
Se
ti guardi attorno con attenzione, rimani incantato davanti alle meraviglie della
natura: fiori, alberi, animali… Quante creature! Quanti colori in un tramonto
o nell’arcobaleno! E poi ci sono i fumi e le montagne. C’è la pioggia e
c’è la neve. Ci sono le nuvole e c’è il mare. Se guardi il cielo in una
notte serena, scoprirai migliaia di pentolini luminosi: le stelle.
E
poi c’è la creatura più
meravigliosa di tutte: l’uomo, questo essere libero e intelligente che appare
come il re di tutto il creato.
Ogni
creatura ha una sua storia, segue un programma, obbedisce a certe leggi.
Perché
tutto questo? Il mondo è sempre stato cosi? Chi ha fatto tutte queste
meraviglie? Gli scienziati hanno cercato di dare delle risposte a queste
domande. Ma la scienza può al massimo descrivere le creature, può scoprire
alcune leggi che regolano l’universo. Per capire il perché della creazione
occorre aprire un libro che si chiama Bibbia.
Questo
libro è stato scritto con la guida di Dio, come libro suo. La Bibbia è il
libro dove Dio racconta, attraverso alcuni fatti, la storia di tutto il creato
dall’origine alla fine dei tempi. In questo libro, che è il più importante
del mondo, c’è scritta la storia di tutti gli uomini.
Anche
la mia storia. Anche la tua storia.

Nei
primi capitoli della Bibbia troviamo la risposta al perché della creazione.
Dio
non aveva bisogno delle cose create. Ma poiché amava tutte le creature prima
ancora che esistessero ha voluto toglierle dal nulla per farle vivere.
Dio
ha detto solo alcune parole e subito, ordinatamente sono apparse. Prima la luce,
il sole, la luna, le stelle, e la terra. Poi sulla terra la distesa del mare, le
piante, gli animali. E infine è apparso l’uomo. I primi uomini in questo
giardino erano felici. Non mancava loro proprio nulla. Potevano parlare a Dio e
Dio li ascoltava. Potevano parlare con gli animali e questi capivano gli uomini.
La terra era buona e produceva ogni frutto. Gli uomini cantavano e lodavano Dio
perché erano felici.
I
primi pensieri che agli uomini vennero subito in mente furono questi: quante
cose meravigliose ha fatto il Signore! Lui è come un papà buono che pensa a
tutte le sue creature. Cosa possiamo fare per ringraziarlo di tutte queste
meraviglie che ci ha dato? Ci sembra bello lodare la sua randezza. Così i primi
uomini hanno inventato la preghiera.
Anche
noi oggi possiamo fare come quei primi uomini. E’ bello lodare il Signore per
le meraviglie del creato. E’ bello lodarlo per quello che ci ha dato.
Soprattutto è bello lodarlo perché ci ha amati, ci ha creati, ci protegge ogni
giorno contro i pericoli, ci prende per mano e ci conduce lungo i sentieri della
vita.
E’
difficile trovare parole giuste per lodare il Signore. Ma la Bibbia ci aiuta
anche in questo. Nella Bibbia ci sono molte preghiere si chiamano Salmi. Gesù e
i suoi discepoli hanno pregato con i Salmi. La Vergine Maria rispose al
messaggio, che l’invitava ad essere Madre del Messia, con le parole dei Salmi.
Non ci sbagliamo se immaginiamo Gesù adolescente che sale a Gerusalemme
cantando con Maria, Giuseppe e gli amici, i Salmi della circostanza. Con i Salmi
pregò ogni giorno, al mattino e alla sera, in casa e nelle riunioni festive.
Nell’orto
degli ulivi Gesù prega con i Salmi. Perfino in croce, si rivolge al Padre con
un Salmo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. E prima di morire
prega con le parole di un Salmo dicendo:” Padre, nelle tue mani consegno il
mio spirito”.
Preghiera del mattino (dal Salmo 5)
Porgi
l’orecchio, Signore, alle mie parole;
intendi
il mio lamento.
Ascolta
la voce della mia preghiera,
tu
sei il mio re e il mio Dio.
fin
dal mattino t’invoco
e
spero nel tuo aiuto, o Dio.
Tu
non vuoi il male.
Signore,
guidami con giustizia
Perché
in te mi rifugio.
Tu
proteggi
Quanti
amano il tuo nome.
Signore,
tu benedici il giusto:
come
scudo lo copre la tua bontà.
Quanto
ti invoco, rispondimi, Dio.
Dalla
sofferenza mi hai liberato,
pietà
di me, ascolta la mia preghiera.
Io
confido nel Signore.
In
pace mi addormento:
tu
solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
Il buon pastore (dal Salmo 23)
Il
Signore è il mio pastore:
non
manco di nulla;
su
pascoli erbosi mi fa riposare,
ad
acque tranquille mi conduce.
Se
dovessi camminare in una valle oscura,
non
temerei alcun male,
perché
il Signore è con me
Mi
saranno compagne
Tutti
i giorni della mia vita.
Io
abituerò nella casa del Signore
Per
lunghissimi anni.
Preghiera per la pace (dal Salmo 85)
Signore,
sei stato buono con il tuo popolo,
hai
cancellato tutti i suoi peccati.
Rialzaci,
Dio nostra salvezza.
Mostraci,
Signore, la tua misericordia
E
donaci la tua salvezza.
egli
annuncia la pace
per
chi ritorna a lui con tutto il cuore.
Quando
il Signore elargirà il suo bene,
davanti
a lui camminerà la giustizia.
Lode universale (dal Salmo 148)
Lodate
il Signore che sta nei cieli,
lodatelo,
voi tutti, suoi angeli.
lodatelo,
voi tutte fulgide stelle.
Lodatelo,
voi acque al di sopra dei cieli.
Tutti
lodino il nome del Signore.
fuoco
e grandine, neve e nebbia,
monti
e voi tutte, colline,
alberi
da frutto
e
tutte le bestie.
Rettili
e uccelli alati lodino il Signore.
i
giovani e le fanciulle,
i
vecchi insieme ai bambini
lodino
il nome del Signore.
Perché
solo il suo nome è grande,
la
sua gloria risplende
sulla
Terra e nei cieli.
Il
peccato delle origini
I
primi uomini erano felici perché si sentivano amati e protetti da Dio e si
amavano fra loro. Ma questa felicità non durò per molto tempo.
La
Bibbia ci racconta che i primi uomini rifiutarono l’amore di Dio, si
ribellarono a lui. Non vollero più essere sottomessi. Nella loro mente dissero:
non sappiamo che farcene della protezione di Dio. Possiamo fare a meno di lui.
Vogliamo diventare il Dio di noi stessi.
E
Dio che non costringe nessuno ad amarlo per forza, perché rispetta la nostra
libertà e le nostre decisioni, lascia che i primi uomini si allontanino da lui.
Questa
separazione dispiace molto a Dio perché egli sa che, senza di lui, gli uomini
non possono stare, soffrono inutilmente, si odiano e si uccidono fra loro.
Infatti
successe proprio così: dopo il peccato gli uomini diventarono nemici fra loro.
Il fratello odiò il fratello. Nel buio di una foresta
Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. La felicità
degli uomini era finita. Ma non per sempre.
La
promessa
Dio
continua ad amare gli uomini nonostante la loro cattiveria. E nel momento stesso
che gli uomini si allontanano da lui promette un Salvatore. Una persona che farà
capire una volta per tutte che Dio è buono, che Dio ci ama. Questa persona sarà
il suo unico figlio Gesù.
Gesù
è dunque il Salvatore che ci ha portato il perdono del Padre. Non solo per quel
peccato dei primi uomini, ma anche per i peccati che ogni uomo commette
personalmente. Ogni volta che l’uomo rifiuta l’amore di Dio, ogni volta che
l’uomo fa del male ad un altro uomo, commette un peccato che lo allontana da
Dio.
Però
basta che l’uomo capisca di aver sbagliato, basta che rivolga uno sguardo di
amore a Gesù, il quale per il peccato di tutti gli uomini ha sofferto sulla
croce e ci ha meritato il perdono del Padre, e subito Dio ci perdona.
Gesù
per cancellare il peccato dalle origini ed i peccati personali ci ha dato dei
mezzi molto efficaci che si chiamano sacramenti.
Il
sacramento del Battesimo purifica l’anima dal peccato originale. Con il
Battesimo Gesù ti accoglie fra le sue braccia come un fratello. Il Sacramento
della Penitenza ci libera dai peccati che commettiamo lungo il corso della vita.
Quando
sei stato battezzato eri piccolo e non puoi ricordare quello che è successo. A
nome tuo hanno chiesto questo sacramento i tuoi genitori e i tuoi padrini.
Essi
hanno risposto per te alle domande del sacerdote che ti ha battezzato.
Ma
ora sei grande e sarebbe bello che tu rispondessi personalmente a quelle
domande. Perciò la Chiesa, di cui fai parte proprio perché sei stato
battezzato, ti invita a rinnovare le promesse che i tuoi genitori e i tuoi
padrini hanno fatto per te il giorno del Battesimo.
