IL
MIO AMICO GESÙ
Visite
eucaristiche per ragazzi
Sono molto lieto, per ragione di grande
stima e amicizia verso l'autore, di presentare questo originale ed interessante
libretto di P. Fiorenzo Viviani: "Il mio amico Gesù", preparato per i
ragazzi che vogliono scoprire la gioia di dialogare con l'Amico Gesù,
volontario prigioniero d'amore del Tabernacolo.
Il
fascino del silenzio e la vocazione alla contemplazione hanno portato P.
Fiorenzo a sostare a lungo davanti al Gesù Sacramentato in dialogo amichevole e
fiducioso.
Il
dialogo sincero e cordiale tra persone che si amano è una esperienza
difficilmente descrivibile, di grande godimento reciproco. Non meno affettuoso
e fonte di gioia è l'incontro e dialogo del credente con Gesù nel Tabernacolo:
anche se gli occhi non lo vedono fisicamente e le mani non lo stringono
materialmente, "la sola fede è più che sufficiente"!
La
gioia, la dolcezza e l'utilità di "stare" dinanzi all'amico in
dialogo "con" Lui, sono state sperimentate da P. Fiorenzo tanto
salutari, che ha scritto queste pagine, perché i ragazzi le potessero gustare
anche loro, aiutati dal presente sussidio.
In
realtà, l'autore si premura a precisare che, nel dialogo con il Signore, il
libretto ha una funzione relativa: esso serve quando il dialogo del ragazzo con
Gesù non inizia spontaneamente; quando può essere utile una traccia di
conversazione; quando sorge la difficoltà di che cosa dire all'amico.
In
queste pagine, il dialogo del ragazzo con Gesù nasce dalle situazioni della
vita: dal rapporto di fede col Signore e dal rapporto quotidiano con i genitori,
con i compagni, con gli insegnanti; dai momenti lieti del ragazzo e dalle sue
sconfitte; dalle sue speranze e anche dai problemi dell'umanità dolorante. È
preghiera vitale.
La
forma dialogica, scelta dall'autore, è molto incisiva: due amici si parlano,
non tanto per occupare il tempo, bensì per costruire e gustare un'amicizia
sempre. più salda e profonda.
C'è
l'accoglienza, c'è l'ascolto reciproco, ma c'è anche l'indicazione per
migliorare la vita, perché l'amico più grande, Gesù, pur facendosi
"piccolo" con i piccoli, resta l'unico maestro e Signore.
In
un certo senso "Il Mio Amico Gesù" è un catechismo esistenziale,
in cui la parola di Dio e l'insegnamento della Chiesa sono sintetizzati nelle
parole di Gesù; mentre i desideri, i problemi e le domande dell'uomo, sono
espressi dall'amico.
Verità
di fede, principi morali, orientamenti vocazionali, atteggiamenti da creare,
sono ben contenuti e armonizzati in questo libretto. Pertanto lo stimo
interessante e utile, non solo ai destinatari diretti, ma anche alle comunità
ecclesiali, ai genitori e agli educatori: sia per aiutare i ragazzi nella
crescita globale, sia perché gli stessi adulti non dimentichino la gioia
spirituale della fanciullezza, quando ci si apriva, senza resistenza, all'azione
dello Spirito, che faceva gustare "l'infanzia spirituale".
Auguro
di cuore che "Il Mio Amico Gesù" sia adeguatamente apprezzato e
divulgato. Tanti ragazzi - e non solo loro - saranno aiutati a valorizzare la
visita a Gesù nel Tabernacolo, a scoprire la presenza sacramentale di Gesù
nella Chiesa; a rendergli anime gioiosamente e generosamente eucaristiche; di
risolvere con Gesù i loro problemi soprattutto quelli vocazionali, ad
arricchirsi della luce e dell'immenso amore che promana da Colui che è
"luce del mondo" e che "ama stare con i figli degli uomini".
Carissimo,
queste
pagine che ti dono vogliono essere un piccolo sussidio per una conoscenza più
profonda dell'amore di Gesù per te, alla luce delle tue esigenze quotidiane.
"Possono"
servirti come guida all'incontro con Lui ed al dialogo affettuoso e
coinvolgente, che è l'anima della preghiera; dico: "possono" perché
non devi usare questo libretto quando, entrando in chiesa e avvicinandoti al
Tabernacolo, ti accorgi che il cuore "va da solo" nell'esprimersi e
avete tante cose da dirvi.
Queste
pagine potranno invece giovarti come pista di lancio quando sarà difficile
dialogare come desideri.
Puoi
adoperare allora pagina dopo pagina, tema dopo tema e sceglierti di volta in
volta l'argomento, secondo le tue esigenze, quando tutto il testo ti sarà
divenuto familiare.
Quando
vai a fare la tua visita a Gesù scegli il tuo posticino riservato dove puoi
startene indisturbato in dialogo con Lui e, dopo averlo cordialmente salutato
come tuo amico e Signore,- leggi attentamente una paginetta facendo come le
galline quando bevono: bevi e guarda il cielo della tua anima dove i pensieri
letti diventano affetti e proposte. E parlane con Gesù.
In
questo libretto le risposte del dialogo sono autentiche, perché prese dal suo
pensiero evangelico, ma tu, se saprai ascoltare, non mancherai di sentire la sua
voce, lieve e sicura, sussurrarti, nel profondo del cuore quanto desidera
comunicarti.
Se
saprai essere fedele a questi appuntamenti vedrai crescere in te la conoscenza
di Gesù, e quindi l'amicizia, e ti troverai sempre più arricchito dei suoi
meravigliosi doni, indispensabili per essere santo come Lui desidera tu sia.
L'umanità
tutta attende che tu diventi un capolavoro secondo il progetto di Dio: per te,
per la sua gloria e per la salvezza di tutti. Non fallire questo impegno,
questa attesa.
Gesù
ti aspetta sempre per fare di te un capolavoro dell'amore: non mancare!
Prega
anche per me.
(Da
dirsi appena entrato in chiesa prima di ogni visita).
Ti adoro, mio Dio e ti ringrazio di avermi invitato a venire qui, davanti a
questo Tabernacolo, dove Gesù ha voluto rimanere presente per amore mio e di
tutti gli uomini.
Donami
la LUCE del tuo Spirito, perché possa conoscere sempre di più con quanto amore
sono amato, e tanto FUOCO, da riamarlo con tutto me stesso, così da
testimoniare con tutta la mia vita che io credo in Te, spero tutto da Te e che
della carità che sei io voglio bruciare.
Voglio
essere con Gesù, per Gesù, in Gesù, degno di essere tuo figlio, o Padre, ma
tu, con la potenza del tuo Spirito, sostieni la mia debolezza.
Aiutami a crescere in sapienza e grazia, e la mia età segni ogni giorno un progresso nella scuola dell'Amore, che è Gesù diventato Pane per tutti. Amici del Paradiso, Angelo mio custode e tu, Madre Celeste, insegnami ad ascoltare Gesù Parola e Pane della mia vita. Amen.
l
GESÙ,
TU SEI LI'!
AMICO
- Gesù, ciao!
Mi
hanno detto che tu sei chiuso lì, dietro quella porticina proprio
"vivo" e "vero" come quando stavi coi bambini a casa tua.
Io ci credo perché quelli che me lo hanno detto sono persone brave e buone di cui mi fido, ma non ti offendere se ti dico che faccio una fatica matta a pensarti grande e grosso come un uomo, immenso come un Dio, ridotto a stare in una cassettina tanto piccola, chiusa a chiave dal prete.
Sinceramente,
avrei preferito vederti, toccarti, abbracciarti, ma tu hai preferito diventare
pane per me, va bene anche così, perché tu sei grande e buono e tutto quello
che fai è certamente la cosa migliore, però, mi capisci? ... Il pane mi fa
pensare più alla merenda che ad un amico-Dio!...
Pazienza!
Vuol dire che io ce la metto tutta a pensarti così, ma, se mi distraggo e mi
annoio, tu non ti offendere!...
Se
ti vedessi, sarebbe un'altra cosa!
Siccome
mi hanno detto che ti fa piacere stare con me, ho deciso di venirti a trovare
spesso, così ti racconterò tutto quello che mi capita, tutto quello che penso
di te; ma tu, per favore, parlami, perché se stai anche zitto, oltre che
nascosto, io sono fritto e sono certo che mi viene voglia di scappare e di
andare a giocare con gli altri amici.
Hai
capito, Gesù?!
Certo che è una cosa bella sapere che, quando voglio, posso essere sempre ricevuto da te e starmene lì seduto davanti a te a raccontarti tutto, tutto. E’ bello sapere che il mio Dio che ha fatto i cieli, la terra, le stelle e tutti i pianeti e gli oceani con i pesci e le balene, la campagna con tanti frutti e i fiori meravigliosi, è voluto diventare una cosetta tanto piccola, come un'ostia, per stare sempre con me!... Sei forte, Gesù, le pensi tutte!
Io
ti dico: "Grazie" e ti chiedo scusa se fino ad ora sono venuto poco a
farti compagnia e ad ascoltarti. Ora voglio venire più spesso, però tu
promettimi che mi parlerai, perché altrimenti, se mi annoio, finisce che non ci
vengo più.
GESÙ
- Mio piccolo, ti ringrazio di essere venuto a trovarmi e anche di quello che mi
hai detto. Capisco benissimo che fai fatica a stare davanti all'altare e a
credermi presente senza vedermi. Io ti vedo però, e ti voglio tanto bene.
Che
tu mi creda è il regalo più bello che tu possa farmi: che amico saresti se non
mi credessi e che amico sarei se io non credessi a quello che tu mi dici?
Io
ti credo ed è su questa fiducia reciproca che ci incontreremo sempre, ogni
volta che tu vorrai.
Io
ti aspetto sempre, perché sono veramente qui, come in Palestina e come in
Cielo.
Tra
i tanti motivi, che poi ti spiegherò, che mi hanno fatto decidere di diventare
pane, uno è quello che mi piacciono le piccole cose, giocare e i bambini...
Ho
voluto nascondere tutta la mia maestà con tutta la mia corte celeste fatta di
angeli e santi che contemplano meravigliati il mio trionfo, per poi farla godere
come premio a tutti i bambini che vorranno entrare con me nel Regno dei Cieli.
Se
tu potessi vedere quanti angeli, arcangeli, santi, ci sono qui intorno al mio
Tabernacolo in adorazione, scoppieresti di gioia e di meraviglia ed io non
voglio che tu muoia già, ma che tu dilati il tuo cuore con un grande desiderio,
perché io possa riempirti di felicità. Più grande sarà il tuo desiderio più
avrai felicità. Il desiderio è come un bicchiere, tanto più è grande, tanto
più ci sta gelato, non ti pare? Il desiderio è come avere l'acquolina in bocca
per una cosa buona. Ti potrò dare tanta gioia quanto è il tuo desiderio di
volermi incontrare, di volermi vedere, secondo il bene che mi vuoi.
Non
puoi desiderarmi così tanto e volermi tanto bene se mi conosci così poco.
Per
questo ti aspetto, perché mi voglio far conoscere da te e dirti quanto ti
voglio bene da sempre e per sempre!
Ti
aspetto!
(Ora, rimani in silenzio e continua ad
ascoltare nel tuo cuore quello che Gesù ed il tuo cuore ti diranno. Tanto più
starai attento, tanto più il tuo cuore saprà dire cose belle a Gesù. Quando
senti che Gesù ti saluta, alzati, fai una bella genuflessione, come un
cavaliere al suo Signore, mandagli un bacio e esci continuando a pensare a Gesù
che è spiritualmente presente in Te).
2
GESÙ
E LA FEDE
AMICO
- Ciao, Gesù!
Sono voluto ritornare, come ti avevo promesso, perché mi hanno detto che per stare con te ci vuole "la Fede" e io non so se ce l'ho e nel caso, dove posso procurarmela?
GESÙ
- Amico mio stai sereno, perché la fede ce l'hai, perché altrimenti non
saresti qui con me, disposto ad ascoltarmi. Vedi, la fede non è una cosa che
si possa comprare in un negozio, ma è un dono, come un piccolo seme che Dio ti
ha messo nel cuore il giorno del tuo battesimo, che i tuoi genitori hanno
coltivato ed ora cresce con te, se continuerai ad ascoltarmi e ad avere
fiducia in me. La fede è fiducia, è fidarsi totalmente di una persona, come
un bambino del papà, della mamma, del suo migliore amico. Tu, ti fidi di me?
AMICO
- Certo che sì, perché tu non dici le bugie, come certi miei compagni e anche
i grandi..: che mi vogliono far passare per scemo. Io ti do’ la mia parola
d'onore che avrò sempre fiducia in te e crederò sempre a tutto quello che mi
dirai e che mi hai già detto, perché io so già molte cose di te.
Però
ci sono certe cose che faccio fatica a capire come, per esempio, che siete tre
persone "Dio" e siete un Dio solo!... Pazienza, capirò quando sarò
più grande; a parte, mi pare che anche il mio parroco ci abbia capito poco e
dice che è un mistero!
GESÙ
– E’ vero che è un mistero, una realtà cioè così bella, così grande che
non finirete mai di godere, di "contemplare", si dice, ma è
abbastanza facile per te, se ti guardi dentro, dal momento che ti abbiamo fatto
a nostra immagine, anche tu sei tre in uno: sei intelligenza, sei volontà,
sei corpo; eppure tutti ti chiamano con un solo nome. Non ti pare? Hai dal Padre
l'intelligenza con tutti i suoi valori, dallo Spirito Santo la volontà di
eseguirli, e hai un corpo come il mio per vivere una grande avventura d'amore.
AMICO
- Che bello e che facile! Vado subito a spiegarlo al mio parroco che venga a
scuola da te, o Gesù, come si spiegano le cose facili. Diventerà di stucco
quando gli dirò che io so com'è il mistero della SS. Trinità.
GESÙ
- Te ne vuoi già andare?
Fermati ancora un po', ho tante cose da dirti! Certo, non tutte le capirai
subito, perché non si tratta tanto di capirle, quanto di viverle, e per questo,
dovrai sempre fidarti di quello che ti dico e farlo, se veramente hai fiducia in
me. Devi lasciarti prendere per mano e condurre, passo per passo, fino ad una
conoscenza sempre più profonda dell'infinito amore che abbiamo per te e per
tutti gli uomini. È necessario come mangiare che tu nutri la tua anima di tutte
quelle cose belle che io ho già detto nella Bibbia, che i santi hanno vissuto e
per far questo devi andare al catechismo, leggere tanti libri buoni, meditarli e
soprattutto metterli in pratica. Allora la tua fede diverrà come un grande
albero che porterà molti frutti, di cose belle e cose buone, e diverrai quel
capolavoro che Papà ha progettato, che io ho meritato e che lo Spirito Santo
realizzerà. Se vuoi!
AMICO
- Certo che lo voglio,
almeno lo spero, perché sai.... ci sono talmente tante cose, Gesù, tra giochi,
televisione, amici, compiti... che uno perde un po' la testa e ... lo vorrei
veramente, però... E inutile che ti prometta che farò, solo questo, perché ti
direi una bugia e tu lo scopriresti subito!
GESÙ
- Non è necessario che tu faccia solo questo, devi solo comportarti in maniera
tale che tutto quello che fai non deve mai rompere la nostra amicizia, e quindi
tutto quello che ti fa veramente bene, seguendo i miei consigli e quelli dei
buoni è un continuo ascoltare me. Sappi scegliere dei momenti di più intenso
colloquio, come fai adesso, al mattino, alla sera, durante il giorno, fino a
sentirmi sempre accanto a te e vedrai che io saprò essere lampada ai tuoi
passi, cioè cammineremo insieme perché tutta la tua vita diventi riflesso
della nostra vita divina. Abbi sempre nella mente Papà, nel cuore lo Spirito
Santo e io vivrò con te la bellissima avventura umana.
Ricordati
che senza di me non saprai né dove andare, né cosa fare, né avrai la forza di
fare bellissime cose degne di un figlio di Dio.
AMICO
- Grazie, Gesù, di tutto quello che mi hai detto, ma fa' in modo che non perda
la fede e soprattutto non tradisca la fiducia che hai in me chiamandomi ad
essere tuo amico. Sono tanto contento di essere amico tuo e di questo tempo che
trascorro accanto a te prigioniero, per me, nel tabernacolo dell'Altare.
(Ora parla con Gesù personalmente, e
ricordagli tutti i tuoi amici o persone care che non credono in Gesù perché
hanno buttato via la fede).
3
GESU’,
IO SPERO TUTTO DA TE
AMICO
- Ciao, mio amico Gesù!
Oggi
voglio che tu mi spieghi bene che cosa vuole dire "avere speranza"
perché non vorrei fare proprio confusione; dai grandi io non ci capisco niente:
dicono di credere in te, poi sono sempre disperati e dicono:
"Speriamo!" con una faccia da morto che non fa sperare proprio nulla
di buono.
Non
può essere che la speranza di essere tuo amico e di venire con te in Paradiso
sia come quella che ho di non essere interrogato quando non sono preparato. Non
ti pare? Gesù, sarebbe un rischio... Spesse volte mi è andata male! A me pare
che, se ho fiducia in te, veramente, su tutto quello che ci hai detto e ci hai
promesso non mi permetto di avere dubbi ed incertezze e che se anche dico
"speranza" voglio dire: "certezza". Mi spiego. Tu hai detto,
Gesù, che per amore nostro ti sei fatto nostro fratello; da Dio sei diventato
uomo perché noi potessimo diventare Dio; figli come te del Padre e partecipare
alla gran festa che è il Paradiso eternamente. Mi segui? Se io dico:
"Speriamo che sia così"! è come se dicessi, sotto sotto,
"speriamo che non sia una presa in giro"! ....che è una bella
mancanza di fiducia in te. Non ti pare?
Sperare,
per me è avere la certezza che tu sei un amico di parola e quello che hai detto
lo mantieni.. Mi sbaglio?
GESÙ
- No, amico mio, non ti
sbagli, io non cambio di parola, ed è tutto vero quello che vi ho promesso e
anche già dato perché già voi siete una cosa sola con me, uniti al Padre
nello Spirito Santo, con nel cuore già la gioia che è la mia grazia.
Forse,
i grandi, fanno quella faccia perché poggiano la loro speranza non sulle mie
promesse, ma sui loro pasticci, giocando un po' d'azzardo, come fai tu per
l'interrogazione: vivono cioè come se non mi conoscessero e poi
"sperano" che la loro vita finisca bene, come tu, se non studi, di
essere promosso. Sarebbe giusto?
Papà
ha mandato me in mezzo a voi, perché sapeva che ci venivo volentieri a fare
la sua volontà, sapeva che vi sareste perduti altrimenti, conciati come siete
a causa del peccato. Ed io vi ho detto tutto quello che dovevo dirvi e vi ho
insegnato come dovete fare per essere miei amici e miei fratelli, ma non potevo
fare di più. Vi ho lasciato anche lo Spirito Santo perché vi ricordi tutto
quello che vi ho detto e vi dia la forza di seguirmi, ma sta a voi
"pedalare" – per raggiungere il traguardo che è la grande festa del
Cielo.
Caro
amico mio, capisci bene, allora, che "sperare" è davvero, come dici
bene tu, avere la certezza di raggiungere quella meta che io vi ho indicato
percorrendo, giorno per giorno, quelle piccole tappe quotidiane che già vi
fanno sperimentare il Paradiso nel cuore, perché pensate come me, amate come
me, vivete con me. Tutte le buone opere che farai: preghiera, ubbidienza,
studio, lavoro, gentilezza verso tutti, gioco a tempo opportuno... diventano
come la tua "maglia rosa" verso il traguardo e la certezza della
vittoria e del trionfo finale. La medaglia che ti ho preparato vale più di
tutti i tesori della terra ed il trionfo sarà il più spettacolare e senza
fine, ma è necessario che tu pedali sul serio, generosamente e gioiosamente,
con nel cuore sempre la tua meta che è Dio-Amore.
Io
ti aspetterò sempre qui, con il rifornimento quotidiano sia del Pane
Eucaristico, sia del nostro incontro d'amicizia e di studio del percorso.
AMICO
- Grazie, amico Gesù, sei veramente unico! Mi piace questa speranza che mi fa
pedalare con nel cuore la certezza di una vittoria in cui tu sarai il mio premio
e la Madonna mi darà il suo bacio.
Voglio mettercela tutta, trascinando dietro tanti gregari miei amici che, sono certo, mi seguiranno, e se proprio non lo vogliono, mi farò un bel distacco da tutto e da tutti in "solitaria"!
Ciao,
Gesù!...
Non
sentirti mai solo nel Tabernacolo, perché io ti voglio pensare sempre, perché
ti voglio tanto bene. Un bacione! Ricordati sempre, però, Gesù, che io spero,
non solo di una tua spinta prevista dal regolamento, ma che tu mi porti fra le
tue braccia....
