù non è dunque
una semplice cerimonia, ma la riconoscenza ufficiale e pratica fatta nella
famiglia della Regalità Sociale di Nostro Signore e in modo molto speciale
della sua Sovranità d'Amore e di misericordia. Questa riconoscenza,
l'Intronizzazione la richiede non passeggera e di un giorno solo, ma PERMANENTE
trasformazione graduale della vita di famiglia sotto l'influenza del Cuore di
Gesù.
Il fondatore dell'Intronizzazione, il R. Padre Mattéo, non si è proposto di realizzare in questa opera unicamente la domanda di Nostro Signore riguardo l'esposizione e la venerazione dell'Immagine del suo Cuore. Questa idea ha certamente il suo posto nella bella cerimonia, ma un posto secondario. Ciò che è l'anima della crociata dell'Intronizzazione è la dottrina dell'amore del Cuore di Gesù, che chiede il nostro amore riparatore, come è evidente dall'insieme delle rivelazioni di Paray-leMonial. II suo ideale supremo è di fare mettere in pratica questa dottrina dalla famiglia innanzi tutto e poi da tutti gli organi della vita sociale. Con questa proclamazione di fede cristiana, la famiglia, cellula sociale e piccola patria, intende riparare il disprezzo sociale di cui il Cuore di Gesù è l'oggetto da parte di tante famiglie, e così restaurare, a poco a poco, i suoi diritti sovrani sulla società. Essa è dunque un omaggio pubblico e familiare che inaugura nella famiglia una vita di adorazione, d'amore e di riparazione verso il Cuore di Gesù, nostro Re per la sua natura divina e umana e che vuol regnare col suo Amore. Questo gesto si ispira a due frasi sacre, una pronunciata da Gesù davanti a Pilato: " Rex sum ego" 'Io sono Re" e l'altra rivolta a S. Margherita a Paray-le-Monial: "Voglio regnare tramite il mio Cuore".
Da tutto quello che abbiamo detto risulta chiaramente
che questa pia pratica ha le sue radici nel Vangelo d'amore. Essa è, nello
stesso tempo, a riguardo della Regalità del Sacro Cuore, un omaggio
d'adorazione riparatrice e un omaggio familiare e sociale permanente. Questi
diversi elementi non sono tante parti distinte e separabili. La vera
Intronizzazione ne suppone necessariamente l'unione indissolubile
"Questo
Cuore Divino regnerà, malgrado coloro che gli si opporranno"
(Vie
et Oeuvres de la B. Marg.-Marie. T.
II. pp. 484, 485).
"Mi
ha ancora assicurato che avrebbe molto gradito essere onorato sotto la figura di
questo cuore di carne, l'immagine del quale voleva che fosse esposta in
pubblico, e che ovunque questa immagine fosse esposta per esservi singolarmente
onorata, avrebbe attirato ogni tipo di benedizioni". (T. I. p. 224).
Come testimonianza di fede e di amore:
I° Un'immagine rappresentante il Sacro Cuore sarà
messa al posto d'onore del focolare;
2° La famiglia si consacrerà solennemente al Sacro
Cuore di Gesù. Solennità della Cerimonia dell'Intronizzazione
A scopo di pietà e d'apostolato, è necessario che
un certo splendore esteriore sia dato a questa cerimonia. Si sceglierà quindi
una data importante per la famiglia, per es.: la festa del papà o della mamma,
un anniversario amato, una solennità della Chiesa, un primo venerdì del mese,
ecc. affinchè a questa data tutta la famiglia sia presente o almeno unita di
cuore. Se ci fosse un assente una lettera scritta a tempo opportuno gli
proverebbe, che nonostante la distanza, i genitori e i figli vivono uniti nell'
amore del Cuore di Gesù. Si potrà invitare anche qualche amico.
Per guadagnare le indulgenze la presenza del sacerdote deve essere assicurata, se essa è possibile. Aprendo i focolari ai sacerdote l'Intronizzazione stabilisce l'unione che secondo lo spirito della Chiesa, deve esistere tra il santuario della famiglia e il santuario della Chiesa. In entrambi i luoghi è il sacerdote che porta la parola di vita.
II giorno dell'Intronizzazione è conveniente che si
faccia celebrare una S. Messa per coloro che si consacreranno. Tutta la famiglia
si comunicherà (per quanto è possibile) per chiedere il trionfo del Sacro
Cuore e in spirito d'amore e di riparazione.
All'ora fissata per la cerimonia del focolare, tutta
la famiglia si riunisce nel salone o nel locale principale della casa.
L'immagine del Sacro Cuore (statua, pittura o stampa)
vi sarà esposta in anticipo su un piccolo altare ornato di fiori e di luci.
Rivestito di cotta e di stola, il sacerdote la
benedice conformemente al rituale. Egli stesso, per quanto possibile, 1'
installa al posto d'onore stabilito, in mezzo ai ritratti di famiglia.
Tutti recitano il Credo per affermare la loro fede.
Il sacerdote spiega il senso di questo grande atto
familiare e gli obblighi di vita cristiana che ne derivano. Poi legge, ad alta
voce, la formula di consacrazione delle famiglie al S. Cuore di Gesù tramite il
Cuore Immacolato di Maria. Una preghiera ricorderà gli assenti e i cari
defunti. Dopo la preghiera di riparazione: Gloria al Sacro Cuore di Gesù, la
Salve Regina e le invocazioni indicate nel cerimoniale, il sacerdote benedice
gli assistenti, poi tutti i membri presenti firmano il documento familiare o
autentica dell'Intronizzazione col quale rinnovano le loro promesse di vita
cristiana e s'impegnano a celebrare ormai la festa del S. Cuore di Gesù, il
venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini, come una grande festa della Chiesa,
solenne se possibile, santificata dalla S. Comunione e come la più bella festa
della famiglia, che al focolare, avrà dei doni soprattutto per i bambini,
affinchè i più piccoli imparino presto a conoscere e ad amare l'Amore divino
che, sebbene invisibile, presiede i destini di una casa che è del tutto sua.
Che sia come in santuario intimo, vivo, per infondervi la sua influenza e il suo
spirito in tutti i membri di questo focolare benedetto nei loro pensieri, parole
ed opere.
N.B. L'Intronizzazione pone il fondamento di uno
stato di fede e di carità da creare nella famiglia e da essa anche nella società.
Ora per stabilire questo stato in modo stabile occorre necessariamente il
concorso efficace e continuo del sacerdote. In altri tempi esisteva la Pia
Associazione del Regno Sociale del Sacro Cuore di Gesù nelle famiglie
cristiane, essa raggruppava, sotto la direzione dei sacerdoti, nelle chiese le
famiglie che avevano intronizzato il Sacro Cuore. Là nelle riunioni periodiche
si accostavano insieme ai sacramenti, si sostenevano e si edificavano
vicendevolmente per meglio amare e servire Gesù e realizzare così l'estensione
del suo regno sulla società e su tutte le nazioni. OPORTET ILLUM REGNARE
(Occorre che Egli regni)! Occorre infatti che Egli regni ovunque. Così si
precisa sempre di più lo scopo della crociata apostolica indicata dal R. P.
Mateo nella sua prima pubblicazione di propaganda: "Unire i due
santuari, la chiesa e il focolare, in questo incomparabile amore del Sacro
Cuore; unire alle solennità della Chiesa quelle della famiglia, sarebbe in
verità un ideale divino che realizzerebbe il trionfo sociale cristiano, scopo
finale di questa sublime devozione al Sacro Cuore di Gesù".
Benedetto ed indulgenziato dai Sommi Pontefici S. Pio
X e Benedetto XV, conforme alle risposte della Sacra Penitenzieria Apostolica
del 1 marzo 1918, pubblicato negli Acta Apostolicoe Sedis il 1 aprile 1918 e
rettificato da S. S. Benedetto XV.
Il sacerdote, rivestito di cotta e di stola, benedice
l'immagine del Sacro Cuore. Benedictio Imaginis Sacratissimi Cordis Jesu
Christi, Domini Nostri
V. Adiutorium Nostrum in nomine Domini.
R. Qui fecit coelum et
terram.
V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.
Omnipotens sempiterne
Deus, qui Sanctorum tuorum imagines pingi non reprobas, ut quoties illas hanc,
quoesumus Imaginem in honorem et memoriam Sacratissimi Cordis Unigeniti Filii
tui Domini nostri Jesu Christi adaptatam, bene+dicere et sancti+ficare digneris:
et praesta, ut quicumque coram illa Cor Sacratissimi Unigeniti Filii tui
suppliciter colere et honorare studuerit, illius meritis et obtentu, a te
gratiam in praesenti et aeternam gloriam obtineat in futurum. Per
Christum Dominum Nostrum.
Amen.
(Ultimo aspergat aqua benedicta)
Dopo la benedizione, il sacerdote stesso o se non lo
può fare comodamente, il padre o un altro membro della famiglia, installa
l'immagine del Sacro Cuore al posto d'onore che le è stata riservata.
Tutti reciteranno ad alta voce il Credo al fine di
rendere una testimonianza esplicita della fede di tutta la famiglia.
Il sacerdote ricorda ciò che Nostro Signore attende
dalle famiglie che si sono più particolarmente consacrate a Lui - le
benedizioni speciali e sovrabbondanti di cui esse sono l'oggetto - il grande
dovere per la famiglia di rinnovare costantemente questa Consacrazione come
preghiera familiare.
