ARMATA BIANCA

Motivi biblici, teologici e storici a cura di Padre Andrea D'Ascanio

PRESENTAZIONE

L'Armata Bianca è nata nel 1974, ed è formata dai bimbi che si consacrano al Papà e alla Mamma del Cielo nello spirito di Fatima e si riuniscono in piccoli gruppi - I Nidi di Preghiera - nella recita quotidiana del Rosario per la conversione dei peccatori e perché venga presto la pace nel mondo.

Modello dei bimbi sono i tre pastorelli di Fatima (Lucia, Francesco e Giacinta) che il 13 maggio 1917 furono invitati dalla Mamma del Cielo ad "offrirsi al Papà del Cielo, pronti ad accettare tutto quello che Lui vorrà loro mandare" e a "recitare ogni giorno il Rosario" per l'avvento di un mondo di Amore: "Prometto un lungo periodo di Pace", disse loro Maria.

I fanciulli di Fatima risposero "sì" e si impegnarono con tutte le loro forze in un cammino di spirito fatto di preghiera, di accettazione, di sacrifici.

Nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale che portò tanta distruzione, ma Portogallo non partecipò.

Si verificò allora una delle profezie di Fatima. Infatti Maria aveva detto ai tre pa­storelli, dopo il loro sì: "Salverò il Portogallo dalla seconda guerra mondiale".

Se Maria riuscirà a trovare migliaia e migliaia di piccoli che Le diranno "si" con tutto il cuore, e si impegneranno a pregare ed a fare piccoli sacrifici, Ella salverà il mondo intero.

I gruppi di preghiera di bimbi erano stati insistentemente richiesti da Padre Pio da Pietrelcina, dei Frati Minori Cappuccini di S. Francesco d'Assisi, che disse più volte: "I bambini salveranno il mondo", e da Padre Pio Delle Piane, dei Frati Minimi di San Francesco da Paola.

Padre Andrea D'Ascanio ha accolto l'invito di questi due Santi sacerdoti - suoi direttori di spirito - dei quali è in corso il processo di beatificazione.

La coroncina del Rosario è l'arma - così la chiamava Padre Pio da Pietrelcina - con la quale i piccoli combattono e distruggono il male; con tale "fionda" i novelli David, guidati da Maria "terribile come un esercito schierato a battaglia" vanno incontro al male-Golia di questi tempi e lo sciolgono.

Proprio dell'arma del Rosario il movimento ha preso il nome di "Armata"; "Bianca" dal colore dell'innocenza e della pace.

Lucia di Fatima ci dice che la Madonna le ha detto: "Non c'è problema, né perso­nale, né familiare, né nazionale, né internazionale che non si possa risolvere con il Rosario".

L'impegno più immediato per ogni piccolo "David di Maria" deve essere quello di pregare anche insieme ai genitori o - se questi non lo vogliono - per i genitori, affinché la prima Pace si realizzi in famiglia.

Il Papa Pio XII disse: "Famiglia che prega, famiglia unita".

 

L'ARMATA BIANCA DELLA MADONNA

"Alla fine il mio Cuore Immacolato Trionferà"

Il messaggio di Fatima è la grande luce che il Padre del cielo ha dato all'umanità per questa epoca di buio e di caos. E' tempo che lo si mediti e lo si viva nel suo contenuto realistico e profetico, eliminando l'alone apocalittico di cui lo ha rivestito una troppo superficiale interpretazione.

Fatima precede il Concilio Vaticano II presentandoci Maria, Madre della Chiesa, che accoglie l'umanità affidatale da Gesù sulla Croce e la rigenera in una nuova dimensione spirituale e morale.

E' il rinnovamento che il Concilio ha auspicato e che potrà realizzarsi solo in Lei, la Madre Fonte della Vita, seguendo la via che Ella ha indicato a Fatima.

Fatima è messaggio di Speranza, di Fede, di Amore, di Vita: "... infine il Mio Cuore Immacolato trionferà, ....sarà concesso al mondo un'era di Pace".

E' il trionfo dell'Amore della Mamma che vince l'odio che dilania i figli e li riporta a Casa, nel suo Cuore cioè, e, in Lei, nel cuore del Padre.

Tale messaggio riempie di speranza il cuore di tutti i bimbi che con entusiasmo iniziano a recitare il rosario per aiutare Maria a salvare il mondo.

La Vergine vuole farci capire che la salvezza sta nel fare pregare i bambini e nel consacrarli a Lei. Se infatti con la sola "subnormale" Bernardette Ella ha ridato respiro spirituale alla Francia soffocata dal positivismo; se con i soli Lucia, Francesco e Giacinta, bimbetti del tutto analfabeti, ha trasformato l'anticlericale Portogallo nella sua terra; cosa mai non potrà fare nel mondo intero con schiere di bimbi che si consacrano a Lei impegnandosi a recitare il ROSARIO?

 

La nuova Annunciazione

"L'Angelo andò da Maria e le disse: - Sia gioia a te, o piena di Grazia, il Signore è con te. Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio e lo chiamerai Gesù... Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra: perciò il bimbo che nascerà sarà santo...

- Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola". 

Al "sì" della Vergine lo Spirito Santo penetra in Lei; la Luce viene ad illuminare le tenebre; la terra devastata dall'odio accoglie l'Amore. Nasce Gesù, il Santo; nasce la Chiesa.

E' un Angelo che collega il Cielo e la terra.

"Sulla chioma di un piccolo elce - narra Lucia - apparve una Signora vestita di bianco, più splendente del sole...

- Non abbiate paura, non voglio farvi del male... Sono del Cielo... Volete offrirvi a Dio in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?

- Sì, lo vogliamo.

- Bene... la Grazia di Dio sarà il vostro conforto. Nel pronunziare queste parole - commenta sem­pre Lucia - aprì le mani, comunicandoci una luce molto intensa, come un riflesso che da Lei si partiva e che, penetrandoci nel petto e nel più intimo dell'anima, svelava noi a noi stessi in Dio, il quale era questa luce, più chiaramente di quando ci vediamo in uno specchio". Al "sì" dei bimbi lo Spirito Santo, la Luce di Dio, li compenetra tutti, iniziando un lavoro profondo di spiritualizzazione. Ancora una volta la terra più che mai devastata dall'odio riceve l'Amore.

Nascono tre piccoli santi. Inizia una nuova era eccle­siale.

E' la Vergine che unisce il Cielo e la terra. A Fatima i tre bimbi dissero "sì"!

E' interessante riflettere brevemente sui punti di contatto che hanno le due Annunciazioni:

- il senso di timore che sia la Vergine che i bimbi avvertono al contatto del soprannaturale;

- la richiesta che viene fatta in nome di Dio e che attende una risposta;

- il luminoso vivificante Amore del Creatore che si dona alle sue creature e si fonde con esse dopo la loro accettazione totale dell'invito.

Ma se la dinamica della Grazia è quasi identica, è diverso lo strumento di cui si serve il Signore.

A Nazareth è un Angelo che porta alla Vergine il messaggio del Cielo, che accoglie il suo assenso e che la prepara a ricevere lo Spirito d'Amore.

A Fatima è la Vergine stessa che parla ai bimbi, che accetta il loro "sì" e che emana direttamente dalla sua persona la Luce di grazia che continua in loro una mistica incarnazione.

E' Lei, il tempio dello Spirito Santo, che ha ora in mano le sorti dell'umanità.

Ella è la Madre della Chiesa, e continua in questo mistico Corpo del suo Gesù la sua opera di maternità salvifica.

La Madonna a Fatima ha presentato le tappe fondamentali del cammino umano in questo nostro tempo, che possono così sintetizzarsi:

- nascita in Russia del Comunismo, un "errore" che si estenderà in tutto il mondo; - conversione della Russia, cioè sconfitta del Comunismo e conseguente era di pace per l'umanità.

 

Il Comunismo

" La rivoluzione russa non è stata solamente un fatto politico; è stata anche, e soprattutto, l'inizio di una religione o, per meglio dire, dell'antireligione" (Merejkovkij d., Il Mistero del Comunismo Russo, ed. n.e.m.i. 1963).

L'avanzata dell'ateismo-comunismo è fenomeno soprattutto spirituale: è l'incar­nazione di satana, che, in una totale mobilitazione, cerca di distruggere sulla terra la fede in Dio e la stessa umanità, attirandola in una spirale di odio, di corruzione, di materialismo.

Satana è molto più forte dell'uomo perché questi possa illudersi di poterlo vincere con i soli mezzi materiali che ha a disposizione. Esso è potenza spirituale che può essere vinta solo con l'aiuto di una forza spirituale più grande, cioè quella di Dio.

Il Comunismo quindi deve essere inquadrato in un contesto spirituale di portata universale, e dobbiamo vedere in esso la concretizzazione attuale di quanto predetto nell'Apocalisse ed a Fatima.

Un veloce parallelismo tra Fatima e l'Apocalisse può chiarire questo concetto: Apocalisse 12,1:

"Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole..." Fatima, 13 maggio 1917:

"Era una donna più splendente del sole", narrano i pastorelli di Fatima. Apocalisse 12,3:

"Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso..." Fatima, 13 luglio 1917:

"La Russia spanderà i suoi errori in tutto il mondo", disse la Madonna a Lucia: il Comunismo è il drago rosso che appare subito dopo la Donna vestita di sole. Storicamente, infatti, esso nasce con la rivoluzione del 25 ottobre 1917, solo pochi giorni dopo l'ultima apparizione della Madonna ed il miracolo del sole del 13 ottobre. Apocalisse 12, 4-18:

"Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fìume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù"

Fatima, 13 luglio 1917:

"La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre soffrirà molto, molte nazioni saranno annientate."

La "Donna" è evidentemente Maria-Chiesa, è la fede che viene custodita nel "deserto", che è la Chiesa del Silenzio: per 70 anni in URSS le strutture politiche hanno cercato di eliminare ogni traccia di fede nel popolo e di realizzare uno stato ateo, cioè senza Dio.

La fede fu salvata da "molti buoni martirizzati" perché il Drago-comunismo si gettò in URSS "contro chi osservava i comandamenti di Dio e aveva la testimonianza di Gesù".

L'Apocalisse e Fatima ci danno uguale visione delle persecuzioni: è il grande martirio della Chiesa dell'Est, che ha portato il peso della battaglia scatenata dal Drago contro la fede, "inghiottendo (e pertanto neutralizzando) il fiume che il Drago aveva vomitato dalla sua bocca".

Apocalisse 19:

"Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; perché veri e giusti sono i suoi giudizi... Alleluia, ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente. (La vittoria di Dio)

Fatima, 13 luglio 1917:

"Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà, il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un lungo periodo di pace". (La conversione della Russia e l'era di misericordia per l'umanità, frutto del martirio, annunziate a Fatima).

