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LA SACRA BIBBIA ILLUSTRATA E RACCONTATA A BAMBINI E RAGAZZI

Coloro che credevano nel Si�gnore Ges� crescevano ogni giorno di numero. Essi erano assidui nell'ascoltare l'insegnamen�to degli apostoli e nel partecipare alle preghiere in comune, e special�mente alla celebrazione della Mes�sa, che allora si chiamava "frazione del pane". Tutti coloro che erano diventati credenti tenevano le loro propriet� in comune. Chi aveva case o campi li vendeva e distribuiva il ricavato ai pi� poveri. Quelli che abitavano a Gerusalemme ogni giorno si reca�vano al tempio a pregare. Tutti era�no un cuore solo e un'anima sola e manifestavano apertamente la loro fede: Ges�, il crocifisso, � risorto dai morti e ora sta alla destra del Padre nei cieli.  Tutti appartenevano al popolo di Israele e ritenevano che Ges� fosse venuto a portare la salvezza soltan�to al loro popolo. Ma ben presto si pose un problema: un numero sempre maggiore di persone non ebree, per esempio Romani o Greci sentivano parlare di Ges� e chiede�vano di diventare suoi seguaci. Nel�la Chiesa, che era la famiglia dei se�guaci di Ges�, si discuteva se am�mettere o no coloro che non appartenevano al popolo di Israele. Sorgeva poi un altro problema. Gli Ebrei osservavano molte regole particolari, ad esempio riguardo al cibo. Essi non mangiavano certi animali come i maiali, alcuni uccelli, i molluschi e nessun altro animale che fosse morto soffocato. Chiama�vano questi cibi "impuri", e anche quando gli Ebrei diventavano Cri�stiani continuavano a ritenere pec�cato cibarsi di essi. Coloro che non erano Ebrei, invece, non seguivano queste regole. Ora: se li si ammette�va nella Chiesa, cio� se divenivano Cristiani, dovevano anche osserva�re le regole degli Ebrei? Ad esem�pio, dovevano smettere di mangiare gli animali "impuri"? A risolvere questi problemi inter�venne direttamente il Signore. Le cose andarono cosi. Nella citt� di Cesarea viveva con la sua famiglia un ufficiale dell'eser�cito romano, di nome Cornelio. Egli era un uomo buono, che, amava Dio e cercava di rispettare la sua volont�: pregava sempre e dava elemosine ai poveri. Un giorno, verso le tre del pome�riggio, ebbe la chiara visione di un angelo che gli disse: �Cornelio, le tue preghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio. Ora man�da degli uomini a Giaffa, perch� conducano qui un tale Simone det�to anche Pietro, che si trova appun�to a Giaffa, ospite di un certo Simo�ne conciatore di cuoio, la cui casa si trova sulla riva del mare�. Cornelio chiam� due dei suoi servi e un soldato di cui si fidava, spieg� loro ogni cosa e li mand� a Giaffa. Il giorno dopo, mentre i tre inviati di Cornelio erano in cammino e si stavano avvicinando alla citt�, verso mezzogiorno Pietro sal� a pregare sulla terrazza della casa di cui era ospite. Era l'ora di pranzo, e Pietro ebbe fame. D'improvviso, durante la preghiera ebbe una visione: vide scendere dal cielo una grande tova�glia, su cui stava ogni specie di ani�mali che egli aveva sempre conside�rati impuri. Una voce gli diceva: �Alzati, Pietro, e mangia!� �No davvero, Signore� rispose Pietro �perch� io non ho mai man�giato nulla di impuro�. Ma il Signo�re gli disse: �Nulla di quello che io ho creato � impuro�. La scena si ripet� tre volte, di modo che Pietro non avesse dubbi su quello che aveva visto. E Pietro cap�: le regole alimentari dipendono dalle abitudini dei diversi popoli; nessuno deve pretendere che esse siano uguali per tutti. Cap� anche che davanti a Dio non ci sono po�poli privilegiati; tutti sono ugual�mente cari al suo cuore. Intanto gli inviati di Cornelio era�no giunti a Giaffa, avevano trovato la casa del conciatore di cuoio e si stavano informando se Pietro abi�tasse l�. Lo Spirito Santo disse a Pietro: �Ecco, tre uomini ti cercano. Va' con loro, perch� sono io che li ho mandati�. Il giorno dopo Pietro, accompa�gnato da alcuni Cristiani, and� con loro a Cesarea. Entr� nella casa di Cornelio e disse: �Voi sapete che gli Ebrei come me non vanno a casa di uomini appartenenti ad altri popoli, perch� li considerano impuri. Ma Dio mi ha mostrato che niente e nessuno � impuro. Anzi, mi rendo conto che Egli non fa preferenze di persone: chiunque vive come piace a lui, � a lui gradito�. Pietro si mise poi a spiegare tutto quanto bisogna sapere su Ges�. E stava ancora parlando, quando lo Spirito Santo scese su tutti coloro che ascoltavano. I Cristiani di origine ebraica che avevano accompagnato Pietro si meravigliarono che lo Spirito scen�desse anche sopra quelli che non erano Ebrei. Ma davanti a ci� che accadeva, Pietro disse: �Come si pu� ancora impedire che vengano battezzati nel nome di Ges� questi uomini che hanno ricevuto lo Spiri�to Santo al pari di noi?� Cornelio e i suoi familiari furono battezzati. Essi furono i primi non Ebrei a divenire Cristiani, ed entrare a far parte della Chiesa. I primi di una lunga schiera, che non si � ancora conclusa. Atti 2; 10.