Atto
di Consacrazione delle Famiglie
(letto dal sacerdote)Testo richiesto per guadagnare le indulgenze (S. Penitenzieria, 1 marzo 1918)
Sacro Cuore di Gesù, voi che avete manifestato a S.
Margherita Maria il desiderio di regnare sulle famiglie cristiane, noi veniamo
oggi a proclamare la vostra Regalità più assoluta sulla nostra. Noi vogliamo
vivere ormai della vostra vita, vogliamo far fiorire nella nostra famiglia le
virtù alle quali voi avete promesso la pace da quaggiù; vogliamo bandire
lontano da noi lo spirito mondano che voi avete maledetto.
Voi regnerete sulle nostre intelligenze tramite la
semplicità della nostra fede. Voi regnerete sui nostri cuori con l'amore senza
riserve di cui bruceranno per Voi e di cui intraterranno la fiamma con la
recezione frequente della vostra divina Eucaristia.
Degnatevi, o divin Cuore, di presiedere alle nostre
riunioni, di benedire le nostre imprese spirituali e temporali, di allontanare i
nostri affanni, di santificare le nostre gioie, di sollevare le nostre pene. Se
uno o l'altro di noi avesse la disgrazia di affligervi, ricordategli, o Cuore di
Gesù, che voi siete buono e misericordioso per il peccatore pentito. E quando
suonerà l'ora della separazione, quando la morte verrà a gettare il lutto tra
di noi, noi saremo tutti, sia coloro che partono che coloro che restano,
sottomessi ai vostri decreti eterni. Noi ci consoleremo col pensiero che verrà
un giorno in cui tutta la famiglia, riunita in cielo, potrà cantare per sempre
le vostre glorie e i vostri benefici.
Si degnino il Cuore Immacolato di Maria e il glorioso
Patriarca San Giuseppe presentarvi questa consacrazione e ricordarcela tutti i
giorni della nostra vita! Viva il Cuore di Gesù, nostro Re e nostro Padre!
Testo approvato da S.S. Pio X, su domanda del Proc.
gen. della Congregazione di Sacri Cuori. (Rescritto del 19 maggio 1918)
Concordat cum originali. In S. Penitenzieria, die 22
Junii 1908. L. S. So. Bapt. Menghini, subst. pro indulgentiis.
Siccome nessuno deve mancare al focolare in un giorno
così solenne, in questa ora benedetta, evochiamo il ricordo e la presenza dei
defunti della famiglia e recitiamo per gli assenti un Pater e una Ave Maria.
In seguito, tutti recitano in ginocchio la preghiera
seguente: (letta dal sacerdote e da tutta la famiglia).
Gloria al Sacro Cuore di Gesù, per la misericordia infinita che ha usato verso i felici servitori di questo focolare, scegliendolo, tra mille altri, come un'eredità
d'amore e un santuario di riparazione in cui si
riparerà l'ingratitudine degli uomini!
Come è grande, o Signore Gesù, la confusione di
questa porzione del vostro gregge fedele accettando l'onore insigne di vedervi
presiedere la nostra famiglia! Come essa vi adora in silenzio e si rallegra di
vedervi dividere sotto lo stesso tetto, le fatiche, le preoccupazioni e le gioie
innocenti dei vostri figli! Noi non ne siamo degni, è vero, che entriate sotto
questo umile tetto, ma voi avete già pronunciato una parola in cui è dipinta là
bellezza del vostro Cuore santissimo, e le nostre anime che hanno sete di voi,
hanno trovato nella ferita del vostro costato, o buon Gesù, le acque vive che
sgorgano fino alla vita eterna.
Così dunque, contriti e fiduciosi, veniamo a darci a
voi che siete la vita immutabile. Restate in mezzo a noi, o Cuore tre volte
santo, perchè noi sentiamo l'irresistibile bisogno di amarvi e di farvi amare,
voi che siete il roveto ardente che deve infiammare il mondo per purificarlo. O
sì, che questa casa sia per voi un asilo dolce come quello di Betania, nel
quale possiate trovare il riposo presso delle anime amanti che hanno scelto la
parte migliore nella felice intimità del vostro Cuore! Che essa sia, o
Salvatore amato, l'umile ma ospitale rifugio dell'Egitto durante l'esilio che vi
infliggono i vostri nemici!
Venite, Signore Gesù, venite, perchè qui, come a
Nazareth, si ama con tenero amore la Vergine Maria, questa dolce Madre che voi
stesso vi siete donato. Venite a riempire con la vostra dolce presenza i vuoti
che le disgrazie o la morte hanno lasciato in mezzo a noi. O amico fedelissimo,
se voi foste stato qui nelle tristi ore del dolore e del lutto, le nostre
lacrime sarebbero state meno amare, noi avremmo sentito il balsamo su queste
ferite segrete che solo voi conoscete: venite, perchè ecco che si avvicina
forse per noi la sera angosciosa dei rimpianti e declina il giorno fuggitivo
della nostra gioventù e delle nostre illusioni. Restate con noi, perchè già
si fa tardi e il mondo perverso vuole rivestirci delle ombre delle sue
negazioni, mentre noi vogliamo attaccarci solo a voi, perchè voi solo siete la
Via, la Verità e la Vita. Lasciateci sentire, o Gesù, queste parole che
avevate pronunciato: "Oggi devo fermarmi in casa tua".
Sì, Signore, stabilite qui il vostro soggiorno,
perchè noi viviamo del vostro amore e nella vostra compagnia, noi che vi
proclamiamo nostro Re, perchè noi non vogliamo altri che voi.
Sia sempre amato, benedetto e glorificato in questo
focolare, il Cuore trionfante di Gesù! Che il suo regno arrivi! Così sia!
Si reciti la Salve Regina, come omaggio
d'amore al Cuore Immacolato di Maria.
Salve, Regina, mater misericordiae, vita, dulcedo ef
spes nostra, salve. Ad te clamamus, exules filii Hevae. Ad te
suspiramus gementes et flentes in hac lacrimarum valle. Eja
ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad
nos converte. Et Jesum, benedictum fructum ventris
tui, nobis post hoc exilium ostende. O clemens, o pia, o dulcis virgo Maria.
Italiano Salve, o Regina, madre di misericordia; vita,
dolcezza e speranza nostra salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te
sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque,
avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo
questo esilio Gesù, il frutto benedetto del ventre tuo. O clemente, o pia, o
dolce vergine Maria.
Sacro
Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi! (Tre volte)
Cuore
Immacolato di Maria, pregate per noi!
San
Giuseppe, pregate per noi! Santa Margherita-Maria, pregate per noi!
Il sacerdote benedice i presenti: Benedictio Dei Omnipotentis, ecc.
Tutti i membri presenti firmano in doppio esemplare
il Documento Familiare o autentica dell'intronizzazione; uno è conservato con i
ricordi della famiglia, l'altro è inviato a un segretariato con l'indirizzo
completo della famiglia.
A) Qualche pratica che risponde ai desideri del Sacro
Cuore:
- La preghiera in comune davanti all'immagine del
Sacro Cuore, almeno alla sera.
- La Benedizione dei figli, la sera, fatta dai
genitori, davanti all'immagine del Sacro Cuore e in nome del Sacro Cuore primo
Capo del focolare.
- La Comunione frequente e riparatrice.
- L'Ora Santa dei giovedì o almeno alla vigilia dei
Primi Venerdì del mese. - La celebrazione del Primo Venerdì ogni mese.
- La Festa del Sacro Cuore di Gesù. - Il mese del
Sacro Cuore.
B) Qualche circostanza in cui le famiglie devono più
specialmente testimoniare un amore fiducioso al Sacro Cuore rinnovando la loro
consacrazione:
- Alla festa del Sacro Cuore di Gesù.
- All'anniversario dell'Intronizzazione.
- Alle feste del padre di famiglia, della madre e dei
figli.
- Alle nascite: dopo il loro Battesimo in Chiesa,
consacriamo i figli al Sacro Cuore, davanti alla sua immagine al focolare.
- Alle Prime Comunioni: prepariamo i nostri figli
davanti all'immagine del Sacro Cuore, al focolare. Dopo la cerimonia in chiesa,
il bambino rinnoverà egli stesso, davanti all'immagine del Sacro Cuore, al
focolare, la consacrazione fatta dai genitori atla sua nascita.
- Alla partenza per il servizio militare.
- Per la scelta di una carriera: novena al Sacro Cuore, Capo del
focolare.
- Al ritorno di un membro assente della famiglia. -
Ai matrimoni.
- Ai giorni delle grandi gioie familiari,
d'inquietudini e di lutto: malattie, morte ecc... Rinnovamento della
consacrazione familiare, da fare dopo la preghiera della sera, in unione con
tutte le famiglie che hanno intronizzato il Sacro Cuore.
Sacro
Cuore di Gesù, che il vostro regno arrivi! Siate il Re riconosciuto e beneamato
non soltanto dalle società fedeli, ma anche delle nazioni prodighe che si sono
allontanate da Voi.
