Esame di coscienza sui Dieci Comandamenti per i fanciulli

RIENTRO IN SE STESSO

G. A. M. - Gioventù Ardente Mariana

 

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Vieni Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, Padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Dona ai tuoi fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Maria, Madre di Dio,

conservami un cuore di fanciullo,

puro, limpido e trasparente

come acqua di sorgente.

 

BIGLIETTO DI PRESENTAZIONE

Caro fanciullo,

ecco un libretto tutto per te.

E una piccola guida che ti aiuta a conoscere i Dieci Comandamenti per accostarti al Sacra­mento della Penitenza con una buona Confes­sione.

I Comandamenti sono come le rotaie del treno: chi li osserva cammina con sicurezza nella via del cielo, il Paradiso.

La Madonna, Madre di Dio e della Chiesa, Do­natrice di pace e Madre di misericordia, ti aiuti a riconoscerti peccatore sotto lo sguardo del Pa­dre che ti ama e ti perdona. 

 

LA CONFESSIONE

La Confessione è il Sacramento del perdono.

Il Sacerdote, tiene il posto di Gesù e perdona i peccati in nome di Gesù.

Gesù, che è tanto buono con noi, e sempre pronto a perdonarci, come il padre perdona il suo bambino che, pentito, gli chiede perdono.

 

I DIECI COMANDAMENTI

«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama» (CV 14,21)

Io sono il Signore Dio tuo.

Non avrai altro Dio fuori che me.

Non nominare il nome di Dio invano.

Ricordati di santificare le feste.

Onora il padre e la madre.

Non uccidere.

Non commettere atti impuri.

Non rubare.

Non dire falsa testimonianza.

Non desiderare la donna d'altri.

10° Non desiderare la roba d'altri. (cf- Es 20,2_ 1 7)

 

Gesù dice: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso. Fa' questo e vivrai». (Lc 10,27-28)

«Pieno compimento della legge è l'amore». (Rm 13,10)

 

Impegno: Pregherò adagio il Padre nostro, pen­sando al Padre Celeste che mi ama.

1° Comandamento

NON AVRAI ALTRO DIO FUORI CHE ME

«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente».

 

Penso ogni giorno a Dio mio Padre, Creatore del cielo e della terra?

Dico grazie a Dio per i suoi doni?

Gli parlo nella preghiera?

Come cristiano prego mattino e sera?

Leggo il Vangelo?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

Impegno: Voglio evitare qualsiasi parola cattiva e riparare con una preghiera quando il Signore viene offeso.

2° Comandamento

NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

Il Nome di Dio è Santo: devo pronunciarlo con amore, con fede e con speranza.

 

Offendo con la bestemmia il Nome Santo di Dio?

Lo nomino senza rispetto?

Offendo con la bestemmia il nome dolcissimo della Madonna, la Mamma Celeste?

Se sento bestemmiare, riparo con una preghiera?

Testimonio e annuncio che "Dio è Padre e ci ama?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

 

Impegno: Quando vado a Messa, mi metterò in un posto che mi permette di seguirla bene e con attenzione.

3 ° Comandamento

RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

La domenica è il giorno della massima adorazione a Dio; è il giorno del massimo amore familiare; è il giorno della massima gioia individuale.

 

Vado ogni domenica e festa alla Santa Messa?

Come mi comporto in chiesa?

Faccio qualche visitina a Gesù in chiesa?

Chiedo perdono a Dio nel Sacramento della Confessione? Ricevo ogni domenica Gesù nella Santa Comunione in Grazia di Dio?

In famiglia, come mi comporto alla domenica?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

 

Impegno: Amo, rispetto, obbedisco e aiuto i miei genitori, come Gesù a Nazaret.

4° Comandamento

ONORA IL PADRE E LA MADRE

Questo comandamento mi fa chiedere se porto onore a mamma e papà. Onore vuol dire attenzio­ne quando mi parlano, ascolto e obbedienza, gen­tilezza e cortesia nel parlargli e nel trattarli: rispet­to sempre.

 

Tratto con rispetto mamma e papà? t Obbedisco ai miei genitori?

Ascolto i miei genitori quando mi raccomandano qualcosa?

Obbedisco e ascolto i miei insegnanti?

Faccio capricci? Rispondo male?

Aiuto in casa?

