A TU PER TU

MEDITAZIONE PER RAGAZZI sac. Luigi Villa

PER BEN MEDITARE

Prima della meditazione

1) Mettiti alla presenza di Dio.

2) Domanda il Suo aiuto con la preghiera.

3) Scaccia ogni distrazione.

Durante la Meditazione

1) Leggi la meditazione adagio e con attenzione.

2) La richiami alla memoria: "che cosa ho letto?".

3) Poi ti metti a pensarci su, domandandoti: "che cosa vuol dire?".

4) E ti esamini: "io come ho fatto?... ho fatto sem­pre così?... come devo fare?... ".

5) Domanda perdono a Gesù: "O Gesù, perdonami!".

6) E fai il proposito: "oggi voglio fare...".

Dopo la meditazione

1) Ringrazia Gesù dei buoni pensieri che ti ha dato durante la meditazione e domandagli la grazia di mantenere il proposito.

2) Affidalo anche alla Madonna e al tuo Angelo Custode perché ti aiutino a mantenerlo.

3) Durante il giorno, specialmente nella visitina pomeridiana e nell'esame di coscienza, ripensa ancora un po' alla meditazione del mattino richia­mando il proposito.

 

PER INCOMINCIARE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

C'era una volta un santo monaco che passava la sua giornata nel lavoro, nel digiuno e nella preghiera. Quanto pregava!

Un giorno, davanti a dei fiori, lo sentirono che diceva: - Tacete, tacete, perché mi rimproverate così? - Ma che cosa dice, santo frate - gli domandò uno che gli passava vicino. - Chi è che ti rimprovera, se non c'è nessuno?...

E il santo: - Non senti tu, fratello, la voce di questi fiori? Non vedi come essi con la loro bellezza, con la purezza del loro candore, con il loro profumo, cantano la gloria di Dio?... E noi che siamo più dei fiori, noi che siamo stati creati da Lui, non solo, ma siamo stati anche redenti e destinati al cielo, noi non ci pensiamo ad amare il Signore più di questi fiori!..

E piangeva.

Come è vero, questo! E sai perché? Perché non riflettiamo: cioè, perché non facciamo la medita­zione.

Tu sai che cos'è la meditazione, vero? L'hai capito anche dall'esempio del monaco. Lui pensava al Signore quando vedeva, per esempio, i fiori; e cioè, la natura gli serviva come libro, contemplando il quale vi leggeva l'amore di Dio per gli uomini. E allora, è difficile meditare?

No, anzi!... stai attento.

Tu vai in chiesa e vedi, per esempio, i quadri della Via Crucis e ti viene di pensare: "Toh! quelli che hanno il peccato sull'anima sono anch'essi come questi brutti ceffi di giudei, perché anch'essi hanno crocifisso Gesù!... Che orribile cosa il peccato! O Gesù, dammi la grazia di non com­metterlo mai!...". Ecco, press'a poco è bell'e fatta una piccola meditazione!

Un altro esempio. Tu vai ancora in chiesa: vedi le tovaglie dell'altare, belle, bianche, pulite, e dici: "Come deve essere candida, bianca anche la mia anima quando vado all'altare per ricevere il Signore! O Gesù, vieni nel mio cuore e conservalo puro e bello!...".

Hai capito come è la meditazione? Più facile di così!...

Basta un po' di buona volontà e qualche minuto di raccoglimento.

Stai attento, adesso, che ti spiego come si può fare la meditazione.

1) Prima di tutto, caccia lontano dalla tua fan­tasia ogni altro pensiero: di scuola, di gioco, di compagni, di casa, ecc. Il tempo migliore per fare la meditazione, perciò, è al mattino, appena alzato, dopo le preghiere. Inoltre, la meditazione devi farla in un luogo tranquillo: o in chiesa, o nella tua cameretta. Meglio però in chiesa, presso l'Altare. Rifletti che ti trovi dinanzi a Gesù che ti guarda ed è pronto ad ascoltarti. Cosa gli dirai?

2) Incomincia con una preghiera per otte­nere il Suo aiuto. Usa quella che troverai in prin­cipio del libretto:"Apri, o Signore...". E così è incominciata la tua meditazione.

Ora, hai da leggere, ma adagio adagio, con attenzione! un capitoletto di questo libro. L'impor­tante è che tu legga senza fretta, cercando di com­prendere bene quello che leggi. Pensa che è Gesù che ti parla.

3) Quando avrai letto un poco, ti fermerai e ti farai questa domanda: che cosa ho letto?... Sforzati, quindi, di ricordare quello che hai letto. Poi, comincia a pensarci su, domandandoti: Che cosa vuol dire quello che ho letto?... E qui ti devi esaminare: E io come ho fatto?... Ho fatto sempre così?...

Allora domanda perdono a Gesù: "O Gesù, perdonami!..". E ti verrà naturale il proposito: "Oggi, voglio fare...: starò attento a non fare...; mi vincerò in...". Ma per metterlo in pratica veramente, devi domandare a Gesù la grazia di mantenerlo: "O Gesù, aiutami a mantenere, quest'oggi, il propo­sito che ho fatto, e cioè...". Infine, lo affidi anche alla Madonna e al tuo Angelo Custode perché ti aiutino a mantenerlo.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

E così, mio caro giovanetto, hai finito la tua meditazione.

E' difficile? No. Ma sii fedele. Ogni giorno! Non lasciarla mai se vuoi diventare un vero amico di Gesù, e diventare più buono, più studioso, più apostolo, più santo!

 

“Figliuoli, state allegri! non voglio scrupoli né malinconie; mi basta che non facciate peccati! (S. Filippo Neri)

"Beati voi, o, giovani, che avete tempo di far dei bene!". (S. Filippo Neri)

"Fate presto opere buone, perché può mancarvi il tempo". (S. Giovanni Bosco)

"Beati coloro che si danno a Dio per tempo, nella gioventù"! (S. Giovanni Bosco)

"Non è tempo di dormire perché il Paradiso non è fatto peri poltroni". (S. Filippo Neri)

 

LA GRAZIA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- "Sei vivo o morto?".

Che domanda! Ma se mangio, se grido, se... disturbo, sono forse morto?

Vediamo. Tu forse hai le galline, i conigli, il gatto, il cane, l'asinello... e anch'essi mangiano, gridano, corrono, e... disturbano. Ma loro sono animali solamente.

Già, è vero! mentre tu fai anche qualche cosa di più nobile che loro non fanno; per esempio: tu pensi, tu ragioni... ecc.; cioè, tu hai un'anima spirituale che quelle bestie non hanno.

Dunque...

Le tue azioni: lo studiare, il lavorare, il pensare, il volere, il sentire affetti, ecc. sono azioni che fa solamente l'uomo: e questa sua vita è molto supe­riore a quella delle bestie. Ti pare?

Di più tu sai che l'uomo, oltre la vita naturale, ne ha un'altra, ancora più grande, infinitamente più grande, ed è la vita soprannaturale, che è la vita stessa di Dio, la quale ci viene comunicata median­te la Grazia. Essa ti è stata data nel S. Battesimo, e ridonata - se qualche volta per disgrazia l'hai per­duta - nella Santa Confessione.

Questo tu l'hai imparato già nel catechismo della prima Comunione. Ma ci pensi tu qualche volta? Oh, se conoscessi davvero questo grande dono del Signore!

Pensa quanto è preziosa la Grazia! Essa è la vita di Gesù in te, è Dio che vive nell'anima tua.

Con la Grazia santificante nel cuore tu sei figlio adottivo di Dio, hai il diritto di andare in Paradiso, sei fratello di Gesù, sei il tempio dello Spirito Santo.

E rifletti ancora: per ottenerti questa grazia, Gesù è venuto sulla terra a farsi uomo e a morire sulla Croce... Tu costi il Sangue di Gesù, la vita di Gesù!...

- Vivere in Grazia, quindi, è vivere di Gesù. Sei in grazia tu? Hai la Grazia di Gesù nel cuore? O forse, invece!...

"Temete solo coloro che possono uccidere l'anima"... ha detto Gesù.

E sai chi sono?

Il mondo (compagni cattivi e letture cattive, giornali non buoni, il cinema, la TV...), il demonio, le passioni.

Dunque, l'unica disgrazia sulla terra è il pec­cato.

Per questo S. Filippo Neri diceva sempre ai ragazzi: "O figlioli, siate allegri!... ma non fate peccati".

Il peccato, infatti ti ruba il più grande tesoro, l'unico tesoro: la Grazia.

Ascolta: tu, durante il giorno, fai tante azioni: lavori, ti diverti, soffri, e altro ancora. Ebbene, se sei in Grazia di Dio, fai un sacco di meriti per il Paradiso, ma se, per disgrazia, hai il peccato mor­tale nell'anima, non guadagnerai nulla, nean­che se facessi tutte le penitenze dei Santi.

Che gran disgrazia! Mettiti in ginocchio e prega: "O Gesù, anch'io qualche volta mi sono al­lontanato da Te per accontentare il mondo, il de­monio, le mie passioni! Fammi la grazia di non lasciarti mai più! Che io conservi, da oggi in avanti, sempre pura e immacolata la mia anima, fuggendo ogni pericolo di perdere un tesoro così grande! Tu, o Signore, sei presente in me per farmi vivere in Te e di Te, per trasformarmi e divinizzarmi, come quando hai detto: "Io sono la vita e voi i tralci".

Dammi la gioia di diventare, fin da oggi, un tuo piccolo ostensorio, in cui portarTi e rivelarTi agli altri.

PortarTi nella mia mente, che voglio mantene­re pura; nel mio cuore, che voglio dare solo a Te; nella mia volontà, con la quale voglio cercare il tuo amore, la tua gloria.

RivelarTi, così, agli altri con la parola, con l'esempio e con la pratica delle virtù che Tu vuoi che io compia.

E' vero, incontrerò tanti pericoli, tante diffi­coltà, tante tentazioni che vorranno togliermi la tua Grazia, o Gesù! ma io so che Tu sei in me, né ti allontani da me, se io non Ti abbandono.

No, non devo perdere mai più la Tua Grazia; essa costa troppo, costa la Tua Vita!".

Bravo! e adesso decidi di fare un vero propo­sito di non offendere mai più Gesù. Scrivilo, anzi, nel tuo cuore, a carattere di fuoco, questo proposi­to: "Voglio vivere sempre in Grazia di Dio!".

Ma per questo devi essere disposto anche a perdere tutto: la salute, la vita stessa, piuttosto che il tesoro della Grazia. Anzi, non solo devi conser­varla, ma cercare di aumentarla, con l'unione col Signore, con la retta intenzione, facendo tutte le tue azioni solamente per piacere a Lui, col fervore, con lo stare attento alla voce di Dio che ti avvisa di qualche pericolo, che ti invita a fuggire il male, a non frequentare quel compagno, a fare il tuo dovere, ecc.; e con la generosità per accettare ogni sacrificio, evitando ogni leggerezza e dissi­pazione.

PROPOSITO: Vai davanti all'altare e rinnova le tue "promesse battesimali".

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Ti ringrazio, o Padre, che hai rivelato queste cose ai piccoli e le hai nascoste ai sapienti!". (Vangelo)

“La Verità, per luce; la Carità, per ragione; l'eternità, per fine”. (S. Agostino)

"Non bisogna lasciare gli esercizi di devozione: ma se si vuole anda­re a spasso, prima si adempiano questi, e poi si vada". (S. Filippo Neri)

"Voglio che la mia vita sia un 'servi­zio'; voglio che si consumi per gli altri". (Carla Negri)

 

GESU'

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Lo conosci bene Gesù? Se Lo conoscessi bene, Lo ameresti davvero. Ma tu non Lo conosci, perché non Lo studi. Hai studiato tante cose a scuola: la matematica, l'italiano, il disegno...: ma per conoscere Gesù che studi hai fatti?

Un pochetto di catechismo e poi... basta! Figliolo, metti tutta la tua buona volontà per conoscere Gesù. Più Lo conoscerai e più Lo ame­rai; più Lo amerai, e più diventerai naturalmente apostolo; difatti, per uno che ama Gesù, non vi è cosa più naturale e più grande di questa: farLo conoscere e farLo amare anche dagli altri. Perché gli uomini amano poco Gesù?

Perché l'uomo è inclinato ad amare di più le cose che si vedono. Noi non potevamo vedere Dio, e allora il Figlio di Dio è disceso sulla terra, è venuto a stare con noi per dirci quanto ci amava, per farci suoi fratelli, suoi amici.

Quanto ci ha amato Gesù!

Aprì il Suo Cuore per tutti, sentì compassione per tutte le nostre miserie, perdonò ai peccatori, chiamò amico perfino Giuda, il traditore; pregò per i suoi carnefici, morì per salvare tutto il mondo. Gesù! ecco il tuo ideale!

E' Lui il tuo modello: di umiltà, di obbedienza, di purezza, di carità, di generosità, di pazienza, di dolcezza, di prontezza a perdonare...

E tu?

Forse sei superbo, collerico, egoista, cat­tivo coi compagni, disubbidiente, poco deli­cato nella purezza...

Su da bravo, mettiti all'opera!...

- Se ti domandassi: Vuoi bene alla tua mamma? Mi risponderesti: - Ma certo! ...

Però, guarda: basta dire: «Io voglio bene alla mamma» e poi fare le disubbidienze, farla arrabbia­re, inquietare e forse anche piangere?... No, vero?... Ci vogliono i fatti.

