LA SACRA BIBBIA ILLUSTRATA E
RACCONTATA A
BAMBINI E RAGAZZI

Quando
si trovava a Gerusalemme, di tanto in tanto Gesù andava nel vicino villaggio
di Betania, ospite di alcuni suoi amici: erano Lazzaro e le sue sorelle Marta e
Maria. Essi volevano molto bene a Gesù, e lo accoglievano con ogni riguardo,
facendo ciascuno del suo meglio. Una volta che Gesù era in casa, Marta si
mise subito a preparare il pranzo. Era molto affaccendata e andava e veniva per
la casa. Maria, invece, se ne stava seduta accanto a Gesù ad ascoltare le sue
meravigliose parole. Ad un certo punto Marta, passando, si lamentò e disse
a Gesù: «Signore, non ti importa che mia sorella mi ha lasciata sola a
servire? Dille che mi aiuti!» Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti
preoccupi e ti agiti per troppe cose. Una sola cosa è davvero necessaria. Maria
ha scelto la parte migliore, e nessuno gliela porterà via!» Gesù voleva
dire: è bene occuparsi delle cose materiali, ma non bisogna dimenticare che
ascoltare il Signore che parla e intrattenersi con lui vale molto di più.
Accadde poi che Lazzaro si ammalò di una malattia grave. Marta e Maria, le
sue sorelle, pensarono di farlo sapere a Gesù, che era lontano, e gli
mandarono a dire: «Signore, il tuo amico è ammalato». Quando lo seppe, Gesù
disse ai suoi discepoli: «Questa malattia servirà a manifestare la gloria di
Dio e la gloria del Figlio di Dio». Gesù si trattenne altri due giorni nel
luogo in cui si trovava, poi disse: «Andiamo verso Gerusalemme. Il nostro
amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliano». «Se si è
addormentato, vuoi dire che sta meglio, e presto guarirà» osservarono i
discepoli. Ma essi non avevano compreso le parole di Gesù. Allora egli parlò
loro apertamente: «Lazzaro è morto» disse «e io sono contento per voi di
non essere stato là, perché così crederete. Andiamo da lui!» Quando giunse
a Betania. Gesù trovò che Lazzaro era già stato sepolto da quattro giorni.
Poiché Betania distava solo tre chilometri da Gerusalemme, molti amici e
parenti erano venuti a consolare Marta e Maria per la morte del fratello. Come
seppe che Gesù stava venendo, Marta gli andò incontro, mentre Maria rimase
in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non
sarebbe morto! Ma so anche che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te la
concederà». Gesù le rispose: «Tuo fratello risorgerà». «So che risorgerà»
osservò Marta «come tutti, alla fine del mondo». Gesù allora le manifestò
una cosa molto importante. Le disse: «Io sono la risurrezione e la vita. Chi
crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in
eterno». E aggiunse: «Credi tu questo?» Marta rispose: «Sì, Signore, io
credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo». Poi
tornò in fretta in casa e disse a sua sorella: «Il Maestro è qui, e ti chiama».
Maria allora si alzò e uscì. Quelli che stavano in casa con lei la seguirono
pensando: «Va a piangere al sepolcro». Giunta davanti a Gesù, Maria gli si
gettò ai piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non
sarebbe morto!» Vedendo Maria piangere, e con lei tutti quelli che
l'accompagnavano, Gesù si commosse profondamente e chiese: «Dove l'avete
messo?» «Vieni a vedere» gli risposero. In quel momento Gesù scoppiò in
pianto. I presenti allora dissero: «Vedi come amava il suo amico!» Ma altri
obiettarono: «Lui che ha dato la vista a un cieco dalla nascita, non poteva
fare in modo che Lazzaro non morisse?» Sempre profondamente commosso, Gesù
giunse davanti al sepolcro, che era una grotta chiusa con una grossa pietra.
«Togliete la pietra» ordinò Gesù. Ma Marta obiettò: «Signore, già manda
cattivo odore, perché è stato sepolto già da quattro giorni!» «Come ti ho
detto, se credi vedrai la gloria di Dio» ribatté Gesù. Tolsero la pietra.
Gesù alzò gli occhi al cielo e disse ad alta voce: «Padre, ti ringrazio di
avermi ascoltato». Poi a gran voce gridò: «Lazzaro, vieni fuori!» E
Lazzaro uscì dal sepolcro, vivo. Al vedere ciò, molti di quelli che erano
venuti da Gerusalemme a consolare Marta e Maria credettero in Gesù, e tornati
in città riferirono quello che avevano visto. I capi del popolo allora si
riunirono per decidere che cosa fare a proposito di Gesù. Dicevano: «Egli
compie molti miracoli. Molti credono in lui e non seguono più i nostri
comandi». Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Sei giorni prima della
Pasqua, Gesù tornò a Betania, dai suoi amici. Essi gli prepararono la cena;
Marta serviva, Lazzaro era uno dei commensali e Maria dimostrò tutto il suo
amore a Gesù versandogli sul capo un vasetto di profumo raro. «Che spreco!»
