CATECHESI
SU COLPEVOLEZZA E DIVINA MISERICORDIA 02-2-2012
Tratto
da: “L’ultima battaglia” – P. Ildebrando A. Santangelo (Servo di
Dio) - Comunità
Editrice 95031
ADRANO (CT)
LA
FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA
Gesú vuole che la sua misericordia venga celebrata
con una festa. Cosí egli dice a Suor Faustina: « Desidero, che la prima
domenica dopo Pasqua sia la festa della Divina Misericordia. Dí al tuo
confessore, che annunzi al mondo intero, questa mia grande Misericordia. Chiunque,
in quel giorno, si accosterà alla fonte della vita, otterrà la completa
remissione delle colpe e delle pene ».
« Il genere umano non troverà pace, finché non si
sarà rivolto con fiducia alla mia Misericordia, poiché la Misericordia è il
piú grande attributo di Dio. Tutte le opere delle mie mani sono coronate di
Misericordia. Prima di venire quale giusto Giudice, vengo quale re di
Misericordia. Oh quanto mi ferisce la sfiducia dell'anima. Tale anima confessa
che sono santo e giusto, ma non crede che io sia misericordioso e non riconosce
la mia bontà. Anche i demoni onorano la mia giustizia, ma non credono alla mia
bontà ed è per questo che sono dei demoni ».
Un'altra volta Gesú le dice: « Figlia mia, parla al
mondo intero dell'inconcepibile mia Misericordia. Desidero, che la festa della
Misericordia sia rifugio ed asilo per tutte le anime e soprattutto per i poveri
peccatori. In quel giorno si schiuderanno le viscere tutte della mia Misericordia.
L'anima, che (in quel giorno) si confesserà e si comunicherà, otterrà la
completa remissione delle colpe e delle pene.
Che nessuna anima tema di avvicinarsi a me, anche se
i suoi peccati fossero come porpora. Questa causa è mia, ed è scaturita dal
seno della Santissima Trinità, che attraverso il Verbo vi fa conoscere l'abisso
della Divina Misericordia. Desidero che questa festa venga celebrata solennemente
la prima domenica dopo Pasqua, facendola precedere da una novena di preghiere
(dettate da Gesú stesso) ».
(Tale novena della Misericordia è riportata nel
nostro libro E tu come mi ami?).
LA
MISSIONE E LA CONSUMAZIONE DELLA VITTIMA
Scrive Suor Faustina nel suo diario: « Un giorno
durante l'ora di adorazione sentii nell'anima di essere entrata nel tempio di
Dio vivo, la cui maestà è grande e inconcepibile. Ed egli mi fece conoscere
cosa siano al suo cospetto anche le anime più pure. Sebbene esternamente non vedessi
nulla, la presenza di Dio mi penetrava da parte a parte e la mia mente venne
mirabilmente illuminata in quell'attimo.
Davanti agli occhi della mia anima, come davanti a
quelli di Gesú nell'orto degli Ulivi, passò una visione: prima le sofferenze
fisiche e tutte le circostanze che le avrebbero accresciute; quindi, in tutta
la loro pienezza, le sofferenze spirituali e le sofferenze che rimarrebbero ignorate
da tutti.
Tutto veniva a far parte di questa visione; i
sospetti ingiusti, la perdita della buona fama. Lo scrivo in riassunto, ma la
conoscenza che ne ebbi fu chiara al punto che quanto sperimentai in seguito
non differiva in nulla da quello che avevo veduto in quel momento.
Quando con la volontà e con il cuore ebbi accettato
questo sacrificio, mi penetrò da parte a parte la presenza divina. L'anima mia
fu immersa in Dio e inondata di una felicità cosí grande che non sono in grado
di descriverla, nemmeno parzialmente. Sentivo che la maestà di lui mi circondava
e venni mirabilmente fusa con Dio; vidi il grande diletto che Dio trovava in me
e il mio spirito, a sua volta, si immerse in lui. Sono conscia di questa unione
con Dio, sento di essere particolarmente amata e, a mia volta, amo con tutte
le forze dell'anima mia.
Un grande mistero si è compiuto durante
quell'adorazione, un mistero tra me e il Signore; mi sembrava che sarei morta
d'amore sotto lo sguardo di lui. Sebbene parlassi molto con il Signore, lo
facevo senza pronunciare parola e il Signore mi disse: « Sei la delizia del mio
cuore; da oggi piacerà agli occhi miei ogni tua anche minima azione, qualunque
cosa tu faccia ».
