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http://www.whynotpriest.org/index.phtml SENTIERI NUOVI Volontari dello SPIRITO SANTO |
O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti "l'obbrobrio degli uomini e l'uomo dei dolori", io venero il Tuo Volto divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che ora è divenuto per me come il volto di un lebbroso... Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini. Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo amore, affinché possa giungere a contemplare in Cielo il Tuo Volto glorioso. Nella mia presente necessità accetta l'ardente desiderio del mio cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia. Con approvazione ecclesiastica FESTA del Volto Santo: martedì 16-2-2010. scarica
Gesù il 21-11-1938, le disse (alla Beata Pierina de Micheli): «Vedi come soffro, eppure da pochissimi sono compreso, quanta ingratitudine anche da parte di quelli che dicono di amarmi. Ho dato il mio cuore come oggetto sensibile del mio grande amore per gli uomini e il mio Volto lo dò, come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini e voglio sia onorato con una festa particolare il Martedì di Quinquagesima, (il martedì prima delle Ceneri) festa preceduta da una novena in cui tutti i fedeli uniti nella partecipazione al mio dolore con Me riparino.» (…) “Voglio che il mio Volto sia onorato in modo particolare il martedì!”
Se
hai deciso di abortire, prima
di procedere, guarda qui:
http://digilander.libero.it/avemaria78/aborto__il_grido_silenzioso.htm
NO ALLA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO scarica
STORIA DI SHAZIA 12 ANNI CRISTIANA
Nessuno a Hollywood le dedicherà un film (che pure
sarebbe da Oscar), nessuno
scrittore la immortalerà in
un romanzo, nessun giornale
occidentale – che dedica
pagine e pagine al burqa in
Francia – ha sollevato
clamore. Perché i cristiani sono tornati come al tempo di san
Paolo: “siamo diventati la
spazzatura del mondo, il
rifiuto di tutti”. Dunque la
triste storia di Shazia Bashir,
12 anni, cristiana, non può
far notizia. Come non fa
notizia che proprio i
cristiani siano il gruppo
umano più perseguitato del
pianeta. Nemmeno i credenti lo
sanno e si fanno semmai
bersagliare dalle accuse
opposte. L’Avvenire di Dino Boffo aveva mostrato una certa
sensibilità per il dramma dei
cristiani oppressi, in decine
di paesi del mondo (250
milioni di cristiani ogni
giorno a rischio e migliaia di
vittime ogni anno): era un
forte incentivo ad aprire gli
occhi. Ma di recente Boffo è
stato ingiustamente indotto
alle dimissioni dopo
un’assurda polemica. Detto questo la storia di questa ragazzina cristiana,
Shazia Bashir, non si può
tacere. Oltretutto è solo la
punta dell’iceberg. L’ha fatta emergere dal silenzio, una settimana fa,
l’agenzia missionaria
Asianews (del Pontificio
istituto missioni estere), che
fa un lavoro eccezionale, ma
come una voce che grida nel
deserto. Ha lanciato la
notizia così, dal Pakistan:
“Lahore, domestica cristiana
12enne torturata e uccisa”.
L’agenzia riferisce che
viene accusato il padrone
musulmano: “La giovane
lavorava presso la famiglia di
un potente avvocato della città,
dove era soggetta a violenze
sessuali, fisiche e
psicologiche. La morte della
ragazza ha scatenato le
proteste della comunità
cristiana, che chiede
giustizia. Attivista per i
diritti umani: il 99 per cento
delle giovani cristiane che
lavorano per musulmani sono
vittime di violenze e
abusi”. Vedremo se e come le autorità arriveranno a
individuare e punire il o i
colpevoli. Ma non ci si
possono fare illusioni sulla
tutela dei cristiani in un
paese come il Pakistan. L’agenzia Asianews aggiunge: “ ‘I genitori di
Shazia non hanno potuto vedere
la figlia’ denuncia Razia
Bibi, 44 anni, zia della
vittima. La 12enne è morta il
22 gennaio scorso in ospedale
a causa delle ferite subite.
Sohail Johnson, (attivista per
i diritti umani, nda) conferma
che il cadavere presentava i
segni delle torture in 12
punti diversi del corpo ed è
stata ricoverata ‘con la
mandibola fratturata’. In un
primo momento la famiglia
dell’avvocato ha proposto un
risarcimento di 250 dollari ai
genitori per non sporgere
denuncia; poi si sono dati
alla fuga. La polizia li ha
arrestati dietro pressioni del
governo federale”. Il giorno dopo la morte di Shazia i cristiani hanno
manifestato di fronte agli
uffici dell’Assemblea
provinciale del Punjab.
“L’associazione dei legali
di Lahore, invece, si è
schierata a difesa del potente
avvocato musulmano. La
minoranza cristiana” scrive
ancora Asianews “esprime
dubbi sull’indipendenza e
l’efficacia delle indagini
avviate dalla polizia”. Va detto che non stiamo parlando di un paese
marginale: il Pakistan ha 180
milioni di abitanti, è
addirittura una potenza
nucleare e si trova in una
posizione geopolitica
strategica, fondamentale nella
lotta occidentale al
terrorismo islamico. Ma gli Stati Uniti sbagliano profondamente se si
illudono di potere vincere
quella guerra solo tramite la
via militare, in alleanza col
regime pakistano. Anche perché il Pakistan, che dovrebbe essere un
pilastro di questa lotta al
terrorismo, è uno dei paesi
più integralisti, quello dove
è stata inventata ed è
tuttora in vigore la
vergognosa “legge sulla
blasfemia” che dà
praticamente diritto di vita o
di morte sui cristiani o su
chi non si riconosca nel credo
coranico. I cristiani lì sono una minoranza ridotta alla
miseria, vessata in ogni modo.