4
GESU’,
IO TI AMO!
AMICO
- Mio caro Gesù, non vorrei che questi nostri incontri si riducessero a delle
lezioni, ne ho già abbastanza, ma io ho bisogno che tu mi spieghi certe cose
che non capisco e che riguardano il nostro rapporto d'amicizia e anche quello
con gli altri.
Del
resto Gesù, se non parliamo di queste cose, di che cosa dovrei parlarti, che tu
sai già tutto!
Oggi
vorrei che parlassimo della Carità, perché anche questa è una cosa che mi
confonde le idee.
Ti
dico subito, la carità:
per
mio nonno è quando la nonna sta zitta,
per
mio padre è l'otto per mille che dà alla Chiesa;
per
mia mamma è quando dà le vesti, che non mi stanno più, ai vicini;
per
le suore è quando si mandano offerte per il terzo mondo;
per
il parroco è quando si mettono i soldi nella borsa a messa.
In
un poster ho visto scritto: "Dio è carità"! Boh!?
GESÙ
- Mio piccolo amico, la mia gioia più grande è averti qui con me, fedele ogni
giorno, e poterti insegnare tutte quelle cose belle che fanno meravigliosa la
vita. Non devi preoccuparti di farmi delle domande, perché è mia gioia
risponderti sempre, perché tu conosca tutta la verità e viva nella sicurezza
della luce.
Dire che Dio è Carità è la stessa cosa che dire Dio è Amore.
Noi,
carissimo, siamo una comunità che si ama infinitamente.
Tra
di noi ognuno cerca di essere per l'altro tutto e fa dono di sé, senza riserve,
perché l'altro sia più conosciuto, più amato.
Io
quando ero sulla terra non parlavo altro che del mio Paparino - Abbà, si dice
nella mia lingua, e anche a te ho insegnato a pregare:
Padre
nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia
fatta la tua volontà come in cielo, così in terra.
Vi
ho detto tutte le cose che Papà mi ha detto, vi ho dato ogni potere in cielo e
in terra, come Papà mi ha dato ed io non facevo mai nulla che non piacesse a
mio Papà e che non lo volessi fare prima di Lui. Era la mia gioia passare ore
ed ore a chiacchierare con Lui della vostra salvezza e della vostra
santificazione e Lui ha detto diverse volte, col suo vocione: "Gesù è il
mio bambino caro... Ascoltatelo!"
Poi,
quando ho finito il compito che Papà mi aveva assegnato, tutto felice me ne
sono tornato in Cielo e vi abbiamo mandato lo Spirito Santo che continua a
ripetervi nel cuore: "Papà, Papà!" come faceva nel mio cuore.
Vedi? Noi ci amiamo! Questo Amore è la Carità!
AMICO
- Allora ho capito tutto. Ho capito come funziona la cosa!
Vediamo se riesco a spiegarmi bene. Voi siete come il serbatoio, la caldaia del riscaldamento e noi siamo come i termosifoni. Se siamo uniti a voi il fuoco dell'Amore, come bolle dentro di voi, passa nella nostra vita e anche noi diventiamo caldi d'Amore e tutte le nostre azioni diventano calde di Carità. Ora che mi ricordo, tu stesso, Gesù, hai raccontato che sei come la vite e noi siamo i tralci che portano molti frutti, se rimaniamo nell'Amore. Io, Gesù, sento che sono unito a te come un tralcio, perché sento che ti voglio tanto bene e questa gioia, che mi frigola dentro, è come la "voglia" di essere sempre più buono, di fare del bene a tutti, di farti felice, di ricompensarti di tanti insulti che ricevi... Gesù, te lo dico con tutto il cuore, sono felice che voi siate Dio, una comunità così simpatica e piena di fantasia che le studia tutte per far contenti gli uomini, che non sono mai contenti e che ha tanta pazienza da sopportare tante ingiurie e tante bestemmie, perché aspetta che le nostre teste dure si convertano e capiscano qualcosa, decidendosi ad amarvi e ad amarsi. Io, Gesù,, ti amo, con tutto il cuore, così come amo Paparino tuo e mio e lo Spirito Santo, che è il fuoco d'amore che spingerà il mio missile verso il Cielo dopo aver caricato con me tutti i miei cari e anche quelli che tu mi hai insegnato a perdonare.
Sei contento, Gesù? Con la forza dello Spirito Santo voglio amare tutto e tutti come ci hai insegnato tu, ma fino a dare la vita, non so proprio se ci riuscirò, perché sono ancora piccolo.
Siccome
mi sono accorto che ti piace che te lo ripeta, ti dico con tutto il cuore:
Gesù, amico mio, io ti amo anche per
tutti quelli che non ti amano. È carità, vero, questa, Gesù? Ciao e grazie di
tutto.
5
GESU’
E LA GRAZIA
AMICO
- Gesù, sono ritornato con gioia per passare un po' di tempo qui a farti
compagnia, ma anche per chiederti se, per gentilezza, mi vuoi spiegare che cos'è
“la grazia”, perché ho chiesto intorno e ne sono uscito più confuso che
mai.
Vuoi
un po' di risposte che mi hanno dato? Senti.
Uno
mi ha detto che la grazia è vincere al lotto. Un altro mi ha detto che la
grazia è avere una buona salute.
Una
signora mi ha detto che per avere la grazia bisogna accendere una candela a S.
Antonio. Un'altra mi ha detto che la grazia è il contrario di disgrazia.
La
suora mi ha detto che è quando non si fanno peccati...
E
allora? Come la mettiamo?
GESÙ
- Carissimo amico, ti ringrazio che tu sia ritornato a farmi visita e che tu
mi chieda una cosa così importante come "la Grazia". Sai, amico mio,
che cos'è? È la nostra stessa vita, la nostra stessa beatitudine, la nostra
stessa santità che vi abbiamo donato di godere, come il tralcio gode della
linfa della vite. La grazia è la partecipazione degli uomini alla stessa vita
divina che io vivo con il Padre e lo Spirito Santo e che voi stessi respirate,
se volete vivere con noi.
Se
rimanete nel mio amore, dopo il battesimo, siete tuffati in questo fiume di
grazia e di grazie che è la nostra vita divina e porterete frutto, molto frutto
che potrete già godere sulla terra, ma che contemplerete meglio quando avrete
raggiunto la perfezione dell'amore che si chiama Paradiso.
Bisogna
sempre stare uniti a me, vivere in grazia, perché altrimenti, come un braccio
tagliato, senza sangue che circola, muore, marcisce, puzza e viene seppellito...
Fare
un peccato grave è lasciarsi recidere dal demonio, dalla fonte della vita e
della santità, dalla "Grazia" e morire veramente anche se apparentemente
sembra non cambiare nulla.
Un
uomo senza grazia è veramente un "disgraziato"!
Un
bambino in grazia è la cosa più bella e più grande che possa esserci. La
Chiesa ti offre la Grazia nel momento del battesimo come una veste bianca e ti
invita a conservarla candida fino a quando ti presenterai al banchetto celeste
vestito della "veste nuziale".
Quando
si è vestiti a festa ci si guarda bene dallo sporcarsi, non ti pare?
La
Grazia è come la corrente divina che permette alla tua vita di funzionare
meravigliosamente per realizzare la tua divinizzazione. Tutto sarà realizzato
se non interrompi questa corrente, stando attento di non spezzare i fili o
subito riparandoli (confessione) se per disgrazia qualcosa si rompe.
AMICO
- È bello essere in grazia di Dio perché si ha la certezza che tutto va molto
bene, e che il missile è O.K., in quota, e sta raggiungendo la sua orbita verso
il suo obiettivo celeste.
Fare
un peccato è peggio di quando un missile esplode e tutto l'equipaggio si
disintegra nella stratosfera.
Mannaggia
che disastro!
Aiutami,
Gesù, a vivere sempre nella tua grazia e a temere come unico vero male il
peccato. Non voglio mai rompere il contatto con te. Voglio vivere sempre nelle
tua amicizia, ma tu aiutami a non cadere in peccato ... specie quando...
(Parla
a Gesù dei tuoi momenti di maggior debolezza in cui più facilmente cadi.
Anche staccare piccoli fili, poco alla volta, non permette di passare più
corrente!...).
Grazie di tutto, Gesù, e arrivederci a
domani.
6
AMICO
- Ciao, Gesù, amico mio, sono ritornato anche oggi, perché voglio essere
fedele all'impegno che mi sono preso di farti ogni giorno una visitina, ma è
soprattutto perché con te io mi trovo bene, perché sei buono, tanto, tanto
buono.
Mi è tanto piaciuto, nel vangelo, quando ti sei arrabbiato di brutto con gli apostoli che non volevano che tu giocassi con i bambini e tu hai detto loro, chiaro chiaro, che se non diventano come noi, non possono entrare nel tuo Regno e che a noi ce lo regali; e anche quando hai ringraziato Papà perché a noi fa capire tutto e ai grandi niente...!
Che
bel tipo che sei Gesù, e come li hai strapazzati quei tipi e come ami noi
bambini!
Sai
cosa penso, Gesù, che non è mica bello diventare grandi se poi non dobbiamo
capire più nulla e tu non ci abbracci più e non ci fai le coccole. Intanto
come faccio a rimanere piccolo che se mangio mi crescono le gambe, le braccia, e
se non mangio... muoio!?
GESÙ
- Amico mio, non devi temere
di perdere il mio affetto e la mia amicizia, godrai sempre della mia tenerezza e
ti confiderò, come adesso, tutte quelle cose che mi ha detto Papà, a
condizione che tu rimanga bambino nel cuore: cioè semplice, vero, senza darti
importanza, sempre disponibile ad obbedire alle cose che ti chiederò.
Dei
bambini mi piace la semplicità, la capacità di meravigliarsi di tutto, di
saper dire sempre: "grazie", di fare facilmente pace con tutti, di
essere curiosi di conoscere cose sempre più belle, soprattutto di avere molta
fiducia nel loro Papà, e senza del quale sentono di non saper fare e di non
poter fare nulla.
Non
mi piacciono i grandi che pretendono di sapere tutto, che sono superbi e
orgogliosi e che diventano prepotenti con i più deboli, che bisticciano sempre
e si lamentano di tutto e di tutti, mai contenti di quello che vanno arraffando
e accumulando.
Se
tu continuerai ad ascoltarmi e a rimanere mio amico io ti insegnerò come si
rimane bambino e come si entra nel mio Regno di Amore!
AMICO
- Grazie, Gesù, mi hai sollevato il cuore, perché ti assicuro che anche per
tanti motivi che ora non ti sto a dire, ero preoccupato di diventare grande...
Con i tempi che corrono... Gli adulti mi sembrano un po' pazzi. Io proprio non
li capisco! Sono sempre imbronciati, nervosi, arrabbiati e se la prendono con
tutto e con tutti ... Bisticciano sempre come cani e gatti e, quello che
peggio, sono cattivi: rubano, ammazzano come se fosse niente, e in che modi...
peggio dei cannibali!
Io
non voglio, Gesù, diventare, da grande, un grande delinquente, ma uno come te
che passa facendo del bene a tutti e che tutti amano, grandi e piccini: tipo
il Papa, insomma... sia chiaro non che voglio diventare Papa, c'è da studiare
troppo!
Vorrei
diventare uno che sa tante cose, che sa fare tante cose belle, che inventa
medicine per guarire tutti i mali, che fa leggi per distruggere tutte le armi e
per dar da mangiare a tutti.
Vorrei
essere buono come te, ma qualche volta non ci riesco e faccio anch'io le mie
bricconate belle e buone. Perdonami Gesù...
(Parla
con Gesù di quello che è il tuo difetto più grande che ti impedisce di essere
buono e interrogati su cosa è bene che tu faccia per cambiare ed avere le
carezze di Gesù e la sua benedizione).
Gesù,
io ce la metterò tutta, ma tu aiutami ad essere buono come te! Ciao, a domani!
7
AMICO
- Gesù, mio carissimo
amico, il tuo bambino è ancora qui con te per dirti a nome di tutti, che noi
bambini ti vogliamo bene e ti ringraziamo di tutto quello che hai fatto e fai
per noi. Mi piacerebbe tanto, Gesù, poterti portare qui tutti i miei compagni,
ma non ne vogliono sapere e anzi mi scherzano; ma a me non me ne frega niente,
vengo e basta.
GESÙ
- Grazie, mio carissimo amico, anch'io desidererei che tutti i bambini del
mondo venissero a trovarmi nel Tabenacolo, come fai tu e mi dispiace
soprattutto che non mi conoscono, né come amico, né come fratello, pazienza,
io attendo sempre con amore e manderò te a far capire a loro quanto sia bello
lo stare con me e godere della mia amicizia.
Se tu sarai un bambino secondo il mio cuore ed imparerai sempre più a vivere la mia stessa vita di Bambino di Dio, vedrai che poco alla volta seguiranno te, come seguivano me per le strade della Palestina.
AMICO
- Mi piacerebbe, Gesù, trascinare qui tutti i bambini del mondo e cantare il
Padre nostro forte forte, come quando si grida "Goal" allo stadio!
Insegnami a diventare come te Bambino di Dio.
GESU’
- Anch'io, come te sono stato bambino piccolo piccolo ma sono diventato grande
e grosso, come un uomo normale abituato a lavorare con mia Mamma e con Giuseppe
che faceva il falegname. Lavoravo sodo sai, ma ero felice con loro di lavorare e
di pregare cantando le lodi di Dio. Tu sai che ero anche Dio e potevo dire al
vento: "Calmati", ad un cieco: "Vedici", ad un lebbroso:
"Sii guarito" e ad un morto: "Alzati"! Ti ricordi quel
bambino della vedova di Naim e di quella ragazzina che risuscitai toccandola
e dicendole "Talita Kum"? Ebbene, io veramente uomo, veramente Dio
ero obbedientissimo a mio Papà e non facevo mai nulla che Lui non fosse
contento.
Mi
spiego subito.
Da
sempre, quando avevo capito che Lui lo desiderava che io venissi a salvare gli
uomini, gli avevo detto: "Eccomi, manda me"! Ma sono venuto quando Lui
ha voluto, a fare quello che Lui voleva: salvare proprio quelli disperati, nel
luogo e nel tempo che Lui ha stabilito e a dire e a dare tutto quello che Lui mi
aveva detto di dire e di dare.
La
mia mamma, i miei discepoli, con chi andare, cosa fare, tutto lo aveva stabilito
mio Papà ed io ero arcifelice di sapere che Lui era contento, perfino giorno e
ora della mia passione e della mia morte! Io dissi sempre "Sì" a mio
Papà.
Vedi?
essere bambini di Dio, come me, vuol dire essere sempre obbedienti a tutte
quelle cose che Dio-Amore ci chiede, sia che ci piacciano, sia che non ci
piacciano.
Io
ringraziavo sempre, mio Papà, per tutte quelle cose belle che mi permetteva di
fare guardando sempre Lui, perché io facevo quello che vedevo fare a Lui,
come Lui operava anch'io facevo. È bello, non è vero, lavorare insieme con il
proprio Papà? lo l'ho sempre fatto, tanto che quando stavo per morire gli ho
consegnato il compito finito, felice e soddisfatto di poter ritornare fra le sue
braccia, anche se avevo inventato l'eucarestia per rimanere accanto a te ed
insegnarti ad obbedire come un bambino buono.
AMICO
- Gesù, mi sento diventare rosso come un peperone, dalla vergogna: siamo
proprio molto diversi! Troppo, miseria!
Anche a me piacerebbe essere così obbediente, ma è più forte di me e... non sempre, ma qualche volta... !
Proverò
a fare come m'insegni tu, Gesù, ma tu stammi vicino e richiamami quando vedi
che non sono obbediente: nella puntualità agli orari, nella fedeltà agli
impegni di studio e di lavoro che mi vengono assegnati e soprattutto a fare
tutto con amore, senza mettere subito il muso e sfogarmi sui miei fratelli.
Grazie
Gesù per la pazienza che hai con me e aiutami ad essere veramente, come te, un
bambino di Dio che il Padre guarda con predilezione perché vede che tu continui
a vivere in Lui, obbediente, mite ed umile di cuore.
Sarei
proprio felice di far contento Paparino tuo e mio e sentirlo dire: "Tu sei
il mio figlio diletto"! Aiutami Gesù e ci riusciremo!
(Fermati
ancora un po' e cerca di dire a Gesù le tue difficoltà nella obbedienza e
nella bontà).
8
GESU’
E SUA MAMMA
AMICO
- Gesù, mio amico carissimo, sono ritornato con gioia a trovarti, purtroppo da
solo, perché i miei amici non ne vogliono sapere di venire, dicendo che ci
vengono quando vogliono loro. Pazienza!
Vorrei
oggi, Gesù, se non ti dispiace, che tu mi parlassi della tua Mamma, perché
deve essere una cosa meravigliosa e siccome tu me la hai data per mamma anche a
me, vorrei proprio conoscerla di più. Ti posso dire quello che so, quello che
ho imparato dal catechismo, ma mi sembra poco per poterle voler bene quanto
certamente gliene volevi tu. - So che si chiama Maria, che è nata a Nazareth,
che era sposata ad un giovanotto chiamato Giuseppe, che faceva il falegname, che
disse di "Sì" all'Angelo Gabriele che le chiese di diventare la tua
mamma, etc., etc.
Tutte
queste notizie le so, ma a me piacerebbe conoscere quello che tu sai e non c'è
scritto, com'io ti potrei parlare della mia mamma. Lo so che ti metto nei guai,
perché è veramente difficile dire qualcosa di una persona alla quale si vuole
tanto bene, ma, tu provaci. Può darsi che tu ci riesca!
GESÙ
- Ti ringrazio, amico caro, di quello che mi chiedi, perché è sempre bello
parlare della propria mamma, anche se, come dici tu è molto difficile. Ci
proverò.
È inutile che ti dica che la mia Mamma era la Mamma più bella del mondo perché mio Papà l'aveva creata appositamente per me, secondo il mio cuore, ma soprattutto l'aveva ricolmata di quella grazia di cui abbiamo parlato, che la rendeva trasparente e luminosa come un diamante preziosissimo, come uno scrigno pieno di tesori inestimabili. Era di una bontà immensa e per me fissare i suoi occhi era vedere un po' di quel Paradiso che avevo abbandonato per scendere sulla terra a salvare tutta l'umanità. Ogni sua carezza, ogni suo bacio mi riempiva il cuore di tanta tenerezza e ricordo come mi addormentavo felice quando lei mi cantava la ninna nanna.
Appena
sono diventato un po' più grandetto, ero in Egitto, dove sai eravamo. dovuti
scappare per sfuggire ad Erode, mi davo da fare a ricambiare le sue carezze, i
suoi gesti di bontà, con i miei piccoli servigi che diventarono sempre più
impegnativi, una volta che potemmo ritornare al nostro paese ed io imparai a
fare il falegname con mio papà Giuseppe.
La mamma guardava contenta i suoi due "uomini", diceva, che lavoravano insieme cantando le canzoni del Signore, mentre lei lavorava al telaio; lo sai che mi fece una veste bellissima che anche i soldati non vollero strappare e se la tirarono a sorte? Pregavamo tanto insieme al termine di ogni lezione sulle sacre scritture che Mamma e papà Giuseppe mi facevano, perché conoscessi la storia del mio popolo e l'immenso amore di Dio.
Io
obbedivo sempre a loro, in tutto...
AMICO
- Però, Gesù, quando avevi dodici anni sei scappato! ... Scusami, ma era un
po' che te lo volevo dire.
GESÙ
- Mi piace la tua sincerità,
ma permetti che ti spieghi... Ero andato al Tempio, con i miei genitori per fare
l'esame di catechismo ed essendo stato promosso, la legge ebraica mi dava il
diritto di essere maggiorenne, libero, indipendente ed i miei genitori lo
sapevano. Mi dispiacque molto che loro angosciati mi cercassero, ma potevano
pensarlo che io mi ero fermato al Tempio che è il luogo scelto da mio Papà per
una sua presenza particolare, sia per pregare, sia a discutere con i sapienti,
sulle cose che riguardano Dio e la storia della salvezza.
Certo
che la mia mamma sofferse terribilmente, come soffre, ogni anima che si
smarrisce, e non gode della mia presenza nel suo cuore.
Cercai
di esserle vicino soprattutto poi quando Papà Giuseppe morì e la portai sempre
con me quando potevo, ma quando iniziai a predicare il mio vangelo dovetti
abbandonarla. Soffrimmo tanto, ma io dovevo seguire la volontà del Padre mio
e lei mi dette la sua benedizione.
Lei
seguiva il mio difficile cammino pregando e offrendo la sua vita con la mia,
come se fossimo stati un cuore solo ed un'anima sola.
La
ritrovai ai piedi della croce distrutta dalla sofferenza di vedermi crocifisso
tra due ladroni e avrei voluto che Giovanni la portasse lontano e non vedesse
il mio strazio.
