CATECHESI SULLA SERVA DI DIO MARIA CONCETTA PANTUSA 24-2-12  FINE

Tratto da: "Pregate riparate compensate” Antonio Rapuano - CASA MARIANA

MESSAGGERA DEL PADRE CHE RIVELA IL VOLTO DEL FIGLIO

Gesù è nel Giordano, Giovanni Battista lo battezza e l'Eterno Padre dice: «Questi è il mio Figlio Prediletto nel quale mi sono compiaciuto» (Mat. 3,13).

Gesù è sul Tabor: è la trasfigurazione. Il Padre Celeste ripete: «Questi è il mio Figlio Prediletto, ascoltateLo» (Mat. 17,5).

Sono le 14 circa del 17 febbraio 1947, Maria Concetta e Sr. Speranza, davanti all'Immagine della SS.ma Trinità, ringra­ziano il Padre Celeste per il cibo che hanno appena preso, reci­tando il «Padre Nostro». Maria Concetta, assorta in preghiera, si immerge nell'Assoluto che, alle parole «sia fatta la tua volontà», dà inizio al grande Messaggio: «Andate e vedete nella cassa». È là che la Serva di Dio aveva posto l'Immagine del Volto della Sindone: l'Immagine del Lenzuolo tra le lenzuola. Sr. Speranza, ignara della presenza del Volto e di quanto stava accadendo, spinta da una forza soprannaturale, tra le tre casse presenti nella stanza, sceglie la giusta: apre e vede, tra le can­dide lenzuola, il Volto di Cristo che emanava sangue.

Il Padre Celeste, con il miracolo del Sangue, ha detto: «Questi è il mio Figlio Prediletto, l'Uomo del dolore per amore. AscoltateLo! ImitateLo!»

E quando Maria Concetta, resasi conto di quanto di straor­dinario stava accadendo, chiede: «Parrì, perché tutto questo sangue in casa nostra?» Sr. Speranza, giustamente, dice: «È a te che il Signore ha parlato, chiediglieLo».

Maria Concetta, amante della Passione, vittima col Cristo Crocifisso, domanda: «Signore, perché tutto questo sangue in casa nostra?» «Per farvi soffrire!»

Gesù, alcuni giorni più tardi, dirà: «Quando sarete interro­gate su quanto io ho operato con il mio Sangue e vi diranno che non è opera del Signore, ma un delitto, operato da voi, che cosa risponderete? Negherete, per timore, ciò che io ho ope­rato? Chiedilo alla mia figlia, Speranza, che cosa dice?» «No, Signore, sarò sempre costante a dire la verità, a costo la morte, voglio il sacrificio, voglio il Paradiso. Ti amo, o mio Dio, ti voglio dare tutto il mio cuore, sia tutto tuo e niente mio. La povera Sr. Speranza».

È per questa sua attestazione di fedeltà, probabilmente, e per quanto - in poco meno di 40 anni - ha fatto per il S. Volto, che il Signore permise alla sua Serva, il 20 febbraio 1939, di vedere Sr. Speranza asciugare il Volto di Gesù, che chiedeva compensazione per questo Sangue versato.

Tutto questo, otto anni prima della manifestazione visi­bile e tangibile del 1947. Ciò lo rileviamo dall' l l ° quader­no:

«Gesù, dopo la S. Messa, mi ha mostrato la sua S. Croce, grossa e pesante, e mi ha detto: "Figliuola mia, tu dici che la tua croce è pesante, ma non può mai essere simile alla mia".

Improvvisamente ho visto Gesù e la sua Croce, ricoperti di Sangue. Poi rivolgendosi a me ed alla Suora, ha detto: "Que­sto è tutto il mio Sangue che ho versato per voi e per i pecca­tori. E voi quando vi decidete a compensarlo?"

Ho visto subito la Suora fare ciò che fece S. Veronica: piangendo e chiedendo perdono, per sé e per i peccatori, ha asciugato il Volto di Gesù.

Gesù ci ha poi detto di non stancarci mai di dire: "(Quanto t'amo) o Croce Santa, Croce Preziosa che ti sei impossessata del mio Maestro, del mio Caro Sposo..." Poi ha aggiunto: "Ecco il Calvario che si è formato nella vostra cella; là mi ado­rerete"».

Dunque il Volto del Cristo e del Cristo sofferente ha la funzione di farci sprofondare nel suo grande dolore, per meglio capire l'immenso amore che Dio nutre per noi.