Apocalisse 20,1-2:

"E vidi un angelo... afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni"

Fatima, 13 luglio 1917:

"Prometto un lungo periodo di pace per l'umanità..."

La sconfitta del comunismo - L'era di Pace

Guardando la storia sacra e la storia della Chiesa, risulta evidente che la salvezza è venuta sempre dalla combinazione di due elementi: la POTENZA di Dio e la DEBOLEZZA della creatura.

La vittoria è sempre nella debolezza umana unita alla Forza di Dio, nella debolezza umana divenuta strumento della Forza di Dio:

- gli ebrei vengono liberati dalla schiavitù dell'Egitto e guidati nella terra promessa da Mosè, balbuziente e mite, senza cioè "oratoria" e "grinta", doti umanamente necessarie ad un capo;

- Betulia e con essa tutto Israele vengono salvati da GIUDITTA, una vedova: il "tipo" della debolezza umana nell'antica concezione;

- ESTER, una fanciulla, libera l'intero suo popolo dalla persecuzione scatenata da Aman;

- DAVID, un fanciullo "di gentile aspetto", quindi poco atto alla guerra, sfida ed uccide Golia divenendo per eccellenza il "campione" di Dio. (I Sam. 16,11; 17,32-51). I comuni denominatori, che uniscono queste creature tanto diverse, sono dunque l'impotenza umana e la potenza di Dio.

Basta quanto esposto, per chiarire una verità fondamentale che lo Spirito Santo vuole inculcarci mediante queste figure bibliche: DIO SI SERVE DEI PICCOLI, DEI DEBOLI che in Lui confidano e che a Lui si affidano, per difendere i suoi diritti contro satana che cerca di colpirLo nella sua creatura, nell'uomo.

Nel Nuovo Testamento il discorso continua e si amplia. Tutte le grandi figure dell'Antico Testamento si riassumono in MARIA, Colei che per eccellenza vince il MALE: "Il Signore ha riguardato la PICCOLEZZA della sua ancella".

Ella vince il male accogliendo nella sua "piccolezza" la pienezza dello Spirito Santo e generando Gesù, l'Uomo-Dio, dal quale la bestia verrà sconfitta. (Gen. 3,15) E' la Madonna che schiaccerà il capo alla bestia con quanti - consacrandosi a Lei - le daranno la possibilità di usare di loro stessi con totale libertà in un "SI", in un "FIAT" completo. Questa vittoria del Cuore Immacolato di Maria si realizzerà soprattutto con i bimbi.

 

I bimbi

Perché Maria vincerà con i bimbi? Perché essi sono i soli disposti a dire "SI" in modo totale ed incondizionato, grazie alla loro anima fresca ed innocente, libera da peccati e da egoismi che bloccano lo spirito nel suo slancio verso Dio.

E' la Vergine stessa che ci ha indicato questa strada nelle sue numerose apparizioni di questi ultimi tempi: La Salette (1846), Lourdes (1858), Pontmain (1871), FATIMA (1917), Beauring (1932), Banneux (1933), Tre Fontane-Roma (1944). Le richieste sono sostanzialmente sempre le stesse: rosario e penitenza, e, a Fatima, consacrazione; i destinatari sono sempre i BAMBINI.

Le grandi apparizioni sono un po' i "fumetti" di Dio, e non se ne può afferrare tutto il contenuto se si guarda solo alle parole senza tener conto del disegno. Quello che il Signore vuole farci capire è che la salvezza sta nella preghiera e nella penitenza essenzialmente dei bambini.

D'altro canto, la scrittura ci aveva chiaramente mostrato la strada, assicurando che dei bambini è il regno dei cieli, il regno cioè dello Spirito:

"Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli" (Salmo 8,3) (Mt. 21,16). "La Sapienza aveva sciolto la lingua degli infanti" (Sap. 10,21).

"Allora Gesù chiamò a sè un bambino, lo pose ira mezzo a loro e disse: «in verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e chefosse gettato negli abissi del mare»" (Mt. 18,2-6).         Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: "chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra voi tutti, questi è grande" (Le. 9,47 ss.).

Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse; ma i discepoli vedendo ciò li rimproveravano. Allora Gesù li fece venire avanti e disse: "lasciate che i bimbi vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà" (Le. 18, 15-17).

"Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Mt. 18,10).

"In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra perché hai nascosto queste cose ai dotti ed ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto»" (Le. 10,21).

Perché si possa entrare nel regno dello spirito, della pienezza della Grazia, è necessario che un adulto muoia e rinasca, riacquistando così la freschezza dell'innocenza (Gv. 3,3-5): opera oltremodo laboriosa ed impegnativa, che soltanto alcuni santi riescono a condurre a termine.

Ma i bambini già hanno l'innocenza... e quindi sono di diritto abitatori del regno dei cieli, e potenzialmente santi; basterà che il loro spirito venga messo a contatto col soprannaturale e che sia disposto a lasciarsi plasmare dalla Grazia. La Vergine chiede perciò la consacrazione libera e cosciente dei bimbi: "Siete disposti ad accettare tutte le sofferenze che il Signore vorrà mandarvi in atto di riparazione per i peccati con i quali Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?" (Fatima, appari­zione del 13 maggio).

 

Le vie di Dio non sono le nostre vie

La forza di satana è l'ODIO; suo strumento di avanzata è la "logica" umana. Suo regno è la MENTE dell'uomo, che esso contorce con l'orgoglio e annebbia con le altre passioni fino a farne una fonte di male.

La forza di Dio è l'AMORE; Suo strumento di avanzata è il "FIAT" incondizio­nato, al di fuori di ogni logica. Suo regno è il cuore, che lo Spirito Santo illumina e riscalda se lo trova umile e mite.

Satana ha ormai in mano gran parte dell'umanità che fada i suoi valori sulla "logica": suo è il mondo della politica, dell'arte, della stampa, della guerra, della cultura, della finanza, della scienza. E i frutti si vedono: lotte di potere, regimi totalitari ed oppressivi, pornografia, menzogne, odio e guerre, immoralità di ogni genere. Direttamente o indirettamente esso ha in mano gran parte degli uomini, perché fa leva sulle loro passioni e sulla "logica" della loro umanità.

Dio può contare solo su pochi "santi" che hanno rinnegato la loro volontà uccidendo il proprio "io" e sui BAMBINI che, nella loro innocenza, sono tutti sensibili alla voce del cuore e dell'Amore, e non ancora degli egoismi che fissano le loro radici nella mente.

Per tale motivo, la Misericordia del Padre ha serbato per questi tempi la manifestazione di una nuova sorgente di Grazia: i bimbi. E' lo scontro frontale fra l'umanità e satana, e Maria gli schiaccerà ancora una volta il capo per mezzo dei bambini, perché:

- I bimbi, non avendo ancora inquinato la propria volontà di bene con le passioni (l'ambizione, il denaro, la lussuria ecc... ) sentono unicamente il richiamo dell'amore puro. Finché restano nell'innocenza, satana niente può su di loro perché nella loro "impotenza" c'è tutta la Potenza dell'Amore del Padre;

- i bimbi sono la parte più debole dell'umanità, e Dio si serve dei "deboli" per confondere i "forti".

 

Satana lo ha capito

Suo impegno perciò è demolire in ogni modo l'innocenza dei bimbi: nei paesi totalitari opera a livello culturale, pedagogico e psicologico per sradicare dalle loro anime l'idea innata di Dio e non lasciare campo alla Grazia: nei paesi capitalistici opera a livello morale e materiale per bruciare nella corruzione più abominevole ogni luce dello spirito.

Per quanto riguarda i paesi totalitari è noto quanto sia curato l'impegno degli insegnanti degli asili e delle elementari nell'opera di scristianizzazione. Tra gli esempi più recenti ci limitiamo a citare il Vietnam dove, con la vittoria dei comunisti, è iniziata l'opera di "rieducazione" (= scristianizzazione) nei riguardi dei bimbi dai quattro anni in su.

Per quanto riguarda i paesi capitalistici satana sta ottenendo dei risultati allucinanti. Per avere un'idea di quanto stia accadendo in America stralciamo alcuni brani da articoli apparsi sulle riviste Selezione e Panorama:

"Selezione" (settembre 1977, condensato da "Time"): Ora spogliamo anche i bambini:

"Nella sua corsa al sempre più perverso, l'industria «porno» americana ha scoperto un nuovo filone: lo sfruttamento commerciale del sesso infantile...­

— ... a Chicago si possono acquistare un po' dappertutto fotografie pornografiche di piccoli che non hanno più di cinque o sei anni... il mercato è esteso anche negli eleganti quartieri periferici, dove queste fotografie sono considerate veri e propri pezzi rari, chicche da collezionista".

"A San Francisco, films pornografici «hard-core» (dove l'atto sessuale non viene mimato, ma visto e compiuto senza veli) con piccoli attori, sono stati programmati in un cinema per cinque settimane, prima che lo scorso febbraio ne venisse ordinato il sequestro..."

"L'industria americana del settore vanta un fatturato di 1.700.000.000.000 (millesettecentomiliardi) di lire..."

"I pornografi che avvicinano le loro piccole vittime nelle stazioni delle autolinee dei grandi centri trovano molti bambini più che disposti a posare per l'equivalente di 5.000 o 10.000 lire, o anche soltanto per un pasto e una parola buona. Dice Lloyd Martin, capo della squadra anticorruzione minorenni della polizia di Los Angeles: "A volte un bambino di otto anni accetta di posare per un gelato".

"Panorama" del 31.5.1977:

"Secondo la psicologa americana Judianna Densen-Gerber, presidente dell'istituto Odissej, un centro che ospita bambini fuggiti da casa, l'esercito della prostituzione infantile è in continuo aumento. Negli Stati Uniti oggi i bambini «di vita» sono almeno 1 milione.

La polizia di Los Angeles ha scoperto un vero e proprio mercato di schiavi. Fermando per un controllo formale una macchina, per esempio, ha scoperto nel baule un messicano di 10 anni legato e imbavagliato, che era stato acquistato da un omosessuale per 500 dollari.

"... La polizia americana calcola che la pornografia minorile costituisce il 10% dell'intero mercato..."

"... la caccia al bambino - commenta Saergent Buell, caposezione per la criminalità minorile della polizia di Los Angeles - è uno dei più tristi fenomeni di questa nostra epoca di netta decadenza. Siamo praticamente impotenti di fronte a questa ondata, anche perché non possiamo contare sulla collaborazione dei genitori".

"La Euromedia Service di Copenaghen fornisce la serie Lolita movies, Lit. 30.000 a film. Si può scegliere qualsiasi tema, sempre aventi per attori dei bambini..."