Le famiglia cristiane sono così
povere che per sopravvivere
sono costrette a mandare le
figlie a lavorare già da
bambine e in genere l’unico
lavoro che possono fare è
quello delle serve presso le
ricche famiglia musulmane. Dove però – scrive Asianews – “sono sovente
vittime di abusi e violenze
fisiche, sessuali e
psicologiche”. Secondo un’organizzazione per i diritti umani “in
alcuni casi i loro padroni le
danno in spose a domestici
musulmani, obbligandole a
convertirsi all’islam”. In
sostanza “queste vulnerabili
ragazze cristiane non godono
di alcuna protezione”. La Chiesa italiana e il Vaticano si sono spesso
(anche in queste ore)
pronunciati in difesa degli
immigrati. Giustamente. Ma chi
si occupa dei poveri cristiani
di quei paesi, così poveri da
non poter neanche tentare di
emigrare? Ragazzine come Shazia sono costrette a subire una
vita infernale per una paga di
12 dollari al mese, a volte
neanche corrisposta: perché
la Chiesa, tramite le
parrocchie, la Caritas o tante
altre organizzazioni, non
lancia una grande campagna per
le “adozioni a distanza”
di queste ragazzine cristiane?
Io credo che tantissimi sarebbero disposti a dare 12
dollari al mese, cioè 8 euro
al mese, per salvare queste
povere fanciulle da un simile
inferno. La vita di una
fanciulla cristiana di dodici
anni vale almeno 8 euro? Mi chiedo perché gli stessi cattolici, che nei primi
secoli onoravano e veneravano
le giovani cristiane
martirizzate dai pagani,
ignorano la sorte terribile e
il martirio di tante fanciulle
in molti paesi. Nei primi secoli addirittura i padri della Chiesa
scrivevano pagine immortali in
onore di queste fanciulle:
penso al caso di
sant’Agnese, martire a 16
anni. Sant’Ambrogio, san
Girolamo e san Damaso
esaltarono il suo esempio, la
Chiesa la venera da 1700 anni,
a lei ha dedicato chiese e
memorie liturgiche. Mentre noi cristiani del XXI secolo neanche
conosciamo i nomi dei martiri
di oggi. Nel tempo
dell’informazione planetaria
globale i cattolici stessi
ignorano la vastità e la
crudeltà dell’odio
anticristiano e delle
persecuzioni nel mondo. Così nessuno ha mai pensato di aiutare le povere
famiglie cristiane di questi
paesi, né di realizzare un
qualche osservatorio
internazionale o un’agenzia
di difesa sul modello dell’
“Anti defamation league” o
di Amnesty international. Non si potrebbe sostenere di più il lavoro di
associazioni come “L’Aiuto
alla Chiesa che soffre”? Non
si potrebbero moltiplicare gli
sforzi e le organizzazioni di
questo tipo? Non potrebbero i cattolici e il Vaticano, anche
in accordo con le
organizzazioni cristiane
protestanti (questo sarebbe il
vero ecumenismo), creare ad
esempio un’équipe di
avvocati specializzati con la
missione di fornire assistenza
legale gratuita a livello
internazionale, per
patrocinare le cause dei
cristiani perseguitati in ogni
sede giuridica, politica o
amministrativa? Sono domande che personalmente pongo da anni, con articoli,
libri e conferenze. Ma non ho
mai avuto il barlume di una
risposta. Forse perché i
molti uffici del Vaticano sono
impegnati con tanti altri
problemi delicati. Ma siamo
sicuri che la tragedia dei
cristiani perseguitati sia una
questioncella secondaria?
Siamo sicuri che non
si possa fare di più? Quando
leggo articoli come quello
apparso ieri sul Foglio, dove
Vittorio Feltri rivela che è
stato “un informatore
attendibile, direi
insospettabile” che,
riassume il Foglio, “ha
spacciato per vero un
documento falso sull’ex
direttore di Avvenire Dino
Boffo, creando il caso” e
portando alle sue dimissioni,
e che tutto questo è nato
quando – aggiunge Feltri –
“una personalità della
chiesa della quale ci si deve
fidare istituzionalmente mi ha
contattato”, viene da
chiedersi con amarezza:
veramente ci sono
“personalità della
chiesa” che si dedicano a
questo? Si
deve sperare che si faccia
chiarezza assoluta. E che i
cattolici dedichino le loro
energie ai poveretti che, nel
mondo, soffrono a causa della
loro fede cristiana e aspettano aiuto. (31
gennaio 2010
Antonio Socci da
Libero, 31 gennaio 2010)
VANGELO COMMENTATO 9-02-2010
(Marco
7,1-13) Trascurando il
comandamento di Dio, voi
osservate la tradizione degli
uomini.
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni
degli scribi, venuti da
Gerusalemme. Avendo visto che
alcuni dei suoi discepoli
prendevano cibo con mani
impure, cioè non lavate – i
farisei infatti e tutti i
Giudei non mangiano se non si
sono lavati accuratamente le
mani, attenendosi alla
tradizione degli antichi e,
tornando dal mercato, non
mangiano senza aver fatto le
abluzioni, e osservano molte
altre cose per tradizione,
come lavature di bicchieri, di
stoviglie, di oggetti di rame
e di letti –, quei farisei e
scribi lo interrogarono: «Perché
i tuoi discepoli non si
comportano secondo la
tradizione degli antichi, ma
prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene
ha profetato Isaìa di voi,
ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con
le labbra, ma il suo cuore è
lontano da me. Invano mi
rendono culto, insegnando
dottrine che sono precetti di
uomini”. Trascurando il
comandamento di Dio, voi
osservate la tradizione degli
uomini». E diceva loro: «Siete
veramente abili nel rifiutare
il comandamento di Dio per
osservare la vostra
tradizione. Mosè infatti
disse: “Onora tuo padre e
tua madre”, e: “Chi
maledice il padre o la madre
sia messo a morte”. Voi
invece dite: “Se uno
dichiara al padre o alla
madre: Ciò con cui dovrei
aiutarti è korbàn, cioè
offerta a Dio”, non gli
consentite di fare più nulla
per il padre o la madre. Così
annullate la parola di Dio con
la tradizione che avete
tramandato voi. E di cose
simili ne fate molte».
COMMENTO
...
il Suo cuore è lontano da me
- Nel Vangelo, Gesù denuncia l'atteggiamento degli scribi e dei
farisei che, per seguire i
precetti della tradizione,
trascurano il comandamento di
Dio.