Questo Volto Santissimo ha fatto gridare Santa Teresa del Bambino Gesù del Volto Santo: «Gesù brucia d'amore per noi... guarda il suo Volto adorabile... guarda i suoi occhi spenti ed abbassati... guarda le sue piaghe... guarda Gesù nel suo Volto... Dal suo Volto traspare tutto il suo amore per noi». Questo Volto meraviglioso ha fatto esclamare Paul Clau­del:

«È Lui! È il suo Volto!... Qui abbiamo la bontà - egli ha detto - la misericordia, la serenità, la dolcezza, la maestà, l'armonia che chiedevamo; qui abbiamo la presenza... sebbene abbia gli occhi socchiusi. Non si è mai visto un volto di un morto così ricco di vita, forse perché la sua morte era fonte della nostra vita... Signore, permettimi di dire che hai scelto molto bene il tuo momento: non avevamo mai avuto tanto biso­gno di te».

Il Signore, sempre sollecito e prodigo verso i suoi figli, ha esaudito il desiderio dell'uomo del XX secolo, facendogli con­templare il suo Volto Santo.

La liturgia dei nostri giorni, molto spesso, ci fa implorare: «Mostraci il tuo Volto, o Signore».

Siamo stati esauditi: Gesù ci ha lasciato il suo Volto sfigu­rato per le nostre nequizie. Avrebbe potuto lasciarci il Volto del Tabor, per farci intravedere il Paradiso, invece ci ha lasciato il Volto del Golgota per suggerirci la pedagogia della Croce: «Per crucem ad lucem».

E Gesù, con il suo Preziosissimo Sangue, sgorgato dal suo Volto Divino, ha voluto richiamarci ad una realtà su cui troppo poco ci soffermiamo: l'amore misericordioso di Dio, l'amore misericordioso del Dio Trino che ci vuole tutti salvi. È il richiamo accorato del Padre, perché l'uomo abbandoni la via dell'egoismo, dell'edonismo, la via delle tenebre per riprendere la marcia verso il Cielo, illuminati dalla presenza del Cristo: «Illumina Vultum tuum super nos».

Tutto questo, allora, attraverso la pedagogia della croce. A Maria Concetta e a Sr. Speranza, infatti, Gesù ha ripetuto tre volte: «L'ho versato per farvi soffrire». Per farvi soffrire, non avendo per fine il perfido sadismo dell'uomo contro l'uomo, ma per compatire col Cristo, onde salvare noi stessi ed i nostri fratelli e dire con S. Paolo: «Con le mie sofferenze completo in me ciò che Cristo soffre a vantaggio del suo corpo, cioè della Chiesa» (Col. 1,24).

Questa è la volontà esplicitamente manifestata da Gesù, perché alla domanda della sua Serva: «Per chi l'hai versato?» Gesù ha risposto: «Per i Sacerdoti e per i peccatori. Pregate! Riparate! Compensate!»

È il richiamo di Lourdes, prima, e di Fatima, poi: «Non ti prometto felicità su questa terra, ma nel Cielo»; «Badate che molte, molte anime vanno all'inferno, perché non c'è chi preghi e chi si sacrifichi per loro».

Questo pressante appello, Gesù lo ripete a Maria Concetta in un giorno particolare: il lunedì di carnevale. È la vigilia di quel giorno che Gesù, altrove ed in tempi diversi, ha chiesto che fosse dedicato al suo Volto Santo: il martedì di carnevale. Siamo andati, perciò, alla ricerca di questi segni comuni, onde capire meglio il Messaggio del Volto di Gesù, manifesta­tosi ad Airola, e proporli alla Santa Madre Chiesa perché, come dice S. Paolo, li esamini attentamente per capire ciò che viene da Dio e rispondere ai suoi appelli.

Il 20 febbraio 1939 - come abbiamo già visto - Gesù mostra alle due Suore il suo Volto insanguinato e Sr. Speranza lo asciuga, dopo che Egli aveva chiesto compensazione.

Il 23 maggio 1938, Gesù, con il Volto insanguinato, appare all'Apostola del Volto Santo, Madre Maria Pierina De Micheli, dell'Istituto delle Figlie dell'Immacolata Concezione, per dirle:

«Mia diletta, ti rinnovo l'offerta del mio Santo Volto per­ché l'offri incessantemente all'Eterno Padre; con questa offerta otterrai la salvezza e la santificazione di tante anime. Quando poi l'offrirai per i Sacerdoti, si opereranno meraviglie».

