Il dono di Lucilla
In un paese
c'era un bellissimo Santuario dedicato a san Giuseppe. Lucilla vi si recava ogni
anno. Una volta si sentì spinta a fare un regalo prezioso al Santo: «Giuseppino
mio, voglio donarti il mio cuore!». San Giuseppe ne fu molto felice e le
rispose: «Grazie! Lo userò per consolare Gesù! Per farlo, però, dovrai un
po' soffrire: sei disposta?». «Certo - rispose Lucilla - come devo fare?».
«È semplice - le spiegò san Giuseppe -. giorno per giorno toglierò le
spine dal capo insanguinato di Gesù e le metterò sul tuo cuore...». «Va
bene! - disse Lucilla - Sono contenta di consolare Gesù! Lo sapevo che
donando il mio cuore a te avrei fatto contento anche Lui!». Lucilla era piena
di entusiasmo: «Chissà cosa mi capiterà! Forse mi sarà chiesto il martirio,
oppure qualche grande malattia...», e con questi pensieri tornò a casa. Appena
arrivata le venne voglia di giocare con la sua bambola preferita. Corse nella
sua stanza, ma la bambola era senza un braccio! Tonino, il suo fratellino, le
disse: «Volevo vedere cosa c'era dentro, così l'ho staccato!». La bambola
era rovinata e Lucilla stava per arrabbiarsi, quando sentì la voce di san
Giuseppe: «Questa è la prima, piccola spina!». Lucilla si sforzò di stare
calma per accettare quella spina. «Brava Lucilla! - le disse san. - Giuseppe -
Se tu-non l'avessi accettata sarei stato costretto a rimetterla sul capo di Gesù!».
Il
giorno dopo la mamma andò a comprarle gli occhiali: alla bambina non piacevano
e le davano fastidio, perché non era abituata. Avrebbe voluto fare i capricci,
ma san Giuseppe le domandò: «Non la vuoi questa spina?». Allora Lucilla si
avvicinò alla mamma, le diede un bacio e la ringraziò sorridendo. Passò un
altro giorno e i suoi compagni di classe iniziarono a prenderla in giro per gli
occhiali. Lucilla stava per rispondere male quando si ricordò di san Giuseppe
e disse: «Ho capito, anche questa è una spina...».
Ogni
giorno Lucilla aveva qualche spina da accettare, ma, se all'inizio aveva fatto
tanta fatica, più il tempo passava e meno le spine le costavano, anzi: ad
ogni spina l'amore aumentava infiammandole il cuore.
Passò
un anno e la bambina tornò al Santuario. Appena arrivata corse subito alla
statua di san Giuseppe e gli disse: «Giuseppino mio, quest'anno ho cercato di
accettare tutte le spine che mi hai dato, ma adesso sento dentro un fuoco
pieno di pace e di gioia!». «È proprio così, cara Lucilla! - le rispose san
Giuseppe - Le spine che si accettano per consolare Gesù accendono il cuore
d'amore! Adesso, guarda il tuo cuoricino!». Lucilla guardò e vide il suo
cuore ormai circondato di spine e sormontato da una fiamma luminosa. Subito si
voltò verso la statua del Cuore Immacolato: «San Giuseppe! Hai visto? Il mio
cuore assomiglia al Suo! Ha le spine e la fiamma come quello dell'Immacolata!».
San Giuseppe con soddisfazione le rispose: «Certo! Se qualcuno mi dona il
cuore, io lo rendo sempre simile al Cuore della mia Sposa!». Anche l'Immacolata
era soddisfatta e guardando la bambina le sorrideva irradiando su di lei
ogni grazia e consolazione.