La
Chiesa è l’unione di tutti gli uomini che credono in
Gesù, che accettano il perdono del Padre, che si amano fra loro come
vuole Dio. Nel momento del tuo Battesimo i tuoi genitori e padrini hanno
rinunciato a nome tuo al peccato, hanno promesso di credere a Gesù, di amare
Dio e tutti gli uomini.
Rispondi
ora tu a quelle stesse domande.
Rinnoviamo
le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunciato a
satana e alle sue opere, e promettiamo di servire fedelmente il Signore nella
santa Chiesa cattolica. Pertanto.
Rinunciate al peccato, per vivere nella
libertà dei figli di Dio?
Tutti:
Rinuncio.
Rinunciate
alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?
Credete
nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la
remissione dei peccati, la resurrezione della carne, e la vita eterna?
Credo.
Padre
nostro..
Augurio
e benedizione:
Dio
Onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci hai liberati dal
peccato e ci hai fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci
custodisca con la sua grazia in Gesù Cristo nostro Signore, per la vita eterna.
Amen.
Il
sacramento della Penitenza ci libera dai peccati personali. Quando noi
commettiamo un peccato non solo rifiutiamo l’amore di Dio, ma rifiutiamo anche
di amare gli uomini nostri fratelli.
E’
giusto perciò che prima di essere perdonati, noi chiediamo scusa a Dio e ai
nostri fratelli. Certo dobbiamo domandare scusa agli uomini che abbiamo offeso
con le nostre mancanze, con il nostro egoismo, con la nostra invidia, con la
nostra vigliaccheria. Però possiamo chiedere perdono insieme a Dio e ai
fratelli, attraverso una persona che rappresenta appunto Dio e la comunità di
quelli che credono in Gesù, cioè la Chiesa.
Questa
persona è il sacerdote che a nome di Dio e della Chiesa accoglie il nostro
pentimento, l’accusa delle nostre colpe, il nostro proposito di non offendere
più nessuno.
Il
Sacramento della Penitenza è l’accettazione da parte di Dio e della Chiesa
delle nostre scuse. Dal momento che Dio e la Chiesa accettano il nostro
pentimento noi siamo perdonati.
Il
sacramento della Penitenza è un incontro con Gesù, che ci conosce. E’ come
se egli venisse nella nostra casa e parlasse con noi della nostra vita.
Ci
siamo ricordati che Dio è nostro Padre? E che la domenica, nella Messa, vuole
riunirci per fare festa?
Lo
abbiamo ringraziato ogni giorno dei suoi doni?
Ci
ricordiamo che gli altri, anche se poco simpatici, sono nostri fratelli?
Siamo
leali e sinceri?
Rispettiamo
le idee degli altri?
Come
ci comportiamo in famiglia e a scuola?
Aiutiamo
coloro che hanno bisogno di noi?
Ripensiamo
al nostro gioco, allo studio, ai genitori, ai fratelli, agli amici….
Di
che cosa dobbiamo domandare perdono a Gesù e ai fratelli?
Prima
di andare dal sacerdote per confessare i nostri peccati, esprimiamo al Signore e
ai fratelli il nostro pentimento sincero:
Confesso
a Dio onnipotente
E
a voi fratelli
Che
ho molto peccato
In
pensieri, parole, opere e omissioni,
per
mia colpa, mia colpa,
mia
grandissima colpa.
La
beata sempre Vergine Maria,
gli
angeli, i santi e voi, fratelli,
di
pregare per me il Signore Dio nostro.
Ci
inginocchiamo accanto al sacerdote, che ci accoglie con bontà. A lui
confessiamo i nostri peccati. E’ come l’incontro con un padre buono, che
ascolta, parla con noi, ci incoraggia a non avere paura.
Il
sacerdote ci affida qualche impegno di preghiera o di carità, perchè
rinnoviamo i nostri propositi
E
perché siamo riconoscenti al Signore.
Con
una preghiera domandiamo perdono al Signore; il sacerdote stende la mano su di
noi e ci dona il perdono del Padre:
Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati,
ti
conceda,
mediante
il ministero della Chiesa,
il
perdono e la pace.
E
io ti assolvo dai tuoi peccati
Nel
nome del Padre e del Figlio
E
dello Spirito Santo
Rispondiamo
con gioia e riconoscenza:
Amen!

Dopo il peccato delle origini
gli uomini continuavano ad odiarsi fra loro, ad uccidersi, a rifiutare Dio.
Adoravano false divinità: il sole, la luna, statue che raffiguravano persone o
animali.
Come avrebbero potuto accettare Gesù
il Figlio del vero Dio, in queste condizioni? Perciò Dio con molta pazienza
prepara una nuova umanità, più buona, più generosa.
Il primo rappresentante di questa
nuova umanità si chiama Abramo. Abramo era un pastore di greggi e abitava in
una regione chiamata Mesopotamia che è situata fra due grandi fiuni del Medio-
Oriente, il Tigri e l’Eufrate. Abramo è vissuto circa 1800 anni prima della
venuta di Gesù. Dio ha impiegato gli anni cheseparano Abramo da Gesù per
preparare l’umanità ad accettare il suo amore.
Abramo era già vecchio, non aveva
figli e non poteva più averne perché sua moglie Sara era molto vecchia.
Un giorno Abramo sente la voce di
Dio che lo chiama:
-
Abramo, Abramo.
Il
vecchio pastore rispone:
-
Eccomi, Signore.
Dio
gli dice:
-
Io voglio fare di te il capo di un nuovo popolo, del
mio popolo. Io ti darò una discendenza. Ti darò anche una terra dove la tua
discendenza sarà numerosa come le stelle che sono nel cielo e come i granelli
di sabbia che sono nel deserto
Abramo
domanda a Dio:
-
Come potrà avvenire ciò? Io sono vecchio e mia moglie
non può avere figli.
Dio
ripete ad Abramo le sue promesse e Abramo crede alla parola di Dio.
Egli
è il primo uomo che si fida di Dio, che gli obbedisce ciecamente, il primo uomo
che piace veramente a Dio, il primo uomo giusto. E
Dio mantiene le promesse fatte ad Abramo. Sara avrà un figlio, Isacco,
il figlio della promessa.
I discendenti di Abramo, gli ebrei, avranno una loro patria, la
palestina. Dal popolo ebreo nascerà Gesù, il Salvatore. Ma la strada della
salvezza sarà ancora lunga. Il popolo di Dio dovrà ancora superare molte prove
prima di diventare degno di accogliere Gesù.
Dio chiama anche te
Abramo è il modello di ogni uomo che crede in Dio, che gli obbedisce,
che si fida di lui. Abramo è l’uomo della fede. Anche noi che abbiamo fede in
Dio siamo discendenti di Abramo.
Avere fede in Dio, significa fidarsi di lui. Della sua parola, delle sue
promese.
Chi ha fede in Dio si abbandona come un bambino fra le sue braccia, che
sono le braccia di un Padre.
Tu ti fidi dei tuoi genitori. Sai che essi non possono tradirti, che non
ti farebbero mai del male. La stessa fiducia che hai nei tuoi genitori devi
averla anche con Dio. Anzi di Dio devi fidarti ancora più che dei tuoi
genitori.
I tuoi genitori anche se ti vogliono molto bene, non potranno infatti
starti sempre vicini per aiutarti, per consigliarti, per confortarti. Dio invece
non t abbandonerà mai. Egli starà sempre al tuo fianco. Sarà il tuo compagno
di viaggio.
Anche tu come Abramo, devi fidarti soprattutto di lui, devi credere alle
sue promesse, alle sue parole.
Anche a te Dio promette la felicità e una patria che però non è in
questa terra. La patria della nuova umanità salvata da Gesù, è il cielo, il
paradiso. Dandoci la mano come fratelli che si amano noi corriamo felici verso
Dio, nostro Padre che ci aspetta.
Per meritare un giorno di diventare cittadini del cielo ogni uomo deve
fidarsi di Dio, deve obbedire alla sua Parola, insomma deve amarlo.
Dio manifesta la sua volontà in tanti modi. Ci ha dato una guida sicura
in questa terra perché potessimo giungere felicemente alla patria del cielo.
Questa guida è la Chiesa, che ci propone le cose che dobbiamo fare e credere.
La Chiesa ci insegna quello che Gesù è venuto a dirci per poter
piacere a Dio.
Gesù ci ha insegnato soprattutto ad amare il prossimo. Questa è la
legge che dobbiamo osservare per meritare il paradiso.
Prega ora con le parolee stesse che Gesù ci ha insegnato
e che la Chiesa ci propone.
Padre Nostro
Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il
tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma
liberaci dal male. Amen
Ave, Maria
Ave, o Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta
fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre
di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
Credo
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo
e della terra; e in Gesù Cristo, suo figlio, nostro Signore, il quale fu
concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al
cielo, siede alla destra del Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi
e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione
dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita
eterna. Amen.
