CATECHESI SUL NEW AGE  21-2-2011  FINE

Il demonio qualche volta fa vedere il male apertamente ma, di solito, lo propone sotto l'ombra del bene. San Vincenzo de Paoli

 

10 – APPROFONDIMENTI SULLE ORIGINI: ROSACROCE E MASSONERIA

IMPLICAZIONI DEI CLUBS CON LA MASSONERIA

Vediamo ora come tutto va ad incanalarsi e ad iscriversi perfettamente nell’ottica New age, e i massoni lavorano subdolamente attraverso associazioni internazionali anche prestigiose e che si travestono di finta innocenza anzi di raffinato filantropismo …. 

ROTARY E MASSONERIA  

Tratto da un articolo di don Curzio Nitoglia 7.09.2010

Il Rotary è nato il 23 febbraio del 1905 a Chicago (Illinois, Usa). I fondatori erano 4: Gustav Loehr, ingegnere minerario, S. Schiele, negoziante di carbone, H. Shorey, sarto e Paul Percival Harrys, avvocato e massone. Il nome Rotary fu proposto da Harrys poiché i 4 fondatori si riunivano “a rotazione” nei loro studi ed officine professionali. Durante la Convention di Duluth nel 1912, i rotaryani decisero di assume come loro simbolo una “ruota blu” con 24 denti e 6 raggi. Essa simboleggia la ruota dei carri dei pionieri dell’avventura americana, iniziatasi nel Seicento, coi Padri Pellegrini, che dall’Inghilterra ed Olanda si diressero nel nord America per vivere più liberalmente il loro protestantesimo puritano e calvinista. I denti rappresentano un ingranaggio meccanico, che significa la rivoluzione industriale e una concezione del mondo o filosofia marcatamente tecnologica e tecnocratica, con un richiamo alla inter-attività e inter-dipendenza tra i membri del Rotary, simili alle rotelle di un grande ingranaggio. Tuttavia, vi è anche una simbologia più nascosta, segreta o esoterica di tale emblema. La ruota è «un simbolo antichissimo, presente in tutte le culture. Assumerla come allegoria del progresso è ad un tempo corretto e riduttivo. La ruota partecipa alla perfezione suggerita dal cerchio, essa si riferisce, inoltre, al movimento e al divenire, tensione verso elevati standard (professionali, etici, personali), calati nella realtà di una concretezza operativa. Ma la ruota è anche la rota mundi, simbolo del mondo, che contiene l’universo entro la sua circonferenza». La vocazione rotaryana implica universalità e mondialismo planetario. Il Rotary aspira ad «abbracciare entro la propria circonferenza l’universalità delle nazioni, delle razze, delle culture». Il numero 24 è il doppio di 12 (come i mesi dell’anno, le costellazioni dello zodiaco), che di per sé significa pienezza e totalità, volutamente raddoppiata e accentuata dai rotaryani, i quali vorrebbero spaziare oltre il mondo intero. I 24 denti significano l’ingranaggio che vorrebbe realizzare l’addentellamento di tutte le nazioni della terra. Onde il Widmann definisce il Rotary come «movimento sovrannazionale, sovraculturale e sovrarazziale». Il colore blu rappresenta la tensione cosmica, come l’acqua del mare, la volta del cielo (e della loggia massonica) e sta a significare la volontà di riunificate tutte le nazioni in un Nuovo Ordine Mondiale più ampio (v. bandiera dell’Onu e delle Nazioni unite) mediante un sentimento di amicizia filantropica. I 6 raggi della ruota blu, sono il simbolo di un’emanazione, la quale si propaga dal centro della ruota dentata verso tutti gli altri enti, i quali non sono creati ex nihilo da Dio, ma emanano dall’Indeterminato o dall’Architetto dell’Universo. Il colore blu è circondato dal giallo oro, per significare l’eccellenza, che è il quarto concetto della filosofia rotaryana (tecnocrazia, mondialismo, filantropia ed eccellenza), vale a dire il rotaryano è un iniziato, non uno qualsiasi, fa parte di una elite tradizionale e non della gente comune, che tende ad una perfezione sempre maggiore, all’infinito.

