I NIDI DI PREGHIERA_1

«. . . infine il mio cuore Immacolato trionferà».

di P. Andrea d'Ascanio

Il messaggio di Fatima è la grande luce che il Buon Dio ha dato al­l'umanità per questa epoca di buio e di caos. E' tempo che lo si mediti e lo si viva nel suo contenuto realistico e profetico, eliminando l'alone apocalit­tico di cui lo ha rivestito una troppo superficiale interpretazione.

Fatima precede il Concilio Vaticano II presentandoci Maria, Madre della Chiesa, che accoglie l'umanità affidatale da Gesù sulla Croce e la rigenera in una nuova dimensione spirituale e morale.

E' il rinnovamento che il Concilio ha auspicato e che potrà realizzarsi solo in Lei, la Madre Fonte della Vita, seguendo la via che Ella ha indicato a Fatima.

 

Fatima è messaggio di Speranza, di Fede, di Amore, di Vita.

E' vero che nel 1917, nella terza apparizione del 13 luglio, mentre assi­curava imminente la fine della guerra del 1915-18: « la guerra sta per finire », la Vergine preannunciava l'altra del 1940-44: « se non cessano di offendere Dio ne verrà un'altra peggiore »,- è vero che, nella stessa apparizione, av­vertiva, un anno prima della rivoluzione di ottobre: «...la Russia spanderà i suoi errori in tutto il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate ».

Ma è ugualmente vero che Ella disse: « Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà.. »; « Prometto un'era di Pace per l'umanità...»; e «... infine il Mio Cuore Immacolato trionferà ». E' il trionfo dell'Amore della Mamma che vince l'odio che dilania i figli e li riporta a Casa, nel suo Cuore cioè, e, in Lei, nel Cuore del Padre.

 

Lo sbaglio sino ad oggi commesso è consistito nel considerare parzial­mente e negativamente le parole della Vergine; nel non avere accettato il Suo invito alla preghiera e alla penitenza, o, più precisamente, al ROSARIO e all'IMMOLAZIONE; nel non aver capito che bisognava trasmettere tale messaggio ai «piccoli.».

Basta dare uno sguardo alle più importanti apparizioni mariane di questi tempi per convincersi della validità di questa nostra ultima asserzione. A La Salette (1846), a LOUR­DES (1858), a Pontmain (1871), a Beauring (1932), a Banneux (1933) e soprattutto a FATIMA (1917) le parole sono sostanzialmente sempre le stesse, preghiera e penitenza, e i destinatari sono sempre i bambini.

La Vergine vuole farci capire che la salvezza sta nel far pregare i bambini e nel consacrarli a Lei. Se con la sola « subnormale » Bernadet­te Ella ha ridato respiro spirituale alla Francia soffocata dal positivi­smo; se con i soli Lucia, Francesco e Giacinta, bimbetti del tutto analfabe­ti, ha trasformato l'anticlericale e massonico Portogallo nella SUA ter­ra; cosa mai non potrà fare nel mon­do intero con schiere di bimbi che si consacrino a Lei impegnandosi a re­citare il Rosario? Solo alcuni hanno capito ed at­tuato il messaggio di Fatima.

In primo luogo P. PIO DA PIETRELCINA, Minore di San Francesco d'Assisi, stimmatizzato nel 1918 - un anno dopo le apparizioni di Fatima - che è vissuto per cinquant'anni in un Rosario e in un'immolazione continua formando a questa sua scuola i tantissimi figli riuniti nei Gruppi di Pre­ghiera.

Vicinissimo in spirito al grande Cappuccino scomparso è P. PIO DEL­LE PIANE, Minimo di S. Francesco di Paola che ha perfezionato la di lui testimonianza realizzando i NIDI DI PREGHIERA, gruppi di bimbi che si riuniscono in casa, in chiesa, a scuola, ovunque è possibile, per reci­tare il Rosario e onorare Gesù Eucaristico sulla scia dei Pastorelli di Fa­tima. E a Francesco e Giacinta tutti i Nidi sono stati affidati in una S. Mes­sa celebrata il 10 luglio 1974, a Fatima, sulla tomba di Giacinta.

 

Questo bimestrale vuole essere l'organo ufficiale dei NIDI DI PRE­GHIERA, e si prefigge lo scopo di indirizzare tutti i bimbi del mondo verso il Cuore dolcissimo della Mamma, perché Ella realizzi con loro quel dialogo di Amore che noi «adulti » non accettiamo più.

Lo dividiamo in due parti:

Parte Ia - IL MESSAGGIO DI FATIMA esaminato nei suoi quattro insegnamenti fondamentali: ANGELI, EUCARESTIA, IMMOLAZIONE, ROSARIO. Collaborano alla redazione il P. Michele Prader, dell'« Opus Angelorum »; il dott. Gianni Lorenzoni, dei Cenacoli Serafici; il P. Stefa­no Manelli, dei Frati Minori Conventuali; il P. Ampelio Valentini, dei Frati Minori; il P. Andrea D'Ascanio, dei Frati Minori Cappuccini, respon­sabile dei Nidi di Preghiera.

Parte Ila - ATTIVITA' DEI NIDI DI PREGHIERA. Redattori sa­ranno i bimbi stessi. Noi ci limiteremo, con l'aiuto di Suor Stefania delle Rosminiane di Borgomanero, a coordinare il materiale che ci invieranno. Intendiamo rivolgerci solo ai bambini o anche agli adulti?

A tutti i piccoli in età e in spirito, a quanti amano la Vergine e odono nel loro intimo lo Spirito che grida: « Mamma! ».

A quanti, grandi e piccini, desiderano unirsi in un totale impegno di testimonianza e di amore alla Mamma del Cielo, offrendoLe incondizionata­mente se stessi perché si realizzi al più presto il TRIONFO DEL SUO CUORE IMMACOLATO..... nei bimbi, con i bimbi, per i bimbi.

 

I BIMBI I e L'OFFERTA

a cura di Padre Stefano Manelli ofm conv.