Spero nella tua bontà
Mio Dio, spero dalla tua bontà,
per le tue promesse
e per i meriti di Gesù Cristo,
nostro Salvatore,
la vita eterna e le grazie necessarie
per meritarla con le buone opere,
che io debbo e voglio fare.
Signore, che possa goderti in eterno.
Ti amo con tutto il cuore
Mio Dio, ti amo con tutto il cuore
Sopra ogni cosa,
perché sei bene infinito
e nostra eterna felicità;
e per amore tuo
amo il prossimo mio come me stesso,
e perdono le offese ricevute.
Signore, che io ti ami sempre più.
Dalla schiavitù alla libertà

Abramo
ha un figlio, Isacco. Da Isacco nasce Giacobbe. Da Giacobbe nascono dodici
figli. Uno di questi, Giuseppe, viene venduto dai fratelli ad alcuni mercanti
che lo conducono in Egitto. Certamente conoscerai la storia di Giuseppe che,
diventato amico del faraone, viene nominato viceré dell’Egitto.
Giuseppe chiama in Egitto i suoi undici fratelli e il vecchio padre Giacobbe.
Passano circa quattrocento anni. Gli ebrei che all’inizio erano ospiti graditi dagli egiziani, diventano in seguito schiavi. Ormai gli ebrei si sono quasi dimenticati del loro Dio. Ma Dio non si è dimenticato delle promesse che ha fatto ad Abramo.
Dio manda un liberatore, un grande condottiero: Mosè. Si fa conoscere a Mosè e gli dice:
- Io sono il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Il mio popolo è schiavo degli egiziani e tu dovrai liberarlo per ricondurlo nella terra che io ho promesso ad Abramo: la Palestina.
Mosè chiede a Dio:
- Ma tu come ti chiami?
Dio risponde:
- Io mi farò conoscere attraverso le opere che compirò.
In altre parole Dio è colui che libera l’uomo da ogni schiavitù.
Mosè riesce a portare il suo popolo fuori dall’Egitto. Durante il lungo viaggio attraverso il deserto per giungere alla terra promessa, Dio parla ancora a Mosè e gli consegna una legge che tutto il popolo deve osservare.
Dio fa con il popolo ebraico una specie di patto. Se il popolo ebraico osserverà la legge avrà lìaiuto e la protezione di Dio. Potrà raggiungere la terra promessa.
Anche a ciascuno di noi, che apparteniamo al popolo della Chiesa, Dio fa la stessa proposta. Se noi osserveremo la legge di Dio, detta anche decalogo o i dieci comandamenti, avremo in cambio il suo aiuto, la sua protezione. Leggi attentamente i dieci comandamenti e cerca di viverli.
Anche noi come il popolo ebraico dobbiamo passare dalla schiavitù alla libertà.
Certo noi non siamo schiavi di altri uomini, come gli ebrei. Però siamo schiavi dei nostri desideri cattivi, del nostro egoismo, dei nostri peccati.
Passare dalla schiavitù del peccato alla libertà cioè all’amicizia con Dio, come celebrare una Pasqua. La Pasqua infatti è la festa di Gesù dalla morte alla risurrezione, e che ricorda anche il passaggio degli antichi ebrei dall’Egitto alla terra promessa. Un passaggio obbligatorio che dobbiamo compiere anche noi.
Il Battesimo che abbiamo ricevuto è la nostra prima Pasqua perché con esso siamo passati dalla condizione di schiavi del peccato, alla condizione di figli di Dio.
Anche il sacramento della Penitenza è come una Pasqua. Quando ci confessiamo passiamo ogni volta dal peccato alla libertà e all’amicizia con Dio. Questo passaggio non sempre è facile. Quando Mosè chiede al faraone di lasciare il popolo ebraico, il faraone all’inizio rifiuta. Non vuole perdere i suoi schiavi. Mosè deve lottare a lungo. La stessa cosa accade anche a noi. Spesso preferiamo rimanere nel nostro egoismo. E’ difficile essere buoni, andare contro i nostri comodi, contro la nostra pigrizia.
Per gli ebrei il passaggio dall’Egitto alla terra promessa, è stato molto difficile. Dovevano attraversare il deserto dove non c’era né cibo, né acqua. Ma Dio, secondo il patto stabilito con Mosè, non abbandona il suo popolo. Nel deserto Dio disseta e sfama gli ebrei.
Un giorno gli ebrei sono molto affamati e si lamentano con Mosè. Gli dicono:
- Perché ci hai portati fuori dall’Egitto? Là almeno non ci mancava il cibo. Avevamo carne da mangiare. Qui invece c’è solo sabbia. Presto moriremo di fame.
Allora Dio fa scendere dal cielo un cibo molto nutriente: la manna. Così gli ebrei possono saziarsi e proseguire nel loro cammino.
Anche a noi Dio
dona un cibo per nutrirci durante il cammino della vita. Un cibo che ci aiuta a
compiere quei passaggi difficili dal
peccato
alla libertà dei figli di Dio.
Questo cibo ce lo ha donato Gesù. Anzi questo cibo è Gesù stesso, è l’Eucarestia.
Prima di lasciare la terra per ritornare al Padre, Gesù raduna i suoi apostoli e trasforma il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue.
Ogni volta che noi riceviamo il pane eucaristico, riceviamo Gesù e diventiamo forti contro il peccato. L’Eucarestia ci aiuta ad amare Dio e i nostri fratelli. L’Eucarestia è il pane che discende dal cielo e che ci consente di camminare verso il cielo, la nostra promessa.
Lode e onore a
te, Signore Gesù!
Tu sei il pane
vivo disceso dal cielo.
La tua parola
dona luce e gioia.
Il tuo corpo
ci salva e dà forza.
Ci hai riuniti
tutti insieme nel tuo amore.
Non avrai
altri dèi

Il primo comandamento che Dio ha dato a Mosè dice:
Io sono il Signore Dio tuo.
Non avrai altri dèi di fronte a me
E’ un comandamento
importante, ma gli ebrei dopo essere entrati finalmente nella terra promessa,
presto si dimenticarono di questo comando e cominciano ad adorare false divinità.
Gli ebrei, che si chiamano anche popolo di Israele o più semplicemente Israele,
non sono stati di parola con Dio.
Quando si sta bene spesso ci
si dimentica di Dio. Allora Dio per ricordare al suo popolo gli impegni del
patto fatto con Mosè, invia degli uomini che parlano a suo nome: i profeti.
Elia, Eliseo, Amos, Isaia, Geremia e altri ancora.
Questi uomini hanno la voce
squillante e dicono parole dure. Si lamentano delle infedeltà del popolo.
Minacciano i castighi del Signore se Israele continuerà ad adorare gli idoli.
Ma il popolo non ascolta le
parole dei profeti, supplica, implora, minaccia e arriva persino a punire il suo
popolo infedele.
I profeti non hanno solo il
compito di ricordare gli impegni di Israele. Rammentano al popolo anche le
promesse che Dio ha fatto all’umanità. E fra tutte le promesse c’è anche
quella della venuta del Salvatore.
Noi spesso ci comportiamo come
il popolo di Israele. Dimentichiamo gli impegni che abbiamo preso con Dio nel
giorno del nostro Battesimo. Dimentichiamo i buoni propositi che facciamo ogni
volta che ci confessiamo. Dio ci perdona sempre e noi spesso approfittiamo della
sua bontà.
Certo non adoriamo idoli
come il sole, la luna o le statue di persone o di animali. Però abbiamo le
nostre false divinità davanti alle quali di frequente ci inginocchiamo
scordandoci che dobbiamo servire solo Dio.
I nostri idoli sono il
denaro, la violenza, l’egoismo, il piacere.
Molta gente per guadagnare
tanti soldi è disposta a dire bugie, a ingannare il prossimo, persino ad
uccidere. Per molti il denaro è tutto. Vivono solo per esso, per avere tutte le
comodità e sovente dimenticano non solo Dio, ma anche chi non ha niente e muore
di fame. Diventano insomma schiavi del denaro. Adorano il denaro come fosse il
loro unico Dio. Gesù è stato il vero profeta di Dio, Colui che ha parlato a
nome del Padre.
Gesù, come gli antichi
profeti, ci ricorda i nostri doveri verso Dio e verso il prossimo. Gesù ci
mette in guardia contro i falsi dèi che ci rendono schiavi. Ecco alcune frasi
di Gesù:
-
Beati i miti perché erediteranno
la terra.
-
Beati i misericordiosi perché
troveranno misericordia.
-
Beati i puri di cuore perché
vedranno Dio.
-
Non accumulate tesori sulla terra,
accumulate invece tesori nel cielo (ossia fate soprattutto le opere buone)
-
Amate i vostri nemici e pregate per
i vostri persecutori.
-
Non affannatevi dicendo: Che cosa
mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di queste cose si preoccupano
i pagani (quelli che non credono in Dio). Il Padre vostro celeste sa che ne
avete bisogno.
-
Guardate gli uccelli del cielo: non
seminano, né mietono, eppure il Padre li nutre.
-
Guardate i gigli del campo: non
lavorano e non filano; eppure nessuno ha vestiti più belli dei loro.