"I piccoli in età scolare - in America - affetti da malattie veneree sono saliti da 13.000 a 137.000 tra il 1970 ed il 1976".

In Italia la situazione è meno vistosa, ma risente in maniera sempre più evidente del duplice influsso. Come già accaduto per altri fenomeni (droga, contestazione ecc.) il fenomeno è esploso con uguale o addirittura maggiore violenza con 5-10 anni di ritardo. Le premesse ci sono:

- la cosiddetta educazione sessuale nelle scuole elementari è uno dei cavalli di battaglia degli insegnanti non credenti;

- i "fumetti per adulti" sono in realtà destinati ai piccoli;

- la stampa pornografica con nudi infantili, che utilizza materiale americano e di altre nazioni del Nord-Europa, serpeggia in modo sempre più inquietante;

- la droga è entrata nelle elementari di moltissime città. La prostituzione minorile, soprattutto in conseguenza della droga, è in continuo aumento. L'età media dei piccoli di ambo i sessi travolti in questo vortice è di 10-12 anni. E' un fenomeno che riguarda i grandi e i piccoli centri, ma soprattutto la periferia delle grandi città;

- in tutte le città italiane è stato in questi ultimi tempi proiettato il film "Piccole labbra", che è il primo campanello d'allarme: è il primo chicco della grandinata che sta per abbattersi sulla nostra nazione;

- da un articolo di PANORAMA apprendiamo che da una inchiesta fatta su un campione di 500 squillo milanesi l' 11 % aveva cominciato a far l'amore per denaro a 11-12 anni (Panorama del24.4.1975). La Polizia definisce la situazione "drammatica".

La bestia sa che sarà inchiodata dai bimbi, e per questo - mentre tenta di spegnere la Luce in quelli che già esistono - fa sostenere disperatamente dai suoi seguaci la tesi della limitazione delle nascite e dell'aborto. Con i risultati che conosciamo.

Ma per quanto la bestia ed i suoi adepti si impegnino, MARIA VINCERA' PER MEZZO DEI BIMBI.

 

Maria vincerà per mezzo dei bimbi

Come sarà possibile? La risposta ce la da ancora l'Apocalisse: si ripeterà in terra lo scontro già avvenuto in cielo e la bestia sarà sconfitta sulla terra dai bimbi, come in cielo lo fu dagli Angeli:

"Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi Angeli com­battevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi an­geli, ma non prevalsero, e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipi­tati anche i suoi angeli" (Ap. 12, 7­9).

Il cielo è il regno dello Spirito, dei purissimi spiriti; dopo la ribellione, Lucifero ne venne per sempre estromesso; relegato sulla terra, river­sa su di essa tutto il suo livore. Dopo aver indotto al peccato Adamo ed Eva - ai quali era stato affidato da Dio il governo e la custodia del mondo - li spodesta e diviene il padrone assoluto della terra. Egli è ormai il "principe di questo mondo" (Gv. 12,31), e lo devasta nella sua carica di odio infinito.

La lotta si sposta dal cielo sulla terra, non più spiriti contro spiriti, ma l'uomo contro purissimi spiriti. E' una lotta impari, che vede l'uomo soccombere al primo urto, ma che si concluderà, anche sulla terra, con la sconfitta della bestia:

"E udii una gran voce nel cielo che diceva: Ecco venutafinalmente la salvezza, la potenza, il regno del nostro Dio e la sovranità del suo Cristo; poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio.

OR ESSI L' HANNO VINTO IN VIRTU' DEL SANGUE DELL'AGNELLO E CON LA PAROLA DELLA LORO TESTIMONIANZA, ED HANNO DISPREZZA­TO LA LORO VITA FINO AL PUNTO DI ACCETTARE LA MORTE. Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi" (Ap. 12,10).

Analizzando punto per punto questo passo, chiediamo, prima di tutto: chi sono coloro che l'Angelo chiama "fratelli"? Quelli stessi che Gesù chiama con lo stesso nome: "Miei fratelli sono coloro che fanno la volontà del Padre" (Mt. 12,50).

Coloro che fanno sempre la volontà del Padre sono gli ANGELI in cielo, che anelano solo ad obbedirGli; i SANTI in terra, che hanno rinnegato la propria volontà per fare solo e sempre quella del Padre; e i BAMBINI, che sino a quando vivono nell'innocenza restano nella volontà del Padre (innocenza= non peccato, cioè non ribellione, non disubbidienza a Dio).

Quindi: il grido di esultanza dell'Angelo dell'Apocalisse si riferisce, parlando dei "fratelli" della terra, ai SANTI e ai BAMBINI. Come essi hanno potuto vincere la potenza immensa della bestia? Con questi quattro mezzi:

1° - con l'aiuto degli angeli, i fratelli del cielo che nell'uomo continuano, sulla terra, l'eterna lotta con l'angelo delle tenebre;

2° - con il sangue dell'Agnello, che è l'Eucaristia;

3° - con la parola della loro testimonianza: è il "SI` della consacrazione, è la "parola" usata come testimonianza al Padre nell'accettazione totale della Sua volontà, e alla Madre nella recita della sua preghiera, il Rosario;

4° - hanno disprezzato la loro vita fino al punto di accettare la morte: è la donazione di sé, è la risposta generosa all'invito della Mamma che a Fatima chiede ai piccoli: "Volete offrirvi al Signore, disposti ad accettare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi?".

Convinti di quanto sopra, abbiamo impostato i Nidi di Preghiera dell'Armata Bianca su questi quattro punti:

 

I° - I BIMBI E GLI ANGELI

La devozione agli Angeli - tra le più delicate della nostra Fede - è andata man mano spegnendosi.

La Madonna a Fatima ha voluto richiamarci a questa stupenda realtà, facendo preparare i bimbi alla sua apparizione dall'Angelo della Pace, che ha loro         t. insegnato a pregare, ha indirizzato i loro interessi verso il Cielo e ha fatto loro la Prima Comunione. Convinti della immensa portata che gli Angeli hanno nella vita del nostro spirito, l'Armata Bianca ha preso queste iniziative:

a) tutti i bimbi vengono preparati alla consacrazione al loro Angelo Custode in vista della consacrazione al Padre ed alla Vergine;

b) spesso si organizza un pellegrinaggio a piedi da S. Giovanni Rotondo al santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo (km.26) al quale partecipano anche diversi bambini, per l'intero percorso o parte di esso. Fine di questi pellegrinaggi è ottenere dagli Angeli una particolare assistenza al Sommo Pontefice.

 

II° - I BIMBI E L'EUCARISTIA

Fatima, prima che santuario mariano, è santuario eucaristico. I tre pastorelli furono preparati all'incontro con la Vergine dall'Angelo che fece loro la Prima Comunione e li esortò all'Adorazione e riparazione eucaristica: "Prendete e mangiate il Corpo di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i delitti e consolate il vostro Dio".

Non a caso, accanto alla cappellina delle apparizioni della Vergine, è stata realizzata la cappella dell'Adorazione perpetua.

Non a caso, in ogni ricorrenza delle apparizioni, al centro delle manifestazioni c'è la solenne concelebrazione sul sagrato della Basilica, con la statua della Vergine posta al fianco dell'altare: Gesù e Maria uniti ancora in un'immolazione d'amore che vuole rinnovarsi e continuare in noi.

I bambini di Fatima furono Anime-Ostie. Sul loro esempio l'Armata Bianca si adopera perché i bimbi si ritrovino spesso vicino a Gesù Eucaristia, in adorazione. Riportiamo la lettera che ci ha inviato don Vittorio Narducci, parroco di Canosa (CH), che è espressione dello Spirito che anima i Nidi di Preghiera:

"Caro P.Andrea,

ti invio la lettera dei bambini di Canosa. Al loro ringraziamento aggiungo anche il mio. Ogni sera c'è un gruppetto di piccoli - varia dai dieci ai cento – che viene in chiesa per recitare il rosario e per fare compagnia a «Gesù nascosto» inserendosi nel pro­gramma di adorazione che per due ore, ogni giorno, faccio in parrocchia.

Sarebbe bello se venissi a dare un'occhiata a questi piccini che non cessano di sorprendermi: spesso giungono in anticipo e li trovo già intenti a dire il rosario. Quando vanno via si inginocchiano e si prostrano faccia a terra - e vi restano un bel po' - recitando la preghiera dell'Angelo della Pace: "Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo..."; qualcuno resta in questa posizione anche durante il rosario.

Rinnovano la consacrazione alla Madonna, ogni giorno ripetono più volte le preghiere che l'Angelo e la Vergine insegnarono ai Pastorelli, e ricevono Gesù nella Comunione: fanno il ringraziamento in silenzio, alcuni faccia a terra, e terminano con il canto del messaggio di Fatima.

Inizialmente venivano quasi tutti, poi sono diminuiti, ma è restato un gruppetto di fedelissimi: strano a dirsi, sono quelli che abitano più lontano, alcuni anche qualche chilometro..."

Comunione a cinque anni?

In piena adesione con quelle che sono attualmente le direttive della Chiesa, l'Armata Bianca auspica comunque che l'età della Prima Comunione si sposti a cinque anni,

Sviluppando i principi che hanno a suo tempo ispirato le disposizioni di San Pio X. A sostegno della proposta che ci permettiamo di avanzare adduciamo i seguenti motivi:

- il Sommo Pontefice Pio X decretò che i bambini si accostassero alla Comunione quando fossero in grado di distinguere il bene dal male, il Pane Celeste dal pane materiale; si stabili l'età media di sette anni perché quella fu ritenuta l'età in cui il bimbo cominciava ad avere l'uso della ragione. Ma oggi i piccoli sono molto più precoci di settant'anni fa: a cinque anni sono molto più maturi e aperti di quanto lo fossero allora a sette;

- A Fatima, Lucia, Francesco e Giacinta prima delle apparizioni della Madonna ebbero quelle dell'Angelo. Nella terza ed ultima apparizione l'Angelo si mostrò con un'Ostia e un Calice, e fece loro la Prima Comunione. Allora i bambini ben preparati non si comunicavano prima dei dodici anni: Francesco aveva otto anni e Giacinta sette, ed erano completamente ignoranti. Giacinta non si rese nemmeno conto di aver ricevuto Gesù, ma sentiva bene l'effetto vivificante della Grazia nel suo animo, come Lucia ha poi scritto;

- oggi si fa fare la Prima Comunione dopo la terza elementare, cioè verso i nove anni, perché il bambino capisca bene quello che fa. Ma siamo certi che a nove anni si possa "capire" cosa è la Comunione o che lo si possa capire a quindici o a cinquanta anni?