Stava
ai piedi della croce e ripeteva con me: "Perdona loro, che non sanno quello
che fanno". Consegnandola a Giovanni la donai anche a te perché fosse tua
Mamma e ti sentissi suo figlio, l'amassi come l'avevo amata io.
Ora
è in Cielo con me, ma è anche accanto a te per difenderti; custodirti,
incoraggiarti, confortarti, aiutarti come una mamma.
AMICO
- Grazie, Gesù, si capisce che Le vuoi tanto bene, ed io, sta tranquillo, Le
vorrò tanto bene. È una fortuna avere una mamma tanto buona e tanto grande che
è poi anche la mamma della mia mamma e di tutte le mamme oltre che mamma tua.
È
meraviglioso! Grazie, Gesù, di questo regalo che mi hai fatto: ho una Mamma
Regina degli angeli e dei santi: basta che chieda una cosa a te che subito
gliela regali, come facesti a Cana.
O Mamma, grazie di essere la mia mamma e di avermi dato Gesù come amico. Ti chiedo perdono se mi sono comportato un po' maluccio, tante volte e non ti ho pregato come avrei dovuto, ma sai, le preghiere lunghe mi scocciano, ma, se a te piace, voglio dire con te il Rosario, così ti tengo compagnia e tu mi parli di Gesù.
Da'
un bacione tu per me a Gesù e tu Gesù dallo alla Madonna come facevi a
Nazareth.
9
GESU’,
IO TI ADORO!
AMICO
- Gesù, mio amico, io ti adoro prostrato davanti a te! Senti, Gesù, io queste
cose te le ho dette perché mi hanno detto che si dice così, perché non
bisogna darti troppa confidenza, perché tu sei un Dio e non un uomo qualsiasi;
ma io non ci capisco proprio nulla. Che vuol dire "prostrazione",
"adorazione". Io, se tu lo vuoi, ti dico anche così, basta che tu
sia contento: però, se mi parli chiaro, credo che sia meglio!
GESÙ
- Certo che sono contento che tu mi adori, in quanto a prostrarti, calma! Eppoi
c'è adorazione e adorazione!
Ti
spiego: poi decidi tu come vuoi adorarmi. ADORA lo schiavo il suo padrone che lo
chiama e striscia, bocca a terra, in attesa di ordini... ADORA il servo il suo
signore che lo ama e lo paga, gli fa regali. Un servo che si sente amato è puntuale
nel fare le cose e fa tutto bene per fare piacere al suo padroncino.
ADORA
un amico il suo amico col quale condivide tutto: ideali, giochi, impegni,
dolori, gioie, confidenze e un po' anche i suoi beni, ma ognuno ha la sua casa
dove si ritira a sera.
ADORA
un bambino il suo Papà che lo adora a sua volta e si vogliono un bene infinito:
abitano la stessa casa, stanno sempre insieme e tutto quello che è del Papà è
anche del bambino. Il bambino è felice di suo Papà e il Papà gode un mondo
che il suo bambino cresca in sapienza e grazia presso Dio e presso gli
uomini...
Tutte
adorazioni, vedi? Tutto dipende da te.
Io,
da parte mia ti "adoro", ti voglio un bene infinito, come un amico,
come un fratello...
AMICO
- Oh sì, allora anch'io ti adoro veramente, ma non prostrato pancia a terra, ma
in braccio. Ti adoro, perché mi adori, perché sei un tipo fenomenale e non
ti lascerei per tutto l'oro del mondo.
Ti adoro, mio Gesù, mio amico, mio fratello, mio Dio, mio tutto e sono felice nel sapere che tu mi ami fino a coccolarmi, anche se per adesso non sento il tuo abbraccio con il corpo, ma lo sento nel cuore; anche se io non ti vedo, io so che tu mi vedi e hai gli occhi lucidi lucidi; perché ti piace un mondo che io ti dica che ti voglio bene e che TI ADORO!
Vorrei
proprio che tutti i bambini del mondo e anche i grandi tutti ti adorassero con
me, dal momento che non sono mica geloso, tanto, come ami me non ami mica
nessun altro, non è vero Gesù?
Gesù,
il mio Dio, mi adora! Che cuccagna!
Gli
altri miei amici fanno tifo perché hanno un autografo di un calciatore che
nemmeno conoscono, o perché hanno la foto di un cantante, io sono il più
felice di tutti perché il mio Dio mi adora. Tanto mi "adora" che mi
ha creato, mi ha messo in un mondo stupendo pieno di cose bellissime, mi ha dato
tante persone buone che mi vogliono bene, tanti amici con i quali giocare, mi ha
dato il suo Corpo da mangiare perché diventassi buono come Lui, e poi mi darà
anche la felicità di un Paradiso eterno insieme con la sua Mamma e tutti gli
angeli e i santi.
In
eterno. E, quando si dice eternità, si dice una cosa meravigliosa che non
finisce mai, proprio mai! È meraviglioso Gesù!
E
non ci saranno più esami, solo giocare con te e con il Padre e lo Spirito
Santo!
GESÙ
- Sono contento che il mio amore, che vai conoscendo sempre più, ti renda
felice e sono certo che di questo amore ne parlerai anche a tutti i bambini
tuoi amici che non sanno quanto io li ami tutti, quanto io veramente li adori e
come vorrei che anche loro mi adorassero, perché avrebbero nel cuore la tua
stessa gioia e potrebbero trasmetterla anche ai loro genitori, che spesso sono
così lontani da me.
Ti
voglio annunciatore, ambasciatore del mio amore verso i miei fratelli e i tuoi
fratelli e, per far questo, devi renderti tanto amabile con tutti, che tutti ti
stimino e ti seguano per l'ammirazione che avranno per te, per il tuo studio,
per la tua diligenza, per la tua gioia.
Non
mi far fare brutta figura.
AMICO
- Te lo prometto mio adorato Gesù! Però non mi prostro, ti dispiace?
Preferisco
saltarti al collo e darti un bacione sul naso! Sono certo di fare centro, anche
se non ti vedo, perché tu ti avvicini a me e soprattutto ti stringerò al mio
cuore quando verrai a me nella Comunione eucaristica.
Mammina
mia, sono felice di essere tanto amato da Gesù e sono certo che anche tu ti
sentivi tanto amata da Lui. Aiutami, ti prego, ad essere un suo vero adoratore
come vuole e desidera Papà.
10
GESU’,
TU COME LA VEDI?
AMICO
- Mio adorato Gesù, mi fa una gran pena saperti chiuso lì dentro, stretto,
stretto come un topo in trappola. Se potessi ti porterei in casa mia, nella mia
cameretta, almeno avresti più spazio e poi potremmo stare più tempo insieme.
Qui sei solo e vorrei che tu dormissi, piuttosto di saperti triste per
l'abbandono di tutti. È vero che ci sono momenti, alla domenica, per esempio, e
alla mattina quando c'è la messa, che di gente ne viene abbastanza, ma poi,
tutto il resto della giornata... che fai?
Quando
arrivo io, vorrei raccontarti tante cose, tutto quello che mi è capitato,
quello che ho sentito dire per tenerti informato, ma poi, arrivato qui, mi
dimentico tutto e mi pare che ti basti che io stia con te.
A
me dispiace un mondo che intorno si parli di tutto e non si parli mai dì te,
come se tu non esistessi, e la gente è tutta piena di problemi, arrabbiata. A
me sembrano tutti pazzi.
Gesù,
tu, come la vedi? Da dove sei come lo vedi il mondo?
GESÙ
- Mio amico adorato, ti ringrazio dei sentimenti che hai verso di me e ti dico
la verità, per me, basterebbe il tuo amore, la tua amicizia a giustificare la
mia presenza in questo tabernacolo. Non pensare ché io stia qui stretto: il mio
corpo, ormai non è più come il tuo e in questo tabernacolo ci sto benissimo e
sono circondato di puri spiriti, gli angeli, che non occupano spazio e non mi
lasciano mai solo.
A
me fa tanto piacere che tu venga a raccontarmi tante cose e ascoltarti, ma tu
devi sapere che io da qui, so tutto e vedo tutto perché il mio cuore è come un
satellite, che è posto tanto in alto, che ha la possibilità di scrutare, non
solo quello che appare, ma anche la profondità dei cuori.
Tutto
quello che tu mi dici lo so, purtroppo che la gente è tanto agitata e
sofferente perché si è dimenticata del mio amore e si agita per tante
inutili cose piuttosto che venirsi a sfogare con me e ad imparare come si ama e
si porta con pazienza la croce.
Mi
chiedi come vedo tutto questo? Con molto amore: aspetto pazientemente che si
ricordino di me e vengano da me a ricevere il perdono e la gioia della mia
grazia, cioè tutta quella beatitudine che ho nel cuore e che vorrei riversare
abbondantemente nel cuore di tutti.
Tu
aiutami ad essere come un canale del fiume della mia bontà, perché se vedranno
che tu, dopo l'incontro con me, diventi più buono, più obbediente, più
felice, verranno a cercare la sorgente che è il mio tabernacolo e tu diventerai
una piccola guida verso il mio cuore.
Gli
uomini, sono distratti da tante cose e soprattutto non mi conoscono... sono
come pecore senza pastore, un gregge disperso che brancola qua e là e rischia
di cadere in bocca ai lupi rapaci. Non sono cattivi, sono spaventati, come uno
che nella notte ha smarrito la via e non sa più trovare la strada di casa.
Tu,
amico mio, devi diventare per i tuoi compagni e anche per i grandi, come una
freccia indicativa della salvezza, facendo vedere che sei tutto puntato su di
me. Voglio che tu sia come la segnaletica stradale, perché io sono la VIA per
tutti.
Io
vedo che tutti gli uomini mi cercano affannosamente, senza nemmeno
accorgersene, e nel loro cuore hanno un grande desiderio di me... Sii tu il mio
piccolo pastorello amico che raduna tutti gli agnellini dispersi e li porta
all'ovile del mio cuore.
AMICO
- Gesù, mio carissimo amico e mio pastore, se tu mi starai sempre vicino e mi
aiuterai, se mi saprai indicare quelle pecorelle che ti cercano veramente, io
te le condurrò con gioia qui nel tuo ovile, dove la porta è sempre aperta,
perché tu ci attendi sempre.
(Ora
parla, cuore a cuore con Gesù e digli chi vorresti condurre presto da lui,
perché diventasse suo amico).
Mammina
mia, quando non ci sono io, sta' tu vicina a Gesù, in modo che non si senta mai
solo, ma sta' vicina anche a me, tanto tu lo puoi, in modo che non abbia a
combinare fesserie invece di essere di buon esempio ai miei compagni. Ti mando
un bacione con tutto il cuore. Ciao!
11
GESU’,
SONO STATO MONELLO!
AMICO
- Gesù, forse oggi dovrei
adorarti come un "servo" più che come un amico; perché sono stato
proprio una peste e mi vergogno di chiamarmi "tuo amico".
È
inutile che ti nasconda le cose come sono andate, perché tanto sai tutto. Mi
sono proprio lasciato prendere per il naso dal demonietto, quel Cacciabubu
antipatico ed ho combinato quello che ho combinato!...
Ora, quel bel tipo mi metteva in mente che non sarei più dovuto venire da te, perché tu mi avresti cacciato, ma io ho pensato che non è vero niente, perché tra amici ci si sa perdonare e scusare, altrimenti che amicizia è!
Io
non credo proprio che tu non voglia più ricevermi e che questa sia una
sparata di quel cornuto. Sei troppo buono per segnarti al dito un momento di
debolezza.
Sia
chiaro che non voglio scusarmi, perché sono stato fetente proprio, ma è anche
vero che sono proprio dispiaciuto e pentito e queste non sono chiacchiere
perché tu mi sai leggere bene nel cuore e vedi che sono sincero.
GESÙ
- È vero, mio carissimo amico per sempre, conosco la tua debolezza e non mi
offendo quando un amico riconosce di aver sbagliato. Ricordati che io sono
sempre pronto a perdonare. Quando ci si riconosce monelli e ci si impegna a
cambiare io non mi offendo, e né tantomeno vi caccio ma vi aspetto con le
braccia sempre tese per l'abbraccio della riconciliazione, per il bacio
dell'affetto e della pace.
Non
devi dimenticare mai la tua debolezza e non azzardare troppo di esporti in
situazioni pericolose, con compagni che hanno nella mente e nel cuore desideri e
di conseguenza comportamenti totalmente diverso da quelli che un mio amico deve
avere.
È
bene che ti sappia circondare di amici che siano più sicuri, che abbiano un
linguaggio, un modo di vivere che sia più adatto alle tue scelte, altrimenti
facilmente potrai essere trascinato.
Certo
non devi abbandonarli del tutto e soprattutto non disprezzarli, ma pregare
tanto per loro, perché possa la grazia entrare anche nei loro cuori e diventare
ragazzi secondo il mio cuore.
Quando
si è ancora insicuri, come può essere uno alla tua età, non è bene esporsi
troppo al pericolo, si è certi di cadere, bisogna essere prudenti e frequentare
compagnie allegre e vivaci ma senza ambiguità e senza compromessi.
A
me piacciono ragazzi decisi nel fare il bene e che sanno andare per la loro
strada, disposti a perdere la vita ma non la mia amicizia.
È
necessario che tu preghi molto, che tu sappia avere la mente e il cuore pieni
del mio amore; della mia dottrina in modo che tu possa essere anche coerente
nelle azioni e nelle scelte che continuamente devi fare tra i criteri del mondo
e quelli della nostra amicizia.
La preghiera, sai benissimo, non è tanto dire formule imparate a memoria; certo, anche quelle servono come pro memoria, ma è soprattutto un pensare a me, amandomi, come se l'anima bevesse amore e amicizia, E allora ti senti rinforzato, rassicurato, sostenuto. Ed è vero, perché la mia linfa vitale scorre nell'anima di chi mi vuol ricevere nel suo cuore ed io ti posso cedere così la mia onnipotenza.
AMICO
- Gesù, mio carissimo amico, quando mai posso ritrovare uno come te che non
solo non mi tiene il broncio, né mi rimprovera, ma mi scusa e mi consiglia
perché possa essere più fedele e non combini mascalzonate.
Quello
che conta, dal momento che conosco bene la mia debolezza, è che sappia sempre
far un ottimo rifornimento di preghiera e di prudenza per essere sempre forte
contro tutto e contro tutti, ma soprattutto, che abbia sempre fiducia nella
tua comprensione e nella tua amicizia, sempre disponibile ad accogliermi.
Tu,
Gesù, sei il mio rifugio, e trovo tanta gioia nel poter guardarti negli occhi
in modo che tu possa scrutare la sincerità della mia anima e sentirmi liberato
da ogni ambiguità che mi diventerebbe una catena opprimente. Voglio sempre
guardarti così, da amico ad amico.
Ma
tu stammi vicino, o Gesù, perché senza di te ne combino di tutti i colori.
Stammi
vicino Gesù, soprattutto....
(racconta
a Gesù in cosa ti senti più debole...).
Mammina
mia, scusami anche tu sue ho offeso Gesù e dammi un bacio perché io senta che
anche tu, che sei buona come Lui, mi hai perdonato.

12
AMICO
- Gesù, oggi sono venuto a trovarti per sfogarmi un po', perché ho una
rabbia dentro che mi sento bruciare come un peperoncino. Non mi ero sentito mai
tanto arrabbiato in vita mia, con una gran voglia di piangere e di spaccare
tutto. Non ti nascondo, Gesù, che è perché ho pensato a te che non ho
gonfiato di cazzotti quei tali, perché a me certe cose non si dicono nemmeno
per scherzo!
Per
fortuna sono scappato, altrimenti a qualcuno avrei cambiato i connotati!
GESÙ
- Calmati, amico terribile! Oggi sei proprio pieno di tritolo! Io ti ringrazio
di esserti venuto a sfogare con me e a dirmi la tua pena. Io ti capisco, è
terribile sentirsi offesi, calunniati proprio dagli amici: è come se un fuoco
divorante entrasse nel cuore e dilaniasse tutto. Quello che provi, mio
amichetto disperato, non è che una piccolissima parte di quello che io provo
continuamente stando in questo tabernacolo dove io ho scelto di rimanere per
essere sempre accanto a tutti, vicino alle sofferenze di tutti, soprattutto a
queste brucianti sofferenze che sono le più atroci, quelle del cuore.
Amare
e non essere riamati è durissimo, ma amare e essere disprezzati, dimenticati,
beffeggiati, calunniati è ancora peggio, non ti pare, amico mio? Ma bisogna
continuare ad amare, bisogna continuare a perdonare, anzi a scusare, come io
continuo a fare anche da questa Croce che è il Tabernacolo: "Padre,
perdona loro perché non sanno quello che fanno".
AMICO
- E quindi, non solo non devi disintegrarli, ma anche perdonarli, magari anche
andargli a chiedere scusa!!?..
GESÙ
- Io non ti chiedo che di pregare per loro. Offendendoti, hanno offeso anche me,
perché, ricordati che io ho detto: "Quello che avrete fatto al più
piccolo dei miei fratelli, lo avrete fatto a me"; ed io li ho già
perdonati perché si sono accorti che hanno fatto una mascalzonata che era
cominciata per gioco. E tu?
AMICO
- E va bene, però quest'altra volta che succede li spacco!
GESÙ
- Bel perdono! Non ti ricordi che ti ho insegnato a dire ogni giorno:
"Perdona a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori"? Vuol dire che alla prima volta che mi offenderai, anch'io metterò
il broncio e ti dico: "Ti spacco"! Sei tu stesso che me lo chiedi
con la preghiera del Padre nostro, con il tuo modo di perdonare.
AMICO
- Perdonami, Gesù, invece di venirti a consolare per tutte le offese che
ricevi qui nel Tabernacolo, sono venuto, oggi, con la luna di traverso per
quattro fesserie che hanno detto su di me e poi, tutto sommato, sono anche un
po' vere.
Ma
tu come fai ad essere sempre così paziente, a sopportare tutto, ogni offesa,
senza arrabbiarti mai?
GESU’
- Perché io sono l'amore ed amo veramente e so soffrire per amore superando
ogni offesa, attendendo il ritorno di tutti, perché io voglio il vero bene di
tutti.
Se tu sapessi quanti si accostano all'eucaristia indegnamente venendo a ricevermi con il peccato mortale nel cuore, quanti mi bestemmiano proprio nel sacramento dell'amore e soprattutto, come sono lasciato da tutti, chiuso a chiave, isolato come un carcerato.
Ho
scelto di rimanere, per amore di tutti, in attesa, sopportando tutto, felice
di poter accogliere anche un solo amico che mi ricompensi con il suo affetto.
Impara ad amare, come io ti amo e a saper sempre perdonare ogni offesa, cercando di essere accoglienza per tutti.
AMICO
- "Sì, Gesù, ma tu aiutami, perché lo sai che sono..." Aiutami
specialmente....
(parlane
a Gesù).
Mammina cara, scusami se ho fatto tante storie per così poco; quando mi vedi inviperito ricordami la tua stessa preghiera fatta con Gesù: "Perdona loro perché non sanno quello che fanno". Ciao!
13
GESU',
IL MIO AMICO STA MALE!
AMICO
- Gesù, mio amico prediletto, ti ringrazio di avermi fatto ritornare, qui,
davanti al tuo tabernacolo dove mi sento atteso e accolto. Sono sicuro di farti
contento, perché me lo hai detto pure tu.
Oggi, Gesù, vorrei parlarti di un mio amico che è molto malato. Io che cosa abbia veramente non te lo so dire, perché i grandi, quando parlano sono sempre misteriosi. So che sta male e che non può venire nemmeno a scuola. Dice che morirà presto e tutti sono piuttosto preoccupati.
Io
ho pensato di parlarne con te perché mi sembrerebbe una cosa buona se tu lo
guarissi. Tu hai risuscitato addirittura il tuo amico Lazzaro e quindi guarire
il mio amico è più facile! Non ti pare? In classe hanno detto di pregare chi
un santo chi un altro, ma io ho preferito parlare direttamente con te.
GESÙ
- Grazie, mio piccolo amico, di essere venuto e dell'interessamento che hai per
questo bambino ammalato che ti sta a cuore.
Quando
si ama, e chi si ama soffre, non si può non soffrire con lui, questo ti spiega
anche la mia sofferenza che è proporzionata all'amore che ho per tutti.
Conosco
questo tuo amico e anche il suo male, non preoccuparti, nulla avviene che sia
fuori del piano di Dio, nostro Papà, che unico conosce e vuole il vero bene di
tutti.
Quello
che tu chiedi, giustamente è quello che senti nel tuo cuore, ma sei sicuro che
è il vero bene del tuo amico? Dal tuo punto di vista, certo, vivere tanti anni,
laurearsi, diventare qualcuno che conta è cosa importante, ma viste le cose dal
nostro punto di vista, che è quello vero, la cosa più importante è raggiungere
il Paradiso, come per un fiore portare frutto. Non ti pare?