disse qualcuno, ma Gesù la difese: «No» disse «l'ha fatto perché mi vuoi
bene. Vi assicuro che nel mondo intero si racconterà ciò che ella ha fatto». Luca 10; Giovanni li; 12
1
GESU’ IN TRIONFO ENTRA A GERUSALEMME
Matteo 21;
Luca 19
Gesù
era in cammino verso Gerusalemme. Quando fu nel villaggio di Betfage, tra
Betania e il monte degli Ulivi, chiamò due discepoli e disse loro: «Andate nel
villaggio che è di fronte a voi. Appena entrerete, troverete un'asina e il
suo puledro legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e portatelo
qui. E se qualcuno vi chiederà perché lo sciogliete, risponderete che il
Signore ne ha bisogno». I due discepoli andarono e trovarono tutto come Gesù
aveva detto. Condussero a lui l'asinello, gli gettarono addosso i loro
mantelli e vi fecero salire il Maestro che procedette verso la città. Qualcuno
allora ricordò una frase del profeta Zaccaria. Parlando del Messia che doveva
venire, egli si era rivolto a Gerusalemme annunciando: «Ecco, il tuo re viene
a te - tutto mite, seduto su un asinello». Lungo la via, una folla numerosissima
accorse e gli fece festa come a un trionfatore. Alcuni stendevano i loro
mantelli sulla strada dove egli stava per passare, altri agitavano - rami di
palma e d'olivo, mentre tutti acclamavano con gioia: «Osanna al Figlio di
Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Gloria a Dio nell'alto
dei cieli!»
2
UN TRANELLO PER GESU’ Luca
20
I
nemici di Gesù gli tendevano dei tranelli, per avere di che accusano. Un giorno
gli presentarono una moneta e gli chiesero: «E’ giusto o no pagare le tasse
all'imperatore?» Era proprio una domanda difficile. Qualunque fosse stata la
risposta, avrebbero avuto motivo di accusare Gesù. Infatti, se avesse detto
che era giusto, lo avrebbero accusato di essere un traditore del suo popolo,
un amico dell'imperatore di Roma e dei suoi odiati soldati che comandavano in
Palestina. era giusto pagare le tasse all'imperatore, sarebbero andati dal
governatore che in Palestina teneva il posto dell'imperatore di Roma e lo
avrebbero accusato di tradimento, per farlo arrestare e condannare. Gesù
conosceva gli inganni dei suoi accusatori. Allora disse: «Mostratemi una
moneta. Chi raffigura l'immagine che vi è sopra? E di chi è il nome che la
circonda?» «Dell'imperatore» risposero. E Gesù concluse: «Rendete dunque
all'imperatore ciò che è dell'imperatore, e a Dio ciò che è di Dio».
Meravigliati della risposta, i nemici di Gesù tacquero, e anche quella volta
si allontanarono senza poterlo accusare.
3
GESU’ PROMETTE CHE RITORNERA’ Matteo
25
Dopo
il suo ingresso trionfante in Gerusalemme, ogni giorno Gesù stava nel tempio ad
ammaestrare i suoi discepoli e tutti coloro che lo volevano ascoltare, mentre i
capi del popolo cercavano il modo di farlo morire. Gesù promise che sarebbe
ritornato, e annunciò che lui, Gesù, avrebbe giudicato il mondo per incarico
di Dio Padre. «Convocherò davanti a me tutti gli uomini, e li dividerò in
due gruppi, come fa il pastore che alla sera divide le pecore dalle capre»
disse Gesù.
4
GESU’ ANNUNCIA IL GIORNO DEL GIUDIZIO Matteo
25
Nel
giorno del Giudizio Gesù, come un re glorioso, ritornerà a giudicare gli
uomini. Egli li riunirà davanti a sé e li separerà in due gruppi. Disse Gesù:
«Al primo gruppo, quello dei buoni, dirò: "Venite a godere il premio
preparato per voi, perché avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e
mi avete dato da bere, ero senza casa e mi avete ospitato, ero senza vestiti e
me ne avete dati, ero malato e siete venuti ad assistermi..." «Essi mi
risponderanno: "Ma quando ti abbiamo ospitato? Quando mai, Signore, ti
abbiamo dato tutto questo?" E io spiegherò: "Ogni volta che avete
aiutato qualcuno in difficoltà, io l'ho considerato come un dono fatto a me
«Ai cattivi invece dirò: "Via, lontano da me per sempre, perché ho
avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da
bere, ero forestiero e non mi avete ospitato..." «Essi mi risponderanno:
"Ma quando mai, Signore, ti abbiamo visto così e non ti abbiamo assistito?"
E io spiegherò: "Ogni volta che vi siete rifiutati di aiutare chi ne aveva
bisogno, è come se aveste rifiutato il vostro aiuto a me».
