NATALE
(Letture,
meditazioni, preghiere)
Natale,
giorno «unico»
DIO,
L'ETERNO, ENTRA NEL TEMPO
Viviamo
nel tempo. I nostri giorni passano uno dopo l'altro sempre uguali. Ma c'è un
giorno «diverso», un giorno «unico», centro di tutti i giorni, in cui
l'Eterno è entrato nel tempo. Un giorno che ha diviso in due i giorni
dell'uomo: i giorni dell'attesa di Dio salvatore e i giorni della sua presenza
in mezzo a noi. È il giorno di Natale. Da quando Gesù è nato a Betlemme
l'uomo non è più solo in questo mondo, abbandonato a se stesso, senza meta,
senza speranza nella sua ricerca di vita, di unità, di riconciliazione e di
comunione. In mezzo agli uomini c'è lui, Gesù, il Dio con noi, il nostro
Salvatore, il nostro Liberatore.
1. Tu sei venuto per noi, Gesù.
Signore
Gesù, tu sei nato per noi, ti sei fatto bambino per noi, sei
venuto per noi. La tua venuta è per noi necessaria, o Salvatore
nostro: è necessaria la tua presenza. Vieni nella tua immensa bontà, abita in
noi per la fede e illumina la nostra cecità. Rimani con noi e difendi la nostra
fragilità. Se tu sei con noi chi ci potrà ingannare? Se tu sei con noi che
cosa non potremo in te che ci dai forza? Se tu sei per noi, chi sarà contro di
noi? Tu sei venuto al mondo, Gesù, per abitare in noi, con noi e per noi, per
schierarti dalla nostra parte, per essere il nostro Salvatore. Grazie, Signore
Gesù.
San Bernardo (1090-1153)
Natale, la verità del nome
GLI FU MESSO NOME GESÙ
È
nato per noi un bambino. Il suo
nome è Gesù. Il suo nome è «Dio salva». Il suo nome è Salvatore. Il nome
è l'identità. Il nome è la missione. Il nome è un impegno. Gesù ha
realizzato pienamente il
suo nome: è stato il nostro Salvatore. Chiamare per nome Gesù è
riconoscerlo come «l'unico» che può donarci la salvezza. Non una salvezza
momentanea e parziale, ma la salvezza totale, definitiva, eterna. Portare il
nome di Cristo, chiamarsi «cristiani», è un dono e un impegno. E impegnarsi a
vivere come lui, ad essere come lui e con lui salvatori e liberatori dell'uomo.
A essere un suo segno vivente nel mondo
2. Ti voglio adorare, Gesù, mio
Salvatore
Gesù,
dolce Bambino, tu sei ricco di amore e santità. Tu vedi le mie necessità. Tu
sei fiamma di carità: purifica il mio cuore da tutto ciò che non è conforme
al tuo cuore santissimo. Tu sei la santità increata: ricolmami di grazie
fecondatrici di progresso vero nello spirito. Vieni Gesù, ho tante cose da
dirti, tante pene da confidarti, tanti desideri, tante promesse, tante speranze.
Ti voglio adorare, ti voglio baciare in fronte, o piccolo Gesù, mio Salvatore.
Voglio darmi a te per sempre. Vieni, o Gesù, non tardare oltre. Accetta il mio
invito. Vieni!
Papa Giovanni XXIII (1881-1963)
Natale, le scelte di Dio
LA POVERTÀ, LA MITEZZA, L'AMORE
Siamo
cercatori appassionati di felicità. Andiamo a Betlemme se vogliamo trovarla.
A
Betlemme in una grotta risplendono le scelte di Dio venuto nel mondo: la povertà,
la mitezza, l'amore. Se avremo il coraggio di farle nostre camminando nell'amore
incontreremo la gioia. Non la troveremo nella ricchezza, nel piacere, nel
successo, nel potere. A Betlemme approda il nostro cuore pellegrino, in cerca di
Dio, in cerca di gioia, in cerca di pace. E da Betlemme riparte per portare a
tutti la lieta notizia di aver incontrato Dio in un Bambino di nome Gesù.
3. Da
ricco che eri, Signore Gesù
Signore
Gesù, da grande e ricco che eri, ti sei fatto piccolo e povero. Tu hai scelto
di nascere fuori di casa in una stalla, di essere fasciato in poveri panni, di
essere deposto in una mangiatoia tra un bue e un asinello. Abbraccia, anima mia,
quel divino presepio, premi le labbra sui piedini di Gesù. Baciali tutti e due.
Medita le veglie dei pastori, contempla il coro degli Angeli e canta insieme a
loro con la bocca e con il cuore: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace
in terra agli uomini di buona volontà”.
