CATECHESI SUL NEW AGE
21-2-2011
Il demonio
qualche volta fa vedere il male apertamente ma, di solito, lo propone sotto
l'ombra del bene. San
Vincenzo de Paoli
10 – APPROFONDIMENTI SULLE ORIGINI: ROSACROCE E
MASSONERIA
IMPLICAZIONI DEI CLUBS CON LA
MASSONERIA
Vediamo ora come tutto va ad incanalarsi e ad
iscriversi perfettamente nell’ottica New age, e i massoni lavorano
subdolamente attraverso associazioni internazionali anche prestigiose e che si
travestono di finta innocenza anzi di raffinato filantropismo ….
ROTARY E MASSONERIA
Il Rotary è nato il 23 febbraio del 1905 a Chicago
(Illinois, Usa). I fondatori erano 4: Gustav Loehr, ingegnere minerario, S.
Schiele, negoziante di carbone, H. Shorey, sarto e Paul Percival Harrys,
avvocato e massone. Il nome Rotary fu proposto da Harrys poiché i 4 fondatori
si riunivano “a rotazione” nei loro studi ed officine professionali. Durante
la Convention di Duluth nel 1912, i rotaryani decisero di assume come
loro simbolo una “ruota blu” con 24 denti e 6 raggi.
Essa simboleggia la ruota dei carri dei pionieri dell’avventura americana,
iniziatasi nel Seicento, coi Padri Pellegrini, che dall’Inghilterra ed Olanda
si diressero nel nord America per vivere più liberalmente il loro
protestantesimo puritano e calvinista. I denti rappresentano un
ingranaggio meccanico, che significa la rivoluzione industriale e una concezione
del mondo o filosofia marcatamente tecnologica e tecnocratica, con un
richiamo alla inter-attività e inter-dipendenza tra i membri del Rotary, simili
alle rotelle di un grande ingranaggio. Tuttavia, vi è anche una simbologia più nascosta, segreta o esoterica di tale emblema.
La ruota è «un simbolo antichissimo, presente in tutte le culture.
Assumerla come allegoria del progresso è ad un tempo corretto e riduttivo. La
ruota partecipa alla perfezione suggerita dal cerchio, essa si riferisce,
inoltre, al movimento e al divenire, tensione verso elevati standard
(professionali, etici, personali), calati nella realtà di una concretezza
operativa. Ma la ruota è anche la rota mundi, simbolo del mondo, che
contiene l’universo entro la sua circonferenza». La vocazione rotaryana
implica universalità e mondialismo planetario. Il Rotary aspira ad «abbracciare
entro la propria circonferenza l’universalità
delle nazioni, delle razze, delle culture».
Il numero 24 è il doppio di 12 (come i mesi dell’anno, le
costellazioni dello zodiaco), che di per sé significa pienezza e totalità,
volutamente raddoppiata e accentuata dai rotaryani, i quali vorrebbero spaziare
oltre il mondo intero. I 24 denti significano l’ingranaggio che
vorrebbe realizzare l’addentellamento di tutte le nazioni della terra. Onde il
Widmann definisce il Rotary come «movimento sovrannazionale, sovraculturale
e sovrarazziale». Il colore blu rappresenta la tensione cosmica,
come l’acqua del mare, la volta del cielo (e della loggia massonica) e sta a
significare la volontà di riunificate tutte le nazioni in un Nuovo Ordine
Mondiale più ampio (v. bandiera dell’Onu e delle Nazioni unite) mediante un sentimento
di amicizia filantropica. I 6 raggi della ruota blu, sono il
simbolo di un’emanazione, la quale si propaga dal centro della ruota
dentata verso tutti gli altri enti, i quali non sono creati ex nihilo da
Dio, ma emanano dall’Indeterminato o dall’Architetto dell’Universo. Il
colore blu è circondato dal giallo oro, per significare l’eccellenza,
che è il quarto concetto della filosofia rotaryana (tecnocrazia, mondialismo,
filantropia ed eccellenza), vale a dire il rotaryano è un iniziato, non
uno qualsiasi, fa parte di una elite tradizionale e non della gente
comune, che tende ad una perfezione sempre maggiore, all’infinito.