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LO STORPIO DELLA PORTA BELLA Atti 3

Un giorno, verso le tre del pomerig�gio, gli apostoli Pietro e Giovanni salirono al tempio di Gerusalemme a pregare. Giunti presso la porta del tempio che era detta "Bella" videro un uomo, storpio fin dalla nascita, che ogni giorno da molti anni veniva condotto li a chiedere l'elemosina a chi entrava nel tempio. Egli chiese l'elemosina anche a Pietro e a Giovanni. Ma Pietro lo fiss� e gli disse: �Guarda verso di noi�. Lo storpio ubbid�, pensando di ricevere qualcosa da loro. Invece Pietro gli disse: �Non ho monete d'oro n� d'argento; ma quello che ho te lo do: nel nome di Ges� Cri�sto, cammina!� Mentre cos� diceva, lo prese per la mano destra e lo sollev�. E di colpo i piedi e le caviglie dello stor�pio si rinvigorirono. Egli balz� in piedi e si mise a camminare e a sal�tare di gioia, poi segu� gli apostoli nel tempio, per lodare Dio e ringra�ziarlo per la sua misericordia. C'era molta gente che andava e veniva per la Porta Bella, e tutti co�noscevano lo storpio che sedeva a elemosinare: al vedere che ora egli camminava e saltava, tutti rimasero sorpresi e meravigliati.

 

2

BARNABA.  UN APOSTOLO GENEROSO Atti 4

I primi Cristiani mettevano in comu�ne i loro beni, cos� che nessuno mancava del necessario. Chi possedeva campi o case li vendeva, portava il ricavato agli apostoli ed essi lo distribuivano a chi era nel bisogno. Cos� fece tra gli altri un certo Giu�seppe, un ebreo di Cipro che gli apostoli soprannominarono Barna�ba. Il nome significa "capace di esortare" gli uomini al bene: Barna�ba infatti divenne un collaboratore degli apostoli, molto attivo nel par�lare a tutti di Ges�.

 

  3

PIETRO E GIOVANNI IN TRIBUNALE Atti 4

Pietro aveva risanato lo storpio del�la Porta Bella. Alla folla accorsa egli spieg� che aveva potuto farlo per opera di Ges�. Subito, per�, giunsero le guardie: arrestarono Pietro e Giovanni e li misero in prigione. Il giorno dopo i capi del popolo interrogarono i due apostoli: �Chi vi ha dato il potere di fare questo?� Pietro, pieno di Spirito Santo, ri�spose con coraggio: �Ges� di Naza�ret! Quel Ges� che voi avete fatto morire e Dio ha fatto risorgere dai morti. Anzi, sappiate: Ges� � l'unico che pu� liberarci dal male!� I capi ebraici erano sorpresi che due popolani come Pietro e Gio�vanni parlassero con tanta sicurezza e temevano che la notizia del mira�colo potesse indurre altri uomini a diventare Cristiani. Perci� ordinaro�no agli apostoli di non parlare pi� di Ges� e di non insegnare nel suo nome. Ma Pietro e Giovanni repli�carono: �Dite voi stessi se � pi� giu�sto obbedire a voi o a Dio. Noi non possiamo fare a meno di parlare di ci� che abbiamo visto e udito!� Di nuovo i capi minacciarono Pietro e Giovanni, poi li lasciarono liberi, per paura del popolo che li lodava per il miracolo compiuto.