5
LA PARABOLA DEL FICO Matteo
24
Quando
Gesù parlò del suo ritorno, disse che in quel giorno questo mondo finirà e un
nuovo mondo comincerà. Ma quando sarà quel giorno? «Nessuno lo sa» disse Gesù
«tranne Dio». Per questo è necessario essere sempre pronti a rendere conto
delle proprie azioni. «Dalla pianta del fico e dalle altre piante imparate
questa parabola» disse Gesù. «Quando i suoi rami diventano teneri e
spuntano le prime foglie, voi capite che l'estate è vicina. Così dovrete
fare voi: tenervi pronti e desti per il regno di Dio».
6
SI DECIDE LA MORTE DI GESU’ Giovanni
11
I
capi del popolo d'Israele si riunirono per prendere una decisione definitiva
a proposito di Gesù. Dicevano: «Egli fa numerosi miracoli e la gente lo
segue. Avete notato che l'hanno accolto come un trionfatore, quando è venuto
in città? Se non interveniamo, andrà a finire che lo proclameranno re. Ma
l'imperatore di Roma che ci governa non permette a noi di avere un nostro re;
allora manderà i suoi soldati a distruggere il tempio e forse a ucciderci
tutti». Per questo decisero di farlo morire, e si accordarono con uno degli
apostoli, Giuda Iscariota. In cambio
di trenta
denari egli promise loro che li avrebbe condotti dove potevano catturano. Gesù
sapeva che lo volevano catturare e mettere a morte. Lo sapeva: proprio per
questo lui, il Figlio di Dio, si era fatto uomo! Volle però che la sua morte
avvenisse quando decideva lui, in coincidenza con la festa di Pasqua. Con quella
festa di aprile gli Ebrei ricordavano l'alleanza stipulata da Dio con il suo
popolo, mediante Mosè. Mediante Gesù, morto e risorto, Dio stipulava un'alleanza
nuova, non solo con gli Ebrei ma con tutti gli uomini.
7
L'ULTIMA CENA DI GESU’ Marco
14; Giovanni 6; 13
Prima
di lasciarsi catturare Gesù volle riunirsi con i suoi apostoli a consumare la
cena di Pasqua: e fu quello un incontro colmo di avvenimenti straordinari. A
quei tempi, prima di mettersi a tavola, il padrone di casa ordinava ai servi di
lavare i piedi degli ospiti. Ma quella sera Gesù stesso riempì l'acqua di un
bacile e passò a lavare i piedi degli apostoli. Poi spiegò loro il significato
di quello che aveva fatto. Disse: «Voi mi chiamate Signore e Maestro, e fate
bene perché lo sono. Se dunque io, il vostro Signore e Maestro, ho compiuto
questo gesto di amore per voi, tanto più voi dovrete compiere gesti di amore
gli uni per gli altri». Diede poi agli apostoli un annuncio: «Uno di voi mi
tradirà». Tutti rimasero sbalorditi e quasi non volevano credere. Ma era vero:
Giuda Iscariota per trenta denari aveva promesso ai capi del popolo di fare
catturare Gesù. Giuda, vistosi scoperto, usci nella notte. La cena proseguiva
secondo le regole della cena di Pasqua, con l'agnello arrostito, il pane senza
lievito e le erbe amare. Ma a un certo punto Gesù introdusse una sconvolgente
novità: prese il pane, lo spezzò e lo diede agli apostoli dicendo: «Prendete
e mangiatene tutti. Questo è il mio corpo, che io do in sacrificio per voi».
Allo stesso modo prese il calice del vino e lo fece passare dicendo: «Prendete
e bevetene tutti. Questo vino è il mio sangue, versato per voi e per tutti. E
il sangue con il quale Dio stabilisce una nuova alleanza con gli uomini e
perdona i peccati». Questo comando viene rispettato ogni volta che si celebra
la Messa. Gesù ha realizzato così la promessa fatta nella sinagoga di
Cafarnao: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna».
8
L'ORTO DEGLI ULIVI Marco
14
Conclusa
la cena di Pasqua, Gesù e gli undici apostoli rimasti uscirono dalla casa dove
si erano riuniti e si avviarono al monte degli Ulivi, appena fuori città. Ai
piedi del monte vi era un uliveto chiamato Getsemani. Esso apparteneva a
certi amici di Gesù, i quali gli permettevano di andare a trascorrervi la
notte. Anche quella notte Gesù vi si recò. Quando vi giunse disse agli
apostoli di sedersi mentre egli si allontanava a pregare accompagnato da
Pietro, Giacomo e Giovanni. Gesù era il figlio di Dio, e perciò sapeva a
quante sofferenze stava per andare incontro. Però era anche uomo, e come
tutti gli uomini temeva la sofferenza. Per questo cercava forza, chiedendola
nella preghiera a Dio suo Padre. Disse Gesù: «Padre, se ti è possibile,
allontana da me questi dolori. Però sia fatto non come voglio io, ma come vuoi
tu». Era tanto grande la sofferenza di Gesù, che egli sudò sangue. Dopo aver
pregato Gesù si avvicinò ai tre apostoli, e vide che si erano addormentati.
Li svegliò e disse: «Non avete saputo stare svegli un'ora sola con me? Ecco,
colui che mi tradisce è vicino».