-
Non chiunque mi dice: Signore,
Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio
che è nei cieli.
Impara bene queste parole di
Gesù e soprattutto cerca di viverle anche se ciò ti costa qualche sacrificio.
Se ci impegniamo a fare quello che
Gesù ci ha insegnato, gli dimostriamo il nostro amore e ricambiamo almeno in
parte tutto quello che lui ha fatto per noi.
Per rendere la tua giornata
ricca di opere che piacciono a Dio, prega la mattina e la sera così.
Benedici, o Signore, noi
e questi doni che la tua bontà
ci elargisce. Concedi il pane quotidiano a coloro che sono privi del necessario
per vivere.
Quando mi sveglio al
mattino,
tu
sei vicino a me, Signore.
Quando alla sera mi
addormento,
tu sei vicino a me, Signore.
Quando gioco, studio,
soffro,
tu sei vicino a me, Signore.
Aiutami, Signore,
a compiere sempre la tua
volontà,
ad amare tutti gli uomini,
e non permettere che io cada
nel male.
O Dio, Padre buono, sono
contento
Di essere tuo figlio.
Signore Gesù, ti ringrazio
perché
Con la tua morte e
risurrezione
mi hai dato la vita e
l’amore di Dio.
Spirito Santo, riempi il mio
cuore
Della tua grazia
E aiutami ad amare
Tutti quelli che mi vivono
accanto.
e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi
creato,
fatto cristiano,
e conservato in questo
giorno.
Perdonami il male oggi
commesso,
e, se qualche bene ho
compiuto,
accettalo.
Custodiscimi nel riposo
E liberami dai pericoli.
La tua grazia sia sempre con
me
E con tutti i miei cari.
Amen.
Abbi
pietà, o Signore,
di tutti gli infelici
che soffrono per causa di
malattia,
di solitudine e di povertà.
Concedi loro aiuto e
sollievo;
fa che trovino in te
la forza e la speranza.
Amen.
Dei nostri morti,
ricordati, Signore.
Splenda per loro la tua
luce;
vivano nella tua pace per
sempre.
Amen.
o Signore,
e splenda ad essi la luce
perpetua.
Riposino in pace.
Amen.
Gesù è un bambino come noi

Trascorsi tanti anni dalle promesse fatte ad Abramo e ai profeti, Dio
manda sulla terra il proprio Figlio Gesù.
Ogni anno a Natale i
cristiani ricordano questo grande avvenimento per la storia dell’umanità.
Gesù si fa piccolo per
dirci che anche noi dobbiamo imparare ad amare il Padre con la stessa fiducia
che hanno i bambini verso i propri genitori. Gesù vuole molto bene ai bambini
perché anche lui è stato bambino, anche lui ha avuto una mamma.
La mamma di Gesù è la
Madonna. Gli amici di Gesù vogliono bene alla Madonna che considerano come la
loro mamma.
Impara ad amare Maria perché
lei ti insegnerà ad amare Gesù, suo Figlio.
Impara ad amare Maria perché
lei ha protetto il bambino Gesù e proteggerà anche te nel cammino della vita.
Ci sono preghiere molto
belle che possiamo rivolgere a Maria. Ma c’è una preghiera che la Madonna
ascolta volentieri perché le ricorda i momenti che ha passato insieme a Gesù.
Questa preghiera è il Rosario.
Il Rosario è una preghiera
fatta di tante altre preghiere messe insieme. E’ come un mazzo di rose che noi
offriamo alla nostra mamma per farla felice.
Il Rosario è formato da
venti misteri perché ora se ne sono aggiunti 5. Di solito si recitano cinque
misteri alla volta e ogni mistero racconta un fatto della vita di Gesù. Poi fra
un mistero e l’altro si recita dieci volte l’Ave Maria, cioè la preghiera
che l’arcangelo Gabriele ha rivolto alla Madonna quando le ha annunciato che
sarebbe diventata la mamma di Gesù.
Adesso puoi capire meglio
perché a Maria piace tanto il Rosario. Recitarlo con devozione non lmitandoti a
pregare con le labbra, ma pensando a quei momenti che Maria ha vissuto assieme a
Gesù. Immagina anche tu di stare accanto a Maria e a Gesù, nella grotta di
Betlemme, nel tempio di Gerusalemme, sul monte Calvario.
Il Rosario
incomincia così:
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in
mio aiuto.
Gloria al Padre,ecc…
Misteri
gaudiosi lunedì e sabato
1.
L’angelo Gabriele annuncia a
Maria la divina maternità.
Entrando da lei
disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. E riprese: Ecco
concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e
chiamato Figlio dell’Altissimo”.
2.
Maria si reca a visitare santa
Elisabetta.
3.
Gesù
nasce nella grotta di Betlemme.
Mentre Maria e
Giuseppe si trovano a Betlemme, si compirono per lei i giorni del parto. Diede
alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una
mangiatoia.
4.
Gesù viene presentato al tempio
dalla Madonna.
A Gerusalemme
c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timoroso di Dio. Mosso dallo
Spirito, si recò al tempio; e mentre Maria e Giuseppe vi portavano il bambino
Gesù, lo prese tra le braccia e benedisse Dio.
5.
Gesù viene ritrovato nel tempio di
Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo
trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li
interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio,
perché ci hai fatto questo?”. Ed egli rispose:”Perché mi cercavate? Non
sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre Mio?”.
Misteri
dolorosi martedì e venerdì
1.
Gesù prega e suda sangue
nell’orto degli ulivi.
Nell’orto, in
ginocchio, Gesù pregava: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. In preda all’angoscia
pregava più intensamente; e il suo dolore diventò come gocce di sangue che
cadevano a terra.
2.
Gesù è flagellato e insultato.
Pilato dopo aver
interrogato Gesù, uscì verso i Giudei e disse: “Io non trovo in lui nessuna
colpa. Vi è tra voi l’usanza che io liberi uno per la Pasqua: volete dunque
che io vi liberi il re dei Giudei?”.allora essi gridarono di nuovo: “Non
costui, ma Barabba!”: Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.
3.
Gesù è coronato di spine e
condannato a morte.
I soldati,
intrecciata una corona di spine,
gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli
venivano davanti e gli dicevano: “Salve, re dei Giudei”.
4.
Gesù sale al Calvario portando la
croce.
Gesù, portando la
croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota.
5.
Gesù viene crocifisso e muore
sulla croce.
Quando giunsero al
luogo detto Cranio, là crocifissero lui e due malfattori, uno a destra e
l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno
quello che fanno”.
Misteri
gloriosi mercoledì e domenica
1.
Gesù risorge da morte e si
manifesta agli apostoli.
Il primo giorno dopo
il sabato, le pie donne vennero al sepolcro al levar del sole. Entrando,
trovarono un giovane vestito d’una veste bianca che disse loro: “Non abbiate
paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui”:
2.
Gesù ascende al cielo ed è
coronato di gloria alla destra del Padre.
Gesù condusse gli
apostoli verso Betània e li benedisse. Poi si staccò da loro e fu portato
verso il cielo.
3.
Lo Spirito Santo discende sulla
Vergine e sugli apostoli riuniti nel Cenacolo.
Mentre il giorno di
Pentecoste stava per finire, gli apostoli si trovavano tutti insieme nello
stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo e apparvero loro lingue
come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno, ed essi furono tutti
pieni di Spirito Santo.
4.
La Vergine Maria è assunta in
anima e corpo al cielo.
Vi sono corpi
celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti (come
quello di Maria), e altro quello dei corpi terrestri.
5.
La Madonna è incoronata Regina del
cielo e della terra.
Nel cielo apparve
poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi
piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.
Misteri
della luce giovedì
1.
Gesù è battezzato nel Giordano.
“In quel tempo Gesù
dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui”.
2.
Gesù si manifesta alle nozze di
Cana
“…Gesù diede
inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi
discepoli credettero in lui”.
3.
Gesù annuncia il Regno di Dio
“…Gesù si recò
nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e
il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”.”.
4.
La trasfigurazione di Gesù.
“(Gesù) prese con
sé Pietro, Giacomo e Giovanni e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava,
il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e
sfolgorante”.
5.
Gesù istituisce l’eucarestia.
“Mentre mangiavano
(Gesù) prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro,
dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese
grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue,
il sangue dell’alleanza, versato per molti”.
Salve
Regina
Salve
Regina, madre di misericordia;
vita,
dolcezza e speranza nostra, salve.
A
te ricorriamo, noi esuli figli di Eva:
a
te sospiriamo
gementi
e piangenti
in
questa valle di lacrime.
Orsù
dunque, avvocata nostra,
rivolgi
a noi
quegli
occhi tuoi misericordiosi.
E
mostraci dopo questo esilio Gesù,
il
frutto benedetto del tuo seno.
O
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Litanie
della Madonna
Dopo
il Rosario si recitano queste litanie. Sono i titoli più belli che possiamo
dare alla Madonna per dirle quanto le vogliamo bene:
Signore,
pietà.
