MASS
MEDIA E BAMBINI
Nel
mondo 860 milioni di bambini sono sfruttati, costretti a lavorare in condizioni
disumane, ad accattonare o ad imbracciare il fucile. Arruolati nelle
organizzazioni criminali sono venduti al mercato del sesso o emarginati dalle
comunità in cui vivono. La situazione è terribile!
di LORENZO FAZZINI
Vicky
era un bimbetto di 6 anni: un prete nella parrocchia di St. Thomas a
Kinshasa, in Congo, se lo ritrovò una mattina di 12 anni fa davanti alla
chiesa. Il piccolo era stato abbandonato perche accusato da uno zio di essere
uno stregone: contro questo orfanello (di entrambi i genitori) era stata
scagliata l'assurda accusa di «aver mangiato» sua madre.
Quando il parroco lo raccolse per strada, era malnutrito e prostrato dall'abbandono: oggi Vicky è stato adottato da una famiglia che gli vuole bene, prosegue gli studi a cui è stato avviato e il futuro non è più grigio.
La
vicenda di Vicky è la punta di un iceberg che si chiama infanzia abbandonata:
sono 860 milioni i bambini e le bambine lasciati soli nel mondo, sfruttati
sessualmente, costretti a lavorare illegalmente in condizioni precarie,
costretti ad imbracciare un fucile.
C'è
un'ecatombe nascosta, quella dei bambini sfruttati e dimenticati, una piaga
in cui l'incuria educativa e la povertà congiurano insieme mentre gli
interessi della malavita si incrociano con ataviche tradizioni che considerano
l'infanzia come manodopera a costo zero. Sono i «children in the Shadow» («bambini
nell'ombra») di cui si è occupato un simposio promosso a Verona dall'istituto
Don Calabria. È stata l'occasione per ricordare il centenario della sua
istituzione ad opera di quel santo che con l'infanzia abbandonata iniziò la
sua attività di carità. E primo compito verso queste vittime innocenti e -
come disse don Waldemar Longo, superiore del Don Calabria - «affrontare
queste situazioni con un ascolto e una responsabilità educativa che vada
oltre la semplice lacrimuccia tra uno spot e l'altro».
In
principio furono chiamati meninos de rua perché erano un fenomeno
soprattutto brasiliano. Oggi la piaga è diventata globale, nel solo Bangladesh
si contano 3 milioni di bimbi abbandonati a se stessi e mezzo milione nelle
Filippine. In Italia si contano 20 mila baby mendicanti.
La
criminalità sfrutta la debolezza di queste piccole esistenze, il giro
d'affari ad esse collegato è di 500 milioni di euro annui. Non di rado la
precarietà delle condizioni di vita incrementa l'arte di arrangiarsi: in Perù
i piccoli tengono pulite le tombe nei cimiteri, nelle Filippine trascinano
mini-risciò. E poi c'è il buco nero dello sfruttamento sessuale: in Brasile
2 milioni di minori si prostituiscono per sopravvivere.
Anche
il lavoro forzato fa parte di questo mondo di disperati. Secondo 1'Asian Labour
Monitor, ente che denuncia il lavoro minorile, i bambini producono il 20% del
Pil dell'Asia. Sono 218 milioni i piccoli sotto i 14 anni (età minima per
l'organizzazione internazionale del lavoro) che devono lavorare ogni giorno: i
più stanno in Asia (122 milioni), costretti nelle piantagioni di the in
Bangladesh e Nepal, o a fabbricare giocattoli in Cina, Thailandia e
Indonesia (300 mila), o a cuocere mattoni in Pakistan.
Raggiungono
quota 150 milioni i baby-lavoratori in agricoltura: in Costa Rica sono 50 mila
sotto i 14 anni, 9 mila dei quali con meno di 9 anni. Anche l'industria
mineraria latinoamericana ha la sua parte e così mezzo milione di adolescenti
smettono ogni anno di andare a scuola. Il governo colombiano stima in 400mila
i mini-cercatori d'oro, mentre in Bolivia 120mila minori estraggono lo zinco.
Il
Myanmar vanta il triste primato del maggior numero di bambini soldato: 70mila
quelli assoldati dall'esercito e dai ribelli; segue il Congo con 40mila, poi
Colombia e Uganda con lOmila. Suscita sgomento un dato: ben il 40% dei soldati
under 18 sono ragazzine, spesso rapite a 7-8 anni da gruppi di ribelli e
costrette a turpi prestazioni sessuali.
L'arruolamento
minorile si verifica anche in Paesi che attualmente non sono coinvolti in
conflitti, come Bolivia, Paraguay, Perù e Cile.
Suscita
allarme anche il dramma dell'infanzia sfruttata sessualmente: ci sono un
milione di bambine prostitute tra India e Thailandia, con casi di bimbe di 4-5
anni negli slum di Bangkok, e 4 milioni di adolescenti vendute ogni anno nel
mondo per matrimonio o favori sessuali.
Dietro
i numeri ci sono altrettante drammatiche storie personali. Ma talvolta ci sono
anche adulti che si prendono cura di queste «vite minime» per offrire una possibilità
di riscatto e di rinascita attraverso l'accoglienza, la scuola e una speranza
per l'esistenza.
(Da
`Avvenire').