Così, anche per Gesù. Basta dirGli: «O Gesù, io Ti voglio bene!» e poi offenderLo, non pregare o pregare male, trascurare i propri doveri, andare con compagni non buoni, ecc.? Ci vogliono i fatti, anche per Gesù. Non basta dirGli con la bocca: «Gesù, Ti amo!...»; ma anche con le opere.

Se Lo vuoi amare, devi diventare più obbedien­te, più generoso, più mortificato, più puro, più studioso...

Guarda un po': quando è tempo di pregare, preghi volentieri?... subito?... bene?. ..

Quando passi dinanzi a una chiesa, entri a salutare Gesù?... o neppure pensi a Lui?

Lo vai a ricevere tutti i giorni nella S. Comunio­ne?... con fervore?... o resti freddo, muto e distratto?... Come guardi il Crocifisso?... con amore? ... con compassione?...

Tu sai che è il peccato che ha crocifisso Gesù, e sai pure che è il peccato che rinnova i dolori della Sua Passione...; lo commetti tu?

Credi che siano felici quei ragazzi che vogliono gustare il gusto momentaneo del piacere proi­bito?... No, non sono felici! giù nel fondo del cuore hanno una grande amarezza, un grande sconforto!

Non è felice chi è lontano da Gesù. Solo con Gesù la vita è bella, perché di sacrificio, di purezza, di eroismo.

Ricordati, allora il tuo Amico, l'unico tuo Amico che devi amare è Gesù.

Lui è la Via: con Lui devi percorrere la tua giornata: studiare, giocare, lavorare, ubbidire, mangiare, tutto... tutto per Lui e con Lui.

Lui è la Verità: pregaLo perché ti illumini delle sue luci; studiaLo, leggendo e meditando il Suo Vangelo...

Lui è la Vita: che Egli viva sempre in te con la Sua Grazia.!...

Sì, o Gesù, io voglio amarTi più di tutti gli altri. La mia anima deve vivere per Te! la mia volontà deve volere solo Te! il mio cuore deve amare solo Te, o Gesù!

PROPOSITO: Leggerai una paginetta di Vangelo (il libro che svela chi è Gesù) ogni giorno: e dirai spesso questa giaculatoria: Gesù, Ti amo!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

“II Signore guardatolo, lo amò”! (Marco X, 21)

"Il lavoro è servizio di Dio, dono di Dio, vigore e pienezza della vita uma­na, merito di riposo eterno". (Pio XII)

La più bella parala da dire al Signore è: "Si!„ (Gratry)

"La Vergine Maria vi ottenga forza e coraggio per combattere la buona battaglia". (Padre Pio)

 

LA PUREZZA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Hai mai contemplato il firmamento in una notte serena?

Ti sei mai specchiato nella chiarezza di una limpida conca di acqua alpina?

Hai mai osservato una bella distesa di neve baciata dal sole? o una pianura di verdi pascoli ancora freschi di rugiada?

Caro giovanetto, questo non è nulla di fronte alla freschezza, allo splendore, alla bellezza del cuore di un giovane puro!

Purezza!

Questa parola ti ricorda tutto ciò che è bello, limpido, sereno!

La purezza ti ricorda il giglio bianco e profu­mato; ti ricorda il candore delle nevi sulle vette dei monti; ti ricorda l'azzurro del cielo, la freschezza dei torrenti, il profumo dei fiori, gli occhi inno­centi dei bimbi, il volo degli Angeli, il cuore della Madonna, Gesù...

Vedi quanto è bella la purezza!... Se tu possiedi la purezza, tu possiedi Dio.

Solo i puri sono vicini a Gesù, e solo ad essi Gesù rivela Sè stesso e li sceglie per farli Apostoli, gli strumenti del Suo amore per il mondo...

Se ti dessero un milione da portare a casa tua che sta di là di un bosco, lo faresti vedere a tutti? Lo lasceresti senza custodirlo?

Eh, no! Lo metteresti ben nascosto nelle tasche, e poi... via di corsa per paura dei ladri!

E non pensi che un tesoro ben più grande ti è stato affidato da Gesù? E' il tesoro della tua purezza. Hai visto qualche volta battezzare un bambino? A un certo punto, il Sacerdote prende una piccola veste tutta bianca e la depone sul bimbo battezzato, e dice: «Prendi questa veste candida e immacolata; e portala senza macchia dinanzi al tribu­nale di N.S. Gesù Cristo, perché tu abbia la vita eterna». (Rileggi ancora una volta, adagio, queste ulti­me parole della Liturgia).

Hai capito bene?

Nella tua anima c'è la Grazia.

Attento! ... Anche tu hai da attraversare questa foresta che è la vita, dove sono nascosti tanti assassini e ladri, che cercano di portarti via il tesoro.

Ma sei convinto che non c'è nulla di più prezio­so della Grazia che porti con te?

Guarda il Tabernacolo... saresti capace di but­tarci contro del fango?

Che orrore!...

Anche il tuo corpo è il tabernacolo di Gesù, è il tempio dello Spirito Santo.

Se commetti un peccato brutto, infanghi il tuo corpo, dove porti realmente la SS. Trinità.

- Per conservare la tua purezza, quindi, non devi esporti a tanti pericoli di perderla. Non avvi­cinarti a compagni che parlano male, che mettono le mani addosso, che stanno in ozio e per le strade a giocare, che non hanno alcun riguardo, che stanno fuori di casa tutto il giorno, che ti offrono certi giornaletti all'insaputa dei tuoi genitori.

Non andare mai a passeggio con questi com­pagni, né al cinema, né al bagno...

Attento! La purezza si può perdere in un minu­to... Non dire: oh! appena uno sguardo! No, no! davanti al pericolo di macchiare la tua purezza fuggi subito, subito!

Rifletti: se in questa lotta sei vigilante per evitare le sorprese: se fuggi le occasioni prossime di peccato; se cerchi di conservare il pudore che Dio ti ha dato a salvaguardia della purezza: se vigili sulle letture, sulle parole; se freni subito la fantasia alzando il tuo pensiero a Dio; se sei troppo curioso di cose che non ti riguardano, che non sono della tua età; se domandi spiegazione alla tua mamma o al Sacerdote, o se invece interroghi i compagni, i libri...

Ascolta e pratica questi due consigli:

1) compi con generosità il tuo dovere. Lo sforzo che devi fare per restare fedele, svilupperà in te la forza, l'atti­tudine alla reazione spirituale e morale.

2) In queste tentazioni vince sempre e solo chi fugge decisamente. Però, più che a fuggire, pensa a con­quistare la purezza.

Di S. Luigi tutti dicevano: «E' un angelo di purezza»! Sì, perché la purezza ci fa simili agli Angeli.

Sii sempre un angelo! Per questo devi lottare, ogni giorno, per vincere le tue cattive inclinazioni.

Anche i Santi soffrivano le tentazioni come i giovanetti della loro età.

Ma come vincevano?

Con la Comunione quotidiana. Con l'amore a Maria Immacolata.

L'Ostia bianca è il pane degli Angeli. Se tu mangi di questo Pane, diventi un Angelo... Se riceverai spesso Gesù, dimenticherai la terra, le sue basse attrattive, le sue povere gioie...

Anche la devozione a Maria è certezza di vittoria. Tutti i puri hanno amato la Madonna, l'Imma­colata!

Ami tu la Madonna?

Come comprendi, il demonio non potrà mai infangare il tuo cuore se riceverai ogni giorno Gesù nella S. Comunione e se amerai tanto la Madonna!

PROPOSITO: Oggi, fa questi due grandi propositi: mi accosterò ogni giorno alla S. Comu­nione, e, ogni sera, reciterò tre Ave Maria con la giaculatoria: «O Vergine Maria, fate puro il cuore e l'anima mia»!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

“Operate oggi in modo che non abbia­te ad arrossire domani”! (S. Giovanni Bosco)

"Il Sacro Cuore di Gesù è la sorgente di tutte le benedizioni, di tutte le gra­zie". (S. Giovanni Bosco)

"La Vergine Santissima è più potente di tutti i vostri nemici e di tutto l'inferno". (Padre Pio)

"L'equilibrio non è altro che I'abitudì­ne di riflettere prima di parlare". (Carla Negri)

"La più grande ricchezza di questo mondo è il santo timor di Dio". (S. Giovanni Bosco)

 

IL DOVERE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- «Non mi sento!».

Anche tu l'hai detto qualche volta, quando non hai voluto compiere qualche tuo dovere. Ma ... è una ragione buona, poi? Non sai che la legge del dovere viene da Dio? Non mi sento! Se lo dicesse il soldato davanti al nemico prima della battaglia, cosa diresti? A me parrebbe un traditore. Così anche tu, quando vieni meno ai tuoi doveri voluti dal Signore, e segui invece le tue voglie, le tue inclinazioni, tradendo la tua anima...

Ma, i compagni!...

Lascia stare i compagni, e non dare tutta la colpa a loro. Sai che risposta dava Aldo Marcozzi ai com­pagni che cercavano di distoglierlo dal suo dovere? «Io compio i miei doveri... senza badare se ciò piace o non piace a chi mi guarda: piace a Gesù e basta!». Sii anche tu così! Compi anche tu, cioè, tutti i tuoi doveri, sempre, senza preoccuparti di nessuno, davanti a tutti, senza rispetti umani!

Tu devi frequentare i Sacramenti: ebbene, frequentali, anche se qualcuno vuol tirarti indietro. Tu devi mantenerti puro: ebbene, sii pronto, per esempio, a far tacere uno che parla male, ad allontanarti subito da un pericolo, a non andare con compagni poco buoni...

Tu devi pregare: ebbene, niente rispetto umano e levati il cappello quando passi davanti a una chiesa, a una cappelletta; niente rispetto umano a rispondere all'Angelus Domini, a mezzogiorno, o a intonarlo tu, se nessuno lo dice in casa tua; a scoprirti il capo se senti suonare la «benedizione»; a recitare il tuo Rosario in famiglia; a farti il segno di croce con una piccola preghiera, prima e dopo i pasti, ecc.

Tu devi studiare: ebbene, studia anche quando non ne hai voglia, o non ti piace quella materia; anche quando i tuoi compagni vengono per portarti al gioco...

E così di tutti gli altri tuoi doveri. Fai sempre così, tu?... Li compi bene e tutti i tuoi doveri?... Ne tralasci qualcuno per motivi umani?...

Sii leale! Piace a Gesù, e basta!

- Oggi, molti ragazzi, dei loro doveri sembra che conoscano solo quelli di mangiare, di giocare, di dormire, e forse di andare alla scuola.

Ma, e tutti gli altri, anche più importanti? Sem­bra che non ci siano per loro, perché non pensano al fine per il quale Dio li ha creati. Per loro, il dovere migliore sarebbe quello di giocare e giocare sem­pre. E i doveri verso Dio?

Tu devi fare qualche cosa di più che gli altri. Coltiva fin da adesso lo spirito di raccoglimento e di preghiera.

Sia un dovere per te lo stare unito a Gesù con le giaculatorie durante il giorno. Per esempio, prima di andare a giocare, perché non fare una visita a Gesù? Durante il gioco stesso, perché non ti ricordi mai di Gesù, della Madonna, del tuo Angelo Custo­de? E poi, altri doveri: per esempio, ancora nel gioco: non bisticciare, non dir bugie, non insultare, non metter le mani addosso, ecc. Si fa presto a dirlo, vero? Sì, ma fai anche più presto a dimenticarlo, forse!

Non puoi essere buono... ad intervalli; un poco sì e un poco no. Ma devi fare il tuo dovere sempre, anche quando ti costa, anche con eroismo.

La tua giornata deve essere come una catena di azioni d'oro che ti meritano il Paradiso. Il tuo dovere, infatti, è un atto di piccole azioni che ti richiedono continui piccoli sacrifici. E' un allena­mento quotidiano che ti farà capace di affrontare, con cuore saldo e volontà tenace, le lotte della vita.

L'esempio dei Santi ti sia presente quando il demonio vuol fare di te una vittima dell'ozio. Pensa a loro per imitarli, soprattutto, quando il tuo dovere di pietà, di scuola o di lavoro maggiormente ti pesa. E se è necessario fare anche qualche "taglio" ad abitudini comode o cattive che devi lasciare, se devi affrontare qualche rinuncia a piaceri che non son degni di te, pensa che sei uno che vuol essere l'amico più intimo e fedele di Gesù.

Prova a dirglieLo:

«Sì, o mio Gesù, voglio incominciare a mettermi generosamente al tuo servizio. Voglio diventare anch'io un ragazzo di carattere, deciso a non più ritirarmi. Dammi la grazia di far sempre bene quello che sto facendo; azioni che meritino il tuo amore, la tua ricompensa. Il lavoro, lo studio, la ricreazione, il cibo, la preghiera, il riposo, tutto quello che io faccio abbia il sigillo della carità, del sacri­ficio, del fervore, dell'obbedienza... perché sia nobilitato, ingrandito, elevato, arricchito di meriti. Fa che compia il mio dovere con perfezione, senza mediocrità, non come una macchina, ma pieno di spirito e vita. Che non mi stanchi, o Gesù, nel ripetere sempre le medesime azioni, né le faccia mai per abitudine, ma con amore sempre nuovo, per Te!