Meditazione - Il Vangelo di oggi sembra offrirci l'occasione di fare
un bell'esame di coscienza,
sia come singoli cristiani sia
come comunità. Prendendo
spunto dalla domanda dei
farisei e degli scribi, Gesù
non si sofferma tanto su ciò
che è puro o impuro, ma sul
fatto che queste categorie
sono frutto di un'elaborazione
tradizionale, sono, potremmo
dire, "parole di
uomini" che rischiano di
oscurare la Parola di Dio. Gesù
mette in discussione il valore
della cosiddetta "legge
orale", cioè di
quell'insieme di interpretazioni
trasmesse oralmente dai
maestri, le "tradizioni
degli antichi" la cui
trasmissione, secondo i
giudei, ha inizio già ai
tempi di Mosè. Ma per Gesù
tale tradizione non solo e
incapace di interpretare
veramente la volontà di Dio,
perché è semplice parola
di uomini, ma rischia di
condurre chi la segue lontano
da essa. Ciò non significa
che come credenti e come
comunità cristiana non
dobbiamo impegnarci per
cercare di concretizzare la
Parola di Dio nel nostro
quotidiano, ma dobbiamo tener
presente l'ammonimento del
Signore per non rischiare di
"idolatrare" le
nostre intuizioni mettendole
in primo piano. Potrebbe
sembrare banale e retorico, ma
è vero che spesso le incomprensioni
presenti all'interno della
comunità cristiana nascono
nel momento in cui qualcuno
cerca di imporre la
"propria parola",
la propria interpretazione
della volontà divina: impegnati
in questa battaglia, smettiamo
di cercare insieme la volontà
del Signore, trascuriamo il
comandamento di Dio per
osservare la tradizione
degli uomini. Una delle frasi
che più spesso si sente
circolare nelle nostre comunità
parrocchiali sia: "si è
sempre fatto così",
"è tradizione fare così".
Guai a toccare le tradizioni!
Quando ci rendiamo conto che
noi o la nostra comunità
stiamo cadendo in questo
tranello dovremmo avere il
coraggio di rimettere al
centro la Parola di Dio, di
cercare insieme il confronto
con essa perché ci purifichi
e ci indichi la strada da
percorrere.
Preghiera: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni
gli altri» (Gv 13,34b):
chiedo a Dio la grazia di
riuscire a mettere l'amore
scambievole al primo posto.
Agire: Cercherò di vigilare per diventare cosciente di quando tendo ad imporre la mia volontà, la mia visione della vita.
NOVENA
ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE DI
LOURDES
8° giorno. Nostra Signora di Lourdes, sostegno materno di tutta la Chiesa, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, proteggi il nostro Papa e il nostro vescovo. Benedici tutto il clero e in modo particolare i sacerdoti che ti fanno conoscere e amare. Ricordati di tutti i sacerdoti defunti che ci hanno trasmesso la vita dell'anima. Proposito: Far celebrare una messa per le anime del purgatorio e comunicarsi con questa intenzione.
IMPARIAMO
DAI SANTI:
SANTA
BERNADETTE
9-2-2010
Tratto
da: “Santa Bernadette - La
prediletta di Lourdes” A. M.
Sicari e “Le apparizioni di
Lourdes raccontate da
Bernadette” da Spunti.
Era nata nel 1844 in un gruppetto di cinque mulini,
distanziati tra loro qualche
decina di metri: il penultimo
era quello affidato a
Francesco Soubirous e alla sua
famiglia. I Soubirous
sembravano perseguitati dalla
sventura: quella che al
principio era una dignitosa
povertà si andava sempre più
tramutando in miseria: i tempi
erano brutti, scarsi i
raccolti, cattivi gli affari,
e i debiti si andavano
accumulando. Quando Bernadette
ha dieci anni, il papà non
riesce più a pagare l'affitto
del suo mulino e da padrone
diventa manovale. L'anno dopo
infuria il colera che colpisce
anche la bambina; l'anno dopo
ancora con la carestia si
presenta lo spettro della
fame. I Soubirous finiscono
per alloggiare nel buio e
fetido pianoterra di una
antica prigione: un buco umido
e malsano. A 12 anni
Bernadette è mandata a
servizio, gratuitamente, purché
la sfamino (difatti i padroni,
giorno dopo giorno, le danno
una pasta di granturco che la
piccola non riesce nemmeno a
digerire). Non mancano i
maltrattamenti che ella
sopporta senza lamentarsi
perché - dice - «quando si
pensa che il Buon Dio lo
permette, non ci si lamenta».
Di catechismo nemmeno
parlarne. A dire il vero la
padrona ha promesso di
insegnarglielo, ma ci rinuncia
presto: «Sei troppo stupida.
Non potrai mai fare la prima
Comunione». Intanto, a casa,
miseria produce miseria:
spesso il papà è senza
lavoro e, quando in paese
rubano due sacchi di farina,
il dito si punta su di lui,
perché è il più povero. Così
Francesco Soubirous finisce in
prigione, solo per pochi
giorni perché viene presto
scagionato, ma intanto un po'
di cattiva fama gli resta
appiccicata addosso, e il
cuore si intristisce.
Bernadette torna a casa: il
pensiero della prima Comunione
non l'abbandona e il curato ha
promesso di insegnarle almeno
le nozioni più elementari
(anche se poi dirà
scandalizzato: «Non sa
nemmeno che esiste il mistero
della Trinità!»). Ecco il
misero quadro, l'umile e
triste frammento di storia e
di mondo, cui la Vergine si
rivolge quando decide di
venire sulla terra. È cosi
triste che sembra si voglia
esagerare se si aggiunge che
proprio in quell'anno la
tubercolosi ha cominciato a
distruggere il corpo di
Bernadette. Certamente il
gioco dei razionalisti qui è
facile: basterà dire che
tanta miseria ha provocato
l'illusione del cielo che si
apre sulla terra, che la
frustrazione si compensa con
la finzione, che la ragazzina
miserabile gioca a fare la
santa come le bimbe povere
giocano a fare le principesse.