9
GESU’ ARRESTATO Matteo
26
Giuda
Iscariota, il traditore, sapeva che Gesù si ritirava a passare la notte
nell'uliveto del Getsemani. Alla testa di un gruppo di guardie armate di spade e
bastoni egli si stava avvicinando, e aveva dato loro un segno perché non si
confondessero nel buio con gli altri apostoli e arrestassero proprio Gesù.
Aveva detto: «E’ quello che io bacerò». Giuda entrò nel Getsemani con le
guardie, si avvicinò a Gesù e lo baciò dicendo: «Salve, Maestro». Gesù gli
ripose: «Amico, con un bacio mi tradisci?» Le guardie si precipitarono per
prendere Gesù. Pietro voleva impedirlo: estrasse la spada e colpì una
guardia di nome Malco, staccandogli un orecchio. Ma Gesù lo rimproverò: «Metti
via la spada» gli disse. «Chi di spada ferisce, di spada perisce.» Poi toccò
l'orecchio di Malco e lo guarì. Disse poi a Pietro: «Che cosa credi? Se lo
chiedessi, il Padre mi manderebbe un esercito di angeli a condurmi in salvo. Ma
deve compiersi quello che i profeti avevano annunciato». Mentre le guardie
portavano via Gesù, gli apostoli si fecero prendere dalla paura e fuggirono.
10
PIETRO RINNEGA GESU’ Luca
22
Quando
Gesù era stato arrestato e trascinato via dalle guardie, gli apostoli erano
fuggiti. Pietro però gli era andato dietro di nascosto, per vedere dove lo
portavano. Lo considerava un impegno cui non poteva venir meno. Infatti,
durante l'ultima cena, Pietro aveva promesso a Gesù: «Se anche tutti ti
abbandonassero, io non ti abbandonerei mai!» «Davvero?» gli aveva risposto
Gesù. «E invece questa notte stessa, prima che il gallo canti, dichiarerai tre
volte che non mi conosci!» Ora Pietro voleva dimostrare di essere coraggioso e
fedele. Per questo di lontano seguì Gesù, e giunse fino al cortile della casa
di Caifa, il sommo sacerdote. Ma quando seppe che Gesù veniva percosso e che
era stato condannato a morte, cominciò a avere paura. Pietro si avvicinò ad
un gruppo di persone riunite intorno al fuoco in mezzo al cortile per scaldarsi:
la notte era piuttosto fredda. Una serva di Caifa lo osservò un poco, poi gli
disse: «Tu stavi con quell'uomo di Nazaret, non è vero?» Pietro fu preso
dalla paura di fare la stessa fine di Gesù, e rispose: «Non so neppure chi
è». Si allontanò dal gruppo, ma una guardia lo riconobbe e gli disse: «Non
eri con lui nel podere degli Ulivi?» «No» ribatté Pietro. «Non è vero!»
Altri allora si raggrupparono intorno a lui e osservarono: «Ma sì, sei uno
dei suoi! Si capisce anche dall'accento che sei delle sue parti». E Pietro
ripeté: «Non è vero. Vi dico che non lo conosco!» E in quel momento un gallo
cantò. Pietro si ricordò di quello che il Signore Gesù gli aveva detto: «Questa
notte stessa, prima che il gallo canti, dichiarerai tre volte che non mi conosci».
Pietro allora uscì fuori e pianse amaramente.
11
GESU’ PROCESSATO DA CAIFA Marco
14
Gesù
fu portato a casa del sommo sacerdote Caifa per essere processato. Vi erano
anche gli altri capi del popolo, e tutti avevano pagato dei testimoni perché
accusassero falsamente Gesù. Caifa chiese a Gesù: «Se sei il Figlio di Dio,
dillo!» E Gesù rispose: «Sì, lo sono!» A queste parole Caifa esclamò: «Ha
bestemmiato! Non abbiamo più bisogno di testimoni: voi tutti l'avete sentito.
Merita la morte!» Allora molti si misero a insultare Gesù, a colpirlo con
pugni e schiaffi. Qualcuno gli sputò in faccia.
12
GESU’ DAVANTI A PONZIO PILATO Luca
23
I
capi del popolo non potevano mettere a morte Gesù senza il permesso del
governatore Ponzio Pilato, che comandava in Palestina per conto
dell'imperatore di Roma. Per questo lo portarono davanti a lui, e per
convincerlo a condannarlo gli dissero che Gesù si era proclamato re, e quindi
era rivale dell'imperatore romano. Pilato capi che i capi del popolo volevano
condannare Gesù per altre ragioni, quindi gli chiese: «Tu sei re?» «Sì, lo
sono» rispose Gesù. «Ma il mio regno non è di questo mondo.»