Il mio dovere è il Tuo volere, o Gesù!

Dammi costanza nel farlo, con la perfezione voluta da Te. Per sempre, o Gesù, per sempre!».

PROPOSITO: Il tuo proposito per oggi sarà di mettere tutto l'impegno nel capire proprio bene il tuo dovere; per esempio: lo studio... la preghiera...

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Dio che fa le croci fa anche le spalle, e nessuno l'uguaglia nel­l'arte delle proporzioni". (P. Prin)

"Vivere è scegliere, e scegliere è rinunciare". (Fer. Lelotte)

"La pietà non consiste nel pregare molto, ma nel compiere i propri doveri a tempo e luogo, per amore di Dio". (S. Giovanni Bosco)

"Non si ha mai troppa confidenza in Dio ch'è sì buono!". (S. Teresa del B. G.)

 

PREGHIERA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Il tuo primo dovere è certo: pregare. Può essere buono chi non prega? Sarebbe come dire che gli uccelli volano senza ali; è possibile?

Pregare vuol dire parlare e ascoltare il Signore, dirGli che Lo ami, che Lo adori, che Lo ringrazi, che Lui è il tuo Dio, il tuo aiuto, la tua forza, la tua ricompensa, che tu vuoi vivere per Lui... E' diffi­cile? No!

Come chiedi un favore alla mamma o a un compagno, così puoi chiedere tutto a Gesù. Non hai che a rivolgerti a Lui, dappertutto dove ti trovi, perché Dio ti è sempre presente e sempre pronto ad aiutarti. «Domandate e riceverete, battete e vi sarà aperto, cercate e troverete», ha detto Gesù. E allora, prega. Il Signore può darti qualunque gra­zia; basta che Gliela domandi: «Tutte le grazie che chiederete nella preghiera, le otterrete»! Essa è veramente onnipotente sul cuore di Dio. Basta che la tua preghiera sia fatta con piena fiducia nel Signore, come a tuo Padre che ti ama immensamen­te e che può tutto; con umiltà, perché Dio resiste alla superbia; e con perseveranza, perché il Signo­re talvolta può farti aspettare un poco prima di darti la grazia che domandi.

E' così la tua preghiera? sei devoto, attento, o preghi solo con le labbra, recitando meccanicamente delle formule che sai a memoria o che leggi sui libri?

Oh se avessi anche tu le disposizioni che ave­vano la Madonna e i Santi quando innalzavano la loro mente a Dio nell'orazione! Quante grazie di più riceveresti! Invece, tante volte preghi con di­strazioni e, con freddezza, con svogliatezza! E questo vuol dire che non senti che la preghiera è un dovere e un bisogno dell'anima. «Vegliate e pregate per non cadere in tentazione»! E bisogna pregare sempre e non stancarsi mai», ha detto Gesù.

Questo, però, non vuol dire che si debba star sempre con la corona in mano; ma vuol dire che, durante il giorno, devi praticare i tuoi esercizi di pietà (preghiera del mattino e della sera, meditazio­ne, S. Messa, ecc.) e compiere le tue azioni in unione con Gesù. Allora, la tua vita diventa una vita di preghiera.

- E' così veramente la tua giornata? Ti ricordi sempre, al mattino, di recitare, e bene, le tue pre­ghiere?... Offri al Signore la tua giornata e Gli chiedi di passarla santamente?... Le preghiere del­la sera aspetti a recitarle quando sei mezzo addor­mentato?... In chiesa, mentre parli con Gesù, sei composto nel corpo?... la tua mente è attenta?... il tuo cuore è umile?... Reciti in fretta le tue preghiere, con poca attenzione e devozione?... Durante il giorno ti ricordi di Gesù?... Dappertutto si può pregare: in chiesa, in casa, per la strada... Basta ripetere spesso delle giaculatorie, che sono degli atti d'amore verso Dio. «Gesù, Ti amo! - Gesù mio, misericordia! - Dolce Cuore del mio Gesù... - Ave, Maria!...» e mille altre aspirazioni che puoi im­provvisare anche tu. Esse piacciono tanto al Signore, perché Gli dicono che Lo ami.

Ne usi, tu, di questi mezzi per tenerti vicino a Dio?

Anche tutte le tue occupazioni (scuola, lavoro, gioco, ecc.) devi cambiarle in preghiera. Occorre, però, che tu le faccia con retta intenzione, il meglio possibile, e in unione a Gesù, elevando di frequente la tua mente al Signore.

E' così che fai?

Sii convinto che la preghiera è la tua arma, è il tuo cibo quotidiano. E' un' arma silenziosa, che non fa rumore; colpisce a grandissima distanza, più in là dei cannoni di marina; va più lontano dei più potenti trimotori, più lontano dei missili intercontinentali, e colpisce sempre e colpisce giusto. E' l'arma dei forti, dei vincitori.

Le tentazioni, specialmente quelle contro la bella virtù, non si vincono senza la preghiera. «Questo genere di demoni non si scaccia che con la preghiera e col digiuno». (Vangelo).

Chiedi ogni giorno a Gesù la grazia d'essere puro. Quando soprattutto la tentazione ti assale - un pensiero insistente, una brutta immagine, un di­scorso cattivo, un compagno vicino - allora, apri il tuo cuore a Gesù, e diGli: vedi, o Gesù, come sono tentato? aiutami! Io voglio restare con Te!

Prega, dunque, prega molto, perché la preghiera è il mezzo più potente che tutti i Santi hanno usato per vincere e trionfare di ogni difficoltà e tentazione. Con la preghiera vin­cerai anche tu, e nelle difficoltà della giornata sentirai la protezione di Gesù e di Maria che tu hai invocato, pregando!

PROPOSITO: Oggi starai più unito a Gesù servendoti delle giaculatorie, e starai attento a fare bene, adagio, il segno della Santa Croce.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Un'amicizia non dura se non si è disposti a sapersi perdonare i piccoli difetti". (La Bruyère)

"E' così dolce chiamare Dio nostro padre!". (S. Teresa del B. G.)

"Mio Dio, che io ami la vita! E perciò, o mio Dio, che io Ti ami!". (F. Lelotte)

"La vostra tristezza si cambierà in gioia". (Vangelo)

"Propositi di S. Domenico Savio nel giorno della sua Prima Comunione:

1 - Mi confesserò molto sovente e farò la Comunione.

2 - Voglio santificare le feste.

3 - I miei amici saranno Gesù e Maria.

4 - La morte, ma non i peccati!".

 

LA SANTA COMUNIONE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- L'Eucarestia è il sole che illumina la gior­nata dei Santi. Perché?

Perché l'Eucarestia è il Paradiso nascosto sul­la terra. L'Eucarestia non è un semplice ricordo di Gesù, ma è Gesù stesso, vivo, vero e reale.

Quanto poca è la nostra fede! Cosa possiamo invidiare alla Madonna, a S. Giuseppe, agli Apo­stoli, agli abitanti della Palestina? Nulla! Gesù non è forse anche con noi? Sì, nella S. Eucarestia c'è Lui, lo stesso Gesù di duemila anni fa.

«Io credo, o Gesù, alla grandezza del tuo dono, al dono infinito del tuo amore! Tu mi vedi, Tu mi senti, Tu mi parli! Sei lo stesso Gesù che amava tutti, specialmente i fanciulli, che conversava coi peccatori, che operava tanti prodigi! E tu hai voluto rimanere qui in terra, rinchiuso in quel piccolo tabernacolo, nascosto sotto le specie del pane, come un Padre che vuole restare coi figli, come luce per illuminarmi e guidarmi nella virtù, come forza per proteggere la mia purezza contro gli assalti del mondo, del demonio e della carne, come cibo di vita, soprattutto, per sostenermi e prepararmi alla felice eternità!».

Ecco il principale "perché" della presenza di Gesù nella S. Eucarestia: per essere cibo delle anime nostre, perché noi ci uniamo a Lui intima­mente, perché viviamo assieme, uniti come due fiamme che si congiungono.

Fare la Comunione! che gioia! ricevere Gesù nel tuo cuore, stringerLo, abbracciarLo, sentirLo dentro di te, poterGli parlare, sentirLo vicino, vicino!...

- La Comunione non è solo unirsi a Gesù col pensiero, come quando Lo ricordi leggendo il Vangelo, o pensi al Suo amore vedendo il Croci­fisso... no! la Comunione è una unione anche più intima della inabitazione della grazia di Dio in te: qui, tu sei come il tralcio unito alla vite, sei come l'amico che riposi contento sul Suo Cuore; mentre invece la Comunione è la unione massima di Gesù con l'anima tua.

Lo senti tu il bisogno di ricevere spesso Gesù nel cuore? Come è bello lo spettacolo di un ragazzo che torna dall'altare dopo aver ricevuto Gesù!

Nel suo raccoglimento non sa nascondere la gioia che prova nel cuore. Quale grazia! - Gesù, io Ti voglio bene!...

Sì, ti conosco sincero, ma so anche che sei debole: per questo ho paura! Oggi sei l'amico di Gesù, e domani... oh! puoi essere anche tu un traditore di Gesù? No! se tu vai a ricevere con frequenza le Carni immacolate di Cristo, tu non tradirai mai il tuo Dio! mai!

Come vedi, mi tengo sicuro della tua buona volontà, della tua generosità, del tuo amore per Gesù. Vedo il tuo cuore puro. Vuoi esserlo sempre? Ebbene, il mezzo più sicuro, con la devozione alla Madonna, è questo: Comunione quotidiana.

Aldo Marcozzi, il giorno che si mise a letto per non più rialzarsi fu interrogato da un compagno: - Come stai?

- Male - rispose - oggi è un brutto giorno per me; non ho potuto fare la Santa Comunione! Che ti pare? E' così anche per te?

Gesù è vicino a te, nella chiesa parrocchiale, nella cappella dell'Oratorio. Ci pensi tu, qualche volta, mentre studi, o lavori, o giochi?... Essere vicino a Gesù!... Lui è lì che ti aspetta, ogni giorno!...

La Comunione quotidiana! Una sola Comu­nione basterebbe a farti un Santo! Oh, se lo com­prendessi!

Poter dire: - Domani... domani riceverò Gesù!...

E' il pane degli Angeli che diventa il tuo cibo! Il Pane degli Angeli! Non vuoi essere anche tu un angelo di purezza? Ebbene, ecco il Pane celeste che ti dà la forza nella lotta contro le tentazioni, che ti fa angelo.

Su, hai deciso? Ogni giorno l'altare è preparato, ornato di bianche tovaglie, di luci e di fiori. Gli Angeli lo circondano, adorando.

- O Signore, io non sono degno!... E Gesù viene nel tuo Cuore! il tuo Dio, il tuo Redentore! Così, con Lui nel cuore, ti sentirai più forte contro le tentazioni e ogni sacrificio ti parrà più leggero. «Posso ogni cosa in Colui (Gesù) che mi conforta»! Sì, oggi che il tuo cuore ha palpitato vicino al Cuore di Gesù, come puoi essere dissipa­to, svogliato, disubbidiente e cattivo? Ogni Comu­nione ben fatta ti farà dare un passo in avanti verso la santità. Che cosa importa se oggi deve sforzarti, devi lottare, se avrai da soffrire? Hai ricevuto Gesù, e domani lo riceverai ancora.

«Chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue, non vivrà: chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, avrà la vita eterna» (Vangelo).

Nella Chiesa primitiva, i cristiani si comunica­vano tutti i giorni, o almeno tutte le volte che assistevano al santo Sacrificio. Questa fame di Gesù li faceva pronti ad ogni eroismo, anche al martirio. Così anche tu, se riceverai ogni giorno Gesù. Con Lui sarai puro, forte, fedele. Come vuoi che entri il demonio in un cuore che riceve Gesù ogni giorno? Quanti giovanetti come te sanno già essere umili, pazienti, generosi, esemplari! E il loro segreto è tutto qui: la Comunione quotidiana fatta bene! Anche tu inizierai ad accostarti ogni giorno a ricevere Gesù, vero?

Fai bene però, il tuo preparamento e il tuo ringraziamento, sempre. Parla con confidenza a Gesù che sta nel tuo cuore. Ascolta con gioia e con riconoscenza tutto quello che Egli ti dice. Troverai in Lui grazia, forza, consolazione. Soddisferà tutti i tuoi desideri, ti riempirà delle sue dolcezze, ti guarirà dai tuoi difetti, distruggendoli, e ti farà tutto suo, immedesimandoti in Lui.

«Chi rimane in Me ed Io in lui, questi porta molto frutto!» (Vangelo).

Vai, dunque, accostati ogni giorno a ricevere Gesù e ti farai santo!