Erano tre pastorelli di Fatima. Si chiamavano Lucia, Francesco e Gia­cinta. Erano buoni fanciulli. Viveva­no in semplicità e innocenza. La più grande era Lucia, di dieci anni; Fran­cesco aveva nove anni; Giacinta era di sette anni. Ogni giorno portavano le pecorelle al pascolo. Nei prati e fra gli alberi, giocavano serenamen­te; un po' pregavano.

Un giorno, era il tredici maggio, avvenne il primo fatto straordinario alla Cova di Iria. A mezzogiorno in punto, con il sole splendente, un pri­mo « lampo », un secondo « lampo », ed ecco, su un piccolo elce, « una Si­gnora vestita di bianco, più splen­dente del sole, emanava luce più chia­ra e intensa di quella di un cristallo pieno di limpida acqua, attraversato dai raggi più ardenti del sole».

Lo stupore dei tre pastorelli all'in­cantevole vista della bella Signora continua per tutto il devoto collo­quio con la celeste visione.

Durante quel colloquio, la doman­da più importante è quella che la bella Signora rivolge ai fanciulli: «VOLETE OFFRIRVI A DIO PER SOPPORTARE TUTTI I DOLORI CHE EGLI VORRA' MANDARVI, IN ATTO DI RIPARAZIONE PER I PECCATI CON CUI E' OFFESO, E DI SUPPLICA PER LA CONVERSIO­NE DEI PECCATORI?».

La risposta dei fanciulli è imme­diata. Lucia dice a nome di tutti: « SI, LO VOGLIAMO! ».

Questa risposta è l'espressione lu­minosa della generosità di quei tre fanciulli. E il loro esempio può va­lere per tutti i fanciulli del mondo, nei quali la presenza della grazia non è turbata dalle brutte passioni degli adulti.

Certo, questo «offrirsi» al sacrifi­cio costa sforzi dolorosi. Ma se è un « offrirsi » fatto con amore, quale ostacolo non si supera quando si ama?

D'altra parte possiamo pensare che quei tre pastorelli ben rappresenta­vano tutti i fanciulli del mondo, e rivolgendosi a loro, la Madonna in­tendeva rivolgersi a tutti.

I tre fanciulli di Fatima hanno trasmesso al mondo il messaggio della Mamma del Cielo, ma soprattutto l'hanno vissuto, e l'hanno vissuto generosamente, fino all'eroismo.

« Si, lo vogliamo! ». Vogliamo: ché cosa? Sacrifici, dolori, immolazione, per espiare i peccati del mondo: come Gesù, che fu l'Innocenza Crocifissa per la redenzione dell'umanità pec­catrice. I bambini che vogliono of­frirsi al sacrificio sono i migliori continuatori dell'opera redentiva di Gesù, perché sono certamente i più simili all'Innocente Crocifisso.

Ma come è possibile che dei fan­ciulli possano fare delle scelte così difficili? E' possibile, perchè anche un fanciullo può amare immensamente. I tre pastorelli hanno contemplato la Mamma triste per tanti che non si salvano; è rimasto impresso nel loro cuore il sentimento dell'offesa che si fa a Dio da tanti peccatori. Ed ha appreso che è possibile consolare quei Cuori divini di Gesù e di Maria, andare incontro a tanti fratelli. Come? pregando e soffren­do per loro. E allora si sono subito impegnati in una gara di generosità: è la fune che si tiene stretta ai fian­chi, è il bruciore procurato dalle or­tiche, è la sete sopportata volonta­riamente in piena estate, con le in­numerevoli altre piccole rinunzie ispirate da un amore sempre cre­scente.

E non saranno capaci di fare al­trettanto tutti i fanciulli del mondo? Ma sì, solo che pensino che è la Ma­donna che lo vuole. Solo che pensi­no che oggi c'è tanto più bisogno di quanto ve ne fosse in quel lontano 1917. Quanti, oggi, si incamminano per la via della perdizione e la per­corrono spavaldamente dimentichi del Cielo! Com'è grande, quindi, la necessità che si levino voci innocenti che siano molto vicine a quella del mite e innocente «Agnello che toglie i peccati del mondo»!

E allora avanzatevi come angeliche schiere terrestri, cari fanciulli. Siate i generosi volontari dell'amore; con­template alla testa del vostro paci­fico esercito i tre cari pastorelli di Fatima, e il grido del loro cuore di­venti il grido di tutti voi, il grido che risponde alla richiesta della Ma­donna: Si, lo vogliamo!

N’ell'autunno del 1916, circa sei me­si prima che la Madonna si manife­stasse ai tre pastorelli, questi ebbero la terza ed ultima apparizione del­l'Angelo. Erano accanto ai grandi massi di pietra della Loca do Cabeço ove spesso si rifugiavano in preghie­ra. Narra Lucia:

«Là recitammo il Rosario e la pre­ghiera che l'Angelo ci aveva insegna­to nella prima apparizione. Mentre eravamo là, Egli apparve la terza volta, portando tra le mani un calice sormontato da un'Ostia da cui cadevano nel calice gocce di sangue. Lasciando il calice e l'Ostia sospesi nell'aria Egli si prostrò a ter­ra e ripeté questa preghiera tre volte: "SS. Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente, Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, pre­sente in tutti i Tabernacoli del mon­do, in riparazione degli oltraggi, sa­crilegi e indifferenze di cui Egli è offeso. E per gli infiniti meriti del Suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori". Quindi, alzatosi, l'Angelo prese il calice e l'Ostia. Diede l'Ostia a me e il contenuto del calice a Giacinta e a Francesco, dicendo nello stesso tempo: "Prendete e bevete il Corpo di Gesù Cristo, orribilmente oltrag­giato dagli uomini ingrati. Riparate i delitti e consolate il vostro Dio". Ancora una volta si prostrò a ter­ra, ripeté tre volte la preghiera della SS. Trinità e scomparve».

 

I BIMBI E l'EUCARISTIA

a cura del Gianni Lorenzo - Consolate il vostro Dio

In una sintesi limpidissima vengo­no qui posti gli elementi basilari del­la spiritualità di Fatima.