E
se fosse maturo il tuo amico? Se fosse pronto per il Cielo, vorresti
impedirglielo o gli diresti: "Fortunato tu che sei già stato promosso e
sei arrivato"?
Vedi
come cambiano le cose?
La
vita non vale per la sua lunghezza ma per l'intensità dell'amore, come un
compito, vale se è fatto bene. È bene per te e per i tuoi amici, come per i
suoi genitori, pregare, perché questo non fa che intensificare la vostra
capacità di amare, ma poi dite sempre: "Sia fatta la tua volontà"
perché solo questa è il vero bene. Quello che è importante è che, quando il
cielo della vita secondo le leggi della natura scatenate dal peccato, compie
la sua azione conclusiva, il cuore dell'uomo abbia portato il suo frutto
d'amore.
La
morte, dopo che io l'ho vista e sono risorto, non può più fare male a nessuno
che viva la sua vita unito a me, mentre è una cosa terribile per chi vive in
peccato e precipita nell'inferno.
Chi sta veramente male non è il tuo amico ammalato, ma tutti i tuoi compagni e gli uomini che vivono con nel cuore il cancro del peccato.
AMICO
- Grazie, Gesù, per quello che mi hai detto.
Certo
che mi dispiace perdere un amico, ma sono anche convinto, come hai detto tu, che
non è bello che impedisca ad un amico di consegnare prima il suo compito se è
stato più bravo di me!
Certo,
Gesù, che non abbiamo neanche una idea a posto per giudicare le cose, mentre tu
la sai giusta su tutto. E proprio vero che prima di parlare dovremmo sempre
consultare te.
Certo
non è facile dirlo a sua mamma e a suo papà, questo discorso, e per questo io
farò del mio meglio; ma è più opportuno che gli consigli di venirne a
parlare con te, qui, davanti al tuo altare, dove attendi sempre tutti per essere
la consolazione di tutti.
Per
quanto riguarda il cancro del peccato che rovina un po' tutti, vai a convincerli
i miei compagni e soprattutto i grandi, dal momento che dicono proprio il
contrario!
Io,
Gesù, continuo a chiederti, per il mio amico, per far piacere ai suoi genitori:
"Cerca di ottenere una proroga"! e mi unisco alla tua preghiere per la
conversione di tutti, affinché tutti siano guariti dall'AIDS del peccato. Lo
chiediamo insieme a Papà, lui che non vuole la morte del peccatore, ma che si
converta e viva.
Ci
sono alcune persone, sia dei miei compagni, come dei miei conoscenti adulti,
compreso i professori che veramente mi preoccupano ... (Parlane a Gesù... ).
Mamma
carissima, tu che sei la mamma di tutti, ammalati e sani prega sempre per noi,
ora e nell'ora della nostra morte!
14
SCUSAMI
CESU’!
AMICO
- Ti sarai accorto certamente, oggi, o Gesù, che non avevo nessuna voglia di
venire e che stavo trovando tutte le scuse per andare da un'altra parte! ...
Mi
venivano in mente mille cose da fare, mille impegni strani, e il pensiero di
venire
qui,
più che un appuntamento con te, era venire in un luogo per nulla simpatico: non
ti offendere, ho detto altre volte che a me questa chiesa non piace neanche un
po'. È mai possibile che, con tutte le dichiarazioni di amicizia che
continuamente ti faccio, ci siano giorni che quasi mi rincresce di venire da te?
Non
ti offendere, Gesù, ma con te non posso dire bugie, e poi, se non ne parlo con
te, con chi devo parlarne delle nostre cose, dei nostri rapporti?
Se
non sto attento, in me tutto si basa sul "mi sento" e il "non mi
sento", e mi è facile capire che "mi sento" sempre le cose che
mi piacciono e "non mi sento" quelle che non mi piacciono. Fin qui ci
arrivo anch'io che non si deve andare avanti in questo modo, ma quel che mi fa
rabbia è che a volte non mi "piaccia" e quindi "non mi
senta" di venire da te! Questa è grossa con tutto l'amore che hai per me e
con il bene che anch'io ti voglio.
GESÙ
- Non ti preoccupare, amico mio, e ti ringrazio di questa confidenza, cuore a
cuore.
Non
è facile per te, amico, andare per pura fede ad un incontro con una persona che
non vedi, che non senti, che non tocchi e fai fatica, è naturale, anche se il
tuo cuore è certamente sempre con me.
A
me, dà tanta gioia il sapere che sai vincere sempre queste ripugnanze della
natura e sai condurti, quasi con forza, qui, dove il cuore vuole stare, perché
mi ama.
La
"voglia", il "non sentire" appartiene alla natura che deve
essere presa un po' per le briglie, come si fa con i puledri ed essere
"domata", altrimenti prende il sopravvento e finisce col comandare
lei.
lo
guardo al tuo cuore e mi compiaccio con te del lavoro duro e forte che stai
facendo su te stesso per essere fedele agli impegni, per raggiungere quelle mete
che ti sei prefisse, per essere attento ai bisogni degli altri, per la generosità
con la quale sai superare la fatica, le ripugnanze, i capricci, per diventare
sempre più padrone di te stesso e capolavoro di Dio.
AMICO
- Cala, Gesù, con gli elogi, perché altrimenti mi monto la testa ed è
peggio! Ce ne vuole perché io arrivi ad essere un uomo come te, così perfetto
in tutto, così equilibrato, che fa sempre bene tutto e soprattutto con amore.
Io, Gesù, l'amore non ce lo metto proprio: mi pare di metterci più rabbia che
amore: sia quando obbedisco, sia quando mi butto con testardaggine a fare le
cose che "non mi piacciono" neanche un po'. Credimi, Gesù, che a
volte mi prenderei a schiaffi, tanto che ne vengo fuori con i nervi a pezzi ...
Mannaggia!
GESÙ
- Che cosa credi che sia l'amore: un sentimento evanescente che zucchera
tutto? No, amico serio, è un impegno di fedeltà con sé stessi, con la persona
amata a raggiungere quelle mete che sono il bene per sé, per gli altri, per
coloro che diciamo di amare. Che tutto questo costi tanto, ma lo si faccia ugualmente,
questo è vero ed autentico amore.
Se
tu venissi da me perché "ti piace" sarebbe meno amore che se tu
vieni, anche contro voglia, perché "mi piace".
Hai
capito?
AMICO
- Certo che ho capito, Gesù,
e sono contento di tutto quello che mi hai detto: spero proprio di imparare ad
amare seriamente, alla scuola del tuo amore, e di diventare un tuo degno
discepolo.
Aiutami
ad essere sempre fedele ai miei impegni, sia quando ne ho voglia, sia quando non
ne ho voglia!
Mammina
mia sono certo che se tu guardassi a quello che "senti" sarebbero
poche le persone che ameresti, eppure; tu ami tutti perché Gesù ci ha assegnati
a te come figli. Voglio anch'io amare non per simpatia ma per amore. Ma tu,
aiutami!
15
GESU’,
OGGI NON HO COMBINATO NULLA!
AMICO
- Gesù, oggi non ho combinato nulla, sono stato un autentico lazzarone!
Mi sono alzato questa mattina con la luna di traverso e mi sono trovato con la testa nelle nuvole tutto il giorno senza la possibilità di riprendere la guida della macchina.
A
scuola sono stato richiamato diverse volte, a studio mi sono appisolato sui
libri, in casa, sono uscito a zonzo come una farfalla di fiore in fiore...
Il
tempo mi è passato così, e questa sera mi sento terribilmente vuoto.
Sono
venuto da te, come si va dal medico, per vedere di che cosa soffro, prima che
sia troppo tardi e il male diventi cronico.
Vorrei
proprio che tu non ti vergognassi di me, ma, personalmente, non mi capisco!
GESÙ
- Non ti spaventare, amico mio. Quanto ti succede non è grave e, una giornata
"storta" in cui si perde il timone della barca, è sempre possibile,
quello che conta è come hai fatto: non giustificarsi e riprendere la rotta.
Stai
diventando un uomo, e nel tuo corpo c'è tutta una ebollizione chimica che è più
impegnativa di una bomba atomica: tutto tende a farti crescere, a farti
diventare uomo, nei muscoli, nello scheletro. Questo non puoi non risentirlo
anche sul piano dell'umore, che ti porta ora ad essere giù e ora ad essere su
di giri. Se non ti scoraggi di questi alti e bassi e ti sai continuamente
riprendere per fare il punto della situazione, con nuovo coraggio e anche un
po' di buon umore, tutto si risolverà con la vittoria della tua personalità
su tutte le tue facoltà.
Sappi
ricuperare domani il tempo perduto oggi, involontariamente, accettando
serenamente i contraccolpi della natura in via di sviluppo che è portata a
"sentire" il tempo meteorologico e i ritmi biologici del tuo
organismo. Parlane anche con i tuoi genitori che ti sapranno spiegare bene o con
il tuo Padre Spirituale.
Non
ti fidare di parlarne con i tuoi compagni o col primo che capita, perché
potrebbero saperne meno di te e ingannarti facendoti cadere in qualche trappola.
Diventare
adulti è un impegno serio che investe tutta l'anima e il corpo e devi
esercitarti ad amare Dio con tutta la mente, con tutto il cuore e con tutte le
tue forze, senza nulla temere perché tutto quello che sei e che hai è buono:
nulla è da scartarsi, purché tu lo prenda con gratitudine al Signore, tutto
santificando con la preghiera.
AMICO
- Caro Gesù, con te ci si intende subito: ho capito che hai capito i miei
scombussolamenti anche fisiologici e le conseguenti giornate di crisi. Sono
contento di quello che mi hai detto e che ne posso parlare liberamente, anche di
sesso, con il mio Padre spirituale e con te. Del resto è naturale: perché
tutto quello che appartiene al mio corpo è dono di Papà ed è una cosa bella
altrimenti non ce l'avrebbe data. E tutto deve servirmi per amarvi e per amare.
Io mi dono totalmente a te, o mio amico Gesù, così come tu, in questo
sacramento ti doni a me con tutto il tuo Corpo, il tuo Sangue e la tua divinità.
Mi fa piacere pensare che anche tu, alla mia età hai avuto queste crisi di
sviluppo e che le hai superate parlandone con i tuoi genitori e certamente anche
con tuo Papà che ha fatto tante cose meravigliose.
Dirò anche ai miei compagni di parlarne con te, che è bellissimo.
(Ora
fermati a parlare con Gesù di tutto duello che senti nel tuo cuore... ).
Mammina
mia, Gesù mi ha detto che sto diventando un uomo e che tutto quello che sento
dentro di me è bellissimo, aiutami a mantenere tutto limpido e puro come
desidera Gesù, il mio amico al quale voglio un sacco di bene, perché è forte.
16
AMICO
- Gesù, sai che mi accorgo di volerti, veramente, tanto bene? È un bene
strano, però, perché è totalmente diverso da quello che ho per i miei amici
di gioco, con i quali, più o meno, passo la giornata. È come se tu fossi
sempre con me e non mi abbandonassi mai, anche quando non ti penso, perché
sono impegnato in tante altre cose della mia giornata. Da una parte mi
piacerebbe vederti, toccarti, ascoltarti proprio con gli orecchi e dall'altra mi
accorgo che è tutto come se fosse così, perché quello che provo verso di te
è totalmente diverso da ogni altra presenza.
È
certo che ti voglio bene!
È
un bene fatto a modo mio, come ben conosci, Gesù, ma è tutto quello che ho,
come per mia mamma, per il mio papà, gli voglio bene eppoi faccio il monello.
Io
vorrei essere un bambino perfetto, secondo il tuo cuore e darti tanta
consolazione, perché mi dispiace tanto trovarti qui solo.
Vengo
perché mi fai compassione.
Davanti
ai bar è sempre pieno, sul corso c'è tanta gente che passeggia; perfino in
farmacia c'è sempre pieno, e da te!...
Non
è che la gente non ha tempo, ma... sembra che non ne voglia sapere di te. Non
ti offendere, Gesù mio, ma ho questa impressione ... e mi fai pena.
GESÙ
- Grazie, mio amico e mio consolatore, grazie di essere venuto e di quello che
mi hai detto con tanto affetto.
Vedi, quando istituivo l'eucaristia durante l'Ultima Cena, sapevo benissimo a che cosa sarei andato incontro: non solo a questo abbandono e a questa solitudine offensiva anche da parte di quelli che mi sono scelti per stare sempre con me, e che non hanno invece mai tempo per me, ma anche alle più avvilenti profanazioni, ai più nefasti sacrilegi da parte di persone istigate dal demonio, eppure, sono voluto rimanere ugualmente perché, nel tempo, vedevo bambini come te, amici come te, grandi e piccini, che mi avrebbero amato e avrebbero capito il mio amore per loro.
Mi credi, mio piccolo amico che, se anche in duemila anni di storia eucaristica, tu solo mi avessi creduto e amato in questo Tabernacolo, avrei sopportato ogni insulto per stare con te?
Un'anima
sola, un solo amico per me è tutto, e mi basta per ricompensarmi di tanto amore
e per consolarmi di tanta amarezza.
AMICO
- Mio Gesù, sono davvero commosso di quello che mi dici e non riesco proprio a
capire come si fa a non voler bene a uno così buono, così generoso come te.
Mi
verrebbe voglia di andare fuori à gridare a tutti: "Ma siete impazziti?
Venite tutti, qui, nel Tabernacolo, c'è Gesù, che è il Signore del Cielo e
della terra, che è morto sulla Croce per voi per salvarvi dall'inferno, per
farvi diventare figli di Dio e voi ve ne state a giocare a carte, ad ammazzare
il tempo per le strade .... Venite! Venite! Ma sono certo che mi prenderebbero
per scemo, come fanno ogni volta che dico o si accorgono che vengo a trovarti.
Tu,
Gesù, non piangere, non ti lasciar prendere dallo sconforto, può darsi che le
cose cambino e si accorgano di quanto sono scemi loro a preferire delle cose
stupide alla tua compagnia.
Voglio
che tu mi sappia sempre vicino a te, con il cuore pieno di gratitudine per tutto
quello che sei per me e, con il tuo aiuto, penserò spesso a te, e anche da casa
mia, o dovunque mi trovi, ti manderò i miei baci più affettuosi, perché ti
voglio veramente bene.
Anche
la sera quando vado a letto e tu ti trovi qui, solo solo, con solo quella
lucetta, ti penserò e ti dirò come adesso:
"Ti
amo, o mio amico, Gesù! E tu non ti sentirai solo! (Parta con Gesù...).
Mammina
mia, aiutami ad amare tanto, tanto, Gesù e a farlo amare da tutti i miei amici
in modo che non si senta troppo sconsolato e solo. Tu, Mamma, amalo anche per me
e ricordami spesso di pensare a Lui che gli fa piacere.
17
GESÙ
HO DATO BOTTE AD UN MIO FRATELLO!
AMICO
- Gesù, sono imperdonabile, forse, ma devo confessarti che mi sono sfogato,
come un vigliacco, su un ragazzo più piccolo permettendomi il lusso di
prenderlo a botte, come se fosse un orsacchiotto qualunque. Mi trovavo nervoso
e sull'agitato... e davanti ad un po' di storie che quello ha fatto, mi sono
messo a menarlo per far vedere la mia superiorità. Lì per lì mi sembrava
giusto, poi mi sono sentito un verme, soprattutto davanti a tutte le
dichiarazioni che io faccio contro il razzismo e l'emarginazione. Mi verrebbe
voglia di prendermi a schiaffi!
Certe volte, non mi capisco: mi ribolle tutto dentro quando qualcuno dei grandi si mette a fare il gradasso con me e mi stuzzica o mi da pedate, come con un pallore e quando lo faccio io ... con quelli che sono inferiori a me, sia in casa che fuori....
Chi
ci capisce qualcosa con questa testa che mi ritrovo?
Non
è che la testa mi serva solo per pettinarmi!.... Quando mi viene in mente, poi,
che tu hai detto che quello che avremo fatto al più piccolo l'abbiamo fatto a
te... mi cadono le braccia e mi sembra di averne picchiati due e non uno solo!
Perdonami,
Gesù!
GESÙ
- Già fatto, amico terremoto.
Bisogna che tu impari a controllarti di più, ad accettare meno di essere nervoso, come dicono i grandi, e a non permetterti di fare quello di cui, poi, subito ti penti. Prima di fare qualunque cosa devi riflettere seriamente se quello che stai per fare vale la pena o no, senza reagire immediatamente, come fa il cane, quando gli si tira la coda. E tu non sei una bestiolina, ma un uomo!
Non
devi scoraggiarti di far fatica ad educarti, a domare la tua belva, ma con
pazienza e perseveranza, sapendoti anche dare qualche frustata solenne, imparare
a mortificarti un po' a ridurre il tuo corpo in schiavitù, cioè a diventare
padrone di te stesso. E non è piccola cosa.
Che
si cresca in altezza e in peso è un fatto naturale, ma per diventare padroni
di sé comporta un lungo lavoro, paziente e continuo sulle proprie passioni e
sui propri istinti, fatto con forza e decisione, senza permettersi scuse né
piagnistei ... dopo, come il classico coccodrillo. Una buona lezione da dare
alla tua impetuosità sarebbe che alzandoti da qui te ne vai diritto diritto da
quello che hai malmenato e gli chiedi scusa, dichiarandoti... quello che sei
e, magari, facendogli un piccolo regalo, se conosci i suoi gusti. Facendo così
ogni volta, costringendoti a umiliarti pubblicamente, stai pur certo che, poco
alla volta, il palloncino dell'ira si sgonfia!
AMICO
- Questo mi costa un poco, mi sento diventare tutto rosso già a pensarlo. E
se ci fossero dei miei amici che sentono e che lo vengono a sapere?
GESÙ
- Meglio ancora: la lezione sarebbe più efficace. Io certo sarò presente e
mi congratulerò con te, perché ci vuole certamente più coraggio a fare questo
che a picchiare uno inferiore di anni e di forze!:..
AMICO
- E va bene! Promesso. Non posso permettermi il lusso di diventare un
violento, un prepotente e soprattutto mi sconvolge l'idea che i pugni vanno a
te.
Quanta
pazienza ti occorre, mio amico carissimo e malmenato. Mi dà fiducia solamente
la tua fiducia e un po' la serietà che voglio metterci nel correggermi per
diventare un galantuomo, non un bestione temibile, come un gorilla senza gabbia,
pericolo della città.
Ti
chiedo ancora scusa, Gesù, e vado a chiedere scusa alla mia vittima; speriamo
che la trovi disponibile e non combini altre fesserie.
(Gesù
e se … me la prenderà in santa pace porgendo l'altra guancia!) Mammina
aiutami, perché il momento è drammatico ed io mi sento terribilmente
debole... e confuso! Fa che non rovini tutto!
18
GESU’,
CHE COSA TERRIBILE È LA GUERRA!
AMICO
- Gesù, mio amico carissimo, prima di tutto ti adoro e ti amo con tutto il
cuore. Ti adoro qui e in tutti i tabernacoli del mondo dove tu hai voluto rimanere
sempre presente, nelle grandi cattedrali artistiche, ma anche nelle capanne
dei poveri villaggi della foresta, ovunque attendi che gli uomini vengano a
cercare consolazione e pace.
È
proprio della Pace che ti vorrei parlare oggi, Gesù, perché sono tutto
spaventato da tutti quei documentari che trasmettono alla televisione che fa
vedere che cosa combinano gli uomini da una parte all'altra del mondo!
Io,
quando ero piccolo, guardando i films del Far West, con Viso pallido e Toro
Seduto, quelli, sai, in cui all'ultimo momento "arrivano i nostri" e
c'è la carica e si vince sempre... pensavo che fosse solo un film ... Ma ora,
che sono grande, vedo e so che fanno sul serio e si ammazzano senza pietà. Ora
poi che ci sono queste armi micidiali, come quelle chimiche, i missili, le
atomiche, è un vero disastro.
Fanno
vedere bambini che sono schiacciati sotto le macerie o che piangono spaventati,
mamme che gridano, uomini fatti a pezzi ammucchiati per le strade ...Ma siamo
diventati matti?
Noi bambini ci bisticciamo anche noi, ma poi facciamo pace; ma questi deficienti dei grandi continuano a parlare di pace, ma poi finiscono da una parte e cominciano da un'altra peggio di prima. È così bella la vita, perché la guerra?
GESÙ
- Mio amico, beato te se sarai un operatore di pace.
Tu
sai benissimo che mentre io nascevo nella grotta di Betlemme gli angeli
cantavano a tutto il mondo: "Gloria a Dio nell'alto dei Cieli e pace in
terra agli uomini che Dio ama"!
In
questo canto c'è tutto il segreto per la pace. Ti spiego:
Dio,
l'Amore, è il perno di tutto l'universo: se togli una ruota dal suo
ingranaggio, dal suo perno, diventa come impazzita, fa disastri.