La storia

La vitalità dei vari club rotaryani sparsi nel mondo (27. 000, con 1. 200. 000 soci, in 150 Nazioni) trae origine dallo spirito americanista, essendo nato a Chicago 115 anni fa. La sua prima origine lo colloca nel genere di associazioni fondate sulla capacità di rispondere alla sfida di un ambiente in rapida «crescita industriale e capitalistica selvaggia». Chicago nei primi del Novecento contava già 2 milioni di abitanti, in essa erano assai vivi i «valori umanistici della democrazia e della solidarietà sociale». Proprio in quegli anni l’America cominciava a diventare una super-potenza a livello mondiale. Questo sentimento americanissimo di imporsi all’attenzione del mondo intero non è estraneo al desiderio rotaryano di espansione totale e sovrannazionale. Il Mondo Nuovo si affacciava sulla scena dell’orbe e non è «azzardato collocare in questo contesto storico il desiderio del Rotary International di costruire e di diffondere un modello di uomo nuovo». Il Rotary «nasce senza infiammarsi di ardori politici, né religiosi, non formulò piattaforme elettorali, ma individuò nello spirito di una solidale amicizia il sostegno di un sodalizio filantropico». Occorre dire che se la dottrina e prassi pubblica del Rotary è molto simile a quella massonica, esso non era  tuttavia ricco «di quei connotati di segretezza e di esoterismo, di quei rituali iniziatici che contraddistinguevano la Massoneria». In breve il Rotary appare come una massoneria pubblica e come l’anticamera di quella esoterica e segreta, ove i massoni possono facilmente pescare delle persone, che vi sono entrate per ingenuità, per farne dei fratelli a tre puntini. In un certo senso è anche peggiore della massoneria anglo-americana, la quale «postula come esigenza primaria la credenza nel Grande Architetto dell’Universo, mentre il Rotary è al di sopra e al di fuori di ogni concezione religiosa».

La dottrina rotaryana

Il Rotary è al di fuori, più che al di sopra, di ogni questione religiosa, cioè estraneo ad ogni discriminazione circa le credenze religiose dei soci. L’indifferentismo religioso, come lo ha definito il gesuita Pietro Pirri, costituisce uno dei principali capi di accusa che la Chiesa romana ha imputato al Rotary. Il Rotary si espande prima nei Paesi anglofoni e protestatici (Canada e Inghilterra, 1911), poi nell’Europa occidentale e in America Latina (1920-1939), infine in Asia e Africa. In Italia e Germania, Spagna e Portogallo il Rotary viene soppresso negli anni Trenta dalle dittature fasciste ivi installatesi e riprende solo dopo la loro caduta. «I rotaryani vennero tenuti per molti anni in grande sospetto (anche dopo la fine della guerra) dal Vaticano. L’appartenenza al Rotary era vietata ai religiosi e vivamente sconsigliata ai credenti».

Il Rotary in Italia

Il 20 novembre 1923, presso l’esclusivo Ristorante “Cova” di Milano, viene ufficialmente inaugurato il primo club Rotary d’Italia. Milano fu scelta come sede poiché si preparava a divenire la capitale economica della Penisola. L’ispiratore di tale fondazione non fu un milanese, né un lombardo, né tanto meno un padano-italiano ma un inglese, sir James Henderson, affiancato dal suo amico Leo Giulio Culletton. Quest’ultimo avrebbe voluto che il club rotaryano italiano fosse del tutto simile a quelli americani, ossia ultra-democratico, mentre Henderson propendeva per un Rotary italiano elitario ed aristocratico, con membri influenti dell’alta borghesia ed imprenditoria, (tra essi figurano Motta, Falk, Pirelli, Borletti). Dopo Milano il Rotary si espande verso Trieste, Genova e il Piemonte (con Vittorio Emanuele III come socio), per giungere sino a Firenze, Roma (con Arnaldo Mussolini, sino a quando il regime tollerava tacitamente il club), Napoli e Palermo, i nomi dei vip aumentano: Giovanni Agnelli, Marzotto, Giovanni Treccani, Guglielmo Marconi, Nel 1925 il fascismo entra in collisione col club a causa delle sue origini demo-plutocratiche, del suo pacifismo e del suo mondialismo. Nel 1928 la Chiesa cattolica attacca il Rotary (v. P. Pirri, in L’Osservatore Romano, 15 febbraio 1928) accusandolo di para-massoneria, poiché la sua morale non è che un travestimento di quella massonica. Ma, in Italia, il club fu soppresso ufficialmente solo nel 1938. In realtà da parte rotaryana «non venne mai smentito che fra i soci del Rotary figurassero anche persone appartenenti alla massoneria, proprio in quanto lo Statuto dell’Associazione non prevedeva discriminazioni in ordine a convinzioni religiose, filosofiche e politiche». L’11 gennaio 1951, L’Osservatore Romano pubblicò un Decreto del S. Uffizio, che diffidava i sacerdoti di iscriversi alle associazioni segrete, con riferimento implicito al Rotare. Infine vi fu un articolo ulteriormente chiarificatore apparso su L’Osservatore Romano il 27 gennaio 1951, in cui si negava ai vescovi aventi Diocesi di permettere agli ecclesiastici di iscriversi al Rotary, ma veniva loro consentita la frequenza alle riunioni rotaryane con carattere pubblico o con finalità caritatevole, quanto ai laici nessun cenno di proibizione.