Ed ancora, il 27 giugno dello stesso anno: «Contempla il mio Volto e penetrerai gli abissi di dolore del mio Cuore. Con­solami, e cerca anime che s'immolino con me, per la salvezza del mondo».

Il 21 novembre 1938, durante l'adorazione notturna, Gesù si mostra ancora grondante sangue a Madre Maria Pierina e con tristezza le dice: «Vedi come soffro? Eppure da pochi sono compreso. Quante ingratitudini anche da parte di quelli che dicono di amarmi! HO DATO IL MIO CUORE COME OGGETTO SENSIBILE DEL MIO GRANDE AMORE PER GLI UOMINI, E DO IL MIO VOLTO COME OGGETTO SENSIBILE DEL MIO DOLORE PER I PECCATI DEGLI UOMINI E VOGLIO CHE SIA ONORATO CON UNA FESTA PARTICOLARE NEL MARTEDÌ DI QUINQUAGE­SIMA, FESTA PRECEDUTA DA UNA NOVENA IN CUI TUTTI I FEDELI RIPARINO CON ME, UNENDOSI ALLA PARTECIPAZIONE DEL MIO DOLORE».

Il 10 luglio scrive ancora: «Questa notte mi disse Gesù: "Vuoi partecipare all'agonia del mio Spirito nel Getsemani per i peccati di tante anime religiose?..."

«Sì, o Gesù, risposi, e all'istante fui oppressa da tanta pena, tedio, martirio interno, che solo la grazia dà forza di sopportare. Ma la sofferenza di Gesù non è paragonabile a quanto può sopportare una creatura. Come oserò io di rifiutare a Gesù qualche cosa? Come non penserò a con­solare il suo Cuore, per le mie e le altrui ingratitudi­ni?».

L'esame attento e minuzioso di questi appelli ci consente di incominciare a comprendere la risposta di Gesù, data a Maria Concetta: «L'ho versato per i Sacerdoti e per i peccatori. Pre­gate! Riparate! Compensate!

Ma capiremo meglio l'accomunamento dei «Sacerdoti e peccatori» se riflettiamo innanzitutto sulle parole della Consa­crazione:

«... Versato per voi e per tutti in remissione dei peccati...» e poi, se riflettiamo, su quanto Gesù rivelò a Madre Maria Pie­rina, i primi di febbraio 1941:

«Questa mattina, quando Gesù fu nel mio cuore, mi parve di vedere come una estesa pianura e in essa una moltitudine di Sacerdoti, divisi in tre parti distinte. Una di queste parti man­dava una luce vivissima che illuminava a distanza. L'altra, la più numerosa, spargeva intorno a sé un bagliore fosco; la terza era tenebre.

Gesù era presente. Rivolto alla parte illuminata: "Questi - disse - sono i sacerdoti secondo il mio Cuore".

Di fronte al secondo gruppo cambiò aspetto e: "Questi - disse - non sono in mia disgrazia, ma per amore al piacere, all'onore, al denaro, ai comodi, non corrispondono alla santità della loro vocazione", e due grosse lacrime gli solcarono il Volto, dal quale traspariva tanta tristezza.

"Quelli avvolti nelle tenebre sono i sacerdoti che celebrano sacrilegamente" e scoppiò in pianto.

Io sentivo nell'animo il dolore e la tristezza di Gesù in modo sì intenso che anche il fisico ne risentiva. "O Gesù, che vuoi che io faccia per consolarti, parla, non lasciarmi così, io non ti voglio vedere in tanta pena..."

"PREGA, SOFFRI, IMMOLATI", sentii rispon­dermi».

«PREGA, SOFFRI, IMMOLATI» non corrisponde, forse, a «PREGATE, RIPARATE, COMPENSATE», che Gesù ha chiesto a Maria Concetta e a Sr. Speranza?

Sì, è la pedagogia della croce, che in tempi coincidenti, in parte, ma in luoghi diversi, le tre accettano. Ecco perché, tra gli scritti di Madre Maria Pierina e di Sr. Concetta e Sr. Spe­ranza, c'è un substrato comune: Getsemani, Calvario, Croce, Sangue, Abbandono, Riparazione, Compensazione.

Gesù, nel 1936, chiede a Madre Maria Pierina: «Voglio che il mio Volto, il quale riflette le intime pene del mio animo, il dolore e l'amore del mio Cuore, sia più onorato. Chi mi con­templa mi consola».