Per
il Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace, stabilite la vostra regalità
sulla nostra Patria, prendendo possesso intimo e solenne dei nostri Focolari. E
che ben presto, da un polo all'altro della terra, risuoni un solo grido: Viva il
Cuore di Gesù nostro Re! A Lui siano onore e gloria nei secoli dei secoli!Così
sia!
Canto di Intronizzazione: Noi vogliam Dio
L'INTRONIZZAZIONE DEL SACRO
CUORE DI GESU NELLE
FAMIGLIE
I nostri lettori troveranno una piccola varitinte
nell'esordio di questa nuova edizione; ed ecco perchè: Il Rev. P. Matteo
benedicendo ed incoraggiando con tutto il cuore la pubblicazione di queste
pagine ci ha chiesto di separare - quanto possibile la sua persona dall'opera veramente
provvidenziale dell'Intronizzazione. Egli tiene a far vedere ché soltanto il
Cuore di, Gesù ha fatto quest'Opera incomparabile e vuole che l'azione divina
rifulga sola, «Sono stato - egli ci disse
- l'istrumento cieco scelto per grazia speciale per il lavoro del primo
momento, accanto a me e dopo di me vi sono già e vi saranno grandi apostoli,
istrumenti capaci di attirare le anime. Ma questo Re magnifico che non ha
bisogno di nessuno, vuole regnare e regnerà servegdosi a suo piacere di tutti;
qui, di un vescovo o di un bambino, là, d'una monaca o di un semplice operaio.
Perciò tengo a sparire, perchè si veda Lui, sempre Lui. Desidero ardentemente
che si ammiri con conoscenza di causa l'Opera di misericordia che compendia
tutta la visione della beata Margherita Maria, ma appunto per questo bisogna che
il pubblico non consideri nell'istrumento che la sua indegnità per far
risaltare maggiormente la potenza dell'Amore conquidente e vittorioso. La mia
piccolezza, la mia nullità sono infatti un grande argomento del soprannaturale
dell'Opera.
Vivat
Cor Jesu Sacratissimum !
Adveniat
regnum tuum!
Nel 1907 il Rev: P. Matteo venne mandato dai suoi
superiori, dall'America in Europa, per ragioni di salute. - Affettò da una
grave malattia di cuore, egli si recava a Paray-le-Monial, non per
sollecitare un miracolo di guarigione fisica, ma per implorare la grazia di
amare sempre con maggiore amore il S. Cuore di Gesù, e di morire come un santo
prete.
Ma, appena egli si fu inginocchiato nella cappella
delle Apparizioni ed ebbe formulata la sua preghiera, si sentì scosso in tutto
il suo essere... ... era guarito! - Quello che egli provasse in quel momento
nessuno potrà descriverlo, ma certamente egli dovette essere allora colpito al
cuore da un'altra ferita, tutta d'amore ... poichè la sera stessa mentre
faceva l'ora santa, egli riceveva dal S. Cuore, con la missione di conquistargli
il mondo, la famiglia, tutto il piano dell'Intronizzazione, quale viene
praticato oggi in tutto l'universo. Predicare il S. Cuore - predicare l'amore,
come egli dice - era sempre stato il sogno del P. Matteo, è per ottenere il
permesso di incominciare il suo apostolato, egli si reca a Roma dal Papa Pio X
allora regnante.
«No figlio mio» gli risponde il Pontefice, uno, non
- ve lo permetto! » - Ma, Santo Padre!.... No, non ve lo permetto» insiste
Pio X con quel sorriso leggermente malizioso che gli era così particolare e,
aprendogli le braccia e stringendolo al cuore, soggiunge:, «Ve lo ordino -
capite? è il Papa che comanda, è «un'opera meravigliosa, consacratele tutta
la vita.»
Stabilita divinamente e solennemente consacrata dal
Capo della Chiesa l'opera, sua, il P. Matteo si slancia, come un nuovo S. Paolo
alla conquista dei popoli. Apostolo nel più largo senso della parola, senza
bisaccia, senza borsa, senza altra forza che quella della sua, grande passione e
della completa noncuranza di sè, egli ha percorso il mondo, soggiogando le
anime, infuocandole col fuoco che gli arde nel cuore, e tutto ciò - con grande
semplicità e naturalezza. Anche esponendo cose molto semplici – il Vangelo -
e dicendole molto semplicemente, egli conquide l'uditorio con quel che di divino
che è in lui. - Il Maestro stesso parla ed agisce nel suo apostolo; vedendolo
ehi ascoltandolo si prova quello che doveva essere provato al tempo di Gesù,
anno passaggio si è colpiti, vinti, trasformati - si diviene apostoli!
Per dare un'idea dell'opera compiuta in dieci anni di
lavoro basterà trascrivere un paragrafo del suo opuscolo.
Attivamente propagata nel Cile, in Colòmbia, poi
negli Stati Uniti; nelle Antille, a Panama - all'Equatore, nel Brasile, nella
Bolivia, nell'Argentina, nel Perù, nel Paraguay, nell'Uruguay, nel Messico,
l'Opera de l’Intronizzazione penetrava quasi contemporaneamente nel Belgio,
nell'Olanda, in Inghilterra, in Polonia, in Corea, in Italia, al Cairo, ad Alessandria,
in Cina; a Madagascar, al Gabon, - al Congo, nel Senegal, in Oceania, fino in
mezza ai lebbrosi di Molokai, ecc.
Le benedizioni che accompagnarono le missioni del
P. Matteo furono meravigliose, e i suoi racconti di miracoli avvenuti, sono
infiniti. - Un vescovo gli scrive: Padre, quello che ho veduto non è soltanto
la, risurrezione -di un morto, ma quello di tutto un camposanto.
Nel 1914 egli fu mandato in Europa; viaggiava per
mare quando la guerra scoppiò; il ritorno era impossibile ed i suoi superiori
si chiedevano: che cosa farà in Francia? Non potrà predicare, tutti
saranno occupati con la guerra e nessuno l'ascolterà.
Avviene invece il contrario. La guerra apre la via al
S. Cuore, colle prove, coi lutti che essa moltiplica... le famiglie invocano il
Signore quale confortatore...
In questo momento ventidue delle nostre diocesi
reclamano il Rev. Padre, il quale, per accontentare tutti non può dare che
molto poco tempo ad ognuna. Anche qui, come dappertutto i fatti più
straordinari, le conversioni più belle provano che il suggello divino è su
questa missione che essa è la nuova Pentecoste che deve riscaldare il vecchio
mondo alla fiamma del Sacro Cuore.
Il 12 novembre 1916 il R. P. Matteo era a ''Lione
e, nei tre giorni che vi rimase, abbiamo avuto la fortuna di vederlo e di
ascoltarlo più volte:
Sono ore paradisiache che vorremmo far rivivere qui
riportando qualche brano dei suoi discorsi; ma non sapremmo mai rendere la commozione
divina del grande apostolo, nè quella parola di fuoco e di fiamma che accende là
dove penetra.
« Oh! egli ci diceva, non invidio il mio angelo «
custode nè tutti insieme gli angeli, non possono nè celebrare la messa, nè
predicare 1'amore, nè soffrire per l'amore.,»
Abbiamo detto brevemente dell'origine della missione
del P. Matteo, diremo ora in poche parole che cosa egli intenda per
Intronizzazione.
Gli opuscoli dell'Opera, la faranno conoscere meglio
e da questi si vedrà che essa non è che l'intera realizzazione del complesso
delle domande fatte dal Sacro Cuore a Paray-le-Monial e delle magnifiche
promesse che hanno accompagnato queste domande. - Diciamo del complesso
perchè lo scopo trascendentale di tutto questo apostolato è la santificazione
della famiglia, la quale, quasi cellula sociale, deve essere il primo trono
vivente del Re d'Amore.
L'Intronizzazione! E’ Nostro Signore che viene a
reclamare il Suo posto intorno al focolare domestico, come un tempo al
tramonto delle Sue giornate apostoliche, chiedeva l'ospitalità a Bètania;
posto d'onore perchè Egli è Re, e deve regnare sopra ogni famiglia, per poter
presto regnare sulla società... posto intimo e famigliare perchè è l'Amico
e vuol regnare col Suo Cuore e col Suo Amore. L'Intronizzazione è l'Emanuele,
il Cristo del Vangelo vivente ancora fra noi. Forse si risponderà, come da
molti è stato fatto prima d'aver capito: Fra noi il Sacro Cuore è già
intronizzato poichè è in tutte le stanze della casa e ad Esso noi siamo consacrati...
Se è vero. - Ma l'avete ricevuto una buona volta: con una festa solenne, con
intervento e la benedizione di un prete, con fiori, canti, luminarie, alla
presenza di tutta la famiglia riunita ed anche di invitati? L'avete acclamato
e dichiarato Padrone e Re del focolare di maniera che d'ora innanzi voi non
siate più in casa vostra, ma ospiti Suoi? che Egli stesso prenda in mano tutti
i vostri interessi, i vostri affari, che veniate a rallegrarvi vicino a Lui in
tutti i momenti lieti, e a farvi consolare nelle ore dolorose? Infine, è come
se Egli venisse visibilmente Ospite amato al quale si assegna il posto d'onore
ed al quale si confida tutto?... L'immagine del Salvatore col Suo Cuore è stata
esposta ed onorata come Egli l'ha domandato a Paray-le-Monial, perchè Egli
possa versare sulle famiglie le abbondanti benedizioni delle quali è la
sorgente?
