SILVIA
Ecco la
mirabile ma dolorosa storia di Silvia, morta a quattordici anni che Clara,
iscritta al Rosario vivente, con tanto amore ha compilato, basandosi sul diario
della mamma di Silvia che ce lo ha consegnato, dandoci anche il permesso di
pubblicarla.
Crediamo
pertanto di farvi un dono gradito, venendo incontro anche al desiderio della
madre di Silvia, signora Piera, inviandovi le poche pagine che raccolgono
questa straordinaria esperienza di una vita che saprà certamente regalarvi grandi
emozioni.
Un
grazie a Clara per la sua preziosa collaborazione.
don
Mario e don Alberto
PREMESSA
Ricevo dalle
mani di don Mario Degaudenz la testimonianza di una madre, la signora Piera
Dall'Olio che il sacerdote ha conosciuto negli anni in cui si trovava a svolgere
il suo ministero presso la Parrocchia di S. G. Cottolengo a Bologna. La
signora Piera era la mamma di una bambina, frequentante allora la terza elementare
e già iscritta al Rosario Vivente fin da quei tempi: erano gli anni ottanta.
Don Mario la seguiva settimanalmente durante le lezioni di catechismo alla
classe. Fu proprio un giorno di questi, quando ormai Silvia frequentava la
quinta elementare, che la sua maestra, la signora Neri Franca, durante
l'intervallo, si avvicinò al prete e, tra le lacrime, gli confidò che alla
bambina era stato diagnosticato un tumore al cervello. Comincia da qui la storia
straordinaria di Silvia, questa piccola bambina dalla grande anima che la Madonna
scelse per le sue apparizioni, tanto che la mamma nel suo diario afferma che
"la Madonna.... era di casa".
Il
diario inizia così...
..."Era
l'otto luglio 1987, quando mia figlia Silvia di quattordici anni era ormai stata
operata per la quarta volta per un male incurabile... uscita dalla sala operatoria,
dopo dieci ore d'intervento ella era serena sorrideva a tutti. Ad un certo
punto... Silvia mi chiamò "mamma, ho paura... ho visto la Madonna che mi
dice vieni, vieni...." Silvia è terrorizzata, teme che la Madonna voglia
chiamarla con sé, teme che le stia dicendo che sta per morire. Sulle prime
anche la mamma si agita, è incredula che si tratti proprio di un'apparizione
della Madonna alla sua piccola che sta tanto soffrendo e teme che ciò sia
frutto proprio delle fantasie di Silvia. Comunque la signora Piera, cerca di
tranquillizzare la piccola, con parole dolci, attendendo che l'effetto
dell'anestesia passi e con questo, si diceva tra sé, forse sarebbero svanite
anche quelle apparizioni.
II
giorno successivo, riprende la mamma, ella era ancora accanto a Silvia che ad un
tratto, le confida di aver di nuovo visto la Madonna che le ripeteva
"Vieni, vieni!..." E nuovamente presa da terrore chiedeva alla
mamma: "Mamma, non morirò mica?" E lei cercava di confortarla dicendole
di continuare a parlare alla Madonna, di mandarle un bacio. Silvia obbedisce
e la Madonna ricambia dandogliene uno sulla fronte, poi.. tutto scompare...
Piera
allora vuole conoscere ogni dettaglio, vuole sapere com'era vestita la Signora
e Silvia, pronta: 'aveva un velo azzurro ma che sulle spalle portava una
croce... che era proprio come una persona.. e cioè era in carne ed ossa...
tanto che quando le aveva dato il bacio sulla fronte, non era passata davanti a
Piera, come se fosse immateriale, ma aveva spostato la
sedia per andare
accanto a lei'.
I
giorni passavano, la malattia si aggravava, Silvia soffriva moltissimo e la
madre era angosciata per il terribile esito che i medici le avevano prospettato
per il prossimo futuro di sua figlia che però, proprio in quei giorni, le aveva
insistentemente chiesto di portarla a Lourdes, desiderio a cui Piera aveva
acconsentito sperando in cuor suo in un miracolo. Purtroppo passavano i mesi
senza grandi progressi e, anzi, una mattina entrando nella camera della bambina
per prepararla per un'ennesima visita medica, Piera trovò Silvia
completamente paralizzata in tutto il corpo.