Ed è infatti proprio quello
che tutti dissero subito:
all'osteria del paese e nei
caffè parigini, appena la
notizia si sparse.
Dimenticando comunque
l'essenziale: che la storia può
veramente essere guardata
anche dall'altra parte,
esattamente dal punto da cui
la guardò la Vergine santa
quando scelse, come appunto
farebbe una madre, una tra le
sue figlioline più sofferenti
della terra. E comunque
l'obiezione degli «illuminati»
(e le loro volgari allusioni)
crolleranno sempre, come
contro una pietra, di fronte
alla statura morale, piena di
dignità, di equilibrio, di
incredibile forza e tenacia,
di questa ragazzina: non
accetterà mai né onori né
tanto meno denaro: ogni volta
che le offriranno soldi li
rifiuterà duramente; se
qualcuno le metterà
improvvisamente tra le mani
qualche moneta d'oro la lascerà
subito cadere per terra
esclamando: «Mi brucia!»; e
quando personalità o vescovi
insisteranno per vederla, farà
dire loro che farebbero meglio
a restare nelle loro diocesi;
e quando qualcuno cercherà
almeno di toccarla o di
tagliarle qualche pezzetto di
veste come reliquia, dirà con
la sua spiccia sincerità
contadina: «Quanto siete
imbecilli!». Ma torniamo a
quei primi mesi del 1858,
quando Bernadette è appena
quattordicenne.
LE
APPARIZIONI DI LOURDES
RACCONTATE DA BERNADETTE
Prima
apparizione, 11 febbraio 1858
La prima volta che fui alla grotta era il giovedì 11
febbraio. Andavo a raccogliere
la legna con due altre
ragazzine. Quando fummo al
mulino io domandai loro se
volevano vedere dove l'acqua
del canale andava a
congiungersi col Gave. Esse mi
risposero di sì. Di là noi
seguimmo il canale e ci
trovammo davanti a una grotta,
non potendo andare più
lontano. Le mie due compagne
si misero in condizione di
attraversare l'acqua che era
davanti alla grotta. Esse
attraversarono l'acqua. Si
misero a piangere. Domandai
loro perché piangessero. Mi
dissero che l'acqua era
fredda. Io le pregai di
aiutarmi a gettare delle
pietre nell'acqua per vedere
se potessi passare senza
scalzarmi. Mi dissero di fare
come loro, se volevo. Io andai
un po' più lontano a vedere
se potevo passare senza
scalzarmi ma non potei. Allora
ritornai davanti alla grotta e
mi misi a scalzarmi. Avevo
appena tolto la prima calza
che sentii un rumore come se
ci fosse stato un colpo di
vento. Allora voltai la testa
dalla parte del prato (dal
lato opposto alla grotta).
Vidi che gli alberi non si
muovevano. Allora ho
continuato a scalzarmi. Sentii
ancora lo stesso rumore.
Appena alzai la testa
guardando la grotta, scorsi
una signora in bianco. Aveva
un vestito bianco, un velo
bianco e una cintura azzurra
e una rosa su ogni piede, del
colore della catenella del
suo rosario. Allora fui un po'
impressionata. Credevo di
sbagliarmi. Mi strofinai gli
occhi. Guardai ancora e vidi
sempre la stessa signora. Misi
la mano in tasca; vi trovai il
mio rosario. Volevo fare il
segno della croce. Non potei
arrivare con la mano fino alla
fronte. La mano mi cadeva.
Allora lo sbigottimento
s'impadronì più fortemente
di me. La mia mano tremava.
Tuttavia non fuggii. La
signora prese il rosario che
teneva tra le mani e fece il
segno della croce. Allora
provai una seconda volta a
farlo e potei. Appena ebbi
fatto il segno di croce
scomparve il grande
sbigottimento che provavo.
Mi misi in ginocchio. Ho
recitato il rosario in
presenza di quella bella
signora. La visione faceva
scorrere i grani del suo, ma
non muoveva le labbra. Quando
ebbi finito il mio rosario, mi
fece segno di avvicinarmi, ma
non ho osato. Allora disparve
all'improvviso. Mi misi a
togliere l'altra calza per
attraversare quel po' d'acqua
che si trovava davanti alla
grotta (per andare a raggiungere
le mie compagne) e ci siamo
ritirate. Cammin facendo ho
domandato alle mie compagne se
non avevano visto niente. No,
mi risposero. L'ho domandato
loro ancora. Mi dissero che
non avevano visto niente.
Allora aggiunsero: - E tu hai
visto qualcosa? Allora dissi
loro: - Se non avete visto
niente, neppure io. Credevo di
essermi sbagliata. Ma
ritornando, lungo la strada mi
domandavano ciò che avevo
visto. Ritornavano sempre su
quello. Io non volevo dirlo
loro, ma mi hanno talmente
pregata che mi sono decisa a
dirlo: ma a condizione che non
ne parlassero a nessuno. Mi
promisero di mantenere il
segreto. Ma appena arrivate a
casa, niente di più urgente
che dire ciò che avevo visto.
Ecco per la prima volta.
Seconda
apparizione, 14 febbraio 1858.
La seconda volta era la domenica seguente. Ci
ritornai perché mi sentivo
spinta interiormente. Mia
madre mi aveva proibito di
andarci. Dopo la messa
cantata, le altre due
ragazzine e io fummo ancora a
chiederlo a mia madre. Non
voleva. Mi diceva che temeva
che cadessi nell'acqua. Temeva
che non sarei tornata per
assistere ai vespri. Le promisi
di sì. Mi diede allora il
permesso di andare. Fui alla
parrocchia a prendere una
bottiglia d'acqua benedetta
per gettarla alla visione
quando fossi alla grotta, se
la vedevo. Arrivate là,
ciascuna prese il suo rosario
e ci mettemmo in ginocchio per
dirlo. Avevo appena detto la
prima decina che scorsi la
stessa signora. Allora mi misi
a gettarle l'acqua benedetta
dicendole, se veniva da parte
di Dio di restare, se no di
andarsene; e mi affrettavo
sempre a gettargliene. Si
mise a sorridere, a inchinarsi
e più io annaffiavo, più
sorrideva e piegava la testa e
più la vedevo fare quei
segni... e allora presa da
timore mi affrettavo ad
aspergerla e lo feci finché
la bottiglia fu terminata.