Ecco l'Intronizzazione.
Come vedete essa è la consacrazione vissuta... La
semplice consacrazione può essere un atto passeggero mentre l'Intronizzazione
costituisce uno stato nel quale l'Evangelo diviene una regola, e come l'anima
del focolare del quale il Sacro Cuore è Re.
Non si conosce Nostro Signore, ci diceva il Padre, ed
è per questo che non lo si ama. Si ha paura di Lui, si mantiene la distanza da
Lui, e gli si dice: Restate Voi nel vostro Tabernacolo mentre noi vivremo laggiù...
lontano, la nostra vita famigliare. - Soprattutto (come un tempo dicevano gli
Israeliti) non vi avvicinate non venite fino là, non ci mostrate il vostro
volto, perchè ne morremmo! E non si vede che il Jehova del Sinai nel Cristo,
nel, Salvatore così dolce, così buono, così affabile, nell'Emanuele, il Dio
con noi, il quale non desidera che abitare coi figli degli uomini come, nei
giorni della sua vita mortale, non temeva di alloggiare da pubblicani e da
peccatori ed anche di assistere a nozze per dimostrarci il suo desiderio di vivere
la nostra vita di famiglia con tutte le sue gioie e tutti i suoi affanni.
« Si prende a pretesto la propria indegnità!... Era
forse degno Zaccheo cui la sola curiosità spingeva sui passi del Signore? No,
certamente, ma egli credette alla sua condiscendenza.... lo ricevette nella sua
casa... E con Gesù entrò la salvezza, la pace, la conversione: Questa casa ha
ricevuta oggi la salvezza.
«Si prende a pretesto il rispetto… Egli chiede,
mendica l'amore... ci tende le braccia... e noi ci teniamo a distanza... per
rispetto! Mettiamo fra Dio e noi delle valli e dei monti, per rispetto! Esistono
dei cristiani che sono, direi quasi, ebrei per timore: - Per tema di morire
desideriamo che Gesù non ci parli. - Per me, dico: «Tacciano Mosè ed i
Profeti e gli uomini non mi parlino perche io voglio ascoltare soltanto Gesù,
predicare Gesù, il mio Gesù d'amore!!!. » Sì, temo più un giansenista che
cento protestanti; e anche un miscredente.
«Mi ricordo che un signore molto, oh! molto
cattolico, a proposito dell'Intronizzazione mi diceva: «No, padre... non
voglio far ciò... mettere Lui nel mio salone! Qual mancanza di rispetto
sarebbe!»
«Giansenismo! orribile giansenismo!
« E per quanti converrebbe smascherare questo
preteso rispetto, aggiungendovi una sola parola: Rispetto umano! deplorevole
rispetto umano! Come se Colui che un tempo era invitato a presiedere alle nozze,
non fosse al suo posto anche in un salotto! Non è forse il Re dei re?
«Oh! l'Amore non è amato, Egli non è amato. - Non
si predica abbastanza l'amore di Gesù Cristo, mentre è un'anima, una fiamma,
una vita e non un sentimentalismo malaticcio.
«Se si leggesse di più il Vangelo, e lo si
meditasse profondamente si resterebbe facilmente convinti che il Maestro
desidera essere famigliare con noi. I fanciulli della Giudea e della Galilea non
avevano paura di Lui, essi si gettavano nelle sue braccia e bisognava obbligarli
ad allontanarsi, mentre Egli li richiamava per accarezzarli e per abbracciarli
ancora. Sì, lo ripeto: si ha paura di Gesù perchè non lo si conosce, perchè
non lo si è mai avvicinato; perchè non lo si è mai visto!!!
Ascoltate questa scena che chiamerò, se non, - scena
testuale del Vangelo, per lo meno scena evangelica: quella dell'accoglienza che,
a Betània, fu fatta a Gesù: per poco che vi si rifletta col cuore, la scena
dovette svolgersi così: La prima volta che Gesù venne a domandare ospitalità
a Betania, fu ricevuto con una certa riservatezza, con un misto di titnidezza
e di curiosità e di deferenza, da Lazzaro e da Marta soltanto, poichè Maria
li aveva abbandonati! Era quell'uomo famoso, l'autore di tanti miracoli del
quale tutti parlàvano! Chi poteva essere veramente? Un Rabbi!... I due fratelli
si sentirovo onorati, incuriositi, non altro si tennero a una certa distanza e
certamente si limitarono a servirlo e ad ascoltarlo. Però dalla persona del
Signore doveva emanare un fascino di attrazione, perchè quando Egli fu per
partire, Lazzaro e Marta gli dissero timidamente: «Maestro, ritorna» -E
Gesù ritornò. - Questa volta un sentimento nuovo si faceva strada nei loro
cuori: si, erano preparati a riceverlo, desideravano il suo arrivo, lo
aspettavano sulla soglia, e quando Egli giunse, osarono avvicinarsi di più, la
conversazione si fece più intima, più famigliare, più gaia. Il Maestro era
così buono, così semplice! - Quando ripartì i cuori erano conquisi - e con
insistenza fratello e sorella supplicarono: «O Maestro ritorna! Degnati di
considerare come tua la nostra casa » E Gesù promise: sarebbe il loro Amico!
«Oh! come fu differente dalle prime due la terza
accoglienza a Gesù, a Betania!
« Ascoltate, è quella dell'Intronizzazione. - Le
anime gioivano, la casa aveva un aspetto di festa, fiori a profusione; Lazzaro e
Marta contavano le ore...: come tardava il Maestro! Finalmente, non avendo più
il coraggio di aspettarlo, gli andaron incontro e fattolo entrare e sedere, al
posto migliore, si accostarono a Lui sempre più... nessuna distanza più, oggi
tra loro regna l'amore, la famigliarità.
«La conversazione si fece intima, i cuori si
riversarono gli uni negli altri... talmente, che Lazzaro, vedendo il Maestro così
buono,- così pietoso, così potente, si gettò in ginocchio e giungendo le mani
in grembo a Gesù con un singhiozzo nella voce, gli confidò il segreta della
sua famiglia. «Maestro!.. noi -
siamo due... ma, eravamo tre - Maria che oggi chiamano Maddalena, non è più
con noi... essa è la vergogna della nostra casa. - Oh! Maestro, fa che ritorni.»
E Gesù unì le sue lacrime a quelle di Lazzaro e quando si separò dai suoi
amici, lasciò cadere nelle loro anime la parola della speranza: « Ve lo
prometto - Maria tornerà - » Il resto lo conoscete - la peccatrice ai piedi
di Gesù in casa di Simone e la sua mirabile conversione. -
« Allorchè Gesù si recò per la quarta volta a
Betania, i fratelli erano di nuovo in tre... Maria Maddalena, la grande risorta
dal Maestro, era presente, e da quel tempo, il Vangelo ce la mostra, sempre ai
piedi del suo Salvatore. -
«Per quanto Gesù, che sa tutto, conoscesse la pena
di quella famiglia, per portarvi rimedio attese che quella pena gli venisse
confidata. Per fare il suo grande miracolo attese d'essere stato ricevuto in
quella casa e di avervi trovato - l'amore confidente.
«Qual adorabile scena di bellezza e di semplicità!
Ebbene, è quella dell'Intronizzazione. » I miracoli più clamorosi, più
inaspettati rispondono alla fiducia delle famiglie che hanno saputo dire: «
Mane nobiscum Domine! si, resta con noi!» chiudi le porte, vogliamo tenerti con
noi. Ci vorrebbero dei volumi per raccontarli. Fra mille prendiamone due o tre -
Come diceva il Padre Matteo; « Ho, per me, l'eloquenza dei fatti »:... e
anche: «Ho perduto la fede nei miracoli, poichè per credere bisogna non
vedere, ed io vedo tutti i giorni. »
A volte è una madre, una sposa, una figlia od anche
una domestica che riesce ad intronizzare il Sacro Cuore, e che dedicandosi
all'Apostolato esterno attira la misericordia sull'anima sviata. Fu così che
il Capo di un grand'Oriente consegnò al Rev. Padre la pergamena della sua
donazione al demonio (donazione che datava da cinquanta anni) e la bandiera
della F. M. per ricevere in cambio quella del Sacro Cuore. - Seguendo il suo
esempio altri cinquanta settari si convertirono.
Altro esempio commovente e recentissimo: Un giovane
padre di famiglia, settario accanito, faceva un male immenso con le sue
conferenze antireligiose. La sua sposa. piangeva, pregava e faceva pregare le
sue due bambine. Assistendo un giorno alla predica del Padre Matteo capisce che
la salvezza sta nell'Intronizzazione; ma non sa come arrivare ad effettuarla.
Finalmente le viene un'idea: madre e figlie sì dispongono a festeggiarla ed
essa profitta di quest'occasione per pregare il marito di darle come regalo, il
permesso d'intronizzare nel salone il Sacro Cuore. Quasi per miracolo il marito
accondiscende al desiderio della moglie, contentandosi di non comparire alla
cerimonia che ha luogo pia e commovente fra le preghiere delle bambine per la
conversione del padre loro.