Cristo,
pietà.
Signore,
pietà.
Cristo,
ascoltaci.
Cristo,
esaudiscici.
Padre
del cielo, che sei Dio, abbi pietà di noi.
Figlio,
Redentore del mondo, che sei Dio, abbi pietà di noi.
Spirito
Santo, che sei Dio, abbi pietà di noi.
Santa
Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.
Santa
Maria, prega per noi.
Santa
Madre di Dio, prega per noi.
Santa
Vergine delle vergini, prega per noi.
Madre di
Cristo, prega per noi.
Madre
della Chiesa, prega per noi.
Madre
della divina grazia, prega per noi.
Madre
purissima, prega per noi.
Madre
castissima, prega per noi.
Madre
sempre vergine, prega per noi.
Madre
immacolata, prega per noi.
Madre
degna d’amore, prega per noi.
Madre
ammirabile, prega per noi.
Madre
del buon consiglio, prega per noi.
Madre
del Creatore, prega per noi.
Madre
del Salvatore, prega per noi.
Madre di
misericordia, prega per noi.
Vergine
prudentissima, prega per noi.
Vergine
degna di onore, prega per noi.
Vergine
degna di lode, prega per noi.
Vergine
potente, prega per noi.
Vergine
clemente, prega per noi.
Vergine
fedele, prega per noi.
Specchio
della santità divina, prega per noi.
Sede
della Sapienza, prega per noi.
Causa
della nostra letizia, prega per noi.
Tempio
dello Spirito Santo, prega per noi.
Tabernacolo
dell’eterna gloria, prega per noi.
Dimora
tutta consacrata a Dio, prega per noi.
Rosa
mistica, prega per noi.
Torre di
Davide, prega per noi.
Torre
d’avorio, prega per noi.
Casa
d’oro, prega per noi.
Arca
dell’alleanza, prega per noi.
Porta
del cielo, prega per noi.
Stella
del mattino, prega per noi.
Salute
degli infermi, prega per noi.
Rifugio
dei peccatori, prega per noi.
Consolatrice
degli afflitti, prega per noi.
Aiuto
dei cristiani, prega per noi.
Regina
degli angeli, prega per noi.
Regina
dei Patriarchi, prega per noi.
Regina
dei Profeti, prega per noi.
Regina
degli Apostoli, prega per noi.
Regina
dei Martiri, prega per noi.
Regina
dei veri cristiani, prega per noi.
Regina
dei Vergini, prega per noi.
Regina
di tutti i Santi, prega per noi.
Regina
concepita senza peccato originale, prega per noi.
Regina
assunta in cielo, prega per noi.
Regina
del santo Rosario, prega per noi.
Regina
della Pace, prega per noi.
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore.
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore.
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Prega
per noi, Santa Madre di Dio. E saremo degni delle promesse di Cristo.
Tu
sei benedetta
O
Vergine Maria,
tu
sei benedetta fra tutte le creature
perché
hai ascoltato la parola del Signore Gesù.
Ricordati
di noi,
che
siamo tuoi figli
accogli
le nostre suppliche
e
liberaci da ogni pericolo,
O
Vergine gloriosa e benedetta.
1 gennaio
Maternità divina di Maria 25 marzo Annunciazione 31 maggio Visita
di Maria a santa Elisabetta 15 agosto Assunzione
di Maria al cielo 8 settembre
Natività di Maria 7 ottobre Santo
Rosario 8 dicembre Immacolata
concezione
Le feste
principali della Madonna
7
Gesù soffre per noi

Gesù
nostra Pasqua
I primi uomini si erano
lasciati convincere dalle menzogne dell’angelo cattivo ed erano diventati i
suoi schiavi. Gesù, come il condottiero Mosè, anzi in maniera più decisa,
combatte contro il male che ci tiene schiavi e ci dona la libertà dei figli di
Dio.
Gesù, come i grandi profeti
Elia, Eliseo, Amos, Isaia, Geremia, anzi con parole più efficaci delle lor, ci
mette in guardia contro i falsi dèi e ci fa conoscere il vero Dio, rivelandolo
come un Padre, o meglio u papà. Gesù insomma
la nostra Pasqua perché ci consente di passare dalla disobbedienza
all’obbedienza, dalla superbia all’umiltà, dal peccato alla libertà,
dall’idolatria alla preghiera e all’abbandono nei confronti del Padre.
Ma Gesù è la nostra Pasqua
soprattutto perché con la sua morte e la sua risurrezione, permette anche a noi
di poter un girono risorgere dalla morte per andare nella patria del cielo.
Anche il nostro corpo, come
quello di Gesù, un giorno risorgerà e noi abiteremo per sempre con il Padre
che ci ha creato e ci ha amato.
I cristiani si fermano in
preghiera di fronte alle tappe che hanno condotto Gesù sul Calvario. Una strada
dura Gesù ha percorso, la strada della croce.
C’è una antica preghiera
che divide la strada della croce in quattordici tappe o stazioni. Davanti a
ognuna di queste stazioni proviamo a fermarci per riflettere sulla sofferenza di
Gesù e sul suo amore per noi.
Ad ogni stazione preghiamo
Gesù e recitiamo un Padre Nostro per ringraziare Dio di averci dato un Figlio
così buono, che ha preferito pagare per tutti perché noi fossimo felici.
Gesù, perdonami, perché
anch’io mi sento responsabile di quella condanna, anch’io mi sento come
Pilato.
Voglio prometterti, Gesù,
che farò volentieri anche le cose che mi costano, come studiare, aiutare i miei
compagni, obbedire ai genitori, essere puntuale nei miei doveri per provarti il
mio amore.
Anch’io incontro tante
difficoltà. Sovente gli altri non mi capiscono, qualche volta mi sgridano senza
motivo, spesso mi sento solo.
Dammi tu la forza, o Gesù,
di continuare ad essere coraggioso e sereno.
Io so che tu non sei geloso
della tua mamma e l’hai lasciata a tutti gli uomini. Nel momento della mia
sofferenza e della tristezza, fa in modo che la Madonna, che è anche la mia
mamma, mi tenga per mano.
Gesù, qualche volta vedo
dei miei amici che piangono, ma io non mi preoccupo molto di loro. Penso solo a
me stesso. Sono distratto dai miei problemi. Gesù, insegnami ad asciugare le
lacrime di chi soffre, insegnami a vedere in quei volti il tuo vlto.
Gesù, quando guardo un
crocifisso, vedo le spine sul tuo capo, vedo le tue mani e i tuoi piedi
trapassati dai chiodi, eppure non mi sento commuovere. Gesù, ti chiedo di
diventare più sensibile alle sofferenze tue e di tutti.
Gesù, fa che nessuno muoia
più per colpa di altri uomini.
Gesù, domanda per noi
perdono alla tua mamma per le lacrime che ha versato per colpa nostra.
Fa che anche noi usciamo dal
peccato che è buio e freddo come una tomba. Così un giorno, con il nostro
corpo, possiamo venire a stare con te e Maria nella patria del cielo.
Credo nella tua
risurrezione.
Anch’io, Gesù
Credo che un giorno
Risorgerò dalla morte
E verrò a stare con te
Vicino al padre
Per sempre.
Amen.
Il giorno prima della sua morte, Gesù fa una cena di addio con i suoi dodici amici apostoli. Durante quella cena festeggia la Pasqua ebraica, quando Israele aveva attraversato il mare a piedi asciutti uscendo dall’Egitto.
Durante quella cena Gesù ci lascia il suo corpo e il suo sangue come ricordo e pegno del suo amore per noi. E’ il sacramento dell’Eucarestia. Poi, il giorno dopo, il venerdì santo, Gesù offre il suo corpo e il suo sangue al padre per ottenere perdono dei nostri peccati. E’ il sacrificio della croce, legato strettamente all’Eucarestia.
I
cristiani, dopo la morte e la risurrezione di Gesù rivivono l’ultima cena e
rinnovano il sacrificio della croce.
La Messa che si celebra nelle chiese di tutto il mondo è il ricordo vero di questi due ultimi momenti della vita di Gesù e ci nutriamo del suo corpo e del suo sangue.
Nella Messa offriamo con Gesù al Padre le nostre pene e le nostre gioie perché il Signore le santifichi e renda tutta la nostra vita gradita a lui.
La
Santa Messa
La Messa è divisa in diversi momenti. C’è una parte introduttiva durante la quale manifestiamo la gioia di trovarci riuniti nella casa del Padre. Poi tutti esprimiamo il pentimento dei nostri peccati per poterci accostare a Gesù con animo puro.
Inizia poi la liturgia della Parola durante la quale ascoltiamo alcuni brani della Bibbia che è appunto la Parola di Dio.
Dopo aver recitato un atto comune di fede, offriamo al Padre il pane e l vino insieme alle nostre pene e alle nostre gioie.
Durante la consacrazione il sacerdote, che rappresenta tutta la comunità, ripete le parole dette da Gesù nell’ultima cena e trasforma il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Cristo.
