La
Storia di San Luigi Scrosoppi
A
rivederci in Paradiso
Erano
le settemmezza del mattino quel giorno a Udine. Papà Domenico era attento come
una sentinella. Mamma Antonia capì subito che era giunto il momento. “E
nato!” gridò suo padre dopo aver udito il primo vagito. "Si chiamerà
Luigi" disse felice alzando il bimbo al cielo. Era piccolo e forte, come i
bambini delle storie che si raccontano.
Luigino
cresceva e la mamma lo portava sempre con sé, quando andava a trovare i poveri.
"Perché piange?" bisbigliò triste a sua madre mentre lei curava le
ferite di una donna sola e malata. Portando il bicchiere d'acqua con le sue
piccole mani, guardava ogni cosa con i suoi occhioni grandi. E intanto, zitti
zitti, quei poveri entravano nel suo giovane cuore.
Luigi
crebbe. Decise di diventare prete come suo fratello Carlo che aveva aperto un
piccolo rifugio per ospitare un gruppo di bambine orfane, e presto si unì a lui
per aiutarlo. Si accorse subito che mancava tutto, anche il pane. Allora,
rimboccandosi le maniche, uscì in cerca di carità. Con un asinello andò per
case e campagne. Un giorno un tale, prendendolo a ceffoni, intimò:
"Vattene prete... lasciaci in pace!". "Grazie, questo e per
me..." disse padre Luigi mettendosi in ginocchio "ora, per carità,
datemi qualcosa per le mie bambine che hanno fame!". L'uomo, colpito da
quel gesto, lo colmò di cibo e di amicizia. Alla sera Luigi ritornò e la
tavola si riempì. "Si chiamerà Piccola casa della Provvidenza..."
disse lui a bassa voce, mentre dalle sue mani uscivano pane e allegria.
Ogni
giorno mamme disperate bussavano alla porta della piccola casa. "Padre
Luigi, prenda la mia creatura perché sta morendo. E' da tre giorni che non
mangia, mi aiuti!" implorò una di loro. "Ci vuole un posto più
grande" disse padre Luigi "non basta un guscio di noce per tutte
queste piccole... ci vuole una nave. Carlo lo guardò negli occhi senza
rispondere e sorrise. Era sicuro che, da quell'istante, Luigi avrebbe chiesto a
Dio una casa più grande del suo cuore.
Erano
giorni di terribile povertà e padre Luigi cercava in tutti i modi di non far
mancare nulla alle sue bambine. Un mattino alcune ragazze entrarono nella
piccola casa per aiutare quel prete povero. "Padre Luigi, prenda i nostri
gioielli" disse una a nome di tutte "serviranno per comprare del cibo
per le piccole". quelle ragazze, arrivate li come un soffio di vento,
consegnarono nelle sue mani, insieme ai gioielli, la loro vita e rimasero con
lui, per sempre.
Cadevano
bombe fitte come la grandine. La gente scappava e si nascondeva. Padre Luigi
radunò nella chiesetta le sue bambine. quegli occhioni impauriti erano su di
lui. Con serenità disse loro: "Non temete, Dio vi benedice... a rivederci
in paradiso". Vennero divise a gruppi e accompagnate in rifugi più sicuri.
Chiamò a sé le suore e le mandò per le strade a curare i feriti dicendo loro
di assistere anche i nemici: "Nessun sofferente è straniero"
soggiunse prima di salutarle. All'ospedale venne portato un ufficiale tedesco e
alcune suore si chinarono sulle sue ferite come angeli del cielo.
Mentre
la luna cercava ancora nel cielo quella piccola stella, nel mare, tra i flutti,
una barchetta fatta di guscio seguiva una rotta sconosciuta ai più. La piccola
nave piena di bambini era guidata da un luccichio misterioso. All'improvviso
quella luce si rivolse a Dio chiedendogli: "Indovina cosa c’è nascosto
qui dentro?". Dio sapeva ma non disse nulla. "Sono le mie gioie,
abbine cura!". Dalla barca sentirono quel sussurro portato dal vento e, per
un istante, le onde baciarono quella piccola casa.
San
Luigi Scrosoppi è il primo santo friulano dopo 1200 anni
Il
primo santo della famiglia filippina, dopo san Filippo Neri. Fondatore delle
Suore della Provvidenza, ha attraversato da protagonista tutto l'800. Nato a
Udine nel 1804, terzo di tre fratelli viventi, fu il terzo sacerdote della
famiglia. Filippino il fratello padre Carlo, nato dal primo matrimonio della
mamma Antonia; sacerdote diocesano don Giovanni Battista, nato dal secondo
matrimonio, dopo la morte del primo marito; don Luigi, che segue le orme dei
fratelli, sacerdote diocesano prima e filippino poi. Padre Luigi visse in tempi
non facili, contrassegnati in Friuli da grandi turbolenze, da carestie e
guerre, da fame ed epidemie, che fecero migliaia di vittime. Tanti erano gli
orfani e i ragazzi soli. A Udine fu aperta la Casa delle derelitte per raccogliere
le ragazzine povere e abbandonate, alle quali veniva dato un tetto,
da mangiare, un' educazione e
un 'istruzione. A dirigerla furono dapprima il fratello padre Carlo e poi
padre Luigi. Furono centinaia e centinaia le bambine accolte dalla Casa, che
viveva di carità e di Provvidenza, nella quale san Luigi aveva un amore e una
fiducia incrollabili. Le Suore della Provvidenza, da lui fondate, sono state le
prime e indispensabili compagne di avventura di san Luigi. Anime generose,
professionalmente preparate, totalmente vòtate a Dio e al prossimo,
soprattutto ai più poveri e ai malati. Dapprima operarono a Udine e poi sempre
più lontano: in Trentino-Sudtirolo, in Istria e, quindi, dopo la sua morte, in
America Latina, in Africa, in Asia. Padre Luigi visse tutto all'insegna del
Vangelo di Gesù Cristo, di cui voleva diventare una "copia".
Pregava molto, si sacrificava in ogni modo e donò tutto se stesso al bene del
prossimo. La morte lo colse il 3 aprile 1884 a Udine, sfinito per la carità
vissuta e praticata. Al suo funerale partecipò una folla enorme. La fama della
sua santità si diffuse subito tra il popolo, riconosciuta da credenti e non
credenti. E cominciarono subito anche la guarigioni miracolose attribuite alla
sua intercessione. Fu proclamato beato dal Papa Giovanni Paolo Il nel 1981. Nel
1996 in Zambia un giovane ammalato di Aids in fase terminale, mandato a casa per
morire, dopo aver molto pregato san Luigi di cui era devoto, guarì. Il nuovo
miracolo fu studiato e quindi approvato. Giovanni Paolo Il ha annoverato padre
Luigi tra i santi della Chiesa Cattolica, con la solenne canonizzazione fissata
al 10 giugno 2001. Padre Luigi usava un saluto particolare per le persone che
incontrava: "A rivederci in Paradiso". E' l'augurio di santità che
rivolge oggi a ciascuno di noi.