Un altro giorno Suor Faustina può scrivere: «
L'intimo dell'anima mia è come un mondo grande e meraviglioso nel quale Dio
dimora in me. Nessuno vi ha accesso all'infuori di Dio. All'inizio di questa
vita con Dio mi penetravano timore e accecamento: il suo fulgore mi accecava e
pensavo che egli non fosse nel mio cuore; ma tuttavia erano questi i momenti in
cui Dio operava nella mia anima, mentre l'amore diventava piú puro e piú
forte. Il Signore condusse la mia volontà alla piú stretta unione con la sua
santa volontà. Nessuno potrà capire quanto sto vivendo in questo
meraviglioso palazzo dell'anima mia, dove dimoro costantemente col mio
diletto. Nessuna cosa esteriore m'impedisce di vivere con Dio. Anche se usassi
le parole piú forti, esse non esprimerebbero nemmeno l'ombra di come l'anima
mia sia inebriata di felicità e di amore inconcepibile; amore cosí grande e
puro come la fonte dalla quale esso scaturisce, cioè Dio stesso. L'anima è
talmente penetrata da parte a parte dal Signore che lo sento fisicamente. Anche
il corpo prende parte a questa gioia ».
Cosí penetrata da Dio diventa tutta misericordia e
la misericordia diventa il suo programma di vita. Scrive ancora: « Oggi,
guidata da un Angelo, sono stata negli abissi infernali. È un luogo di grandi
torture e lo spazio che occupa è vastissimo! Di tutti i tormenti, il maggiore
sta nella perdita di Dio ... Sarei morta contemplando queste torture, se non mi
avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Sappia il peccatore che il senso con il
quale pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Ne scrivo per ordine di Dio,
affinché nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi
è stato e che non può sapere come vi si stia. Io, suor Faustina, per ordine
di Dio, sono stata negli abissi infernali per testimoniare che l'inferno
esiste. Adesso non posso parlarne; ma ho l'ordine di lasciare tali cose per
iscritto ... Ho notato che nell'inferno si trovano in maggior numero le anime di
coloro che non credevano alla sua esistenza... Ora prego con ardore ancora
maggiore per la conversione dei peccatori ».
Intanto la tbc le rode e le scava i polmoni
procurandole frequenti emottisi; la febbre è forte, la tosse lacerante. Le
superiore e le compagne non la credono. Lei in quello stato continua tutto il
giorno i lavori pesanti nell'orto. Quando non ne può piú e sta per crollare
chiede di andarsi a coricare. Viene rimproverata aspramente; continua il suo
lavoro sino allo sfinimento come Gesú sotto la croce.
Scrive nel suo diario: « Ringrazierò Gesú per ogni
umiliazione e pregherò in modo particolare per la persona che me ne avrà
data l'occasione. Mi annienterò a profitto delle anime. Non terrò conto di
nessun sacrificio, stendendomi, al pari di un piccolo tappeto, sotto i piedi
delle suore, in modo che non solo possano camminarci sopra, ma pulircisi anche
i piedi. È quello il mio posto.
In questo mondo ecco il mio piú gran tesoro. L'amore
non si misura che col termometro della sofferenza. Grazie, Signore, per le pene
quotidiane, per gli ostacoli che mi sbarrano la via, per la croce della vita
comune, per la falsa interpretazione delle mie intenzioni, per tutto ciò che
mi umilia, per i cattivi trattamenti e i rimproveri ingiusti a causa della mia
spossatezza, per tutto ciò che contraria i miei piani e la mia volontà, per la
disistima e l'annientamento.
Grazie, Gesti, per le sofferenze interiori, per
l'aridità e l'angoscia, per l'incertezza e le tenebre, per le tentazioni e le
altre prove, per i tormenti difficili da esprimere e che nessuno comprende, per
l'ora della mia morte, per le angosce e per tutta l'amarezza della mia agonia ».
Un altro giorno scrive: « Ci vuole un grande spirito
di rinuncia per rimanere aperti a quelli che ci plasmano. Il sangue scorre,
anche se non si vede la piaga. Signore, Gesú, quante cose saranno rivelate solo
nell'ultimo giorno! Quale gioia che niente vada perduto ... ».
« L'anima mia è in un mare di sofferenze. I
peccatori mi hanno tolto ogni cosa, ma è bene che sia cosí: ho dato tutto per
loro ... ».
