Racconto ai ragazzi dal beato Innocenzio Berzo

I bambini e la purezza

Quello che noi adulti invidiamo a voi bambini, e che spesso ci fa vergognare di noi stessi e della nostra vita, è la purezza che leggiamo nei vostri occhi. Crescendo si diventa "cattivi", si pensa solo a lavorare, guadagnare tanti soldi per prendere cose inutili, avere macchine e case più belle e più grandi degli altri, fare le vacanze più costose, andare in palestra, avere bei vestiti, correre, correre... Si chiude il cuore alla semplicità, agli affetti, alla bellezza e alla purezza. Tutti devono lavorare, guadagnare e si diventa importanti solo se si è ricchi e belli. Per fortuna i bambini non sono così; sanno fidarsi degli altri, amano la semplicità e le persone buone e riescono a divertirsi anche con poco. Certo oggi il ritmo di vita dei genitori, della società e la televisione, Internet, il computer - davanti a cui spesso venite lasciati per ore - vi fanno il lavaggio del cervello e vi fanno precipitare nel mondo crudele degli adulti. Lo dico sempre anche al mio nipotino che ha quasi sei anni, e che passa ore al computer a fare i giochi di guerra e distruzione e mostri! "Perché non devo giocare con il computer zia, è bello sai!". E io gli dico: "Perché ti rincitrullisce! Ti fa pensare che la guerra è bella, è solo un gioco di soldati e bombe, e ti fa credere che ci sono mostri dappertutto e bisogna solo uccidere". "Ma io uccido solo i nemici perché sono cattivi, altrimenti loro uccidono me e i miei amici". E cerco di farlo riflettere: "Ma se anche tu uccidi gli altri diventi cattivo anche tu!". Ma ormai è troppo immerso in questo vortice, dovuto a mancanza di attenzione dei genitori che lo vogliono solo forte e grande e non capiscono che gli stanno rubando la fanciullezza e i sogni. Che tristezza!Ma veniamo a Giovannino, il nostro fraticello, che quando era piccolo era molto buono e anche con il trascorrere degli anni è riuscito a restare "bambino" nel senso che è riuscito a restare "puro". Puro nel cuore e nella mente, innamorato di Dio e buono con tutti; puro perché non aveva nel suo cuore quei brutti sentimenti che spesso nascono in noi e che coltiviamo come erbacce, come l'odio e l'invidia. Era semplice, stava tanto a casa ad aiutare la mamma, in chiesa a pregare e in mezzo alla natura. Giocava anche con i suoi amici che spesso, poiché era buono, volevano farlo arrabbiare. Alcuni, più cattivelli, cercavano spesso con qualche pretesto di picchiarlo, saltargli addosso, spingerlo. E lui? Niente, non si arrabbiava; continuava con dolcezza a dire di smettere. Quando andava a scuola e sentiva i suoi compagni parlare male di qualcuno o fare discorsi cattivi, li rimproverava e li invitava a pregare. Ma una volta uno di questi, ripreso da Giovannino, la prese male e iniziò a odiarlo e prenderlo di mira per scherzi cattivi. Una sera questo ragazzo saltò addosso allo Scalvinoni e lo picchiò con una ciabatta, ma lui non faceva che ripetergli pazientemente di smettere e tornare al suo letto. Certo non era contento di essere maltrattato e spesso piangeva e andava in chiesa a rifugiarsi tra le braccia della Madonna perché lo consolasse. Inoltre, per ottenere la purezza, che si riferisce anche al rispetto per il proprio corpo e quello degli altri, recitava ogni giorno delle preghiere, eccole: "Vi offro, o santissima Vergine Maria, la mia mente e il mio cuore, e propongo di non voler mai nutrire né pensieri né affetti contro la santa purezza. Ave Maria...". "Vi offro, o santissima Vergine Maria, i miei occhi, le mie orecchie, la mia lingua, e propongo di non voler mai né guardare, né ascoltare, né dire cosa alcuna contro la santa purezza. Ave Maria...". "Vi offro, o santissima Vergine Maria, tutto me stesso, e propongo di non voler mai far cosa alcuna contro la santa purezza. Ave Maria...". Se riuscirete a restare semplici, con il cuore libero e aperto agli altri, con atteggiamenti di rispetto verso il vostro corpo e quello dei vostri amici, e avrete fiducia che Dio e il vostro Angelo Custode sono sempre con voi, sarete "puri" e felici anche da grandi, come il nostro Beato Innocenzo, cioè Giovannino.