Quando tutto è finito, questi, incuriosito, entra
nella sala e alza gli occhi sul quadro, ma subito li abbassa non potendo
sostenere lo sguardo del Sacro Cuore; confuso da quello che gli sembra una viltà,
ritenta la prova, ma l'effetto impressionante è identico; furioso egli esce
dal salotto, ma poi attratto da una forza misteriosa, vi ritorna; quello
sguardo lo segue insistentemente, lo inquieta, l'esaspera. Egli chiama allora la
moglie e le dice: Chi hai fatto entrare qui? C'è qui qualcuno, ti ripeto che
qui c'è qualcuno! - La madre chiama allora le due bambine e, tremante
d'emozione, fa loro ripetere davanti al padre le preghiere che hanno recitato
poco prima per invocare la sua conversione. Questa volta il settario è vinto,
cade in ginocchio... La domenica seguente si accosta ai Sacramenti: poi supplica
che gli sia permesso di parlare nella stessa chiesa per ritrattare pubblicamente
tutte le sue abominazioni, ma non può articolare parola e i singhiozzi che lo
soffocano parlano anche più eloquentemente.
Ripetiamo che questi fatti sono presi fra mille.....
lo stesso P. Matteo ne ha citati molti
altri.... Essi sono certamente meravigliosi, ma non
sono tuttavia che l'adempimento delle promesse del Sacro Cuore alle famiglie
che avranno esposta ed onorata la sua immagine:
Io toccherò i cuori più induriti. Io porterò la
pace nelle famiglie. Io benedirò tutte le loro imprese. Io darò loro tutte le
grazie necessarie al loro stato. «Noi camminiamo verso la salvezza del mondo
per mezzo del regno del Sacro Cuore, e, «verso il regno del Sacro Cuore per
mezzo della completa realizzazione delle richieste di Paray-le-Monial. »
Fino ad ora era stato risposto a molte domande del
Signore: Montmartre, la festa solenne del Venerdì - dopo - l'ottava del
Corpus Domini, i primi Venerdì del mese, l'ora santa... mancava ancora
l'immagine del Cuore divino al posto d'onore nelle famiglie.
Il Rev. P. Perroy diceva or non è molto «
Montmartre è stata innalzata a soldo a soldo, la Francia deve essere consacrata
al S. Cuore famiglia per famiglia. » L'infaticabile apostolo ha sognato di più:
conquistare il mondo intero famiglia per famiglia; e non si arresterà se non -
quando avrà terminato il suo compito.
Con quanto amore egli parla della beata Margherita
Maria! Ascoltate «Non si possono istituire confronti fra Santi, nè
dichiararne uno più santo dell'altro, sarebbe ridicolo, ma si possono
confrontare le missioni. Ora, Margherita fra tutti i Santi ha una missione
speciale, unica, una missione che deve comprendere il mondo intero, tutta la
gerarchia ecclesiastica, tutte le famiglie, tutti i cuori e ciò fino alla fine
dei tempi. Dandoci il Suo Cuore, Dio ci ha dato per suo mezzo tutto quello che
poteva darci. Tutti i tesori d'amore che egli elargirà ancora al mondo non
saranno che una derivazione di questo primo dono, - un raggio più o meno
luminoso e caldo di quel focolare che ci è stato aperto a Paray, ma niente di
più in sè, poichè Dio non ci può dare di più, del Suo Cuore: Potrà farlo
meglio conoscere, manifestandone l'amore, la misericordia in una maniera più
esplicita e chiara, ma, lo ripeto, questa nuova effusione non sarà che
l'irradiazione del dono completo che ci ha fatto per mezzo di Margherita Maria.
»
Il regno del Sacro Cuore!
Ah! ecco lo scopo al quale tendono tutti gli - sforzi
di coloro che hanno capito - che là soltanto è la salvezza! Lasciamo parlare
ancora il P. Matteo.
«Voi volete la Vittoria, Signore » - diceva ad un
eletto uditorio - «domandate il Suo regno, poichè ve l'assicuro non avrete la
vittoria che nella sua vittoria; come, vorreste una pace gloriosa e che Lui,
il Re, restasse coronato di spine e relegato come prima al terzo fango! Questo
non può essere! Se volete la pace, la vittoria, domandate il Suo Regno;
lavorate al suo avvento, non abbiate più sulle labbra e nel cuore che l'adveniat
regnum tuum! poichè Egli deve, vuole regnare. L'ha detto in modo assoluto a
Margherita Maria: Io regnerò, non dubitare figlia, ma credi, e vedrai la - potenza
del mio cuore nella magnificenza del mio amore! Regnerò, malgrado i miei nemici
e tutti quelli che vi si oppongono.
« E la discepola fedele ha capito tanto bene la
lezione del suo Maestro, che ripete anch'essa incessantemente quelle parole: «
Egli regnerà!. - Sì, me lo ha promesso, regnerà.
«Per salire al cielo, bisogna sempre partire da un
Calvario; l'ora che attraversiamo è terribile, atroce se volete, ma è un'ora
divina, un'ora di Calvario che conduce alla misericordia, e in questa ora di
dolore noi potremo compiere la missione che ci incombe: salvare il mondo,
fondando nel mondo, per mezzo del Cuore di Gesù, il regno dell'amore e della misericordia,
- tutta l'Opera della misericordia: Leone XIII l'ha detto: «Dopo il grande
avvenimento del Calvario non c'è stato al mondo nulla di più grande di
Paray-le-Monial. » E dunque Paray-le-Monial che bisogna realizzare ... e questa
è la ragione d'essere dell'Opera che vi predico: 1'Intronizzazione del Sacro
Cuore nella famiglia, in tutti i focolari, dall'alto al basso della scala
sociale, in ogni luogo.
« Per raggiungere questo scopo - che è nello dello
stesso Sacro Cuore - ci occorrono degli apostoli.
«No, Signore, non ci vogliono uomini di genio,
letterati o scienziati, ma bensì apostoli ed apostoli soprannaturali i quali
non vedano che attraverso alla luce del Tabernacolo:
« Se taluni, sconcertati dalla semplicità della mia
predicazione, dopo avermi ascoltato si ritirano come un tempo i Giudei dopo un
certo discorso del divin Maestro; sé non ne restano più che dodici, che
importa? purchè quei dodici siano apostoli! Per me, lo dichiaro francamente,
non credo a nessuna saggezza, a nessuna luce umana, non credo che a Gesù
Cristo e al Suo cuore.
« Un giorno in cui aveva svolto il tema: l'amore
del Sacro Cuore, vidi venire verso di me un gran personaggio che aveva tenute
molte alte conferenze il quale mi disse: Dopo aver ascoltato la vostra predica
riconosco che non ho fatto niente, nulla sussiste di ciò che ho di vulgato, non
c'è più nulla, la vera saggezza sta in ciò che voi avete ora detto.
Confessatemi. - E tanti altri personaggi, simili a questo per scienza, profondità
di coltura, valore intellettuale mi hanno ripetuto la stessa cosa! La bellezza
di Gesù Cristo conquide, vince. Predichiamo dunque soltanto Gesù Cristo, Gesù
Cristo crocifisso!
«Ma la base di ogni apostolato è l'amore. «Per
essere Apostoli bisogna amare, bisogna prendere con sè, in sè, l'anima, il
Cuore di Gesù, Re d'Amore; allora non agiremo più noi stessi, ma bensì Gesù
agirà e parlerà per bocca del suo apostolo e tutto diverrà facile e
possibile.
Io parlo a tutti nello stesso modo e se invece che
a voi, Signore, io fossi davanti ad un uditorio di diecimila pagani, non userei
diverso linguaggio, e, ne sono sicuro, vi sarebbe qualcuno che si sentirebbe
scosso e si convertirebbe. »
(A questo punto il Rev. Padre cita la conversione
completa di un protestante, preso improvvisamente nelle reti dell'Amore del
Sacro Cuore; poi alcuni esempi d'apostolato dei quali ne riferiremo alcuni).
«Al, principio della, nostra Opera, allorchè non
avevamo ancora nè stampati, nè aiuti, una bimba di dieci anni, piccola anima
privilegiata, otteneva dai suoi genitori il permesso di alzarsi tre volte per
settimana dalle undici a mezzanotte per lavorare per il Sacro Cuore. E là nella
sua cameretta, in ginocchio sulla nuda terra essa copiò delle centinaia di
lettere per 1'Intronizzazione, in tre lingue che non conosceva, obbligata
quindi a copiare sillaba per sillaba. Spesso nel rialzarsi, lasciava delle traccie
di sangue sulla pietra, ma quali risultati doveva portare nei cuori questo
lavoro di amore e di dolore... Ogni parola vi penetrava come uno strale
infuocato. Conosco una fanciulla di nobile famiglia, molto delicata, che e
andata fino dal Vescovo per ottenere il permesso di predicare l'Intronizzazione
nelle case: e da un anno essa, con tutti i tempi, gira per le campagne, cercando
di conquistare le famiglie al Sacro Cuore. - E ne ha già conquistate quasi
mille.
« Uno dei miei migliori apostoli è in erossimità
della linea del fuoco e il suo esempio vi strapperà lacrime. Egli è un giovane
di distinta famiglia, ferito, mutilato del braccio destro e di una gamba, ha la
lingua paralizzata così che non fa più sentire che dei suoni inarticolati.