Prima che un Santuario Mariano, Fatima è Santuario Eucaristico, ed è impossibile penetrare nel suo vero spirito se si prescinde dagli insegna­menti che scaturiscono da questa ap­parizione: ADORAZIONE e RIPARA­ZIONE EUCARISTICA

Non a caso, accanto alla Cappellina delle Apparizioni della Vergine è stata realizzata la Cappella dell'Adorazione perpetua.

Non a caso, in ogni ricorrenza delle apparizioni, al centro delle manifesta­zioni c'è la solenne concelebrazione sul sagrato della basilica con la sta­tua della Vergine posta a fianco del­l'Altare: Gesù e Maria uniti ancora in un'immolazione d'Amore che vuole rinnovarsi e continuare in noi.

Fatima è veramente l'« Altar do Mundo », il Calvario della nuova Chiesa sul quale la Vergine invita le anime più pure e generose - i fanciulli a donare se stessi per la redenzione dell'umanità tutta. Primi ad offrirsi sono stati i tre Pastdrelli, che hanno attinto, nella Comunione che l'Angelo fece loro, la forza per accettare l'invito che la bianca Signor avrebbe loro rivolto il 13 di maggio.

Su queste pagine cercheremo di comprendere a fondo gli insegnamen racchiusi nell'ultima apparizione dell'Angelo: i bambini e la Comunioni i bambini e la riparazione Eucaristica; i bambini Anime-Ostie, sull'esempi di Giacinta e Francesco che seguiremo nella loro rapida sublime asce: spirituale alla luce di Gesù Eucaristico.

Intanto cominciamo a formare Gruppi di fanciulli, parlando loro i Gesù che è racchiuso in un mistero d'Amore nel Tabernacolo, e stringiamo intorno a Lui solennemente esposto.

I loro canti, le loro preghiere faranno breccia sicura nel Cuore di Gesù per la santificazione dei consacrati e per riparare le tante cattiver del mondo.

 

I BIMBI E GLI ANGELI

I Messaggerí dí Dio

Cari bambini, sono molto lieto di potervi parlare degli Angeli, e sin da ora mi dichiaro pronto a rispondere alle domande che vorrete pormi a riguardo. Insieme co­nosceremo ed apprezzeremo meglio il dono di Dio che si chiama « Angelo San­to », e l'esperienza della vita ci farà sentire sempre più viva e reale la pre­senza di questi nostri fratelli celesti.

La Madonna sarà molto contenta del­l'interesse che mostrerete per l'Angelo, e questo lo dimostrano i fatti di Fati­ma nei quali l'Angelo fu il messaggero della Madonna e naturalmente del no­stro Signore Gesù Cristo stesso.

Posso dirvi a nome della purissima Vergine: «Amate l'Angelo, ascoltatelo ed ub­biditelo, perché lui sta al servizio di Me che sono la Regina degli Angeli e la Madre della Chiesa e di tutto il mondo ».

Per questa volta cerchiamo la rispo­sta a due domande: - Perché mai la Madonna, prima di venire Lei stessa a vedere i bambini e a parlare con loro si fa precedere dal­l'Angelo?

- Perché quest'Angelo è quello del Portogallo e non uno dei loro Angeli custodi?

La risposta è molto semplice, ed è uguale per ambedue le domande: è l'importanza e la grande portata del messaggio di Fatima che richiede que­sto modo di agire.

La Bibbia ci mostra questa verità pa­recchie volte, e per tutte basta pensare al messaggio certamente più importan­te, quello nel quale San Gabriele arcan­gelo annunciò alla Vergine che Dio si sarebbe fatto uomo in Lei.

Per un messaggio speciale è logico che si mandi anche un messaggero speciale. L'Angelo custode, l'amico e fratello nostro che sta con noi giorno e notte senza mai lasciarci, ci è dato come compagno e aiuto normale.

Nel fatto di Fatima abbiamo un com­pito speciale, un importante messaggio destinato non soltanto a quei tre bam­bini, ma a tutti i bambini, a tutti gli uomini, alla Chiesa, al mondo intero. L'Angelo doveva prepararli ed istruirli perché potessero assolvere il loro com­pito di messaggeri della Madonna: do­vevano cioè già avere imparato a pre­gare, a soffrire, ad adorare, a tacere, ecc..

Viene mandato a questo scopo l'An­gelo del Portogallo, perché tutto il po­polo del Portogallo è prescelto per vivere e trasmettere il messaggio della Madonna agli altri popoli e prima di tutto al popolo di Dio che è formato dai membri della Chiesa.

Perciò anche noi siamo chiamati a seguire il messaggio della Madonna e a farci istruire dall'Angelo, per essere ben preparati al nostro compito di te­stimonianza per Gesù nel tempo di oggi. Il nostro Angelo che ci è sempre vicino è il messaggero della volontà divina nella nostra coscienza.

La Madre Chiesa nella Santa Messa in onore degli Angeli custodi ci fa ascol­tare le parole divine che spiegano il compito dell'Angelo. Sono parole dirette al popolo d'Israele, ma poiché un po­polo è sempre formato dall'insieme dei singoli, la Chiesa ben a proposito mette queste parole nel contesto di questa Messa degli Angeli custodi:

Dal libro dell'Esodo, 23, 20-23

« Così dice il Signore: Ecco Io mando un Angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luo­go che ho preparato. Abbi rispetto del­la sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non per­donerebbe la vostra trasgressione, per­ché il Mio Nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l'avversario dei tuoi avversari. Il mio Angelo cam­minerà alla tua testa e ti farò entrare nella terra promessa ».

Noi sappiamo dalla dottrina continua della Santa Chiesa che ognuno di noi ha il suo Angelo. Poveri colo che oggidì seguono quelle voci che vogliono ne­gare l'esistenza dell'Angelo. Voi restate fermi nella vostra fede e imparate le parole della Scrittura che abbiamo ci­tato dal messale.

 

I BIMBI E IL ROSARIO

La forza del Rosario

In ogni apparizione di Fatima, la Madonna ha raccomandato il Rosario e alla recita di esso ha condizionato la salvezza e la rinascita spirituale dell'umanità. Perché questa insistenza? Quale è la forza del Rosario?