Infine riceviamo la Comunione del corpo e del sangue di Gesù con l’impegno di trasformare la nostra vita facendo il bene. Nella Comunione ci uniamo a Gesù e anche fra noi nell’amore per formare come un solo corpo.
Il dono più gradito;
gli offriamo il figlio suo Gesù
che muore e risorge per noi.
La Messa comincia con un canto di egresso con il quale esprimiamo la nostra gioia. Il sacerdote bacia l’altare in segno di venerazione, poi inizia la celebrazione con il segno della croce.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Il
sacerdote saluta con queste o simili parole:
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.
E con il tuo Spirito.
Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.
Pausa
di silenzio per u breve esame di coscienza.
Signore, mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi.
Cristo, che sei venuto a chiamare i peccatori, abbi pietà di noi!
Signore che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi!
Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
Amen.
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli
uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti
glorifichiamo; ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del
cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio,
Agnello di Dio, Figlio del Padre: tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà
di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che
siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo
l’Altissimo; Gesù Cristo, con lo
Spirito Santo, nella gloria di Dio Padre. Amen.
Il
sacerdote recita l’orazione con la quale raccoglie le intenzioni di tutti. Al
termine tutti rispondono:
Amen.
Prima lettura dall’Antico Testamento, cioè da quella parte della Bibbia che racconta i fatti prima della nascita di Gesù.
Alla fine della prima lettura si dice
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.
Dopo la lettura si recita il salmo responsoriale. Ad ogni strofa l’assemblea risponde con il ritornello.
Seconda lettura dalle lettere che gli apostoli hanno scritto per i primi cristiani e anche per noi.alla fine della seconda lettura si dice:
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio.
Prima della lettura del vangelo il sacerdote e l’assemblea dicono:
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Dal Vangelo secondo…
Gloria a te, o Signore.
Alla fine della lettura:
parola del Signore.
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio
di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio
vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per
mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal
cielo; e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine
Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu
sepolto. E il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture; salito al
cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà per giudicare i vivi e i
morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo
dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione
dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Preghiera
dei fedeliIl sacerdote invita l’assemblea a pregare secondo le necessità del mondo, della Chiesa, della Comunità parrocchiale.
Si possono esprimere in questo momento anche intenzioni personali. Il sacerdote conclude con una preghiera che raccoglie le intenzioni espresse e le offre al Padre per i meriti di Gesù.
LITURGIA EUCARISTICA
Il
celebrante, offendo il pane, dice:
Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.
Offrendo
il vino, il celebrante, dice:
Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della vite e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi bevanda di salvezza.
Rivolto
verso l’assemblea il sacerdote dice:
Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.
Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.
Il
sacerdote con una preghiera supplica il Signore di accogliere noi e le nostre
offerte.
Alla
fine tutti rispondono:
Amen.
n.b. nelle righe seguenti si riporta la Preghiera eucaristica I delle Messe
con la partecipazione dei fanciulli.
La
Preghiera eucaristica è la grande preghiera della Messa: una preghiera di lode,
di ringraziamento e di supplica a Dio Padre.
Durante
questa preghiera il sacerdote ripete le parole e i gesti di Gesù nell’ultima
cena e consacra l’Eucarestia.
Prefazio
Il Signore sia con voi.
E con il tuo Spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
E’ cosa buona e giusta.
O Dio, nostro Padre, tu ci hai riuniti e noi siamo qui
per dirti il nostro grazie e per cantare insieme la tua lode.
Ti lodiamo per tutte le cose belle e grandi che hai
creato in noi e per la gioia che metti nel nostro cuore.
Ti benediciamo per il sole che illumina il giorno e
per la tua parola che è luce per la nostra mente.
Ti ringraziamo per i campi, i mari e le montagne, per
gli uomini che abitano la terra e per la vita che abbiamo ricevuto da te.
Per questi segni meravigliosi del suo amore cantiamo
con gioia la tua lode:
tutti
acclamano:
I cieli e la terra
Sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Padre buono, tu vegli sempre su di noi e non ti dimentichi mai d nessuno.
Per liberarci dal peccato e non lasciarci soli a lottare contro il male hai mandato il tuo Figlio Gesù, nostro Salvatore.
Egli passò in mezzo a noi facendo del bene a tutti. Guariva i malati, rendeva la vista ai ciechi, perdonava i peccatori, accoglieva i fanciulli e li benediva.
In Gesù abbiamo conosciuto, o Padre, quanto è grande il tuo amore per tutti gli uomini e ora mostriamo nel canto la nostra gioia:
tutti
acclamano:
Che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli
Padre buono, innalziamo a te la nostra lode con la tua Chiesa su tutta la terra, con il nostro Papa e il nostro Vescovo.
Insieme con la beata Vergine Maria con tutti i santi cantiamo in coro l’inno della tua gloria:
tutti
acclamano:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell’universo.
Osanna nell’alto dei cieli.
Padre santo, per dirti il nostro grazie abbiamo portato sull’altare il pane e il vino.
Manda su questi doni il tuo Santo Spirito, perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio.
Così ti potremo offrire quello che per tuo amore c è dato in dono.
Nell’ultima cena con i suo apostoli, prima di morire sulla croce, Gesù prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede loro e disse:
PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:
QUESTO è IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.
Allo stesso modo, prese il calice del vino e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse:
PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:
QUESTO è IL CALICE
DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA
ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
Poi disse loro:
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.
Ora, Padre, facciamo quello che Gesù ci ha comandato: ti offriamo il pane della vita e il calice della salvezza e annunziamo la sua morte e la sua risurrezione.
Accogli, ti preghiamo, con l’offerta della nostra vita.
tutti
acclamano:
Per noi Cristo è morto,
per noi è risorto.
Vieni, Signore Gesù!
Padre che tanto ci ami, fa che possiamo ricevere il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore perché, uniti nella gioia dello Spirito Santo, formiamo una sola famiglia.
Guarda con bontà i nostri genitori, i nostri fratelli e i nostri amici…, coloro che lavorano, coloro che soffrono, noi qui presenti e tutti gli uomini che sono nel mondo.
Accogli, Signore, i nostri morti nella gioia del Paradiso.
Davanti alla grandezza del tuo amore per noi, o Padre, sempre ti lodiamo e ti ringraziamo.
Per Cristo, con Cristo e In Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
tutti
acclamano:
Amen.
RITI DI COMUNIONE
E’ giunto il momento della Comunione. Noi ci
prepariamo all’incontro con il Signore recitando con devozione la preghiera
che ci ha insegnato Gesù stesso.
Preghiera
del SignoreIl sacerdote introduce la preghiera con queste o simili parole:
Siamo raccolti qui intorno alla stessa mensa per ricevere il corpo e il sangue del Signore. Come una sola famiglia ci rivolgiamo a Dio pregando insieme come Gesù ci ha insegnato:
Tutti
insieme:
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà.
Come in cielo e così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo
ai nostri debitori,
e non c’indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Il
sacerdote prosegue:
Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo.
Tutti
acclamano:
Tuo è il regno,
tua la potenza e la gloria dei secoli!
Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
La pace del Signore sia sempre con voi.
E con il tuo spirito.
Il sacerdote invita tutti a scambiarsi un saluto di pace e di amicizia. Prima d accostarci ala comunione dobbiamo essere in pace con tutti.
Il sacerdote spezza il pane consacrato, nel frattempo tutti dicono o cantano:
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo,
dona a noi la pace.
Comunione
Il
sacerdote presenta l’ostia consacrata ai fedeli dicendo:
Beati gli invitati alla cena del Signore.
Ecco l’Agnello di Dio,
che toglie peccati del mondo.
Tutti continuano:
o Signore, non sono degno
di partecipare alla tua mensa;
ma dì soltanto una parola
e io sarò salvato.
Il sacerdote distribuisce il corpo di Cristo. Al termine recita una preghiera di ringraziamento.
Dopo
la Comunione si fa una pausa di silenzio e ognuno si intrattiene in colloquio
con il Signore. Gesù è dentro di
noi. Egli è venuto perché ci ama e vuole farci sempre più suoi amici. Noi
possiamo parlare con lui con grande confidenza: lo ringraziamo, lo adoriamo, gli
parliamo di noi e dei nostri cari, gli offriamo le nostre giornate, lo rehiamo
per la Chiesa e per il mondo intero.
Il sacerdote benedice l’assemblea con queste o simili parole:
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Vi benedica Dio Onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen.
La Messa è finita: andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.
° Quale mistero celebriamo nella Santa Messa???
Nella Messa o Cena del Signore noi ascoltiamo la sua
parola, offriamo a Dio Padre il Figlio Gesù
che rinnova il suo sacrificio e ci nutriamo del suo corpo e del suo
sangue.
Offriamo con lui la nostra vita, santificata dallo
Spirito Santo, in attesa del suo ritorno glorioso.
La Messa nella prima Comunione
Gesù è già venuto incontro a te molte volte durante
la vita.
Ma ecco che ora egli ti prepara un incontro ancora più
bello e più profondo nel giorno della tua prima Comunione.
La Messa della prima Comunione sarà per te una grande
festa: Gesù, ti invita nella sua casa, la chiesa.