13
GESU’ TORTURATO Luca
23
Per
liberarsi di Gesù, Pilato lo mandò da Erode Antipa, re della Galilea, che
in quei giorni si trovava a Gerusalemme. Erode lo interrogò, ma Gesù non
rispose. Fu così che lo rimandò da Pilato. I capi del popolo avevano radunato
una gran folla davanti al palazzo di Pilato, e l'avevano pagata perché
gridasse che Gesù doveva essere condannato a morte. Pilato tentò di placare
la folla. Ordinò ai soldati di frustare Gesù. Ed essi si divertirono a
torturarlo fingendo che fosse un re: gli misero un manto rosso sulle spalle, una
canna come scettro e una corona di spine in testa. Gesù era tutto sanguinante
quando Pilato lo presentò alla folla dicendo: «Ecco l'uomo».. Ma dalla
folla di nuovo gridarono: «A morte! Crocifiggilo! Crocifiggilo!» Pilato fece
un ultimo tentativo. Disse: «Per Pasqua è usanza che io liberi un prigioniero.
Volete che liberi Barabba, o questo Gesù?» Barabba era un assassino. Ma la
folla gridò: «Barabba! Barabba!» «Ma che male ha fatto quest'uomo?»
insistette Pilato. «Io non trovo nessuna colpa in questo Gesù!» Ma la folla
mandata dai capi ripeté: «Crocifiggelo! Crocifiggelo!»
14
GESU’ CONDANNATO A MORTE Giovanni
19
Ponzio
Pilato sapeva che Gesù era innocente, ma ebbe paura che i capi degli Ebrei
mandassero a dire all'imperatore di Roma: «Il tuo governatore ti è nemico,
perché ha liberato uno che si proclamava re». Per questo egli consegnò Gesù
ai soldati perché fosse crocifisso, e scrisse lui stesso la tavoletta da appendere
alla croce, sulla quale era esposta la ragione della condanna: «Gesù di
Nazaret, re dei Giudei». E perché tutti capissero, la tavoletta era scritta
nelle tre lingue parlate in Palestina: ebraico, latino e greco.
15
SULLA VIA DEL CALVARIO Marco
15
I
soldati misero sulle spalle di Gesù il pesante legno della croce, e lo
condussero per le strade di Gerusalemme fino al luogo dove si eseguivano le
condanne a morte. Era un rialzo di roccia tondeggiante, detto Calvario, che si
trovava appena fuori le mura. Erano in molti a seguire Gesù lungo la strada in
salita che portava al Calvario. Alcuni lo deridevano, altri erano soltanto
curiosi. Un gruppo di donne piangeva per la sua - sorte. Gesù soffriva molto:
ogni tanto cadeva sotto il peso della croce.
16
MARIA E GIOVANNI Luca
23; Giovanni 19
Per
le percosse che aveva ricevuto e per la corona di spine che gli faceva
sanguinare la testa, Gesù era molto debole e ogni tanto cadeva sotto il peso
della croce. Allora i soldati costrinsero un uomo di passaggio, un certo
Simone Cireneo, a portare la croce in aiuto di Gesù. Giunti al Calvario, i
soldati spogliarono Gesù, lo distesero sulla croce e gli inchiodarono al
legno le mani e i piedi. Poi sollevarono la croce piantandola nel terreno e si
misero ad aspettare che Gesù morisse. Mentre lo crocifiggevano, Gesù disse:
«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». I soldati erano
soliti dividersi tra loro gli abiti dei condannati a morte. Gesù portava una
tunica tessuta tutta d'un pezzo: invece di tagliarla, decisero di tirarla a
sorte e se la prese tutta il vincitore. Stavano ai piedi della croce la madre
di Gesù, Maria, e l'apostolo Giovanni. Gesù si rivolse a Giovanni per
affidargli Maria, e a lei disse di considerare Giovanni come figlio. «Donna,
ecco tuo figlio» le disse. E a Giovanni: «Ecco tua madre.» Molta gente era
venuta a vedere la crocifissione di Gesù come se si trattasse di uno
spettacolo.
17
IL BUON LADRONE Luca
23
Erano
stati condotti al Calvario insieme con Gesù due ladroni colpevoli di gravi
delitti. I soldati li avevano crocifissi uno da una parte e uno dall'altra di
Gesù. Uno dei due gli disse: «Sei davvero il Cristo? Salva te stesso e noi».
Ma l'altro intervenne: «Non hai nessun timor di Dio, tu? Noi subiamo il
giusto castigo per quello che abbiamo fatto. Lui invece non ha fatto nulla di
male!» E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno». Gesù
gli rispose: «Oggi sarai con me in paradiso!»
18
GESU’ MUORE Matteo 27; Luca 23; Giovanni 19
Gesù
era stato crocifisso già da qualche ora, quando accadde un fenomeno
straordinario. Verso mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle
tre del pomeriggio. In quel momento Gesù gridò: «Padre, nelle tue mani affido
la mia vita» e morì. Allora al buio generale si aggiunse un terremoto: la
terra tremò tanto che le rocce si spezzarono. Al vedere ciò, l'ufficiale
romano che comandava i soldati disse: «Davvero costui doveva essere il figlio
di Dio!» Anche quelli che erano venuti per vedere lo spettacolo, davanti a
questi eventi straordinari se ne tornarono a casa battendosi il petto. Invece
gli amici di Gesù e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea se ne
stavano ad una certa distanza e osservavano tutto quello che accadeva. Poiché
era la vigilia della festa della Pasqua, fu deciso di togliere i corpi dalle
croci. Per essere certi che i condannati fossero morti, i soldati andarono a
spezzare le gambe ai due che erano stati crocifissi insieme con Gesù. Poi si
avvicinarono a Gesù, e videro che era già morto. Allora non gli spezzarono
le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia.
