AIUTIAMO I BAMBINI IN GUERRA
mentre ci apprestiamo a celebrare le festività natalizie, in molti paesi del mondo infuria la guerra e numerosi altri stentano a riprendersi dalle conseguenze di conflitti recenti. Mi riferisco a luoghi noti come Iraq, Medio Oriente, Liberia o Congo, ma anche alle terre in cui si consumano i cosiddetti "conflitti dimenticati": dalla Cecenia all'Afghanistan, dal Burundi a Myanmar.
In
tutti questi paesi, l'UNICEF c e. con gli aiuti di emergenza per i bambini, le
campagne di vaccinazione, i progetti di assistenza e tutela per l'infanzia nei campi profughi, nelle città e nei villaggi.
Vorremmo fare ancora di più per i tanti bambini che continuano a pagare l'ingiusto prezzo della guerra portando loro i soccorsi che salvano la vita e ciò di cui hanno bisogno per costruirsi un futuro degno di essere vissuto. Ma le nostre possibilità di intervento dipendono unicamente dalle risorse messe a disposizione volontariamente da chi ha a cuore la sorte dell'infanzia nel mondo.
Per
questo abbiamo bisogno anche del Suo aiuto.
Vorrei farle qualche semplice esempio per spiegare quanto il Suo contributo all'UNICEF possa essere importante, per la vita di un bambino che vive in un paese in guerra.
Quando è in corso un conflitto, la prima causa di mortalità infantile
non sono le armi, ma le più banali malattie causate dal collasso delle
strutture sanitarie e dalla carenza di igiene. In Iraq, la morte per
disidratazione da dissenteria ha provocato molte più vittime di tutti i
bombardamenti. La terapia di reidratazione orale a basso costo gestita
dall'UNICEF può salvare migliaia di vite. Con
soli 25 euro
l'UNICEF acquista sali reidratanti sufficienti a curare 400 bambini affetti da
dissenteria acuta.
In molti paesi, guerra vuol dire anche fame. Nel Congo sconvolto da una
lunga guerra civile il 15% dei bambini sono malnutriti, e l'UNICEF si occupa del
loro sostentamento. Una donazione di 50 euro corrisponde al valore di quantitativi di BP-5 (un alimento specificamente studiato per le
situazioni di emergenza) sufficienti a nutrire 20 bambini per una settimana.
Durante un conflitto, l'a~qua diventa spesso il bene più prezioso. In
assenza di acqua pulita con cui dissetarsi e lavarsi, i bambini sono ~sposti a
ogni genere di infezioni ed epidemie, a cominciare da morbillo e colera. Donando
100 euro all'UNICi~F, Lei può contribuire alla distribuzione di kit di
emergenza per la potabilizzazione e il trasporto dell'acqua, sufficienti ai
bisogni giornalieri di 12 famiglie.
Nei villaggi e nei campi profughi, durante un conflitto, le più
semplici medicine possono essere introvabili. L'UNICEF è in grado di
distribuire ovunque, nel giro di poche ore, kit sanitari di emergenza
preconfezionati in grado di assicurare le cure di base laddove mancano
ambulatori e ospedali. Con una donazione di
420 euro Lei può finanziare l'acquisto di un kit sanitario comprendente
farmaci, disinfettanti, garze e strumenti di base per fronteggiare i bisogni di
2.000 bambini per circa 3 mesi.
L'UNICEF difende tutti i bambini vittime della guerra, senza alcuna distinzione. Aiutare i bambini è il modo migliore che abbiamo per fare qualcosa di concreto per la pace, e io sono fiducioso di poter contare anche sul Suo sostegno in questa battaglia, l'unica che merita di essere combattuta.
La ringrazio per averci prestato ascolto, e Le faccio i miei migliori auguri in vista delle prossime feste.
Giovanni Micali
Presidente UNICEF-Italia
PS.: L'UNICEF
non riceve fondi dall 'ONU e fruisce esclusivamente di donazioni da parte di
cittadini, governi, associazioni e aziende: per questo la Sua donazione è
quanto mai importante per realizzare i nostri progetti per 1'infanzia nel mondo.