Per capirlo è bene che ci rifacciamo a Lourdes, la prima grande manifesta­zione mariana che precede e prepara Fatima.

Nel 1854 la Chiesa incastonava sui diadema della Vergine la pietra più bella proclamando il dogma dell'Immacolata Concezione: la Vergine mai era stata soggetta ad alcun peccato, neanche a quello d'origine. Era l'omaggio dei figli brancolanti nel peccato alla Madre tutta pura.

Ma una Madre quale Ella è non po­teva tenere per Sé le ricchezze che il Padre le aveva donato, né poteva la­sciare senza risposta i figli che la esal­tavano: quattro anni dopo, a Lourdes, la Vergine si manifestava olle sue crea­ture. Ella, la concepita Immacolata, ve­niva a legare a Sé tutti i figli per ren­derli, per «concepirli» immacolati.

Come può fare tanto? CON IL RO­SARIO.

E' la prima apparizione di Lourdes che ci illumina in modo plastico circa questa dolcissima realtà. Trascriviamo la descrizione che Bernadette fece ad Estrade di questo primo incontro con la « Signora »: «... senza rendermi conto, di ciò che facevo presi il Rosario dalla tasca e mi misi in ginocchio. La Signora approvò con un cenno del capo e prese tra le dita la corona del Rosario che teneva sul broccio destro ... La Signora mi lasciò pregare da sola, faceva sì passare fra le dita i grani della corona, ma non parlava, soltanto alla fine di ogni decina s'accompagnava con me nel dire: Gloria Patri, et Filia, et Spiritui Sancto. Quando il Rosario fu recitato, la Signora rientrò nell'interno della roccia e la nube d'oro disparve con Lei».

Solo il Rosario è al centro del primo incontro tra la fanciulla e lo Immacolata; e tutte le successive apparizioni avverranno in clima di Rosario, che verrà reci­tato dalla veggente e dalle persone che la accompagnano prima durante e dopo ogni manifestazione.

Non una parola, ma il «cenno del capo» con cui lo Signora approva l'ini­ziativa di Bernadette e quell'accompagnare la preghiera della bambina facendo scorrere tra le dita i grani della sua «grande» corona è più eloquente di ogni parola. Con questo gesto « dice s        qualcosa di più che « recitare il Rosario »: vuole mostrarci che Elia è presente e si unisce alla recita di esso facendo della « nostra » preghiera la « sua » preghiera. In altre parole recitare il Rosario non è tanto pregare la Madonna, quanto pregare con la Madonna, che dà alla nostra implorazione la forza della sua onnipotenza supplice. Quando recitiamo iI Rosario avviene una fusione fra noi e la Madonna, è Lei che prega con noi e in noi.

Recitare il Rosario vuol dire immergersi nello sconfinato candore dell'imma­colato. vuol dire essere rigenerati continuamente dall'Amore purissimo della Vergine Madre che dissolve le nostre brutture nella Sua purezza.

Padre Pio indirizzando i suoi figli al Rosario e lasciandolo ad essi come testamento « recitate il Rosario, ditelo bene, ditene più che potete...» sapeva di adempiere nel modo più semplice e totale la sua missione di altro Gesù, altro padre e fratello crocifisso che prima di spirare affida le creature del suo amore alla Madonna.

Recitiamo il Rosario, facciamolo recitare ai nostri figli, facciamoci, apostoli del Rosario: nella misura con cui vivremo il Rosario, parteciperemo della vita nuova che Gesù ci trasmette continuamente per mezzo della Mamma Immacolata.

 

I  TRE PASTORELLI

I testi che riportiamo sono stati tratti dagli scritti di Lucia, che è stata suora nel Carmelo di Coim­bra. Hanno quindi un contenuto di verità di autenticità e di freschezza che abbiamo cercato di lasciare in­tatto limitandoci a tradurli nella ma­niera più semplice.

Cari bimbi

C'erano una volta tre pastorelli..... tre ragazzi come gli altri, ma che re­citavano il rosario tutti i giorni.

Essi si chiamavano Lucia, Giacin­ta e Francesco. Giacinta, la più pic­cina, aveva 7 anni, Francesco 9 e Lucia 10. Francesco e Giacinta erano fratelli, Lucia era loro cugina. Vive­vano spensierati e felici in un povero borgo della montagna di Aire, al centro del Portogallo, e trascorreva­no la maggior parte del loro tempo custodendo le pecore e giocando.

La loro vita è una splendida sto­ria, una storia vera, iniziata nel 1917. Ve la ilustreremo con delle immagini, e voi dovrete seguirla con la più grande attenzione. Dopo divente­rete sicuramente amici dei tre pa­storelli d'Alijustrel, e forse nascerà in voi il desiderio di .seguire i loro esempi e di imitare le loro virtù.

E' una storia che interessa voi bambini, ma anche i vostri fratelli, i vostri genitori, tutti. Essa farà me­glio conoscere uno dei più grandi miracoli che la Grazia sempre viva nella Chiesa di Dio ha operato in questi ultimi tempi per la salvezza di tutti gli uomini.

 

1) Tre baci a Nostro Signore

Narra dunque Lucia: Un giorno giocavamo nella casa dei miei genitori al gioco dei pegni, e a me toccò di assegnare il pe­gno a Giacinta. Mio fratello era se­duto ad un tavolo, in procinto di scrivere, e io le ordinai di andare ad abbracciarlo. Ma ella rispose: -. « Ah, questo no! Ordinami un'al­tra cosa. Perché non mi chiedi di andare ad abbracciare Nostro Signo­re, che è là? A C'era un crocifisso appeso al muro.

- « Ebbene, si - risposi - Sali su una sedia, portalo qui e, in ginocchio, dagli tre baci, uno per Fran­cesco, uno per me e uno per te ».

- « A nostro Signore io ne darò quanti vorrai... ». Corse a prendere il Crocifisso e lo baciò con

tanta devozione che mai dimenticherò il suo gesto. Poi, guardandolo con at­tenzione, ella chiese: «Perché Nostro Signore è così inchiodato su una croce?».

- « Perché è morto per noi ».