- sono tantissimi i bambini comunicati da Padre Pio da Pietrelcina verso i cinque anni. Li voleva ben preparati ed era lui stesso ad interrogarli e a confessarli. Era convinto e sosteneva che bisogna far entrare il più presto possibile Gesù nei cuori innocenti dei piccoli, sia perché Gesù gioisce dell'innocenza ("pascola tra i gigli"); sia perché prende possesso di quella anima prima che venga devastata dal peccato;

- la Comunione non è infatti solo un arricchimento spirituale dell'anima, ma un, nutrimento essenziale, che dà vita, che rinforza e preserva dal male ("In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell' Uomo e non bevete il Suo Sangue, non avrete la vita in voi" Gv. 6,53; "Se non darò loro da mangiare cadranno per strada" Mt. 15,32).

- Proprio perché hanno perso la freschezza della loro innocenza, per molti bambini la Prima Comunione non ha più il carattere soprannaturale e sacramentale: tutto si riduce al pranzo, al regalo, all'esteriorità. Padre Pio da Pietrelcina ebbe amarissime espressioni a proposito di tanti bambini che vanno alla Prima Comunione non in stato di Grazia...

I nostri bambini sono sollecitati oggi, in modo sempre più incalzante ed allucinante, ad ogni forma di turpitudine e potranno reggere alla bufera che l'inferno ha scatenato proprio contro di loro solo se il loro spirito sarà nutrito e protetto per tempo dal Sangue e dal Corpo di Gesù.

I bimbi sono esseri del Cielo dai quali emana purezza e pace; ci parlano - senza parlare - del Dio che li ha creati e che li ha posti nel mondo per santificarlo.

Non lasciamo che questi nostri angeli in terra muoiano avvelenati per non essere stati nutriti in tempo dal Pane di Vita.

 

III° I BIMBI E IL ROSARIO

In ogni apparizione di Fatima la Madonna ha chiesto ai pastorelli di recitare il Rosario. Tra i fini principali che si prefigge l'Armata Bianca c'è quello di insegnare ad ogni bimbo a recitare il Rosario e farne un piccolo apostolo in famiglia e nel suo mondo di studio e di gioco. A questo scopo viene loro donata una coroncina con un foglietto contenente i misteri ed il giornalino de "l'Armata Bianca" che li aiuta a seguire quello che fanno i bambini in altri paesi.

Riportiamo qualche brano di quanto ci viene scritto da vari centri, perché si possa constatare l'azione della Grazia in questi piccoli. Quello che emerge dai loro scritti si può racchiudere in pochi concetti:

a) i piccoli non si stancano nel recitare il Rosario, anzi si affezionano ad esso e pregano sempre di più; in molti luoghi lo recitano intero meditando tutti i quindici misteri;

b) i bimbi diventano automaticamente apostoli del Rosario nel loro ambiente familiare, scolastico, par­rocchiale, ricreativo;

c) una nota interessante e delicata la danno i bimbi          piccolissimi, di tre, quattro anni, che si uniscono ai più grandicelli e si impegnano con una serietà che lascia sorpresi. In base all'esperienza fatta in più luoghi, riteniamo di poter affermare che i nidi sorti negli asili sono i più vivi ed entusiasti: i campi più fertili insieme alle prime classi elementari.

a) pregano volentieri

"Io sono molto contenta di recitare il Rosario, perché quell' oretta invece di giocare la dedico alla Madonna" (Laura C.)

"Caro Padre Andrea, da quando tu sei andato via ricordando quello che tu ci avevi detto io ed alcuni compagni di classe andiamo alla cappellina delle suore e recitiamo il rosario; ogni sera dopo l'uscita dalla scuola. Il mio segreto però è di pregare ogni sera e dico sempre dietro i vetri del balcone: "Padre, vieni presto". (Lucia - 4° el. S. Demetrio AQ.)

"Sono stata molto felice di dire di sì e di avere aperto il mio cuore alla più splendida delle creature. Quando il mondo vivrà in pace io sarò fiera di ricordarmi di avere partecipato a questo con la mia preghiera". (Paola L. - 5° el. Ascoli Piceno)

"Siccome la Madonna è venuta a chiederci aiuto, noi abbiamo risposto di "sì" . Abbiamo promesso alla Madonna di offrirci a Dio, di aiutare il mondo. Padre Andrea ci ha incoraggiato e ci ha dato una potentissima arma: "il rosario" ed ogni notte prima di andare a letto io lo recito. La Madonna è venuta a chiederci una mano, ad aiutarla facendo fioretti: non guardare più la tivù. Ma io penso che per aiutare a fare la pace ci vogliono più fioretti. Io voglio fare altri fioretti" . (Fabrizio A. - 4° el. Cagliari) "Ogni mattina mi alzo presto per andare dalla signorina Rita per recitare insieme a Maria Pia le cinque poste di rosario, tanto che stamattina ho lasciato il latte sul tavolo per fare prima a recitare il rosario. Mia zia Ada se n' è accorta e tutta arrabbiata mi ha rimproverato, dandomi uno schiaffo, io non me la so' presa a male, ho offerto un fioretto alla Madonna". (Giorgio M.)

"Molti bambini come me dicono il Rosario, essi sono molto contenti, non perché devono ricevere i giornalini, ma perché gli piace pregare". (Concetta)

"Per le vacanze sono venuto dalla nonna... c'erano un bel gruppo di bambini che dicevano il rosario con tanta devozione e gioia, a me piacque tanto che dopo andati via i bimbi pregai la signorina di continuare adire il rosario intero con lei..." (Piero D.)

"A me piace tanto recitare il Rosario ogni giorno perché Gesù faccia riunir tutti i miscredenti sotto la protezione della Madonna e di Gesù". (Lucia Rita P.)

"Noi cerchiamo di fare come i pastorelli di Fatima e pregheremo al più che possiamo". (Gianni D.)

"Mi piace tanto pregare trascurando anche il gioco..." (Maria Pia B.)

'Io recito volentieri il Rosario perché voglio tanto che tutte quelle anime peccatrici tornino a Gesù, come la pecorella smarrita". (Anna Maria P.)

b) Piccoli apostoli

"Caro Padre Andrea - scrive Giovanna da Sulmona - anch'io voglio dirti una cosa che mi sembra molto importante e mi rende tantofelice: sono riuscita a convincere il maestro a recitare in classe il Rosario. Gli ho anche portato il giornalino «l'Armata Bianca» che gli è piaciuto molto e lo ha letto a scuola. Una mia amica mi prendeva in giro perché recitavo il Rosario, ma poi ha capito che sbagliava e adesso lo recita con la nonna".

"Sono una ragazza di nove anni, ho riunito 15 bambine della mia classe che hanno più o meno nove o dieci anni. Ogni mattina recitiamo il Santo Rosario" (Imma Pia F.)

"Siccome mi trovo a villeggiare il giorno 13 luglio formammo il gruppo dei bimbi, era un bel gruppo, tutti della Prima Comunione come pure io ho ricevuto per la prima volta Gesù, e abbiamo recitato 15 poste del Rosario vicino alla nicchia della Madonna. Tutte le sere recitiamo cinque poste". (Maria Pia B. - Manduria)

"A Torre de' Passeri (PE) gli alunni delle classi differenziali si riuniscono periodicamente per la recita del S. Rosario. All'inizio non sapevano neanche cosa fosse il Rosario, ma ora lo insegnano anche ai loro familiari: Gino, un ragazzo zingaro di 14 anni, riunisce a casa sua la madre con altre gitane efa loro recitare il Rosario" (Ins. Licia T.)

Rosaria, che faceva parte del Nido di Campli (TE), trasferitasi presso i suoi in Svizzera riunisce diversi bimbi per la recita del Rosario nella sua casa in Dietikon, Schineggstrasse

Rinuccia, una ragazzetta di Rombiolo (CZ), raduna i piccoli presso la casa della famiglia Ippolito - via Piave 6 - dove li accoglie con gioia mamma Domenica.

"Io, mia mamma e anche mio papà diciamo il Rosario tutte le sere". (Florinda S. - Borgomanero NO)

"Sono andato a dare ad ogni persona la corona e ad insegnare i misteri del S. Rosario... con gli altri bambini ci siamo divisi in gruppi e ogni gruppo va in un rione del paese perfar conoscere e recitare il S. Rosario. Noi diciamo il Rosario a casa e a scuola. (Leonardo P. - Mafalda CB)

"Noi siamo andati diffondendo il Rosario e certi increduli ci tiravano le scope appresso, ma a noi non c'importava niente. Siamo andati per tutte le famiglie" (Vildo M. - Mafalda)

"Caro Padre Andrea, io sono un bambino di 4°- di nome Marco. Tutti noi stiamo pregando, io prego a scuola con i miei compagni e la sera prima di andare al letto. Noi siamo contenti che lei venga a parlarci della Mamma, dei problemi che minacciano tutto il mondo, e del Santo Rosario. Da quando ho iniziato a pregare, dentro di me qualche cosa è cambiato: prima non ubbidivo ai genitori ed ora invece appena mia madre mi dice di fare qualche cosa io vado, senza protestare. Tanti saluti da tutta la classe quarta". (Marco - Roma)

"Caro Padre Andrea,' noi tutti .stiamo pregando per la pace del mondo. Tu come stai? Speriamo bene; noi preghiamo di mattina a scuola, e la sera con i genitori per la conversione dei peccatori. Io prego sempre perché tu stia sempre in salute e porti il messaggio di Maria nel mondo" (Raffaele - Roma)

"Carissimo Padre Andrea, da lunedì 23.1.84 la dolce Mamma celeste ha preso la parte centrale del mio cuore; per Lei io dico ogni sera il Rosario e non vedo più la televisione con l'intenzione della pace. Vorrei molto poterla rincontrare e parlare di Lei, dolce Regina del Santo Rosario. Tanti saluti e un bacio da parte di quella bambina che fu la prima a dire sì" (Riccarda - Roma)

"Caro Padre Andrea, la ringraziamo delle coroncine e dei libretti che ci ha dato, e siamo stati molto contenti di aver avuto la possibilità di dire il rosario mattina e sera: alla sera leggiamo il libretto della Madonna di Fatima, e ci sono tante belle cose, e leggendo quelle testimonianze mi sono andate nel cuore, ma non solo a me, a tutti i bambini della scuola. Infatti, siamo stati un po' più bravi oggi, la ringraziamo perché è tutto merito della Madonna e di lei.

