DEVOZIONE ALLA BONTA’ DI GESU’ PER LE ANIME CARITATEVOLI
S. Geltrude aveva fatto con fervore la Confessione
generale. I suoi falli le apparivano così ributtanti che, confusa della
propria deformità, corse a prostrarsi ai piedi di Gesù, implorando perdono e
misericordia. Il dolce Salvatore la benedisse, dicendo: «Per le viscere
della mia gratuita bontà, ti accordo il perdono e la remissione di ogni tua
colpa. Ora accetta la penitenza che t'impongo: Ogni giorno, per un anno
intero, farai un'opera di carità come se la facessi a me stesso, in unione
all'amore con cui mi sono fatto uomo per salvarti e all'infinita tenerezza con
cui ti ho perdonato i tuoi peccati».
Geltrude accettò di gran cuore; ma poi, ricordando la
sua fragilità, disse: «Ahimé, Signore, non m'accadrà talvolta di omettere
questa buona opera quotidiana? Ed allora che dovrò fare?». Gesù insistette:
«Come potrai ometterla se è cosa così facile? Io non ti chiedo che un solo
passo offerto a tale intenzione, un gesto, una parola affettuosa al prossimo, un
accenno caritatevole ad un peccatore o ad un giusto. Non potrai tu, una volta al
giorno, alzare da terra una paglia, o dire un Requiem (Eterno riposo)
per i defunti? Ora di uno solo di questi atti sarà pago il mio Cuore ».
Consolata da queste dolci parole, la Santa domandò a
Gesù se altri ancora potessero aver parte a tale privilegio, compiendo la
stessa pratica. «Sì» rispose Gesù. «Ah! quale dolce accoglienza
farò, alla fine dell'anno, a coloro che avranno coperto con atti di carità
la moltitudine dei loro falli!».