PROPOSITO: Oggi, devi fare questo grande proposito: Voglio fare la Comunione quotidiana. Se è necessario, ti confessi! E domani incominci.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Chi si attacca alla terra, ad essa resta attaccato. E' meglio staccarsi poco per volta anzichè tutto una volta. Pensiamo sempre al cielo!". (Padre Pio)

"L'importanza della vita non è la sua durata, ma il suo uso". (Berthier)

"Se qualcuno vuol venire a me, ri­nunci a se stesso, porti la sua cro­ce e mi segua (Vangelo)

"La mia figlia è agli estremi; vieni a imporle le mani affinché viva!". (Marco V, 23)

"Ovunque il guardo io giro, immenso Dio ti vedo, nell'opre tue t'ammiro, ti riconosco in me!". (Metastasio)

 

LA CONFESSIONE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- E' il sacramento della misericordia di Gesù. Come è stato buono, Gesù, a istituire la confessio­ne! E' il sangue di Gesù, morto anche per te, che scende a lavare la tua anima. Non senti nel tuo cuore un sentimento di gratitudine e di amore verso il Signore? Pensa a quante volte ti sei confessato! a quante volte Gesù ti ha perdonato! Come devi amare la confessione che ti libera dal peccato e ti fa l'anima ancora bella, bianca come la neve! Ti risana dalle piaghe, ti fortifica nelle tue debolezze e distrugge i tuoi difetti, facendoti tutto di Gesù! Come frequenti la S. Confessione? Ci vai ogni settimana?

E' una grande grazia, questa: poter ricevere così di frequente un sì grande Sacramento!

Tu sai che per confessarsi bene occorre: esame di coscienza, fatto con cura; dolore dei peccati... proponimento di non commetterne più... con­fessione intera, di tutti i peccati mortali (e per te che vuoi diventare perfetto, è bene dire al Confes­sore anche i peccati veniali e le imperfezioni, come fa l'ammalato che vuol guarire, col medico); e infine, la soddisfazione o penitenza...

E' così che tu ricevi questo Sacramento? Altri­menti, lo sai - vero? - che non si riceve il perdono di Dio? Ascolta questo sogno di D. Bosco. Gli parve di essere in una chiesa, piena zeppa di ragazzi che aspettavano di confessarsi da lui. Ma... molti di quei giovanetti avevano una corda al collo che quasi li soffocava. «Perché quella corda? - domanda D. Bosco a un giovane - va a levarla». «Non posso levarla, c'è uno che la tiene, venga lei». E D. Bosco va, e vede dietro ai ragazzi una bestiaccia orribile come un gattone grosso grosso, con le corna lunghe lunghe. «Cosa fai?» chiede il Santo con autorità. La bestiaccia risponde ringhiando: «Guarda! Ho tre corde: la prima, mi serve per far tacere i loro peccati in confessionale, la seconda, per spingerli a confes­sarsi senza dolore; la terza, per impedire un proponimento fermo e di seguire gli avvisi del Confessore». Il Santo allora prese l'acqua santa e... quella bestiaccia fuggì!

Attento anche tu ai lacci del diavolo. Spesso anche i giovanetti buoni si confessano male, o non abbastanza bene.

E tu? Rifletti attentamente a questi nove punti:

Confessati ogni settimana e sii fedele al giorno (non prendere il sabato o la domenica come giorno di confessione, perché sono i giorni in cui l'afflusso al confessionale non ti permette di fare le cose per bene). Non è troppo una volta alla settimana. I vestiti si sporcano, ogni giorno, di polvere o di fango: anche l'anima si macchia di difetti e di colpe.

Scegli un Confessore e non cambiarlo mai senza vera necessità. Prendi uno che può occuparsi di te. Il confessore stabile può seguirti meglio, perché vede i tuoi progressi o regressi, e così può darti gli opportuni consigli.

Ascolta bene e poi metti in pratica i consigli che ti dà il Confessore, magari notandoli sopra un libriccino.

Vedi, nel Confessore, Gesù, e obbedisci a lui come se obbedissi a Gesù!

Quando hai qualche cosa di importante, domanda sempre consiglio al tuo Confessore, spe­cialmente se hai da decidere per la tua vocazione.

Abbi piena confidenza nel tuo Confesso­re: egli è medico per guarire le piaghe dell'anima; è giudice non per condannare, ma per assolvere e liberare dalla pena eterna; è padre amoroso che vuole il tuo bene; è ministro di Dio che, col sangue di Gesù, lava le macchie del peccato; è amico delle anime; è Gesù stesso che ti perdona e ti ama!

Non tacere mai per una falsa vergogna. Tu sai che il Confessore non può rivelare nulla, anche a costo della vita, di quanto ha udito in confessione. Anzi, non può nemmeno pensarvi sopra!

Se per disgrazia dovessi perdere la Gra­zia, cadere in peccato, fai questo proposito da eseguire con fedeltà eroica: non andrò mai a letto la sera, con un peccato mortale sull'anima. Mi con­fesserò piuttosto anche ogni giorno!

Confessati sempre come se fosse l'ultima volta. Difatti, chi ti assicura di vivere anche domani?

- Che stima hai, tu, del Confessore? Sai chi è? Quale grande potere egli ha!

Ascolta. Un giovane pastore un giorno passò sotto una roccia. In quel momento, una scossa di terremoto gli fa cadere il masso addosso. Il poverino invoca disperatamente aiuto. Viene un contadino, poi altri e altri, ma inutile. Nemmeno in cento avrebbero potuto smuovere quel masso. Il poverino, allora, invoca il suo Angelo Custode. Questi viene e con un semplice tocco smuove la pietra e lo salva. Passarono dei mesi e il pastorello cadde in peccato. Sul cuore sentiva un peso più grande della pietra che l'aveva coperto: il rimorso! Pianse di dolore, chiamò l'Angelo a salvarlo, e l'Angelo pianse con lui. «Liberami, Angelo bello!...». Ma l'Angelo, triste, scosse il capo: «Non posso, è troppo pesante!». E lo portò attraverso un bosco, in una chiesetta. Nell'angolo c'era un Sacerdote che pregava. «Va - disse l'Angelo - va da lui, egli è più potente di me»!

Caro giovane, quando ti confessi pensa che il Sacerdote è più potente degli Angeli. E' il ministro di Dio, della sua misericordia. Abbi per lui rispetto, venerazione, amore. Prega, prima di avvicinarlo, perché Gesù ti illumini sul tuo interno; e poi aprigli tutto il tuo cuore: digli i tuoi difetti, le cause del tuo peccato...

Non temere! Sai perché si prova vergogna ad andare a confessarsi? Oh bella! e chi è che va ridendo a... cavarsi un dente? Chi è che va a scuola tranquillo senza... aver fatto i compiti? chi è che scherza quando ha rotto un vetro e la mamma ha visto? E così che meraviglia se, dopo aver peccato, si sente vergogna a confessarsi?

Ma tu però vuoi essere ragionevole: tu sai chi è il Sacerdote che confessa; è Gesù stesso, che ti aspetta per liberarti dal dolore, dal rimorso, per ridarti la pace, la gioia. Se sei ferito ti medicherà, ti amerà anche di più. Se sei debole, ti darà da fortificarti; ti conforterà, se sei triste, scoraggiato. Se sei generoso, invece, nel cammino della virtù, ti sosterrà, ti seguirà.

Alza il tuo sguardo e contempla Gesù Crocifis­so! Egli è morto per te, per i tuoi peccati. GuardaLo con amore. DiGli il dolore che provi per averLo offeso! Ti alzerai purificato, più forte e generoso. Dirai anche tu come Domenico Savio: «La morte, ma non peccati!». E raccoglierai con gioia e rico­noscenza la penitenza del Sacerdote.

Ti confessi così, tu? oppure per abitudine, con indifferenza quasi? Ah!... sarebbe un disprezzare l'amore di Gesù, la sua misericordia! Sarebbe non far calcolo di un grande mezzo di santificazione! Se qualche volta, dunque, o l'abitudine, o l'oc­casione o il diavolo riescono a farti fare qualche ruzzolone, giù giù nel male, oh! allora, corri in chiesa, piangi davanti a Gesù, confessati... Sarà un altro balzo in piedi per riprendere il volo verso l'alto. Sì, bisogna rialzarsi sempre con co­raggio, e ricominciare la scalata, senza avvi­lirsi, senza fermarsi nel male, ma rifacendo subito il cammino che disgraziatamente si è perduto retrocedendo. Oh! che neppure un giorno, anzi neppure un'ora, non un minuto, un istante, tu viva col peccato!...

PROPOSITO: Qual'è il proposito che farai oggi? Scegli uno dei punti che hai letto, quello che ti interessa di più, e sii fedele.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"II mio cuore è traboccante di gioia e si sente sempre più forte ad incontrare qualunque afflizione, quando si tratta di piacere a Gesù!". (Padre Pio)

"E dove andremo noi, o Signore? Tu solo hai parole di vita eterna!". (S. Pietro)

"L'uomo non vale se non è capace di compiere un sacrificio". (W. James)

"Non siate criticoni! Non occorre spegnere la luce degli altri per far brillare la propria". (L. V.)

"Vi sono benedizioni di Dio che entrano in casa rompendo i vetri". (L. Veuillot)

"La vita ci è data per cercare Dio; la morte per trovarlo; l'eternità per possederlo". (P. Nonet)

 

IL DIRETTORE SPIRITUALE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Sai che cosa fa il marinaio quando in alto mare c'è la tempesta? Guarda e consulta un piccolo strumento: la bussola. E così sa dove dirigersi per raggiungere ancora il porto. Dunque, la sua salvezza è in quella piccola guida.

Hai capito?

Anche alla tua età vi sono le bufere. Non è vero che spesso ti senti stanco di lottare contro le onde delle passioni, dell'ambiente, dei compagni, e ti lasci andare, forse, talora contro qualche scoglio? A rischio di far naufragio per sempre, cioè, di perdere l'anima.

Ebbene, anche per te ci vuole una bussola che ti orienti, che ti guidi diritto in mezzo alle tempeste. E sai chi è? Il Direttore Spirituale.

Tu sai che, nella Chiesa, chi dirige è Gesù. Così è nelle anime. Solo Gesù le conosce, solo Gesù sa che cosa occorra alle anime e fin dove devono arrivare nella santità. Ma, come la vita della Grazia Egli ce la dà mediante segni sensibili che sono i Santi Sacramenti, così le indicazioni opportune, i consigli e i comandi necessari per dirigere le nostre anime, Gesù ce li dà attraverso le persone che Lo rappresentano. Il Direttore Spirituale, adunque, è il rappresentante di Gesù, nel quale, con la fede, tu devi vedere Gesù stesso.

Non c'è un Santo che non abbia avuto un Direttore Spirituale. Gli Apostoli avevano per Di­rettore Spirituale Gesù stesso. Che fortuna! E Gesù insegnava loro la via della virtù, della santità, li incoraggiava, li spronava, li guidava, appianava le loro difficoltà, scioglieva i dubbi.

Anche tu devi avere il tuo Direttore Spirituale. Ce l'hai?

Se vuoi diventare santo, devi scegliere una guida al tuo spirito. «Guai a chi cammina da solo! perché caduto che sia non ha chi lo rialzi», dice lo Spirito Santo; e altrove dice ancora: «Chi si con­rida nei suoi consigli, è stolto»!

L'uomo tende a fare da sé, a proprio modo, a tutti i costi. Sbaglia! Questo è un egoismo, è una libertà sfrenata. Così, i propri puntigli sono spesso causa di grandi errori! Ciascuno ha bisogno di una persona che lo guidi, lo indirizzi, lo consigli; e non credere che noi capiamo tutto, conosciamo tutto, vinciamo ogni difficoltà, senza l'aiuto di alcuno. Sii leale! Lasciati guidare da chi comanda su di te, da chi ne sa più di te, da chi è più illuminato di te. Questa non è viltà, né debolezza, ma virtù. «Chi ubbidisce ai superiori, ubbidisce a Dio»!

- Credi che sia difficile avere il Padre Spi­rituale? Il Signore te lo ha già designato; forse ti è vicino; forse è il tuo Assistente di oratorio, forse un altro Sacerdote... Tu devi pregare, prima, fare qualche Comunione, dei sacrifici, e poi... vai da Lui, pigli il coraggio a due mani, e gli dici: «Vuole essere il mio Padre Spirituale?». Se lui accetta, il più è fatto; dopo, non c'è che incominciare una nuova vita, migliore, secondo i suoi indirizzi e consigli. Per questo tu devi avere adesso con Lui la massima confidenza.

Manifestagli tutto l'interno della tua anima, tutto quello che senti, che provi di difficoltà, di tentazioni, di ripugnanze: digli le tue pene, i tuoi desideri, le tue cadute, le tue vittorie. Vallo a trovare di frequente, anche tutte le settimane. Par­lagli col cuore in mano, con serenità. Digli della tua volontà (se è sempre buona, se non è forte, decisa, o talora anche cattiva). Digli della tua pietà, (se trascuri le preghiere o no, come vai con la Confes­sione, Comunione, Meditazione, esame di coscien­za, ecc.). Digli come ti comporti a scuola, a casa; digli dei tuoi doveri, della tua vocazione, delle ispirazioni che hai dal Signore: se hai adempiti i propositi fatti. Non è necessario dir sempre tutto questo: basta il più importante, quello specialmente di cui senti di più il bisogno.

Allora sai cosa farà il Padre Spirituale?

Farà così: tu avrai visto tante volte la campagna a primavera, splendente al bacio del sole. Come è bella la natura che rinasce! Eppure i lavoratori, a colpi di scure abbattono i rami che impediscono il pieno sviluppo della pianta.