Pochi giorni fa abbiamo vissuto una bellissima esperienza che lei stesso ha fatto sentire dentro al nostro cuore e dentro al cuore di tutti quei bambini che l'hanno ascoltato. Noi personalmente di quello che ci ha detto pensiamo proprio quello: di salvare l'umanità, come hanno cercato di fare i tre bambini di Fatima anche se non ci sono riusciti definitivamente ma, quelli che riusciranno a mire quest'opera non saranno gli scienziati, gli uomini politici con le loro bombe atomiche, ma saranno delle piccole creature: "i bimbi". Grazie Padre Andrea, continui quest'opera tanto voluta dalla dolcissima Madre". (Elena e Laura - Roma)

Alla scuola dell'Amore di Maria, Regina della Scuola, che ci insegna a dire "sì", si presentano i bambini della scuola "Baby Land" di Casavatore; ogni giorno prima di iniziare la lezione recitano il rosario con le proprie maestre.

"Iniziò la Consacrazione, ed il cuore provò la gioia, una gioia immensa. H<2. capito che Padre Andrea aveva chiesto a noi un "SI" deciso, che doveva far parte di noi e doveva portare la salvezza al mondo". (Anna C. - Casavatore NA)

A L'Aquila i bimbi dell'Armata Bianca insieme alle loro famiglie ogni sabato percorrono la "Via Mariana", una stradina con le edicole dei quindici misteri del Rosario, che conduce al Santuario della Madonna della Croce di Roio. Sono loro che guidano la recita del S. Rosario.

"Io il Rosario lo recito il sabato a scuola con la mia maestra ed invece la sera lo recito in casa con i miei genitori e mio fratello, ma a volte con mia nonna perché i miei genitori tornano tardi dal lavoro". (Barbara A. - Roma)

"Carissimo Padre Andrea, da quel giorno che vi ho conosciuto e mi avete parlato della Madonna io sento nel cuore come una fiamma accesa, una gioia, che mi fa ricordare ogni momento la Madonna. Padre io cerco ogni giorno di migliorare la vita, di essere buona e trascinare dietro di me altre persone. Quasi ogni sera io ed altre due amiche ci chiudiamo in una stanzetta, ci inginocchiamo e recitiamo il rosario. Poi una volta per ciascuna leggiamo qualche lettura sul vostro libretto. Sono riuscita a trascinare dietro di me anche mia madre, che non proprio tutte le sere, ma quando si ricorda, anche lei recita il rosario. Io ho chiesto aiuto ad altre tre bambine affinché entrino anche loro nell' infiammato e puro cuore della Madonna. Noi ormai siamo sotto lo sguardo della Madonna, e dobbiamo cercare ogni giorno di capire in modo migliore la parola «consacrazione»" . (Rosaria D.S. - Napoli)

c) I piccolissimi (Sap. 10,21; Mt. 21,16)

"Fra tutti noi, c'era un bambino molto piccolo, che era fratello di una mia amica. Si può dire che ha recitato il Rosario meglio di noi grandi". (Viviana L. - Taranto) "Nel gruppo si è inserito anche un bimbo di tre anni, Sebastiano, che fa proprio tanta tenerezza. A principio stava lì silenzioso ed ascoltava, poi mi ha chiesto la coroncina perché aveva imparato tutte le preghierine e voleva recitare anche lui il Rosario ad alta voce. Non manca mai all'appuntamento quotidiano nella chiesa di S. Francesco da Paola... Nell'asilo in cui insegno tutti i piccini recitano ogni giorno il Rosario. Hanno quattro o cinque anni. Non è vero che si stancano: avevamo cominciato con una sola diecina di Ave Maria, ma ora le vogliono dire tutte e cinquanta". (Ins. Mariella Balassone - Sulmona, AQ

"Rev.do P. Andrea, i piccoli dell'asilo si sono impegnati, ma sul serio, a pregare per i bisogni del Santo Padre che tanto soffre e per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Ogni giorno in cinque gruppi recitano il Rosario; le maestre spiegano loro l'intenzione della decina col mistero. Poi tutti uniti - hanno imparato la preghiera spontanea - dicono ciò che esce dal loro cuore; è stupendo e commovente sentirli con che fervore e con quali sentimenti alzano le loro suppliche..." (Suor Angela Gorla - Missione di Karatina - Kenya)

"Dopo aver ascoltatole dolci parole di PadreAndrea, abbiamofatto la consacrazione alla Mamma del Cielo. I bimbi della mia sezione di scuola materna, con desiderio e gioia, recitano tutti i giorni una decina o due del S. Rosario. Molti di loro lo recitano anche in casa coinvolgendo i genitori e i fratellini più grandi. Si sono impegnati a non lasciare mai priva di fiori e di preghierine la Madonnina di Fatima che Padre Andrea ha benedetto per l'occasione". (Davide Anna Maria, insegnante scuola materna - Foggia)

IV I bimbi e l'offerta (La Consacrazione)

Compito di Maria è continuare la sua lotta contro l'inferno in ogni spirito, sino a che il male non sia completamente sconfitto. Per questo è necessaria una totale fusione fra Lei e la sua creatura; questo è lo scopo della consacrazione al Suo Cuore Immacolato.

Consacrarsi al Cuore Immacolato significa offrirsi, donarsi a Lei, rinunziando totalmente, con libera decisione, a sé stessi: significa DIVENTARE STRUMENTI D'AMORE della MADONNA, significa CONTINUARE IL "FIAT" DELLA SUA ANNUNCIAZIONE.

A questo proposito è bene mediare un poco sulla dinamica dell'Annunciazione di Nazareth e della prima apparizione di Fatima che abbiamo riportato all'inizio (cfr. Pagg. 2-3-4).

E' Lei ora, Maria, la Sposa e il Tempio dello Spirito Santo, che dona a chi si dona a Dio il SUO Spirito d'Amore. E questo prodigio d'Amore Ella rinnova in ogni creatura che - con animo innocente e volontà generosa - continua il Suo "SI".

A quanti obiettano che i bambini "non capiscono" il significato della consacrazione, rispondiamo che - per nostra esperienza - i bambini si consacrano a Maria facendo una reale scelta, con piena e libera coscienza.

Da "I Nidi di Preghiera", nostra vecchia pubblicazione, riportiamo un episodio significativo, uno dei tanti che si sono verificati nei nostri incontri con i bimbi, accaduto il 15 settembre 1975 nel santuario della Madonna della Croce in Roio (L'Aquila), dove erano riuniti i piccoli di molti paesini per la cerimonia di consacrazione:

"A ciascun bambino è stato consegnato un garofano bianco - il fiore della Madonna di Fatima - perché l'offrisse al momento dell'offertorio come segno della consacrazione di sé alla Madonna. Durante la Messa, all'offertorio, fu chiesto ai bimbi:

- Siete disposti ad accettare tutto quello che il Signore vorrà mandarvi, in riparazione dei peccati con cui Egli è offeso, per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria?

-" Si", è stata la risposta.

E' stato spiegato loro, però, che la Mammavuole un assenso personale, libero e cosciente. Perciò sono stati invitati tutti i bimbi che volevano farlo ad andare di­nanzi all'immagine della Madonna e a consacrarLe se stessi, dicendole: "Mam­ma, ti dò cuore e volontà, per l'eternità. Salva l'umanità", unendo alla preghiera l'offerta del fiore.

Il celebrante ha poggiato l'accento sul significato del garofano bianco, spiegan­do che doveva essere il segno concreto della offerta di sé.

I bimbi lo hanno capito benissimo, tanto 4i         che si sono verificati degli episodi im­previsti e imprevedibili: alcuni piccoli hanno gettato via il garofano; qualcuno lo ha messo in mano al più vicino: qualche altro lo ha addirittura stritolato. Come se si fossero messi d'accordo in precedenza, questi bambini si sono tirati indietro ed hanno formato un gruppetto separato.

E' stata una reazione talmente immediata e vistosa che l'hanno notata le suore, gli accompagnatori e molti tra i presenti.

Noi ne siamo stati ben lieti, perché ha trovato conferma il principio che ci sostiene in questo lavoro: il bambino comprende la portata del gesto che compie e decide liberamente e coscientemente la risposta da dare all'invito della Madonna.

Perciò il suo "SI" ha una dimensione immensa: è veramente la risposta alla nuova Annunciazione che la Vergine ha iniziato a Fatima e che intende continuare con tutti i bimbi del mondo" (I Nidi di Preghiera, n° 4, Pagg. 3-4).

E' ugualmente interessante leggere cosa hanno scritto - due mesi dopo la cerimonia della consacrazione - gli alunni di una scuola elementare de L'Aquila. Riportiamo qualche brano

"A me la consacrazione mi ha cambiato qualche cosa nel cuore". (Dante S.) "Madonna, rinnovo in questo momento l'offerta fatta il 13 ottobre, offrendo tutto me stesso, perché il mondo si converta e creda in te". (Francesco D.)

"... quando pregavamo «Madonna ti dò cuore e volontà per l'eternità» io mi sentivo nel cuore della Madonna". (Antonietta P.)

"Cara Mamma del Cielo... quando sono venuta al tuo altare, ho capito il significato e il perché di quella visita". (Roberta)   

"Il 13 ottobre noi tutti siamo venuti a trovarti... io sentivo che sorridevi di gioia... chiamami! e farò quello che vorrai". (Daniela L.)

"Il garofano bianco che ti ho offerto significa che mi devi aiutare e devi salvare il mondo e l'umanità. Anch' io farò la brava e ti aiuterò". (Maria Beatrice R.)

"... recitando una preghiera con la quale c'impegnavamo a offrire tutti noi stessi per la conversione di tutto il genere umano" (Fabio M.)

"... abbiamo recitato una preghiera: «Madonna ti dò cuore e volontà per l'eternità, salva l'umanità», e questo perché ciascuno di noi si è impegnato a soffrire qualunque cosa perché tutto il mondo si converta". (Roberta T.)

"Le parole di Padre Andrea mi hanno colpito nel più profondo del cuore. Le insegnanti, i genitori, i catechisti, tutti nni hanno spesso invitato afarefioretti epiccoli sacrifici, ma nessuno mi ha mai fatto un invito d'amore e bontà così importante. Le sofferenze che incontrerò per aver detto "sì" mi spaventavano un poco ma ho ormai promesso a me stessa a alla Madonna di sopportarle per amore di Dio e degli uomini. Ho capito che Maria ha bisogno di aiuto e io non glielo negherò. Voglio ringraziare di cuore il frate per avermi indicato la buona strada da seguire. Un saluto". (Francesca, III el.)

"Quando racconto agli altri della Mamma del Cielo una gioia immensa è nel mio cuore, nella mia anima e nella mia mente. Parlo sempre della mia Mamma celeste. A Lei devo dire sempre sì. A Lei mi offro". (Donata P. III el.)

"Caro Padre Andrea,

quando sei venuto a farci visita, io ho capito cos'è l'amore e la preghiera: sono sicuro che loro possono sconfiggere il male. Metterò in pratica quello che mi hai insegnato—. (Federico, III el.)