San Bonaventura (1217-1274)
Natale, il misterioso scambio
IN GESÙ DIVENTIAMO FIGLI DI DIO
In
quel Bambino, di nome Gesù, il Dio che cerchiamo a tastoni è il Dio che ci
viene incontro. In Gesù la comunione con Dio, che il nostro cuore ricerca,
diventa realtà. Gesù è l'unico pane per la fame dell'uomo, perché l'uomo è
fame di Dio. Senza Gesù la nostra esistenza è condannata al naufragio e allo
scacco. A Betlemme l'eterna giovinezza di Dio è penetrata in questo mondo per
non lasciarlo mai più. Dio si è unito «indissolubilmente» all'umanità, per
sempre. Il Dio che si rivela nel Bambino di Betlemme è un Dio «umano». E
l'uomo che lo accoglie diventa divino. In lui la vita è salva perché in lui
trova il senso.
4. Ti rendiamo grazie, o Padre,
per Gesù
E’
veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie
sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno.
Nel mistero del Figlio tuo fatto uomo, nato a Betlemme da Maria Vergine, è
apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del tuo fulgore, perché
conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore delle realtà
invisibili. In lui risplende in piena luce il misterioso scambio che ci ha
redenti: la nostra debolezza è assunta dal Verbo, l'uomo mortale è innalzato a
una dignità perenne e noi, liberati dal peccato, uniti a te in comunione
mirabile, condividiamo la tua vita immortale.
Dalla liturgia
Natale, rivelazione di Dio
UN BAMBINO E’ “DIO”
Un
bambino come i nostri appena nato, che dorme fra le braccia della Madre, è il
Figlio di Dio, è il Salvatore atteso. Dio ci viene incontro non con i segni
della potenza che incute timore, ma nella debolezza di un bambino che chiede
amore: un bambino “povero” che nasce in una stalla, che ha per culla una
mangiatoia. Eppure nel silenzio di quella notte risuona il lieto annuncio: “Vi
annuncio una grande gioia, oggi è nato per voi il Salvatore”. La gioia è la
certezza di essere salvati. La nostra gioia è Gesù, “Dio con noi”. Il
volto di Dio risplende sul volto di un bambini povero appena nato.
5. Gesù eccoti il mio cuore
Affrettati,
o Gesù, eccoti il mio cuore. L’anima mia è povera e nuda di virtù, le
paglie di mie tante imperfezioni ti pungeranno e ti faranno piangere. Ma, o mio
Signore, è tutto quello che ho. Mi commuove la tua povertà, mi intenerisce, mi
strappa le lacrime. Gesù abbellisci l’anima mia con la tua presenza, adornala
con le tue grazie, brucia queste paglie e cambiale in soffice giaciglio per il
tuo santissimo corpo di neonato. Gesù, ti aspetto. Molti ti rifiutano, Fuori
spira un vento glaciale… vieni nel mio cuore. Sono povero, ma ti riscalderò
più che posso. Almeno voglio che ti compiaccia del mio grande desiderio di
farti buona accoglienza, di volerti un gran bene, di sacrificarmi per te.
Papa Giovanni
XXIII (1881-1963)
Natale, festa della fede
IL VERBO DI DIO SI È
FATTO CARNE
«Se
l'uomo vuol tornare a vivere da uomo bisogna che si renda più cosciente della
sua vocazione. L'uomo supera infinitamente
l'uomo, diceva Pascal. La vocazione dell'uomo è sempre una vocazione religiosa.
Dio ha creato l'uomo perché sia il suo partner. Si vive per riconoscere
Dio e attestare il suo amore infinito. Credo che tutti abbiano la possibilità
di accedere al divino nella natura. Sono convinto che non esiste un ateo totale.
La vita diventerebbe un assurdo, un peso, una condanna. Ma chi crede in Cristo
è sempre un pazzo per chi non crede. Io capisco quelli che non accettano la
rivelazione che Dio fa di se stesso in Cristo perché ha sempre dell'incredibile»
(Divo Barsotti).
Sembra una pazzia che Dio, l'Infinito, l'Eterno, l'Onnipotente, sia un
Bambino debole e fragile. Ma pazzia non è. E’ mistero. E’ solo la fede
dischiude al mistero. Solo un cuore puro può «riconoscere» Dio in un Bambino
appena nato e dire davanti a Gesù: «Tu sei il Figlio di Dio. Sei qui con noi,
in mezzo a noi!». Natale è la festa della fede
6. Tu, l'Increato, ti sei fatto
creatura
Mio
Dio, rendimi degna di avere una viva conoscenza del mistero della tua santissima
Incarnazione, inizio della nostra salvezza. o incomprensibile
carità! Non c’è carità più grande di questa: il mio Dio si è fatto uomo
per farmi Dio. O Amore infinito, per rinnovarmi ti sei fatto piccolo. In Gesù,
tu, l'Incomprensibile, ti sei fatto comprensibile! Tu, l'Increato, ti sei fatto
creatura. Tu, l'Impalpabile, puoi essere toccato. O Signore, rendimi degna di
vedere la profondità di questa altissima carità che comunicasti a noi nella
santissima Incarnazione.
Beata Angela da Foligno (1248-1309)
Natale, festa dell’amore
DISCESE DAL CIELO PER SALVARCI
La
gioia di vivere sgorga dalla certezza di essere conosciuti per nome, di essere
amati di un amore gratuito, assoluto, incondizionato, eterno. Chi ama discende,
chi ama condivide, chi ama si identifica. A Natale sappiamo che Dio ci ama così.