Senza
la coscienza dell'amore che è Dio, senza la certezza che ogni uomo è amato da
Dio e che quindi è preziosissimo davanti a lui, il mondo si divide in
potenti-prepotenti e poveri-sfruttati, in Nord e Sud, in laureati e analfabeti,
in bianchi e neri...
Per
me siete tutti miei fratelli e non avete altro dovere da compiere che amarvi,
condividendo tutti ugualmente il pane quotidiano, le pene e le gioie di ogni
giorno.
La
guerra scoppia nel cuore dei prepotenti che mai sazi di "avere", perché
il cuore senza Dio non è mai sazio, pur di diventare sempre più ricchi, sono
capaci di uccidere e di far morire in mille modi spaventosi i loro fratelli.
AMICO
- E tu perché non uccidi prima tutti loro? Così la smettono di fare gli
assassini?!
GESÙ
- Bravissimo, hai pensato a quello che hai detto?
Papà non vuole la morte di nessuno, attende solo, pazientemente, che si convertano, fino che hanno tempo. Verrà il tempo che tutte queste cose saranno giudicate non dal tribunale degli uomini ma da quello dell'Amore che sarà senza misericordia per chi non ha avuto misericordia.
Papà
guarda alla famiglia umana come fa un buon papà che vede che ì suoi figli si
azzuffano, ed i buoni sembrano avere la peggio: attende che l'amore dei buoni
faccia rinsavire i più malvagi, fino a quando io verrò a giudicare la terra,
chiedendo ad ognuno che cosa ha fatto a suo fratello!
Ricordi?
Tu
fa' in modo che nel tuo cuore ci sia sempre la Pace di Dio e guarda ad ogni uomo
come ad un fratello col quale condividere tutto, senza mai discriminazioni e
sarai così un vero portatore di pace sulla terra.
Io
guardo con tanta compassione e con tanta tenerezza a tutte le vittime della
violenza: continuo a rimanere accanto a loro nel silenzio del loro tabernacolo
e nel loro cuore così che, dove c'è un oppresso, un violentato, un ucciso, là
ci sono io.
"L’avrete
fatto a me!"
Da
questo tabernacolo io vedo ogni lacrima, sento ogni grido, accolgo ogni
disperazione ed ogni sospiro.... Soffro con tutti e giudico!
AMICO
- Ti offro la mia piccola sofferenza che accoglie le vittime di tutte le
guerre e la voglio mettere nella tua grande sofferenza. Aiutami ad essere sempre
nel perno, mai una ruota impazzita, e fa che porti nel cuore sempre l'amore per
tutti.
Donaci lo Spirito del tuo amore, perché tutti ci possiamo amare come fratelli e, se proprio non si devono ammazzare i cattivi, spara nel loro cuore tanto amore, una mitragliata di grazia, così che si convertano e diventino meno criminali.
(Prega
per tutte quelle situazioni di discordia e di guerra che conosci).
Mammina,
tu, che sei la Regina della Pace, cerca di mettere un po' di sale in zucca a
questi capoccioni che fanno la guerra e che vogliono comandare su tutti e
impossessarsi di tutto, perché mettano un po' di testa a partito e si facciano
i fatti loro, sapendo che poi dovranno vedersela con Gesù, quando verrà a fare
il giudice sul serio. Allora ti voglio!
9
GESU’,
NON TI PUOI TAPPARE LE ORECCHIE
AMICO
- Gesù, oggi sono venuto a
trovarti con un desiderio solo: distrarti un po'. Così, quando parli con me e
ascolti quello che ti dico, non senti tutte quelle brutte bestemmie che ti si
dicono continuamente.
Bravo!
In questo modo ho finito col dirtelo o, quanto meno ricordartelo!
Credimi,
Gesù, che quando ascolto certe bestemmie dei grandi e di qualche moccioso dei
miei compagni, che crede di fare il gradasso, mi montano i nervi e mi metterei
a morsicarli come un leone. Ma mi domando e dico: sono pazzi!
Per
qualunque cosa se la prendono con te, o con Papà, o con la Madonna, o con i
santi!
Inutile
dirti che qui salterebbe fuori, subito, subito, la mia medicina veloce,
veloce... Se io fossi al tuo posto!...
Perdonali
Gesù, qui, veramente, dico anch'io "non sanno quello che dicono"!
GESÙ
- Mio carissimo amico dinamitardo, ti ringrazio dì quello che mi dici e dei
sentimenti affettuosi che hai nei miei confronti: veramente le tue parole
consolano il mio cuore e, se anche ascolto ugualmente tutto, la tua bontà mi
dà sollievo.
La
bestemmia è il linguaggio del demonio, che, nonostante il mio amore, ci odia e
cerca di travolgere nella sua rabbia anche gli uomini, che così follemente
amiamo:
Il demonio, approfitta dei momenti di debolezza dell'uomo, di incoscienza, per suggerirgli nefandezze nei nostri confronti, e l'uomo, non solo ci cade, ma poco alla volta ci prende il vizio, con tanta soddisfazione di tutto l'inferno.
La
bestemmia è il peccato più brutto, perché è il più insensato, veramente il
più diabolico, perché mira, senza senso, direttamente ad offendere DioAmore.
Ancora
una volta, soffro di questi insulti, di questi sputi, ma attendo, con la
consolazione confortante dei miei amici fedeli, che anche i bestemmiatori più
incalliti imparino ad amarmi e possono poi con i miei amici, cantare le lodi a
Dio eternamente.
Quando
senti bestemmiare, dimmi, nel tuo cuore, che mi ami anche per chi bestemmia e
offrimi il disgusto che senti, in riparazione e per la conversione di tutti.
Non
permettere a nessuno di bestemmiare davanti a te e, se proprio non puoi fare
altrimenti, allontanati dalle persone e dai luoghi in cui mi si offende in
questo modo nefasto, perché questo orribile vizio inquina tutto e tutti.
Si
comincia col dire: "Mi scappa, nei momenti di nervosismo" ed è la
fine. Bisogna sapersi liberare l'udito, la mente e la lingua da questo cancro
mortale.
Ogni
bestemmia è un gradino verso l'inferno: è come aprire la botola ed imparare il
linguaggio dei dannati.
AMICO
- Mio amico, tanto insultato e tanto buono, che sia sempre sulle mie labbra la
tua lode e mai la bestemmia!
Tu
lo sai, Gesù, che non mi fido troppo dei miei propositi, ma è certamente un
mio desiderio profondo sentirti lodare da tutti e non mi permetterei mai,
davvero, di dire una bestemmia: se sono un uomo non bestemmio: perché, se non
credo perché dovrei offendere il Dio che gli altri amano e, se credo, perché
dovrei bestemmiare chi mi ama?
Voglio
imparare a memoria quella preghiera che la chiesa fa dire proprio per riparare
gli oltraggi che ricevi:
Dio
sia benedetto
Benedetto
il suo Santo nome
Benedetto
Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo.
Benedetto
il nome di Gesù
Benedetto
il suo Sacratissimo Cuore
Benedetto
il suo Preziosissimo Sangue
Benedetto
Gesù nel SS. Sacramento dell'Altare
Benedetto
lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta
la Madre di Dio Maria SS
Benedetta
la sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta
la sua gloriosa Assunzione
Benedetto
il Nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto
S. Giuseppe suo castissimo sposo
Benedetto
Dio nei suoi Angeli e nei suoi Santi.
Sei
contento, Gesù?
Sei
contenta Mammina mia? Ciao! A domani!
20
GESU’,
IERI NON SONO VENUTO A MESSA
AMICO
- Mio carissimo amico Gesù, sono venuto oggi a scusarmi perché ieri, con tutta
la famiglia, abbiamo disertato proprio la tua casa. Avevamo programmato un
viaggio, tutti insieme, per andare a trovare amici e pensavamo proprio di
poter assistere anche alla Santa Messa, poi invece... è finita male. Credimi,
Gesù, che non lo abbiamo fatto apposta. Anche Papà e Mamma erano tutti
dispiaciuti.
È veramente una cosa brutta passare una domenica senza celebrare tutti insieme l'Eucaristia, senza festeggiare con te il Giorno del Signore. Spero proprio che non capiti più.
Ma
sai, Gesù, quello che mi è dispiaciuto di più è che, quando lo abbiamo detto
a quei nostri amici, ci prendevano in giro, più o meno dicendo che queste sono
cose sorpassate e che vanno bene per preti e suore... Questo mi è proprio
dispiaciuto.
Ma
che domenica è, se non è il giorno del Signore? Che giorno del Signore è, se
tu non sei al centro della nostra gioia?
Che
cosa vuol dire macinare chilometri, se non veniamo verso di te e tu non sei con
noi?
È
così bello ritrovarci tutti insieme, vestiti a festa, con il cuore in festa,
farsi visita, essere spensierati, sederci a tavola con più calma, giocare tutti
insieme, andare a trovare gli ammalati, ma è soprattutto bello sentirsi
fratelli, uniti intorno allo stesso altare:
ad
ascoltare la tua parola, a fare la nostra offerta per i più poveri, a
scambiarci il segno del perdono e della pace, a cantare insieme il Padre Vostro,
a ricevere il tuo Corpo e il tuo Sangue, come "pegni" della nostra
gloria futura.
E
quei bei tipi dicevano che sono stupidate! Facciano quello che vogliono, ma per
me la domenica è il tuo giorno, o mio amico e mio Signore!
GESÙ
- Grazie, mio piccolo e grande amico, anche se non sei potuto venire, ieri io
ero con te in quel disagio che sentivi di non poter partecipare e in quel
desiderio grande che avevi di ricevermi nel tuo cuore.
Sai
benissimo che non mi offende l'impossibilità, ma l'indifferenza, o peggio, il
rifiuto di avermi come commensale al banchetto della loro presunta festa.
Non
c'è festa senza di me, che sono la fonte unica di ogni autentica gioia.
Papà
si è riservato un giorno, perché gli uomini si riposino dalle loro fatiche
quotidiane, si ricordino di fare il punto sulla loro rotta verso la patria del
cielo, e sperimentino la gioia di sentirsi fratelli, riconoscendosi figli di
un unico Padre e cantino insieme la vita. lo ho dato il mio Corpo e il mio
Sangue per il banchetto della condivisione e ho voluto partecipare con voi
all'offerta della gratitudine, coinvolgendo, nella vostra stessa festa, la mia
Mamma e tutta la Chiesa trionfante fatta di Angeli, Arcangeli e tutti i Santi
che cantano con voi: Santo, Santo, Santo!'
Lo
Spirito Santo, nel Giorno del Signore, non solo raccoglie, convocandolo, tutto
il Popolo di Dio, ma lo rende unito nel Fuoco della nostra stessa Carità e
dispensa la ricchezza di tutti i suoi doni, secondo le necessità di ciascuno e
il bene di tutta la comunità, che è la mia Chiesa.
La
Madonna è felice di vedervi tutti raccolti in un solo cuore, in una sola
invocazione, per le necessità di tutti e sa sempre chiedermi, come per le nozze
di Cana, il "vino migliore" per la vostra gioia.
Quando
fate festa con noi, con voi giocano gli Angeli ed il frutto è la Pace profonda,
che ha la sua sorgente nel cuore.
La
Pace che io do è diversa da quella che dà il mondo, e non costa nulla, si
attinge gratuitamente dal mio cuore.
"Chi
ha sete venga a me e beva, se crede, fiumi di acqua viva scaturiranno dal suo
seno".
Io
non impedisco di divertirsi, di giocare, di fare passeggiate; voglio solo
partecipare con voi, per essere il senso di tutto, la corrente continua
dell'efficacia della vostra esistenza.
AMICO
- Amico mio Gesù, io ti voglio sempre con me, al mio fianco e, più ancora,
dentro il mio cuore con il Padre e lo Spirito Santo, così la terra sarà ancora
come il Paradiso terrestre, quando tu passeggiavi con i nostri progenitori,
prima che facessero la fesseria di escluderti dal loro gioco per mangiarsi una
mela.
Sono
convinto, Gesù, che se la domenica la festeggio con i miei, in comunione con
te, anche tutta la settimana sarà come elettrizzata dalla vostra presenza
divina e tutto sarà più bello, perché condiviso fra terra e Cielo. È
meravigliosa la nostra vita: ora la viviamo un po' all'oscuro, perché tante
cose non le sappiamo vedere con gli occhi, perché siamo abbastanza miopi,
ma... presto, presto!
Grazie,
Gesù, anche da parte della mia famiglia, per tutto quello che hai organizzato
perché la nostra vita sia sempre una festa!
(Parla
a Gesù di tutti quelli che sai che intendono la festa senza Dio...).
Mammina
mia, scusami anche tu per ieri, ma non lo abbiamo fatto apposta; e poi, il santo
rosario a te lo abbiamo detto 'ugualmente, in macchina, prima di sentire la
partita! Ciao!
21
GESU’,
COSA VUOI CHE IO FACCIA DA GRANDE?
AMICO
- Ciao, mio amico adorato, oggi voglio parlarti di problemi seri che mi
interessano un sacco: uno in modo particolare: "Che devo fare quando sarò
grande?
Te
lo chiedo, Gesù, perché tutti hanno le idee chiare e sparano con certezza:
"Io farò questo, io farò quest'altro".
Chi
ci capisce qualcosa?
Oltre
tutto te lo chiedo, non solo per avere un parere, ma perché vorrei fare
veramente la tua volontà, perché tu solo sai quello che è bene per me e,
attraverso me, per gli altri.
GESÙ
- Grazie, mio inseparabile amico, di essere venuto e di confidarmi la tua pena.
Non devi preoccuparti assolutamente di questa instabilità nell'orientare la
tua vita. È normale che tu sia incerto nella direzione da prendere e non lo
sono meno i tuoi compagni, che asseriscono tante cose.
Non
è questo il momento di certe scelte.
Alla
vostra età bisogna mettercela tutta per porre le fondamenta per la costruzione
e, tanto più sono solide e profonde, tanto più vi si potrà costruire sopra
grattacieli e non castelli di carta.
Ora
è tempo di crescere sani: mangiando, dormendo, giocando quanto basta, tanto
da conservarsi un fisico atletico, ben disposto a sopportare la fatica; poi è
il tempo di studiare il più possibile, non solamente quanto richiede la
scuola, ma quanto è utile per la vita, senza mai perdere "tempo", che
è un grande dono che Papà vi ha fatto, insieme con l'intelligenza e la
libertà.
È
necessario che, anche, ti eserciti manualmente a saper essere autosufficiente in
tante arti e mestieri che la vita richiede e che la fanno bella, in modo da
essere anche tu un creatore in piccolo come il tuo Papà, Creatore di tante cose
meravigliose, che fanno stupendo l'universo.
Devi
crescere, pulcino mio, e poi vedremo cosa saprai diventare con il tuo impegno
quotidiano, con il tuo sforzo generoso: sarai quello che ora ti impegni
costantemente ad essere.
Ricordati
che non si improvvisa nulla e i rimpianti non servono che a fare delle persone
lagnose, che non piacciono ne agli altri né a sé stesse.
E
importante, mio carissimo, che già fin d'ora non faccia della vocazione una
ricerca o uno sfizio personale, ma una ricerca serena con me della volontà del
Padre, perché è certo che Papà, creandoti, ti ha arricchito di tutte quelle
doti che ti serviranno per la realizzazione del suo piano d'amore. Tu scoprirai
questo piano come in una caccia al tesoro, guardando dentro lo scrigno della tua
vita e valorizzando talento su talento, senza mai smettere di giocare il
meraviglioso gioco della vita.
Ad
un certo punto, non potrai che essere quello che sei e, guardandoti, vedrai
chiaramente la volontà del Padre nella tua gioia e nel nostro sorriso.
Il progetto unico, verso il quale tutto convergerà, deve essere la tua santità, che corrisponderà alla tua perfezione di persona, di capolavoro di Dio, per la sua Gloria e per la gioia di tutti.
AMICO
- Lo dicevo io, che era troppo presto pensare seriamente a che cosa fare quando
ancora non conosco bene che pesce sono o, come hai detto bene tu, Gesù, se
diventerò un pollastro o un tacchino di dodici chili, o rimarrò un pulcino
pigolante e basta. Voglio diventare, Gesù, quello che vuoi, e voglio fare onore
al mio Papà che mi ha creato come un prodigio, quando mi ha tessuto nel seno
di mia madre, dopo avermi pensato, prima ancora di creare tutto l'universo.
È
meraviglioso!
Anche
i miei genitori saranno felici di vedermi felice e potrò fare tanto bene a
tutti, come facevi tu, che prima facevi il falegname con papà Giuseppe, ma già
eri il salvatore del mondo, il prediletto del Padre.
Quello
che è certo è che non mi interessa far soldi, ma essere santo, in quel modo
che studieremo insieme con te, mio Gesù!
(Pensa
con Gesù quali sarebbero i tuoi desideri e confrontali con lui....).
Mamma,
ti chiedo di preparare la mia mamma a lasciarmi fare la volontà di Dio, ad ogni
costo, anche se dovesse essere una cosa che a lei costa molto, perché mi
porterebbe molto lontano da lei.
Mi
raccomando, sarebbe brutto vederla piangere, ma io non potrei fare altrimenti,
perché Gesù ha detto che, chi non lascia il padre e la madre, non è degno di
lui.... E questo, mi dispiace, ...Insegna ai miei genitori a distaccarsi un
po'!....
22
GESÙ,
CHE COSA VUOL DIRE RIPARARE
AMICO
- Gesù, mio amico silenzioso, che attendi sempre la mia visita quotidiana e che
riempi il mio cuore di tanta serenità, oggi vorrei chiederti una spiegazione
su un tema che mi è un po' astruso, o quanto meno, confuso in testa: quello
della riparazione. Sento spesso dire che bisogna riparare: alla sezione di
autunno se si è stati rimandati in qualche materia, si ripara una macchina
guasta, ma io a te che cosa dovrei riparare, mica hai sbagliato qualche cosa o
hai qualcosa di guasto, tu!
Dicono
che bisogna riparare per i peccatori, per quelli che fanno i criminali. A quelli
bisognerebbe riparargli la testa con una di ricambio, ma non è purtroppo
possibile.....
Mi
puoi fare le idee un po' più chiare, Gesù?
GESÙ
- Tu, amico carissimo, mi chiedi di spiegarti quello che già fai così
generosamente ogni volta che mi pensi, preghi, mi dichiari il tuo amore e vieni
a trovarmi in questo tabernacolo, dove io Sono lasciato solo dai miei fratelli
che amo.
La
tua presenza affettuosa mi ripaga di tanto affetto donato a tutti e non
corrisposto che da pochissimi. L'intensità del tuo affetto mi ripaga,
"ripara" e mi allevia il dolore per tante ferite che infliggono al mio
cuore tanti fratelli che non solo si rifiutano di amarmi, di riconoscere il mio
amore senza limiti per loro, ma mi offendono in ogni modo, soprattutto in questo
sacramento del mio Corpo e del mio Sangue. Se tu conoscessi, amico mio, quanti
sacrilegi, quante comunioni indegne, quante profanazioni per mano di venduti a
satana e come il mio cuore sanguina per loro, capiresti come mi è gradita la
tua presenza riparatrice, le tue parole gentili, il tuo ricevermi nel tuo
cuore come dolce ospite della tua anima.
È
l'amore che ripara le mancanze di amore da parte degli uomini, e quindi ogni tuo
gesto, anche il più insignificante, d'amore, in tutte quelle forme che il tuo
cuore affettuoso ti saprà suggerire, tutto questo mi dà tanta gioia e mi aiuta
a dimenticare ogni offesa ricevuta. Il tuo cuore, insieme al mio, raggiunge
anche il cuore di chi mi è nemico e lo stimola a ricredersi, a chiedere
perdono, a ravvedersi, ed è un forte richiamo di grazia che può salvarlo.
Io
non ti chiedo i grandi sacrifici, che hanno fatto i santi, pur di salvare le
anime, ma offrimi tanti piccoli fioretti, profumati dal tuo amore e avrai la
gioia di essermi di consolazione ed aiutarmi a salvare quelli che mi fanno
soffrire, ma che io amo.
AMICO
- Gesù, ma io ho letto che Giacinta e Francesco si battevano con le ortiche per
farsi male, che portavano una corda con tanti nodi stretta intorno ai fianchi,
ho sentito parlare di cilizi che, mi pare, siano-coli-di ferro che fanno male
alla pelle....
GESÙ
- Non ti chiedo tanto: mi
basta che tu metti tanto amore in quello che fai, quando soprattutto ti costa
molto, per esempio: mangiare tutto quello che la mamma ti prepara senza fare
boccacce, rinunciare a qualche gelato o a qualche cosa, saper sopportare una
offesa, un insulto, uno schiaffo immeritato; rinunciare a qualcosa che potresti
comperarti e fare un'offerta ai poveri, sopportare un qualche malanno senza fare
tante storie....