Per la prima volta tu sederai, insieme con i tuoi
amici, i tuoi cari e cristiani della
tua parrocchia, alla mensa del Signore, cioè farai la Comunione.
Corri incontro a Gesù, portandogli un cuore pieno di
amore e di tante opere buone.
Chiedi a Gesù di poter essere tutto suo, di poter
conservare sempre la sua amicizia, di rimanere fedele a lui.
Il giorno della prima Comunione deve essere un giorno
pieno di atti di bontà e di generosità. Gesù vuole che, insieme con lui,
amiamo anche i nostri fratelli e siamo buoni con tutti.
D’ora in poi tu potrai ricevere Gesù ogni domenica
e anche ogni giorno, quando partecipi alla Messa.
La Comunione ci porta sempre gioia e pace, ed è un
grande aiuto nel cammino della nostra vita.
INGRESSO DEI FANCIULLI IN CHIESA NEL GIORNO DELLA PRIMA COMUNIONE
Per la Messa della prima Comunione il parroco può
accogliere i fanciulli alla porta della chiesa con un rito breve e
significativo. I fanciulli sono accompagnati dai genitori e dai maestri di
catechismo. Il parroco va loro incontro, accompagnato dai ministri, uno de quali
porta il secchiello del acqua benedetta.
Parroco:
Cari fanciulli,
che cosa chiedete alla Chiesa di Dio?
Fanciulli:
Chiediamo al Signore di essere ammessi
Alla mensa del Signore.
Parroco:
Sapete chi riceverete oggi
Per la prima volta?
Fanciulli:
Si, lo sappiamo: noi riceveremo
Il Signore Gesù,
morto e risorto per noi,
presente nell’Eucarestia.
Parroco:
Cari genitori e maestri di catechismo,
potete assicurare che questo fanciulli
sono preparati al rimo incontro
con Gesù?
Genitori
e maestri:
Si sono preparati bene.
Parroco:
Siano rese grazie al Signore!
Ed ora, prima di entrare nella casa di Dio, io invoco
su di voi la benedizione del Signore e vi cospargo con l’acqua benedetta: essa
vi ricorda l’acqua del Battesimo con cui siete stati purificati dal peccato e
ammessi a far parte della famiglia di Dio che è la Chiesa.
E
asperge tutti dicendo:
Purificami, o Signore:
sarò più bianco della neve.
Quindi
invita tutti ad entrare nella chiesa:
Entriamo cantando nella casa di Dio
Per partecipare alla santa Messa
E accostarci insieme
Alla mensa del Signore.
Si
intona il canto d’ingresso.
PRIMA DELLA COMUNIONE
Fa un atto di fede nella presenza di Gesù:
Credo, o Gesù, che tu se presente nell’Eucarestia.
Anche se non ti vedo, so che tu sei qui vivo e vero,
perché tu stesso l’hai detto. Aumenta, o Gesù, la mia fede.
Esprimi il desiderio di riceverlo:
Desidero tanto, o Gesù, di accostarmi a te e di
riceverti.
Tu hai detto un giorno: “Lasciate che i fanciulli
vengano a me”.
Io dunque vengo, o Gesù, perché ho bisogno di te.
Vengo per dirti che ti amo.
Chiedi perdono dei tuoi peccati:
Ti chiedo perdono, o Gesù, di tutti
peccati che ho commesso.
Purifica l’anima mia e rendila degna di riceverti.
Rivolgiti anche alla Madonna:
O Maria, madre di Gesù e madre mia, prepara il mio
cuore a ricevere Gesù.
DOPO LA COMUNIONE
Esprimi a Gesù, presente in te, il tuo
ringraziamento e il tuo amore:
Ti ringrazio, o Gesù, del grande dono che mi hai
fatto.
Tu sei venuto in me perché mi ami, perché vuoi
portarmi la tua vita.
Anch’io voglio amarti, o Gesù, e ti dono tutto
quello che ho: il mio cuore, la mia anima, il mio corpo.
Aiutami ad essere sempre buono e a compiere per tutta
la vita ciò che a te piace.
Prega per i tuoi cari, per la Chiesa e per tutto il
mondo:
Ed ora che sono tanto vicino a te ti prego per i miei
cari e per tutto il mondo.
Benedici il babbo, la mamma,
miei fratelli e tutti miei
parenti.
Benedici il Papa, il Vescovo, il Parroco e tutti i
sacerdoti.
Converti e salva peccatori,
fa che tutti i bambini ti conoscano e t amino.
Dà ogni giorno il pane agli infelici che non hanno di
che sfamarsi.
Dona conforto e salute agli ammalati e concedi la pace
al mondo.

Dopo la risurrezione Gesù ritorna al Padre. Però non abbandona i suoi amici apostoli e gli altri uomini. Oltre alla Madonna e all’Eucarestia, Gesù ci ha lasciato la Chiesa dove egli è presente con la sua Parola, i suoi Sacramenti e ogni volta che due o tre persone si radunano nel suo nome.
Ma soprattutto Gesù ci ha lasciato il suo amore e l’amore del Padre. L’amore che viene dal Padre e dal Figlio Gesù si chiama Spirito Santo.
Lo Spirito Santo assiste la Chiesa, ci rafforza nell’anima quando siamo deboli di fronte al peccato, ci suggerisce le opere buone, ci aiuta a capire la volontà di Dio.
Lo Spirito Santo è disceso sulla Madonna e sugli apostoli, cioè sulla Chiesa, il giorno di pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Da allora egli è presente in mezzo a noi con i suoi doni.
Quando riceviamo il Battesimo, il Padre e Gesù, oltre a perdonarci il peccato originale, ci donano anche il loro amore, cioè lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è come un fuoco che ci riscalda e che ci fa sentire tutti fratelli.

Quando siamo stati battezzati non potevamo assumerci degli impegni verso Dio e verso i nostri fratelli.
Poi siamo cresciuti e abbiamo incontrato Gesù nel Sacramento dell’Eucarestia. E’ stato un incontro personale che ci ha fatto capire l’amore che Gesù ha per noi. Ma ora Gesù aspetta da noi una risposta più generosa. Ora possiamo capire che Gesù ha bisogno del nostro aiuto per continuare la sua opera nel mondo.
Gesù oggi non parla direttamente agli uomini, ma vuole servirsi della nostra voce per spiegare a tutti gli uomini
L’amore del Padre.
Gesù oggi mon ha più le mani per accarezzare e confortare tutti quelli che soffrono. Gesù ha bisogno delle nostre mani. Gesù non può camminare per le strade del mondo per incontrare i bambini, per visitare i malati, per aiutare le persone anziane, per ricondurre al bene i peccatori. Gesù ha bisogno dei nostri piedi. Insomma Gesù ha bisogno di noi, vuole in prestito il nostro cuore per continuare ad amare il mondo.
Ogni battezzato è un testimone dell’amore di Gesù.
Per far conoscere a tutti Gesù e il suo Vangelo, bisogna essere forti e coraggiosi e preparati. Non tutti sono disposti ad accogliere Gesù. Ci sono quelli che non credono, anzi che rifiutano Gesù e lo bestemmiano.
Non è facile portare Gesù negli ambienti del lavoro o dello sport. Ci vuole molto coraggio e molta umiltà per testimoniare il Vangelo.
Per infonderci questo coraggio la Chiesa invoca sopra di noi una nuova effusione dello Spirito Santo quando ci impartisce il sacramento della Cresima o Confermazione.
Quando passiamo dalla fanciullezza all’adolescenza attraversiamo un momento difficile. Non siamo più bambini e non siamo ancora del tutto autonomi come gli adulti.
Però non possiamo pretendere di ricevere sempre tutto dagli altri.
Dobbiamo imparare a donare. Dobbiamo diventare utili per gli altri. Dobbiamo soprattutto portare agli altri Dio.
Con la Cresima lo Spirito Santo ci conferma nell’amicizia con Gesù, ci dona la sapienza per conoscere meglio Dio, ci rende forti per testimoniare il Vangelo.
Nella Cresima riceviamo il sigillo dello Spirito Santo che ci unisce in modo più perfetto alla Chiesa.
Il rito della Cresima si svolge durante la Messa celebrata dal Vescovo o da un suo incaricato.
Dopo la lettura del Vangelo il Vescovo rivolge ai cresimandi alcune parole di riflessione. Si rinnovano poi le promesse battesimali secondo lo schema già riportato negli altri capitoli.
Il Vescovo esorta poi alla preghiera dicendo:
Fratelli carissimi, preghiamo Dio Onnipotente per questi suoi figli: egli che nel suo amore li ha rigenerati alla vita eterna mediante il Battesimo, e li ha chiamati a far parte della sua famiglia, effonda ora lo Spirito Santo, che li confermi con la ricchezza dei suoi doni, e con l’unzione crismale li renda pienamente conformi a Cristo, suo unico Figlio.