Scrive come può con la mano sinistra, poi gira fra le famiglie con la sua
povera gamba di legno e porta da leggere i suoi fogli scritti, spiegandosi a suo
modo; è inutile dire che convince subito; in pochi mesi ha conquistate cento
famiglie.
« E la mia povera mendicante di 75 anni! - poiché
fra i miei apostoli ho delle marchese e delle mendicanti... Il solo pensiero di
lei mi è d'incitamento a perseverare„ quando talvolta sento la fatica, la
sofferenza fisica. Ha assunto la propaganda nelle famiglie operaíe ed ottiene
delle cose meravigliose, ma a prezzo della noncuranza del suo corpo e di tutta
se stessa. Per esempio: una sera di temporale essa mi si presenta - In quale
stato siete! - esclamo - e lei, ah! Padre, già è vero sono un poco bagnata, ma
non importa. - Ed ora come vi asciugherete? - Andrò da una vicina... eppoi
anche se morissi che importa? Purché Egli regni!
E quella giovane coricata sopra una tavola d'ospedale
che offre tutte le sue sofferenze per l'Opera dell'Intronizzazione e che
rimpiange la perdita delle sue gambe soltanto perché non può correre alla
conquista delle famiglie per darle al Cuor di Gesù!
« E quante altre che devo rinunziare a citare! Pure,
se mi permettete un ricordo personale, vi nominerò ancora mia madre la quale
dopo lamia partenza dall'America mi scriveva: Figlio mio, capisco ciò che è
avvenuto nel tuo cuore, capisco che mi hai dimenticata senza dimenticarmi.
Ebbene anch'io per aiutarti nella tua missione e per essere apostolo con te, ho
procurato di dimenticarti, senza dimenticarti. - Ecco mia madre... eppure è,
una donna di mondo.
« Ah! Il Signore fa grandi cose per mezzo di piccole
anime, quando queste si prestano docilmente a fare ciò che Egli vuole, e
soprattutto quando sanno dimenticarsi.
«L'oblio di se medesimi. - Insisto su questo punto
perchè è essenziale.
« Ho incontrato delle buone anime che vivevano,
secondo l'espressione di Santa Teresa, imbarazzate nelle loro miserie come
povere mosche in una tela di ragno. - Ma che cosa volete che io faccia per il
Sacro Cuore, io che sono cosi misera? - Ah sì, siete miserabile ed ancor più
di quanto lo credete ve l'assicuro. Ma non volete che Egli lo sappia meglio di
voi? Lui? Forse non vi conosce a fondo? Sì? Ebbene, ciò non pertanto egli
sceglie voi, viene a cercar voi per aiutarlo. Riconoscete che ha cattivo gusto!
«Voi tutte conoscete la domanda del Signore a San
Girolamo: Girolamo, dammi qualche cosa. - Ma, Signore, non ti ho già dato
tutto? La mia vita è tua, i miei beni te li ho dati, le mie forze, il mio
onore, prendi tutto Signore, tutto è tuo - Girolamo dammi qualche cosa - Ma
come, Signore? Ci sarebbe forse nel mio cuore qualche movimento segreto che non
ti appartiene? - Girolamo, Girolamo; tu serbi qualche cosa per te... tu non mi
dai quello che io voglio - Che cosa vuoi, Signore? - Girolamo, dammi i tuoi
peccati.
«Signore, dategli le vostre miserie. Portategliele
e dite: Ecco Maestro, - prendi, e che il tuo Regno avvenga!..
«Ma mi par di sentire che vorreste essere sante; e
io vi rispondo: niente di più facile, fatevi apostoli del Cuor di Gesù e,
senza lavorate, senza nemmeno pensarci, senza saperlo diventerete sante,
altamente sante! Che cosa è la santità se non il completo oblio di se stessi
per la gloria e il regno di Dio? Il Signore è fedele, e quando dice: Cercate il
regno di Dio il resto vi sarà dato in soprappiù, non sono vane parole le sue.
- Se gli effetti non sono più frequentemente manifesti e sensibili, ciò avviene
perchè non si sa dimenticarsi, si ha troppa prudenza umana e non si ha
sufficiente fiducia in Dio, non si sa scambiare i propri interessi contro quelli
del divino Maestro. Eppure a tutti come a Margherita egli dice: Figliuola, mi
occuperò di te, ma tu occupati soprattutto di me: Per coloro che lavorano pel
suo regno dimenticando i loro interessi, persino quelli spirituali, persino
la loro anima e la cura della loro perfezione, Egli fa prodigi. Questo è ciò
che Egli intende dicendo: perdere l'anima per salvarla.
«Allora fra il Cuore divino e l'anima così
abbandonata è una vera gara d’amore: Figliuola, ti amo, voglio colmarti dei
miei beni! Tutto è tuo, mia cara, domanda che vuoi? - Che tu regni, Signore. -
Sì, figlia, ma per te non desideri niente? Chiedi, chiedi, sono pronto a concederti
tutto - Signore, che tu regni! tutto quello che mi hai dato, io te lo rendo,
tutto quello che mi darai te lo rendo fin d'ora. Il tuo regno, o mio Dio! no,
non voglio niente altro se non che tu regni!»
Era tutta la sua anima che il P. Matteo ci rivelava
così, la sua anima di apostolo di fuoco, di pazzo d'amore come egli si dice
confessando di non sapere più che una sola cosa: Adveniat, adveniat, adveniat
regnum tuum!
Con simili apostoli il divin Maestro: può mantenere
la parola e innalzarli rapidamente ad un'alta perfezione! Sono questi certamente
che Egli mostrava a Margherita Maria promettendo loro una così grande
abbondanza di grazie e di benedizioni che essa rifiuta di descriverle perchè,
dice, le mancano le parole. «Tutto quello che posso ripetere è ciò che mi
assicura Egli stesso: Il loro nome sarà scritto nel mio cuore e non ne sarà
mai cancellato. Ma lasciamo nuovamente la parola al P. Matteo : «Non erediate,
Signore, che l'apostolato che io vi chiedo sia difficile. I risultati
meravigliosi dell'Opera provano fino a qual punto è voluto da Dio e fino, a
qual punto Egli stesso lo compie. Se si procede di due passi, Dio ne fa venti,
basta dunque gettare la scintilla perchè, poco dopo, questa accenda tutto.
Dall'Olanda, poco tèmpo addietro, io scriveva al Santo Padre: Qui l'Opera è
come il fuoco... cambia il ghiaccio in fuoco. - E Benedetto XV stesso poco dopo
mi diceva: A quanto pare, Padre, avete fatto una rivoluzione laggiù: Ah!
capisco: là è passato Gesù. -
« Ma se il S. Cuore mantiene con tanto splendore
la sua, promessa: Io regnerò - nei paesi lontani (Cile, Giappone, Colombia)
come nei paesi più vicini a noi (nei paesi protestanti: Olanda, Svizzera) con
qual abbondanza di grazie non lo manterrà fra noi! Se noi inetteremo a base
dell'Opera, uno spirito di fede e d'amore, essa si svilupperà mirabilmente e il
regno di Cristo diverrà universale. Non voglio asserirvi che non incontrerete
difficoltà, bisogna che ve ne siano e se non ve ne fossero vi direi
d'inventarle, perchè il sacrifizio deve essere il fondamento di ogni opera
solida e duratura. In mezzo a quali e quante contraddizioni ha dato Gasa il
Vangelo! fondata la sua Chiesa!
Così là dove incontrerete le maggiori contrarietà,
1'Intronizzazione si svilupperà in seguito più ampiamente e più solidamente.
Mi rammento di una pratica di molta importanza fatta presso il Pastore di una
lontana diocesi. Sapete quale risposta ricevetti? Il puro e semplice rinvio di
tutte le mie lettere, di tutto l'incartamento senza nemmeno una parola di
scusa, di gentilezza. I miei poveri figliuoli, i miei copisti, tutta la comunità
dove mi trovava allora vennero a dirmi la loro disillusione, il loro dispiacere.
- Che piccola fede avete - dissi io loro appena quanto una piccola candela -
mentre abbiamo a nostra disposizione il sole; andate in Chiesa e recitate tre
volte il Magnificat, per avere ricevuta la grazia di questa scudisciata. -
« Venti giorni dopo ricevevamo una magnifica
lettera, più bella di quante ne avevamo ricevute fino allora, che rimetteva la
diocesi in questione alle fiamme d'amore dell'Intronizzazione.
«Quando avete delle disillusioni, Signore, invece di
scoraggiarvi, pregate! La grande forza sta nella preghiera; voi, donne, avete un
coraggio più grande dei vostri figli, ma occorre di più, vi occorre il
coraggio attinto, nel Sacro Cuore. Sì, Signore, nelle ore difficili, nelle ore
- terrìbili che nessuno vede, voi avete bisogno - di qualche cosa. di più d'un
elogio, d'un articolo di giornale, avete bisogno dell'amore del Cuore di Gesù
che vi sollevi, che vi penetri, un amore più forte della morte.
« Ci sono tante famiglie che non hanno le grazie che
voi avete - parlate loro di questo Cuore divino - portate loro l'amore di Gesù
per mezzo dell'Intronizzazione. E’ questo il momento, credetelo. Non bisogna
restare oziosi quando i cattivi si agitano per propagare il male. - Un prete mi
diceva: Non vedo bene l'importanza della vostra Opera. - Allora lo condussi a
visitare le case della sua parrocchia. Sapete che cosa trovammo in cinquanta
famiglie al posto d'onore? Il Cristo, un grande Cristo di Renan, vestito di
rosso sventolando una bandiera rossa con questa divisa: « Nè Dio, nè Padroni.