Dovette
farsi molto coraggio questa mamma per confortare la sua piccola circa il suo
nuovo stato d'infermità, dovette raccontarle "pie bugie", inventare
"storie" che solo l'amore di una mamma può rendere credibili e
celare un dramma profondo che altrimenti non sarebbe stato accettato. Dunque
Piera si prodigava in questa sua opera di pietosa carità, quando comparve la
Madonna che affidò a Silvia questo incarico: "Dì alla mamma di prendere
una rosa, un garofano, un gladiolo, di tagliarli corti nel gambo, di portarli
a fare benedire e poi d'incartarli e metterli poi sotto il tuo cuscino per
quindici giorni". "Io feci tutto quello che Silvia mi aveva
detto.." affermò Piera, la quale continua il suo diario dicendo che:
'quasi tutte le sere arrivava la Madonna e Silvia ne era felice, anzi
l'aspettava... si parlavano e poi mi raccontava quello che si dicevano. Mi
raccontò anche che la Signora l'aveva portata in un giardino di rose rosa dove
lei si trovava bene, dove non sentiva più alcun male... e qui la Madonna le
aveva anche fatto notare che tra le rose rosa di quel giardino ce n'era una
nera... e, prosegue la mamma.. "io non ho mai saputo spiegarmi che cosa
ciò volesse dire". Spesso Silvia piangeva e si lamentava per gli atroci
dolori che la prendevano ma, quando arriva la Madonna, tutto spariva, e lei
paralizzata in modo totale, riusciva allora a muovervi, a sedersi sul letto,
poi, quando Ella se ne andava, tutto tornava al dolore e all'oppressione di
prima.
Una
sera, che io avevo quasi rimosso per la tensione e per l'angoscia, continua Piera,
Silvia mi guardò in viso e mi disse: "Mamma è arrivata la Madonna, sono
infatti passati i quindici giorni, devi togliere i fiori da sotto il mio
cuscino". lo alzai la testa di Silvia e sfilai con dolcezza i fiori, li
scartai e grande fu la mia sorpresa, quando scoprii che quei fiori erano ancora
freschi come quando, quindici giorni prima, io li avevo messi là.
Spesso
Silvia mi ripeteva anche che sarebbe andata in Paradiso nel giorno dell'Angelo,
quindi il lunedì di Pasqua... e intanto la Santa Pasqua si avvicinava e Silvia
era sempre più immobile nel suo lettino, ma quotidianamente la Madonna era tra
noi. Quando arrivò la vigilia di Pasqua, la Madonna si presentò e le disse:
"Silvia, il giorno dell'Angelo tu partirai". E lei felice ringraziò.
Morì la notte del giorno di Pasqua, quando ormai era il lunedì dell'Angelo.
Il
diario di mamma Piera continua......
La
croce e il dolore hanno reso Silvia degna di vedere la Nostra Santa Madre che
l'ha amorosamente tenuta per mano in quei dolorosi momenti, che ha potuto alleviare
di tanto in tanto le sue pene, che le ha dato la certezza di salire in Paradiso
ove non c'è male, non c'è pena, ma solo amore ed armonia divina e la presenza
costante di Lei, dei Suo divin Figlio e Nostro Dio. "Sono sicura che
Silvia vedeva la Madonna per tanti piccoli particolari. Lei che era paralizzata
e muoveva solo leggermente la testa, quando Lei si presentava, Silvia si
faceva il segno della croce con la mano destra, allungava le gambe, il male e la
febbre sparivano. Io sentivo quello che Silvia chiedeva alla Madonna e poi mi
riferiva le Sue risposte. Silvia aveva una luce negli occhi che li faceva
brillare, era felice di parlare con la Madonna ma lei mi faceva promettere che
io non ne parlassi con nessuno, tranne che con don Mario".
(testimonianza
di Don Mario)
Termina
qui il diario di Piera Dall'Olio, aggiungiamo soltanto la testimonianza di don
Mario circa un avvenimento che gli è stato raccontato sempre dalla signora
Piera e ciò per concludere questa straordinaria storia di un'anima che
certamente di lassù ci sta a guardare e che forse ha ispirato anche queste
poche righe su di lei.
Racconta
don Mario: "Mi viene in mente un episodio che la mamma di Silvia mi ha
raccontato.
Un
giorno, lei era andata a trovare sua figlia alla Certosa e accanto alla tomba
aveva trovato un signore che non appena lei si era avvicinata le aveva detto:
"Lei è la madre di Silvia?". "Sì!" "Ebbene, le dirò
questo: questa notte ho fatto un sogno in cui mi è apparso Silvia, così com'è
nella foto e mi ha detto di venire a visitarla presso la sua tomba alla Certosa
di Bologna dandomi indicazioni precise, dicendomi chiaramente dove si
trovava... infatti sono giuste e io sono qui. Se permette, metto questi fiori
sulla sua tomba..".
GRUPPO
"ROSARIO VIVENTE"
Opera
Don Orione
Via
Cavour, 14
44034
COPPARO (FE)
Cell.
340.3540463 Fax 0532.870955