Ed il primo martedì del 1937, Gesù istruisce Madre Maria Pierina sulla devozione al Santo Volto, dicendo:

«Potrebbe essere che alcune anime temano che la devo­zione ed il culto al mio Santo Volto diminuiscano quella del mio Cuore. Di' loro che, al contrario, sarà completata ed aumentata. Contemplando il mio Volto le anime parteciperanno alle mie pene, sentiranno il bisogno di amare e di riparare. Non è forse questa la vera devozione al mio Cuore?».

Se il Volto di Cristo del Golgota invita alla compassione del suo dolore per amare maggiormente, riparando e compen­sando, questa devozione mira all'unità dei fratelli, unità che oggi è sentita come non mai.

Il Vescovo Ilario Roatta, nella sua omelia, tenuta in occa­sione del trasporto dei resti mortali della Serva di Dio, Maria Concetta, nel Santuario del Santo Volto, tra l'altro, disse:

«... 25 gennaio: la Chiesa e tutto il mondo cristiano è in preghiera perché si compia il voto di Cristo "ut unum sint". Il Papa è diventato il grande pellegrino e l'apostolo instancabile di questa unità. Questo piccolo Santuario del Santo Volto è pure un Santuario per l'Unità, fin da principio. L'Unità della Chiesa, che è il Corpo mistico di Cristo, si fa soltanto in Lui, guardando il suo Volto...».

Ai piedi del Volto Santo di Gesù, le due, con P. Bonaven­tura, il 12/9/1947, recitarono la preghiera per l'Unità. Questa stessa preghiera venne trascritta dietro l'Immagine del Santo Volto, che Sr. Speranza consegnò nelle mani del Santo Padre Giovanni XXIII, il 16 febbraio 1959, in occasione dell'Udienza concessa ai «Cultori mondiali della S. Sindone». Fu allora che Sr. Speranza perorò la causa del Santo Volto e Papa Giovanni rispose: «Bene, bene; brava, brava».

È questa l'opera di cui parla Gesù alla sua Serva? È proba­bile. Ma veniamo a quanto troviamo nel 27° quaderno:

«... Una luce usciva dall'armadio, dove era riposta l'Imma­gine del Volto di Gesù, tre volte insanguinato. Improvvisamente si spalanca la porta dell'armadio e dall'urna parte una luce come il sole, però a metà. Gesù dice: "Questa è l'opera (del mio Volto Santo) però non è ancora completa. Quando sarà completa, la luce risplenderà più del sole"».

Davanti a Gesù, davanti al Volto Santo insanguinato, la Serva di Dio rinnova ancora una volta il voto di vittima. È il 18 febbraio 1950:

«È arrivata la lettera del nostro Direttore e fratellino, con l'offerta di vittima per tutti i peccatori del mondo. L'offerta l'abbiamo fatta ai piedi di Gesù, tre volte insanguinato. Gesù è contento. Egli ha chiesto a Sr. Concetta: "Tu accetti, con il cuore, il calice che ho preparato per te e per la mia figliuola...? Se mi dici di `sì', io domani, 19, la presenterò alla Santa comu­nione". «Sì, Signore - risponde Maria Concetta, alla presenza di Sr. Speranza - ciò che dico io lo dice anche la mia Parrina... vittima io per tutto il mondo, con la vostra forza e rassegna­zione. Così ti dico per parrina...»

«Il calice sta nell'Orto degli Ulivi - dice Gesù - le tue sofferenze sono di un modo, quelle della mia figliuola di un altro...»

È l'offerta volontaria che la Serva di Dio presenta perché tutti gli uomini facciano convergere sul Volto di Gesù il proprio cuore, la propria mente, le proprie energie affinché venga pre­sto, sulla terra il Regno di Cristo, che è Regno di giustizia, di amore, di pace.

Con la «Grande Promessa», Gesù invitava gli uomini alla Riparazione delle offese fatte al suo Sacro Cuore, promettendo, a chi l'avesse fatto, la salvezza eterna. Con il culto al Santo Volto, Gesù ci invita al cammino verso il suo Regno, non come singoli, ma come Corpo Mistico, perché questo cammino diventi comunitario e potremo dire con Gesù:

«AFFINCHÉ TUTTI SIANO UNO COME TU SEI IN ME ED IO IN TE, O PADRE, E L'AMORE COL QUALE MI HAI AMATO SIA IN ESSI ED IO IN LORO».