Così farà di te il Padre spirituale. Egli deve potarti: un bel taglio a tutti i difetti che ti impedi­scono di crescere nella santità; un bel taglio alle cattive abitudini, alle amicizie pericolose, a tutti quei rami difettosi che ingombrano, che impedi­scono la tua completa fioritura nella vita spirituale. Coraggio, dunque! Se vuoi essere un apostolo, un salvatore di anime, tu hai bisogno di questa guida illuminata e santa per arrivare alla tua altissima meta. Le difficoltà sono solo al principio. Che gioia quando avrai anche tu il tuo Padre Spirituale! Sarà Gesù, allora, che opera in te per scacciare l'orgo­glio e mettere al suo posto l'Amore divino. Abbi fiducia completa in Lui. Credi, egli dimostrerà la più viva e sollecita cura per il tuo bene, per il bene dell'anima tua. Quando vengono i momenti diffici­li specialmente, i momenti della tentazione forte, e forse, sei lì lì per cadere... oh! corri allora dal tuo Padre Spirituale, Medico, Padre e Maestro della tua anima!... Quell'incontro ti darà coraggio e vigore. Con la sua Guida arriverai sempre alla meta, sarai un vittorioso, sarai un apostolo!

PROPOSITO: Oggi, pregherai lo Spirito Santo e la Madonna a illuminarti nella scelta del tuo Padre Spirituale!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Non vi sono uomini senza afflizio­ne; se ve n'è uno, non è un uomo!". (Shakespeare)

"Nessuno può avere amore più grande che dare la vita per i suoi amìci"! (Vangelo)

“Vi dò un comandamento nuovo: amatevi reciprocamente come Io vi ho amati”! (Vangelo)

"Se il grano di frumento gettato in terra vi muore, produrrà frutti ab­bondanti"!. (Vangelo)

"Noi siamo gli uomini dell'aldilà!". (G. Courtois)

 

ESAME DI COSCIENZA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Ora sei convinto che devi vivere in Grazia, senza peccato?

Ma dimmi: se io ti facessi padrone di un grande stabilimento, sarebbe per te una cosa facile mandarlo avanti senza fare fallimenti?

Eh no! anzi, è una cosa difficile. E guai se tu non facessi tutti i giorni i conti di cassa: allora sarebbe proprio sicuro il fallimento!

E così, vedi? è pure impossibile vivere in Gra­zia se non fai tutti i giorni il tuo esame di coscienza. E perché?

Perché l'esame di coscienza è il conto di cassa della tua anima; è un presentare a Gesù, alla sera, il bene e il male della giornata, per ricevere la Sua compiacenza, se hai fatto bene; o avere il Suo perdono, se hai fatto male.

Lo fai davvero, ogni sera, il tuo esame di coscienza?

Da oggi in avanti non dimenticarlo mai! Esso è come una guerra per conquistare te stesso.

Con l'esame di coscienza tu vedi dove cadi di più, vedi i tuoi progressi nella virtù, o i regressi; puoi vedere quello che realmente sei, e così ti diventa facile l'opera della tua santificazione.

Oltre all'esame di "coscienza generale" fa an­che quello "particolare".

Dentro di te c'è un difetto che scoppia fuori da tutte le parti: una passione che vuole avere il pre­dominio su tutte le altre. Non ci vuol molto a capire qual'è. O è l'invidia, o l'accidia, o la superbia, o la collera, o la sensualità...: l'inclinazione cattiva che ti fa mancare di più nella tua giornata, quella è la passione predominante.

Se tu combatti questo tuo difetto principale, tu vinci più facilmente gli altri, perché sono meno forti. Come fai, difatti, a far morire una pianta? Le tagli le radici? Vuoi buttar giù una casa? basta rovinare i fondamenti... Così, anche i tuoi difetti hanno la radice, il fondamento in quel difetto principale. Dichiara guerra a quello e vincerai contro tutti.

Deciditi dunque a combatterlo seriamente. Fis­sati, col tuo Direttore Spirituale, il difetto predomi­nante, e poi concentra contro quello tutti i tuoi sforzi durante la giornata. La sera, nell'esame, rinnova il tuo proposito a questo riguardo. Vedrai quanto progresso farai in poco tempo!

Per soggetto dell'esame particolare, puoi pren­dere anche una virtù da conquistare, invece del difetto da togliere, secondo ti consiglia il tuo Di­rettore Spirituale.

- Come ogni giorno spendi un po' di tempo nella pulizia del corpo e dei vestiti, così non di­menticare mai di dedicare un poco di tempo anche alla pulizia della tua anima, usando, per pulirla, ogni giorno, il tuo Esame generale e particolare. Finiscilo baciando il Crocifisso e l'im­magine della Madonna e domanda perdono a Gesù delle tue mancanze e ringraziaLo delle piccole vittorie riportate.

Poi, andrai a riposo, sempre in Grazia di Dio. E se per disgrazia fossi in peccato, senza possibilità alcuna di confessarti? Non di­menticare allora l'atto di dolore perfetto, il quale consiste non nell'aver paura di andare all'inferno, ma nel dispiacere di aver offeso Gesù tanto buono, che ti ama ed è morto per te!

PROPOSITO: Fai sempre e bene il tuo esame di coscienza prima di coricarti.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Chi non ha sofferto, non sa niente; non conosce né il bene né il male; non conosce gli uomini; non conosce se stesso"! (Fénelon)

"Accanto al coraggio di agire vi è il coraggio che accetta". (X, Laudrit)

"Chi sa soffrire può osare tutto"! (Vanvenargues)

 

SII SINCERO

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- «Guardami negli occhi»! diceva un giorno Aldo Marcozzi alla mamma che sem­brava dubitasse della sua sincerità.

«Guardami negli occhi»...! che bella frase! Sì, un animo sincero, candido, aperto, ha l'occhio sem­pre limpido, nel quale si può sempre leggere tutto.

E tu hai paura che ti guardino negli occhi?... specialmente la mamma e il Sacerdote? Allora vuol dire che tu hai paura che ti leggano fino in fondo all'anima; allora vuol dire che tu nascondi qualche cosa, che non sei sincero...

Come? Un giovane che non è sincero?... Lui che vuole essere come lo vuole Gesù, un figlio della luce, anzi, luce egli stesso, lui diventato tenebroso torbido?

Ahimè! Come è brutta l'acqua che si trova nelle pozzanghere! Come è torbida! Come piace invece l'acqua delle fonti e dei torrenti, che riflettono la luce e lasciano vedere fino in fondo! Così devi essere anche tu; fronte serena, sorriso schietto, occhi limpidi, trasparenti; tutta la tua anima sul volto. E' la trasparenza propria delle anime pure, sincere, leali. Anche se ti scappa qualche marachella, devi essere pronto a confessarla, a detestarla, anche apertamente: - Sì, sono stato io! ho sbagliato! ma non nascondere mai nulla.

Quando un ragazzo incomincia a nascondere, allora il diavolo ci gioca dentro, e... patatrac! è l'anima che si sporca, che si riempie di melma, è il giglio che si insudicia! Si diventa, allora - come dice Gesù - dei sepolcri imbiancati, belli di fuori, un marciume di dentro!

Il Maestro divino, così buono con tutti sferzava a sangue l'ipocrita finzione dei Farisei: «Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati che di fuori sembrano belli, ma dentro sono pieni di lordure»!

Anche gli uomini amano le persone sincere e odiano l'ipocrisia.

Ama dunque la sincerità, perché è una virtù. Chi è sincero non dice bugie e aborrisce ogni finzione.

Tu sai che cosa vuole dire fare l'ipocrita, vero? Vuol dire che uno vuol apparire quello che non è. Stai attento! Un uccello è vero, quando mangia, vola e canta. Se fosse dipinto, non sarebbe un uccello vero! Così un uomo vero è un uomo che si muove, che mangia, che cammina e pensa... Se fosse di legno, allora sembrerebbe un uomo, ma non sarebbe vero. Così è l'ipocrita; sembra buono e invece non lo è: sembra innocente e invece non lo è! Lui non ha fatto questo, lui non ha fatto quello, mentre invece lo ha fatto!...

Come è brutta la menzogna! Perché voler sem­brare davanti agli uomini diverso da quello che sei davanti a Dio e alla tua coscienza?

Tu non voler esser mai un ipocrita, un bugiardo. Chi è bugiardo non merita stima, né onore, né considerazione.

- Specialmente sii sincero con il tuo CON­FESSORE, con il tuo Direttore spirituale. Che ti possano sempre leggere negli occhi quello che passa nel tuo cuore. Del resto, non è da sciocco il nascondere, il fare l'ipocrita, il dire bugie? Forse che la si può dare ad intendere al Signore che vede tutto, anche i pensieri? E poi, presto o tardi, anche gli uomini incominciano a sentire la puzza del­l'ipocrisia, come il fetore da una tomba; e allora perdono la stima di te, e non ti credono più, neppure quando fai bene.

Aldo Marcozzi poté dire alla sua mamma que­sta bella affermazione della sua sincerità: «Certo, mamma, io non dico mai bugie!» e se gli capitava di fare qualche capriccio, era lui stesso che andava a confessarlo alla mamma e domandava perdono. Come è brutto, invece, vedere un ragazzo che cerca di farla di sotterfugio, di nascondere il male! Il celebre Giorgio Washington, poi presidente degli Stati Uniti, quando aveva sei anni, ebbe in dono una scure con la quale rovinò un ciliegio, pianta prediletta di suo padre. - Sei stato tu? gli chiese il papà. - Sì, sono stato io! - Il padre, commosso dalla sua schiettezza, lo baciò in fronte: «La tua since­rità mi compensa cento volte del danno».

Tu pure devi essere così. Gesù ha detto di sé: «Io sono la Verità».

Ama sempre la verità! Sii leale nei pensieri, nelle parole, nei fatti. Faccia aperta, cuore sincero, franchezza nel parlare e nell'agire, senza sotterfugi o inganni.

Sarai un figlio della luce!

Domani saprai mostrare a tutti con franchezza e sincerità qual'è la tua fede e la professerai, non solo, ma la insegnerai apertamente a tutti!

PROPOSITO: Quest'oggi fai questo bel pro­posito che manterrai sempre: Non dirò mai bugie.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

“E' facile per un momento essere eroici e generosi; ciò che conta, però, è essere costanti e fedeli”. (Massillon)

"Non vi è che una tristezza, quag­giù; quella di non essere santi!". (L. Bloy)

"Il gran trionfo dei cristianesimo è quello di dare un senso anche alla sofferenza". (Sèaìlles)

"L'ideate della vita cristiana non è soltanto di compiere il proprio dovere, ma di amarlo". (Francesco Renard)

 

L'OZIO

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- L'ozio è il fratello della «fiacca», e la fiacca è la sorella del «peccato». Rifletti: tu sei chiamato a combattere il peccato: dunque, devi combattere la fiacca e suo fratello, l'ozio!

Gesù ti ha dato il tempo per attendere ai tuoi doveri, all'acquisto della virtù. Se non lavori ades­so, fin che sei giovane, non illuderti di lavorare dopo. Tu sai che «l'ozio è il padre di tutti i vizi», e specialmente dell'impurità. Non è vero forse che i cattivi pensieri vengono più facilmente quando non si ha niente da fare? Se tu usi un ferro, questo rimane lucido, ma se tu lo metti in un cantone a far niente, presto si ricopre di ruggine. Così è del­l'anima. Io non l'ho mai trovato un ragazzo ozioso che fosse puro!

L'ozio, infatti, è la prima arma e la più forte in mano al diavolo. Con questa arma, lui ottiene ogni cosa e si rifà presto di tutte le battaglie che perde. Ti assalta, per esempio, quando ti trova in ozio, a poltrire, sveglio nel letto; quando ti vede sonnacchioso sui libri di studio senza voglia di applicarti; quando gironzoli per le strade...

Il modo quindi più facile per vincere è questo: basta che tu occupi tutto il tuo tempo in opere di bene, nel tuo dovere.

Non lasciarti mai prendere dal dolce far niente! Gioca, salta, studia, canta, aiuta la mamma, appli­cati a qualche occupazione che prediligi, come: lavori di traforo, musica; collezione di oggetti artistici, di francobolli; occupazioni per la tua asso­ciazione...

La terra che non viene mai vangata produce solo erbacce e gramigna; l'acqua che non corre diventa stagnante, putrida; il ferro che non è usato, si arrugginisce... Guai a stare in ozio! Il demonio deve trovarti sempre occupato, in modo che tu non abbia mai tempo per ascoltarlo.

Vedrai che, allora, anche tante tentazioni, tante crisi, staranno molto, ma molto lontane da te. Perché facendo sempre qualche cosa che ti occupi seriamente e interamente, non avrai tempo di pen­sare a commettere colpe, a far peccati. Questo è l'unico tempo che non deve entrare nelle 24 ore della tua giornata.

- Un giorno d'estate, la cicala, vedendo passare la formica, carica di grano, le gridò: «Po­vera grullina! tu ti affatichi, mentre io canto tutto il giorno!».

«Canta pure - rispose la formica - ma... arrive­derci all'inverno!». Difatti, giunto l'inverno, la povera cicala andò a bussare alla porta della formica chiedendole soccorso. «Ah!... hai voluto cantare tutta estate - rispose questa - adesso balla!...». «Chi ama l'ozio è più che stolto» dice lo Spir­ito Santo. Sai chi sono gli oziosi? Sono quelli che amano la vita comoda, i piaceri, quelli che non capi­scono niente della vita e dei suoi gravissimi doveri. Tu, invece, abituati al lavoro, alla fatica, af­fronta le difficoltà senza intimorirti, con animo forte. Rifletti che il lavoro è un dovere, perché imposto da Dio; è un bisogno, perché «chi non lavora non mangia»; ed è una gloria, fonte di ricompensa eterna. Gesù ti ha dato l'esempio, giacché Egli lavorò sempre nella sua vita.