Ecco,
tutto questo, fatto per amore, non solo ti educa, ma è anche
"riparazione" di tutta la ingratitudine umana e ti prepara un'anima
sensibile, capace di grandi rinunce, quando sarai più grande e più generoso.
AMICO
- Grazie, mio carissimo amico Gesù, ora ho le idee più chiare e voglio
impegnarmi seriamente a non fare tante storie, ma ad essere un po' più spartano,
per amore tuo. Posso rinunciare, per esempio: alle cose firmate, a far finta di
avere fame ingubbiandomi di pizzette o di pasticcini, con continue merendine,
ché poi, quando arrivo a casa, non ho più voglia di mangiare e faccio soffrire
la mamma che ha fatto fatica a preparare cose buone per noi. Tutto questo spero
di poterlo offrire ogni giorno, certamente con amore, e mi fa tanto piacere che
possa appartenere alla schiera dei tuoi "riparatori" che ti danno un
po' di consolazione, o mio Gesù, così bistrattato da tutti.
(Per
questi giorni penso di offrirti come fioretto...).
Mammina
mia, io mi impegno a fare queste piccole cose, in modo nascosto a tutti, e può
darsi che mi scappi anche qualche bugia, ma tu cerca di far capire a mia mamma
che, se mangio di meno e perdo un po' di pancetta, non sono ammalato grave! Voi
mamme siete sempre allarmate di nulla.
Tu, Mamma, suggeriscimi anche qualche
penitenza, come facevi con i pastorelli di Fatima. Grazie di tutto e ciao!
23
GESU’,
MI PARLI UN PO' DEL MIO ANGIOLETTO?
AMICO
- Sai, Gesù, oggi sono arrivato per miracolo. Mi ero messo a giocare con i miei
compagni e proprio, non mi ricordavo più nulla; avrai provato anche tu,
quando si fanno le cose sul serio, si dimentica tutto. Ad un certo punto mi sono
sentito una vocetta dentro, che mi diceva: "Gesù ti aspetta"!
Ed
eccomi qui! Sono certo che è stato il mio angelo custode, non è vero?
GESÙ
- Certamente, mio simpatico amico.
II tuo angioletto, quello che il Padre ti ha donato al momento stesso della tua nascita e che porta il tuo stesso nome di battesimo, ti è sempre al fianco, non ti abbandona mai ed è sempre pronto a suggerirti cose buone e, soprattutto, a difenderti dal demonio, quello che tu chiami Cacciabubù.
È
difficile descriverti la bontà, la bellezza, l'intelligenza e la potenza di
una creatura che l'Amore ha inventato per mettere accanto ai suoi figli, in modo
tale che non siano mai soli, indifesi, davanti alle insidie dei mandati dal
demonio per farvi del male ed impedirvi di venire verso la Vita.
L'angelo
custode è portatore, per te, di tutte quelle grazie attuali di cui hai
bisogno per vivere la vita di comunione con Dio e che tu rendi efficaci
rispondendo all'invito delicato e forte che lui cortesemente ti fa.
Di
questo servizio lui è molto contento, perché è obbediente alla sua vocazione
ed è felice quando tu rispondi affermativamente, come fece la mia Mamma al suo
Angelo: "Eccomi"! Ricordi?
Mentre
il demonio è un angelo, così l'ha creato Papà, che, per orgoglio, non ha
voluto obbedire e si è ribellato di servire dei bambini tanto amati da Dio da
farli diventare suoi Figli.
II
demonio le studia di tutte per farti trarre in inganno, perché è bugiardo ed
è potentissimo: ha ancora tutti i talenti che Papà gli ha regalato; ma lui ci
ha aggiunto orgoglio, malizia, rabbia, odio .... E come un cane legato alla
catena: solo se ti avvicini può morderti. Sai, l'ho lasciato sfogare su di me,
fino a diventare la sua vittima preferita, ma poi, quando Papà mi ha fatto
risuscitare, il demonio è rimasto come un cane senza denti: può mangiare solo
zucchine lesse.
Se
stai sempre con il tuo Angioletto, non oserà avvicinarsi: contro di lui non può
nulla, che tu gli permetta. Stai quindi molto attento a distinguere bene le loro
voci.
AMICO
- E come faccio a distinguerle?
GESÙ
- È facile. Il tuo Angioletto ti parlerà sempre di cose buone, che possono
costarti, inizialmente, anche qualche sacrificio, ma ti lasceranno sempre
contento, capace di guardarti nello specchio senza vergognarti, di cercare il
mio volto nel tuo cuore sorridendo, ti lasceranno riposare nel tuo lettuccio
senza rimorsi e con una gran voglia di vivere. Il demonio, invece, non credere
che ti proponga sempre cose brutte, no; si contenterà, inizialmente, di cose
poco chiare, un po' ambigue, un misto tra bene e male, una specie di insalata
russa di tutto..., dicendoti che tutti fanno così, che in fondo non c'è nulla
di male, che sei un uomo, o... che poi ti confesserai.... Non metterti a
discutere con lui, chiama subito il tuo Angioletto e vedrai che lo sistemerà
lui per le feste.
Il tuo Angioletto ti inviterà a seguire i comandamenti di Dio, i consigli della mamma e del Papà, ad essere studioso e puntuale, oltre che educato e leale con tutti, mentre l'altro ti inviterà ad avere comportamenti diversi, quando sei solo e quando ci sono papà e mamma, quando ci sono alcuni amici, e quando ci sono altri ... Ti porterà a creare divisioni, discussioni senza fine, a bisticciare con tutti, ad essere violento, non vorrà che tu preghi e che tu mi venga a trovate; ti proporrà come modelli i più sbandati, che fanno finta di essere grandi fumando e dicendo parolacce.....
Segui
il tuo Angelo custode e non ti addormentare mai la sera senza aver rivisto la
tua giornata con lui, per riposare fra le sue braccia, felice, quando è ora di
fare nanna!
AMICO
- Mio carissimo Gesù, ma le avete pensate tutte, pur di fare di me un
capolavoro. Io sono una potenza, con un amico come il mio Angioletto. Voglio che
sia sempre contento e voglio chiacchierare con lui molto, prima di fare delle
scelte. E non mi
muoverò,
fintanto che non sono sicuro del suo consenso.
(Prega anche gli Angioletti dei tuoi
compagni che sono tristi, perché non sono mai ascoltati...). Mammina, che cosa
stupenda avere un angioletto meraviglioso al mio servizio, che è capace di
cacciare Cacciabubù a pedate, a farsi friggere nell'inferno, aiutami ad
ascoltarlo sempre, fedelmente, come hai fatto tu, quando l'hai visto a Nazareth
e ti ha chiesto di diventare Mamma dì Gesù. Fa che anch'io gli dica sempre
"Sì".
24
GESU'
TANTI BAMBINI MUOIONO DI FAME
AMICO
- Hanno detto che non so quanti bambini muoiono ogni giorno di fame e quanti
adulti ...... centinaia di migliaia, sai?
Io
non riesco a capire, Gesù, perché avviene questo quando, l'ho visto anche
alla televisione, buttano tonnellate dì raccolto di ogni specie, per
l'equilibrio dell'economia europea ?!
Ma
sono pazzi i grandi?
Qui
da noi ci sono i negozi pieni di tante cose da mangiare che poi, anche in casa,
buttiamo, perché c'è scritto che sono scaduti, perché non facciamo in tempo a
mangiare tutto... e laggiù quei bambini, quei poveretti, muoiono di fame.
Che
cosa possiamo fare, Gesù?
Ho
promesso di non sciupare più nulla, di mangiare quanto basta, senza troppi
vizi, anche per riparare chi oltraggia te, ma questi muoiono ugualmente, perché
gli altri buttano tutto, allo stesso modo.
Cosa
devo fare?
GESÙ
- Mio carissimo Papà, che dà il cibo agli uccelli del cielo e riveste i gigli
del campo, ha distribuito sulla terra cibo abbondante per tutti e perché
nessuno sia ignudo, senza casa e, nella miseria più triste, muoia di fame, ma
gli uomini più avidi si sono accaparrati i beni più essenziali per vivere e
hanno rubato, come ladri, il cibo in bocca a tante creature innocenti e sono
responsabili della loro morte. Sono quindi ladri ed assassini, anche se si fanno
chiamare onorevoli e passano il tempo a discutere e a fare leggi, ma contro la
legge dell'amore, che ha come base la giustizia. Verrà il giorno del giudizio e
dovranno rendere conto, come il ricco Epulone, dell'abisso che hanno scavato tra
loro e i poveri, che io avrò accolto nel mio regno.
Che
cosa possiamo fare? Nulla!
Nella
natura tutto si moltiplica meravigliosamente, ma l'uomo, invece di condividere
con i propri fratelli, di tutto si appropria, in una fame insaziabile che lo
porta ad autodistruggersi, scatenando odii e guerre di ribellione che si
spengono nel sangue.
Fame
è uguale a guerra, che è un anticipo, per i responsabili, dell'inferno nel
quale cadranno.
Che
cosa posso fare più di diventare Pane, dando in cibo la mia stessa carne, perché
gli uomini imparino da me a farsi dono di tutto, spezzando la loro stessa
vita, per amore dei fratelli?
"Prendetemi,
mangiatemi!"
Vedi,
amico mio, triste come me per tanta sofferenza che si abbatte su tante vittime
innocenti della cattiveria umana, io non posso che tutto mettere nel calice del
mio stesso sangue e offrirlo, in espiazione, al Padre per la salvezza di tutti.
AMICO
- Mi dispiace tanto, Gesù, di aver toccato una ferita profonda del tuo cuore e
sono contento di soffrire con te questa terribile ingiustizia che gli uomini,
soprattutto bianchi, stanno compiendo e quello che mi dispiace è che, tanti di
questi, si dicono credenti e magari ogni tanto vengono a fare la comunione.
È
possibile? Tu dai da mangiare loro te stesso e loro accumulano case,
appartamenti, soldi in banca; hanno i frizer pieni e fanno gli sdegnati e si
lamentano...
Ho
visto che dalla città portano via camions di avanzi, che basterebbero, da soli,
a non far morire di fame tanta gente...
Chiedi perdono con noi, Gesù, a Papà e che mandi lo Spirito Santo a scongelare tanti cuori di ghiaccio, che fanno soldi sulla pelle di tanti derelitti.
Spero,
con la tua grazia, di occuparmi di queste cose quando sarò grande... potrebbe
essere anche questa una vocazione. Non ti pare, Gesù?
Voglio
parlarne tanto anche con i miei amici, in modo che se si convincano; quando
saremo grandi diventeremo dei politici, meno deficienti di questi che abbiamo,
che parlano e basta! Scusami, Gesù!
Aiutami
però, Gesù, che crescendo non diventi peggio di loro.
Voglio
diventare "pane spezzato" come te! (Parlane a Gesù...).
Mamma
carissima, tu che guardi a tutti questi bambini con la stessa impotenza di Gesù
e piangi tutte le lacrime delle madri del terzo mondo, fa' che io metta sempre i
miei pani e i miei pesci, perché tutto si moltiplichi e la turba non abbia più
fame.
25
GESÙ,
UN BAMBINO HA IL PADRE CARCERATO!
AMICO
- Oggi, o Gesù, l'angioletto mio, quando ho saputo che un mio compagno ha il
papà in prigione, mi ha subito ricordato di te prigioniero dei nostri
tabernacoli; e poi quello che tu hai detto: "Ero prigioniero e voi mi
avete visitato".
Io non so che cosa ha fatto quel papà... però essere carcerato deve essere una cosa terribile, perché non ti puoi muovere mai da quel posto, devi mangiare quello che ti danno, sempre; ci sono le grate chiuse a chiave, in compagnia sempre di compagni poco raccomandabili... E’ veramente brutto!
È
brutto anche per quel bambino, perché tutti lo guardano come se anche lui fosse
un delinquente. Mi fa tristezza tutto questo!
GESÙ
- Chi è carcerato che io non sia con lui? Vedi, amico sensibilissimo, non c'è
situazione umana che io non abbia voluto condividere, perché ognuno che voglia,
possa sentirmi al suo fianco, a condividere la sua stessa sorte.
La
giustizia umana segue le sue leggi e tende più a punire che a correggere la
miseria umana che si manifesta, a volte, in forme gravi e che possono avere il
suo mistero nel cuore dell'uomo.
Gli
uomini giudicano secondo le apparenze, ma io giudico secondo il cuore di
ciascuno.
A
voi ho chiesto di essere misericordiosi come misericordioso è verso di voi il
Padre vostro, che è nei cieli.
Cerca
di essere vicino a quel tuo compagno, senza giudicare niente e senza nemmeno
curiosare sui fatti segreti della sua famiglia, occorre sempre molta
delicatezza, e quando ti sarà possibile, da grande, ricordati di andare a
trovare i carcerati, perché è un'opera di misericordia a me tanto cara.
Stando
vicino alla mia prigione d'amore, imparerai ad avere nel cuore tutte le forme
della sofferenza umana, in ogni manifestazione, anche nelle forme più
discriminanti di emarginazione.
La mia delizia è stare con gli uomini ed ho scelto di lasciare le novantanove pecorelle, che sonò i giusti del Cielo, per rimanere sempre alla ricerca della pecorella più sperduta, più abbandonata, più ferita, ed essere pronto ad accorrere al primo belato.
Rimani
sempre con me ed imparerai ad amare, senza mai giudicare nessuno.
AMICO
– E’ vero, Gesù, stando con te si diventa buoni.
È
proprio vero: "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei'. Io voglio stare con
te, o Gesù, e diventare buono come te, perché nel mondo c'è tanto bisogno di
bontà, di misericordia, di comprensione. Sai che cosa ho notato, Gesù? Una
cosa strana: se ascolti i consigli della gente, specie dei grandi, poco alla
volta ti trovi ad essere un delinquente: "devi arrangiarti! Devi essere
furbo! Devi difenderti e spaccargli il muso!"... etc., etc., e poi, quando
lo fai davvero, ti mettono in galera e ti riempiono le pagine dei giornali ...
Ma sono pazzi questi adulti!
Solo
tu, Gesù, mi dai consigli buoni, mi dici di non fare peccati, di non fare cose
scostumate, di non fare del male a nessuno che, se poi sbagliano, non solo non
fai baccano e suoni la tromba ai quattro venti, ma ci perdoni settanta volte
sette, cioè sempre! Tu sì che sei una cannonata, o Gesù.
Forse,
Gesù, ti ho già detto che mi fa un po' paura diventare grande. Non mî
piacciono certi grandi, sono troppo prepotenti e scostumati... Chissà quelli
che sono in galera, allora!
È
meglio non pensarci e affidarsi totalmente a te. Voglio essere il tuo
prigioniero, ti piace questa idea, Gesù? Prigioniero della tua amicizia che mi
'ascia sempre libero, ma che mi guida seriamente verso un crescere
in sapienza e in grazia, diventando per me: VIA, VERITA, VITA.
Donami,
Gesù, un cuore grande come il tuo, mite ed umile, che nessuno giudica e che
tutti accoglie per imprigionarli, come me nella tua prigione, che è il massimo
di libertà.
Ti
abbraccio forte forte, come se tosse una catena, e tu tienimi vincolato a te,
come se avessi le manette ai tuoi polsi, piagate per tuo amore!
(Raccomanda
u Gestì tutte quelle persone che ti pure non raduno molto bene, come modelli di
vita...). Mammina mia, voglio essere anche tuo prigioniero: aiutami a vedere
il mondo attraverso le inferriate della tua ardente carità verso tutti gli
uomini.
Ti
raccomando quel mio compagno e il suo papà e tutti i carcerati del mondo. Se ti
sentiranno nel cuore, se ameranno Gesù, si sentiranno meno soli e più liberi.
26
AMICO
- Gesù, oggi ho una voglia matta di mettermi qui, buono buono, davanti a te,
sentirmi abbracciare come facevi con i bambini in Galilea e ascoltarti parlare
di tutte le cose belle che tu sai dire. Che cosa mi racconti, di te, della tua
vita, delle tue esperienze, insomma, in mezzo agli uomini? Alcune cose le
conosco, perché sono già scritte nei vangeli e quelli me li sono letti nella
edizione per noi ragazzi. Ma vorrei che tu mi raccontassi bene quello che non c'è
scritto e che provavi nel tuo cuore, perché è quello che mi interessa di
conoscere sempre più, per amarti sempre più e imparare da te ad amare.
GESU
- Vuoi che ti racconti una cosa che non c'è scritta e che bisogna leggere tra
le righe del vangelo nei miei comportamenti? Io amavo molto il silenzio. Mi
piaceva stare zitto e contemplare tutto e tutti, cercando di capire il
significato profondo di ogni gesto, di ogni parola, come a penetrare nel cuore
di tutto, con la profondità del mio amore.
Non
pensare che fossi un musone, no, assolutamente, perché il sorriso era sempre
sulle mie labbra, altrimenti non mi avrebbero seguito tanti bambini, ma appena
mi era possibile, finito un discorso interessante con qualche persona saggia,
come la mia mamma, come Giuseppe e qualche altro che conosceva bene la storia
del mio popolo, anche lavorando, me ne stavo zitto e tranquillo, raccolto nel
mio silenzio, e succhiavo, come un'ape, la saggezza di ogni cosa. Appena potevo
mi ritiravo o nella mia stanzetta o, meglio ancora, sdraiato sull'erba di un
prato, o in riva al mare, o su un colle più vicino al cielo, e lì davo sfogo
alla contemplazione di tutto il creato, disto con gli occhi del mio Papà, che
per me aveva fatto tutte le cose.
È
meraviglioso leggere tutta la natura come un libro di preghiera, come un cantico
d'amore di tutte le creature, volute dal Padre per la tua gioia.
È
meraviglioso godere di tutto e avere nel cuore una infinita gratitudine. Per far
questo bisogna "fare silenzio" e ascoltare, portate dal vento, mille
storie infinite di vita, il fruscio del volo delle farfalle, il canto dei
grilli, il gorgogliare del ruscello che sgorga fresco dalla sorgente, il profumo
dei fiori, lo splendore dei loro colori e delle loro forme, il cinguettare
degli uccelli e il loro canto melodioso...
Solo
nel silenzio puoi cogliere tutto questo e respirarlo con il cuore.
Anche
la storia degli uomini, nei loro momenti di gioia e di sofferenza, ha bisogno di
essere avvolta di silenzio contemplativo, per essere letta nella verità più
profonda, oltre la lettura superficiale, data dalla emozione del momento.
Non
rinunciavo mai ai miei lunghi momenti di silenzio e, spesso, passavo la notte
sotto le stelle a riceverne mille baci come "segni" affettuosi del mio
Padre celeste.
Non
ci può essere preghiera senza, il silenzio della disponibilità più totale, in
cui tutto è messo a tacere per ascoltare il cuore, e senza preghiera non c'è
vita.
Anche
il fluire del sangue nel corpo umano è avvolto di silenzio, sussurrato è il
battito del cuore e l'alito è un sospiro...
Vedi?
Impara a startene raccolto nel silenzio, a riflettere su te, sul tuo
comportamento, sulle cose che ti circondano, filtrando tutto con la preghiera,
che è dialogo d'amore con Dio.
È
facile allora "pregare sempre senza cessare mai", perché tutto scorre
dolcemente davanti al cuore, nella sua verità più profonda e la verità ci
rende liberi, come cuccioli, e la libertà ci fa amare la vita. E questo è
gioia.
Sii
sempre affettuoso con tutti, sempre cortese, ma, appena puoi, ritirati in te
stesso, come nella tua casetta privata e riferisci tutto o a me o a Papà, mosso
dallo Spirito Santo, e in questo dialogo silenzioso troverai il segreto di una
intensa vita, carica di meraviglia.
Le
parole che poi dirai, i gesti che farai, saranno tutte espressioni di questa
pienezza interiore, che è sapienza e saggezza. Della mia pienezza voi tutti
avete ricevuto grazia su grazia, perché io sono fonte di grazia, come sarai tu,
se attingerai, nel silenzio, all'abbondanza del mio seno.
AMICO
- Grazie, Gesù, di avermi insegnato questo tuo segreto per l'intimità operosa,
come il passare delle stagioni, silenzioso ed efficace, perché porta molti
fiori e frutti.
Mi
voglio sforzare di essere raccolto gioiosamente, perché, anche solo dai miei
occhi, gli altri possano indovinare la mia intimità con il mio Dio e la pienezza
della mia vita.
Grazie,
grazie di tutto, amico mio, mio tesoro, mio scrigno infinito di gioielli, di
inestimabile valore.
Tu
sei la mia ricchezza e la mia gioia.
Il
silenzio, in cui tu solo parli, è la musica più bella!
Parlami sempre così, o mio dolcissimo amico! (Silenzio: e ricordati che rivivi quello che ti ha detto Gesù).