 

4

ALMENO SFIORATI DALL�OMBRA Atti 5

Gli apostoli si recavano ogni giorno nel tempio, si mettevano sotto il portico di Salomone a insegnare la dottrina di Ges� e facevano molti miracoli in mezzo alla gente. Tutto il popolo li stimava, e cresceva ogni giorno il numero degli uomini e del�le donne che credevano nel Signo�re Ges�. Da tutta Gerusalemme e dai vil�laggi vicini la gente portava i malati sulle barelle e li deponeva sulle piazze, perch� Pietro, passando, li sfiorasse almeno con l'ombra del suo corpo. E tutti venivano guariti.

 

  5

STORIA DI DUE BUGIARDI atti 5

Un tale Anania e sua moglie Saffira vendettero un loro campo perch� il ricavato venisse distribuito ai pove�ri, ma nascostamente tennero una parte della somma per s�. Pietro venne a saperlo e disse ad Anania: �Come sai bene, nessuno ti obbligava a vendere il campo, e an�che dopo averlo venduto potevi fare dei tuoi soldi quello che volevi. Ma non dovevi dire di aver conse�gnato tutto! Tu non hai mentito a noi: hai mentito a Dio�. Anania rimase cos� sconvolto al pensiero di quello che aveva fatto, che cadde subito in terra morto. Alcuni giovani avv/olsero il suo corpo in un lenzuolo, e lo portaro�no a seppellire. Tre ore dopo, senza sapere quello che era accaduto arri�v� Saffira. Pietro le chiese: �Saffira, avete venduto il campo proprio a questo prezzo?� Ella rispose di s�, e Pietro allora aggiunse: �Tu e tuo marito vi siete messi d'accordo di sfidare il Si�gnore! Ecco, stanno tornando colo�ro che hanno seppellito tuo marito. Ora porteranno via anche te�. E difatti anche Saffira cadde a terra davanti a Pietro e mor� all'i�stante. Tutti compresero che menti�re al Signore � colpa grave.

 

6

SETTE AIUTANTI PER GLI APOSTOLI Atti 6

Il numero dei discepoli di Ges� au�mentava di continuo, e i dodici apostoli non riuscivano pi� a svol�gere il loro compito verso tutti. Allo�ra convocarono un'assemblea e dis�sero: �Non � giusto che noi trascu�riamo di annunciare la parola di Dio, per occuparci del cibo. Fratelli, scegliete tra voi sette uomini pieni di fede e saggi. Essi saranno i nostri aiutanti�. La proposta piacque a tutti, e set�te uomini, tra cui Stefano e Filippo, divennero aiutanti degli apostoli nella distribuzione del cibo.

 

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STEFANO, IL PRIMO MARTIRE Atti 6-7

Stefano, uno dei sette aiutanti degli apostoli, era pieno di fede e di amore per il Signore Ges�, e discu�teva molto abilmente con gli Ebrei per dimostrare loro che Ges� era il Messia inviato da Dio. Poich� non riuscivano a controbattere le sue affermazioni, alcuni Ebrei cominciarono ad accusarlo falsamente. Dicevano che Stefano aveva bestemmiato contro Mos�, la legge di Dio e il tempio. E ripetero�no queste false accuse, finch� Ste�fano fu arrestato e processato da�vanti al sommo sacerdote. Egli chiese a Stefano se le accuse mosse contro di lui erano vere. Stefano fece allora un lungo discorso: ricord� che spesso gli uomini d'I�sraele avevano agito male verso Dio; non avevano ascoltato i profeti e neppure Mos�; avevano ricevuto da Dio la sua legge, ma spesso non l'avevano rispettata. Stefano disse poi che Dio aveva deciso di farsi conoscere aperta�mente dagli uomini, e per questo aveva mandato suo Figlio, Ges�. Come in passato gli Ebrei avevano ucciso i profeti inviati da Dio, cos� ora avevano ucciso Ges�. Le parole di Stefano fecero infu�riare il sommo sacerdote, e tutto il tribunale riunito con lui. Ma Stefano prosegu� e disse: �Ecco, io vedo nei cieli, e vedo Ges� che sta alla de�stra di Dio Padre�. Questo significava proclamare che anche Ges� � Dio. Il tribunale allora si scandalizz� e condann� Stefano ad essere lapidato, cio� uc�ciso a colpi di pietra. Subito lo tra�scinarono fuori citt�, e presero a ti�rargli addosso le pietre. Stefano pregava; ricordando poi quello che Ges� aveva detto sulla croce, an�ch'egli disse: �Signore Ges�, accogli la mia vita�. Poi, sentendosi ormai vicino a morire, cadendo in ginoc�chio aggiunse: �Signore, perdonali per quello che stanno facendo�.