Il lavoro poi, ti serve a domare le passioni, ad acquistare le virtù e i meriti; è un mezzo per riparare i tuoi peccati; ti abitua al sacrificio, ti dà salute fisica e, soprattutto, ti conserva puro.

L'ozio, invece, indebolisce il corpo, porta alla povertà e alla miseria, snerva la volontà e l'intelli­genza, e, soprattutto, corrompe il cuore. Guardati specialmente dal perder tempo in ozio per le strade. Non fermarti davanti alle edicole dei giornali o ai cartelli cinematografici; non bighellonare di qua e di là senza scopo e meta, così, per «ammazzare il tempo»!

Guai! metteresti in grande pericolo la tua anima e uccideresti, a poco a poco, tutti i tuoi grandi ideali. Lavora, lavora, lavora! ti manterrai sano, alle­gro, contento, lontano dalla tentazione, o fortificato per superarla.

Guerra all'ozio!

PROPOSITO: Perché il demonio ti trovi sempre occupato, fissati un lavoro da fare per quando sarai libero dagli altri tuoi doveri.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"La sola nostalgia permessa a un cristiano è quella del cielo". (P. Hoornaert)

"Se alla scuola di Cristo si resta al di qua della Croce, non si è impa­rato niente"! (Mgr. Gay)

“Il peccato è ben più che una semplice violazione della legge; è oltraggio all'Amore”! (Fulton Sheen)

"L'orgoglio divide gli uomini; l'umiltà li unisce". (Lacordaire)

 

LE TENTAZIONI

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Osserva le stelle del cielo. Tutte seguono le leggi fisiche senza deviare giammai. Osserva pure tutta la natura, e vedrai che tutti gli esseri obbedi­scono fedelmente alle leggi che Dio ha dato.

E l'uomo? A lui solo Dio ha dato la libertà perché i suoi atti fossero fatti per amore, perché l'uomo servisse il suo Dio «con amore» e non per forza.

Anche tu, dunque, sei chiamato da Gesù a osservare, per amore, la Sua legge. Quando l'uomo si allontana da questa legge santa del Signore commette il peccato, e diventa come un soldato che si ribella al suo re, un vile disertore!

Ma cosa devi custodire, tu? una fortezza, forse? Di più, assai di più! Tu devi custodire l'anima tua dagli assalti del mondo, del demonio, della carne.

La tentazione, quindi, è una sollecitazione al male da parte dei nemici della tua anima.

Una volta, l'uomo non era così debole e misero come adesso. Il primo uomo, Adamo, aveva ricevu­to dal Signore tante belle doti preziose: la sapienza, l'immunità dalle malattie, l'immortalità; in lui re­gnava l'ordine perfetto tra l'anima e il corpo; completamente padrone di sè stesso. Ma, commes­so il primo peccato, i suoi sensi si ribellarono: egli non fu più padrone di sé, si sentì tentato al male. E questa natura inclinata al male l'abbiamo tutti.

Guarda, però, che la tentazione non è peccato; basta non assecondarla.

Anche i Santi hanno avuto le tentazioni, talora fortissime; e credi pure che tutti sono provati dalla tentazione come te e forse più di te! E' una lotta che ti durerà per tutta la vita; ma però consolati: se vinci, avrai in premio il Paradiso. Tanti Santi hanno potuto superarle con la grazia di Dio; perché non lo potrai anche tu?

Basta che tu sappia combattere con tattica e con energia, usando le armi necessarie.

Ricordati, soprattutto, che la tentazione cerca sempre di entrare per la porta meno custodita, là dove la difesa è più debole. Perciò, devi studiare bene te stesso (fatti aiutare dal tuo Direttore Spiri­tuale, perché da soli non si riesce a nulla in questo genere di lavoro!); devi studiare il tuo temperamen­to, il tuo carattere, in modo da prendere gli oppor­tuni rimedi contro il tuo difetto predominante, che è quel difetto nel quale cadi di più.

Attento ai pericoli! Evita ogni occasione volon­taria di peccato, ogni occasione pericolosa; per esempio: I pericoli della strada: vi puoi trovare cattivi compagni; vi puoi vedere cose che offendano la modestia; vi puoi sentire discorsi, parole che of­fendono la purezza... Osserva, perciò, la modestia degli occhi quando cammini per le vie; non voler vedere e sentire tutto!

I pericoli delle letture: all'erta! non leg­gere, né guardare assolutamente libri, riviste, giornali cattivi! Ti farebbero un male incalcolabi­le. Prima di leggere libri che non siano di scuola o di pietà, o della bibliotechina parrocchiale o della tua Associazione, chiedi sempre consiglio o il permesso al tuo Direttore Spirituale, o al tuo Assistente.

I pericoli di compagni: attento nella scelta dei compagni! puoi trovare la tua rovina. Un buon compagno è come un Angelo; un cattivo compagno è come un demonio.

Pericoli del cinema: l'unico consiglio che ti dò è questo: non frequentare mai le sale cinematogra­fiche pubbliche.

Per tutti questi pericoli e per tanti altri, (diver­timenti, ecc...) guardati da quella orgogliosa pre­sunzione che ti fa esporre al pericolo credendoti abbastanza forte per trionfare!

- Altre armi necessarie, oltre la vigilanza per evitare le occasioni che ti possono cogliere di sorpresa, sono: la mortificazione e la preghiera.

Mortifica i tuoi occhi, perché sono le finestre dell'anima. Attraverso gli occhi possono pe­netrare nel tuo cuore impressioni buone o cattive, secondo la custodia che ne fai. Attento! Usa di questo prezioso dono della vista per vedere solo cose buone, mai delle cattive!

Mortifica la tua lingua; che essa non serva mai per offendere il Signore né con mormorazioni o bugie o parole sconvenienti o scatti di rabbia.

Essa ti serva solo per pregare, cantare, e dire cose buone e belle.

Mortiîica l'udito: non ascoltare mai parole o discorsi che ti turbano, che possono suscitarti cat­tivi pensieri e forse altri peccati più gravi. Usane solo per ascoltare volentieri la parola di Dio, i buoni discorsi e i consigli di coloro che ti amano. Mortifica la fantasia: perché le fantasticherie diventano presto pericolose. Ma, soprattutto, pre­ga. Dio non ti abbandona mentre tu combatti la tentazione!

Anzi, è lì vicino, con te, ti è presente ed è contento di te se resisti. PregaLo spesso e sta sempre con Lui: la vittoria sarà tua!

Ad ogni tentazione adunque del tuo corpo, ad ogni compagno cattivo, ad ogni figura, spet­tacolo, ecc. non buono, tu devi saper dire con energia: «No, non voglio! Voglio restar puro! Va indietro, o Satana!».

Così devi fare se vuoi restare un amico di Gesù, un suo prediletto. RipetiGli ogni giorno la tua preghiera: «O Gesù, fa che io Ti resti fedele, sempre, anche nelle più difficili prove. Fa che io resista sempre alle tentazioni con prontezza, con energia, con costanza ed umiltà; fa che non mi stanchi mai di combattere fino alla completa vittoria. O Gesù, che io viva solo per Te, puro, vicino a Te, sempre. Che io sia in ogni momento della mia vita un Tuo fedele amico, un Tuo apostolo»!

Gesù ti ascolterà, stai sicuro!

PROPOSITO: Per amore di Gesù, quest'oggi, non commetterai alcun atto di curiosità: non guar­dare tutto, non ascoltare tutto, specialmente in strada, ma avanti diritto senza fermarti!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Le occasioni non rendono l'uomo fragile, ma lo mostrano quale egli sia". (da: "L'imitazione di Cristo)

"I torti ricevuti li incidiamo sul dia­mante; ma scriviamo- nell'acqua i benefici". (King)

“Beati quelli che camminano se­condo la legge del Signore”! (Salmo 118, 1)

"Si soffre molto quando si ama poco”. (Fénelon)

“Fate agli altri tutto ciò che volete che gli altri facciano a voi”. (Matteo VII, 12)

"La Carità è l'unico tesoro che si aumenta col dividerlo". (C. Cantù)

 

MORTIFICAZIONE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Brr!...

Eppure è necessaria! E quando una cosa è necessaria, la si fa. Se tu hai male al ventre e il dottore ti ordina l'olio di ricino, lo prendi, anche con le boccacce. E perché? Perché è necessario. Se hai mal di denti e il dentista ti dice: «Bisogna cavarlo questo dente», te lo lasci cavare, anche gridando, perché è necessario! Se ti viene la voglia di bere una certa bottiglia, ma la mamma ti grida: «Lascia stare! Non vedi che è la bottiglia dell'acido borico? E' veleno!» tu la lasci subito, perché è necessario se non vuoi morire avvelenato.

E pensa tu ad altri esempi.

Dunque, se Gesù e la Chiesa (che ne sanno più di me e di te) ti dicono: devi mortificarti, devi fare un po' di penitenza: tenere a freno la gola, gli occhi, la lingua, il corpo che vuole tutti i comodi, ecc. vuol dire che è necessario: ne va di mezzo la salute dell'anima, come ha detto Gesù stesso: «Se non farete penitenza, perirete tutti!».

Ma vedi come siamo... stupidi noi, almeno qualche volta.

Per il corpo, che oggi è bello e fresco, e domani va a marcire in una fossa del cimitero, noi sappiamo fare tutti i sacrifici, anche lasciarci cavare i denti, tagliare dal dottore e prender l'olio di ricino; per l'anima, invece, che vale infinitamente di più, perché è lei che ci porta o in Paradiso o all'Inferno, tutto ci sembra difficile, pesante, gravoso.

Ti sembra ragionare questo?

Tu hai visto ancora il contadino a potare le viti. Se uno avesse detto: «Ma che stupido!... guarda come taglia, come sforbicia quelle povere viti! Prima, c'erano tanti tralci e adesso sembran dei pezzetti di legno! Ah! quel contadino lì rovina la vigna!». A costui cosa avresti risposto, tu? «Do­mandi il perché? Prova a ripassare a primavera: che fiorita di tralci nuovi!... che vigneto! e che bei grappoli rigonfi in estate!». Ah sì quella potatura era proprio necessaria!

E' così in tutto! Se vuoi correre in bicicletta, devi prima allenarti, far fatica.

Per conquistare il Paradiso, per vincere le gare dello spirito, devi far fatica: e la fatica, qui, si chiama "mortificazione".

- Non arricciare il naso e fare le smorfie. Adesso hai capito che è necessaria la mortifi­cazione, per tutti. Lo ha detto Gesù, lo dice la Chiesa. E sai perché?

Il peccato originale ci ha fatti deboli contro il demonio, contro il mondo e contro le nostre passio­ni. Noi, quindi, a fare il bene sentiamo difficoltà.

Fare il bene, cioè, costa! Per vincere le tentazio­ni, quindi, dobbiamo metterci tutta la buona volontà. Ma questa volontà quante volte, invece, si sente fiacca, debole, indecisa, incostante! Sempre per colpa del peccato originale. E allora bisogna rin­forzarla, bisogna fare l'allenamento. E l'allena­mento della volontà si fa con la mortificazione.

E tu ti mortifichi?

La prima mortificazione, necessaria per tutti, è questa: astenersi da tutta ciò che può offendere Dio e macchiare l'anima: astensione, quindi, da diver­timenti, compagni, libri occasioni che mettano in pericolo la bella virtù. Il Signore ci ha creati non per godere in questa vita, ma per conoscerLo, amarLo e servirLo con spirito di sacrificio in questo mondo, per poi goderLo, nell'altro, in Paradiso.

L'hai tu questo spirito di sacrificio? Sei pronto a negarti tutto quello che può farti del male all'ani­ma facendoti commettere un peccato?

I piaceri del corpo non danno la felicità, ma anzi ci lasciano il cuore vuoto, amaro: mentre invece se vinci te stesso, che gioia provi nella tua anima! E' la gioia della vittoria, è la gioia di ricevere il premio da Gesù, di esserti avvicinato di più a Lui!

Che pensano, oggi, i Santi delle loro sofferenze su questa terra? Che pensa, oggi, S. Luigi della sua rinuncia a una vita comoda e brillante?

E tu vuoi forse farti santo a modo tuo? Difatti, fai spesso come vuoi; ubbidisci quando ti è comodo; trovi sempre mille e una giustificazione per tutto.

No, no! la cosa più importante è di imitare Gesù. Tutto il resto non vale nulla! Una sola è la strada che porta in Paradiso: la via della Croce, che è la via della mortificazione.

Tu hai lo spirito di mortificazione, quindi, se sai rinunciare a quelle cose illecite, e anche qualche volta alle lecite, per il bene dell'anima tua e per amore di Gesù!

Quando tu dici: «Voglio essere puro!» devi saper rinunciare non solo a quelle cose (cinema, giornali e compagni non buoni, occasioni, ecc.) che portano al male, ma devi abituarti a mortificare i tuoi occhi, le tue mani, la tua curiosità, anche in quelle cose che, per sé non sono cattive; sarà un esercizio utilissimo alla tua volontà!