Mammina;
Vergine del silenzio, tu che conservavi tutte le parole, che ascoltavi, e gli
avvenimenti nel tuo cuore li meditavi, aiutami ad essere un degno tuo figlio.
Aiutami ad essere meno scatenato e meno chiacchierone, perché voglio diventare
come Gesù!
27
GESU’,
TI PREGO PER I TUOI SACERDOTI
AMICO
- O Gesù, è tanto tempo che volevo dirti una cosa, ma poi non avevo il
coraggio, sempre perché non vorrei farti soffrire: hai già tanti dispiaceri!
Oggi, però, voglio proprio dirtelo, perché mi sono consigliato con il mio Angioletto e lui mi ha detto che è bene che te ne parli. La cosa è questa: esclusa la domenica quando vengo a messa, o la mattina, per lo stesso motivo, non mi è mai capitato di vedere il mio parroco, qui, in adorazione davanti a te.
Credimi, Gesù, non vuole essere una critica, perché so benissimo che lui può venire in altri momenti, quando io non ci sono, ma è possibile che in qualsiasi orario ché io sia venuto... boh!?
Non
vorrei proprio che la tua sofferenza di essere abbandonato nasca,
principalmente, dalla solitudine che soffri per l'abbandono dei tuoi sacerdoti.
Mia mamma mi ha detto che hanno tanto da fare, perché sono pochi, ma a me pare,
scusami, Gesù, che questo non regga, perché per fare tante cose ci sono tante
persone, che potrebbero fare meglio... Poi non si può mica lasciare un amico
come te, con la scusa che c'è da fare?! Non ti pare?
Comunque
io non voglio giudicare, voglio solo pregarti, o Gesù, che, se veramente i
sacerdoti sono pochi, chiediamo a Papà, che è il Signore della messe, che
mandi tanti operai, così avranno tempo di stare in adorazione davanti a te e
aspettare qui la gente, per la confessione e per la direzione spirituale. Ma che
siano santi.
Ti
dico la verità, Gesù, che alcuni che conosco io e che conosci certo anche tu,
proprio santi non sono: non mi piace come scherzano, come fanno la scuola, come
vestono... come si comportano, insomma... Alcuni sono sempre arrabbiati, come
bull-dog: ma che cosa fanno?!..
Scusami,
Gesù, mandaci sacerdoti che somiglino a te, non tanto fisicamente, certo, ma
che sia bello ascoltare loro come ascoltare te, e che siano innamorati del
Padre come lo sei tu, che siano sempre sorridenti e siano trovabili nella tua
casa, dove attendono con te noi, che abbiamo bisogno di essere guidati.
Perdonami la sfurita, Gesù, ma era da tempo che l'avevo sullo stomaco!
GESÙ
- Mio carissimo amico, hai
veramente messo il dito in una piaga profonda del mio cuore. Amo infinitamente
tutti, ma amo in modo tutto particolare i miei sacerdoti: ho dato loro veramente
tutto me stesso, ho consegnato loro; la mia vita, perché -ne siano i
distributori generosi ed entusiasti.
Ho
chiamato ognuno di loro, perché siano divorati dallo zelo per la mia casa e
per le anime, in una vocazione come la mia, che comporta di caricarsi ogni
giorno della croce, per poi lasciarvisi inchiodare sopra e morirci, per là
salvezza dei propri figli.
Accanto
alla gioia che mi viene da parte di alcuni, che condividono con me
l'immolazione quotidiana dell'altare e la solitudine del tabernacolo, ho nel
cuore la sofferenza di troppi, che si sono lasciati prendere dal fare troppe
cose e mi hanno abbandonato, come gli altri, più degli altri.
Prega
molto per i miei sacerdoti, e chiedi anche tu con me al Padre, che ne mandi
tanti, veramente generosi, che sappiano rispondere al mio invito, all'olocausto
e alla santità, con gioia, fino al "tutto è compiuto", come feci
io sul Calvario.
La
vocazione sacerdotale è la più bella, perché a nessuno è dato di godere
dell'intimità divina con me fino alla immolazione, fino a farsi ostia di
propiziazione per tutto il popolo di Dio: quanto dono di vivere ai miei
sacerdoti! Ma anche niente è più insensato, quando mi si abbandona per
qualunque motivo.
Voglio
che i .sacerdoti stiano soprattutto con me ai piedi del mio altare, dove sarà a
tutti possibile trovarli come testimoni del mio amore e della mia immolazione,
per la salvezza di tutti.
Se
sapranno resistere alla tentazione che li allontana da me, in nome del fare, e
rimarranno nel mio amore, allora saranno veramente testimoni trasparenti,
credibili, e, chi cerca me, mi troverà in loro.
Papà ascolta la preghiera dei bambini che mi amano, e può darsi, che ti esaudirà chiamando anche te. Se vorrai, quando sarà tempo.
AMICO
- Se Papà lo vorrà sono pronto, o mio Gesù, a patto, però, che tu mi
assicuri che non sarò più io a vivere, ma sarai tu a vivere in me, così che,
chi vedrà me, vedrà te. Sarebbe meraviglioso, ma ne ha da fare lo Spirito
Santo di lavoraccio!
(Parla
a Gesù di una tua possibile vocazione... speciale...).
Mammina
mia, tu che sei la mamma di Gesù Sacerdote e quindi, di tutti i sacerdoti,
aiutali a non scoraggiarsi mai, a rimanere fedeli alla loro vocazione
eucaristica e di servizio a tutte le anime. Chiedi anche tu, con me e con Gesù,
che Papà ci conceda tanti e santi sacerdoti, secondo il suo cuore.
28
GESU’,
TI PREGO PER LE SUORE
AMICO
- Gesù, sono un po' arrabbiato, perché una suora mi ha detto che io con te ho
troppa confidenza e che non devo dimenticare mai che, è vero che tu sei il mio
amico, ma sei pur sempre un Dio e che, quindi, devo stare davanti a te
"con timore e tremore": ha detto proprio così. Ha anche detto che
davanti a te tremano gli angeli e gli arcangeli e che, prostrati per terra,
dicono continuamente: "Santo, Santo, Santo ...e basta! Mi ha perfino detto
che anche i Serafini e i Cherubini, non mi ricordo più, non osano nemmeno
guardarti e si coprono la faccia con le ali....
Credimi, mi è caduto il mondo addosso. Tremano tutti, insomma, e sono tutti spaventati! Io, Gesù, credo che quello sia un altro. Per me, non voglio proprio che sia così... Ma...
GESÙ
- Mio carissimo amico corrucciato, la confidenza che noi ci diamo non è
frutto di irriverenza, ma di amore, tu sei familiare di Dio, concittadino del
Cielo, dal momento che io ho trovato la mia delizia nello stare, con gli uomini,
che sanno rimanere o diventare bambini. È vero che io sono Dio per natura, ma
tu sei Dio per grazia, perché lo Spirito Santo abita in te e ti eleva al di
sopra degli Angeli, degli Arcangeli, dei Troni e delle Dominazioni, con i quali
canti la Santità di Dio, senza chiudere gli occhi, ma contemplandola, con nel
cuore una infinita gratitudine.
Mi
si manca di rispetto quando si dice di credermi e poi non si ha mai il tempo
per me e mi si lascia solo nel tabernacolo per vedere la televisione, o
chiacchierare, magari mormorando. Non mi si manca mai di rispetto quando mi si
adora con tutto il cuore, perché si è capito di essere amati con tutta l'anima
da un Dio Amore. Tu continua ad avere tanta confidenza in me e a venirmi a
trovare con tutta l'affabilità del tuo cuore, dei tuoi gesti spontanei, delle
tue parole semplici e cordiali. Non dubitare, anche Papà è molto contento di
tutto questo; del resto vi ho insegnato io a chiamarlo non: "Dio degli
eserciti", ma: “Paparino” come l'ho sempre chiamato e lo chiamo io con
voi.
Sarà
stata qualche buona suora dell'Antico Testamento, che tornava dal Muro del
Pianto! ...Sono state educate così, ad un rispetto spesso senza amore. Io
voglio amore, amico mio, perché di rispetto si muore e l'ossequio mi fa
sentire un monumento.
Ho
scelto te, ho scelto le mie suore, per essere amato, perché ho un Cuore di uomo
e, come tale, desidero che rimaniate nel mio amore, non in uno stato di
separazione, che mi fa sentire terribilmente distante da voi, più che Amore
Incarnato e diventato Pane per la vostra mensa quotidiana.
Ho
tra le suore uno stuolo immenso di anime a me consacrate, che si donano
generosamente in ogni, tipo di attività apostolica, spesso fino a sacrificare
la loro vita per il prossimo, ma molte corrono il pericolo di diventare
"cembali sonanti", perché non attingono da me, dallo stare con me,
in adorazione amorosa, l'autentica Carità. Le ho scelte soprattutto per me,
perché mi amino, perché dicano con la loro vita, con la loro scelta esclusiva
della mia gloria che io sono l'Amore e che a me, per primo, si deve la lode. Il
vero culto, che tutti gli uomini debbono a mio Papà, è quello di un Amore
esclusivo, totale, che si irradia su tutte le cose. Questo è il vero rispetto
che io voglio e, quando c'è, non può che generare tanta confidenza
affettuosa, fiduciosa. Se mio Papà vuole, può suscitare anche dalle pietre
suoi figli, e chi può convertire il mondo è lo Spirito Santo invocato nella
preghiera; da voi non vogliamo che amore, tanto amore vissuto e dichiarato.
È dall'Amore per me che traboccherà l'amore per il prossimo fino all'eroismo, perché il mio Spirito vi farà amare come io vi ho amato.
AMICO
- Conosco tante suore che sono davvero meravigliose, Gesù, sono buone come
mamme e sanno fare un sacco di cose belle.
Sento
che si lamentano di essere in poche, perché di ragazze che si vogliono fare
suore non ne conosco. Dobbiamo chiedere a Papà che le contenti e chiami tante
ragazze a seguirti, ma del tipo di Madre Teresa, che prega sempre e lavora
tanto, non come quella che mi ha sgridato, perché non mi metto le
"ali" sugli occhi ....
Mandaci
suore sante, soprattutto per tanti bambini del terzo mondo, che sono soli e
abbandonati .... Mammina, da' alle nostre suore un cuore come il tuo, pieno di
affetto per Gesù e per tutti i bambini e i poveri del mondo.
29
GESÙ,
MIO AMICO CROCIFISSO!
AMICO
- Gesù, mio carissimo e irripetibile amico, se pensarti chiuso a chiave nel
Tabernacolo mi fa stringere il cuore, perché mi sembra che tu ci debba soffrire
lì, stretto stretto, mi fa certo meno impressione di quando ti guardo
crocifisso sulla croce.
Si dice degli uomini di oggi, ma anche una volta, non scherzavano: prendere un uomo e crocifiggerlo con chiodi a dei legni, per poi lasciarlo pendere conficcato a terra...
Deve essere stato un dolore terribile, Gesù, sentire prima i chiodi entrare e poi tutte le carni spaccarsi e tirare sotto il peso del corpo ... un povero corpo che era già tutto flagellato, quasi fatto a pezzi dalle fruste di quei disgraziati di soldati, che si erano sfogati su te.
E
la,corona di spine che ti lacerava le tempie e ti entrava nella fronte.... Solo
il demonio poteva mettergli una così mostruosa fantasia per farti tanto soffrire.
Quando
sento raccontare la tua passione mi vengono i brividi e non vedo l'ora che
finisca, perché mi fa soffrire...
Per te non è stato un racconto, ma un fatto, un terribile fatto, che tu hai voluto subire per farci vedere: e come ci vuoi bene, e come si sopporta il dolore e si perdona, -anche a chi ci vuole tanto male.
Sei
veramente buono, Gesù, e come saremmo ingrati se non ti amassimo veramente.
GESÙ
- Grazie, mio amico, di
quello che mi dici e della compassione che hai per, me, quando pensi alla mia
passione cruenta. Eppure, sai, quello che ho sofferto nel corpo è nulla, a
paragone di quello che ho sofferto nel cuore, trovandomi al centro di tanto
odio, di tanta ingratitudine!
Dove
erano tutti quelli che avevo guarito, che avevo sfamato, tutti quelli che avevo
risuscitato, che avevo risanato, ai quali avevo dato la vista, l'udito ?...
Dove
erano tutte le persone che dicevano di volermi bene... gli apostoli stessi erano
scappati via, era rimasto solo Giovanni con mia Mamma!
Mentre
pendevo in un mare di dolori, che mi facevano tremare in una convulsione
spaventosa, tutti mi oltraggiavano, mi schernivano, e, quel che è peggio,
insultavano mio Papà, pretendendo che mi liberasse dalla croce.
Credimi,
sono state veramente ore terribili.
Mi
ha sostenuto l'amore immenso, che mi aveva portato ad affrontare tutto, per
salvare l'umanità a prezzo del mio sangue e perché speravo che, guardando a
me crocifisso, poi, gli uomini avrebbero creduto nell'amore e mi avrebbero
amato come fai tu, mio carissimo e fedele amico.
In quei terribili momenti avevo presenti le sofferenze di tutta l'umanità: tutti gli affamati, i violentati, i torturati, tutte le lacrime e le grida degli innocenti, dei perseguitati ... e tutto offrivo, insieme con la mia sofferenza, nello stesso mio Calice, al Padre, perché tutto avesse significato di espiazione e di salvezza.
Solo
l'amore può vincere il dolore, l'amore è più forte della stessa morte.
AMICO
- Sai, Gesù, con la
televisione anche i grandi si sono abituati a veder soffrire; fanno di quei
film; delle volte, che fanno spavento, tanto sono pieni di assassinii terribili;
la mafia non scherza in cattiveria ... e la gente è diventata abbastanza
insensibile alla sofferenza degli altri e non sopporta nemmeno la propria
...Quello che sembra non capire più è tra un fatto e un film e soprattutto,
tra una certa storia e la tua storia...
Tu, Gesù, hai sofferto tutto questo per me ! Sono certo che l'avresti fatto anche solo per me.
GESÙ
- Sì, mio amico, e sulla croce ti vedevo e ti pensavo e mi dava la forza la
certezza che tu mi avresti creduto e amato, come stai facendo. Il tuo amore mi
ricompensa di tanta sofferenza, di tanta ingratitudine; ed è la mia gioia
poterti assicurare il Paradiso con me.
(Parla
a Gesù come il cuore ti suggerisce!...). Mammina mia, tu che eri presente allo
strazio di Gesù sul Calvario e ne hai condiviso le pene, aiutami ad averle
sempre impresse nel mio cuore; in modo che anch'io sappia amare generosamente
Lui come mi ha amato.
30
GESÙ,
PARLAMI DEL PARADISO?
AMICO
- Oggi, Gesù, mi sono portato una domanda bella da farti e mi è venuta in
mente quando mi hai detto che, a chi crede nel tuo amore, tu dai in dono il
Paradiso.
Gesù,
com'è il Paradiso ?
Vuoi
parlarmene, Gesù, o ti dispiace ?
GESÙ
- Qualche cosa posso dirti,. mio amico, altre no, perché di un regalo la cosa
più simpatica è la sorpresa. Non ti pare?
Comincio
col dirti che il Paradiso non è un luogo particolare, ma un modo di essere,
soprattutto di amare tutto e tutti, ardente dello stesso Amore che è Dio.
E
difficile spiegarti: è come se tutto diventasse luce, bellezza, beatitudine,
felicità, amicizia, amore... e tu ti ci sei tuffato dentro e continui a bere
senza saziarti mai, con nel cuore tanta riconoscenza per il Padre che ti ha
creato, per il Piglio che ti ha redento e per lo Spirito che ti ha santificato,
iniziando, a vivere sulla terra con nel cuore il Paradiso, che è soprattutto la
presenza della SS. Trinità nella tua anima, dolcemente adorata in te dalla
Madonna e dal tuo angelo custode.
Ricordati
che io ho detto che la vita' eterna è già,che il Regno di Dio è già ed è
dentro di voi.... Non posso dire di più, perché altrimenti scopro la sorpresa.
AMICO
- Gesù, veramente non ho capito molto, ma mi fido.
lo sono certo di una cosa: che Papà mi ha fatto in un certo modo e mi ha messo nel cuore un numero infinito di desideri che, sono certo, si realizzeranno e che tu, che conosci i miei gusti e sei onnipotente e mi vuoi tanto bene, sono certo realizzerai, per me, come per tutti i tuoi fratelli che saranno fidati di te. È veramente difficile immaginare, perché noi pensiamo sempre in. modo piuttosto semplice e concreto, per esempio: si potrà giocare al pallone, se ci saranno i gelati .. ecc. ma mi rendo conto che queste sono fesserie...
Quello
che è importante, è che ci saranno tutti i miei cari, i miei amici e,
soprattutto, ci sarai tu con il Padre e con lo Spirito Santo, che avrà finito
di fare la colomba, e lo vedremo veramente com'è.
Io penso che ci saranno anche i fiori, gli animali, tutte le cose belle che hai creato, perché, anche se noi ti abbiamo rovinato un po' tutto; tu, al contrario, non distruggi nulla di quello che hai creato, amandolo. E sarà meraviglioso, perché, alla fine, ogni specie avrà raggiunto la sua e avremo così i fiori più belli, gli animali più belli, se anche l'uomo si deciderà ad essere tuo collaboratore gioioso.
Io,
Gesù, vorrei proprio che non mancasse nessuno dei miei amici, dei miei cari
in Paradiso e che, insomma, ci fossero proprio tutti gli uomini, nessuno
escluso!...
GESÙ
- A chi lo dici, amico mio, io ho dato tutto il mio sangue per questo, perché
nessuno si perda di quelli che il Padre mi ha dato, ma dobbiamo rispettare le
loro libere scelte e non possiamo impedire che, liberamente, scelgano l'inferno
piuttosto di essere salvati da me.
AMICO
- Ma sono scemi? È possibile preferire l'inferno al Paradiso, andare con il
demonio, piuttosto che venire con te che tanto ci ami? Gesù, mi darò da fare
a dirlo a tutti, in modo che ci pensino seriamente alla cosa e seguano la tua
via, che conduce alla felicità con sorpresa!.
Grazie,
Gesù, di quello che mi hai detto oggi e, soprattutto, di quello che mi tieni
preparato per domani. (Parlane a Gesù...).
Mammina,
tu sarai la mia Regina in Paradiso ed io, quindi, farò carriera perché sarò
il tuo principino; tu aiutami, però, a portar con me più amici che sia
possibile... Tutti!
31
AMICO
- Gesù, sono molto contento di essere qui con te e di poterti parlare cuore a
cuore, come tra veri amici. Ogni volta che ti penso mi pare di puntare la mia
antenna su una trasmittente invisibile, ma che funziona perfettamente. Quello
che vedo, con gli occhi della fede, è più bello di qualsiasi immagine, perché
permette alla mia fantasia di scatenarsi, e anche quello che ascolto, con gli
orecchi, ma dentro il mio Cuore, funziona meglio dell'audio. Il Vangelo è la più
bella telenovela che si possa ascoltare, perché è vera, ed ha come
protagonista il mio Gesù, l'uomo più O.K. che sia mai esistito, che ha fatto
cose meravigliose, che nessuno mai ha potuto fare. Ha fatto una brutta fine,
per la cattiveria degli uomini, ma, come aveva detto già prima di morire, ha
fatto saltare tutto per aria ed è risuscitato e salito al cielo da suo e mio
Papà.
O mio Gesù, mi piace questo esempio che mi è venuto della tele, perché è abbastanza significativo, non perché io ne sia un patito, s'intende. Certo una bella partita e qualche cartone animato mi piace vederli, ma di passarci delle ore, come fanno certi miei amici videodipendenti, proprio no!
Tu,
Gesù, che cosa ne pensi della televisione?
GESÙ
- Mio carissimo amico, è facile dire cosa ne penso, perché tu già lo senti
nel cuore.
La
televisione è uno strumento meraviglioso quando permette di vedere e di
ascoltare e quindi di farci partecipi di avvenimenti educativi e anche sanamente
divertenti, ma... è sempre così?!...
Non
serve certamente che prima si veda e poi si dica: "che cos'é!...",
perché il veleno è ormai iniettato ed è peggio di una infezione
terribilmente virale, perché può sconvolgerti l'anima per sempre.
Allora
di dico: "Può essere buona o cattiva, secondo l'uso che ne fate e
secondo la prudenza che sapete usare". Per quanto ne so, per l'esperienza
di troppe anime di mia conoscenza, di qualsiasi categoria sociale, l'uso
indiscriminato di quel mezzo porta ad una tale intossicazione che, quanto meno,
forma una mentalità troppo superficiale, fatta di emotività ed è
terribilmente dissipante.
Ti posso dire anche una cosa, amico mio, che quell'apparecchio, entrando nelle case e nei conventi, è servito al demonio per spazzare via, quasi del tutto, la preghiera, perché si prende tutto il tempo del dialogo con me e tra le persone. E anche quando si trova uno spazietto per la preghiera, o si fa in fretta, in funzione della televisione, o si prega con la mente piena di ben'altre immagini.