Quando ebbi finito di recitare
il mio rosario, scomparve.
Ecco per la seconda volta.
La
Terza apparizione, 18 febbraio
1858.
La terza volta, il giovedì seguente: vi furono
alcune persone importanti
che mi consigliarono di
prendere della carta e dell'inchiostro
e di domandarle, se aveva
qualcosa da dirmi, di avere la
bontà di metterlo per
scritto. Ho detto le stesse
parole alla signora. Si mise
a sorridere e mi disse che ciò
che aveva da dirmi non era
necessario scriverlo, ma se
volevo avere la compiacenza di
andarci per quindici giorni.
Le risposi di sì. Mi disse
anche che non mi prometteva di
farmi felice in questo mondo,
ma nell'altro.
Vi ritornai quindici giorni. La visione apparve tutti
i giorni ad eccezione di un
lunedì e di un venerdì. Un
giorno mi disse che dovevo
andare a bere alla fontana.
Non vedendola, andai al Gave.
Mi disse che non era là. Mi
fece segno col dito
mostrandomi la fontana. Ci
andai. Non vidi che un po'
d'acqua che assomigliava a del
fango. Vi portai la mano; non
potei prenderne. Mi misi a
scavare; poi potei prenderne.
Per tre volte l'ho gettata.
Alla quarta volta potei. Mi
fece anche mangiare un'erba
che si trovava dove io fui a
bere (una volta solamente).
Poi la visione scomparve e io
mi ritirai.
Mi disse di andare a dire ai preti di far costruire là
una cappella. Fui a trovare il
signor curato per dirglielo.
Mi guardò un momento e mi disse
con un tono non molto gentile:
- Chi è questa signora? Gli
risposi che non lo sapevo. Poi
m'incaricò di domandarle il
suo nome. Il giorno dopo
glielo chiesi. Ma ella non
faceva che sorridere. Al
ritorno fui dal signor curato
e gli dissi che avevo fatto
la commissione, ma che non
avevo avuto altra risposta.
Allora mi disse che si
prendeva gioco di me e che
avrei fatto bene a non
ritornarci più; ma io non
potevo impedirmi di andarci.
Ella mi ripeté più volte che dovevo dire ai preti che lì si doveva fare una cappella e d'andare alla fontana per lavarmi e che dovevo pregare per la conversione dei peccatori. Nello spazio di questi quindici giorni mi diede tre segreti che mi proibì di dire. Sono stata fedele fino ad ora. Dopo i quindici giorni le ho domandato di nuovo chi fosse. Sorrideva sempre. Infine mi azzardai una quarta volta. Allora, tenendo le due braccia aperte, alzò gli occhi guardando il cielo, poi mi disse, giungendo le mani all'altezza del petto, che era l'Immacolata Concezione. Sono le ultime parole che mi ha rivolto. Aveva gli occhi azzurri...
CATECHESI SU LA SANTA MESSA don G. Tomaselli 9-2-2010
I
pellegrinaggi in Terra Santa
sono frequenti. Molti
vorrebbero visitare i luoghi
santificati dalla presenza del
Figlio di Dio, fatto Uomo, ma
non ne hanno la possibilità. Altri
invece, prendendo parte a
qualche solenne
pellegrinaggio, hanno la gioia
di vedere i luoghi più
rinomati della Palestina, di
rivivere tante scene
evangeliche e di gustare le
dolci emozioni che sogliono
provare i veri amanti di Gesù.
Quale
gioia si ha nel visitare a
Nazaret il Santuario costruito
sul posto ove la Madonna
ricevette l'annunzio
dell'Angelo ed ove Gesù si
fece Uomo! Quale emozione si
prova nell'entrare nella
grotta di Betlem, oggi
trasformata in cappella! Ma le
emozioni principali si hanno a
Gerusalemme, nella città
Santa, che poi fu la città
deicida. Vi si vedono qua e là
residui delle mura di cinta e
si presentano allo sguardo
campanili e moschee; si
attraversa l'immensa
spianata, selciata, ma deserta,
ove prima sorgeva il magnifico
Tempio di Salomone. E' meta
dei pellegrini il Tempio del
Cenacolo. Ma il cuore dei
visitatori è rivolto al
Calvario. Attraversata quasi
per intero la città, ci si
trova davanti al superbo
edificio. E' il Tempio del
Santa Sepolcro, di forma rotonda,
alto, con sedici colonne
imponenti é sedici finestre
corrispondenti, dalle
invetriate ricoperte da veli
neri, che danno al Tempio un
tono di lutto. Nel centro c'è
il Sepolcro, in un ricco
mausoleo, sormontato da una
cupola. Qui si suole sostare
per mirare e meditare: In
questo sepolcro Gesù stette
morto; qui Egli risuscitò
gloriosamente!... Sotto lo
stesso grande edificio, ma
lateralmente, si vede un
alto muraglione, costruito
per impedire le frane del
Calvario; per rendere facile
l'accesso, ai lati stanno due
scale, per le quali si va al
luogo della Crocifissione.
Sopra il muraglione l'ambiente
è di forma rettangolare,
molto lungo, mattonato a
mosaico; vi regna la penombra;
centinaia di piccole lampadine
pendono dall'alto e rischiarando
un poco il doloroso recinto.
Parecchi altari ricordano per
mezzo d'iscrizioni i posti
della Passione, cioè ove Gesù
fu spogliato ed abbeverato di
fiele, ove fu inchiodato alla
Croce ed ove la Vergine Madre l'ebbe morto tra le braccia. L'Altare
centrale, ove nessuno può
celebrare, è sul posto ove
fu piantato il legno della
Croce. A qualche palmo di
distanza dall'Altare, in
basso, c'è quella stessa pietra,
nella cui fessura stette la
Croce con Gesù agonizzante.