» E fu questo Cristo della Rivoluzione sociale che dovemmo detronizzare per
far posto al Re d'amore col Suo Cuore.
« Signore, siate apostoli! Che Nostro Signore non
abbia a, dirvi: Mi avete lasciato solo nella battaglia: - Salvate la vita
cristiana del vostro paese fondando in tutte le famiglie la casa di Betania, la
famiglia del Cuore di Gesù. Aiutatemi a conquistare per il Re del
Tabernacolo, il Tabernacolo del Re: la famiglia! Che nel vostro paese e in
tutto il mondo egli sia il Re della famiglia. A voi specialmente; Suore di
Margherita-Maria spetta l'obbligo di dare il vostro grande tesoro. Nessun Ordine
religioso ha quanto voi diritto di possedere il Sacro Cuore - Voi, sorelle,
potete dire a Gesù mostrando il Suo Cuore: « Questo altare è mio. » Ma se
il S. Cuore si è dato a Voi, questo fu perchè voi pure lo diate agli altri.
Bisogna saper seguire i piani di Dio! Egli sa quello che ha fatto, tocca a voi
rispondergli. Ringraziatelo continuamente di avervi affidato la sua misericordia,
il suo amore e la cura della sua gloria.
Anche voi, Signore, date il vostro grande Tesoro,
date la carità e riceverete la carità, date misericordia e riceverete
misericordia sarete misurate con le stessa misura con la quale avrete misurato -
Volete ricevere un'ondata, un fiume d'amore? Date... Date e non stancatevi di
dare l'amore...
« E voi pure che piangete forse per il fuorviamento
di taluno dei vostri, ascoltate anche voi la parola d'amore, siate apostoli!
Aprite delle anime, dei focolari al S. Cuore; in cambio di nuove anime, Egli non
può rifiutarvi quello che chiedete. Soltanto abbiate pazienza e se fate
1'Intronizzazione al mattino, non domandate il miracolo alla sera, perchè
questo raramente succede così presto, ma perseverate nella fede e nella
dedizione e del Suo Cuore rispondo io. »
Termino ricordandovi che il Papa vuole questa Opera
e l'incoraggia con tutte le sue forze, perchè la considera l'unico mezzo per
rinnovare la società intera rinnovando la piccola società della famiglia;
perchè l'Intronizzazione unisce la sorgente della vita divina - il Cuore di Gesù
- alla sorgente della vita umana, la culla, preparando in ogni focolare una
generazione di santi basata sulle promesse del S. Cuore. - Avete sentito Pio X
esclamare Comando, non è - quindi più un permesso, è un ordine. - E Sua
Santità Benedetto XV mi ha ripetuto a più riprese anch'egli: «Dite che voglio
vedere predicata dovunque questa crociata: Quest'Opera è la mia opera. »
Slanciamoci dunque anche noi al grido di Dio lo vuole
nella grande Crociata dell'amore. Si degni il Cuore divino di non permettere che
a nessuna delle anime che leggerà queste pagine sia da applicare il lamento di
- S. Giovanni: «E’ venuto nella Sua casa ed i Suoi famigliari non l'hanno
ricevuto» - Che tutte meritino invece di vedere mantenuta la promessa: «A
quelli che lo riceveranno Egli accorderà di divenire figli di Dio.»
Figli di Dio! bisogna meditare profondamente su
questa parola. E così dolce, così bello essere il figliuolo del Padre che è
nei cieli. E non deve forse il figliuolo comprendere la lezione di Gesù ai suoi
apostoli: Quando pregherete dite: Padre nostro, che sei nei cieli, venga il
regno Tuo»?
Sì, bisogna che l'adveniat regnum tuum, divenga
l'aspirazione della nostra vita.
Ma non dimentichiamo che il Signore alle preghiere di
Maria; affretta la sua ora - nessuno desidera il regno del S. Cuore più di
questa madre divina.
Eppoi, come l'assicura il beato Grignon de Montfort;
essendo una prima volta venuto Gesù Cristo al mondo per mezzo della Santa
Vergine, è pure per suo mezzo che deve regnare sul mondo, la salvezza del
mondo, essendo cominciata con Maria, deve da Lei essere compiuta.
Ricordiamoci adunque che tutti i beni ci vengono
per quel tramite benedetto, e che se vogliamo riuscire infallibilmente, -
dobbiamo: pregare, lavorare, agire con Maria, in Maria, per Maria, invocando con
tutti i nostri voti il regno della Madre per pregare ed affrettare quello del
figlio: Ut adveniat regnum tuum, adveniat regnum Maria.
Non possiamo chiudere questo riassunto senza
insistere su questo consiglio del Rev. Padre agli apostoli del S. Cuore.
Dovunque andate, incitate tutti alla lettura del
Vangelo, alla meditazione del - Vangelo, a leggere fra le righe del Vangelo.
E’ l'unico mezzo, per conoscere a fondo Colui che è amore, dolcezza, bontà,
e la cui misericordia risplende ad ogni momento con delicatezze ineffabili.
Quando col cuore si saranno comprese le scene di Betania, il figliuol prodigo,
Maddalena, la Samaritana, la adultera e tante altre, si sentirà nascere in sé
- l'amore piena di fiducia e il desiderio di vivere nell'intimità di un
maestro così dolce che non sa, che guarire, risuscitare, sanare, perdonare...
e mai condannare. »
Apostoli del Salvatore! Viviamo anche noi del
Vangelo! Più che per chiunque questo è il libro di vita contenente la scienza
dell'amore.
Assorti nella contemplazione del cuore che ha tanto
amato sentiremo avvivarsi in noi il fuoco che Egli è venuto a portare sulla
terra e come il Rev. P. Matteo arderemo dal desiderio di farlo regnare e di
procurargli finalmente qualche contraccambio d'amore.
Il Rèv. Padre chiede che per quanto possibile si
mantenga la stessa forma e lo stesso spirito per 1'Intronizzazione, vale a dire
servendosi dei libretti e dei fogli dell'Opera per il cerimoniale e per la
consacrazione: «Vi sono certamente, egli dice, delle orazioni più belle e
meglio composte; ma queste sono le preghiere proprie dell'Opera, quelle che
meglio corrispondono all'idea dell'Intronizzazione, sono infine quelle - che
hanno ottenuta l'autorizzazione, le benedizioni e le indulgenze delle Loro
Santità Pio X e Benedetto XV.
«Io voglio regnare col mio Sacro Cuore».
«Verserò abbondanti le mie grazie sulle case dove
l'immagine del a mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata in modo speciale».
Come testimonianza di fede e di amore:
1. Un'immagine rappresentante il S. Cuore sarà messa
al posto d'onore della casa.
2. La famiglia si consacrerà solennemente al S.
Cuore di Gesù.
Allo scopo di aumentare la pietà e di incitare
all'apostolato, è bene dare una certa solennità a questa cerimonia
dell'Intronizzazione.
A tal fine si stabilirà una data importante per la
famiglia: la festa del paese o della madre, un anniversario caro, una solennità
della Chiesa, un primo venerdì del mese ecc. affinchè tutta la famiglia sia
presente o quanto meno unita spiritualmente. All'eventuale assente dalla
famiglia si potrà scrivere in tempo per provargli che malgrado la lontananza, i
genitori e i figliuoli vivono uniti nell'amore: al Sacro Cuore di Gesù. Si
potrà invitare anche qualche persona amica.
La presenza di un sacerdote è desiderabile e
consigliabile per darle il prestigio e l'ascendente che deve sempre avere sulla
famiglia. L'Intronizzazione costituisce l'anello di congiunzione che deve
esistere fra il santuario della famiglia e quello della Chiesa; nell'uno come
nell'altro il sacerdote porta la parola di vita.
Come abbiamo detto è consigliabile la presenza del
sacerdote; essa però non è indispensabile: così i membri degli istituti di
beneficenza e di apostolato possono essi stessi fare la consacrazione nelle
case che visitano, purchè il prete abbia prima benedetto l'immagine sacra; e
sarà il complemento della loro dedizione.
Il giorno dell'Intronizzazione sarà bene fare
celebrare una Messa secondo l'intenzione di - quelli che stanno per consacrarsi.
Tutta la famiglia (in quanto è possibile) si comunicherà, per chiedere il
trionfo sul S. Cuore e con spirito di amore e di riparazione.
All'ora stabilita per la cerimonia domestica tutta la
famiglia si riunirà nel salotto di ricevimento o nella stanza principale
della casa.
L'immagine del S. Cuore (statua, pittura o stampa),
artistica per quanto è possibile, sarà disposta precedentemente sopra un
piccolo altare adorno di fiori e lumi.
Il prete la benedice in conformità del rituale.