19
GESU’ E’ SEPOLTO Matteo
27; Giovanni 19
Giuseppe
di Arimatea era stato discepolo di Gesù, ma di nascosto, per paura delle
autorità. Egli si presentò a Pilato per chiedergli il corpo di Gesù. Pilato
lo concesse. Il corpo di Gesù fu staccato dalla croce, fu avvolto in un
lenzuolo e fu portato a seppellire in fretta in un vicino sepolcro di proprietà
di Giuseppe di Arimatea. In fretta, perché cominciava la festa ebraica di
Pasqua, e nessun lavoro era permesso. Per questo il corpo di Gesù non fu
cosparso di unguenti e di aromi come si usava. Maria
Maddalena e le altre donne che volevano bene a Gesù si proposero di tornare
alla tomba il giorno dopo il sabato, e prendersi cura del corpo di Gesù. I
capi del popolo si recarono poi da Pilato e gli dissero: «Ci siamo ricordati
che quell'impostore, quand'era vivo, aveva detto: "Il terzo giorno
risorgerò". Ordina dunque che il sepolcro sia vigilato, perché non
vengano i suoi discepoli a rubare il corpo, per poi dire al popolo che è
risuscitato». Pilato rispose: «Fate come volete». Essi perciò andarono a
sigillare la pietra che chiudeva il sepolcro e vi posero alcune guardie a
custodirlo.
20
IL TERZO GIORNO… Marco 16; Giovanni 20
Gesù
era morto sulla croce ed era stato sepolto il giorno prima del sabato, festa
di Pasqua. Il giorno dopo il sabato, alcune donne andarono a comperare
unguenti ed aromi da spargere sul corpo di Gesù, e si recarono alla tomba.
Lungo il cammino si chiedevano: «Chi ci rotolerà via la grossa pietra che
chiude il sepolcro?» Ma, giunte sul luogo, videro che il masso era già stato
spostato e il sepolcro era aperto. Stupite, entrarono e videro un giovane, un
angelo vestito di una veste bianca. Le donne si impressionarono, ma l'angelo
disse loro: «Non abbiate timore! Voi cercate Gesù di Nazaret, il crocifisso:
ebbene, è risorto, non è qui. Ora andate a dirlo ai suoi discepoli». Uscite
dal sepolcro, le donne fuggirono spaventate e non dissero niente a nessuno,
perché avevano paura. Anche Maria Maddalena si recò al sepolcro, lo trovò
vuoto e credette che avessero portato via il corpo del Signore. Allora si mise
a piangere, quando si sentì chiamare: «Donna, perché piangi?» Tra le
lacrime, ella chiese a chi le aveva rivolto la parola: «Se hai preso tu il
corpo, dimmi dove lo hai portato e andrò a prenderlo!» Ma chi aveva parlato
non rispose. Invece la chiamò per nome: «Maria!» Allora ella lo riconobbe:
era Gesù, vivo, che le diede un incarico: «Io salgo al Padre» le disse. «Va'
ad annunciarlo ai miei fratelli.» Maria, colma di gioia, corse dagli apostoli.
«Ho visto Gesù!» disse, e riferì quello che egli le aveva detto. Essi non
volevano credere alle parole della donna. Pietro e Giovanni si recarono
anch'essi al sepolcro, e quando lo videro vuoto cominciarono a capire che
cosa intendeva Gesù, quando aveva detto che sarebbe risorto dai morti.
21
L'INGANNO DEI CAPI Matteo
28
Dopo
la risurrezione di Gesù, le guardie che custodivano il suo sepolcro andarono
dai capi del popolo a riferire quanto era accaduto. Allora i capi diedero loro
molti soldi perché dicessero: «Di notte, mentre dormivamo, i suoi discepoli
sono venuti a rubare il corpo». E aggiunsero: «Se Pilato lo verrà a sapere,
vi libereremo noi da ogni colpa». Le guardie presero i soldi e seguirono
quelle istruzioni: che erano davvero strane, poiché dovevano dire che avevano
visto rubare il corpo di Gesù... mentre dormivano.
22
I DUE DISCEPOLI DI EMMAUS Luca
24
Lo
stesso giorno in cui Gesù era risuscitato, due suoi discepoli che ancora
non lo sapevano, amareggiati per la sua morte erano in cammino verso il
villaggio di Emmaus. Un viandante si unì a loro e chiese: «Perché siete così
tristi?» «Tu solo non sai quello che è successo a Gerusalemme?» risposero.
«Noi speravamo che Gesù ci liberasse dal dominio dei Romani e restaurasse il
regno d'Israele... » Quel viandante era Gesù, ma essi non lo riconobbero.