La vera Croce è sparsa per il
mondo, distribuita in mille
reliquiari: Qui sul Calvario
è collocata a ricordo una
altra Croce, con l'immagine di
Gesù, con a destra quella
dell'Addolorata ed a sinistra
quella di San Giovanni. Ai
pellegrini è lecito baciare
il sacro suolo; stendendo il
braccio, attraverso il vuota
della base dell'Altare, si può
giungere a toccare la
storica roccia del Calvario.
D'ordinario, per la calca
dei visitatori, non è possibile
fermarsi a lungo in questo
luogo, ma approfittando delle
ore di tregua, si può stare a
tutt'agio a pregare e
meditare. Meditare sul
Calvario!... Quale libro più
prezioso? « In questo palmo
di terra il Figlia di Dio compì
l'opera della Redenzione. «
Qui riparò i peccati
dell'umanità; con la sua
morte diede la vita alle
anime, abbattè le potenze
infernali e riaprì il Paradiso!
«Su questa pietra Gesù lasciò
cadere il suo Sangue. Il Corpo
Divino si dissanguava sotto lo
sguardo della Madre
Addolorata, la quale stava
proprio qui, sotto la Croce!
«Tu, o Gesù, offristi al
Divin Padre il sacrificio di
tutto tu stesso e dicesti in
questa posto: tutto è
compiuto! - «Grazie, o Gesù,
che sei morto per me! Grazie,
o Vergine Addolorata, che
versavi su questa terra
lacrime di sangue per cooperare
alla Redenzione
umana!... L'anima
meditabonda bacia ancora una
volta il sacro suolo e,
commossa e rinnovata nello
spirito, rifà la scala del
muraglione ed esce dal Tempio.
Fortunato San Giovanni e
fortunate le pie donne che
assistettero al sacrificio del
Figlio di Dio sulla Croce!
Fortunati, in qualche modo,
quelli che possono visitare il
Calvario e far rivivere nella
loro mente le scene dolorose
della Passione! Ma fortunati
possiamo dirci tutti, perchè
tutti possiamo assistere al
Sacrificio della Messa, il
quale è la rinnovazione reale
di quello della Croce. C'è
questa differenza tra i due
sacrifici: il primo si compì
sul Calvario una sola volta
con spargimento di Sangue; il
secondo, il Sacrificio della
Messa, si compie e si ripete
in modo incruento, cioè senza
spargimento di Sangue. La
Messa non è un ricordo della
Passione di Gesù, ma ne è la
vera rinnovazione; perciò,
come merita l'adorazione il
sacrificio della Croce, così
la merita il sacrificio della
Messa. Quale tesoro è dunque
la Messa! Ma è un tesoro
nascosto, di cui tanti
ignorano la preziosità; per
questo da non pochi si ascolta
da... analfabeti, cioè quasi
con la sola presenza. La
celebrazione del Santo
Sacrificio è accompagnata
da un complesso di preghiere
divinamente ispirate ed è ben
giusto che i fedeli conoscano
e prendano parte a tali
preghiere liturgiche. Questo
scritto ha lo scopo di far
conoscere al popolo il
significato della Messa, di
suggerire la maniera pratica e
fruttuosa di assistervi e
d'invogliare ad ascoltare più
Messe che sia possibile.
Dio
è tutto. Ha creato
l'universo, lo conserva
nell'esistenza e lo governa.
Ciò che esiste, visibile ed
invisibile, tutto appartiene
a Lui. Tra gli esseri creati ci sono quelli intelligenti,
quali sono gli Angeli e le
creature umane. Dagli esseri
intelligenti Dio esige l'atto
volontario d'amore, di
adorazione e di sudditanza.
Tutto ciò che i buoni gli
offrono mentre sono nella vita
mortale, gli è molto accetto,
perchè ogni offerta,
quantunque piccola, è sempre
atto d'amore e di umile
sudditanza. Tra le offerte il
Creatore predilige i sacrifizi
e benedice coloro che gliene
offrono.
Adamo ed Eva ebbero dei figli, Caino e Abele. Costui
era pastore; per rendere omaggio
alla Divina Maestà, scelse le
primizie del suo gregge, cioè
gli agnelli primogeniti e più
grassi, li uccise e li bruciò
in sacrificio a Dio. Il
Signore, dice la Sacra
Scrittura, guardò
benignamente Abele ed i suoi
doni. Le benedizioni divine si
riversarono sopra di Lui,
tanto che il fratello Caino
per gelosia l'uccise.
ABRAMO.
Il Patriarca Abramo aveva un unico figlio, Isacco,
che amava tanto. Dio lo mise
alla prova, dicendogli: Prendi
il tuo figliuolo unigenito, il
tuo diletto Isacco, e vai
nella terra della visione, ove
lo offrirai in sacrificio
sopra uno dei monti, che io ti
dirò. - Abramo, alzatosi
subito, sebbene di notte
tempo, si avviò al monte
indicato dal Signore,
conducendo seco il figliuolo;
sull'asinello c'era la
legna, che avrebbe dovuto servire
a consumare la vittima. Mentre
stava per sacrificare il
figlio, l'Angelo del Signore
gli gridò dal cielo: Abramo,
non stendere la mano sopra il
fanciullo e non fargli del
male, perchè ho già conosciuto
che temi Dio e non hai
risparmiato il Tuo Figlio
Unigenito! - Abramo alzò gli
occhi e vide dietro di sè un
montone; lo uccise e l'offerse
in sacrificio a Dio invece
del figliuolo. Dopo l'Angelo
gli disse: Dice il Signore: Lo
giuro per me stesso! Siccome
tu hai fatto questo e per me
non hai risparmiato il tuo
figlio unico, io ti benedico e
moltiplicherò la tua stirpe
come le stelle del cielo e
come l'arena che è sul lido
del mare... Nella tua progenie
saranno benedette tutte le
nazioni della terra, perchè
hai ubbidito alla mia voce. -
MOSE'.
