COME
EDUCARE IL BAMBINO A TENERE IN ORDINE LE PROPRIE COSE
Il
mestiere dell'educatore è il più bello, ma certo anche il più difficile. Si
tratta di fare del bambino, incline a soddisfare i suoi piccoli istinti e le sue
passioni, un figlio di Dio, riflessivo e ragionevole, che sarà felice
d'imitare suo Padre, verità, bellezza e perfezione eterne. Ecco un bel
programma, che deve iniziare fin dalla più tenera età. Seguiamo l'esempio
del nostro Angelino: mette a posto da solo i suoi giocattoli nel baule della sua
camera... ed i suoi libricini sullo scaffale. Mette le sue matite ben in ordine
sulla sua scrivania. La camera del nostro Angelino è molto piacevole, perché
lui è scrupoloso ed ordinato. Potremmo dire che l'animo umano assomiglia ad
una pista da sci: all'inizio, è accidentata, ineguale... ma più ci si passa
sopra, più diventa liscia, al punto che ci si scivola anche senza volerlo. E'
lo stesso per le nostre azioni: più noi eseguiamo una cosa, più ci si abitua,
e più questa diventa facile, senza sforzo. E' stato notato che i bambini
piccoli che commettono facilmente sciocchezze, il più delle volte sono
bambini che non sono abbastanza occupati. Certamente, l'occupazione dovrà
essere appropriata alla loro età! Pare che dall'età di 2 anni, essi possano
"aiutare mamma a sistemare la camera o il baule dei giocattoli" per
poi farlo da soli "come i grandi". L'ordine nelle proprie cose ha un
grande valore pedagogico!
Pensiamo
semplicemente a quante nozioni implichi questa parola: l'ordine, è certamente
assicurarsi che non ci sia niente fuori posto; è anche l'ordine nella giornata,
cioè la puntualità, i doveri compiuti senza ritardi; è ancora l'ordine
nelle relazioni con gli altri, il rispetto degli adulti, per esempio! Il bambino
che ha preso l'abitudine di essere ordinato nelle piccole cose esteriori si
dimostrerà ordinato anche nel proprio intimo, cioè nel suo carattere. Le due
cose vanno di pari passo. Colui che tiene in ordine la propria scrivania, non
lasciandovi che quello che gli occorre adesso per i suoi compiti, che tiene in
ordine i suoi quaderni, puliti e curati, che tiene in ordine i suoi vestiti, il
suo armadio, ecc., quello lì, molto verosimilmente, è ordinato anche nella
propria anima. In ordine con se stesso, nel suo piccolo mondo personale; con gli
altri, che rispetta e non farà mai aspettare; in ordine anche con Dio. I suoi
pensieri non divagano, sono ordinati... a Dio! Questo s'impara poco a poco, fin
dai 4, 5 anni: tutte le sue piccole cose hanno il loro posto, che lui conosce
bene, al punto da poterle riconoscere al buio. I giocattoli ben sistemati nel
baule (d'altro canto, questo è più facile quando non ce ne sono troppi), i
vestiti nell'armadio, le matite nella loro scatola, i quaderni ed i libri
impilati con cura, e che altro? Ci sarà il vantaggio di non irritarsi, né lui
(o lei), né mamma, per ritrovare un calzino o un compito di matematica proprio
prima di andare a scuola, e quindi di non perdere né tempo né pazienza... Fa
parte dell'ordine anche il non aspettare che ci reclamino le cose prese in
prestito per renderle al loro legittimo proprietario, libri o compasso.
"Quel che è piccolo, è piccolo; ma essere fedeli
nelle piccole
cose, è la cosa più grande" diceva sant'Agostino. Così abituato all'ordine,
il nostro piccolo cristiano (la nostra piccola cristiana) sarà forte contro
le sue cattive inclinazioni, che risultano dalla natura... disordinata! Egli
non sarà superficiale, incostante, farà il suo lavoro fino in fondo. E sarà
gioioso, perché non c'è nulla che ci faccia sentire il cuore in festa come
l'avere una coscienza in pace, in ordine! Diventato grande, gli si darà
fiducia, perché irradierà intorno a sé l'ordine interiore della sua anima.
Non sarà né precipitoso, né confusionario, non dimenticherà i suoi
appuntamenti...
Nella
pratica, cosa fare? Uno psicologo ha affermato: "Ditemi qualcosa, la
dimenticherò certamente; mostratemi qualcosa, me la ricorderò senza dubbio;
ma lasciatemela fare, e sarà scolpita in me." Mettete a posto con lui (o
con lei) la sua camera ed i suoi giocattoli, con pazienza, fintanto che non
possa farlo da solo. Non sarà subito perfetto, incoraggiatelo. Non cadete nella
tentazione di sistemare al posto suo, "perché si fa prima", non avrà
più il gusto del lavoro. Se necessario, rifatelo con lui, poco a poco, ci
riuscirà. E con l'amore per l'ordine, avrà acquisito quello della perseveranza
e del dominio di sé.