 

8

SAULO CONTRO I CRISTIANI Atti 6-7

Stefano fu il primo martire cristiano, il primo cio� di tutti coloro che die�dero la vita per amore di Ges�. Quelli che lo avevano ucciso a colpi di pietre avevano affidato in custo�dia i loro mantelli a un giovane di nome Saulo. Quel giorno ci fu a Gerusalemme una persecuzione contro i Cristiani. Anche Saulo entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li face�va mettere in prigione. Molti fuggi�vano in altre citt�. E l� si mettevano a parlare di Ges�: cos� la sua cono�scenza si diffondeva per il paese.

 

9

FILIPPO E IL MAGO SIMONE Atti 8

Filippo, uno dei sette aiutanti degli apostoli, si rec� in una citt� della Samaria, e l� si mise ad annunciare il Signore, accompagnando la paro�la con molti miracoli. Cos� numerosi abitanti della citt� credettero nel Signore Ges� e si fe�cero battezzare. Tra loro c'era un uomo di nome Simone, il quale era famoso come mago e da tempo in�cantava molti con le sue magie. Anzi, Simone stava sempre con Fi�lippo, e vedendo i grandi miracoli e prodigi che avvenivano, stava at�tento a tutto ci� che egli faceva.

10

PIETRO E IL MAGO SIMONE Atti 8

Gli apostoli Pietro e Giovanni si re�carono in Samaria a visitare coloro che avevano accolto la parola di Dio. Essi pregavano perch� i Sama�ritani ricevessero lo Spirito Santo: essi infatti erano solo stati battezzati nel nome del Signore Ges�. Poi stendevano le mani su di loro, ed essi ricevevano lo Spirito Santo. Quando vide che lo Spirito Santo veniva dato con l'imposizione delle mani, il mago Simone and� dagli apostoli, offr� loro del denaro e dis�se: �Date anche a me questo pote�re, e fate in modo che quelli su cui io poser� le mani ricevano lo Spiri�to Santo!� Ma Pietro, indignato, rispose: �Vattene tu e il tuo denaro! Tu hai pensato che il dono di Dio si possa comperare con i soldi: smettila di credere che sia cos�, e prega il Si�gnore che ti perdoni le tue cattive intenzioni! Mi accorgo infatti che sei pieno di male e prigioniero della cattiveria!� Certo Pietro ricordava che Ges�, parlando dei doni di Dio, aveva comandato agli apostoli: �Gratuitamente avete ricevuto, gra�tuitamente date!� Al rimprovero di Pietro Simone si pent� e disse: �Pregate voi il Signore per me, perch� mi perdoni�.

 

11

IL MINISTRO DELLA REGINA DI ETIOPIA Atti 8

Un angelo del Signore si present� a Filippo e gli disse: �Alzati e va' ver�so sud, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza�. Filippo and�, e mentre cammina�va fu raggiunto da un carro da viag�gio, su cui un uomo stava leggen�do. Era un etiope, sovrintendente ai tesori di Candace regina d'Etiopia. Egli era un credente in Dio, e stava tornando da Gerusalemme dove si era recato a pregare nel tempio. Lungo la strada il ministro legge�va il libro del profeta Isaia, e quan�do Filippo si un� a lui stava leggen�do il brano che dice: �Come una pecora egli fu condotto al macello, e come un agnello muto egli non si lament�... � Il ministro chiese a Filippo: �Dim�mi, ti prego, di chi sta parlando il profeta?� Filippo gli spieg� che con quelle parole Isaia annunciava la morte del Messia, innocente e mite come un agnello, e gli parl� di Ges�. Gli parl� tanto bene, che giunti ad una fonte, il ministro disse a Filippo: �Ecco: qui c'� acqua. Che cosa im�pedisce che io sia battezzato?� Il ministro fece fermare il carro, tutti e due scesero nell'acqua, e Fi�lippo lo battezz�.

12

SAULO SULLA VIA DI DAMASCO Atti 9

Saulo era deciso a eliminare i disce�poli di Ges�. Per questo chiese ai capi del popolo il permesso di re�carsi a Damasco ad arrestare i Cri�stiani che si trovavano in quella cit�t�. Ebbe il permesso, e anche una scorta di guardie. Era in cammino, e stava avvici�nandosi a Damasco, quando all'im�provviso una luce dal cielo lo avvol�se. Egli cadde a terra e ud� una voce che diceva: �Saulo, Saulo, perch� mi perseguiti?� �Chi sei tu?� rispose Saulo. E la voce riprese: �Io sono Ges�, che tu perseguiti�.