AMICO
- È vero, Gesù, l'altra sera, dopo un film, quando mi sono messo a pregare,.
anche se con le labbra dicevo: "Ti adoro mio Dio", continuavo a
pensare a quelle scene che avevo visto.
Intanto
è difficile, sai, Gesù, liberarsi da questo elettrodomestico, perché se non
l'accendi tu l'accende papà, o il tuo fratello, o la stessa mamma... Ormai la
TV deve essere accesa!
Personalmente
preferisco leggermi un bel libro, perché impegna di più la mia fantasia...
Certi programmi sono veramente belli' perché mi aiutano a conoscere il mondo,
la storia e la natura, ma quando fanno cèrte fesserie... mi verrebbe la voglia
di spaccare tutto.
Ora;
però, che ho ascoltato il tuo parere, ti prometto che mi farò aiutare a
vedere quel programmi che sono adatti a me, consigliandomi con il mio Padre
Spirituale, ma senza dedicare a questo divertimento troppo tempo. Preferisco
giocare e fare passeggiate.
Mi
dispiace, Gesù, però, di quello che hai detto circa la preghiera e per questo
io sacrificherò anche ,qualche programma piacevole... per riparare. Mi hai dato
un'idea. Bravo!
Abbasso
la televisione, evviva il mio Gesù, che mi vuole tanto bene e che mi aspetta
sempre per dirmi cose meravigliose.
Gesù,
voglio che il Tabernacolo diventi il mio televisore... ma tu... quando ti farai
vedere? Ciao! Un bacione dal mio canale!
Mammina,
tu sei la mia diva preferita ed io voglio essere uno dei tuoi fans, il più
caro, il più fortunato perché il più amato. Non voglio il tuo autografo,
ma la tua presenza affettuosa, che mi guida e mi protegge. A presto, quando ci
vedremo in Paradiso.
32
GESU’
DONACI TANTI SANTI!
AMICO
- Ti adoro, o mio Gesù, presente nel SS. Sacramento dell'Altare, come una
lampada sempre accesa per illuminare la vita dell'uomo, come pane spezzato per
ogni tipo di fame, accoglienza e conforto, per chiunque voglia essere ricevuto
dal tuo Cuore e trovare comprensione, perdono, gioia...
Tu
sei il mio amico, il mio tutto al quale posso sempre rivolgermi ed essere
ascoltato, esaudito nei miei desideri più belli e più importanti. Oggi, Gesù,
ne ho uno che ti voglio dire subito.
Donaci
tanti santi, tanti santi sacerdoti, tante suore come dico io, ma anche tanti papà
e tante mamme: e tanti giovani oltre che, naturalmente, bambini... di tutte le
categorie, insomma!
Può
darsi, Gesù, che ce ne siano tanti nascosti da qualche parte, nei conventi,
ammalati nel letto, chiusi a chiave da qualche parte, ma a me pare che ci sia
bisogno anche di santi che si vedono, che si toccano, che parlano, che operano
con la tua stessa. potenza, così che possa essere credibile la tua presenza in
mezzo a noi.
Si
parla sempre dei santi del passato: S. Francesco, S. Antonio, S. Domenico Savio,
S. Rita... ma è tutta gente ormai vecchiotta e così sembra che la santità
sia un fatto superato, che certe cose avvenivano a quei tempi, ma ora... ora non
sia più possibile diventarlo e che sia sufficiente comportarsi
da
galantuomini che poi non capisco bene che cosa voglia dire, con quello che vedo
fare da questi signori...
Il
discorso è serio, mi pare, Gesù, e, quello che è peggio, è che ne vai di
mezzo tu, perché sembri anche tu sorpassato, incapace di fare le cose grandi
che facevi ai tuoi tempi.
C'è
bisogno di grandi santi, di quelli che siano tanto trasparenti di te, 'che ti
facciano vedere in mezzo a noi, tanto resi potenti da te, che compiano i tuoi
stessi prodigi d'amore e di misericordia.
Io
penso, Gesù, scusa se ti do un consiglio, che se tu sfornassi una bella schiera
di santi per le nostre strade, per le nostre piazze, che fossero autentici
testimoni della tua Santità, la gente sarebbe meno smarrita e avrebbe nel cuore
un po' più di speranza. GESÙ - Grazie, mio piccolo amico, di questa tua
richiesta e delle considerazioni giuste che hai fatto: e un mio grande
desiderio, non solo che ci siano tanti santi e grandi santi, ma che tutti siano
santi.
È
un invito continuo di Papà, questo: "Siate santi, perché io sono
santo" ed è un dono che io vi ho meritato a prezzo del mio sangue: che
riceviate lo Spirito che rende Santi, ma "tutti sono chiamati" e ben
pochi rispondono il loro "Sì" generoso e totale!
Non
ci può essere santità senza questo "Sì" radicale, che mette tutta
la vita nelle mani di Dio e accetta di diventare strumento della sua gloria e
della salvezza dei fratelli.
Vuoi
tu? Vuoi veramente? Vuoi per sempre?
Se
tu sapessi, amico carissimo, quanti come te hanno cominciato, anche con una
certa generosità, a volte esagerando, e poi si sono lasciati tentare dal
demonio per vie più facili, più apparentemente interessanti, poi si sono
scoraggiati e vivono una vita di compromesso, che li porterà alla rovina.
Per
essere santi occorre una consapevolezza profonda che "Senza di me voi non
potete fare nulla" e quindi, un affidarsi totalmente allo Spirito Santo
attraverso la preghiera continua, i sacramenti e con un'ottima guida spirituale;
percorrere generosamente e senza paura quei cammini che io ho tracciato con la
mia vita, senza mai voltarsi indietro, ma andando dritti verso la propria meta,
quella che la volontà del Padre ha tracciato per ognuno di voi.
Se
vuoi, puoi essere tu un santo, un grande santo, come il mio cuore desidera, il
Padre sarà glorificato in te e gli uomini avranno nella tua vita un
"segno" luminoso di cosa desidera l'Amore da ognuno di loro.
Non hai che continuare a seguirmi nella meditazione del Vangelo, nell'amore al mio Corpo e al mio Sangue, sforzandoti di essere fedele a tutti quegli impegni umani che ora hai già alla tua età, obbedendo fedelmente al tuo Padre Spirituale, come se fosse la mia stessa voce e vedrai che lo Spirito Santo farà in te, e attraverso te, le cose grandi che il Papà ha progettato per te.
Non
pensare che santità sia uguale a impeccabilità, no assolutamente, e quindi
non scoraggiarti mai, devi solo odiare ogni forma di peccato, anche piccolo, e
cercare il bene con tutte le tue forze. Dio Amore darà a te quei doni che ti
servono, perché la tua luce risplenda in mezzo agii uomini, così che vedendo
le tue opere glorificheranno Dio.
AMICO
- Gesù, che cose meravigliose e che carriera mi hai proposto oggi! Mi sento
tanto timoroso nel dirti di sì, perché mi conosco bene, ma ti dico anch'io
come S. Pietro, mi pare: "Voglio seguirti, perché tu solo hai parole di
vita eterna... e, sulla tua parola, mi getterò senza rete!..:". (Ora
parlane con Gesù!).
Santa
Maria, Madre di Dio, prega per me peccatore che, vuole rispondere il suo
"Sì" alla chiamata alla santità, perché vuole essere trasparenza
dell'Amore di Dio per tutti. Tu, che sei la Madre della Chiesa, invoca su tutti
noi lo Spirito Santo, perché ogni uomo realizzi la sua vera vocazione che è
quella alla santità.
33
GESU’,
HO PENSATO!…
AMICO
- Gesù, mio amico e mio Signore, mio confidente e mio capo, sono ritornato,
oggi, non solo perché ti voglio un sacco di bene, anche se qualche marachella
te la combino, ma anche per dirti: "Grazie per aver istituito la
Chiesa".
Sono orgoglioso di appartenere a questa realtà grandiosa che è la tua Chiesa, sia nella sua dimensione universale, che abbraccia uomini di ogni razza e di ogni cultura, sia nella piccola dimensione della mia diocesi e della mia parrocchia; che è come una cellula del tuo grande corpo.
È
come un grande corpo di cui tu sei il Capo ed è la tua sposa, per la quale hai
dato il tuo corpo, perché fosse santa e madre di santi.
Mi
fa una rabbia terribile quando la sento criticare con le solite chiacchiere di
chi non sa vedere oltre il proprio naso, quanto bene essa compie e come è
davvero la barca della salvezza per tutta l'umanità.
Per
quel poco che ho studiato, con la tua assistenza divina, essa è passata
attraverso infinite persecuzioni, ieri come oggi, ma ha sempre trionfato,
perché i tiranni passano, ma la carità e la verità rimangono come fari di
civiltà e di amore.
Ci
hai regalato dei Papi che sono una cannonata di bontà e di cultura; hai
sentito, Gesù, quante lingue parla questo Papa? È pazzesco!... Non si stanca
mai ed è forte, anche se è stato ferito. Non si sente mai male, o fa irata di
star bene e cammina ugualmente, da una parte all'altra del mondo per sgridare i
prepotenti e a fare coraggio ai poveri.
Ci
hai fatto il dono di Vescovi, che hanno saputo morire per il loro popolo e hanno
sopportato anni di prigione e di lavori forzati per difendere la verità. Questi
sono i nostri capi. che sono i tuoi rappresentanti. queste sono le guide che
ci hai dato, perché ci conducano come tuo popolo sulla strada della salvezza.
È
attraverso la tua Chiesa che tu fai sgorgare i tuoi canali di grazia. che sono i
sacramenti, e l'assisti perché non sbagli mai nel proporci la verità.
La
Chiesa non è un partito, ma una grande famiglia che abbraccia tutti gli
uomini di buona volontà e chiama tutti fratelli e vuole che ci vogliamo tutti
bene e ci aiutiamo condividendo tutto.
La
Chiesa è veramente una cosa meravigliosa, perché è come un grande fiume che
raccoglie l'impegno e la fatica di tutti, che passa bagnando ogni riva e la
rende fertile della tua grazia.
GESÙ
- È la mia sposa e per mezzo di lei per tutta l'umanità posso suscitare, in
ogni tempo, schiere di santi che sono come gli astri per illuminare il cammino
di tutti,, verso la terra promessa.
Prega
sempre per la Chiesa e amala e difendila da tutte le calunnie, come difenderesti
tua madre e rendila sempre più gloriosa con lo splendore delle tue azioni,
che siano trasparenti della mia santità.
Ho arricchito la Chiesa di tutti i miei poteri e chi ha fede in me può fare cose anche più grandi di me, perché il mio Padre sia conosciuto, il mio Sangue ed il mio Corpo siano donati come riconciliazione, e lo Spirito possa far ardere tutto del suo Fuoco d'Amore e di Santità.
Sii
sempre obbediente a coloro che io ho posto come guide del mio gregge e, anche
nei momenti più difficili, non temerai alcun male, perché, in loro, io sarò
il tuo bastone e il tuo vincastro.
AMICO
- Alcuni, Gesù, dicono che credono in te, ma non credono alla Chiesa... Ma a me
sembra che dicano sciocchezze perché tu hai detto: "Chi ascolta voi,
ascolta me!" Non è vero? Se a volte ci sono delle cose che non vanno è
colpa nostra, di uomini, di bambini, di persone, anche responsabili che tradiscono
la loro vocazione, ma tu sei sempre presente con la tua santità e con il tuo
Spirito, che tutto sa rendere meraviglioso, anche la nostra debolezza.
(Certo
che a volte, Gesù... io ti prego aiutaci!). Mammina mia, tutta la Chiesa ti è
stata affidata da Gesù sulla croce, perché tu ci facessi da Madre e, sono
certo, che tu sei sempre stata fedele a questo incarico; aiutaci ad essere
veramente degni di essere tuoi figli e di rendere con te tanta gloria al Padre,
al Figlio e'allo Spirito Santo com'era nel principio, ora e sempre, nei secoli
dei secoli, con tutta la chiesa pellegrina sulla terra, con tutte le anime del
Purgatorio e con tutti i Santi, di cui tu sei la Regina. Amen. Mamma, ti è
piaciuta questa preghiera?
34
GESU’:
Tl PREGO PER I MIEI PROFESSORI
AMICO
- Amico e adorato mio Gesù, mi dà terribilmente fastidio il modo di
insegnare e di comportarsi di certi professori, cosiddetti insegnanti... Scusami
se importuno sempre te, ma se non mi sfogo con te, con chi devo farlo?
Io
non discuto sulla loro preparazione, perché non sono in grado di farlo, essendo
più piccolo, ma per alcuni si capisce proprio che non hanno voglia di insegnare
e che riversano su di noi tutti i loro problemi e i loro nervosismi...
Ci
sono alcuni che fanno di tutto per prendere in giro, se sanno che crediamo in te
e che andiamo a messa e si mettono a raccontare storie su questo e su quello...
e che l'uomo viene dalla scimmia. A me, Gesù, mi verrebbe voglia di dirgliene
quattro, perché una professoressa sembra proprio. che scimmia sia rimasta
veramente!
Tu
dici di voler bene a tutti, ma sopportare per ore certe presenze che poi ti
caricano di compiti... Mi ' viene in mente la sedia elettrica... Perdonami Gesù,
si fa per dire... Ma a volte, se non è il mio pensiero è la votazione della
maggioranza... e democraticamente!... A me pare che ci sia poco da imparare
con simili tipi che non sai mai se arrivano o se mandano il certificato, se
hanno voglia di fare lezione o di aggredirti per il primo errore che ti
scappar...
Da
certa gente, certamente, ho imparato una cosa: come non s'insegna!
Ma sai, Gesù, che ci sono degli insegnanti che si permettono di dire parolacce, se non addirittura bestemmie? Non ti verrebbe la voglia di chiudergli la bocca con una scarpa... firmata?!
GESÙ
- Mio carissimo torello infuriato, calmati. Sono pienamente d'accordo con te che
è una grossa responsabilità quella di chi ha scelto la professione
dell'insegnante, perché oltre alla preparazione scientifica della sua materia,
deve anche essere modello di comportamento. Purtroppo hai ragione, ce ne sono
molti che lasciano molto a desiderare ed hai il dovere di avvertire i tuoi
genitori che provvedano ed intervengano presso i responsabili, ma non devi
coltivare nel tuo cuore certi sentimenti troppo reattivi e poco comprensivi.
Nella preghiera che devi fare anche per loro, devi cercare di metterti in comunione con la loro anima, con la loro sensibilità, cercando di capire, magari, la loro sofferenza che può avere tante motivazioni. Se proprio fossero inscusabili, prega con me: "Perdona loro, perché non sanno né quello che fanno né quello che dicono".
AMICO
- Mi piacerebbe dirglielo forte in classe e, vedresti Gesù, cosa salterebbe
fuori con quella isterica!...
Scusami
Gesù, sono pienamente convinto che abbiano dei problemi e che la vita non sia
facile per nessuno, ma non capisco perché non capiscono che noi non siamo lo
stato, che noi non siamo né le loro mogli, né i loro mariti e che il libro lo
sappiamo leggere anche noi, per fare lezione. Scusami. Pregherò certamente, o
Gesù, che chi cerca marito lo trovi, chi è separato veda di sistemare le cose,
ma che tutti si mettano i nervi a posto, perché non è detto che per loro debba
farmi prendere io un esaurimento: questa non sarebbe "riparazione" ma
finire col "riparare" l'anno scolastico.
Per
fortuna, Gesù, ci sono degli insegnanti veramente bravi, ed assistere alle
loro lezioni è davvero meraviglioso e ti passano le ore senza accorgertene.
Eppure non credo che anche loro non abbiano problemi, ma davanti al loro
impegno sanno dimenticare tutto e comunicarci scienza e saggezza.
Perdonami,
Gesù, se oggi ti ho tatto questa sfuriata. Mi dovrei vergognare davanti alla
pazienza che tu hai con me, con i miei comportamenti e con le villanate che
ricevi da tutti.
Mio
dolcissimo e paziente amico, voglio veramente imparare da te, che sei mite e
umile di cuore, per avere un cuore simile al tuo, capace di tutto, accogliere
con saggezza, senza certe mie reazioni un po' sgangherate.
Tu,
Gesù, lo sai che ti voglio bene e che a te dico sempre tutto.
Grazie,.Gesù,
di tutto quello che sei per me e che mi sai insegnare, con dolcezza e la forza
della tua vita.
Tu, Gesù, sei il mio vero ed unico
maestro. (Parla con Gesù con tutto il cuore...). Mammina mia, sede della
Sapienza, aiutami a rimanere sempre come fedele discepolo ai piedi di Gesù,
prrché impari da lui la vera saggezza, che non gonfia la testa ma dilata il
cuore.
35
GESU’,
MI HANNO DETTO DI PREGARE PER I MORTI
AMICO
- Gesù, mio carissimo amico e ospite silenzioso del Tabernacolo, io sono
venuto per ricambiarti la visita che mi hai fatto questa mattina nella Santa
Comunione, di cui ancora ti ringrazio. Non posso dirti che non faccio un po'
fatica a superare, nella fiducia sulla tua parola, le difficoltà che incontro a
venire all'altare, tutto avvolto dal silenzio.
So
che quello che a te piace di più è che io ti creda e che, per questo, mi senta
guardato ed amato da te oltre che dal Padre e dallo Spirito Santo, con i quali
sei sempre in comunione e che mi uniscono, per la grazia, alla vostra stessa
beatitudine.
Si,
Gesù, io ti credo, in te spero, e sai che io ti amo!
Oggi,
devo chiederti anche una cosa che mi hanno detto di fare e che non capisco. Che
cosa vuol dire pregare per i morti?
Quando
uno è morto, o è all'inferno o è in Paradiso, e quindi è inutile pregare per
loro: sono morti, punto e basta. O sono con te, e sono felici in eterno, o sono
lontani da te, e allora sono veramente
guai!
Che
cosa sono le anime del Purgatorio? A me questa parola fa un po' ridere; Gesù,
mi ricorda un po' il citrato e con le sue conseguenze!... Scherzi a parte Gesù,
mi vuoi parlare di quelle anime e che cosa devo fare per loro?
GESÙ
- Mio carissimo amico, grazie della tua fede e della tua fiducia. Mi è sempre
tanto cara la tua visita quotidiana. .
Quanto
mi chiedi può sembrare difficile a spiegarsi, ma io voglio dirtelo in un modo
che sono sicuro capirai.
Le care anime di coloro che non hanno raggiunto sulla terra, quella perfezione d'amore alla quale erano stati chiamati, dopo la morte soffrono di non essere e godono di andare verso. Hanno più di te la tensione verso Dio che le ama e che amano e soffrono questa dimensione in un modo lacerante, come brucia l'amore insoddisfatto, e nello stesso tempo, godono la certezza di andare verso l'Amore che le attende. Un povero esempio: quando prendi il treno per andare a trovare una persona che ami, già sei felice, ma soffri i disagi di un lungo viaggio... Ti logori nell'attesa e già pregusti la festa di incontrarti con chi ami.
Quel
logorio purifica, e tu puoi aiutare questi nostri fratelli coinvolgendoli nella
tua stessa tensione, che nasce dalla coscienza di essere tutti viandanti
verso Dio.
Pregando
ci si inserisce in questa dimensione corale che spinge tutta al Chiesa nel
vortice santificante dell'Amore divino.
Prega
quindi e sentiti in comunione, tu, pellegrino terrestre, con questi pellegrini
celesti, e, mentre loro ti parleranno di Amore, tu sarai per loro propellente
d'amore.
Quando
ti unisci, nella S. Messa, all'effluvio di sangue che ha salvato tutti gli
uomini, non fai che essere canale santificante, non di quell'anima che tu mi
indichi, ma di tutti coloro che attendono che tu diventi, con me, per me, in me,
fontana di beatitudine.
Noi
amiamo infinitamente tutti coloro che hanno creduto nell'amore e attendiamo,
amando, che coloro che nella vita si sono lanciati fra le nostre braccia
completino il loro cammino oltre ogni vincolo, oltre ogni resistenza.
Ama
tanto queste care anime e sapranno ricompensarti con la potenza della loro
intercessione presso il cuore del Padre.
AMICO
- Grazie, Gesù, di tutte queste cose meravigliose che non solo mi hai detto,
ma quasi mi hai fatto vedere. È stupendo pregare, quando si ha coscienza che si
diventa come astronauti e si raggiunge con l'amore tutto e tutti.
(Vorrei raccomandarti Gesù...). Mammina mia, tu che sei la mamma di tutti, dai una bella spinta alla anime del... che stanno per andare in Paradiso. Quelle in viaggio, insomma! Ci siamo intesi, non è vero? E dì loro che gli voglio tanto bene e che, pregando, spingerò fortemente verso il Paradiso.