 

*        *        *

- « Raccontami come è accaduto ». Sentendo raccontare le sofferenze di Nostro Signore la piccola si com­mosse e pianse. Molte volte, in se­guito, ella mi chiese di raccontarle nuovamente la storia della Passione. Piangeva afflitta e diceva: « Povero. Nostro Signore! Io non farò mai alcun peccato. Non voglio che Nostro Signore soffra ancora di più ». 

 

2) Fiori a Gesù

Mia sorella, essendo zelatrice del Sacro Cuore, aveva l'abitudine, nei giorni di processione, di vestire da angelo qualche fanciullo, per farlo camminare a fianco del baldacchino, gettando dei fiori... La piccola Gia­cinta mi pregò, allora, di chiedere a mia sorella di lasciar andare anche lei. Facemmo insieme la richiesta. Mia sorella accettò, fece provare una veste e ci insegnò come dovevamo lanciare i fiori a Gesù Bambino. Gia­cinta disse:

- « E noi, lo vedremo? ».

- « Si - rispose mia sorella - lo porta il signor Curato ».

Giacinta saltò di gioia e domanda­ in seguito, continuamente, se mancava molto tempo per la festa. Infine il giorno tanto desiderato ar­rivò; la bimba era pazza di gioia.

Fummo poste tutte e due a fianco dell'altare, poi, durante la processio­ne, a fianco del baldacchino. Nei pun­ti indicati da mia sorella lanciavo i fiori a Gesù ma, malgrado tutti i cen­ni fatti a Giacinta, non riuscivo a fargliene gettare uno solo. Ella guar­dava continuamente il signor Curato, e niente più. Quando furono termi­nati i nostri compiti mia sorella mi fece uscire dalla chiesa e domandò a Giacinta:

- « Perché non hai gettato i fiori a Gesù? ».

- « Perché non l'ho veduto ». Poi ella mi chiese:

- « Allora, tu, tu hai visto il Bam­bino Gesù? ».

- « No; ma non sai che il Bambi­no Gesù dell'Ostia non si vede? Egli è nascosto. E' Lui che riceviamo nel­la Comunione... ».

Divenni, da quel momento, la cate­chista dei miei due compagni. Essí imparavano con un entusiasmo stra­ordinario. 

 

3) Una vita di pastori

Frattanto io ero arrivata all'età, de­cisa da mia madre, per inviare i suoi figli a guardare il gregge. Mia sorella Carolina aveva dodici anni ed era necessario che cominciasse a lavora­re. E' per questo motivo che mia ma­dre affidò a me la responsabilità del nostro gregge.

Benché fossero ancora molto pic­coli, mia zia affidò a Francesco e a Giacinta la custodia delle sue pecore. Ricordo che essi vennero da me per comunicarmi la notizia e per accor­darsi con me sul come riunire ogni giorno i nostri greggi. Si decise che ognuno si sarebbe avviato con il suo all'ora indicata da sua madre, ed il primo uscito avrebbe atteso l'altro al Barreiro - è così che noi chia­mavamo un piccolo stagno che si tro­vava nella zona infossata della  mon­tagna. Una volta riuniti, stabilivamo quale sarebbe stato il pascolo del giorno, e vi andavamo contenti e gioiosi come se andassimo ad una festa.

C'eravamo guadagnata la confiden­za delle pecore a forza di distribuire loro le nostre merende e così, quan­do arrivavamo al pascolo, potevamo giocare in tutta tranquillità, sicuri che esse non si sarebbero allontanate da noi. Giacinta amava tanto pren­dere gli agnellini bianchi e sedersi tenendoli sulle ginocchia, carezzarli, e, alla sera, portarli tra le braccia fino a casa perché non si stancasse­ro. Un giorno, rientrando, si mise al centro del gregge.

- « Giacinta - le chiesi - perché cammini in mezzo alle pecore? ».

-« E' per fare come Nostro Signo­re che, su questa immagine che mi è stata data, è in mezzo a molte peco­re e ne porta una tra le braccia ». continua

 

ATTIVITA’ DEI NIDI DI PREGHIERA (Testimonianze)

A SCUOLA

1° - Borgomanero

Dai ciclostilati che sino ad oggi hanno collegato i bimbi stralciamo alcuni brani che possono aiutare a capire lo spirito e l'attività dei Nidi a SCUOLA, a CASA, in PARROCCHIA.

 

« I Magnifici 45 » di Suor Stefania - così si fir­mano e ne hanno ben diritto - ci scrivono:

• Ogni giorno, nella nostra classe IV, Scuola Antonio Rosmini di Borgoma­nero, per venti minuti si lasciano le occupazioni scolastiche per pensare esclu­sivamente alla Madonna e al suo Gesù recitando il Rosario.

Per ogni mese ciascuno ha un mistero da meditare. Al primo sabato del me­se con una funzione mariana molto semplice lo cambiamo.

Tutti i giorni iniziamo e terminiamole ore di lezione con un canto a Maria, la Vergine della Gioia. Due bambini per turno raccontano un miracolo della Ma­donna o commentano un mistero del Rosario. Lettura de « I tre pastorelli ». Fio­retto comunitario. Fioretto personale. Recita del S. Rosario.

Prima del termine del mese di maggio faremo, insieme a P. Andrea, la con­sacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Ci siamo ancora impegnati a fare qualche piccolo sacrificio durante la gior­nata, secondo quanto la Madonna ha richiesto ai pastorelli di Fatima: alcuni van­no a Messa anche i giorni feriali, altri rinunciano a dolci e divertimenti. Roberto ha lavato la biancheria della mamma e ha fatto il digiuno.

Abbiamo avuto la prova che chi prega véramente aiuta di più quelli che han­no bisogno di conforto o che hanno bisogno di essere più buoni».

Tornati a casa, i « I Magnifici 45 » continuano l'o­perazione Rosario.  Spesse volte - scrivono - noi ci impegnamo personalmente a recitare il Ro­sario in famiglia con i nostri genitori e parenti .. Infatti­

- Ogni sera io recito il Rosario con la mia mamma così faccio contenta la Madonna e Gesù.

- Io, mia mamma e anche mio papà diciamo il Rosario tutte le sere». [Florinda S.]