 

13

SAULO E ANANIA Atti 9

L�, sulla via di Damasco, Ges� si era rivelato a Saulo, il persecutore dei Cristiani. Ges� gli disse anche: �Alzati e entra in citt�: qualcuno ti dir� ci� che devi fare�. Saulo si alz� da terra e si accorse di essere rimasto cieco. Le guardie che lo accompagnavano lo presero per mano e lo condussero in citt�. A Damasco abitava un cristiano di nome Anania. Il Signore in visio�ne gli parl� cos�: �Va' sulla strada chiamata Diritta, e cerca un uomo di Tarso che si chiama Saulo. In questo momento egli sta pregando, e in visione ti ha visto arrivare a mettergli le mani sugli occhi perch� recuperi la vista�. Anania rispose: �Signore, so tutto il male che egli ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme�. Ma il Signore dis�se: �Va' e mettigli le mani sugli oc�chi. Egli � per me uno strumento che ho scelto per farmi conoscere da tutti i popoli�. Anania and�, gli stese le mani su�gli occhi e gli disse: �Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signo�re�. E Saulo riacquist� la vista e fu subito battezzato. E per mostrare a tutti che egli era un altro uomo, Saulo cambi� il pro�prio nome in quello di Paolo.

 

14

PAOLO CALATO DENTRO UNA CESTA Atti 9-13

Saulo aveva ricevuto il battesimo e era diventato Paolo, un uomo nuo�vo che credeva in Ges�. Subito prese ad annunciare la sua fede nelle sinagoghe di Damasco. Gli Ebrei si meravigliavano e dicevano: �Non � lui quello che a Gerusalem�me incarcerava i Cristiani? Com'� che ora � diventato cristiano?� Alcuni Ebrei non sopportarono la sua predicazione e decisero di met�terlo a morte. Ma Paolo venne a conoscenza dei loro piani: e di notte si fece calare dentro una cesta gi� dalle mura di Damasco.

 

15

PIETRO GUARISCE UN PARALITICO Atti 9

La Chiesa attraversava un momen�to di tranquillit�, e cresceva conti�nuamente, facendosi forte con l'aiu�to dello Spirito Santo. Pietro, il capo della Chiesa, deci�se di andare a far visita alle diverse comunit� cristiane. Giunto nella cit�t� di Lidda, trov� un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva pa�ralitico su un lettuccio. Pietro gli disse: �Enea, Ges� Cri�sto ti guarisce. Alzati, e rifatti il let�to�. Subito il paralitico si alz�. Lo vi�dero gli abitanti di Lidda, e si con�vertirono al Signore Ges�.

 

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PIETRO RISUSCITA TABITA� Atti 9

Pietro si trovava in visita alla comu�nit� di Lidda, quando nella vicina citt� di Giaffa si ammal� e mor� una donna cristiana. Si chiamava Tabi�t�, nome che significa "gazzella", ed era benvoluta da tutti perch� faceva molte opere buone ed elemosine ai poveri. I credenti erano molto addolorati per la morte di Tabit�, e saputo che l'apostolo Pietro si trovava a Lidda lo mandarono a chiamare per mez�zo di due uomini, che gli dissero: �Vieni subito con noi�. Pietro and�, e appena giunto lo condussero nella stanza dove ave�vano deposto il corpo della donna. Erano presenti alcune vedove, le quali piangendo mostrarono a Pie�tro i vestiti che Tabit� confezionava per loro quando era in vita. Pietro allora fece uscire tutti dalla stanza. Si inginocchi� a pregare, e poi, rivolto al corpo, disse: �Tabit�, alzati!� La donna apr� gli occhi, vide l'apostolo e si mise a sedere. Egli la prese per mano e la fece alzare, poi la present� alle vedove e agli altri credenti. Il fatto della risurrezione di Tabit� fu risaputo in tutta Giaffa, e molti per questo credettero nel Signore Ges�, facendosi Cristiani.

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ERODE FA IMPRIGIONARE PIETRO Atti

A Gerusalemme il re Erode comin�ci� a perseguitare i Cristiani, e fece uccidere l'apostolo Giacomo. Ve�dendo che ci� era gradito ai capi ebrei, fece arrestare anche Pietro e lo fece imprigionare sotto buona guardia: quattro squadre di quattro soldati ciascuna. Mancavano pochi giorni alla festa di Pasqua, e il re si proponeva di processare pubblicamente il capo della Chiesa subito dopo la festa. Mentre Pietro era tenuto in pri�gione, una preghiera incessante sa�liva a Dio dalla Chiesa per lui.