E poi, tu devi fare queste mortificazioni anche perché sono mezzi per convertire le anime. La Madonna, ai Pastorelli di Fatima (hai letto la bella storia?) disse: «Tanti poveri peccatori si perdono perché non c'è nessuno che voglia fare penitenza (mortificazione) per essi!». E un altro giorno ag­giunse: «Se non si farà penitenza, verranno grandi castighi!». La mortificazione, dunque, ferma i ca­stighi di Dio e ottiene da Dio anche i miracoli!

Ama dunque la mortificazione!

Mortificando, soprattutto, i sensi: gli occhi, il tatto, l'udito, la gola. Ma mortificati anche nei piaceri leciti: così sarai pronto sempre a rinunciare agli illeciti; per esempio: non fare il ghiottone a tavola: mangia adagio e mangia tutto quello che ti dà la mamma, anche se non ti piace. Mortifica i tuoi occhi per la strada, non guardando mai, per es. i cartelloni del cinema... Abituati a ubbidire senza protestare quando non ti piace, e cento altre mortificazioni che tu stesso puoi trovare.

Così diventerai veramente, fin da giovane, un imitatore di Gesù, la cui vita fu «tutta croce e martirio!».

PROPOSITO: Pensa subito quale mortifi­cazione vuoi fare quest'oggi per amore di Gesù. Offrila al Signore e... sii generoso!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Vi dò un comandamento nuovo, ed è che vi amiate gli uni gli altri"! (Giovanni XIII, 34)

"L'uomo non è mai tanto grande come quando è in ginocchio in atto di preghiera"! (A. Manzoni)

"La Carità é una forza, certo più potente della forza atomica". (L. V.)

"Ogni albero che porta frutto sarà potato perché ne porti di più". (Vangelo)

"Le anime grandi hanno una volon­tà; le anime deboli hanno solo desideri". (Proverbio cinese)

"La pazienza é il coraggio che sa soffrire e attendare". (Descartes)

 

UBBIDIENZA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- L'ubbidienza è il sacrificio della propria volontà. San Filippo Neri diceva: «Se volete diven­tare santi, dovete saper sacrificare tre dita di spa­zio»; e così dicendo indicava la fronte.

Ora tu vuoi sempre fare a modo tuo? Non vuoi sentire osservazioni? Sei intrattabile, insolente?... Pensa a Gesù che era ubbidientissimo alla sua Mamma e a S. Giuseppe!

Rifletti: tu fai altrettanto con i tuoi genitori?... Li ami?... Li ubbidisci?...

Conosci Aldo Marcozzi? Fu chiamato 1'«Angelo dell'ubbidienza». Ubbidiva per amore di Gesù, ovunque, sempre, a tutti i superiori. An­che a lui piaceva giocare con la palla, coi soldatini di stagno, con i francobolli, con le figurine...; ma però, appena la mamma o un altro superiore lo chiamava, scattava in piedi e, via! correva ad ese­guire l'ordine. Vuoi un esempio? Obbediva alla campanella della scuola fino a questo punto: se stava giocando al pallone e la campanella suonava la fine, fosse stato anche a un passo dalla porta per centrare un goal, non lo faceva. Quel goal entrava, così, per la porta del Paradiso!

Ubbidiva perfino quando la mamma, nell'in­verno, gli diceva di stare a letto ancora un poco. "Se è per ubbidirti - rispondeva - rimango, ma tu sai, mamma, quanto mi stia a cuore fare la Santa Comunione!".

Ubbidisci anche tu come Aldo? Per esempio: la mamma ti dice di studiare; e tu, invece, «Ma sì, mamma! finisco di giocare e poi mi metto subito a studiare...». Ancora: la mamma ti dice di andare a prendere qualcosa; e tu: «Sempre a me, comandi, mamma!....». E così aspetti un po'... e poi ci vai, sì, ma a malincuore: sulla faccia hai dipinto il malu­more e uscendo dalla porta brontoli ancora. Ti pare ubbidienza, questa?

- Tu sai che papà e mamma sono i rappre­sentanti di Dio sulla terra e perciò tu hai l'obbligo di amarli, di aiutarli, di ubbidirli! Ma è così che fai?...

Aldo Marcozzi non disubbidì mai neppure una volta; anzi, cercava di indovinare persino i desiderii dei suoi genitori per accontentarli. E tu disubbidisci nelle piccole cose che ti domandano? Rispondi male alle loro doman­de, o alzi le spalle, sgarbato, insolente?...

Oh, guai!... Gesù non sarebbe contento di te e tu Lo offenderesti! Impara da Gesù a obbedire, a essere rispettoso, premuroso coi tuoi genitori, coi Superiori, con gli insegnanti...

Impara a vedere Gesù nelle persone alle quali obbedisci, senza guardare ai loro difetti, perché ti farebbe l'ubbidienza difficile; e senza guardare neppure alle loro belle doti e qualità, perché ren­derebbe la tua ubbidienza meno meritoria.

Non ubbidire, quindi, per paura dei castighi o per interesse, o con intenzioni umane; ma ubbidisci per amore di Gesù, prontamente, appena ti co­mandano, con semplicità, senza tante discussioni o brontolamenti; con gioia, sicuro che l'ubbidienza piace a Gesù!

L'ubbidienza fatta così ti educa la volontà, ti dà energia di carattere, ti fa esercitare tante virtù, come l'umiltà, la pazienza, la mortificazione, la fede... Certo, è un sacrificio che costa qualche volta a ubbidire, ed è per questo che tante volte disobbedi­sci. Ma tu devi essere convinto che chi ubbidisce ai suoi Superiori ubbidisce a Dio, mentre chi disob­bedisce ad essi, disobbedisce a Dio!

Del resto tu comprendi che, come il Signore si serve del sole per darti la luce, così si serve dei genitori e superiori per guidarti e condurti.

Proponi, dunque, di non farti mai ripetere due volte un ordine; di non schivare mai l'obbedienza; di comportarti sempre bene in casa e di essere ubbidiente e rispettoso, sempre!

PROPOSITO: Oggi, la tua obbedienza sarà precisa, fatta con gioia, pensando che chi ti comanda è Gesù!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Non vi sarà molta perfezione sen­za molta orazione". (S. Luigi)

"Le anime dei giovani non sono vasi da riempire, ma lampade da accendere”. (Plutarco)

"Siam quaggiù per aiutarci l'un con l’altro ". ("I Promessi Sposi", c. IX)

"L'autunno della vita raccoglie solo quello che si è seminato". (Gratry)

 

LA VISITA A GESU'

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Far visita a una persona vuol dire andare a parlare con quella persona. E se quella persona la si ama, si va a trovarla di frequente, anche tutti i giorni.

Ebbene, ami tu Gesù?

Abita lì vicino a te, nella tua Parrocchia, forse nella tua stessa via, e desidera tanto di vederti. Ti aspetta, vai! E' così contento quando ti vede inginocchiato davanti a Lui. Non senti l'attrattiva di Gesù?

Pensa. Egli ha voluto restare ancora sulla terra perché ti amava, come ha voluto morire per te, perché ti amava. Come si fa a non amarlo? Fai subito un bel proposito: «Voglio essere l'amico intimo di Gesù»!

Gli amici però, vogliono trovarsi ogni giorno. Anche Gesù lo desidera! Vallo a trovare tutti i giorni. Quante grazie ti farà per questo atto di delicatezza e di amore!

Ma è poi difficile parlare a Gesù? Guarda come fai a parlare con la mamma, dici a lei quello che senti nel cuore, parli delle tue cose, le chiedi quello che ti occorre... Quante cose si dicono alla mamma! E la mamma ascolta sempre, sorride!

Anche con Gesù devi far così. Gli parli, anche senza libretto, col cuore in mano, dicendoGli le tue case: i tuoi desideri, le tue gioie, le tue pene... Gli dici che ti faccia vincere quel difetto, che ti protegga la bella virtù. Gli parli dei tuoi studi, delle tue difficoltà, della vocazione, dei tuoi genitori. Proprio come se parlassi alla tua mamma, magari anche in dialetto. Credi che Gesù non capisca il dialetto? Ma sì, capisce anche quello, Gesù!

Dunque, la visita a Gesù diventi un tuo dovere quotidiano. E sii fedele ad andarvi, a qualunque costo!

Egli è là nel tabernacolo che ti aspetta anche quando tu non pensi a Lui, perché stai giocando, Gesù pensa a te. «Sono qui, vieni a trovarmi! ». E te lo dice quando tu passi davanti a una chiesa, quando senti il suono delle campane: «Vieni...!». Vorrai farLo aspettare un giorno intero senza andarLo a trovare, il tuo vero Amico, Colui che solo può farti buono e felice?

Non arrivi mai la sera senza che tu abbia visitato Gesù!

Per ricordarti meglio: stabilisci l'ora in cui vuoi andarlo a trovare e quanto tempo vuoi starci... Almeno dieci minuti!

S. Francesco Saverio, l'Apostolo delle Indie, di giorno, per il grande lavoro apostolico, poteva stare poco davanti a Gesù nel SS. Sacramento; ma si rifaceva la sera. Benché sfinito dalle dure fati­che, si inginocchiava davanti all'altare e pregava finché il sonno lo addormentava sulla predella stessa davanti al tabernacolo!

Così furono tutti gli Apostoli: degli innamorati di Gesù-Eucaristia! Ai piedi dell'altare trovarono la forza, la gioia, il coraggio per il loro lavoro. E tu non vorrai dare a Gesù quei dieci minuti ogni giorno?

Anzi, cerca di portare con te qualche compa­gno, perché anche lui adori, ringrazi, chieda a Gesù i suoi tesori, le sue grazie!

- Quali meravigliosi vantaggi avrai da questi quotidiani incontri con Gesù! Imparerai ad amarLo, ti staccherai dal peccato e dai tuoi difetti, progredi­rai sempre più nella virtù, specialmente nella pu­rezza. Gesù vuole i suoi amici puri! Per questo, ascolta quello che ti dico: quando sei tentato più a lungo o hai paura che la tentazione ti vinca, corri subito ai piedi di Gesù nel Tabernacolo. Digli: «Sei morto per me!... come posso offenderti, Gesù?».

Vedrai queste visitine straordinarie quanto bene ti faranno! Basta che tu abbia fede e confidenza completa in Lui!

Entra in chiesa con compostezza e raccogli­mento; fai una devota genuflessione, fissa i tuoi occhi e il tuo cuore a Gesù nel Tabernacolo e parlaGli come si parla al più caro amico.

E' così che fai la tua visita?... con fede?... con amore?... fai anche la tua Comunione Spirituale?... Forse, non hai potuto ricevere Gesù alla mattina...

Ecco, quello è il momento opportuno per in­contrarti con Gesù e parlarGli con confidenza.

E durante il giorno cerca di pensare spesso al tuo Amico Divino che ti aspetta nel Tabernacolo, e stai unito a Lui con le giaculatorie.

Non dimenticare mai di unire la tua visita a Gesù con una visita anche alla Madonna. Offri a Lei il tuo cuore, la tua purezza, la tua vocazione, tutto te stesso: volontà, intelligenza, forza, vita!...

E poi corri, salta, canta! Tu resterai buono! La vittoria sarà tua, perché Gesù è con te! Viva Gesù! Viva Maria!

PROPOSITO: Nella visita di quest'oggi pre­ga specialmente Gesù e la Madonna perché ti illuminino sulla scelta della tua vocazione.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

“Bisogna che io compia le opere... mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare”. (S. Giovanni Evangelista)

"E' un segno di mediocrità l'essere incapaci di entusiasmo". (Descartes)

"Una felicità è vera se si possiede ciò che si ama; a condizione, però, che si ami ciò che è degno di amore"! (S. Agostino)

 

LA MADONNA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- E' la nostra Mamma Celeste! Nessuno ci è più caro sulla terra della mamma. Si può insegnare l'amore alla mamma? No! Quando sei felice o piangi, tu vai dalla mamma. Qualunque cosa ti capiti nella giornata è sempre dalla mamma che vai. Perché è solo la mamma che ti capisce bene, che sa dirti quello che va bene, che ti sa comprendere, che ti sa consolare. E' possibile non voler bene alla mamma?

Ma noi abbiamo anche un'altra mamma nel cielo, ancora più buona, ancora più bella, ancora più grande, più perfetta della mamma terrena! E' la Madre di Dio! E' Lei che ti ha dato Gesù per tua salvezza, per tuo aiuto, per tuo conforto, nelle difficoltà nelle tentazioni, nelle prove che incontri nel mondo o che ti fà il demonio.

Vai dalla Mamma, allora, sempre!

Essa è la nemica di Satana, del mondo, delle passioni perverse. Essa ti renderà vittorioso contro questi nemici, perché desidera ardentemente la tua santificazione.

PregaLa, dunque, amaLa! Non è vero che ami la Madonna?

Sì, e tanto!...

Quanti bei fioretti, allora, devi saper fare! Non sono poche le occasioni che ti si presentano per dimostrare il tuo amore alla Madonna. Quando passi davanti a una Sua immagine, pregaLa con tutto il cuore, per te, per le anime... E offri ogni giorno alla Madonna qualche mortificazione. Per esempio va a trovare un ammalato; stai in ginocchio dieci minuti di più in chiesa senza muoverti; non parlare né guardare in giro davanti all'altare; ri­nuncia a un dolce, a una bella passeggiata; fai una elemosina coi soldi che ti hanno regalato; dà la tua merenda, qualche volta, a un poveretto; pensando ai missionari che lavorano e si affaticano, lavora anche tu un poco in casa o nell'orto; non leggere per qualche giorno libri di avventure, anche se sono la tua passione; stai qualche ora senza bere nulla; studia un po' di più qualche materia che non ti piace; sopporta le offese che ricevi dai compagni; ecc...