Leggendo la Sacra Bibbia, si vede l'importanza che
nell'Antico Testamento il Signore
dava ai sacrifici, indicandone
la qualità, la maniera ed
il tempo di compierli;
preferiva i sacrifici di
sangue, perchè simboleggiavano
il Sangue che il Redentore
avrebbe sparso.Quando infatti
gli Ebrei erano nel deserto,
dopo l'uscita dall'Egitto, Dio
disse a Mosè: Queste cose
dirai ai figli d'Israele: Mi
farete un altare di terra e
sopra di esso offrirete i
vostri olocausti, le vostre
vittime pacifiche, le vostre
pecore ed i vostri buoi, in
ogni luogo in cui sarà
memoria del mio nome, ed io
verrò a te e ti benedirò. -
Gli disse ancora: Ecco quello
che sacrificherai
sull'altare: due agnelli di un
anno, ogni giorno, in
perpetuo, una al mattino ed
uno alla sera... Quando uno di
voi vorrà offrirmi un sacrificio
di bestiame, cioè di buoi e
di pecore, se la sua offerta
è un olocausto preso dal
gregge, offrirà un maschio
senza macchia alla porta del
tabernacolo dell'Alleanza
del Signore. Porrà la mano
sul capo della vittima, che
sarà così gradita e gioverà
alla espiazione. Poi immolerà
il vitello dinanzi al Signore;
i Sacerdoti, figliuoli di
Aronne, ne offriranno il
sangue, versandolo intorno
all'altare; tratta la pelle
alla vittima, ne taglieranno
in pezzi le membra; poi
metteranno il fuoco sotto
l'altare, dopo aver accomodate
le legna, sopra le quali
porranno con ordine le membra
tagliate... Il Sacerdote le
farà bruciare sopra
l'altare in olocausto di soave
odore al Signore. -
SALOMONE.
Gli Ebrei, per rendersi il Signore propizio, offrivano molti sacrifici e vi assistevano con devozione. E' bene ricordare ciò che avvenne allorquando il re Salomone dedicò il Tempio di Gerusalemme. La festa della dedicazione si protrasse per sette giorni. Nelle ore stabilite il popolo stava raccolto nel Tempio e nel grande atrio, mentre dai Sacerdoti e dai Leviti s'innalzavano canti accompagnati da strumenti musicali. Salomone in quella festa offrì in sacrificio a Dio ventimila buoi e centoventimila arieti. Mentre le carni delle vittime erario sui vari altari, la Maestà del Signore riempi il Tempio ed ecco scendere dal cielo il fuoco che consumava le carni. Il popolo vedeva il prodigio. Tutti i figli d'Israele, a vedere il fuoco misterioso, stavano prostrati a terra adorando e lodando Dio. Il Signore gradì quelle vittime e disse a Salomone: Ho eletto questo luogo come mia Casa di sacrificio. - - Non solo gli Ebrei, popolo eletto, ma anche i pagani sentivano il bisogno di offrire sacrifici alle loro false divinità. Talvolta taluni arrivavano all'aberrazione, perchè, volendo offrire al loro Dio qualche cosa di grande, invece di sacrificare animali, uccidevano qualche bambino o fanciullo o giovinetta e dopo ne bruciavano le carni. Certamente tali sacrifici non potevano essere accetti al Signore.
CATECHESI SULLE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALI 8-2-10
4 - ALLOGGIARE
I PELLEGRINI
Ero forestiero e mi avete ospitato
– “Venite, benedetti del Padre
mio, ricevete in eredità il
premio preparato per voi fin
dalla fondazione del mondo.
Perché ero forestiero e mi
avete ospitato”. – “Signore, quando ti abbiamo
visto forestiero e ti abbiamo
ospitato?”. – “In verità vi dico: Ogni volta
che avete fatto questo a uno
di questi più piccoli,
l’avete fatto a me” (Mt
25).
Gesù, tu hai detto:
“L’avete fatto a
me”
È vero, Signore. Di fronte al problema
dei migranti noi cristiani
dobbiamo fare il nostro bel
esame di coscienza. Tu hai difeso l’adultera dalle mani di
coloro che volevano lapidarla,
e hai portato con te, nello
stesso giorno della tua morte
in croce, il malfattore
pentito che subìva la tua
stessa sorte. Quando
impareremo a non mostrare
indifferenza né tanto meno
freddezza, sospetto e ostilità,
riguardo ai migranti,
soprattutto se sono donne e
bambini? Ci dobbiamo specchiare nel tuo Vangelo,
caro Gesù. È giusto pensare
con serietà alla conversione
del nostro modo di pensare e
di agire. Vogliamo ospitare,
almeno nel nostro cuore, tanta
povera gente che sbarca ogni
giorno sulle nostre coste.
Pensiamo ai nostri parenti e
amici che hanno dovuto
emigrare in condizioni di vera
povertà. La Bibbia lo ricorda
agli Ebrei: “Tu amerai il
forestiero come te stesso
perché anche voi siete stati
forestieri nel paese
d’Egitto” (Lv 19,34). Come sei buono, Gesù, che accogli anche
me, con amore, tutte le volte
che mi allontano da te. Tu mi consoli, asciughi le mie lacrime e fasci le mie ferite.
Abramo accoglie i tre forestieri.
“Il Signore apparve ad Abramo alle
querce di Mamre, mentre egli
sedeva all’ingresso della
tenda nell’ora più calda
del giorno. Egli alzò gli
occhi e vide tre uomini.
Appena li vide, corse loro
incontro dall’ingresso della
tenda e si prostrò fino a
terra, dicendo: Mio Signore,
se ho trovato grazia ai tuoi
occhi, non passare oltre senza
fermarti dal tuo servo” (Gn
18).