Allora egli spiegò loro tutto quello che i profeti avevano annunciato di lui.
Spiegò che il Messia non doveva venire a restaurare il regno d'Israele, ma a
dare a tutti gli uomini la possibilità di entrare nel regno di Dio. Giunti al
villaggio, i due discepoli lo invitarono a cenare con loro. A tavola, Gesù
prese il pane, lo spezzo... come aveva fatto nell'ultima cena. Allora essi lo
riconobbero, ma in quel momento egli scomparve! Pieni di entusiasmo e di emozione,
i due discepoli partirono per tornare subito a Gerusalemme, dove trovarono gli
apostoli e altri con loro: e a tutti raccontarono ciò che era accaduto lungo la
via di Emmaus, e di come avevano riconosciuto Gesù allo spezzare del pane.

23
GESU’ APPARE AGLI APOSTOLI
Luca 24
I due discepoli di Emmaus stavano narrando agli
apostoli, riuniti nel cenacolo, che Gesù, risorto dai morti, li aveva
accompagnati durante il loro cammino. D'improvviso, lo stesso Gesù in persona
apparve in mezzo a loro dicendo: «Pace a voi!» Tutti rimasero stupiti e
spaventati. Vedevano bene che era Gesù, eppure non era identico a prima. Ma
egli disse: «Perché siete perplessi e dubbiosi? Guardate le mie mani e i miei
piedi: sono proprio io! Guardatemi e toccatemi: un fantasma non ha carne e ossa,
come vedete che io ho». Sopraffatti dalla gioia di vedere che il Signore era
vivo, e dall'emozione di quell'incontro, gli apostoli non sapevano che cosa
fare. Per dare loro un'altra prova, Gesù chiese: «Avete qui qualcosa da
mangiare?» Gli apostoli gli offrirono una porzione di pesce arrostito. Gesù
la prese, e la mangiò davanti a loro, per dimostrare che egli era una persona
reale. «Tutto si è svolto come vi avevo predetto» ricordò Gesù. «Era
scritto che il Cristo doveva patire e risorgere dai morti il terzo giorno».
24
TOMMASO L’INCREDULO Giovanni
20
Il
giorno stesso della sua risurrezione dai morti, Gesù apparve agli apostoli
riuniti e disse loro: «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Poi
soffiò su di loro e aggiunse: «Riceverete lo Spirito Santo. A chi perdonerete
i peccati, saranno perdonati in cielo. A chi non li perdonerete, non saranno
perdonati». In quell'occasione mancava l'apostolo Tommaso. Gli altri poi gli
dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli rispose: «Se non vedo nelle sue
mani il segno dei chiodi, e non metto il dito nel posto dei chiodi, e non metto
la mano nel suo fianco trafitto dalla lancia, non crederò». Otto giorni dopo
gli apostoli erano di nuovo in casa, e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù,
a porte chiuse, e disse come la volta precedente: «Pace a voi!» Poi si rivolse
a Tommaso e proseguì: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani. Stendi la
tua mano, e mettila nel mio fianco. E non essere più incredulo, ma credente!»
Tommaso allora esclamò: «Mio Signore e mio Dio!» E Gesù gli disse: «Tu
hai creduto perché mi hai visto. Beati coloro che non mi vedranno, eppure
crederanno!»
25
COLAZIONE SULLA RIVA DEL LAGO Giovanni
21
Poco
tempo dopo un gruppo di apostoli andò a pescare sul lago di Galilea. Mentre
rientravano, dalla spiaggia uno sconosciuto chiese: «Non avete preso nulla?»
«Nulla» risposero gli apostoli. E lo sconosciuto: «Gettate la rete a
destra della barca». Essi fecero così, e la rete si riempì. Allora Giovanni
capì: lo sconosciuto era Gesù! A riva Gesù li attendeva. Aveva acceso un
fuocherello e aveva preparato alcuni pani. «Portate il pesce pescato» disse
Gesù. «E insieme faremo colazione.»
26
PASCI LE MIE PECORELLE... Giovanni
21
Sulle
rive del lago di Galilea Gesù aveva procurato pane e pesce e aveva fatto
colazione con un gruppo dei suoi apostoli. Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a
Simone Pietro: «Simone figlio di
Giovanni, mi ami tu più di questi altri?» «Certo, Signore, tu lo sai che ti
amo» rispose Pietro. E Gesù: «Pasci i miei agnelli». Poi riprese: «Simone
di Giovanni, mi ami?» «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo» rispose di nuovo
Pietro. E Gesù: «Pasci le mie pecorelle». Una terza volta Gesù disse: «Simone,
figlio di Giovanni, mi ami davvero?» Pietro si meravigliò che per la terza
volta Gesù gli ripetesse la domanda e rispose: «Signore, tu sai tutto. Tu
sai che io ti amo». E Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore». Pietro aveva
negato tre volte di conoscere Gesù, là nella casa di Caifa. Ora, sulle rive
del lago, Gesù gli offriva la possibilità di manifestare per tre volte il
suo amore. Dicendo a Pietro «Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle,
pasci le mie pecore» Gesù dava a Pietro il comando della Chiesa. Pietro doveva
prendersi cura di tutte le pecorelle di Gesù, cioè i suoi amici che lo amano
e credono in lui.