In tutti gli altri luoghi in cui abbiamo preparato e portato i bimbi alla consacrazione la risposta è stata più o meno uguale.

 

CONCLUSIONE

In base a quanto esposto, ci permettiamo di chiedere a Sua Santità:

1° - che si inizi una totale mobilitazione delle forze cattoliche, specie le più impegnate con i piccoli (parroci, suore, genitori, insegnanti, catechisti, ecc...) per esortare i bimbi alla recita del Rosario e prepararli alla consacrazione al Padre e al Cuore Immacolato di Maria.

Solo così la Vergine potrà fermare la spaventosa avanzata della bestia, lottano e vincendo con e nei "suoi" piccoli;

2° - che si diano disposizioni perché i bimbi possano accostarsi alla prima comunione a cinque anni, prima che il male li corrompa e li travolga.

P. Andrea D'Ascanio ofm capp. Guida spirituale de l'Armata Bianca d

*Questa relazione fu consegnata a Sua Santità Paolo VI il 13 ottobre 1977.

Il 27 maggio 1989 il Santo Padre Giovanni Paolo II concesse un'udienza speciale a 10.000 bambini dell'Arma­ta Bianca.

La catechesi del 27 agosto 1994 e la lettera ai bambini nel Natale 1994 sono state per noi una conferma ed uno stimolo per continuare il cammino iniziato.

"I bambini salveranno il mondo" (P Pio)

 

GIOVANNI PAOLO II AI BAMBINI DELL'ARMATA BIANCA UDIENZA SPECIALE

del Santo Padre a 10.000 bambini dell'Armata Bianca Sala Nervi - 27 maggio 1989

Carissimi bimbi,

sono molto lieto di veder­vi così numerosi e festanti e tutti saluto con grande affet­to. Voi appartenete a quella speciale associazione di preghiera e di apostolatd che si chiama Armata Bianca, perché è consacrata a Maria Santissima. Siete venuti da tante città d'Italia e vi ac­compagnano alcuni Vesco­vi, ai quali rivolgo il mio saluto fraterno, grato a loro, come a tutti voi. Il mio saluto va pure a tutti coloro che hanno organizzato questo incontro, ai vostri familiari ed ai vostri animatori.

Ringrazio soprattutto il Signore, il quale ha donato a voi una fede grande e semplice, ma convinta e profonda. Anche per voi Gesù ha detto: "Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio". (Lc. 18,16)

Conoscete gli impegni della vostra associazione: consacrarsi a Dio Padre e a Maria, impegnandosi nella recita del Rosario, con il particolare intento della riparazione nella preghiera per la conversione di molti al messaggio cristiano.

Vi esorto a essere fedeli a tale compito, unendo alla preghiera la testimonianza della bontà e della vostra innocenza per ritrovare la strada di Cristo e per uscire da tante situazioni di povertà morale.

Carissimi, proclamate il valore della bontà soprattutto con la forza della generosità e della grazia, con una grande, generosa amicizia verso Gesù Cristo. Di un simile messaggio l'uomo sente oggi un immenso bisogno, forse perfino una grande nostalgia, un impellente desiderio. Siate fedeli, dunque, al vostro impegno di preghiera ed alla devozione a Maria Santissima. Voi sapete bene che il messaggio e l'invito della Vergine ai fanciulli di Fatima è sostanzialmente tutto qui: "Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori".

Anch'io oggi vorrei lasciarvi un ricordo di questa visita, e lo faccio con una raccomandazione: siate fedeli all'incontro con Gesù Eucaristico partecipando con gioia alla mensa domenicale e festiva. Gesù vi convoca per il giorno di festa, vi vuole vicini nel suo sacrificio; desidera essere in comunione con voi. Da Gesù imparate ad amare il prossimo, ad essere generosi verso tutti, a cercare momenti di solidarietà con chi soffre, con chi ha bisogno di voi.

Aiutate la Chiesa nella sua missione di Maestra di Verità, di Madre di grazia. Aiutatela anche voi a diffondere la fede.

Ciò vi è possibile con lo studio del Catechismo, con la conoscenza delle sue parole, con la vostra affettuosa corrispondenza agli inviti dei Vescovi e dei sacerdoti che vi guidano.

Siate voi i validi apostoli di Gesù per i vostri amici e per loro ripetete spesso la preghiera insegnata ai fanciulli di Fatima: "Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo, vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano!"

La Vergine Maria vi protegga, vi assista, vi renda persevSranti nel proposito impegnativo della recita del Rosario. Vi sia di aiuto la mia Benedizione, che ora con affetto vi impartisco, e che volentieri estendo ai vostri familiari ed ai vostri educatori!

 

"I bambini nel cuore della Chiesa" Catechesi del Santo Padre del 17 agosto 1994

1. Non possiamo trascurare il ruolo dei bambini nella Chiesa. Non possiamo non parlarne con grande affetto. Sono il sorriso del cielo affidato alla terra. Sono i veri gioielli della famiglia e della società. Sono la delizia della Chiesa. Sono come i "gigli del campo" dei quali Gesù diceva che "neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro" (Mt 6,28-29). Sono i prediletti di Gesù e la Chiesa, il Papa, non possono non sentir vibrare nel proprio cuore, per loro, i sentimenti di amore del cuore di Cristo.

A dire il vero, già nell'Antico Testamento troviamo i segni dell'attenzione riservata ai bambini. Nel primo libro di Samuele (1-3) è descritta la chiamata del fanciullo al quale Dio affida un messaggio e una missione a favore del popolo. I bambini partecipano al culto, alle preghiere dell'assemblea del popolo. Come leggiamo nel profeta Gioele (2,16): "Riunite i fanciulli, i bambini lattanti". Nel libro di Giuditta (4,10s) troviamo la supplica penitente e fatta da tutti "con le mogli e i bambini". Già nell'Esodo Dio manifesta un amore speciale per gli orfani, che sono sotto la sua protezione (Es22,21s; cfr. Sal 68,6).

Nel salmo 131 il bambino è immagine dell'abbandono all'amore divino: "Io sono tranquillo e sereno come un bambino svezzato è l'anima mia". (v.2)

E' poi significativo che nella storia della salvezza la voce potente del profeta Isaia (7, 14s; 9,1-6) annunzi la concretizzazione della speranza messianica nella nascita dell'Emmanuele, un bambino destinato a ristabilire il regno di Davide.

2. Ed ecco che il Vangelo ci dice che il bambino nato da Maria (è appunto 1'Emmanuele vaticinato (cfr Mt 1,22-23; Is 7,14); questo bambino è successivamente consacrato a Dio nella presentazione al Tempio (cfr Le 2,22), benedetto dal profeta Simeone (cfr Le 2, 28-35) e accolto dalla profetessa Anna che lodava Dio e "Parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione da Gerusalemme" (Le 2,38).

Nella sua vita pubblica Gesù manifesta un grande amore peri bambini. L'evangelista Marco attesta (10,16) che "prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva". Era un "amore delicato e generoso" (CL, 47), con cui Egli attirava i bambini ed anche i loro genitori, dei quali si legge che "gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse" (Mc 10,13). I piccoli - ho ricordato nella esortazione Christifideles laici - "sono il simbolo eloquente e la splendida immagine di quelle condizioni morali e spirituali che sono essenziali per entrare nel Regno di Dio e per viverne la logica di totale affidamento al Signore" (n.47). Queste condizioni sono la semplicità, la sincerità, l'umiltà accogliente. I discepoli sono chiamati ad essere simili ai bambini, perché sono dei "piccoli" che hanno ricevuto la rivelazione come dono della benevolenza del Padre (cfr Mt 11, 25 s). Anche per questo i bambini devono essere da loro accolti come Gesù stesso: "Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me" (Mt 18,5).

Da parte sua Gesù professa profondo amore per i bambini e ammonisce: —Guarda­tevi dal disprezzare anche uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Mt 18,10). E quando i fanciulli gridano nel tempio in onore di Gesù: "Osanna al figlio di Davide", Gesù apprezza e giustifica il loro atteggiamento come lode resa a Dio (cfr Mt 21, 15-16). Il loro omaggio contrasta con l'incredulità degli avversari.

3. L'amore e la stima di Gesù per i bambini sono una luce per la Chiesa, che imita il suo fondatore. Essa non può non accogliere i bambini come Lui li ha accolti. Si noti che tale accoglienza già si manifesta nel Battesimo amministrato ai bambini, anche solo neonati. Con questo sacramento essi diventano membri della Chiesa. Dall'inizio del loro sviluppo umano, il battesimo suscita in essi lo sviluppo della vita della grazia. L'influsso dello Spirito Santo orienta la loro prime disposizioni intime, anche se non sono ancora capaci di un consapevole atto di fede: lo faranno più tardi, a conferma di quel primo influsso. Di qui l'importanza del battesimo ai bambini, che li libera dal peccato originale, li costituisce figli di Dio in Cristo e li fa partecipi dell'ambiente di grazia della comunità cristiana.

4. La presenza dei bambini nella Chiesa è un dono anche per noi adulti: ci fa capire meglio che la vita cristiana è prima di tutto un dono gratuito della sovranità divina: i bambini ci ricordano che la fedeltà missionaria della Chiesa ha la sua radice vivificante non nei mezzi e nei meriti umani, ma nel dono assolutamente gratuitC di Dio" (CL, 47). E ancora: i bambini danno un esempio di innocenza che fa riscoprire la semplici­tà della santità. Essi infatti vivono una santità corrispondente alla loro età e così contribuiscono all'edificazione della         Chiesa.

 

Numerosi purtroppo sono i bambini che soffrono: sofferenze fisiche della fame, sfu dell'indigenza, della malattia e dell'infer­mità; sofferenze morali che provengono da maltrattamenti da parte dei genitori, dalla loro disunione, dallo sfruttamento a cui li sottopone a volte il cinico egoismo degli adulti. Come non sentirsi intima­mente straziati davanti a certe situazioni di - indicibile pena, che coinvolgono creature inermi, di null'altro colpevoli se non di essere vive? Come non protestare per loro, prestando la propria voce a chi non ha alcuna possibilità per far valere le proprie ragioni? Unico conforto in tanto squallore è la parola della fede, la quale assicura che la grazia di Dio trasforma queste sofferenze in occasione di misteriosa unione con il sacrificio dell'Agnello innocente. Esse contribuiscono così a valorizzare la vita degli stessi bambini e al progresso spirituale dell'umanità (cfr CL, 47).