- Io dico tutte le sere il Rosario con mia zia e mia sorella. Mia zia dice - ed è vero - che più Rosari diciamo e meglio è. [Federico M.]

- Io tutti i giorni recito il Rosario a casa e a scuola. A scuola con la mae­stra e i compagni, a casa con mia sorella. A me piace tanto recitare il Rosario. Il Rosario sono tante Ave Maria messe insieme. [Cinzia A.].

E poiché chi prega, veramente aiuta di più quelli che hanno bisogno di conforto, i nostri piccoli amici di Borgomanero nel mese di ottobre sono an­dati al ricovero per anziani:

- Il Rosario è stato recitato assieme ai ricoverati che ci guardavano con affetto ma con gli occhi imperlati di lacrime. Forse il loro cuore è stanco. Noi abbiamo cercato di sorridere, di accarezzare, baciare i nonnini e le nonnine. Abbiamo of­ferto loro un'ora di serenità con canti, giochi, scenette allegre -.

E hanno concluso, « I Magnifici 45 », che il loro impegno deve essere: Amore a Gesù, alla Madonna, al Papa, ai sofferenti ..

 

2° - Mafalda

Anche i bimbi di Mafalda sono di IV elementare. Anche loro recitano ogni giorno il Rosario a scuo­la. Da due anni cercano di far penetrare il Rosario nelle famiglie del loro paese. Riportiamo alcune delle loro esperienze e ci rallegriamo con loro e con la loro insegnante Licia Tiberio per quanto fan­no in onore della Mamma.

 

- Noi della IV maschile siamo andati in quasi tutte le case per consegnare ad ogni famiglia un manifestino che parlava della Madonna e del Rosario. Anche quest'anno stiamo facendo propaganda e vi informiamo che ora quasi tutte le donne recitano il Rosario; pochi invece sono gli uomini a recitarlo. Perciò io e i miei compagni faremo del nostro meglio ed Insisteremo ancora presso questi affinché anch'essi si diano alla preghiera. Speriamo e ci auguriamo di riuscire In questo intento. [Germana M.]

- Noi ci siamo divisi in gruppi e ogni gruppo va in un rione del paese per far conoscere e recitare il S. Rosario. Noi diciamo il Rosario in casa e a scuola. - Sono andato a dare ad ogni pérsona la corona e ad insegnare i misteri del S. Rosario. Qualche volta sono andato a prendere una donna cieca e l'ho accompagnata in chiesa ad adorare Gesù e ascoltare la S. Mensa. Vado spesso in casa di questa donna per recitare il S. Rosario e le leggo qualche libro di santi. [Leonardo P.]

« Io sono un ragazzo di campagna non sapevo pregare e ora insieme agli altri bambini della quarta elementare so pregare e recito il Santo Rosario ». [Enzo V.]

« Noi siamo andati diffondendo il Rosario e certi increduli ci tiravano le scope appresso, ma a noi non ci importava niente. Siamo andati per tutte le famiglie. [Vildo M.]

 

A CASA

Taranto:

Il 25 marzo 1973 - Annunciazione di Maria - si è formato il primo Nido di Preghiera, in casa d'A­benante. Ne sono seguiti altri, e di alcuni diamo brevemente le comunicazioni che ci sono state fat­te pervenire.

 

« Il 25 marzo abbiamo iniziato a riunire settimanalmente in casa d'Abenante il primo nucleo di bimbi per la recita del Rosario e per la lettura di un brano sulle apparizioni di Fatima.

« Sabato ci sarà l'altra riunione. Saremo probabilmente in 12 bimbi. E' un po' strano, ma siamo in quattro famiglie e, per ognuna, tre bimbi ».

Guida il gruppo dei piccoli - dai 4 ai 10 anni - la dodicenne Maria Chiara Pasanisi - Dragonetti.

 

Manduria:

Da Manduria (Ta) ci hanno inviato un lunghissimo elenco con l'indirizzo dei 115 bimbi che si sono im­pegnati a recitare ogni giorno almeno una posta del Rosario. Ci scrivono:

• Mi chiamo Anna Maria P. e frequento la 5a elementare. Io con molte ami­che ci riuniamo il mercoledì, il giovedì e il venerdì a casa della signorina Rita Schiavoni, dove recitiamo il Rosario e leggiamo il libro intitolato « I pastorelli di Fatima ».

Il 24, 25 e 26 del mese di Febbraio vi è stata l'adorazione di Gesù Sacra­mentato. Si recitava il Rosario e poi P. Agostino spiegava cosa voleva signifi­care l'Eucarestia.

Io ho trovato dodici bambine che vogliono dire le dieci Ave Maria per la conversione dei peccatori. Mia sorella, Lucia Rita, invece, ne ha trovate quattro. Io recito volentieri il Rosario perché voglio tanto che tutte quelle anime peccatrici tornino a Gesù, come la pecorella smarrita.

 

Tra le lettere che i bimbi di Manduria ci hanno inviato c'è quella di Mimmo S.. Mimmo è stato aiutato a scrivere dalla mamma, ma non è andata perduta la freschezza dei suoi sei anni...

«Io sono un bambino di sei anni mi chiamo Mimmo da parecchio tempo re­cito il Santo Rosario tutti i giorni insieme a tatti miei compagni e alla mia buo­na maestra, da due giorni è con noi anche Francesco di quattro anni. Mi sono accorto che è molto bello pregare e che pregando si ottengono tante cose belle: io per esempio sono riuscito a portare tutte le domeniche alla Messa la mia mamma tirandole le coperte dal letto, lei vuole bene a Gesù però le piaceva al­zarsi tardi e poi per il da fare lo trascurava, adesso sono tanto contento di an­dare in Chiesa con la mamma mentre prima dovevo andarci coi nonni anche lei è contenta anche se a volte è un po' distratta e devo essere io a correggerla du­rante la Messa se deve stare in piedi perchè magari lei resta seduta, ma per me è già tanto ugualmente. Mi piace anche fare piccoli sacrifici per Gesù come rinunciare a qualche caramella per regalare a lui i miei soldini perchè, sapete?, a me piace accendere i lumicini a Gesù, adesso ho incominciato a studiare il ca­techismo quant'è bello e chissà come sarà più bello prendere Gesù nel cuore come fanno i grandi, bè a dire la verità io li invidio, anche se un giorno per farmi piacere il Sacerdote ha dato anche a me l'ostia ma senza Gesù ed io lo so che `non è la stessa cosa, io pregherò sempre e sono sicuro che un giorno verrà an­che nel mio cuore. [Mimmo S.]