 

 

 

18

PIETRO LIBERATO DAL CARCERE Atti 12

Si avvicinava il giorno in cui Erode, il re della Palestina, voleva giudica�re Pietro davanti al popolo. In car�cere, la notte prima del processo, Pietro dormiva legato da catene e sorvegliato dai soldati. Ed ecco che una luce sfolgor� nella cella, e un angelo del Signore gli si present�. L'angelo tocc� Pietro, lo svegli� e gli disse: �Alzati, in fretta!� A quelle parole Pietro si accorse che le catene gli erano cadute dalle mani. L'angelo prosegu�: �Mettiti la cintura e legati i sandali�. Pietro fece quello che gli veniva ordinato. L'angelo disse ancora: �Avvolgiti nel mantello e seguimi�. Pietro non si rendeva ben conto che era realt� quanto stava avve�nendo. Era convinto di avere una visione. Segu� l'angelo, con lui ol�trepass� la prima guardia e la se�conda e, quando giunsero alla por�ta di ferro per cui dal carcere si esce in strada, la porta si apr� da sola davanti a loro. Uscirono, percorsero un tratto di strada, e Pietro si accorse che l'an�gelo era scomparso. Solo allora si rese ben conto di quanto era acca�duto, e disse tra s�: �Il Signore ha mandato il suo angelo a liberarmi. Mi ha strappato dalle mani di Erode, che voleva la mia rovina�.

  

19

UNA FANCIULLA DI NOME RODE Atti 12

Le preghiere della Chiesa erano state esaudite: il Signore aveva mandato il suo angelo a liberare Pietro dal carcere. Ora il capo della Chiesa si trovava per le strade di Gerusalemme, e pensava che appe�na le guardie avessero scoperto la sua scomparsa dalla cella lo avreb�bero ricercato. Doveva trovare un luogo dove nascondersi. Dopo aver riflettuto, decise che il luogo pi� adatto era una casa di amici: la casa di Maria, la madre di Giovanni detto anche Marco, colui che pi� tardi avrebbe scritto uno dei quattro Vangeli. In quella casa era riunito un buon numero di Cristiani, raccolti in pre�ghiera. Appena udirono bussare alla porta, mandarono una fanciulla di nome Rode a sentire di chi si trattasse. Ella si avvicin� alla porta. Quan�do riconobbe la voce, sopraffatta dalla gioia, dimentic� di aprire, e in�vece corse ad annunciare agli altri che fuori c'era Pietro. �Tu non sai quello che dici!� fu la loro risposta. Intanto Pietro conti�nuava a bussare. Quando si decise�ro ad aprire e lo videro, rimasero senza parole. Ed egli narr� loro quanto era accaduto.

 

20

LA COMUNITA� DI ANTIOCHIA Atti 11

Coloro che erano fuggiti da Gerusa�lemme, quando era scoppiata la persecuzione al tempo di Stefano, si erano sparsi in molti luoghi. Alcuni erano giunti nella grande citt� di Antiochia, in Siria. L� essi ricominciarono ad annun�ciare il Signore Ges� agli Ebrei e anche ai non Ebrei, i pagani. La po�tenza del Signore era con loro, e cos� un gran numero credette e si convert� al Signore. L� per la prima volta i credenti in Ges�, il Cristo mandato dal Signo�re, furono chiamati Cristiani.

  

21

LA MISSIONE DI PAOLO E BARNABA Atti 11-13

Un giorno la comunit� di Antiochia era riunita in preghiera, ed erano presenti numerosi Cristiani che si erano distinti per la loro fede e per le loro buone opere. Mentre essi ce�lebravano il culto del Signore, lo Spirito Santo disse loro: �Mettetemi da parte Barnaba e Paolo, perch� li ho destinati a una missione specia�le�. La missione consisteva nell'an�dare ad annunciare la parola del Si�gnore Ges� in luoghi dove non era ancora conosciuta. Allora, dopo avere digiunato e pregato, la comunit� di Antiochia stese su di loro le mani e li salut�. Ed essi, mandati dallo Spirito Santo, partirono per un lungo viaggio. La prima meta del loro itinerario fu l'isola di Cipro. Nelle varie citt� dell'isola di Cipro Paolo e Barnaba presero ad annun�ciare la parola del Signore. Aveva�no deciso che era giusto annunciar�la per prima agli Ebrei, e per questo entravano di sabato nelle sinagoghe e si mettevano a parlare del Signore Ges�. Le loro parole qualche volta era�no accolte con interesse dagli Ebrei; qualcuno si convertiva, diventando cristiano. Ma spesso gli Ebrei non volevano ascoltare gli apostoli.