S. Ciò che la Chiesa si sente impegnata a zelare è la formazione cristiana dei bambini, spesso non assicurata abbastanza. Si tratta di formarli alla fede, con l'insegna­mento della dottrina cristiana, alla carità verso tutti, alla preghiera, secondo le più benedette tradizioni delle famiglie cristiane, per molti di noi indimenticabili e sempre benedette!

Sotto l'aspetto psicologico e pedagogico, è noto che il bambino entra facilmente e volentieri nella preghiera, quando vi viene stimolato, come prova l'esperienza di tanti genitori, educatori, catechisti, amici. Su questi punti deve essere continuamente richiamata la responsabilità della famiglia e della scuola.

La Chiesa esorta i genitori e gli educatori a curare la formazione dei piccoli alla vita sacramentale, specialmente al ricorso al sacramento del perdono e alla parteci­pazione alla celebrazione eucaristica. E raccomanda a tutti i suoi Pastori e ai loro collaboratori un notevole sforzo di adattamento alle capacità dei bambini. Per quanto è possibile, particolarmente quando le celebrazioni religiose sono destinate esclusiva­mente ai bambini, è raccomandabile l'adattamento previsto delle norme liturgiche; esso, se fatto con saggezza, può avere un'efficacia fortemente suggestiva.

6. In questa catechesi destinata all"'apostolato dei laici", mi è spontaneo concwí­dere con una espressione incisiva del mio predecessore San Pio X. Motivando l'an­ticipo dell'età della Prima Comunione, egli diceva: "Ci saranno dei santi tra i fanciulli': I santi ci sono effettivamente stati. Ma noi possiamo oggi aggiungere: "Ci saranno degli apostoli tra i fanciulli".

Preghiamo perché questa previsione, questo auspicio si avveri sempre più, come si è avverato quello di San Pio X.

 

LETTERA DEL PAPA AI BAMBINI

Cari bambini!

Nasce Gesù

Tra pochi giorni celebreremo il Natale, festa intensamente sentita da tutti i bambini in ogni famiglia. Quest'anno lo sarà ancora di più, perché è l'Anno della Famiglia. Prima che esso finisca, desidero rivolgermi a voi, bambini del mondo intero, per condividere con voi la gioia di questa suggestiva ricor­renza. Il Natale è la festa di un Bambino, di un Neonato. E perciò la vostra festa! Voi l'at­tendete con impazienza e ad essa vi prepara­te con gioia, contando i giorni e quasi le ore che mancano alla Santa Notte di Betlemme. Mi pare di vedervi: voi state preparando in casa, in parrocchia, in ogni angolo del mondo il presepe, ricostruendo il clima e l'ambiente in cui il Salvatore è nato. E vero! Nel periodo natalizio la stalla con la mangia­toia occupa nella Chiesa il posto centrale. E tutti si affrettano a recarvisi in pellegrinaggio spirituale, come i pastori nella notte della na­scita di Gesù. Più tardi saranno i Magi a ve­nire dal lontano Oriente, seguendo la stella, fino al luogo dove è stato deposto il Reden­tore dell'universo. Ed anche voi, nei giorni di Natale, visita­te i presepi, fermandovi a guardare il Bambino deposto sulla paglia. Fissate sua Madre, San Giuseppe, custode del Redentore. Con­templando la Santa Famiglia, pensate alla vo­stra famiglia, quella in cui siete venuti al mondo. Pensate alla vostra mamma, che vi ha dato alla luce e al vostro papà. Essi si prendono cura del mantenimento della fami­glia e della vostra educazione. Compito dei genitori infatti non è soltanto quello di gene­rare i figli, ma anche di educarli sin dalla loro nascita. Cari bambini, vi scrivo pensando a quado anch'io molti anni fa ero bambino come voi. Allora anch'io vivevo l'atmosfera serena del Natale, e quando brillava la stella di Be­tlemme andavo in fretta al presepe insieme con i miei coetanei, per rivivere ciò che av­venne 2000 anni fa in Palestina. Noi bambini esprimevamo la nostra gioia prima di tutto col canto. Quanto sono belli e commoventi i canti natalizi, che nella tradizione di ogni po­polo si intrecciano intorno al presepe! Quali pensieri profondi vi sono contenuti, e soprat­tutto quale gioia e quale tenerezza essi espri­mono verso il divino Bambino venuto al mondo nella Notte Santa! Pure i giorni che seguono la nascita di Gesù sono giorni di festa: così, otto giorni do­po, si ricorda che, come voleva la tradizione dell'Antico Testamento, al Bambino fu dato un nome: fu chiamato Gesù. Dopo quaranta giorni, si commemora la sua presentazione al Tempio, come avveniva per ogni figlio primogenito d'Israele. In quell'occasione ebbe luogo un incontro straordinario: alla Madon­na, giunta al Tempio col Bambino, venne in­contro il vecchio Simeone, che prese tra le braccia il piccolo Gesù e pronunciò queste parole profetiche: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i po­poli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Lc 2, 29-32). Poi, rivol­gendosi a Maria, sua madre, aggiunse: « Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima » (Lc 2, 34-35). Così dunque, già nei primi giorni della vita di Gesù, risuona l'annuncio della Passione, alla quale un giorno sarà asso­ciata anche la Mamma, Maria: il Venerdì Santo Ella starà silenziosa sotto la Croce del Figlio. Del resto, non dovrà trascorrere mol­to tempo dalla nascita prima che il piccolo Gesù si trovi esposto ad un grave pericolo: il crudele re Erode ordinerà di uccidere i bambini al di sotto dei due anni, e per que­sto egli sarà costretto a fuggire con i genitori in Egitto. Voi conoscete certo molto bene questi eventi legati alla nascita di Gesù. Ve li rac­contano i vostri genitori, i sacerdoti, gli inse­gnanti, i catechisti, ed ogni anno li rivivete spiritualmente nel periodo delle feste natalizie, insieme a tutta la Chiesa: voi quindi sa­pete di questi aspetti drammatici dell'infan­zia di Gesù. Cari amici! Nelle vicende del Bimbo di Betlemme potete riconoscere le sorti dei bam­bini di tutto il mondo. Se è vero che un bam­bino rappresenta la gioia non solo dei genito­ri, ma della Chiesa e dell'intera società, è ve­ro pure che ai nostri tempi molti bambini, purtroppo, in varie parti del mondo soffrono e sono minacciati: patiscono la fame e la mi­seria, muoiono a causa delle malattie e della denutrizione, cadono vittime delle guerre, vengono abbandonati dai genitori e condan­nati a rimanere senza casa, privi del calore di una propria famiglia, subiscono molte forme di violenza e di prepotenza da parte degli adulti. Come è possibile rimanere indifferen­ti di fronte alla sofferenza di tanti bambini, specialmente quando è causata in qualche modo dagli adulti?

Gesù dona la Verità

Il Bambino, che a Natale contempliamo deposto nella mangiatoia, col passar degli an­ni crebbe. A dodici anni, come sapete, si recò per la prima volta, insieme a Maria e Giusep­pe, da Nazaret a Gerusalemme in occasione della Festa di Pasqua. Lì, confuso tra la folla dei pellegrini, si staccò dai genitori e, insieme con altri suoi coetanei, si pose in ascolto dei dottori del Tempio, quasi per una «lezione di catechismo ». Le feste in effetti erano oc­casioni adatte per trasmettere la fede ai ra­gazzi dell'età, più o meno, di Gesù. Avvenne però che, durante tale incontro, l'Adolescen­te straordinario, giunto da Nazaret, non solo pose delle domande assai intelligenti, ma egli stesso cominciò a dare delle risposte profon­de a coloro che lo stavano ammaestrando. Le domande e più ancora le risposte sbalordiro­no i dottori del Tempio. Era lo stesso stupo­re che, in seguito, avrebbe accompagnato la predicazione pubblica di Gesù: l'episodio del Tempio di Gerusalemme non era che l'inizio e quasi il preannuncio di ciò che sarebbe av­venuto alcuni anni più tardi. Cari ragazzi e ragazze, coetanei di Gesù dodicenne, non vi tornano alla mente, a que­sto punto, le lezioni di religione che si svolgo­no in parrocchia ed a scuola, lezioni alle quali siete invitati a prender parte? Vorrei allora porvi alcune domande: qual è il vostro atteg­giamento di fronte alle lezioni di religione? Vi fate coinvolgere come Gesù dodicenne al Tempio? Siete diligenti nel frequentarle a scuola e in parrocchia? Vi aiutano in questo i vostri genitori? Gesù dodicenne fu così preso da quella catechesi nel Tempio di Gerusalemme che, in un certo senso, dimenticò persino i propri genitori. Maria e Giuseppe, incamminati in­sieme ad altri pellegrini sulla strada del ritor­no verso Nazaret, si resero conto ben presto della sua assenza. Lunghe furono le ricerche. Ritornarono sui loro passi e soltanto il terzo giorno riuscirono a trovarlo a Gerusalemme nel Tempio. «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercava­mo » (Lc 2, 48). Com'è strana la risposta di Gesù e come fa riflettere! «Perché mi cerca­vate?   egli disse - Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? » (Lc 2, 49). Era una risposta difficile da accet­tare. L'evangelista Luca aggiunge semplice­mente che Maria « serbava tutte queste cose nel suo cuore » (2, 51). In effetti, era una ri­sposta che si sarebbe resa comprensibile solo più tardi, quando Gesù, ormai adulto, avreb­be iniziato a predicare, dichiarando che per il suo Padre celeste era disposto ad affronta­re ogni sofferenza e persino la morte sulla croce. Da Gerusalemme Gesù tornò con Maria e Giuseppe a Nazaret, ove visse loro sottomesso (cf. Lc 2, 51). Circa questo periodo, prima dell'inizio della predicazione pubblica, il Vangelo nota soltanto che Gesù «cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2, 52). Cari ragazzi, nel Bambino che ammirate nel presepe sappiate vedere già il ragazzo dodicenne che nel Tempio di Gerusalemme dialoga con i dottori. Egli è lo stesso uomo adulto che più tardi, a trent'anni, comincerà ad annunciare la parola di Dio, si sceglierà i dodici Apostoli, sarà seguito da moltitudini assetate di verità. Egli confermerà ad ogni passo il suo straordinario insegnamento con i segni della potenza divina: restituirà la vista ai ciechi, guarirà i malati, risusciterà persino i morti. E tra i morti richiamati alla vita ci sarà la dodicenne figlia di Giairo, ci sarà il figlio della vedova di Nain, restituito vivo alla madre in pianto. E proprio così: questo Bambino, ora ap­pena nato, una volta diventato grande, come  Maestro della Verità divina, mostrerà uno straordinario affetto per i bambini. Dirà agli Apostoli: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite», e aggiungerà:  « Perché a chi è come loro appartiene il Re­gno di Dio » (Mc 10,14). Un'altra volta, agli Apostoli che discutevano su chi fosse il più grande metterà davanti un bambino e dirà: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli » (Mt 18, 3). In quella occasione pro­nuncerà anche parole severissime di ammo­nimento: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare » (Mt 18, 6). Quanto importante è il bambino agli occhi di Gesù! Si potrebbe addirittura osservare che il Vangelo è profondamente permeato dalla verità sul bambino. Lo si potrebbe persino leggere nel suo insieme come il «Vangelo del bambino ». Che vuol dire infatti: «Se non vi conver­tirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli »? Non pone for­se Gesù il bambino come modello anche per gli adulti? Nel bambino c'è qualcosa che mai può mancare in chi vuol entrare nel Regno dei cieli. Al cielo sono destinati quanti sono semplici come i bambini, quanti come loro sono pieni di fiducioso abbandono, ricchi di bontà e puri. Questi solamente posso­no ritrovare in Dio un Padre, e diventare a loro volta, grazie a Gesù, altrettanti figli di Dio. Non è questo il principale messaggio del Natale? Leggiamo in san Giovanni: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (1, 14); ed ancora: «A quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio» (1, 12). Figli di Dio! Voi, cari ragazzi, siete figli e figlie dei vostri genitori. Ebbene, Dio vuole che tutti siamo suoi figli adottivi mediante la grazia. Sta qui la vera fonte della gioia del Natale, della quale vi scrivo al termine ormai dell'Anno della Fami­glia. Rallegratevi di questo «Vangelo della di­vina figliolanza». In questa gioia portino ab­bondanti frutti le prossime feste natalizie, nell'Anno della Famiglia. Gesù dona se stesso