 

Pescara:

In casa Tiberio tutti i giorni dei mesi di maggio e giugno si riunivano i bimbi dei quartiere per la recita del Rosario. Ora si incontrano anche ogni mercoledì.

 

• Oggi 12 marzo 1975 siamo andati a dire il rosario a casa della signora, Ti­berlo. Di bambini ne eravamo sedici e c'erano tre cugini di Lorenzo e di Isabella. A ogni mistero abbiamo cantato. Abbiamo pregato per tutti i sacerdoti e i malati. Alla fine mamma Iolanda ci ha dato i cioccolatini. [Stefania I. e Patrizia G.]

 

IN PARROCCHIA

Sulmona:

Nella parrocchia S. Francesco di Paola un gruppo di bimbi si riunisce ogni sabato per la recita dei Rosario. Con loro pregano alcuni giovani universitari. Segue i piccoli Mariélia Balassone.

 

L'Aquila:

Nella parrocchia Maria SS. Mediatrice in Vallepretara un gruppo di circa ot­tanta bambini si riunisce ogni sabato per la recita di tutti e quindici i misteri del Rosario.

Sono guidati dalla signora Maria Acitelli.

 

Taranto:

E' sorto un Nido di Preghiera nella parrocchia S. Lorenzo da Brindisi affidata ai Padri Cappuccini. Sono più di cinquanta e si riuniscono il sabato per la recita del Rosario e il giovedì per l'adorazione eucaristica.

 

Salerno:

Da più di un anno un gruppo d1 bimbi, guidati dalla loro insegnante Vittoria Garibaldi, si dà da fare con lodevole costanza per recitare e diffondere il Rosario. A questo - Nido di Preghiera della Madonna - così si sono battezzati - che ci è particolarmente caro dedicheremo ampio spazio prossimamente. 

 

I BIMBI ALLA MAMMA

Preghiere

I piccoli di Borgomanero e di altre parti ci hanno inviato preghiere, meditazioni sui misteri, poesie. Sono un capolavoro di spontaneità e di delicatezza, e ci spiace riportarne solo una parte:

• O Madonnina, noi ti doniamo un fior, ogni Rosario che diciamo. Tienilo co­me ricordo nostro. [Anna A.]

 

• Cara Madonnina, noi siamo degli scolaretti che con le preghiere ti salviamo la gente cattiva che bestemmia il nome di Tuo Figlio. Però anche noi facciamo i capricci e addoloriamo il Tuo Cuore. Adesso io ti supplico: aiutami!. [Sergio V.]

 

• O bella Regina dei Ciel, aiuta noi e tutto il mondo. Fa che presto venga la Pace, basta con le guerre! Aiuta i poveri, gli storpi, i ciechi ed i piccoli orfanelli. Mamma buona, aiutaci Tu, noi non lo sappiamo fare. Grazie, Mamma buona! • [Sergio G.]

 

• Madonnina mia, io ti penso sempre. Cara Madonnina ciao. [Franca S.]

 

• O Madonnina nostra, non abbandonarci, non abbandonarci nelle tenebre, ma portaci alla luce. alla luce della verità, alla luce che Illumina i cuori e ci fa vivere nell'amore di Gesù Cristo.

O Madonnina nostra, facci andare sulla strada di sabbia fine fine, e con fiori bianchi pieni di splendore.

O Madonnina aiutaci..... [Paola B. - anni 9]

 

IL ROSARIO: COS’E’? (Tema)

- II Rosario è una preghiera collettiva; essa impegna molti a pregare insieme; non è una voce solitaria, un insieme di preghiere staccate una dall'altra; è un coro, è un'armonia, è un concerto, è un rosario non solo di "Ave Maria" ma di anime fresche e innocenti come le nostre; è una vera ghirlanda di rose vive in­torno alla Madonna; è come un grande girotondo che tutti unisce e vi fa danzare e cantare intorno a Maria. [Fabio P.]

 

• E' una scala il nostro Rosario; e noi la saliamo insieme, adagio, adagio, an­dando in su, incontro alla Madonna che vuol dire incontro a Gesù. Perché anche questo è uno dei caratteri del Rosario ed è il più importante e il Rosario è una devozione che, attraverso la Madonna, ci porta a Cristo. E' Gesù Cristo il ter­mine di questa lunga e ripetuta invocazione a Maria per arrivare a Gesù. [En­rico C.]

 

• L'efficacia della nostra preghiera si allarga come i cerchi dell'acqua mossa in un punto. Noi possiamo arrivare a confortare col nostro Rosario, i malati, a salvare i moribondi, a convertire i peccatori, ad aiutare i missionari, a liberare le anime dei Purgatorio! Diventiamo, col nostro Rosario, dei benefattori di tutti. Diffondente il Rosario! -

 

Meditazioni sul Rosario: i misteri della gioia

1° - Un Angelo annuncia a Maria che sarà mamma di Gesù.

Un Angelo! Maria si sarà meravigliata di vedere un Angelo nella sua povera casa. Ma come sente cosa l'Angelo viene ad annunciarle ecco che pronuncia davanti al Signore una parola grande come il mondo, piena d'Amore e di obbe­dienza: - SI.

La più bella parola che possiamo dire a Dio è - SI .. [Cinzia A.]

 

2° - Maria si reca da Santa Elisabetta

"Elisabetta è in difficoltà. Maria accorre presso la parente per assisterla. Co­me era servizievole Maria! Anch'io devo fare come Lei, tutte le volte che mi ac­corgo che qualcuno sta male. [Cinzia N.]

• O Madonnina corri da Elisabetta che deve aver il bambino, diventerà San Giovanni Battista, e tuo figlio Gesù invece il creatore della terra e del cielo ., [Annalisa M.]