 

22

PAOLO E IL MAGO ELIMAS Atti 13

Nella citt� di Pafo dell'isola di Cipro il governatore romano Sergio Paolo aveva fatto chiamare Barnaba e Paolo per ascoltare la parola di Dio. Egli aveva al suo seguito il mago Elimas, che era ebreo. Ma quando i due apostoli cominciarono a parla�re, il mago si opponeva loro in ogni modo e faceva di tutto perch� il go�vernatore non credesse. Allora Paolo lo fiss� e gli disse: �Quando smetterai di sconvolgere la volont� del Signore? Ecco: per qualche tempo, come ammonimen�to, resterai cieco�. E cos� avvenne.

 

  

23

PAOLO PERSEGUITATO Atti 13-14

Lasciata l'isola di Cipro, Paolo e Barnaba proseguirono il loro viag�gio sbarcando in Asia Minore, l'at�tuale Turchia. Qui passarono in va�rie citt�, annunciando la parola di Dio prima agli Ebrei, e quando essi la rifiutavano, ai pagani. Spesso gli Ebrei si opponevano loro in ogni modo. A Listra furono proprio alcuni Ebrei che indussero la folla a prendere Paolo a sassate, finch� lo credettero morto. Poi lo trascinarono fuori citt� e lo abban�donarono. Per fortuna alcuni disce�poli lo soccorsero e lo aiutarono.

 

24

PAOLO E BARNABA SCAMBIATI PER DEI Atti 14

Nel loro viaggio missionario, Paolo e Barnaba erano giunti nella citt� di Listra, in Asia Minore. L� Paolo si mise a predicare, e mentre parlava vide che lo ascolta�va anche un uomo, paralizzato alle gambe fin dalla nascita. Paolo lo fis�s� con lo sguardo e disse a gran voce: �Alzati dritto in piedi!� E il malato con un balzo si lev� e si mise a camminare. Al vedere il miracolo, i pagani co�minciarono a dire: �Gli d�i sono scesi tra noi in figura umana!� E ri�tenevano che Barnaba fosse il loro dio che chiamavano Zeus, o Giove, mentre pensavano che Paolo fosse il dio Ermes, o Mercurio. I pagani offrivano ai loro d�i sa�crifici di animali. Il sacerdote di Zeus, accompagnato dalla folla, ar�riv� allora con un toro che voleva offrire a Barnaba in sacrificio. Ma Paolo e Barnaba, al vedere ci�, si precipitarono in mezzo alla folla gri�dando: �Cittadini, non fatelo! Noi siamo uomini come voi. Siamo ve�nuti anzi ad invitarvi a lasciare que�ste false divinit� per convertirvi al Dio unico e vero!� Con queste parole e con molta fatica riuscirono a convincere la fol�la a non offrire loro il sacrificio.

 

  25

PAOLO INVIATO IN EUROPA Atti 16

Terminato il viaggio con Barnaba, Paolo ripart� con un altro discepolo, Sila, per annunciare la parola di Dio. A Listra Paolo conobbe Timo�teo, un giovane cristiano, e lo prese con s�. Con lui Paolo port� il van�gelo in molte citt�. Quando giunse�ro a Troade, Paolo ebbe una visio�ne. Una notte egli vide un abitante della Macedonia, che � una regione situata a nord della Grecia, che lo supplicava: �Vieni ad aiutarci!� La visione veniva dal Signore, e Paolo subito si imbarc� con i disce�poli, giungendo in Europa.

 

26

LIDIA, LA COMMERCIANTE DI PORPORA Atti 16

Nel suo secondo viaggio missiona�rio l'apostolo Paolo era accompa�gnato da Timoteo e da altri disce�poli. Tra essi era Luca, un giovane medico che in seguito scrisse uno dei Vangeli e il libro degli Atti degli Apostoli in cui si narrano anche i viaggi di Paolo, cui Luca partecip�. Dopo la visione che esortava Paolo a passare dall'Asia in Europa, la comitiva si imbarc� su una nave che li port� a Ne�poli, in Macedo�nia. Da qui proseguirono a piedi per l'importante citt� di Filippi. Il sabato, come al solito, essi an�nunciavano il vangelo agli Ebrei. Saputo che essi si riunivano lungo il fiume, fuori citt�, vi si recarono. Lungo il fiume erano riunite un gruppo di donne. Paolo e i discepo�li sedettero e incominciarono a par�lare loro. Ad ascoltarli c'era una donna di nome Lidia, commercian�te di porpora. Il Signore apr� il cuore a Lidia, perch� credesse alle parole di Pao�lo. Ella si convert�, e fu battezzata insieme con la sua famiglia. Poi in�vit� Paolo e i compagni a casa sua: �Se siete convinti che ho accolto sinceramente il Signore, venite nella mia casa�. E insistette finch� Paolo e i discepoli accettarono.