Conclusione

L’ideologia del Rotary presenta gravi carenze filosofico-dogmatiche ed una inconciliabilità di fondo con la dottrina cattolica. Infatti, essa è il frutto - come abbiamo visto nel corso dell’articolo grazie alle citazioni dei rotaryani stessi - del neoprotestantesimo liberale americano, ancora più latitudinarista di quello classico luterano. L’iniziazione del tutto laica e borghese, elitario-tecnocratica, tendente al progresso all’infinito è presente nel Rotary anche se non in maniera segreta o esoterica come nella massoneria. Il filantropismo, che cerca di scalzare la virtù teologale e soprannaturale di Carità pure. L’esclusione di ogni concezione religiosa propria del Rotary sorpassa anche il vago deismo massonico, il quale richiede almeno la credenza nel Grande Architetto dell’Universo ed esclude l’ateismo grossolano, perciò essa porta ad una forma estrema di indifferentismo agnostico, estraneo persino alla massoneria anglo-americana. La morale rotaryana è autonoma, soggettiva o kantiana, dunque essenzialmente contrapposta a quella oggettiva, naturale e divina del cattolicesimo e della retta filosofia. Il laicismo politico, con la separazione assoluta tra Chiesa e Stato è un caposaldo del rotarysmo ed è contraria al Diritto Pubblico Ecclesiastico tradizionale. Il tutto è incorniciato in un sostanziale soggettivismo e relativismo filosofico, religioso e sociale, che inquina e guasta l’intera dottrina e prassi rotaryana. 

Tutto ciò si inscrive perfettamente nel clima fertile dell’imperante Nuova Era. 

 

NOTE BIBLIOGRAFICHE
[1] Tarcisio Mezzetti “New Age”

[2] Mondo e Missioni

[3] Mons. Giovanni D’Ercole

[4] Pontificio consiglio della cultura “Gesù cristo portatore dell'acqua viva - Una riflessione cristiana sul New Age” 

[5] www.diotisalva.net 

[6] Don Pasqualino Fusco

[7] dal sito Christus veritas

[8] Padre Ernesto Maria Caro (Vicepresidente Internazionale degli Esorcisti - Direttore di Evangelizzacion. org)

Pontifex.roma

[9] www.parrocchie.it/rovereto/lizzanella/new-age1.htm

[10] Michele C del Re “Le nuove sette religiose”   

[11]  di Daniele Curci

[12] http://www.saluzzo.chiesacattolica.it/gris/informa/corsi_conv/file_doc/lez2c.doc

[13]  di Stefano Maria Chiari

[14] Don Marcello Stanzione

[15] Articolo di Carlo Climati, dall’agenzia stampa SIR, mercoledì 4 aprile 2001.  

[16] Catholic Faith & Family, Circle Media, Inc., 33 Rossotto Drive, Hamden, CT 06514, (800) 421-3230.

[17] Carlo di Pietro articolo 13.12.10 La bufala esoterica della medaglietta con il nome dell'Angelo Custode. Il demone della speculazione si diverte ed ispira le menti: va smascherato (Pontifex)

[18] Francesco Perez

[19] Famiglia Cristiana n. 9 del 26-2-2006 Alberto Laggia e Luciano Scalettari

[20] Prof. Adolfo Morganti  Responsabile Diocesano del GRIS  Viale Principe Amedeo 65, (Parrocchia di San Girolamo), Rimini

[21] Zenit 27 febbraio 2007

[22] Antonio Fasol (GRIS Verona)

[23] Tratto dal Blog di Andrea Tornielli - Corriere della sera 07.10.09

[24] http://www.antiplagio.org, Nuovo Rapporto sul Satanismo in Italia, Dicembre 2004.

[25] di Andrea Tornielli - 12 ottobre 2007