 

3° - Gesù nasce a Betlemme

• Ecco finalmente nasce Gesù!

La gioia di Maria che se lo stringe fra le braccia! Gesù forse aspetta che gli spalanchi il cuore per essere amato anche da me! [Giuseppe A.]

• O Madonnina Regina del ciel fra poco arriverai a Betlemme dove là nessuno vorrà ospitarti, ma nel mio cuore si! [Annalisa M.]

 

4° - Gesù viene presentato al Tempio

• Gesù viene consacrato a Dio. Anche io nel Battesimo sono stato consacrato a Dio, sono figlio di Dio. Per me è come un Papà. Devo sempre cercare di com­portarmi come un figlio obbediente, sempre pronto a fare il bene, sempre teso a voler bene a tutti senza esclusione. [Giuseppe G.]

 

5° - Gesù siede In mezzo al dottori.

Maria lo ritrova dopo tre giorni.

• L'ansia di Maria nel cercare Gesù smarrito! Se dovessi offenderlo, correrò a cercarlo sapendo di essermi allontanato dal mio amico migliore, dal mio u­nico bene. Mi sforzerò di confessarmi sempre molto bene. [Paola G.]

 

PADRE PIO E I BIMBI

Era tanto tempo che non andavo dal Padre, e mi assilla­va il pensiero che Egli si fosse dimenticato di me.

Una mattina, dopo aver affidato, come sempre, la mia bambina alla sua protezione, andai a Messa. Al ritorno trovai la piccola che stava mangiando una caramella. Sorpresa, le chiesi chi mai le avesse dato la « cicca », come la chiamava lei ed ella mi mostrò giuliva il ritratto del Padre che troneg­giava sul box in cui mettevo la piccola durante le mie brevi assenze.

Non diedi peso all'episodio e mi passò di mente.

Dopo qualche tempo, non riuscendo a togliermi dalla testa che il Padre si fosse dimenticato di me, potetti final­mente andare a trovarlo. Appena dopo la confessione, quando andai a baciargli la mano, mi disse ridendo: « ... la volevi tu pure, "la cicca"? ».

 

*       *        *

 

Un bambino, figlio di un vigile urbano, invano deside­rava da tanto tempo un trenino elettrico.

Sotto l'Epifania il bambino, rivolgendosi al ritratto di Padre Pio appeso alla parete, gli fa una proposta: «Senti, Padre Pio, se mi fai avere un trenino elettrico, io ti porto un pacco di caramelle ».

Il giorno dell'Epifania, il babbo, tra i doni del Vigile, trovò un trenino elettrico.

Trascorso qualche tempo, il bambino fu condotto dalla zia - devota di Padre Pio - a S. Giovanni Rotondo. Padre Pio, paterno e sorridente, dandogli un buffetto sulla guancia, gli fà

« ... e le caramelle, me le hai portate? ».

 

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Rispondendo ad una espressa richiesta che la Mamma ha fatto a Fatima suggeriamo a tutti dl consacrare la loro fa­miglia al Cuori di Gesù e di Maria. La formula di consa­crazione è bene che venga let­ta dal babbo, dopo la recita del Rosario in comune, alla pre­senza dl tutti I membri della famiglia.

ATTO DI CONSACRAZIONE

Cuori Santissimi di Gesù e di Ma­ria così conformi ed uniti da formare un Cuore solo, vero modello del cuo­re che deve unire in un solo senti­mento di amore la Famiglia cristia­na, eccoci a Voi dinanzi per con­sacrarvi solennemente i nostri cuo­ri, i quali vogliono essere come gli antichi fedeli un cuor solo ed un'a­nima sola.

Voi avete manifestato il desiderio di regnare sulle nostre famiglie, ed avete mostrato nella Casa di Naza­reth quale debba essere il regno ideale della pace e felicità domestica.

Vogliamo quindi, a vostra imita­zione e col vostro aiuto, fare della nostra casa il Regno dell'ordine, in cui ciascuno tenga il posto che gli spetta, di comando o di soggezione.

Vogliamo farne il regno della gio­ia, dove la sincerità dell'affetto, il re­ciproco compatimento e il vicende­vole aiuto vincano ogni difficoltà di carattere e di circostanze.

Vogliamo che la nostra famiglia sia il Regno della pietà, dove trion­fi la Fede dei nostri Padri; dove si oda ancora la preghiera in comune, specialmente il Santo Rosario quoti­diano; dove da tutti si osservino le leggi di Dio e della Chiesa; dove si viva la vita soprannaturale dei San­ti Sacramenti.

Vogliamo fra noi il Regno della carità, per consolare gli afflitti, per soccorrere i bisognosi, per riparare le colpe da noi commesse e le offe­se a Voi recate da tante famiglie di­mentiche dei loro doveri cristiani.

Vi offriremo sacrifici e preghiere per la conversione dei peccatori, e perché la Vostra sovranità di amo­re si estenda alle famiglie tutte, alle Nazioni e a tutta la Società umana.

Degnatevi benedire i nostri propo­nimenti e voti; le nostre gioie e i nostri dolori; i nostri interessi spi­rituali e temporali.

Benedite i presenti e gli assenti, i vivi e i defunti; mantenete inaltera­ta tra noi la pace familiare e dateci nel momento della prova la rasse­gnazione cristiana al volere di Dio.

Cuori Santissimi di Gesù e di Ma­ria, noi sappiamo che avete sopra di noi disegni di misericordia e che vi commovete alle nostre suppliche.

Scrivete dunque il nome di questa famiglia (nel Vostro Cuore), quale pegno di speciale protezione in tutte le dif­ficoltà della nostra vita e in partico­lare nel momento della nostra mor­te. Noi invochiamo S. Giuseppe, il modello dei padri di famiglia, per­ché presenti a Voi la nostra consa­crazione e ci ottenga dalla Vostra bontà la grazia di poterci un giorno riunire tutti, nessuno escluso, a for­mare una famiglia di santi nel cie­lo. Così sia!

Cuori SS. di Gesù e di Maria, fate il nostro cuore simile al vostro.