27

PAOLO INCARCERATO A FILIPPI Atti 16

Nella citt� di Filippi, situata nella pro�vincia romana della Macedonia, Paolo form� una comunit� di Cristia�ni. Alcuni cittadini per� si opposero a lui, e un giorno lo presero insieme con il suo discepolo Sila, e trascinaro�no entrambi nella piazza principale della citt�, davanti ai giudici. Qui li accusarono: �Questi uomini mettono disordine nella nostra citt�. Sono Ebrei, e predicano usanze contrarie alle nostre�. A queste parole la folla si scagli� contro di loro, e i giudici li fecero ba�stonare e gettare in prigione.

 

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UN TERREMOTO A FILIPPI Atti 16

Paolo e Sila erano stati incarcerati a Filippi. Nel corso della notte, men�tre stavano pregando e cantando inni al Signore, un forte terremoto scosse le fondamenta della prigio�ne, apr� le porte e spezz� le catene dei prigionieri. Vedendo le porte aperte, il carce�riere pens� che i prigionieri fossero fuggiti. Egli ne sarebbe stato consi�derato responsabile: perci� estrasse la spada per uccidersi. Ma Paolo gli grid� forte: �Non farti del male, sia�mo ancora tutti qui!� Il carceriere stentava a crederlo: prese una lanterna, si precipit� nella cella di Paolo e Sila e, quando vide che c'erano davvero, si sent� molto sollevato. Li condusse fuori e disse loro: �Vedo che voi siete uomini mi�gliori degli altri. Dunque anche la fede che annunciate dev'essere buona. Che devo fare?� �Credi nel Signore Ges�, e sarai salvato� rispose Paolo, il quale poi gli spieg� chi � Ges� e che cosa comporta credere in lui. Il carceriere di Filippi accolse la fede, e subito fu battezzato. Poi si prese cura di Paolo e di Sila, lav� le loro piaghe, li invit� in casa sua e offr� loro da mangiare, tutto pieno di gioia per avere creduto in Dio.

  

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LE ARMI DEL CRISTIANO Efesini 6

Quando era in carcere, Paolo pote�va osservare da vicino i soldati di guardia. L'armatura che essi porta�vano gli diede l'idea che ogni cri�stiano � come un soldato, impegna�to a vincere il male con le armi che Dio gli d�. Cos� dice Paolo: �Fratelli, vostra cintura � la verit�. Vostra corazza sono le opere buo�ne. I sandali ai vostri piedi sono la prontezza nell'annunciare a tutti il vangelo. Vostro scudo � la fede. Vostro elmo � la salvezza che ci ha portato il Signore Ges�. Vostra spa�da sia la parola di Dio!�

 

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PAOLO CITTADINO ROMANO Atti 16

A Filippi i giudici avevano fatto ba�stonare l'apostolo Paolo e il suo di�scepolo Sila e li avevano fatti mette�re in carcere. Il giorno dopo diedero ordine di liberarli. Ma Paolo disse alle guardie: �Prima ci hanno basto�nato e incarcerato senza processo, noi che siamo cittadini romani. E ora vorrebbero farci uscire di nasco�sto? No: devono venire di persona a farci uscire, riconoscendo cos� da�vanti a tutti che noi non abbiamo fatto nulla di male�. Le guardie riferirono queste pa�role ai giudici, i quali si spaventarono al sentire che Paolo e Sila erano cittadini romani. Infatti la legge romana era molto severa, e proibiva che chiunque avesse il titolo di citta�dino di Roma fosse bastonato. Allora i giudici si recarono alla prigione, a scusarsi con Paolo e Sila per quanto era accaduto il giorno prima, e dichiararono davanti a tutti che erano liberi. L'apostolo e Sila lasciarono la prigione e andarono a casa di Lidia, la commerciante di porpora che li ospitava. Qui incontrarono gli altri Cristiani della citt� di Filippi, li incoraggiaro�no a mantenersi fedeli al Signore, poi partirono.

 

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COME GLI ATLETI� 1Corinzi 9

Quando parlava, Paolo faceva spesso degli esempi che i suoi ascoltatori potessero capire, come questo, preso dalla vita sportiva. �Fratelli, sapete che nelle gare di corsa allo stadio molti partecipano, ma uno solo ottiene il premio. An�che voi correte in modo da ottenere il premio che d� il Signore! �Sapete anche che gli atleti fatica�no molto negli allenamenti per otte�nere in premio una corona che pre�sto appassisce. Noi invece lo faccia�mo per avere una corona che dura per sempre, il premio del Signore!