Il Figlio di Dio è «disceso» dal cielo, è nato per noi, si è fatto uno di
noi, per «condividere» la nostra condizione umana, per identificarsi con noi,
per prendere su di sé i nostri dolori e i nostri peccati, per liberarci dal
male e innalzarci fino alla dignità di figli di Dio. Un mistero che riempie il
cuore di gioia e che ci spinge ad amare come Dio ci ha amato. Gesù rinasce in
ogni bambino che viene in questo mondo, è presente in ogni uomo che ha bisogno
di aiuto e di amore. E continua ad essere presente in mezzo a noi nel segno del
Pane. Qui lo possiamo sempre incontrare e amare.
7. Gesù, tu rinasci in ogni
bambino
Signore
Gesù, tu hai detto: “Tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli dei
miei fratelli l’avete fatto a me”. Tu, Signore Gesù, rinasci in ogni
bambino, ti identifichi con quelli che hanno fame, che sono malati, che sono
nudi; che non hanno dove rifugiarsi, con tutti quelli che sono affamati non solo
di pane, di vestiti, di casa, ma di amore. Gesù rendici degni di servirti nei
poveri che vivono e muoiono nella povertà e nella fame. Attraverso le nostre
mani dona loro il pane quotidiano. Per mezzo del nostro amore ricolmali di gioia
e di pace. Gesù, tu doni a noi il tuo corpo realmente presente nel pane della
Eucaristia. Aiutaci a riconoscerti presente e a servirti nel corpo sofferente
dei nostri fratelli.
Madre Teresa di Calcultta
Natale, festa della pace
GLORIA A DIO, PACE IN TERRA
Perché
la nascita di Gesù porta nel mondo la pace, quella vera? Gesù porta la pace,
perché «è» la pace. Gesù è la nostra pace. In Gesù, Dio e l'uomo sono
uniti per sempre, indissolubilmente, con un vincolo che niente potrà spezzare.
Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo. Gesù è vero Dio e vero uomo. Gesù
riconcilia con Dio l'umanità che si era separata da Dio con il peccato. Non c'è
vera pace con Dio senza remissione dei peccati. La pace con Dio è l'unica
sorgente della pace fra gli uomini, nelle famiglie, fra i popoli, fra le razze,
fra le classi, fra i cristiani... La gloria di Dio è l'uomo vivente, ma la vita
dell'uomo è la comunione con Dio. La gloria di Dio è la pace degli uomini con
Dio e fra di loro. La comunione con Dio è il dono del Natale.
8. Tu sei la mia pace, Signore Gesù
Signore
Gesù, tu sei venuto per pacificare il cielo con la terra, per guidare i nostri
passi sulla via della pace. O pace, tu sei l'aspirazione più profonda del mio
cuore inquieto. Gesù tu «sei» la mia pace: tu mi metti in pace con Dio, con
me stesso, con tutti. Concedimi, Gesù, una fede viva nella remissione dei
peccati che «pacifichi» la mia coscienza. Donami una dolce fiducia nella tua
grazia che infonda in me una assoluta adesione alla tua santa ed eterna volontà.
In essa soltanto è la nostra pace. Riempi il mio cuore, Signore Gesù, di
quella pace che è in te, che viene da te, che sei tu.
Jacques Bénigne Bossuet (1627-1704)
Natale, Dio ha una madre
MARIA, LA MADRE DEL SIGNORE
Maria
è la madre di Gesù, la madre di Dio fatto uomo, la donna che ha dato alla luce
il figlio di Dio, che lo ha stretto fra le sue braccia, che lo ha nutrito con il
suo latte. Maria è la creatura totalmente vuota di sé che ha accolto in sé il
Creatore. Il lei Dio è diventato Gesù, uno di noi, nostro Salvatore. La
contemplazione del mistero di Maria, fa sbocciare nel cuore, un canto di
ringraziamento senza fine per le meraviglie che Dio ha compiuto in lei. La vita
di Maria si intreccia con quella di Gesù, e con quella di ogni uomo che vive in
questo mondo. La madre di Gesù è madre nostra. Chi la incontra e si affida a
lei come un bambino, non è più solo0 nel cammino della vita.
9. Maria, fa' che ami Gesù come
l'ami tu
O
Maria, Madre di Dio e madre nostra, il mio cuore vuole amarti, le mie labbra
cantarti, la mia anima pregarti. O beata fiducia e sicuro rifugio! La Madre di
Gesù è madre nostra. La Madre di colui in cui speriamo è madre nostra. La
Madre di colui che solo può salvare è madre nostra. Gesù, Figlio di Dio, ti
supplico: per l'amore infinito che porti a tua Madre, concedimi di amarla come
tu l'ami e vuoi che sia amata. Maria, madre buona, ti supplico: per quell'amore
così tenero che porti a Gesù, tuo Figlio, ottienimi di amarlo come tu l'ami e
vuoi che sia amato. E in questo amore si consumi la mia vita, perché tutto il
mio essere canti per l'eternità: Benedetto il Signore! Amen. Amen.