Amo gli altri come amo me stesso?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

Impegno: Perdonerò di cuore chi mi ha offeso e sarò sempre di buon esempio ai miei compagni.

5° Comandamento

NON UCCIDERE

Questo comandamento ordina il rispetto della per­sona e del corpo degli altri.

 

So che la mia vita e ogni vita è un dono di Dio?

Uso bontà e comprensione verso tutti?

Perdono subito di cuore?

Litigo?

Faccio dispetti?

Sbatto con rabbia le porte?

Mordo?

Tiro calci?

Dico parolacce?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

 

Impegno: Fuggirò i compagni, gli spettacoli, i giornaletti... che mi insegnano il male.

6° Comandamento

NON COMMETTERE ATTI IMPURI

Occorre rispettare il proprio corpo: «Non sapete che voi siete tempio dello Spirito Santo, e che Dio abita in voi?». Ogni cristiano deve essere una tra­sparenza di Gesù, deve avere gli occhi limpidi e il sorriso luminoso; deve essere un giglio della Mam­ma Celeste.

 

Custodisco puri i miei pensieri, le parole e le azioni?

So rinunciare a compagnie cattive?

Leggo fumetti, giornalini che mi uccidono la Vi­ta di Grazia e la gioia?

La mia anima è in Grazia di Dio?

Faccio discorsi che mi fanno vergognare?

Ho taciuto in Confessione qualche peccato gra­ve per vergogna?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

Impegno: Chiederò i dovuti permessi prima di pren­dere qualcosa. Sarò generoso con gli altri.

7° Comandamento

NON RUBARE

Rubare, portare via, nascondere, danneggiare gli al­tri, rompere, rovinare, trattare male ciò che non è mio: quante forme di furto!

 

Rispetto la roba degli altri?

Porto via ciò che non è mio?

Nascondo la roba degli altri?

Sono generoso?

Chiedo i dovuti permessi prima di fare o prende­re qualcosa?

Chi ruba deve restituire.

 

«Va', vendi quello che hai dallo ai poveri» dice Ge­sù. «Chi non è capace di staccarsi da ciò che lo do­mina, non può essere mio discepolo».

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

 

Impegno: Sarò sincero. La sincerità piace àgti­uomini e soprattutto piace a Dio.

8° Comandamento

NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

«II vostro parlare sia sì quando è sì, no quando è no. Il di più (il compromesso e tutto il resto) viene dal maligno».

 

Dico bugie?

Parlo male degli altri? Critico gli altri?

Racconto ciò che di male fanno gli altri?

Perché non mi impegno a far conoscere e a rac­contare ciò che di buono fanno gli altri?

Sono sincero? Vivo alla presenza di Dio?

Mantengo la parola data?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

Impegno: La purezza è come un giglio; pregherò per conservarlo intatto e profumato.

9° Comandamento

NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI

Questo comandamento ci impegna a non carezzare e a non coltivare pensieri sporchi, pensieri impuri. Bisogna riempirsi di Dio, di un grande sogno, di un forte amore a Gesù, di qualcosa di bello; diversa­mente si viene distrutti dal demonio dell'impurità.

 

Riempio il mio cuore di Parola di Dio?

Sono convinto che solo in Gesù trovo la pace, la gioia e l'amore che cerco?

Sono pronto a cacciare i pensieri cattivi?

Sono fedele a Gesù fino al sacrificio?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria… 

 

 

Impegno: Sarò generoso nel prestare le mie cose.

10° Comandamento

NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI

Questo comandamento mi proibisce di essere gelo­so e invidioso.

 

Mi accontento e apprezzo ciò che possiedo?

Sono invidioso di ciò che di bello hanno gli altri?

So rallegrarmi del bene che hanno gli altri?

Sono geloso di ciò che è mio?

Sono scontroso quando toccano la mia roba?

Perché non godo del successo, dei buoni risulta­ti, del trionfo degli altri?

 

Chiediamo perdono a Dio con un «canto di dolore»:

Signore, perdona le nostre colpe.

Abbi pietà di noi.

Ave, o Maria…

 

Impegno: Appena commesso un peccato chiederò subito perdono a Gesù nella Confessione.

CONFESSARSI BENE

Per fare una buona Confessione occorrono cin­que cose:

1 ° l'esame di coscienza;

2° il dolore dei peccati;

3° l'impegno di non commetterli più;

4° l'accusa dei peccati;

5° la penitenza.