Si
fa una pausa di silenzio. Quindi il Vescovo impone le mani sui cresimali e dice
questa preghiera:
Dio Onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo Spirito Santo Paràclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello Spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Ogni cresimando, con a fianco il padrino, si avvicina al
Vescovo, il quale traccia sulla fronte del ragazzo n segno di croce con il sacro
Crisma. Intanto pronuncia la seguente formula:
…ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono.
Amen.
La pace sia con te.
E con il tuo spirito.
Il Vescovo dà ad ogni cresimato un abbraccio di pace.
Terminata l’amministrazione della Cresima si recita la preghiera dei fedeli.
Lo spirito Santo è il
dono
Che Gesù risorto
manda agli apostoli
E a tutti i suoi
amici, anche a noi.
Lo Spirito Santo è
Dio, come
Il Padre e come il
Figlio suo Gesù.
Preghiera universale
Fratelli carissimi,
invochiamo Dio, Padre onnipotente. Sia unanime la nostra preghiera, in quella
unità di fede, speranza e carità, che lo Spirito Santo genera nei nostri
cuori.
Preghiamo insieme e
diciamo:
ascoltaci, O Signore.
1.
Per questi nostri fratelli,
confermati dal dono dello Spirito Santo, perchè radicati nella fede e fondati
nella carità, con la loro vita diano buona testimonianza a Cristo Signore,
preghiamo.
2.
Per i nuovi cresimati, che hanno
ricevuto la pienezza dello Spirito Santo, perché accostandosi all’altare del
Signore partecipino alla mensa del suo sacrificio e si rivolgano a Dio,
chiamandolo Padre, preghiamo.
3.
Per i genitori e padrini, che si
sono fatti garanti della fede di questi cresimati, perché, coerenti con il loro
impegno, li aiutino con la parola e con l’esempio a seguire la via di Cristo,
preghiamo.
4.
Per la Chiesa di Dio, radunata
dallo Spirito Santo insieme con il Papa, il nostro Vescovo, e tutti i Vescovi,
perché cresca nell’unità della fede e dell’amore, preghiamo.
5.
per il mondo intero, perché tutti
gli uomini, che hanno un solo Creatore e Padre, si riconoscano fratelli e
cerchino con lealtà il regno di Dio, che è
pace e gioia nello Spirito Santo, preghiamo
Vescovo: O Dio, che hai dato lo Spirito Santo agli apostoli, e per mezzo di essi e dei loro successori hai voluto trasmetterlo a tutti i membri della Chiesa, esaudisci la nostra preghiera, e continua oggi nella comunità dei credenti, prodigi che il tuo amore ha operato agli inizi della predicazione del vangelo. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Dopo la preghiera
universale o dei fedeli inizia la liturgia eucaristica.

Gesù, dopo la risurrezione apparso diverse volte agli apostoli. A loro ha affidato il compito di continuare la sua missione: raccontare a tutti che Dio è un Padre buono e ci perdona, battezzare gli uomini nel nome della santissima Trinità, annunziare a tutti che dopo la morte c’è la risurrezione e la vita eterna.
A Pietro, capo degli apostoli, Gesù ha affidato la Chiesa.
I successori di Pietro, i Papi, e i successori degli apostoli, i Vescovi, sotto la guida dello Spirito Santo, insegnano agli uomini le verità necessarie da credere e donano a tutti i mezzi per andare in paradiso.
La Chiesa è il popolo di Dio che cammina verso la terra promessa: il cielo.
La Chiesa è l’unione di tutti coloro che credono in Gesù, che si amano fra loro, che si nutrono dello sesso pane eucaristico. La Chiesa è una.
La Chiesa è santificata dallo Spirito Santo che conduce ogni uomo verso il Padre. La Chiesa è santa.
La Chiesa abbraccia gli uomini di tutti i continenti, di tutte le razze, perché Dio vuole salvare tutti. La Chiesa è universale o cattolica.
La Chiesa è apostolica.
Tutti coloro che formano la Chiesa pregano insieme, vivono insieme la stessa fede.
La Chiesa per ricordare a tutti quello che Gesù ha fatto per noi, ogni anno celebra delle feste liturgiche. Durante queste ricorrenze i cristiani rivivono insieme i momenti più mportanti della storia della salvezza.
Nel corso dell’anno liturgico la Chiesa ci presenta:
- l’attesa della venuta del Salvatore (tempo di Avvento);
- la nascita di Gesù (tempo di Natale);
- la manifestazione di Gesù ai Magi (tempo di Epifania);
- il periodo trascorso da Gesù nel deserto prima dell’inizio della sua predicazione (tempo di Quaresima);
- la Passione, la morte e la risurrezione di Gesù (tempo di Pasqua);
- la discesa dello Spirito Santo sopra Maria e gli apostoli (tempo di Pentecoste).
Durante l’anno liturgico vengono ricordati anche gli avvenimenti più importanti della vita della Madonna.
Anche i santi hanno la loro festa liturgica.
In queste feste liturgiche la Chiesa rivolge a Dio, a Gesù, allo Spirito Santo, a Maria e ai santi delle preghiere particolari.
Anche tu prega con la Chiesa.
O Gesù, i profeti hanno annunciato la tua venuta. Per tanti secoli i buoni ti hanno aspettato con ansia.
Durante questo tempo di avvento voglio essere più buono con tutti, più attento ai miei doveri. Voglio pregare di più e amarti di più.
Voglio preparare il mio cuore come una culla perché tu possa nascervi e rimanervi per sempre.
Oggi è apparso il Salvatore,
oggi sulla terra cantano gli angeli,
oggi esultano i giusti acclamano:
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, alleluia!
Pastori, dite, chi avete visto?
Abbiamo visto un bambino
E il coro degli angeli
Che lodava il Signore, alleluia!
Pace agli uomini di buona volontà!
Rallegriamoci tutti nel Signore
Perché è nato nel mondo il Salvatore.
Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo.
(dalla liturgia
eucaristica)
Con il cuore pieno di gioia
Lodiamo insieme il Signore
Che è nato per noi,
e diciamo:
Gloria nei cieli e pace sulla terra.
Oggi la pace è scesa a noi dal cielo:
è nato nel mondo il Salvatore;
il suo nome è Principe della pace.
Venite tutti, adoriamo il Signore!
Gloria nei cieli e pace sulla terra.
Oggi risplende su di noi la luce:
è nato per noi il Signore;
il suo nome è Stella del mattino.
Venite tutti, adoriamo il Signore!
Gloria nei cieli e pace sulla terra.
Oggi un bambino ci è stato donato:
è nato il Re dell’universo:
il suo nome è Dio con noi.
Venite tutti, adoriamo il Signore!
Gloria nei cieli e pace sulla terra.
Oggi, Gesù, ti sei manifestato ai Magi e a tutto il mondo.
Oggi tutti ti hanno conosciuto e hanno capito che sei il Figlio di Dio. Anch’io ti adoro come Salvatore del mondo.
Oggi è la festa del mondo: dei bambini e dei grandi, dei bianchi e dei negri, degli uomini e delle donne.
Oggi tutti ti donano il loro cuore. Accetta anche il mio. E’ il mio regalo più bello che posso farti.
Gesù, hai passato molti giorni nel deserto. Sei stato affamato e debole. Ma hai vinto il male, l’orgoglio, la superbia che l’angelo cattivo ti ha suggerito.
Durante quei giorni hai parlato con il Padre e il Padre ha parlato con te. Fa che anch’io possa vincere le tentazioni che mi spingono a fare il male.
O Gesù, insegnami a parlare con il Padre celeste, perché a volte mi sento solo come in un deserto.
Pasqua
Noi ti ringraziamo Padre santo,
per Gesù Cristo figlio del tuo amore.
Tu hai fatto tutte le cose per mezzo di lui,
e lo hai mandato a noi
salvatore e redentore.
Per fare di noi il tuo popolo,
egli stese le braccia sulla croce,
morendo distrusse la morte
e proclamò la risurrezione.
Veramente il Signore è risorto,
tutte nuove sono fatte le cose:
alleluia, alleluia!
Gesù Cristo ha vinto la morte:
ci meritò una nuova vita: alleluia!
Cantate inni di gioia;
Gesù è risorto alleluia, alleluia.
(dalla liturgia
pasquale)
Ti ringrazio, Gesù, perché hai mandato il tuo Spirito Santo. Io l’ho ricevuto nel battesimo e nella cresima. Ma spesso mi dimentico di amare i miei fratelli. O Gesù, riscalda con il tuo amore il mio cuore. Lo Spirito Santo mi faccia capire bene le parole del tuo Vangelo e la volontà del padre. Lo Spirito Santo mi consoli nella sofferenza, mi insegni a pregare e mi faccia diventare buono come i tuoi santi. Lo Spirito Santo m,i ricolmi sempre il cuore di gioia, perché io possa donarla ai miei fratelli.

Signore,
insegnaci a non amare soltanto noi stessi,
a non amare soltanto i nostri cari,
a non amare soltanto quelli che ci amano.
Insegnaci a pensare agli altri,
ad amare anzitutto
quelli che nessuno ama.
E non permettere più, o Signore,
che noi viviamo felici da soli.