27
GESU’ TORNA AL PADRE Matteo
28; Atti 1
Nei
quaranta giorni che seguirono la sua risurrezione dai morti, Gesù spiegò agli
apostoli molte cose del regno di Dio, e disse loro quello che dovevano fare nel
nome suo. Diede loro il potere di perdonare i peccati, perché tutti possano, se
vogliono, essere amici di Dio e entrare un giorno nel suo regno. Disse anche
Gesù: «A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque, e
insegnate a tutti i popoli ciò che vi ho comandato. Chi crederà, battezzatelo
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Ed ecco, io sono con voi
tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Gesù annunciò poi che presto
avrebbe mandato loro lo Spirito Santo, e per questo non dovevano allontanarsi da
Gerusalemme. Poi, quaranta giorni dopo la risurrezione, condusse gli apostoli
sul monte degli Ulivi e là, sotto i loro occhi, si levò in alto, finché una
nube lo tolse ai loro sguardi. Gli apostoli continuavano a guardare finché
comparvero due uomini vestiti di bianco, due angeli, che dissero: «Uomini di
Galilea, perché ve ne state lì a guardare il cielo? Questo Gesù, che vi ha
lasciato per salire in cielo, allo stesso modo un giorno ritornerà».
28
IL DISCEPOLO MATTIA
Matteo 27;
Atti 1
Dopo
l'ascensione di Gesù al cielo, gli apostoli tornarono in città e se ne stavano
in preghiera con Maria, la madre di Gesù, e con un gruppo di discepoli. Erano
in attesa dello Spirito Santo, promesso da Gesù. Intanto pensarono di risolvere
un problema. Giuda Iscariota, l'apostolo che aveva tradito Gesù, aveva capito
il male commesso. Aveva preso le trenta monete ricevute in cambio del
tradimento, le aveva restituite ai capi del popolo ed era andato ad
impiccarsi. Gli apostoli erano dunque rimasti in undici. Per questo Pietro si
alzò e disse: «Dobbiamo trovare qualcuno che prenda il posto di Giuda. Deve
essere uno dei discepoli che abbia seguito Gesù dal giorno in cui egli
ricevette il battesimo da Giovanni Battista; che abbia ascoltato tutti gli
insegnamenti di Gesù, e possa testimoniare che egli è risorto e salito in
cielo». Tra i discepoli che presentavano questi requisiti ne furono indicati
due. Allora pregarono così: «Signore, tu che conosci i cuori, indicaci quale
di questi due hai scelto». Tirarono a sorte, e la sorte cadde su un discepolo
di nome Mattia, il quale si unì così agli altri undici apostoli.
29
FUOCO DAL CIELO Atti
2
Dieci
giorni dopo che Gesù era salito al cielo, ricorreva la festa di Pentecoste.
A Gerusalemme erano giunti Ebrei provenienti da ogni parte, anche da paesi
lontani. La Pentecoste, infatti, era una delle principali feste ebraiche, quella
che celebrava il raccolto, e cadeva cinquanta giorni dopo la Pasqua. Erano le
nove del mattino. Nella sala dove stavano in preghiera gli apostoli con Maria
madre di Gesù e altri discepoli, d'improvviso si sentì un gran rumore come di
vento impetuoso, e apparve qualcosa di simile a un fuoco, che si divise in
tutte te lingue e andò a posarsi sopra ciascuno dei presenti. Tutti furono
ricolmi di Spirito Santo, il dono promesso da Gesù, la terza Persona della
Trinità che è Dio. Lo Spirito Santo diede agli apostoli un grande coraggio:
essi uscirono e si misero a parlare a tutti di Gesù. Presso la casa si era
riunita tanta gente, incuriosita dal gran rumore. E con grande sorpresa tutti,
compresi i forestieri, si accorsero che sentivano parlare gli apostoli nella
propria lingua. Diceva la gente: «Come mai sentiamo questi uomini parlare nella
nostra lingua? Tra noi ci sono Parti, Medi, Elamiti. Alcuni vengono dalla
Mesopotamia, dalla Cappadocia, dal Ponto, dall'Asia, dalla Frigia, dall'Egitto e
dalla Libia, da Creta e dall'Arabia. C'è chi viene da Roma. Com'è che tutti
allo stesso modo sentiamo questi uomini annunciare le meraviglie di Dio?»
Alcuni però ridevano e dicevano: «Quelli che parlano sono ubriachi!» «No»
rispose Pietro. «Non siamo ubriachi, anche perché sono solo le nove del
mattino! Piuttosto, sappiate questo: quel Gesù che è stato messo in croce,
era il Cristo, il Messia che doveva venire. Era il Figlio di Dio! Per questo
è risorto e ha mandato lo Spirito Santo!»
30
TREMILA NUOVI FRATELLI Atti
2