Per fare una buona Confessione bisogna pentir­si dei peccati, poi dirli con sincerità al Sacerdo­te confessore, e promettere di non farli più. Gesù ci perdona i peccati, soltanto se siamo pentiti di averli commessi e se li confessiamo con vero dolore.

 

ATTO DI DOLORE

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi ca­stighi, e molto più perché ho offeso Te, infinita­mente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato, Signore misericordia, per­donami.

 

PREGHIERA

O Gesù, mi presento a Te come sono e anche se biricchino, ti chiedo perdono.

Non voglio vederti soffrire per me e nemmeno per causa dei miei fratelli.

Non voglio veder sof­frire la Tua Mamma adorata, ma voglio gri­dare a tutti i bambini di essere buoni, voglio portare la pace in tutti i cuori, consolare Te e la Mamma Celeste.

Per questo come tu ti sei offerto a Dio per mez­zo della Tua Mamma, anch'io desidero offrirmi a Te consacrandomi al suo Cuore Immacolato. Ora è anche la mia Mamma perché Tu sei il mio diletto Fratello.

 

UN RACCONTO PER TE

Sant'Alfonso, sentito parlare di un grande pecca­tore che dava scandalo nella città, lo mandò a chiamare. Quegli bussò e poi si fermò sulla soglia. C'era infatti per terra un grande Crocifisso. Il Santo lo invitò ad entrare, ma l'uomo, indicando il Crocifisso, rispose: «Togliete prima quello, non posso mica calpestarlo».

«Uomo, se è solo per questo - rispose San­t'Alfonso - passagli pure sopra, tanto con i tuoi peccati lo stai continuamente calpestando e ucci­dendo di nuovo».

Qualche attimo di sospensione e poi quel pecca­tore si buttò a terra ba­ciando e bagnando di la­crime il Crocifisso.

Quindi chiese di confes­sarsi e il Sangue di Gesù ridiscese dopo molti an­ni nella sua anima, gli ri­donò l'innocenza e la forza di cambiare vita.

 

CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO

Dal Salmo 50: una preghiera di pentimento

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe. (Rit.)

Riconosco la mia colpa, contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.

Tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo m'insegni la sapienza. (Rit.)

Lavami, e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia. Crea in me, o Dio, un cuore puro. (Rit.)

Non privarmi del tuo Santo Spirito. Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno. (Rit.)

 

COMPLETA LA SCRITTURA DEI 10 COMANDAMENTI

Io sono il Signore Dio tuo.

1 ° Non avrai …

2° Non nominare …

3° Ricordati …

4° Onora …

5° Non …

6° Non commettere …

7° Non …

8° Non dire …

9° Non desiderare …

10° Non desiderare …

 

LA PARABOLA DEL PADRE BUONO

Gesù raccontò ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più gio­vane disse a suo padre: "Padre, dammi la parte di eredità che mi spetta". E il padre divise loro i suoi beni. Pochi giorni do­po, il più giovane dei due figli radunò tutto il suo avere, partì per un paese lontano e vi sperperò ogni sua ricchezza in una vita di scialo e di vizio. Quando ebbe tutto sperpe­rato, una grande fame si abbatté su quel paese ed egli co­minciò a sentire la privazione. Andò allora a mettersi a ser­vizio di uno degli abitanti del luogo che lo inviò nei campi a custodire i maiali. Avrebbe voluto riempirsi lo stomaco di carrube che mangiavano i maiali, ma nessuno gliene dava. Rientrando allora in se stesso, disse tra sé: "Quanti salaria­ti in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e qui io muoio di fame! Voglio partire e tornare da mio padre e dir­gli: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non merito più di essere chiamato tuo figlio, trattami come uno dei tuoi servi". Parti dunque e se tornò da suo padre. Men­tre era ancora lontano, suo padre lo scorse e fu tocco da compassione; corse a gettarglisi al collo e lo abbracciò a lungo. Il figlio allora gli disse: "Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te, non merito più di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre ordinò ai suoi servi: "Presto, portate il vestito più bello e metteteglielo addosso, infilategli un anello al dito e calzari ai piedi. Tirate fuori il vitello grasso e uccidetelo: mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è ritornato a

vita; era perduto ed è stato ritrovato". E si misero a far festa» (Lc 15,11-24).