Tutti recitano il Credo per affermare la loro fede e l'atto di consacrazione al
S. Cuore di Gesù per mezzo del Cuore di Maria Immacolata.
Il ricordo dei lontani e dei cari morti è evocato
da una preghiera dopo la quale il capo di famiglia, colloca l'immagine al posto
d'onore stabilito in precedenza, fra i ritratti di famiglia. Si recita ancora
uria Salve Regina e qualche invocazione e si prende impegno di celebrare d'ora
innanzi la festa del S. Cuore come le grandi feste della Chiesa, santîficata
dalla comunione, e come una vera festa di famiglia con qualche piccola cosa di
specialmente gradito, ai bambini perchè imparino presto a conoscere e ad amare
l'amico divino ed invisibile il quale dirige i destini di una casa che è tutta
sua.
Che Egli sia come in un santuario intimo, vivo, per
penetrare con la sua influenza e col suo spirito in tutti i membri di quella
casa benedetta, nei foro pensieri, nelle loro parole, nelle loro opere.
Questa consacrazione dovrà rinnovarsi ogni anno alla
stessa data, alla festa del S. Cuore, e nei giorni di lutto.
ATTO DI CONSACRAZIONE
(Viene letto dal prete o in sua mancanza dal padre o
dalla madre).
Signore Gesù, degnatevi visitare questa dimora in
onore alla vostra Santissima Madre, e versate sui felici abitanti di questa casa
le grazie che avete promesso alle famiglie che si sono specialmente consacrate
al vostro divin Cuore. Siete voi stesso, o Salvatore del mondo, che, rivelandovi
alla vostra serva, la beata Margherita Maria, avete chiesto, ad uno scopo
pieno di misericordia, un solenne omaggio d'amore universale al vostro Cuore
divino, che tanto ha amato gli uomini e ne è tosi poco riamato! Questa famiglia
si fa premura di rispondere al vostro appello, e in riparazione dell'abbandono
e dell'apostasia di tante anime, essa, o Divin Cuore, vi proclama suo amabile
Sovrano e vi consacra per sempre le gioie, il lavoro e le tristezze, il presente
e l'avvenire di questa casa, che d'ora innanzi vuol appartenere a Dio solo.
Benedite dunque coloro i quali per volontà del Cielo ci sono stati rapiti, benedite
gli assenti, o Gesù. In nome di Maria Vergine Ve ne supplichiamo, degnatevi o
Cuore pieno d'amore di fondare in questa casa il regno della carità. Versate
in tutti i suoi membri il vostro spirito di fede, di santità e di purezza.
Siate l'unico Maestro di queste anime, distaccatele dal mondo e dalle sue
folli vanità. Aprite loro, o Signore, l'adorabile ferita del vostro cuore
misericordioso, e come in un'arca di salvezza, custoditeli tutti, perchè sono
vostri fino alla vita eterna.
Che il Cuore trionfante di Gesù, viva fra noi amato,
benedetto, glorificato per sempre e così sia.
Perchè non manchi nessuno in un giorno così
solenne, in quest'ora benedetta, evochiamo il ricordo e la presenza dei cari
defunti della famiglia e recitiamo per loro e per gli assenti un Pater e
un'Ave.
Quindi il padre o la madre di famiglia metta
l'immagine del S. Cuore al posto d'onore che le è stato riservato e allora in
ginocchio tutti reciteranno la seguente preghiera.
(letta dal prete e da tutta la famiglia)
Gloria al Sacro Cuore di Gesù per la misericordia
infinita con cui ha agito verso i fortunati suoi servitori di questa casa,
scegliendola fra mille come una eredità d'amore, come un santuario di
riparazione dove lo si compenserà dell'ingratitudine degli uomini.
Questa piccola parte del vostro gregge è confusa
nell'accettare l'onore insigne di vedervi presiedere la nostra famiglia. Essa vi
adora in silenzio e si rallegra di vedervi dividere sotto il medesimo tetto le
fatiche, le pene e le gioie innocenti dei vostri-figliuoli. Noi non siamo degni,
è vero, che voi entriate sotto questo umile tetto, ma voi avete già detta una
parola in cui è tutta la bellezza del Vostro Santissimo Cuore e le nostre anime
che hanno sete di voi, o buon Gesù, hanno trovato nella ferita del vostro
fianco, le acque vive che sgorgano fino alla vita eterna.
Così dunque contriti e fiduciosi noi veniamo a Voi
che siete la vita immutabile. Restate fra, noi, o Cuore tre volte Santo, poiché
noi sentiamo il bisogno irresistibile di amarvi e di farvi amare, voi che
siete il roveto ardente che deve infiammare il mondo per purificarlo. Sia questa
casa un asilo dolce per Voi come quello di Betania, dove Voi possiate trovare il
riposo vicino alle anime amanti che hanno scelta la parte migliore nell'intimità
del Vostro Cuore. Sia questo, o Salvatore amato, l'umile, ma ospitale rifugio
d'Egitto durante l'esilio che i Vostri nemici vi infliggono. Venite, Signore
Gesù, venite, perchè qui, come a Nazareth, si ama la Vergine Maria di un
tenerissimo amore, la dolce Madre che Voi stesso ci avete data. Venite a colmare
con la Vostra dolce presenza i vuoti che il dolore e la morte hanno lasciato tra
noi. O fedelissimo amico, se Voi foste stato qui nelle tristi ore del dolore e
del lutto, le nostre lacrime sarebbero state meno amare e avremmo sentito il
balsamo salutare su quelle ferite segrete che voi solo conoscete. Venite,
perchè forse si avvicina per noi l'angosciosa, sera dei dolori; e il giorno
fuggevole della nostra giovinezza e delle nostre illusioni sta per declinare.
Restate con noi perchè si fa tardi, e il mondo perverso vuole avvolgerci
nell'ombre della sue denegazioni, mentre noi vogliamo attaccarci soltanto a
voi, perchè voi solo siete la Via, la Verità e la Vita. Fateci sentire, o Gesù,
quella parola d'un tempo passato: Bisogna che oggi mi diate ospitalità in
questa casa.
Stabilite qui il vostro soggiorno, perchè noi
possiamo vivere del vostro amore e nella vostra compagnia, noi che vi
proclamiamo, o Signore, nostro Re perchè non ne vogliamo nessun altro
all'infuori di Voi.
Sia, amato, benedetto e glorificato per sempre in
questa casa, il Cuore trionfante di Gesù. Che il suo regno arrivi! Così sia!
Si recita una Salve Regina quale omaggio d'amore al
Cuore Immacolato di Maria.
Sacro Cuor di Gesù, abbiate pietà,di noi (3 volte)
Cuore immacolato di Maria, pregate per noi. San
Giuseppe pregate per noi. Beata Margherita Maria.. . pregate per noi.
Il prete benedice l'assemblea: Benedictio Dei ecc.
INDULGENZE.
1 - Indulgenza di 7 anni e 7 quarantene a tutti i
membri della famiglia i quali, almeno contriti, assisteranno divotamente alla
cerimonia dell'Intronizzazione del S. Cuore di Gesù nella loro casa.
2 - Indulgenza plenaria ai medesimi se confessati e
comunicati in quel giorno, visiteranno una chiesa o un oratorio pubblico e vi
reciteranno qualche preghiera all'intenzione del Sommo Pontefice.
3 - Indulgenza di 300 giorni ai medesimi
nell'anniversario dell'Intronizzazione se rinnoveranno la loro consacrazione
davanti, all'immagine del S. Cuore.
Omaggi particolari raccomandati alle famiglie
consacrate.
Pratiche che rispondono ai desideri del Sacro Cuore -
La preghiera in comune davanti l'immagine del S.
Cuore, almeno alla sera.
La celebrazione del primo Venerdì di ogni mese.
L'Ora Santa il giovedì o per lo meno alla vigilia
del primo Venerdì del mese.
La Comunione frequente e riparatrice. Il mese del
Sacro Cuore ecc.
Occasioni nelle quali le famiglie devono più
specialmente dimostrare un amore fidente al S. Cuore, rinnovando la loro
consacrazione. Festa del Padre di famiglia, della Madre, dei figliuoli.
Nascite: dopo il loro battesimo al fonte battesimale,
consacreranno a casa i figliuoli al S. Cuore davanti alla sua immagine.
Prime Comunioni - Preparazione a casa dei figliuoli
davanti l'immagine del S. Cuore Dopo la cerimonia in chiesa il giovanetto
rinnoverà egli stesso a casa, davanti l'immagine del S. Cuore, la consacrazione
che i suoi genitori fecero alla sua nascita.
Alla partenza del coscritto.
Per la scelta di una carriera: Novena al Sacro Cuore,
Capo della Casa.
Al matrimonio.
Per i nostri malati ed i nostri morti. Benedizione
dei genitori ai bambini ogni sera davanti l'immagine del Sacro Cuore e in nome
del S. Cuore, primo Capo della famiglia.
da farsi dopo la preghiera della sera unitamente a tutte le famiglie che hanno intronizzato il S. Cuore.
Sacro Cuore di Gesù, Venga il vostro regno! Siate il
Re riconosciuto ed amato non soltanto dalle Società, fedeli, ma anche dalle
nazioni prodighe che si sono allontanate da voi.
Per il Cuore Immacolato di Maria Regina di Pace,
fondate il Vostro regno nella nostra Patria, prendendo possesso intimo e
solenne delle nostre case. E possa presto echeggiare da un polo all'altro, un
solo grido. Viva il Cuor di Gesù nostro Re! A Lui sieno resi onore e gloria
in tutti i secoli dei secoli. Così sia.