Ti pare? Non è amare la Madonna, così, e sul serio?...

Ma c'è una virtù che sopra tutte le altre piace alla Madonna. E' la purezza. Potresti avere tante altre qualità di intelligenza e di virtù, ma senza la purezza non puoi piacere a Maria. Essa è l'Imma­colata, la Vergine tutta bianca, la Regina della purezza. Sull'immagine della prima Comunione di Aldo Marcozzi c'è raffigurato un fanciullo che offre un giglio a Gesù e a Maria; e sul retro le parole: «O Maria, io ti offro il giglio del mio cuore, custodiscilo Tu!».

Anche tu fai così: offri alla Madonna il tuo cuore, la tua purezza. E il tuo giglio crescerà candi­do, aprirà la sua corolla immacolata, darà il suo profumo, anche tra il groviglio delle spine. Con la Madonna ti sarà più facile fuggire i compagni non buoni, custodire i tuoi occhi e il tuo cuore, morti­ficare i tuoi sensi. Invoca Maria!.

Quando ti capita di farti del male a un braccio, a un piede, o quando stai per cadere, il primo grido che lanci non è forse: «mamma!»?

Ebbene, questo grido devi lanciarlo tante volte, col cuore, però, anche quando le labbra sono ferme; soprattutto quando certe occasioni pericolose, cer­te tentazioni cercano di rubarti l'innocenza: «Ma­donna, aiuto!...».

- Amare la Madonna, ricorrere alla Madonna è garanzia di vittoria. Tutti i vittoriosi hanno amato la Madonna. Molti di essi recitavano ogni giorno, in suo onore, l'intero Rosario di venti misteri. Tu comincia ad essere fedele almeno alla tua parte quotidiana!

Tieni sempre nelle tue tasche la corona. Ah! come sarebbe bello se tu ne facessi scorrere qualche grano ogni volta che hai un po' di tempo libero!

Aldo Marcozzi diceva: «Io dalla Madonna ot­tengo ciò che voglio!». E come no? Tutte le grazie non ci vengono da Gesù per mezzo di Maria? Non è Maria, forse, la più vicina a Dio? Tutto dobbiamo a Maria!

Se tu puoi ricevere Gesù nel tuo cuore, è perché Maria lo ha dato al mondo; se tu puoi ricevere il perdono dei tuoi peccati, è perché Maria ha allevato e cresciuto e accompagnato Gesù fino al Calvario; se tu ricevi le grazie, è Maria che te le ottiene continuamente.

Quale riconoscenza, quindi, devi alla Madon­na! Inginocchiati ai piedi del suo altare, vicino a Lei. Dall'alto, Ella ti sorride e ti benedice. E' la tua Mamma Celeste, la Madonna, e tu, suo figlio pre­diletto, devi sentire tutta la dolcezza della sua protezione, elevando a Lei tutto lo slancio del tuo cuore puro.

L'Immacolata! La Madonna!

Al suo Apostolo S. Giovanni, Gesù consegnò la sua Mamma, prima di salire al cielo. Anche a te Gesù affiderà la Madonna, per amarLa e farLa amare. Per questo devi vedere fin da oggi, nella Madonna, la tua Mamma. E' Lei che ti deve custodire la purezza: è Lei che deve sostenere la tua generosità: è Lei che deve ispirare i tuoi santi propositi, perché è Lei che dovrà essere la Patrona del tuo apostolato!

Sai quanto devi amarLa?

Rifletti: Ella ti ama tanto, pur non dovendo nulla a te; quanto non deve essere invece il tuo amore per Lei, alla quale devi tutto!

E sei quasi più fortunato della Madonna stessa: perché Lei ha tanti figli da amare, e tu invece non hai che Lei! una Mamma sola!

PROPOSITO: Comincia da oggi a invocare spesso la Madonna durante la giornata, con qualche giaculatoria.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"L'uomo agisce come ama, e ama come pensa. I pensieri formano il cuore, e il cuore forma la condotta di vita". (P. Girard)

“Vi sono tre modi di amare: amare senza che costi nulla; amare mal­grado costi; amare, precisamente perchè costa”! (P. Ravignan)

“Il cristiano che soffre è piuttosto un uomo cui Dio ha parlato, che un uomo che Dio ha colpito”. (Luigi Veuillot)

“Compiacersi a ricercare i difetti degli altri è un segno che non ci si occupa molto dei propri”. (S. Francesco di Sales)

"La gemma non si può lucidare senza strofinarla. Nessuno si perfeziona senza il dolore". (Proverbio cinese)

 

IL PAPA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Il Papa!

Ecco per te il personaggio più grande, più degno di rispetto, di venerazione e di amore.

Il Papa è il rappresentante di Gesù: «il dolce Cristo in terra»!

Come è grande la dignità del Papa! Egli è il Vicario di Gesù Cristo, è il successore di S. Pietro, è il Padre e il Pastore di tutti i fedeli, è l'Eletto da Dio, è il Capo visibile della Chiesa!

Il Papa possiede tutta l'autorità e il potere di Gesù. E' assistito in modo specialissimo dallo Spirito Santo, e perciò, quando definisce questioni riguardanti la fede e i costumi, è infallibile.

AmaLo tanto il Papa! Come Gesù stesso! Oggi e sempre!

Anche il suo consiglio, il suo desiderio sia per te un comando.

Considera come nemici della religione quelli che offendono con le parole e con gli scritti la persona del Papa, e cercano di sminuire la sua Autorità, rifiutando l'ubbidienza e il rispetto che si deve al suo insegnamento.

Devi sentirti unito al Papa fino a saper dare la vita per Lui.

Pregare per il Papa sia per te non solo un dovere, ma anche una gioia. E offrire sacrifici per Lui sia per te un grande onore.

E' con questo spirito di fede che tu consideri il Papa? Vedi in Lui la stessa persona di Gesù? Gli vuoi bene veramente? Preghi ogni giorno per Lui, affinché il Signore lo conservi a lungo per il bene delle anime e che Gli dia la consolazione di veder ascoltata la sua parola da tutti gli uomini di buona volontà e che possa vedere le tante pecorelle lon­tane ritornate all'ovile, in modo che si faccia un solo ovile sotto un solo Pastore?

- Godi anche perché noi italiani Gli siamo i più vicini, perché figli di questa bella Italia, terra benedetta da Dio, dove la Provvidenza ha voluto porre il Sommo Pontefice; e più vicini con la mente e col cuore.

Diamo a Lui tutta la nostra obbedienza, la nostra filiale devozione, senza restrizioni; felici se il Signore ci volesse legare a Lui anche col martirio! Come lo ami il Papa?

Non bastano le parole, occorrono i fatti. Quando si ama una persona, si cerca di avere gli stessi pensieri, gli stessi voleri, di interpretare per­fino i desideri.

Gesù, di Sé ha detto: «Chi mi ama, ascolta la mia parola! ». Così, se ami il Papa, devi ascoltare la sua parola, devi obbedirGli. Senza obbedienza al Papa non si può essere veri cristiani. Chi disubbi­disce al Papa disubbidisce a Gesù!

Perciò, non discutere mai quello che dice il Papa, quello che consiglia o che esige. Ubbidisci ciecamente, assoggettando sempre la tua mente, con l'accettare quello che insegna, e la tua volontà, con fare quello che comanda.

Prega ogni giorno, per Lui.

Offri per Lui, pure ogni giorno, qualche tuo fioretto.

Lavora, ogni volta che il Parroco, o il tuo Assistente, o qualche occasione ti chiameranno a lavorare per il Papa, con entusiasmo!

Preghiera, azione, sacrificio, ecco il tuo pro­gramma di oggi e di domani, specialmente se sarai non solo un soldato semplice ma un "graduato" dell'esercito del Papa sulle frontiere della Fede.

Così deve essere il tuo amore filiale, la tua devozione per il Papa.

Sii un cuor solo con Lui! W il Papa!

PROPOSITO: Oggi, fissati la preghiera e il fioretto che vuoi fare, tutti i giorni, per il Papa.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

"Dio, quando ci dà un desiderio e ci spinge a chiedere qualcosa é perché rientra nei suoi disegni l'esaudirci". (S. Agostino)

"Noi non possiamo camminare senza toccare la terra; è necessa­rlo, però, non avvoltolarvisi". (S. Francesco di Sales)

"Chi si trastulla con la vita non riuscirà mai; chi non comanda se stesso rimarrà sempre servo". (Goethe)

 

APOSTOLATO

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

 

- Tu sei, per la Cresima, un soldato di Gesù e della Chiesa; cioè un apostolo!

Apostolato vuol dire: amare le anime. E' que­sto l'ideale più grande che deve occupare tutta la tua vita e che tu devi cercare di raggiungere con tutta la tua volontà.

Ci pensi qualche volta, seriamente? Ascolta, e rifletti a questa frase: «Ogni uomo ha un'anima; per ogni anima Gesù ha dato la sua vita!».

Ricordi la parabola del Vangelo, quella della pecorella smarrita?

Guardala, povera pecorella, tra i rovi e le spi­ne... Si è sperduta, ha il vello qua e là chiazzato di sangue, e bela, bela!... e Gesù, il buon Pastore, eccolo, scende fino ad essa, le stende le mani, la libera dalle spine, adagio adagio, per non farle male.

Hai capito? guardati attorno. Quante e quante pecorelle sono fuori, son lontane dall'ovile di Gesù, tra i rovi del peccato, sanguinanti per le piaghe ricevute dal demonio, che belano disperatamente, e aspettano un altro Gesù che le liberi, le salvi!

Sai quante sono?

Ecco le cifre terribili che parlano! In tutto il mondo abbiamo una popolazione di circa sei mi­liardi. Di essi, solo 800 milioni sono cattolici: tutti gli altri (più di un miliardo di infedeli, più di 800 milioni tra Protestanti, Scismatici ed Ebrei, e più di 700 milioni di Musulmani!); cioè:... sono tutti da convertire!...

Tu sai che cos'è un miliardo: mille milioni! Pensa: se tu facessi passare davanti a te tutti questi uomini, a uno a uno, passandone uno al minuto secondo, senza mai fermarsi, ci impieghe­rebbero 53 anni a sfilare!

Ora, se tutti i cattolici si mettessero a convertire i non cattolici, conquistandone una all'anno per ciascuno, tutto il mondo diventerebbe cristiano cattolico!

Quanta responsabilità per tutti!...

- Non senti un grande dolore al pensare che così tanti uomini non conoscono ancora Gesù e non Lo amano?

Domanda a Gesù questo amore per le anime! DomandaGli di essere un apostolo fin d'ora! In che modo?

Apostolo è colui che fa conoscere Gesù e Lo fa amare.

Dove?

Dappertutto dove si trova, appena può e come può.

Ma come fare?

Così: pregare tutti i giorni per la conversione dei poveri peccatori e degli infedeli.

Ricordati, soprattutto, che il primo tuo apostolato è il buon esempio.

Tanti tuoi compagni hanno bisogno di vedere come si fa ad essere buoni, in casa, a scuola, in chiesa. Quando ti vedono, dovrebbero poter dire: «Guarda come è ubbidiente, come è studioso, come è buono!».

Questo apostolato dell'esempio è anche il più facile e il più efficace, perché tutti i momenti sono buoni; e perché quando vedono un buon esempio, tutti restano commossi e sono spinti a fare così anche loro.

Comincia subito!

Nella tua giornata, quante volte ti capita di poter fare anche tu... il missionario, di comportarti come un piccolo apostolo! Dire una buona parola, un'esortazione, talora anche una prudente sgridata, imprestare qualche buon libro; fare un atto di carità, aiutare il tuo Parroco a distribuire la stampa cattolica, la propaganda missionaria, e tante altre occasioni che hai di offrirti generosamente!

Quando non puoi far altro, devi saper offrire e pregare per tutti.

C'è una vocazione più grande di questa? Dare anime a Gesù! Non ti pare un ideale immenso? Grandi grazie ti sta preparando Gesù per il tua domani. Intanto, procura di essere sempre più buono, più generoso col Signore. Non dire mai di «no» a Gesù che ti vuole suo apostolo!

PROPOSITO: Quest'oggi, farai la S. Comu­nione per gli infedeli, e offrirai a Gesù tutte le preghiere, i sacrifici e i fioretti per la loro conver­sione e affinché il Signore scelga qualche Missio­nario tra i tuoi compagni. E se scegliesse te?...

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

 

“L'anima non ha guanciale più dol­ce né più soffice per riposarvisi che una buona coscienza”. (S. Gregorio Magno)

“L'obbedienza è la via che comprende tutte le vie della perfezione”. (S. Filippo Neri)

"La religione fu e sarà sempre in ogni tempo la maestra degli uomini; essa contiene una legge così perfetta che sa piegarsi alle vicende dei tempi ed adattarsi all'indole diversa di tutti gli uomini". (S. Giovanni Bosco)

"Prova a servire il Signore e vedrai quanto è dolce e soave amarlo con tutto il cuore!". (S. Giovanni Bosco)

 

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»