Abramo e Sara offrirono ai
forestieri acqua per lavarsi e
prepararono per loro un pasto
abbondante fatto di focacce di
fior di farina, di latte acido
e latte fresco insieme con un
vitello tenero preparato per
l’occasione. Caro Gesù, i nostri antichi padri
hanno visto in questi tre
personaggi, ai quali Abramo si
rivolse al singolare
l’annuncio del mistero della
Trinità. Già da allora,
dunque, Dio ci comanda di
vederlo e di accoglierlo nei
viandanti che passano davanti
alle nostre case, e riserva a
coloro che praticano
l’ospitalità dei grandi
favori, come fu per Abramo e
Sara che ebbero il dono di un
figlio. Lazzaro e le sorelle Marta e Maria
hanno sempre offerto la loro
casa come rifugio e dimora
sicura a te e per i tuoi
discepoli, e tu li hai
ricompensati con i tuoi bei
colloqui, la tua amorosa
simpatia, e nel momento più
tragico ridonando la vita al
fratello. Chi può misurare la
tua tenerezza, Gesù, verso
coloro che ti servono nei
fratelli? Per questo tu sei venuto e per questo
sei morto sulla Croce: perché
amiamo il Padre tuo con tutto
il cuore e perché ci amiamo a
vicenda non con le parole ma
con i fatti. Grazie, Gesù.
Donaci il tuo Santo Spirito
perché ci dia la forza e il
coraggio di accogliere e
perdonare tutti.
Tratto
da: “L’Evangelo come mi è
stato rivelato” di M.
Valtorta Ed. CEV, Vol: IV Cap.
275
Albergare
i pellegrini
unisce la carità alla fiducia e al benpensare del prossimo. É anche questa una virtù, sapete? Una virtù che denota, in chi la possiede, oltre che carità, onestà. Perché chi è onesto agisce bene e, dato che come si agisce solitamente si pensa agiscano gli altri, ecco che la fiducia, la semplicità, che credono che le parole altrui siano vere, denotano che colui che le ascolta è uno che dice la verità nelle grandi e piccole cose, non giungendo perciò a diffidenze sui racconti altrui. Perché pensare, davanti al pellegrino che vi chiede ricovero: "E poi se è ladro e omicida?". Tanto tenete alle vostre ricchezze da tremare per esse di ogni estraneo che giunge? Tanto tenete alla vostra vita da sentirvi raggricciare di orrore pensando di poterne essere privati? E che? Pensate che Dio non possa difendervi dai ladroni? E che? Temete nel passante un ladrone e non avete paura dell'ospite tenebroso che vi deruba di ciò che è insostituibile? Quanti ospitano il demonio nel cuore! Potrei dire: tutti ospitano il peccato capitale, eppure nessuno trema per questo. É dunque prezioso solo il bene delle ricchezze e della esistenza? E non sarà più preziosa l'eternità, che vi lasciate rubare e uccidere dal peccato? Povere, povere anime derubate del loro tesoro, messe in mano agli assassini, così, come cose di poco conto, mentre si barricano le case, si mettono chiavistelli, cani e forzieri a difesa delle cose che se con noi non portiamo nell'altra vita! Perché voler vedere in ogni pellegrino un ladrone? Fratelli siamo. La casa si apre ai fratelli di passaggio. Non è del nostro sangue il pellegrino? Oh! sì! É sangue di Adamo e di Eva. Non è nostro fratello? E come no?! Il Padre è uno solo: Iddio che ci ha dato un'anima uguale, così come ai figli di un letto solo il padre dà un sangue uguale. É povero? Fate che non sia più povero di lui il vostro spirito privo di amicizia del Signore. Lacera è la sua veste? Fate che non sia più lacerata la vostra anima dal peccato. É fangoso o polveroso il suo piede? Fate che più del suo sandalo sporco per tanto cammino, rotto nel lungo andare, non sia il vostro io logorato da vizi. É brutto il suo aspetto? Fate che non più brutto sia il vostro agli occhi di Dio. È straniero il suo parlare? Fate di non avere voi il linguaggio del cuore incomprensibile nella città di Dio. Vedete nel pellegrino un fratello. Tutti siamo pellegrini in cammino per il Cielo e tutti bussiamo alle porte che sono lungo la via che va al Cielo. E le porte sono i patriarchi e i giusti, gli angeli e gli arcangeli, ai quali ci raccomandiamo per avere aiuto e protezione onde giungere alla mèta senza cadere esausti nel buio della notte, nel rigore del gelo, preda delle insidie dei lupi e sciacalli delle passioni malvagie, e dei demoni. Come vogliamo che angeli e santi ci aprano il loro amore per ospitarci e ridarci lena a proseguire la via, così facciamo noi per i pellegrini della Terra. E per ogni volta che apriremo la casa e le braccia, salutando col dolce nome di fratello un ignoto, pensando a Dio che lo conosce, Io vi dico che saranno percorse molte miglia nel cammino che va ai Cieli
LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMINE: Chi desiderasse portare, questo Sacramentale, prima "imposto" da un Sacerdote, può chiederlo a picap_55@yahoo.it verrà inviato gratuitamente e leggi bene anche il pieghevole: http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/lo%20scapolare%20del%20carmelo%20in%20breve.htm
DALLA MAILING LIST DEI "DISCEPOLI DI GESU' E MARIA" PREGHIAMO CON LA SANTA CHIESA
LODI ORA MEDIA ANGELUS dal 1 al 28/2/2010 scarica VESPRI e COMPIETA dal 1 al 28/2/2010 scarica
ORE DI ADORAZIONE EUCARISTICA VIA CRICIS ORA SANTA S ROSARIO
IL GRIDO SILENZIOSO vedi film - scarica film 32 MB
Ricordiamo
che molte parti del video
presentano immagini crude e
impressionanti,
in quanto vengono mostrate le
reali sequenze di un aborto
effettuato in una clinica
americana.
LIBRO: Vivere o uccidere una vita - Testimonianza dettagliata di un aborto scarica
Progetto GEMMA: http://www.bios.bologna.it/gemma.htm
Tutte le Catechesi sono tratte dalla Lista: DISCEPOLI DI GESU E MARIA ISCRIVITI !
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Questo sito ha come unico scopo la maggior Gloria di Dio e la salvezza di tutte le anime attraverso la diffusione della Parola di Dio, degli Insegnamenti della Chiesa e dei suoi Santi e dei Messaggi della Madonna ai suoi veggenti, in totale obbedienza al Papa e alla Chiesa Cattolica