La sua missione è di offrire agli uomini l'ultimo
sforzo di Gesù per salvarli prima di ritornare nella Parousia per giudicarli.
Gesú dice questo chiaramente a Suor Faustina.
Un giorno, mentre essa prega, egli le dice: « Sei tu
che preparerai il mondo per la mia ultima venuta».
« Questo è il segno degli ultimi tempi, dopo di
essi sorgerà il giorno della mia giustizia» (Winowska p. 184).
Un altro giorno le disse: « Mi consumano le fiamme
della compassione; desidero riversarle sulle anime di tutti. Parla al mondo
intero della mia Misericordia... Dono molte grazie, unicamente per riguardo a
te; mi trattieni e non posso compiere la giustizia; mi leghi le mani con il tuo
amore. Prepara il mondo per l'ultima mia venuta. Questo è il segno per gli
ultimi tempi, dopo di che sorgerà il giorno della giustizia».
« Figlia mia, tu sei la mia delizia, tu sei il
refrigerio del mio cuore. Ogni volta che vuoi darmi gioia parla al mondo della
mia misericordia grande e inesauribile ».
« Coloro che mi rifiutano come misericordia e come
salvatore, mi avranno domani come giudice ».
E un altro giorno, Gesú le dice: « Dalla Polonia
uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla mia seconda e ultima venuta».
Tale scintilla è la devozione a Gesú
Misericordioso; ma è anche la persona di Giovanni Paolo II?
Questa missione assegnatale da Gesú penetra
intimamente nell'anima di Suor Faustina e la consuma.
Un giorno essa scrive: « Sono tutta fuoco, brucio
dal desiderio di salvare le anime, percorro in spirito il mondo intero e
soprattutto i paesi piú selvaggi e piú perseguitati per salvare le anime ... I
miei desideri sono immensi, voglio che tutti i popoli conoscano Dio, voglio
preparare tutte le nazioni alla seconda venuta del Verbo incarnato ». Per
questo Gesú un giorno le dice: « Figlia mia, il tuo cuore è un paradiso per
me ».
Essa sente tutti gli uomini suoi fratelli, si sente
la sorella universale e la serva universale.
Verso la fine della sua vita scrive: « Cari
peccatori, mi avete preso tutto. Non ho piú niente ».
Questo ardente suo desiderio accresce terribilmente
le sofferenze della sua malattia e presto la porta a consumarsi.
Scrive il 16-11-1937 per le violenti crisi riportate
a causa degli innumerevoli aborti: « Quando penso di dover soffrire ancora a
quel modo mi sento rabbrividire ... Lascio la cosa a Dio ... accetterò tutto
con sottomissione ed amore. Potessi, mediante questa sofferenza, salvare almeno
un'anima dall'assassinio! ». E oggi gli aborti sono cento volte di piú!
Quando scrive queste righe suor Faustina non ha piú
che un anno di vita. « Soffre il martirio », secondo la testimonianza dei
medici, poco inclini alla esagerazione. E tuttavia, non contenta delle
sofferenze di cui la colma il suo male, né dei dolori misteriosi della «
compassione », è tentata di aumentarne la dose di sua iniziativa e ottiene
talvolta il permesso del confessore per bracciali o le cinture appuntite ...
Le nostre viltà ne fremono, ma coloro che, anche solo per un istante, hanno provato
in sè la grande pietà per le anime non se ne meraviglieranno » (Winowska p.
266).
Gesú infine le insegna come deve morire: « Morendo
sulla croce non pensavo a me, ma ai poveri peccatori: non pregavo per me, ma per
loro. Voglio che i tuoi ultimi istanti siano come i miei. C'è un solo prezzo
per acquistare anime: la sofferenza unita alla mia passione ».
Quando il suo confessore, Dr. Sapocko, la va a
trovare poco prima della morte, Suor Faustina non può piú parlare. Egli la
sente dire con un fil di voce: « Sono tutta presa dalla conversazione col mio
Padre celeste ». E col sorriso va incontro al suo Signore.
IL
CULTO
Il culto di Gesú Misericordioso e della relativa
immagine ha subito ostacoli infiniti, come tutte le opere di Dio; ultimo, la
proibizione del S. Uffizio nel 1959. La stessa Congregazione, però, venuta a
conoscenza di numerosi altri documenti presentati dai Vescovi polacchi, in data
15-4-1978 tolse tale proibizione.