Cari amici, incontro indimenticabile con Gesù è senz'altro la Prima Comunione, giorno da ricordare come uno dei più belli della vi­ta. L'Eucaristia, istituita da Cristo la vigilia della sua passione durante l'Ultima Cena, è un sacramento della Nuova Alleanza, anzi, il più grande dei sacramenti. In esso il Signore si fa cibo delle anime sotto le specie del pane e del vino. I bambini lo ricevono solenne­mente una prima volta .- nella Prima Co­munione, appunto - e sono invitati a rice­verlo in seguito il più spesso possibile per ri­manere in intima amicizia con Gesù. Per accostarsi alla Santa Comunione, co­me sapete, occorre aver ricevuto il Battesimo: questo è il primo dei sacramenti e il più ne­cessario per la salvezza. E un grande avveni­mento il Battesimo! Nei primi secoli della Chiesa, quando a ricevere il Battesimo erano soprattutto gli adulti, il rito si concludeva con la partecipazione all'Eucaristia ed aveva la so­lennità che oggi accompagna la Prima Comu­nione. Successivamente, quando s'incomin­ciò a dare il Battesimo soprattutto ai neonati - è il caso anche di molti fra voi, cari bam­bini, che infatti non ricordate il giorno del vostro Battesimo - la festa più solenne fu spostata al momento della Prima Comunio­ne. Ogni ragazzo e ogni ragazza di famiglia cattolica conosce bene questa consuetudine: la Prima Comunione è vissuta come una grande festa di famiglia. In quel giorno, insie­me con il festeggiato, in genere si accostano all'Eucaristia i genitori, i fratelli, le sorelle, i parenti, i padrini, talora anche gli insegnanti e gli educatori. Il giorno della Prima Comunione è inol­tre una grande festa nella parrocchia. Ricordo come fosse oggi quando, insieme con i miei coetanei, ricevetti per la prima volta l'Eucari­stia nella chiesa parrocchiale del mio paese. Si suole fissare quest'evento nelle foto di fa­miglia, perché non venga dimenticato. Tali istantanee seguono in genere la persona per il resto degli anni. Col passare del tempo, si rivive, sfogliandole, l'atmosfera di quei mo­menti; si torna alla purezza e alla gioia speri­mentate nell'incontro con Gesù, fattosi per amore Redentore dell'uomo. Per quanti bambini nella storia della Chiesa l'Eucaristia è stata fonte di forza spi­rituale, a volte addirittura eroica! Come non ricordare, ad esempio, ragazzi e ragazze santi, vissuti nei primi secoli ed ancora oggi cono­sciuti e venerati in tutta la Chiesa? San­t'Agnese, che visse a Roma; sant'Agata, mar­tirizzata in Sicilia; san Tarcisio, un ragazzo ben a ragione chiamato martire dell'Eucari­stia, perché preferì morire piuttosto che ce­dere Gesù, che portava con sé sotto le specie del pane. E così lungo i secoli, sino ai nostri tempi, non mancano bambini e ragazzi tra i santi e i beati della Chiesa. Come nel Vangelo Gesù manifesta particolare fiducia nei bambini, così la Mamma sua, Maria, non ha mancato di riservare ai piccoli, nel corso della storia, la sua materna premura. Pensate a santa Bernar­detta di Lourdes, ai fanciulli di La Salette e, nel nostro secolo, a Lucia, Francesco e Gia­cinta di Fatima. Vi parlavo prima del «Vangelo del bam­bino »: non ha avuto esso in questa nostra epoca un'espressione particolare nella spiri­tualità di santa Teresa di Gesù Bambino? E proprio vero: Gesù e la. sua Mamma scelgo­no spesso i bambini per affidare loro compiti grandi per la vita della Chiesa e dell'umanità. Ne ho nominato solo alcuni universalmente conosciuti, ma quanti altri meno noti ne esi­stono! il Redentore dell'umanità sembra con­dividere con loro la sollecitudine per gli altri: per i genitori, per i compagni e le compagne. Egli attende tanto la loro preghiera. Che po­tenza enorme ha la preghiera dei bambini! Essa riventa un modello per gli stessi adulti: pre­gare con fiducia semplice e totale vuol dire pregare come sanno pregare i bambini. Ed arrivo ad un punto importante di questa mia Lettera: al termine ormai dell'Anno della Famiglia, è alla vostra preghiera, cari piccoli amici, che desidero affidare i proble­mi della vostra e di tutte le famiglie del mon­do. E non soltanto questo: ho ancora altre intenzioni da raccomandarvi. Il Papa conta molto sulle vostre preghiere. Dobbiamo prega­re insieme e molto, affinché l'umanità, for­mata da diversi miliardi di esseri umani, di­venti sempre più la famiglia di Dio, e possa vivere nella pace. Ho ricordato all'inizio le indicibili sofferenze che tanti bambini hanno sperimentato in questo secolo, e quelle che molti di loro continuano a subire anche in questo momento. Quanti, anche in questi giorni, cadono vittime dell'odio che imper­versa in diverse regioni della terra: nei Balca­ni, ad esempio, ed in alcuni paesi dell'Africa. Proprio meditando su questi fatti, che colma­no di dolore i nostri cuori, ho deciso di chie­dere a voi, cari bambini e ragazzi, di farvi ca­rico della preghiera per la pace. Lo sapete be­ne: l'amore e la concordia costruiscono la pace, l'odio e la violenza la distruggono. Voi rifuggi­te istintivamente dall'odio e siete attratti dal­l'amore: per questo il Papa è certo che non respingerete la sua richiesta, ma vi unirete al­la sua preghiera per la pace nel mondo con lo stesso slancio con cui pregate per la pace e la concordia nelle vostre famiglie.

Lodate il nome del Signore!

Permettete, cari ragazzi e ragazze, che al termine di questa Lettera ricordi le parole di un Salmo che mi hanno sempre commosso: Laudate pueri Dominum! Lodate, fanciulli del Signore, lodate il nome del Signore. Sia be­nedetto il nome del Signore, ora e sempre. Dal sorgere del sole al suo tramonto sia loda­to il nome del Signore! (cf. Sal 112/113, 1-3). Mentre medito le parole di questo Sal­mo, mi passano davanti agli occhi i volti dei bambini di tutto il mondo: dall'oriente all'oc­cidente, dal settentrione al mezzogiorno. E a voi, piccoli amici, senza differenze di lingua, di razza o nazionalità, che dico: Lodate il no­me del Signore! E poiché l'uomo deve lodare Dio prima di tutto con la vita, non dimenticatevi di ciò che Gesù dodicenne disse a sua Madre e a Giuseppe nel Tempio di Gerusalemme: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» (Lc 2, 49). L'uomo lo­da Dio seguendo la voce della propria vocazio­ne. Dio chiama ogni uomo e la sua voce si fa sentire già nell'anima del bambino: chiama a vivere nel matrimonio oppure ad essere sa­cerdote; chiama alla vita consacrata o forse al lavoro nelle missioni... Chi sa? Pregate, cari ragazzi e ragazze, per scoprire qual è la vostra vocazione, per poi seguirla generosa­mente. Lodate il nome del Signore! I bambini di ogni Continente, nella notte di Betlemme, guardano con fede al neonato Bambino e vi­vono la grande gioia del Natale. Cantando nelle loro lingue, lodano il nome del Signore. Così per tutta la terra si diffondono le sugge­stive melodie del Natale. Sono parole tenere, commoventi che risuonano in tutte le lingue umane; è come un festoso canto elevato da tutta la terra, che s'unisce a quello degli Angeli, messaggeri della gloria di Dio, sopra la stalla di Betlemme: «Gloria a Dio nel più al­to dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2,14). Il Figlio prediletto di Dio si presenta tra noi come un neonato; intorno a Lui i bambini di ogni Nazione della terra sentono su di sé lo sguardo colmo d'amore del Padre celeste e gioiscono perché Dio li ama. L'uomo non può vivere senza amore. Egli è chiamato ad amare Dio e il prossimo, ma per amare veramente deve avere la cer­tezza che Dio gli vuole bene. Dio vi ama, cari ragazzi! Questo voglio dirvi al termine dell'Anno della Famiglia e in occasione di queste feste natalizie che sono in modo particolare le vostre feste. Vi auguro che esse siano gioiose e sere­ne; vi auguro di fare in esse una più intensa esperienza dell'amore dei vostri genitori, dei fratelli, delle sorelle e degli altri membri della vostra famiglia. Quest'amore poi si estenda all'intera vostra comunità, anzi a tutto il mondo, grazie proprio a voi, cari ragazzi e bambini. L'amore allora raggiungerà quanti ne hanno particolare bisogno, specialmente i sofferenti e gli abbandonati. Quale gioia è più grande di quella portata dall'amore? Quale gioia è più grande di quella che tu, Gesù, porti a Natale nell'animo degli uomini, e particolarmente dei bambini?  Alza la tua manina, divino Bambino, e benedici questi tuoi piccoli amici, benedici i bambini di tutta la terra! Dal Vaticano, 13 dicembre 1994. 

                                                  Papa Paolo Giovanni II