La vitalità dei vari club rotaryani sparsi nel mondo
(27. 000, con 1. 200. 000 soci, in 150 Nazioni) trae origine dallo spirito
americanista, essendo nato a Chicago 115 anni fa. La sua prima origine lo
colloca nel genere di associazioni fondate sulla capacità di rispondere alla
sfida di un ambiente in rapida «crescita industriale e capitalistica
selvaggia». Chicago nei primi del Novecento contava già 2 milioni di
abitanti, in essa erano assai vivi i «valori umanistici della democrazia e
della solidarietà sociale». Proprio in quegli anni l’America cominciava
a diventare una super-potenza a livello mondiale. Questo sentimento
americanissimo di imporsi all’attenzione del mondo intero non è estraneo al
desiderio rotaryano di espansione totale e sovrannazionale. Il Mondo Nuovo si
affacciava sulla scena dell’orbe e non è «azzardato collocare in questo
contesto storico il desiderio del Rotary International di costruire e di
diffondere un modello di uomo nuovo». Il Rotary «nasce senza
infiammarsi di ardori politici, né religiosi, non formulò piattaforme
elettorali, ma individuò nello spirito di una solidale amicizia il sostegno di
un sodalizio filantropico».
Occorre dire che se la dottrina e prassi pubblica del Rotary è molto simile a
quella massonica, esso non era tuttavia
ricco «di quei connotati di segretezza e di esoterismo, di quei rituali
iniziatici che contraddistinguevano la Massoneria». In breve il Rotary appare
come una massoneria pubblica e come l’anticamera di quella esoterica e
segreta, ove i massoni possono facilmente pescare delle persone, che vi sono
entrate per ingenuità, per farne dei fratelli a tre puntini. In un certo senso
è anche peggiore della massoneria anglo-americana, la quale «postula come
esigenza primaria la credenza nel Grande Architetto dell’Universo, mentre il
Rotary è al di sopra e al di fuori di ogni concezione religiosa».
Il Rotary è al di fuori, più che al di
sopra, di ogni questione religiosa, cioè estraneo ad ogni
discriminazione circa le credenze religiose dei soci. L’indifferentismo
religioso, come lo ha definito il gesuita Pietro Pirri, costituisce uno dei
principali capi di accusa che la Chiesa romana ha imputato al Rotary.
Il Rotary si espande prima nei Paesi anglofoni e protestatici (Canada e
Inghilterra, 1911), poi nell’Europa occidentale e in America Latina
(1920-1939), infine in Asia e Africa. In Italia e Germania, Spagna e Portogallo
il Rotary viene soppresso negli anni Trenta dalle dittature fasciste ivi
installatesi e riprende solo dopo la loro caduta. «I rotaryani vennero tenuti
per molti anni in grande sospetto (anche dopo la fine della guerra) dal
Vaticano. L’appartenenza al Rotary era vietata ai religiosi e vivamente
sconsigliata ai credenti».
Il 20 novembre 1923, presso l’esclusivo Ristorante
“Cova” di Milano, viene ufficialmente inaugurato il primo club Rotary
d’Italia. Milano fu scelta come sede poiché si preparava a divenire la
capitale economica della Penisola. L’ispiratore di tale fondazione non fu un
milanese, né un lombardo, né tanto meno un padano-italiano ma un inglese, sir
James Henderson, affiancato dal suo amico Leo Giulio Culletton. Quest’ultimo
avrebbe voluto che il club rotaryano italiano fosse del tutto simile a quelli
americani, ossia ultra-democratico, mentre Henderson propendeva per un Rotary
italiano elitario ed aristocratico,
con membri influenti dell’alta borghesia ed imprenditoria, (tra essi figurano
Motta, Falk, Pirelli, Borletti). Dopo Milano il Rotary si espande verso Trieste,
Genova e il Piemonte (con Vittorio Emanuele III come socio), per giungere sino a
Firenze, Roma (con Arnaldo Mussolini, sino a quando il regime tollerava
tacitamente il club), Napoli e Palermo, i nomi dei vip aumentano: Giovanni
Agnelli, Marzotto, Giovanni Treccani, Guglielmo Marconi, Nel 1925 il fascismo
entra in collisione col club a causa delle sue origini demo-plutocratiche, del
suo pacifismo e del suo mondialismo.
Nel 1928 la Chiesa cattolica attacca il Rotary (v. P. Pirri, in L’Osservatore Romano, 15 febbraio 1928)
accusandolo di para-massoneria, poiché la sua morale non è che un
travestimento di quella massonica. Ma, in Italia, il club fu soppresso
ufficialmente solo nel 1938. In realtà da parte rotaryana «non venne mai
smentito che fra i soci del Rotary figurassero anche persone appartenenti alla
massoneria, proprio in quanto lo Statuto dell’Associazione non prevedeva
discriminazioni in ordine a convinzioni religiose, filosofiche e politiche».
L’11 gennaio 1951, L’Osservatore Romano pubblicò un Decreto del S. Uffizio, che
diffidava i sacerdoti di iscriversi alle associazioni segrete, con riferimento
implicito al Rotare. Infine vi fu un articolo ulteriormente chiarificatore
apparso su L’Osservatore Romano il 27 gennaio 1951, in cui si negava ai
vescovi aventi Diocesi di permettere agli ecclesiastici di iscriversi al Rotary,
ma veniva loro consentita la frequenza alle riunioni rotaryane con carattere
pubblico o con finalità caritatevole, quanto ai laici nessun cenno di
proibizione.
L’ideologia del Rotary presenta gravi carenze
filosofico-dogmatiche ed una inconciliabilità di fondo con la dottrina
cattolica. Infatti, essa è il frutto - come abbiamo visto nel corso
dell’articolo grazie alle citazioni dei rotaryani stessi - del
neoprotestantesimo liberale americano, ancora più latitudinarista di quello
classico luterano. L’iniziazione del tutto laica e borghese,
elitario-tecnocratica, tendente al progresso all’infinito è presente nel
Rotary anche se non in maniera segreta o esoterica come nella massoneria. Il
filantropismo, che cerca di scalzare la virtù teologale e soprannaturale di
Carità pure. L’esclusione di ogni concezione religiosa propria del Rotary
sorpassa anche il vago deismo massonico, il quale richiede almeno la credenza
nel Grande Architetto dell’Universo ed esclude l’ateismo grossolano, perciò
essa porta ad una forma estrema di indifferentismo agnostico, estraneo persino
alla massoneria anglo-americana. La morale rotaryana è autonoma, soggettiva o
kantiana, dunque essenzialmente contrapposta a quella oggettiva, naturale e
divina del cattolicesimo e della retta filosofia. Il laicismo politico, con la
separazione assoluta tra Chiesa e Stato è un caposaldo del rotarysmo ed è
contraria al Diritto Pubblico Ecclesiastico tradizionale. Il tutto è
incorniciato in un sostanziale soggettivismo e relativismo filosofico, religioso
e sociale, che inquina e guasta l’intera dottrina e prassi rotaryana.
Tutto ciò si inscrive perfettamente nel clima
fertile dell’imperante Nuova Era.
NOTE BIBLIOGRAFICHE
[1] Tarcisio Mezzetti “New
Age”
[2]
Mondo e Missioni
[3]
Mons. Giovanni D’Ercole
[4]
Pontificio consiglio della cultura “Gesù cristo portatore dell'acqua viva -
Una riflessione cristiana sul New Age”
[6]
Don Pasqualino Fusco
[7]
dal sito Christus veritas
[8]
Padre Ernesto Maria Caro (Vicepresidente Internazionale degli Esorcisti -
Direttore di Evangelizzacion. org)
Pontifex.roma
[9]
www.parrocchie.it/rovereto/lizzanella/new-age1.htm
[10]
Michele C del Re “Le nuove sette
religiose”
[11]
di Daniele Curci
[12]
http://www.saluzzo.chiesacattolica.it/gris/informa/corsi_conv/file_doc/lez2c.doc
[13]
di Stefano Maria Chiari
[14]
Don Marcello Stanzione
[15]
Articolo di Carlo Climati, dall’agenzia stampa SIR, mercoledì 4 aprile 2001.
[16] Catholic Faith & Family, Circle Media, Inc., 33 Rossotto Drive, Hamden,
CT 06514, (800) 421-3230.
[17]
Carlo di Pietro articolo 13.12.10 La bufala esoterica della medaglietta con il
nome dell'Angelo Custode. Il demone della speculazione si diverte ed ispira le
menti: va smascherato (Pontifex)
[18]
Francesco Perez
[19]
Famiglia Cristiana n. 9 del 26-2-2006 Alberto Laggia e Luciano Scalettari
[20]
Prof. Adolfo Morganti Responsabile
Diocesano del GRIS Viale Principe
Amedeo 65, (Parrocchia di San Girolamo), Rimini
[21] Zenit 27 febbraio
2007
[22]
Antonio
Fasol (GRIS Verona)
[23]
Tratto dal Blog di Andrea Tornielli - Corriere della sera 07.10.09
[24]
http://www.antiplagio.org,
Nuovo Rapporto sul Satanismo in Italia, Dicembre 2004.
[25] di Andrea Tornielli - 12 ottobre 2007